Indice. 1 L analisi costi-benefici: come effettuare un calcolo di convenienza sociale

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1 INSEGNAMENTO DI POLITICA ECONOMICA LEZIONE IV L ANALISI COSTI-BENEFICI PROF. GAVINO NUZZO

2 Indice 1 L analisi costi-benefici: come effettuare un calcolo di convenienza sociale L analisi benefici-costi abc Il metodo del valore attuale Il metodo del valore attuale relativo Il metodo del tasso di rendimento interno Gli effetti dei progetti pubblici I prezzi ombra Beni non scambiabili sui mercati di 14

3 1 L analisi costi-benefici: come effettuare un calcolo di convenienza sociale I policy makers si trovano ad affrontare scelte che ricordano, in linee generali, ma con differenze rimarchevoli, quelle intraprese dagli imprenditori. Ogni misura di intervento, sia essa un investimento produttivo, oppure la creazione di nuovi servizi, la regolamentazione di determinate attività ecc., comporta un flusso di costi. L opportunità della misura è collegata al risultato netto di tali flussi. Anche l investitore privato, quando stabilisce di procedere ad un investimento deve valutare la dinamica dei vantaggi e degli esborsi connessi al progetto, tuttavia la sua valutazione è prettamente finanziaria e di solito, a meno di non seguire strategie proprie estranee all interesse dell azienda, l imprenditore valuta esclusivamente i numeri, senza badare a tutte le ricadute del progetto. Lo Stato, benché avverta la medesima necessità di attuare una valutazione prima di intraprendere qualsiasi progetto, quando decide tiene conto di molteplici aspetti della realtà, ed il suo obiettivo ultimo, che è quello di favorire l interesse sociale, massimizzando il benessere collettivo, lo spinge a considerare, nell analisi, voci senza senso per un imprenditore. I policy makers valutano ogni possibile effetto associato al progetto, compresi gli effetti politici elettorali; inoltre tra le situazioni da considerare rientra sempre quella di lasciare invariato la status quo. La rosa dei progetti valutabili può essere composta da progetti inerenti soluzioni alternative, mutuamente escludentisi, di un determinato problema, su come contrastare la diseconomia dell inquinamento (tassazione, vendita dei diritti ad inquinare, regolamentazione?). In altri casi la scelta si effettua tra progetti molto diversi, per esempio, il policy maker può trovarsi a decidere se sia preferibile attuare una politica di rilancio industriale o investire in infrastrutture. Le due questioni sono del tutto disgiunte, ciò che rende necessario il loro confronto è il vincolo di budget, in quanto neanche lo Stato possiede risorse illimitate, esattamente come ogni agente economico, pertanto deve utilizzare quelle di cui dispone nella maniera più proficua. 3 di 14

4 2 L analisi benefici-costi abc L analisi benefici/costi, definita anche analisi costi/benefici, è propria del settore pubblico i quanto quello privato si concentra sulla valutazione del rapporto ricavi/costi. Per sua natura è una valutazione che prende in esame flussi monetari e che quindi richiede l attualizzazione di questi stessi. I metodi dell ABC sono tre e li esponiamo di seguito, il tasso di interesse (sconto), utilizzato nelle formule, è definito tasso di sconto sociale, tale tasso risente del tasso di rendimento dei mercati finanziari. 2.1 Il metodo del valore attuale Questo metodo considera i due flussi di benefici e di costi, derivanti dal progetto K, che dura t anni rispetto ad un tasso di sconto sociale pari ad i. Il valore dei benefici è pari a: B(K) = 1+i) -t I costi sono invece pari a : C(K) = 1+i) -t Il valore attuale del progetto K è pari a. VAN (K) = B (K) C (K) Affinché un progetto sia ammissibile il VAN deve risultare almeno positivo; nella scelta tra progetti alternativi, mutuamente escludentisi, viene favorito quello che presenta il VAN più alto, se si tratta invece di scegliere tra progetti dissimili sarà necessario affidarsi, oltre che al VAN, anche a valutazioni di tipo politico perequativo. 2.2 Il metodo del valore attuale relativo Questo metodo prende in considerazione il peso che i grossi numeri collegati a progetti di dimensioni consistenti, possono esercitare sul VAN. Un progetto, sebbene non particolarmente conveniente presenta un più alto VAN, rispetto ad un alternativa, soltanto perché la sua intera dimensione è notevolmente più cospicua. Per ovviare a questa evenienza, prettamente matematica, nel calcolo del valore attuale relativo, si epura la ABC da elementi collegati esclusivamente alla consistenza monetaria del progetto, dividendo i due flussi B(K) e C(K) per il flusso dei costi. 4 di 14

5 La formula del VAN diventa a questo punto: VAN relativo = Ovvero VAN relativo = - 1 Entrambi i metodi, che si basano sul valore attuale, presentano un handicap dovuto alla rilevanza assunto dal tasso di sconto sociale. Generalmente nella vita complessiva di un progetto si distingue una prima fase in cui i costi sono superiori ai benefici e una seconda fase in cui avviene il contrario. E all inizio che si sostengono le spese maggiori, mentre i risultati tardano ad arrivare. Questa usuale dinamica dei costi e dei benefici, quando si opera l ABC determina l enorme influenza esercitata dal tasso di sconto. Quando esso è alquanto elevato, si preferiscono i progetti a vantaggi differiti e più alti costi iniziali. La dinamica dei flussi, dunque, interferisce con le valutazioni sulla convenienza a causa del tasso di sconto. 2.3 Il metodo del tasso di rendimento interno Questo metodo non si serve, nella sua formula, del tasso di sconto sociale ma calcola il tasso di sconto che annullerebbe i vantaggi di un progetto, parificando i suoi benefici ai suoi costi. Quanto più il valore richiesto è elevato, tanto più un progetto viene giudicato positivamente, il tasso di sconto sociale rappresenta unicamente un parametro di confronto. La formula per il calcolo del tasso di rendimento interno è la seguente: B(K) C(K) = 0 5 di 14

6 Ovvero B(K) = -t _ - t = 0 Un limite di questo metodo è, anche qui, di natura matematica. La ricerca del TIR che azzera i benefici netti, avviene attraverso la soluzione di un equazione polinomiale di grado t in i (che rappresenta l incognita), l algebra ci informa che esistono, potenzialmente, t radici distinte in grado di soddisfare l equazione, poiché ad ogni radica corrisponde un diverso tasso di rendimento interno, la difficoltà di eleggere un progetto appare evidente. 6 di 14

7 3 Gli effetti dei progetti pubblici La valutazione dei progetti pubblici si discosta notevolmente da quelli privati a causa dell attenzione che i policy makers sono chiamati a prestare ad aspetti del tutto trascurabili o secondari nell ottica dell imprenditore. Il semplice caso della spesa pubblica collegata all attuazione di un progetto non si esaurisce nella quantificazione complessiva del costo di tutti i materiali e di tutte le risorse, compreso il lavoro, necessari, ma deve spingersi a valutare i possibili effetti distorsivi che l acquisto pubblico può comportare sui mercati, ad esempio, modificando le condizioni di offerta e, quindi, il prezzo degli input. Ma anche gli effetti positivi sono da prendere in esame nella valutazione, si tratta di effetti che non hanno un immediato riscontro sul mercato. Ad esempio, la costruzione di una metropolitana offre come vantaggi, di decongestionare il traffico cittadino, di purificare l aria, di rendere più breve il percorso tra due punti della città, tuttavia la maggiore vivibilità dei centri urbani non intasati dal traffico di automezzi, la qualità dell aria, il valore del tempo libero che si ottiene utilizzando trasporti più veloci, non sono beni di mercato e non hanno un prezzo specifico. Ci troviamo di fronte ad una doppia difficoltà, da un lato è necessario includere nella ABC tutti i benefici e i costi, anche quelli associati a effetti indiretti, dall altro spesso questi effetti non hanno un prezzo di mercato ed il loro valore va ricercato per vie traverse, prendendo in considerazione i costi opportunità ed i prezzi ombra. I costi opportunità possono essere definiti come la quantità di risorse cui si rinuncia per assicurarsi un certo bene o servizio, nei mercati concorrenziali corrispondono ai prezzi dei prodotti. E noto dall equilibrio del consumatore che questi spendono il suo reddito nell acquisto di un determinato bene, sta contemporaneamente rinunciando ad acquistare gli altri beni resi disponibili nel sistema economico. La sua scelta si basa su preferenze individuali, ed è possibile esprimere il valore di un bene come rinuncia ad un altro (costo opportunità). In termini generali il costo opportunità di un progetto pubblico rappresenta la disponibilità dei cittadini a pagare per quel progetto, rinunciando ai vantaggi che potrebbero trarre da altri progetti alternativi. Se, quindi, il costo opportunità di un certo bene corrisponde, in concorrenza perfetta, al suo prezzo, quando le condizioni della concorrenza perfetta vengono a mancare ciò non risulta 7 di 14

8 verificato, del resto, la concorrenza perfetta è una situazione molto rara, pertanto è necessario adoperare taluni artefici. Nell ABC occorre valutare la differenza complessiva tra costi sociali e benefici sociali, per fare questo iniziamo a rispolverare alcune nozioni della microeconomia e precisamente l individuazione del surplus del consumatore e del surplus del produttore Si osservi la figura P A P* E* S B D O Q* Q In questa rappresentazione banale di un equilibrio tra domanda e offerta nel mercato di un bene generico, si evince la quantità scambiata è pari a Q*, e il prezzo di equilibrio è P*. I consumatori, quindi, valutano pari a P* l utilità della quantità Q* del bene, tale utilità è pari al suo prezzo per la condizione di equilibrio in cui si trova il sistema. Orbene tutte le precedenti Q* - 1 unità di bene vengono valutate dai consumatori ad un livello maggiore di P*, in altri termini l utilità di queste Q* - 1 unità viene interamente pagata. L area P+E*A (surplus del consumatore) misura il surplus di cui il consumatore ha goduto nello scambio, valutando l utilità delle Q* - 1 unità ad un livello superiore al prezzo. Spostandoci adesso a considerare i produttori, questi sarebbero disposti a vendere Q* - 1 unità del bene ad un prezzo inferiore a quello stabilito dal mercato. L area P*BE* (surplus del produttore) misura il surplus ottenuto dallo scambio. La somma del surplus dei consumatori e dei produttori viene definita surplus sociale. Si consideri adesso che lo Stato costruisca una scuola pubblica che aumenta l offerta dei servizi scolastici. Se questa offerta non stravolge il mercato, modificando la curva di domanda, la situazione che ne consegue è quella rappresentata nella figura che segue. 8 di 14

9 P S1 S2 D E1 E2 D O Q 1 Q 2 La curva di domanda DD resta invariata, la curva di offerta S 1 S 2 corrisponde all offerta privata, la quantità Q 1 Q 2 è quella prodotta dallo Stato, il prezzo di equilibrio non cambia. Il surplus sociale resta immutato,mentre l area Q 1 E 1 E 2 Q 2 misura il beneficio sociale rappresentato dai proventi che lo Stato incassa vendendo la quantità di servizio Q 1 Q 2 al prezzo OD. In questo caso la valutazione dei costi non appare particolarmente complicata;infatti, se il progetto non ha comportato mutamenti nei prezzi degli imput impiegati nel progetto stesso il loro costo può essere determinato moltiplicando la quantità impiegata degli stessi per il loro prezzo. In casi più complessi lo Stato può interferire con i mercati non concorrenziali andando a modificare il surplus sociale. Consideriamo ad esempio la domanda dei servizi scolastici fronteggiata dai produttori e inclinata negativamente. 9 di 14

10 P A M N C H R I D F E O S G L B Q IL surplus sociale cambia in seguito alla riduzione del prezzo che segue il progetto dello Stato In corrispondenza di una curva di domanda inclinata negativamente, come accade in un mercato non perfettamente concorrenziale in cui i produttori non sono price takers, la produzione pubblica di servizi riduce il prezzo di equilibrio. Vi saranno variazioni del surplus sociale. La curva di offerta si sposta da CD a EF, il prezzo si abbassa da OM a ON, il surplus del consumatore cresce e aumenta dell area HINM, quello del produttore privato, calcolato sulla curva di offerta privata, si riduce dell area HRNM, il calcolo netto del surplus sociale prevede il suo aumento dell area HIR. 10 di 14

11 4 I prezzi ombra L utilizzazione dei prezzi ombra serve a correggere le imperfezioni dei mercati che impediscono la corrispondenza tra i prezzi correnti e i costi marginali dei beni. Come sappiamo, in concorrenza perfetta il prezzo dei beni corrispondono esattamente al suo costo marginale che a sua volta corrispondono al costo sociale, ossia al costo opportunità pagato dalla società per produrre quel bene anziché un altro. La presenza di potere monopolistico, tasse e imposte, incentivi alle imprese, trasferimenti, esternalità e perfino l esistenza di beni pubblici fanno sì che i prezzi correnti sui mercati non corrispondono al loro costo opportunità, ossia al costo sociale. La determinazione dei prezzi ombra è, invece, necessaria all ABC, che deve considerare tutti i costi connessi alla produzione di un certo bene. Essa deve valutare gli input e gli output al prezzo che essi avrebbero sul mercato qualora esistessero condizioni di concorrenza perfetta. Nella ricerca dei prezzi ombra due fattori assumono particolare rilievo: i beni prodotti in mercati non concorrenziali; l utilizzo del fattore lavoro. I beni prodotti nei mercati non concorrenziali In questi mercati, come abbiamo visto, il prezzo è più alto del costo marginale e la sua altezza non riflette condizioni di scarsità dei fattori di produzione ma potere monopolistico ed esistenza di extraprofitti. Se l ABC non epurasse dalla valutazione il vantaggio competitivo del monopolista, risulterebbero penalizzati i progetti che richiedono come input, prodotti realizzati nei mercati molto concentrati, piuttosto che quelli denotati da alti costi sociali perché realizzati attraverso l uso di risorse relativamente più scarse. Il fattore lavoro Generalmente ogni progetto richiede l utilizzo del fattore lavoro, ma sulla valutazione del costo di questo non vi è accordo tra gli autori. Secondo taluni va considerata la tipologia di lavoratori utilizzata nel progetto: In presenza di disoccupazione involontaria, i lavoratori, altrimenti non utilizzati, dovrebbero avere un salario ombra pari a 0; 11 di 14

12 Quando i lavoratori sono sottratti a precedenti occupazioni il loro salario sarebbe pari a quello corrente al lordo delle imposte. Questo sistema di valutazione appare poco soddisfacente in quanto favorisce i progetti ad alta intensità di lavoro, oltretutto c è chi sostiene che vada, in ogni caso, considerata la penosità del lavoro e pertanto il salario ombra non dovrebbe mai risultare pari a 0. Altri autori contestano l uso del salario corrente come sostituto del salario ombra e ciò in quanto il salario corrente potrebbe riflettere distorsioni dovute al forte potere contrattuale dei lavoratori o alla loro accentuata sindacalizzazione. Va peraltro considerato che solitamente i lavoratori impiegati nel progetto pubblico sono in parte chiamati dalle liste di collocamento e in parte attratti da precedenti impieghi, orbene i costi di questo arruolamento possono risultare superiori alla sommatoria dei salari quando, per esempio, si richiedono trasferimenti tra diverse aree del paese, oppure quando si va a depauperare un settore già scarso di risorse lavoro, come potrebbe esserlo l agricoltura. In conclusione la valutazione del salario nell analisi benefici/costi va elaborata caso per caso. 12 di 14

13 5 Beni non scambiabili sui mercati Nella valutazione dell ABC rientrano valori assolutamente avulsi dal mercato che, tuttavia, influenzano enormemente la desiderabilità sociale di un progetto amplificando la sua rilevanza politica sociale. Tra questi valori analizzeremo i seguenti: La vita umana; La tutela ambientale; Il tempo libero. La vita umana è il valore incommensurabile, quando se ne discute in sede economica, soprattutto in campo assicurativo, essa rappresenta un parametro imprescindibile ma quantificabile. Per la valutazione della vita umana possono seguirsi metodi diretti o indiretti, entrambi insoddisfacenti in quanto tendenti a premiare gli individui appartenenti alle fasce di reddito elevato. I metodi diretti considerano il valore dell esistenza umana corrispondente al flusso attualizzato dei redditi futuri prendendo in esame la speranza di vita e la capacità professionale, al netto dei costi da sostenersi nell attività lavorativa. I metodi indiretti, invece, si spingono a calcolare l importanza della vita umana rispetto ai costi che gli individui sono disposti a sobbarcarsi per proteggerla. Ad esempio, questi metodi utilizzano come parametri il differenziale di guadagno tra un lavoro meno retribuito ma più sicuro sotto il profilo dell incolumità, oppure il differenziale di costi tra diversi sistemi di trasporto caratterizzati da una diversa pericolosità. Anche nei metodi indiretti si inglobano valutazioni di reddito, perché probabilmente, un individuo meno abbiente è costretto a ripiegare su lavori o trasporti meno sicuri e garantiti, inoltre l informazione gioca un ruolo determinante in queste scelte come pure il prestigio e la valenza sociale di determinati modi di vivere. La valutazione dell esistenza umana è invece calcolata come inestimabile nell analisi costo/efficienza. In questa diversa tipologia di analisi, i progetti vengono calcolati in graduatoria, secondo il costo più basso ma con riferimento ad un obiettivo comune. Il flusso di benefici, in altri termini, manca, l unico beneficio valutato è il raggiungimento dell obiettivo. Ad esempio un analisi costi/efficienza può essere utilizzata per selezionare il meno dispendioso tra diversi progetti che si propongono di ridurre la pericolosità di un certo tratto stradale: maggiore illuminazione, senso di 13 di 14

14 marcia alternato, controllo da parte della polizia metropolitana. L obiettivo è sempre quello di ridurre gli incidenti, si scegli unicamente la maniera più economica per farlo. Il danno ambientale Questo campo è abbastanza complesso e richiede competenze differenziali. In primo luogo occorre definire il danno ambientale,circoscrivendolo ove è necessario. L attività antropica tende sempre a modificare l ambiente. ora bisogna distinguere quando queste modifiche si configurano come danno. Una volta stabilito questo,si può valutare il danno come il costo da sostenersi per ricostruire la situazione preesistente,ovvero la riproduzione percentuale delle capacità umane di produrre redito in seguito a talune modifiche ambientali,ecc. Attualmente la metodologia più diffusa di valutazione del danno ambientale è il V.I.A.(valutazione impatto ambientale) che delinea gli effetti qualitativi e quantitativi di un progetto in termini fisici e si serve di competenze scientifiche diverse. Il tempo libero È un elemento di importanza crescente nel mondo post-capitalistico occidentale,dove le settimane lavorative tendono ad accorciarsi sempre di più,le vacanze sono ormai un fenomeno di massa acquisito,le attività di svago si moltiplicano. In questo contesto il tempo il tempo libero diventa una merce molto richiesta e la sua valutazione in termini economici appare necessaria,tuttavia risulta difficile servirsi dei parametri opportuni per quantificare questo valore,i costi opportunità utilizzati spesso contengono informazioni relative ad elementi estranei a quello ricercato. Nel progetto per la costruzione della classifica metropolitana,ricorrente negli esempi, se si vuole considerare il risparmio di tempo come differenziale economico tra autobus e taxi (mezzo più veloce), si comprendono nell analisi preferenze rivolte verso comodità ed il prestigio che poco centrano col tempo libero. 14 di 14

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