L'UNIONE EUROPEA E I SUOI PARTNER COMMERCIALI

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1 L'UNIONE EUROPEA E I SUOI PARTNER COMMERCIALI Primo esportatore mondiale di beni e servizi e principale fonte globale di investimenti esteri diretti, l'ue occupa una posizione dominante nel mercato globale. Tuttavia, la distribuzione del commercio mondiale sta registrando notevoli modifiche e la natura del contributo dell'unione agli scambi commerciali globali sta cambiando, così come la certezza del suo primato. Dalla crisi economica e finanziaria del 2008, l'ue ha gradualmente abbandonato la produzione di prodotti ad alta intensità di manodopera e a basso valore per specializzarsi ora in prodotti di marca di maggior valore. Le persistenti barriere commerciali, tuttavia, interferiscono con gli sforzi degli esportatori europei. Per superare tali barriere e garantire parità di condizioni per le sue imprese, l'unione sta negoziando una serie di accordi di libero scambio. BASE GIURIDICA L'articolo 207 del trattato sul funzionamento dell'unione europea (TFUE) identifica la politica commerciale comune quale competenza esclusiva dell'unione europea. LA POSIZIONE CENTRALE DELL'UE Oltre ad essere stata il principale esportatore e investitore nel 2013, l'unione europea è stata anche il principale partner commerciale per oltre 100 paesi in tutto il mondo. L'UE è un mercato estremamente aperto, con un elevato livello di inserimento nell'economia mondiale. Oltre il 10% della forza lavoro dell'ue dipende dal commercio estero. Date le dimensioni e l'apertura del suo mercato interno, l'ue ha svolto un ruolo centrale nella definizione del sistema commerciale globale e ha contribuito in maniera significativa alla creazione dell'organizzazione mondiale del commercio (OMC). Il commercio estero ha contribuito in maniera significativa anche al miglioramento delle condizioni di vita nell'ue e altrove. L'apertura economica ha portato all'unione una serie di vantaggi. L'UE è di gran lunga la zona di libero scambio più grande e più integrata del mondo e il commercio ha generato occupazione; oggi 36 milioni di posti di lavoro in Europa dipendono, direttamente o indirettamente, dal commercio. Il miglioramento della competitività europea ha reso l'europa un luogo più attraente per le imprese e gli investitori esteri. Tuttavia, il commercio globale si sta spostando. I nuovi attori economici e le nuove scoperte tecnologiche hanno modificato in modo significativo la struttura e i modelli del commercio internazionale. In particolare, l'utilizzo diffuso delle tecnologie dell'informazione ha reso possibile lo scambio di beni e servizi che un tempo non avrebbero potuto essere commercializzati. Gli scambi esteri sono cresciuti enormemente nel corso degli ultimi 20 anni, raggiungendo livelli senza precedenti. L'economia globale odierna è estremamente integrata e le catene di fornitura globali hanno in larga parte sostituito il commercio tradizionale di prodotti finiti. Note sintetiche sull'unione europea

2 La globalizzazione e gli effetti persistenti della crisi finanziaria globale hanno avuto un impatto negativo sui risultati economici dell'unione. Eppure, per certi aspetti, l'economia dell'ue ha dato prova di una notevole resilienza rispetto a quella di altri paesi industrializzati e la sua quota del PIL globale si è ridotta meno rapidamente di quella del Giappone e degli Stati Uniti. L'UE, inoltre, è stata in grado di mantenere una posizione relativamente forte nel commercio di beni, rafforzando al contempo il suo ruolo di punta nel commercio di servizi. IL RUOLO DELLA COMMISSIONE EUROPEA E DEL PARLAMENTO EUROPEO Il commercio internazionale è stato uno dei primi settori in cui gli Stati membri dell'ue hanno convenuto di mettere insieme la loro sovranità. Essi hanno conferito alla Commissione europea la responsabilità di gestire per conto loro le questioni commerciali, inclusi i negoziati sugli accordi commerciali internazionali. In altre parole, l'ue, agendo come entità singola, negozia sia gli accordi bilaterali che multilaterali a nome di tutti i suoi Stati membri. Come dimostrato dai dati del sistema di risoluzione delle controversie dell'omc, l'ue ha sviluppato una notevole capacità di difendere i propri interessi nelle controversie commerciali internazionali. L'UE, inoltre, si è avvalsa degli strumenti commerciali internazionali per promuovere i propri valori e le proprie politiche e pratiche normative nel resto del mondo. L'Unione europea ha tradizionalmente favorito un sistema commerciale internazionale aperto ed equo. Ha lavorato strenuamente per garantire «l'integrazione di tutti i paesi nell'economia mondiale, anche attraverso la progressiva abolizione delle restrizioni agli scambi internazionali». L'entrata in vigore del trattato di Lisbona, nel 2009, ha esteso le competenze esclusive dell'ue alle questioni commerciali internazionali, che ora includono gli investimenti esteri diretti. Il trattato di Lisbona ha inoltre potenziato il ruolo del Parlamento europeo rendendolo un colegislatore, su un piano di parità rispetto al Consiglio, per le leggi che riguardano gli scambi commerciali. Il trattato ha altresì conferito al Parlamento europeo un ruolo più attivo nei negoziati sugli accordi commerciali internazionali e nella loro ratifica. Dall'introduzione di questi cambiamenti, il Parlamento europeo ha adottato un approccio decisamente proattivo nelle questioni commerciali. Le sue prime decisioni, come il rifiuto del trattato anticontraffazione ACTA, hanno già avuto un impatto significativo sulla politica commerciale comune dell'unione. POLITICA E ORIENTAMENTI COMMERCIALI La comunicazione della Commissione del 2011 dal titolo «Commercio, crescita e affari mondiali» ha reso il commercio internazionale uno dei pilastri della nuova strategia Europa 2020, tesa a rendere l'ue più ecocompatibile e più competitiva. Oltre a sottolineare la necessità di un approccio coordinato alle politiche interne ed esterne dell'ue, la strategia Europa 2020 pone un accento maggiore sulle relazioni economiche esterne dell'unione quali motore per la crescita e l'occupazione. Nella comunicazione la Commissione ha ribadito l'impegno dell'ue a concludere il ciclo di Doha e a rafforzare l'omc. Tuttavia, il testo riconosce anche che i negoziati multilaterali attualmente svolgono un ruolo secondario rispetto agli accordi bilaterali di libero scambio (ALS) di nuova generazione che l'ue intende concludere negli anni a venire. Lo stallo dei negoziati multilaterali, segnatamente nel ciclo di Doha, ha portato l'ue a trovare vie alternative per garantire l'accesso ai mercati dei paesi terzi. Una nuova generazione di ALS, introdotti per la prima volta nel 2006, va oltre le riduzioni dei dazi doganali e la liberalizzazione Note sintetiche sull'unione europea

3 degli scambi di beni. Dopo anni di intensi negoziati, nel 2011 è stato ratificato l'als con la Corea del Sud. Sono stati inoltre conclusi i negoziati con il Canada, l'ucraina, la Colombia, il Perú, Singapore e i paesi dell'america centrale. Sono poi in corso i negoziati con i singoli membri dell'associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN), in particolare Tailandia, Vietnam e Malesia. L'UE ha inoltre avviato i negoziati per un accordo di libero scambio con USA, India e Giappone. Complessivamente, l'ue ha in vigore 29 accordi commerciali. I benefici di tali accordi sono notevoli. I dazi medi imposti sulle esportazioni dell'ue dovrebbero ridursi del 50% circa. Si prevede inoltre che gli accordi di libero scambio contribuiranno alla crescita economica dell'ue nella misura di un'ulteriore 2,2% del PIL dell'unione. Il completamento di tali accordi, tuttavia, potrebbe richiedere diversi anni. È stato dimostrato che l'ue ottiene risultati particolarmente positivi nei più alti segmenti del mercato, dove la sua quota di mercato globale è pari al 3% circa (rispetto al 20% per tutti i prodotti non energetici). Mentre le economie di transizione incrementano rapidamente la qualità dei loro prodotti, le loro esportazioni sono ancora dominate dai prodotti di mercato di bassa e media qualità. Le statistiche commerciali possono in qualche modo essere fuorvianti. Mentre l'ue nel suo insieme era meglio preparata, rispetto ad altri attori internazionali, per resistere alle modifiche strutturali cui è stato sottoposto il sistema commerciale mondiale negli ultimi dieci anni, essa risulta altresì ostacolata dalla diminuzione delle capacità e dall'assenza di investimenti nella ricerca e nell'innovazione. Le aziende dell'ue perdono gradualmente terreno man mano che i nuovi attori provenienti dai paesi emergenti dinamici rafforzano la loro presenza nei mercati mondiali. Inoltre, le esportazioni dell'ue sono forti nei paesi industrializzati (come gli USA e la Svizzera) ma meno competitive nei mercati a rapida crescita, specialmente quelli in Asia. Esiste un rischio reale che gli insufficienti risultati dell'ue in alcuni dei mercati più dinamici del mondo possano gravemente minare, nel lungo termine, la posizione dell'ue nel commercio internazionale. IMPORTAZIONI ED ESPORTAZIONI Come indica la tabella seguente, l'ue è stata il maggiore importatore ed il secondo esportatore mondiale nel La somma delle esportazioni e delle importazioni ha fatto dell UE il primo operatore commerciale, seguito da Cina e Stati Uniti. Il commercio dell'ue di beni con il resto del mondo ha raggiunto i milioni di euro nel L'Unione europea come potenza commerciale Commercio di beni Paese Importazioni Esportazioni Totale EU [1] Cina Stati Uniti [2] Giappone Corea del Sud Canada Russia [1]Flussi commerciali esteri con i paesi extra UE27. [2]Esclusa Hong Kong. Note sintetiche sull'unione europea

4 India Messico Arabia Saudita Australia Brasile Turchia Fonte: Commissione europea, DG TRADE Tra il 2012 e il 2013, le esportazioni dell'ue di beni sono aumentate. Gli Stati Uniti restano di gran lunga la più importante destinazione di beni esportati dall'ue nel 2013 (si veda sotto), seguiti da Svizzera, Cina e Russia. Destinazione delle esportazioni UE % delle esportazioni UE: Stati Uniti 16.6 Svizzera 9.8 Cina (esclusa Hong Kong) 8.5 Russia 6.9 Turchia 4.5 Giappone 3.1 Norvegia 2.9 Resto del mondo 47.7 Fonte: Commissione europea, DG TRADE Tra il 2012 e il 2013, le importazioni nell'ue sono diminuite del 6.2%. Il livello è stato inferiore anche rispetto al La Cina è stata il principale fornitore di beni dell'ue nel Le importazioni dalla Russia sono rimaste elevate, il che significa che la Russia rimane il secondo fornitore di beni dell'ue, come nel 2012 (si veda in appresso). Origine delle importazioni UE % di importazioni UE: Cina (esclusa Hong Kong) 16.6 Russia 12.3 Stati Uniti 11.7 Svizzera 5.6 Norvegia 5.3 Giappone 3.4 Turchia 3.0 Resto del mondo 42.1 Fonte: Commissione europea, DG TRADE Nel 2013, il tradizionale deficit commerciale dell'ue si è trasformato in un surplus limitato, essenzialmente a causa del rallentamento economico e della scarsa domanda interna. Ciò è stato anche dovuto alla crescita delle esportazioni, mentre le importazioni dell'ue sono diminuite nel L'UE resta fortemente dipendente dalle materie prime e dai carburanti, ma ha resistito Note sintetiche sull'unione europea

5 efficacemente alla concorrenza estera in settori come i macchinari e i prodotti chimici (si veda sotto). Commercio UE per categoria (1 000 (1 000 (1 000 milioni % milioni % milioni % di EUR) di EUR) di EUR) Esportazioni Totale Prodotti alimentari, bevande e tabacco Materie prime Combustibili minerali, lubrificanti Prodotti chimici e prodotti correlati Altri prodotti finiti Macchinari e apparecchiature da trasporto Importazioni Totale Prodotti alimentari, bevande e tabacco Materie prime Combustibili minerali, lubrificanti Prodotti chimici e prodotti correlati Altri prodotti finiti Macchinari e apparecchiature da trasporto Bilancia commerciale Totale Prodotti alimentari, bevande e tabacco Materie prime Combustibili minerali, lubrificanti Prodotti chimici e prodotti correlati Altri prodotti finiti Macchinari e apparecchiature da trasporto Fonte: Commissione europea, DG TRADE e Eurostat L'UE è il leader mondiale nel commercio di servizi. Ha registrato un surplus di milioni di EUR in transazioni di servizi con il resto del mondo nel 2013, quando le esportazioni hanno Note sintetiche sull'unione europea

6 raggiunto i milioni di EUR e le importazioni i milioni di EUR. Il commercio di servizi è stato pari al 23,3% delle importazioni totali dell'ue e al 28,3% delle esportazioni totali dell UE di beni e servizi nel Gli Stati Uniti, l'asia e i paesi dell'associazione europea di libero scambio (EFTA) sono stati tra i principali partner dell'ue nel commercio di servizi. Oltre due terzi delle importazioni (68,3%) e delle esportazioni (67,3%) dell'ue nel commercio internazionale di servizi nel 2013 rientrano in tre categorie: trasporti, viaggi e servizi alle imprese. L'UE è il più grande investitore mondiale e uno dei maggiori destinatari degli investimenti diretti esteri (IED) altrui. Investimenti esteri diretti dell UE Investimenti all estero(%) Associazione europea di libero scambio (EFTA) Altri paesi europei (extra UE, extra EFTA) Africa settentrionale Africa centrale e meridionale America settentrionale America centrale America meridionale Paesi del Golfo Persico Altri paesi asiatici Oceania (inclusa l'australia) e regioni polari meridionali Fonte: Commissione europea, Eurostat Roberto Bendini 07/2015 Investimenti nell UE (%) Note sintetiche sull'unione europea

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