Adempimenti fiscali a carico del curatore nel corso della procedura fallimentare

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1 Adempimenti fiscali a carico del curatore nel corso della procedura fallimentare di Antonella Benedetto e Sabatino Ungaro 1. Adempimenti rilevanti ai fini IVA Dopo gli adempimenti fiscali effettuati in sede di apertura del fallimento o, comunque, connessi alla fase di apertura della procedura, il curatore è tenuto ad adempiere a tutti gli adempimenti fiscali successivi. In particolare, il curatore è chiamato ad assolvere a tutti gli obblighi richiesti dalla normativa ai fini IVA, sostituendosi, in pratica, al soggetto passivo dell imposta (art. 74 bis D.P.R. n. 633/72). Lo schema seguente sintetizza i principali adempimenti fiscali rilevanti ai fini IVA che il curatore è chiamato ad assolvere nel corso della procedura fallimentare. Adempimento Scadenza Modalità Emissione di fatture Entro 30 giorni dall operazione - (per le operazioni attive) Liquidazione dell imposta Dichiarazione annuale IVA relativa all anno di apertura della procedura concorsuale Dichiarazione annuale IVA relativa agli anni successivi a quello di apertura della procedura concorsuale Liquidazioni mensili o trimestrali Entro il 30 settembre dell anno successivo a quello di apertura della procedura Entro il 30 settembre dell anno successivo a quello cui si riferisce la dichiarazione - Via telematica Via telematica

2 1.1. Obblighi di fatturazione e registrazione delle fatture emesse ed acquisti e liquidazioni periodiche Entro 30 giorni dall operazione di vendita dei beni mobili acquisiti all attivo fallimentare, il curatore è tenuto ad emettere la relativa fattura; nel caso di vendita di beni immobili si ritiene che la fattura, ai sensi degli articoli 74 bis e 6, 2 comma, lettera a), del DPR n. 633/72 possa essere emessa entro 30 giorni dalla data del versamento del saldo prezzo. Tutte le fatture emesse devono essere, in ogni caso, opportunamente numerate in ordine cronologico ed annotate nei libri IVA. Se il soggetto fallito ha provveduto all obbligo di deposito dei libri IVA, il curatore può decidere di annotare su di essi le fatture emesse nel corso della procedura, tenendo ben distinte, tuttavia, le fatture annotate nel periodo fallimentare ; più semplicemente, il curatore può decidere di utilizzare nuovi libri IVA, tenuto anche conto del fatto che, non esistendo più l obbligo di vidimazione degli stessi, tale scelta non grava eccessivamente sui compiti del curatore. Ovviamente, il curatore è tenuto ad annotare anche le eventuali fatture passive ricevute nel corso della procedura. Difatti, in genere il curatore, specie nella fase iniziale della procedura, deve sostenere una serie di costi necessari per il corretto espletamento della procedura concorsuale (esempio i costi di agenzia per le pratiche di visure immobiliari e mobiliari). In tal caso, è opportuno che il curatore provveda ad annotare sui registri IVA le fatture acquisto che riceve. La mancata annotazione delle stesse, difatti, comporta la mancata possibilità di detrarre l IVA a credito dall IVA a debito (derivante dalle fatture emesse) e, dunque, potrebbe causare un danno economico alla procedura stessa e, di riflesso, alla massa di creditori che il curatore è chiamato a tutelare. Per il periodo in cui vi sono operazioni imponibili, il curatore è tenuto ad effettuare le operazioni di liquidazione dell IVA, adottando il regime della liquidazione mensile o trimestrale. Anche se la normativa non dispone nulla al riguardo, sembra opportuno, per il curatore, procedere alle liquidazioni mensili; ciò fondamentalmente perché, in quanto tenuto ad operare secondo criteri di convenienza economica, questa verrebbe meno nel caso di operazioni di liquidazioni trimestrali che comportano il versamento degli interessi (sebbene in misura esigua).

3 Ovviamente nei termini ordinari, il curatore deve provvedere anche agli obblighi di versamento dell imposta a debito, annotando il tutto sui libri IVA (dunque entro il 16 del mese successivo a quello in cui è stata effettuata l operazione ovvero entro il 16 del secondo mese successivo a quello di conclusione del trimestre, nel caso di liquidazione trimestrale). A tal fine, il curatore, deve farsi preventivamente autorizzare dal giudice delegato ad addebitare il conto corrente intestato alla procedura concorsuale per l importo corrispondente all imposta da versare e il giudice delegato deve emettere relativo mandato di pagamento. In tal modo, il curatore provvede al versamento dell imposta dovuta semplicemente presentando in banca il modello F24, opportunamente compilato, ed addebitando direttamente le somme sul c/c della procedura fallimentare. 1.2 La dichiarazione annuale IVA Ogni anno, entro i termini ordinari (attualmente entro il 30 settembre) il curatore è tenuto alla presentazione della dichiarazione IVA (art. 74 bis D.P.R. n. 633/72). La dichiarazione deve essere presentata in forma autonoma, ossia non insieme al modello UNICO. In realtà, per la presentazione della dichiarazione annuale IVA bisogna operare una distinzione: a) dichiarazione relativa all anno di apertura della procedura concorsuale; b) dichiarazione relativa agli anni successivi a quello di apertura della procedura. Per ciò che riguarda la dichiarazione IVA relativa all anno in cui si è aperta la procedura concorsuale, difatti, il curatore deve distinguere, al suo interno, i due periodi di imposta: quello anteriore alla dichiarazione di fallimento ed il periodo successivo alla sentenza stessa. In tal modo, il modello di dichiarazione dovrà contenere due moduli: - un primo modulo che contiene le operazioni effettuate dall imprenditore nel periodo 1/1-data di fallimento; - un secondo modulo che contiene le operazioni effettuate dal curatore nel periodo che va dal giorno successivo a quello della sentenza di fallimento al 31 dicembre dello stesso anno.

4 Ovviamente, i dati riportati nel primo modulo coincidono con quelli indicati nella dichiarazione IVA 74 bis, ossia nella dichiarazione che il curatore è tenuto a presentare entro 4 mesi dalla propria nomina. Il modello di dichiarazione dovrà contenere, inoltre, al proprio interno i dati del rappresentante legale, ossia quelli del curatore e, nello stesso riquadro, barrare la casella 74 bis, indicando la data di apertura della procedura concorsuale. Per le operazioni compiute nel corso della procedura e, dunque, per le operazioni compiute negli anni successivi a quello della dichiarazione di fallimento, il curatore è tenuto alla presentazione, sempre entro i termini ordinari e sempre in forma autonoma, della dichiarazione annuale IVA. Tale dichiarazione dovrà contenere l indicazione di tutte le operazioni attive e passive compiute nel periodo di imposta. In genere, se il curatore ha effettuato tutti i versamenti periodici dovuti, dalla dichiarazione non emergerà alcun debito per IVA da versare; al contrario, dalla dichiarazione potrà risultare un credito IVA. In presenza di un credito IVA, il curatore potrà optare per l utilizzo in compensazione dello stesso, qualora non si preveda una chiusura immediata della procedura e ci sia l eventualità di altre operazioni attive da compiere per l anno o per gli anni futuri; nel caso in cui, invece, la procedura sia in fase di chiusura o comunque tutte le operazioni rilevanti ai fini dell IVA si siano concluse, il curatore potrà presentare la dichiarazione di cessazione IVA allo scopo di poter richiede a rimborso l eventuale credito maturato (Circolare Ministeriale 28 gennaio 1992, n. 3). 2 Il curatore quale sostituto d imposta L art. 37, comma 1, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, ha introdotto tra i soggetti che, ai sensi dell art. 23 del D.P.R. 29 settembre, n. 600, rivestono la qualifica di sostituto d imposta, anche il curatore fallimentare. In precedenza l esclusione portava a ritenere, che pur in presenza dell esercizio provvisorio dell impresa, il curatore non fosse tenuto ad effettuare le ritenute, gravando sullo stesso solo gli obblighi normativamente previsti a suo carico. Attualmente il curatore deve operare la ritenuta ed adempiere agli obblighi che ne discendono per le somme pagate per prestazioni effettuate da terzi a favore del fallimento durante lo svolgimento della procedura.

5 Per le prestazioni eseguite a favore del soggetto successivamente fallito, pur avvenendo il pagamento in sede di riparto parziale o finale e nel rispetto della par condicio creditorum, il curatore deve effettuare comunque la ritenuta, non esistendo norme che prevedano un esonero. Il versamento delle ritenute operate dal curatore, in qualità di sostituto d imposta, deve essere effettuato tramite F24 entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è avvenuto il pagamento. Mentre in linea generale i soggetti titolari di partita Iva devono presentare il modello F24 esclusivamente per via telematica con addebito diretto in conto, il curatore può provvedere al pagamento presentando il predetto modello direttamente in banca o alla posta. La relativa certificazione va invece consegnata o spedita al percettore entro il termine legale del 28 febbraio. 2.1 Il modello 770 Il curatore, quale sostituto d imposta, deve presentare la dichiarazione, attraverso il modello 770, nell ipotesi in cui abbia effettuato delle ritenute al momento del pagamento delle somme soggette a tale regime. La dichiarazione deve essere presentata per via telematica direttamente o tramite soggetto abilitato entro il termine ordinario. Il curatore è tenuto alla presentazione della dichiarazione per l anno solare in cui è stato dichiarato il fallimento per le sole ritenute operate direttamente senza considerare quelle eventualmente operate dal fallito nello stesso anno ma prima della dichiarazione di fallimento. Normativamente non è previsto alcun obbligo in capo al curatore per quanto concerne la dichiarazione dei sostituti d imposta relativa all anno solare che precede quello in cui si è avuto il fallimento. Si ricorda, tuttavia, che con la risoluzione 2 febbraio 2007, n. 18/E, l Agenzia delle Entrate chiarisce che il curatore deve presentare, nei termini ordinari, la dichiarazione modello 770 per l anno solare che precede quello del fallimento se i termini non risultino ancora scaduti alla data di apertura della procedura. 23 maggio 2011 Sabatino Ungaro e Antonella Benendetto

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