Europa. in Nord-Ovest. le nostre regioni registrano un Pil in netto crollo. aiuti alle famiglie e alle imprese

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1 qgb00inkareigjksjkbnf0qlzsn+tcisrolbklcqyl001waqvd0i/a== (in) Europa Anno II - Numero 40 4Ottobre Euro 0,10 in Nord-Ovest l Crisi economica, le nostre regioni registrano un Pil in netto crollo l Infrastrutture, gli imprenditori del Piemonte: «Mancano i soldi» in Nord-Ovest l Piano di sviluppo della Lombardia, aiuti alle famiglie e alle imprese l Ecco My-Link, per i pendolari sarà più facile viaggiare in treno (92 ) Direttore responsabile: Giancarlo Ferrario - Autorizzazione tribunale di Milano n. 655 del 5 novembre Stampa: Tipografia Litosud - Pessano con Bornago - Milano - Via Aldo Moro, 2

2 l (in) Primo Piano (2 ) (in) Europa - 4 Ottobre 2010 IL PRIMO A PARLARNE Il copyright del termine bamboccioni va riconosciuto all allora ministro dell'economia Tommaso Padoa-Schioppa ( nella foto ) che lo usò, nel 2007, nel corso di un audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato per illustrare la Finanziaria. Illustrando i benefici della futura manovra si era lanciato in una filippica contro iragazzi che stavano ancora alle dipendenze dei genitori. Un fenomeno che continua a crescere E pure io figuro tra i contagiati... ( GIUSEPPE POZZI) (pgu) Forse sono tra le persone meno indicate per parlare di bamboccioni, visto che me ne sono andato da casa solo a 33 anni, quando mi sono sposato. Ma non potevo nemmeno chiedere di scrivere questa introduzione al mio collega, che di anni ne ha 32 ese ne andrà ad abitare insieme alla fidanzata solo l anno prossimo, quando si sposerà... Insomma, questo per dire che il fenomeno dei bamboccioni è davvero sempre più diffuso e i dati dell ultimo Rapporto Istat che vi proponiamo qui sotto lo dimostrano. Spiegazioni? C è chi punta il dito contro la crisi economica e le difficoltà di trovare un lavoro a tempo indeterminato che consenta di fare progetti e di pensare con tranquillità al futuro; chi se la prende con genitori troppo apprensivi o paurosi di restare da soli; chi ce l ha con i diretti interessati, cioè i giovani che stanno così bene che chi glielo fa fare di cambiare una situazione così comoda. Poi si può pure arrivare al caso del ministro per la Pubblica Amministrazione e l Innovazione, Renato Brunetta, che vorrebbe buttare tutti i bamboccioni fuori da casa, magari incentivandoli con un bonus. Una cosa è certa: non si può fare di tutta un erba un fascio. I casi di Giuseppe Carlotti, autore di Non sono un bamboccione e di Benedetta Cosmi che ha scritto Non siamo figli contro-figure, e che vi raccontiamo nelle pagine seguenti, sono lì a testimoniarlo. E poi, cari genitori, di solito i bamboccioni non sono tipi violenti, al massimo si deprimono un po. Di solito... I numeri del Rapporto Istat 2009 inquadrano bene il fenomeno I bamboccioni sono ormai 7 milioni Oltre il 40% per motivi economici 18-34enni che vivono con almeno un genitore(%) Maschi (pgu) I numeri non lasciano dubbi: il fenomeno dei bamboccioni è in netta crescita: sono circa 7 milioni i giovani tra i 18 e i 34 anni che vivono ancora insieme ai genitori. E il Rapporto 2009 dell Istat, presentato lo scorso maggio, gli ha addirittura dedicato uno specifico capitolo, «Giovani e famiglia: un disagio crescente nella permanenza lunga». Constatato che non èun fenomeno nuovo per il nostro Paese, al contrario di quel che avviene nel Nord Europa dove igiovani appena possono se ne vanno da casa, c è da dire che va cambiando la tipologia e le motivazioni dei cosiddetti bamboccioni. Basta dare un occhiata alle due tabelle pubblicate qui sotto per rendersene conto: la quasi totalità dei figli resta in famiglia fino a24 anni (il 96,9% di quelli tra 18 e19anni, l 86,1% di quelli tra 20 e 24), ma la percentuale continua aessere elevata anche tra i 25-29enni (59,2%), attestandosi al 28,9% tra i 30 e i 34 anni. Sono in gran parte occupati (42,5%) anche se, per effetto della crisi, la percentuale è in calo rispetto all anno precedente, mentre gli studenti costituiscono un terzo del totale dei giovani figli (33,4%). Forti appaiono le differenze digenere: i ragazzi rinviano l uscita più di Femmine Totale CLASSI DI ETA anni 96,1 97,0 96,2 96,9 96,2 96, anni 91,1 90,6 82,6 81,4 86,8 86, anni 69,7 68,8 49,9 48,8 59,9 59, anni 36,9 37,8 21,0 19,8 29,0 28,9 RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE Nord-Ovest 62,2 62,0 51,3 45,5 56,7 54,0 Nord-Est 64,8 60,0 49,3 44,6 57,3 52,4 Centro 65,9 66,0 53,1 49,7 59,5 58,1 Sud 71,8 71,2 56,1 59,3 63,9 65,3 Isole 65,8 72,0 54,1 54,8 60,0 63,7 Totale 66,3 66,0 52,9 50,9 59,6 58,6 Fonte: Istat quanto non facciano le ragazze. Analizzando la serie storica, si nota come la situazione dei 18-19enni, legata principalmente al proseguimento degli studi, èsimile nei diversi anni, mentre sono i 30-34enni in famiglia che quasi triplicano tra il 1983 e il 2009, passando dall 11,8 al 28,9%. Rilevante èanche la crescita dei 25-29enni, che passano dal 34,5 del 1983 al 59,2% del In merito, invece, alla motivazione che spinge i giovani a restare con i genitori sono oggi i problemi economici ad essere segnalati per primi, seguiti dalla necessità di proseguire gli studi, mentre è in calo il numero di quelli che lo scelgono e che sostengono «sto bene così, mantengo comunque la mia autonomia». C è, poi, un altro fenomeno, messo in evidenza dal rapporto Istat, in costante crescita e che crea ancora maggiore preoccupazione: igiovani Neet (Not in education, employment or training), cioè quelli che non lavorano e non frequentano corsi di studi. Nel 2009 in Italia ci sono ormai poco più di due milioni di giovani (il 21,2% della popolazione tra i 15 e i 29 anni) che risultano fuori dal circuito formazione-lavoro. Un fenomeno che vede una crescita maggiore tra i maschi, residenti nel Nord, e con un medio o alto titolo di studio. Perché vivi ancora in famiglia? (%) Sto bene così Sto ancora Motivi studiando economici SESSO Maschi 44,3 35,4 26,7 27,4 34,9 40,1 Femmine 36,0 26,1 39,0 42,5 32,8 40,3 CLASSI DI ETA anni 31,6 25,0 64,6 71,6 27,1 23, anni 38,6 31,1 39,5 41,3 33,7 40, anni 43,3 32,4 20,2 19,8 37,0 47, anni 48,3 36,5 7,9 5,1 35,6 44,3 RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE Nord-Ovest 45,6 32,5 29,2 33,1 30,6 37,8 Nord-Est 49,5 33,5 28,2 34,9 32,7 37,7 Centro 42,2 31,1 32,3 32,0 34,6 43,1 Sud 31,7 27,5 36,3 38,1 35,5 41,7 Isole 37,1 35,7 33,0 28,2 37,7 39,6 Totale 40,6 31,4 32,1 34,0 34,0 40,2 Fonte: Istat

3 (in) Europa - 4 Ottobre 2010 LA PROPOSTA DI BRUNETTA L anno scorso, il ministro per la Pubblica Amministrazione e l Innovazione, Renato Brunetta ( nella foto ), prima ha lanciato la proposta di una legge che «obblighi i figli ad uscire di casa a 18 anni», poi ha previsto di dargli 500 euro al mese per aiutarli a realizzare questo obiettivo. Per i 500 euro si parlava di sgravi, detrazioni sugli affitti, borse di studio, prestiti d'onore, incentivi per l imprenditorialità... l (in) Primo Piano (3 ) Il parere della nota sociologa della famiglia Chiara Saraceno «La causa? Scarsa formazione e un lavoro poco flessibile» L immagine-locandina simbolo del film Tanguy che racconta la storia di un 28enne che non vuole però lasciare la casa dei genitori, nonostante essi facciano di tutto per "cacciarlo". A fianco, la sociologa Chiara Saraceno Chi è ( GIULIANA PEDROLI) (pgu) Laureata in Filosofia, Chiara Saraceno è una delle sociologhe italiane di maggior fama. Fino al 2008 è stata docente di Sociologia della Famiglia presso la facoltà di Scienze politiche all'università di Torino. Attualmente è professore di ricerca presso il Wissenschaftszentrum für Sozialforschung di Berlino. E anche collaboratrice del sito "lavoce.info", e de La Repubblica. E' stata presidente della Commissione di indagine sull'esclusione sociale dal 1999 al Dal 2000 al 2001 ha rappresentato l'italia nel Social Protection Committee dell Unione europea.si occupa di temi che riguardano la famiglia, i rapporti tra le generazioni, i rapporti e le disuguaglianze di genere, la povertà e sistemi di welfare. Ha pubblicato diversilibriesvariatiarticoli su riviste scientifiche e volumi nazionali e internazionali. (pgd) Bamboccioni, viziati, Peter Pan, eterni adolescenti o chiamateli come volete, ma di loro si è parlato e detto tanto, a proposito ea sproposito. Ma chi sarebbero? Sono gli ultratrentenni che continuano a vivere in casa dei genitori, che obbligano le madri a occuparsi del loro bucato; per i quali i padri sono tenuti a versare assegni da qui all eternità, in attesa di un lavoro adatto alle proprie attitudini, perché così la legge consente, è stato detto e scritto. Ne parliamo con la sociologa Chiara Saraceno, che da anni studia l evoluzione della famiglia italiana. «Il termine bamboccioni, più che dei Peter Pan che non vogliono crescere ma pieni di spirito di avventura, evoca l immagine di bambini mal cresciuti e viziati. E una immagine che interpreta la difficoltà dei giovani a diventare autonomi come se fosse la conseguenza di una scarsa fibra morale edella mancanza di volontà. Invece se i giovani italiani rimangono a lungo nella famiglia di origine dipende in larga misura da un mercato del lavoro che ha scaricato su di loro tutta l insicurezza e la flessibilità, dopo averli preparati poco e male tramite un sistema formativo molto carente. Al punto che c'è chi - tra i politici -si tranquillizza quando vede che la crisi e la disoccupazione hanno colpito soprattutto i giovani, perché dà per scontato che tanto ci penserà la famiglia a fare da cuscinetto». In effetti, tra i giovani che restano in famiglia, il 40,2% dà come motivazione i problemi economici o la necessità di proseguire gli studi (34%); solo per il 31,4% si tratta di una libera scelta. Un problema anche per il futuro del nostro Paese? Premesso che sono ancora molti coloro che stanno in casa con i genitori per scelta, o perché lo ritengono una cosa normale fino a che non si formano una famiglia propria, a differenza dei loro coetanei di altri Paesi, ciò che va segnalato è che negli ultimi anni sono contemporaneamente aumentati coloro che continuano a viverecon i genitori anche oltre i trent anni e coloro che invece vorrebbero autonomizzarsi, ma non possono. Ciò segnala che si sono aperte tensioni tra le aspettative - che stanno cambiando - e le possibilità di realizzarle in un tempo ragionevole. Peraltro, va ricordato che -stante la situazione del mercato del lavoro e l assenza di protezioni sociali degne di questo nome (una indennità di disoccupazione decente e accessibile a prescindere dal tipo di contratto di lavoro da cui si proviene) chi esce di casa senza rete corre un rischio di povertà più elevato. Questa lunga dipendenza dei giovani t «Data l assenza di protezioni sociali degne di questo nome chi esce di casa senza rete corre un rischio di povertà più elevato» dalla solidarietà dei genitori non provoca solo un ritardo nei progetti di vita e nello sviluppo di capacità di autonomia nella vita pratica. Produce anche forti disuguaglianze sociali, tra chi ha una rete alle spalle e chi no. t «Perché non fare una politica degli affitti che faciliti l uscita da casa dei giovani senza doversi impegnare in mutui ventennali garantiti dai genitori?» Cosa pensa dovrebbe fare la nostra società per venire in aiuto a questi giovani? E sbagliata l idea di offrire una dote a questi giovani - come ha fatto il ministrobrunetta -per venire loro incontro magari per pagare gli studi all università o comprare una casa? L'emigrazione è eventualmente la strada possibile per i giovani con buoni livelli di formazione. Non lo è per chi invece ha un titolo di studio basso, o una formazione mediocre. In Italia ci si limita ad annunci spot, che avrebbero una portata comunque irrilevante e soprattutto che non colgono il nodo grosso. Invece di promettere (slavo dimenticarsene subito) 500 euro (al mese? a chi? a quali condizioni?) perché non usare quelle risorse per riformare l indennità di disoccupazione in direzione universalistica? I primi a beneficiarne sarebbero proprio i giovani, che ora sono esclusi da quasi ogni protezione se perdono il lavoro. E perché non fare una politica degli affitti che faciliti l uscita da casa senza doversi impegnare in mutuiventennali garantiti dai genitori? Invece si toglie l Ici sulla prima casa, che avvantaggia i proprietari (per lo più nelle età centrali e anziane) a prescindere dal reddito. E, naturalmente, che si investa in una scuola e università di qualità. Quella della formazione è davvero una tragedia nel nostro Paese. Non perché non ci siano situazioni dignitose e punte di eccellenza. Ma tutto è lasciato al caso,alle decisioni e investimenti idiosincrasici di ministri ma anche professori. C'è poi la generazione boomerang, formata da quei giovani che, dopo un periodo fuori casa, tornano ad abitare presso l abitazione dei genitori. In questo caso a chi o cosa imputare la cosa? Economia ferma, precariato, ecc? Se non c'è altra rete che quella della famiglia è alla famiglia che ci si rivolge, se si può. Peraltro, non sono solo i giovani che non ce la fanno a reggere il costodell affitto e delle bollette una volta che scade il contratto di lavoro senza che venga rinnovato. Il ritorno a casa può riguardare i o le separate, che hanno bisogno di aiuto economico o nella cura dei figli. E la cosiddetta ri-coabitazione può anche riguardare anziani divenuti fragili che non possono più vivere da soli. Certo, il pendolarismo dei giovani fuori e dentro la famiglia è la spia della difficoltà a fare programmi di lungo periodo. Ma ci sono anche quelli che vivono piacevolmente sulle spalle altrui, pretendono, non si adattano a sporcarsi le mani, si nascondono dietro un fantomatico corso di studi che non si conclude mai... Questi fenomeni possono esserci dovunque. Ma una società che dà per scontata la lunga dipendenza dai genitori (e addirittura la sanziona per legge), che è rigorosa solo nel rendere difficile l accesso alle risorse per la vita adulta - un lavoro pagato in modo decente e con un orizzonte temporale ragionevole - mentre non pone nessun vincolo al calendario della formazione, incentiva anche questi fenomeni, o non li scoraggia abbastanza.

4 l (in) Primo Piano (4 ) AL CINEMA E AL TEATRO La figura del bamboccione ha spesso fatto capolino sul palcoscenico e sul grande schermo. Il film più famoso è forse "Tanguy", con un Eric Berger (nella foto ) che non vuole lasciare la casa dei genitori. A teatro, invece, si (in) Europa - 4 Ottobre 2010 potrebbe citare il giovane Tommasino di Natale in casa Cupiello, commedia scritta da Eduardo de Filippo nel La psicoterapeuta Giuliana D Angelo punta il dito contro mamme e papà Quando sono i genitori a impedire la crescita ( A LFREDO D RAICCHIO) (daf) Cosa succede quando un ragazzo adulto non vuole formarsi una famiglia e preferisce rimanere nel suo vecchio nucleo familiare procrastinando il momento di andarsene? Ce lo spiega la dottoressa Giuliana D Angelo ( nella foto ) psicoterapeuta familiare a Milano. «La mia esperienza mi impone di pensare che ci sono diverse dinamiche che portano un giovane ascegliere di rimanere nella casa di famiglia dopo aver completato l iter di studio odopo aver trovato un lavoro. Non tutti icasi sono uguali: ho incontrato situazioni molto diverse da famiglia afamiglia, ma posso dire che in via generale negli ultimi dieci anni esiste nei giovani l accentuata tendenza arimanere in casa di papà e mamma. Le motivazioni non sempre vanno ricercate nelle difficoltà economiche che affliggono la società. Non è sempre vero, come èstato detto, che il fatto di non trovare un lavoro precario o alla giornata induca il giovane a non uscire dalla casa paterna». Certo non navighiamo nell oro... In passato in Italia si sono palesati tanti periodi di difficoltà economica dai quali però il fenomeno bamboccioni in casa non ha mai preso piede come succede oggi. Certo l insicurezza e le scarse prospettive fuori di casa incidono, ma non sempre. Senza andare molto lontano si pensi alle migrazioni dei giovani dal Sud verso il Nord Italia negli anni 50 e 60, una vita spesso difortuna che portava i giovani nelle grandi fabbriche del Nord e in certi casi le scarsità di mezzi dei genitori induceva i figli a spedire soldi alle famiglie rimaste al Sud. Nei colloqui che faccio emerge spesso una mancanza di desiderio nel costruire, di diventare generativi. Quali sono le altre cause di questo comportamento? C è, ad esempio, la paura di diventare grandi che implica tutta una serie di meccanismi. Come il rifiuto di costruire se stessi eorganizzare da soli la propria vita: la professione, una famiglia, i figli che il giovane adulto non riesce ad accettare perché non si sente in grado di sostenere. Da dove nasce questa paura di diventare grandi? Ha radici profonde nel rapporto con igenitori. Un rapporto spesso scorretto perché sono gli stessi genitori che presentano ai figli una realtà adulta poco allettante, disegnano cioè una vita fuori di casa con i colori e tinte sbagliate tanto da far apparire disincentivante e poco desiderabile lasciare casa. Insomma, qualche mamma, o qualche papà ci mettono anche del loro... Le motivazioni di questo comportamento, riscontrato più volte, ha molteplici cause. Ansie e paure spesso sono indotte dalle madri, paure non reali perché le famiglie sono sempre presenti nella vita dei figli: non è certo la mancata vigilanza dei genitori che può cambiare le cose. Un atteggiamento persino dettato da un inconsapevole interesse personale della madre stessa che pensa come sarebbe scomodo non poter contare sulla presenza costante dei figli. Con questo atteggiamento cerca di evitare o posticipare un passaggio della vita per lei faticoso e in certi casi anche doloroso che gli psicologi definiscono fase del nido vuoto. Più di una volta ho avuto modo di percepire lapaura di entrambi genitori che dicono: «I figli si devono occupare di me perché io mi sono occupata di loro»: concetto assolutamente sbagliato se non addirittura dai tratti patologici. Spesso però i giovani dichiarano che una volta da soli non potranno permettersi un tenore di vita identico a quello lasciato in casa dove alcune spese le pagava papà. Che ne dice? t «Ansie e paure spesso sono indotte dagli stessi genitori che presentano ai figli una realtà adulta poco allettante» Questo avviene solo se le agiatezze vengono messe al primo posto, prima degli affetti; ma anche questa motivazione sembra una scusa per non affrontare la realtà. Ci sono tanti giovani che invece lo fanno lo stesso con spirito avventuroso, arrangiandosi. La situazione economica di oggi che disincentiva l andare a vivere da soli diciamo che ha messo in evidenza situazioni che stavano sotto traccia; ma non è la causa scatenante della difficoltà ad allontanarsi dalla casa dei genitori. Poi ci sono anche situazioni a metà, nè carne nè pesce. E vero, molti giovani non si sentono del tutto autonomi perché le famiglie li sovvenzionano con somme più o meno larghe aseconda del reddito familiare. Oppure, soprattutto le ragazze, vivono a casa loro, ma passano ore al telefono con la madre. Anche questo è un problema. Quindi? I genitori di oggi devono fare una profonda riflessione su cosa vuol dire educare e fare un passo in più per permettere ai loro figli di domandarsi: per quale buona ragione si deve diventare adulti? Marco Iezzi ha scritto con Tonia Mastrobuoni Gioventù sprecata «Ognuno è artefice del proprio futuro, però...» ( DANIELE ORLANDI) (odn) Vivere fino a40 anni a casa di mamma e papà è una scelta compiuta per pigrizia o un inevitabile necessità derivante dall attuale condizione sociale ed economica dei giovani? La domanda sorge spontanea, in un momento storico caratterizzato da concrete difficoltà nel diventare grandi. Difficoltà nel superare un percorso lavorativo eccessivamente variegato e troppo spesso controproducente, fatto di stage, di contratti di formazione o di co.co.co., con un contratto atempo indeterminato che, in pochi anni, si è trasformato, da certezza post-scolastica, ad irraggiungibile miraggio. Ne abbiamo parlato con il giornalista ed economista Marco Iezzi, autore del libro "Gioventù sprecata. Perché in Italia si fatica a diventare grandi". Gli abbiamo chiesto di parlarci di come è avvenuto l incontro con la giornalista Tonia Mastrobuoni, co-autrice del libro, e da quale basi si èsviluppata l idea per scriverlo. «Ci siamo conosciuti tramite amici comuni - racconta Iezzi - e abbiamo iniziato a pensare a questo libro, partendo dalla dichiarazione dell ex ministro dell Economia Tommaso Padoa Schioppa, il quale nel 2006 coniò il termine 'bamboccioni, riferendosi ai giovani che non lasciavano casa prima dei 40 anni. Allora abbiamo pensato di mettere il naso dentro a questa affermazione, per capire se effettivamente e, in quel caso perchè, i giovani italiani se ne vanno da casa a 40 anni, si sposano e fanno figli tardi. Abbiamo iniziato a fare una riflessione su questa affermazione, reiterata successivamente anche dal ministro Renato Brunetta, il quale, provocatoriamente, ha detto che i ragazzi italiani, per legge, dovrebbero essere mandati fuori casa. Il problema è che non ci sono le condizioni economiche per poter usciredi casa presto. Dunque, avete svolto una sorta di inchiesta? Esattamente. Una sorta di indagine con numeri e statistiche. Il libro è diviso in due parti: la prima riguarda la teoria epresenta un analisi delle varie problematiche riguardanti i giovani: la scuola, l università e le difficoltà nel trovare lavoro al suo interno. Icorsi sono sovraffollati e c'è stato un proliferare di cattedre, ben con il 3+2 della riforma universitaria. Abbiamo affrontato il problema della casa, e le difficoltà nell acquistarla senza l aiuto dei genitori. Un capitolo è intitolato Donne a casa culle vuote, ovvero la ribellione silenziosa delle ragazze italiane che non fanno

5 (in) Europa - 4 Ottobre 2010 UN WEEKEND DA BAMBOCCIONI E il titolo della commedia di Dennis Dugan con Adam Sandler, Kevin James, Chris Rock, Salma Hayek e Rob Schneider, uscita nelle sale nei giorni scorsi. Racconta la storia di cinque amici, vecchi compagni di squadra, che si riuniscono per onorare la scomparsa dell'allenatore di basket d'infanzia. Ilfilm ha già incassato oltre 245 milioni di dollari. l (in) Primo Piano (5 ) Intervista ad Alessandro Rosina, docente alla Cattolica di Milano «I giovani di oggi non hanno le stesse opportunità dei padri» ( GRETA LA ROCCA) (lrg) Lo scorso anno, insieme a Elisabetta Ambrosi, ha pubblicato "L'Italia non è un paese per giovani". Alessandro Rosina (nella foto ), ora ripercorre con noi i passaggi più salienti del volume spiegando perché i giovani «sono rapinati del futuro». Il fenomeno dei bamboccioni oggi è quasi una moda: i politici ne parlano spesso e ogni volta diventa questione di dibattito. Che ne pensa? Intanto andrebbe abolito il termine bamboccioni perché attribuisce solo a fattori psicologici e culturali un problema che, invece, è molto più complesso eha implicazioni Chi è figli o li fanno molto tardi, viste le enormi difficoltà nel riuscire a mantenerli. Un altro capitolo riguarda invece le banche: è difficile ottenere credito in Italia se non si hanno delle garanzie, con conseguenti difficoltà per i giovani che vogliono studiare all estero, a differenza dei giovani inglesi e americani. Mentre la seconda parte? La seconda partedel libroè invece dedicata alle interviste: 18 interviste divise in tre capitoli. Il primo è dedicato agli italiani sotto i 40 anni, che si sono distinti nel mondo come Frida Giannini, direttore creativo di Gucci o Filippo Preziosi, ingegnere che ha progettato il motore della Ducati che nel 2007 ha vinto il Mondiale. Il secondo, a chi è andato all estero, come Paola Antonelli, curatrice del dipartimento di Architettura e Design del Moma di New York. L ultimo Alessandro Rosina è professore associato di Demografia all Università Cattolica di Milano, dove insegna Demografia e modelli di population dynamics. Ha ottenuto il dottorato in Demografia studiando a Padova e a Southampton. Nel biennio è stato ricercatore Istat. molto più vaste. Esiste una vera e propria questione generazionale che va affrontata come tema prioritario perché gli squilibri che ne stanno alla base hanno conseguenze negative sia sul benessere e le prospettive di vita dei giovani, sia sulla dinamicità sociale e sulla crescita economica del Paese. capitolo è invece dedicato ai saggi: abbiamo intervistato alcuni grandi saggi italiani, come Mario Monicelli, Andrea Camilleri, Margherita Hack, Dario Fo, chiedendo loro un parere sui giovani di oggi e sulla differenza tra la loro generazione e quella attuale. Si va dalle affermazioni di Monicelli, secondo cui i giovani sono dei mammoni, troppo attaccati ai grembiuli delle mamme, al pensiero di Camilleri, il quale ritiene che in realtà i giovani oggi più che bamboccioni rischiano di fare la fine dei barboni e che «la politica è diventata una rissa tra condomini». Dunque il problema è nella Perché questo libro? L'idea parte da una serie di studi sugli squilibri demografici e in particolare sul «degiovanimento». Paradossalmente l Italia non solo si trova con sempre meno giovani, ma offre ad essi anche minori spazi eopportunità rispetto agli altri Paesi. Un degiovanimento, quindi, a cui corrisponde anche una perdita di peso in ambito elettorale, politico, economico e sociale. I giovani di oggi sono la prima generazione del dopoguerra a trovarsi con prospettive eopportunità relativamente peggiori rispetto ai padri. In quest ultimo anno larealtà è cambiata? E' peggiorata ulteriormente come conseguenza della crisi economica che ha ridotto soprattutto le opportunità di scarsa propensione dei giovani o nelle carenze del contesto in cui vivono? Ognuno è artefice del proprio futuro; dunque se il là non viene dato dai giovani, è difficile che si riesca a farcela. Però, il contesto attuale non li favorisce: per la prima volta le generazioni dei 20enni e dei 40enni sono accomunate da un medesimo destino, quello di fare più fatica a trovare, a individuare un percorso di vita e lavorativo di realizzazione. Queste generazioni sono le prime che, alivello economico, stanno peggio dei genitori, certamente non perché siano dei mammoni votati al bamboccionismo. occupazione delle nuove generazioni; e ciò è avvenuto ancor più in Italia che altrove. Quali sono imaggiori ostacoli che i giovani incontrano? Sono legati allaquestione del lavoro. Non solo in termini di occupazione,ma anche di salario. E maggiore il tempo che i giovani italiani, rispetto ai coetanei degli altri Paesi, impiegano a trovare lavoro dal momento in cui finiscono gli studi. Chi poi trova un occupazione ha in media salari più bassi. Chi se ne va all estero guadagna quasi il 50% in più. Scrive: «Igiovani, rapinatidel futuro»: in che senso? Rapinati del futuro perché su di loroèstatoscaricatodalle generazioni dei padri un debito pubblico enorme che deprime le possibilità di crescita del Paese e le risorse da investire sulle politiche per i giovani. Ma anche perché le più ridotte opportunità occupazionali, in combinazione con le carenze del welfare pubblico, frenano la realizzazione di importanti obiettivi di vita come la conquista dell autonomia ela formazione di una famiglia. In questo quadro i giovani hanno reagito individualmente, in ordine sparso. Ciascuno cercando una via di salvezza privata, chiedendo un maggior aiuto alla famiglia di origine o andandosene all estero. Non c'è stata, invece, una reazione collettiva, generazionale, che producesse un vero cambiamento sociale e politico. La molla e il problema è legato al fatto che manchi un conflitto generazionale? Manca una messa in discussione delle regole che non funzionano di questo sistema e che stanno alla base degli squilibri generazionali di cui abbiamo parlato. E di fatto saltato il patto implicito che regola un buon rapporto tra generazioni. Il conflitto però non scoppia perché i giovani t «Sono rapinati del futuro perché su di loro è stato scaricato dalle generazioni dei padri un debito pubblico enorme» sono più abituati aconsiderarsi figli, destinatari di aiuto dai genitori se serve, che cittadini pienamente titolari di diritti. Ma se finora questa pace sociale ha retto per la capacità di compensazione all interno della famiglia, in futuro non sarà più così. Da un lato anche la famiglia rischia di entrare in crisi per il peso crescente delle difficoltà dei giovani e della necessità di accudimento dei suoi membri più anziani. Dall altro sta crescendo nelle nuove generazioni una forte insoddisfazione per la propria condizione e la consapevolezza che senza un profondo ricambio generazionale l Italia nulla è destinato a cambiare. Quali colpe ai figli equali ai padri? La colpa dei padri è quella di non aver costruito una società in grado di dare alle generazioni dei figli le stesse opportunità che hanno igiovani degli altrigrandi Paesi avanzati. Le colpe dei figli è aver accettato questo stato di cose, senza metterlo in discussione. La conseguenza è che l Italia si ritrova ad essere un Paese statico, con scarsa mobilità sociale, che fatica acrescere ead essere innovativo e competitivo. Come reagire a questa situazione? Serve un nuovo patto generazionale che consenta di superare gli squilibri attuali e indirizzi le risorse a compensare la riduzione quantitativa dei giovani con un potenziamento qualitativo. Questo significa maggior investimento in formazione, maggior valorizzazione del capitale umano nel mondo del lavoro, maggior spazio nella società e maggior possibilità di emergere in baseaipropri talentiecapacità indipendentemente dalla famiglia di origine.

6 l (in) Primo Piano (6 ) COSA AVVIENE NEL RESTO D EUROPA? Quando si rendono autonomi gli altri giovani europei? Praticamente ci batte solo la Spagna (72% di giovani tra i 20 e i 30 anni che scelgono di restare in famiglia, noi siamo al 71%) e l'irlanda si avvicina (61%). La Svezia straccia tutti col suo (in) Europa - 4 Ottobre 2010 irrisorio 18%, mentre la Francia, col 35%, si colloca in una posizione intermedia e la Gran Bretagna arriva al 28%. Giuseppe Carlotti è l autore del libro Non sono un bamboccione «Per mantenere la libertà occorre spirito di sacrificio» ( GIORDANA TALAMONA) (tgr) Non si può dire che Giuseppe Carlotti ( nella foto ), autore di Non sono un bamboccione,non abbiale idee chiare. Lui ha ben presente cosa significhi essere un giovane di oggi, con le difficoltà e le contraddizioni della società moderna. Il personaggio del suo libro, Daniele Sandroni, èun t r e n ta q u a t- trenne laureato che vive ancora con la madre e che lavora nella redazione di un programma tv, vessato da un capo inetto che gli rende la vita impossibile. Questa trama apre, ahimè, uno squarcio sulla nostra società e, forse, su quello che ci attende. «Chi sono i bamboccioni? Non sono altro che giovani laureati, tra i28 e i35 anni - spiega Carlotti - che fanno lavori più umili rispetto al loro titolo di studio, precari con contratti di 3 o 4 mesi, che per forza di cose vivono coi genitori». Nella sua lucida visione, però, l autore non è del tutto tenero con la categoria dei giovani. Se infatti polemicamente gli domandate quanti bamboccioni lo siano pernecessità e quanti per opportunismo lui vi risponderà pacato: «Mah, che dire. Tutti potenzialmente potrebbero fare una scelta diversa, potrebbero decidere di uscire di casa, di fare sacrifici per poter essere indipendenti. Non è facile. Io stesso l ho fatto e continuo alottare per la mia libertà; ma ci vuole uno spirito di sacrificio che, forse, non è più di questa generazione. D altra parte siamo cresciuti in un momento storico nel quale abbiamo avuto un certo benessere e nessuno, ora, ha più voglia di fare un passo indietro». Una generazione con poco t «Siamo cresciuti in un momento storico nel quale abbiamo avuto un certo benessere e nessuno, ora, ha più voglia di fare un passo indietro» nerbo,quindi,allevata atv e merendine peressere, prima di tutto, consumatori e non cittadini. «Ci hanno rubato il presente e ipotecato il futuro -commenta Carlotti -Al potere ci sono ancora i grandi vecchi, quelli che sono arrivati a ricoprire ruoli di responsabilità, dal capoufficio al politico, senza alcun merito, ma solo perché conoscevano la persona giusta. Questa generazione, in definitiva, non ha ancora combinato niente ed è la prima, dal secondo dopo guerra, che non riuscirà a comprarsi una casa di proprietà e che, suo malgrado, sarà costretta afare iconti con l impossibilità di crearsi una vita futura». Ma se tutto questo èvero e reale, Carlotti ha ancora una speranza per l immediato futuro. «La nostra generazione, quella dei 35enni, è forse l ultimache èancoraabituata a ragionare. Su quella successiva nutro poche speranze: èstata abituata a prendere tutto passivamente, come automi davanti al pce alla televisione. Non hanno idea di come fosse il mondo prima, quando ancora si poteva pianificare la propria vita con una certa sicurezza. Noi qualche reminiscenza al riguardo l abbiamo e credo che rimanga una sola cosa da fare: dobbiamo ribellarci e iniziare una rivoluzione dal basso. Se domani tutti i precari che mandano avanti questo Paese si fermassero, cosa accadrebbe? Se si decidesse, tutti, non semplicemente di scendere in piazza per una manifestazione, ma di fermare il sistema, qualcosa non dovrebbe necessariamente cambiare? Ma la decisione dev'essere presa in fretta prima che questa società malata si consolidi definitivamente. Se rimarrà così, in fondo, l avremo voluto noi». Benedetta Cosmi ha scritto Non siamo figli contro-figure «Via a una cultura che induca in tentazione» ( GIULIANA P EDROLI) (pgd) Non siamo figli contro-figure è il libro di Benedetta Cosmi ( nella foto ), 26 anni; una giovane che in prima persona smentisce la figura dei bamboccioni. Dopo l università un difficile momento nel mondo del lavoro e Benedetta non si ferma, decide di scrivere e lo fa per molte testate, non si lascia schiacciare dal sistema, dalla crisi, Benedetta è l esempio di una giovane che non si arrende. Col suo libro e lasua esperienza vuole dimostrare che i bamboccioni,in realtà, sono unnumero esiguo. La prefazione del il professore di Roma Tre Roberto Maragliano dice «Curiosità, passione, ironia sono gli elementi che meglio Chi è (tgr) Giuseppe Carlotti è nato a Roma nel 1974 ed è uno scrittore e autore televisivo. Si laurea in Giurisprudenza, si specializzaprimain Marketing Internazionale e poi in Scienze della Comunicazione. Dal 1999 al 2004 lavora nel settore marketing di grandi multinazionali ed oggi si occupa di consulenza di marketing presso grandi aziende. Il suo primo libro Klito uscito nel 2005 ha venduto più di copie in Italia e Svizzera. Nel 2008 è uscito il suo secondo libro Non sono un bamboccione, edito da Fazi Editore. caratterizzano la scrittura di Benedetta» ed in queste parole c'è tutto il gusto di questo libro; gusto, sì, come se si potesse assaporare con tanti sensi il pensiero e la vita della giovane autrice. Da cosa è nata la voglia di scrivere questo libro? Si aspettavatantosuccesso? Il successodi questolibro è nella passione che ciascuno di noi ci mette nel recuperare il suo sogno,la possibilità di avere una voce in capitolo, di far tornare visibili le priorità che battono dentro di noi. La voglia di dire e di fare contemporaneamente la propria parte. Nasce già come botta e risposta. La fatica e la bellezza di metter su con un gruppo di amici e coetanei la comunicazione, la pubblicità, la rete di contatti con stampa, librerie, conquistare ogni volta in prima persona una vetrina, un altra associazione che prova con noi a farcela. Ma chi sono veramente questi "bamboccioni" di oggi, dei quali il suo libro, andando controcorrente, è un elogio? Ha presente quei ragazzi che qualcuno pensa non titolati e invece sono laureati? Magari i primi con la laurea in famiglia. Si gioca sulla loro insicurezza quella che una volta passava magari con le responsabilità del primo figlio, oggi si regala loro la fregatura di questo marchio: «sono troppo giovani». Troppo giovani per amare, un uomo/donna e il proprio lavoro? Tolto questo che rimane loro? Un eterno addio al celibato. Il concetto forte del suo pensiero è che i giovani sono un mondo di ricchezza che il Paese dovrebbe sfruttare per la sua crescita anche economica e che invece dimentica o tiene in seconda fila. Oggi dobbiamo mettere in

7 (in) Europa - 4 Ottobre 2010 IL PRESTITO DI TORINO Un prestito fino a euro per pagare i primi mesi di affitto. E' il progetto lanciato dal Comune di Torino per aiutare i giovani tra i 20 e i 30 anni che lasciano la casa di mamma e papà per andare a vivere da soli. L'iniziativa è stata selezionata e finanziata dal ministero della Gioventù tra una serie di 14 progetti presentati. l (in) Primo Piano (7 ) ( GRETA LA ROCCA) (lrg) E' appena tornato in radio, su Rtl 102.5, in coppia con Bruno Vespa, suo papà. Venerdì 17 settembre è iniziata la nuova stagione di No stop news - Raccontami (ogni venerdì mattina dalle 8 alle 9), e Federico ( nella foto ), classe 1979, ha già fatto sentire la sua voce. Più classico il padre, più schietto e sensibile ai giovani, il figlio. Bamboccioni e single è un tema che più volte hanno affrontato nella scorsa stagione, dando voce anche al pubblico di ogni età: abbiamo colto l occasione per riprendere le fila del discorso con Federico, «un ragazzo fortunato», come si definisce lui, che però non ha peli sulla lingua e riconosce che non tutti «hanno le sue stesse possibilità». Vive da solo da pochi anni, felice connessione la volontà imprenditoriale, anche di investimento finanziario di privati, con le richieste, le urgenze, il bisogno di servizi dei cittadini, delle mamme, dei giovani. Quando qualcosa ci sembra non realistico sono solo progetti promettenti non messi a fuoco da una massa di miopie; da una agenda politica e giornalistica senza cuore pulsante, senza sguardi illuminati. Senza giovani con un ritmo scandito dall «impegno». Condannati a trenta anni di adolescenza. Al divertimento. Federico Vespa, figlio di Bruno, conduce un programma su Rtl «A chi ha la possibilità, consiglio di lasciare il nido» Non si limita, però, a raccontare la realtà, quanto succede a lei; propone iniziative esuggerisce eventi che potrebbero essere la valvola di sfogo o la soluzione di tanti problemi. Propongo una città più accogliente per offrire il patrimonio di cui l Italia è in possesso a tutti i turisti, a tutti i cittadini. Una cultura che induca in tentazione,e che creda più in se stessa nel valore di attrazione. Di una notte bianca non sappiamo che farcene, sarebbe come un grande amore una sola notte, non mi pare neppure molto educativo. Ma le lunghe file, attese, di quelle occasioni ci dicono che c'è una domanda fortissima che non aspetta altro di essere ascoltata. Idem i concerti alla Scala. Per gli Under trenta. Sono tantissimi quelli che ne restano fuori. Ma allora perché ci raccontano di giovani lontani dal gusto, dalla musica dagli stili di generazioni precedenti? della sua scelta perché ama la solitudine ma ammette che il primo impatto non è stato semplice: «E' stato difficile imparare a gestire la quotidianità, pulire casa, fare la lavatrice... Lo confesso, un paio di giorni alla settimana viene una donna ad aiutarmi, altrimenti...». Federico, schietto e socievole, ama però la solitudine: «Mi piace vivere solo. Anzi, prima abitavo in campagna ed era molto bello, tranquillo, silenzioso, senza nessun rumore... Oggi, invece, per lavoro mi sono trasferito in città, aroma: la tranquillità della campagna mi manca, mi piace avere dei momenti solo per me». Questa è stata la molla che ha coinvolto Federico a lasciar il nido, complice il fatto che non avesse più vent'anni, aiutato dal fatto che avesse possibilità economiche che non tutti igiovani di oggi, però, hanno. «Molti ragazzi non possono permettersi di vivere da soli. E un problema economico. Parliamo spesso di bamboccioni, ma dovremmo analizzare le singole situazioni prima di giudicare». Non si può, quindi, generalizzare: «Direi che una buona fetta di ragazzi vive ancora in casa perché non può permetterselo; un altra però è condizionata dal fatto che abitare con igenitori èsicuramente più comodo». Ma aggiunge: «E anche vero che in Italia siamo cresciuti con un idea molto forte della famiglia; è anche un aspetto di carattere culturale». Sfoderando un ultima volta la sua franchezza, Federico consiglia ai coetanei come comportasi: «Non direi mai a un giovane con poche possibilità economiche di andare a vivere da solo; però a chi, invece, non ha per fortuna questo problema consiglio di lasciare il nido: aiuta a crescere e responsabilizza molto». L Italia non è un paese per giovani La banda del Brasiliano ci spiega perché ( SARA SAGRATI) (srs) Hanno tra i 28 e i 38 anni, sono operai, impiegati, studenti, fotografi, musicisti, ma a farsi chiamare bamboccioni non ci stanno. Si tratta del Collettivo John Snelinberg, in venti tra ragazzi e ragazze, tutti di Vaiano in provincia di Prato, che grazie alla condivisione della stessa passione per il cinema, i bamboccioni li hanno saputi comprendere, li hanno studiati, li hanno rappresentati, evitando accuratamente di diventarlo. Nacque tutto nel 2007, quando questi ragazzi decisero di realizzare un film: era A Bonatti Story, un falso documentario su un campione di calcio che sceglie di diventare una star del karaoke. Un inizio, una scintilla necessaria ad avviare un processo creativo. Scoperto di poterlo fare, il passo successivo era ovvio: pensare più in grande. E allora perché non parlare della situazione di oggi, quella tristemente conosciuta del precariato, dei bamboccioni, della crisi etica? E magari perché non utilizzare il linguaggio e l iconografia del loro cinema preferito, ovvero quello del poliziottesco anni 70? Decidono di partire dal saggio Non è un paese per giovani di Alessandro Rosina ed Elisabetta Ambrosi,scrivono una sceneggiatura e nasce il progetto La banda del Brasiliano (nelle foto la locandina e una scena ). Il collettivo si rimette al lavoro sul set, investendo risparmi, tempo e sudore. Entusiasmo e passione sono l arma segreta, tanto da riuscire acoinvolgere Carlo Monni, attore feticcio di molti maestri degli anni 70, più noto al grande pubblico come il Vitellozzo di Non ci resta che piangere. Lui è l ispettore incaricato di indagare sul misterioso rapimento di un cinquantenne impiegato comunale. La trama è tanto semplice quanto sorprendente nel suo evolversi, tra colpi di scena, battute e caratterizzazioni di personaggi dalla doppia faccia. Arriva così il vero manifesto, grottesco e dannatamente divertente, dei trentenni di oggi. Quellagenerazione mille euro (se va bene) di impiegati part time a tempo determinato senza rimborso spese che, a causa del precariato, ha difficoltà a essere indipendente. Quei giovani arrabbiati hanno finalmente una voce da usare per spiegare il loro disagio. «Ci hanno dato i mezzi e tolto gli scopi» urla uno dei giovani protagonisti al cinquantenne sequestrato, inconsapevole colpevole della sua situazione. Il risultato è brillante e catartico: con pochi mezzi e molte idee il Collettivo realizza un film in grado di spiegare lo scatafascio situazione sociale e lo fa in modo assolutamente divertente. Nasce così un caso: La banda del Brasiliano viene dapprima proiettato nei cinema di zona, durante eventi speciali tutti esauriti da amici e parenti; ma il passaparola si propaga. Diventa un cult, ottiene ottime recensioni in siti internet e riviste specializzate, fino a conquistarsi una più che prestigiosa distribuzione in dvd con la Cecchi Gori Home Video. Un risultato davvero sorprendente che premia il talento e l iniziativa (ed è già una notizia) di chi bambaccione avrebbe potuto esserlo, ma ha deciso solo di raccontarne l altra faccia della medaglia.

8 l (in) Primo Piano (8 ) CHI SONO I NEET? Neet sta per Not in education, employment or training e sta, appunto, a indicare i giovani che non lavorano e non frequentano alcun corso di studi. Secondo l Istat, nel 2009, in Italia, poco più di due milioni di (in) Europa - 4 Ottobre 2010 giovani (il 21,2% della popolazione tra i 15 e i 29 anni) risultano fuori dal circuito formazione-lavoro. ( ELISABETTA TORRIERI) (tel) Genitori ultrasessantenni condannati a mantenere i figli ultratrentenni anche se da anni fuori corso all Università: un fatto tutto italiano? Ne parliamo con l avvocato civilista Vincenzo Barbarisi ( nella foto ), con studio a Milano. «Prima di esprimere un giudizio tecnico in ordine alle recenti pronunce dei tribunali italiani riguardo ai bamboccioni ritengo necessario fare alcune riflessioni di natura sociologica - spiega Barbarisi - L Italia è un paese sui generis rispetto alle altre realtà europee: i ragazzi, infatti, raggiungono molto tardi l indipendenza economica e rimangono in casa con i genitori anche oltre i30 anni. E' undato di fatto: siamo molto più tolleranti in questo senso. L appellativo di bamboccione disegna quindi un situazione molto diffusa nel Bel paese e che spesso chiama in causa anche i giudici della Corte di Cassazione». In particolare? Innanzitutto, come principio generale, a parere della Corte non hanno diritto al mantenimento i ragazzi fuori corso all Università, che sono ben il 35% del totale di tutti gli iscrittinegli atenei del nostropaese. La ragione èche sono ritenuti responsabili in prima persona del proprio mancato Lo psichiatra L avvocato Vincenzo Barbarisi ci spiega l attuale situazione giuridica Quando in tribunale vince il bamboccione guadagno. Quindi, se non riescono a completare il corso di studi, è obbligatorio che si diano da fare atrovare un lavoro per rendersi indipendenti. Ma tale principio è soggetto ad alcune deroghe. Ad esempio, prendiamo il caso di un laureato che si adatta momentaneamente a svolgere mansioni da operaio in fabbrica. Questa è una delle ipotesi in cui un figlio svolge un lavoro non consono alle proprie aspirazioni e, quindi, ha diritto a essere mantenuto ancora dai genitori fino a quando non ne troverà uno più adeguato. Studi universitari a parte, quando i genitori possono interromperne il sostentamento? Ecco è un altra ipotesi derogatoria: se un figlio ha compiuto diciotto anni ed è stato assunto da un mese con un contratto a tempo indeterminato, i genitori possono interrompere il mantenimento senza alcun problema. In sostanza i genitori possono venir meno al dovere di mantenimento nei confronti dei figli maggiorenni solo se dimostrano che hanno raggiunto l indipendenza economica. Qualche sentenza a favore dei genitori? Alcune pronunce del 2010 di alcuni Tribunali veneti (Padova e Venezia) hanno stabilito che sia possibile l allontanamento dei figli ultratrentenni dalla casa dei genitori facendo riferimento all articolo 342 del codice civile. Questa norma si riferisce afatti che pregiudicano gravemente la libertà o l integrità fisico-morale di uno dei membri della famiglia. In particolare, nei casi analizzati, secondo i genitori il ménage familiare era diventato insostenibile, conflittuale, esasperante. Secondo Alessandro Meluzzi al massimo si deprimono un po «Nessuno di questi ammazza nessuno» (tel) La loro vera età non supera l adolescenza. Non importa se hanno già spento 30, 40, o50 candeline: i bamboccioni patologici vivono acasa da mammà fino alle soglie della vecchiaia. Possiamo considerarli casi clinici, persone che possono manifestare aggressività verso se stessiegli altri,osemplicemente degli irresponsabili? Ne parliamo con il famoso psichiatra e psicoterapeuta Alessandro Meluzzi ( nella foto ), che è anche collaboratore della comunità Incontrodidon Pierino Gelmini per il trattamento del disagio giovanile. La mancanza di indipendenza dei bamboccioni puòportarli alladepressione o spingerli al suicidio? No, l età dei bamboccioni non coincide con le fasce più a rischio di suicidio, che sono i giovani adolescenti e gli anziani. Questa sindrome non sfocia né nel suicidio né nell omicidio. Di solito sfociain un atteggiamento di tedio e di bassa produttività umana ed esistenziale, favorito daun uso manipolativo della vita con una bassa assunzione di responsabilità. E molto diffuso in questi casi un inizio di depressione. E un problema esistenziale che però non va clinicizzato. glia deve stimolarli all autonomia ma poi sono anche le cose della vita che devono prendere una certa piega. Le cose accadono quando accadono, senza forzature. Tutto deve avvenire per gradi. E possibile che un Peter Pan si ritro- Cosa ne pensa di questa linea anti-bamboccioni? Non condivido l impostazione dei magistrati veneti per un motivo molto semplice e immediato: moltissime famiglie vivono momenti di conflittualità, magari esasperata dalla congiuntura economica poco felice che tanto pregiudica la possibilità di conquistare un posto di lavoro a tempo indeterminato. Essere genitori significa anche gestire i momenti difficili, fare sacrifici per i propri figli anche se ampiamente maggiorenni. E nei casi di violenza? La cosa cambia radicalmente se questi momenti conflittuali nascondono fattispecie di natura penale, come casi di violenza privata, minacce, percosse e altro: allora tali vicende andrebbero giudicate dai magistrati penali, non certo da quelli civili. Non parliamo di banali scaramucce che sono all ordine del giorno in qualsiasi famiglia, ma di reati di naturapenale: adesempio se un figlio picchia il padre o la madreper ottenereisoldi per l acquisto di sostanze stupefacenti. Le pronunce venete, quindi, sembrano configurare una genitorialità quasi ai limiti della visione edonistica e spensierata, impostazione che non mi vede assolutamente concorde perché non si smette mai di essere genitori, con tutto ciò che ne consegue. Il ruolo di genitore non è uno status legato a un limite temporale. Possono intessererelazione normali con l altro sesso? A livello sessuale sì, ma senza l assunzione di responsabilità. Salvo eccezioni, si tratta prevalentemente di maschi che hanno una tendenza più spiccata arimanere in famiglia, afare delle cose meno legate alla maturità e a una vita produttiva autonoma. Quando questo succede, bisogna cercare di spingere la persona alla responsabilizzazione. Senza però considerarli dei malati. La famivi fuori casa e senza paghetta all improvviso? E' molto difficile, perché tutto questo stato di cose accade quando c'è una situazione familiare sostanzialmente connivente. Si parla di un estrema dipendenza causata da padri non dialoganti e assenti e da madri iperprotettive e che soffrono della sindrome del nido vuoto. E soprattutto per mancanza di sviluppo di relazioni con il mondo dell altro sesso adultoematuro. Questa situazione è una degenerazione del rapporto di eterno adolescente. E il Puer eternus che arriva fino alle soglie del senex passando dall adolescenza all andropausa senza soluzioni di continuità. Fatti clamorosi legati alla sindrome? No. Perfortuna nessuno di questi ammazza nessuno. Qualche volta se compare una manifestazione di disturbo a livello psichiatrico o di tipo psicotico o depressivo bipolare può capitare, in una situazione estrema di disagio, che facciano del male a qualcuno dei loro conviventi. Ma fortunatamente si tratta di casi rari.

9 (in) Europa - 4 Ottobre 2010 PRIMA SENTENZA PRO GENITORI E successo lo scorso aprile al Tribunale di Padova. Dopo una serie di sentenze in tutta Italia a favore dei bamboccioni, un giudice, nel Veneziano, ha allontanato dalla casa dei genitori una 38enne. La donna, con un lavoro part-time, viveva ancora in famiglia, ma secondo i genitori il ménage «era diventato insostenibile, conflittuale, esasperante». l (in) Primo Piano (9 ) Profilo ( A ) Indipendenza Profilo ( C ) Vicinanza ( MAGGIORANZA DI A ) ( MAGGIORANZA DI C ) Sin da quando eri piccolo hai imparato in fretta a prenderti cura di te stesso e da alloranon hai più smesso di farlo. La tua estrema indipendenza, infatti, ti impedisce di chiedere aiuto, anche quando sarebbe opportuno farlo. Al contrario, sei una persona estremamente disponibile a dare una mano chi ti chiede aiutoosi trovain difficoltà, avolte ti capita di attivarti verso l altro anche quando non c è un esplicita richiesta. Sei molto generoso edisponibile nel dare supporto, ascoltare gli amici nei momenti difficili, dare una mano. Dovresti però imparare a vivere dipiù anche imomenti in cui si gode della compagnia degli altri per il puro desiderio di stare assieme. Tendi ad attivarti soprattutto quando senti di poter essere d aiuto. Ricordati però che sei importante perché sei tu e non solo per ciò che dai. Saper chiedere aiuto nei momenti di fatica e difficoltà èuna grande risorsa. Spesso ci sono persone che non sono in grado di farlo,perché gli hanno insegnato a contare esclusivamente su se stesse e che chiedere aiuto siaindice di debolezza. Per fortuna hai avuto vicino figure che invece si sono mostrate disponibili a darti conforto e incoraggiamento ogni volta che ne avevi bisogno. Senti ancora, però, di avere bisogno degli altri, piùspesso della maggior parte delle altre persone. Hai bisogno di sapereche non sei mai davvero solo e tendi a cercare approvazioni e conferme dagli amici, dal partner e talvolta ancora dai tuoi genitori. Questo non è di per sé sbagliato, è però importante che gradualmente provi a raggiungere i tuoi obiettivi senza cercare aiuto, potrai scoprire così che hai molte risorse, più di quanto pensi. Profilo ( B ) Giusta distanza ( MAGGIORANZA DI B ) Sei passato dall infanzia, periodo in cui i tuoi genitori hanno rappresentato per te persone fondamentali a cui rivolgerti quando ne avevi bisogno, all adolescenza dove i riferimenti importanti sono diventati gli amici. Aogni età della tua vita hai cercato di conquistarti sempre di più maggiori gradi di libertà e indipendenza, cercando di raggiungere i tuoi obiettivi certo del supporto e del sostegno delle persone che ami, e questo ti ha consentito di acquisire sempre più fiducia in te stesso. Oggi sei una persona che sa camminare sulle proprie gambe, ma che sa dare anche il giusto valore e importanza alla vicinanza di una persona, nel momento in cui senti che da solo non riesci, perché è troppo dura. Sai prendere il sostegno che l altro ti sa dareepoi con coraggio riparti con più grinta e determinazione. Come ticomportaviquando eripiccolo edesideraviche tiregalasseroungioco che tipiacevamoltissimo? A Non chiedevo,perché sapevo giàche avrei ricevuto unarispostanegativa B Lochiedevoperil mio compleanno opernatale C Miècapitatodifarequalche capriccio pur di averlo D Avoltel avevogiàsenza neanche averlo chiesto Devitraslocare,cosafai? A Lofaccio ebasta, mi arrangio come sempre B Chiedo unamano aunamico, soche renderòilfavore appenacenesaràl occasione C Sono giàin panico eovviamentechiedo aiuto aimiei familiarisu cui sodipotercontare D Chiamo papàche sioccupa di contattareladittadi traslochi eorganizzaretutto All interno dei tuoi rapporti tendi maggiormentea: A Aiutare,ascoltareesostenere B Dareericevereaiuto in uguale misura C Chiederedipiù,perché mi sentopiuttostoinsicuro D Chiederesenzaombra di dubbio Cosasignificano perte impegno efatica? A Dovereeassunzione di responsabilità B Piacere,seciò che devofare mi piace C Qualcosache mi pesa, soprattuttosesono solo adoverfarequalcosa D Qualcosache perfortuna non conosco Desiderifareunacquistoche sogni damolto,manon hai abbastanzasoldi,cosafai? A Seèunacosache non mi è di moltautilitàcirinuncio senzatroppi ripensamenti B Aspettoilmeseprossimo ese mi piacecosìtantoloprendo C Chiedo aimiei unprestitoe poi glielo rendo in brevetempo D Chiamo papàche mi rimpingua unpo le finanze T EST ACURA DI D ANIELA MERCURIALI Profilo ( D ) Dipendenza ( MAGGIORANZA DI D ) Sei consapevole di come non ti sia mai stato fatto mancare niente, anzi spesso non hai avuto neanche il tempo di desiderare qualcosa che era già lì pronta per te. Hai dunque faticato davvero poco per ottenere le cose e questo però, anziché renderti forte, è stato per te un limite, perché non ti ha permesso di imparare che c è un tempo della fatica e un tempo in cui si gioisce per ciò che si è raggiunto. Purtroppo hai poca dimestichezza con l esperienza del doversi impegnare per raggiungere un traguardo. Il mondo dei tuoi desideri è ancora a tua disposizione è solo un po addormentato, ma non perderti l occasione di dargli l opportunità di farlo affiorare, scoprirai così quanto potenziale nascosto hai dentro e quante risorse ci sono in te che desiderano emergere.

10 (10 ) (IN) Elio Catania Dopo l esondazione del Seveso, bisogna fare i complimenti per aver ripristinato in soli 9 giorni la linea gialla del metrò. Sembra che anche il presidente dell Atm abbia messo i piedi a mollo. (in ) Nord-Ovest (in) Europa - 4 Ottobre 2010 )OUT( Joanne Maria Pini Questo professore del Conservatorio di Milano discutendo on line sui disabili a scuola, ha scritto che bisognerebbe tornare alla Rupe Tarpea. Quanti geni della musica avrebbe gettato? La crisi presenta il conto e a pagare di più siamo noi L (in)dignato Expo, dov è finito il mito milanese? ( ANTONIO RISOLO) (rat) Evidentemente noi confondiamo la democrazia con il casino totale. E (mal)costume italiano discutere, pontificare a vuoto e aprire tavoli (non capisco, ma tradotto dal sindacalese significa ancora casino). E allora onore e merito a Shanghai 2010che hafatto bene e in fretta. Milano 2015, incinta da tre anni, non ha ancora partorito neppure un topolino. Litigano, discutono, aprono tavoli Esi scrivono lettere. Aproposito, sull ultima ci sarebbe un giallo: mai scritta (da Formigoni) omai arrivata (a Podestà )? Se Expo 2015 non fosseuna cosaseriaci sarebbe da ridere. Dicevo di Shanghai Sono stato laggiù qualche mese prima dell inaugurazione ufficiale. Mi hanno riferito che c era un uomo solo al comando che non discuteva e non apriva tavoli. Ma era sorvegliato a vista, 24 ore su 24, dall altro uomo solo al comando, quello a capo della Repubblica popolare cinese. E lavorava sodo. Fregandosene dei codici della politica. Correva l anno degli ultimi aneliti del governo Prodi quando Lady Moratti, a braccetto con l ex premier, ritirò su un palco parigino l investitura ufficiale di Milano. Da allora sono trascorsi tre anni. Buttati via. Oggi è cominciato il conto alla rovescia, e l impasse sui terreni tiene ancora banco. Mentre mancano pochissimi giorni alla scadenza imposta dal Bie (Bureau International des Expositions). Che cosa andremo a raccontare all organizzazione internazionale deputata a gestire le esposizioni universali? Che siamo un popolo democratico con una spiccata vocazione per le chiacchiere? Maestri ad aprire tavoli e incapaci di chiuderli? Ma vorrei fare un altra breve considerazione. A partire dal dopoguerra, fors anche da molto prima, il modello milanese-lombardo, onoreevantodi queste terre, è stato un esempio per mezzo mondo. Da expo(rt), appunto. Ora quel modello sembra un muro imbrattato da graffitari. Che getta troppe ombre sulla nostra effettiva capacità di misurarci con realtà così complesse. Chiudo con il moccolo, ovviamente riveduto e corretto, di un imprenditore: «Sarà faticosoricrearenella societàlombardaquel clima di passione che aveva caratterizzato l annuncio dell Expo». Secondo l Istat, l anno scorso nel Nord-Ovest si è registrato un crollo del Prodotto interno lordo ( GIUSEPPE POZZI) (pgu) Il conto più salato della crisi lo paghiamo noi. Certo la Lombardia continua ad essere la locomotiva del Paese e il triangolo industriale Milano-Torino-Genova, dagli anni si conferma una delle aree più ricche del Paese. Ma è altrettanto vero che è proprio nelle nostre regioni che la crisi ha colpito più duramente. Basta guardare gli ultimi indicatori economici resi noti dall Istat, un vero campanello d allarme per tutto il Nord-Ovest: nel 2009 il Prodotto interno lordo di Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d Aosta è complessivamente diminuito del 6%, più che in tutte le altre zone del Paese: Regione -5,6% a Nord-Est, -3,9% al Centro e-4,3% al Sud per un calo nazionale del 5%. Esono le due regioni più grandi a segnare la flessione maggiore, -6,3% per la Lombardia e -6,2% per il Piemonte. Peggio di loro fa solo l Abruzzo (-6,9%). Tra i comparti è quello industriale a pagare il prezzo più alto della crisi con un vero e proprio crollo del 14,9%, contro il -2,8% dei servizi e il -0,6% dell agricoltura. Una contrazione che si ripercuote pesantemente sia in termini occupazionali, visto che in tutto il Nord-Ovest i posti di lavoro sono calati del 3,1%, con la punta più bassa in Piemonte (-3,6%), sia sulla spesa delle famiglie che si riduce dell 1,7% nelle quattro regioni e in particolare in Lombardia (-1,9%). Quante sono, infatti, le aziende che in questi ultimi due anni hanno dovuto chiudere i battenti e quante hanno dovuto ridurre pesantemente il loro personale? Purtroppo l elenco è lunghissimo. Se aquesto si aggiunge che il reddito da lavoro dipendente nel Nord-Ovest è cresciuto meno che nel resto del Paese, l 1,8% contro una media nazionale del 2,1%, anche se Liguria (+2,4%) e Valle d Aosta (+2,5%) sono riuscite a fare un po meglio, si capisce perché le varie associazioni imprenditoriali, ma anche i sindacati, sollecitino continuamente quegli interventi che, spesso, la politica tarda a realizzare. Pil e spese in netta flessione e i redditi crescono poco Variazione % Pil 2009 a prezzi Redditi dipendenti Pil totale Unità di Spesa di mercato Procapite Var. % lavoro famiglie procapite Piemonte -6,2-3,6-1, ,6 Valle d Aosta -4,4-2,7-1, ,5 Lombardia -6,3-3,1-1, ,8 Liguria -3,3-1,4-0, ,4 NORD-OVEST -6,0-3,1-1, ,8 Bolzano -2,6 0,0-1, ,1 Trento -3,0-0,2-1, ,2 Veneto -5,9-3,0-1, ,3 Friuli V. G. -5,6-2,9-0, ,5 Emilia Romagna -5,9-2,4-0, ,9 NORD-EST -5,6-2,5-1, ,2 Toscana -4,3-1,5-3, ,3 Umbria -5,9-3,4-2, ,1 Marche -4,7-2,0-2, ,4 Lazio -3,3-1,6-1, ,4 CENTRO -3,9-1,8-2, ,9 Abruzzo -6,9-5,8-0, ,9 Molise -3,6-2,8-0, ,4 Campania -5,2-4,0-2, ,7 Puglia -5,0-3,6-3, ,7 Basilicata -4,5-2,4-0, ,8 Calabria -2,3-1,0-4, ,1 Sicilia -2,7-1,4-3, ,8 Sardegna -3,6-3,0-1, ,4 MEZZOGIORNO -4,3-3,0-2, ,6 ITALIA -5,0-2,6-1, ,1 Fonte: Istat

11 (in) Europa - 4 Ottobre 2010 ARENAWAYS PARTE A OTTOBRE Ulteriorerinvioperlapartenzadeinuovitreni tra Torino e Milano. I convogli di Arenaways, primo vettore privato in concorrenza con Trenitalia su questa tratta, dovrebbero debuttare a metà ottobre. La società alessandrina avrebbe dovuto già operare da fine settembre maqualche difficoltàdi accordo con le FS ha allungato i tempi. l (in) Nord-Ovest (11) L allarme degli industriali piemontesi: servono 30 miliardi per le grandi opere ( MARCO GIBELLI) (gmc) Il Nord-Ovest ha urgentemente bisogno di 40 opere infrastrutturali tra strade e ferrovie. Servirebbero quasi 33 miliardi e ce ne sono meno di due. Ma questo non giustifica l inattività. L allarme è stato di nuovo lanciato dagli industriali piemontesi attraverso l Osservatorio territoriale delle infrastrutture delle associazioni industriali di Piemonte, Liguria e Lombardia. Le priorità sono tante, 40 appunto, come il corridoio europeo 5 con la Tav Torino-Lione, il Terzo Valico sulla Genova-Novara-Rotterdam, ma anche la Pedemontana piemontese, l Asti-Cuneo, la tangenziale est di Torino. Per un totale di 32,7 miliardi di euro, ma pare ne siano disponibili solo 1,8. «Nella dotazione di infrastrutture il Piemonte è attardato da un gap del 10% rispetto alla media italiana e del 30% rispetto alle regioni del Nord Ovest» ha denunciato Giuseppe Provvisiero ( nella foto ), presidente dell Ance piemontese e vicepresidente di Confindustria Piemonte. Negli ultimi anni la pressione sulla rete infrastrutturale è cresciuta notevolmente, ma la carenza di fondi e iter procedurali troppo complessi ritardano anche di anni l inizio di opere già programmate. Sul problema delle risorse si è espresso anche l assessore regionale alle Infrastrutture, Barbara Bonino: «Abbiamo chiesto al governo di sbloccare 300 milioni di fondi Fas che permetteranno di attivare 900 milioni di investimenti statali», per un totale di 1,2 miliardi. Anche l assessore, però, punta il dito contro procedure troppo complesse. Di fronte alla scarsità di risorse, il segretario di Confindustria Piemonte, Paolo Balistreri, ha sottolineato come sia necessario scegliere su quali interventi prioritari puntare, ricordando che in Italia i costi del trasporto e della logistica incidono per il 20% sul valore della produzione e che sono superiori alla media dell Unione europea del 25%. Più facile viaggiare in Lombardia con le informazioni di My-Link Pendolari (pgu) Informazioni più rapide per i 600mila pendolari lombardi. E, forse, viaggiare sui treni sarà meno difficoltoso. Nei giorni scorsi, infatti, è entrato a pieno regime My-Link, il nuovo pacchetto di infomobilità al pubblico realizzato da Trenitalia-LeNord, che metterà a disposizione di chi viaggia su uno dei treni offerti dalla società lombarda cinque strumenti: un portale internet (www.trenitalialenord.it), un servizio consultabile da telefono cellulare attraverso la versione mobile collegandosi all indirizzo web un servizio di infomobilità in tempo reale via sms, un numero verde ( ) e un servizio per inviare segnalazioni e richieste di informazioni, che fornisce risposte entro 72 ore. Si spera ora che, nonostante i tagli della Finanziaria, tutti i treni continuino aviaggiare... Finalmente anche i romani dovranno pagare il passaggio sul Grande raccordo anulare (pgu) Anche i romani e i laziali dovranno pagare la loro tangenziale. Nei giorni scorsi, infatti, alla Camera è stato respinto l'emendamento del Pd che proponeva di escludere dal pagamento dei raccordi autostradali gestiti dall'anas solo il Grande Raccordo Anulare di Roma. Pertanto,dal primo maggio 2011 saranno a pagamento i tratti gestiti daanas, tra cui la Torino-Caselle, la Roma-Fiumicino e, appunto, il Grande raccordo anulare, per un totale di chilometri di autostrade. Restano da definire le modalità del pedaggio. Probabile l'adozione del sistema free flow che non prevede caselli ma ponti di rilevamento che fotografano le targhe: il pagamento avviene con una carta prepagata o tramite addebito. Nei giorni scorsi c erano state diverse manifestazioni di protesta guidate dai sindaci locali, ad esempio a Ciriè (To), ma soprattutto nella Capitale per invitare i parlamentari a votare contro la decisione dell Anas. Una protesta, comunque, inspiegabile: qualcuno, infatti, ci dovrebbe chiarire perché a Milano, ma anche a Napoli, gli automobilisti che percorrono le tangenziali devono pagare e a Roma, invece, no... I sindaci laziali che hanno protestato per il pedaggio del Grande raccordo anulare Riconteggio dei voti per Cota Pagano Regione e Governo (gmc) Il riconteggio delle schede elettorali dovrà essere pagato dalla Regione Piemonte e i Ministeri dell Interno e della Giustizia. Il Tribunale amministrativo regionale ha così risolto il dilemma che bloccava la verifica del voto del marzo scorso, in relazione a due liste che appoggiavano l attuale governatore Roberto Cota che sono state giudicate illegittime. Inoltre, il Tar ha prorogato al 15 ottobre la scadenza per il completamento delle operazioni, precedentemente prevista per il 30 settembre. L udienza per la verifica dei risultati del riconteggio e per esprimersi, quindi, sulla validità dell elezione è stata fissata al 4 novembre. Il prossimo 19 ottobre è, invece, prevista la decisione del Consiglio di Stato sulla validità della sentenza del Tar, richiesta dai legali di Cota. La Giunta del Piemonte ha varato il bilancio di previsione 2011, priorità sanità e trasporti (gmc) Priorità a sanità (con un impegno di 8 miliardi e 135 milioni di euro), lavoro, istruzione e formazione professionale (357 milioni), trasporti (735 milioni) e politiche sociali (160 milioni). Questi i punti centrali del bilancio di previsione 2011 approvato la settimana scorsa dalla Giunta regionale del Piemonte. Per quanto riguarda gli altri settori, la Giunta ha individuato tutte le risorse disponibili (333 milioni) e intende ascoltare il dibattito in Consiglio regionale per un ampio confronto sulle scelte col territorio e gli attori sociali. Via libera anche ai criteri di riparto dei fondi destinanti ai consorzi socio-assistenziali. Nonostante le gravi difficoltà di bilancio dal precedente governo, le amministrazioni vedranno garantiti i fondi integrativi della Regione. Per quanto riguarda l area metropolitana di Torino, si conferma la disponibilità a integrare le risorse, che dovranno essere finalizzate alla presentazione di progetti specifici legati a vero disagio sociale. Infine, è stato approvata la nomina dei commissari reggenti delle Aziende territoriali per la casa, i cui consigli di amministrazione, da rinnovarsi con la nuova legislatura, hanno visto scadere il regime di proroga il 16 settembre scorso.

12 l (in) Nord-Ovest (12 ) IL PIRELLONE DIFENDE IL GP Il Consiglio regionale della Lombardia ha votato all unanimità un emendamento al Piano regionale di sviluppo presentato dal consigliere regionale del Pd, Enrico Brambilla, a difesa dell autodromo di Monza come sede (in) Europa - 4 Ottobre 2010 dell unico Gran Premio d Italia per difenderlo da eventuali alternative, come quella di Roma, che di fatto toglierebbe risorse e sponsor. Il Consiglio lombardo ha approvato la scorsa settimana il Piano regionale di sviluppo Aiuti alle famiglie, agli studenti e alle imprese del territorio News A rischio le politiche sociali dei Comuni Dal 2011 le politiche socio-sanitarie dei Comuni resteranno a secco. E l allarme lanciato da Giacomo Bazzoni, presidente della commissione nazionale Anci sul welfare. «Scompariranno i 400 milioni di euro per la non-autosufficienza e i 380 milioni per ipiani di zona. I Comuni si troveranno nell impossibilità di rispondere a richieste di aiuto da parte dei cittadini. Richieste che sono in aumento per via della crisi economica e occupazionale». Con Nasko un sostegno alle mamme lombarde Il Fondo Nasko della Regione Lombardia, attivato il primo ottobre, mette a disposizione un assegno mensile di 250 euro (per un massimo di 18 mesi) alle donne che rinunciano a una interruzione di gravidanza che sarebbe stata causata da problemi economici. Concretamente, l'assegno sarà erogato direttamente alle donne che accetteranno e seguiranno un "progetto personalizzato" di aiuto realizzato tramite i Consultori familiari e i Cav (Centri di Aiuto alla Vita). Un milione per la pratica sportiva in Piemonte La Regione Piemonte garantirà con un milione di euro il sostegno ai comitati regionali degli enti di promozione sportiva e delle Federazioni. Inoltre, intende rivedere i criteri che regolano l erogazione dei contributi alle associazioni operanti sul territorio. In merito ai fondi per la pratica motoria nella scuola primaria, il progetto di alfabetizzazione motoria avrà anche quest anno un contributo di euro, esattamente come in passato. Titolo di studio attraverso il lavoro per i sedicenni (gmc) Iragazzi lombardi di 16anni potranno ottenere una qualifica professionale attraverso un contratto di apprendistato. Lo stabilisce l accordo siglato, prima di questo genere in Italia, tra il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, insieme all assessore regionale all Istruzione, Formazione e Lavoro, Gianni Rossoni, e i ministri dell Istruzione Mariastella Gelmini e del Lavoro Maurizio Sacconi. L attività formativa passa dalle 240 ore previste a 400 ore, consentendo così ai ragazzi diconseguire un titolo di studio attraverso il lavoro. «Un accordo - ha commentato Formigoni - che ci permette di recuperare decine di (gmc) Aiuti alle famiglie, borse di studio più pesanti per i lombardi, la revoca dei finanziamenti alle aziende che delocalizzano a discapito dei lavoratori lombardi. Ma anche infrastrutture come metropolitane e tangenziali. Con 44 sì, 21 no e 3 astenuti il Consiglio regionale lombardo ha dato il via libera al Piano Regionale di Sviluppo, il documento di programmazione politico-amministrativo che caratterizzerà la IX legislatura regionale. Per chi delocalizza, l Aula ha approvato un emendamento del relatore Ugo Parolo della Lega Nord ( nella foto ) che prevede la possibilità che la Regione proceda «ad azioni di disincentivazione, compresa la revoca delle misurea sostegno delle imprese, nei casi in cui la delocalizzazione produca un impatto occupazionale negativo sul territorio lombardo». Sul fronte istruzione, un emendamento approvato e presentato dall assessore allaformazione Gianni Rossoni stabilisce tra l altro che «le borse di studio siano adeguate al costo della vita lombardo giungendo in questo modo a garantire un effettivo diritto allo studio». Per quanto riguarda invece la famiglia, si prevede, con un emendamento promosso dai consiglieri Stefano Carugo e Margherita Peroni del Pdl, nel capitolo riguardante la promozione della natalità e la conciliazione famiglia-lavoro, «la rimodulazione del sistema di tariffazione di accesso ai servizi alla persona nella logica di quoziente familiare al fine di garantire innanzitutto le fasce deboli». «Per molti - ha sottolienato il consigliere Carugo - sarà un risparmio di migliaia di euro l anno». Nel piano vengono considerati anche le difficoltà dei lombardi nell acquisto di una casa, per cui èprevista la creazione di una rete tra Pubblica amministrazione, istituti di credito, territori e imprese ai fini di una migliore rinegoziazione dei mutui. Ma pare non si tratti di un documento definitivo, che subirà modifiche attuative nel lavoro delle Commissioni consiliari, come ha specificato il capogruppo della Lega Nord, Stefano Galli. Ovviamente non sono mancate le polemiche e le bocciature. «C è una cattiva notizia per i lombardi - ha annunciato il capogruppo del Pd, Luca Gaffuri - Avevamo chiesto alla Regione di escludere l aumento dell addizionale regionale sull Irpef e dell Irap come conseguenza dell approvazione dei decreti legislativi sul federalismo fiscale, e Pdl e Lega hanno votato contro. Questo significa solo una cosa: che per ovviare ai tagli del Governo la Regione sta pensando di aumentare le tasse per i cittadini lombardi». Altri gruppi di opposizione, come Idv e Udc, parlano di un «documento vago e superficiale» o«libro dei sogni», evidenziando che i lombardi pagheranno per i tagli del governo nazionale. Giorni decisivi per l Expo, trovare l area entro il 19 (gmc) Giorni decisivi per il grande evento del Mancano ancora 5 anni all Esposizione universale che si svolgerà amilano, ma siamo già in ritardo. Entro il 19 ottobre, come ha stabilito il Bureau International des Expositions, bisogna risolvere il nodo spinoso dell area su cui si realizzerà l avvenimento. Durante l estate i tre soggetti coinvolti, Regione Lombardia e Provincia e Comune di Milano hanno litigato sulla soluzione migliore. Per il governatore Roberto Formigoni bisogna creare una nuova società che acquisti i terreni vicini alla Fiera di Rho, di proprietà della famiglia Cabassi e della Fiera stessa. Secondo, invece, il sindaco e commissario straordinario all Expo, Letizia Moratti, e il presidente della Provincia, Guido Podestà, basta prendere l area in comodato d uso. Anche se Formigoni, tramite i suoi legali, aveva dimostrato che tale migliaia di giovani e dare loro un riconoscimento con il titolo di studio». L assessore Rossoni ha posto l accento sul ruolo socio educativo dell accordo: «Offriamo ai giovani che hanno qualche disagio nel sistema scolastico una concreta opportunità di recuperare la persona con il lavoro». L iniziativa ha raccolto l appoggio del Partito democratico, che però mette in guardia sul rischio che si voglia sostituire l obbligo scolastico: «Pensiamo che l obiettivo prioritario del sistema formativo lombardo sia di accompagnare quanti più giovani possibile al conseguimento di una qualifica, di un diploma o di una laurea» ha spiegato la consigliera regionale del Pd Sara Valmaggi. strada era non percorribile, ha deciso di lasciare mano libera alla Moratti. Ma è tutto da vedere, e oltre ad aleggiare l idea dell esproprio, si rischia l intervento del Governo per risolvere la controversia. Mentre i tre litiganti cercano di mettersi d accordo, c è chi ha avanzato nuove possibilità. Il candidato sindaco alle primarie del Pd, l architetto Stefano Boeri, ha proposto di utilizzare l area pubblica dell ortomercato meneghino, in città e meglio servita, un idea appoggiata dagli esponenti democratici milanesi. In mezzo al dibattito sui terreni, gli industriali lombardi hanno espresso viva preoccupazione, poiché si è perso già troppo tempo, e «sarà faticoso ricreare nella società quel clima di passione che aveva caratterizzato la vittoria» ha dichiarato Alberto Barcella, presidente di Confindustria Lombardia.

13 (in) Europa - 4 Ottobre 2010 BRESCIANA A MISS MONDO Saràunaragazza bresciana, Giada Annapaola Pezzaioli ( nella foto ), a tentare di conquistare per l Italia iltitolodimissmondo.compiràisuoi17anniincina dove sièrecata perpartecipare allaselezione, con altre 122 ragazze, che si concluderà il 30 ottobre con la proclamazione della vincitrice. Residente a Montichiari,dove frequenta il liceo linguistico,giada ha già battuto 10mila ragazze italiane. l (in) Nord-Ovest (13 ) Tra il serio ( GIUSEPPE POZZI) (pgu) Di questo libro credo che interessi poco la trama o lo stile letterario. Che governa, attrae e invita a leggere Passo doppio. Ricordi di vita, di calcio e di tivù è soprattutto la passione per il pallone che il suo autore, Luigi Colombo ( nella foto ),riesce atrasmettere quasi in ogni pagina. Un amore sviscerato che si è manifestato fin da piccolo e che faceva dire a sua nonna Lucia, in dialetto bresciano, quando se lo portava appresso a far la spesa: «El studia, ma la sua gran passiùn l è per ul balùn». Ed è in questapassione per il calcio che si può riassumere anche tutta la carriera del noto giornalista sportivo di Cesano Maderno (Mb). Indimenticabile telecronista di Telemontecarlo, autore econduttore di trasmissioni rimaste nella storia della televisione, da Milaninterclub a Galagoal fino a Mondocalcio, Colombo, a 63 anni,ha decisodi mettere nero su bianco la sua storia. Un racconto che va di e il faceto L assessore all Istruzione bocciato in italiano «Colgo l occasione per augurare a tutti un proficuo e sereno hanno scolastico». Un grossolano errore di ortografia, una h di troppo, comparso nell intervento del vicesindaco e assessore a Cultura e Istruzione del Comune di Macherio (Mb), Barbara Caspani, sull ultimo numero dell informatore comunale. Non sono mancate le polemiche, soprattutto da parte dell opposizione, ma il vicesindaco minimizza: «Gli articoli sul giornalino vengono battuti da diverse persone, non è importante stabilire di chi sia la colpa. Le polemiche sollevate in un certo senso mi fanno piacere perché significa che l informatore viene letto con attenzione» («Giornale di Carate» del 28/09/10). Non paga le bollette da due anni e... la rimborsano Una signora di Settimo Torinese, da Il famoso giornalista di Telemontecarlo ha scritto Passo doppio Oltre trent anni di calcio e tv nei ricordi di Luigi Colombo pari passo con oltre trent anni di tv edicalcio, nostrano e internazionale, e con tutti i suoi più famosi protagonisti con i quali ha avuto modo di collaborare: i calciatori, da Pelè a Maradona, da Mazzola a Rivera, da Altafini a Capello, da Platini a Boniek, ma anche i giornalisti, da Nicolò Carosio a Beppe Viola fino a Gianni Brera. Quanti ricordi... Tutto cominciò all oratorio del suopaese dove tirò i primi calci a un pallone. Ma non ebbe grande fortuna coi piedi. Assolutamente no. Mi riusciva bene il doppio passo che dà anche il titolo al libro e all oratorio si giocava anche per 6-7 ore, praticamente senza mai smettere. Ma quando sono arrivato al Cesano... mi hanno f a t t o scappare. Per fortuna il suo parroco capì che poteva aver maggior fortuna come giornalista. Lui e poi anche mio papà che mi iscrisse al collegio San Carlo di Milano. Lì ho capito le mie potenzialità e che era meglio commentare che giocare. Chi altro si sentedi dover ringraziare per la sua carriera giornalistica? Devo riconoscere che, per la mia formazione, mi ha aiutato molto, in gioventù, far parte di un gruppo di giovani idealisti politici che mi portò, negli anni 70, prima a scrivere sulle colonne del settimanale cattolico locale, poi adiventare addetto stampa dell allora assessore regionale all Istruzione Filippo Hazon, quindi caporedattore al Popolo Lombardo, pur senza mai smettere di scrivere di sport. Fu una scuola importante. A quali ex calciatori è più legato? Sotto l aspetto professionale, direi che mi hanno insegnato molto Giacomo Bulgarelli e Fabio Capello, mentre affettivamente sono molto legato due anni a questa parte sta tentando in tutti i modi di poter pagare le bollette del gas all Eni, ma senza risultato. Addirittura, recentemente ha ricevuto un rimborso di 40euro per il biennio non pagato. Contro i circa euro di arretrati che la signora deve all azienda del gas. La signora ci scherza sopra: «Evidentemente intendono rimborsarmi il costo delle telefonate che ho fatto per poter pagare. E dire che erano tutte al numero verde» («La Nuova Periferia di Settimo» del 29/09/10). a Josè Altafini.Ma non posso trascurare Sandro Mazzola, il primo con cui ho lavorato, o Gianni Rivera, sempre disponibile anche oggi,quando mi capita di chiamarlo telefonicamente. Qual è il più bravo in tv? Forse Altafini, un vero animale del video. La sorpresa è stata Michel Platini, all inizio unpo legato, ma poi molto abile, per niente superbo come molti pensano. Qual è il ricordo più bello della sua carriera? Ce ne sono tanti. Anche emozionanti, come quando mi è stato consegnato il premio dedicato a Beppe Viola che mi chiamava «fratellino». Redazione: Merate (Lc), via Campi, 29/L - tel sito: Questo numero è stato chiuso venerdì 1 ottobre alle ore 12 Pubblicità: tel Il consigliere propone un bordello per uomini soli «Ci sono tanti uomini soli che non hanno la fortuna di avere una compagna, ma hanno comunque dei bisogni fisiologici. Perché non pensare a loro con... una casa chiusa?». Questa la proposta del consigliere comunale indipendente di Rho (Mi), Romolo Ivani, che ha risvegliato una noiosa seduta del Consiglio, riscuotendo qualche risatina tra i colleghi. Ma Ivani è serio: «Togliamo le lucciole dalle strade. Gli uomini soli che decidono di andare con le prostitute vengono multati e discriminati. Cornuti e mazziati» («Settegiorni Rho» dell 01/10/10). Messe e battesimi via web Molte parrocchie hanno il loro sito internet,ma adessoc èchi haaperto una web tv per trasmettere le cerimonie religiose in modo che vi possano assistere anche persone lontane o bloccate acasa, come il battesimo di un bimbo filippino che è così stato seguito dai parenti nella madrepatria. La novità è stata introdotta nella parrocchia dello Spirito Santo a Corsico (Mi). Così don Carlo Pirotta,che ha realizzato il nuovo sito tutto da solo e da autodidatta, sfrutta la rete per pescare il maggior numero di fedeli («Settegiorni Sud Milano» dell 01/10/10). E quello che vorrebbecancellare? Quando atelemontecarlo è arrivato Vittorio Cecchi Gori. Una situazione allucinante che mi portò ad andarmene. Inoltre, tra tutti icollaboratori della tv fui l unico a perdere la causa. Di solito non si dovrebbe chiedere, ma tra i suoi colleghi, chi stimava di più? Da Beppe Viola, grande scrittore, ho imparato moltissimo, così come da Gianni Brera, uomo di grande cultura, e da Adone Carapezzi che parlava un italiano perfetto. E poi, per due anni, ho avuto la fortuna di stare all università di Mike Bongiorno. Don Carlo Pirotta, parroco della chiesa dello Spirito Santo a Corsico (Mi), ha realizzato il nuovo sito web parrocchiale da cui si può assistere alle funzioni religiose via internet

14 (14) (in) Europa - 4 Ottobre 2010 TELEFONOCELLULARE NOKIA1800 CellulareDualBandGSM,design Candybar,Vibrazione,RadioFM Nokia1800èuncellularedaldesign sottile,modernoeconiltastodi navigazionecromato. Caratteristichetecniche: 39,90 Codiceprodotto LE/ MISURATORE DI COLESTEROLO, TRIGLICERIDI E GLICEMIA OROLOGIO MULTIFUNZIONE 5IN1! NAVIGATORE NAVIGON 1300 Codiceprodotto

15 l (in) Viaggio (15) (in) Europa - 4Ottobre 2010 M O R B EGNO IN CANTINA In Valtellina continuano gli appuntamenti con i sapori. E c è pure Gustosando (crs) Continuano gli appuntamenti di «Morbegno in Cantina». Da venerdì 8 a domenica 10 ottobre la località valtellinese, a pochi chilometri da Sondrio, riapre eccezionalmente le cantine storiche del centro per accogliere nuovamente enoturisti e appassionati del buon bere (e buon mangiare). In degustazione, oltre naturalmente ai grandi vini rossi di Valtellina a Denominazione (Doc, Docg eigt), tanti prodotti tipici come la bresaola, il Bitto, le mele, il miele, i pizzoccheri, il pane di segale e i dolci tradizionali come la bisciola. La manifestazione propone percorsi anche nei centri storici di Traona, di Mello e lungo la panoramica Costiera dei Cech. Tanti gli itinerari predisposti dagli organizzatori tra cui scegliere. A Morbegno l Itinerario Bianco (9/10 ottobre) propone: Igt bianco abbinato a bresaola Igp con caprino fresco, Valtellina Superiore Docg abbinato a prosciutto di Valtellina e lardo, Valtellina Superiore Docg abbinato auna verticale di Casera Dop riserva, Valtellina Superiore Docg abbinato adue annate di Bitto Dop, Sforzato di Valtellina Docg abbinato a torta Morbegno e cupeta. Con l Itinerario Rosso (8/10 ottobre) i pregiati rossi di Valtellina sono invece abbinati ai prelibati formaggi della Latteria Sociale Valtellina di Delebio. Sempre a Morbegno, si può scegliere anche tra gli itinerari Giallo (9/10 ottobre) che si snoda in nove tappe con degustazione di alcuni vini Valtellinesi e Verde (8/10 ottobre) che propone la visita in altre nove Viaggi di nozze da sogno a Villa Erba con la prima edizione di Noi Sposi (crs) Il polo espositivo di Villa Erba sul lago di Como, il 23 e il 24 ottobre ospiterà la prima edizione di Noi Sposi. Una fiera interamente dedicata ai fidanzati e al momento del fatidico sì con decine e decine di espositori provenienti dalle province di Como, Lecco, Milano, Monza Brianza, Sondrio e Varese, ma anche dalla vicina Svizzera, che presenteranno quanto di meglio e più esclusivo oggi disponibile per celebrare un matrimonio da favola. Edopo la cerimonia, immancabile anche il viaggio di nozze da sogno che può iniziare proprio a Villa Erba con espositori che proporranno mete di charme, esotiche, indimenticabili, uniche negli angoli più suggestivi o remoti del mondo. Orari: sabato ore 10/24 e domenica 10/22. Presentando all ingresso il biglietto omaggio (che può essere caricato dal sito di Noi Sposi ) si parteciperà al concorso che mette in palio una meravigliosa crociera. cantine e vini diversi. A Traona, seguendo l Itinerario Azzurro (9/10 ottobre), si visitano 11 cantine del centro storico (in questo caso il pass include anche il trasferimento da Morbegno, piazza S. Antonio, con bus navetta). A Mello si incontra infine l Itinerario Marrone (16/17 ottobre) che propone la visita a nove cantine (il pass include il trasferimento con bus navetta Morbegno/Mello - San Biagio/Morbegno). Secondo e ultimo appuntamento, domenica 10 ottobre, con il Sentiero del Vino sulla Costiera dei Cech che invita a percorrere, a piedi tra i vigneti, i 2 km di questo suggestivo itinerario gastronomico (servizio bus navetta Morbegno/S. Biagio). Per partecipare basta acquistare il pass per l itinerario scelto (i prezzi partono dai 12 euro, con degustazione di un vino per cantina, fino ai 35 euro, con due degustazioni per cantina, guidate da sommelier dell Ais, di grandi vini, riserve e sforzati) che va fatto timbrare all ingresso di ogni cantina. Con il pass si riceveranno la piantina (con segnate tutte le cantine che aderiscono all evento), un calice con la sua tasca porta-calice nel colore del percorso prescelto. In calendario anche «Gustosando» che propone sulla Costiera dei Cech gli itinerari di Dazio e Carpano e «Li posi gulusi de Gerola» in Valgerola (entrambe nel fine settimana del 9/10 ottobre). Questa manifestazione si chiude il 16/17 ottobre a Morbegno con un indimentacabile passeggiata all insegna del gusto. Info: Ufficio Turistico Morbegno - Valgerola - Valmasino - Valtartano, tel , Percorsi su: www. portedivaltellina.it Alla Mostra Mercato dell Artigianato c è Naturalmente Mario Schifano (crs) Dal 30 ottobre al 7 novembre, Erba (Co) diventa la capitale dell eccellenza del Made in Italy con la Mostra Mercato dell Artigianato. Alla sua 37esima edizione, la manifestazione conferma l abbinamento con un ricco programma di eventi in un susseguirsi di incontri, dibattiti, spettacoli, lavorazioni dal vivo, laboratori per adulti e bambini. Dopo il successo della mostra dedicata a Salvatore Fiume del 2009, quest anno si replica con Naturalmente Mario Schifano, una personale dedicata all artista esponente della Pop Art italiana (inaugurazione sabato 30 ottobre ore10, SalaPorro, Lariofiere, viale Resegone). Ma perché una mostra sulla natura nell opera di Mario Schifano? «Il ruolo della natura nell opera di Schifano - si legge nella presentazione - è stato oggetto di alcuni saggi, ma mai di una mostra e di un apposito catalogo. Il rapporto tra uomo e natura, osservato attraversoil filtro dell arte e della cultura, è inoltre uno dei temi attorno a cui ruota oggi il dibattito nel mondo del design e dell architettura: ovvero di quell'ambito professionale a cui appartengono per la maggior parte i visitatori della Fiera dell Artigianato». La mostra presenta 17 opere che coprono un arco cronologico di quasi trent'anni. Dal ciclo degli Alberi, realizzato nei primi anni Sessanta, ai paesaggi astratti degli ultimi anni Ottanta e dei primi Novanta, passando attraverso cicli di opere fondamentali per il percorso pittorico di Schifano. Curata da Roberto Borghi con Martina Mazzotta ed Elisa Colombo e organizzatain collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta, la mostra è promossa da Confartigianato e ha il patrocinio della Regione Lombardia.

16 (16) (in) Europa - 4 Ottobre 2010

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