IL CONTESTO E LE CARATTERISTICHE GENERALI DELLA LIBERA PROFESSIONE Carlo Orlandi

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "IL CONTESTO E LE CARATTERISTICHE GENERALI DELLA LIBERA PROFESSIONE Carlo Orlandi"

Transcript

1 Capitolo 1 IL CONTESTO E LE CARATTERISTICHE GENERALI DELLA LIBERA PROFESSIONE Carlo Orlandi L infermiere libero professionista nel nostro paese ha una storia che si può far iniziare nei primi anni ottanta, quando i collegi IPASVI cominciarono ad occuparsi degli aspetti normativi, fiscali e contributivi che consentivano all infermiere di poter esercitare la libera professione in un ambito dai confini ancora sfumati e a volte contraddittori. Da quegli anni ad oggi il quadro lavorativo e normativo per tutti gli infermieri italiani, non solo per i liberi professionisti, è cambiato radicalmente: le due novità più importanti sono l abolizione del mansionario e l approdo alla formazione universitaria. L infermieristica italiana è in evoluzione costante e il libero professionista, che per sua stessa natura lavora da solo o con pochi colleghi, senza una struttura alle spalle che possa tutelarlo e guidarlo, ha bisogno di avere dei punti di riferimento ben definiti, che possano dirigerlo nell esercizio del suo mandato professionale. Obiettivo di questo capitolo è quello di chiarire i processi che hanno generato l attuale contesto socioeconomico e di considerare le norme più importanti che hanno segnato l ambito professionale degli infermieri del nostro paese. La libera professione oggi I liberi professionisti italiani sono notevolmente aumentati di numero negli ultimi anni: oggi sono circa 9200 e lavorano in molti campi (vedi capitolo 3). Le ragioni di questo aumento sono molteplici e proveremo ad elencarne alcune. L infermiere libero professionista è diventato una necessità insostituibile nell attuale contesto socioeconomico. La sanità italiana risente della contrazione economica mondiale e deve fare i conti con disponibilità finanziarie minori rispetto al passato. Di conseguenza sta cominciando a subire tagli consistenti nei finanziamenti. I due effetti più immediati per le aziende sanitarie sono la riduzione dell offerta dei servizi da una parte e dall altra la riduzione delle spese, con quella del personale fra le prime. Per quanto riguarda il primo punto, la riduzione dell offerta dei servizi, si sta assistendo alla diminuzione progressiva delle attività non destinate ai pazienti acuti e all esternalizzazione (o outsourcing, termini che significano l acquisto di prestazioni fornite da erogatori esterni) di servizi gestiti prima all interno degli ospedali, come l assistenza domiciliare. Di conseguenza, la domanda di assistenza infermieristica espressa dal territorio, dalle case di riposo e dalle strutture di lungodegenza è in rapido aumento: questa domanda è sempre più soddisfatta da erogatori privati che ricorrono soprattutto al lavoro di infermieri liberi professionisti; è proprio in questi ambiti, inoltre, che esiste una tradizione consolidata di ricorso al lavoro infermieristico non in regime di dipendenza. Per il secondo punto, quello della riduzione delle spese di personale, si può affermare che anche per le aziende sanitarie è ormai diventato abituale ricorrere a professionisti non dipendenti, che si possono impiegare secondo le necessità; in questo modo è possibile mettere in atto la flessibilità organizzativa che un azienda sanitaria deve possedere per la sua stessa sopravvivenza: la sua dotazione di personale in organico dev essere la più efficiente possibile. Nelle grandi aziende ospedaliere pubbliche non è infrequente assistere al blocco delle assunzioni; non possono più essere tollerati sprechi e tutto il personale dev essere in grado di coprire più posizioni organizzative. Per questi motivi il ricorso a infermieri in regime libero professionale è quasi una necessità obbligata anche per le aziende ospedaliere: il libero professionista può essere 1

2 chiamato solo nei momenti di bisogno e inoltre alcuni servizi possono essere appaltati all esterno, con costi gestionali sensibilmente inferiori per l azienda; si moltiplicano quindi le opportunità per gli infermieri che possono ottenere, per esempio, appalti di servizi pubblici che possono soddisfare sia in forma singola sia in forma associata (vedi il capitolo 4). Proprio per l importanza che sta via via assumendo la libera professione, si sono elaborati strumenti normativi sempre più specifici (la pubblicità sanitaria, la cassa di previdenza ecc. - vedi i capitoli 5 e 6). Gli obiettivi di queste norme sono quelli di disciplinare un settore in rapida espansione e di tutelare e garantire il lavoro libero-professionale. Affronteremo ora quattro aspetti fondamentali: il ruolo sociale dell infermiere libero professionista, la responsabilità del proprio operato; le modalità operative specifiche; le più importanti indicazioni normative. 1.1 Il ruolo sociale dell infermiere libero professionista Forse l infermiere non ha ancora un immagine professionale che non sia quella ospedaliera, però in alcuni settori (pensiamo all assistenza domiciliare) si può affermare che l infermiere che lavora per conto suo comincia a godere di una certa considerazione. Nella popolazione si sta diffondendo l idea che per alcune attività l infermiere è indispensabile: nessuno penserebbe di affidare a persone non qualificate la manutenzione a domicilio di un dispositivo d infusione continua o le medicazioni di lesioni da decubito effettuate sempre a domicilio. Siamo però ancora lontani da una vera considerazione sociale dell infermiere libero professionista. Per una serie di motivi, fra i quali i più importanti potrebbero essere individuati nella carenza di momenti formativi (che potrebbero incominciare dalla formazione di base e proseguire anche nella formazione specialistica) e nella difficoltà di concordare il proprio operato con la normativa fiscale e previdenziale in costante e radicale mutamento, l infermiere libero professionista è ancora lontano dall aver raggiunto un identità e una coscienza consolidate: mancano ancora capacità di gestione autonoma del proprio lavoro, capacità imprenditoriali e capacità decisionali tali da portare gli infermieri ai livelli più alti nella gestione dei soggetti che erogano servizi alla persona. Esistono sicuramente degli infermieri che possiedono già adesso queste capacità, ma la grande maggioranza degli infermieri liberi professionisti ha bisogno ancora di un supporto per sviluppare le proprie doti professionali. D altra parte è necessario tenere conto che l utenza con la quale i liberi professionisti si trovano ad operare è sempre più informata e consapevole dei propri diritti; la diffusione delle conoscenze sanitarie tra la popolazione di ogni livello sociale e culturale è sempre maggiore. Se a ciò aggiungiamo che fra gli utenti dei servizi sanitari è sempre più diffusa la consapevolezza di essere delle persone che pagano un certo servizio (direttamente o meno), ci si rende conto che possono mutare i rapporti di forza che l infermiere è tradizionalmente abituato a gestire in ospedale. In un rapporto libero-professionale, è chiarissimo che è il cliente che ha chiesto un dato servizio ed è lui che lo paga (direttamente o no): il suo parere ha molto più peso, rispetto a quello di un paziente ospedaliero, nella decisione sui tempi e sulle modalità di erogazione di quel servizio. Questo tipo di interlocutore (informato, cosciente, capace di scegliere) ha inevitabilmente delle aspettative nei confronti di tutti gli operatori con i quali ha rapporti. L infermiere libero professionista non può quindi pensare di erogare un servizio che non corrisponda ai più alti livelli qualitativi. 2

3 Per dare la miglior immagine di sé è fondamentale aver un buon modello di riferimento: l aver avuto dei buoni maestri, l aver compreso i loro insegnamenti, il conoscere il pensiero dei teorici dell assistenza infermieristica e l avere elaborato un proprio modello di comportamento, che possa guidare le molteplici scelte da compiere, daranno la cornice nella quale porre la propria immagine. A questo proposito, si può pensare di analizzare le caratteristiche specifiche del lavoro in regime di libera professione per cercare di trasmetterle nelle sedi formative che si riterranno più adatte. Gli insegnamenti potrebbero trovare una collocazione nel corso di laurea di base o in corsi specifici di formazione alla libera professione, da programmare dopo il conseguimento della laurea di base. 1.2 La responsabilità del proprio operato L infermiere libero professionista in genere assiste una persona per volta, quindi è l unica figura sanitaria presente in quel momento: questo incontro finisce inevitabilmente per rappresentare per il cliente l occasione per risolvere tutti i problemi che lo assillano (della natura più varia, da quelli fisici a quelli sociali, passando per quelli psicologici). L infermiere che voglia impegnarsi nel migliore dei modi in un rapporto libero-professionale deve mettere in atto un assistenza personalizzata, proprio perché è lo stesso tipo di rapporto che lo richiede: le variabili in gioco sono talmente tante (le caratteristiche del luogo di lavoro o di abitazione del cliente, il tipo di rapporto lavorativo instaurato, il tipo di patologia predominante, le caratteristiche del personale di supporto, il tipo di professionista da coinvolgere in un rapporto di collaborazione ecc.) che ogni situazione fa storia a sé. Il punto più attraente per gli infermieri ospedalieri che decidono di intraprendere la libera professione è la libertà d azione concessa da un rapporto lavorativo con pochissimi interlocutori che, nella maggior parte dei casi, sono solo tre: il cliente, l infermiere e il medico. La sensazione prevalente negli infermieri liberi professionisti è quella di mettere alla prova le proprie capacità, più di quanto si possa fare in ospedale: in un gruppo così ampio ed eterogeneo come quello degli infermieri di un unità operativa le capacità del singolo possono risultare sicuramente più difficili da riconoscere da parte dei dirigenti del gruppo stesso. L infermiere libero professionista, anche se si troverà per forza a lavorare con altri professionisti, con medici, con psicologi, con terapisti della riabilitazione, con altri colleghi, proprio per le caratteristiche del rapporto di lavoro non dipendente sarà sempre tenuto a rispondere di persona del proprio operato di volta in volta al cliente, ai colleghi, al medico, ecc. Il libero professionista è, per forza di cose, una persona che deve assumersi la responsabilità di quello che fa. Per assunzione di responsabilità si intende: essere chiamati a rispondere a un autorità; mantenere un comportamento congruo e corretto nella risposta ai bisogni dell assistito, nel rispetto dei principi scientifici dell attività, dei valori etici e delle norme di riferimento (penali, civili, amministrative). In ospedale la responsabilità degli atti compiuti dagli infermieri è diluita fra molte persone ed individuare il responsabile di un singolo atto è sempre molto difficile. In un rapporto libero-professionale non si può sfuggire invece all imputazione diretta della responsabilità per ogni atto compiuto. Qui è molto importante considerare anche le implicazioni derivanti dall applicazione della legge 42/99 (abrogazione del mansionario, vedi l appendice legislativa): l infermiere libero professionista dev essere ben conscio della propria sfera di responsabilità e degli ambiti propri dell esercizio professionale. È evidente che con l abrogazione del mansionario il campo delle attività dell infermiere, e quindi delle responsabilità di queste attività, è diventato certamente più ampio, meno delimitato e, di conseguenza, più problematico. Di fronte a una nuova pratica o a un nuovo compito (nuovi per quell infermiere) un infermiere responsabile dovrebbe chiedersi: 3

4 per la mia formazione, quello che mi si chiede di fare mi è stato insegnato? per la mia competenza e la mia esperienza, sono preparato per farlo? Ho bisogno ancora di addestramento? C è qualcuno che lo sa fare meglio di me e dal quale posso imparare? Se lo so fare, sono in completa sicurezza nel caso di imprevisti? per quanto riguarda le competenze di altre professioni, quello che devo fare non è di competenza di nessun altro? Se lo faccio cosa migliora nel mio rapporto con l utente? La mia attività migliora il mio piano assistenziale per quell utente?. È utile ricordare a questo proposito, in caso che le risposte a queste domande non siano certe, che l infermiere è tenuto, secondo l articolo 3.3 del Codice Deontologico dell infermiere (Testo approvato dal Comitato Centrale della Federazione Nazionale dei collegi IPASVI, febbraio 1999, vedi allegato), a riconoscere i limiti delle proprie conoscenze e competenze; dev essere poi in grado di declinare le responsabilità se ritiene di non poter agire in sicurezza. Ha il diritto e il dovere di chiedere formazione e supervisione per pratiche nuove o per le quali non ha esperienza. Anche i rischi legati alla responsabilità civile sono senz altro maggiori in regime liberoprofessionale che in regime di dipendenza (vedi il capitolo 2). I rischi di un attività liberoprofessionale in campo sanitario sono molteplici, ingigantiti dal fatto di non poter contare sul continuo controllo e sull aiuto dei colleghi e degli altri professionisti e sull abbondanza di materiali e di presidi tipici dell ambito ospedaliero. Inevitabilmente si compiranno degli errori, soprattutto all inizio dell attività. È indispensabile che i liberi professionisti ricorrano con facilità e consuetudine agli organismi di tutela specifici: i Collegi IPASVI offrono sempre la possibilità di affidare i propri iscritti a legali di fiducia (vedi il capitolo 6); è allo studio inoltre la possibilità di offrire anche una tutela legale vera e propria e si è concluso l iter per la stipulazione di una polizza assicurativa nazionale sui rischi legati alla responsabilità civile (vedi il capitolo 2). Per questi motivi la libera professione è per persone che sono pienamente coscienti del proprio ruolo e che non temono di assumersi tutte le responsabilità che da esso derivano. La capacità di assumersi delle responsabilità si gioca nel caso di scelte difficili, che impegnano l esperienza, le convinzioni e i valori: un esempio potrebbe essere scegliere assieme al medico e allo psicologo se continuare o no a praticare una medicazione dolorosa di una ferita in un malato terminale. Quanto più la propria attività sarà pensata, quanto più sarà fondata su una prassi consolidata, quanto più sarà il frutto di una discussione, tanto minori saranno i rischi che si correranno nella sua applicazione. Ottenere questo risultato è possibile se gli infermieri che si cimentano nella libera professione si abituano a sottoporre costantemente la propria attività al giudizio dei colleghi, che possono essere anche i soci della cooperativa o dello studio per il quale si lavora. È indispensabile abituarsi ad affrontare e risolvere insieme ad altri i problemi assistenziali e quelli organizzativi, come fanno comunemente gli altri professionisti. Infine, potranno e dovranno essere elaborati degli indicatori di qualità del proprio operato, ai quali aggiungere anche indicatori di efficacia, di efficienza o di gradimento da parte dell utenza (facilmente derivabili da quelli in uso in ambito ospedaliero), che serviranno a valutare nel modo più obiettivo la propria attività, ricordando che il giudice inappellabile rimarrà sempre il cliente. 1.3 Le modalità operative specifiche Le modalità operative della libera professione si differenziano in una certa misura da quelle in uso nell ambiente ospedaliero, principalmente perché devono rispondere ad esigenze assistenziali di 4

5 natura diversa. Qui di seguito vedremo nel dettaglio quali sono le caratteristiche specifiche che devono possedere strumenti ormai ben noti, ma ancora lontani da una piena applicazione e da un unanime condivisione da parte di tutto l ambiente infermieristico. Lo sviluppo e l applicazione di nuove modalità operative, seppure provenienti sempre dallo stesso alveo culturale, può essere l occasione per un passo avanti di tutto il mondo infermieristico. Gli ambiti sui quali è necessario riflettere potrebbero essere: a) assistenza per mansioni /assistenza personalizzata : come è facilmente intuibile, il libero professionista non può lavorare per mansioni, affidando parti dell incarico assistenziale a varie persone, anche perché si trova spesso ad assistere da solo (ci si riferisce qui in modo particolare all assistenza domiciliare). Questa limitazione fisica al lavoro per mansioni deve essere considerata tuttavia come l opportunità per mettere in atto finalmente la tanto auspicata assistenza personalizzata. Il libero professionista, infatti, si trova a dover assistere di solito una persona per volta e quest ultima, inevitabilmente, finisce per riversare su di lui tutte le paure, i dubbi e le domande su questo o quell argomento, come si diceva già all inizio. Spesso sul problema assistenziale principale, quello che ha provocato la richiesta di assistenza (una medicazione importante, un dolore neoplastico da monitorare, un precario compenso emodinamico) s innestano una serie di altri problemi (la difficoltà ad eliminare, la depressione, i problemi familiari) che devono essere risolti in ogni caso. Il libero professionista deve avere quindi la capacità di considerare tutti i problemi del suo cliente come egualmente importanti, mettendo in atto quindi la ormai datata, ma sempre valida, teoria olistica. Per far questo, deve mettere in gioco tutta la propria esperienza e tutte le proprie qualità; deve essere un buon comunicatore, con grandi doti di umanità, deve possedere un buon bagaglio tecnico e una grande flessibilità mentale (vedi anche più avanti), deve infine saper collaborare con professionisti diversi e saper coordinare operatori con competenze diverse: OSS, OTA, ASA ecc., che cominciano a comparire sempre più spesso negli stessi ambiti lavorativi dell infermiere. È assolutamente necessario che l infermiere conosca le diverse competenze lavorative di queste figure (vedi l appendice legislativa), in modo che possa integrarle al meglio nell erogazione di un piano assistenziale efficace e coordinato. Non è inopportuno poi ricordare che la responsabilità dell intero processo assistenziale è sempre dell infermiere; se l infermiere decide di assegnare parti dell assistenza di un determinato utente a una figura di supporto, rimane in ogni caso il responsabile ultimo dell assistenza a quell utente. b) registrazione delle attività: non si può mettere in atto un assistenza personalizzata se non si dispone di buoni strumenti di registrazione delle attività. Una buona scheda infermieristica, studiata ad hoc, è indispensabile. Un infermiere che debba seguire contemporaneamente una decina di clienti e che voglia cercare di rispondere ai loro problemi in modo professionale e personalizzato deve scrivere tutto quello che vede, che discute, che fa. Se poi è necessario che sullo stesso cliente intervengano più professionisti, è obbligatorio che tutti seguano un piano di assistenza concordato e scritto (vedi anche il paragrafo seguente). La documentazione dell assistenza erogata diventa infine un obbligo nei confronti del cliente che paga per un certo servizio e che quindi ha il diritto di sapere per cosa paga: il professionista ha il dovere di documentare la propria attività e di esibirla al cliente se richiesto. (vedi il capitolo 5). c) pianificazione dell assistenza: il fatto di essere responsabili di una grossa parte dei problemi assistenziali di un cliente, il non dover condividere questa responsabilità con nessuno o con pochi colleghi, l ampia discrezionalità nella presa di decisioni che coinvolgono anche altri professionisti, tutti questi fattori rendono indispensabile lo sviluppo di capacità di pianificazione e di organizzazione del lavoro. Come già visto in precedenza, la libera professione non può essere esercitata senza un approccio personalizzato ai problemi del cliente: per dare delle scadenze a 5

6 quanto si sta facendo, per dare degli obiettivi al proprio operato, per valutare ciò che si fa, non si può fare a meno della pianificazione. Inoltre, per il fatto già citato che i nostri interlocutori sono sempre più informati e consapevoli delle proprie necessità e limiti, diventa necessario riuscire a coinvolgere nella pianificazione anche il cliente, decidendo con lui tempi, modalità operative e obiettivi d) assistenza di routine /assistenza per problemi: proprio perché l assistenza è personalizzata, è per definizione imprevedibile. Non è pensabile quindi programmare rigidamente la durata delle visite o riuscire a seguire scrupolosamente dei protocolli standardizzati. Molto spesso, anzi, i clienti avranno bisogno di poter contare sul professionista anche al di fuori dell orario prestabilito, chiamandolo magari a casa di notte o nei giorni festivi. È necessario prevedere eventualità di questo tipo e concordarne le modalità con il cliente, per evitare spiacevoli sorprese. Tutto ciò non vuol dire che l assistenza non sia pianificabile, si vuole far riflettere sul fatto che, per esempio, una bella mattina il nostro cliente può non aver voglia di uscire dal letto o può non aver voglia di assumere un determinato farmaco, semplicemente perché non ha dormito bene perché nella strada sotto casa c è stato un incidente, e noi saremo magari costretti ad accettare queste decisioni. Questo esempio banale c insegna che, al contrario dell ospedale dove le situazioni assistenziali sono comunemente sotto controllo e facilmente prevedibili, al di fuori dell ambiente ospedaliero può succedere di tutto. Non è pensabile quindi risolvere tutti i problemi secondo modalità prestabilite, ma ognuno di essi richiede una soluzione appropriata, secondo la logica dell approccio per problemi. Un buon professionista deve essere in grado di erogare il servizio richiesto in tutte le situazioni, adattandosi all ambiente sfavorevole. L attività libero-professionale non può quindi essere standardizzata secondo i criteri dell attività ospedaliera: un catetere vescicale può essere posizionato in dieci minuti in ospedale e in un ora al domicilio. Le caratteristiche ambientali sono completamente diverse e l approccio personalizzato alla risoluzione dei problemi richiede una grande elasticità mentale. e) tecniche assistenziali: come si diceva poco sopra, l assistenza al di fuori dell ambiente ospedaliero pone spesso di fronte a problemi di difficile soluzione: la mancanza o la scarsità di tutti i dispositivi ospedalieri (si pensi ai costi del materiale monouso, per esempio), la necessità di dover sterilizzare in casa, l esigenza di dover creare degli ausili (dalla classica piantana per fleboclisi fatta con l attaccapanni alle posate con manico speciale per i problemi della prensione), pone spesso di fronte all esigenza di inventare tecniche nuove per eseguire determinate manovre conservando l asepsi e la sicurezza del cliente. Il dover contare solo sui propri mezzi richiede che l infermiere sia già molto esperto delle tecniche tradizionali e dei principi scientifici che le sottendono, in modo da garantire questi ultimi anche con mutamenti radicali nella tecnica di esecuzione di una determinata manovra. Il fatto di dover poi operare nel luogo di abitazione o di lavoro del cliente richiede spesso che il professionista sia in grado di lavorare osservato da terzi (qualora questa eventualità non leda l intimità e il desiderio del cliente, ovviamente): pensiamo, per esempio, a quanto possa essere difficile allontanare una moglie durante l esecuzione di una medicazione al proprio marito (e viceversa), anche perché diventa spesso indispensabile coinvolgere i familiari nel programma di assistenza. La necessità di saper lavorare osservati richiede una grande sicurezza nei propri mezzi e nelle proprie conoscenze e una grande tranquillità di esecuzione, in modo da poter trasmettere al cliente e ai suoi familiari il senso di fiducia indispensabile alla prosecuzione del rapporto. g) rapporti con altri professionisti: con la libera professione l infermiere acquista la dignità e la capacità di poter gestire autonomamente un rapporto con la propria clientela. È intuitivo che questo rappresenta l occasione per collaborare con gli altri professionisti, i medici in particolare, ma anche gli psicologi, i terapisti della riabilitazione ecc., su un piano di parità: riuscire ad erogare un servizio di qualità elevata, che comporti l intervento integrato di molti professionisti, richiede 6

7 necessariamente che si concordino insieme obiettivi e modalità operative. È il momento quindi di dimostrare sul campo le capacità di analizzatori e di risolutori dei problemi assistenziali. 1.4 le più importanti indicazioni normative Gli ultimi anni rappresentano una vera svolta epocale per l ambiente infermieristico italiano: a partire dal 1994, l anno dell emanazione del profilo dell infermiere, fino al 2002, l anno della legge sull emergenza, si sono susseguiti provvedimenti legislativi che hanno impresso un accelerazione prima impensabile allo sviluppo professionale dell infermiere. Vediamoli in ordine cronologico. Legge 5 febbraio 1992, n. 175, Norme in materia di pubblicità sanitaria e di repressione dell esercizio abusivo delle professioni sanitarie. Si tratta della legge fondamentale che disciplina tutte le forme di pubblicità sanitaria, e quindi anche quella che possono mettere in atto gli infermieri che vogliano esercitare la libera professione in forma singola o in forma associata. Questa legge regola le modalità di affissione di una targa sull edificio nel quale si svolge un attività professionale, le inserzioni nell elenco telefonico, la realizzazione di biglietti da visita e di carta intestata ecc. (vedi il capitolo 5). DM 14 settembre 1994, n. 739, Regolamento concernente l individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell infermiere. Con il profilo l infermiere non è più una professione sanitaria ausiliaria ma assurge al rango di professione come molte altre; d altra parte, in questo modo, per il campo delle responsabilità, non c è più una professione che si assume le responsabilità dell infermiere, ma è quest ultimo che è tenuto a rispondere in prima persona del proprio operato. L infermiere non è più un semplice esecutore, ma ha potere decisionale e quindi deve rispondere in toto del proprio operato, non può più pensare di agire per conto di qualcun altro. Legge 26 febbraio 1999, n. 42, Disposizioni in materia di professioni sanitarie (cosiddetta abrogazione del mansionario ) Non c è dubbio che per l infermiere libero professionista la legge 42/99 è il caposaldo che influenza profondamente il proprio operato. Come diceva il Presidente dei Collegi IPASVI nel 1996, è necessario che l infermiere professi ciò che è, lasciando ciò che fa alla strumentalità del risultato atteso 1. Tutto l operato di un infermiere è ora normato dall art. 2 della legge che recita: Il campo proprio di attività e di responsabilità delle professioni sanitarie ( ) è determinato dai decreti ministeriali istitutivi dei relativi profili professionali e dagli ordinamenti didattici dei rispettivi corsi di diploma universitario e di formazione post-base, nonché dagli specifici codici deontologici ( ). In altri termini, tutto quello che può fare o no un infermiere non si trova più in un elenco dettagliato di mansioni ma si ricava da tre fonti positive che sono: il profilo dell infermiere (DM 14 settembre 1994, n. 739, Regolamento concernente l individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell infermiere ), il contenuto degli ordinamenti didattici (DI 2 aprile 2001, Determinazione delle classi delle lauree universitarie delle professioni sanitarie e Determinazione delle classi delle lauree specialistiche delle professioni sanitarie ) e il codice deontologico (Testo approvato dal C.C. della Federazione Nazionale dei collegi IPASVI, febbraio 1999). A queste tre fonti positive si affianca poi un limite o una connotazione negativa, sempre individuata dalla legge nella frase che segue subito dopo l elencazione delle tre fonti positive, che recita fatte salve le competenze previste per le professioni mediche e per le altre professioni del ruolo sanitario ; con questa affermazione la legge fissa il limite che non può essere sorpassato 1 Carli E., Mansionario: è tempo di cambiare..., in Foglio Notizie, 4, 96. 7

8 dall infermiere, ovvero il campo di attività degli altri professionisti della salute. (per i testi vedi l appendice legislativa) La legge, salutata con grande entusiasmo in tutto l ambito professionale, apre tuttavia un grande varco nell ambito della sicurezza e della tranquillità dell esercizio: avere un mansionario nell ambito del quale muoversi da una parte limitava molto l ambito di attività, dall altra però dava molta sicurezza; nei confronti di un medico che chiede all infermiere di eseguire un prelievo arterioso o di riportare in cartella clinica un osservazione fatta insieme l infermiere senza mansionario non sa, in prima battuta, cosa rispondere. Deve fare appello a tutta la sua coscienza professionale e pensare se quello che sta per fare può o no rientrare nell ambito delle conoscenze dell infermiere e se può o no arricchire il suo rapporto assistenziale con il suo cliente: paradossalmente ogni infermiere, dopo la legge 42, è chiamato da solo a decidere se quello che fa è di sua competenza o meno. In realtà la pratica quotidiana e i Collegi IPASVI hanno ormai definito un quadro abbastanza certo di quello che compete o no all infermiere: le difficoltà sorgono per i nuovi campi di attività (le terapie complementari, per esempio) e per l assistenza domiciliare, che ha sempre rappresentato uno dei punti più controversi. La legge 42/99 apre il campo, di fatto, all attività extraospedaliera: prima l esercizio professionale dell infermiere era limitato all ambito ospedaliero o comunque sanitario (basti pensare alle limitazioni all attività domiciliare dell infermiere poste con la richiesta della presenza obbligatoria del medico per le iniezioni endovenose o la terapia infusionale). La responsabilità del proprio operato è in ogni caso sempre dell infermiere, sia in campo sanitarioospedaliero sia in ambito extraospedaliero. Richiamando il profilo, con la legge 42/99 l infermiere diventa responsabile di tutto il processo assistenziale: dalla raccolta dei dati all identificazione dei bisogni, alla pianificazione, alla gestione e alla valutazione finale. Proprio per questa sua responsabilità è praticamente obbligatorio che l infermiere documenti la propria attività (vedi il capitolo 5); per gli effetti qualitativi, professionali, deontologici e legali l infermiere deve sempre registrare tutto quello che fa. Per dare ulteriori confini a questo ambito che può sembrare possedere dei limiti piuttosto vaghi, bisogna menzionare anche tutta la produzione scientifica degli infermieri, che potrà non essere ampia e sufficientemente diffusa, ma che comunque annovera linee guida, protocolli e procedure ormai consolidati; quanto contenuto all interno di queste fonti costituisce un punto di riferimento insostituibile per chi avesse dubbi su sfere di attività e competenze. Possono costituire altrettanti punti di riferimento anche i Collegi IPASVI e le associazioni scientifiche, che svolgono istituzionalmente compiti di regolamentazione e di sviluppo culturale: in caso di dubbi sulle competenze infermieristiche devono esprimere pareri approfonditi e motivati. Codice deontologico Testo approvato dal C.C. della Federazione Nazionale dei collegi IPASVI, febbraio Il punto di maggior interesse per il libero professionista è il già citato articolo 3.3 (vedi testo nell allegato): L infermiere dev essere in grado di riconoscere i limiti delle proprie conoscenze e competenze; dev essere poi in grado di declinare le responsabilità se ritiene di non poter agire in sicurezza. Ha il diritto e il dovere di chiedere formazione e supervisione per pratiche nuove o per le quali non ha esperienza. Questo punto richiama, infatti, le competenze dell infermiere alla luce del superamento del mansionario. Legge 10 agosto 2000, n. 251, Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione, nonché della professione ostetrica (cosiddetta legge della dirigenza ). 8

9 Al libero professionista la legge che istituisce la dirigenza infermieristica nelle aziende sanitarie interessa per questi argomenti: pone l accento sulla centralità dell utente, che dev essere la linea guida di tutte le attività assistenziali pianificate ed erogate; dà completa autonomia all infermiere per la gestione dei processi di lavoro; dà completamento alla formazione universitaria; dà riconoscimento ufficiale allo sviluppo di carriera dell infermiere, che vede l opportunità di un ulteriore grado gerarchico al di sopra del caposala. DI 2 aprile 2001, Determinazione delle classi delle lauree universitarie delle professioni sanitarie e Determinazione delle classi delle lauree specialistiche delle professioni sanitarie. È il corpo sistematico delle conoscenze teoriche e pratiche che consentono di insegnare all infermiere ad erogare le prestazioni proprie del profilo, una volta valutata e classificata la situazione dell utente. Inoltre con questo decreto la formazione dell infermiere è definitivamente inserita nell ambito sanitario con il titolo di laurea per il corso di base triennale e di laurea specialistica per l ulteriore completamento biennale post base. Legge 8 gennaio 2002, n. 1, Conversione in legge, con modificazioni, del Dl 12 novembre 2001, n. 402, recante disposizioni urgenti in materia di personale sanitario (cosiddetta legge sull emergenza infermieristica ). La legge risponde in modo urgente, come dice il suo titolo, alla situazione lavorativa degli infermieri dettando delle norme che offrono possibilità organizzative nuove alle aziende sanitarie, consentendo loro, per esempio, di stipulare contratti a tempo determinato, aumentando la flessibilità organizzativa. Si dà poi la possibilità di erogare prestazioni aggiuntive, in regime libero professionale, all interno di rapporti di dipendenza: anche questo provvedimento offre la possibilità di aumentare la flessibilità organizzativa. Si danno poi alcuni riferimenti alle possibilità formative: è riconosciuto il fatto che la formazione possa contribuire ad aumentare le possibilità di carriera. Conclusioni Come si è già più volte accennato, uscendo dall ambiente ospedaliero per giocare la propria professionalità direttamente a contatto dell ambiente sociale, in tutte le sue articolazioni, l infermiere ha di fronte una grandissima occasione per dimostrare le proprie qualità. L impresa non è certamente facile: guadagnarsi un ruolo sociale richiede anni di fatica e d impegno. L infermiere deve lasciare da parte sicurezze e comodità per avventurarsi in un campo minato da tasse, leggi e regolamenti, nel quale il suo principale interlocutore, il cliente, non è più in balia di un organizzazione, ma al contrario, è adesso a tutti gli effetti il padrone di casa. Per complicare ancora di più il quadro, non è difficile poi prevedere degli ostacoli frapposti da altre professioni, che potrebbero vedere nell infermiere un concorrente temibile: i campi d attività del medico, del terapista della riabilitazione, dello psicologo hanno molti punti di sovrapposizione con quello dell infermiere (pensiamo alle attività di prevenzione, di educazione sanitaria, di riabilitazione) e gli attriti saranno inevitabili. Sarà necessario dimostrare con forza, e difendere, l essenzialità del proprio ruolo: per far questo bisognerà diffondere capillarmente le conoscenze sulla propria specificità e fare in modo di poter mettere in campo un efficace apparato di tutela professionale. La libera professione, proprio per le sue caratteristiche, offre grandi opportunità di esprimere al meglio le proprie doti umane e professionali. La libertà offerta da un rapporto di lavoro con pochissimi interlocutori (spesso solo tre: l infermiere, il cliente e il medico) e la possibilità di scegliere liberamente la tecnica assistenziale, lo strumento operativo o il tipo di rapporto 9

10 comunicativo da utilizzare possono mettere alla prova le capacità di ogni infermiere, ma è altrettanto vero che le stesse capacità possono emergere in modo più netto ed esaltante rispetto al lavoro dipendente in grandi aziende. Solo ricorrendo alle migliori caratteristiche di ognuno di noi e agli strumenti operativi più all avanguardia, che siamo già riusciti a creare, potremo vincere la sfida. Dalla libera professione tutto il mondo infermieristico italiano ha l occasione per un grande sviluppo: per la conquista di un nuovo peso sociale, per lo sviluppo della propria identità, per lo sviluppo di nuovi modelli operativi. 10

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA Premessa La struttura dipartimentale rappresenta il modello ordinario di gestione operativa delle

Dettagli

CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001

CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001 CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001 Repertorio Atti n. 1161 del 22 febbraio 2001 Oggetto: Accordo tra il Ministro della sanità, il Ministro per la solidarietà sociale e le Regioni e Province

Dettagli

ASU San Giovanni Battista Torino S.C. Cardiologia 2

ASU San Giovanni Battista Torino S.C. Cardiologia 2 ASU San Giovanni Battista Torino S.C. Cardiologia 2 Il processo infermieristico espresso con un linguaggio comune: sviluppo delle competenze professionali attraverso la capacità di formulare diagnosi infermieristiche

Dettagli

COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus. Carta. dei Servizi. Famiglie Anziani Infanzia

COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus. Carta. dei Servizi. Famiglie Anziani Infanzia COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus Carta dei Servizi Famiglie Anziani Infanzia Indice di revisione n. 1 del 1/3/2014 3 INDICE CHI SIAMO IDENTITA E VALORI 4 5 COSA FACCIAMO

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna

Dettagli

Capo 1. Art.1 - (Definizione dell istituto dell indennità di posizione della categoria EP)

Capo 1. Art.1 - (Definizione dell istituto dell indennità di posizione della categoria EP) REGOLAMENTO DISCIPLINANTE L APPLICAZIONE DEGLI ARTT.75 CONFERIMENTO E REVOCA DI INCARICHI AL PERSONALE DELLA CATEGORIA EP E 76 RETRIBUZIONE DI POSIZIONE E RETRIBUZIONE DI RISULTATO DEL CCNL 16.10.2008

Dettagli

COS È IL PRONTO SOCCORSO?

COS È IL PRONTO SOCCORSO? AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA INTEGRATA VERONA COS È IL PRONTO SOCCORSO? GUIDA INFORMATIVA PER L UTENTE SEDE OSPEDALIERA BORGO TRENTO INDICE 4 COS È IL PRONTO SOCCORSO? 6 IL TRIAGE 8 CODICI DI URGENZA

Dettagli

Master Universitario Online in Management e Coordinamento delle Professioni Sanitarie

Master Universitario Online in Management e Coordinamento delle Professioni Sanitarie Master Universitario Online in Management e Coordinamento delle Professioni Sanitarie Master Universitario Online di I Livello 60 Crediti Formativi (CFU) 1. Premesse In base al dato riportato dal Sole

Dettagli

IL SETTORE DELL ASSISTENZA E DELL AIUTO DOMICILIARE IN ITALIA

IL SETTORE DELL ASSISTENZA E DELL AIUTO DOMICILIARE IN ITALIA IL SETTORE DELL ASSISTENZA E DELL AIUTO DOMICILIARE IN ITALIA Il settore dell assistenza e dell aiuto domiciliare in Italia L assistenza domiciliare. Che cos è In Italia l assistenza domiciliare (A.D.)

Dettagli

10 parole chiave sul Rapporto di Autovalutazione

10 parole chiave sul Rapporto di Autovalutazione 10 parole chiave sul Rapporto di Autovalutazione LA MAPPA Il RAV non è solo prove Invalsi, ci sono molte altre cose da guardare in una scuola: i processi organizzativi, la didattica, le relazioni, ecc.

Dettagli

Attività di sorveglianza e controllo delle infezioni ospedaliere a livello aziendale: risultati di un indagine conoscitiva.

Attività di sorveglianza e controllo delle infezioni ospedaliere a livello aziendale: risultati di un indagine conoscitiva. Attività di sorveglianza e controllo delle infezioni ospedaliere a livello aziendale: risultati di un indagine conoscitiva. Mario Saia CIO: Normativa Italiana Circolare Ministeriale 52/1985 Lotta contro

Dettagli

CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM

CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM 1. Introduzione 2. Pianificazione dell attività formativa ECM 3. Criteri per l assegnazione dei crediti nelle diverse tipologie di formazione ECM

Dettagli

Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore

Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore Testo aggiornato al 29 novembre 2011 Legge 15 marzo 2010, n. 38 Gazzetta Ufficiale 19 marzo 2010, n. 65 Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore La Camera dei

Dettagli

Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT)

Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) Fondamenti giuridici delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento Numerosi sono i fondamenti normativi e di principio che stanno alla base del diritto

Dettagli

MINISTERO DELLA SALUTE

MINISTERO DELLA SALUTE b) unica prova orale su due materie, il cui svolgimento è subordinato al superamento della prova scritta: una prova su deontologia e ordinamento professionale; una prova su una tra le seguenti materie

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

Legge 22 maggio 1978, n. 194. Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza

Legge 22 maggio 1978, n. 194. Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza Legge 22 maggio 1978, n. 194 Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza (Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Gazzetta Ufficiale del 22 maggio 1978, n. 140)

Dettagli

La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità

La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità Dott. Mag. Nicola Torina Coordinatore infermieristico Unità Terapia Intensiva di Rianimazione Metodologie operative

Dettagli

DECRETO N.173 IL CAPO DELL UFFICIO NAZIONALE

DECRETO N.173 IL CAPO DELL UFFICIO NAZIONALE Prot. n. 21096/II/1 dell 11 giugno 2009 UFFICIO NAZIONALE PER IL SERVIZIO CIVILE DECRETO N.173 IL CAPO DELL UFFICIO NAZIONALE VISTA la Legge 8 luglio 1998, n. 230, recante "Nuove norme in materia di obiezione

Dettagli

RESPONS.In.City - Methodology

RESPONS.In.City - Methodology RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare

Dettagli

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online di I Livello 60 Crediti Formativi (CFU) 1. Premesse Le ragioni della

Dettagli

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere

Dettagli

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post AGENZIA SANITARIA E SOCIALE REGIONALE ACCREDITAMENTO IL RESPONSABILE PIERLUIGI LA PORTA Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post D.Lgs. 229/99 I principi introdotti dal DLgs 502/92 art. 8

Dettagli

ORGANIZZAZIONE DEI RIPOSI E DURATA DEL LAVORO NOTTURNO

ORGANIZZAZIONE DEI RIPOSI E DURATA DEL LAVORO NOTTURNO Scheda esplicativa per la trattativa decentrata maggio 2009 ORGANIZZAZIONE DEI RIPOSI E DURATA DEL LAVORO NOTTURNO a cura di Giuseppe Montante e Carlo Palermo componenti la Delegazione trattante nazionale

Dettagli

CONTRATTO FORMATIVO DI TIROCINIO Studenti II anno A.A. 2013-2014

CONTRATTO FORMATIVO DI TIROCINIO Studenti II anno A.A. 2013-2014 Università Politecnica delle Marche Corso di Laurea in Infermieristica Ancona CONTRATTO FORMATIVO DI TIROCINIO Studenti II anno A.A. 2013-2014 U.O. : BLOCCO OPERATORIO I.N.R.C.A. Studente Guida di Tirocinio:

Dettagli

EMANUELA NANNINI F ORMATO EUROPEO PER IL CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI ESPERIENZA LAVORATIVA

EMANUELA NANNINI F ORMATO EUROPEO PER IL CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI ESPERIENZA LAVORATIVA F ORMATO EUROPEO PER IL CURRICULUM VITAE La sottoscritta Nannini Emanuela nata ad Arezzo il 20.08.1965, consapevole della decadenza dai benefici di cui all art. 75 del DPR 445/2000 e dalle norme penali

Dettagli

LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA. Obiettivi della giornata. Obiettivi del progetto

LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA. Obiettivi della giornata. Obiettivi del progetto LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA Obiettivi della giornata Conoscere i presupposti normativi, professionali e deontologici della documentazione del nursing Conoscere gli strumenti di documentazione infermieristica

Dettagli

Croce Rossa Italiana Sala Operativa Nazionale. Legnano, li 02 dicembre 2014 Protocollo: 11033/2014. Oggetto: Ebola.

Croce Rossa Italiana Sala Operativa Nazionale. Legnano, li 02 dicembre 2014 Protocollo: 11033/2014. Oggetto: Ebola. Legnano, li 02 dicembre 2014 Protocollo: 11033/2014 protocollo elettronico n. CRI/CC/0084024/2014 Oggetto: Ebola. Ai DRAE, loro sedi Ai Presidenti, loro sedi Ai Comitati Regionali, loro sedi All Ispettorato

Dettagli

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Relatore: Prof.ssa Chiara Frassineti, genitore e insegnante Il rapporto tra genitori e ragazzo (studente)

Dettagli

La politica Nestlé per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro

La politica Nestlé per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro La politica Nestlé per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro La sicurezza non è negoziabile Nestlé è convinta che il successo a lungo termine possa essere raggiunto soltanto grazie alle sue persone. Nessun

Dettagli

Agosto 2004. Pagina 1 di 1

Agosto 2004. Pagina 1 di 1 Progetto per la riorganizzazione dell attività di assistenza infermieristica, ostetrica e di supporto nelle Unità Organizzative del Policlinico S. Orsola-Malpighi Gruppo di lavoro P. Taddia L. Angelini

Dettagli

Rapporto sull Assistenza Domiciliare Integrata

Rapporto sull Assistenza Domiciliare Integrata Rapporto sull Assistenza Domiciliare Integrata Indice Premessa 2 Capitolo I: introduzione 1. Il contesto normativo: la legge 328/2000 3 2. La ricognizione 6 Sintesi dei principali risultati Capitolo II:

Dettagli

La migliore assistenza nel Nuovo Ospedale Galliera per linee di attività a intensità di cura

La migliore assistenza nel Nuovo Ospedale Galliera per linee di attività a intensità di cura La migliore assistenza nel Nuovo Ospedale Galliera per linee di attività a intensità di cura INTRODUZIONE L obiettivo è fornire la migliore cura per i pazienti con il coinvolgimento di tutto il personale

Dettagli

Stato giuridico del personale delle Unità sanitarie locali

Stato giuridico del personale delle Unità sanitarie locali Testo aggiornato al 15 dicembre 2005 Decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761 Gazzetta Ufficiale 15 febbraio 1980, n. 45, S. O. Stato giuridico del personale delle Unità sanitarie

Dettagli

TRAINING E RE-TRAINING DEL PAZIENTE E/O CARE-GIVER IN TRATTAMENTO DIALITICO DOMICILIARE

TRAINING E RE-TRAINING DEL PAZIENTE E/O CARE-GIVER IN TRATTAMENTO DIALITICO DOMICILIARE Numero pagine: 1 di 8 PAZIENTE E/O CARE-GIVER IN Rev. Data Redatto Verificato Approvato 1 2013 GIT DP Gruppo Infermieristico Numero pagine: 2 di 8 1.COMPOSIZIONE DEL GRUPPO E METODOLOGIA DI LAVORO Le sottoscritte

Dettagli

Presentazione ai Dirigenti Scolastici

Presentazione ai Dirigenti Scolastici Il Progetto Adolescenza del Lions Quest International Presentazione ai Dirigenti Scolastici La scuola sta vivendo, da alcuni anni, un periodo molto complesso Potersi dotare di strumenti che facilitino

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

Conoscere per non avere paura. Capire che si può fare molto, ma non tutto. Accudire con attenzione e rispetto.

Conoscere per non avere paura. Capire che si può fare molto, ma non tutto. Accudire con attenzione e rispetto. Conoscere per non avere paura. Capire che si può fare molto, ma non tutto. Accudire con attenzione e rispetto. Gentili congiunti, Questa piccola guida è stata creata per voi con l obiettivo di aiutarvi

Dettagli

L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna

L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna A cura dell ABC Sardegna, ediz. rivista in ottobre 2005 L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna La Legge Nazionale 162/98 ha apportato modifiche alla legge quadro sull handicap L.104/1992, concernenti

Dettagli

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI Introduzione Le Societá tra Professionisti, introdotte dalla legge 183/2010, sono una delle novitá

Dettagli

Codice Deontologico degli psicologi italiani

Codice Deontologico degli psicologi italiani Codice Deontologico degli psicologi italiani Testo approvato dal Consiglio Nazionale dell Ordine nell adunanza del 27-28 giugno 1997 Capo I - Principi generali Articolo 1 Le regole del presente Codice

Dettagli

Identikit del drogato da lavoro

Identikit del drogato da lavoro INTERVISTA Identikit del drogato da lavoro Chi sono i cosiddetti workaholic? quanto è diffusa questa patologia? Abbiamo cercato di scoprirlo facendo qualche domanda al dottor Cesare Guerreschi, fondatore

Dettagli

Sistema informativo per il monitoraggio dell assistenza domiciliare

Sistema informativo per il monitoraggio dell assistenza domiciliare GLOSSARIO DEI TRACCIATI SIAD Sistema informativo per il monitoraggio dell assistenza domiciliare Dicembre 2011 Versione 4.0 SIAD Glossario_v.4.0.doc Pag. 1 di 35 Versione 4.0 Indice 1.1 Tracciato 1 Definizione

Dettagli

PROTOCOLLO. Prevenzione, Sorveglianza e Controllo delle Infezioni Correlate all Assistenza: attivazione e funzionamento dei relativi organismi.

PROTOCOLLO. Prevenzione, Sorveglianza e Controllo delle Infezioni Correlate all Assistenza: attivazione e funzionamento dei relativi organismi. Pagina 1 di 14 SOMMARIO Sommario...1 Introduzione...2 1. Scopo...2 2. campo di applicazione...3 3 Riferimenti...3 3.1 Riferimenti esterni...3 3.2 Riferimenti interni...3 4. Abbreviazioni utilizzate...4

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ASSISTENZA NON SANITARIA (ANS) NELLE AREE DI DEGENZA DEI PRESIDI OSPEDALIERI DELL AZIENDA USL DI RAVENNA

REGOLAMENTO PER L ASSISTENZA NON SANITARIA (ANS) NELLE AREE DI DEGENZA DEI PRESIDI OSPEDALIERI DELL AZIENDA USL DI RAVENNA REGOLAMENTO PER L ASSISTENZA NON SANITARIA (ANS) NELLE AREE DI DEGENZA DEI PRESIDI OSPEDALIERI DELL AZIENDA USL DI RAVENNA PREMESSA Il ricovero in ambiente ospedaliero rappresenta per la persona e la sua

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

Rischio impresa. Rischio di revisione

Rischio impresa. Rischio di revisione Guida alla revisione legale PIANIFICAZIONE del LAVORO di REVISIONE LEGALE dei CONTI Formalizzazione delle attività da svolgere nelle carte di lavoro: determinazione del rischio di revisione, calcolo della

Dettagli

La fattoria delle quattro operazioni

La fattoria delle quattro operazioni IMPULSIVITÀ E AUTOCONTROLLO La fattoria delle quattro operazioni Introduzione La formazione dei bambini nella scuola di base si serve di numerosi apprendimenti curricolari che vengono proposti allo scopo

Dettagli

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto LA PROGETTAZIONE 1 LA PROGETTAZIONE Oggi il raggiungimento di un obiettivo passa per la predisposizione di un progetto. Dal mercato al terzo settore passando per lo Stato: aziende, imprese, organizzazioni,

Dettagli

Enrico Fontana. L Health Technology Assessment applicato ai Sistemi informativi. Prefazione di Massimiliano Manzetti. Presentazione di Nicola Rosso

Enrico Fontana. L Health Technology Assessment applicato ai Sistemi informativi. Prefazione di Massimiliano Manzetti. Presentazione di Nicola Rosso A09 Enrico Fontana L Health Technology Assessment applicato ai Sistemi informativi Prefazione di Massimiliano Manzetti Presentazione di Nicola Rosso Copyright MMXV ARACNE editrice int.le S.r.l. www.aracneeditrice.it

Dettagli

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN La nuova impresa nasce da un idea, da un intuizione: la scoperta di una nuova tecnologia, l espansione della

Dettagli

DIRITTI DEI CONSUMATORI

DIRITTI DEI CONSUMATORI DIRITTI DEI CONSUMATORI 1. Quali sono i diritti dei consumatori stabiliti dal Codice del Consumo 2. Qual è la portata della disposizione? 3. Qual è l origine dell elencazione? 4. In che cosa consiste il

Dettagli

di Francesco Verbaro 1

di Francesco Verbaro 1 IL LAVORO PUBBLICO TRA PROCESSI DI RIORGANIZZAZIONE E INNOVAZIONE PARTE II - CAPITOLO 1 I L L A V O R O P U B B L I C O T R A P R O C E S S I D I R I O R G A N I Z Z A Z I O N E E I N N O V A Z I O N E

Dettagli

SPAI di Puclini Carlo

SPAI di Puclini Carlo CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA INDICE 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

FORMAZIONE SUL CAMPO (FSC) E CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ECM ALLE ATTIVITA di FSC

FORMAZIONE SUL CAMPO (FSC) E CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ECM ALLE ATTIVITA di FSC FORMAZIONE SUL CAMPO (FSC) E CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ECM ALLE ATTIVITA di FSC La formazione sul campo (di seguito, FSC) si caratterizza per l utilizzo, nel processo di apprendimento, delle

Dettagli

OPERE RIUNITE BUON PASTORE ISTITUZIONE PUBBLICA DI ASSISTENZA E BENEFICENZA CASTELLO N. 77 VENEZIA Tel. 0415222689-0415222353

OPERE RIUNITE BUON PASTORE ISTITUZIONE PUBBLICA DI ASSISTENZA E BENEFICENZA CASTELLO N. 77 VENEZIA Tel. 0415222689-0415222353 OPERE RIUNITE BUON PASTORE ISTITUZIONE PUBBLICA DI ASSISTENZA E BENEFICENZA CASTELLO N. 77 VENEZIA Tel. 0415222689-0415222353 BANDO DI CONCORSO PUBBLICO PER TITOLI ED ESAMI A N. 5 POSTI A TEMPO PIENO ED

Dettagli

EDUCATRICE ed EDUCATORE PROFESSIONALE

EDUCATRICE ed EDUCATORE PROFESSIONALE EDUCATRICE ed EDUCATORE PROFESSIONALE 1. CARTA D IDENTITÀ...2 2. CHE COSA FA...4 3. DOVE LAVORA...5 4. CONDIZIONI DI LAVORO...6 5. COMPETENZE...7 CHE COSA DEVE ESSERE IN GRADO DI FARE...7 CONOSCENZE...10

Dettagli

all'italia serve una buona scuola,

all'italia serve una buona scuola, all'italia serve una buona scuola, che sviluppi nei ragazzi la curiosità per il mondo e il pensiero critico. Che stimoli la loro creatività e li incoraggi a fare cose con le proprie mani nell era digitale.

Dettagli

AVVISO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE A NORMA DELL ARTICOLO 7 COMMA 6, D.LGS N. 165 DEL 30.03.2001 E SS.MM.II.

AVVISO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE A NORMA DELL ARTICOLO 7 COMMA 6, D.LGS N. 165 DEL 30.03.2001 E SS.MM.II. AVVISO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE A NORMA DELL ARTICOLO 7 COMMA 6, D.LGS N. 165 DEL 30.03.2001 E SS.MM.II. In esecuzione della deliberazione del Direttore generale n. 765 del 30.04.2013,

Dettagli

INCONTR-AIOSS 2015 COMPETENZE E ETICA BEST PRACTICE VS. 15-17 Ottobre 2015 AIOSS. Hotel Serena Majestic Montesilvano Lido (PE)

INCONTR-AIOSS 2015 COMPETENZE E ETICA BEST PRACTICE VS. 15-17 Ottobre 2015 AIOSS. Hotel Serena Majestic Montesilvano Lido (PE) Brochure Montesilvano 2015 30/07/15 12: Pagina 1 Associazione Italiana Operatori Sanitari di Stomaterapia INCONTR- 2015 Certificazione EN ISO 9001:2008 IQ-0905-12 per formazione ed aggiornamento COMPETENZE

Dettagli

Questionario per operatori/professionisti che lavorano con le famiglie di minori con disabilità

Questionario per operatori/professionisti che lavorano con le famiglie di minori con disabilità Introduzione AIAS Bologna onlus, in collaborazione con altre organizzazioni europee, sta realizzando un progetto che intende favorire lo sviluppo di un ambiente positivo nelle famiglie dei bambini con

Dettagli

Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale

Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale Art. 1 Personale avente diritto I rapporti di lavoro a tempo parziale possono essere attivati nei confronti dei dipendenti comunali a tempo

Dettagli

Il Comitato dei Ministri, ai sensi dell'articolo 15.b dello Statuto del Consiglio d'europa,

Il Comitato dei Ministri, ai sensi dell'articolo 15.b dello Statuto del Consiglio d'europa, CONSIGLIO D EUROPA Raccomandazione CM/REC(2014) 3 del Comitato dei Ministri agli Stati Membri relativa ai delinquenti pericolosi (adottata dal Comitato dei Ministri il 19 febbraio 2014 nel corso della

Dettagli

Rete Oncologica Piemonte Valle d Aosta

Rete Oncologica Piemonte Valle d Aosta Rete Oncologica Piemonte Valle d Aosta Il CAS (Centro Assistenza Servizi): Aspetti organizzativi e criticità Dott. Vittorio Fusco ASO Alessandria La Rete Oncologica: obiettivi Rispondere all incremento

Dettagli

IL TUO CORPO NON E STUPIDO! Nonostante se ne parli ancora oggi, il concetto di postura corretta e dello stare dritti è ormai superato.!!

IL TUO CORPO NON E STUPIDO! Nonostante se ne parli ancora oggi, il concetto di postura corretta e dello stare dritti è ormai superato.!! IL TUO CORPO NON E STUPIDO Avrai sicuramente sentito parlare di postura corretta e magari spesso ti sei sentito dire di stare più dritto con la schiena o di non tenere le spalle chiuse. Nonostante se ne

Dettagli

Comune di Ragusa. Regolamento assistenza domiciliare agli anziani

Comune di Ragusa. Regolamento assistenza domiciliare agli anziani Comune di Ragusa Regolamento assistenza domiciliare agli anziani REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AGLI ANZIANI approvato con delib. C.C. n.9 del del 24/02/84 modificato con delib. C.C.

Dettagli

Formazione Su Misura

Formazione Su Misura Formazione Su Misura Contattateci per un incontro di presentazione inviando una mail a formazione@assoservizi.it o telefonando ai nostri uffici: Servizi alle Imprese 0258370-644.605 Chi siamo Assoservizi

Dettagli

AZIENDA PER I SERVIZI SANITARI N 4 MEDIO FRIULI Via Pozzuolo, 330 33100 UDINE **** DIREZIONE GENERALE

AZIENDA PER I SERVIZI SANITARI N 4 MEDIO FRIULI Via Pozzuolo, 330 33100 UDINE **** DIREZIONE GENERALE AZIENDA PER I SERVIZI SANITARI N 4 MEDIO FRIULI Via Pozzuolo, 330 33100 UDINE **** DIREZIONE GENERALE CENTRO ASSISTENZA PRIMARIA PRESSO IL DISTRETTO DI CIVIDALE Dicembre 2014 1 Indice Premessa 1) La progettualità

Dettagli

CHE COS E L EUTANASIA?

CHE COS E L EUTANASIA? CHE COS E L EUTANASIA? Che cosa si intende per eutanasia? Il termine eutanasia deriva dal greco: eu=buono, e thanatos=morte. Interpretato letteralmente quindi, esso significa: buona morte. Nel significato

Dettagli

Viaggiare all estero in emodialisi con noi si può!

Viaggiare all estero in emodialisi con noi si può! Pag. 1/3 Viaggiare all estero in emodialisi con noi si può! (Articolo tratto da ALCER n 153 edizione 2010) Conoscere posti nuovi, nuove culture e relazionarsi con persone di altri paesi, di altre città

Dettagli

SCHEDA RILEVAZIONE DELLE ATTIVITÀ

SCHEDA RILEVAZIONE DELLE ATTIVITÀ SCHEDA RILEVAZIONE DELLE ATTIVITÀ Cognome Nome: Data: P a g i n a 2 MODALITA DI CONDUZIONE DELL INTERVISTA La rilevazione delle attività dichiarate dall intervistato/a in merito alla professione dell assistente

Dettagli

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Delibera n.12/2013: Requisiti e procedimento per la nomina dei

Dettagli

PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO

PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO Settore di intervento: Assistenza agli anziani Sede di attuazione del Benevento 1- VIA DEI LONGOBARDI 9 progetto: Numero di volontari richiesti: 4 Attività di

Dettagli

INTRODUZIONE 17. Introduzione

INTRODUZIONE 17. Introduzione INTRODUZIONE 17 Introduzione Questo libro nasce dal desiderio di raccogliere e condividere le idee elaborate dal nostro gruppo di lavoro nel corso della progettazione e realizzazione di progetti inerenti

Dettagli

Tariffe a carico degli utenti nella RSA Anni Azzurri di Ancona. La sospensiva del TAR Marche

Tariffe a carico degli utenti nella RSA Anni Azzurri di Ancona. La sospensiva del TAR Marche Fabio Ragaini, Gruppo Solidarietà Tariffe a carico degli utenti nella RSA Anni Azzurri di Ancona. La sospensiva del TAR Marche Con Ordinanza 189/2010, www.grusol.it/informazioni/12-04-10.pdf, Il Tar delle

Dettagli

PROCEDURA MODALITA DI ACCESSO AGLI AMBULATORI

PROCEDURA MODALITA DI ACCESSO AGLI AMBULATORI AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITA DI PADOVA PROCEDURA MODALITA DI ACCESSO AGLI AMBULATORI Preparato da Gruppo di Lavoro Ambulatori Clinica Ostetrico- Ginecologica Verificato da Servizio Qualità Verifica per

Dettagli

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLA RILEVAZIONE DELLA QUALITA PERCEPITA DAI CITTADINI A tutti i Ministeri - Uffici

Dettagli

U.O.C. CHIRURGIA VASCOLARE

U.O.C. CHIRURGIA VASCOLARE REGIONE LAZIO Direttore Generale Dott. Vittorio Bonavita U.O.C. CHIRURGIA VASCOLARE Ospedale Sandro Pertini Direttore: Prof. Vincenzo Di Cintio Gentile paziente, Le diamo il benvenuto nella nostra Struttura

Dettagli

FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO (F.I.N.) - ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE REGOLAMENTO DELLA STRUTTURA DI PROTEZIONE CIVILE

FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO (F.I.N.) - ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE REGOLAMENTO DELLA STRUTTURA DI PROTEZIONE CIVILE FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO (F.I.N.) - ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE Premessa La Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento di Protezione Civile, in base alla Legge

Dettagli

SONDAGGIO sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (D.A.T. - "testamento biologico")

SONDAGGIO sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (D.A.T. - testamento biologico) SONDAGGIO sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (D.A.T. - "testamento biologico") effettuato tra i chirurghi italiani delle varie branche e delle diverse specialità per conto del Collegio Italiano

Dettagli

Indice. La Missione 3. La Storia 4. I Valori 5. I Clienti 7. I Numeri 8. I Servizi 10

Indice. La Missione 3. La Storia 4. I Valori 5. I Clienti 7. I Numeri 8. I Servizi 10 Indice La Missione 3 La Storia 4 I Valori 5 I Clienti 7 I Numeri 8 I Servizi 10 La Missione REVALO: un partner operativo insostituibile sul territorio. REVALO ha come scopo il mantenimento e l incremento

Dettagli

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Controlli interni e Ciclo della performance alla luce dell art.3 del D.L. 174/2012 Position Paper

Dettagli

Cooperativa COS Cooperativa Operatori Sanitari

Cooperativa COS Cooperativa Operatori Sanitari Cooperativa COS Cooperativa Operatori Sanitari Società Cooperativa sociale onlus corso Torino 4/3 16129 Genova tel. 010 5956962 fax 010 5950871 info@cosgenova.com; coscooperativa@fastwebnet.it 1 Sede legale

Dettagli

COMMISSIONE AZIENDALE DEL FARMACO PROCEDURA SULLA PRESCRIZIONE DI FARMACI PER INDICAZIONI NON AUTORIZZATE DALL AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO

COMMISSIONE AZIENDALE DEL FARMACO PROCEDURA SULLA PRESCRIZIONE DI FARMACI PER INDICAZIONI NON AUTORIZZATE DALL AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO COMMISONE AZIENDALE DEL FAMACO POCEDUA SULLA PESCIZIONE DI FAMACI PE INDICAZIONI N AUTOIZZATE DALL AGENZIA ITALIANA DEL FAMACO 1. SCOPO/OBIETTIVO Informare il Personale Medico dell Aziende Sanitarie della

Dettagli

REGOLAMENTO GRUPPO ALLIEVI

REGOLAMENTO GRUPPO ALLIEVI COMUNE DI ALA REGOLAMENTO GRUPPO ALLIEVI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 11 dd. 19.06.2003 Modificato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 11 dd.

Dettagli

Paghe. Lavoro part-time: il minimale ai fini contributivi Fabio Licari - Consulente del lavoro

Paghe. Lavoro part-time: il minimale ai fini contributivi Fabio Licari - Consulente del lavoro Lavoro part-time: il minimale ai fini contributivi Fabio Licari - Consulente del lavoro Obblighi contributivi Calcolo dei contributi Con l instaurazione del rapporto di lavoro, sorge anche l obbligazione

Dettagli

Percorso formativo ECM/ANCoM all interno del progetto IMPACT

Percorso formativo ECM/ANCoM all interno del progetto IMPACT Percorso formativo ECM/ANCoM all interno del progetto IMPACT Fabrizio Muscas Firenze, 1 Luglio 2011 ANCoM chi rappresenta? 8 Consorzi regionali 98 Cooperative di MMG 5000 Medici di Medicina Generale (MMG)

Dettagli

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

CODICE ETICO. Sommario 1. Premessa Pag. 2 2. Principi Pag. 2

CODICE ETICO. Sommario 1. Premessa Pag. 2 2. Principi Pag. 2 Sommario 1. Premessa Pag. 2 2. Principi Pag. 2 2.1 Principi generali Pag. 2 2.2. Principi di condotta Pag. 2 2.3 Comportamenti non etici Pag. 3 2.3. Principi di trasparenza Pag. 4 3 Relazioni can il personale

Dettagli

ART. 1 Premessa. ART. 2 - Presupposti per il conferimento degli incarichi

ART. 1 Premessa. ART. 2 - Presupposti per il conferimento degli incarichi Allegato al Decreto del Direttore Generale n. 53.. del 04/02/14 REGOLAMENTO PER L ASSUNZIONE A TEMPO DETERMINATO EX ART. 15 SEPTIES DEL D.LGS. 502/92 AREA DIRIGENZA MEDICA E VETERINARIA E AREA DIRIGENZA

Dettagli

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009 RICERCA-AZIONE ovvero l insegnamento riflessivo Gli insegnanti sono progettisti.. riflettono sul contesto nel quale devono lavorare sugli obiettivi che vogliono raggiungere decidono quali contenuti trattare

Dettagli

V I C T O R I A A G E N C Y S E R V I C E

V I C T O R I A A G E N C Y S E R V I C E V I C T O R I A A G E N C Y S E R V I C E Assistenza sanitaria e sociale a domicilio Servizio medico specialistico: Cardiologi, Chirurghi, Dermatologi Ematologi, Nefrologi, Neurologi Pneumologi, Ortopedici,

Dettagli

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days L educazione non formale e l apprendimento interculturale Info days Roma, 16 novembre 2009 Una donna portò suo figlio a vedere Gandhi, il quale le chiese il motivo della sua presenza. Vorrei che mio figlio

Dettagli

Corretto utilizzo delle soluzioni concentrate di Potassio cloruro. ed altre soluzioni contenenti Potassio

Corretto utilizzo delle soluzioni concentrate di Potassio cloruro. ed altre soluzioni contenenti Potassio cloruro cloruro Data Revisione Redazione Approvazione Autorizzazione N archiviazione 00/00/2010 e Risk management Produzione Qualità e Risk management Direttore Sanitario 1 cloruro INDICE: 1. Premessa

Dettagli

STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING

STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING Gianna Maria Agnelli Psicologa Clinica e Psicoterapeuta Clinica del Lavoro "Luigi Devoto Fondazione IRCCS Ospedale

Dettagli

OGGETTO STRUTTURE SEMPLICI DIPARTIMENTALI E STRUTTURE SEMPLICI

OGGETTO STRUTTURE SEMPLICI DIPARTIMENTALI E STRUTTURE SEMPLICI 1 OGGETTO STRUTTURE SEMPLICI DIPARTIMENTALI E STRUTTURE SEMPLICI QUESITO (posto in data 31 luglio 2013) pongo un quesito relativo alla organizzazione gerarchica delle strutture operative semplici e semplici

Dettagli

DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III

DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III RAZIONALE Scopo di queste Raccomandazioni

Dettagli

Un anno di Open AIFA

Un anno di Open AIFA Il dialogo con i pazienti. Bilancio dell Agenzia Un anno di Open AIFA Un anno di Open AIFA. 85 colloqui, 250 persone incontrate, oltre un centinaio tra documenti e dossier presentati e consultati in undici

Dettagli

Lauree triennali ed equipollenza dei titoli di studio pregressi: si sta per chiarire un grande equivoco?

Lauree triennali ed equipollenza dei titoli di studio pregressi: si sta per chiarire un grande equivoco? Lauree triennali ed equipollenza dei titoli di studio pregressi: si sta per chiarire un grande equivoco? Al fine dell iscrizione alle Lauree specialistiche delle professioni sanitarie non è necessario

Dettagli

VADEMECUM SUL PART-TIME (RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE)

VADEMECUM SUL PART-TIME (RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE) Normativa VADEMECUM SUL PART-TIME (RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE) a cura di Libero Tassella da Scuola&Scuola, 8/9/2003 Riferimenti normativi: artt. 7,8 legge 29.12.1988, N. 554; artt. 7,8 Dpcm 17.3.1989,

Dettagli