Impianti Informatici

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1 Appunti di Impianti Informatici (BOZZA) Prof. Ing. Filippo Sorbello Ing. Raffaele Brucculeri 1

2 1 INTRODUZIONE Obiettivi del testo Generalità...10 Il Total Cost of Ownership (TCO)...10 Una definizione di impianto informatico...11 L hardware...12 Il software...12 Gli addetti...13 I luoghi...14 L ambiente esterno...14 I requisiti (requirements)...14 Impianti informatici grandi e piccoli...15 Il progetto di un impianto informatico...17 La valutazione dei rischi ed il disaster recovery Principali metodologie di calcolo...21 Le elaborazioni BATCH...22 Le elaborazioni interattive...23 Le elaborazioni TIME SHARING...23 Le elaborazioni individuali...24 Le elaborazioni CLIENT/SERVER...25 Coesistenza di diverse metodologie di calcolo...27 Il GRID computing...28 SOA Service Oriented Architecture L HARDWARE Introduzione Apparecchiature informatiche...39 Miglioramenti tecnologici e miglioramenti architetturali Unità di elaborazione...41 Evoluzione tecnologica...42 Considerazioni sulle prestazioni...46 I benchmark...49 La legge di Amdhal...50 Evoluzione architetturale

3 La server consolidation...56 Tecnologie BLADE e VIRTUALIZZAZIONE...59 Classificazioni delle unità di elaborazione Unità di memorizzazione di massa I dischi...70 Evoluzione tecnologica...70 Evoluzione architetturale...74 La storage consolidation, NAS e SAN I nastri...84 Evoluzione tecnologica...85 Evoluzione architetturale I dischi ottici Altre unità Unità di stampa Evoluzione tecnologica Evoluzione architetturale Le unità di stampa in un impianto informatico Unità di comunicazione IL SOFTWARE Generalità Software di base Middleware Software applicativo Il software LEGACY Suite di software applicativi Software FREE, OPEN SOURCE e Proprietario I costi dei prodotti software GLI ADDETTI Generalità Il settore sviluppo Il settore sistemi

4 4.4 Il settore gestione I manager Considerazioni sulle professionalità Qualche suggerimento I LUOGHI Site Preparation Apparecchiature ausiliarie L AMBIENTE ESTERNO I clienti I fornitori I contratti in area informatica I REQUIREMENTS Generalità Disaster recovery e business continuity APPENDICE A - FACILITY MANAGEMENT E OUTSOURCING APPENDICE B CENNI SUI MODELLI A RETE DI CODE APPENDICE C ANALOGICO/DIGITALE APPENDICE D CENNI SULLA TEORIA DEI SEMICONDUTTORI APPENDICE E CENNI SULLA TECNICA DI FABBRICAZIONE PLANARE DI DISPOSITIVI A SEMICONDUTTORE APPENDICE F FIBRE CHANNEL

5 APPENDICE G - SISTEMI OPERATIVI PER I SISTEMI CENTRALI (MAINFRAMES) BIBLIOGRAFIA

6 1 INTRODUZIONE Obiettivi del capitolo - capire gli obiettivi del testo - cominciare a familiarizzare con il concetto di Total Cost of Ownership (TCO) - conoscere le varie componenti di un impianto informatico - conoscere i principali argomenti che caratterizzano il progetto di un impianto informatico - conoscere la evoluzione delle modalità di elaborazione e la loro influenza sulla organizzazione e sulla struttura dell impianto informatico 6

7 1.1 Obiettivi del testo L obiettivo principale del presente testo è quello di fornire elementi che si ritiene possano essere utili a chi si trovi ad operare all interno di un Impianto Informatico o in relazione ad esso ma dall esterno. Interno ed esterno devono essere intesi da un punto di vista logico e non da un punto di vista puramente fisico ; per chiarire questo punto basta pensare al fatto che nei locali di un impianto informatico, specie se l impianto è di medio-grandi dimensioni, è stabilmente presente personale dipendente da altre aziende che hanno rapporti di lavoro con l impianto (si pensi ad esempio alle aziende che assicurano la manutenzione delle apparecchiature, o alle aziende che forniscono personale a fronte di specifici progetti anche di lunga durata, etc.); questo personale, per quanto abbia, in sostanza, il proprio luogo di lavoro all interno dell impianto, è ovviamente da intendersi da un punto di vista organizzativo esterno all impianto stesso. In questo senso, sono da intendersi esterni all impianto anche tutti gli altri settori della medesima azienda cui appartiene l impianto. Per quanto in qualcuno dei capitoli seguenti si farà cenno ad argomenti tecnico-informatici, non rientra tra gli scopi del testo l approfondimento di tali argomenti che, peraltro, sono trattati diffusamente nella letteratura specialistica; l intendimento è, invece, quello di fornire punti di vista e suggerimenti in grado di aiutare a prendere decisioni e ad assumere quei comportamenti che si ritengono corretti nelle varie situazioni che si possono presentare in un impianto informatico. L idea di scrivere quanto segue è nata in seguito alla istituzione del corso di Progetto e Gestione di Impianti Informatici presso il Corso di Laurea in Ingegneria Informatica di Agrigento nell anno accademico L obiettivo formativo del corso si propone di fornire ai futuri Ingegneri Informatici una visione quanto più realistica possibile del day-by-day di un impianto informatico al fine di integrare e, se possibile, arricchire le conoscenze tecnico-informatiche già acquisite tramite gli altri corsi del curriculum accademico. Ci si è chiesti, allora, quali potessero essere gli argomenti più idonei da trattare per il conseguimento dell obiettivo prefissato. Alla fine, la cosa migliore da fare è parsa quella di fornire una descrizione delle varie componenti di un impianto informatico sottolineando la pari dignità di ognuna di esse ed il pari contributo che ognuna di esse deve fornire per il funzionamento ottimale dell impianto stesso. Il quadro che si propone ridimensiona, in qualche modo, il rilievo di alcuni componenti e ne fa emergere altri che possono rischiare di rimanere confusi o del tutto invisibili fino a che, nella pratica, non ci si imbatte in essi. Così: - il computer e gli altri componenti hardware, da unici protagonisti della scena, unici argomenti di studio e di progettazione, diventano semplicemente protagonisti insieme ad altri protagonisti; - la progettazione stessa, spesso considerata una attività libera da vincoli (se non quelli tecnici) diventa, invece, una attività che deve essere condotta alla luce di stringenti condizioni economiche, di opportunità, di mercato, etc. 7

8 - le problematiche connesse alla gestione ed al ripristino delle funzionalità di un impianto, da problematiche di secondo piano diventano di importanza cruciale per la sopravvivenza stessa non solo dell impianto ma dell azienda o dell ente che ne dispone. Ci si augura, perciò, che gli studenti che leggeranno questo testo, pur ritrovando spesso, qua e la, delle vecchie conoscenze, acquisiscano una mentalità idonea a consentire loro un inserimento più agevole ed efficace nelle varie attività che si svolgono all interno di un impianto informatico dei nostri giorni. Come si è detto, ci si augura anche che questi appunti possano essere di beneficio, oltre che a coloro i quali opereranno all interno di un impianto informatico nelle varie professionalità di cui si parlerà più avanti, anche a chi si trova ad operare in qualche modo a contatto con un impianto informatico; tra tutti costoro, una menzione particolare meritano i manager aziendali non di estrazione informatica. I manager aziendali, ovviamente, sono chiamati a prendere delle decisioni che riguardano le cose informatiche allo stesso modo in cui sono coinvolti in altre faccende inerenti l organizzazione e l operatività aziendale; in queste circostanze, finché si tratta di avallare le scelte proposte dal settore informatico, il management può anche decidere, per lo più giustamente, di fidarsi di ciò che viene proposto dai collaboratori che gestiscono gli impianti informatici. I problemi possono cominciare quando si tratta di avanzare delle specifiche richieste al settore informatico al fine di supportare adeguatamente delle necessità di business aziendale e le strategie in genere. Disporre di una infarinatura sulle problematiche connesse agli impianti informatici potrebbe, infatti, evitare quelle situazione piuttosto delicate derivanti, ad esempio, dal: - richiedere la predisposizione di nuove applicazioni e/o di nuovi luoghi operativi in tempi pericolosamente brevi o addirittura proibitivi; - imporre l impiego di strumenti e procedure prima di aver consentito uno studio di fattibilità e di inseribilità almeno minimale; - richiedere livelli di servizio di un certo tipo senza la disponibilità agli investimenti necessari; - trascurare i piani di addestramento e formazione del personale informatico attendendosi allo stesso tempo livelli di competenza e di aggiornamento ottimali; - etc. Insomma, una infarinatura sugli argomenti informatici, potrebbe consentire al management aziendale di sapere, ad esempio, cosa non è realistico chiedere e, allo stesso tempo, potrebbe consentire di individuare quei casi, che pure capitano, in cui lecite richieste sono ostacolate da inesistenti problematiche che affondano le loro radici su argomenti tutt altro che tecnici. La eventualità che le strutture informatiche siano oggetto di comportamenti errati come quelli descritti sopra non è purtroppo infrequente; ciò dipende anche dal fatto che, per la generalità delle aziende, i managers aziendali hanno competenze ed attenzioni particolari nei riguardi del settore specifico dove l azienda opera e tendono a perdere di vista l importanza strategica di settori che possono essere definiti di servizio per l operatività aziendale. In altri termini, se è verosimile che i managers di una azienda che si occupa, ad esempio, della produzione di motori per automobili non facciano mancare risorse al gruppo di ingegneri che si 8

9 occupa della progettazione e dello sviluppo di nuove soluzioni nel settore, non è altrettanto certo che le problematiche connesse alla continuità ed alla sicurezza dei servizi informatici siano intese come strategiche per il bene aziendale, almeno fino a quando il verificarsi di qualche avvenimento infausto non richiama prepotentemente l attenzione sull argomento. 9

10 1.2 Generalità Gli impianti informatici di cui si parlerà vengono di solito definiti General Purpose ; in sostanza si tratterà degli impianti informatici comunemente presenti nelle aziende e negli enti pubblici e che non hanno necessità di speciali caratteristiche per svolgere il proprio compito. Un impianto speciale, invece, può essere tale o per le condizioni in cui si trova ad operare o per quello che fa, o per le due cose insieme. Gestire i conti correnti di una banca, la fatturazione e la contabilità di una azienda, l anagrafe di un Comune e cose del genere si possono considerare compiti tipici di un impianto informatico general purpose a patto che, ad esempio, - l impianto di cui si tratta non si trovi ad operare in un ambiente con una temperatura di 250 gradi centigradi, o in assenza di gravità, o in altre condizioni fisiche del tutto fuori dal comune e che richiedono materiali speciali o speciali progettazioni - dalla attività dell impianto non dipendano vite umane o altre cose giudicate di vitale importanza e tali da richiedere parametri di affidabilità e di continuità di servizio al di fuori di quelli ottenibili con le progettazioni e le produzioni comuni - non vi siano, insomma, requirements fuori dal comune la cui presenza, invece, porta a considerare l impianto informatico non general purpose. Le apparecchiature e/o i prodotti software utilizzati in un impianto informatico general purpose sono normalmente reperibili sul mercato; laddove, invece, le apparecchiature e/o i prodotti software di cui necessità un impianto non general purpose possono essere progettati per soddisfare specifici scopi e/o specifiche condizioni di funzionamento. Il Total Cost of Ownership (TCO) Il principale fattore che deve essere considerato nella progettazione e nella gestione di un impianto informatico è il TCO (Total Cost of Ownership) cioè il costo complessivo indotto dal possesso dell impianto. Il TCO di una determinata soluzione deve considerare tutti i costi di avvio e di gestione della soluzione; il TCO considera perciò sia i costi non ricorrenti (come il costo di acquisto) sia i costi ricorrenti (quali manutenzioni, canoni, personale, materiali di consumo, etc.) presenti nel periodo di vita stimato della soluzione. Oltre a ciò, nel TCO bisogna anche includere i costi che derivano da un eventuale successivo abbandono della soluzione; quest ultimo punto intende mettere in evidenza quanto una determinata soluzione vincola chi la sceglie nelle possibili scelte future; è evidente, infatti, che la difficoltà o la impossibilità reale di abbandonare una soluzione per sceglierne una diversa può esporre a costi anche elevati venendo a mancare una certa forza contrattuale a favore dell utilizzatore il quale, in sostanza, può trovarsi a dovere accettare forme e contenuti contrattuali sfavorevoli. E bene familiarizzare il più possibile con il TCO, e principalmente con il concetto che rappresenta, in quanto, nella pratica, esso è il metro fondamentale tramite il quale misurare ogni realizzazione in campo informatico così come in ogni altro settore. Una superficiale valutazione del TCO può portare ad imboccare strade che si rivelano, dopo i primi chilometri, impervie e cariche di conseguenze negative per il conto economico della realtà in cui si opera. 10

11 Il TCO comparirà spesso nelle note che seguono e, anche dove non è espressamente indicato, non sarà difficile individuarlo. Sfortunatamente, la consapevolezza della importanza basilare del TCO non vuol dire che sia sempre agevole una sua corretta valutazione; ciò in quanto gli elementi che lo compongono possono essere poco visibili o, a primo acchitto, del tutto invisibili, pur non volendo considerare, ottimisticamente, che non c è peggior cieco di chi non vuol vedere. La letteratura del settore trabocca di studi volti a definire il TCO in varie situazioni. Questo valore deve tendenzialmente essere quanto più basso possibile pur consentendo il raggiungimento dei benefici che si intendono ottenere in termini di servizi resi all utenza. Per un impianto general purpose l esame del TCO è, più o meno, prassi abituale; nel caso di un impianto speciale, invece, in alcuni casi le scelte sono da effettuare a tutti i costi ed in altri la quantificazione del beneficio ottenibile è impossibile a priori ; si pensi ad esempio a quelle apparecchiature utilizzate a fini di ricerca scientifica per consentire di affrontare la soluzione di problemi complessi: nessuno può dire, in genere, cosa ne verrà fuori, ma non per questo gli investimenti devono essere limitati. A ben vedere, in realtà, anche in questi casi speciali i principi del TCO continuano a valere, solo che il potenziale vantaggio è talmente elevato da giustificare sforzi anche molto elevati. Una definizione di impianto informatico Un impianto informatico è un LUOGO dove ADDETTI, con specializzazioni diverse, svolgono attività di PROGETTAZIONE, REALIZZAZIONE e GESTIONE di componenti HARDWARE e SOFTWARE al fine di soddisfare sia le esigenze (requirements) dell UTENZA sia le SPECIFICHE dei FORNITORI. La definizione comprende gli aspetti che caratterizzano un impianto informatico e che saranno oggetto della successiva trattazione. E appena il caso di precisare che il progetto, la realizzazione e la gestione di un impianto informatico non riguardano solo gli impianti che nascono ex novo nei casi cosiddetti di prima informatizzazione, casi in realtà ormai piuttosto infrequenti, bensì riguardano anche tutte quelle attività di implementazione, modifica, aggiornamento, etc., che si effettuano presso un impianto già esistente ed operativo; queste eventualità, nettamente più frequenti, inducono tra l altro alcune condizioni aggiuntive da rispettare, derivanti dalla omogeneità che, se possibile, deve essere assicurata con gli ambienti preesistenti e, in genere, dalla valutazione relativa alla inseribilità del nuovo intervento nel tessuto esistente. Sia il progetto di un impianto informatico ex novo sia il progetto di un intervento modificativo di un impianto informatico esistente devono, perciò, occuparsi di ognuno degli aspetti che compaiono nella definizione fornita, e cioè: i luoghi, gli addetti, l hardware, il software, l ambiente esterno (utenti e fornitori), le esigenze e le specifiche. Il progetto di un impianto informatico non ha niente a che vedere con il progetto di un computer o con il progetto di un sistema operativo: le relative professionalità sono completamente diverse. Un impianto informatico non è qualcosa dove effettuare delle attività di sperimentazione pura o di ricerca teorica sui vari aspetti del mondo informatico; non è qualcosa dove mettere in pratica le proprie convinzioni, peggio se del tutto preconcette, finendo spesso per pretendere di uniformare il modello di business dell azienda in cui si opera al proprio modello informatico; non è qualcosa 11

12 dove una casta di sommi sacerdoti depositari della verità svolgono la loro missione rivolgendo solo di tanto in tanto, e con un certo fastidio, lo sguardo verso le necessità del mondo esterno, spesso utilizzato, anzi, come cavia per la conduzione di misteriose pratiche sacrificali. Al contrario, un impianto informatico esiste in quanto esiste l utente finale che necessita di vari servizi sulla base delle prassi e delle strategie aziendali le quali, correttamente, devono influenzare e plasmare il modello informatico da impiegare. In tutte le attività che si svolgono in un impianto informatico, sia progettuali sia di gestione, non dovranno mai essere perse di vista le necessità dell utente finale e i compiti di fornitore di servizi cui l impianto deve far fronte. La centralità dell utente finale e l ottimizzazione del TCO sono due fattori in grado di determinare la qualità del progetto e della gestione di un impianto informatico; tuttavia, spesso questi due argomenti, al di la di generiche affermazioni di principio, sostanzialmente non ricevono l attenzione che meritano; in questi casi, prima o poi, è estremamente probabile che venga messa in discussione l esistenza stessa dell impianto. L hardware Per quanto riguarda l hardware possiamo definire due grandi categorie: - le apparecchiature informatiche vere e proprie : o unità di elaborazione o unità di memorizzazione di massa o stampanti o apparecchiature di rete o altre unità di input/output - le apparecchiature ausiliarie, tra le quali: o apparecchiature per l alimentazione elettrica o apparecchiature per il condizionamento dell ambiente o apparecchiature per la sicurezza ambientale Può accadere che diverse funzionalità informatiche (elaborazione, memorizzazione di massa, etc.) siano comprese all interno di una medesima macchina; altre volte le varie funzionalità sono svolte da apparati diversi. In quest ultimo caso la progettazione deve occuparsi anche della scelta tra diverse alternative di collegamento. In ogni caso, i concetti generali relativi ad ogni singola funzionalità continuano ad essere validi. Il software Nel campo del software si possono individuare tre macrocategorie: - il software di base costituito dai sistemi operativi - il middleware cioè tutta quella quantità di prodotti software che pur non essendo strettamente appartenente ai sistemi operativi serve comunque al controllo, alla gestione ed a migliorare, in genere, l operatività (gestori di data base, prodotti per la sicurezza logica, prodotti per il controllo delle performance, etc.) 12

13 - il software applicativo, cioè tutto quel software che realizza le varie necessità degli utenti finali e che è utilizzato direttamente dagli utenti finali stessi. Talvolta, specie nelle realtà medio-piccole, parte dei prodotti middleware sono inclusi nel sistema operativo. I sistemi operativi ed il middleware, nella generalità degli impianti general purpose, sono acquisiti dall esterno, da fornitori specializzati, e non è più pensabile di svilupparli in proprio come avveniva agli albori della informatica moderna. Agli albori della informatica, infatti, l utente finale era spesso anche il progettista del sistema di calcolo nelle sue componenti hardware e software, ne era il manutentore, il programmatore, e così via. Il software applicativo, invece, è costituito o da programmi di utilizzo generale, o da programmi realizzati all interno dell azienda o da programmi commissionati a società esterne specializzate nel settore. L insieme delle apparecchiature (hardware) e dei programmi (software) può essere installato e gestito all interno della azienda con personale interno; può essere installato e gestito all interno dell azienda con personale esterno, e si parlerà allora di facility management (Appendice A facility management e outsourcing); può essere installato e gestito all esterno dell azienda, da società di servizi specializzate, e si parlerà allora di outsourcing (Appendice A facility management e outsourcing). Gli addetti Le figure professionali coinvolte nella gestione informatica sono: - i sistemisti, addetti alla gestione del sistema con il compito di assicurarne l installazione, la manutenzione e l aggiornamento per quanto riguarda i sistemi operativi ed i prodotti middleware - gli operatori, addetti ad assicurare il corretto svolgimento delle attività sulla base della migliore schedulazione dei lavori individuata di volta in volta - gli analisti ed i programmatori, addetti all esame di fattibilità, al progetto ed alla realizzazione di nuove procedure applicative, oltre che alla relativa manutenzione durante l intero ciclo di vita delle procedure stesse. Laddove esiste un reparto addetto al progetto ed alla realizzazione di nuove procedure applicative, questo è il reparto composto da un maggior numero di persone; ciò in quanto l attività di analisi e, ancor più, quella di sviluppo richiedono l intervento umano in maggior misura rispetto alle attività sistemistiche ed operative le quali, invece, beneficiano di una quantità crescente di strumenti ausiliari in grado di consentire il controllo e la gestione degli impianti, anche di grande dimensione, da parte di un ristretto numero di persone. Più è folta la schiera delle persone che operano nel settore dell Information Technology (IT) più è folta, naturalmente, la schiera dei manager, di vario livello, chiamati a coordinarne le attività. Parlando delle persone che operano in un impianto informatico non si può fare a meno di osservare una marcata assenza di criteri ufficiali di certificazione delle competenze e delle responsabilità; per quanto vi possano essere ottimi addetti ad impianti informatici provenienti da esperienze di studio più o meno estranee all informatica, una razionalizzazione del settore sembra opportuna; d altra parte la problematica è di più ampia portata, e se ne accennerà nel capitolo dedicato agli addetti. 13

14 I luoghi I luoghi, all interno dell azienda, dove si svolge attività informatica si sono, nel tempo, moltiplicati a seguito della diffusione degli strumenti informatici. Al centro di calcolo vero e proprio si sono aggiunte le altre locazioni aziendali dotate di strumentazioni informatiche: uffici, dipendenze, filiali, etc. Inoltre, la necessità di assicurare una continuità operativa ha portato alla nascita di uno o più centri di calcolo, geograficamente distanti ma in qualche modo connessi con il centro di calcolo principale, per gestire eventuali situazioni di disservizio (disastri) senza interrompere l operatività aziendale. La predisposizione dei luoghi dove si svolgeranno le attività informatiche possono richiedere competenze non di tipo informatico (si pensi, ad esempio, allo studio delle soluzioni per il condizionamento ambientale); perciò, spesso, è necessario il coinvolgimento di diverse professionalità specifiche. L ambiente esterno L ambiente esterno all impianto informatico è costituito da tutto ciò che ha a che fare con l impianto stesso ma che, da un punto di vista logico, si trova all esterno dell impianto stesso nel senso prima specificato: - primi tra tutti i clienti che possono essere suddivisi tra clienti interni all azienda stessa e clienti esterni; quest ultima categoria si è, oggi, enormemente estesa con Internet che consente, a vari livelli, l ingresso degli utenti esterni direttamente nel sistema informativo aziendale; - quindi altre aziende o realtà di vario tipo con cui è opportuno o necessario scambiare informazioni per il rispetto di specifiche normative o semplicemente per una migliore efficienza delle attività; - vi è poi la schiera dei fornitori: di hardware; di software; di specifici servizi; ed inoltre i consulenti di mercato che operano in diversi settori e che possono costituire un supporto alle scelte aziendali. I requisiti (requirements) Come si è già accennato, tutte le componenti viste prima devono operare in modo coordinato per il raggiungimento degli obiettivi che l impianto deve raggiungere, cioè dei suoi requirements. Sono requirements - ciò che l impianto deve consentire e dove deve consentirlo - le prestazioni in termini di tempi di risposta - la sicurezza dei dati - la continuità di servizio in base alle politiche aziendali - l economicità della gestione Se i requirements fossero solo connessi ai livelli di servizio ed alla qualità in genere potrebbe non essere difficile ottenerli; sfortunatamente, tra i requirements più importanti che devono essere soddisfatti c è, in genere, anche il costo complessivo che le varie soluzioni comportano. 14

15 Il mancato soddisfacimento di un certo requirement induce un costo per l azienda; intraprendere le azioni necessarie a soddisfare quel certo requirement è anch essa una attività che costa; se quest ultimo costo è più basso del precedente allora l attività ha senso e si giustifica, altrimenti bisogna pensare a qualcosa di diverso o decidere di accontentarsi. Se le analisi dicono, ad esempio, che la ricostruzione manuale di un certo archivio che dovesse danneggiarsi costa X (mettendo un certo numero di persone per un certo tempo a ricostruire l archivio partendo, ad esempio, dai documenti cartacei, ammesso che tutto ciò sia possibile) e se per mettere in piedi un sistema di sicurezza che consenta il ripristino automatico dell archivio danneggiato si va incontro ad un costo Y (in termini di macchine, in termini di persone, in termini di luoghi, e tutto il resto), si tratta di vedere se Y è inferiore ad X, ed in questo caso conviene effettuare l intervento; se invece X è inferiore ad Y non resta che sperare che l evento disastroso non avvenga e, nell eventualità malaugurata, procedere manualmente. Bilanci di questo genere sono la base di ogni scelta progettuale, tuttavia difficilmente le cose sono semplici come nell esempio descritto; non nella teoria, che è semplice ed inequivocabile, ma nell ottenimento di valori corretti per X ed Y. Si potrebbe infatti osservare che se l evento disastroso è probabile che avvenga 10 volte in un anno, allora X diventa 10 volte X (oltre magari al costo per l intervento del miglior esorcista del paese, ma questo è un costo facoltativo); e Y? Y potrebbe rimanere comunque Y nel caso in cui la soluzione predisposta sia del tutto automatica e, una volta effettuati gli investimenti iniziali, non induca altri costi derivanti, per dir così, dall attivazione della soluzione. Le cose cambiano se, ad esempio, la soluzione che porta ad Y è basata anche sull acquisizione di un servizio a consumo da parte di una società esterna; ad ogni disastro un tot. Ad ogni modo, in un caso del genere si tratta di fare delle previsioni su elementi ragionevolmente prevedibili. A volte le cose si complicano. Quale è il costo rappresentato da affari mancati a causa di un certo tempo di risposta non eccezionale del sito web aziendale? Stuoli di società di consulenza fondano le proprie fortune sfornando ricerche di straordinaria precisione, alla fine, però, chi ha il giusto intuito e la giusta misura riesce a trovare il corretto bilanciamento. Impianti informatici grandi e piccoli Tornando alla definizione citata di impianto informatico, essa potrebbe in prima battuta far pensare ad un impianto informatico di grande dimensione; parlare, ad esempio, di un certo numero di persone con specializzazioni diverse sembrerebbe escludere quella miriade di realtà piccole e piccolissime dove è molto contenuta o addirittura è del tutto assente una struttura in termini di personale addetto all impianto informatico e, in fin dei conti, anche il parlare di impianto informatico sembra in questi casi piuttosto inappropriato. Tuttavia, a prescindere dagli aspetti quantitativi, qualitativamente, la definizione di apertura calza praticamente sempre ed è bene tenerla in evidenza in ogni caso. Anzi, paradossalmente, è bene tenerla presente principalmente quando ci si trova a gestire o si ha a che fare con realtà piccole e piccolissime. Infatti, nel caso di impianti di grandi dimensioni, si è, in genere, naturalmente indotti a considerare ed affrontare i vari aspetti di un impianto informatico; nel caso di piccole realtà, invece, spesso si tende a sottovalutare alcuni aspetti, o anche la maggior parte, nella convinzione (errata), così facendo, di non arrecare alcun danno alla operatività complessiva. 15

16 Se il settore IT di una grande banca deve procedere alla definizione di una soluzione per gestire una certa necessità di business aziendale, molto probabilmente disporrà già di una prassi più o meno consolidata e magari contenuta in un qualche manuale operativo che indica chi fa cosa nelle varie fasi del progetto; perciò, in modo pressoché automatico e sotto la guida di un responsabile, saranno coinvolte le figure necessarie al momento opportuno, la nuova necessità sarà analizzata dai vari punti di vista ed il tutto procederà sulla base di una pianificazione concordata tra le varie funzioni interne ed esterne al settore IT. Ciò è agevolato dal fatto che in una realtà di grandi dimensioni i ruoli sono nettamente distinti e, giusto per citare qualche aspetto più immediatamente comprensibile: - le risorse (intese sia come risorse finanziarie sia come competenze delle persone a fronte di una certa attività) necessarie alla conduzione del progetto sono spesso suddivise in diversi settori assegnati a diverse persone che sono chiamate a risponderne dell utilizzo efficiente e che perciò si impegneranno per assicurare il rapporto costo/beneficio migliore; - le funzioni che danno il via libera alla diffusione di una certa procedura, sono generalmente separate dalle funzioni operative potendo, così, espletare una funzione di controllo reale ed abbastanza imparziale; - la frequenza di preparazione di nuovi progetti genera una certa abitudine ad affrontare le attività il maniera organica e con la giusta dose di conflittualità che dovrebbe condurre al raggiungimento di soluzioni equilibrate ed efficienti. Questo quadro è però spesso ideale, in quanto, sovente, non si opera seguendo una precisa traccia e ciò induce vari livelli di inefficienza nel processo complessivo; spesso, e non per la presenza di spiccati principi morali, ciò che fa la destra rimane segreto alla sinistra, la posizione a priori del manager più influente finisce miracolosamente per coincidere con i risultati delle analisi più attente e metodiche, la scelta di una determinata soluzione o di un determinato fornitore finisce per ricadere su quelle più familiari ai livelli decisionali, etc. Fortunatamente, le realizzazioni in campo IT si prestano a modifiche in corso d opera ed anche ad opera completata, riuscendo a nascondere con un certo numero di toppe poste qua e la, che naturalmente vengono spacciate per interventi di consolidamento strategico o altre definizioni del genere, difetti di progetto. Nel campo IT le scelte sbagliate e/o preconcette si riescono di frequente a camuffare; naturalmente ciò costa, e qualcuno deve pagare e paga, ma non in genere gli autori delle malefatte, bensì nella grande maggioranza dei casi gli utilizzatori ed i clienti in genere. Costoro finiscono per pagare in termini di servizi scadenti e alti costi per essere giustappunto clienti. Nel caso di realtà di medio-grandi dimensioni e immuni da condizionamenti e da vizi vari, seppure a fronte di iterazioni successive, si riesce in genere ad effettuare un esame completo dei vari aspetti coinvolti nella realizzazione di un impianto informatico prima delle fasi di realizzazione e di rilascio effettivo. Nelle piccole realtà, invece, spesso l utente è anche il sistemista, l operatore, il responsabile della sicurezza della soluzione e tante altre cose ancora di cui, in genere, non ha una conoscenza specifica, il che non sarebbe un grave danno se, almeno, avesse la consapevolezza della probabile o possibile presenza di un problema a fronte del quale richiedere l intervento di un esperto. In questi casi, estremamente numerosi, la definizione fornita per impianto informatico potrebbe tornare utile, se non altro, in funzione di check list da scorrere al fine di portare alla mente la possibile presenza di un problema o di una area di problemi sottovalutati o del tutto trascurati. 16

17 Il progetto di un impianto informatico Per il progetto di un impianto informatico si devono perciò definire tutti gli elementi più volte citati e cioè: hardware, software, persone, luoghi, nel rispetto delle esigenze dell utenza e delle specifiche (requirements) ed in stretta connessione con l ambiente esterno con cui si ha a che fare. Per quanto concerne gli aspetti strettamente tecnologici, l attività di progettazione deve muoversi mantenendo un certo equilibrio tra novità e tradizione; in altre parole, non è sempre vero che l ultimo ritrovato della tecnologia è ciò che fa sempre al caso nostro, così come non è vero che una certa soluzione, magari la più conosciuta, si adatta ad ogni evenienza. Insomma, se si ha una grande familiarità con lo shuttle non per questo si deve progettare di andare a fare la spesa qualche isolato più in là pilotando la navetta in mezzo al caotico traffico cittadino e sperando anche di trovare parcheggio nel piazzale antistante il supermercato, potrebbe rivelarsi più efficiente acquistare una utilitaria o, ancora meglio, andare a piedi; così come potrebbe essere inadeguato porre il proprio sito web sul PC di casa e pretendere che l umanità intera possa accedervi per consultare le vostre informazioni con dei tempi di risposta attraenti. Questi propositi molto saggi e razionali, però, sono difficili da mettere in pratica. Anche ipotizzando un reparto IT composto da formidabili e scrupolosi strateghi, numerosi altri ostacoli si frappongono sulla via della perfezione. Tra tutti, il più pericoloso è costituito dai manager aziendali e da chi, a vario titolo, stabilisce cosa serve e cosa non serve e, principalmente, quando serve. Se qualcuno stabilisce che bisogna mettere su un sito web entro un mese perché il concorrente lo ha già oggi e non si vuole essere da meno, è probabile che l IT manager (che come tutti ha i suoi problemi di carriera, le sue ambizioni e le sue debolezze) decida di mettere su qualcosa di temporaneo, insomma una toppa, pur di soddisfare la richiesta; beh, alla fine, quasi certamente, a parte una sfavillante home page esibita a qualche riunione di direzione generale, non si riuscirà da quel sito a cavare niente di serio. E poi, se solo il tutto funziona anche un pochino, non si ha idea di quante cose temporanee si tramandino da IT manager ad IT manager costituendo dei veri e propri strati geologici all interno dei sistemi informativi delle aziende. Tuttavia, molti autori di toppo hanno fatto brillanti carriere, imponendosi in più occasioni all attenzione generale come i salvatori della patria, gli uomini giusti al posto giusto, e così via. In fin dei conti basta utilizzare il termine PATCH e la toppa sembra meno toppa di quello che è. D altra parte, nella pratica quotidiana, l elasticità è una gran virtù, e perciò può essere anche utile saper tappare qualche buco velocemente purché ciò non sia dovuto alla incapacità di vedere le cose nel loro complesso ed in una prospettiva strategica (cioè di lungo periodo). Insomma, le toppe possono anche andar bene, purché si sia coscienti che si tratta di toppe e perciò, una volta superato il problema immediato, se ne gestisca anche la rimozione. Sfortunatamente (o fortunatamente per alcuni), le toppe informatiche non sono evidenti e si prestano a scomparire nel tessuto dei sistemi informativi lasciando però dei punti di debolezza strutturale che, prima o poi, produrranno i loro effetti indesiderati. In conclusione si può dire che gli aspetti tecnologici devono essere decisi con un certo equilibrio tra novità e tradizione, per conseguire l unico obiettivo che conta, e cioè realizzare ciò che si deve fare 17

18 minimizzandone i costi, purché in questi costi vengano inclusi quelli che deriveranno, anche in un futuro più o meno remoto, da scelte affrettate. Infine, la progettazione di un impianto informatico non può ritenersi completa se non prevede, almeno: - un dettagliato piano di ingresso in produzione, cioè un piano che consenta l utilizzo dell impianto dal punto di vista degli utenti finali e dei luoghi dove l utilizzo deve avvenire; - l analisi dell impatto, anche transitorio, che l ingresso in produzione può avere sulle normali attività degli utenti; - la stesura delle opportune istruzioni per chi operativamente dovrà gestire l impianto; - la valutazione dei rischi connessi ad eventuali malfunzioni o eventi di tipo disastroso e la conseguente stesura di un piano operativo in tal senso (che preveda anche la realizzazione di test per quanto possibile frequenti). La valutazione dei rischi ed il disaster recovery Questo punto è quello che più di frequente viene sottovalutato o del tutto trascurato; ciò accade anche perché gli altri punti, se non correttamente affrontati in fase progettuale, producono disservizi più o meno immediati nella fase di realizzazione del progetto e perciò, sebbene con una serie di evitabili inefficienze ed in ritardo, vengono in qualche modo affrontati; invece, la mancanza di un piano che stabilisca il da farsi in caso di disastro (cioè di un piano che va sotto il nome di disaster recovery) può passare inosservata fino al momento in cui si presenta una situazione di emergenza (ed in quel momento può non esserci la possibilità di rimediare). Per precisare meglio questo fondamentale argomento, è bene evidenziare che per disastro informatico non è solo da intendere un evento catastrofico naturale o artificiale, ma anche tanti altri possibili eventi e/o situazioni meno appariscenti ma che possono produrre danni rilevanti, quali: - malfunzionamenti hardware - errori umani - fermi programmati dovuti a manutenzione o altro - organici non adeguati a garantire la disponibilità delle competenze necessarie a far fronte anche a indisponibilità individuali prevedibili o imprevedibili - presenza (nelle componenti hardware e/o nelle componenti umane) di single point of failure cioè di funzionalità e/o conoscenze non adeguatamente ridondanti - carente produzione di documentazione adeguata in fase di modifica di prodotti software applicativi o di aggiornamento di prodotti software di base e/o middleware - etc. Inoltre, è altrettanto importante sottolineare che la predisposizione di un piano di rientro da una situazione di crisi non è, di per se, sufficiente a fornire le adeguate garanzie di successo se il piano non viene sottoposto, con ragionevole frequenza, a test pratici che, simulando una situazione di disastro, verifichino il corretto ingresso in funzione di tutti i rimedi pianificati ed il necessario livello di preparazione delle persone che devono gestire l evento. La realizzazione delle simulazione non garantisce, purtroppo, circa la perfetta riuscita del piano in un caso reale, però, una larga parte di inconvenienti, che possono derivare da: - esatta comprensione del rispettivo ruolo da parte delle persone 18

19 - correttezza delle procedure informatiche di ripartenza - funzionalità delle apparecchiature informatiche e delle apparecchiature ausiliarie - etc. vengono generalmente a galla e possono così essere corretti e nel futuro evitati. La periodicità con la quale realizzare le simulazioni è di grande importanza sia perché un impianto informatico è una struttura dinamica che si evolve nel tempo presentando nuove problematiche sia perché i disastri più catastrofici non sono, fortunatamente, eventi frequenti e ciò fa in modo che le procedure tendano ad essere dimenticate ed i controlli tendano ad non essere effettuati. E bene, infine, sottolineare che il successo di ogni iniziativa che si intraprende nel vasto campo del disaster recovery ha un prerequisito essenziale: la comprensione da parte della direzione aziendale della importanza dell argomento e della sua criticità per la stessa sopravvivenza aziendale; laddove, infatti, il piano di disaster recovery viene considerato come una serie di attività, a carico esclusivamente del settore IT, da effettuare nei ritagli di tempo, magari semplicemente per produrre qualche documento da mettere in archivio per completare un dossier da esibire nelle occasioni opportune, è molto probabile che, al momento del bisogno, non abbia nessuna utilità e perciò i costi, anche minimi, sostenuti per produrlo risulteranno largamente sprecati. Al contrario, il disaster recovery è un problema aziendale alla cui soluzione deve partecipare l intera azienda; ad esempio, la definizione di disastro non può essere fatta dal settore IT, bensì dagli altri reparti dell azienda che sono in grado di valutare quali servizi sono vitali per l azienda e quali, invece, non lo sono; una volta condotta questa analisi si dovrà valutare quali elementi contribuiscono alla corretta operatività di quei servizi che sarebbe disastroso se non fossero operativi; ed in questa valutazione entrerà sicuramente in gioco, per la sua parte, anche la struttura IT. In sostanza, ciò che può essere un disastro per la azienda A può non esserlo per l azienda B e, conseguentemente, le precauzioni richieste a fronte di un analogo evento possono essere diverse. E sempre e solo una questione di TCO, cioè una questione di denaro e nient altro. La raccomandazione migliore che si può dare a tutti coloro che devono prendere decisioni in materia è quella di effettuare delle scelte al meglio delle proprie capacità e delle informazioni e/o previsioni di cui si dispone; effettuare delle scelte, dunque, questo è il consiglio; ciò vuol dire che si può anche decidere di non prendere alcun provvedimento, purché il non prendere alcun provvedimento sia, appunto, una decisione e non il frutto di una mancata decisione. L attenzione alle problematiche della sicurezza informatica (in termini di sicurezza dei dati, continuità operativa, disaster recovery, etc) è oggi spesso sollecitata se non imposta da normative e raccomandazioni emanate da organizzazioni al di sopra delle aziende. A titolo di esempio, si desidera citare, in quanto molto significativo, il risultato dei lavori del Comitato di Basilea [1], un organismo di supervisione in area bancaria, che, in sostanza, porta a valutare la solidità patrimoniale in funzione, oltre che di diversi altri fattori più consueti, dei cosiddetti rischi operativi definibili come rischi di perdite risultanti da inadeguatezza e/o da disservizi nei processi, nelle persone e nei sistemi interni. ; in ciò, come è ovvio, sono inclusi pienamente anche i rischi connessi alla affidabilità dei sistemi informativi in senso lato e degli impianti informatici in particolare. 19

20 Da questa direttiva (alla quale si fa spesso riferimento come Basilea II) deriva, in sostanza, un concetto abbastanza nuovo, per quanto oggettivamente semplice ed intuitivo, che ha fatto correre ai ripari, in fretta e furia, diverse organizzazioni: una azienda è tanto più solida quanto più è bene organizzata e protetta, tra l altro, in uno dei suoi beni più preziosi e cioè il suo sistema informativo; in realtà l aspetto realmente nuovo consiste nel fatto che gli eventuali rischi operativi dovrebbero, oggi, essere effettivamente valutati e dovrebbero rientrare nella più ampia valutazione dei rischi cui è esposta una azienda di credito. Su questo argomento si tornerà anche in altre parti in quanto si ritiene che sia uno degli argomenti che più di altri necessita della migliore comprensione possibile. 20

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