L apparato Muscolare Se lo scheletro da sostegno e forma al corpo, i muscoli, con le loro contrazioni, ne determinano ogni tipo di movimento.

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2 L apparato Muscolare Se lo scheletro da sostegno e forma al corpo, i muscoli, con le loro contrazioni, ne determinano ogni tipo di movimento. I muscoli ricevono gli stimoli al movimento dalla corteccia celebrale, la quale invia degli impulsi elettrici ad eccitare i neuroni motori, provocando così la contrazione del muscolo. I muscoli hanno due proprietà fondamentali: sono elastici e contraibili. Se viene eccitato, un muscolo si contrae, diventando cioè più corto, più grosso, più duro, come un pezzo di gomma che viene compresso; se cessa l eccitazione si rilascia e torna, così, allo stato iniziale, come appunto, un elastico. I muscoli possono essere così classificati: Muscoli Volontari (Striati) I muscoli volontari rivestono lo scheletro e determinano, con le loro contrazioni, i vari movimenti del corpo. Muscoli Involontari (Lisci) I muscoli involontari rivestono le pareti di alcuni organi, in particolare quelli del sistema digerente, il quale, per mezzo di contrazioni non dipendenti dalla volontà dell individuo, permettono la digestione del cibo ingerito. Il cuore, nonostante sia un organo involontario, è formato da tessuto striato. Muscoli Flessori I muscoli flessori sono quei muscoli capaci di avvicinare l estremità dell arto al busto. Muscoli Estensori I muscoli estensori sono quei muscoli capaci di allontanare, estendere, appunto, gli arti verso l esterno. Muscoli Antagonisti I muscoli antagonisti sono quei muscoli che lavorano i antagonismo, nel senso opposta della stessa articolazione: vale a dire che, nel momento in cui uno dei due si contrae, l altro si rilassa e vice versa. Due dei muscoli antagonisti del corpo umano sono, per eccellenza, il bicipite e il tricipite. È fondamentale allenare i muscoli antagonisti con la stessa intensità, perché la differenza di tono o di forza tra di loro, può provocare traumi articolari. 2

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4 L apparato Scheletrico Lo scheletro costituisce l impalcatura del nostro corpo, ma è anche u apparato di movimento, in quanto è fornito di articolazioni. Il cardine dello scheletro è la colonna vertebrale, formata da 33 vertebre, anelli ossei congiunti da dischi di cartilagine, all interno dei quali è racchiuso il midollo spinale. Esse consentono la rotazione della testa, i movimenti del collo e del tronco e trasmettono il peso del corpo agli altri inferiori. Tra le alterazioni del sistema osseo, meritano un cenno i paramorfismi dovuti, soprattutto a cattive posizioni assunte durante l età dello sviluppo puberale. La cifosi, si ha quando la colonna si flette su se stessa come a formare una concavità, generalmente nella regione pettorale; la lordosi è un eccessiva curvatura in avanti, mentre la scoliosi è una deviazione laterale della colonna vertebrale. Gli arti, cioè le braccia e le gambe, sono collegati al tronco e tra i loro segmenti tramite delle articolazioni; queste sono formate da una capsula articolare e da una membrana sinoviale, che produce un liquido lubrificante, la sinovia. Le articolazioni possono essere fisse, mobili e semimobili. 4

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6 L apparato Respiratorio Tutte le cellule viventi hanno bisogno di ossigeno per svolgere le loro funzioni, e devono liberarsi dell anidride carbonica che si forma a causa dei processi chimici interni. Questo processo è assicurato dal sangue, al quale i polmoni portano, tramite i capillari polmonari, l ossigeno preso dall ambiente esterno, attraverso i meccanismi della respirazione. L aria immessa e filtrata attraverso le vie aeree superiori (epiglottide, trachea e bronchi) giunge ai polmoni, dove i capillari polmonari prelevano il sangue ossigenato e lo spediscono al cuore; contemporaneamente, il sangue carico di anidride carbonica viene passato ai polmoni, che ne espirano il gas all esterno. La capacità respiratoria dei polmoni è sorprendente: a riposo, un maschio adulto normale compie 16 atti respiratori in un minuto; sotto sforzo è possibile superare i 200 litri al minuto. 6

7 Traumatologia Muscolare Spesso gli infortuni in ambito sportivo sono dovuti a trascuratezza da parte dell atleta; la prevenzione deve, dunque, diventare un elemento fondamentale nella vita di ogni sportivo. Vi sono due tipi di prevenzione, la prevenzione attiva, che consiste in un adeguata preparazione psicofisica antecedente lo svolgimento di attività fisica impegnativa, per attivare in modo ottimale il sistema cardiovascolare, respiratorio, nervoso e favorire la massima elasticità muscolare e la prevenzione passiva, curando lo stato di buona saluta e di benessere del proprio organismo, attraverso buone abitudini di vita. A seconda della loro origine, le lesioni muscolari si distinguono in: Lesioni da trauma diretto, causate da un agente esterno alla muscolatura, come ad esempio una contusione muscolare; Lesioni da trauma indiretto, causate da un eccessiva distensione muscolare o da una forte contrazione contro una resistenza. Alcuni tipi di lesioni muscolari, sono spesso legati ad eccessive sollecitazioni del muscolo protratte nel tempo. In rapporto del numero di fibre muscolari interessati dalla lesione, possiamo distinguere tre gradi di gravità: 1 Grado (stiramento ed allungamento) 2 Grado (lacerazione parziale del muscolo) 3 Grado (lacerazione totale del muscolo) Nella pratica di uno sport è possibile intercorrere in alcuni comuni traumi; naturalmente è ottimale conoscere le pratiche per intervenire nel miglior dei modi, senza creare ulteriori complicazioni. Contusione La contusione è una lesione traumatica provocata da un urto diretto; in questo caso si presenta un versamento di sangue sotto la pelle, detto ecchimosi, che si risolve da solo in pochi giorni. Il versamento di sangue, però, può anche raccogliersi tra le fibre muscolari lacerate (ematoma intramuscolare) o può raccogliersi in una cavità articolare (emarto). Per limitare il versamento è consigliato applicare del ghiaccio per creare vasocostrizione. Emorragia dal naso (Epistassi) L emorragia nasale o epistassi è la perdita di sangue dal naso che, se certa entità, può causare una forte perdita di sangue, che corre il rischio di essere ingerito, provocando vomito o soffocamento. Intervenendo, bisogna far sedere l infortunato con la testa leggermente inclinata in avanti, esercitando una pressione ai lati del naso per circa 10 minuti e applicando del ghiaccio. La presenza di liquido limpido insieme al sangue è indice di una probabile frattura cranica. Distorsione La distorsione è la temporanea fuoriuscita di un capo articolare dalla propria sede naturale, seguita da immediato ritorno spontaneo in sede. Lo spostamento dei capi articolari causa la distensione e spesso la rottura dei tessuti circostanti e dei vasi sanguigni, determinando forme semplice, caratterizzate da gonfiore, edema e possibile emarto, e forme più gravi, che 7

8 oltre a tumefazione ed edema possono rivelare segni di instabilità articolare. È consigliato applicare del ghiaccio per ridurre il dolore e il gonfiore, sollevare la parte interessata e fasciarla per limitare l edema. Lussazione La lussazione è lo spostamento permanente dei capi articolari fuori della propria sede fisiologica. L articolazione presenta deformità per lo spostamento dei capi articolare e per il gonfiore secondario all edema. Intervenendo bisognerà prima di tutto mettere l articolazione colpita a riposo con la muscolatura rilasciata, per reinserire il capo articolare in sede. È importante l intervento immediato. Seguirà riposo e fisioterapia, per riacquistare la stabilità muscolare e per prevenire altre lussazioni. Frattura La frattura ossea è la rottura di un osso, dovuta a una forza capace di superare la resistenza dell osso stesso. La distinzione più importante è quella tra la frattura aperta, con fuoriuscita dell osso dalla cute e possibilità d infezione, e frattura chiusa, che non compromette il piano cutaneo, rimanendo contenuta in esso. Altre distinzioni possono essere effettuate tra la frattura traumatica, dovuta al superamento dei limiti della normale resistenza ossea da parte di un corpo esterno, e la frattura patologica, dovuta ad una minore resistenza ossea; tra la frattura da trauma diretto, che corrisponde al punto di impatto dell oggetto traumatizzante, e la frattura di tipo indiretto, localizzata lontano dal punto di impatto; infine, si possono distinguere in fratture composte, dove i frammenti ossei rimangono a contatto tra di loro, e in fratture scomposte, nel caso in cui i frammenti ossei perdano contatto tra di loro. Intervenendo bisognerà cercare di non muovere la parte interessata dall infortunio e, in caso di frattura aperta, non bisognerò assolutamente cercare di far rientrare l osso. Crampo Muscolare Il crampo muscolare è una contrattura muscolare involontaria, acuta e improvvisa, causata solitamente da un eccessivo affaticamento fisico in una situazione di sudorazione abbondante, dal freddo o da posizioni forzate inusuali mantenute a lungo. Se non si risolve spontaneamente è possibile intervenire con una pressione costante eseguita localmente, con un massaggio e con l applicazione di una borsa di acqua calda, che favorisce il rilassamento muscolare. Contrattura La contrattura è data da un eccessiva attività muscolare, su di una muscolatura non adeguatamente allenata, la quale crea un aumento della permeabilità della membrana cellulare, favorendo un accumulo di acido lattico ed altri metaboliti. I sintomi compaiono generalmente al termine della seduta di allenamento, sotto forma di dolenza muscolare mal definibile, di muscolatura contratta e consistente. Allungamento Muscolare L allungamento muscolare si verifica nel momento in cui il muscolo ha oltrepassato i propri limiti di elasticità; si ha un danno fisiologico, ma non anatomica. I tipici sintomi di questo trauma sono il dolore acuto ed improvviso nel momento in cui si verifica, ma non localizzabile in stato di riposo del muscolo, il quale sarà sensibile alla palpazione, più che dolente. 8

9 Stiramento Muscolare Lo stiramento muscolare è il grado più semplice di lesione muscolare, dovuto ad un eccessiva tensione che supera la capacità di estensione del muscolo. Esso provoca la rottura di alcune fibre muscolari. La guarigione è spontanea e il muscolo recupera la sua piena funzionalità con 5-6 giorni di riposo. Strappo Muscolare Quando l eccessivo stiramento muscolare provoca anche la lacerazione delle fibre del muscolo o di parte di esse, si parla di distrazione o strappo muscolare. La lesione si caratterizza per la presenza di un avvallamento lungo il muscolo, dovuto alla rottura, appunto, delle fibre muscolari, e obbliga la completa immobilità. È, inoltre, comune la formazione di ematomi intramuscolari. Non bisogna assolutamente massaggiare le fibre lese, ma applicare subito del ghiaccio, da tenere per le prime 48 ore, seguite da assoluto riposo. Tendinopatie Le tendinopatie sono dovute all infiammazione delle strutture tendinee, spesso dovuta a eccessiva sollecitazione, microtraumi ripetuti nel tempo o cattivo allenamento. La tendinite è l infiammazione di un tendine o di una sua parte, mentre la tendinosi è l infiammazione cronica del tendine e della guaina tendinea. In caso d infiammazione del tendine, il soggetto accuserà dolore durante il movimento, sono quindi consigliati riposo e impacchi di ghiaccio in attesa di un eventuale prescrizione medica. Taglio all arcata sopraccigliare Il taglio all arcata sopraccigliare, dovuto ad un forte trauma da corpo solido consiste in una rottura della superficie cutanea, e comporta la fuoriuscita di un abbondante flusso sanguigno. L intervento consiste nella pulizia della ferita con disinfettante e garze sterili, eventualmente la medicazione si può fissare con una benda non troppo stretta. Nel caso in cui, la ferita si presenti un in combattimento bisognerà applicare della vasellina per non fare defluire il sangue e quindi per chiudere la ferita. Eventualmente, esiste una speciale colla adatta per ricucire le ferite di questo tipo. Colpo di Calore Il colpo di calore è una vera e proprio emergenza che si può verificare in situazione di temperatura elevata, con un alto tasso di umidità, in un luogo chiuso o in seguito a un eccessiva perdita di liquidi non compensata dal loro riequilibrio. Il colpo di calore si manifesta con mal di testa, vertigini, spossatezza, nausea, crampi muscolari, eccessivo pallore o colorito rosso e successivamente cianotico, pelle inizialmente umida e successivamente secca, respiro superficiale e affannoso, polso debole e frequente. Bisognerà portare l infortunato in un luogo fresco per abbassare la temperatura e reintegrare la perdita d acqua e Sali minerali. In caso di incoscienza, metterlo in posizione di sicurezza e chiamare il soccorso medico. Perdita dei Sensi La perdita dei sensi è una temporanea perdita di coscienza, chiamata lipotimia, legata alla diminuzione dell irrogazione sanguigna a livello celebrale. Spesso è dovuta a un brusco abbassamento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. Il soggetto perde i sensi in modo graduale, cosa che permette di sedersi o sdraiarsi prima della crisi. Si differenzia 9

10 dallo svenimento o sincope, nel quale la perdita di coscienza è brusca. La modalità d intervento è identica in entrambi i casi: mettere il soggetto in posizione antishock, disteso a terra coni piedi sollevati, per favorire l afflusso di sangue al cervello. Cosa fare se.. Specchietto riassuntivo antecedente all intervento del medico TRAUMA: SI NO CONTUSIONE Ghiaccio Massaggi DISTORSIONE ARTICOLARE STIRAMENTO MUSCOLARE STRAPPO MUSCOLARE Riposo Ghiaccio Sollevamento dell arto Elevazione Riposo Compressone Ghiaccio (prime 48h) Riposo Continuare l allenamento Continuare l allenamento Massaggi Continuare l allenamento FRATTURA OSSEA Immobilizzazione della parte lesa Massaggi Muovere la parte lesa LUSSAZIONE ARTICOLARE CRAMPO MUSCOLARE TENDINOPATIE COLPO DI CALORE SVENIMENTO Immobilizzazione della parte lesa Fisioterapia Stiramento del muscolo Applicazione di acqua calda Ghiaccio Riposo Impacchi freddi Somministrazione di liquidi Condurre il soggetto in un luogo fresco Elevazione degli arti inferiori Allentamento degli abiti Massaggi Muovere la parte lesa Continuare l allenamento Sovraffaticamento 10

11 Le Capacità Condizionali Le capacità condizionali sono capacità individuali date dallo sviluppo delle caratteristiche fisico-muscolari e dall efficienza dei sistemi energetici e metabolici dell organismo. LA FORZA = Massa x Accelerazione La forza, nell ambito sportivo, è la capacità che hanno i muscoli di sviluppare tensioni tali da opporsi o superare una resistenza. L intensità di queste tensioni, cioè il livello di forza, dipende da due fattori fondamentali: 1) Il diametro della sezione trasversale del muscolo, vale a dire il numero totale delle fibre; 2) La frequenza di impulsi che i motoneuroni trasmettono ai muscoli. La forza si può distinguere in: Forza Massimale È la tensione muscolare più elevata che l individuo riesce ad esprimere con una contrazione volontari del muscolo. (es. durante l esercizio di sollevamento pesi) Forza Veloce È la capacità che si possiede di superare e vincere resistenze con una notevole velocità di contrazione. Forza Resistente È la capacità di resistere alla fatica durante impegni di forza protratti nel tempo. La forza, infatti, è una capacità molto allenabile. LA RAPIDITA È una capacità pura. È la capacità di reagire a stimoli nervosi e di seguire azioni motorie acicliche il più velocemente possibile. LA VELOCITA = Spazio/Tempo È la capacità di compiere azioni motorie in une tempo brevissimo: azioni veloci, cicliche. di breve durata; movimenti di massima intensità, su resistenza modeste, eseguiti nel minor tempo possibile. È una capacità complessa, risultante della rapidità e della forza. Essa dipende principalmente da cinque di diversi fattori: 1) Rapidità di contrazione dei singoli muscoli 2) Tempo di reazione motoria 3) Velocità con cui succedono i vari movimenti (frequenza dei movimenti) 4) Ampiezza dei movimenti 5) Tipo e struttura delle fibre che compongono i muscoli, che possono essere bianche o rosse. 11

12 Per questo ultimo aspetto, si dice che la velocità è una capacità innata, poco migliorabile con l allenamento. LA POTENZA = Forza x Velocità La forza e la velocità sono inversamente proporzionale fra loro. Forza Forza orza Forza Massima = Velocità 0 Potenza Massima Velocità Massima = Forza 0 0 Velocità o Forza r orza z LA RESISTENZA a È la capacità di resistere Forza alla fatica, in esercitazioni di lunga durata. Possiamo distinguere principalmente quattro o tipi di resistenza. r Resistenza di Lunga Durata z Attività di oltre 8 minuti. Si utilizza principalmente il metabolismo aerobico. a Resistenza di Media Durata Attività fra i 2 e gli 8 minuti. Si utilizza il metabolismo aerobico e anaerobico. Resistenza di Breve Durata Attività fra i 45 secondi e i 2 minuti. Si utilizza principalmente il metabolismo anaerobico. Resistenza alla Forza Attività di forza prolungata nel tempo. FLESSIBILITA O MOBILITA ARICOLARE È la capacità di compiere movimenti con la più ampia escursione articolare, sfruttando anche l elasticità dei muscoli e dei legamenti delle articolazioni interessate. Un carente sviluppo di questa capacità, facilita l insorgere di infortuni mescolo-scheletrici, favorisce l affaticamento muscolare, diminuisce la velocità di movimento e la mobilità articolare. 12

13 Regole e Regolamento di Kickboxing F.I.K.B.M.S. Luogo di Gara Il luogo di gara dovrà essere una superficie quadrata di 8 metri di lato. Potrà essere ridotto a 6 metri di lato per cause di forza maggiore (per esempio, l eccessivo numero dei partecipanti). In questo caso, il Commissario di Riunione deciderà in merito. Per le specialità di contatto pieno (full, k1 ecc) è previsto il ring. Abbigliamento dei Combattenti Gli atleti di semi light contact kickboxing dovranno presentarsi alle gare federali muniti della divisa regolamentare, composta da pantaloni lunghi sino al collo del piede e da una giacca o da una T-shirt a mezze maniche, purché essa rappresenti la divisa del club. Alla vita, l atleta dovrà portare una cintura attestante il suo livello tecnico Gli atleti junior e senior hanno l obbligo di presentarsi al combattimento indossando sotto i pantaloni una conchiglia di materiale resistente, altresì portare i paratibia e il paradenti. Il paratibia non può contenere anime dure di plastica o di metallo. Le donne (dai 15 anni in su) dovranno portare il paraseno. Sia i maschi sia le femmine dovranno portare obbligatoriamente il casco protettivo. Nel contatto pieno PRO si combatte senza casco e in ogni categoria a dorso nudo nel semi è obbligatorio il guantone a mano aperta. Punteggi Nella gara di semi contact si può attaccare solo la parte frontale e laterale del tronco e del viso con colpi di pugno (chiuso o a mano aperta) e di calcio oltre che la nuca. Ogni tecnica di pugno o taglio della mano sia interno che esterno, che giunga a segno, quindi che tocchi il bersaglio, in modo controllato e comunque sia ritenuta valida dall arbitro e dai giudici che dirigono l incontro vale 1 PUNTO. Ogni colpo di calcio, con piede in appoggio, che tocchi il tronco, vale 1 PUNTO. Vale 2 PUNTI ogni calcio tirato saltando (quindi senza appoggio) che tocchi il tronco. Vale 2 PUNTI quella tecnica di calcio che toccherà il volto o la nuca mentre l altro piede è in appoggio. Vale 3 PUNTI quella tecnica di calcio che giungerà al volto o la nuca senza avere alcun piede in appoggio. Nel light contact e nel full contact, colpire alla nuca è vietato, come lo sono i colpi a mano aperta. Nella low kick sono considerati bersagli anche i muscoli superiori delle gambe, e tutti i colpi valgono 1 punto. È valido spazzare l avversario, purché le spazzate siano portate all altezza del malleolo. Una spazzata che faccia cadere anche parzialmente l avversario (è sufficiente che tocchi terra con una o entrambe le mani o qualunque altra parte del corpo) vale 1 PUNTO. Una spazzata che faccia cadere l avversario non potrà essere seguita da altra tecnica di calcio o pugno, poiché a norma di regolamento. Tempo di Gara Il tempo di gara viene fissato antecedentemente alla gara dagli organizzatori in accordo con il Commissario di Riunione. Essa può variare a seconda delle necessità, ma di regola la scelta è 13

14 una ripresa da 2 minuti (per classi speranze), una ripresa di 3 minuti, oppure 2-3 riprese da 2 minuti ciascuna, con un intervallo di 1 minuto per tutte le altre classi. Giudizio della Gara L arbitro ha il compito di controllare che il combattimento venga eseguito nel rispetto delle regole e dei regolamenti vigenti. Ogni volta che coglie una scorrettezza da parte di un contendente, deve intervenire per reprimerla richiamando il colpevole a parole oppure comminandogli un richiamo ufficiale. Nel caso la scorrettezza fosse grave, dovrà consultarsi con i due colleghi. Esprimendosi a maggioranza semplice, potrà squalificare il colpevole. L arbitro ha altresì l autorizzazione ad arrestare l incontro o gli incontri se intorno al quadrato avvengono assembramenti che impediscono il regolare svolgimento della competizione, oppure se i secondi in gara si comportano scorrettamente, parlando o incitando ad alta voce il proprio atleta o, peggio, se mancano di rispetto all arbitro. In quest ultimo caso, egli ha la facoltà di squalificare l atleta. Ogni volta che gli atleti escono dal quadrato con una qualunque parte del corpo (piede) che tocchi il pavimento in modo VOLONTARIO, le relative uscite vengono segnalate dall arbitro centrale al tavolo della giuria. Alla prima uscita vi sarà un richiamo, alla seconda uscita richiamo ufficiale, alla terza uscita si è penalizzati di 1 PUNTO. Alla quarta uscita si è squalificati. Azioni Proibite Sono ritenute proibite le seguenti azioni: Colpire, senza controllo alcuno, di calcio o di pugno; attaccare con la testa, le ginocchia e i gomiti; attaccare o simulare un attacco agli occhi; Mordere e graffiare; colpire la gola e la parte superiore del capo; attaccare sotto la cintura (testicoli, pancia, cosce, ginocchia) Eseguire leve articolari; gridare senza ragione o fare gesti irriguardosi verso l avversario o gli arbitri; Afferrare e trattenere l avversario; venire meno in qualunque momento all etica sportiva; perdere volutamente tempo, quindi evitare volutamente il combattimento; Uscire deliberatamente dal luogo di gara (1^ uscita richiamo, 2^ uscita richiamo ufficiale, 3^ uscita meno 1 punto, 4^ uscita squalifica); Di sciogliere, riannodare la cintura, mettersi a posto l uniforme senza l autorizzazione dell arbitro centrale; Parlare durante l incontro; Non eseguire immediatamente gli ordini dell arbitro; Buttarsi a terra o cadere per evitare l attacco avversario;- lanciare tecniche cieche (s intende per tecnica cieca una tecnica di pugno o calcio in cui lo sguardo o la fronte non siano diretti verso l avversario); Cercare di influenzare gli arbitri auto-segnalandosi il punto alzando il braccio dopo l azione; Commentare, anche solo con gesti o espressioni del viso, l operato degli arbitri. ART.28/ Quando l arbitro coglie una delle infrazioni appena descritte, deve intervenire prontamente secondo l ART

15 Giudizio di una Tecnica Valida Una tecnica è ritenuta valida ai fini della gara di semi contact quando: È lanciata con forma corretta; È corretta nella distanza; È dinamica, contiene cioè forza, decisione, velocità e precisione; È controllata a bersaglio. È in equilibrio (cioè l atleta non cade né durante né dopo la tecnica). 15

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