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1 istema Informativo Sanitario della Prevenzione Collettiva S.I.S.P.C. Strumenti per la Prevenzione.. Dr. Paolo Bruno Angori Project Manager S.I.S. Prevenzione Collettiva REGIONE TOSCANA - Direzione Generale Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale Settore Prevenzione e Sicurezza in Ambienti di Vita e di Lavoro, Alimenti e Veterinaria

2 2 I temi del mio intervento Il progetto SISPC Alcune idee di sviluppo Raccolta dei dati di attività e delle evidenze per l EBP Condivisione dell informazione come strategia Servizi all impresa Esempi di Interoperabilità e telematizzazione SUAP Notifiche Cantiere e progetto INDEDI (indicatori) Strumenti di pianificazione Piani di rimozione amianto Gestione Acque destinate al consumo umano

3 Il Progetto Linee Generali di Progetto DGR 1003/2008 Sistema GESTIONALE unico per i Dipartimenti della Prevenzione di tutte le AUSL della Toscana Disponibile sul WEB rete Internet con tecnologia WEB2 Architettura SOA (Service Oriented Architecture) quale : paradigma per l'organizzazione e l'utilizzazione delle risorse distribuite che possono anche essere sotto il controllo di domini di proprietà differenti Sviluppo di accordi di servizio per la cooperazione applicativa con qualsiasi soggetto pubblico

4 Disegno del sistema

5 Principi cardine del sistema Elementi di fondo a cui l attività di progettazione e sviluppo si ispira

6 La raccolta del dato alla fonte «Il dato va raccolto il più vicino possibile alla fonte dove l informazione nasce e in cui si realizza il massimo della conoscenza di dominio» Quindi un sistema inclusivo aperto a: Operatori ASL Imprese Professionisti Associazioni Patronati Cittadini Pubblica Sicurezza

7 Condivisione del dato come filosofia «Messa in condivisione delle informazioni tra gli enti che contribuiscono alla formazione di quel livello di conoscenza necessario per le attività di competenza» Tecnologie abilitanti dell ente all utilizzo dei sistemi di cooperazione applicativa CART (Cooperazione Applicativa Regione Toscana)

8 Interoperabilità Costruire le condizione per «dialogare» con: Camera di Commercio Anagrafe assistiti Anagrafe Tributaria Piattaforma SUAP dei Comuni Anagrafi Zootecniche Nazionale ARTEA Sistema Cartografico Regionale Sistemi dei laboratori di analisi

9 Strumenti di Interoperabilità Request For Comment (RFC) «definizione di tecniche, modalità, standard tecnologici e informativi atti a garantire la circolarità delle informazioni nel rispetto dei livelli di sicurezza e riservatezza delle informazione e con livelli di latenza nell aggiornamento dei rispettivi patrimoni informativi prossimi allo zero» Esistono già centinaia di Accordi di servizio disponibili e pubblicati sul sito e. Toscana Copliance

10 La Regione: la terra di mezzo. «Lo sviluppo dei sistemi a livello regionale sono in grado di realizzare quel giusto equilibro tra esigenze nazionali di informazione per l analisi e la programmazione di alto livello e il livello gestionale operativo di chi sta sul campo» «Nessuna contrapposizione fra livelli Nazionale, Ragionale, Locale ma solo un sistema coordinato volto ad ottenere il massimo del risultato, dell efficienza ed efficacia con il minimo dispendio di risorse»

11 Dematerializzazione: oggi un sogno veramente possibile. DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 22/02/2013 (Gazzetta Uff. 21/05/2013, n.117) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8/08/2013 (Gazzetta Uff. 16/10/2013, n.243) Utilizzo dei sistemi di firma elettronica avanzata sugli atti prodotti durante l attività ispettiva. Raccolta completa e strutturata dai dati del controllo direttamente sul campo.

12 In sintesi: il filo conduttore dello sviluppo Costruire basi dati su cui sviluppare analisi del rischio; Collegare all analisi la programmazione sia per macro obiettivi (Nazionali - Regionali) che di dettaglio (operativo di ASL) Utilizzo mirato dei controlli e delle attività investigative basati sull evidenza Condivisione dei dati e degli esiti dei controlli con tutti i soggetti che a qualsiasi livello si occupano di Prevenzione (Locale, Regionale, Nazionale)

13 Un sistema forte di Autenticazione Sistema intrinsecamente sicuro basato su CNS (Carta Nazionale Servizi) Integrazione con ARPA (Sistema di Attribuzione Ruolo per le Pubbliche Amministrazioni) Carta Sanitaria e/o Operatore in distribuzione nelle AUSL Toscane Qualsiasi CNS riconosciuta dal Sistema ARPA (P.Es. Infocamere, CRS Lombardia, ecc )

14 L infrastruttura per tutto il sistema della prevenzione Condivisione delle componenti Anagrafiche Cartografia Gestione Documentale Gestione Attività Sopralluoghi Campionamenti SUAP

15 La missione Prevenzione primaria in tema di: Sicurezza Alimentare Igiene Pubblica Sicurezza nei luoghi di lavoro Medicina dello Sport Medicina Legale

16 Sicurezza Alimentare Controllo Ufficiale Sistema di allerta Stabilimenti di macellazione delle carni Ispettorato micologico Categorizzazione del rischio

17 Igiene Pubblica Malattie infettive ed epidemiologia Vaccinazioni e medicina del viaggiatore Igiene abitato Cosmetici Controllo acque: acquedotti, piscina, termale, balneazione Igiene della Nutrizione Strutture Sanitarie

18 Tre linee di sviluppo della componente Prevenzione Luoghi di Lavoro Attività di Medicina del Lavoro Ambulatorio medico Malattie professionali Accertamenti specialistici Controllo sui luoghi di Lavoro Rischi lavorativi Cantieri Grandi opere Infortuni Procedura sanzionatoria e penale Macchine e Impianti Servizi alle imprese specifici Banca dati dei controlli

19 Esempi di sviluppo La rete dei SUAP

20 La conoscenza del territorio Interoperabilità di rete SUAP D.P.R. 160/2010 Art. 2.e' individuato il SUAP quale unico oggetto pubblico di riferimento territoriale per tutti i procedimenti che abbiano ad oggetto l'esercizio di attivita' produttive e di prestazione di servizi, e quelli relativi alle azioni di localizzazione, realizzazione, trasformazione, ristrutturazione o riconversione, ampliamento o trasferimento, nonche' cessazione o riattivazione delle suddette attività..

21 I soggetti cooperanti. Tavolo Tecnico Regionale - TTR Regione Toscana Servizi Regionali Imprese AUSL Vigili del Fuoco..altri

22 Interoperabilità SUAP Certezza Trasparenza Collaborazione Gradualità oneri amministrativi Ricerca Attività Sito Istituzionale Ente Costruisce il caso Presenta Domanda Verifica lo Stato pratica Impresa CART Back-office SUAP Verifica Segnalazione Accetta/Rifiuta/ e Firma Back-office Ente Terzo SUAP

23 Interoperabilità SUAP

24 Interoperabilità SUAP

25 Interoperabilità SUAP

26 Interoperabilità SUAP

27 Interoperabilità SUAP

28 Interoperabilità SUAP

29 Interoperabilità SUAP

30 Interoperabilità SUAP

31 Interoperabilità SUAP

32 Esempi di sviluppo Notifiche cantieri edili Raccolta del dato alla fonte

33 Notifiche preliminari cantieri edili D. Lgs. 81/2008 Art. 99 Internet Ente Pubblico SITAT CART Cittadino Impresa ORCP Internet SISPC Soggetto in consultazione dati CART DTL INAIL INPS Casse Comuni Edili 33

34 Notifiche preliminari cantieri edili D. Lgs. 81/2008 Art. 99 Inserimento diretto tramite internet Inserimento anche attraverso sistemi esterni Utilizzo diretto da parte del committente o suo delegato Inoltro contemporaneo a tutti i soggetti destinatari per legge della notifica Geo referenziazione del cantiere 34

35 Notifiche preliminari cantieri edili D. Lgs. 81/2008 Art. 99 Un solo inserimento valido per tutti i soggetti coinvolti e destinatari della notifica DGR 1222/2011 linee generali di sviluppo del sistema RFC (accordi di servizio) standard dal 25 Ottobre 2012: RFC (Notifiche Preliminari Cantieri Edili) RFC (Notifica Cantieri a Enti Terzi) 35

36 Notifiche preliminari cantieri edili Progetto INDEDI Indicatori in Edilizia Sviluppo di un algoritmo che pesa una serie di parametri per definire un unico indice di rischio, tenuto conto di: Imprese presenti Importo dei Lavori Tipo dei Lavori Dati Inail Infortuni Imprese Dati dei precedenti controlli sulle Imprese Numero delle imprese coinvolte.

37 Notifiche preliminari cantieri edili Progetto INDEDI Indicatori in Edilizia 37

38 Strumenti di pianificazione Dalla programmazione Regionale a quella di dettaglio Operativo Sistema unitario di programmazione a più livelli Regionale ASL Unita Organizzative Operatore 38

39 Strumenti di pianificazione Dalla programmazione Regionale a quella di dettaglio Operativo Si possono inserire le singole Unità Locali nella programmazione di dettaglio o i cantieri selezionati con criteri di rischio 39

40 Strumenti di pianificazione Dalla programmazione Regionale a quella di dettaglio Operativo Gestisce dai numeri di programmazione fino al dettaglio del foglio di lavoro individuale del singolo operatore 40

41 Strumenti di pianificazione Dalla programmazione Regionale a quella di dettaglio Operativo Il sistema restituisce sempre un quadro chiaro del livello di programmazione ed esecuzione del piano 41

42 Progetto di gestione telematica dei piani di rimozione di materiali contenenti amianto Notifica Piano di Rimozione integrato da P.O.S. e Notifica Cantiere Edile

43 Incapsulamento Confinamento Rimozione Notifica Piano di Lavoro Imprese Software applicativo Repository RELAZIONE ANNUALE Enti Bonifica effettuata

44 Prima stesura della comunicazione Valutazione e integrazione dell organo di vigilanza Versione definitiva sottoscritta dal datore di lavoro Aggiornamento e versionamento del documento durante la lavorazione Integrazione con applicativo Notifica cantiere edile Dati a consuntivo alla chiusura dei lavori Ricomposizione dei dati nella Relazione Annuale

45 Dati generali dell impresa esecutrice Albo Nazionale Gestori Ambientali Legale Rappresentate - Residenza Fase 1 Accesso al sistema Dati dell impresa per il P.O.S. RSPP RLS Responsabile tecnico Medico Competente Quadro degli addetti Dati anagrafici e Formazione Quadro delle attrezzature Fase 2 Quadro Impresa esecutrice Dichiarazioni Preliminari Dati del Proprietario / Committente Dati Relativi al Cantiere - Georeferenziazione Oggetto della Rimozione Quadro dei DPI Confezionamento e trasporto del rifiuto Fase 3 Quadro dei beni contenenti amianto Interferenze con altre aziende Piani di Monitoraggio previsti/eseguiti Ubicazione del materiale Rischio di caduta dall alto Allegati 45

46 Esempi di sviluppo Gestione delle acque destinate al consumo umano

47 Le reti, i controlli e il Cittadino Gestione integrata con i gestori dei dati delle reti, impianti, captazioni Recupero dei dati analitici dai vari laboratori Gestione integrata delle non conformità Pubblicazione del dato della qualità dell acqua verso il cittadino

48 Conclusioni Gli elementi essenziali Regole per un sistema condiviso del sapere e della conoscenza Le competenze e le norme regolano il «dominio» conoscitivo di ogni soggetto della Pubblica Amministrazione Ogni «dominio» ha il dovere di mettere a disposizione il proprio livello di conoscenza che si ricompone in un quadro unitario dell informazione istituzionale Le sinergie che si realizzano tra i sistemi consentono a tutti i soggetti pubblici e privati di risparmiare sotto tutti i punti di vista (tempo denaro) Infrastrutture di cooperazione applicativa e sistemi con le tecnologie abilitanti allo scambio di informazioni Sistemi aperti all uso collaborativo tra utente e pubblica amministrazione

49 Conclusioni Open Data LE SINERGIE DELL INFORMAZIONE L open data NON sono (solo) elenchi di dati da pubblicare su internet L open data sono strumenti per automazione nello scambio di informazioni tra domini dei sistemi della pubblica amministrazione L open data sono strutture di dati documentate (accordi di servizio) e condivise tra differenti domini L open data sono sistemi di codifica standardizzati e affidati ai domini che la norma individua come pubblica autorità di riferimento L open data sono sinergie che qualificano reciprocamente l informazione

50 Dr. Paolo Bruno Angori Project Manager S.I.S. Prevenzione Collettiva REGIONE TOSCANA - Direzione Generale Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale Settore Prevenzione e Sicurezza in Ambienti di Vita e di Lavoro, Alimenti e Veterinaria Regione Toscana mette a disposizione il proprio sistema per qualsiasi forma di RIUSO GRATUITO Per maggiori informazioni scrivete a: Grazie dell attenzione

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