Brutium-n1/05 17/02/ :23 Pagina 1. a quelli che son passati e a quelli che passeranno

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Brutium-n1/05 17/02/2005 10:23 Pagina 1. a quelli che son passati e a quelli che passeranno"

Transcript

1 Brutium-n1/05 17/02/ :23 Pagina 1 a quelli che son passati e a quelli che passeranno

2 Brutium-n1/05 17/02/ :23 Pagina 2

3 Brutium-n1/05 17/02/ :23 Pagina 3 Editoriale Il Centro Studi Monsignor Vincenzo LEMBO avvia, con questo primo numero di BRUTIUM, l edizione di una collana di quaderni per educatori. Lo scopo è duplice: conservare e diffondere memoria dello scoutismo in Calabria e provare a leggere i fatti, le persone, le circostanze di un tempo che fu per cogliere stimoli e interrogativi per il tempo che verrà. Crediamo che immaginare un Centro Studi semplicemente come luogo di deposito e conservazione di atti e documenti, rappresenta un tentativo che seppur nobile per evitare che l ingiuria del tempo cancelli la memoria delle cose che furono, mi si permetta, insufficiente e poco in sintonia invece con il pensare scout. Così, il filo d oro che vorremmo dare a questa collana è un po Storia e un po domande e sguardi lontani..., senza pretese di risposte già pronte, ma nell impegno di lasciarci provocare da carte e documenti, spesso ingialliti, che nascondono splendide testimonianze vissute in anni difficili per il nostro Paese, che meritano di essere conosciute e valorizzate poiché ripropongono a volte grandi questioni e dubbi profondi che interpellano ancor oggi le nostre coscienze di educatori. Questo primo numero vuole ripercorrere la rinascita dello scoutismo in Calabria, dopo la negazione nel periodo fascista, dalla fine del secondo conflitto mondiale. In quel dì di marzo del 1945, nel campanile del duomo di Reggio, risuonava la sveglia di una passione mai sopita, per lo scoutismo. E a dare questa sveglia, insieme ad altri laici, c erano tre figure di preti, e che preti!!! Monsignor V. Lembo a Reggio Calabria, Don Saverio Gatti a Nicastro, Don Luigi Maletta a Cosenza. La prima parte di questo quaderno prova a dare alcuni cenni biografici e a descrivere queste 3 figure nel contesto del loro tempo. La seconda parte invece prova ad individuare quali sono state le possibili influenze reciproche tra l esperienza millenaria della Chiesa di Calabria e la nascente esperienza dello scoutismo come forma di aggregazione giovanile di tipo ecclesiale, nonché ad interrogarsi se l esperienza attuale dello scoutismo calabrese abbia conservato ancora qualcosa del suo patrimonio fondante. Carmelo Trunfio 3

4 Brutium-n1/05 17/02/ :23 Pagina 4

5 Brutium-n1/05 17/02/ :23 Pagina 5 Parte Prima Don Vincenzo Lembo Biografia Nacque a San Roberto (RC) il da Giuseppe Lembo e Teresa Busceti. All età di 10 anni, nell ottobre del 1926, lascia il suo paese ed entra al Seminario Pio X di Reggio Calabria. Va a Catanzaro per completare gli studi teologici. Viene ordinato sacerdote il da Monsignor Nogara, vescovo di Cosenza. Fu insegnante di lettere al seminario vescovile dal 1938 al 1947 e di religione al Liceo classico Campanella di RC dal 1941 al Nello stesso periodo inizia il suo servizio presso la sua parrocchia d elezione: i giovani delle associazioni cattoliche. Diviene così Assistente del Circolo San Paolo dal 1939 al 1943, Assistente diocesano GIAC dal 1944 al 1952 e della FUCI dal 1944 al E consulente ecclesiastico dell UCSI (Unione cattolica della stampa italiana) dal 1952 sino alla sua morte. Il primo contatto con lo scoutismo lo ebbe nella primavera del 45. Assistente regionale ASCI dal 1948 al Assistente provinciale dall Fu fondatore del MASCI (Movimento Adulti Scouts cattolici italiani) in Calabria e Assistente regionale dal 1982 sino alla morte. 5

6 Brutium-n1/05 17/02/ :23 Pagina 6 Membro del capitolo metropolitano di Reggio Calabria con l Ufficio del Cantore dal 1966 al Cappellano di sua Santità dal 1963, nonché Rettore del seminario arcivescovile dal 1945 al Diresse l Avvenire di Calabria dalla fondazione (1947) al Cappellano dell Istituto San Vincenzo dal 1948 al Direttore della Scuola Superiore di Servizio sociale dal 1969 al 1978 su incarico di S.E. Monsignor Ferro Arcivescovo di Reggio Calabria. Consulente ecclesiastico UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti) dal 1971 sino alla morte. Vicario episcopale della cultura negli anni del post-concilio. Muore il 22 aprile del La vita Chi era Don Vincenzo Lembo Il periodo forse più decisivo che tracciò la personalità di Monsignor Lembo si rivelò quello vissuto negli anni che vanno dal 1940 al 45. Durante questo lustro fu segretario dell Arcivescovo Montalbetti prima e di Monsignor Lanza dopo, due santi arcivescovi che, insieme al Beato Padre Catanoso, incisero fortemente nella sua formazione, orientandolo verso quel servizio per Lui così congeniale e fecondo: la stampa e lo scoutismo. La cultura e i giovani. Provate a risentire queste parole tratte dal suo testamento spirituale «E che dire della grazia eccezionale di poter vivere con ragazzi e giovani delle associazioni cattoliche? Essi, oltre alle generazioni di studenti del Liceo Classico e dell Istituto San Vincenzo, hanno costituito tutto il mio mondo, il mio rifugio, la mia forza, la mia gioia; sono stati la mia parrocchia, la mia stupenda famiglia. I giovani mi hanno allietato e arricchito, stimolato al meglio, edificato. Di quello ed è molto che mi hanno dato, li ringrazio dal fondo del mio cuore». Chi lo ha conosciuto parla di un uomo tenace, sanguigno, di carattere aperto e socievole, di grande spessore culturale e sempre preciso nelle argomentazioni, dal parlar chiaro e senza peli sulla lingua, e per questo, a volte, osteggiato e anche temuto. Credeva molto in relazioni umane forti e significative, e ne è testimonianza la nutrita corrispondenza con tante persone tra cui molti ragazzi passati nello scoutismo e che in giro per l Italia, per studio o lavoro, mantenevano una corrispondenza epistolare non formale, ma aperta sui problemi della vita, fatta di confidenze e richieste di consigli a testimonianza dell autorevolezza e la stima che Don Lembo esercitava sulle persone che lo hanno conosciuto. Dalla sua esperienza, nel periodo della guerra 6

7 Brutium-n1/05 17/02/ :23 Pagina 7 e immediato dopoguerra nel Circolo San Paolo si formò, grazie al suo contributo, quella che fu la classe dirigente della città per diversi decenni. Fu anche un grande viaggiatore, un po alla Hemingway: partire con una sana voglia di capire e scoprire. Tornando nella sua Reggio scriveva, da giornalista fine quale era, articoli che mettevano a nudo problemi, lentezze burocratiche, inefficienze e malesseri della politica locale che non aiutavano lo sviluppo di questa terra. E questo lo portò ad essere inviso a molti nei circoli di potere della città. Non era uno accomodante, Monsignor Lembo. Il suo motto non era certo Prudenza innanzitutto : ha utilizzato la cultura per l unico scopo nobile di questa, ovvero capire come indirizzare gli sforzi per costruire il domani. Riproponiamo qui, a proposito, un suo pensiero sulla politica «Una delle frasi voltastomaco che di più ricorre nei discorsi, negli scritti, negli incontri di tutti i gestori della politica, è questa: Manca la volontà politica... L uomo è andato sulla luna da oltre dieci anni e in Italia non si riesce, neanche sulle cose semplici, ovvie, elementari, a passare dal blabla-bla ai fatti. Siamo allo sfascio totale dello Stato, alla disintegrazione e degradazione della vita civile, alla mercé di minoranze criminali e teppistiche, sempre più spavalde e arroganti, e ancor si va alla ricerca di una volontà politica che dia almeno la parvenza che una larva di quel che si chiama Stato di Diritto ancora sopravvive. Sì che la volontà politica presuppone una coscienza morale, altrimenti si batte il passo sulle convergenze parallele, dove per essere parallele le convergenze parolaie non si incrociano mai sui fatti. A che servono gli appelli alla coscienza civile se i politici non sentono il bisogno di un vertice delle coscienze? C è pur qualcosa che viene prima della politica e sta sopra la politica!». E un sacerdote laico, espressione forse un po forte per semantica, ma intesa nel senso che anche i suoi rapporti con i vari vescovi succedutisi non sono stati sempre idilliaci: non era un uomo d apparato, che stava buono in fila allineato e coperto. D altronde il suo spessore culturale 7

8 Brutium-n1/05 17/02/ :23 Pagina 8 non gli avrebbe permesso quest acquiescenza che è tipica dei mediocri. E uno che guarda lontano, e che dal campanile del Duomo di Reggio in quella primavera del 1945 pone le basi per la rinascita dello scoutismo in Calabria. L autorevolezza di cui gode anche al livello dell ASCI Centrale a Roma è forte. Gli Assistenti Centrali, i vari Baggio, Gandolfi, Basadonna lo tengono in grande considerazione. Prova ne sono le decorazioni di benemerenza di cui viene insignito, il Giglio di II classe nel febbraio del 1955 e quello di I classe nel 1960: un Assistente con la A maiuscola, quindi! Cura i rapporti tra la Chiesa e l associazione con grande senso di responsabilità, fedele innanzitutto al ministero e alla Chiesa di cui era ministro, ma garante dell associazione rispetto anche a Vescovi che non appoggiavano o non vedevano di buon occhio lo scoutismo. In questo solo in Monsignor Ferro trovò un vescovo alleato nel sostenere lo scoutismo. Il suo rapporto con i ragazzi è originale in quanto i ragazzi stessi ne percepiscono il carisma, lo spessore umano, era quindi un punto di riferimento per loro e anche per i Capi che con lui lavoravano. Forse qualcuno oggi lo definirebbe una presenza ingombrante, ma sicuramente un maestro di vita di quelli che oggi son merce rara. Bisogna calarsi d altronde nel contesto associativo e storico di allora, la dimensione comunitaria come viene intesa e vissuta oggi nelle Co.Ca. allora non esisteva, non esisteva neanche la Co.Ca., idea che prese corpo nella seconda metà degli anni settanta. Cura e indirizza la crescita nella fede nei suoi ragazzi, cura il senso di appartenenza alla Chiesa, garantisce, in un epoca difficile come il dopoguerra, tutta la sua influenza presso gli ambienti agiati della società reggina, per sostenere i primi passi e gli sforzi fatti per la crescita dello scoutismo. La sua presenza nelle Unità era più che assidua sia alle riunioni che ai campi. La sua eventuale assenza non passava inosservata. Un Capo educatore, quindi! Quando l Asci diramò una direttiva tesa a sensibilizzare i gruppi esistenti a pianificare esperienze di gemmazione in altre parrocchie, Don Lembo cogliendo l importanza di questa strategia, sollevò l idea al gruppo scout reggino del Duomo, che aveva valenza cittadina quantomeno per la branca Rover e i Capi, e avviò così l esperienza presso i Domenicani, prima con una Sq. Libera e poi con un gruppo divenuto autonomo e nel frattempo trasferitosi presso la parrocchia della 8

9 Brutium-n1/05 17/02/ :23 Pagina 9 Candelora. Da qui ebbe inizio via via il percorso di diffusione in città. Don Lembo ha sicuramente rappresentato per lo scoutismo reggino, in primis, e per quello calabrese, una figura che ha posto le basi del radicamento di una esperienza, quale era quella scout, innovativa nello stile e nei contenuti pedagogici, in una società italiana reduce dalla tragicomica esperienza pedagogica dell Opera Nazionale Balilla. Non sono mancati suoi autorevoli interventi a difesa di questo nuovo corso nell educazione dei giovani, che liberasse la cultura del tempo dagli schemi ideologici della cultura pedagogica fascista, ancora in agguato. 9

10 Brutium-n1/05 17/02/ :23 Pagina 10 Don Saverio Gatti Biografia Nacque a Nicastro l 11 giugno 1922 da Gino Gatti e Annetta Attanasio, penultimo di sette figli. A quattro anni rimane orfano per la morte del padre quarantenne. A undici anni entra nel seminario vescovile di Nicastro. Il 29 giugno 1945, dopo aver completato gli studi teologici nel seminario regionale di Reggio Calabria, viene ordinato sacerdote. Successivamente è vice-parroco della cattedrale e assistente dell Azione Cattolica giovanile. Nel 1950 l animo di don Saverio è profondamente segnato per la perdita del fratello Gianni, allora presidente diocesano dell A. C., a cui era molto legato. Verrà chiamato dopo a lavorare nella GIAC anche a livello regionale. Nel 1951/52 segue i primi passi della nascita dell ASCI a Nicastro, anni difficili, con un tentativo durato qualche anno, e ripreso in via continuativa solo dal 1959 in avanti. Egli vive intensamente l esperienza scout, si lascia coinvolgere dalle attività dei ragazzi e, restando loro vicino, ne segue, con pazienza e rispetto, la crescita. Viene nominato assistente provinciale ASCI il , diviene, dopo la fusione tra l ASCI e la corrispondente associazione femminile AGI (Associazione Guide Italiane), il primo Assistente Regionale dell A- GESCI, nel dicembre dell anno 75. Nel 1955 diventa insegnante di religione presso il Liceo Classico F. Fiorentino di Nicastro. Iniziano in questo periodo i campi estivi di approfondimento, spiritualità e ricerca per giovani, adulti e famiglie (campi che si protrarranno negli anni, fino a pochi giorni prima della sua morte). Nel 1962 getta le basi per la fondazione a Nicastro delle ACLI, stimolando un cammino di riflessione, di fedeltà alla Chiesa, al lavoro, alla democrazia. Nei primi anni sessanta fonda, con i giovani che lo 10

11 Brutium-n1/05 17/02/ :23 Pagina 11 seguono, il gruppo Pro Iuventute Christiana ed organizza, con il consenso del Vescovo e dei parroci, periodici incontri con giovani e ragazze delle varie parrocchie della diocesi. Si fa strada, così, l idea del Centro Comunitario Domus Bethaniae e il 29 giugno del 1967 su un terreno da lui acquistato in località Colle Zingari di Platania, viene posta la prima pietra della struttura. Tra il 68 e il 69 don Saverio avverte la necessità di realizzare con le persone che hanno fatto con lui strada, una comunità più adulta nella fede; pensa così alla Comunità del Sabato, una comunità che, come egli stesso scrive, vive l Eucaristia con spirito di fede nel rispetto delle molteplicità dei carismi, delle scelte, del servizio nelle strutture. Nel 1978, durante la Sei Giorni alla Fossiata di Camigliatello, avverte un forte malessere che, fin dall inizio, si rivelerà grave e mortale. La mattina del 15 febbraio del 1983, prestissimo, si diffonde per la città la notizia della sua morte, avvenuta nell ospedale di Verona. La vita Chi era Don Saverio Gatti Don Saverio compie i suoi studi liceali e teologici tra la fine degli anni 30 e gli inizi degli anni 40 nel Seminario Regionale di Reggio. Appartiene a quella seconda generazione di sacerdoti che si pose sulla scia del rinnovamento del clero calabrese avviato da Pio X con l istituzione nel 1912 dell Università teologica Pontificia di Catanzaro. E la generazione di sacerdoti che coglie nel pontificato Roncalli e nell evento conciliare del Vaticano II il dispiegarsi nella Chiesa di una serie di orientamenti ed aspirazioni che da anni erano stati suoi. Don Saverio aveva un carattere intuitivo, riflessivo, aperto, comunicativo e un temperamento fiducioso e ottimista. Si lasciava interrogare dalla realtà, cercando di capire le situazioni, di intravedere i problemi per dare risposte valide al tempo storico in cui si viveva. La fiducia dell uomo gli veniva dalla certezza che Dio dimora il lui, perciò lo svolgere della Storia, diceva Don Saverio avrà un futuro meraviglioso. I giovani sin dall inizio del suo sacerdozio, hanno occupato un posto prioritario nella sua pastorale, erano i grandi amici, con cui faceva strada, ascoltando difficoltà ed aspirazioni. Si confrontava con loro, aprendo le intelligenze e i cuori agli orizzonti di Dio. Aveva rispetto della crescita e della libertà di ognuno, per cui il rapporto non era mai su assiomi, imposizioni o paure, ma su una pro- 11

12 Brutium-n1/05 17/02/ :23 Pagina 12 posta che dava chiarezza alla coscienza. Credeva che da loro, per la Calabria, sarebbe potuto nascere un avvenire di reale giustizia e fraternità e sosteneva che bisognava aiutarli creando intorno ambienti positivi dove, nella testimonianza di un amore concreto e incondizionato, si desse ai giovani la possibilità di tirar fuori le capacità proprie della loro età, quali creatività, progettualità, gratuità nel dono. Durante questi anni raggiunge i suoi giovani anche nelle sedi universitarie, per continuare con loro i lavoro apostolico iniziato a Nicastro; avvia, in sintonia con lo spirito del Concilio Vaticano II, promotore di comunione presbiteriale, un esperienza di vita comunitaria con un gruppo di sacerdoti, in un primo tempo presso il Seminario, successivamente presso l Episcopio, dove il Vescovo Mons. Palatucci, che stimava molto don Saverio, gli concede un appartamento. Nel Campo educativo ha fatto proposte sempre innovative e le sue indicazioni e intuizioni, anche metodologiche, hanno spesso precorso i tempi. Basti pensare che, ancor prima della riforma scolastica, il liceo dove insegnava, si apriva, dietro sua motivata sollecitazione, al territorio per lavori culturali-espressivi in cui, assieme agli alunni, erano coinvolti, gratuitamente, insegnanti e volontari. In queste attività, Don Saverio era presente per guidare, seguire ed incoraggiare, ma soprattutto per camminare con giovani e adulti insieme in un rapporto di amicizia e di fiducia che portava alla scoperta dell amore di Dio. Nel pensare ai giovani e agli ambienti in cui loro vivevano, ha sempre avuto dinanzi le famiglie. Era perciò, in dialogo con i genitori e proponeva loro un cammino di fede liberante, perché rasserenava le coscienze, e, nello stesso tempo, stringente, perché sollecitava alla scoperta di quell amore che si fa carne nel quotidiano della vita. Per loro, negli ultimi anni di vita, aveva ideato il gruppo degli uomini e delle donne di buona volontà (a cui partecipavano anche genitori degli scout), un aiuto nella fede per un cammino di essenzialità e coerenza da testimoniare ai figli. Sin da allora, trasmette una fede incarnata nella storia e ha un attenzione particolare verso ogni persona. La direzione spirituale è un importante capitolo del suo ministero sacerdotale e la esercita con delicatezza e impegno instancabile per tutta la vita. Molte ore della sua giornata sono dedite alla lettura, alla riflessione, alla preghiera e affronta con ottica cristiana e con seria e interessante 12

13 Brutium-n1/05 17/02/ :23 Pagina 13 impostazione i problemi della vita. Don Saverio è consapevole della necessità per un sacerdote di quel tempo di possedere una cultura robusta, un istruzione seria, alcune figure di quegli anni saranno per lui maestri di vita come Don Primo Mazzolari, Giorgio la Pira, Carlo Carretto, Ernesto Balducci. Un altro ambiente formativo da lui pensato, è stato la Domus Bethania, casa sorta nella pre-sila per accogliere giovani e famiglie, perché potessero, in alcuni periodi dell anno, ritrovarsi insieme nella gioia, lontani dal caos della città, per ritemprare lo spirito nell approfondimento della Parola e nell Eucaristia e ritornare, poi, a vivere nella storia con maggior disponibilità e incisività. Sentiva l esperienza della Domus come un utopia intrisa di speranza, sin dagli inizi degli anni 70, aperta al Mediteranno e alle sue istanze, come scambio culturale con i giovani del continente africano, nella convinzione che grandi positività valoriali sarebbero potute venire alle nostre terre dai popoli del Mediterraneo. A queste intuizioni, che sembravano allora utopie, hanno lavorato anche gli scout, in maniera fattiva e con il loro tipico entusiasmo verso il nuovo, verso l avventura. Il l allora Commissario regionale ASCI Catanoso-Genoese, invia a Roma la comunicazione dell avvenuta nomina ad Assistente Eccles. del Riparto Nicastro I di Don Saverio. Il nome del sacerdote gli era stato indicato da una cugina del Catanoso-Genoese, la baronessa Statti. Nel 59 Don Saverio che aveva seguito i primi passi a Nicastro dell ASCI negli anni 51 /52 risulta determinante nella rifondazione definitiva dell esperienza e, l anno dopo, 1960 fonda l AGI (Associazione Guide Italiane). Il sostegno di un sacerdote così autorevole è anch esso determinante per l avvio in Calabria dell esperienza del Guidismo, lo scautismo femminile, che nasce in Italia nel dopoguerra ad opera di un gruppo di giovani donne romane fra cui molte figlie dell aristocrazia papalina, sostenute da un altra indimenticabile figura di sacer- 13

14 Brutium-n1/05 17/02/ :23 Pagina 14 dote, Padre Agostino Ruggi D Aragona. Don Gatti si era accorto che le forme tradizionali di aggregazione di militanza cattolica non erano più sufficienti. Per molti giovani, infatti, l Azione Cattolica non costituiva più un punto di riferimento, un comune sentire, era quindi necessario iniziare una nuova esperienza: lo scoutismo. Educare allo scoutismo serio significa formare uomini responsabili nelle scelte, illuminati dalla presenza interiore dello Spirito. La centralità della persona era, dunque, alla base del suo messaggio. Don Saverio aveva in precedenza approfondito il metodo cogliendo l attenzione che esso poneva anche alla più piccola delle persone, al valore della comunità, al concetto di interdipendenza tra pensiero e azione, alla proposta di servizio. Egli lo ha assunto come valido mezzo educativo da rivolgere ai ragazzi di Nicastro, in quel momento storico. Anche nello scoutismo Don Saverio ha avuto delle intuizioni che precorsero i tempi, quali l accoglienza per ogni ragazzo, il rispetto della libertà di coscienza e della gradualità del cammino di ognuno, l educazione all apertura verso i popoli del mediterraneo, l importanza della coeducazione. E da ricordare che ancor prima della nascita dell AGESCI, risultato della fusione delle associazioni scout cattoliche maschile e femminile, nel Gruppo Lamezia I (allora Nicastro I) era nato un reparto misto di ragazze e ragazzi che camminava in modo esperienziale sotto la sua attenta presenza. Don Saverio non è stato, quindi, un sacerdote rigido, legato a schemi e a leggine. Pur rispettando le norme, considerava al di sopra di tutto la persona e il suo bene, perciò lavorava superando ogni fissità, senza ripetitività, (perché la Parola di Dio è sempre nuova per colui che è attento) e nella disponibilità a confrontarsi e a rivedere, eventualmente i percorsi intrapresi. Da quanto detto, potrebbe sembrare che in Don Saverio prevalesse la dimensione pedagogica su quella ecclesiale. Pensiamo che non sia così: nella sua vita le due dimensioni erano inscindibili. La sua azione educativa era radicata nel suo essere chiesa, e le sue intuizioni pedagogiche erano una esplicitazione del suo servizio sacerdotale nella Chiesa da lui amata profondamente e, nonostante a volte ci siano stati contrasti e vedute diverse con alcuni confratelli, cosa che gli causava tanta sofferenza, cerca sempre la via della verità con il dialogo, la comprensione, la fraternità, trasmettendo a giovani ed adulti il suo grande senso ecclesiale e lo spirito dell obbedienza. 14

15 Brutium-n1/05 17/02/ :23 Pagina 15 Don Saverio non ha accettato di avere una parrocchia, amava però, la comunità parrocchiale e vedeva la ricchezza dell ambiente-parrocchia. La scelta di essere libero da impegni parrocchiali era dettata dal desiderio di avere tutto il tempo possibile a disposizione per i giovani della città. Il legame con loro continuava infatti, anche quando partivano per l Università o per lavoro. Fra l altro raccomandava a chi andava a studiare fuori, Preparatevi e ritornate giù, perché Nicastro e la Calabria hanno bisogno del vs. sapere e della vs. testimonianza cristiana.. Più volte durante l anno, li andava a trovare sul posto. Sollecitandoli all impegno nel proprio dovere, all approfondimento della Parola, al servizio della struttura. Centro della sua vita sacerdotale è stata, quindi, l Eucaristia, ma Eucaristia vissuta e testimoniata come ringraziamento e come continuo dono che smuove la vita. Questo è il segno che Don Saverio ha lasciato nello scoutismo lametino e calabrese. Tanti sono stati i capi della regione che si sono avvicinati a Don Saverio per confronto, consiglio, discernimento (non solo nel periodo in cui è stato Assistente regionale) e lui è stato per tutti il segno dell amore di Dio Padre, amore esplicitato nell accoglienza, nell ascolto, nella lungimiranza, nella certezza di cieli nuovi e terre nuove. 15

16 Brutium-n1/05 17/02/ :23 Pagina 16 Don Luigi Maletta Biografia Nacque a Parenti (CS) il 13 novembre 1903, da famiglia modesta, e venne ordinato sacerdote nel Appena nominato sacerdote apre l il primo circolo cattolico ricreativo San Luigi nel popoloso quartiere Tribunale di Cosenza. Quasi un segnale premonitore di cosa sarebbe stata la sua esperienza di sacerdozio. Partì volontario come cappellano militare sul fronte di guerra coloniale in Etiopia, dove fu decorato con medaglia di bronzo e croce di guerra al valor militare. Rientrò dall Africa nel 1938 a causa della contrazione della malaria perniciosa e rientrato in Cosenza, l allora vescovo Nogara gli affidò la parrocchia di San Gaetano. Intanto l Italia entrò in guerra e nel 43, durante un violento bombardamento alleato sulla città di Cosenza che provocò la quasi totale distruzione della Chiesa di San Gaetano, Egli perse anche la madre e la sorella. A guerra appena finita l fonda il gruppo scout Cosenza 1 registrato ufficialmente solo nel maggio del Viene nominato Assistente Provinciale Asci il 4 luglio E un grande animatore e fonda anche l associazione cattolica giovanile Pier Giorgio Frassati, l Opera assistenza nomadi, ma la sua opera 16

17 Brutium-n1/05 17/02/ :23 Pagina 17 simbolo rimane la costruzione del Villaggio del Fanciullo Cristo Re grazie alla donazione di un terreno da parte di una pia donna, la signorina Fiorentino, e al contributo di 10 milioni di lire arrivato dall America. Ulteriore segno di quanto Don Luigi avesse a cuore la crescita e l educazione dei giovani. Muore a Cosenza il La vita Chi era Don Luigi Maletta Don Luigi Maletta per vocazione, educazione e formazione conservava in sé le caratteristiche dell uomo evangelico. Era semplice, entusiasta, generoso fino al sacrificio. Sempre presente in parrocchia verso tutti, disponibile e pronto all accoglienza, non esitò ad accogliere un giovane barbuto, solitario, e oltremodo taciturno che si diceva provenisse dalla Repubblica di Salò. Don Luigi l ospitò in uno dei primi campi scout alla fine degli anni 40. Di poche parole, era dotato di grande predisposizione alla comprensione e aveva un sorriso per tutti. A volte i suoi silenzi erano molto più efficaci di qualunque discorso. Era altresì un uomo pragmatico, di forte personalità, di abilità manuali e competenze non comuni che lui metteva al servizio di tutti, in particolare dei ragazzi e dei giovani. Se un giovane dimostrava una spiccata attitudine a lavori artigianali don Luigi non esitava ad acquistare utensili complessi, di tipo industriale, anche se non aveva nell immediato le risorse economiche per poterli pagare. Tenace e infaticabile le sue iniziative pastorali spaziavano dalla catechesi (catechismo) all attenzione concreta verso i poveri e gli emarginati, all amore verso i piccoli e i giovani, per i quali manifestava con straordinaria umanità e capacità la volontà di capirne i bisogni, i desideri, le aspettative più intime e, attraverso l azione educativa, si adoperava per formare caratteri forti, aperti alla fede, orientati al bene. Nel 1948, sempre a sue spese, portò gli scouts a Roma per le celebrazioni dell 80 della GIAC (Gioventù Italiana Azione Cattolica). Quello che più colpisce del carattere di don Luigi è che queste indubbie qualità se da un lato gli conferivano un alone di prete carismatico e innovativo (siamo nei primi anni del secondo dopoguerra), dall altro facevano sì che avesse scarsa propensione verso la previdenza, che lui suppliva con una fiducia illimitata verso la Divina Provvidenza. Possedeva di conseguenza la fede dei semplici e dei forti, alimentata dalla devozione filiale verso la Madonna o Mamma Celeste come 17

18 Brutium-n1/05 17/02/ :23 Pagina 18 lui amava dire. Il colore celeste del fazzolettone di gruppo era stato scelto perché celeste è nell iconografia cattolica, il mantello della Madonna. E azzurro, bianco e oro sono i colori del Brutium, distintivo scout della regione Calabria, elaborato da don Luigi e messo in vendita per la prima volta dalla Cooperativa Scout Stella Alpina di Firenze, rivendita ufficiale delle uniformi degli scouts dell ASCI. Il suo ricordo resta ancora vivo, a distanza di tanto tempo, forse perché la sostanza dell educazione religiosa impartita da don Luigi era fondata più sul parlare con Dio che parlare di Dio e dal pensiero costante verso le realtà ultime. Don Maletta amava veramente l avventura, il suo apostolato tra i giovani e per i giovani era vissuto con spirito avventuroso. Nei primi anni 50 acquistò un autocarro furgonato americano, residuato di guerra dal quale furono tolte le attrezzature radar e con questo veicolo, da lui guidato, si scorazzava per monti e valli della Sila, vivendo avventure incredibili. Ma era anche vero che il grande gioco trovava il suo completamento dinanzi all altare, ai piedi del quale gli scouts promettevano con l aiuto di Dio di fare del proprio meglio Un impegno che ci avrebbe accompagnato per tutta la vita, così commentava don Luigi alla prima promessa scout o nei tanti rinnovi che seguirono negli anni, ai campi San Giorgio, per chi ha avuto la grazia di stargli vicino per lungo tempo. E così è stato per tante generazioni di ragazzi diventati adulti nell eco di quell impegno. In quegli anni la frequenza nella sede scout era quotidiana ed era qui che don Luigi dimostrava le sue doti di capo, di padre spirituale e di maestro. Si giocava ma soprattutto egli allenava i giovani nelle tecniche scout, passava le sue conoscenze, non solo teoriche, che andavano dall elettricità alla meccanica, dai lavori artigianali alle costruzioni da campo, alla cucina. Nei momenti di pausa, utilizzando l organo insegnava i canti scout. Utilizzando una vecchia Singer tagliava e cuciva i camiciotti per l uniforme. Dai primi anni 50 in poi i campi scout venivano realizzati sull altopiano silano, e per don Luigi il posto doveva parlare di Dio e non a torto. Non sempre però c era la possibilità di avere acqua potabile, lui come per incanto, indicava il punto in cui scavare e l acqua zampillava e se ne aveva per tutta la durata del campo (forse la sua esperienza di cappellano militare in Africa gli tornava utile). Man mano che i ragazzi crescevano in sapere e fare... don Luigi quasi scompariva, lasciando più spazio ai giovani, lasciando fare i capi come lui ne aveva dato testimonianza. È 18

19 Brutium-n1/05 17/02/ :24 Pagina 19 questa la lezione più importante che lasciò come educatore. Aveva il massimo rispetto per i ragazzi, mai una parola di troppo, ma sapeva essere anche rude verso coloro che si lasciavano vincere dalla pigrizia. Sembrerebbe che in don Maletta prevalesse la dimensione di capo non è così: pur avendo doti di capo non comuni non dimenticava mai il suo ruolo di assistente. I fondamenti della buona crescita per don Luigi erano l educazione della volontà, l educazione dei sentimenti, l educazione dell intelligenza che dovevano costruire l uomo nuovo, attratto dall amore verso Dio per vivere secondo il Vangelo. Perciò lui predilesse lo scoutismo ad ogni altro metodo educativo. Con il suo essere prete scout riusciva a trasmettere una costante tensione verso il bene che, ispirata dalla fede in Dio e sostenuta dall ascolto della parola, dalla preghiera personale e comunitaria, era scansione del nostro divenire. In questo clima nascevano le vocazioni sacerdotali, fra le altre quella di don Gino Luberto che entrato ragazzino nel Cosenza 1 fino a essere Akela, ordinato sacerdote fu parroco a Castrolibero e qui avviò verso la fine degli anni 70 il gruppo scout. Don Luigi Maletta ha lasciato tracce profonde nella diocesi cosentina e non solo in chi l ha conosciuto e frequentato. A lui è stata intitolata l ex Salita Tribunale sulla cui sommità è ubicato lo storico palazzo Arnone che, già carcere e sede di tribunale, restaurato, è oggi sede di Museo e uffici delle Belle Arti. 19

20 Brutium-n1/05 17/02/ :24 Pagina 20 La ripresa dello scoutismo cattolico in Italia avvenuta intorno al 1944, interessò anche la Calabria e la provincia di Cosenza. In città il rilancio dell Associazione Scout Cattolici Italiani (ASCI) ebbe inizio nel dicembre 1944 per interessamento di monsignor Antonio Del Vecchio. Lo stesso era stato assistente ecclesiastico di un reparto di esploratori censito nel 1923, il primo gruppo scout ASCI del quale si ha notizia in Calabria. Tracce delle attività di questo reparto e di un altro ancora si hanno sulla stampa locale degli anni 1925 e Monsignor Antonio Del Vecchio interessò alla questione tutti i parroci della diocesi. A Cosenza risposero all appello don Eugenio Romano, parroco di Santa Teresa, il quale aveva anche militato negli esploratori cattolici prima di essere ordinato sacerdote, don Luigi Maletta, parroco di San Gaetano, e don Antonio De Rose, coadiuvato da Aldo Del Giudice allora seminarista, della chiesa Sanità di Porta Piana. Il reparto di Santa Teresa ebbe vita breve, quello di Porta Piana che ebbe come assistente ecclesiastico don Aldo Del Giudice durò fino al 1958, anno del trasferimento di don Aldo a Fuscaldo dove anche qui continuò e profuse il suo impegno per lo scoutismo. Il gruppo scout Cosenza 1 con sede nella storica parrocchia di San Gaetano, compie a dicembre prossimo sessantanni di vita senza avere avuto alcuna interruzione, anche se don Maletta ne fu protagonista nei primi trentanni, sufficienti comunque perché il vissuto del sacerdote fosse anche la storia dello scoutismo cosentino. Poiché non c è gruppo scout in Cosenza e dintorni che non abbia avuto tra i promotori capi formatisi nel Cosenza 1 di Don Maletta. Lo scoutismo era per don Luigi Maletta uno strumento validissimo, se non l unico, per educare i giovani ad essere veri uomini come lui ripeteva spesso. Portava questa convinzione ovunque la sua azione pastorale si svolgesse, non si limitava ad essere scout con gli scout ma lo stesso indirizzo educativo veniva dato a tutti i gruppi presenti in parrocchia e soprattutto ai ragazzi del villaggio del fanciullo. La vita all aperto, il campo con il suo modo di vivere in semplicità, la tenda, le lunghe marce, la strada con la sua spiritualità erano gli ingredienti essenziali del processo educativo. Un processo educativo privo assolutamente di teorizzazioni più o meno astratte: lui amava la pedagogia del fare e anche da questo si capiva come aveva fatto proprio l ideale scout. 20

21 Brutium-n1/05 17/02/ :24 Pagina 21 Parte Seconda Scoutismo e Chiesa: ci furono riflessi ed influenze reciproche? E indubbio che la nascita e il successivo consolidamento dello scoutismo in Calabria avviene all ombra di un campanile. Come tutte le nuove cose esso riuscì a superare i preconcetti e la diffidenza verso il nuovo, oltre che per la bontà delle sue intuizioni anche grazie al sostegno e agli auspici di quegli uomini di Chiesa illuminati che ne colsero i segni positivi per le giovani generazioni. Non dimentichiamo che l Italia di allora veniva fuori da una guerra, ma anche da un periodo di oppressione, di mancanza di libertà, di rigidi schematismi sociali. Uno di questi era l idea pedagogica fascista riassunta nell esperienza dell ONB (Opera Nazionale Balilla): lo scioglimento dello scoutismo ad opera di Mussolini nel 1928, era il segnale inquietante che l educazione dei giovani era un affare di Stato e di nessun altro soggetto. Era lo Stato che stabiliva cosa era buono per i giovani, determinando obiettivi e metodi, tempi e modalità. L obiettivo dichiarato era creare la nuova razza italica, quindi ogni singolo ragazzo/a doveva crescere all interno di un unico quadro elaborato dal regime, senza alcun protagonismo, originalità della singola persona o del contesto territoriale dove egli viveva. 21

22 Brutium-n1/05 17/02/ :24 Pagina 22 Lo scoutismo invece, per l influenza anglosassone e protestante del suo fondatore, poggiava la sua riflessione pedagogica sul singolo ragazzo, ponendosi domande su come meglio fare per aiutare i giovani a diventare uomini. Con un quadro di riferimento in cui la singola persona, unica ed irripetibile, era protagonista della sua crescita. E chiaro che questa visione antropocentrica dello scoutismo divenne, nel 45, la nuova frontiera, un modo per dire basta al ventennio fascista e ai guasti che aveva prodotto nella società italiana, ma anche un modo per guardare avanti, voltare pagina. Costruire le premesse sociali di una democrazia significa far crescere i giovani nella libertà, aiutandoli in quel sano spirito critico che è il sale della democrazia, per far si, che mai più altri giovani fossero abbagliati da adunate, parate militari e da un linguaggio infarcito da aberranti protagonismi storici, per poi essere mandati allo sbaraglio in guerre ora senza senso (Etiopia, Somalia, Libia), ora senza ritorno (Russia - Grecia/Albania). In questa Italia provata da lutti, sofferenze, miseria, distruzione causati dalla guerra si inseriscono personaggi come Don Maletta, Don Gatti, Don Lembo. Non tre sacerdoti qualsiasi, ma tre figure di spicco che hanno attraversato il loro tempo da protagonisti, ognuno con le sue peculiarità, spesso diverse tra loro, ma accomunati da un ingegno pedagogico fuori dal comune. Don Lembo da fine intellettuale si faceva aiutare dalla sua enorme cultura, Don Gatti da grande osservatore dei fatti sociali si faceva aiutare dal suo grande intuito nell individuare sempre risposte nuove ed adeguate alle esigenze lette, Don Maletta da uomo umile nonchè attento ai bisogni, anche materiali, dei ragazzi si faceva aiutare dalla sua grande fiducia nella Provvidenza divina. Non si conoscevano i tre, non c era stato un incarico dato da qualcuno al di sopra che li aveva come per fatalità riuniti con un obiettivo programmato, risiedevano in tre Comuni diversi nonché in tre Diocesi diverse di una terra dove financo le difficoltà di comunicazione congiuravano contro la costruzione di un tessuto sociale solido. Fu lo scoutismo che li avvicinò. In una lettera del Don Lembo scrive a Don Maletta, chiedendogli un suo interessamento per far pesare tutto il suo prestigio in Cosenza per dirimere una querelle nata tra capi scout cosentini, querelle arrivata alle orecchie di Mons. Mauro, (Superiore Generale della Congregazione dei Padri Ardorini), 22

23 Brutium-n1/05 17/02/ :24 Pagina 23 il quale disgustato dell accaduto, aveva deciso di sciogliere il gruppo di Montalto Uffugo di cui era stato promotore. Questa lettera che rimane il segno evidente di quanto essi amavano lo scoutismo 1 accende forse la consapevolezza, almeno tra i due 2, di quale potrebbe essere il ruolo dell Assistente Ecclesiastico nella neonata tradizione dell ASCI calabrese. Don Gatti, grazie al suo intuito, aveva capito che l esperienza dell Azione Cattolica iniziava a rivelarsi insufficiente verso quelle giovani generazioni uscite dalla guerra. Lo scoutismo offriva un ventaglio di esperienze nuove che ben si coniugavano con i tempi nuovi che si stavano vivendo (la ricostruzione che avrebbe portato al Boom economico degli anni 60). Lo scoutismo si rivelò quindi per la Chiesa un opportunità per continuare a parlare di Dio ai giovani, e quindi un dono dello Spirito. E indubbio anche che le forti personalità dei tre, per vie diverse, suscitarono nel contesto in cui vivevano una feconda dimensione aggregativa che si rivelò determinante anche in ambiti diversi dallo scoutismo, ciò favorito anche dal fervore del post Concilio che aveva disegnato la nuova dimensione del ruolo dei laici nella Chiesa di allora. Molte innovazioni conciliari d altronde ben si coniugavano con lo spirito scout e molto probabilmente lo scoutismo stesso si rivelò uno degli strumenti che favorì il progressivo radicamento, nel tessuto delle Parrocchie, dello spirito Conciliare. Indubbiamente questi cambiamenti epocali che il Concilio aveva introdotto potevano suscitare fughe in avanti da parte di settori eccessivamente riformisti dell ASCI; Don Lembo che a quel tempo era Assistente Regionale vigilò con cura affinché le innovazioni conciliari potessero suscitare uno spirito nuovo ma rimanendo, secondo un principio di gradualità, in coerenza con il solco della tradizione della Chiesa, e in questo, trovandosi in sintonia con Don Saverio e Don Maletta furono determinanti nell affermare la dimensione ecclesiale dell associazione sin dai primi passi che essa mosse in Calabria. Nota 1. ritengo che a nessun costo bisogna dare esca e motivo di critica a chi ci guarda dal di fuori e nutre forse diffidenza e malevolenza nei riguardi dell Asci. Per il bene della quale bisognerà sacrificare tutto e magari soffrire Nota 2. l incidente sarà stato permesso dalla Provvidenza per farci meglio capire la necessità e l urgenza di dare ai nostri giovani e soprattutto ai capi una solida formazione spirituale 23

24 Brutium-n1/05 17/02/ :24 Pagina 24 Cosa c era nello scoutismo che affascinò i tre Don? Durante la stesura di questo quaderno è emersa via via l esigenza e anche la curiosità di capire se tanto zelo rispondesse solo ad una mera consapevolezza di essere ministri della Chiesa e, nell obbedienza dovuta, svolgere il compito affidato dal vescovo, fosse l ASCI o qualsiasi altra cosa, oppure se a ciò si sia aggiunta una dimensione affettiva, diremmo oggi di feeling, tra lo scoutismo e la personalità dei tre sacerdoti. Non ci sembra azzardato affermare che, per gli imperscrutabili sentieri dello Spirito, su ciascuno dei tre lo scoutismo esercitò immancabilmente il suo fascino, cronologicamente prima per Don Lembo e Don Maletta, qualche anno dopo per Don Gatti. Don Lembo fu affascinato dalla cultura dell essenzialità e dalla vita all aperto fonte di avventura e vicinanza al Creato, e intuiva la bontà della struttura relazionale Caporagazzo, luogo dove era possibile costruire relazioni umane significative tra generazioni diverse. Don Maletta, da uomo semplice e con i piedi per terra, amava anch esso la vita all aperto e tutta la spiritualità scout (le marce in montagna, il dormire in tenda ), nonché la pedagogia del fare come possibilità di aiutare i giovani alla concretezza e al protagonismo dei propri carismi. Don Gatti era cosciente dell attenzione che lo scoutismo poneva anche alla più piccola delle persone, dalla dimensione della vita comunitaria al concetto di interdipendenza tra pensiero e azione, dalla proposta di servizio alla coeducazione; colse per primo, tra i tre, la globalità della pedagogia educativa scout. E rimasta oggi un impronta di questi Padri fondatori nello scoutismo calabrese? L interrogativo è arduo, ma vogliamo lo stesso avventurarci a fare qualche riflessione ad alta voce, certo non esaustiva come per tutti i processi di 24

25 Brutium-n1/05 17/02/ :24 Pagina 25 ricostruzione storica, ma solo per fare qualche passo in questa direzione. Lo facciamo provando a collegare testimonianze orali ascoltate, corrispondenze epistolari agli atti di questo Centro Studi, e le notizie raccolte nella prima parte di questo Quaderno. Don Lembo Riteniamo che il suo spessore culturale, la sua capacità critica e di analisi, nonché la sua visione politica dell agire associativo abbia lasciato un segno profondo in chi l ha conosciuto ed apprezzato, la prova è il Centro Studi a lui intitolato, luogo di memoria, dicevamo nell editoriale, ma anche luogo in cui leggere i fatti, le persone, le circostanze di un tempo che fu per cogliere stimoli e interrogativi per il tempo che verrà. Ed è proprio questa sorta di Manifesto dell Impegno di questo Centro Studi che meglio descrive Don Vincenzo Lembo. Sicuramente a lui è riconducibile la presa di coscienza che per consolidare la presenza dello scoutismo in Calabria non bastava solo avere una sede per il Commissariato regionale e una macchina da scrivere, ma serviva mantenere relazioni con il territorio (provate a pensare quanto questo fosse difficile nella Calabria di quegli anni con poche e vetuste vie di comunicazioni, con possibilità economiche scarse), formare una classe di quadri e dirigenti che oltre che rappresentare l Associazione gli desse continuità e spessore (e certo non esistevano ancora tutte le elaborazioni attuali sulla Formazione dei Capi e dei Quadri ) rimanere collegati con le strutture nazionali dell Asci (Don Lembo era molto stimato dai vari Assistenti Ecclesiastici Centrali che lo conobbero). Egli ha posseduto, diremmo oggi, una visione politica a tutto tondo dell associazione. Se oggi, questa visione politica di gestione dell Associazione è patrimonio culturale e di impostazione, abbastanza acquisito in tanti Quadri in particolare dell Agesci e del Masci che hanno ricoperto incarichi rilevanti, è sicuramente merito di questa antica consapevolezza, e a Monsignor Vincenzo Lembo va certo il merito di aver tracciato il solco iniziale. Don Gatti Crediamo che la sua arguzia intuitiva, la capacità di precorrere i tempi, di lanciare o sostenere sfide coinvolgenti abbia caratterizzato il triennio in cui fu Assistente Ecclesiastico Regionale (1975/1978). Eravamo all indomani della Route Nazionale R/S della Mandria (Estate 1975) e nel periodo che portò l anno seguente alla 1 a Route Regionale R/S (Estate 1976) dell ancor giovanissima Agesci calabrese, che ebbe per tema Lottare per restare, Restare per costruire, 25

26 Brutium-n1/05 17/02/ :24 Pagina 26 evento che crediamo possa essere definito pietra miliare per la Branca RS e per tutto lo scoutismo calabrese. Le influenze che si esercitavano in quella fase storica sui movimenti giovanili in Italia erano riconducibili al fascino della nuova Teologia della Liberazione di Gutierrez, di Boff, nata in America Latina dove le grandi ingiustizie sociali furono oggetto di interesse di larghi strati giovanili europei. Questo portava a riflettere anche sul ruolo che la Chiesa doveva avere riguardo certi sistemi sociali che provocavano forti ingiustizie. Il riflesso in Calabria è riassumibile in quella frase che viene riportata sul Manifesto di quella Route del 76 ci sentiamo parte di una Chiesa che non ci piace, ma che vogliamo provare a cambiare espressione certo non leggera ma che racchiudeva le ansie, le inquietudini di molti giovani di allora e che il clero calabrese mal digerì: la Chiesa di allora fece fatica a leggere in quest ansia di cambiamento l alito dello Spirito degli orientamenti Conciliari, circa il ruolo dei laici nella Chiesa. Don Saverio per il ruolo che ricopriva si trovò a gestire questa fase delicata dei rapporti tra la Chiesa calabrese e lo Scoutismo, lo fece con grande tatto, provando a offrire alle istanze giovanili che emergevano una lettura cristiana di queste. Convinto com era che la Chiesa di Cristo doveva porsi in ascolto. Contenne certo alcune esuberanze di troppo da parte di alcuni, ma si lasciò provocare dai giovani e appoggiò linguaggi nuovi, anche nelle forme liturgiche, a quel tempo considerate strane (il pane spezzato a mo di ostie al momento della Comunione o la Messa itinerante, celebrata proprio alla Route del 76 durante una notte di marcia, spezzata durante le soste della marcia stessa, dove chi marciava rifletteva su cosa voleva dire quella parte di celebrazione eucaristica appena vissuta). Difese, davanti al clero calabrese che gli chiese conto, queste scelte nell ottica di chi voleva comunque rendere un servizio all uomo, ad un uomo attraversato da inquietudini nuove al quale la Chiesa doveva, per rendere memoria al sacrificio di Cristo, indicare nuove vie. Un Uomo di frontiera, quindi. Ci sembra che questa sua visione 26

Sulle ali dello Spirito IL PADRE, I POVERI, UNA COMUNITÀ FRATERNA E MISSIONARIA

Sulle ali dello Spirito IL PADRE, I POVERI, UNA COMUNITÀ FRATERNA E MISSIONARIA Sulle ali dello Spirito IL PADRE, I POVERI, UNA COMUNITÀ FRATERNA E MISSIONARIA Orientamenti pastorali per il triennio 2016/2019 Che cosa ci chiede oggi il Signore? Che cosa chiede alla chiesa pistoiese?

Dettagli

p.e.g. Progetto Educativo di Gruppo Gruppo Scout A.G.E.S.C.I. Genova 29

p.e.g. Progetto Educativo di Gruppo Gruppo Scout A.G.E.S.C.I. Genova 29 p.e.g. Progetto Educativo di Gruppo Gruppo Scout A.G.E.S.C.I. Genova 29 Chi siamo? Il Gruppo Scout Agesci Genova 29 opera nel quartiere genovese di Quarto dei Mille. Le nostre sedi sono rispettivamente

Dettagli

una profonda devozione eucaristica può aver significato fuori di una dimensione di servizio. L attualità del servizio di Allucio è altrettanto forte:

una profonda devozione eucaristica può aver significato fuori di una dimensione di servizio. L attualità del servizio di Allucio è altrettanto forte: Sant Allucio 2015 «Beato l uomo che trova grande gioia nei tuoi comandamenti» perché i comandamenti del Signore sono gioia, perché il comando del Signore è amare e la gioia più grande di ogni cuore è proprio

Dettagli

VENITE ALLA FESTA. Nella vita della Chiesa ASCOLTARE SCOPRIRE PARTECIPARE

VENITE ALLA FESTA. Nella vita della Chiesa ASCOLTARE SCOPRIRE PARTECIPARE VENITE ALLA FESTA Nella vita della Chiesa ASCOLTARE SCOPRIRE PARTECIPARE DOPO LA SETTIMANA DELLA CHIESA MANTOVANA Alle comunità parrocchiali, alle associazioni, ai movimenti e gruppi, ai presbiteri e diaconi,

Dettagli

Unità Pastorale Cristo Salvatore. Proposta di itinerari per l iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi

Unità Pastorale Cristo Salvatore. Proposta di itinerari per l iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi Unità Pastorale Cristo Salvatore Proposta di itinerari per l iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi 2 3 Introduzione LE DIMENSIONI DELLA FORMAZIONE CRISTIANA In qualsiasi progetto base di iniziazione

Dettagli

ENGLISH FRANCAIS ITALIANO

ENGLISH FRANCAIS ITALIANO ENGLISH FRANCAIS ITALIANO 1 ITALIAN L idea L idea nasce in seno al segretariato del Consiglio delle Conferenze Episcopali d Europa (CCEE). All indomani dell elezione di Papa Francesco, del Papa venuto

Dettagli

ogni figlio di dio: una promessa di vita cristiana

ogni figlio di dio: una promessa di vita cristiana G.Gatti - Evangelizzare il Battesimo - 199 ogni figlio di dio: una promessa di vita cristiana UNO SGUARDO ALL AVVENIRE L amore vero guarda lontano Chi ama, guarda sempre lontano, al futuro. L amore, infatti,

Dettagli

Sono parole che volentieri riprendo con voi, sicuro che aiuteranno la nostra fede e la nostra vita anche per il futuro.

Sono parole che volentieri riprendo con voi, sicuro che aiuteranno la nostra fede e la nostra vita anche per il futuro. Ci ritroviamo in Cattedrale per celebrare la santa Messa di ringraziamento per il dono di Papa Benedetto XVI ed anche per pregare per la Chiesa chiamata, per la responsabilità dei cardinali, ad eleggere

Dettagli

ITINERARIO PER L INIZIAZIONE CRISTIANA DEI FANCIULLI GIÀ BATTEZZATI

ITINERARIO PER L INIZIAZIONE CRISTIANA DEI FANCIULLI GIÀ BATTEZZATI ITINERARIO PER L INIZIAZIONE CRISTIANA DEI FANCIULLI GIÀ BATTEZZATI 1 Ti ringraziamo, Signore, perché ci permetti di entrare in questo itinerario di formazione e di comunione con tutti i fratelli. Guidaci

Dettagli

Carta d Identità del CNGEI

Carta d Identità del CNGEI Carta d Identità del CNGEI "Il nostro è un movimento libero, accanitamente, irriducibilmente libero da ingerenza politica, confessionale o di interesse e deve rimanere tale contro chiunque fosse di diverso

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE CATTOLICA PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE CATTOLICA DIREZIONE DIDATTICA II CIRCOLO - MONDOVI Insegnanti: CRAVERO ELENA FIORENTINO STEFANIA SALVAGNO MARIA ANNO SCOLASTICO 20-20 Traguardi per lo sviluppo delle competenze

Dettagli

Nuove figure di catechista in un mondo che cambia : identità,, spiritualità, competenze,

Nuove figure di catechista in un mondo che cambia : identità,, spiritualità, competenze, Parrocchia Santi Filippo e Giacomo Capua 15 dicembre 2008 Incontro di formazione e condivisione di esperienze dell equipe equipe degli animatori di catechesi Riflessione su : Nuove figure di catechista

Dettagli

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione Cari fratelli e sorelle, all avvicinarsi della Giornata

Dettagli

Monza Ascensione del Signore Santissima Trinità d Amore

Monza Ascensione del Signore Santissima Trinità d Amore Lettera ai Sacerdoti, ai Membri dei Consigli pastorali parrocchiali, ai Membri dei Consigli per gli Affari economici, ai Membri del Consiglio pastorale decanale del Decanato di Monza Carissimi, è ancora

Dettagli

Commento al Vangelo. Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione. fra Luca Minuto. Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso

Commento al Vangelo. Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione. fra Luca Minuto. Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso Commento al Vangelo Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione fra Luca Minuto Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte

Dettagli

08-03-2015 All ombra dei campanili. L Eucaristia, cuore della Domenica

08-03-2015 All ombra dei campanili. L Eucaristia, cuore della Domenica E chiedere il dono di nuove vocazioni anche nella nostra parrocchia di PARROCCHIA S. GIOVANNI OLTRONA DI SAN MAMETTE Comunità Appiano Gentile 08-03-2015 All ombra dei campanili L Eucaristia, cuore della

Dettagli

Oratorio, passione educativa e talenti. Siena, 19 gennaio 2013

Oratorio, passione educativa e talenti. Siena, 19 gennaio 2013 + Oratorio, passione educativa e talenti Siena, 19 gennaio 2013 I suoi strumenti e il suo linguaggio sono quelli dell esperienza quotidiana dei più giovani: aggregazione, sport, musica, teatro, gioco,

Dettagli

«È stupendo vivere nell amore»

«È stupendo vivere nell amore» «È stupendo vivere nell amore» «È stupendo vivere nell amore» La storia di don Luigi Monza Testo di Francesca Pedretti Illustrazioni di Claudia Chinaglia Immaginate un piccolo paese, poco lontano da qui...

Dettagli

٠ Accoglienza ٠ Missione ٠ Internazionalità

٠ Accoglienza ٠ Missione ٠ Internazionalità ٠ Accoglienza ٠ Missione ٠ Internazionalità Dallo statuto leggiamo: Art. 1 L AMI è composta da laici, diaconi, presbiteri che docili all azione dello Spirito Santo intendono vivere una medesima vocazione

Dettagli

Maschio e femmina li creò (Gen 1, 27)

Maschio e femmina li creò (Gen 1, 27) Maschio e femmina li creò (Gen 1, 27) Un messaggio sul sacramento del matrimonio Lettera pastorale per la Quaresima 2011 di Mons. Dr. Vito Huonder Vescovo di Coira Cari fratelli e sorelle nel Signore La

Dettagli

Sinodo Diocesano Parroco: Don Ignazio Trogu

Sinodo Diocesano Parroco: Don Ignazio Trogu Sinodo Diocesano Parroco: Don Ignazio Trogu Signore Gesù, come vuoi che sia la tua Chiesa? Chiesa intesa come una famiglia, dove ognuno deve sentirsi partecipe e vivo, ricordandosi che ognuno di noi è

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA INDICATORE (CATEGORIA) DIO E L UOMO

RELIGIONE CATTOLICA INDICATORE (CATEGORIA) DIO E L UOMO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE Il bambino osserva con meraviglia ed esplora con curiosità il mondo, come dono di Dio Creatore. RELIGIONE CATTOLICA INDICATORE (CATEGORIA) DIO E L UOMO PRIMARIA

Dettagli

Io sono dono di Dio. Progetto educativo Di Religione Cattolica. Servizio Educativo San Michele Arcangelo Villanova del Ghebbo

Io sono dono di Dio. Progetto educativo Di Religione Cattolica. Servizio Educativo San Michele Arcangelo Villanova del Ghebbo Io sono dono di Dio Progetto educativo Di Religione Cattolica Servizio Educativo San Michele Arcangelo Villanova del Ghebbo Anno scolastico 2014 2015 PREMESSA L insegnamento della Religione Cattolica nella

Dettagli

COS È UNA EQUIPES NOTRE DAME. Allegato alla Carta delle Equipes Notre-Dame

COS È UNA EQUIPES NOTRE DAME. Allegato alla Carta delle Equipes Notre-Dame COS È UNA EQUIPES NOTRE DAME Allegato alla Carta delle Equipes Notre-Dame Cos è una Equipe Notre-Dame 1 - Un progetto Vieni e seguimi : questa chiamata, Cristo la rivolge a ciascuno di noi, a ciascuna

Dettagli

L ESSERE OPERATORE CARITAS MI AIUTA A VIVERE CON E PER CRISTO? DOTT.SSA LAURA SALVO PSICOLOGA-PSICOTERAPEUTA DOCENTE ISSR RICERCATRICE ITCI

L ESSERE OPERATORE CARITAS MI AIUTA A VIVERE CON E PER CRISTO? DOTT.SSA LAURA SALVO PSICOLOGA-PSICOTERAPEUTA DOCENTE ISSR RICERCATRICE ITCI L ESSERE OPERATORE CARITAS MI AIUTA A VIVERE CON E PER CRISTO? DOTT.SSA LAURA SALVO PSICOLOGA-PSICOTERAPEUTA DOCENTE ISSR RICERCATRICE ITCI VIVERE CON E PER CRISTO Evangelizzare significa: Convertire Portare

Dettagli

OMELIA MESSA DEL GIORNO DI NATALE 2006

OMELIA MESSA DEL GIORNO DI NATALE 2006 OMELIA MESSA DEL GIORNO DI NATALE 2006 I. Vieni Signore Gesù!. Così la chiesa ha ripetuto spesso nella preghiera di Avvento. Così la chiesa, le nostre comunità, ciascuno di noi ha predisposto il cuore

Dettagli

DELEGATE DIOCESANE USMI

DELEGATE DIOCESANE USMI DELEGATE DIOCESANE USMI 24-25 GENNAIO 2015 Lo Statuto USMI definisce con la parola animatrice l identità, la fisionomia e il cuore del compito della delegata diocesana. Così recita: la delegata diocesana

Dettagli

Roma, gennaio 2011. EcclesiaStudio

Roma, gennaio 2011. EcclesiaStudio La Chiesa ha bisogno di santi, lo sappiamo, ma essa ha bisogno anche di artisti bravi e capaci; gli uni e gli altri, santi e artisti, sono testimoni dello spirito vivente in Cristo. PAOLO VI Lettera ai

Dettagli

P.E.I. Progetto Educativo dell Istituto

P.E.I. Progetto Educativo dell Istituto P.E.I. Progetto Educativo dell Istituto 1.Premessa La Scuola cattolica privilegia la promozione integrale della persona, adempie ad una funzione educativa e didattica ed è chiamata ad assolvere un compito

Dettagli

4. 23 dicembre 2013: La sinodalità

4. 23 dicembre 2013: La sinodalità 1 4. 23 dicembre 2013: La sinodalità Una volta precisata la natura della parrocchia come comunità ecclesiale, e del sacerdote parroco come pastore del popolo, passo a vedere come si debba affrontare al

Dettagli

LA CARITAS PARROCCHIALE: ORGANISMO PASTORALE DELLA COMUNITÀ ECCLESIALE Identità, collocazione, compiti

LA CARITAS PARROCCHIALE: ORGANISMO PASTORALE DELLA COMUNITÀ ECCLESIALE Identità, collocazione, compiti LA CARITAS PARROCCHIALE: ORGANISMO PASTORALE DELLA COMUNITÀ ECCLESIALE Identità, collocazione, compiti Giuseppe DARDES in occasione del seminario di formazione per parroci - Pianezza, 24 febbraio 2003.

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA

CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA L I.R.C., come ogni altra materia curricolare, contribuisce allo sviluppo delle competenze per l apprendimento

Dettagli

PROGETTO CATECHISTICO PARROCCHIALE

PROGETTO CATECHISTICO PARROCCHIALE PROGETTO CATECHISTICO PARROCCHIALE Parrocchia S. Biagio in Ravenna Anni: 2014-2015 e 2015-2016 PROGETTO CATECHISTICO PARROCCHIALE PER L INIZIAZIONE CRISTIANA Che cos è l iniziazione cristiana? È l introduzione

Dettagli

Sintesi e prospettive. L insegnamento della religione una risorsa per l Europa

Sintesi e prospettive. L insegnamento della religione una risorsa per l Europa DOCUMENTO FINALE Sintesi e prospettive L insegnamento della religione una risorsa per l Europa Introduzione La Chiesa cattolica d Europa avverte l esigenza di conoscere meglio e riflettere sulle molteplici

Dettagli

QUANTE EMOZIONI GESU

QUANTE EMOZIONI GESU SCUOLA DELL INFANZIA SACRA FAMIGLIA La Spezia PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA A.S. 2014-2015 QUANTE EMOZIONI GESU Al centro di qualsiasi programmazione nella scuola dell Infanzia ci deve

Dettagli

Il Vescovo di Crema. Piazza Duomo, 27 26013 CREMA (CR) Telefono 0373/256565

Il Vescovo di Crema. Piazza Duomo, 27 26013 CREMA (CR) Telefono 0373/256565 Il Vescovo di Crema Alle Parrocchie di Palazzo Pignano, Cascina Caprio, Cascina Gandini, riunite in unità pastorale; al parroco, don Benedetto Tommaseo, al cappellano, don Ernesto Mariconti al consiglio

Dettagli

I. Celebrazione del battesimo

I. Celebrazione del battesimo I. Celebrazione del battesimo Obiettivi Siamo al momento culminante della prima fase della pastorale pre e post battesimale. Dopo il cammino che ha coinvolto i genitori e ha interessato la comunità cristiana,

Dettagli

MISSIONARIO VINCENZIANO

MISSIONARIO VINCENZIANO GMV: origini, identità, attività... GRUPPO MISSIONARIO VINCENZIANO Origine e storia Bisogna risalire ai primi anni del dopoguerra per trovare la fonte da cui scaturì il MOVIMENTO MISSIONARIO VINCENZIANO.

Dettagli

(ANNO SCOLASTICO 2015/18)

(ANNO SCOLASTICO 2015/18) (ANNO SCOLASTICO 2015/18) dal Rapporto La Buona Scuola. Facciamo crescere il Paese, frutto del lavoro portato avanti congiuntamente dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal Ministro Stefania Giannini

Dettagli

Programmazione annuale

Programmazione annuale Istituto Comprensivo Bassa Anaunia Denno AREA RELIGIONE CATTOLICA SCUOLA PRIMARIA Programmazione annuale Anno scolastico 2012/13 Docenti: SP BORGHESI PATRIZIA GRANDI MARISA LEONARDI VIOLA ZUECH GIUDITTA

Dettagli

DAL CORTILE. IDEE E SCELTE PER L ORATORIO BRESCIANO

DAL CORTILE. IDEE E SCELTE PER L ORATORIO BRESCIANO DAL CORTILE. IDEE E SCELTE PER L ORATORIO BRESCIANO IDEE E SCELTE PER L ORATORIO BRESCIANO Struttura in 3 sezioni: 1. Il Cuore dell oratorio Le idee sintetiche che definiscono in termini essenziali e vitali

Dettagli

Istituto Maria Consolatrice

Istituto Maria Consolatrice ISTITUTO PARITARIO MARIA CONSOLATRICE Via Melchiorre Gioia, 51 20 124 MILANO Tel. 02/66.98.16.48 - Fax 02/66.98.43.64 - Cod.Fiscale: 01798650154 e-mail:direzioneprimaria@ismc.it sito internet: www.consolatricemilano.it

Dettagli

PROGETTO dell ORATORIO di Zanica

PROGETTO dell ORATORIO di Zanica PROGETTO dell ORATORIO di Zanica Gennaio 2015 2 Premessa a. Comunità cristiana e oratorio L oratorio è il luogo in cui la comunità cristiana esprime l attenzione e la cura per l accoglienza, l educazione

Dettagli

STATUTO AZIONE CATTOLICA

STATUTO AZIONE CATTOLICA STATUTO AZIONE CATTOLICA 1. L Azione Cattolica Italiana è una Associazione di laici che si impegnano liberamente, in forma comunitaria ed organica ed in diretta collaborazione con la Gerarchia, per la

Dettagli

San Giovanni Battista Cesano Boscone Sacra Famiglia C 2007-01-27

San Giovanni Battista Cesano Boscone Sacra Famiglia C 2007-01-27 MESSA VIGILIARE 18.00 In questa festa della Sacra Famiglia vorrei soffermarmi su un aspetto del brano di vangelo che abbiamo appena ascoltato. Maria e Giuseppe, insieme, cercano angosciati Gesù. Cosa può

Dettagli

RINNOVO DEL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE DI CONCORDIA SAGITTARIA

RINNOVO DEL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE DI CONCORDIA SAGITTARIA RINNOVO DEL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE DI CONCORDIA SAGITTARIA Il Consiglio Pastorale Parrocchiale, come organismo di comunione e di corresponsabilità, a servizio della comunità parrocchiale, per

Dettagli

Rivista Diocesana Vigevanese

Rivista Diocesana Vigevanese Rivista 333 A n n o X C = N 9 = 3 0 N o v e m b r e 2 0 1 0 Lettera alla Diocesi per comunicare la nomina di S. E. Mons. Vincenzo Di Mauro Arcivescovo Titolare di Arpi a Vescovo Coadiutore di Vigevano

Dettagli

COMUNITÀ DI VITA CRISTIANA. Il nostro carisma Vita e organizzazione della Comunità

COMUNITÀ DI VITA CRISTIANA. Il nostro carisma Vita e organizzazione della Comunità PRINCIPI GENERALI DELLA COMUNITÀ DI VITA CRISTIANA Preambolo Il nostro carisma Vita e organizzazione della Comunità Dio ci ama e ci salva L'azione dello Spirito Una storia di grazia PRINCIPIGENERALIDELLACOMUNITÀ

Dettagli

CarpiUno. Gruppo Carpi 1

CarpiUno. Gruppo Carpi 1 Gruppo Carpi 1 CarpiUno Il Progetto Educativo è lo strumento che, ispirandosi ai principi dello scautismo, individua le principali sfide in cui il Gruppo Carpi 1 è chiamato ad impegnarsi per un determinato

Dettagli

IL RISPETTO DEI DIRITTI PROPRI DI OGNI PERSONA E DI OGNI BAMBINO, E IL SEGRETO PIU PROFONDO DELLA VERA PACE

IL RISPETTO DEI DIRITTI PROPRI DI OGNI PERSONA E DI OGNI BAMBINO, E IL SEGRETO PIU PROFONDO DELLA VERA PACE PROGETTO EDUCATIVO IL RISPETTO DEI DIRITTI PROPRI DI OGNI PERSONA E DI OGNI BAMBINO, E IL SEGRETO PIU PROFONDO DELLA VERA PACE IDENTITA DELLA SCUOLA La Scuola dell Infanzia parrocchiale S.Giuseppe vuole

Dettagli

PROGETTO EDUCATIVO DI ISTITUTO (PEI) SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 2015-2016

PROGETTO EDUCATIVO DI ISTITUTO (PEI) SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 2015-2016 PROGETTO EDUCATIVO DI ISTITUTO (PEI) SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 2015-2016 Il Progetto Educativo di Istituto (PEI) che definisce l identità e le finalità educative e culturali dell istituto Bertoni

Dettagli

L abc dell ACR.e non solo

L abc dell ACR.e non solo AZIONE CATTOLICA ITALIANA PARROCCHIA SANT IPPOLISTO M. L abc dell ACR.e non solo SCUOLA per EDUCATORI ACR Direi che essere educatori significa avere una gioia nel cuore e comunicarla a tutti per rendere

Dettagli

Diocesi di Caserta Santuario di San Michele Arcangelo e Santa Maria del Monte Programma invernale del Santuario 25 Anniversario della Madonna del Monte Anno Mariano 1987-2012 novembre-aprile 2011-2012

Dettagli

PROGETTO CATECHISTICO PARROCCHIALE DI PONTE NUOVO PER L INIZIAZIONE CRISTIANA

PROGETTO CATECHISTICO PARROCCHIALE DI PONTE NUOVO PER L INIZIAZIONE CRISTIANA PROGETTO CATECHISTICO PARROCCHIALE DI PONTE NUOVO PER L INIZIAZIONE CRISTIANA Che cos è l iniziazione cristiana? È l introduzione e l accompagnamento di ogni persona all incontro personale con Cristo all

Dettagli

Curricolo verticale di Religione Cattolica

Curricolo verticale di Religione Cattolica Curricolo verticale di Religione Cattolica Classe Prima Primaria Indicatori Obiettivi di apprendimento 1. DIO E L UOMO 2. LA BIBBIA E LE ALTRE FONTI 3. IL LINGUAGGIO RELIGIOSO 1.1 Scoprire che la vita,

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO SASSUOLO 2 NORD Via Zanella, 7 41049 Sassuolo (Mo) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA CLASSI 1^ 2^ 3^ 4^ 5^

ISTITUTO COMPRENSIVO SASSUOLO 2 NORD Via Zanella, 7 41049 Sassuolo (Mo) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA CLASSI 1^ 2^ 3^ 4^ 5^ Via Zanella, 7 41049 Sassuolo (Mo) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA CLASSI 1^ 2^ 3^ 4^ 5^ ANNO SCOLASTICO 2015/2016 www.ic2sassuolonord.gov.it CURRICOLO IRC 6 11 anni Diocesi di Reggio Emilia

Dettagli

Nella mia Lettera ai cristiani della Chiesa di Lucca, per quest anno pastorale, chiedevo:

Nella mia Lettera ai cristiani della Chiesa di Lucca, per quest anno pastorale, chiedevo: LITURGIA DEL MANDATO PER IL SERVIZIO DI ANIMATORE DEI GRUPPI DI ASCOLTO DEL VANGELO Sabato 29 novembre 2014 (Rm 10,9-18; Mr 16,9-15) ITALO CASTELLANI Arcivescovo di Lucca Nella mia Lettera ai cristiani

Dettagli

LA COMUNITÀ DELLE ORIGINI

LA COMUNITÀ DELLE ORIGINI UNITA PASTORALE BEATA TERESA di CALCUTTA Parrocchie di: PIEVE MODOLENA-RONCOCESI-S. PIO X-CAVAZZOLI Anno Pastorale 2013-14 Progetto Pastorale per Educarci alla vita Fraterna e di Comunione. L Unità Pastorale:

Dettagli

Discorso di apertura

Discorso di apertura 3 Incontro delle IUS Discorso di apertura Roma, 13 luglio 2001 Luc Van Looy, sdb Iniziamo un incontro che si trova tra memoria e futuro, in un punto importante della storia umana e della congregazione

Dettagli

BOZZA DI PROGETTO LAB-ORATORIO 2.0 Chiamati per nome in un laboratorio dei talenti

BOZZA DI PROGETTO LAB-ORATORIO 2.0 Chiamati per nome in un laboratorio dei talenti BOZZA DI PROGETTO LAB-ORATORIO 2.0 Chiamati per nome in un laboratorio dei talenti #Ondemand: cosa desideriamo come oratorio? A partire da una riflessione sulla pastorale giovanile a Scandiano, iniziata

Dettagli

Illustri Autorità, Professori e Alunni,

Illustri Autorità, Professori e Alunni, Roma, 11 novembre 2010 Inaugurazione anno accademico Celebrazione eucaristica Omelia di monsignor Fernando Filoni Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato Vaticano Illustri Autorità,

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO ORZINUOVI ANNO SCOLASTICO 2012-2013 PROGRAMMAZIONE di RELIGIONE CATTOLICA

ISTITUTO COMPRENSIVO ORZINUOVI ANNO SCOLASTICO 2012-2013 PROGRAMMAZIONE di RELIGIONE CATTOLICA PROGRAMMAZIONE di RELIGIONE CATTOLICA 1 QUADRIMESTRE COMPETENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO ATTIVITÀ 1. L alunno riflette su Dio creatore e Padre, sui dati fondamentali della vita di Gesù e sa collegare

Dettagli

INSIEME CON GESÚ è il percorso IRC che vogliamo abbracciare quest anno. Il filo conduttore del percorso è il CORPO, sia perché specchio dell unità

INSIEME CON GESÚ è il percorso IRC che vogliamo abbracciare quest anno. Il filo conduttore del percorso è il CORPO, sia perché specchio dell unità Programmazione IRC 2014-2015 1 INSIEME CON GESÚ è il percorso IRC che vogliamo abbracciare quest anno. Il filo conduttore del percorso è il CORPO, sia perché specchio dell unità della Chiesa, sia perché

Dettagli

IN CARCERE MA LIBERI!

IN CARCERE MA LIBERI! PATRIZIO ASTORRI GENNARO CAROTENUTO TULLIO MENGON SILVANO SPAGNUOLO LORENZO ZOCCA IN CARCERE MA LIBERI! Terza edizione Chirico INDICE Presentazione del Cardinale Michele Giordano XI Lettera del cappellano

Dettagli

Carta di Fondazione, Statuto e Direttorio

Carta di Fondazione, Statuto e Direttorio Carta di Fondazione, Statuto e Direttorio Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII CARTA di FONDAZIONE Testo approvato dal Pontificio Consiglio per i Laici il 25 marzo 2004 1) Il carisma della Comunità

Dettagli

PROGRAMMAZIONE GENERALE DI AZIONE CATTOLICA PARROCCHIA IMMACOLATA - ADELFIA ANNO 2013/2014

PROGRAMMAZIONE GENERALE DI AZIONE CATTOLICA PARROCCHIA IMMACOLATA - ADELFIA ANNO 2013/2014 PROGRAMMAZIONE GENERALE DI AZIONE CATTOLICA PARROCCHIA IMMACOLATA - ADELFIA ANNO 2013/2014 Introduzione unitaria: «Ecco ora il momento favorevole» (2Cor 6,2) Santi nel quotidiano Orientamenti per il triennio

Dettagli

COMUNITA MISSIONARIE LAICHE Diocesi di Milano. Contributo al Convegno Missionario di Sacrofano

COMUNITA MISSIONARIE LAICHE Diocesi di Milano. Contributo al Convegno Missionario di Sacrofano COMUNITA MISSIONARIE LAICHE Diocesi di Milano Contributo al Convegno Missionario di Sacrofano La Comunità Missionarie Laiche ( CML), risiede attualmente a Legnano, nella Diocesi di Milano, ed è presente

Dettagli

Andrea Carlo Ferrari.

Andrea Carlo Ferrari. Per questo ammirabile esercizio di carità tutti vedevano in Lui il santo e lo dichiaravano apertamente.. Il Servo di Dio praticava le opere di misericordia sia spirituali che corporali.. Andrea Carlo Ferrari.

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA PARROCCHIALE Madonna di Fatima Via Don Pietro Cozza GAZZOLO D'ARCOLE (VR) IRC: I DONI DI DIO

SCUOLA DELL INFANZIA PARROCCHIALE Madonna di Fatima Via Don Pietro Cozza GAZZOLO D'ARCOLE (VR) IRC: I DONI DI DIO SCUOLA DELL INFANZIA PARROCCHIALE Madonna di Fatima Via Don Pietro Cozza GAZZOLO D'ARCOLE (VR) IRC: I DONI DI DIO ANNO SCOLASTICO 2014-2015 L insegnamento della Religione Cattolica, IRC, nella scuola dell

Dettagli

P.E.I. Progetto Educativo d Istituto

P.E.I. Progetto Educativo d Istituto SCUOLA DELL INFANZIA SS. TRINITÀ PARROCCHIALE PARITARIA P.E.I. Progetto Educativo d Istituto Via Bernardi, 14-35135 Padova (PD) tel. 049 610071 fax 049 8642207 e-mail: direzione@scuolagesumaria.191.it

Dettagli

Inserto. Diocesi. insieme. Pastorale Scolastica e Insegnamento della Religione Cattolica RELIGIONE A SCUOLA. PERCHÉ?

Inserto. Diocesi. insieme. Pastorale Scolastica e Insegnamento della Religione Cattolica RELIGIONE A SCUOLA. PERCHÉ? Inserto insieme Diocesi Pastorale Scolastica e Insegnamento della Religione Cattolica RELIGIONE A SCUOLA. PERCHÉ? INSERTO Il Servizio Diocesano per la Pastorale Scolastica e il Servizio Diocesano per l

Dettagli

INCONTRO DI FORMAZIONE NUOVI DIRETTORI DIOCESANI DELLA PASTORALE MISSIONARIA (Centri Missionari Diocesani e Pontificie Opere Missionarie) Roma, 16 18 18 giugno 2009 Dal Vangelo secondo Matteo (28,19-20)

Dettagli

IL SENSO DEL CAMMINO metodo, dinamica, caratteristiche

IL SENSO DEL CAMMINO metodo, dinamica, caratteristiche IL SENSO DEL CAMMINO metodo, dinamica, caratteristiche 1. Il metodo Numerose comunità di base pongono al centro delle loro riunioni la Bibbia e si propongono un triplice obiettivo: conoscere la Bibbia,

Dettagli

Amare e far AMARE GESÙ. Borrelli. Truffelli. Approfondimento su Incontriamo Gesù. Orientamenti per l annuncio e la catechesi in Italia ANNA TERESA

Amare e far AMARE GESÙ. Borrelli. Truffelli. Approfondimento su Incontriamo Gesù. Orientamenti per l annuncio e la catechesi in Italia ANNA TERESA EDUCARE OGGI/9 A CURA DI ANNA TERESA Borrelli PREFAZIONE DI MATTEO Truffelli Amare e far AMARE GESÙ CONTRIBUTI DI: Marco Ghiazza Luca Marcelli Paolo e Rita Seghedoni Marcello Semeraro Lucio Soravito De

Dettagli

INDICAZIONI DIDATTICHE PER L INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA NEL SECONDO CICLO DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE

INDICAZIONI DIDATTICHE PER L INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA NEL SECONDO CICLO DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE INDICAZIONI DIDATTICHE PER L INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA NEL SECONDO CICLO DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE N. 1 INDICAZIONI PER L INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA NEI LICEI (in riferimento

Dettagli

Carissimi Giovani, Ufficio di Pastorale Giovanile. ho pensato di invitarvi a fare sinodo, a camminare insieme per

Carissimi Giovani, Ufficio di Pastorale Giovanile. ho pensato di invitarvi a fare sinodo, a camminare insieme per Carissimi Giovani, ho pensato di invitarvi a fare sinodo, a camminare insieme per rivitalizzare la pastorale giovanile diocesana, confrontarvi su tali problemi, per scambiarci opinioni e suggerire rimedi,

Dettagli

CARTA DI CLAN Clan Sand Creek AGESCI Genova 50

CARTA DI CLAN Clan Sand Creek AGESCI Genova 50 CARTA DI CLAN Clan Sand Creek AGESCI Genova 50 COS'È IL CLAN Il Clan è una comunità dove si possono imparare nuove cose in un clima disteso che offre un opportunità che solo esso ci può dare. E importante

Dettagli

Diocesi di Savona Noli Ufficio Pastorale per i Problemi Sociali e il Lavoro Giustizia e Pace Salvaguardia del Creato

Diocesi di Savona Noli Ufficio Pastorale per i Problemi Sociali e il Lavoro Giustizia e Pace Salvaguardia del Creato Diocesi di Savona Noli Ufficio Pastorale per i Problemi Sociali e il Lavoro Giustizia e Pace Salvaguardia del Creato 30/11/2014 1 IL DISCERNIMENTO Adattamento de Il discernimento. Una comunità cristiana

Dettagli

LA COMUNICAZIONE: IDENTITA E TEMPO

LA COMUNICAZIONE: IDENTITA E TEMPO LA COMUNICAZIONE: IDENTITA E TEMPO SPAZIO DEL PRESENTE Come si percepiscono i Capi e le Comunità Capi. Una serie di pensieri emersi dalle chiacchierate fatte nelle Zone e nelle CoCa. [siamo in emergenza

Dettagli

<>

<<CORAGGIO, SONO IO>> Quaderno delle settimane 2014-2015 Il progetto Formativo ci presenta le settimane come una modalità in cui missione e formazione si intrecciano e si arricchiscono reciprocamente (PF

Dettagli

Come vivere senza ansia con accanto un amico di nome Gesù.

Come vivere senza ansia con accanto un amico di nome Gesù. PREFAZIONE Voglio sottolineare che questo libro è stato scritto su dettatura di Gesù Cristo. Come per il libro precedente, desidero con questo scritto arrivare al cuore di tante persone che nella loro

Dettagli

IL RUOLO DI ANIMAZIONE DEI CONSIGLI GENERALI E LA SUA INCIDENZA NELLA VITA DELLE PROVINCE Mario Aldegani CSI

IL RUOLO DI ANIMAZIONE DEI CONSIGLI GENERALI E LA SUA INCIDENZA NELLA VITA DELLE PROVINCE Mario Aldegani CSI IL RUOLO DI ANIMAZIONE DEI CONSIGLI GENERALI E LA SUA INCIDENZA NELLA VITA DELLE PROVINCE Mario Aldegani CSI Introduco con questa riflessione il lavoro dei gruppi linguistici di questo pomeriggio, illustrandone

Dettagli

SECONDA TAPPA verso il CoMiGi 12

SECONDA TAPPA verso il CoMiGi 12 SECONDA TAPPA verso il CoMiGi 12 Da discepoli a testimoni. La Parabola di Pietro. Il tema vuole mettere in luce quel discernimento che ha visto divenire Pietro da un semplice discepolo ad un testimone

Dettagli

Schema del cammino GG e giovani

Schema del cammino GG e giovani Schema del cammino GG e giovani Professione di fede GIOVANISSIMI La dignità della persona umana La vocazione cristiana Una chiesa di discepoli GIOVANI Una chiesa di inviati Prima, seconda e terza superiore

Dettagli

laici collaborazione Chiesa

laici collaborazione Chiesa Preghiamo insieme Prendi, Signore, e ricevi tutta la mia libertà, la mia memoria, il mio intelletto, la mia volontà, tutto quello che possiedo. Tu me lo hai dato; a te, Signore, io lo ridono. Tutto è tuo:

Dettagli

Istituto Comprensivo I. Nievo di San Donà di Piave(VE) PROGRAMMAZIONE DIDATTICA -CLASSI PARALLELE- SCUOLA PRIMARIA IRC

Istituto Comprensivo I. Nievo di San Donà di Piave(VE) PROGRAMMAZIONE DIDATTICA -CLASSI PARALLELE- SCUOLA PRIMARIA IRC Istituto Comprensivo I. Nievo di San Donà di Piave(VE) PROGRAMMAZIONE DIDATTICA -CLASSI PARALLELE- SCUOLA PRIMARIA IRC A.S. 2008-2009 IRC (Insegnamento della Religione Cattolica) PREMESSA Il percorso didattico

Dettagli

1. Una comunità con la gioia di crescere e di operare con entusiasmo a vantaggio di tutti

1. Una comunità con la gioia di crescere e di operare con entusiasmo a vantaggio di tutti Il Vescovo di Crema Alla Comunità Cristiana che è in Casaletto Vaprio, al parroco, don Achille Viviani, ai membri del consiglio pastorale, alle catechiste, ai diversi gruppi impegnati. Sono passate alcune

Dettagli

INTRODUZIONE. motivazioni e finalità

INTRODUZIONE. motivazioni e finalità Un mondo di bellissimi colori: io e l'ambiente. Tanti bambini tutti colorati: io e gli altri. Un bambino dai colori speciali: io e la famiglia. Avvento e Natale. Io e Gesù, una giornata insieme a Gesù.

Dettagli

È lo strumento educativo della parrocchia, il luogo della missione della parrocchia per i ragazzi, gli adolescenti e i giovani.

È lo strumento educativo della parrocchia, il luogo della missione della parrocchia per i ragazzi, gli adolescenti e i giovani. 1. 1. Oratorio: definizione. L Oratorio è una comunità che educa all integrazione vita-fede. È lo strumento educativo della parrocchia, il luogo della missione della parrocchia per i ragazzi, gli adolescenti

Dettagli

AZIONE CATTOLICA ITALIANA. Partecipazione e responsabilità dei laici nella Chiesa locale

AZIONE CATTOLICA ITALIANA. Partecipazione e responsabilità dei laici nella Chiesa locale AZIONE CATTOLICA ITALIANA ASSOCIAZIONE DIOCESANA DI TORINO Corso Matteotti, 11 10121 TORINO Tel. 011.562.32.85 Fax 011.562.48.95 E-mail: presidenza.ac@diocesi.to.it Partecipazione e responsabilità dei

Dettagli

A.G.E.S.C.I. Campania Zona Poseidonia PROGETTO EDUCATIVO DI GRUPPO MONTECORVINO1 2012-2014:

A.G.E.S.C.I. Campania Zona Poseidonia PROGETTO EDUCATIVO DI GRUPPO MONTECORVINO1 2012-2014: Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani A.G.E.S.C.I. Campania Zona Poseidonia PROGETTO EDUCATIVO DI GRUPPO MONTECORVINO1 2012-2014: 1 ART.21 STATUTO A.G.E.S.C.I. Il Progetto educativo del Gruppo,

Dettagli

dalla Messa alla vita

dalla Messa alla vita dalla Messa alla vita 12 RITI DI INTRODUZIONE 8 IL SIGNORE CI INVITA ALLA SUA MENSA. Dio non si stanca mai di invitarci a far festa con Lui, e gli ospiti non si fanno aspettare, arrivano puntuali. Entriamo,

Dettagli

STATUTO. Titolo Primo Principi

STATUTO. Titolo Primo Principi STATUTO Titolo Primo Principi Art. 1 - L «Associazione Italiana Guide e Scouts d Europa Cattolici» (della Federazione dello Scoutismo Europeo - Fédération du Scoutisme Européen), costituita a Roma il 14

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA Scuola dell Infanzia di VESTRENO A.S. 2013/2014

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA Scuola dell Infanzia di VESTRENO A.S. 2013/2014 PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA Scuola dell Infanzia di VESTRENO A.S. 2013/2014 Insegnante: BARINDELLI PAOLA PREMESSA: L insegnamento della Religione Cattolica nella scuola dell Infanzia

Dettagli

VEGLIATE E PREGATE 1 (A.

VEGLIATE E PREGATE 1 (A. NELLA BIBLIOTECA DEI CATECHISTI TESTI E SUSSIDI PER L ATTIVITA CATECHISTICA PREPARATI DAI COLLABORATORI DELL UFFICIO PER L EVANGELIZZAZIONE E LA CATECHESI La Biblioteca personale del catechista, e tanto

Dettagli

Istituto Comprensivo I. NIEVO SAN DONA DI PIAVE (VE) PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2014-2015

Istituto Comprensivo I. NIEVO SAN DONA DI PIAVE (VE) PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2014-2015 Istituto Comprensivo I. NIEVO SAN DONA DI PIAVE (VE) PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2014-2015 PREMESSA L Insegnamento della Religione Cattolica (I.R.C.) fa sì che gli alunni

Dettagli

Esperienza possibile Progettare un intervento pastorale su Social Network

Esperienza possibile Progettare un intervento pastorale su Social Network Esperienza possibile Progettare un intervento pastorale su Social Network Elaborazione di un esperienza pastorale utilizzando come mezzo di comunicazione un Social Network. I punti di partenza sono: Proposta

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE ANNO SCOLASTICO 2015/ 2016

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE ANNO SCOLASTICO 2015/ 2016 ISTITUTO COMPRENSIVO CARLO DEL PRETE DI CASSOLNOVO VIA TORNURA 1 27023 CASSOLNOVO (PAVIA) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE ANNO SCOLASTICO 2015/ 2016 SCUOLA PRIMARIA DI CASSOLNOVO:Fossati, Gavazzi e

Dettagli

LA FAMIGLIA CHE EDUCA

LA FAMIGLIA CHE EDUCA LA FAMIGLIA CHE EDUCA Messaggio alle famiglie - Pasqua 2009 Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola L educazione delle virtù umane è alla base dell educazione cristiana Il senso dell autorità La famiglia

Dettagli