Studio per la realizzazione di una piattaforma di monitoring per servizi wireless

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1 UNIVERSITA DEGLI STUDI ROMA TRE Facoltà di Ingegneria Corso di Laurea in Ingegneria Informatica Tesi di Laurea Studio per la realizzazione di una piattaforma di monitoring per servizi wireless Laureando Alberto Pettini Relatore Prof. Paolo Merialdo Università Roma Tre Correlatore Severino Di Cola Datamat S.p.A. Anno Accademico

2 Misura ciò che è misurabile, e rendi misurabile ciò che non lo è Galileo Galilei ( )

3 Indice 1 Introduzione Contenuto dei capitoli Contesto Service Level Management QoS Il concetto di chiave Problema Specifiche di Sistema Obiettivo Metodologia di sviluppo RUP Iterazioni Ideazione Analisi dei requisiti Requisiti Funzionali Requisiti non Funzionali Attori Elaborazione Modello dei casi d uso UC1 : Visualizza scenario Pull UC2 : Filtra i risultati Pull UC3 : Seleziona Probe II

4 INDICE INDICE UC4 : Visualizza scenario Push UC5 : Visualizza scenario Allarmi UC6 : Imposta il numero di eventi Tecnologie di sviluppo Soluzione Java Servlet e jsp Vantaggi rispetto Visual Basic Lo strato di persistenza Architettura del Sistema Le componenti nel dettaglio Probe Alarm Manager KPI viewer and reporting Repository Configurazione operativa Implementazione e Transizione Modello a strati Classi e modello Controllo e vista Dati e persistenza Transizione Il Sistema WSM Monitoring web real-time Pull Push Allarmi Reportistica Risultati e Conclusioni Sviluppi futuri III

5 INDICE INDICE 11 Strumenti utilizzati Strumenti software Ringraziamenti 71 IV

6 Elenco delle figure 2.1 Relazione tra punti di vista del QoS Gerarchia degli indicatori chiave Fasi del processo RUP Ciclo del processo iterativo-incrementale Use Case 1: Visualizza Pull Use Case 2: Filtra risultati Pull Use Case 3: Seleziona Probe Use Case 4: Visualizza Push Use Case 6: Imposta numero eventi Architettura Servlet e Jsp Architettura logico-funzionale Configurazione operativa Struttura fisica della componente web Modello a strati Il modello delle classi Estensioni web per UML - rappresentazione simbolica Estensioni web per UML: UC Estensioni web per UML: UC Estensioni web per UML: UC La tabella MDSLOG Vista di insieme delle tabelle di interesse Vista parziale del Db (1) V

7 ELENCO DELLE FIGURE ELENCO DELLE FIGURE 8.10 Vista parziale del Db (2) Dettaglio monitoring Pull Dettaglio monitoring Push Dettaglio monitoring Allarmi Menù di scelta Sintesi Servizi VI

8 Capitolo 1 Introduzione La continua evoluzione delle tecnologie nel settore delle telecomunicazioni e del business ad esse correlato ha comportato negli ultimi anni un radicale cambiamento delle comunicazioni mobili. In particolare il mondo del wireless sta trasformando i dispositivi mobili da semplici terminali per chiamate vocali a potenti strumenti interattivi. In tale ambito il corretto funzionamento dei servizi offerti all utente ha assunto importanza basilare per i Service Providers operanti su sistemi mobili di Terza Generazione. Il progetto di Wireless Service Monitoring (WSM), oggetto di questa tesi, è nato all interno della Divisione Telecomunicazioni (Convergere) della società Datamat. L obiettivo da raggiungere è stato la realizzazione di una componente web di un sistema di monitoring complesso e modulare che operasse in real time. Tale sistema offre una soluzione integrata composta da strumenti di simulazione del traffico SMS/MMS (wireless probes), di navigazione su portali WAP, e gli strumenti necessari alla documentazione dei livelli di servizio offerti. L approccio allo sviluppo del progetto è stato del tipo iterativo incrementale sull impronta delle tecniche suggerite dal Rational Unified Process (RUP), un processo per lo sviluppo di software Object Oriented. Anche le consegne al cliente sono avvenute in più fasi, offrendoci così un feed-back continuo e permettendo una continua individualizzazione dei rischi maggiori 1

9 1.1. Contenuto dei capitoli CAPITOLO 1. Introduzione che ha consentito interventi e modifiche tempestive e limitate. L analisi dei requisiti è stata guidata da specifiche funzionali molto dettagliate nate da un attenta interazione con il cliente finale da parte dei responsabili del team, ed ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo, offrendo un solido filo conduttore nello svolgimento delle attività. La scelta delle tecnologie di sviluppo è stata in parte dettata dall esigenza di far evolvere un sistema già parzialmente esistente, in parte per poter offrire al cliente un prodotto conforme alle specifiche funzionali e prestazionali e facilmente espandibile nel futuro. Il progetto è stato gestito tramite una struttura software ed hardware altamente modulare, consentendo un ottimale sviluppo in team e permettendo di ottenere singole componenti facilmente integrabili e riusabili. Tali accorgimenti hanno conferito al sistema caratteristiche di adattabilità ai nuovi servizi ed alle esigenze dei diversi clienti e lo hanno predisposto a futuri sviluppi ed implementazioni. 1.1 Contenuto dei capitoli Il cap. 2 è un introduzione al contesto in cui il progetto di Wireless Service Monitoring si va a collocare. Vi si spiegano i princìpi di funzionamento e l importanza del Service Level Management (SLM) nell ambito delle telecomunicazioni, con attenzione ai concetti di Quality of Sevice e di chiavi di qualità. Nel cap. 3 vi è una descrizione più dettagliata dell obiettivo da raggiungere e dei requisiti richiesti: una piattaforma che permetta di monitorare in real-time servizi wireless (SMS-MMS-WAP), creando una sorta di cruscotto con strumenti di supporto al personale tecnico-amministrativo di un Telco provider. Nel cap. 4 si introduce la metodologia di sviluppo adottata durante 2

10 1.1. Contenuto dei capitoli CAPITOLO 1. Introduzione la durata del progetto, analizzando gli aspetti ed i vantaggi del processo iterativo-incrementale RUP (Rational Unified Process). I capitoli successivi si baseranno principalmente sulle fasi individuate da tale processo di sviluppo. Il cap. 5 riporta gli studi effettuati durante la fase di Ideazione, proponendo una soluzione al problema individuato. In questa fase vengono analizzati nello specifico i requisiti richiesti e sono individuati gli attori principali che interagiscono con il sistema. Con il cap. 6 si pone l attenzione alla fase di Elaborazione, con l obiettivo di realizzare un modello formale che rappresenti quanto analizzato nella fase precedente. Nel cap. 7 vengono presentate le tecnologie di sviluppo adoperate nel progetto. In particolare si parla di tecnologie Java applicate al web (Jsp e Servlet) ed i vantaggi che portano. Viene anche descritto lo strato di persistenza dei dati e l interazione con il Database. Viene poi presentata l architettura generale del sistema nella sua completezza, con ruolo e funzionamento di ogni componente coinvolta. Il cap. 8 è focalizzato sulla fase implementativa, descrivendo nel dettaglio le scelte e la creazione di modello, controllo ed interfaccia. Alla fine del capitolo viene introdotta anche la fase di Transizione, ovvero il passaggio tra due iterazioni consecutive del processo RUP, nella quale vengono descritti i test effettuati sul sistema. Nel cap. 9 viene fatta una panoramica sul prodotto sviluppato nella sua completezza, descrivendo le interfaccie realizzate e gli strumenti a disposizione dell utente. Per completezza oltre alla parte di monitoring real-time vengono mostrate anche le schermate di reportistica dei servizi. Il cap. 10 contiene le considerazioni di insieme sull attività lavorativa svolta descrivendo i risultati ottenuti e traendone delle conclusioni. Vengo- 3

11 1.1. Contenuto dei capitoli CAPITOLO 1. Introduzione no inoltre introdotti gli sviluppi futuri previsti per il sistema in previsione delle nuove tecnologie in ambito dei servizi di comunicazione wireless che si affacciano sul mercato. 4

12 Capitolo 2 Contesto 2.1 Service Level Management La percezione che il cliente ha di un servizio wireless non si basa esclusivamente su semplici misurazioni quantitative riguardo le prestazioni della rete ma di norma include anche considerazioni sulla qualità delle operazioni, ad esempio l esattezza di fatturazione, la reperibilità di risorse o la tempestiva risoluzione di problemi. Di qui la necessità di sottoscrivere contratti di Service Level Agreement, anche detti Service Level Garantee. Essi non sono altro che contratti (o parti di contratto) che vengono stipulati tra il Network Operator/Service Provider (NOs/SPs) ed il cliente, con la funzione di garantire un comune accordo riguardo servizi, priorità, responsabilità ed altro, defininendo un insieme di appropriate procedure ed obiettivi al fine del mantenimento di una determinata Qualità di Servizio. Tali procedure comprendono i concetti di disponibilità, percentuale d errore, frequenza dei fallimenti (MTBF), tempo di ripristino di una servizio (MTRS). Lo scopo del Service Level Management è dunque quello di definire delle metodologie che consentano un continuo controllo e la valutazione in tempo reale di una determinata prestazione per il raggiungimento delle soglie minime di qualità, predisponendo le azioni correttive a fronte di evidenti o prevedibili degradi del livello di servizio offerti, prima che siano pregiudicate la disponibilità e la fruibilità del servizio stesso. 5

13 2.2. QoS CAPITOLO 2. Contesto 2.2 QoS Con lo sviluppo dei servizi di terza generazione (3G) il concetto di Quality of Service ha acquisito un importanza critica, tanto da imporre ai diversi fornitori di prestazioni nell ambito delle Telecomunicazioni un continuo controllo dei servizi erogati. La percezione di qualità di servizio risulta ovviamente differente a seconda del punto di vista, come possiamo vedere in figura 2.1. Figura 2.1: Relazione tra punti di vista del QoS In quest ottica il QoS offerto dal provider consisterà in una dichiarazione del livello di qualità garantito al cliente per contratto, espresso in un linguaggio comprensibile ad entrambe le parti. Un esempio è dato dal valore della Service Avaibility (SA), ovvero la disponibilità del servizio, intesa come tempo durante il quale la risorsa offerta è ritenuta migliore o uguale del QoS stabilito, ed espressa in percentuale per quantificare il periodo di operatività della servizio negoziato. A tale valore dovrà avvicinarsi quanto più possibile l Achieved QoS, ovvero la qualità effettivamente raggiunta, suddivisa e ricapitolata per periodi di tempo solitamente con cadenza mensile. Al contrario il cliente utilizzatore parlerà di QoS in termini assolutamente non tecnici ma di livello di soddisfazione, come combinazione tra servizi attesi 6

14 2.3. Il concetto di chiave CAPITOLO 2. Contesto e servizi ottenuti, preoccupandosi di aspetti network oriented, quindi legati alle prestazioni della rete in termini di reperibilità e velocità di accesso alle risorse, ma anche non-network oriented, per questioni di semplicità di accesso ai servizi o di customer care, dei quali non ci occuperemo in questa tesi. Il QoS definito nel CCITT Recommendation E.800 [QMF00] può essere riassunto nella seguente definizione: The collective effect of service performance which determine the degree of satisfaction of a user of the service. 2.3 Il concetto di chiave I fornitori di servizii hanno segnalato storicamente le prestazioni delle loro reti attraverso un insieme di indici accordati nel settore business, detti Key Performance Indicator (KPIs). I KPIs sono solitamente finalizzati all analisi delle prestazioni del network in questione e forniscono una sintetica indicazione ed una importante misura riguardo il funzionamento della rete. La migrazione verso un amministrazione delle risorse focalizzata sulla qualità ha condotto poi verso la realizzazione di una nuova tipologia di indici: parliamo in questo caso di Key Quality Indicator (KQIs), i quali forniscono una misura di una specifica funzione delle prestazioni di un prodotto o delle componenti di un prodotto, estrapolando ed aggregando dati da un certo numero di fonti, tra le quali anche le KPIs. Nella relativa forma più semplice un KQI può avere un singolo KPI come relativa fonte di dati. Un Servizio KQI aggregherà invece indicatori di prestazione multipli per calcolare la qualità dell intero servizio. É facile pensare quindi che le fonti per la costruzione delle KQIs di un prodotto complesso possono avere le più diverse provenienze, ed aggregando dati addizionali scaturiti da analisi incrociate delle chiavi si ottiene un indice esplicativo della qualità del prodotto stesso. 7

15 2.3. Il concetto di chiave CAPITOLO 2. Contesto Figura 2.2: Gerarchia degli indicatori chiave 8

16 Capitolo 3 Problema Verrà qui introdotta una descrizione più dettagliata del problema da risolvere nell ambito del tirocinio e degli obiettivi da raggiungere, partendo da determinate specifiche di sistema. 3.1 Specifiche di Sistema Come introdotto nei capitoli precedenti, l analisi delle prestazioni e della qualità dei servizi nell ambito delle Telecomunicazioni, in particolare per quanto concerne le tecnologie wireless, è di fondamentale importanza per tutti i provider al fine di rispettare i contratti di SLA, e provvedere al mantenimento di prestazioni che rientrino nelle soglie minime di qualità. Tenere però sotto continuo controllo applicazioni complesse come nel caso dei servizi wireless di ultima generazione non è affatto semplice per diversi motivi. Tra essi la vastità del territorio da controllare e la dislocazione dei centri servizi, che impongono una architettura di analisi altamente modulare e ben distribuita, nonchè la continua evoluzione delle tecnologie e dei servizi offerti al cliente e la conseguente nascita di nuovi standard. In quest ottica nasce l esigenza di un sistema che consenta un monitoring delle risorse in real-time, ovvero una sorta di cruscotto contenente gli strumenti necessari a manterere sotto controllo i numerosi servizi offerti al cliente. In accordo con un importante operatore italiano di telecomu- 9

17 3.2. Obiettivo CAPITOLO 3. Problema nicazioni, la divisione Convergere di Datamat studia un sistema che possa soddisfare questa esigenza gestendone le diverse caratteristiche. Il sistema in questione dovrà dunque monitorare oppurtunamente servizi offerti a clienti consumer dai Telco providers in modalità wireless, come SMS, MMS e navigazione su portali WAP, il tutto su reti GSM e GPRS, dando la possibilità a chi amministra la rete di effettuare test sui vari servizi in ogni momento valutando la disponibilità ed i tempi di delivery dei contenuti ed estrapolare informazioni utili all analisi del funzionamento degli stessi. In particolare i servizi SMS e MMS dovranno essere trattati nella loro interezza, facendo distinzione tra prestazioni on-demand (messaggi di pull) e prestazioni a scadenza fissa (messaggi push). Il cruscotto di monitoring dovrà essere dettagliato ed esaustivo nelle informazioni, dando la possibilità all utente (che sarà comunque un personale tecnico-amministrativo addetto al controllo dei servizi) di intercettare tempestivamente eventuali malfunzionamenti e di filtrare opportunamente i dati estratti per ottenere statistiche sull andamento della rete. Il sistema dovrà inoltre avere caratteristiche di dinamicità, in modo da consentire all utente stesso di estendere facilmente i piani di test ai nuovi servizi futuri, e di espandibilità, per essere pronto ad accogliere nuovi standard e tecnologie wireless ed aggiungere funzionalità. Le specifiche per la realizzazione del sistema sono state trattate in modo dettagliato tramite un attenta interazione con il cliente da parte dei responsabili del team, ed hanno permesso di individuare in modo preciso tutti i requisiti funzionali necessari. 3.2 Obiettivo Per rispettare tali specifiche e soddisfare le richieste del cliente la divisione telecomunicazioni di Datamat aveva già sviluppato al mio arrivo un modulo desktop scritto in linguaggio Visual Basic per la configurazione dei piani di test sui servizi attivi e l amministrazione dei dati acquisiti. Il mio obiettivo, una volta inserito nel team di sviluppo, è stato quello 10

18 3.2. Obiettivo CAPITOLO 3. Problema di studiare ed implementare una componente costituita da un applicativo web-based che riportasse le funzionalità del sistema sviluppato, in modo tale da poter offrire al cliente i vantaggi di questa soluzione, ovvero la centralizzazione dell applicazione su un server al quale è possibile accedere tramite un qualsiasi browser web (client), indipendentemente dal sistema operativo. Nei successivi capitoli verrà descritta più nel dettaglio l architettura adottata, motivando le scelte e presentandone i vantaggi. 11

19 Capitolo 4 Metodologia di sviluppo In questo capitolo analizzeremo la metodologia di sviluppo utilizzata per la realizzazione del progetto (RUP) e le soluzioni adottate per rispondere alle specifiche di sistema introdotte nel capitolo precedente. 4.1 RUP Rational Unified Process è una metodologia standardizzata per la progettazione e lo sviluppo di software Object-Oriented (OO) che consente un approccio disciplinato alla gestione delle attività assicurando una produzione di qualità. Lo svilupppo che RUP propone è di tipo iterativo - incrementale: in quest ottica vengono pianificate iterazioni time-boxed, con durata solitamente fissata a 2-4 settimane, alla fine delle quali si ha un prodotto funzionante che progredisce con raffinamenti successivi ed offre un continuo feed-back, fondamentale per l impostazione dell iterazione successiva. Figura 4.1: Fasi del processo RUP 12

20 4.2. Iterazioni CAPITOLO 4. Metodologia di sviluppo 4.2 Iterazioni Durante ogni iterazione viene svolta attività di analisi, progettazione, implementazione e verifica. Un approccio di questo tipo offre numerosi vantaggi: RUP evidenzia infatti l importanza di realizzare un sistema funzionante fin dalle primissime fasi, cercando di costruire subito la baseline dell architettura, raffinandola poi nelle successive iterazioni. In questo modo i rischi maggiori vengono affrontati fin dall inizio, quando è ancora possibile prendere provvedimenti, anche stravolgendo l architettura o riprogettando parte di essa. Un sistema del genere accetta senza problemi gli inevitabili cambiamenti che occorrono nello sviluppo, anche a livello di requisiti, offrendo grande capacità di adattamento. Figura 4.2: Ciclo del processo iterativo-incrementale 13

21 4.2. Iterazioni CAPITOLO 4. Metodologia di sviluppo In ciascuna iterazione viene dunque scelto un piccolo sottoinsieme dei requisiti, svolgendo su di esso una breve attività di analisi, progettazione, implementazione e verifica. L iterazione offrirà quindi un rapido ritorno di informazioni (feedback) indispensabili per la pianificazione dell iterazione successiva. Tale feedback proviene sia dagli sviluppatori, i quali possono rendersi conto della direzione nella quale si sta evolvendo il sistema tramite i test, sia dall utente interessato, al quale viene offerta una continua visione del progresso che lo rende partecipe ed in grado di interagire con lo sviluppo. Come suggerito da RUP i modelli realizzati in questa tesi sono stati ottenuti utilizzando il linguaggio UML, il quale consente di modellare il software in modo visuale permettendo di individuare le entità astratte coinvolte e favorendo l utilizzo di linguaggi Object Oriented. 14

22 Capitolo 5 Ideazione La fase di ideazione ha il compito di avviare l attività di progettazione, individuando i requisiti, definendo gli attori interessati e fornendo una visione approssimativa del sistema. É la fase più breve per quanto riguarda percentuale di tempo e risorse utilizzate. 5.1 Analisi dei requisiti Un requisito è una condizione o una caratteristica alla quale il sistema deve essere conforme. L importanza di requisiti specifici e dettagliati definiti tramite una attenta analisi della raltà di interesse è fondamentale ai fini della progettazione. L identificazione, l organizzazione e la documentazione dei requisiti pone dunque le indispensabili basi della progettazione e delle attività seguenti. RUP definisce e classifica i requisiti secondo il modello FURPS+. Per una trattazione più sintetica raggrupperemo tali requisiti nella due macrocategorie: requisiti funzionali requisiti non funzionali 15

23 5.1. Analisi dei requisiti CAPITOLO 5. Ideazione Requisiti Funzionali I requisiti funzionali esprimono il comportamento che il sistema deve avere sotto determinati stimoli: con una particolare condizione di ingresso mi aspetto una certa condizione di uscita. L obiettivo principale del sistema WSM è quello di consentire una rapida consultazione delle condizioni dei servizi monitorati. Per ogni test effettuato bisognerà dunque gestire informazioni che consentano di tenere traccia dello stato del servizio in questione, il Centro Servizi a cui fa riferimento, il tipo di messaggio inviato, la data e l ora in cui il test è stato effettuato ed i tempi di delivery della risorsa richiesta. Di fondamentale importanza è la gestione indipendente delle diverse tipologie di servizi (messaggi di tipo PULL e di tipo PUSH), e la possibilità di scegliere la Probe sul territorio da monitorare. É inoltre richiesta una breve sintesi sullo stato dei servizi attivi con relative statistiche da affiancare al cruscotto real-time. Una richiesta di tipo pull presuppone la ricezione contestuale di un messaggio di risposta contenente le informazioni richieste. Una richiesta push, invece, consente di ricevere informazioni unicamente ad orari prestabiliti definiti in fase di sottoscrizione del servizio. La mancata ricezione dei contenuti richiesti entro un timeout stabilito, può generare segnalazioni di allarme. Risulta inoltre utile tenere traccia di tutti gli allarmi ricevuti negli ultimi 3 giorni, in modo tale da avere una visione di insieme dell andamento dei malfunzionamenti dei servizi. Di ogni allarme è bene tracciare il Centro Servizi di riferimento, la Probe interessata, il tipo di messaggio, la data e l ora del fallimento. Dal momento che i test registrati saranno di tipo eterogeneo ed elevati in numero risulterà necessario poter filtrare opportunamente i dati per avere delle viste dettagliate in base alle esigenze: potrà essere utile monitorare il comportamento di un determinato servizio, oppure verificare la risposta del sistema in una certa data, o ancora prendere visione di tutti i test che hanno 16

24 5.1. Analisi dei requisiti CAPITOLO 5. Ideazione riscontrato malfunzionamenti. I filtri e la lista delle Probe attive dovranno essere generati dinamicamente in base ai dati presenti sul DB. Qualora i la combinazione di filtri generi un insieme vuoto di risultati dovrà essere visualizzata una schermata opportuna. L Utente dovrà anche essere in grado di estrapolare dati di sintesi che consentano una visione attuale, giornaliera, settimanale e mensile secondo vari criteri di ricerca: tipo probe, periodo, protocollo, tipo richiesta, tipo network, piattaforma. Il carico di lavoro a regime può essere elevato, con diverse centinaia di test effettuate ogni giorno. Attualmente non è richiesta un operazione di autenticazione al sistema Requisiti non Funzionali I requisiti non funzionali racchiudono tutti gli attributi che non sono strettamente legati alle funzionalità richieste per il sistema ma che contribuiscono al rilascio di un prodotto di qualità. Lo standard ISO 9126 definisce gli attributi che un software dovrebbe possedere: usabilità efficenza manutenibilità portabilità affidabilità In particolare il sistema in questione dovrà garantire il massimo dell efficenza in modo da rispettare un interfacciamento real-time, nonchè grande affidabilità, in quanto un guasto nel WSM interromperebbe il controllo di operatività del sistema monitorato. La manutenibilità inoltre è requisito fondamentale, legandosi strettamente al concetto di espandibilità, indispensabile in un campo in continua evoluzione come quello dei servizi wireless. 17

25 5.1. Analisi dei requisiti CAPITOLO 5. Ideazione Sarà quindi necessario adottare una struttura modulare che consenta l inserimento a caldo di nuovi elementi senza stravolgere le basi costruite. Una soluzione web consentirà anche di garantire una certa portabilità. La soluzione richiesta dovrà offrire una rappresentazione end to end del servizio, così come lo percepisce l utente finale, caratterizzata da una interfaccia utente che coniuga semplicità di utilizzo e immediatezza delle informazioni in aggiunta ad una elevata configurabilità, rendendola strumento indispensabile ad operatori tecnici ma anche facilmente gestibile da utenze non propriamente tecniche che necessitano di informazioni di sintesi. 18

26 5.2. Attori CAPITOLO 5. Ideazione 5.2 Attori Un attore è qualcosa o qualcuno che ha un comportamento ed interagisce con il sistema. Sono previsti dal sistema due tipi di attori: il primo consiste nell Utente Amministratore, il quale ha libero accesso alle operazioni di backend riguardanti la gestione dei piani di test e dei servizi, nonchè al monitoring real-time. Per questioni di sicurezza al momento Datamat ha scelto di soddisfare questa tipologia di utente solamente attraverso il modulo Visual Basic, offrendo un ampio pannello di controllo che consente di aggiungere e rimuovere servizi ad un catalogo, configurarli e modificare lo scenario di simulazione per nuovi piani di test. Per questa ragione l Utente Amministratore non verrà trattato in questa tesi. Il secondo tipo di utente è L Utente Semplice, il quale deve essere in grado di verificare in ogni momento lo stato della piattaforma, avendo dunque accesso a tutte le funzioni messe a disposizione dal modulo web. 19

27 Capitolo 6 Elaborazione La fase di elaborazione ha come base i dati raccolti durante la fase di ideazione. L obiettivo è la realizzazione di un modello formale che rappresenti quanto richiesto nella fase precedente, definendo i casi d uso del sistema e producendo specifiche dettagliate che guideranno la pianificazione delle attività, la definizione della baseline dell architettura e la scelta delle tecnologie di sviluppo, in un ottica di progettazione ampia e poco profonda. Bisogna quindi capire come deve comportarsi l applicazione progettata e studiarne le funzioni ed i dati in base alla realtà di interesse messa a fuoco nella fase di ideazione. 6.1 Modello dei casi d uso I casi d uso offrono un mezzo semplice ed esplicativo per la formulazione di un modello dedicato alla soluzione di un problema. Essi descrivono l interazione tra il sistema e gli attori interessati senza rivelare la struttura interna del sistema. Per la descrizione dei casi d uso utilizzeremo di seguito una forma testuale, che espone passo per passo tutti i punti salienti dell interazione tra le parti interessate, eventuali estensioni e flussi alternativi allo scenario di successo, parti interessate ed interessi, precondizioni e postcondizioni. Per maggiore chiarezza espositiva verranno presentati inoltre dei diagrammi di 20

28 6.1. Modello dei casi d uso CAPITOLO 6. Elaborazione attività che rappresentano la versione schematica dei casi d uso e consentono di visualizzare in modo espressivo gli eventi che portano alla realizzazione dello scenario di successo e le eccezioni. I casi d uso individuati sono: Visualizza scenario Pull Filtra risultati Pull Seleziona Probe Visualizza scenario Push Visualizza scenario Allarmi Imposta il numero di eventi 21

29 6.1. Modello dei casi d uso CAPITOLO 6. Elaborazione UC1 : Visualizza scenario Pull É lo scenario principale del cruscotto di monitoring. All accesso il sistema interroga la base di dati per ottenere un lista delle Probe attive. Attori : Utente semplice. Vuole avere una chiara visione globale sull andamento dei servizi di tipo Pull. Precondizioni : non ci sono precondizioni. Postcondizioni : l Utente ha visualizzato i dati inerenti gli ultimi test di Pull effettuati. 1. l Utente seleziona dal menù il monitoring dei servizi Pull 2. il Sistema verifica che ci siano Probe attive 3. il Sistema stampa i dati di Pull, lo stato corrente di ogni servizio e le statistiche sui dati ottenuti 4. il sistema genera la form dei filtri dinamicamente in base ai dati Estensione 2a: Nessuna Probe attiva - il Sistema visualizza una schermata opportuna 22

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