#D2DWISTER. Introduzione al digitale e social network. WoW: World of WISTER. Collana di ebook a cura delle WISTER

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2 Introduzione al digitale e social network WoW: World of WISTER Collana di ebook a cura delle WISTER

3 Titolo: - Introduzione al digitale e social network Autore: AA.VV. a cura di Emma Pietrafesa Ottobre 2013 ISBN: Quest opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia. Garamond Editoria Digitale Roma Via Alessandria, 119 Tel.: Web:

4 Si ringrazia: Editore Agostino Quadrino Garamond Edizioni per la pubblicazione del presente volume; Stati Generali dell Innovazione, Direzioni s.r.l. e Soprintendenza per i Beni Architettonici e paesaggistici di Salerno ed Avellino per la realizzazione del Workshop Formativo di Padula. Un grazie di cuore: A tutte le autrici e autori: Anna Cantagallo, Nadia Caraffi, Sabina Ciuffini, Angela Creta, Rosa de Vivo, Settimio Di Rienzo, Alessandra Donnini, Flavia Marzano, Tiziana Medici, Merylin Monaro, Sonia Montegiove, Francesca Maria Montemagno, Emma Pietrafesa, Morena Ragone, Grazia Solazzo; Al gruppo delle revisore: Mariela De Marchi Moyano, Sonia Montegiove; Alla curatrice del volume: Emma Pietrafesa. Un ringraziamento speciale: Alla nostra artista: Elena Rossi, in arte IlGeko, per la realizzazione della copertina e la grafica; All anima della nostra RETE per il supporto e l ispirazione: Flavia Marzano. 4

5 SOMMARIO PREMESSA 8 CAPITOLO I - CHI SONO LE WISTER? 9 CAPITOLO II - DIREZIONI S.R.L. E PRIMO LEARNING MEETING: UN INTRODUZIONE AI LAVORI 13 CAPITOLO III - DOVE SONO LE NOSTRE PAROLE? 16 CAPITOLO IV - LEARNING MEETING: MODELLO E ATTUAZIONE 19 CAPITOLO V - STORIFY E LE STORIE CHE NASCONO E CRESCONO IN RETE 21 CAPITOLO VI - SOCIAL MEDIA E SOCIAL NETWORK TRA NUOVI MODELLI DI COMUNICAZIONE E WORK-LIFE BALANCE 25 Premessa Perché parlare di tecnologie e alfabetizzazione digitale al femminile? 28 Donne e Media: la situazione europea Social media e social network 30 I Social network site 31 Quale scegliere tra tanti? 31 Altri meno usati ICT e Work-life balance 33 Conclusioni 39 CAPITOLO VII - I SOCIAL NETWORK PER LE ISTITUZIONI 43 Vantaggi della scelta social 44 Facebook 45 Differenze account/pagina 47 Funzionalità pagina istituzionale 47 Come si #usa? Twitter 49 Come funziona 51

6 Quale comunicazione 53 Grafica 53 Contenuti 53 Twitter e il lancio di eventi 54 CAPITOLO VIII - LO STRUMENTO PERFETTO : TWITTER, TRA PRATICA E NORME 55 CAPITOLO IX - OLTRE IL SOCIAL NETWORK: UNO SGUARDO ALLE TECNOLOGIE E AGLI STRUMENTI CHE SONO DIETRO AL WEB 62 Le versioni del web (web 2.0 e web 3.0) 62 La profilazione degli utenti 64 Categorizzazione dei contenuti e sentimentanalysis 68 Conclusioni 70 CAPITOLO X - L INFLUENZA DEI SOCIAL NETWORK E L ILLUSIONE DELLA DEMOCRAZIA 72 CAPITOLO XI - LA VIA TELEMATICA E I SOCIAL NETWORK IN MEDICINA 76 Abstract 76 Introduzione 77 La via telematica in medicina e in riabilitazione 77 I social network in medicina 82 CAPITOLO XII - PERSONAL BRANDING E WEB OPPORTUNITÀ 83 Reputazione 83 Contenuti 84 Conversazioni 84 Comunità 86 Web opportunity 94 CAPITOLO XIII - COMUNICAZIONE E MARKETING DIGITALE 95

7 Introduzione 95 La comunicazione digitale nel marketing 98 CAPITOLO XIV - PROGETTO DONNE E TECNOLOGIA DELL EWMD DI REGGIO EMILIA 103 Il nostro progetto: Donne e Tecnologia 104 Target 104 Obiettivi 104 Descrizione dell iniziativa: attività programmate Convegno del 22 novembre Convegno del 23 Maggio Summerschool Un Ingegnere con l apostrofo, ideato e gestito dalla facoltà di Ingegneria Informatica 106 LINK UTILI 108 LA LOCATION: LA CERTOSA DI PADULA 109 La Certosa di San Lorenzo - Padula (SA) 110

8 PREMESSA A Padula il primo esperimento formativo dedicato alle donne. Il primo ma sicuramente non l ultimo (sono in programma già molti altri interventi: Milano, Napoli, Perugia, Pisa, Prato, Venezia, Cagliari, Bolzano,...). Lo abbiamo chiamato #D2D da Donna a Donna. Perché? Perché ci crediamo e perché spesso il divario digitale di genere è stato segnalato, ma raramente è stato fatto davvero qualcosa di concreto. Come? Con le tante competenze e tutta la passione che solo le donne sanno mettere in quello che fanno. Dove? Ovunque ci sia almeno una donna che abbia voglia di trovare uno spazio per la logistica e al resto ci pensano le #WISTER. Quando? Quando troviamo spazi e donne interessate a lavorare con noi. E non dimenticate UnaTech stay tuned! 8

9 CAPITOLO I - CHI SONO LE WISTER? di Flavia Marzano 1 Sono tanti anni, troppi anni, che mi occupo di pari opportunità. Ho iniziato da bambina pagando sulla mia pelle le differenze di una cultura antica e obsoleta che vede le donne come esseri inferiori, con minori diritti e con maggiori doveri. Mio padre mi ha aperto la strada della democrazia e dell amore per la scientificità, mia madre mi ha aperto la strada della logica, la mia professoressa di filosofia (del liceo classico) mi ha aperto la strada dell algebra booleana e dell epistemologia, ed è così che all Università ho scelto Scienze dell Informazione che metteva insieme tutti questi concetti. Entrata nel mondo del lavoro ho trovato ancora più forte la disparità che vedeva le donne segretarie e gli uomini tecnici e anche laddove le donne venivano riconosciute per la loro competenza purtroppo non godevano di pari diritti non solo economici (i dati italiani in proposito sono ancora molto tristi nei confronti delle medie europee) ma anche di riconoscimento. Quanti eventi, convegni, congressi vedono ancora solo relatori uomini anche laddove le competenze delle donne sarebbero di grande rilievo e interesse per la comunità scientifica! Comunità, appunto, le donne fanno comunità per storia e cultura ancestrale e così è stato anche per WISTER. Con alcune amiche ci scambiavamo via informazioni, inviti ad eventi, progetti, segnalazioni, libri, articoli e a luglio 2012, per semplicità di gestione, ho creato la mailing list WISTER: Women for Intelligent and Smart Territories. Nata con una decina di donne adesso dopo solo un anno siamo più di 300. Donne invitate da amiche, da amiche di amiche e così la Rete è cresciuta e con la Rete sono cresciute le nostre attività e si sono moltiplicati i nostri interventi. 1 Flavia Marzano, Informatica, Presidente di Stati Generali dell Innovazione, membro dell Innovation Advisory Group di EXPO2015, docente alla Sapienza di Laboratorio di Tecnologie per l Amministrazione Digitale, Coordinatrice del Comitato degli Esperti per l Innovazione di OMAT360, Consulente per la Pubblica Amministrazione e le imprese per l innovazione e lo sviluppo della Società dell Informazione e della Conoscenza, valutatore esperto del V, VI e VII Programma Quadro della Commissione Europea, blogger per Wired.it, Pionero e CheFuturo!. 9

10 Chi sono le WISTER? La prima uscita ufficiale è stata a ottobre 2012 alla Smart City Exhibition di Bologna, dove, grazie alla collaborazione di ForumPA ci siamo presentate, ci siamo contate e ci siamo guardate in faccia, abbiamo iniziato a raccogliere idee e progetti su come una città e un territorio non possano essere considerati smart se non sono inclusivi. La sala era pienissima con gente seduta per terra e la coda fuori di chi voleva partecipare. Abbiamo capito che stavamo facendo la cosa giusta e soprattutto nel giusto modo. Così passo dopo passo abbiamo iniziato a fare progetti iniziando da un piccolo progetto editoriale online Intelligenza in Genere, una rubrica delle WISTER. Su questa rubrica abbiamo scritto di Open Data, di Bilanci di Genere, di elezioni e di molto altro. Ripeto, un passo alla volta, senza prevaricazioni, senza primadonnismi (chissà perché le prime donne nel mondo del lavoro e delle tecnologie in particolare sono quasi sempre uomini) abbiamo continuato la nostra strada. Il passo successivo è stato l incontro #PianoD: come liberare le risorse delle donne tenuto a ForumPA 2013, dove abbiamo presentato 5 position paper nati in Rete, condivisi e cresciuti in Rete con la collaborazione di chiunque volesse partecipare grazie al wiki predisposto ad hoc e ospitato dall Associazione Stati Generali dell Innovazione. I 5 position paper ( Liberare le risorse delle donne nell impresa, Liberare le risorse delle donne nell amministrazione pubblica, Liberare le risorse delle donne nella comunità, Liberare le risorse delle donne nella scuola, nell università e nella ricerca, L Agenda Digitale come piattaforma per liberare le risorse delle donne ) sono stati presentati in plenaria e successivamente discussi su tavoli paralleli in modalità Open Talk in modo da consentire a chiunque di poter partecipare attivamente. Il risultato dei lavori e della discussione è stato poi pubblicato sul wiki di Stati Generali dell Innovazione. 10

11 Chi sono le WISTER? Durante questo incontro abbiamo pensato che fosse essenziale intervenire contro il digital divide di genere e abbiamo iniziato a pensare di organizzare una scuola di donne per donne, offrendo alle meno tecnologhe un opportunità di entrare nel mondo digitale. Era il 28 di maggio e in poco più di un mese e mezzo ci siamo trovate nella fantastica Certosa di Padula (SA) a fare un corso di formazione sui social network a una cinquantina di donne venute da tutta Italia. Un fine settimana speso bene sia per il posto meraviglioso che ci ha ospitato sia per l ambiente così caloroso che si è generato. Da lì al decidere di rifarlo e rifarlo e rifarlo il passo è stato brevissimo. Così nasce l idea di Milano e poi Prato, Perugia, Venezia, Cagliari e poi chissà intanto stiamo preparando sia il prossimo incontro alla Smart City Exhibition 2013 che all Internet Festival di Pisa. Ecco la breve/lunga storia delle WISTER. Un solo anno ma un gruppo già così forte e ricco di idee, proposte, attività e soprattutto di nuove amicizie nate tra persone diversissime in termini di competenze e attività, in termini di cultura e di età e provenienti da tutto il territorio (da Padova a Brindisi passando per tutte le Regioni d Italia). L essere donna e la voglia di fare è la cosa che ci accomuna, l entusiasmo e la passione oltre che la voglia di condividere sono il motore, la competenza e la disponibilità fanno di questo gruppo una speranza per un futuro più aperto e inclusivo per tutti e per tutte. Da pochissimo tempo è uscito anche il sito mentre da tempo stiamo lavorando su diversi social network (Facebook, Twitter, LinkedIn, Flickr, YouTube, ) oltre che con la mailing list. Abbiamo uno splendido logo, grazie a IlGeko e abbiamo appena iniziato una nuova campagna per segnalare gli eventi in cui le donne non sono sufficientemente considerate. In particolare segnaleremo con un semaforo gli interventi rossi (MOC: Man Only Conference) senza nessuna donna tra i relatori, gialli (WOC: Women Open Conference) con meno del 40% di donne tra i relatori e verdi (EOC: EqualOpportunity Conference) con almeno 40% di donne tra i relatori. 11

12 Chi sono le WISTER? E non finisce qui, grazie a Sabina Ciuffini durante il suo fantastico evento UnaTalks tenutosi a Milano il 23 aprile scorso, abbiamo deciso di lanciare l idea di una giornata contro il digital divide di genere, una giornata che sarà l ultimo sabato di maggio e che aiuterà le donne a non avere più mal di tech! Passo dopo passo, con tutte le persone che ci vorranno aiutare e che vorranno collaborare, ce la faremo a raggiungere un livello di civiltà che ci porti almeno nella media europea, non chiediamo molto no? Concludo con una frase di Sabina Ciuffini che riassume chiaramente passato, speranze e futuro: I segnali ci sono tutti, ma soprattutto c è, sepolto a differente profondità negli animi femminili di tutte le latitudini, un seme gravido di preoccupazione, un onniscienza femminile e casalinga che ci mette all erta quando qualcosa minaccia la nostra famiglia e la nostra comunità. Il conflitto arbitrario, il disprezzo di regole elementari porta in questa sorta di società dello spettacolo segni tangibili di sofferenza. Se per molti, soprattutto in occidente, l educazione formale che produce titoli di studio ha formato validi professionisti, capaci di competere, manca però l educazione non formale, quella dei valori condivisi che garantirebbe una competizione sana, degna di un pianeta civile. È un piccolo pianeta signore, sorelle, nonne, bambine 12

13 CAPITOLO II - DIREZIONI S.R.L. E PRIMO LEARNING MEETING: UN INTRODUZIONE AI LAVORI di Settimio Di Rienzo 2 L organizzazione del primo Learning Meeting sul digitale alla Certosa di Padula è stato fortemente voluto dalla Rete WISTER, dagli Stati Generali dell Innovazione e dalla Società Direzioni per rafforzare la propria presenza sul territorio. La Direzioni è una società di servizi che si occupa di migliorare le competenze digitali e di diffondere processi e metodi partecipativi per le imprese, le scuole, le associazioni e i cittadini. Opera nelle regioni del Sud Italia, in particolare in Campania e in Basilicata, sia sostenendo iniziative di sensibilizzazione sulle potenzialità della Rete, sia sperimentando nuove pratiche e metodi di partecipazione attiva e di sviluppo di tecnologie informatiche. In una società sempre più digitale, il ruolo del cittadino attivo che crea, collabora, scambia, interagisce, partecipa è e sarà un bisogno sempre più forte ed evidente. In Italia i livelli di acquisizione delle competenze digitali sono ancora molto bassi. Mentre lo Studio ISFOL 3 evidenzia che la maggior parte delle persone di età compresa tra 18 e i 64 anni esprime un grado di giudizio abbastanza o molto elevato rispetto all importanza nei prossimi anni di acquisire delle competenze informatiche di base e professionali, di fatto grosse fette della popolazione sono ancora escluse dal mondo digitale. In media solo un quinto considera le e-skills poco importanti, con valori più alti per le persone in cerca di occupazione. La percezione dell importanza delle competenze informatiche di base è più alta tra le persone (38,3%) che non tra le imprese (24,5%). 2 Settimio Di Rienzo è dal 2012 Amministratore Unico della società Direzioni S.r.l., con la quale ha partecipato al bando Start up del MIUR pubblicato a marzo di quest anno con un progetto finanziato sulla cultura a impatto aumentato. Esperto in progettazione europea e sviluppo locale, ha lavorato come consulente a diversi progetti regionali e nazionali. Dopo la laurea ha maturato esperienze all estero nell ambito della cooperazione internazionale. È appassionato di innovazione e partecipazione. 3 Rapporto ISFOL 2012 Le Competenze per l occupazione e la Crescita. 13

14 Direzioni S.r.l. e primo Learning Meeting: un introduzione ai lavori Anche in Europa, nonostante i progressi degli ultimi anni, i livelli di acquisizione delle competenze digitali restano bassi. Si stima che siano oltre 300 milioni le persone marginalizzate dall economia digitale e solo il 25% dei giovani in Europa ha alti livelli di Basic Internet Skills, dove alto significa riuscire a fare ricerche, inviare con allegati, chattare, usare un forum, scambiare file musicali e usare internet per chiamare 4. Il segnale della necessità di migliorare le e-skills viene da un mercato del lavoro, all interno dell Unione europea, che richiede sempre più il possesso di adeguate competenze digitali e informatiche; una disponibilità che, però, si scontra, paradossalmente, con la carenza di adeguate figure professionali ICT. Le stime parlano di circa 1 milione di posti di lavoro vacanti in Europa entro il Sebbene si tratti di una problematica trasversale per tutti i paesi dell Unione, in alcuni Paesi come l Italia si è registrato un calo dell occupazione relativa a posizioni di lavoro con competenze definite come high skills, a fronte di un aumento medio europeo del 2%. A ciò si accompagna un aumento della domanda per professioni a qualifica più bassa (3% low skills, cui si somma un minimo calo anche per le professioni a qualifica medium ); nel 2012 in Italia, infatti, solo il 4% delle imprese ha assunto o cercato di reclutare specialisti ICT, uno dei valori più bassi della UE-27+, insieme con Romania e Portogallo, valore pari alla metà della media UE (8%) 5. L Agenda digitale per l Europa (DAE), adottata nel 2010 come parte integrante della strategia Europa 2020, è lo strumento dell Unione per stimolare l economia digitale e affrontare problematiche sociali mediante l ICT. L Agenda digitale ha centrato molti dei suoi obiettivi ed è sulla buona strada per conseguirne molti altri. L uso regolare di internet è in costante aumento, in particolare tra i gruppi svantaggiati. Il numero di cittadini che non hanno mai usato internet è in diminuzione. Analogamente, gli acquisti online continuano ad aumentare, anche se il ritmo di crescita del commercio elettronico transfrontaliero è ancora troppo lento. La banda larga ad alta velocità ha mostrato i primi segni di decollo, comprese le connessioni superveloci, sopra i 100 Mbps. Tuttavia, rimangono differenze significative tra gli Stati membri, differenze che richiedono un azione politica europea attiva al fine di essere ridotte al minimo ed eliminate. Tra le nuove priorità da implementare tra il 2013 e il 2015 vi è anche quella di avviare una grande coalizione sulle competenze e i posti di lavoro in ambito digitale. La coalizione sarà appunto finalizzata all adozione di provvedimenti pratici per evitare che un milione di posti di lavoro nel settore dell ICT rimangano vacanti da qui al 2015 a causa della mancanza di personale qualificato. Una coalizione che dovrà assolutamente mettere insieme il settore pubblico e i privati per sostenere una crescita sempre più inclusiva 6. 4 The e-skills Manifesto [www.eskillsassociation.eu]. 5 Digital Agenda Scoreboard 2012 [http://ec.europa.eu/digital-agenda/]

15 Direzioni S.r.l. e primo Learning Meeting: un introduzione ai lavori In questo senso, gli investimenti finalizzati ad innovare la formazione, la didattica e i curriculum di studi universitari, per creare un solido legame con il mondo del lavoro, rappresentano forse la sfida più importante in un era dove il capitale umano è l elemento più potente per superare la crisi. Comprendere quali siano, effettivamente, le direzioni verso cui si evolvono le professionalità e come il digitale incida su queste, trasversalmente e in misura diversa, è assolutamente necessario. A questo proposito John Hagel III, dal Deloitte Center for the Edge, afferma che In the digital knowledge economy, human capital replaces natural resources as the basis of growth women are undoubtedly a growing force in the talent pool 7. L ICT, infatti, sarà sempre di più una leva fondamentale per imparare meglio e in modo più efficiente, pensare in modo creativo, innovare, coinvolgere la propria rete di relazioni nelle diverse attività, risolvere problemi complessi e promuovere un accesso continuo e più ampio alla conoscenza. La Rete WISTER rappresenta questo enorme potenziale legato al capitale umano nell economia digitale. Come testimonia il primo Learning Meeting, le donne hanno già capito quale sarà il loro ruolo nella società del futuro. 7 The e-skills Manifesto [www.eskillsassociation.eu]. 15

16 CAPITOLO III - DOVE SONO LE NOSTRE PAROLE? di Sabina Ciuffini 8 Questa notte ho sognato un sommergibile che portava un nome di donna e che saliva e risaliva dall abisso più profondo e ho pensato, svegliandomi, che come tutti i sommergibili sarebbe emerso all improvviso, come faranno le donne sorprendendo il mondo. Ma dove sono le nostre parole? Quelle delle madri, delle sorelle e delle figlie; le nostre parole non scorrono in superficie, rimangono invisibili, sono parole carsiche, forse per stanchezza, per abitudine o per eccesso di prudenza. Per questo è nato UnaQualunqueTalks, esperimento di verbalizzazione femminile risultato della collaborazione e delle conversazioni virtuali di casalinghe e madri, associazioni femminili, scrittrici e giornaliste, imprenditrici ed esperte di marketing e innovazione tecnologica che in quest ultimo anno hanno indagato, con metodi scientifici e informali, su quale sia la maggiore difficoltà che incontrano le donne italiane nel far emergere la loro voce nel discorso pubblico. Questa difficoltà è tanto più inspiegabile considerando il fatto che le donne italiane sono stimate e amate nel mondo, hanno carattere senza avere un brutto carattere, leggono, scrivono, amano, amministrano, cucinano, servono la famiglia senza riserve, hanno una sensualità naturale, un modo dolce di essere madri. Queste inascoltate donne italiane sono un brand planetario e non ci fanno caso. Ma il nostro Paese attraversa un momento così difficile che forse saremo costrette ad abbandonare l attitudine di spettatrici operose e per dovere, non per piacere, saremo costrette a diventare attrici propositive. Accettare di salire su un palco, prendersi la responsabilità di un esposizione assertiva ed efficace ha un forte valore simbolico visto che le doti migliori del narratore, 8 Sabina Ciuffini è stata scoperta per la tv da Mike Bongiorno per la trasmissione a quiz Rischiatutto ( ), di cui è stata la prima valletta parlante. Ha tenuto a battesimo la Tv del Mattino per le prime due edizioni, ha collaborato con Fabio Fazio e Claudio Baglioni al programma Anima mia e con Renzo Arbore alla trasmissione dedicata agli italiani nel mondo per Rai Educational. Attualmente promuove UnaTalks, un esercizio di verbalizzazione femminile per incrementare la partecipazione femminile al discorso pubblico, sul modello dell americano TedTalks. 16

17 Dove sono le nostre parole? in questo caso della narratrice, risiedono nella capacità di evocare in ciascuno collegamenti personali che lascino all ascoltatore la libertà di percorrere strade interiori di crescita. Gesti e parole di cui assumersi la responsabilità potrebbero rendere l esercizio efficace. Infatti sono ottimista, senza premeditazione e senza calcolo, che l esercizio di verbalizzazione proposto da UnaTalks alle donne italiane diverrà rapidamente virale. La comunicazione contemporanea sceglie ormai con forza il contenuto al posto del contenitore e non c è dubbio che in questa prospettiva le donne tutte, seppure in fase di elaborazione, dispongano del catalizzatore più forte del terzo millennio, la questione femminile appunto, a prescindere da quanto siano deboli, povere, anziane, stanche ed emarginate oppure vincenti, fortunate, sane e competenti. Volendo quindi dare un pulpito pubblico alle donne italiane che vogliono prendere la parola, abbiamo trovato una strada breve e diretta per un azione possibile ed efficace. Su suggerimento di molte, abbiamo scelto di copiare nel dettaglio il modello TedTalks sia per il suo successo planetario, sia per la sua formula che crea un collegamento diretto fra il luogo fisico dello speech (le parole delle donne) e la realtà del Web. UnaTalks (una qualunque di noi che prende la parola) è un meccanismo semplice, che basandosi sul lavoro di molte donne e superando ideologie e vecchi schemi, si propone di mettersi al servizio delle potenzialità femminili del Paese, per contribuire a correggere l isolamento, la frammentazione degli obiettivi e il digital divide. Innovazione sociale per via tecnologica che potremmo definire come «un racconto da costruire e condividere su tutto ciò che sta a cuore alle donne». Sappiamo che l impegno senza continuità è tempo sprecato, pensiamo quindi di ripetere lo stesso esercizio in luoghi differenti su tutto il territorio nazionale, viralizzandone i contenuti sul Web. Certo non sarà facile imparare a sviluppare un alchimia efficace fra testo e innovazione sociale e sarà fondamentale la scelta dei temi, alcuni già definiti, altri da costruire, ma la tradizione orale appartiene alle donne e il Web può creare network territoriali, proposte, emozioni e soluzioni condivise. Lo spazio teatrale come luogo fisico sembra adatto perché ricorda la piazza, il focolare, l agorà offrendo una piattaforma a narratrici e pubblico che permetta di passare dalla parola all azione e dalle idee ai fatti. La neutralità che a volte ostentiamo nei confronti dello status quo di genere non è per nulla neutrale. Tra il silenzio della subordinazione e la turbolenta voce della protesta cerchiamo la via di mezzo, diamo la parola a una qualunque di noi perché impari a diventare una demiurga benefica. 17

18 Dove sono le nostre parole? La cosa che più ci spaventa è il confronto con la performance del racconto. Gestualità, voce, ritmo dell esposizione, collegamenti a immagini e dati dovranno essere sperimentati per arrivare all efficacia utile a coinvolgere attivamente gli interlocutori. Esporre idee ed emozioni in modo sistematico è per le donne italiane una modalità di linguaggio nuova se paragonata all abituale monologo interiore femminile che rimane generalmente inespresso. Benvenute in questo racconto che è già vostro. 18

19 CAPITOLO IV - LEARNING MEETING: MODELLO E ATTUAZIONE di Tiziana Medici 9 Al Forum PA il 28 Maggio2013 arrivo per partecipare al Seminario Piano D: come liberare le risorse delle Donne. Mi interessa molto l argomento. Penso alle donne nella Pubblica Amministrazione, a quelle impegnate nell Impresa. Avevo già letto il Position Paper ospitato sul WIKI di Stati Generali dell Innovazione e scoperto la Rete WISTER. Woman for Intelligent and Smart TERritories. Il nome del gruppo mi ha ulteriormente convinto che ero al posto giusto nel momento giusto. Così è stato. La mia esperienza di lavoro divisa tra la Pubblica Amministrazione prima e l impresa poi, realizzata in un area interna del Sud Italia, mi ha insegnato che siamo in frontiera; viviamo in posti di frontiera; lontani fisicamente dai centri dove tutto accade e lontani dagli stimoli di innovazione che gravitano intorno alle metropoli. C è bisogno in queste zone più che in altre di persone intelligenti che trasformino questi posti in territori intelligenti. Questo compito spetta alle donne. Al sud ancora di più. Internet, la Rete e le nuove tecnologie ci hanno reso meno periferici e adesso possiamo colmare il gap. Possiamo farlo anche da così lontano, anche da quaggiù. Una sfida. Conosco Flavia Marzano. Un breve incontro, uno scambio di battute e poi ritornata a casa parte l idea. Due battute in una mail: facciamo qualcosa qui. Al sud. Flavia mi risponde sì. Partiamo. Nasce il D2D: #WISTERI Learning Meeting: Introduzione al Digitale e ai Social network. L incontro ha un format specifico: un weekend di formazione, di scambio dalle donne per altre donne. Il venerdì, si apre con una Sessione Plenaria. Un momento inclusivo aperto a tutti per spiegare le tematiche, l organizzazione dei Tavoli di Lavoro. 9 Tiziana Medici, consulente in Sviluppo Locale ed Europrogettazione, Manager in Pianificazione Territoriale Strategica. Esperta in processi partecipativi e tecniche di facilitazione per la progettazione partecipata nella pubblica amministrazione. 19

20 Learning meeting: modello e attuazione Il sabato l intera giornata è dedicata alla formazione/scambio. I tavoli di lavoro sono tre al massimo quattro. Le discenti scelgono il proprio tavolo, il proprio argomento e le docenti alternano momenti di teoria a esercizi pratici. Tecnicamente il Learning Meeting è un esperienza di Formazione dedicata alle donne; strutturata in due giorni con la partecipazione di esperte a livello nazionale di innovazione e cultura digitale. Durante il primo giorno viene illustrata la potenzialità di una società più inclusiva e più attenta alle trasformazioni legate al Web e al mondo digitale. Nella seconda giornata le partecipanti iscritte lavorano a singoli tavoli tematici: social network, Comunicazione, Marketing e Nuovi Media attraverso esercitazioni pratiche e semplici guidate dalle docenti. Ma il Learning meeting è una grande opportunità di fare rete. È anche una nuova metodologia di lavoro che si basa sullo scambio di saperi. La cultura dell innovazione in Italia si fa spazio tra le donne sempre di più. Anche l Istat (rapporto 2012) ha confermato che le donne utilizzano i social network più degli uomini 10. Le donne che utilizzano Facebook rappresentano il 54% del totale, quelle che utilizzano Twitter, che è pur considerato un social non da intrattenimento puro, rappresentano il 51%. Non c è storia invece su Pinterest, dove addirittura l 83% degli utenti è donna. In Italia le donne connesse sono 30,7 milioni, circa il 52% della popolazione. La Rete è ormai il luogo del confronto e della partecipazione. Capirne le regole, saperle gestire e utilizzare al meglio diventa quindi una necessità, un bisogno. Il learning Meeting della Rete WISTER nel suo format oramai consolidato verrà riproposto in tutta Italia con nuovi appuntamenti e tematiche sempre più attuali: pratiche sui social network, work-life balance, nuovi media, impatto sugli stili di vita, rischi e benefici, privacy, cybersecurity. Un esperienza umana e professionale unica. Si cena insieme, si pranza insieme. Ci si conosce, si mettono in cantiere altre proposte. Un laboratorio

21 CAPITOLO V - STORIFY E LE STORIE CHE NASCONO E CRESCONO IN RETE di Sonia Montegiove 11 Il racconto di un evento a più voci, dove ciascuno mette un pensiero, un immagine, una sensazione. Questo è Storify, uno strumento utile a ricostruire storie dal flusso di commenti, post, video, foto che corrono sui social network e che rischiano di rimanere isolati e non essere letti in modo unitario. Il racconto del primo learning meeting di Padula è stato questo: mettere insieme i pezzi di un grande puzzle, unire in un unica pagina i numerosi pensieri scritti da chi a Padula ha insegnato, da chi si è formato, chi ha organizzato e anche chi ha seguito a distanza o ha soltanto voluto commentare l iniziativa. Per ricostruire una storia e intercettare sui social media proprio i pezzi di quel puzzle e non di un altro c è bisogno di un elemento comune, una scatola in grado di contenere le parti giuste, ovvero un hashtag che accompagna i messaggi. Nel caso di Padula è stato scelto #d2dwister, che voleva proprio rappresentare l obiettivo di questo primo evento di formazione fatto da donne a favore di altre donne (il D to D, appunto). Una volta raccolti i pezzi giusti, per costruire il puzzle c è la necessità di avere uno schema di riferimento, un disegno di come vogliamo raccontare la storia. Non necessariamente si deve seguire un ordine cronologico. Il racconto può essere un flusso libero di pensieri e immagini, purché consenta a quanti leggono lo storify di comprendere cosa è successo durante l evento o di assaporare, almeno per il tempo della lettura, l atmosfera che si è respirata. Creare uno storify è piuttosto semplice dal punto di vista operativo. Se poi ci si è organizzati adeguatamente, si è scelto il giusto hashtag da attribuire all evento e 11 È analista programmatore e formatore presso il Sistema Informativo della Provincia di Perugia. Fa parte del gruppo di coordinamento del progetto LibreUmbria per l adozione di software libero in Pubblica Amministrazione. È giornalista per passione ed è entrata a far parte della redazione di Girl Geek Life, convinta che le donne possono essere avvicinate alle nuove tecnologie scrivendo in modo chiaro e selezionando le notizie nel modo giusto. 21

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