Tesoreria. L importanza dell analisi andamentale nel rapporto banca-impresa. di Emanuele Facile (*) e Andrea Giacomelli (**)

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1 PAGINA: L importanza dell analisi andamentale nel rapporto banca-impresa di Emanuele Facile (*) e Andrea Giacomelli (**) Nel nuovo contesto derivante dall introduzione di Basilea 2 l analisi dei dati andamentali sta assumendo sempre maggiore importanza ai fini dell elaborazione dei rating interni. Ne deriva la necessità per le aziende di monitorare tali indicatori rendendoli parte integrante della gestione della tesoreria. Premessa L analisi dei dati andamentali, ovvero le informazioni che descrivono lo stato dei rapporti creditizi (percentuale dell utilizzato su accordato, scoperti di conto, insoluti, altri indicatori di bontà del rapporto), è il principale strumento di early warning tradizionalmente utilizzato dalla banca per individuare preventivamente il deterioramento del merito creditizio dell azienda nell ambito del processo di monitoraggio del credito. In seguito all introduzione dell Accordo di Basilea 2, oggi l analisi andamentale viene anche utilizzata per integrare i dati di bilancio, i dati geo-settoriali e le informazioni qualitative sull impresa nell elaborazione dei rating interni. Risulta quindi fondamentale che il monitoraggio degli indicatori andamentali cominci a diventare parte integrante della gestione della tesoreria nelle imprese, in quanto: permette all azienda di ottimizzare lo scambio di flussi informativi con le banche; contribuisce direttamente al presidio del rating aziendale, con possibili significative implicazioni anche sulla disponibilità di credito e sul pricing del denaro; consente di individuare le priorità da seguire nel controllo anticipato della liquidità e dei saldi dei conti. L analisi andamentale condotta dalle banche Le informazioni andamentali costituiscono il principale elemento del sistema informativo delle banche; tradizionalmente la loro analisi supporta diverse fasi del processo del credito, quali: l istruttoria di affidamento; il monitoraggio dei rapporti creditizi; la revisione dei fidi e delle condizioni. In particolare, nelle fasi di istruttoria e di revisione le informazioni andamentali vengono integrate con l analisi di altre fonti informative, come i dati di bilancio o i piani strategici, che per loro natura sono disponibili a bassa frequenza (il trimestre o più frequentemente l anno). Nella fase di monitoraggio dei rapporti creditizi, invece, viene principalmente fatto ricorso all analisi delle informazioni andamentali, in quanto sono l unico flusso informativo sulla clientela disponibile per la banca ad alta frequenza (alcune tipologie di dati andamentali sono disponibili a frequenza giornaliera, altri a frequenza mensile) e in modo continuativo. Inoltre, i dati andamentali si rivelano particolarmente idonei a supportare i processi di monitoraggio del credito in quanto presentano un forte potere anticipativo, ovvero la loro analisi permette di individuare preventivamente l insorgere del deterioramento del merito creditizio delle controparti affidate (early warning). Tale analisi viene condotta principalmente per mezzo di modelli statistici o di apposite griglie, che individuano i valori soglia degli indicatori andamentali, oltrepassati i quali la controparte viene messa sotto osservazione. Le informazioni andamentali utilizzate dalle banche si suddividono in due macro tipologie: la prima consiste nei dati a livello aggregato, ottenuti dalla Centrale Rischi, che descrivono l esposi- Note: (*) Amministratore Delegato - Financial Innovations (**) Professore a contratto - Università Ca Foscari di Venezia 60

2 zione e il comportamento di un impresa nei confronti del sistema bancario nel suo complesso; la seconda tipologia di informazioni consiste nei dati interni al singolo Istituto sull andamento del rapporto con l impresa per ogni singola forma tecnica d impiego. Dati andamentali a livello aggregato: la Centrale Rischi La Centrale Rischi è un sistema informativo sull indebitamento della clientela delle banche e degli intermediari finanziari vigilati dalla Banca d Italia. Attraverso il servizio centralizzato dei rischi la Banca d Italia fornisce agli intermediari partecipanti un informativa utile, anche se non esaustiva, per la valutazione del merito di credito della clientela e in generale, per l analisi e la gestione del rischio di credito. Gli intermediari partecipanti comunicano mensilmente alla Banca d Italia informazioni sulla loro clientela e ricevono, con la medesima periodicità con cui sono raccolte, informazioni sulla posizione debitoria verso il sistema creditizio dei nominativi segnalati e dei soggetti a questi collegati. Ricevono, inoltre, informazioni aggregate riferite a categorie di clienti. Gli intermediari possono interrogare la Centrale Rischi per chiedere informazioni su soggetti che essi non segnalano, a condizione che le richieste siano avanzate per finalità connesse con l assunzione e la gestione del rischio di credito. Le posizioni individuali di rischio sono rappresentate nella Centrale Rischi sulla base di un modello articolato in cinque sezioni, ognuna delle quali viene a sua volta ripartita in categorie di censimento, ovvero raggruppamenti di posizioni di rischio omogenee individuati sulla base delle caratteristiche delle operazioni censite. Nella Tavola 1 vengono riportate le sezioni e le categorie di censimento della Centrale Rischi, indicando per ognuna di esse le più comuni forme tecniche di finanziamento che vi sono attribuite. Per ogni categoria di censimento, inoltre, le posizioni di rischio sono ulteriormente classificate in funzione di un ampia serie di qualificatori - le variabili di classificazione - che consentono di fornire una descrizione più completa delle caratteristiche e della rischiosità delle operazioni in essere (attualmente lo schema di rappresentazione delle informazioni prevede le seguenti 11 variabili di classificazione: nozione, localizzazione, durata originaria, durata residua, divisa, import-export, tipo attività, censito collegato, stato del rapporto, tipo garanzia, fenomeno correlato). In particolare, mediante la variabile di classificazione stato del rapporto, la Centrale Rischi rileva informazioni qualitative sulla situazione debitoria della clientela nel momento in cui si verifica un cambiamento di stato (status). In particolare viene rilevato il passaggio dei crediti a sofferenza, la ristrutturazione del credito, nonché la regolarizzazione di posizioni in precedenza segnalate a sofferenza o oggetto di ristrutturazione. Gli intermediari sono tenuti a segnalare tali informazioni entro i tre giorni lavorativi successivi a quello in cui i competenti organi aziendali abbiano accertato lo stato di sofferenza del cliente, approvato la ristrutturazione del credito ovvero preso atto del venir meno della situazione di patologia. Infine, lo schema di rappresentazione delle informazioni della Centrale Rischi prevede diverse tipologie di importi per descrivere le singole operazioni oggetto di censimento. Tali tipologie vengono denominate classi di dati e attualmente ne sono previste 8: accordato, accordato operativo, utilizzato, saldo medio, valore garanzia, importo garantito, valore intrinseco e altri importi. Gli importi da segnalare nelle classi di dati sono espressi in unità di euro. Gli importi denominati in divisa estera sono convertiti in euro sulla base del tasso di cambio a pronti alla data di riferimento della segnalazione. La posizione globale di rischio viene determinata per ciascun soggetto sommando le segnalazioni inoltrate a suo nome dagli intermediari. L aggregazione viene operata distintamente per ognuna delle categorie di censimento, per ciascuna variabile di classificazione e per ogni classe di dati prevista dallo schema segnaletico. Inoltre, per ciascun nominativo segnalato, il flusso di ritorno contiene ulteriori informazioni ritenute utili per la valutazione e il controllo della rischiosità della clientela, concernenti, tra l altro, l ammontare degli sconfinamenti e dei margini disponibili calcolati per ciascuna categoria di censimento e variabile di classificazione, il numero degli intermediari segnalanti e in particolare, di quelli che segnalano il soggetto a sofferenza, il numero delle richieste di prima informazione pervenute negli ultimi sei mesi e motivate dall avvio di un istruttoria propedeutica all instaurazione di un rapporto di natura creditizia. Oltre alla posizione globale di rischio nei confronti di tutti gli intermediari, viene evidenziata, per ciascun soggetto segnalato, la posizione globale di rischio nei confronti degli intermediari finanziari e del gruppo creditizio di appartenenza dell intermediario segnalante. Dati andamentali interni al singolo Istituto I dati andamentali interni permettono di completare 61

3 sotto diversi aspetti l informazione fornita dalla Centrale Rischi. Innanzitutto, consentono di ottenere un maggior dettaglio informativo rispetto agli schemi standard della Centrale Rischi, in quanto contengono sia i dati riferiti ai singoli contratti per ogni specifica forma tecnica che le informazioni relative al dettaglio della movimentazione dei singoli conti. Inoltre sono generalmente rilevati a frequenza giornaliera e permettono quindi di analizzare infra-mensilmente il comportamento delle imprese affidate. Infine, i dati andamentali interni sono generalmente disponibili in tempo reale, mentre i dati aggregati della Centrale Rischi sono disponibili solo con un ritardo mensile, dovendo attendere per i flussi di ritorno le elaborazioni della Banca d Italia. Gli andamentali interni permettono quindi un più tempestivo monitoraggio della clientela. Per mezzo dei dati interni, quindi, è possibile costruire tutta una serie di indicatori andamentali che permettono di discriminare ulteriormente la dinamica del merito creditizio delle controparti rispetto alle Tavola 1 Modello di rappresentazione delle informazioni della Centrale Rischi Sezioni Categorie di censimento Esempi di forme tecniche Crediti per cassa Rischi autoliquidanti anticipo per operazioni di factoring, anticipo s.b.f., anticipo su fatture, altri anticipi su effetti e documenti rappresentativi di crediti commerciali, sconto di portafoglio commerciale e finanziario indiretto, anticipo all esportazione, prefinanziamenti di mutuo Rischi a scadenza Rischi a revoca Finanziamenti a procedura concorsuale e altri finanziamenti particolari Sofferenze anticipazioni attive, anticipi su crediti futuri connessi con operazioni di factoring, aperture di credito in c/c dalle quali l intermediario può recedere prima della scadenza contrattuale solo per giusta causa, leasing, mutui, sconto di portafoglio finanziario diretto, prestiti personali, prestiti subordinati, pronti contro termine e riporti attivi aperture di credito in conto corrente concesse per elasticità di cassa, insoluti Crediti di firma Operazioni di natura commerciale Accettazioni, impegni di pagamento, crediti documentari, avalli, fideiussioni, altre garanzie rilasciate dagli intermediari Garanzie ricevute Derivati finanziari Sezione informativa Operazioni di natura finanziaria operazioni effettuate per conto di terzi crediti per cassa: operazioni in pool - azienda capofila crediti per cassa: operazioni in pool - altra azienda partecipante crediti per cassa: operazioni in pool totale crediti acquisiti da clientela diversa da intermediari - debitori ceduti rischi autoliquidanti - crediti scaduti sofferenze - crediti passati a perdita crediticedutiaterzi Accettazioni, impegni di pagamento, crediti documentari, avalli, fideiussioni, altre garanzie rilasciate dagli intermediari garanzie reali, garanzie personali di prima istanza, garanzie personali di seconda istanza Swaps, Fras, Opzioni OTC 62

4 informazioni aggregate della Centrale Rischi; attraverso tali indicatori risulta infatti possibile cogliere eventuali trend e/o comportamenti che a livello di variabili aggregate non sarebbe possibile individuare. Le indicazioni derivanti dall analisi dei dati andamentali interni, comunque, vengono sempre confrontate e, al limite, corrette con le indicazioni di sistema derivanti dalla Centrale Rischi. In alcuni casi, infatti, l interpretazione dei dati interni potrebbe differenziarsi significativamente da quella dei dati aggregati, in virtù di comportamenti particolari di un impresa nei confronti di una determinata banca. Una corretta ed attenta gestione della tesoreria rafforza la posizione dell impresa nei confronti delle banche consentendo di individuare in tempo situazioni di potenziale crisi di liquidità e predisponendo adeguate soluzioni. L analisi andamentale nell elaborazione dei rating interni previsti dall accordo di Basilea 2 Come si è detto precedentemente, i dati andamentali presentano un forte potere anticipativo, ovvero la loro analisi permette di individuare preventivamente l insorgere del deterioramento del merito creditizio delle controparti affidate. Per questa loro caratteristica oggi i dati andamentali vengono impiegati, parallelamente al loro tradizionale utilizzo nei sistemi di early warning, anche per l assegnazione dei rating interni previsti dall Accordo di Basilea 2. I rating interni sono finalizzati a quantificare il merito creditizio di un impresa attraverso la misura della probabilità di default (1). Data la complessità di tale misurazione, nell attribuzione dei rating è necessario analizzare congiuntamente diverse tipologie di informazioni che si considerano tra loro complementari. In particolare, la best practice nelle banche italiane prevede l analisi di quattro principali tipologie di fonti informative: dati di bilancio; dati andamentali (sia interni che di Centrale Rischi); dati geo-settoriali; informazioni qualitative sull azienda. Tra queste fonti informative, i dati andamentali sono gli unici disponibili in modo sistematico ad alta frequenza e rappresentano quindi l informazione necessaria per poter aggiornare i rating su base continuativa. Da questa considerazione deriva la grande importanza che tali dati assumono nel nuovo contesto derivante dall introduzione di Basilea 2. Infatti, poiché i processi gestionali delle banche saranno fondati sul rating e sul suo costante monitoraggio, i dati andamentali diverranno ancor più di prima un elemento fondamentale alla base dei rapporti banca - impresa, in quanto costituiscono la principale fonte di aggiornamento dei rating stessi. Il monitoraggio dei dati andamentali da parte delle imprese La gestione della tesoreria dell impresa, nella sua configurazione essenziale, ha l obiettivo di ottimizzare i flussi di incasso e di pagamento con clienti e fornitori, di provvedere per quanto possibile anticipatamente alla copertura dei fabbisogni finanziari mediante il reperimento di capitale di debito e di gestire i rapporti operativi con le banche. La tesoreria, quindi, deve gestire il rischio di liquidità, che si configura come il rischio che l impresa non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento, a seguito dell impossibilità di coprire lo sbilancio nei flussi finanziari aziendali mediante il ricorso al capitale di debito. La composizione del debito finanziario nelle aziende italiane vede ancora una netta prevalenza della componente a breve termine, costituita da linee di credito (scoperto di conto corrente, anticipi sbf e anticipi fatture, anticipi export ed import) revocabili in qualsiasi momento da parte della banca. Analoga è la questione in riferimento ad alcuni finanziamenti con scadenza a medio lungo termine che lasciano alla banca la facoltà di richiedere all impresa l anticipato rimborso, al verificarsi di determinati eventi. L impresa potrebbe quindi trovarsi improvvisamente a non avere più a disposizione le linee di affidamento a breve su cui contava per coprire lo sbilancio dei flussi finanziari aziendali. La rilevanza del rischio di liquidità è accresciuta dal suo spesso improvviso manifestarsi, soprattutto quando l azione scatenante è di un interlocutore esterno quale la banca, e dai rilevanti effetti «domino» che innesca. La crisi di liquidità mette l azienda in posizione di debolezza nei confronti di tutto il sistema bancario, del sistema dei fornitori e dei dipendenti, e può mettere a rischio la continuità aziendale anche in situazioni industrialmente sane. Velocità di manifestazione ed effetto «domino» sono accresciuti dal tipico comportamento di natura imitativa delle banche, che in molte situazioni tendono a seguire nei Nota: (1) Per approfondimenti, si veda degli stessi autori «Basilea 2: conoscere il «fornitore» banca e prepararsi al nuovo rapporto» in Amministrazione & Finanza 9/2005). 63

5 comportamenti la prima banca che revoca le linee di affidamento o che chiede all azienda il rimborso del debito in essere. Questo tipo di decisioni da parte delle banche si basa in misura considerevole sugli indicatori andamentali. L importanza di questi indicatori è pertanto particolarmente elevata, sia per il possibile impatto sul rischio di liquidità, come esposto precedentemente, che per l attribuzione del rating: tali indicatori devono quindi essere considerati dalle imprese con la stessa attenzione rivolta ai dati di bilancio. La tesoreria aziendale nella media e piccola impresa è spesso trascurata, e non è raro riscontrare situazioni come: frequenti scoperti di c/c oltre il limite di fido; presenza di saldi negativi di c/c presso alcune banche con contemporanea presenza di liquidità presso altre; assenza di qualunque forma di previsione anche solo di qualche giorno sullo sbilancio tra flussi in entrata ed in uscita; informazioni non aggiornate sui fidi effettivamente attivabili (ricevute bancarie o fatture ancora disponibili per l anticipo); rilevazione solo al momento del pagamento dell insufficienza dei fondi disponibili; elevato utilizzo e contemporanea bassa movimentazione di alcuni conti, con permanenza costante a livelli di utilizzo molto elevati rispetto all affidamento; assenza di monitoraggio per singola banca sulla storia della quota di insoluti di effetti presentati all incasso. Questo tipo di carenze hanno diretto impatto sul peggioramento degli indicatori andamentali. Anche aziende con struttura finanziaria solida potrebbero trovarsi ad avere indicatori andamentali non positivi, con la conseguenza che la banca potrebbe avere percezione di una situazione di rischio diversa da quella reale. La rilevanza dei dati andamentali rafforza l opportunità di adottare strumenti informativi di tesoreria finalizzati ad evitare le su esposte situazioni anomale nei rapporti bancari, ad individuare in anticipo situazioni di potenziale crisi di liquidità e perfino a monitorare gli indicatori andamentali in modo continuativo e sistematico. L impresa, con il supporto di un adeguato strumento informativo di tesoreria, può essere in grado di conoscere e replicare con anticipo i dati andamentali utilizzati dalla banca, e quindi di anticipare le possibili reazioni predisponendo adeguate informazioni e/o azioni di manovra finanziaria. Anche in situazioni non critiche il monitoraggio degli indicatori andamentali dovrebbe diventare parte integrante della gestione della tesoreria nelle imprese, in quanto: permette all azienda di ottimizzare lo scambio di flussi informativi con le banche; contribuisce direttamente al presidio del rating aziendale, con possibili significative implicazioni anche sulla disponibilità di credito e sul pricing del denaro; consente di individuare le priorità da seguire nel controllo anticipato della liquidità e dei saldi dei conti. 64

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