Il mercato dei portali nel 2007: l'importanza della collaborazione

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1 White Paper BEA Il mercato dei portali nel 2007: l'importanza della collaborazione Sintesi dei risultati di una nuova indagine originale e di una recente ricerca degli analisti sul mercato dei portali

2 Copyright Copyright BEA Systems, Inc. Tutti i diritti riservati. Restrizione dei diritti Questo software è protetto da copyright e potrebbe essere soggetto alla normativa in materia di brevetti. Non è ammessa la copia o altro uso del software se non diversamente concordato tramite contratto di licenza con BEA che ne autorizzi l'uso a tale scopo. Il presente documento è protetto da copyright. Non sono consentite la copia, la stampa, la riproduzione, la traduzione o la trasformazione in formato elettronico o supportato da dispositivo, parziale o totale, senza il previo consenso scritto di BEA Systems, Inc. Le informazioni contenute nel presente documento sono soggette a modifica senza preavviso e non rappresentano alcun impegno da parte di BEA Systems. IL DOCUMENTO È FORNITO "COSÌ COM'È" SENZA ALCUN TIPO DI GARANZIA, INCLUSA, SENZA LIMITAZIONI, QUALSIASI GARANZIA DI COMMERCIABILITÀ E IDONEITÀ PER SCOPI PARTICOLARI. BEA SYSTEMS NON FORNISCE ALCUNA GARANZIA NÉ RILASCIA ALCUNA DICHIARAZIONE IN MERITO ALL'USO DEL DOCUMENTO, O AL RISULTATO DELLO STESSO, IN TERMINI DI CORRETTEZZA, ACCURATEZZA, AFFIDABILITÀ O ALTRO. Marchi registrati e marchi di servizio Copyright , BEA Systems, Inc. Tutti i diritti riservati. BEA, BEA AquaLogic, BEA elink, BEA WebLogic, BEA WebLogic Portal, BEA WebLogic Server, Connectera, Compoze Software, Jolt, JoltBeans, JRockit, SteelThread, Think Liquid, Top End, Tuxedo e WebLogic sono marchi registrati di BEA Systems, Inc. BEA Blended Application Development, BEA Blended Development Model, BEA Blended Strategy, BEA Builder, BEA Guardian, BEA Manager, BEA MessageQ, BEA microservices Architecture, BEA SOA 360, BEA Workshop, BEA Workspace 360, Signature Editor, Signature Engine, Signature Patterns, Support Patterns, Arch2Arch, Arch2Arch Advisor, Dev2Dev, Dev2Dev Dispatch, Exec2Exec, Exec2Exec Voice, IT2IT, IT2IT Insight, Business LiquidITy e Liquid Thinker sono marchi di BEA Systems, Inc. BEA Mission Critical Support, BEA Mission Critical Support Continuum, BEA SOA Self Assessment e Fluid Framework sono marchi depositati di servizi di BEA Systems, Inc. Tutti gli altri nomi di aziende e prodotti potrebbero essere soggetti a diritti di proprietà intellettuale riservati a terzi. Tutti gli altri nomi e marchi sono di proprietà dei rispettivi titolari. CWP1643E0907-1A

3 Sommario Executive summary Le dimensioni del mercato dei portali: i portali registrano una vera e propria esplosione Tendenze di acquisto: suite di software vs. portali Il multiplex dei portali, prossimamente disponibile per il vostro pubblico Il vero significato di open source Fattori trainanti dell'adozione dei portali Ridurre i costi aumentando i servizi: il sogno nel cassetto dell'it Portali, BPM e SOA: le tre parole chiave per l'agilità del business Portali e collaborazione: il lungo braccio dell'innovazione Web 2.0: gli utenti al centro di tutto Fattori tecnologici dell'adozione dei portali Applicazioni composite Ambienti di sviluppo eterogenei Standard: la promessa di integrazione e interoperabilità I portali come produttori: come rivoluzionare lo sviluppo delle applicazioni La segmentazione del mercato Il mondo reale: i portali Pubblico Il costo di proprietà Vantaggi e ROI Tendenze emergenti BEA AquaLogic Pages BEA AquaLogic Ensemble BEA AquaLogic Pathways Conclusione Informazioni su BEA Entrate a far parte della community BEA

4 Executive summary Il 25 maggio 2007, BEA ha ultimato la sua rassegna annuale del mercato dei portali aziendali. Per questa iniziativa, sono stati intervistati oltre 540 clienti BEA che hanno implementato dei portali utilizzando un software di BEA. Questo documento riassume i risultati di questa ricerca insieme a centinaia di report e articoli di analisti sull'andamento del mercato dei portali e dei mercati correlati nello scorso anno e offre ai lettori una chiara presentazione delle reali prassi di implementazione e delle tendenze delle tecnologie dei portali, nonché una serie di aneddoti sul ROI relativo a questo settore. Le principali conclusioni sono le seguenti: Mercato: il mercato dei portali aziendali continua a crescere di oltre il 9% all'anno, con una stima di 1,4 miliardi di dollari di vendite annue entro il Le indagini dei CIO confermano che i portali rappresentano una delle massime priorità di spesa per il sesto anno consecutivo. Espansione del pubblico: nonostante gli sforzi di consolidamento, il numero dei portali implementati in ogni azienda è in espansione. Questa espansione non è dovuta necessariamente alle limitazioni tecniche del software, ma piuttosto all'aumento costante del pubblico supportato dai portali e dalla maggiore flessibilità della tecnologia dei portali, diventati ormai un framework che velocizza lo sviluppo e l'implementazione delle applicazioni. Il riconoscimento da parte delle aziende delle opportunità di generazione di reddito derivanti dalla collaborazione interaziendale ha stimolato la crescita dei portali extranet destinati a partner e clienti. I requisiti di commercialità e sicurezza specifici dei portali extranet sono spesso meglio soddisfatti dall'uso di un'implementazione specifica, diversa da quella necessaria per lo stesso portale utilizzato su una intranet. Agilità di business e IT BPM e SOA: la maggiore adozione delle iniziative BPM (Business Process Management) e SOA (Service-Oriented Architecture) ha reso queste iniziative importanti fattori trainanti dell'uso dei portali. Studi dimostrano che l'uso combinato di BPM e SOA offre maggiori vantaggi rispetto alla loro implementazione separata e che i portali sono il miglior veicolo di promozione delle iniziative BPM e SOA per gli utenti finali. Il motivo è che i portali utilizzano già molti principi SOA e possono offrire e gestire esperienze di interazione e contestualizzazione di ottimo livello. Di conseguenza, le aziende che hanno intenzione di implementare BPM e SOA tendono ad abbinare questi due progetti alle implementazioni dei portali, per agevolare la gestione e lo sviluppo delle applicazioni composite. Partecipazione aziendale il Web 2. e la nuova impresa: dopo aver assistito al rivoluzionario impatto delle aziende Web 2.0 sul Web dei consumatori, le aziende più all'avanguardia stanno adottando questi principi al loro interno. Queste aziende stanno offrendo agli utenti finali maggiore controllo e maggiore flessibilità per quanto riguarda le modalità di utilizzo e condivisione delle informazioni aziendali. Gli effetti sono una comunità di utenti molto più attiva e un più elevato livello di collaborazione e condivisione delle conoscenze all'interno dell'azienda. Ancora una volta, i portali sono il principale veicolo di implementazione del Web 2.0 e del social computing aziendale, per via della loro ricca interfaccia utente e delle loro capacità interattive. Segmentazione: i fornitori di portali stanno ampliando le loro offerte per trarre vantaggio da BPM, SOA e Web 2.0. A causa degli aspetti di "libero abbinamento" di queste tecnologie, i leader del mercato dei portali sono quelli che riescono a offrire la massima apertura pur offrendo capacità di livello aziendale quali sicurezza, branding, personalizzazione e ricerca. Vantaggi: oltre alla generazione di nuovo reddito riportata dagli studi, i clienti dei portali BEA indicano altri vantaggi che vanno dalla maggiore produttività ed efficienza dei dipendenti alla riduzione dei costi di assistenza e servizio, all'aumento della fedeltà dei clienti, al consolidamento dell'infrastruttura IT, fino ai minori costi di gestione dovuti alla riduzione dei processi manuali o cartacei. Costi di implementazione: per il 77% dei clienti dei portali BEA, il costo dei servizi di consulenza per l'implementazione o la personalizzazione del software è stato inferiore ai costi di licenza, a dimostrazione del valore del portale come veicolo di implementazione rapido e flessibile per una vasta gamma di iniziative aziendali. 1

5 Le dimensioni del mercato dei portali: i portali registrano una vera e propria esplosione Ricerche e dati di mercato hanno mostrato che i portali aziendali restano tra le principali priorità di investimento delle aziende di tutte le dimensioni, sia nel biennio che in futuro. Mentre il tasso di crescita ha rallentato e il mercato è diventato più maturo, per il mercato mondiale dei portali aziendali è stata stimata una crescita approssimativa del 9% annuo per molti anni ancora. 1.2 Forrester Research ha scoperto che i portali sono secondi solo ai sistemi di gestione dei contenuti come primi acquisti di nuovo software nel Nord America, dove il 7% degli intervistati intende acquistare o sta acquistando un nuovo portale. 3 I portali si sono classificati primi nell'area EMEA, dove il 9% delle aziende intervistate intende acquistare o sta acquistando un nuovo portale. 4 Secondo IDC, quest'anno il 90% dei clienti dei portali intende mantenere o aumentare i fondi destinati ai progetti di portali. 5 Per il mercato annuale dei prodotti portale, la crescita stimata è fino a 1,4 miliardi di dollari circa entro il I portali si sono classificati quarti in due ricerche diverse che hanno classificato le priorità di spesa per l'it. La cosa interessante è che la posizione di alcune altre applicazioni, quali i database e i sistemi ERP, varia molto da una ricerca all'altra, mentre quella di portali, collaborazione e BI è la stessa. Classificazione Categoria 1 BI, Data warehousing 2 ERP 3 Sicurezza 4 Portali aziendali 5 Gestione documenti/contenuti 6 Gestione supply chain 7 Archiviazione 8 CRM 9 Gestione reti 10 Database Tabella 1 Merrill Lynch CIO Spending Study, "What Are Your Top Spending Priorities", luglio Kathleen Quirk, IDC, "Worldwide Enterprise Portal Software Forecast Update and 2006 Vendor Shares: Solid Growth Ahead Fueled by Mashing Up the Portal with New Web 2.0 Collaboration and Development Technologies," Doc n , luglio 2007, p Michele Cantara, Fabrizio Biscotti e Asheesh Raina, Gartner, "Forecast: Portal, Process and Middleware Software, Worldwide, ," 27 aprile R. Wong, Forrester, "The State of Enterprise Software Adoption," 2 novembre 2006, p Kevin Lucas, Forrester, "The State of Enterprise Software Adoption in Europe," 29 gennaio 2007, p Kathleen Quirk, IDC, "Worldwide Enterprise Portal Software Forecast: Early Projections Show Steady Growth Ahead," Doc n , marzo 2007, p Merrill Lynch CIO Spending Study, "What Are Your Top Spending Priorities", luglio

6 Dimensioni azienda Classificazione Categoria Totale Meno di $100-$999 Più di Variazione $1 miliardo milione $1 miliardo dal Database 91% 86% 90% 96% 2% 2 e IM BI, Analisi, Data mining Portali aziendali Collaborazione Ciclo di vita contenuti/informazioni 7 Self-Service clienti ERP E-commerce Governance IT Tabella 2 CIO Insight Spending Study, "What s in the 2007 Budget?" 7 La crescita nel mercato può essere attribuita a diversi fattori: La continua affermazione degli ambienti di applicazioni condivise e il conseguente bisogno di integrare queste applicazioni L'espansione del pubblico dei portali, sempre più ampio ed esterno L'adozione di iniziative BPM, SOA e Web 2.0. La crescita del mercato dei portali rafforza nelle aziende la consapevolezza che il software per portali è in grado di offrire un valore immediato e un'ottima base per cogliere le opportunità future. 7. Allan E. Alter, CIOInsight.com, 50 Technologies: Where CIOs are Spending Their Money, 12 febbraio, 2007, 3

7 Tendenze di acquisto: suite di software vs. portali Lo stato di salute del mercato dei portali aziendali o orizzontali è reso più interessante dall'ipotesi che le suite di software, dove il portale è parte di una linea di prodotti diversificata o più grande, possano conquistare tale mercato. Secondo le previsioni di Gartner "i mercati SES (Smart Enterprise Suite) e APS (Application Platform Suite) sono stati citati come i candidati più probabili alla sostituzione del mercato dei portali indipendenti come fonte della funzionalità ricercata dagli utenti finali". 8 Analogamente ai consumatori di applicazioni, i fornitori di applicazioni hanno visto il valore che un portale può apportare alle altre loro offerte e hanno introdotto soluzioni di portali basati su applicazioni. Gli utenti desiderano un'interfaccia unificata con cui accedere ai sistemi che utilizzano ogni giorno. Molti fornitori di applicazioni hanno visto gli altri portare l'eye-share lontano dalle loro applicazioni, offrendo portali specializzati attraverso i quali tali applicazioni si manifestavano. Tutto questo, a prima vista, è sensato. Le aziende desiderano semplificare l'assistenza e la manutenzione delle loro applicazioni. Desiderano consolidare le tecnologie IT. Non è quindi meglio disporre di una soluzione fortemente integrata offerta da un unico fornitore piuttosto che di molte soluzioni diverse? Le aziende, tuttavia, non hanno adottato le APS o le SES incondizionatamente. Gartner ha scoperto che: I modelli di acquisto si sono evoluti diversamente da come era stato previsto. La maggior parte delle aziende interessate alla promessa di funzionalità di queste suite le ha acquistate comprando uno o due componenti per volta. Nel caso delle SES, le aziende hanno preferito il tipo ibrido, un insieme di componenti ottenuti da fonti diverse e integrati non dal fornitore ma dal cliente stesso. 9 Uno dei fattori trainanti di questo fenomeno è stata la necessità di una maggiore apertura e il comune desiderio di non dover ricorrere a una sola opzione di piattaforma o stack tecnologico. Studio dopo studio, è stato dimostrato che l'apertura intesa come libertà dal dover ricorrere allo stack di un unico fornitore è un obiettivo primario delle organizzazioni IT, poiché offre una sorta di protezione dell'investimento e riduce i costi di integrazione. IDC ho scoperto che quando i clienti acquistano applicazioni aziendali, nella maggior parte dei casi non comprano un'unica suite e preferiscono le parti di suite o le soluzioni best-of-breed. 10 Figura 1 Studio IDC sulla preferenza di acquisto: suite e soluzioni "best-of-breed" a confronto David Gootzit, Gartner, "Critical Trends Impacting the Portal Product Market in 2007 and Beyond," 14 novembre 2006, p David Gootzit, Gartner, "Critical Trends Impacting the Portal Product Market in 2007 and Beyond," 14 novembre 2006, p Mary Wardley, IDC Telebriefing, "End-User Buying Trends and Technology Directions for Enterprise Applications: AppStats Q4 06 Results," Doc IDC_P14574, febbraio 2007, p Mary Wardley, IDC Telebriefing, "End-User Buying Trends and Technology Directions for Enterprise Applications: AppStats Q4 06 Results," Doc IDC_P14574, febbraio

8 Gartner ha affermato che "l'integrazione non solo aiuta ad allineare meglio IT e business, ma contribuisce a far interagire meglio le varie componenti dell'attività aziendale, rendendo possibili importanti strategie quali elaborazione diretta, servizio clienti migliorato con portali personalizzati, monitoraggio delle attività di business e migliore qualità dei dati". 12 Figura 2 Ricerca Forrester sull'importanza di un portale unificato, marzo Ironia della sorte, molte aziende trovano che i portali di tipo add-on offerti dalle suite di applicazioni non soddisfano il loro bisogno di un'interfaccia portale unificata. Il motivo è che molte di queste suite add-on non sono ben integrate. Se da una parte si comportano bene con l'applicazione host, infatti, spesso non sono in grado di integrare allo stesso livello le altre applicazioni. Per poter creare un'interfaccia unificata per tutte le applicazioni, un portale deve possedere un'adeguata capacità di integrazione e deve essere indipendente dalle applicazioni, per evitare che l'applicazione host impedisca l'integrazione delle altre. Lo scopo primario di un portale è integrare dati e informazioni provenienti da una varietà di applicazioni e repository, nonché creare e gestire una notevole quantità e varietà di applicazioni composite grazie a questa integrazione. In assenza di questa capacità, un portale è solo la piacevole interfaccia Web di un'applicazione ed è destinato a presentare una vista parziale dell'azienda. I portali aziendali o orizzontali sono generalmente più indipendenti dalle applicazioni e offrono maggiori capacità di integrazione rispetto ai portali di applicazioni, poiché hanno come scopo proprio l'integrazione e la creazione di applicazioni composite. Gartner ha scoperto che "anche se le suite hanno cannibalizzato i profitti che altrimenti sarebbero stati destinati ai prodotti portale indipendenti, la maggior parte delle aziende continua a soddisfare la sua domanda di funzionalità di portale acquistando prodotti portale orizzontali" Jess Thompson e Paolo Malinverno, Gartner, "Key Issues for Application Integration," 5 febbraio 2007, p Matthew Brown, et al., Forrester, "Single Employee Portal Vision Escapes Many Companies," 2 aprile 2007, p David Gootzit, Gartner, "Critical Trends Impacting the Portal Product Market in 2007 and Beyond," 14 novembre 2006, p. 3. 5

9 Il multiplex dei portali, prossimamente disponibile per il vostro pubblico Un'altra interessante tendenza nel mercato dei portali è il recente aumento dell'uso del software per portali. Anche se le aziende sono sempre impegnate nel consolidamento delle loro risorse IT, molte, di fatto, stanno implementando altri portali. Il motivo, in gran parte, è che le aziende trovano sempre più motivi validi per aumentare la dimensione e la portata delle loro iniziative mirate ai portali. Analizzando via via i vari scenari di implementazione, i problemi relativi a governance e sicurezza e le diverse esigenze del pubblico, hanno preferito rendere le cose più semplici ricorrendo a più portali diversi piuttosto che a uno solo. Gartner ha scoperto che: La necessità di una strategia mirata a un unico portale non implica automaticamente che tutte le organizzazioni debbano avere un solo portale. I motivi per cui un'azienda decide di implementare più portali diversi, persino basati su tecnologie diverse, possono essere molto convincenti. 15 Ad esempio, molte aziende utilizzano i portali come extranet per la collaborazione con i partner. Queste aziende potrebbero essere tentate, molto semplicemente, di aprire anche agli utenti esterni il loro portale per i dipendenti. Tuttavia, secondo Gartner, "nel 2008, le aziende che combineranno siti rivolti all'esterno e all'interno in un'unica implementazione otterranno un ROI inferiore rispetto a quelle che si avvarranno di due implementazioni distinte". 16 Il portale dovrebbe essere ottimizzato per il pubblico a cui si rivolge, proprio come qualsiasi altra applicazione, e un pubblico esterno ha esigenze diverse da quelle di un pubblico interno. I portali extranet richiedono inoltre una più rigida sicurezza di rete rispetto a quelli progettati per un pubblico da intranet. Un altro esempio di uso efficace di più portali diversi può essere l'assistenza alle divisioni aziendali che operano come unità di business distinte, come nel caso di UTC con Pratt & Whitney (motori per velivoli), Otis (ascensori) e Carrier (condizionatori). Le esigenze specifiche dei diversi tipi di pubblico richiedono spesso un'infrastruttura particolare che le supporti, portando altrettanto spesso all'implementazione di più portali e più tecnologie di portali nella stessa azienda. Gartner stima che "entro il 2010 nelle aziende Global 1000 per ogni due istanze di portale eliminate tramite un processo di razionalizzazione, ci sarà una nuova istanza introdotta da nuove iniziative, nuove relazioni con i fornitori e nuove tecnologie". 17 Sono inclusi "configurazioni gerarchiche omogenee (ovvero, provenienti dallo stesso fornitore software), portali federati peer-to-peer di diversi fornitori e anche configurazioni 'uberportal' semi-gerarchiche". 19 Le aziende gestivano una media di tre portali. Figura 3: Ricerca Forrester, portali per intervistato David Gootzit, Gene Phifer, Gartner, "Answers to Portal Questions from the European Portals, Content and Collaboration Summit," 5 dicembre 2006, p Ray Valdes, Gartner, "Externally Facing Portals", marzo 2007, p Ray Valdes, Gartner, "Portals: From SOA to Mashups", marzo 2007, p Matthew Brown, et al., Forrester, "Single Employee Portal Vision Escapes Many Companies," 2 aprile 2007, p. 4. 6

10 È importante chiarire perché la gestione di più portali può essere vantaggiosa in determinati scenari. L'uso di più portali offre un vantaggio misurabile in quanto supporta obiettivi di business e tipi di pubblico diversi, ma questo vantaggio può essere ridotto dai limiti dell'architettura alla base di tali portali: i dipendenti hanno un portale, i partner un altro e i clienti un altro ancora. Ogni tipo di pubblico dispone di una vista dell'azienda che è completa (tutto ciò che ha bisogno di vedere), ma mirata (tutto ciò che non ha bisogno di vedere viene filtrato). Le aziende che gestiscono più portali utilizzano spesso la stessa infrastruttura di base (più istanze dello stesso portale, con modifiche ai contenuti e alla navigazione per adeguarsi alle esigenze del particolare tipo di pubblico). Questa esperienza si basa sulla necessità degli utenti finali di ottimizzare efficienza e produttività. I componenti di integrazione possono essere riutilizzati e riorganizzati rapidamente sulla stessa infrastruttura. Gestire più portali a causa dei limiti tecnici dell'applicazione, però, non offre alle organizzazioni IT o agli utenti finali gli stessi vantaggi di gestire più portali per soddisfare le esigenze specifiche del pubblico. Le aziende che stanno cercando di superare i limiti dei portali basati sulle applicazioni implementano spesso un portale aziendale dominante. Ognuno dei portali basati sulle applicazioni può essere trattato come vera e propria applicazione e integrato in un framework di portali più ampio, di tipo aziendale. Questo scenario è molto frequente nelle aziende che fanno uso di Windows SharePoint Services (WSS). WSS è un portale dipartimentale mirato alla collaborazione tra dipendenti per la gestione dei documenti, con una piccola capacità di integrazione dei servizi Web. Tuttavia, nonostante il vasto consenso ottenuto da WSS come suite di collaborazione, le aziende hanno scoperto i suoi notevoli limiti di integrazione delle applicazioni esterne, proprio perché lo scopo del prodotto è la collaborazione, non l'integrazione. Ecco perché l'uso del solo WSS rappresenta una notevole lacuna in una strategia per i portali. Come sarà possibile per un'azienda visualizzare le informazioni ERP o i dati dei suoi strumenti BI o di altre applicazioni? Anche se queste altre applicazioni avessero i loro portali dedicati, la mancanza di integrazione non potrebbe non compromettere l'esperienza globale. Gli utenti di questi portali basati sulle applicazioni possono avere solo una vista parziale dell'azienda e non usufruiscono di quella contestualità che può essere ottenuta unicamente assemblando le informazioni provenienti da altre fonti. Per quanto riguarda il WSS, si può dire che ogni sito WSS sia un repository individuale che contribuisce alla complessità dell'integrazione. Per risolvere questo problema, molte aziende cercano di consolidare le risorse di più siti WSS e di più applicazioni passando ai portali aziendali. Anche in presenza di più portali, il portale aziendale dominante soddisfa l'esigenza di una vista completa e unificata per ogni tipo di pubblico. Il vero significato di open source Nonostante il suo decollo e la sua particolare affermazione nel mercato dei sistemi operativi, l'oss (Open-Source Software) non ha avuto molto successo tra i portali aziendali. Uno studio Forrester ha esaminato i motivi dell'attrazione che il concetto "open source" esercita su molte aziende. Le risposte più comuni indicano un desiderio di apertura e di indipendenza da un unico stack, a conferma dei risultati dello studio sulle abitudini degli acquirenti di software commerciale e sulla loro preferenza dei prodotti best-of-breed. 19. Ray Valdes, Gartner, "Portals: From SOA to Mashups," marzo 2007, p

11 Figura 4 I fattori trainanti dell'oss secondo la ricerca Forrester. 20 Tutti i settori indicano che la diffusione dell'open source nel mercato del software per portali è molto contenuta, mentre è maggiore nel campo dell'istruzione, benché la preferenza vada ai prodotti commerciali o personalizzati. La percentuale relativa ai tipi di portale varia da regione a regione. Figura 5 Tipo di soluzione per l'implementazione di un portale aziendale Forrester, "Open Source Software Expanding Role in the Enterprise," marzo 2007, p Jan-Martin Lowendahl, Gartner, "Portals Play a Pivotal Part in the Quest for an Agile IT Infrastructure: Recent Trends in Higher Education," 12 dicembre 2006, p. 3. 8

12 Uno studio IDC del 2006, che ha coinvolto tutti i settori, ha rivelato che le aziende non erano propense a considerare l'uso delle versioni open source dei portali rispetto ad altri tipi di applicazioni. Ma qual è, quindi, il motivo per cui i portali open source sono così impopolari mentre le altre applicazioni open source sono in così rapido sviluppo? Il motivo più comune è la mancanza di assistenza e supporto. Ma questo motivo da solo non basta, perché anche altre applicazioni open source non offrono gli stessi livelli di assistenza e supporto del software commerciale e tuttavia il loro livello di adozione è estremamente elevato. Il principale deterrente all'uso dei portali open source sembra essere soprattutto la scarsa maturità del prodotto. Diversamente da quanto succede con gli altri tipi di applicazione, l'implementazione di un portale non termina con l'installazione del software. I portali sono piattaforme di sviluppo e integrazione delle applicazioni. Come per molti portali basati sulle applicazioni, la mancanza di funzioni di integrazione dei portali open source rende più difficile l'integrazione delle applicazioni esterne. In più, il software per i portali open source soffre della mancanza di risorse qualificate per la distribuzione, con ulteriori problemi per l'implementazione. Questa condizione vale soprattutto per il software per portali, in quanto i suoi costi di licenza tendono a rappresentare una parte più piccola del costo totale di proprietà rispetto a molte altre applicazioni. Di conseguenza, Gartner stima che "nel 2008, meno del 10% delle aziende Global 1000 distribuirà portali open source a livello aziendale, per una mancanza di vantaggi in termini di costo, supporto, funzionalità e aspetto". 22 Il luogo comune delle applicazioni open source è il sistema operativo, fattore sicuramente correlato alla diffusione e alla crescita dei portali. La crescita annuale di Linux nei portali supererà il 40%, quadruplicando quasi la sua quota di mercato in cinque anni con il passaggio dal 3% all'11%. I portali basati su Windows perderanno una parte di quota ma continueranno a dominare il mercato nel 2011, seguiti dai sistemi Unix. I portali basati su Linux continueranno a essere relegati al terzo posto nel 2011, nonostante l'importanza della loro crescita. Quindi, anche se si prevede una crescita del mercato open source, non si prevede che questo possa acquisire una parte della quota dei prodotti portale commerciali per via dello scarso livello di maturità del software per portali open source e dei particolari requisiti di distribuzione dei portali aziendali. 22. David Gootzit, Gartner, "Portals: Gateway to Business Value," marzo 2007, p

13 Fattori trainanti dell'adozione dei portali Ridurre i costi aumentando i servizi: il sogno nel cassetto dell'it Le organizzazioni IT sono alla ricerca continua di soluzioni sempre più innovative e numerose per supportare un flusso infinito di nuovi obiettivi di business. Le aziende sono costrette a introdurre nuovi servizi e soluzioni perché non fare questo significa ridurre notevolmente il proprio vantaggio competitivo. La fornitura di nuovi servizi implica normalmente l'utilizzo di nuove risorse hardware, software, staff ma oggi i CIO non possono più permettersi il lusso di superare i budget IT. Anche se per la spesa IT generale nel 2007 è prevista una crescita dell'8% rispetto al 2006, 23 la maggioranza delle aziende intende mantenere questa spesa all'incirca agli stessi livelli degli anni precedenti. Figura 6 Ricerca Gartner sul budget di base per il software, Per poter raggiungere i difficili obiettivi di supportare le nuove iniziative di business e mantenere i costi generali, le aziende devono diventare più efficienti nel fornire i nuovi servizi. Con l'aumentare del numero dei servizi offerti, il costo per servizio deve diminuire. Le ricerche mostrano che i risparmi più consistenti su questi costi non derivano dall'uso del software open source o dalla riduzione dello staff, ma dal consolidamento dell'infrastruttura IT e dalla sostituzione dei sistemi più obsoleti. 23. Allan E. Alter, CIOInsight.com, "February 2007 Research: IT Spending," 9 febbraio 2007, 24. Gartner, Inc., "User Survey Analysis: Software Base Budget, Worldwide, ", aprile 2007, p

14 Figura 7 CIO Insight: attività in grado di offrire risparmi IT nel 2007 (separate per dimensioni dell'azienda). 25 Quando le aziende decidono di investire in tecnologia, cercano sistemi che possano contemporaneamente aumentare efficienza e produttività, nonché ridurre i costi generali. Figura 8 Ricerca Gartner: budget di base per il software, fattori trainanti per l'investimento IT CIO Insight Spending Study, CIOInsight.com, febbraio Gartner, Inc., "User Survey Analysis: Software Base Budget, Worldwide, ", aprile 2007, p

15 Per le aziende, l'integrazione delle applicazioni esistenti e l'ottimizzazione dell'uso di queste ultime sono ormai delle priorità. È interessante notare che, mentre i risparmi sui costi sono tra le prime voci della lista delle priorità, la riduzione del numero di fornitori e l'implementazione di soluzioni open source non raggiungono i primi livelli di questo elenco, secondo lo studio. Sembra che le aziende preferiscano dedicarsi al consolidamento e all'integrazione delle applicazioni. La loro convinzione è, probabilmente, che questa soluzione migliorerà i margini aumentando i profitti e non necessariamente diminuendo i costi. Figura 9 Ricerca Forrester, "Which of the following is likely to be one of your organizations majors software initiatives in the next 12 months?" 27 Le aziende hanno scoperto che i framework di portale leader nel loro settore sono piattaforme ideali per consolidare le applicazioni e facilitare l'integrazione. Da sempre i portali sono considerati aggregatori o livelli di presentazione di altre applicazioni. Sono loro a offrire l'infrastruttura di integrazione che le aziende cercano. Il software per portali più innovativo ha ribaltato la gerarchia tradizionale diventando non solo un fattore che favorisce l'integrazione di altre applicazioni, ma anche la base per consolidare la distribuzione di nuove applicazioni. Notare, ad esempio, come i fattori trainanti dell'investimento e del risparmio IT rispecchino direttamente i vantaggi riportati dai clienti dei portali BEA. La maggior parte dei clienti dei portali BEA ha riscontrato un aumento della produttività e dell'efficienza e la riduzione della spesa IT per hardware e altro software, grazie alla distribuzione dei portali. 27. Ray Wong, Forrester, "The State of Enterprise Software Adoption", 2 novembre 2006, p

16 Figura 10 I vantaggi dei portali riportati dai clienti BEA. Portali, BPM e SOA: le tre parole chiave per l'agilità del business Quello delle PBMS (Business Process Management Suites) è uno dei mercati delle infrastrutture software maggiormente in crescita. Questa crescita è stimata su un tasso annuo di quasi il 25%, con 5,1 miliardi di vendite entro il Le aziende di oggi stanno cercando di creare processi agili, in grado di adattarsi a un clima economico sempre più mutevole. Il BPM mette in evidenza le aree del business che richiedono questa agilità. Il premio per le aziende che investono nel BPM è impressionante. Secondo le previsioni di Gartner "le aziende che avvieranno in modo aggressivo il passaggio organizzativo e culturale al BPM nel 2007 raddoppieranno la loro possibilità di diventare leader di settore entro il 2010". 29 Di conseguenza, il 59% dei clienti dei portali BEA intervistati sta valutando, sviluppando o già utilizzando una soluzione BPM. Uno dei fattori trainanti dell'adozione del BPM è il sempre maggiore ricorso alle applicazioni composite e alla SOA (Service Oriented Architecture). In tutto il mondo, la spesa per le iniziative SOA è destinata a raggiungere i 10 miliardi di dollari nel 2007, confermando la crescita del 63% e oltre del Le previsioni di spesa per le iniziative SOA indicano 40 miliardi di dollari entro il Questi dati confermano un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 45,2% nel periodo Michele Cantara, Gartner, "Forecast: Portal, Process, and Middleware Software, Worldwide, ", 13 luglio Jim Sinur, Janelle B Hill, Gartner, "Predicts 2007: Align BPM and SOA Initiatives Now to Increase Chances of Becoming a Leader by 2010," 10 novembre 2006, p Marianne Hedin, IDC, "Worldwide SOA-Based Services Forecast and Analysis: A Maturing SOA Market Fuels New and Different Demands for Professional Services," aprile 2007, p

17 Anche se i costi per creare o convertire le applicazioni SOA possono essere inizialmente più alti rispetto ai processi di sviluppo standard, molte aziende sono convinte che siano pienamente giustificati dalla promessa SOA di migliorare l'agilità e la flessibilità aziendale e diminuire i costi generali. Una volta che i componenti abilitati alla SOA sono disponibili, possono essere utilizzati per creare applicazioni molto più velocemente che non partendo da zero. Grazie al riutilizzo di componenti comuni, la SOA offre anche interfacce più omogenee. Gartner prevede che "entro il 2010, i sistemi informativi aziendali basati sullo schema di progettazione SOA, grazie alla loro flessibilità, godranno di notevoli vantaggi rispetto agli altri". 31 Figura 11 Ricerca Forrester sui fattori trainanti dell'adozione della SOA. 32 Anche se BPM e SOA possono essere implementati separatamente, Gartner afferma che "la combinazione dei progetti SOA e BPM può portare in minor tempo a maggiori vantaggi rispetto all'implementazione disgiunta di queste iniziative, soprattutto nel caso di iniziative su vasta scala". 33 Il BPM senza SOA tende a creare singoli punti di integrazione con le interfacce applicative esistenti. Con la SOA, invece, la necessità di personalizzare l'integrazione si riduce, così come il tempo richiesto per attuare le iniziative BPM. Il BPM identifica anche le aree dell'azienda che dovrebbero essere abilitate ai servizi. AMR Research ha scoperto che "poiché la riconfigurazione dinamica dei processi è l'unica, grande promessa della SOA, il BPM diventa il componente in più rapida crescita all'interno di quest'ultima" Ray Valdes, Gartner, "Portals: From SOA to Mashups," marzo 2007, p Randy Heffner, Forrester, "Planned SOA Usage Grows Faster than Actual SOA Usage," 19 marzo 2007, p Paolo Malinverno, Janelle B Hill, Gartner, "SOA and BPM Are Better Together," 9 febbraio 2007, p Eric Austvold, AMR Research, "BPM Vital for SOA Success," 7 settembre 2005, p

18 Un punto fondamentale da considerare è che la SOA non è un prodotto. Secondo AMR Research "è un approccio architettonico pensato per supportare i massimi livelli di flessibilità e riutilizzo delle risorse esistenti". 35 Le applicazioni abilitate alla SOA devono essere assemblate, rese sicure e presentate in modo contestuale per creare un'applicazione composita. Figura 12 Esempio di framework SOA secondo AMR Research. 36 Gartner descrive la SOA come "uno stile architettonico modulare, distribuibile, condivisibile e liberamente combinato". 37 Queste sono alcune delle particolarità che descrivono le moderne architetture di portali. Notare la similarità tra framework SOA e framework di portali. Figura 13 Framework di portali aziendali. 35. Dennis Gaughan, AMR Research, "A Framework Approach to SOA", 26 aprile 2006, p Dennis Gaughan, AMR Research, "A Framework Approach to SOA", 26 aprile 2006, p Paolo Malinverno, Janelle B Hill, Gartner, "SOA and BPM Are Better Together," 9 febbraio 2007, p

19 Questa similarità ha portato alcuni ad asserire che "la SOA nasce come portale". 38 Pertanto, quando le aziende decidono di implementare iniziative BPM o SOA, il tramite naturale per ottenere entrambe è un portale aziendale. Gartner prevede che "entro il 2009, i portali saranno l'ambiente aziendale primario per esporre i processi attraverso gli elementi tecnologici della cosiddetta area di lavoro ad alte prestazioni". 39 Anche se portali, SOA e BPM possono essere distribuiti separatamente, solo la loro implementazione comune massimizza i vantaggi offerti da ognuna di queste tecnologie. Portali e collaborazione: il lungo braccio dell'innovazione Come già spiegato, l'uso dei portali si sta diffondendo sempre di più per supportare una più vasta collaborazione con partner e clienti all'esterno dei confini aziendali. Gli analisti sono generalmente concordi su questo punto, poiché "mentre i portali rivolti a un pubblico interno vengono distribuiti soprattutto per aumentare la produttività, quelli rivolti a un pubblico esterno generano produttività e anche maggiori entrate". 40 AMR Research ha scoperto che "le aziende che guardano principalmente a fonti esterne clienti e partner per avere innovazione e collaborano efficacemente con queste entità esterne registrano profitti e margini più alti". 41 Ad esempio, nell'harvard Business Review del marzo 2006, Procter & Gamble parla di come ha raddoppiato la sua capitalizzazione del mercato grazie all'innovazione esterna. Procter & Gamble si è resa conto che: "Per ogni ricercatore P&G esistevano 200 scienziati o ingegneri altrettanto capaci in qualche altra parte del mondo, per un totale di quasi 1,5 milioni di persone il cui talento poteva essere potenzialmente utilizzato da P&G". 42 L'articolo continuava spiegando che "oltre il 35% dei nuovi prodotti P&G nel mercato contenevano elementi creati all'esterno di P&G, fino a circa il 15% nel Inoltre, il 45% delle iniziative presenti nel portafoglio di sviluppo prodotti di P&G contengono elementi chiave scoperti esternamente". 43 Pur se alcune aziende potrebbero essere tentate di limitarsi alla semplice esposizione dei sistemi di collaborazione a partner e clienti, la ricerca mostra che una collaborazione efficace richiede qualcosa di più. Il Burton Group ha scoperto che molti utenti hanno avuto problemi nella collaborazione perché "salvo rare eccezioni, la gente non viene pagata per collaborare". 44 Sono questi utenti a essere pagati per eseguire un'attività o un processo che richiede una collaborazione. Quindi, il successo della collaborazione richiede l'integrazione con i processi esistenti. Se da un lato la collaborazione non richiede necessariamente l'uso dei portali, "offre il massimo del valore se utilizzata in modo contestuale". 45 Il Burton Group è convinto che in futuro i portali utilizzeranno più servizi di collaborazione, perché i "portali si sono affermati come motori di contestualizzazione". 46 I portali hanno dimostrato di poter aumentare la produttività dei dipendenti e la collaborazione, quindi è stato naturale per le aziende utilizzarli per la collaborazione esterna. Come risultato, anche se il 60% delle attuali distribuzioni di portali è costituita da intranet, Gartner stima che "per la fine del 2009, la combinazione totale di implementazioni di portali B2C/G2C e B2B/G2B di tutto il mondo sarà quasi uguale al numero totale di distribuzioni di portali B2E/G2E". E aggiunge: "entro la fine del 2009, il numero delle aziende che utilizzano un pacchetto commerciale per il loro portale di presenza esterna sul Web sarà il triplo di quello del 2006" Christopher Koch, CIO.com, "The Starting Point for SOA," 1 marzo 2006, 39. Gene Phifer, Gartner, "Do s and Don ts in Portal Project Planning and Implementation," marzo 2007, p David Gootzit, Gartner, "Portals: Gateway to Business Value," marzo 2007, p Dana Stiffler, AMR Research, "Look Outside: External Innovation Is Most Profitable," 9 marzo 2006, p Larry Huston and Nabil Sakkab, Harvard Business Review, "P&G s New Innovation Model," marzo Larry Huston and Nabil Sakkab, Harvard Business Review, "P&G s New Innovation Model," marzo Craig Roth, The Burton Group, "The Role of Collaboration in Portals," 9 novembre 2006, p Craig Roth, The Burton Group, "The Role of Collaboration in Portals," 9 novembre 2006, p Craig Roth, The Burton Group, "The Role of Collaboration in Portals," 9 novembre 2006, p David Gootzit, Gartner, "Portals: Gateway to Business Value," marzo 2007, p

20 Web 2.0: gli utenti al centro di tutto YouTube. Wikipedia. Flickr. Nei rispettivi ambiti, nessuna di queste aziende è stato un pioniere. Ognuna aveva di fronte concorrenti più grandi, più forti e più consolidati. Ognuna di loro era priva di contenuti proprietari e, in molti casi, della tecnologia ottimale e tuttavia è stata in grado di arrivare a dominare il proprio mercato in pochissimi anni. Come hanno fatto? Grazie a una buona esecuzione? È probabile. Grazie alla fortuna? Sicuramente. Ma il motivo principale è che anziché affidarsi a un numero ridotto di creatori di contenuti per gestire e presentare le informazioni, hanno aperto i loro sistemi alla più ampia platea di partecipanti possibile. Ogni sito è diventato il centro di una enorme collaborazione, quasi totalmente basata sul concetto di comunità. Un gran numero di utenti è stato attratto da questi siti poiché consentivano loro di accedere a informazioni di qualità migliore e, soprattutto, presentate in modo semplice e intuitivo. Questa vicenda ricorda come il software per portali aziendali si è sviluppato fino a diventare una piattaforma di partecipazione aziendale, introducendo strumenti per abilitare gli utenti aziendali ad assemblare direttamente le informazioni in applicazioni composite. A questo punto, nasce spontanea una domanda: cos'è esattamente il Web 2.0? Il significato di questo termine, coniato da Tim O Reilly nel 2003, è cambiato così tanto nel corso degli anni che persino gli esperti del settore ne danno una definizione sempre diversa. Anche se la definizione precisa è ancora in fase di discussione, quasi tutti concordano su alcuni principi di base: La sua interfaccia è ricca e interattiva: le applicazioni Web 2.0 sono dinamiche e altamente interattive. La piattaforma è la rete: le informazioni vanno e vengono da ogni parte: vecchie applicazioni raggruppate in silos, Internet, invii diretti o altri repository. Gli utenti controllano i dati: le informazioni non sono più una strada a senso unico. Gli utenti creano e inviano le informazioni e naturalmente le consumano ma godono di un feedback e di un contatto immediato con gli altri utenti. Gli utenti organizzano i dati: non esistono più gerarchie rigide o viste monolitiche delle informazioni, perché sono gli utenti a determinare come organizzare e visualizzare le informazioni. Due concetti fondamentali per definire il Web 2.0 sono mashup e social computing. Le mashup sono applicazioni ibride che utilizzano informazioni provenienti da più fonti diverse. Un buon esempio può essere un sito immobiliare che combina dati di elenco (MLS) con dati cartografici (Google Maps) per mostrare l'ubicazione di una proprietà in vendita. Le mashup possono essere considerate delle applicazioni composite nella versione per i consumatori. L'unica vera differenza è che le mashup sono basate sul Web mentre le applicazioni composite non lo sono necessariamente. Le mashup tendono anche a utilizzare protocolli e meccanismi meno pesanti REST, HTTP, HTML e XML ma questo non è un requisito. Alle aziende, di conseguenza, le mashup offrono vantaggi simili a quelli delle applicazioni composite. Figura 14 IDC: i fattori trainanti dell'uso delle mashup IDC, "Web 2.0 Applications: Distinction or Distraction for Business?," Doc # febbraio

21 Come nel caso del Web 2.0, anche i termini "social computing" o "social networking," possono avere più significati. La definizione più libera è quella di un sito in cui le informazioni vengono inviate e organizzate dagli utenti finali. Questo tipo di sito si avvale dell'intelligenza collettiva creando esperienze di partecipazione aperta. Wiki, blog, tagging e comunità online sono tutti meccanismi di social computing. YouTube, Wikipedia, Flickr e LinkedIn sono tutti esempi di siti di social computing. Nel mondo reale, le scommesse sportive e la borsa possono essere considerate come social network, dove molte persone che non si conoscono si incontrano per determinare il valore di un determinato oggetto. DARPA, l'agenzia che ha gettato le basi di Internet, ha pensato all'uso di una social network anche per la collaborazione a problemi di sicurezza nazionale. Le aziende che hanno intrapreso iniziative Web 2.0 si aspettano che tali iniziative aumentino le entrate e diminuiscano i costi in diverse aree aziendali. Figura 15 Ricerca Economist sul futuro impatto del Web 2.0 su fatturato e margini (% risposte). 49 Secondo Gartner, "entro la fine del 2007, il 30% delle grandi imprese avrà in cantiere una qualche forma di iniziativa abilitata al Web 2.0". 50 I tassi di adozione di specifici concetti Web 2.0 sono vari in generale e variano ampiamente a seconda della particolare ricerca. 49. Economist Intelligence Unit Survey, gennaio Mark Raskino, Gartner, "Predicts 2007: Web 2.0 and Consumerization Forge Into Enterprise," 22 novembre 2006, p

22 BEA* McKinsey** Economist*** Intelligenza collettiva, Comunità (40) Social networking Bookmarking condiviso, Social tagging 12 RSS (21) Blog/Wiki 33 (32) Wiki Blog Interni Esterni Mashup (42) Nessuno * %Utilizza o intende utilizzare ** %Utilizza o intende utilizzare 51 *** %Utilizza (+Intende utilizzare entro 2 anni) 52 Tabella 3 Tassi di adozione del Web 2.0. Un interessante dato statistico riguarda l'uso non ufficiale del Web 2.0 nelle aziende. Poiché i concetti del Web 2.0 sono basati sugli utenti finali, molti di essi si affermano nelle aziende a seguito di iniziative popolari. Studi dimostrano che l'uso non ufficiale dei blog è superiore all'uso ufficiale di questi siti, anche se i blog hanno il maggiore tasso di inattività e persino di divieto (30%). 53 Gartner stima che "entro il 2009, almeno il 70% delle organizzazioni prive di una distribuzione non supportata da IT di blog e wiki avrà numerose distribuzioni non ufficiali tra i propri utenti". 54 Le applicazioni Web 2.0 entreranno nelle aziende sia ufficialmente che ufficiosamente e l'unico problema è come le aziende gestiranno il loro utilizzo. 51. Ricerca McKinsey 2007 sulle tecnologie Internet. 52. Economist Intelligence Unit Survey, gennaio Nikos Drakos, Gartner, "Wikis and Social Software: How to Create and Harvest Value From Informal People Networks," marzo 2007, p Nikos Drakos, Gartner, "Wikis and Social Software: How to Create and Harvest Value From Informal People Networks," marzo 2007, p

23 Secondo gli studi svolti, le aziende che hanno già implementato iniziative Web 2.0 sono generalmente soddisfatte dei loro investimenti. I risultati mostrano anche che le aziende che si sono dichiarate più soddisfatte sono quelle che hanno adottato per prime le iniziative Web 2.0. Figura 16 Livello di soddisfazione per l'investimento in tecnologie Web 2.0 negli ultimi cinque anni. 55 Meno del 18% delle aziende che hanno adottato iniziative Web 2.0 ha dichiarato che avrebbe preferito agire diversamente. Figura 17 Ciò che le aziende avrebbero voluto fare diversamente negli ultimi cinque anni è investire in modo ancora più efficace nelle tecnologie Web Per via della natura collaborativa dei concetti Web 2.0, la maggior parte delle iniziative è a sostegno dei reparti assistenza/supporto e marketing/vendite. Questa situazione rispecchia le aree in cui le aziende pensano che Web 2.0 possa avere l'impatto maggiore in termini di aumento delle entrate e riduzione dei costi. 55. Ricerca McKinsey 2007 sulle tecnologie Internet. 56. Ricerca McKinsey 2007 sulle tecnologie Internet. 20

24 Figura 18 Ricerca Economist sulle funzioni aziendali a cui verrà applicato Web Inoltre, rispecchia da vicino i reparti che promuovono le iniziative di adozione dei portali tra i clienti di portali BEA. Figura 19 Settori di attività che promuovono le iniziative di adozione dei portali tra i clienti BEA. La previsione è che, in futuro, l'adozione di iniziative Web 2.0 aumenterà quando le aziende ne capiranno i vantaggi non solo in termini di risultato economico finale, ma anche per la loro capacità di soddisfare le richieste della nuova forza lavoro, cresciuta in un mondo dominato dal Web 2.0. Gartner afferma che "il social software aziendale sarà la storia di successo di questo decennio per quanto riguarda la tecnologia della nuova area di lavoro" Economist Intelligence Unit Survey, gennaio Tom Austin, Jeff Mann, Gartner, "Predicts 2007: Big Changes Ahead in the High Performance Workplace", 5 dicembre 2006, p

25 Quando si implementa un'iniziativa Web 2.0, è importante ricordare che, come la SOA, non si tratta di una tecnologia nel senso più stretto del termine. Si tratta, piuttosto, di un insieme di principi, di una filosofia e di una strategia. Non basta aggiungere a una vecchia applicazione un'esperienza utente più ricca per ottenere i vantaggi di una vera applicazione abilitata al Web 2.0. Gartner ha dichiarato: Se aggiungere tecnologie specifiche quali Ajax ed RSS a prodotti, piattaforme e applicazioni è relativamente semplice, più difficile è aggiungere una dimensione sociale, ad esempio un contenuto fornito da un utente o un nuovo tipo di modello di business che non sia stato predisposto architettonicamente nell'applicazione. L'aggiunta di questi nuovi aspetti richiede una revisione del progetto del sistema e, in alcuni casi, anche del pubblico di riferimento. È pertanto un'operazione più complessa del trucco cosmetico che si apporta all'applicazione con Ajax, poiché può implicare importanti modifiche al processo di sviluppo, al modello di business e, addirittura, alla missione stessa del sistema in costruzione. 59 Molte aziende passano ai portali per distribuire le tecnologie Web 2.0, poiché i portali contengono già molto dell'infrastruttura necessaria. Come già detto, le mashup sono applicazioni composite basate sul Web e "i portali aziendali sono attualmente il metodo migliore per creare applicazioni composite contestuali". 60 I portali assemblano informazioni provenienti da risorse eterogenee per presentarle alle comunità di utenti. I portali consentono agli utenti finali l'invio e la gestione delegata delle risorse e tracciano la popolarità e l'utilizzo di tali risorse, il tutto a favore delle iniziative Web 2.0. Per questo motivo, Gartner prevede che "entro la fine del 2007, almeno il 75% delle mashup Web 2.0 di livello aziendale sarà distribuito utilizzando i portali". 61 La maggior parte dei clienti BEA che sta considerando una qualche forma di iniziativa Web 2.0 utilizzerà i portali come principale meccanismo di fornitura. Figura 20 Dov'è che i clienti dei portali BEA intendono utilizzare le tecnologie di social computing? Anche se i portali sono i veicoli ideali per l'implementazione delle iniziative Web 2.0, ognuno di essi è caratterizzato da diversi livelli di adozione dei principi Web 2.0. Così come è difficile aggiungere una dimensione sociale alle applicazioni rispetto alla semplice creazione di un'interfaccia utente abilitata ad Ajax, anche l'implementazione di altri principi Web 2.0 nelle applicazioni può risultare complessa. I vantaggi per le aziende aumentano con l'aumentare del livello di sofisticazione della tecnologia. 59. David Mitchell Smith, Gartner, "Web 2.0: Structuring the Discussion", 31 ottobre 2006, p Tom Austin et al., Gartner, "Predicts 2007: Big Changes Ahead in the High Performance Workplace", 5 dicembre 2006, p David Gootzit, Gartner, "Portal of the Future: Web 2.0 and Beyond", marzo 2007, p

26 Quasi tutti i portali assemblano informazioni provenienti da più fonti della rete. Anche se la capacità di aggregazione varia da portale a portale, questa funzione di base è comune a tutti e i vantaggi che ne derivano sono ormai chiari e comprovati. Quasi tutti i portali permettono agli utenti finali di inviare dati al portale, come succede per l'invio di foto o video a siti Web 2.0, quali Flickr e YouTube. Questa possibilità promuove la collaborazione tra gli utenti del portale. Alcuni portali permettono addirittura di creare applicazioni composite organizzando i portlet in modo contestuale su una pagina condivisa con altri utenti. Ciò permette alle aziende di creare un alto volume e una grande varietà di applicazioni al costo più basso possibile. Ma gli utenti finali possono avere un vantaggio ancora maggiore se possono creare applicazioni dinamiche con i dati nel modo che preferiscono e che li soddisfa di più. Si tratta di una cosa diversa dal mettere insieme i portlet in un contesto, uno accanto all'altro. Ad esempio, un utente può prendere i dati di vendita del suo sistema CRM e i dati di inventario del suo sistema ERP e combinarli con un componente di mapping per visualizzare il confronto tra magazzino e vendite in una determinata area geografica e spostare le scorte dai negozi che vendono meno a quelli che vendono di più. Oppure, un venditore può estendere un wiki una semplice pagina Web modificabile dal vivo inserendo i dati aziendali direttamente nella pagina wiki e utilizzando tali dati in un'applicazione mirata all'identificazione dei potenziali clienti. Normalmente, la creazione di questo tipo di applicazione richiederebbe professionisti IT dedicati a questa attività. Spostando lo sviluppo di queste applicazioni all'esterno dell'ambito IT, si incoraggia la produttività ad hoc, si eliminano i colli di bottiglia e si liberano le risorse IT spostando un gruppo più ampio di addetti allo sviluppo Web su esigenze più tattiche. Ma non si tratta solo di aprire le interfacce di programmazione IT standard agli utenti finali. Lo sviluppo che si avvale degli utenti finali deve offire un'interfaccia di facile uso e una gestione semplificata dei dati, nonché sistemi e strumenti appositamente progettati per supportare tutto questo. Idealmente dovrebbe essere facile quanto la creazione di un documento con un programma di elaborazione di testo. La creazione di mashup aziendali da parte degli utenti finali deve anche rispettare criteri di sicurezza e autorizzazione non necessari sul Web dei consumatori. Nel luglio 2006, BEA Systems ha rilasciato una suite di prodotti di social computing aziendale che arricchisce queste capacità Web 2.0 con funzioni mirate ai problemi aziendali di governance, gestione, sicurezza e controllo. Informazioni su questi prodotti sono disponibili sul sito bea.com/enterprise. 23

27 Fattori tecnologici dell'adozione dei portali Applicazioni composite L'ideale sarebbe disporre subito di un pacchetto software in grado di soddisfare out-of-the-box tutte le esigenze di ogni azienda. Di fatto, quasi ogni pacchetto software richiede un intervento di personalizzazione, poiché non esistono due aziende che operano allo stesso modo. Anche condividendo gli stessi principi di base, due aziende saranno sempre diverse nel modo di ottenere il proprio vantaggio competitivo. Senza contare che alcune aziende potrebbero pensare che le applicazioni totalmente personalizzate offrono il massimo vantaggio competitivo in quanto possono soddisfare una serie di esigenze specifiche. Il problema è che molte aziende non hanno il tempo, il denaro o l'esperienza per creare e mantenere una suite completa di applicazioni personalizzate. La maggior parte delle imprese ha adottato un approccio misto e utilizza applicazioni già esistenti insieme ad applicazioni personalizzate. Le aziende più grandi e più avvedute dal punto di vista tecnologico sono le più propense ad intraprendere iniziative di sviluppo personalizzato. La maggior parte delle PMI preferisce un approccio ibrido allo sviluppo delle applicazioni. Queste aziende prendono spesso alcune parti di un'applicazione per combinarle con quelle di altre applicazioni al fine di creare una soluzione unificata. Figura 21 Nell'implementazione di un'applicazione di importanza critica, quale delle opzioni che seguono descrive meglio il tipo di applicazione che la vostra azienda preferisce? 62 Questo metodo permette all'azienda di ottenere le funzioni, il servizio e il supporto delle applicazioni esistenti e, al contempo, di soddisfare le proprie, specifiche esigenze. Qualsiasi apporto di personalizzazione allo sviluppo può essere minimizzato, poiché gran parte dell'applicazione generale viene ottenuta per mezzo dei moduli già esistenti. Questa è l'idea alla base delle applicazioni composite, le antesignane e le equivalenti aziendali delle mashup Web 2.0. Per molte imprese, i portali aziendali sono la piattaforma primaria per lo sviluppo delle applicazioni composite. Non solo forniscono l'infrastruttura tecnica necessaria per assemblare risorse e applicazioni diverse, ma offrono anche il motore contestuale che serve a collegare le informazioni in questi moduli (ricerca, infrastruttura di navigazione, sicurezza, ecc.). In alcuni casi, i portali consentono di limitare il numero di utenti tecnici (responsabili di unità di business o gente che lavora quotidianamente con le informazioni) addetti all'assemblaggio dei moduli. 62. Carey Schwaber, Forrester, "The State of Application Development in Enterprises and SMBs", 22 febbraio 2007, p

28 Senza contare che il software per portali più all'avanguardia consente agli utenti finali di creare applicazioni completamente interattive con funzioni quali la trasformazione dei dati. In questo modo, gli sviluppatori IT possono dedicare la loro attenzione ad attività di sviluppo e integrazione più personalizzate e mirate. Ambienti di sviluppo eterogenei Oggi le aziende non sono caratterizzate solo da ambienti applicativi eterogenei, ma anche da ambienti di sviluppo e competenze eterogenei. Studi hanno dimostrato che il 41% dei negozi J2EE utilizza anche.net. 63 Figura 22 Ricerca Forrester sulle piattaforme di sviluppo utilizzate per le applicazioni personalizzate 64 Questi risultati confermano la necessità di un'infrastruttura applicativa indipendente dalla piattaforma. Indipendente, in questo caso, significa che l'applicazione deve poter essere eseguita indifferentemente in Java o.net e anche incorporare personalizzazioni o moduli sviluppati in uno qualsiasi dei due linguaggi. Ancora una volta, i portali sono ideali per supportare questo tipo di ambiente di programmazione eterogeneo. Molti portali utilizzano i servizi Web per integrare moduli applicativi, lasciando liberi gli sviluppatori di creare questi moduli nel linguaggio che preferiscono, Java,.NET o altro. Alcuni portali sono addirittura scritti sia in Java che in.net, con API native di entrambi i linguaggi che gli permettono di essere personalizzati o estesi in uno qualsiasi dei due ambienti. Quasi il 90% dei clienti dei portali BEA ha creato o sta sviluppando applicazioni Web sulla sua infrastruttura di portale. Per creare le applicazioni basate sui portali, la maggior parte di questi clienti utilizza più linguaggi e piattaforme. Figura 23 Linguaggi e strumenti di sviluppo dei clienti dei portali BEA 63. Carey Schwaber, Forrester, "The State of Application Development in Enterprises and SMBs", 22 febbraio 2007, p Carey Schwaber, Forrester, "The State of Application Development in Enterprises and SMBs", 22 febbraio 2007, p

29 Standard: la promessa di integrazione e interoperabilità Alcuni dei principali obiettivi degli standard tecnologici sono l'interoperabilità, la riduzione della complessità e una certa misura di protezione dell'investimento del cliente. Le aziende possono scegliere o sviluppare il software in base alla sua capacità di soddisfare una determinata esigenza e non alle sue limitazioni tecniche. SOA, servizi Web e Java sono tutti mirati alla riduzione della dipendenza da un unico fornitore. Gli standard specifici dei portali includono JSR (Java Specification Request) 168 e 286 e WSRP (Web Services for Remote Portlets). Entrambi questi standard contribuiscono alla creazione di componenti di integrazione che possono essere utilizzati da qualsiasi portale conforme agli standard. I portlet conformi allo standard JSR 168 possono essere utilizzati in qualsiasi portale Java conforme a JSR. WSRP ha l'ulteriore vantaggio di essere eseguito su un livello remoto e può essere utilizzato sia dai portali.net che da quelli Java. Anche se questi standard hanno aiutato molto l'integrazione delle applicazioni nei portali, non hanno risolto tutti i problemi correlati all'integrazione e alcune sfide riguardanti l'interoperabilità. Questa situazione deriva in parte dal fatto che gli standard non hanno raggiunto il livello di adozione richiesto dai fornitori di software e dai clienti per consentire alle aziende di basare l'intera strategia di integrazione solo su questi standard di integrazione. La maggior parte degli standard è troppo limitata come ambito per essere adottata su vasta scala. Ad esempio, lo standard JSR 168 supporta solo Java e non include alcun aspetto che riguardi i servizi Web. JSR 168, 286 e WSRP, inoltre, non risolvono i problemi che caratterizzano l'integrazione non effettuata tramite portlet. Molti clienti dei portali BEA utilizzano i seguenti servizi Web che non sono coperti dagli standard di integrazione. Servizi di contenuti: utilizzati per acquisire e indicizzare i documenti provenienti da repository remoti per consentirne l'accesso tramite la ricerca e la tassonomia del portale. Servizi di ricerca: utilizzati per federare i risultati delle ricerche tra i portali e altri repository di ricerca. Servizi di identità: composti da servizi Web per i profili e l'autenticazione. Utilizzati per importare i dati utente per l'autenticazione e l'autenticazione delle risorse del portale o delle risorse a cui si accede tramite il portale. Alcuni standard sono troppo recenti. Lo standard JSR 286, relativo alle comunicazioni inter-portlet WSRP, e lo standard WSRP versione 2 dovrebbero essere ratificati nel Il motivo primario, tuttavia, potrebbe essere costituito dal fatto che i principali fornitori di software sono lenti a provvedere al supporto degli standard e continuano a proteggere i loro modelli di licenza del software. La situazione è analoga a quella della vecchia promessa di Java "write once, run anywhere", ovvero "scrivi una volta, esegui ovunque". Non tutto il software è scritto in Java, quindi la maggior parte delle aziende esegue e dovrà eseguire al suo interno applicazioni basate su più linguaggi. Non tutte le applicazioni saranno in grado di supportare tutti gli standard per i portali. Anche se lo faranno, l'integrazione basata sull'implementazione degli standard di più fornitori utilizza funzioni proprietarie che offrono ai loro prodotti un particolare vantaggio funzionale o, semplicemente, rende utili gli standard, complicando o impedendo l'integrazione con altri fornitori terzi. La conseguenza è che un'infrastruttura che offre solo un'integrazione legata al supporto di questi standard sarà uno svantaggio per l'infrastruttura che consente anche altri punti di integrazione. Le aziende che basano l'intera strategia di integrazione sulla promessa del supporto degli standard potrebbero scoprire di non essere in grado di integrare le applicazioni già esistenti o di andare incontro a serie difficoltà in questo senso. Le aziende dovrebbero cercare fornitori che supportino entrambi gli standard di integrazione e offrano altri metodi di integrazione, in modo da poter soddisfare le loro esigenze di integrazioni attuali e future. 26

30 I portali come produttori: come rivoluzionare lo sviluppo delle applicazioni Da sempre i portali sono visti solo come consumatori di informazioni. Il portale è l'unico mezzo di accesso alle applicazioni composite create nel portale stesso. I moderni framework di portali, però, sfoggiano nuove funzioni in grado di cambiare queste considerazioni. Le capacità dei portali sono ormai disponibili anche per le applicazioni di altro tipo. I portali stanno producendo o abilitando componenti e contenuti che possono essere consumati da altre applicazioni. Tuttavia, con le organizzazioni IT impegnate nel tentativo di consolidare le risorse e creare un'interfaccia unificata per gli utenti, questa situazione sembra contrastare con gli obiettivi delle organizzazione e con il concetto stesso di portale. Perché un'azienda dovrebbe investire così pesantemente nell'integrazione delle applicazioni e nella creazione di un'interfaccia portale unificata per poi dover nuovamente disaggregare tutto per poterlo utilizzare in altre applicazioni? Il primo motivo è che i portali non sono più solo dei semplici aggregatori di informazioni. I portali sono ormai i repository originali di gran parte delle informazioni dell'azienda. Ad esempio, i portali possono tracciare l'utilizzo di tutte le risorse assemblate al loro interno, indipendentemente dalla loro fonte originale. Le applicazioni esterne possono utilizzare questi dati di traccia per modificare il loro stesso comportamento in base ai modelli di utilizzo, persino nel caso dei dati restituiti al portale. Il valore di un servizio di traccia dei dati è amplificato dal suo impiego sempre più vasto da parte di applicazioni e tipi di uso. Questo fatto mette in evidenza il secondo, principale motivo per cui i portali forniscono le informazioni ad altre applicazioni. Ogni azienda vive in un universo fatto di più applicazioni e, a volte, di più portali. Gli utenti accedono a più applicazioni anche nelle aziende che dispongono di un unico portale per dipendenti. L'obiettivo di ogni applicazione dovrebbe essere migliorare l'accesso alle sue risorse e l'uso di queste ultime. Questo può implicare anche l'uso delle informazioni contenute nell'applicazione all'esterno dell'applicazione stessa. I portali hanno sfruttato questo concetto per anni, in quanto rappresentano il luogo ideale per accedere a una vasta gamma di risorse aziendali. Esistono tuttavia casi legittimi in cui questa relazione può essere invertita, con le informazioni del portale che vengono utilizzate da un'applicazione esterna. L'esempio di creazione di profili sopra citato è solo uno di questi casi. Un altro esempio può essere quello di documenti e discussioni su un prodotto che vengono inviati direttamente al portale. Questi documenti e discussioni sarebbero altrettanto utili se combinati con un'applicazione CRM per i venditori che devono monitorare i potenziali clienti interessati a un determinato prodotto. Il caso è simile a quello di una mashup Web 2.0 molto popolare che, per un particolare libro di Amazon.com, visualizza la disponibilità del libro presso una libreria locale. Anche se il più delle volte un mashup di questo tipo viene creato all'interno del portale, in alcuni casi sarebbe più vantaggioso per gli utenti finali poter vedere le informazioni attraverso l'applicazione CRM. Per le aziende che utilizzano più portali, la necessità di condividere le risorse tra questi ultimi è ancora più sentita, poiché esiste un'elevata probabilità che esistano risorse che possono essere utili a bacini di utenza differenti che usufruiscono dei servizi dei diversi portali. I singoli componenti e le applicazioni composite create per un portale possono essere utilizzati negli altri portali. Questo è il terzo motivo per cui i portali dovrebbero essere in grado di fornire i dati alle altre applicazioni. Non solo questo permette di sfruttare l'investimento diretto in un singolo portale, che può essere condiviso tra tutti i portali, ma offre anche una misura di protezione di tale investimento. L'idea dei portali come produttori di informazioni non è del tutto nuova. In passato, sono stati creati i sistemi di combinazione (syndication) che forniscono le informazioni di un portale ad altre applicazioni. Questi sistemi si sono dimostrati validi per la fornitura di informazioni semplici come dimensioni e tipo di contenuto, ma non offrivano agli utenti l'esperienza che questi desideravano. Per poter ovviare a questo problema, era necessario uno sviluppo personalizzato per il particolare sistema utilizzato, cosa che oltre a essere complessa legava le aziende a quel particolare sistema. L'interoperabilità è anche uno degli obiettivi degli standard per i portali. Gli standard, tuttavia, non sono la soluzione completa al problema poiché, come illustrato in precedenza, molti di loro spesso non soddisfano tutte le esigenze di integrazione di un'azienda. 27

31 La segmentazione del mercato Nel mercato, attualmente, è presente la quinta generazione dei prodotti portale. Secondo la definizione di Gartner dei portali, l'attuale generazione include capacità che riguardano l'orchestrazione (gestione dei processi), la gestione dell'esperienza utente, i portali come servizi e la collaborazione avanzata. L'attenzione dei portali della quinta generazione è tutta rivolta all'uso della SOA. Alcune funzioni dei portali della quinta generazione non hanno avuto molto successo è il caso degli standard WSRP versione 2 e JSR 286 poiché nessuna a oggi è stata ancora pienamente ratificata. I portali della sesta generazione saranno imperniati sull'ubiquità e sulla capacità follow-me. Questo non significa semplicemente browser basati su PC e dispositivi mobili, ma anche chioschi, telefoni cellulari e persino cruscotti per veicoli. In pratica qualsiasi tipo di dispositivo che possa essere collegato a una rete. Nessun portale e nessuna applicazione ha implementato completamente l'ubiquità. In base al Magic Quadrant di Gartner per il mercato dei portali, fornitori di portali aziendali quali BEA, IBM, Microsoft, Oracle e SAP sono leader di questo mercato. Questi portali aziendali possono far parte di una più ampia suite di componenti per applicazioni o infrastrutture. Figura 24 I principali fornitori di tessuto di informazioni David Gootzit, Gene Phifer, Ray Valdes, Gartner, "Magic Quadrant for Horizontal Portal Products, 2007", agosto 2007 Il presente Quadrante Magico (Magic Quadrant) è protetto da copyright Maggio 2006 di Gartner, Inc. ed è riutilizzato su autorizzazione di Gartner, Inc. Il Quadrante Magico è una rappresentazione grafica di un marketplace, in e per uno specifico periodo di tempo. Il Quadrante Magico illustra l'analisi Gartner sulla performance di alcuni fornitori rispetto ai criteri dello specifico marketplace, definiti da Gartner. Gartner non approva alcun fornitore, prodotto o servizio illustrato nel Quadrante Magico e non consiglia agli utenti del settore tecnologico solo i fornitori inseriti nel quadrante relativo ai "Leader". Il Quadrante Magico va inteso esclusivamente come strumento di ricerca e non può costituire una guida specifica sulle azioni da intraprendere. Gartner nega ogni garanzia, espressa o implicita, con riferimento alla presente ricerca, incluse le garanzie di commerciabilità o idoneità a uno scopo particolare. 28

32 Tra i principali fornitori di portali, solo BEA offre prodotti in grado di essere eseguiti sia su piattaforma Java che su piattaforma.net. Gli altri fornitori tendono a legare i loro portali a specifici server di applicazioni e a specifici ambienti di sviluppo. Forrester ha sviluppato un concetto chiamato "tessuto di informazioni". La definizione di questo concetto è "un livello di dati virtualizzato che integra in tempo reale repository di contenuti e dati eterogenei". 66 Anche se ancora nessun fornitore dispone di una soluzione completa, alcuni ci sono andati vicino e "BEA, IBM e MetaMatrix sono ancora una volta le aziende leader". 67 Forrester ha dichiarato anche che "BEA si conferma un giocatore potente e innovativo nell'arena del tessuto di informazioni. [BEA] vanta già numerose distribuzioni su vasta scala nei settori relativi a servizi finanziari, assicurazioni, pubblica amministrazione e produzione". 68 Figura 25 I principali fornitori di tessuto di informazioni La battaglia per il mercato dei portali sarà centrata principalmente sui nuovi aspetti di usabilità e interazione, con interfacce ed esperienze utente di tipo più dinamico. Tutto questo include il Web 2.0, la creazione di applicazioni composite e la presenza di livelli di presentazione per le applicazioni abilitate alla SOA. Anche in questo caso, BEA è una delle aziende leader. Secondo AMR Research, "il forte posizionamento di BEA nel mercato dei portali rivolti ai clienti, con fornitori di servizi e di telecomunicazioni, può farle conquistare un ruolo particolare nella realizzazione della nuova visione di interfaccia utente" Noel Yuhanna, Mike Gilpin, Forrester, "Information Fabric: Enterprise Data Virtualization", 9 gennaio 2006, p Noel Yuhanna, Mike Gilpin, Forrester, "Information Fabric 2.0: Enterprise, Information Virtualization Gets Real", 9 aprile 2007, p Noel Yuhanna, Mike Gilpin, Forrester, "Information Fabric 2.0: Enterprise, Information Virtualization Gets Real", 9 aprile 2007, p Jim Murphy, AMR Research, "The New UI: Prime Software Players To Watch", 29 marzo 2007, p

33 I portali del mondo reale Quanto segue evidenzia i risultati della ricerca sui clienti dei portali BEA condotta nel maggio del 2007 tra più di 540 clienti. I settori coperti vanno dall'aerospaziale ai servizi pubblici, con distribuzioni diverse per dimensioni (da poche centinaia a milioni di utenti). Pubblico Come previsto, la maggioranza delle iniziative per i portali nascono dall'it. Il motivo è che i portali offrono il framework di consolidamento e integrazione che è il sogno di ogni organizzazione IT. Seguono i settori vendite e marketing, servizi e assistenza e risorse umane. L'interesse di questi settori è dovuto principalmente agli ormai comprovati vantaggi dei portali in termini di collaborazione, self-service e supporto. È interessante notare come il settore delle risorse umane rappresenti il più importante fattore trainante non IT delle iniziative per l'uso di altri portali, mentre, per i portali BEA, è il settore vendite e marketing ad avere un margine piccolo ma consistente di contributo a queste iniziative. Figura 26 Settori di attività che spingono allo sviluppo dei portali tra i clienti BEA. I portali dei clienti BEA mostrano un'elevata percentuale di utilizzo nella gestione delle informazioni, nella collaborazione e nella creazione di applicazioni di business. 30

34 Completamente In fase di Non programmato o parzialmente sviluppo, o Distribuito Distribuito nel Programmato Altrove Portale o Considerato Informazioni generali: comunicati aziendali, 70% 20% 9% comunicati stampa, circolari, annunci di lavoro, pagine personalizzate Gestione informazioni: documenti indicizzazione, 66% 26% 8% categorizzazione, ricerca pagine Web Extranet: siti Web aziendali 47% 27% 25% Self-Service dipendenti: informazioni sui benefit, 41% 32% 26% concorsi, eventi, integrazione ERP, FAQ, politiche Assistenza alle vendite: materiali marketing, ricerca 33% 35% 32% ordini, dati sulla concorrenza, integrazione CRM Collaborazione ai progetti: condivisione documenti, 52% 30% 18% piani, attività, discussioni Centri risorse dipartimentali/intranet/home page: 50% 32% 18% consolidamento intranet/extranet, KPI (indicatori chiave di performance), risorse condivise E-commerce: vendita guidata, catalogo prodotti, 19% 27% 54% gestione ordini, marketplace privato Assistenza ai clienti: self-service, knowledge base 32% 35% 33% del servizio, stato degli account, collaborazione con gli operatori dell'assistenza ai clienti Dashboard finanziario: metrica del business, 20% 40% 39% tesoreria, acquisti, programmazione finanziaria, programmazione domanda, contabilità e fisco Assistenza alla supply chain: gestione canali indiretti, 20% 29% 54% collaborazione partner, metrica per vendite e inventario ERP, specifiche di progetto, proposte di vendita Applicazioni specifiche del settore: 46% 33% 21% processi e servizi specifici del settore Tabella 4 Uso dei portali dei clienti BEA Notare che il 47% dei portali è attualmente distribuito come extranet. Anche se la percentuale più alta riguarda le extranet per i dipendenti, il numero dei portali destinati a partner e clienti è in fase di crescita. Il tasso di espansione più interessante riguarda i siti per partner e clienti. Questo fenomeno è conseguente alla tendenza delle aziende ad aprirsi al pubblico esterno migliorando supporto, servizio, collaborazione e innovazione. Pubblico del portale Attuale Entro 12 mesi Distribuito ad alcuni/tutti i dipendenti 62% 29% Distribuito a tutti o alla maggior parte dei clienti/partner 31% 40% Distribuito ad alcuni clienti o partner 26% 32% Distribuito completamente ad azienda estesa, dipendenti, clienti, partner 23% 39% Tabella 5 I tipi di pubblico dei portali dei clienti BEA 31

35 Il costo di proprietà Il costo di proprietà di un portale varia molto a seconda dei requisiti della singola azienda. Le aziende che utilizzano più portali possono trovarsi ad affrontare costi diversi per ogni portale, anche se tutti sono basati su un'infrastruttura comune. Dal momento che i portali integrano più sistemi diversi e sono la base di distribuzione di molte applicazioni diverse, i costi dei servizi per la maggior parte dei portali tende a rappresentare una parte consistente del costo totale, rispetto alle altre applicazioni. Ma anche i costi dei servizi delle varie piattaforme di portale variano. Il motivo, sovente, sono le funzioni out-of-the-box messe a disposizione dai vari fornitori. Come già indicato nell'argomento relativo all'open source, alcuni portali non sono riusciti a conquistare una quota di mercato perché la loro mancanza di coesione o di funzioni integrate causa un aumento dei costi dei servizi. I costi dei servizi, tuttavia, non devono essere necessariamente eccessivi. Una ricerca tra i clienti dei portali BEA ha evidenziato che il 68% spende meno per i servizi che per il costo delle licenze. Il 29%, una percentuale decisamente alta, non ha richiesto affatto servizi esterni, dimostrando la facilità dell'implementazione iniziale e dell'integrazione delle applicazioni dei portali BEA. La maggiore facilità di distribuzione e integrazione ha abbassato sensibilmente il costo totale di proprietà. Figura 27 Rapporto costi dei servizi/costi delle licenze per il clienti BEA La maggior parte dei portali BEA ha richiesto meno di 4 addetti full-time per la distribuzione iniziale. La maggior parte del tempo richiesto per distribuire un portale include inizialmente quello dedicato all'identificazione delle esigenze di tutti i reparti interessati. Ciò significa, spesso, l'aumento del numero degli addetti richiesti, poiché viene coinvolto un rappresentante per ogni unità di business, anche se non fa parte della distribuzione vera e propria. Le aziende hanno scoperto di avere bisogno di un numero ridotto di addetti full-time per gestire il portale su base continuativa. Questa riduzione è dovuta in gran parte alle capacità di amministrazione delegata di alcuni portali. È la manutenzione del contenuto dei portali, non l'infrastruttura, che viene affidata alle unità di business. Il numero degli addetti necessari può quindi aumentare. In genere, meno del 20% delle aziende dispone di 10 addetti full-time (o equivalenti) per gestire e mantenere i portali. 32

36 Figura 28 Addetti full-time ai portali (o equivalenti) per i portali BEA Anche a fronte di questo numero esiguo di addetti full-time, la maggior parte dei portali BEA è stata distribuita in meno di sei mesi, con un elevato numero di distribuzioni effettuate in meno di un mese. Gran parte del tempo richiesto per la distribuzione dei portali è dedicato all'identificazione delle esigenze di business e allo sviluppo di una metodologia di gestione. Il tempo effettivamente richiesto per distribuire e personalizzare il software in sé è spesso solo una piccola parte del tempo totale. Figura 29 Mesi richiesti per distribuire i portali BEA 33

37 Vantaggi e ROI Come per molte applicazioni, il ROI dei portali può essere difficile da quantificare. Tuttavia, è comunemente accettato il fatto che i portali offrono alle aziende notevoli vantaggi sia diretti che indiretti. Figura 30 I vantaggi dei portali riportati dai clienti BEA Poiché vengono distribuiti a livello di intera azienda, i portali vengono utilizzati dagli utenti in maggior misura rispetto a qualsiasi altra applicazione disponibile in azienda. Come già detto, le iniziative per i portali sono spesso implementate in tutti i reparti di un'azienda. Alcuni clienti di portali che utilizzano il loro portale come extranet rivolta ai clienti riporta l'incredibile cifra di oltre visitatori alla settimana. Figura 31 Visitatori per settimana dei clienti BEA 34

38 L'elevato numero di utenti e di tipi specifici di pubblico che accedono ai portali aumenta la domanda di risorse per la distribuzione. La maggior parte dei clienti di portali vanta più di 11 comunità e una percentuale notevole ne vanta più di 100. Le comunità possono essere direttamente legate all'adozione del portale poiché le comunità servono specifici tipi di pubblico. Generalmente, il numero di comunità aumenta con l'aumentare dei diversi tipi di pubblico serviti dal portale. 70 Spesso le comunità vengono utilizzate per scopi collaborativi ad-hoc relativi a determinati progetti. Alcune aziende creano una comunità per ognuno dei loro account cliente o partner offrendo un punto di accesso centrale al supporto, alla collaborazione e alla messaggistica per tale cliente o partner. Figura 32 Numero di comunità per portale BEA La maggioranza dei clienti dei portali BEA hanno un minimo di 1000 documenti indicizzati nel loro portale. Per il 10% delle aziende intervistate, il numero di questi documenti è di oltre Questo numero include solo i documenti indicizzati e archiviati nella directory del portale e non tutti quelli accessibili tramite il portale. Altri documenti accessibili tramite l'integrazione dei portlet con i sistemi back-end, ad esempio con un sistema di gestione dei contenuti, contribuiscono ad aumentare ulteriormente questo numero. Figura 33 Numero di documenti per portale BEA L'uso del portale come framework di applicazioni si sta affermando sempre più. La maggior parte dei clienti dei portali BEA parlano di almeno 3 applicazioni commerciali integrate nel loro portale. Le applicazioni più integrate sono quelle utilizzate più di frequente (groupware, gestione dei documenti, sistemi ERP, ecc.). Anche se queste rappresentano a oggi solo una piccola parte delle applicazioni aziendali, questo numero è destinato ad aumentare con l aumento delle implementazioni di iniziative SOA e BPM e dell'adozione degli standard generali per i portali all'interno del settore. 70. Poiché molte aziende utilizzano più portali, il numero di comunità per portale potrebbe essere basso. Il numero totale delle comunità all'interno di un'azienda potrebbe essere molto più alto. 35

39 Figura 34 Numero di applicazioni commerciali integrate nei portali BEA Il numero delle applicazioni commerciali integrate nei portali non ha limitato il numero totale di portlet distribuiti dai clienti BEA, poiché molte aziende sviluppano più portlet per ogni applicazione integrata. Ad esempio, la maggior parte degli utenti utilizza solo una piccola frazione delle funzioni di un sistema ERP in un dato momento. Questo non significa che l'azienda nel suo complesso non utilizzi la maggior parte della funzionalità del sistema. Il risultato è che molte aziende creano una varietà di portlet per questi complessi sistemi aziendali, ognuno dei quali provvede a una diversa funzione. In più, molte aziende dispongono di applicazioni legacy personalizzate che desiderano integrare. Anziché riscrivere interamente queste applicazioni, le aziende creano dei portlet per integrarne la funzionalità con altre applicazioni del framework. Creare i portlet è in genere più facile che riscrivere un'intera applicazione, poiché i portlet possono essere mirati a una piccola parte soltanto dell'applicazione. Inoltre, possono essere riutilizzati in vari modi, riducendo il costo totale di sviluppo delle nuove applicazioni. Oltre il 40% dei clienti dei portali BEA dichiara di utilizzare più di 50 portlet. La percentuale più ampia di clienti dei portali BEA ha distribuito più di 100 portlet. Figura 35 Numero totale di portlet nei portali BEA Molti di questi portlet sono sviluppati internamente, a conferma della flessibilità e della praticità del framework di portlet offerto dalla tecnologia per portali BEA. Di fatto, più le aziende sviluppano portlet, più questi portlet tenderanno a essere creati internamente. Questo succede per diversi motivi. Le aziende che hanno assimilato i concetti di portale e applicazioni composite tendono a un maggiore entusiasmo e, di conseguenza, a una maggiore volontà di investire in portlet e di distribuirli. Altre aziende hanno, per i loro portlet, esigenze molto specifiche. I pacchetti di portlet disponibili in commercio possono avvicinarsi a queste esigenze, ma non soddisfarle pienamente. Molte aziende, quindi, preferiscono creare personalmente i loro portlet. Con l'aumento dell'esperienza acquisita nello sviluppo dei portlet si riduce il costo marginale della creazione di portlet simili, 36

40 poiché molti degli sforzi richiesti sono stati già completati. Questa situazione rende economicamente convieniente lo sviluppo di portlet personalizzati. Le aziende che dispongono delle risorse necessarie per distribuire e gestire i portlet sono generalmente quelle che dispongono delle risorse necessarie per crearli. Figura 36 Tendenze dello sviluppo dei portlet tra i clienti BEA La percentuale di portlet di terzi che vengono distribuiti diminuisce con l'aumentare del numero totale di portlet, a causa del numero limitato di pacchetti di portlet disponibili. Se un cliente desidera integrare un'applicazione personalizzata già esistente, è poco probabile che possa ricorrere a una suite di portlet appositamente creata. Ecco quindi che, anche se il numero assoluto di portlet commerciali non diminuisce, la percentuale scende man mano che il numero dei portlet personalizzati aumenta. I portlet personalizzati creati da terzi tendono a essere molto specifici e in genere non vengono riutilizzati per creare altri portlet. Indipendentemente da dove vengono creati, i portlet sono in gran parte riutilizzati in più applicazioni. Normalmente, vengono resi disponibili tramite i framework di pagine e la comunità dei portali BEA. Le comunità/pagine sono aree di lavoro collaborative. La maggior parte dei clienti dei portali utilizzano queste aree di lavoro per creare applicazioni composite assemblando i portlet in modo modulare con altre risorse del portale, tra cui documenti, dati utente, navigazione, sicurezza, e così via. Figura 37 Percentuale di comunità dei portali BEA considerate "applicazioni composite" 37

41 I clienti BEA utilizzano il loro portale e gli altri sistemi BEA per creare applicazioni destinate a una vasta gamma di esigenze. Un interessante fattore trainante per il 26% degli intervistati è stato poter permettere agli utenti finali di creare e gestire le loro applicazioni. Figura 38 I motivi per creare le applicazioni con i prodotti BEA 38

42 Tendenze emergenti Non è sufficiente rivendicare il supporto dei concetti Web 2.0 se non c'è niente da supportare. Sarebbe come integrare il supporto per gli standard JSR-168/286 e scoprire che i portlet da integrare, compatibili con questi standard, sono in realtà molto pochi. La maggior parte dei prodotti Web 2.0 si rivolgono all'area consumer e non invano, poiché i principi base del Web 2.0 riguardano la partecipazione degli utenti finali. Tuttavia, spesso le aziende scoprono che le applicazioni mirate ai consumatori non soddisfano le loro esigenze specifiche. Per questo motivo, alcuni fornitori stanno creando nuove applicazioni in grado di trarre vantaggio dai principi Web 2.0. BEA ha introdotto una suite di tre nuovi prodotti per portare il Web 2.0 e il social computing nelle aziende. La suite include BEA AquaLogic Pages, BEA AquaLogic Ensemble e BEA AquaLogic Pathways. BEA AquaLogic Pages BEA AquaLogic Pages è un sistema semplice e potente che aiuta gli utenti a creare pagine Web quali wiki, blog, applicazioni Web collaborative e altro ancora. BEA AquaLogic Pages combina le funzionalità collaudate dei portali aziendali e delle tradizionali tecnologie di gestione dei contenuti Web con i concetti più promettenti e interessanti dell'internet di oggi: dai semplici processi di creazione delle pagine e modifica collaborativa di Wikipedia alle mashup data-driven di Yahoo Pipes. In un unico sistema, BEA AquaLogic Pages soddisfa le diverse esigenze dei reparti IT e degli utenti dei vari settori di attività. Al personale IT, BEA AquaLogic Pages offre il controllo della gestione e della governance richiesti dai sistemi aziendali più importanti. Ma il vero vantaggio è dato dalla possibilità di cui dispone il personale IT di responsabilizzare una più vasta schiera di creatori e partecipanti, consentendo agli utenti aziendali di risolvere le proprie sfide direttamente sul Web. Per gli utenti finali, BEA AquaLogic Pages è una rivoluzione, perché consente di creare applicazioni Web con la stessa facilità con cui si crea un nuovo documento Word o si invia un messaggio . Gli utenti aggiungono i dati provenienti dai sistemi aziendali più importanti direttamente nelle applicazioni, con la possibilità di collegare i dati inseriti sulla pagina ad altri componenti, ad esempio una mappa di Google Maps o un feed RSS. Ogni pagina fornisce la possibilità di apportare modifiche semplicissime e il sistema tiene traccia di modifiche, versioni e accesso. Figura 39 Esempio di applicazione per le vendite creata dall'utente finale con BEA AquaLogic Pages 39

43 BEA AquaLogic Ensemble BEA AquaLogic Ensemble è un sistema nuovo e innovativo per la gestione di vari gruppi di risorse Web applicazioni, componenti, widget, funzioni programmabili e per la combinazione di queste risorse in applicazioni Web già esistenti o nuove mashup. BEA AquaLogic Ensemble offre un sistema intelligente che permette di condividere funzioni programmabili e servizi basati su REST con altri sviluppatori e utilizzare queste risorse in varie applicazioni in corso di sviluppo o per migliorare applicazioni Web già esistenti. Per tutti gli sviluppatori, il sistema diventa una libreria di widget, artefatti di interfacce utente o funzioni programmabili di base che possono essere riutilizzati e condivisi da tutte le applicazioni Web, indipendentemente dal linguaggio di sviluppo o dalla piattaforma di esecuzione. In più, BEA AquaLogic Ensemble centralizza una funzionalità applicativa comune sicurezza, controllo e tracciamento delle attività permettendo a tale funzionalità di essere applicata alle applicazioni Web esistenti, senza bisogno di riconfigurare tali applicazioni o scrivere altro codice. In questa capacità, si trova un importante sistema che gli addetti IT possono utilizzare per offrire utilissimi servizi di distribuzione alle applicazioni progettate senza di loro o alle nuove applicazioni, con un costo nettamente inferiore a quello dei metodi tradizionali. Figura 40 Interfaccia amministrativa di BEA AquaLogic Ensemble BEA AquaLogic Pathways BEA AquaLogic Pathways è un innovativo sistema di ricerca collaborativa delle informazioni e delle competenze, che consente la gestione sia personale sia collaborativa dei contenuti aziendali. BEA AquaLogic Pathways può essere utilizzato per trovare e classificare le informazioni contenute in un qualsiasi repository aziendale da Documentum a Microsoft Exchange, da SharePoint a Lotus Notes e ai file system di Windows. BEA AquaLogic Pathways aiuta gli utenti a trovare informazioni e competenze basandosi sul modo in cui le informazioni vengono effettivamente utilizzate. In poche parole, il sistema combina ricerca, tagging dei contenuti, bookmarking e analisi delle attività per offrire un modo migliore di trovare informazioni e persone. In un unico sistema, BEA AquaLogic Pathways soddisfa le diverse esigenze dei reparti IT e degli utenti che lavorano con le informazioni. 40

44 Al personale IT, BEA AquaLogic Pathways offre funzioni di ricerca davvero efficaci e una piattaforma per creare applicazioni di ricerca nuove e innovative dal database di ricerca al sistema di individuazione degli esperti. BEA AquaLogic Pathways crea la sua raccolta analizzando i sistemi di contenuti aziendali esistenti SharePoint, Documentum, OpenText LiveLink, Lotus Notes, e altri ancora consentendo al personale IT di ottenere il massimo dalle informazioni già disponibili. Agli utenti aziendali, BEA AquaLogic Pathways fornisce risultati delle ricerche più accurati, puntando direttamente al contenuto e alle persone di maggior peso e rilevanza. BEA AquaLogic Pathways consente agli utenti di assegnare tag sia al contenuto che alle persone, descrivendo così i vari elementi al sistema secondo un metodo personalmente significativo. BEA AquaLogic Pathways crea viste di raccolte di contenuti, fornendo agli utenti sia una vista personalizzata basata sulle loro tag, sia viste personalizzabili basate sulle tag assegnate da altri. BEA AquaLogic Pathways si basa su un nuovo, rivoluzionario motore di classificazione, chiamato ActivityRank, che utilizza la rilevanza delle connessioni esplicite e implicite tra le informazioni e le persone che le utilizzano. Figura 41 Interfaccia di ricerca di BEA AquaLogic Pathways 41

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