Osservazioni generali

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1 Legenda Documento di consultazione n. 5/2013 Regolamento su Obblighi di adeguata verifica della clientela e di registrazione Attuativo dell art. 7, comma 2, del decreto legislativo 21 novembre 2007 n. 231 Nella riga Commentatore i singoli soggetti dovranno inserire la loro denominazione abbreviata. Nella riga Osservazioni generali i singoli soggetti potranno inserire commenti di carattere generale. Nelle colonne Articolo e Comma andranno inseriti, rispettivamente, l articolo e il comma a cui si riferisce l osservazione e la proposta di modifica. Nella colonna Osservazioni e proposte andranno inserite le Osservazioni e le proposte di modifica. Commentatore Osservazioni generali ANIA In esordio e in via generale, si evidenzia l importanza della presente consultazione che, in un contesto di collaborazione, può finalmente consentire l effettivo adeguamento delle differenti terminologie, logiche, processi e prassi tipicamente bancari quali espressi da sempre all interno della normativa primaria e di quella secondaria antiriciclaggio/antiterrorismo al mondo assicurativo, che spesso ha tutt altre impostazioni per motivi storici, inquadramento giuridico e modalità operative. Si sottolinea, inoltre, che la normativa in parola dovrebbe sempre essere interpretata e applicata nel senso di limitare quanto più possibile gli adempimenti formali e procedurali, privilegiando invece l effettivo perseguimento degli obiettivi che la normativa stessa si propone di raggiungere. Non si vuole con questo sostenere che anche gli adempimenti di cui sopra non siano rilevanti o addirittura in qualche modo sottovalutare l importanza degli obblighi antiriciclaggio, quanto piuttosto rimarcare la necessità di razionalizzare gli sforzi organizzativi e finanziari dell intero mercato, concentrandoli sulla finalità di concreto contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Ci sembra necessario, insomma, che la sostanza debba prevalere sulla forma, ed è questa la principale chiave di lettura delle successive osservazioni e proposte del settore assicurativo. Correlativamente, altra chiave di lettura è soprattutto il ricorso, nella ordinaria e corrente operatività, all applicazione del principio dell approccio basato sul 1

2 rischio (RBA) e quindi la modulazione dell intensità e dell estensione degli obblighi di adeguata verifica in funzione del livello di rischio di riciclaggio/finanziamento del terrorismo e del più generale principio di proporzionalità e quindi l ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse tecniche e umane impiegate e la riduzione degli oneri a carico dei destinatari da parte delle imprese assicuratrici. Obbligo di astensione e restituzione Il mercato assicurativo manifesta estrema preoccupazione per le evidenti difficoltà connesse con l applicazione dell art. 16 dello schema di regolamento, norma che peraltro deriva dall art. 23, comma 1-bis, del d.lgs. n. 231 del L esistenza di tali difficoltà è ben comprovata dal fatto che lo stesso Ministero dell economia e delle finanze, dopo l emanazione del d.lgs. n. 169 del 2012 che ha introdotto il comma 1-bis nel citato art. 23, si è trovato immediatamente costretto ad intervenire con un comunicato, secondo cui l'applicazione del comma 1-bis è da considerarsi condizionata sospensivamente all'emanazione dei chiarimenti da parte dell'amministrazione che saranno improntati ad assicurare la continuità del rapporto banca-cliente, e in tal modo sostanzialmente a bloccare l applicazione della nuova previsione; detti chiarimenti non sono a tutt oggi intervenuti, sicché il citato comma 1-bis è da ritenere ancora in regime di sospensione per tutti gli intermediari finanziari. Sul piano pratico, le difficoltà maggiori per le imprese di assicurazione sono indubbiamente quelle correlate con i contratti stipulati prima dell entrata in vigore dell emanando regolamento e ancora in essere a detta data, per i quali le imprese stesse ben potrebbero non aver ancora effettuato un adeguata verifica giacché, ai sensi dell art. 22 del d.lgs. n. 231/2007, gli obblighi di adeguata verifica si applicano al primo contatto utile. Inoltre e soprattutto, le imprese, anche nei casi in cui abbiano effettuato un adeguata verifica sui contratti in questione, non possono di certo averla eseguita in conformità delle nuove disposizioni che l IVASS si accinge ad emanare e, fermo che dette disposizioni possono valere solo per il futuro, nello schema di regolamento nulla si dice su come le imprese stesse dovrebbero regolarsi al riguardo. Si propone pertanto quanto segue: 1) l intervento regolamentare in merito all obbligo di astensione e restituzione andrebbe posticipato alla emanazione dei sopra citati chiarimenti del MEF; 2

3 2) la normativa dovrebbe in ogni caso limitare espressamente l applicazione dell art. 16 ai soli contratti stipulati successivamente all emanazione dei predetti chiarimenti e all entrata in vigore dell emanando regolamento; 3) si dovrebbe precisare, inoltre e in ogni caso, che l adeguata verifica eventualmente già svolta sui contratti preesistenti al primo contatto utile, e sulla base della normativa in quel momento vigente, è da considerare validamente effettuata, mentre per gli altri contratti preesistenti, per i quali non sia stata ancora svolta l adeguata verifica, questa andrà effettuata al primo contatto utile successivo all andata a regime della nuova procedura. In tal senso va anche rilevato che solo nel caso di nuovi contratti la mancanza di adeguata verifica per carenza di collaborazione da parte del cliente potrebbe permettere di valutare quasi automaticamente l operazione come sospetta, poiché per i contratti preesistenti è ben possibile che il cliente, se non vi sono motivi di frequente contatto con l assicuratore, non sia sempre disponibile a fornire le ulteriori informazioni necessarie ed è ragionevole che tale comportamento non debba far pensare necessariamente ad un operazione sospetta. Inoltre, non è affatto chiaro quale debba essere il contenuto economico dell obbligo di restituzione nel caso di contratti in corso, cioè preesistenti, rispetto ai quali le imprese non siano in grado di effettuare l adeguata verifica: sarebbe necessario restituire il valore di riscatto, nei contratti in cui tale valore sussista? E, ove non vi sia un valore di riscatto, bisognerebbe restituire i soli premi versati, al netto degli oneri fiscali? Senza contare e tale considerazione vale in generale che il conto su cui far affluire gli importi in restituzione deve essere indicato dal cliente, il quale potrebbe non essere collaborativo al riguardo, e che, alla luce della nuova normativa europea e nazionale sui sistemi di pagamento, non è affatto sicuro che l impresa assicuratrice possa essere certa dell esatta corrispondenza tra IBAN fornito dal cliente e intestazione del conto al cliente medesimo. Tutto il già difficile contesto è infine ulteriormente aggravato da quanto previsto dall art. 27, comma 2, lett. d), dello schema di regolamento, che impone l obbligo di astensione (con conseguente restituzione, si deve supporre) anche nel caso che l adeguata verifica sia svolta da soggetti terzi e l impresa assicuratrice interessata accerti che essa non 3

4 è stata svolta correttamente! Da ultimo, si sottolinea con la dovuta enfasi che un applicazione della norma non temperata dal ricorso agli strumenti consentiti dalla stessa normativa antiriciclaggio e sopra ricordati (applicazione immediata solo ai nuovi contratti; applicazione al primo contatto utile per i contratti preesistenti ) comporterebbe uno smobilizzo delle riserve e un movimento di importi da restituire, da parte delle imprese assicuratrici vita, di rilevanza tale da poter arrivare a mettere a rischio o addirittura a compromettere la stabilità e solvibilità dell intero mercato assicurativo vita, con riflessi immediati e non calcolabili sui mercati finanziari e sulla stessa occupazione, per l evidente effetto domino che si innescherebbe. Effetti nocivi si avrebbero in ogni caso anche nei confronti dei clienti virtuosi, sui quali è stata effettuata l adeguata verifica, che indirettamente subirebbero ricadute finanziarie negative dalle predette operazioni di smobilizzo delle riserve ai fini delle procedure di restituzione in parola. A ciò si aggiunga, in parallelo, la possibilità di un utilizzo strumentale del rifiuto di collaborare all adeguata verifica da parte del cliente, conscio che così facendo l impresa gli restituirebbe quantomeno il premio versato, nel caso di polizze con rendimenti negativi o con scadenze temporali lontane, onde conseguire un vantaggio immediato. Temporanee caso morte/dread disease/long term care Pur consapevoli che anche le tipologie di contratto in questione rientrino nei rami vita e quindi siano sottoposte alla normativa antiriciclaggio/antiterrorismo, si ritiene comunque che esse, soprattutto nel caso dei contratti in forma collettiva (latamente intesi), rappresentino fattispecie per definizione a basso rischio, non avendo alcun contenuto di investimento finanziario ed essendo la relativa prestazione del tutto eventuale e legata al verificarsi di un evento aleatorio indipendente dalle parti del contratto. Di conseguenza, esse ben potrebbero rientrare nelle fattispecie previste dall art. 25, comma 6, lett. e), del d.lgs. n. 231/2007 e dallo stesso art. 20, comma 1, lett. d), dello schema di regolamento. Beneficiario In coerenza con quanto stabilito dal GAFI/FATF nella nota interpretativa della sua raccomandazione n. 10, nonché con quanto previsto nella proposta di quarta direttiva antiriciclaggio, si ritiene che il beneficiario (o l eventuale esecutore in luogo del beneficiario) debba essere identificato e ne debba essere verificata l identità esclusivamente 4

5 al momento della corresponsione della prestazione assicurativa. Va infatti tenuto conto che, come è noto, in sede di costituzione del rapporto i beneficiari possono essere, e per lo più sono, individuati anche solo genericamente (ad esempio, attraverso l indicazione gli eredi, gli eredi legittimi ecc.) e sono comunque revocabili in ogni momento (salvo le specifiche eccezioni previste dal codice civile). Né può ritenersi sostenibile un identificazione (e relativa verifica) per ogni variazione del beneficiario, tanto più che ai fini della normativa antiriciclaggio/antiterrorismo rileva solo il beneficiario che riceve effettivamente la liquidazione della somma dovuta. A meri fini di chiarezza, pertanto, si chiede conferma di ciò, così come che l adeguata verifica del beneficiario si limiti a quanto sopra esposto, senza spingersi oltre. Va poi considerato che il termine beneficiario identifica il destinatario della prestazione prevista da qualsiasi contratto di assicurazione dei rami vita e pertanto ricomprende anche i beneficiari di contratti di puro rischio, in cui le prestazioni sono legate esclusivamente al verificarsi di eventi quali il decesso, l invalidità e l inabilità dell assicurato (TCM, LTC, dread disease). E evidente che in tali casi il rischio di riciclaggio/finanziamento del terrorismo è da qualificare basso e in realtà è inesistente. La normativa in conclusione dovrebbe interessarsi del beneficiario solo alla scadenza del contratto, escludendo i beneficiari dei contratti di puro rischio. In questo contesto, non sembrano aver pregio né l obbligo di acquisire notizie in merito alle eventuali relazioni sussistenti tra il cliente, l esecutore e il beneficiario, se non (ed esclusivamente) al momento del pagamento della prestazione (v. art. 13, comma 2, secondo puntino, dello schema), né l obbligo di esercitare un controllo costante sul beneficiario nel corso del rapporto (v. art. 14, comma 1, dello schema). Si chiede pertanto di eliminare il riferimento al beneficiario nelle predette disposizioni. Lo stesso dicasi con riferimento agli artt. 25, comma 1, lett. b), e 31, comma 1, lett. b), salvo il caso che per la liquidazione della prestazione al beneficiario provveda l agente o il broker. Titolare effettivo sub 1 Non si può fare a meno di evidenziare come la posizione formale dell assicurato nella polizza vita non conferisca a costui alcun ruolo di rilievo e in questo senso non appare corretta la definizione data nella relazione di presentazione 5

6 al primo periodo di pag. 6, laddove l assicurato è configurato come titolare dell interesse e dei diritti derivanti dal contratto : infatti, se questo è ordinario in una polizza di assicurazione danni, non lo è assolutamente in una polizza vita, salvo il caso che l assicurato sia anche contraente o addirittura beneficiario. Né va dimenticato che, secondo un importante dottrina, l art cod. civ., relativo all assicurazione per conto altrui, sarebbe applicabile esclusivamente alle assicurazioni danni e non già a quelle vita. Per quanto detto, appare difficile riconoscere la correttezza e soprattutto l utilità della registrazione dell assicurato come titolare effettivo ; inoltre, la soluzione in questione implicherebbe difficoltà operative e gestionali assai notevoli - soprattutto nel caso delle polizze in forma collettiva, in cui gli assicurati possono essere migliaia di persone - giacché sarebbe necessario identificare con certezza ogni singolo assicurato attraverso l acquisizione e conservazione di copia del relativo documento di identità in formato cartaceo o elettronico (senza contare che, a stretto rigore, occorrerebbe poi verificare la validità di tale documento nel corso del tempo). A sostegno di quanto rappresentato soccorrono, a nostro avviso, anche il principio di proporzionalità e il principio dell approccio basato sul rischio. Nella denegata ipotesi che fosse confermata la scelta di qualificare gli assicurati come titolari effettivi nell ambito dell art. 28 dello schema di regolamento, si chiede anche in questo caso di limitare la portata dell innovativa previsione ai soli contratti stipulati a partire dall entrata in vigore del regolamento, risultando del tutto impossibili la ricerca e la ricostruzione delle situazioni pregresse, molte delle quali anche assai risalenti nel tempo. Tutto ciò considerato, va sottolineato anche che l eventuale mancata adeguata verifica (ben possibile per le fattispecie sopra delineate) potrebbe comportare, anche nei casi sopra illustrati, un obbligo di astensione-restituzione con le pesantissime conseguenze relative. Titolare effettivo sub 2 Potrebbe essere utile avere ulteriori indicazioni sull individuazione del titolare effettivo sub 2, analogamente a quanto previsto dal provvedimento della Banca d Italia sull adeguata verifica della clientela (v. allegato 1 di detto provvedimento). Si fa in particolare riferimento alla possibilità che, in assenza dell indicazione di un titolare effettivo, possa ritenersi tale il soggetto preposto all amministrazione della società. 6

7 Titolare effettivo in generale In aggiunta a quanto sinora detto in merito alle due fattispecie di titolare effettivo delineate dall art. 2, comma 1, lett. y), si rileva quanto segue. La predetta lettera y) individua il titolare effettivo come persona fisica per conto della quale il cliente stipula il contratto o dispone l operazione o come persona fisica che controlla il cliente-persona giuridica. In parallelo, l art. 28 individua il titolare effettivo, nel caso di contratto (anche collettivo) per conto altrui, nell assicurato. Deriva da tutto ciò che, secondo i casi, ai sensi della normativa si potrebbe dar luogo alla coesistenza di una pluralità di titolari effettivi a diverso titolo, considerando anche la differenza sostanziale tra l operare per conto di qualcuno e lo stipulare un contratto per conto altrui: ad esempio, in una polizza collettiva stipulata da una società per conto dei propri dipendenti, si avrebbero come titolari effettivi sia tutti gli (anche molto numerosi) assicurati e le persone fisiche che controllano la società contraente. Ci si domanda se tale effetto sia coerente con il concetto di titolare effettivo proposto dalla normativa (art. 1, comma 2, lett. u), del d.lgs. n. 231/2007). Esecuzione da parte di terzi L esecuzione da parte di terzi rappresenta da sempre uno dei punti di maggiore delicatezza della normativa antiriciclaggio/antiterrorismo, in quanto vede normalmente il coinvolgimento di due soggetti (l impresa assicuratrice e la banca) entrambi destinatari di detta normativa e quasi sempre dotati di procedure, prassi e strumenti del tutto autonomi e diversi tra di loro. A ciò si aggiunga che l impresa assicuratrice mantiene la piena responsabilità dell adempimento degli obblighi e che essa può avvalersi di soggetti terzi per tutte le fasi dell adeguata verifica tranne una, e cioè il controllo costante nel corso del rapporto continuativo. In tale quadro, il meccanismo delineato dalla norma primaria e dal conseguente schema di regolamento per creare una solo apparente continuità tra detti soggetti risulta farraginoso (attestazione, bonifico con apposito codice, carta di pagamento) e, soprattutto, non ha trovato sino ad oggi alcuna concreta applicazione in fatto, nel senso che, a quanto consta, nessuna banca (o intermediario finanziario distributore) rilascia detta attestazione. Peraltro, la disciplina in parola è stata da noi costantemente interpretata nel senso che per banche, Bancoposta e 7

8 sim in qualità di collocatori (e cioè di intermediari assicurativi iscritti nella sezione D del RUI) valga l art. 35 del d.lgs. n. 231/2007 (espressamente richiamato nell art. 24, comma 3, dello schema di regolamento), a mente del quale detti soggetti sono considerati, in quanto soggetti presso i quali ha luogo l apertura del rapporto o l effettuazione dell operazione, parte integrante dell impresa assicuratrice e devono dunque assolvere agli obblighi di adeguata verifica della clientela (sia per i rapporti sia per le operazioni) per conto dell impresa di cui collocano i prodotti, operando come se fossero agenzie di assicurazione. Si chiede conferma di tale interpretazione; inoltre, e in ogni caso, si chiede di prevedere un tempo congruo per poter concretamente attuare gli artt. 24 e seguenti dello schema di regolamento qualora la banca o Bancoposta rivestano invece effettivamente la qualità di terzi (si tratta del caso in cui il cliente effettui o riceva un pagamento presso la propria banca o presso Bancoposta, con i quali però l impresa assicuratrice interessata non abbia accordi di distribuzione in corso). Infine la fattispecie è resa ora ancor più complessa dalla scelta peraltro in contrasto con la normativa primaria di considerare terzi proprio gli agenti e i broker, che invece sono sempre ed esclusivamente parte integrante della struttura dell impresa assicuratrice (v. sempre art. 35 del d.lgs. n. 231/2007). Si ritiene che tale impostazione non sia corretta, così come non si ritiene corretto che l art. 25, comma 1, lett. b), dello schema di regolamento: 1) non prenda in considerazione anche i produttori diretti iscritti nella sezione C del RUI e i dipendenti/collaboratori/produttori/incaricati iscritti nella sezione E del RUI medesimo; 2) citi invece i mediatori creditizi e gli agenti in attività finanziaria, che non possono svolgere attività di intermediazione assicurativa in quanto tali, ma solo se iscritti al RUI; 3) attribuisca ad agenti e broker il solo potere di identificare la clientela (intesa in senso lato), tra l altro in aperta contraddizione con quanto stabilito dal successivo art. 31, comma 1. A ulteriore conferma della nostra tesi, richiamiamo quanto espressamente precisato dalla CONSOB nel documento da essa recentemente posto in pubblica consultazione e recante le disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela da parte dei promotori finanziari, in particolare nella relativa nota esplicativa: i promotori, infatti, vengono qualificati ad ogni effetto e senza alcuna possibilità di eccezione parte integrante della struttura organizzativa degli intermediari finanziari per i quali operano, e non si vede per quale ragione gli intermediari assicurativi possano essere considerati diversamente nel loro rapporto con le imprese assicuratrici. 8

9 Da ultimo, si ritiene che i termini bonifico e carta di pagamento, così come usati nello schema di regolamento (v., in particolare, art. 26), abbiamo valore essenzialmente esemplificativo e quindi si debbano intendere come comprensivi anche di ogni altra forma di ordine di addebitamento sui conti del cliente. Operazioni occasionali Si ritiene che far riferimento alle operazioni occasionali non sia né corretto né utile, in quanto nel settore assicurativo a differenza di quello bancario non esistono operazioni occasionali nel senso già espressamente e ripetutamente precisato dalla Banca d Italia (e cioè non riconducibili ad un rapporto continuativo, in concreto le operazioni per cassa presso uno sportello bancario). Ed infatti, sia le operazioni in entrata (pagamento premi, ancorché aggiuntivi ; rimborso prestiti) sia quelle in uscita (riscatti; prestiti; prestazioni) sono evidentemente tutte originate dal contratto e ad esso conseguenti, e dunque non potrebbero sussistere se il contratto stesso non fosse stato stipulato e non fosse in corso. Il regolamento, pertanto, non dovrebbe mai fare riferimento a detta tipologia di operazioni, bensì alle operazioni tout court. Nella denegata ipotesi che l osservazione non venisse accolta, si chiede quantomeno di precisare che cosa si intenda esattamente per operazione occasionale in campo assicurativo. Entrata in vigore Alla luce della circostanza che il nuovo regolamento avrà in ogni caso significativi e onerosi riflessi sia sull adeguata verifica sia sulla tenuta dell archivio unico informatico-aui, si chiede che lo stesso preveda un congruo termine per la propria entrata in vigore (un anno o quantomeno un periodo nove mesi pari a quello concesso dalla Banca d Italia al settore bancario e finanziario per l adeguata verifica), con conseguente logico slittamento alla medesima data, per il settore assicurativo, anche dei nuovi obblighi relativi all adeguata verifica e rilevanti ai fini della tenuta dell AUI (il che di fatto differisce, per tali obblighi, anche l entrata in vigore del provvedimento sulla tenuta dell AUI nei confronti dello stesso settore assicurativo). Inoltre, il comma 2 dell art. 35 prevede che il regolamento si applichi a tutti i rapporti continuativi in essere alla data della sua entrata in vigore, senza alcuna differenziazione o condizione, mentre l art. 22 del d.lgs. n. 231/2007 più opportunamente distingue tra contratti nuovi e contratti preesistenti e, in ordine a questi ultimi, dispone l applicazione della normativa solo in occasione del primo contatto utile successivo all entrata in vigore della 9

10 normativa stessa. Lo schema di regolamento, pertanto, dovrebbe adeguarsi al decreto, onde non modificare quanto previsto dalla norma primaria. Inoltre, per quanto riguarda l obbligo di restituzione in assenza di adeguata verifica, come già detto occorre limitarne l applicazione ai soli contratti stipulati, una volta entrato in vigore l emanando regolamento, a partire dall emanazione anche dei chiarimenti attesi al riguardo da parte del MEF. Infine, anche per l individuazione degli assicurati come titolari effettivi sia nelle polizze individuali sia per quelle in forma collettiva (qualora la si volesse confermare), ripetiamo che occorre limitarne l applicazione ai soli contratti stipulati a partire dall entrata in vigore del regolamento. Cogliamo l occasione per ricordare, anche se in un contesto obiettivamente diverso, la seguente problematica. Causali analitiche Nelle osservazioni presentate in sede di pubblica consultazione del provvedimento sulla tenuta dell AUI avevamo chiesto di chiarire, per evitare equivoci sul piano operativo, quali fossero tra le diverse causali analitiche quelle da utilizzare, a seconda dei casi, per l afflusso e il deflusso delle risorse. La Banca d Italia, nel convincimento di dare un contributo positivo, ha spiegato nel resoconto della suddetta consultazione di avere accolto la nostra richiesta, eliminando le causali D9 (incasso premi) e D8 (liquidazione prestazioni). In tal modo, in realtà, le imprese assicuratrici si vedono private di due causali a carattere unitario specifiche per le assicurazioni e particolarmente utili in vari casi, tra cui soprattutto il caso di pagamenti misti (utilizzo di diversi mezzi di pagamento) e di reinvestimenti. Pertanto, come anticipato in occasione di un incontro con i competenti Uffici dell IVASS, ci troviamo nell esigenza di dover chiedere il ripristino dello status quo ante, anche in parallelo con quanto previsto nell ambito delle causali 10

11 analitiche proprie del settore bancario. Articolo Comma Osservazioni e proposte 2 1, lett. e) Come già esposto nelle Osservazioni generali, la definizione di beneficiario, nella sua genericità, non può che ricomprendere sia i beneficiari alla scadenza contrattuale (nel caso di contratti di assicurazione che prevedano una scadenza prestabilita) sia i beneficiari in caso di morte dell'assicurato nel corso del contratto. In questo modo vengono ricompresi anche i beneficiari caso morte dei contratti di puro rischio, in cui le prestazioni sono legate esclusivamente al verificarsi di eventi quali il decesso, l invalidità e l inabilità dell assicurato (TCM, LTC, dread disease). Tali contratti hanno come uniche cause delle prestazioni principali eventi previsti anche in taluni contratti assicurativi danni (quali ad esempio le polizze infortuni/malattia), contratti danni per i quali non è prevista l applicazione dell adeguata verifica. Il premio versato oltretutto è in proporzione nettamente inferiore alla prestazione erogata dall impresa. Natura e scopo dei contratti di puro rischio sono, come ad esempio per i contratti r.c.auto, già intrinseci nei contratti stessi, che vengono sottoscritti dal contraente con sole motivazioni di tutela/programmazione successoria. Anche in relazione alla valutazione di adeguatezza dei contratti di puro rischio, la dichiarazione da parte del contraente di insussistenza di persone da tutelare determina una conseguente inadeguatezza della sottoscrizione del contratto. 11

12 2 1, lett. f) Si chiede pertanto di riformulare la lett. e), definendo come beneficiario il solo beneficiario a scadenza oppure escludendo dal novero i contratti di puro rischio. Al riguardo, si osserva che la parola cliente non rientra nella terminologia tecnica assicurativa, che prevede invece la figura del contraente, inteso come colui il quale stipula/conclude o ha intenzione di stipulare/concludere un contratto di assicurazione. Inoltre, la lettera f) reca una definizione di cliente in parte diversa da quella contenuta nel provvedimento sulla tenuta dell AUI) e nel provvedimento della Banca d Italia sull adeguata verifica ( colui che dispone operazioni anziché colui che compie operazioni ) e la differenza potrebbe generare confusione. Si chiede pertanto di riformulare la lettera f) sostituendo cliente con contraente e descrivendolo come la persona fisica o giuridica che stipula o intende stipulare un rapporto continuativo vita ovvero dispone operazioni con un impresa assicuratrice , lett. h) Nella definizione di dati identificativi, alla frase o nel caso di soggetti diversi da persona fisica, la denominazione, la sede legale e il codice fiscale sarebbe opportuno aggiungere o, per le persone giuridiche, la partita IVA, in analogia a quanto previsto dalla definizione dei dati identificativi di cui all art. 1, comma 2, lett. g), del d.lgs. n. 231/ , lett. j) Nella precedente disciplina AUI, per esecutore si intendeva il soggetto che esegue operazioni per conto di altro soggetto ; nella nuova, invece, si intende il soggetto a cui siano conferiti i poteri di rappresentanza per operare in nome e per conto del cliente o del beneficiario. La precedente formulazione, assolutamente generica, consentiva di identificare e qualificare come esecutore qualunque persona, diversa dal contraente della polizza, che pagasse il premio con assegno proprio o di terzi. Sulla base della nuova formulazione l IVASS ha precisato che, nel caso di un pagamento di premio programmato nelle condizioni di polizza (in pratica già quietanzato), non è necessario acquisire alcuna delega/procura; al contrario, nel caso di pagamenti di premi non programmati, e cioé aggiuntivi, occorre acquisire la delega/procura del cliente-contraente della polizza. Appaiono affatto evidenti le difficoltà operative e gestionali connesse con tale eventuale verifica. Senza contare 12

13 che né l ordinamento civile (v. artt e 1273 cod. civ., rispettivamente in tema di espromissione e di accollo), né la normativa assicurativa impediscono di per sé estinzioni di obbligazioni anche in assenza di delega/procura. Si chiede pertanto conferma che, al fine di verificare l esistenza del potere di rappresentanza in caso di pagamenti di premi/versamenti aggiuntivi, sia sufficiente richiedere all esecutore una delega con firma autografa del contraente della polizza. D altro canto, una soluzione diversa, e quindi la richiesta di una vera e propria procura notarile come prassi ordinaria, costituirebbe un reale ostacolo all incasso dei premi aggiuntivi e in definitiva all investimento di risparmio da parte della clientela, con conseguenti gravi effetti negativi sulla produzione nel settore assicurativo. In tale ottica, il primo periodo della lettera j) andrebbe riformulato nel modo seguente: Il soggetto delegato ad operare in nome e per conto del cliente o del beneficiario, ancorché privo di formale potere rappresentativo , lett. p) 1, lett. q) Il denaro contante non è previsto tra i possibili mezzi di pagamento del premio di una polizza vita (v. art. 47, comma 3, del regolamento ISVAP n. 5/2006). Non solo: anche in fase di uscita (liquidazione prestazioni) le imprese assicuratrici non possono usare denaro contante, non essendo tra i soggetti abilitati espressamente previsti dall art. 49, comma 1, del d.lgs. n. 231/2007, a meno che la liquidazione avvenga tramite banca o Bancoposta. Si chiede pertanto di riformulare la lettera p) eliminando il riferimento al denaro contante o, quantomeno, riferendo il suo possibile utilizzo alla sola fase di liquidazione delle prestazioni. Per la definizione di operazione comprensiva anche delle operazioni occasionali, si rinvia alle Osservazioni generali e alla definizione di cui all art. 2, comma 1, lett. s). 1, lett. s) Come anticipato nelle Osservazioni generali, la definizione di operazioni occasionali nel senso già precisato dalla Banca d Italia (e cioè non riconducibili ad un rapporto continuativo ) appare adattarsi al mondo bancario ma non a quello assicurativo, in quanto le condizioni di assicurazione di una polizza sulla vita non prevedono operazioni non riconducibili al rapporto continuativo. Qualunque tipo di operazione effettuabile dal contraente nel corso della durata contrattuale è prevista espressamente nelle condizioni di assicurazione e pertanto riconducibile al rapporto continuativo: ad esempio, gli stessi versamenti aggiuntivi e il riscatto sono, seppur non obbligatori, 13

14 previsti dalle condizioni di assicurazione e dunque un versamento aggiuntivo oppure il riscatto della polizza non possono essere considerati operazioni occasionali, a meno che non si intenda ricomprendere tra tali operazioni tutte quelle che, seppur riconducibili al rapporto continuativo, il contraente non è tenuto ad effettuare per obbligo contrattuale. Si chiede pertanto che la definizione venga eliminata. Nella denegata ipotesi che la richiesta non venisse accolta, si chiede quantomeno di precisare che cosa si intenda esattamente per operazione occasionale in campo assicurativo. 2 1, lett. w) La definizione prevede che un rapporto continuativo, per definirsi tale, deve dare luogo a più operazioni e non esaurirsi in una sola operazione. Si richiama al riguardo il caso dei contratti sulla vita a premio unico iniziale senza previsione contrattuale di eventuali versamenti aggiuntivi. Per questi contratti, in caso di cambio di contraenza prima della scadenza contrattuale, sia per il contraente iniziale sia per il successivo contraente, il rapporto continuativo potrebbe esaurirsi in una sola operazione (il pagamento del premio unico iniziale per il primo contraente, la liquidazione del capitale maturato alla scadenza contrattuale per il secondo contraente). Si chiede pertanto di riformulare la lettera w) eliminando il riferimento ad una sola operazione. 2 1, lett. y) Diversamente da quanto previsto dal provvedimento sulla tenuta dell AUI e dal provvedimento della Banca d Italia sull adeguata verifica per i quali la presenza del titolare effettivo sub 1 si configura solo in relazione alle operazioni, si gestisce nell ambito delle stesse mediante il tipo informazione 9 e la sua indicazione relativa ad un operazione effettuata nell ambito di un rapporto continuativo deve essere riportata solo nel caso in cui il titolare della stessa sia diverso dal titolare effettivo del rapporto lo schema di regolamento prevede che il titolare effettivo sub 1 si possa configurare anche in relazione ai rapporti continuativi in quanto tali. Tale previsione pur trovando spiegazione nell art. 28 dello schema di regolamento, dove viene specificato che, nei casi in cui il rapporto continuativo si configuri come contratto per conto altrui, il contraente assume la qualifica di cliente e l assicurato, presunto titolare dell interesse tutelato dal contratto assicurativo, quella di titolare effettivo del rapporto continuativo risulta quindi in contrasto con quanto disposto dai sopra citati provvedimenti. 14

15 Si chiede pertanto di uniformare la definizione di titolare effettivo sub 1 a quella recata dai richiamati provvedimenti, eliminando il riferimento ai rapporti continuativi. Inoltre, ricordando quanto esposto nelle Osservazioni generali, si chiede di accludere all emanando regolamento lo stesso allegato tecnico 1 del provvedimento della Banca d Italia sull adeguata verifica. In ogni caso, si chiede di fornire chiarimenti in merito alle seguenti fattispecie: - sottoscrizione di polizza da parte di società fiduciaria che agisca per conto di uno o più fiducianti. Si chiede se, come nel provvedimento della Banca d Italia, in questi casi la fiduciaria debba fornire all assicuratore esclusivamente informazioni in merito ai fiducianti, e non anche informazioni su sé stessa; - individuazione del titolare effettivo nel caso di cliente non persona fisica controllato da un soggetto che, se fosse cliente, sarebbe sottoposto al regime di adeguata verifica semplificata (ad esempio, banca o società quotata). E dubbio se, in tal caso, si debba procedere o meno alla ricerca della persona fisica o delle persone fisiche che, in ultima istanza, esercitano il controllo sul soggetto che a sua volta controlla il cliente; - quanto ai trust e alle fondazioni, occorrerebbero indicazioni in merito all individuazione del controllo di fatto, che determinerebbe la qualificazione della persona fisica che eserciti tale controllo quale titolare effettivo del cliente , lett. b) 3 Relativamente agli intermediari assicurativi, l ambito di applicazione dello schema di regolamento esclude sia gli intermediari assicurativi di cui all art. 109, comma 2, lett. c), CAP (e cioè i soggetti che esercitano l intermediazione assicurativa per conto e sotto la piena responsabilità di un impresa di assicurazione) sia gli intermediari assicurativi di cui all art. 109, comma 2, lett. e), CAP (e cioè i soggetti addetti all intermediazione per conto di agenti, broker, banche, ecc.). Si chiede pertanto, come già accennato nelle Osservazioni generali, di estendere l ambito di applicazione anche a tali intermediari. Si ritiene che il termine omogeneità sia eccessivo, in quanto evoca una sostanziale uniformità di comportamento 15

16 4 5 4 che può essere difficile (o persino controproducente) garantire all interno dell azienda o del gruppo societario rispetto alla vasta gamma della casistica possibile: si propone pertanto di sostituire la parola omogeneità con coerenza, che esprime una tendenziale convergenza di comportamenti, sia pure salvaguardando le particolarità di valutazioni e adattamenti secondo le circostanze della singola fattispecie. In ogni caso si evidenzia che, nell analogo provvedimento della Banca d Italia, quest ultima ha accolto la nostra richiesta, sostituendo appunto omogeneità con coerenza, e non sembrano esservi ragioni specifiche per differenziare tra i due provvedimenti. Non è chiaro a quali precise fattispecie abbia riguardo la disposizione. Leggendo il provvedimento della Banca d Italia sull adeguata verifica, emerge che essa si riferisce in particolare agli obblighi di congelamento previsti nei confronti di soggetti inseriti nelle liste comunitarie per il contrasto del finanziamento del terrorismo e dell attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale. Si chiede pertanto di voler precisare a quali fattispecie abbia riguardo la disposizione. 3, lett. a) Nell ultimo capoverso si afferma che assumono rilievo le informazioni circa la natura, le caratteristiche e l area geografica di interesse degli eventuali titolari effettivi e beneficiari. Poiché il titolare effettivo è sempre una persona fisica, non appare chiaro come intendere le informazioni circa la natura e le caratteristiche di detta persona che le imprese dovrebbero considerare rilevanti. Si evidenzia inoltre che nell analogo provvedimento della Banca d Italia l area geografica dell eventuale titolare effettivo non è proprio presa in considerazione e, anche in questo caso, non sembrano esservi ragioni specifiche per differenziare tra i due provvedimenti. In linea con quanto esposto nelle Osservazioni generali, torniamo a sottolineare che, in merito al beneficiario, le informazioni sarebbero da acquisire esclusivamente al momento della liquidazione della prestazione assicurativa, altrimenti le imprese si troverebbero a dover effettuare un monitoraggio continuo, e inevitabilmente informatizzato, del beneficiario medesimo nonché degli eventuali nuovi beneficiari, senza alcun reale vantaggio per l efficacia del sistema di contrasto del riciclaggio/terrorismo. 5 3, lett. d) Si rileva che taluni criteri indicati appaiono troppo generici. Si chiede pertanto di precisare che, in merito alle informazioni utili a definire il profilo di rischio del territorio, le imprese possono avvalersi di fonti pubbliche, quali le relazioni di inaugurazione dell anno giudiziario nonché le 16

17 relazioni annuali della Direzione nazionale antimafia e del Ministero dell interno sull attività della Direzione investigativa antimafia-dia e sull attività delle Forze di Polizia, lo stato dell ordine e della sicurezza pubblica e la criminalità organizzata. Si chiede anche di specificare con maggior grado di profondità sia gli organismi internazionali dei quali poter utilizzare eventuali rilievi, inserendo come esempi il GAFI, il MoneyVal e la Corte di Giustizia dell Unione Europea, sia le eventuali fonti dalle quali trarre i testi delle sentenze di condanna. 5 4, lett. b) La disposizione in esame, in tema di elementi (concernenti il rapporto continuativo o l operazione) da considerare ai fini della valutazione del rischio di riciclaggio/finanziamento del terrorismo, comprende anche la fattispecie di rapporti instaurati e gestiti esclusivamente mediante l interposizione di soggetti iscritti nella sezione E del RUI. Sembra da ciò potersi dedurre che il predetto utilizzo di canali di private banking vada considerato di per sè stesso a maggior rischio ai fini di riciclaggio. Peraltro, i suddetti intermediari sono da considerare a nostro avviso anch essi parte integrante della catena distributiva dell impresa assicuratrice ai fini della normativa antiriciclaggio/antiterrorismo, come sostenuto sub art. 3, comma 1, lett. b), e pertanto si chiede di espungere la suddetta fattispecie dall articolo in esame. Anche in questo caso, e in linea con quanto esposto nelle Osservazioni generali, torniamo poi a sottolineare che, in merito al beneficiario, le informazioni sarebbero da acquisire esclusivamente al momento della liquidazione della prestazione assicurativa, altrimenti le imprese si troverebbero a dover effettuare un monitoraggio continuo, e inevitabilmente informatizzato, del beneficiario medesimo nonché degli eventuali nuovi beneficiari, senza alcun reale vantaggio per l efficacia del sistema di contrasto del riciclaggio/terrorismo. Si ritiene infine che per pagamento della prestazione assicurativa si intendano in questo caso il pagamento di riscatti e prestiti e la liquidazione della prestazione contrattuale. Si chiede conferma di ciò. In ogni caso, si ricorda che anche in fase di uscita (pagamento/liquidazione delle prestazioni) le imprese assicuratrici non possono usare denaro contante, non essendo tra i soggetti abilitati espressamente previsti dall art. 49, comma 1, del d.lgs. n. 231/2007, a meno che la liquidazione avvenga tramite banca o Bancoposta. 17

18 , lett. c) Per quanto riguarda gli elementi di valutazione del rischio inerenti ai rapporti continuativi e alle operazioni, il secondo capoverso riguarda aspetti legati sia all ammontare sia alla frequenza, ma in essi la frequenza sembra elemento preponderante. 4, lett. d) Si propone quindi di modificare la voce definita dalla lettera c) come segue: ammontare e/o frequenza delle operazioni. Si chiede di fornire indicazioni sui criteri di valutazione dei versamenti di premi aggiuntivi (ad esempio soglie di frequenza e di importi), analogamente a quanto succede per l individuazione delle operazioni frazionate. 6 Nel primo periodo si afferma che Nei gruppi assicurativi in cui la profilatura del cliente non è accentrata, essa viene effettuata dalle singole società anche sulla base delle informazioni utilizzate dalle altre società per l assegnazione della classe di rischio al medesimo cliente. Nel periodo successivo, in merito alla profilatura del rischio per lo stesso cliente di più società del gruppo, si afferma invece che Ciascuna società assume, per uno stesso cliente, il profilo di rischio più elevato tra quelli assegnati da tutte le società del gruppo. Non appare chiaro il rapporto tra i due periodi sopra riportati, e in particolare se la fattispecie del secondo periodo si riferisca anch essa all ipotesi della profilatura del rischio non accentrata. Si chiede pertanto un chiarimento al riguardo , lett. Nel capoverso, l inciso di cui alle lettere a) ed e) non sembra corretto. Pertanto, anche in coerenza con il provvedimento della Banca d Italia sull adeguata verifica, si propone di sostituirlo con il seguente: di cui alle lettere da a) ad e) (e sempre sottolineando che l identificazione e verifica dell identità del beneficiario debbono essere effettuate al momento della corresponsione della prestazione assicurativa: vedi osservazioni relative agli artt. 8, comma 1, lett. b), e 11, comma 8, lett. c)). Come anticipato nelle Osservazioni generali, si ritiene che fare riferimento alle operazioni occasionali non sia né 18

19 b) corretto né utile, in quanto nel settore assicurativo non esistono operazioni occasionali nel senso già precisato dalla Banca d Italia (e cioè non riconducibili ad un rapporto continuativo ). Ed infatti, sia le operazioni in entrata (pagamento premi, ancorché aggiuntivi ; rimborso prestiti) sia quelle in uscita (riscatti; prestiti; prestazioni) sono evidentemente originate dal contratto e ad esso connesse, e dunque non potrebbero sussistere se il contratto stesso non fosse stato stipulato e non fosse in corso. Il regolamento, pertanto, non dovrebbe mai fare riferimento a detta tipologia di operazioni, bensì alle operazioni tout court , lett. b) 1, lett. b) ed e) 2 Per opportuna chiarezza, si chiede di sostituire l inciso Nei casi indicati sub a) e b) con Nei casi indicati al comma 3, lettere a) e b). In coerenza con quanto esposto nelle Osservazioni generali e nel commento dell art. 11, comma 8, lett. c), dello schema di regolamento, si chiede di inserire, dopo le parole eventuale esecutore, l inciso al momento della corresponsione della prestazione assicurativa. In coerenza con quanto esposto nelle Osservazioni generali, si ritiene che l adeguata verifica nei confronti del beneficiario debba limitarsi esclusivamente all identificazione ed alla verifica dell identità del medesimo, ovviamente sempre al momento della corresponsione della prestazione assicurativa. Quanto al primo periodo del comma 2, non viene menzionata la figura dell ordinante, che ai fini della tenuta dell AUI va identificato obbligatoriamente nelle operazioni eseguite sulla base di ordini di accreditamento (v. art. 7, comma 3, del provvedimento sulla tenuta dell AUI). Si chiede quindi come occorra comportarsi, atteso che il citato provvedimento è rivolto anche alle imprese di assicurazione, e se l ordinante, ove diverso dal cliente, debba qualificarsi esecutore. Quanto al secondo periodo del comma 2, tralasciando il disposto dell art. 29 dello schema di regolamento, appaiono affatto evidenti le difficoltà operative e gestionali connesse con l acquisizione delle informazioni relative al conferimento della procura con potere di rappresentanza. Senza contare che né l ordinamento civile (v. artt e 1273 cod. civ., rispettivamente in tema di espromissione e di accollo), né la normativa assicurativa impediscono di per sé estinzioni di obbligazioni anche in assenza di delega/procura. Si chiede pertanto conferma del fatto che, al fine di verificare l esistenza del potere di rappresentanza in caso di 19

20 pagamenti di premi/versamenti aggiuntivi, sia sufficiente richiedere all esecutore una delega con firma autografa del contraente della polizza. D altro canto, una soluzione diversa, e quindi la richiesta di una vera e propria procura notarile come prassi ordinaria, costituirebbe un reale ostacolo all incasso dei premi aggiuntivi e in definitiva all investimento di risparmio da parte della clientela, con conseguenti gravi effetti negativi sulla produzione del settore assicurativo. Infine si ricorda che, per il beneficiario, l identificazione e la verifica dell identità dovrebbero essere effettuate esclusivamente al momento della corresponsione della prestazione assicurativa. 9 4 L inciso quando questi siano soggetti diversi da una persona fisica non appare corretto, in quanto: 1) l esecutore può essere presente anche nel caso in cui il cliente o il beneficiario siano persone fisiche; 2) secondo la formulazione attuale, il caso di cui al punto 1 rientrerebbe nell ambito dell operatività a distanza, il che non appare condivisibile giacché tale operatività presuppone l assenza di qualunque contatto fisico con il cliente, con il beneficiario o con chi a tutti gli effetti li rappresenta (v. artt. 2, comma 1, lett. j), e 29 dello schema). Il fatto poi che l identificazione del beneficiario debba essere effettuata alla presenza dello stesso (altrimenti si rientrerebbe nell ambito dell operatività a distanza ) ben potrebbe rendere più lunga e macchinosa la procedura di liquidazione nel caso di pluralità di beneficiari, specialmente se residenti in diverse località. Ciò potrebbe costringere le imprese assicuratrici a modificare le loro clausole contrattuali nel senso di prevedere che gli ordinari trenta giorni per la liquidazione della prestazione decorrano non soltanto dalla ricezione di tutta la documentazione richiesta in polizza, ma anche dal corretto espletamento degli obblighi di identificazione e verifica dell identità di tutti i beneficiari. In ogni caso, si ritiene che beneficiari appartenenti alle categorie degli eredi testamentari e legittimi, considerata anche la documentazione che devono produrre per attestare la loro qualità, non dovrebbero in nessun caso essere considerati a distanza, né conseguentemente essere sottoposti alle specifiche verifiche dell operatività a distanza. Infine si ricorda che, per il beneficiario, l identificazione e la verifica dell identità dovrebbero essere effettuate 20

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