Diritto di Parola. il punto sulla valutazione. E il nodo del contendere nelle stanze buie del ministero : la valutazione

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1 Dicembre 2009 Anno scol. 2009/2010, Numero 1 Diritto di Parola Notiziario dell Istituto GIORDANI di Caserta il punto sulla valutazione. E il nodo del contendere nelle stanze buie del ministero : la valutazione Di che cosa? Di tutto ciò che ha a che fare con la scuola, dal lavoro dei dirigenti e dei docenti all efficacia della didattica, dalla qualità dell offerta formativa alla sicurezza delle strutture, dal comportamento degli alunni al loro rendimento scolastico complessivo. Intanto, mentre cresce l ansia sociale per una scuola che molti ritengono inadatta a rispondere ai bisogni culturali del momento storico che viviamo,da più parti si levano voci di scontento che chiedono un focus sulla professionalità degli operatori della scuola, dei docenti accusati, con sommarie ed ingiuste generalizzazioni, di conoscere poco e di applicare peggio le teorie pedagogiche più acclarate sulla valutazione degli alunni. La valutazione e' espressione dell'autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale, nonche' dell'autonomia didattica delle istituzioni scolastiche recita il. D.P.R. n. 122\2009, Regolamento sulla valutazione degli alunni, richiamando le responsabilità formative di chi valuta quotidianamente le prestazioni e sommativamente le conoscenze, le competenze e le capacità raggiunte a fine anno scolastico dagli studenti. Il documento scaturisce dall obbligo per la scuola,tramite i professionisti che vi operano, di rispettare i diritti citati nello Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria ( D.P.R. 24 giugno 1998,n. 249, e successive modificazioni) : Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. I dirigenti scolastici e i docenti, con le modalità previste dal regolamento di istituto, attivano con gli studenti un dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza in tema di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico. Lo studente ha inoltre diritto a una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca a individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento. Il che, tradotto in parole povere, significa che ciascun insegnante valuta il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo di ciascun alunno, di cui egli ha individuato le potenzialita' così come le carenze. Quanto alla trasparenza del processo di valutazione, essa si esplica attraverso la condivisione con gli alunni (tramite il Contratto Formativo) e con i genitori (tramite una costante comunicazione) degli obiettivi di apprendimento che il docente si è posto e delle modalità di verifica del loro raggiungimento (in coerenza con le indicazioni scaturite dal Consiglio di Lisbona del 2000, con il POF, con i criteri di valutazione definiti dal Collegio dei docenti e fatti propri da ciascun consiglio di classe,nello spirito di autonomia di ogni singola istituzione scolastica). Foto dal web Solo così si attiva il processo di autovalutazione, che consente a ciascuno, sia all - alunno che al docente, di monitorare i suoi progressi, di analizzare le cause di eventuali insuccessi, di godere dei suoi successi e, registrando la qualità delle proprie prestazioni, di migliorare, di crescere. Altamente formativa risulta anche la funzione orientante della certificazione dei livelli di apprendimento raggiunti da ciascun alunno (anche se non in possesso della cittadinanza italiana), alla fine dei primi due anni della scuola superiore, all atto dell'adempimento dell'obbligo di istruzione (sedici anni), nel fornire indicazioni utili alla prosecuzione degli studi, consentendo gli eventuali passaggi tra i diversi percorsi e sistemi formativi e l'inserimento nel mondo del lavoro. Il nuovo regolamento sulla valutazione, al fine di favorire l'acquisizione di una coscienza civile basata sulla consapevolezza che la liberta' personale si realizza nell'adempimento dei propri doveri, nella conoscenza e nell'esercizio dei propri diritti, nel rispetto dei diritti altrui e delle regole che governano la convivenza civile in generale e la vita scolastica in particolare, stabilisce anche che al comportamento (= condotta), si attribuisce un voto in decimi (occorre il sei per essere ammessi alla classe successiva),che concorre a determinare i crediti scolastici ed i punteggi utili per beneficiare delle provvidenze in materia di diritto allo studio. Il sistema di sospensione del giudizio a fine a.s. lo conosciamo in quanto già sperimentato, ma vale la pena di riflettere sull ammissione all'esame di Stato che avviene solo se gli alunni nello scrutinio finale, avranno conseguito una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi. Buone notizie per i più bravi:gli alunni della penultima classe sono ammessi direttamente agli esami di Stato se avranno riportato nello scrutinio finale, non meno di otto decimi in ciascuna disciplina e non meno di otto decimi nel comportamento, a patto che abbiano seguito un regolare corso di studi di istruzione secondaria di secondo grado e che abbiano riportato una votazione non inferiore a sette decimi in ciascuna disciplina e non inferiore a otto decimi nel comportamento negli scrutini finali dei due anni antecedenti il penultimo, senza essere incorsi in ripetenze nei due anni predetti. Ampio spazio viene attribuito alla valutazione degli alunni con disabilità nel rispetto dell ampia normativa vigente in materia. Tante regole, tanti diritti e doveri da conoscere e rispettare, ma val la pena di ricordare che la valutazione non è che uno strumento di crescita Al lavoro ragazzi : il successo scolastico non è affatto una mission impossible, a patto che si studi per imparare, a tutto vantaggio del proprio progetto di vita. Prof. Giuliana De Tata Pag. 2 Dibattito sul Futuro, Con la musica nelle orecchie Pag. 3 Non giocare col gioco, Il poker Pag. 4 Pag. 5 Pag. 6 Alle origini del Grande fratello, La finestra rotta Di Costituzione... si vive, Cattive previsioni, Fango Giordani News Foto dal web

2 Pagina 2 Diritto di Parola DIBATTITO SUL FUTURO "Mi pongo spesso, forse sempre, la domanda di cosa farò nella mia vita, come renderò significativo il mio essere, come lascerò delle orme su questo mondo. E improvvisamente mi sento sola e insicura." Questa frase, scritta da un adolescente, riflette l incertezza e la difficoltà di crescere e di affrontare se stessi, la vita, il mondo. Un argomento serio e delicato, sul quale vorremmo aprire una discussione aperta alla partecipazione di tutti voi. Per il momento, proponiamo i primi due contributi pervenuti. Una mia coetanea scrive questo suo pensiero che, con leggera angoscia, fa riflettere chi lo legge come fosse proprio. Il futuro, per noi giovani, è l'incognita della nostra esistenza. Esso richiede delle scelte responsabili e spesso noi ragazzi non abbiamo abbastanza maturità per comprenderle e intraprendere la via giusta. Analizzandomi, cosa che faccio non poche volte, so di non essere quella persona matura che fa le scelte giuste per il proprio futuro, pur capendo quali saranno le conseguenze. C'è qualcosa, nel mio vissuto, che mi ha spinto, e continua a farlo, a rischiare: la musica. Essa ha cambiato radicalmente la mia vita, ha mutato il mio stile e mi ha insegnato cose che, per un ragazzo della mia generazione, sono abbastanza anomale da pensare e provare. E' la componente principale della mia esistenza ma, come tutto su questa Terra, ha i suoi pregi e i suoi difetti. Il principale difetto è l'ingigantimento del punto interrogativo che mi ritrovo davanti, quando penso al mio futuro. Qualunque musicista vorrebbe sfondare e vivere di sola melodia e armonia, di note che fanno sentire libero chi le scrive e commuovono o fanno divertire chi le percepisce. Ricordo che, prima di conoscere questa che io reputo una "magia", ero solo un automa timido e introverso che non voleva altro che attenzioni dalle persone che si ritrovava attorno, incompreso, con una voglia morbosa di essere ricordato, e insoddisfatto perché non a suo agio in questo mondo. Mi sono trasferito quattro volte e in quattro posti diversi, cambiato e perso tanti "amici", vissuto tante esperienze e provato un'infinità di sentimenti, fino a sentirmi libero emotivamente e provare ciò che pochi hanno il lusso di sentire. Niente mi ha realmente cambiato la vita oltre la musica, che porterò con me per il resto dei miei altrimenti inutili giorni e alla quale sto dedicando tutto me stesso. Contributo firmato Cosa vuoi fare da grande? : una frase vecchia di secoli. I ragazzi non possono fare a meno di domandarsi cosa potranno fare dopo la scuola, dopo l università; ma non è certo una scelta semplice. Al giorno d oggi, solo una piccola percentuale di adolescenti decide di seguire la strada per un futuro difficile ed intraprendente, ricco di problemi ed esperienze. L altra percentuale, invece, si arrende durante il percorso difficile e complicato che tutti chiamiamo scuola. Si fermano, e decidono di fare la cosa che per loro è più semplice ed abbordabile, senza pensare che il loro futuro non sarà certo come quello di un imprenditore o un medico, ma sarà ben al di sotto di ciò. Come ho detto prima, decidere il proprio futuro non è una scelta semplice. Anzi, futuro è una cosa che non si può programmare in nessun modo. Quindi, pensare intensamente al proprio futuro, ad un destino, è da persone coscienziose e decise. Io farò medicina, Io farò ingegneria. Si, ma bisogna pensare anche a cosa potremmo fare per gli altri, alle orme che potremmo lasciarci dietro, agli esempi che dovremmo dare ai nostri figli. Ci sono molteplici domande che bisogna porsi prima di dire: Farò questo. Una volta che il pensiero diventa chiaro, nitido, ed ogni dubbio risolto, allora si potrà dire: Ok, ho deciso. Una nostra coetanea dichiara di sentirsi sola ed insicura nel pensare al proprio futuro. Certo non è la sola. Molti adolescenti hanno questo tipo di sentimenti. Si pensa: E se io non riuscirò a fare qualcosa per gli altri? E se non riuscirò a dare qualcosa agli altri? E se tutti i miei sforzi saranno stati vani?. Penso che bisogna essere decisi, razionali, sicuri. Sognare un futuro è la cosa più importante. Un sogno è uno scopo che bisogna raggiungere nel tempo, coi propri sforzi, con le proprie gambe. E penso comunque che abbattersi non serve. Basta essere decisi e sicuri di sè. Con queste due medicine si affrontano tanti problemi. Per quanto riguarda il mio futuro, ho qualche scelta ancora da chiarire. Diventare un medico? O intraprendere la strada per il mondo dell informatica? L anno scolastico è appena iniziato, ed io ho poco tempo per decidere. Ma, qualunque strada prenderò, so che mi porterà il più lontano possibile. Perché ci credo Marco D Agostino Con la musica nelle orecchie Se c è qualcosa di cui, la maggior parte di noi ragazzi, non riesce più a fare a meno, quella cosa è il proprio lettore musicale munito di cuffie. Si incontrano sempre più di frequente ragazzi che camminano per strada con le loro cuffie nelle orecchie, che viaggiano negli autobus o nei treni, che a- spettano agli angoli della strada che arrivi qualcuno o che se ne stanno semplicemente seduti su di una panchina, solo in compagnia della loro musica. La musica riempie i tempi morti, le attese, evita di farci sbuffare e ci fa pensare. Pensiamo a qualunque cosa quando ascoltiamo musica, alle cose passate, a quelle che vorremmo fare in futuro e a quelle che ci stanno appena accadendo. Per conoscere bene un ragazzo di oggi bisognerebbe anche scrutare nel suo mp3 e ascoltare la sua stessa musica, ciò che ognuno di noi ascolta ci rappresenta. Non ascoltiamo mai musica a caso, la scegliamo con cura perché dobbiamo sentirci parte della canzone, deve parlare di noi o di qualcosa che ci piace ma che non siamo. Ognuno di noi ha la sua musica e non ce n è una che vada bene per tutti. Noi stessi abbiamo bisogno di musica diversa secondo l'età, la cultura o il momento che stiamo vivendo. Ci è capitato di non riuscire ad ascoltare canzoni romantiche in un giorno in cui eravamo di cattivo umore e abbiamo cambiato genere, una canzone rock che faceva compagnia ai nostri nervi. Ci siamo fermati a guardare fuori dal finestrino dell autobus ascoltando il suono di un pianoforte o di una chitarra che ci ha fatto immaginare cosa avremmo voluto che accadesse nei giorni a venire. Abbiamo anche pianto o urlato nel cantare una canzone che sapevamo ormai a memoria. La musica è dentro la nostra vita in ogni secondo che viviamo e sempre più spesso il suo compito è di farci compagnia nei gesti, nelle occupazioni, nelle cose che dobbiamo affrontare tutti i giorni. Non c'è più un momento specifico per fermarsi ad ascoltarla, oggi la musica è la colonna sonora del movimento. Il mondo guardato con la musica nelle orecchie ci appare diverso, meno stanco e meno reale. Si rischia di camminare immersi in una nuvola trasparente attraverso cui i veri suoni non riescono a passare, e forse ci perdiamo qualcosa, perché tenere troppo spesso le cuffie ci fa dimenticare il rumore. Il rumore è fastidioso ma ci insegna qualcosa, ci sono alcune cose che vanno ascoltate e non solo viste con gli occhi. Molto probabilmente in treno non si faranno più incontri strani o conoscenze particolari, perché non abbiamo più bisogno di comunicare quando non sappiamo che fare. E si rischia di rimanere chiusi nel proprio mondo fatto di cantanti che cantano di te ma non per te e di persone che non ti rivolgono la parola perché sono abituati a vederti con le orecchie impegnate. Si inizia ad essere interessati e a selezionare la musica preferita negli anni delle scuole superiori, dove ci si confronta con gli altri e si comincia ad avere un giudizio personale. E qui che la musica inizia a farci riflettere e a diventare un elemento importante, se non indispensabile, della nostra vita. Marianna Zarrillo cantanti che cantano di te ma non per te e di persone che non ti rivolgono la parola perché a- bituati a vederti con le orecchie impegnate.

3 Anno scol. 2009/2010, Numero 1 Pagina 3 Non giocare col gioco! Essere giovani nel mondo odierno non è affatto un compito facile. Noi adolescenti siamo chiusi in un mondo tutto nostro basato sul divertimento e teniamo chiuso il cancello agli adulti, ai nostri genitori che vediamo come oppressori della nostra libertà. Varcato quel cancello tutto sembra più facile e i problemi svaniti. Ma bisogna pur sempre trovare qualche svago, qualche distrazione, ed è allora che i giovani partono alla ricerca di novità per distinguersi dal gruppo. Negli ultimi tempi si è molto diffuso tra gli adolescenti il fenomeno del "gioco". Molti penseranno che questo sia normale, che i giovani si distinguono appunto per la loro voglia di giocare, scherzare e divertirsi. Ma il gioco di cui parleremo in queste poche righe non prevede partite di calcetto organizzate per passare qualche ora in compagnia degli amici, è un fenomeno contagioso che in poco tempo si diffonde come un virus entrato in rete. Capita a tutti di entrare in un bar e di cadere con lo sguardo su uno sgabello vuoto, posto con accuratezza di fronte ad una slot machine. Ed è dopo averla fissata a lungo che il giovane decide di avvicinarsi e di provare un gioco nuovo, convinto che magari potrebbe vincere, oppure considerando la peggiore delle ipotesi avrà perso 1. È proprio questa convinzione che spinge il giovane a tornare tutte le sere e magari non a spendere più 1, ma cifre sempre più alte, tanto che le poche vincite non potranno mai ripagare tutto il denaro buttato. Spesso si tratta di persone che vogliono dimostrare agli altri e a se stessi di riuscire ad avere un controllo sul fato e sulla casualità. Questa situazione acquista per il giovane in poco tempo importanza perché ipnotizzato dal suono, dal rumore delle monete, dai colori dello schermo che ha davanti, egli riesce a dimenticare i problemi e il mondo che lo circonda. Altri svaghi che non coinvolgono solo i giovani, ma anche gli adulti, è la mania di giocare al lotto oppure di tentare la fortuna con i gratta e vinci. Come se non bastasse, anche i media provvedono a diffondere questo fenomeno con la pubblicità, incitando il pubblico a giocare ed esponendo il montepremi che nessuno è ancora riuscito a portare a casa. Così anche i ricevitori, i tabaccai si sono adeguati, affiggendo alle vetrine dei loro negozi fotocopie ingrandite dei biglietti e mettendo ben in evidenza la somma vinta. Ciò stimola le persone ad avvicinarsi al gioco, nella speranza di una possibile vincita. Esistono casi nei quali le persone riescono a non creare una dipendenza dal gioco, anche se non eliminano del tutto questa sorta di divertimento. Altri invece sono spinti dal desiderio di recuperare il denaro perso sfidando la fortuna, ma nel peggiore dei casi non riescono nel loro obiettivo ed inizia cosi una lunga catena di avvenimenti negativi come il chiedere prestiti mettendo a rischio il benessere economico e soprattutto la tranquillità familiare. Ci troviamo così a dover sentire di coppie divorziate, di famiglie finite sul lastrico, di giovani, anziani rovinati perché la dea bendata non era dalla loro parte. Questo vizio può essere combattuto grazie all aiuto di specialisti o, più semplicemente, dall affetto della famiglia. Molte volte la comprensione e l aiuto di una persona a noi cara è più efficace di una seduta con persone sconosciute. L importante è non vergognarsi di chiedere aiuto per paura di poter essere considerati deboli agli occhi degli altri, commettendo l errore di tener chiuso ancora una volta il cancello del nostro mondo e peggiorando ancora di più la situazione. IL POKER Le origini del gioco del poker sono molto confuse: alcuni pensano assomigli ad un gioco persiano, altri che il moderno gioco del poker derivi da un gioco tedesco dei primi dell 800 chiamato pochen. Il gioco che più si avvicina al poker moderno deriva dal poque francese nel XVII sec., per poi espandersi in Europa e poi negli Stati Uniti. Le carte del poker dovrebbero derivare dalle mattonelle del domino cinese. Le regole del poker non sono basate su un solo gioco, ma su diversi giochi sviluppatisi fino al poker dei giorni nostri. Le prime testimonianze parlano di partite di poker con venti carte, dove quattro giocatori puntano su chi ha il miglior punteggio, poi solo in seguito con il mazzo detto alla francese si ha l'introduzione del colore (cinque carte dello stesso colore e simbolo). Il poker è un gioco di carte d'azzardo. Il grande successo del poker è dovuto all'abilità del giocatore, al punto da consentire l'esistenza di giocatori professionisti: la fortuna è ovviamente decisiva per le singole mani ma la valutazione delle probabilità, l'osservazione del comportamento degli altri giocatori al fine di intuire le loro combinazioni e l'esecuzione di bluff per indurli in errore fanno la differenza durate la partita. A partire dall'inizio degli anni '90 si è aperta per i giocatori la possibilità di giocare a Poker online, cioè collegandosi mediante Internet e sedendosi a tavoli virtuali ai quali si gioca contro altre persone connesse dal proprio computer. Questo sistema di gioco è cresciuto moltissimo negli anni successivi e oggi è la principale modalità con la quale il Poker è praticato a livello mondiale. Esistono molte varianti del poker ma tutte con la stessa logica di gioco. Le carte sono distribuite in senso orario e allo stesso modo cambia il mazziere (dealer). Per ogni mano uno o più giocatori devono porre una puntata che serve per il piatto iniziale che i giocatori potranno contendersi. Il mazziere distribuisce le carte, coperte o scoperte, in base alle regole della specialità giocata. Le possibilità principali sono lasciare (fold), puntare (bet), vedere (call) e rilanciare (raise) Alla fine dell'ultimo turno di puntate resta un solo giocatore o più giocatori che hanno puntato tutti la stessa somma; in questo secondo caso, tipicamente più raro, avviene lo show down. Si mostrano le carte dei giocatori e si confronta il punto di ciascuno: vince il più alto o il più basso a seconda della variante. Esistono tre grandi categorie di gioco. Draw poker: Ogni giocatore riceve cinque o più carte, tutte coperte. I giocatori possono cambiare una o più carte per una o più volte. Stud poker: i giocatori ricevono le carte una alla volta, alcune coperte altre scoperte. Community card poker: ogni giocatore riceve un determinato numero di carte coperte e può utilizzare un determinato numero di carte comuni per comporre il proprio punto. Quello del poker è un gioco appassionante e bello, per qualcuno un lavoro, e tutti i giocatori sono soggetti a periodi di alti e bassi. I periodi bassi per molti possono essere sconvolgenti e farli cadere in depressione. In questi casi, se la depressione è curata con farmaci sotto la guida di un medico, si riesce a guarire. Tuttavia, molti giocatori di poker preferiscono risparmiare il loro denaro per i tornei ricorrendo a sostanze come la cocaina, anziché rivolgersi a un medico. La cocaina è uno stimolante troppo potente, che crea una grande sensazione di euforia solo per qualche ora e, quando finisce l'effetto, si ritorna in uno stato di depressione peggiore, che induce a consumarne sempre di più, e con maggior frequenza. Tra i giocatori c'è anche un grosso uso di sedativi perché, facendo largo consumo di stimolanti, hanno dei grossi problemi di insonnia. Anche l'uso di questi farmaci per contrastare l'effetto degli stimolanti è molto pericoloso. Infatti i medici non prescrivono mai ad un paziente l'uso di entrambe le sostanze perché si crea un pericolo per la salute. Il gioco del poker è un gioco bellissimo, in grado di appassionare, emozionare e accattivare moltissime persone anche di diversa età e di diversa etnia. Ma sempre senza esagerare, altrimenti si sfocia nella dipendenza dal gioco, con tutte le conseguenze enunciate sopra. E proprio il caso di dirlo: Il gioco è bello quando dura poco!. Francesco Crispino Maria Castillo Torres - Giovanna Sparago

4 Pagina 4 Diritto di Parola Alle origini del Grande Fratello Vi siete mai chiesti se il vostro pensiero fosse condizionato, in qualche modo, da qualcosa di magnificamente grande ed intoccabile? Forse una risposta a questa domanda è stata data dallo scrittore e giornalista britannico George Orwell, nel suo famosissimo romanzo La vicenda si svolge a Londra, città della Pista 1 del primo continente, l Oceania (che, a quei tempi, era in guerra con il secondo continente, l Estasia, ed in pace con il terzo ed ultimo continente, l Eurasia), ed ha per protagonista un certo Winston Smith, uomo di mezza età ed impiegato del Partito, che un giorno scopre la possibilità di poter creare un legame col futuro per informare di ciò che accadeva realmente, senza distorsioni; ovviamente, nascondendosi dagli occhi e dalle orecchie del Grande Fratello. Così pensando, inizia a scrivere un diario, malgrado la mancanza di punteggiatura e di una corretta grammatica. Ogni uomo non appartenente ai Prolet (Proletariato una classe disagiata) veniva condizionato prevalentemente dal Partito dell Amore, il quale imponeva che il sesso veniva permesso soltanto a coloro intenzionati a procreare; e vi era anche il Grande Fratello, unica e sola salvezza per tutti, che si basava su 3 principi fondamentali: La guerra è pace La libertà è schiavitù L ignoranza è forza. Come controllare tutti? Semplice, nessuna preoccupazione, c era la Psicopolizia a rassicurare, ma soprattutto ad incastrare persone innocenti, accusandole di psicoreati. Winston aveva notato che la realtà veniva distorta e il pensiero della gente condizionato dalla figura paterna del Grande Fratello, ma sapeva anche dell esistenza di un nemico, Emmanuel Goldstein, capo della Confraternita. Il libro narra varie vicende di Winston e della sua amante Julia, capaci di violare delle regole fondamentali di una società basata su quei principi. Dopo essere stato catturato e portato nella Stanza 101, Winston confessa di odiare la sua amante Julia e di amare, sopra ogni cosa, il Grande Fratello ; poi sua vita verrà spezzata da un colpo di pistola mentre era nel corridoio della prigione. La lettura di questo magnifico libro ci porta a supporre che parte della storia sia verosimile, come ad esempio il lavoro di Winston, che aveva il compito di modificare la storia secondo il piacere del Grande Fratello, facendolo sembrare, così, una persona buona e generosa. Quindi, se almeno parte del libro fosse realtà, le persone che vediamo ogni giorno, che salutiamo e con cui ci relazioniamo, sono tutti burattini di un fantomatico quanto inquietante gioco? Oppure anche noi siamo delle pedine della stessa scacchiera?. È impossibile rispondere poichè, se fosse così, ogni risposta deriverebbe dal nostro pensiero già distorto, quindi si deduce che si fa già parte di quel sistema. Osservando la società in cui viviamo, i comportamenti ed il pensiero di ogni singolo individuo, non posso fare a meno di ipotizzare l esistenza di un Grande Fratello sotto forma di politica, sport, i- struzione, intrattenimento e chi più ne ha più ne metta. E rivolgo una domanda a coloro che mi stanno leggendo: Non è possibile che, anche in questo momento, qualcuno vi stia guardando?. Roberto Villano George Orwell La guerra è pace La libertà è schiavitù L ignoranza è forza La finestra rotta Lucia Fascia Avete mai visto o, almeno, sentito parlare de 'Il collezionista di ossa'? Beh, quel libro da cui è tratto l'omonimo film è solo uno di una serie di efficaci ed emozionanti racconti thriller dell autore statunitense Jeffery Deaver, nato nel 1950 a Chicago. Ex cantante folk, ex giornalista, ex avvocato, ha abbandonato la carriera legale per dedicarsi alla scrittura. Ha all'attivo 22 romanzi-bestseller internazionali tradotti in 35 lingue. Ha venduto nel mondo oltre 20 milioni di copie con titoli come L'uomo scomparso, La dodicesima carta, Il collezionista di ossa, da cui è stato tratto l'omonimo film con Denzel Washington nei panni del criminalista Lincoln Rhyme. In una delle sue intervi- ste, Deaver racconta che il suo compito è quello di intrattenere, ma non in modo superficiale, perchè un thriller che de- ve emozionare e far appassionare il lettore deve avere al suo interno un misto di storie vibranti e personaggi ben caratte- rizzati che permettono di raggiungere più facilmente l'animo del lettore. Un intrattenimento banale non ottiene nessun effetto. Il lettore non ama annoiarsi e, se incuriosito dalla trama, cerca di leggere il finale il prima possibile.l ultimo suo lavoro si intitola "La finestra rotta" (Rizzoli, 2008), ed è davvero molto bello perché l Autore tratta un tema di scottante attualità come il furto d'identità, tra continui colpi di scena, riuscendo a tenere sulla corda il lettore fino alla fine. Il rac- conto è caratterizzato da una serie di omicidi, i cui presunti autori sono ritrovati dalla polizia di Manhattan facilmente, per i troppi indizi schiaccianti lasciati sulla scena del delitto e a casa; è proprio questo che fa insospettire il famoso cri- minologo tetraplegico Lincoln Rhyme che, per aiutare suo cugino Arthur Rhyme, uno dei presunti colpevoli, e sma- scherare il vero assassino, riunisce nella sua casa newyorchese, diventata uno studio di indagini, la famosa squadra pro- tagonista dei precedenti romanzi, composta dalla detective Amelia Sachs, anche compagna di vita, dal detective della po- lizia Lon Sellitto e dal giovane sergente Ron Pulaski. Il vero assassino sa tutto di tutti, è una specie di "dio". Sa cosa fai, cosa mangi, dove e con chi vivi, cosa leggi, dove lavori, perfino quanti soldi hai. Ma tu non ti accorgi di lui, ed ecco che avviene il furto d'identità. In tal modo, si può intrufolare nella tua vita e sconvolgerla senza che tu possa fare nulla, se non aspettare che tutto prima o poi finisca per il meglio. Ma quasi mai questo accade. Sullo sfondo del racconto giallo abbiamo una serie di storie che ci mettono in "comunicazione" con i personaggi, come se ci stessero raccon- tando la loro vita. Deaver non parla di loro facendo riferimento solo al lavoro che svolgono, ma in ogni capitolo trovia- mo una continua descrizione riguardante il loro passato e presente. A mio parere, Deaver ha la capacità di entrare e farci entrare nella mente dei personaggi e nel racconto, sappiamo tutto quello che pensano, descrive tutto nei minimi partico- lari. Così, quando percorrono la griglia sulla scena del delitto o sono in casa durante le indagini, non sono soli, ma c'è anche il lettore, che partecipa ad ogni minimo spostamento, sa come si svolgono le indagini e può tentare di mettere insieme i pezzi per scoprire l'assassino e verificare alla fine se le sue supposizioni erano giuste. Io ci ho provato, ma senza fortuna: troppi colpi di scena, sembra impossibile superare la mente del criminologo Rhyme... e dello stesso scrittore! Chi ama i thriller o i racconti polizieschi, non può non leggere questo libro. Chi, invece, non ne ha mai letti ed è rimasto incuriosito, non può far altro che comprarlo ed iniziare le indagini. Posso assicurarvi che l'autore vi farà appassionare con la sua imprevedibilità, ed avrete voglia di leggerlo tutto in un fiato. Buona lettura!

5 Anno scol. 2009/2010, Numero 1 Pagina 5 Di Costituzione si vive. E il titolo accattivante del Progetto che si svolgerà in istituto nel corrente anno scolastico, in rete con l Istituto di Istruzione Secondaria di primo grado Pascoli di Casagiove e con l Istituto Comprensivo Statale Caio Lucilio di Sessa Aurunca. Il Giordani è scuola capofila ed ha avuto il grande onore di vedere il suo progetto selezionato tra i migliori tra i tanti presentati al Ministero per l Istruzione. Il lavoro, che ha preso l avvio il 23 novembre, si basa sulla sperimentazione di percorsi di innovazione organizzativa e didattica sul tema Cittadinanza e Costituzione. Si dovrebbe chiamare così,infatti, il nuovo insegnamento introdotto nelle scuole di ogni ordine e grado con la legge n. 169 del Per il momento,in attesa di indicazioni ministeriali più concrete, le scuole sperimentano e noi lo facciamo attraverso una serie di seminari informativi, una fase di formazione per i docenti coinvolti ed un attività di ricerca-azione in aula, a cui parteciperanno gli alunni delle classi IF- ITI e IB- LT, con i rispettivi insegnanti di Storia, Diritto e Geografia. Giorgio Napolitano (Foto Quirinale) insegnare, studiare e analizzare nelle scuole il dettato costituzionale per offrire ai giovani un quadro di riferimento i n d i s p e n s a b i l e a costruire il loro futuro di cittadini consapevoli dei propri diritti e doveri. I valori ispiratori del nuovo insegnamento e del progetto che si sta realizzando sono stati enunciati dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha ribadito, in occasione del 60 anniversario della Costituzione italiana, l importanza di insegnare, studiare e analizzare nelle scuole il dettato costituzionale per offrire ai giovani un quadro di riferimento indispensabile a costruire il loro futuro di cittadini consapevoli dei propri diritti e doveri. Dal sito del ministero si legge infatti che l insegnamento di Cittadinanza e Costituzione ha l obiettivo di insegnare alle giovani generazioni come esercitare la democrazia nei limiti e nel rispetto delle regole comuni. Di questo e di tanto altro ancora parleranno qui da noi dei relatori che definire illustri è dir poco: il Prof. Manfrellotti, docente di Diritto Pubblico presso la Facoltà di Giurisprudenza di Santa Maria Capua Vetere, il Coordinatore Regionale di LIBERA, Dott. Geppino Fiorenza ed il Senatore Ferdinando Imposimato, che ci illuminerà con la sua immensa esperienza nel campo dei diritti e dei doveri contemplati dalla Costituzione. Da tutti vogliamo apprendere, ma ci attendiamo anche parole di fiducia, di incoraggiamento, affinchè nel nostro vivere quotidiano non ci sentiamo afflitti da obblighi soffocanti ma impariamo ad accettare le regole ed il controllo sulla loro corretta applicazione, necessario presupposto ad una serenità nuova e ad una qualità della vita degna di un paese civile. Vincenzo Santonastaso, Simone Palumbo, Davide Castaldi, Luciano Coniglio Fango Cattive previsioni marianna zarrillo D i r i t t o d i P a r o l a Domani avremo un altra volta perso il senno e le scarpe schizzeranno fango nelle pozzanghere, nuovi patti concorderemo dopo ogni notte passata a tessere trame senza confini ma sputeremo in faccia a nuovi giorni la nostra disapprovazione nonostante uno straccio d amore ci avrà rivolto uno sguardo per caso in una stretta di mano o dagli occhi lucidi di una fotografia. Disapproviamo questa piatta realtà graffiando sui muri le nostre angosce sapendo che non ne caveremo nulla di buono risaliamo le scale incompresi per queste inutili didascalie scritte sotto le facce ipocrite di chi crede aver trovato la felicità al prezzo di compromessi così facili da ottemperare. Nando Taccogna

6 Notiziario dell Istituto GIORDANI di Caserta La foto curiosa Dirigente Scolastico Prof. Francesco Villari Redazione: Prof. G. De Tata, Prof. C. Rocco, Alunni dell Istituto Per contatti e collaborazioni: tel Fax Editor: Siamo su Internet: Dopo averli ingoiati riuscirà anche a digerirli? matteocennamo Dal 23 novembre ha ripreso l attività la Biblioteca di Istituto, che resterà aperta fino al 12 giugno del PON 2010 Tipologia Destinatari Azione Proposta Titolo Competenze in scienze e tecnologia - Percorso B1 formativo sulle competenze disciplinari Scienze e Automazione Docenti Comunicazione in lingua straniera - Percorsi formativi CLIL (Content and Language Integrated Learning) B1 English for teachers Docenti C1 Competenze in matematica - Percorso formativo Matematicando Alunni Comunicazione in lingua straniera - Percorso formativo C1 English for Europe Alunni Prepariamoci alle Olimpiadi C4 Percorso formativo - Preparazione gare di Fisica Alunni Prepariamoci alle Olimpiadi C4 Percorso formativo - Preparazione gare di Informatica Alunni Prpepariamoci alle Olimpiadi C4 Percorso formativo - Preparazione gare di Matematica Alunni C6 F2 F2 F2 Percorso breve - I annualità (classe III) - Biennale Simuliamo un'impresa per le tecnologie Alunni Percorso di formazione abilità di studio/ orientamento Informaticando Alunni Percorso di cultura della legalità e partecipazione civile L'Italia in Europa Alunni Percorso di formazione abilità di studio/ orientamento Grafica a scuola Alunni Dal mese di novembre 2009, nell ambito del progetto SCUOLE APERTE POR REGIONE CAMPANIA dal titolo PER VIVERE MEGLIO, sono stati attivati i laboratori: La strada di tutti L acqua bene primario Inoltre, nell ambito del progetto SCUOLE APERTE POR REGIONE CAMPANIA dal titolo DI NUOVO INSIEME sono stati attivati i laboratori: Il rispetto dell ambiente è un gioco da ragazzi Avviamoci verso il volontariato La sicurezza informatica In relazione ai 2 corsi rivolti ai docenti, il primo è destinato ai docenti delle materie scientifiche e tecniche e si va a collocare nell'ambito di un'azione di rilievo nazionale denominata (come il titolo del corso) Scienze e Automazione. Per il corso di Inglese, l'obiettivo principale è quello di adeguarsi ai nuovi orientamenti del Ministero, che prevedono la possibilità di insegnamento di una disciplina tecnica in lingua straniera. Per questo motivo, l'azione dovrebbe essere prioritariamente rivolta ai docenti delle discipline professionalizzanti. I 9 corsi per gli alunni sono così divisi: - 2 per approfondimenti disciplinari; - 3 per la preparazione alle gare; - 1 per la creazione di un'impresa Formativa Simulata; - 3 per il recupero della dispersione scolastica. I 3 corsi per il recupero della dispersione scolastica sono indirizzati a gruppi-classe del biennio. Gli altri sono invece destinati a tutti coloro che aderiranno. Per i corsi di preparazione alle gare si darà preferenza ai primi classificati nelle singole selezioni scolastiche. I corsi partiranno tutti nella prima metà del mese di gennaio 2010, dopo che saranno stati individuati esperti e tutor.

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------------------------------------------------------------------------------------------------------- pelle su pelle Testo tratto dalle interviste realizzate in occasione della festa del volontariato - Casalecchio di Reno 22 aprile 2013 a cura dell associazione di promozione sociale Gruppo Elettrogeno

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