Valutazioni e misurazione dei rischi specifici

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1 Valutazioni e misurazione dei rischi specifici

2 ASQ Srl è la società del Sistema Cna Roma specializzata nell erogazione dei servizi di Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/08). Attraverso un network nazionale, ed oltre 40 tecnici tra ingegneri, architetti e tecnici per la prevenzione, garantiamo una pluralità di competenze in grado di rispondere alle richieste di tutti i nostri clienti su: Valutazione dei rischi, DUVRI, POS, PSC, PiMUS, etc Valutazioni specifiche e misurazione dei rischi Valutazione e misurazione delle emissioni in atmosfera Pratiche autorizzative relative ad ambiente, sicurezza, antincendio, etc. Tutte le valutazioni seguono la normativa tecnica e tutte le linee guida definite dal Ministero del Lavoro e dal D.Lgs. 81/08 (Norma UNI, Buone Prassi) Inoltre, collaborando a stretto contatto con Enti Bilaterali, Organismi Paritetici (Eblart, Edilcassa) ed Istituzioni offre formazione e addestramento dei lavoratori garantendo la massima serietà dei risultati.

3 RUMORE 2 VIbRAZIONI 3 ROA RADIAZIONI OTTICHE ARTIfICIALI 4 MICROCLIMA 5 CAMpI ELETTROMAgNETICI 6 RIsCHIO CHIMICO 7 RIsCHIO CANCEROgENO ( polveri IN LEgNO) 8 RADON 9 ATMOsfERE EspLOsIVE 10 IMpATTO ACUsTICO 11 EMIssIONI IN ATMOsfERA 12 MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI 14 1

4 RUMORE Valutazione del rischio rumore Il servizio divalutazione del Rischio Rumore si propone, nel rispetto della normativa sulla sicurezza D.Lgs. 81/08 e s.m.i, di individuare tutte le figure sensibiliintemadisaluteesicurezzasuiluoghidilavoro all'interno delle unità produttive, misurando i livelli acustici di attrezzature, mezzi e ambienti di lavoro. Il prodotto finale sarà la stesura di una relazione tecnica che deve essere parte integrante del documento di valutazione dei rischi. APPARECCHIATURE IMPIEGATE Le misure saranno eseguite con fonometri integratori, compresi microfoni, cavi associati e calibratori con requisiti di classe 1, secondo le normative tecniche IEC 61672:2002 e IEC 60942:2003. CARATTERISTICHE DEL TECNICO Ai sensi dell articolo 181 comma 2 del D.lgs. 81/2008 e s.m.i. la valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici è programmata ed effettuata da personale qualificato nell ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia. Tutte le attività sono soggette alla valutazione del rumore, la valutazione strumentale è obbligatoria se si ha motivo di ritenere superata la "soglia inferiore di azione" che è stata convenzionalmente fissata in 80 db(a). In alcuni casi si può procedere ad un autocertificazione da parte di un tecnico competente. RIFERIMENTI LEGISLATIVI/NORMETECNICHE D.Lgs.81/08 e s.m.i. TitoloVIII, Capo II UNI 9432:2011 (Determinazione del livello di esposizione personale al rumore nell ambiente di lavoro) UNI EN ISO 9612:2011 (Determinazione dell'esposizione al rumore negli ambienti di lavoro - Metodo tecnico progettuale) UNI EN 458:2005 (Protettori dell udito - Raccomandazioni per la selezione, l uso, la cura e la manutenzione). 2

5 VIBRAZIONI Valutazione del rischio vibrazioni meccaniche (sistema mano braccio e sistema corpo intero) Il servizio divalutazione del RischioVibrazioni Meccaniche si propone, nel rispetto della normativa sulla sicurezza D.Lgs. 81/08 e s.m.i, di individuare tutte le figure sensibili in tema di salute e sicurezza suiluoghidilavoroall'internodelleunitàproduttive, effettuando monitoraggi vibrometrici su attrezzature e mezzi. Il prodotto finale sarà la stesura di una relazione tecnica che deve essere parte integrante del documento di valutazione dei rischi. APPARECCHIATURE IMPIEGATE Le misure saranno eseguite con accelerometri specificiprogettatipereffettuaremisuresuattrezzature (elettroutensili) conesenzapercussionerispondenti alle normative tecniche UNI EN ISO :2004 / UNIENISO5349-2:2004eaccelerometridedicatialla misurazione di mezzi per movimento terra o trasporto rispondenti alla normativa tecnica UNI ISO :2008. CARATTERISTICHE DEL TECNICO Aisensidell articolo181comma2deld.lgs. 81/2008 e s.m.i. la valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici è programmata ed effettuata da personale qualificato nell ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia. COMPARTO EDILIZIA (elettroutensili e macchine movimento terra) COMPARTO IMPIANTISTICA COMPARTO TRASPORTI COMPARTO LAVORAZIONE DEL LEGNO COMPARTOMETALMECCANICA/SERRAMENTISTICA COMPARTO AGRICOLTURA COMPARTO CARROZZERIE/OFFICINA MECCANICA. RIFERIMENTI LEGISLATIVI/NORME TECNICHE D.Lgs.81/08 e s.m.i. TitoloVIII, Capo III UNI EN ISO :2004 (Vibrazioni meccaniche - Misurazione e valutazione dell'esposizione dell'uomo alle vibrazioni trasmesse alla mano. Parte 1: Requisiti generali) UNI EN ISO :2004 (Vibrazioni meccaniche - Misurazione e valutazione dell'esposizione dell'uomo alle vibrazioni trasmesse alla mano. Parte 2: Guida pratica per la misurazione al posto di lavoro) UNI ISO :2008 (Vibrazioni meccaniche e urti - Valutazione dell'esposizione dell'uomo alle vibrazioni trasmesse al corpo intero. Parte 1: Requisiti generali). 3

6 ROA - RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI Valutazionedelrischioradiazioni otticheartificiali (ROA) Tutte le radiazioni ottiche non generate dal Sole (radiazioni ottiche naturali) sono di origine artificiale, cioè sono generate artificialmente da apparati. L intervallo delle lunghezze d onda considerato per le ROA è compreso tra 100 nm e 1 mm (con le bande spettrali degli infrarossi (IR), del visibile (VIS) e dell ultravioletto(uv). Se sono presenti ROA, occorrequantificaretaleesposizione, calcolandoomisurando i livelli delle radiazioni ottiche. Ove non vi sianosorgenti diradiazioniottiche(ove nesianoma di potenza trascurabile), il datore di lavoro non ha altri obblighi se non quello di constatare tramite un tecnico qualificato l assenza di rischio. Al contrario, in presenza di radiazioni significative, è necessario procedere ad una valutazione quantitativa più dettagliata. Il prodotto finalesarà la stesuradi una relazionetecnica che deve essere parte integrante del documento di valutazione dei rischi. APPARECCHIATURE IMPIEGATE Lemisuresarannoeseguiteconunospettroradiometro fornito di specifici filtri per distinguere i tre diversi campi di lunghezze d onda da misurare (UV Visibile - IR) e software che consentono di effettuare una valutazione ROA specifica per ciascuna mansione lavorativa considerando ogni fonte di radiazione ottica artificiale presente nell ambiente di lavoro. CARATTERISTICHE DEL TECNICO Aisensidell articolo181comma2deld.lgs. 81/2008 e s.m.i. la valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici è programmata ed effettuata da personale qualificato nell ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia. COMPARTO METALMECCANICA (qualsiasi attività con fasi lavorative di saldatura e fotoincisione) FORNI DI FUSIONE METALLI/VETRO DERMATOLOGIA / ESTETICA LABORATORI CON LAMPADE GERMICIDA CARROZZERIE (seinpossessodilampadeirperessiccazione). RIFERIMENTI LEGISLATIVI/NORME TECNICHE D.Lgs. 81/08 e s.m.i.titoloviii, CapoV UNI EN :2005 Misurazione e valutazione dell esposizione personale a radiazioni ottiche incoerenti.parte1:radiazioniultravioletteemesseda sorgenti artificiali nel posto di lavoro UNI EN :2006 Misurazione e valutazione dell esposizione personale a radiazioni ottiche incoerenti. Parte 2: Radiazioni visibili ed infrarosse emesse da sorgenti artificiali nel posto di lavoro UNI EN :2008 Misurazione e valutazione dell esposizione personale a radiazioni ottiche incoerenti. Parte 3: Radiazioni UV emesse dal sole UNI EN :2007 Misurazione e valutazione dell esposizione personale a radiazioni ottiche incoerenti. Parte 4: Terminologia e grandezze utilizzateperlemisurazionidelleesposizioniaradiazioni UV, visibili e IR. 4

7 MICROCLIMA Valutazione del rischio microclima Ilserviziosiproponedivalutareilrischio Microclima ed effettuare i controlli volti a determinare il confort dei lavoratori o di chi si trova a stazionare in un determinato ambiente, secondo quanto previsto dalla normativa in vigore D. Lgs. 81/08 e relative norme tecniche. Per l'analisi del microclima si distinguono pertanto: ambientimoderati, concondizioninontroppodistanti da quelle ideali per l'organismo umano ambientisevericaldieambientiseverifreddi,neiquali specifiche ed ineludibili esigenze produttive determinanolapresenzadialteobassetemperature. Il prodotto finalesarà la stesuradi unarelazionetecnica che deve essere parte integrante del documento di valutazione dei rischi. APPARECCHIATURE IMPIEGATE Le misure saranno eseguite con una centralina microclimatica fornita di specifiche sonde e software che consentono di effettuare una valutazione del microclima specifico per ciascuna mansione lavorativaconsiderando ancheildispendio energeticoe la tipologia di vestiario. CARATTERISTICHE DEL TECNICO Aisensidell articolo181comma2deld.lgs. 81/2008 e s.m.i. la valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici è programmata ed effettuata da personale qualificato nell ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia. Ambienti moderati: uffici, cinema, teatri, sale per congressi/riunioni, biblioteche, asili nido, case di cura/riposo, autorimesse/garadge, laboratori di vario genere Ambienti severi caldi e ambienti severi freddi: forni, macellerie con laboratorio, supermercati con lab. carni, pasticcerie/gelaterie con laboratorio, tavole calde, cucine, magazzini interrati o seminterrati, serre, produzione di laterizi, forni di fusione metalli/vetro/ceramica. RIFERIMENTI LEGISLATIVI/NORME TECNICHE D.Lgs.81/08 e s.m.i. TitoloVIII, Capo I Valutazione del Microclima: UNIENISO7730(2006) benesseretermico(pmv PPD) UNIEN27243(1996)ambientisevericaldi(WBGT). UNI ENV ISO (2008) ambienti severi freddi (IREQ) UNI EN 7933 (2005) stress termico UNI (1995) impianti aeraulici. Strumenti e Metodi di Misura: UNI EN ISO 7726 (2002) strumenti per la misurazione delle grandezze fisiche UNI EN ISO 8996 (2005) determinazione del metabolismo energetico UNI EN ISO 9920 (2007) valutazione isolamento termico e resistenza evaporativa dell abbigliamento. 5

8 CAMPI ELETTROMAGNETICI Valutazione del rischio derivante da campi elettromagnetici I campi elettromagnetici sono definiti come campi magneticistaticiecampielettrici, magneticiedelettromagnetici variabili nel tempo di frequenza inferiore o pari a 300 GHz. I campi elettrici sono creati da differenze di potenzialeelettrico, otensioni: piùaltaèlatensione, piùintenso è il campo elettrico risultante. I campi magnetici si creano quando circola una corrente elettrica in una apparecchiatura elettrica: più alta è la corrente, più intenso è il campo magnetico. Il servizio si propone di valutare, misurare e calcolare i livelli dei campi elettromagnetici ai quali sono esposti i lavoratori ai sensi degli articoli 181 e 209 del D.lgs. 81/2008 e s.m.i. APPARECCHIATURE IMPIEGATE Vengono utilizzati misuratori di campi elettromagnetici portatili ed analizzatori di campi elettrici e magnetici al fine di valutare l intero intervallo dello spettro 0Hz 300GHz. CARATTERISTICHE DEL TECNICO Aisensidell articolo181comma2deld.lgs. 81/2008 e s.m.i. la valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici è programmata ed effettuata da personale qualificato nell ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia. Tra i lavori con fonti di rischio troviamo tutti quelli che utilizzano e si trovano nelle strette vicinanze di: apparati elettromedicali per risonanza magnetica, chirurgia con elettrobisturi ad alta frequenza o diatermia; sistemipersaldaturadielettricaetrattamenti termici ad induzione elettromagnetica; apparecchiature scientifiche (spettrografi magnetici); apparecchiature per la disinfestazione delle granaglie; impiantistica e utilizzo della telefonia cellulare; apparecchiature per l essiccazione della ceramica; apparecchiature presenti nelle cabine di conduzione treni; elettrodotti; antenne/ripetitori radio e televisive; forni a microonde; connessioni satellitari. RIFERIMENTI LEGISLATIVI/NORME TECNICHE La valutazione, le misurazioni e il calcolo dei livelli dei campi elettromagnetici, ai quali sono esposti i lavoratori, viene effettuata secondo le indicazioni del titoloviii, capo IV del D.lgs. 81/2008 e s.m.i. ed in particolare secondo le prescrizioni degli articoli 181 e 209 del decreto stesso. Le norme tecniche di maggior rilevanza nel settore della protezione dai campi elettromagnetici e della compatibilitàelettromagnetica disupportoallastesura della valutazione dei rischi sono le EN 50371, EN50392, EN50400, EN50413, EN50444, EN50445, EN 50500, EN , EN , EN , CEI e CEI

9 RISCHIO CHIMICO Valutazione del rischio chimico Il titolo IX del D. Lgs. 81/08 richiede di effettuare la valutazione del rischio chimico in ogni attività che utilizzi a qualunque scopo sostanze o preparati pericolosi per la salute dei lavoratori e per la sicurezza dei luoghi di lavoro. Il datore di lavoro deve effettuare la valutazione del rischio chimico in modo preventivo all inizio dell attività che comportino l uso di agenti chimici pericolosi. La valutazione del rischio chimico deve essere effettuata secondo i criteri dell art. 223 del D. Lgs. 81/08 e s.m.i. e nei seguenti modi: stime grossolane del rischio (nelle situazioni ben definite sia come livelli di rischio che come caratteristiche del rischio.) modelli di calcolo (nei casi in cui non sono noti a priori i livelli di rischio e servono quindi a quantificarli) misurazioni ambientali e/o personali (per verificareilsuperamentodeivalorilimite, perverificare l efficacia delle misure di prevenzione e protezione messe in atto o per approfondire l analisi del rischio di situazioni rimaste nell incertezza). APPARECCHIATURE/ STRUMENTI/ MODELLI IMPIEGATI Il servizio offerto consiste nella redazione di un documento che indica i livelli di rischio, utilizzando un apposito algoritmo che da pesi diversi alle frasi rischio presenti nelle schede di sicurezza Il documento contiene: analisi del processo lavorativo classificazione delle mansioni identificazione degli agenti chimici pericolosi e delle loro proprietà attraverso l analisi delle relative schede di sicurezza livello il tipo e la durata dell esposizione quantità degli stessi misure adottate per la salute e sicurezza dei lavoratori. CARATTERISTICHE DEL TECNICO Aisensidell articolo181comma2deld.lgs. 81/2008 e s.m.i. la valutazione dei rischi derivanti da esposizioniadagentichimicièprogrammataedeffettuata da personale qualificato nell ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia. La valutazione deve essere effettuata in tutte le attività e luoghi di lavoro dove sono presenti lavoratori che utilizzano o sono indirettamente esposti ad agenti chimici. RIFERIMENTI LEGISLATIVI D.Lgs. n. 81/2008 -Titolo XI - Capo I art

10 RISCHIO CANCEROGENO (POLVERI DI LEGNO) Valutazione rischio cancerogeno da polveri di legno duro Secondo la ricerca condotta dallo IARC (Agenzia InternazionaleperlaRicercasulCancro) esistonosufficienti dati per definire le polveri da legno dure cancerogene per l uomo. Questa conclusione è basatasull osservazionediunaumentodell occorrenza di tumori dei seni nasali e paranasali nei lavoratori esposti a questa tipologia di polveri. E importante ricordare che l esposizioneapolveri di legno non provoca solo neoplasia, ma è responsabile anche di altre patologie non tumorali come ad esempio: alveolite allergica, asma bronchiale di tipo allergica, bronchite cronica (aggravata dall abitudine al fumo), irritazione oculare e nasale, dermatite irritativi etc. A seconda del tipo di lavorazione varia l esposizione al potenziale rischio: generalmente l incidenza è maggiore nei lavori di finitura che producono polvere fine, (per definizione frazione inalabile). Al fine di valutare l esposizione da polveri di legno duro, si procede al campionamento secondo la norma UNI EN 689:1997. Praticamentesiconvoglianolepolveri,prelevateilpiù vicino possibile al naso del lavoratore, in un filtro collegato su una pompa aspirante. Dal calcolo dell aria aspirataedalpesodellepolverisistimal esposizione del lavoratore. CARATTERISTICHE DEL TECNICO Ilcampionamentodeveessereeffettuatodauntecnico competente. APPARECCHIATURE IMPIEGATE Per i campionamenti della Frazione Inalabile delle polveri di legno duro aero disperse, deve essere utilizzata la seguente strumentazione: campionatore personale conetti di campionamento e relativi porta membrana; membrane filtranti in esteri misti di cellulosa per il campionamento personale. Il campionamento viene effettuato posizionando un conetto porta filtro ad una distanza media di 15 cmdallevierespiratoriedellavoratore. Laduratadel campionamento varia in funzione del numero di prelievi effettuati ed è indicato nel prospetto A.1 della norma tecnica UNI EN 689:1997. La determinazione gravimetrica delle polveri depositate sulle membrane filtranti dovrà essere effettuata presso un laboratorio competente. Sono tenuti a tale valutazione tutte quelle attività che sono esposte a polveri di legno duro (falegnamerie, carpenterie, ecc). RIFERIMENTI LEGISLATIVI D. Lgs. n. 81/2008-TitoloIX- CapoIIart UNI EN 481:1994 (Definizione delle frazioni granulometriche per la misurazione delle particelle aerodisperse.) UNI EN 689:1997 (Atmosfera nell ambiente di lavoro - Guida alla valutazione dell esposizione per inalazioneacompostichimiciaifinidelconfronto con i valori limite e strategia di misurazione). 8

11 RADON Valutazione rischio radon Il Radon è un gas nobile, più pesante dell aria e naturalmente radioattivo. La concentrazione del Radon in atmosfera è molto bassa, tuttavia in alcuni ambienti chiusi può accumularsi costituendo così un elevato rischio per la salute. Il Radon insieme ai suoi prodotti di decadimento è stato classificato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO)come agente cancerogeno di gruppo1. Il servizio offerto consiste nella valutazione della concentrazione media annuale di gas radon in aria, all interno dei locali di attività lavorative quali tunnel, sottovie, catacombe, grotte, compresi i luoghi di lavoro sotterranei, seminterrati (caratterizzati dal almeno tre lati, al di sotto del piano di campagna). Per lavoro in locali sotterranei o semisotterranei, è necessaria deroga da parte dell organo competente, la concessione della deroga prevede la valutazione ad esposizione a Radon. SORGENTI DI PROVENIENZA La provenienza del gas radon è riassumibile attraverso tre diverse sorgenti: suolo, materiali di costruzione (come ad esempi tufo, pozzolana) e acqua. I suoli ghiaiosi favoriscono il suo passaggio attraversoglispazichesicreanotralepietre, mentresuoli argillosi, caratterizzati dalla presenza di acqua contrastanoilsuopassaggioinquantoilgasinessasidisperde. DURATA DEL MONITORAGGIO Il monitoraggio del gas Radon si estende nell intero arco di un anno. E necessario procedere con un indagine su un lungo periodo per ottenere un dato rappresentativo, in quanto risente del periodo stagionale. APPARECCHIATURE IMPIEGATE Vienedeterminatalapresenzaeconcentrazionedel gas radon, attraverso l uso di rilevatori a tracce nucleari caratterizzati da camere a diffusione, posizionati in punti strategici all interno dell ambiente da monitorare. Il rischio viene valutato all interno delle attività che si trovano al di sotto del piano di campagna, come ad esempio luoghi sotterranei dove si svolgono attivitàlavorative(palestre, laboratoriartigianali, etc) o che sono caratterizzate da almeno tre lati che rientrano nella definizione di interrati. RIFERIMENTI LEGISLATIVI/NORME TECNICHE La determinazione del gas radon e la sua misurazione nei luoghi di lavoro, sono predisposti quanto previsto dal D.lgs.230/1995 e s.m.i.. 9

12 ATMOSFERE ESPLOSIVE Valutazione rischi specifici derivanti da atmosfere esplosive e documento sulla protezione contro le esplosioni Valutazione dei pericoli di esplosione e classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione all interno delle imprese artigiane con elaborazione del Documentosullaprotezionecontroleesplosionisecondo quanto previsto dagli articoli 290, 293 e 294 del D.lgs. 81/2008 e s.m.i. APPARECCHIATURE IMPIEGATE Vengono verificate, attraverso l uso di termoanemometriafilocaldo, latemperaturaelavelocitàdell aria all interno delle cabine di verniciatura e dei luoghi con pericolo di esplosione ai fini della loro classificazione. Ilrischiovienevalutatoall internodeilaboratori che presentano gas o polveri infiammabili od esplodenti e sorgenti di innesco quali Falegnamerie, Autocarrozzerie e Panifici. RIFERIMENTI LEGISLATIVI/NORME TECNICHE La valutazione dei pericoli di esplosione, la classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione e l elaborazione del Documento sulla protezione contro le esplosioni sono predisposti quanto previsto dagli articoli 290, 293 e 294 del D.lgs. 81/2008 e s.m.i. (titolo XI) e seguendo le norme UNI e CEI tra cui UNI EN , CEI 31-66, CEI 31-30, CEI 31-56, UNI EN 12215, UNI EN 1539 e UNI EN

13 IMPATTO ACUSTICO Valutazione di impatto acustico Valutazione dell impatto acustico ambientale, finalizzata a verificare la compatibilità dell attività in esercizio con il contesto ambientale in cui è ubicata. Vengono effettuati rilevamenti fonometrici diurni e notturni ai fini di redigere la relazione di impatto acustico ambientale. APPARECCHIATURE IMPIEGATE I rilevamenti sono effettuati con fonometri di classe IconformeallespecifichedellenormeCEIEN60804, CEI EN 6065, CEI EN e CEI EN per il calibratore acustico, in modo tale che il margine di errore sia compreso in +/- 0,5 db(a). CARATTERISTICHE DEL TECNICO Le indagini e le relazioni vengono svolte da Tecnici Competenti in Acustica Ambientale, figura definita dalla Legge Quadro sull inquinamento acustico n. 447 del 26 ottobre 1995 che all art. 2, successivamentedisciplinatodald.p.c.m. 31marzo1998, ladefinisce come la figura professionale idonea per effettuare le misurazioni, verificare l ottemperanza ai valori di rumore definiti dalla legge, redigere i piani di risanamento acustico, svolgere attività di controllo. Sono tenuti a presentare la Valutazione di Impatto Acustico redatta da un Tecnico abilitato tutte le attività quali discoteche, circoli privati, impianti sportivi e ricreativi e tutti i pubblici esercizi ove siano installati macchinari o impianti rumorosi, ad esclusione delle attività a bassa rumorosità elencate nell'allegatobald.p.r.19ottobre2011,n.227, sempreché non utilizzino impianti di diffusione sonora ovvero svolgano manifestazioni ed eventi con diffusione di musica o utilizzo di strumenti musicali. RIFERIMENTI LEGISLATIVI/NORME TECNICHE La documentazione viene redatta ai sensi della legge quadro 26 ottobre 1995, n. 447, del D.M. 16 marzo 1998, del D.P.C.M. 14 novembre 1997 e tenendo conto delle delibere dei consigli comunali sulla zonizzazione acustica del territorio. 11

14 EMISSIONI IN ATMOSFERA valutazione delle emissioni in atmosfera Le attività produttive ed alcune attività di servizio comportano l emissioni in atmosfera di sostanze inquinamenti. Il Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 prevede che la Provincia rilasci a queste attività un autorizzazione alle emissioni in atmosfera. Esistono diverse tipologie di autorizzazioni in funzione del potenziale inquinante: Esclusione da ogni adempimento previsto dalla ParteV del decreto legislativo 152/2006 a proposito di emissioni in atmosfera: attività commerciali e professionali, attività di servizio, bar senza cucina, gommisti, elettrauto etc Attività in deroga : impianti ed attività previsti dall'art. 272 comma 1: ristoranti, panifici, bar concucina, parrucchieri, estetisti, officine meccaniche, autolavaggi, piccoli impianti termici non ad uso civile, etc. Per tali attività è prevista la compilazione di un modulo da parte del legale rappresentante da consegnare alla Provincia di Roma 15 giorni prima dell apertura. Attività con dichiarazione di Non emissione fumi previste dalla D.C.P. 990 del 3/11/1994 della Provincia di Roma: marmisti, piccole tipografie, saldature occasionali, microsaldature, orafi con fusioni metalli, riparazione mobili e oggetti in legno, etc. Per tali attività è prevista la compilazione di un modulo da parte del legale rappresentante da consegnare alla Provincia di Roma 1 giorno prima dell apertura, a cui dovrà essere allegata la documentazione dell impianto di abbattimento adottato. Autorizzazione in via Generale : impianti ed attività previste dall'art. 272 comma 2 del decreto legislativo 152/2006: carrozzerie con verniciatura con uso di vernici non superiore a 20 kg/giorno, produzione di mobili (falegnami) a base di legno con uso di materie prime non superiore a 2000 kg/giorno, tipografie, verniciature e laccature, produzione di articoli in gomma o vetroresina, fabbri, lavanderie a secco, etc. Pertaliattivitàèprevistalacompilazionedell istanza di autorizzazione da presentare alla Provincia di Roma 45 giorni prima dell apertura corredata dalla seguente documentazione: planimetria del locale con evidenziati i punti di emissione, planimetria della zona, relazione tecnica, eventualmente rapporto di prova su impianto similare e schema riassuntivo in cui siano evidenziati alcuni parametri rappresentativi della qualità e quantità delle emissioni. Due campionamenti in giorni non consecutivi, nell arco dei primi dieci giorni di marcia controllata dell impianto a regime. Campionamenti analitici con periodicità annuale decorrentedalladatadelrilasciodell autorizzazione al fine di verificare che tutti i parametri indicati nella 12

15 domanda di adesione all autorizzazione in via generale siano rispettati. Autorizzazioni Specifiche per le emissioni in atmosfera : tutte le altre attività produttive: gestione rifiuti, attività dei punti precedenti per le quali sono superati gli specifici valori di soglia (carrozzerie con uso di vernici superiore a 20 kg/giorno, produzione di mobili (falegnami) a base di legno con uso di materie prime superiore a 2000 kg/giorno, attività produttive non elencate ai punti precedenti. Pertaliattivitàèprevistalacompilazionedell istanza di autorizzazione da presentare alla Provincia di Roma prima dell apertura dell attività corredata dallaseguentedocumentazione: planimetriadellocale con evidenziati i punti di emissione, planimetria della zona, relazione tecnica, eventualmente rapporto di prova su impianto similare e schema riassuntivo in cui siano evidenziati alcuni parametri rappresentativi della qualità e quantità delle emissioni. Inoltre dovrà essere allegato il documento di gestione dei solventi (documento che attesta il non superamentodellesogliediconsumodisolventiindicate nella ParteIIdell Allegato 3delD.Lgs. 152/06). APPARECChiAtuRE/ StRuMENti impiegate/i Per il campionamento annuale, delle emissioni, si fa riferimento alla norma UNI EN I parametri utili a caratterizzare l emissione sono: portata, sezione/diametrodelcondottoallasezione di prelievo, temperatura media, umidità media, ossigeno medio, ecc.. I parametri saranno stimati attraverso misurazioni con l utilizzo di strumentazioni varie Ogniattivitàostabilimentoproduttivocheproduce emissioni inquinanti in atmosfera secondo quanto previsto dall articolo 272 e 273 del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii. RIFERIMENTI LEGISLATIVI/NORME TECNICHE L autorizzazione per le emissioni in atmosfera è predisposta secondo quanto previsto dagli articoli dell art. 269, 272, 273 del D.Lgs. 152/

16 MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI Valutazione del rischio MMC Il servizio divalutazione del Rischio da Movimentazione Manuale dei Carichi si propone, di individuare tutte le attività che comportano di: sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico manualmente. Di individuare e valutare l esposizione dei lavoratori alle movimentazioni menzionate. Il prodotto finalesarà la stesuradi unarelazionetecnica che deve essere parte integrante del documento di valutazione dei rischi. APPARECCHIATURE E METODI IMPIEGATI La valutazione sarà eseguita con vari metodi a seconda del tipo di movimentazione (sollevamento, trainoespinta,movimentiripetutidegliartisuperiori). PerilsollevamentoutilizzeremoilmetodoNioshtramite una checklist dedicata con l ausilio di un metro e una videocamera; per il traino e spinta il metodo Snook & Ciriello con l ausilio di un dinamometro digitale rispondente alla normativa tecnica UNI EN ; per i movimenti ripetuti il metodo OCRA che prevede l uso di una videocamera corredata di software dedicato. CARATTERISTICHE DEL TECNICO Ai sensi del D.lgs. 81/2008 e s.m.i. la valutazione dei rischiderivantidamovimentazionemanualedeicarichi è programmata ed effettuata da personale qualificato nell ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia. Sono soggette tutte le attività lavorative che comportano per i lavoratori spostamento manuale dei carichi con rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari. Ad esempio i macrosettori dell edilizia, carico e scarico merci, trasporti e traslochi, lavori di magazzinaggio, assistenza ai bambini, addetti alle catene di montaggio, addetti a lavorazioni agricole, etc. RIFERIMENTI LEGISLATIVI/NORME TECNICHE D.Lgs.81/08 e s.m.i. - TitoloVI D.Lgs.81/08 e s.m.i - Allegato XXXII ISO (PARTE 1-2-3): 1: sollevamento e trasporto manuale di carichi metodo Niosh 2: azioniditraino, spintaetrasportoinpiano metodo Snook & Ciriello 3: movimentiripetutidegliartisuperiori metodo OCRA UNI EN ISO 6385 (principi fondamentali dell ergonomia come linea guida per la progettazione dei sistemi di lavoro) 14

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