Istituto Professionale di Stato per l Industria e l Artigianato Giuseppe Zanardelli di Gardone Val Trompia

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1 Istituto di Istruzione Superiore Carlo Beretta Istituto Professionale di Stato per l Industria e l Artigianato Giuseppe Zanardelli di Gardone Val Trompia Archivio storico Inventario con il contributo di Cooperativa A.R.C.A. Gardone Val Trompia (Bs)

2 Istituto Professionale di Stato per l Industria e l Artigianato G. Zanardelli di Gardone Val Trompia Intervento di riordinamento ed inventariazione dell archivio storico Carteggio ( ) Serie ( ) Registri ( ) Fondo fotografico ( ) 2

3 Ambiente Ricerca Cultura Arte via XX Settembre, Gardone Val Trompia, Bs. tel fax sito: Equipe di lavoro Coop. A.R.C.A.: Amanda Maranta. Patrizia Sotgiu. Per la redazione dell inventario è stato impiegato il software Sesamo ambiente Windows - Regione Lombardia - Culture, identità e autonomia della Lombardia. Finito di stampare febbraio 2009 presso il Centro stampa elettronico A.R.C.A. Gli operatori ringraziano per la collaborazione: Luisa Bezzi e Nadia di Santo, Soprintendenza Archivistica per la regione Lombardia; Roberto Grassi, Mirella Mancini, Regione Lombardia - Culture, identità e autonomia della Lombardia; la direzione ed il personale dell Istituto scolastico ed in particolar modo il dirigente Luciano Tonidandel ed il prof. Antonio Del Vecchio; Graziella Pedretti, Direzione Area Cultura Comunità Montana di Valle Trompia, Massimo Galeri, coordinatore Sistema Archivistico - Sistema dei Beni Culturali e Ambientali della Comunità Montana di Valle Trompia; Franco Ghigini consulente scientifico per la redazione della progettazione preliminare di intervento e modalità di gestione del Museo permanente I.P.S.I.A., Franco Grazioli, Mario Cristinelli, Sergio Saleri ex allievi dell Istituto e Franco Parola ex collaboratore del preside. 3

4 Sommario p. 5 Note di storia dell Archivio p. 12 Descrizione complesso documentario p. 14 Modalità d intervento p. 15 Scheda descrittiva unità fascicolare p. 16 Schede descrittiva registri in serie p. 17 Carteggio p. 17 Sezione p. 21 Sezione p. 30 Sezione p. 92 Sezione p. 111 Sezione p. 127 Sezione p. 139 Sezione p. 166 Serie p. 168 Atti di compravendita p. 171 Domande d incarico e nomine p. 173 Stipendi p. 179 Alunni p. 195 Scuola festiva p. 200 Corsi serali e per maestranze p. 207 Istituto Nazionale Fascista per l Addestramento e il Perfezionamento dei Lavoratori dell Industria p. 212 Istituto Nazionale per l Addestramento e il Perfezionamento dei Lavoratori dell Industria p. 215 Scuola Edolo p. 218 Scuola Lumezzane p. 220 Registri p. 221 Protocolli p. 223 Protocollo bollettino ufficiale p. 224 Verbali del Consiglio d Amministrazione p. 226 Verbali del Consiglio insegnanti p. 227 Verbali Cassa Scolastica p. 228 Verbali Revisori dei conti p. 229 Registri contabili p. 231 Inventari p. 232 Fondo fotografico p. 232 Fotografie p. 243 Indici-Criteri generali p. 244 Cose notevoli p. 248 Istituzioni p. 254 Persone p. 259 Toponimi 4

5 Note di storia dell archivio dell Istituto Professionale di Stato per l'industria e l'artigianato Giuseppe Zanardelli di Gardone Val Trompia Parte generale Al fine di inserire la vicenda dell Istituto Zanardelli in un contesto normativo e storico-istituzionale si segnalano alcuni passaggi legislativi che contribuirono a definire l ambiente in cui venne istituita ed operò la scuola professionale di Gardone Valle Trompia. La base del sistema scolastico italiano fu la legge Casati, approvata nel 1859 ed estesa a tutto il regno d Italia dopo l unificazione. La legge prevedeva dopo la scuola elementare quadriennale il passaggio all istruzione secondaria articolato su tre filoni: quello classico, che comprendeva un ginnasio di cinque anni, seguito da un liceo di tre; quello tecnico, costituito da una scuola tecnica triennale seguita da un istituto tecnico di tre anni; infine l indirizzo normale, che preparava all insegnamento magistrale. Nel 1861 la competenza in materia di istituti tecnici fu trasferita dal Ministero della Pubblica Istruzione al Ministero dell Agricoltura, Industria e Commercio che li trasformò radicalmente, procedendo a tre riordinamenti: nel 1865, nel 1871 e nel Per quanto concerne le scuole professionali, le circolari Cairoli del 1879 e Miceli del 1880 le suddivisero in: scuole d arti e mestieri, con il fine di fornire agli operai, fanciulli ed adulti, nozioni di scienza applicata ai mestieri; scuole d arte applicate all industria, con lo scopo di diffondere tra la classe operaia il gusto dell arte nell industria; scuole speciali di mestiere e scuole femminili. Con l inizio del nuovo secolo l aumento vertiginoso del numero delle scuole e delle loro dimensioni richiesero una revisione delle categorie e dei gradi di insegnamento: la legge n. 414 del 30 giugno 1907 decretò il definitivo ordinamento delle scuole professionali in industriali (inferiori, medie e superiori), artistico-industriali (disegno per operai, disegno professionale, scuole superiori d arte applicate all industria) e scuole femminili professionali. Tale ordinamento venne mantenuto sino al 1923 quando a seguito della riforma Gentile il Ministero dell Economia Nazionale procedette con Regio Decreto 31 ottobre 1923 n ad attuare un riordino di tutta l istruzione industriale. Le scuole vennero così distinte in: a) Scuole popolari operaie o di avviamento, della durata di tre anni, che impartivano nozioni di cultura generale e tecnica necessarie agli alunni che si avviavano al lavoro o che intendevano proseguire gli studi; b) Scuole industriali o di tirocinio a cui potevano accedere i licenziati delle scuole complementari o di avviamento; c) Istituti industriali, destinati a preparare il personale direttivo degli opifici industriali o dei laboratori; d) Laboratori scuola, della durata di due anni, che costituivano delle scuole di tirocinio per professori che richiedevano una minore preparazione tecnica. In tal modo, le scuole professionali continuarono a svilupparsi in maniera autonoma e parallela all istruzione tecnica. Tra il 1928 e il 1929 il regime fascista decretò il passaggio di tutte le scuole professionali e della sezione industriale degli istituti tecnici alle dipendenze del Ministero della Pubblica Istruzione. Questo passaggio portò necessariamente ad un nuovo riordinamento scolastico. Le leggi n.7 (7 gennaio1929), n (6 ottobre 1930) e n. 490 (22 aprile 1932) fusero i corsi integrativi d avviamento professionale e le scuole complementari - già dipendenti dal Ministero della Pubblica Istruzione - con le scuole operaie e d avviamento al lavoro - già dipendenti dal Ministero dell Economia: si ebbero così le scuole triennali e i corsi biennali e annuali d avviamento professionale di tipo agrario, industriale, commerciale e marinaro. Nel 1929 aveva avuto origine la nuova scuola di avviamento al lavoro, ribattezzata nel 1932 scuola di avviamento professionale. 5

6 In seguito il Ministero della Pubblica Istruzione con la legge n. 889 del 15 giugno 1931 attribuì alla nuova scuola tecnica compiti di istruzione prevalentemente professionale, utili all apprendimento di un mestiere, dovendo essa costituire l erede diretta di quelle scuole professionali dipendenti dal Ministero dell Economia Nazionale dalla cui fusione vedeva la luce. Il progetto fascista di riforma della scuola si completò nel 1939 con la Carta della Scuola del ministro dell Educazione Nazionale Giuseppe Bottai, che prevedeva un ulteriore accentuazione del carattere dualista dell istruzione in tutti i suoi gradi. Dopo la Liberazione, lo Stato affidò alle regioni la possibilità di legiferare in materia di istruzione professionale ed artigiana: sino al 1970 la gestione dell istruzione professionale e tecnica venne svolta congiuntamente dai Ministeri della Pubblica Istruzione e del Lavoro. Ciò contribuì a generare un doppio sistema di formazione professionale che si rivolgeva alla stessa utenza, denominato di istruzione professionale, facente capo alla Pubblica Istruzione, e di addestramento professionale, facente capo al Ministero del Lavoro. Nel 1950 fu istituito un nuovo tipo di scuola che prese il nome di Istituto Professionale di Stato con lo scopo di preparare personale idoneo all esercizio dell attività nei settori dell industria, del commercio, dell agricoltura, dell artigianato, del turismo, della navigazione, delle attività alberghiere, dei lavori femminili, con corsi di durata variabile da due a cinque anni. Nel 1961 si ebbe la revisione dei programmi degli istituti tecnici che furono portati a sei. Infine nel 1962 si giunse all abolizione della scuola di avviamento e all istituzione di una scuola media inferiore unificata orientata verso contenuti generalistici e obbligatoria per tutti. Bibliografia Canestri G. e Ricuperati G., La scuola italiana dalla legge Casati a oggi, Loescher, Torino 1977; La scuola italiana dall Unità ai nostri giorni, a cura di Cives G., La Nuova Italia, Firenze 1990; Hazon F., Storia della formazione tecnica e professionale in Italia, Armando Editore, Roma 1991; Semeraro A., Il sistema scolastico italiano. Profilo storico, Carocci, Roma 1998; Tonelli A., L istruzione tecnica e professionale di Stato nelle strutture e nei programmi da Casati ai giorni nostri, Giuffrè, Milano Istituto Professionale di Stato per l'industria e l'artigianato Giuseppe Zanardelli Gardone Val Trompia I primordi dell istruzione professionale a Gardone Val Trompia sono riconducibili al 1860 quando il Consiglio Comunale con delibera n del 9 novembre istituì una Scuola festiva di disegno per gli artieri della fabbrica dell Arsenale e per quanti volessero iscriversi. Per contenere i costi si chiese un sussidio alla Provincia e si decise di servirsi dei professori dell analoga scuola di Brescia. Nel corso degli anni la necessità di provvedere ad un istruzione tecnica degli operai divenne sempre più pressante tanto che nel 1877 l allora sindaco Giuseppe Moretti affidò a Pietro Mino l incarico di impartire agli operai lezioni di disegno: venne così istituita una Scuola di Disegno per Artigiani con orario festivo 1. Nell anno scolastico ai corsi di disegno ornato e geometrico venne aggiunto un corso, serale e festivo, di elementi di elettrotecnica tenuto dall ingegnere Giuseppe Baccarani, direttore degli Stabilimenti Redaelli, frequentato con il massimo interesse da numerosi allievi e prontamente sostenuto dall onorevole Giovanni Quistini. Il successo dell iniziativa fu tale da prospettare la trasformazione della scuola di disegno in una vera scuola professionale, ad orario diurno, in grado di fornire istruzioni teoriche e pratiche alle maestranze. Le Società Operaie e il Comune si misero in moto allo scopo di nominare una Commissione che studiasse le modalità e raccogliesse i fondi per istituire la nuova scuola 2. 1 Archivio Comunale di Gardone Val Trompia, Istruzione pubblica, b. 162 fasc. 2, Archivio Comunale di Gardone Val Trompia, Verbale del Consiglio Comunale n. 269 del 6 aprile

7 La Commissione, presieduta dall ingegnere Giuseppe Baccarani, era composta da Antonio Moretta per il Comune, Arrigo Grazioli e Pietro Beltrami per le locali Società Operaie di Mutuo Soccorso, da Giovanni Corridori e Andrea Zambonardi per gli operai 3. Le difficoltà non erano poche, ma grazie al determinante appoggio di Giuseppe Zanardelli, allora Presidente del Consiglio, si ottennero dal Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, dalla Provincia e dalla Camera di Commercio e Industria di Brescia, dalla Cassa di Risparmio per le Provincie Lombarde di Milano e dal Comune di Gardone Val Trompia contributi finanziari annuali tali da permettere l effettiva apertura della scuola. In tal modo, dopo alcune riunioni della Commissione per la nomina dei docenti e la definizione dei programmi, la Scuola Professionale Operaia G. Zanardelli avviò le iscrizioni per l anno scolastico , con inizio delle lezioni previsto a partire dal 16 novembre L ingegner Pietro Redaelli, per rendere possibile l effettivo funzionamento della Scuola, acquistava un fabbricato e lo cedeva gratuitamente in uso alla stessa, fornendo pure energia elettrica e numeroso materiale per le officine. Nell anno scolastico la Scuola raccoglieva 23 allievi nel corso diurno ed oltre 82 nel corso serale e festivo. Le iniziali difficoltà economiche vennero rapidamente superate grazie alla generosità degli insegnanti fra cui l ingegnere Giuseppe Baccarani, il ragionier Pietro Beltrami, il geometra Contessi, che per alcuni anni prestarono gratuitamente la loro opera, e per le sovvenzioni degli industriali locali quali la Società Anonima Giuseppe e Fratello Redaelli, il cotonificio Bernocchi, Trafilerie e Laminatoi Metalli, Società Anonima Fermo Coduri, a cui si aggiunsero nel tempo quelle dei comuni limitrofi. Tutto ciò permise alla Scuola di svilupparsi rapidamente tanto da ottenere nel 1906 da parte del Ministero dell Agricoltura, Industria e Commercio la nuova denominazione di Regia Scuola Professionale Operaia G. Zanardelli e l approvazione dello statuto 5. Dal regolamento del 1906 si evince che la Scuola comprendeva un corso di avviamento diurno maschile e femminile della durata di tre anni per la formazione di operai per le industrie meccaniche, elettriche ed armiere: gli insegnamenti erano lingua italiana, storia e geografia, matematica, geometria, elementi di scienze, disegno, economia domestica, supportati da laboratori per esercitazioni pratiche. Vi era poi un corso serale per apprendisti metallurgici e meccanici, muratori e falegnami con lo scopo di integrare la cultura generale, tecnica e pratica degli operai già occupati nelle industrie locali. Infine vi era un corso festivo per l insegnamento del disegno d ornato e di macchine. 6 Col passare del tempo il costante aumento degli iscritti rese sempre più pressante la necessità di una sede più idonea e funzionale: dal 1909 si avviarono così le pratiche per l individuazione dell area. Soltanto nel 1922 la Scuola poté trasferirsi nel nuovo edificio di proprietà della Fabbrica d Armi Regio Esercito, ubicato in prossimità del fiume Mella, ottenuto in affitto dal Demanio dello Stato previo interessamento del senatore Carlo Bonardi e riadattato per i bisogni della Scuola. Negli stessi anni frattanto anche a Lumezzane si istituiva una scuola di disegno industriale, alle dipendenze di quella di Gardone Val Trompia, per sopperire alle richieste di qualificazione delle maestranze. 7 Nel 1924 la Scuola, a seguito del riordinamento dell istruzione professionale, venne inclusa fra gli istituti amministrati dal Ministero della Pubblica Istruzione e trasformata in Scuola Secondaria di Avviamento Professionale. 8 3 Archivio IPSIA, Verbali del Consiglio d Amministrazione, b. 1 reg. 1, Archivio IPSIA, Verbali del Consiglio d Amministrazione, b. 1 reg. 1, R.D. 12 novembre 1906, n l unico esemplare in copia dello Statuto e relativo regolamento approvato con R. D. 12 novembre 1906 è conservato nell Archivio Comunale di Gardone Val Trompia, Contributo a favore della Regia Scuola di Avviamento al Lavoro G.Zanardelli, Istruzione Pubblica, b. 555 fasc. 16.1, Archivio IPSIA, Verbale del Consiglio d Amministrazione del 26 maggio 1916, b. 1 reg. 2. 7

8 La Scuola subì la riorganizzazione di tutto l organico e venne nominato il primo direttore di ruolo, il professor Giuseppe Cristofoli, che rimase in carica fino al Dall annuario dell anno scolastico si desume che la Scuola comprendesse: 1) La Regia Scuola Popolare Operaia o di Avviamento dalla durata triennale con lo scopo di impartire l istruzione teorico pratica necessaria agli allievi che si avviavano al lavoro o che intendessero proseguire gli studi professionali, con gli insegnamenti caratterizzanti di cultura generale (italiano, storia e geografia), aritmetica, geometria, scienze, tecnologia, disegno a mano libera ed ornamentale, disegno geometrico e professionale, esercitazioni pratiche; 2) il Laboratorio Scuola per operai armaioli della durata di due anni con lo scopo di impartire l istruzione teorico pratica necessaria a preparare l operaio per le industrie della lavorazione delle armi e per le lavorazioni meccaniche in genere con gli insegnamenti caratterizzanti di cultura generale, matematica, fisica, meccanica applicata, disegno delle armi e professionale, tecnologia delle armi e di officina, esercitazioni pratiche; 3) i Corsi serali per maestranze con sezione per apprendisti metallurgici e meccanici della durata di quattro anni; 4) la Scuola libera, festiva, di disegno professionale per operai ed apprendisti che desiderassero completare le loro capacità tecniche con cognizioni di disegno professionale 9. Nel 1929 vennero istituiti i Consorzi provinciali per l istruzione tecnica con il compito di promuovere lo sviluppo ed il perfezionamento dell istruzione tecnica, sia incentivando iniziative private in questo campo, sia concorrendo con propri fondi all istituzione di corsi di formazione. Anche l Associazione Industriali Bresciani, per sopperire alle richieste delle aziende della Valle, si fece promotrice di corsi di avviamento al lavoro e specializzazione, affiancata nel corso del tempo da quelli sovvenzionati dall Istituto Nazionale per l addestramento e il perfezionamento dei lavoratori dell industria. Nello stesso 1929 la Scuola subì nuovamente una modifica della denominazione in Scuola secondaria di avviamento al lavoro 10, mentre nel 1933 il Laboratorio scuola venne trasformato in Scuola Tecnica Industriale 11. Le iscrizioni ai corsi aumentavano costantemente: da 129 allievi nel biennio si era passati a 317 in quello Nel 1937, la Regia Scuola secondaria di Avviamento professionale veniva annessa definitivamente alla Scuola Tecnica Industriale: per semplificare l amministrazione e ridurre i costi la Direzione, gli insegnati e il personale non docente rimasero gli stessi per i due istituti. Durante la Seconda Guerra Mondiale e nel primo Dopoguerra la Scuola subì diverse vicissitudini: requisizioni di locali da parte delle truppe tedesche ed alleate, sfollamento, danni all edificio ed ai laboratori. Per un certo periodo non si poterono attivare dei corsi per la mancanza di iscritti e di attrezzature. Dal 1947 la situazione si stabilizzò e gli insegnamenti ripresero: la Scuola era però divenuta istituto governativo, in seguito statale a partire dal Tale ordinamento si mantenne fino al 1 ottobre 1961 anno in cui la Scuola venne definitivamente denominata Istituto Professionale di Stato per l Industria e l Artigianato. 13 Di lì a poco una nuova disposizione ministeriale cessava l aggregazione della Scuola di avviamento professionale, sostituita dalla scuola media inferiore. 14 Successivamente alla sede centrale di Gardone Val Trompia vennero coordinate le Scuole di Lumezzane (1963) e di Odolo e Vobarno (1968). 8 R. D. 16 ottobre 1924, n. 2345, art. 1 La Regia scuola operaia di Gardone Val Trompia è riordinata come scuola di avviamento al lavoro con annesso laboratorio scuola per operai armaioli e corsi per maestranze. 9 Archivio Comunale di Gardone Val Trompia, Scuola Professionale, Istruzione pubblica, b. 336 fasc. 24, R.D. 7 gennaio 1929, n R.D. 28 settembre 1933, n Archivio IPSIA, Cerimonie, congressi, mostre, b. 24 fasc. 15, Archivio IPSIA, Varie, b. 51 fasc. 5, Archivio IPSIA, Varie, b. 52 fasc. 9,

9 Di seguito forniamo informazioni storico-amministrative dei corsi attuati dalla scuola e degli istituti dipendenti da quello centrale di Gardone Val Trompia che hanno evidenza documentaria nelle serie. Scuola festiva ( ) Le origini della Scuola festiva sono riconducibili al 1860 quando il Consiglio Comunale di Gardone Val Trompia con delibera n del 9 novembre istituisce una Scuola festiva di disegno per gli artieri della fabbrica dell Arsenale e per quanti vogliono iscriversi. Per contenere i costi si chiede un sussidio alla Provincia e si decide di servirsi dei professori dell analoga scuola di Brescia. Nel corso degli anni la necessità di provvedere ad un istruzione tecnica degli operai diviene sempre più pressante tanto che nel 1877 l allora sindaco di Gardone Val Trompia Giuseppe Moretti affida al signor Pietro Mino l incarico di impartire agli operai lezioni di disegno: viene così istituita una Scuola di Disegno per Artigiani con orario festivo. Nel 1900 a detta scuola viene aggiunto un corso, serale e festivo, di elementi di elettrotecnica tenuto dall ingegnere Baccarani, direttore degli Stabilimenti Redaelli di Gardone Val Trompia. Dal 1902 questa scuola viene assorbita dalla Scuola Professionale Operaia e diviene un corso complementare festivo: la documentazione conservata in questa serie è riconducibile a questa nuova organizzazione. La scuola libera, festiva, di disegno professionale (Statuto e regolamento approvato con Regio Decreto il 12 novembre 1906) si propone l insegnamento individuale del disegno professionale agli operai e agli apprendisti, senza limiti di età, che desiderino completare le loro capacità tecniche. La sezione festiva risulta divisa in due corsi: uno preparatorio e uno normale, entrambi biennali, comprendenti un reparto maschile e uno femminile. L ammissione ai corsi prevede il conseguimento della licenza elementare o titolo equipollente a giudizio della Direzione. La tassa annua d iscrizione di lire 5 viene ridotta a lire 2 per gli allievi appartenenti ai comuni concorrenti al mantenimento della Scuola. Le lezioni domenicali, tenute dalle 8.30 alle antimeridiane, hanno durata dal 1 novembre al 30 giugno. Corsi serali e per maestranze ( ) Con la legge del 7 gennaio 1929 n. 7 vennero istituiti i Consorzi Provinciali per l Istruzione Tecnica con il compito di promuovere lo sviluppo ed il perfezionamento dell istruzione tecnica, sia incentivando iniziative private, sia concorrendo con propri fondi all istituzione di corsi di formazione. Anche l Associazione Industriali Bresciani, per sopperire alle richieste delle aziende della Valle, grazie alle sovvenzioni di alcuni benefattori locali, si fa promotrice di corsi di avviamento al lavoro e specializzazione. Contemporaneamente ma in forma autonoma il Ministero del Lavoro organizza nella provincia corsi diurni e serali di addestramento e qualificazione per disoccupati. INFAPLI ( ) Istituto Nazionale Fascista per l addestramento e il perfezionamento dei lavoratori dell industria, INAPLI ( ) Istituto Nazionale per l addestramento e il perfezionamento dei lavoratori dell industria, L INAPLI trae origine da un accordo stipulato tra la Confederazione degli industriali e la Confederazione dei lavoratori dell Industria. Viene istituito un contratto collettivo il 25 dicembre 1938 (Bollettino Ufficiale Ministero delle Corporazioni, suppl. fasc. 208, all. n. 1658) con la funzione di provvedere all attuazione di corsi normali per la formazione, l addestramento e il perfezionamento delle maestranze dell industria. Successivamente tale provvedimento viene 9

10 disciplinato dal regio decreto n del 21 giugno 1938, convertito nella legge n. 290 del 16 gennaio 1939, integrato e completato con la legge n. 264 del 29 aprile I corsi, posti sotto la vigilanza del Ministero dell Educazione Nazionale, hanno il compito di formare ed accrescere la capacità tecnica e produttiva dei lavoratori in relazione ai bisogni dell economia nazionale. Nel 1949 ai corsi di primo addestramento si affiancano quelli per la formazione di operai specializzati, di perfezionamento, di qualificazione e riqualificazione. A promuoverli sono enti, istituti ed associazioni, oltre alle amministrazioni statali e comunali. L istituzione dei corsi viene autorizzata con un provvedimento del Ministero per il Lavoro e la Previdenza Sociale di concerto con quello del Tesoro. Il carteggio di questa serie riguarda i corsi sovvenzionati dall Inapli. Scuola Edolo ( ) Le uniche notizie relative alla Scuola Tecnica Industriale Municipale di Edolo si ricavano dalla relazione sugli esami di idoneità e licenza datata 24 settembre 1958 in cui si afferma che tutti i documenti relativi alle operazioni della Commissione esaminatrice vengono consegnati al Direttore della Scuola Tecnica Industriale Giuseppe Zanardelli di Gardone Val Trompia, dalla quale dipendeva amministrativamente, perché siano conservati negli archivi della scuola stessa. Scuola Lumezzane ( ) Notizie relative alla scuola ci derivano dal verbale di seduta del Consiglio d Amministrazione del 26 maggio 1916 che al punto 2 registra la costituzione a Lumezzane di una sezione della Scuola industriale di disegno su iniziativa degli industriali della Valle di Lumezzane, che riunitisi in Consorzio, si impegnano per tre anni alla sovvenzione della stessa. Attualmente la Scuola è assunta alla dirigenza scolastica dell Istituto d Istruzione Superiore Carlo Beretta che riunisce gli istituti secondari superiori gardonesi. Direttori della Scuola con nomina del Ministero della Pubblica Istruzione Prof. Mario Cristofoli ( ) Prof. Angela Perdonà ( ) Prof. Luigi Lombardi ( ) Prof. Eolo Leoni ( ) Ing. Massimo Fausti ( ) Presidenti del Consiglio d Amministrazione Cav. Antonio Moretta ( ) Dott. Piergiuseppe Beretta ( ) Rag. Vincenzo Bernardelli ( ) Prof. Miradio Carner ( ) Ing. G. Battista Cavadini ( ) Ing. Sebastiano Poli ( ) Ing. Francesco Bracconi (dal 1965) Bibliografia M. Cristofoli, La Regia Scuola secondaria di avviamento al lavoro G. Zanardelli di Gardone V. T., in La Valle Trompia, Apollonio, Brescia 1930, pp ; M. Fausti, La Scuola Tecnica G. Zanardelli, in Antologia Gardonese, Apollonio, Brescia 1969, pp ; M. Sabatti, Notizie storiche sull Ipsia Zanardelli, aggiornamento dell articolo di M. Fausti; 10

11 S. Bassoli, La scuola a Gardone: cronologia storica e appunti di cronaca, Biblioteca Comunale Gardone V.T., Gardone Val Trompia 1997; A. Fappani C. Sabatti F. Trovati, Gardone di Valle Trompia -Vicende storiche e patrimoni d arte, Grafo, Brescia 1984, p. 80; L. Merlino F. Trovati, Gh era na olta Gardù, Tipolitografia Batan, Gardone Val Trompia 2001, pp ; F. Ghigini, I contadini dimenticati, Comunità Montana di Valle Trompia, Gardone Val Trompia 2007, pp

12 Descrizione complesso documentario L archivio storico dell Istituto Professionale di Stato per l'industria e l'artigianato Giuseppe Zanardelli è costituto da documentazione di diversa tipologia che copre gli anni La parte più consistente è quella formata dalle sezioni del carteggio, ordinato secondo sette titolari susseguitisi nel corso del tempo, che si riferisce all attività didattica e formativa della scuola. Un altra sezione è composta dalle serie riguardanti gli atti di compravendita, le domande d incarico e nomine degli insegnati, gli stipendi, gli alunni, la Scuola festiva, i corsi serali e per maestranze, Inapli, Infapli, gli istituti di Edolo e di Lumezzane. Ulteriore nucleo documentario di una certa consistenza e rilevanza è quello costituito dai registri di gestione amministrativa e contabili quali deliberazioni, protocolli, verbali del Consiglio d Amministrazione e del Collegio docenti, Inventari, Mastri e Giornali di cassa. L archivio conserva anche un fondo fotografico composto da n. 82 immagini in bianco e nero. Nel corso degli anni la scuola ha subito alcune variazioni di denominazione e di organizzazione fino alla fine del 1933: da allora coesistono per 30 anni due istituti, la Scuola Tecnica Industriale e la Scuola di Avviamento Professionale, retti dallo stesso Consiglio d Amministrazione, con lo stesso Direttore scolastico e con gli stessi docenti. Anche la gestione documentale resta per lo più indistinta: i documenti sono stati registrati in un unico protocollo e la maggior parte del carteggio si è sempre mantenuta unita. A fronte di tale situazione si è deciso di lasciare la documentazione come era stata archiviata, senza mutarne l ordine né scorporandola, per non danneggiarne ulteriormente l assetto già soggetto a perdite causate dai traslochi, dalle occupazioni tedesche ed alleate dell edificio durante la seconda guerra mondiale, e dall esondazione del fiume Mella negli anni Cinquanta. A tutto ciò si devono aggiungere le ristrutturazioni del complesso effettuate negli anni Ottanta del sec. XX e la perdita nel 1989 dell autonomia della scuola, da allora amministrata dall istituto Moretto di Brescia, che hanno ulteriormente alterato la struttura e la composizione dell archivio. Per quanto riguarda la sezione composta dalle serie va specificato che la documentazione rinvenuta era di pertinenza dell istituto scolastico: per snellire e facilitare la gestione amministrativa la scuola aveva ricomposto in faldoni separati pratiche e documenti omogenei. Negli anni infatti erano stati raggruppati quelli relativi agli stipendi degli insegnati, ai corsi serali e festivi, ai corsi sovvenzionati da altri enti e le cartelle personali degli alunni. Non trattandosi però di fondi aggregati distinti, prodotti o amministrati da altri enti, ma di documenti propri della scuola, si è ritenuto opportuno rispettare tale ricomposizione, non potendola ricollocare all interno del carteggio d origine. Riepilogando il complesso archivistico dell istituto scolastico risulta così composto: 1) Carteggio Sezione Sezione Sezione Sezione Sezione Sezione Sezione ) Serie Atti di compravendita Domande d'incarico e nomine Stipendi Alunni Scuola festiva Corsi serali e per maestranze Istituto Nazionale Fascista per l'addestramento e il Perfezionamento dei Lavoratori 12

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