REGOLAMENTI PER LA CLASSIFICAZIONE

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1 REGOLAMENTI PER LA CLASSIFICAZIONE DELLE NAVI Parte D Materiali e Saldature Capitoli Capitolo 1 Capitolo 2 Capitolo 3 Capitolo 4 Capitolo 5 REQUISITI GENERALI PRODOTTI IN ACCIAIO E GHISA MATERIALI NON FERROSI PRODOTTI VARI SALDATURE

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3 CAPITOLO 1 REQUISITI GENERALI Sezione 1 Fabbricazione, Collaudo, Certificazione 1 Generalità Campo di applicazione 1.2 Specifiche varie 1.3 Informazioni del committente 2 Fabbricazione e qualità Generalità 2.2 Composizione chimica 2.3 Condizioni di fornitura 2.4 Identificazione dei prodotti 3 ControlIi e prove Condizioni generali 3.2 Schema alternativo di collaudo 3.3 Campionatura per le prove meccaniche 3.4 Prove meccaniche 3.5 Riprove 3.6 Esame visivo, dimensionale e non distruttivo 3.7 Riparazioni di difetti 4 Identificazione e certificazione Identificazione and marcatura 4.2 Documentazione e certificazione Sezione 2 Procedure di Prova per i Materiali 1 Generalità Campo di applicazione 1.2 Macchine di prova 1.3 Preparazione delle provette 2 Prova di trazione Tipi di provette 2.2 Procedura di prova 3 Prova di piega Provetta piana 3.2 Procedura di prova 4 Prova di resilienza Campionatura 4.2 Provetta con intaglio Charpy-V 4.3 Procedura di prova 4.4 Procedura per le riprove Regolamenti RINA

4 5 Prova drop weight Definizione e dimensione delle provette 5.2 Procedura di prova 6 Prova CTOD (crack tip opening displacement) Prove di duttilità per tubi Prova di schiacciamento 7.2 Prova di allargamento su mandrino 7.3 Prova di bordatura 7.4 Prova di espansione anulare 7.5 Prova di trazione anulare 7.6 Prova di piega su tubi 8 Altre prove e verifiche Prova di invecchiamento per deformazione 8.2 Esami macrografici e micrografici 4 Regolamenti RINA 2005

5 CAPITOLO 2 PRODOTTI IN ACCIAIO E GHISA Sezione 1 Lamiere, Profilati e Barre in Acciaio 1 Condizioni Generali Campo di applicazione 1.2 Fabbricazione 1.3 Approvazione 1.4 Caratteristiche dei materiali 1.5 Esame visivo, dimensionale e controlli non distruttivi 1.6 Riparazione difetti superficiali 1.7 Stato di fornitura 1.8 Campionatura e prove di collaudo 1.9 Marche di identificazione 1.10 Documentazione e certificazione 2 Acciai ordinari e ad elevata resistenza da scafo e strutturali Campo di applicazione 2.2 Tipi di acciaio 2.3 Metodo di fabbricazione e stato di fornitura 2.4 Stato di fornitura 2.5 Composizione chimica 2.6 Caratteristiche meccaniche 2.7 Caratteristiche meccaniche 3 Acciai ad elevata resistenza bonificati Campo di applicazione 3.2 Tipi di acciaio 3.3 Fabbricazione 3.4 Condizioni di fornitura 3.5 Composizione chimica 3.6 Caratteristiche meccaniche 3.7 Prove meccaniche 4 Acciai per caldaie e recipienti in pressione Campo di applicazione 4.2 Tipi di acciaio 4.3 Fabbricazione 4.4 Condizioni di fornitura 4.5 Composizione chimica 4.6 Caratteristiche meccaniche 4.7 Caratteristiche meccaniche ad elevate temperature 4.8 Prove meccaniche 5 Acciai ferritici per applicazioni a bassa temperatura Campo di applicazione 5.2 Tipi di acciai 5.3 Fabbricazione 5.4 Stato di fornitura 5.5 Composizione chimica 5.6 Caratteristiche meccaniche 5.7 Prove meccaniche Regolamenti RINA

6 6 Acciai per parti di macchinari Campo di applicazione 6.2 Tipi di acciai e loro caratteristiche 6.3 Fabbricazione e stato di fornitura 6.4 Prove meccaniche 7 Prodotti in acciaio inossidabile Campo di applicazione 7.2 Tipi di acciaio 7.3 Fabbricazione 7.4 Condizioni di fornitura 7.5 Composizione chimica 7.6 Caratteristiche meccaniche 7.7 Prove meccaniche 7.8 Esame metallografico 7.9 Prova di corrosione intergranulare 7.10 Prova nella direzione dello spessore 8 Acciai placcati Campo di applicazione 8.2 Tipi di acciaio 8.3 Fabbricazione 8.4 Stato di fornitura 8.5 Composizione chimica 8.6 Caratteristiche meccaniche 8.7 Prove meccaniche 8.8 Prova di corrosione 8.9 Esame ultrasonoro 8.10 Difetti superficiali e loro riparazione 8.11 Difetti di adesione del materiale di placcatura e loro riparazione 6 Regolamenti RINA 2005

7 9 Acciai con caratteristiche specificate nella direzione dello spessore Campo di applicazione 9.2 Tipi di acciaio 9.3 Fabbricazione 9.4 Composizione chimica 9.5 Caratteristiche meccaniche 9.6 Prove meccaniche 9.7 Risultati delle prove di trazione 9.8 Procedura per le riprove 9.9 Controllo ultrasonoro 9.10 Marcatura 9.11 Certificazione Sezione 2 Tubi in Acciaio ed Accessori 1 Generalità Campo di applicazione 1.2 Fabbricazione 1.3 Approvazione 1.4 Qualità del materiale 1.5 Esami visivo, non distruttivi, controllo dimensionale 1.6 Rettifica di difetti di superficie 1.7 Stato di fornitura 1.8 Prova idrostatica 1.9 Campionatura e prove 1.10 Identificazione e marcatura 1.11 Documentazione e certificazione 2 Tubi per sistemi in pressione operanti a temperatura ambiente Campo di applicazione 2.2 Tipi di acciaio 2.3 Stato di fornitura 2.4 Composizione chimica 2.5 Caratteristiche meccaniche 2.6 Prove meccaniche e tecnologiche 3 Tubi per applicazioni strutturali Campo di applicazione 3.2 Tipi di acciaio 4 Tubi per esercizio a temperatura elevata Campo di applicazione 4.2 Tipi di acciaio 4.3 Stato di fornitura 4.4 Composizione chimica 4.5 Caratteristiche meccaniche 4.6 Caratteristiche meccaniche a temperature elevate 4.7 Prove meccaniche e tecnologiche Regolamenti RINA

8 5 Tubi in acciaio ferritico per servizi in pressione a bassa temperatura Campo di applicazione 5.2 Tipi di acciaio 5.3 Stato di fornitura 5.4 Composizione chimica 5.5 Caratteristiche meccaniche 5.6 Prove meccaniche e tecnologiche 6 Tubi in acciaio inossidabile austenitico e austeno-ferritico Campo di applicazione 6.2 Tipi di acciaio 6.3 Stato di fornitura 6.4 Composizione chimica 6.5 Caratteristiche meccaniche 6.6 Prove meccaniche e tecnologiche 6.7 Prove di corrosione 7 Accessori Campo di applicazione 7.2 Tipi di acciaio e relative proprietà 7.3 Stato di fornitura 7.4 Caratteristiche meccaniche 7.5 Prove meccaniche o tecnologiche 7.6 Esami non distruttivi 7.7 Marcatura e certificazione 8 Regolamenti RINA 2005

9 Sezione 3 Fucinati in Acciaio 1 Generalità Campo di applicazione 1.2 Classificazione dei fucinati 1.3 Fabbricazione 1.4 Approvazione del procedimento di fabbricazione 1.5 Qualità del materiale 1.6 Esame visivo e dimensionale 1.7 Esami non distruttivi 1.8 Rettifica dei difetti 1.9 Stato di fornitura 1.10 Prova idrostatica 1.11 Campionatura e prove 1.12 Identificazione e marcatura 1.13 Documentazione e certificazione 2 Fucinati per lo scafo e per strutture saldate in generale Campo di applicazione 2.2 Tipi di acciaio 2.3 Stato di fornitura 2.4 Composizione chimica 2.5 Caratteristiche meccaniche 2.6 Prove meccaniche 2.7 Esami non distruttivi 3 Fucinati per linee d alberi e componenti di macchina Campo di applicazione 3.2 Tipi di acciaio 3.3 Stato di fornitura 3.4 Composizione chimica 3.5 Caratteristiche meccaniche 3.6 Prove meccaniche 3.7 Esami non distruttivi 4 Fucinati per alberi a manovella Campo di applicazione 4.2 Tipi di acciaio 4.3 Procedimento di fabbricazione 4.4 Stato di fornitura 4.5 Caratteristiche chimiche e meccaniche 4.6 Prove meccaniche 4.7 Controlli non distruttivi Regolamenti RINA

10 5 Fucinati per ingranaggi Campo di applicazione 5.2 Tipi di acciaio 5.3 Procedimento di fabbricazione 5.4 Stato di fornitura 5.5 Caratteristiche chimiche e meccaniche 5.6 Prove meccaniche per fucinati allo stato normalizzato e rinvenuto o temprato e rinvenuto 5.7 Prove meccaniche per fucinati induriti superficialmente 5.8 Esami non distruttivi 6 Fucinati per turbine Campo di applicazione 6.2 Tipi di acciaio, composizione chimica e caratteristiche meccaniche 6.3 Stato di fornitura 6.4 Prove meccaniche 6.5 Esami non distruttivi 6.6 Prova di stabilità termica 7 Fucinati per caldaie, recipienti e sistemi a pressione Campo di applicazione 7.2 Tipi di acciaio 7.3 Stato di fornitura 7.4 Composizione chimica 7.5 Caratteristiche meccaniche 7.6 Caratteristiche meccaniche a temperatura elevata 7.7 Prove meccaniche 7.8 Esami non distruttivi 8 Fucinati in acciaio ferritico per servizio a bassa temperatura Campo di applicazione 8.2 Tipi di acciaio e relative proprietà 8.3 Stato di fornitura 8.4 Prove meccaniche 8.5 Prove non distruttive 9 Fucinati in acciai inossidabili Campo di applicazione 9.2 Tipi di acciaio e relative caratteristiche 9.3 Prove meccaniche 9.4 Esami non distruttivi 9.5 Prove di corrosione 10 Regolamenti RINA 2005

11 Sezione 4 Getti in Acciaio 1 Generalità Campo di applicazione 1.2 Classificazione dei getti 1.3 Fabbricazione 1.4 Approvazione 1.5 Qualità dei materiali 1.6 Esame visivo e dimensionale 1.7 Esami non distruttivi 1.8 Rettifica di difetti 1.9 Stato di fornitura - trattamento termico 1.10 Prova idraulica 1.11 Campionatura e prove 1.12 Identificazione e marcatura 1.13 Documentazione e certificazione 2 Getti per lo scafo e per strutture saldate in generale Campo di applicazione 2.2 Tipi di acciaio 2.3 Stato di fornitura 2.4 Composizione chimica 2.5 Caratteristiche meccaniche 2.6 Prove meccaniche 2.7 Esami non distruttivi 3 Getti per macchinari ed allestimento Campo di applicazione 3.2 Tipi di acciaio 3.3 Stato di fornitura 3.4 Composizione chimica 3.5 Caratteristiche meccaniche 3.6 Prove meccaniche 3.7 Esami non distruttivi 4 Getti per alberi a manovelle Campo di applicazione 4.2 Tipi di acciaio 4.3 Procedimento di fabbricazione 4.4 Stato di fornitura 4.5 Caratteristiche chimiche e meccaniche 4.6 Prove meccaniche 4.7 Esami non distruttivi e rettifica di difetti 5 Getti per caldaie, recipienti e sistemi in pressione Campo di applicazione 5.2 Tipi di acciaio 5.3 Stato di fornitura 5.4 Composizione chimica e caratteristiche meccaniche 5.5 Caratteristiche meccaniche a temperature elevate 5.6 Prove meccaniche 5.7 Esame non distruttivo Regolamenti RINA

12 6 Getti in acciaio ferritico per esercizio a bassa temperatura Campo di applicazione 6.2 Tipi di acciaio 6.3 Stato di fornitura 6.4 Composizione chimica e caratteristiche meccaniche 6.5 Prove meccaniche 6.6 Esami non distruttivi 7 Getti in acciai inossidabili Campo di applicazione 7.2 Tipi di acciaio e caratteristiche relative 7.3 Prove meccaniche 7.4 Esami non distruttivi 7.5 Prove di corrosione Sezione 5 Getti in Ghisa 1 Generalità Campo di applicazione 1.2 Designazione dei getti 1.3 Procedimento di fabbricazione 1.4 Qualità dei getti 1.5 Esami dimensionali ed esami non distruttivi 1.6 Riparazione di difetti 1.7 Composizione chimica 1.8 Stato di fornitura 1.9 Campionatura e collaudo 1.10 Identificazione e marcatura 1.11 Documentazione e certificazione 2 Getti in ghisa grigia Campo di applicazione 2.2 Materiale di prova 2.3 Caratteristiche meccaniche 3 Getti in ghisa sferoidale o nodulare Campo di applicazione 3.2 Fabbricazione e stato di fornitura 3.3 Campionatura di prova 3.4 Caratteristiche meccaniche - Numero di prove 3.5 Esame metallografico 3.6 Esami non distruttivi 12 Regolamenti RINA 2005

13 CAPITOLO 3 MATERIALI NON FERROSI Sezione 1 Rame e Leghe di Rame 1 Generalità Campo di applicazione 1.2 Fabbricazione 1.3 Prove 1.4 Documentazione e certificazione 2 Leghe di rame in getti Campo di applicazione 2.2 Fabbricazione 2.3 Condizioni di fornitura 2.4 Composizione chimica 2.5 Caratteristiche meccaniche 2.6 Prove meccaniche 2.7 Esame visivo e controlli non distruttivi 2.8 Riparazione di getti difettosi 2.9 Identificazione e marcatura 3 Tubi in leghe di rame Campo di applicazione 3.2 Condizioni di fornitura 3.3 Composizione chimica 3.4 Caratteristiche meccaniche 3.5 Prove meccaniche 3.6 Prova di corrosione sotto tensione 3.7 Prova idrostatica - Controllo con corrente indotta 3.8 Esame visivo e controlli non distruttivi 3.9 Condizionamento dei difetti 3.10 Identificazione e marcatura Regolamenti RINA

14 Sezione 2 Leghe in Alluminio 1 Condizioni generali Campo di applicazione 1.2 Fabbricazione 2 Leghe di alluminio da lavorazione plastica (lamiere, barre, profilati e tubi) Campo di applicazione 2.2 Tipi di lega 2.3 Fabbricazione 2.4 Composizione chimica 2.5 Caratteristiche meccaniche 2.6 Prove meccaniche 2.7 Numero delle provette 2.8 Riprove 2.9 Prova idrostatica 2.10 Esame visivo e prove non distruttive 3 Chiodi Campo di applicazione 3.2 Composizione chimica e trattamenti termici 3.3 Trattamento termico 3.4 Prove sui materiali 3.5 Prove meccaniche 3.6 Identificazione 3.7 Certificazione 4 Giunti bimetallici Generalità 4.2 Fabbricazione 4.3 Esame visivo e controlli non distruttivi 4.4 Ispezione 5 Getti in lega di alluminio Generalità 5.2 Tipi di lega 5.3 Fabbricazione 5.4 Composizione chimica 5.5 Caratteristiche meccaniche 5.6 Prove meccaniche 14 Regolamenti RINA 2005

15 CAPITOLO 4 PRODOTTI VARI Sezione 1 Armamento Marinaresco 1 Ancore Campo di applicazione 1.2 Disegno - Procedimento di fabbricazione 1.3 Materiali - Collaudo 1.4 Esame visivo e dimensionale 1.5 Prova di caduta ed esami non distruttivi 1.6 Prova al carico di prova 1.7 Identificazione, marcatura, certificazione 2 Catene per ancora con traversino ed accessori Campo di applicazione 2.2 Tipi di catene 2.3 Approvazione dei fabbricanti di catene 2.4 Acciai 2.5 Barre in acciaio laminato 2.6 Acciaio fucinato 2.7 Acciaio in getti 2.8 Materiale per traversini 2.9 Disegno e fabbricazione 2.10 Prove sulle catene finite 2.11 Collaudo degli accessori 3 Catene senza traversino Campo di applicazione 3.2 Materiali per catene senza traversino 3.3 Prove sulle catene finite 4 Cavi in acciaio Campo di applicazione 4.2 Fabbricazione 4.3 Tipi di cavo 4.4 Campionature e prove 4.5 Marcatura e certificazione 5 Cavi in fibra Campo di applicazione 5.2 Procedimento di fabbricazione 5.3 Tipi di cavi 5.4 Campionature e prove 5.5 Marche di identificazione e certificazione 6 Finestre, portellini e relativi cristalli Campo di applicazione 6.2 Procedimento di fabbricazione 6.3 Accertamenti e prove 6.4 Marche di identificazione Regolamenti RINA

16 Sezione 2 Prodotti Finiti Vari 1 Getti per eliche e per pale d elica in leghe di rame Campo di applicazione 1.2 Procedimento di fabbricazione 1.3 Qualità dei getti 1.4 Stato di fornitura 1.5 Composizione chimica 1.6 Caratteristiche meccaniche 1.7 Campionatura e prove 1.8 Esame visivo e verifiche dimensionali 1.9 Visita dei getti - Zone di severità - Esami non distruttivi 1.10 Procedure di riparazione 1.11 Marcature 2 Bombole in pressione Campo di applicazione 2.2 Procedimento di fabbricazione 2.3 Visita e prove 2.4 Marche di identificazione e certificazione 3 Eliche e pale di elica di acciaio fuso Campo di applicazione 3.2 Fabbricazione 3.3 Qualità dei getti 3.4 Condizioni di fornitura 3.5 Composizione chimica 3.6 Caratteristiche meccaniche 3.7 Campionatura 3.8 Esame visivo e dimensionale 3.9 Esami non distruttivi - Zone di severità 3.10 Procedure di riparazione 3.11 Identificazione 3.12 Certificazione 16 Regolamenti RINA 2005

17 CAPITOLO 5 SALDATURE Sezione 1 Requisiti Generali 1 Campo di applicazione Generalità 2 Fabbricazione mediante saldatura Generalità 2.2 Approvazione 2.3 Procedimenti di saldatura 2.4 Tipo di giunto, preparazione dei lembi e dimensioni 2.5 Esecuzione della saldatura e controlli Sezione 2 Approvazione dei Materiali di Apporto per Saldatura 1 Generalità Campo di applicazione 1.2 Categorie tipi e designazione 1.3 Procedura per l approvazione 1.4 Preparazione e saldatura dei saggi di prova 1.5 Prove meccaniche 1.6 Saggi per la verifica della composizione chimica del metallo depositato 1.7 Riprove 2 Elettrodi rivestiti per la saldatura manuale di acciai al C e al C-Mn Campo di applicazione 2.2 Prove di approvazione 2.3 Prove di verifica delle caratteristiche operative 2.4 Prove di verifica delle caratteristiche meccaniche 2.5 Prove per la verifica del contenuto di idrogeno 2.6 Saggi a cordone d angolo 2.7 Prove di controllo annuali 3 Elettrodi rivestiti per saldatura a gravità gravità Campo di applicazione 3.2 Prove di approvazione 3.3 Prove di controllo annuali 4 Elettrodi rivestiti per saldatura manuale a forte penetrazione di acciai al C e al C-Mn Campo di applicazione 4.2 Prove di approvazione 4.3 Prove di controllo annuali 5 Combinazioni flusso-filo per saldatura ad arco sommerso di acciai al C e al C-Mn Campo di applicazione 5.2 Prove di approvazione 5.3 Prove di controllo annuali Regolamenti RINA

18 6 Combinazioni flusso-filo per la saldatura ad arco sommerso one side di giunti testa-testa di acciai al C e al C-Mn Campo di applicazione 6.2 Prove di approvazione 6.3 Prove di controllo annuali 7 Fili e combinazioni filo-gas per saldatura semiautomatica di acciai al C e al C-Mn Campo di applicazione 7.2 Tipi di filo 7.3 Gas protettivi 7.4 Classi 7.5 Dati e documentazione 7.6 Prove di approvazione 7.7 Prove di controllo annuali 8 Fili e combinazioni filo-gas per saldatura automatica di acciai al C e al C-Mn Campo di applicazione 8.2 Prove di approvazione 8.3 Prove di controllo annuali 9 Materiali d apporto nei procedimenti elettrogas e elettroscoria per la saldatura di acciai al C e al C-Mn Campo di applicazione 9.2 Informazioni e documentazione 9.3 Prove di approvazione 9.4 Prove di controllo annuali 10 Materiali d apporto per la saldatura di acciai ad elevata resistenza temprati e rinvenuti Campo di applicazione 10.2 Prove di approvazione 10.3 Requisiti 10.4 Prove di controllo annuali 11 Materiali d apporto per la saldatura di acciai al Mo e al Cr-Mo Campo di applicazione 11.2 Prove di approvazione 11.3 Requisiti 11.4 Prove di controllo periodico 12 Materiale d apporto per la saldatura di acciai al Ni per applicazioni a bassa temperatura Campo di applicazione 12.2 Prove di approvazione 12.3 Requisiti 12.4 Prove di controllo annuali 18 Regolamenti RINA 2005

19 13 Materiali d apporto per la saldatura di acciai inossidabili al Cr-Ni austenitici ed austeno-ferritici Campo di applicazione 13.2 Prove di approvazione 13.3 Requisiti 13.4 Prove di controllo annuali 14 Materiali d apporto per la saldatura delle leghe leggere Campo di applicazione 14.2 Prove di approvazione 14.3 Requisiti 14.4 Prove di controllo annuali Sezione 3 Approvazione delle Vernici Protettive Temporanee per l Impiego su Superfici Soggette a Saldatura 1 Campo di applicazione Generalità 2 Dati e documentazione Generalità 3 Prove di approvazione Generalità 3.2 Materiale base 3.3 Materiale di apporto 3.4 Tipo e dimensione dei saggi di prova 3.5 Numero dei saggi 3.6 Procedure operative 3.7 Requisiti 3.8 Riprove 4 Certificazione Controlli periodici Regolamenti RINA

20 Sezione 4 Approvazione delle Procedure di Saldatura 1 Generalità Campo di applicazione 1.2 Procedura di saldatura 2 Procedure di saldatura da applicare agli acciai al C e C-Mn Giunti testa-testa di lamiere 2.2 Giunto di lamiere a T a lembi cianfrinati 2.3 Giunti a T a cordone d angolo 2.4 Saggi testa-testa su tubo 2.5 Riprove 2.6 Campo di validità delle approvazioni 3 Procedure di saldature relative ad acciai inossidabili austenitici e austeno-ferritici al Cr-Ni per applicazioni relative a prodotti chimici Generalità 4 Approvazione delle procedure di saldatura su acciai ad elevata resistenza temprati e rinvenuti Generalità 5 Approvazione delle procedure di saldatura per leghe leggere di alluminio Giunti testa-testa su lamiera 5.2 Giunti d angolo a T 5.3 Forcelle di approvazione 6 Approvazione delle procedure di saldatura per la riparazione delle eliche Generalità 6.2 Assemblaggio e saldatura 6.3 Esami e prove 6.4 Prove addizionali per eliche di acciaio fuso 20 Regolamenti RINA 2005

21 Sezione 5 Approvazione del Procedimento di Saldatura Laser-CO 2 1 Generalità Campo di applicazione 1.2 Prescrizioni generali 1.3 Personale di saldatura 1.4 Specifica procedimento di saldatura 1.5 Materiale base 1.6 Materiali di apporto 2 Procedura di saldatura Generalità 2.2 Assemblaggio e saldatura 3 Controlli non distruttivi Generalità 3.2 Esame visivo 3.3 Esame radiografico 3.4 Esame ultrasonoro 3.5 Controllo con particelle magnetiche 4 Prove di qualifica per giunti testa-testa Configurazione dei saggi 4.2 Prove e controlli 4.3 Prova di trazione 4.4 Prova di piega 4.5 Prove di resilienza 4.6 Verifiche di durezza 4.7 Esame metallografico 5 Prove di qualifica per giunti d angolo Configurazione dei saggi 5.2 Prove e controlli 6 Riprove Controlli non distruttivi 6.2 Prove distruttive 7 Limiti dell approvazione Materiale base 7.2 Spessore 7.3 Preparazione dei lembi e condizioni superficiali 7.4 Tipi di giunto, cianfrino 7.5 Procedimento di saldatura 7.6 Parametri di saldatura Regolamenti RINA

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23 Parte D Materiali e Saldature Capitolo 1 REQUISITI GENERALI SEZIONE 1 SEZIONE 2 FABBRICAZIONE, COLLAUDO, CERTIFICAZIONE PROCEDURE DI PROVA PER I MATERIALI Regolamenti RINA

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25 Parte D, Cap 1, Sez 1 SEZIONE 1 FABBRICAZIONE, COLLAUDO, CERTIFICAZIONE 1 Generalità 1.3 Informazioni del committente 1.1 Campo di applicazione Nella Parte D, da Capitolo 2 a Capitolo 4, sono specificate le prescrizioni per la fabbricazione, il collaudo e la certificazione di materiali semilavorati in acciaio, in ghisa, in metalli non ferrosi e di vari prodotti finiti quali eliche, bombole, ancore, catene, cavi e portellini, finestrini, destinati alla costruzione o alla riparazione di navi intese alla classificazione con la Società. Le prescrizioni generali relative alla fabbricazione, al collaudo e alla certificazione dei suddetti materiali e prodotti di seguito genericamente indicati come prodotti, sono date nel presente Capitolo 1; esse devono essere soddisfatte per quanto applicabili. Le prescrizioni del Capitolo 1 sono anche applicabili, ove pertinenti, a prodotti trattati in altre Parti dei Regolamenti. Nel Capitolo 5, sono specificate le prescrizioni per l approvazione dei materiali d apporto per saldatura e per la qualifica dei procedimenti di saldatura In aggiunta alla presente Parte D, sono inoltre applicabili prescrizioni specifiche a certi materiali, procedure e prodotti come indicato in altre Parti dei Regolamenti o nei disegni approvati Salvo diversamente specificato, i prodotti soggetti alle prescrizioni della Parte D ed alle relative operazioni di collaudo sono indicati nelle relative norme della Società che riguardano la progettazione, l ispezione presso il fabbricante ed il collaudo Prodotti aventi caratteristiche che si discostino apprezzabilmente da quelle risultanti dai Regolamenti possono essere usati in alternativa a quelli regolamentari, previa approvazione della Società. 1.2 Specifiche varie Prodotti che soddisfino a specifiche nazionali ed internazionali oppure a specifiche private, possono essere accettati dalla Società, quando dette specifiche siano giudicate offrire una ragionevole equivalenza con le prescrizioni dei Regolamenti o quando approvate per specifiche applicazioni particolari. Tali prodotti, quando accettati, vengono designati con la loro identificazione secondo standard di provenienza o come convenuto alla accettazione. Salvo diversamente concordato, il collaudo e la certificazione di detti prodotti, devono egualmente essere eseguiti in accordo con le prescrizioni dei regolamenti Il committente deve fornire al fabbricante le istruzioni necessarie a che i prodotti ordinati siano collaudati in accordo con i Regolamenti; egualmente condizioni d ordine opzionali o addizionali devono essere chiaramente indicate. 2 Fabbricazione e qualità 2.1 Generalità Fabbricazione I fabbricanti e relativi stabilimenti devono essere riconosciuti dalla Società per gli specifici prodotti fabbricati. A questo scopo gli impianti, l organizzazione e le procedure della produzione, le macchine di prova, i laboratori di analisi, i sistemi di controllo interno e la qualificazione del personale, devono essere appropriati a giudizio della Società. Le tecniche di fabbricazione e le procedure della produzione, devono essere tali da assicurare ragionevolmente la costante aderenza del prodotto alla dovuta qualità. La Società può consentire che le prove di collaudo e le analisi siano eseguite presso laboratori esterni o da parti terze, riconosciuti dalla Società Approvazione In dipendenza dall importanza del prodotto, può essere richiesto che il procedimento di fabbricazione sia approvato e che siano eseguite le relative prove. Le prescrizioni relative ai diversi prodotti in generale precisano quando è di regola richiesta l approvazione del procedimento di fabbricazione. Le procedure per l approvazione dei fabbricanti sono contenute nelle Norme per l approvazione dei fabbricanti di prodotti Responsabilità Indipendentemente dagli interventi dei tecnici della Società, il fabbricante è unico responsabile della corrispondenza dei prodotti forniti alle prescrizioni applicabili. La Società non assume alcuna responsabilità, come conseguenza dei suoi interventi di collaudo, in merito alla corrispondenza del prodotto collaudato alle regole e prescrizioni applicabili. Quando, nel corso della fabbricazione o dopo fornitura, venga riscontrato che un prodotto non soddisfa le prescrizioni o presenta difetti inaccettabili, lo stesso sarà scartato indipendentemente dal fatto di essere stato in prcedenza collaudato soddisfacentemente. Regolamenti RINA

26 Parte D, Cap 1, Sez Composizione chimica La composizione chimica deve essere determinata e certificata, di regola, dal fabbricante a mezzo di analisi di colata. Il laboratorio di analisi deve essere adeguatamente equipaggiato e le analisi devono essere eseguite da personale qualificato Le analisi del fabbricante sono in genere accettate subordinatamente a controlli saltuari, a giudizio del tecnico. Quando sia richiesta analisi su prodotto, questa deve essere eseguita in conformità ad uno standard riconosciuto e i risultati essere valutati in accordo al medesimo. 2.3 Condizioni di fornitura (1/7/2003) Salvo quando diversamente concordato, i prodotti devono essere forniti in condizioni finite secondo regolamento, ivi incluso il trattamento termico, se richiesto. I trattamenti termici devono essere eseguiti in forni appropriati ed efficienti, attrezzati con mezzi adeguati per il controllo e la registrazione della temperatura. I forni impiegati devono avere una dimensione sufficiente a consentire un incremento uniforme della temperatura fino al valore richiesto, su tutta la carica del forno che deve essere trattata. In caso di pezzi molto grandi, l'eventuale ricorso a sistemi alternativi di trattamento deve essere concordato con la Società. Deve essere collegato alla carica del forno un sufficiente numero di termocoppie per misurare e registrare che la sua temperatura sia adeguatamente uniforme, a meno che la uniformità della temperatura del forno non venga verificata ad intervalli regolari. 2.4 Identificazione dei prodotti Durante la fabbricazione, controlli e prove, deve essere assicurata l identificazione dei prodotti in riguardo alla origine, come richiesto. Ai tecnici della Società deve essere data in merito adeguata assistenza. 3 ControlIi e prove 3.1 Condizioni generali Di regola i controlli e le prove richieste sui prodotti devono essere eseguite presso gli stabilimenti del fabbricante prima della spedizione. In casi particolari ove le attrezzature occorrenti non siano disponibili presso gli stabilimenti del fabbricante, il collaudo deve essere eseguito presso un laboratorio di prova riconosciuto Quando sia stato concesso di eseguire o completare un collaudo presso stabilimenti diversi da quello del fabbricante deve essere comunque possibile risalire con certezza alla documentazione di origine Le parti interessate devono presentare domanda di collaudo in tempo adeguato. Prima del collaudo il fabbricante deve fornire al tecnico i dettagli dell ordine, le specifiche tecniche e la lista delle eventuali condizioni addizionali alle prescrizioni regolamentari I tecnici devono avere libero accesso a tutti i dipartimenti interessati alla fabbricazione, al prelievo delle campionature di prova, al controllo interno e, in generale, a tutte le operazioni interessanti il collaudo. Ai tecnici devono essere fornite tutte le informazioni occorrenti ad assicurarsi che la produzione e le prove sono condotte in accordo con le prescrizioni dei Regolamenti Tutte le prove e i controlli richiesti dai Regolamenti devono essere eseguiti in presenza dei tecnici o, quando espressamente concordato con la Società, in presenza di personale del controllo interno, responsabile e specialmente delegato allo scopo. Le operazioni di ispezione e di prova possono essere delegate al fabbricante alle condizioni date in [3.2] Le prove richieste devono essere eseguite da personale qualificato, in accordo con le procedure stabilite dalla Società o, in carenza o per accordo con la stessa, da standard riconosciuto nazionale od internazionale. Le attrezzatura di prova e gli strumnti di misura devono essere adeguati, mantenuti nelle dovute condizioni ed essere regolarmente tarati come richiesto; la registrazione di tali operazioni deve essere mantenuta aggiornata ed a disposizione dei tecnici. 3.2 Schema alternativo di collaudo Procedure di collaudo alternative a quelle normali, che comportano il sistematico intervento dei tecnici alle prescritte operazioni, possono essere adottate da fabbricanti che siano stati a tal fine specialmente riconosciuti dalla Società. I relativi schemi vengono stabiliti tenendo in considerazione il tipo di prodotto, l entità di produzione del medesimo e l esistenza di Sistema di Qualità certificato in efficiente applicazione nello stabilimento; le operazioni di collaudo indicate dai regolamenti sono totalmente o parzialmente delegate al fabbricante, secondo lo schema convenuto. Indicazioni in merito, quali campo di applicazione e condizioni e modalità per l ammissione, sono contenute in apposito documento della Società. 3.3 Campionatura per le prove meccaniche I campioni di prova devono essere scelti dal tecnico o da persona dell organizzazione del fabbricante appositamente delegata e devono essere marcati in modo appropriato per la loro identificazione I campioni di prova devono essere rappresentativi dell unità o lotto di materiale da cui essi derivano e pertanto, salvo sia concordata una diversa procedura con la 26 Regolamenti RINA 2005

27 Parte D, Cap 1, Sez 1 Società, essi devono essere sottoposti allo stesso trattamento termico Relativamente alla campionatura viene usata la seguente terminologia: a) unità: un singolo fucinato, getto, lamiera, tubo o altro prodotto singolo, b) unità laminata: un prodotto ottenuto per laminazione di una singola bramma o billetta o, quando la laminazione è fatta direttamente da lingotto, da un singolo lingotto, c) lotto: assieme di unità simili o di unità laminate presentate in gruppo e rappresentate al collaudo da una medesima campionatura, d) campione o campionatura: un sufficiente quantitativo di materiale ricavato da una unità, da una unità laminata o da un lotto, dal quale vengono ricavate una o più provette di prova, e) provetta di prova: un estratto del campione preparato nelle dimensioni e condizioni specificate per la prova cui deve essere sottoposto. 3.4 Prove meccaniche Le prove meccaniche devono essere eseguite in presenza del tecnico, salvo diversamente concordato; ved. [3.2] Per la verifica delle caratteristiche meccaniche del materiale devono essere usate provette e metodi di prova in accordo con le prescrizioni del Sez Il tipo di prova, il numero delle provette di prova, la direzione di prelievo, i risultati delle prove, devono soddisfare alle prescrizioni applicabili al tipo di prodotto, quali indicate nei vari articoli. 3.5 Riprove Generalità Quando il risultato insoddisfacente di una prova sia attribuibile a lavorazione difettosa della provetta e/o ad un indebita procedura di prova, il risultato negativo viene trascurato e la prova ripetuta in condizioni corrette su una nuova provetta. Quando una prova, fatta eccezione per le prove di resilienza, dia un risultato che non soddisfa le prescrizioni, può essere ammesso ripetere la prova in doppio su due provette dello stesso tipo di quella che aveva dato risultato negativo, ricavate dal medesimo campione. Per l accettazione entrambe le prove devono soddisfare le prescrizioni. Per la prova di resilienza, intesa come serie di prove su tre provette, quando il valore medio di tale serie di prove non soddisfa il valore prescritto e sempre che non più di due risultati siano inferiori a detto valore, di cui non più di uno inferiore al 70% di esso, è ammesso eseguire una seconda prova, su tre provette dello stesso tipo, ricavate dallo stesso campione. Per l accettazione, la media dei sei risultati, ottenuti sulla prima e seconda serie di tre prove messi assieme, deve soddisfare il valore medio richiesto, con non più di due singoli risultati inferiori a detto valore, di cui non più di uno inferiore al 70% di esso Scarto o riconsiderazione Quando da una riprova rappresentativa di un lotto di materiale si ottengano risultati insoddisfacenti, l unità dalla quale le provette sono state ricavate viene scartata. Il rimanente del lotto può, a discrezione del tecnico, essere riconsiderato effettuando le prove richieste su almeno due diverse unità; per l accettazione, entrambi i risultati devono soddisfare i requisiti. Diversamente, previo accordo con il tecnico, le singole unità componenti il lotto possono essere provate individualmente e quelle che hanno dato risultato soddisfaciente essere accettate. Il fabbricante ha facoltà di sottoporre nuovamente a collaudo il materiale precedentemente scartato, dopo averlo sottoposto a idoneo trattamento o ritrattamento termico, come pure può risottoporlo a collaudo sotto diverso grado o tipo. Il tecnico deve essere edotto dal fabbricante di tali eventualità. Salvo diversamente concordato con il tecnico, soltanto un nuovo trattamento termico è ammesso su materiale già preventivamente trattato termicamente. 3.6 Esame visivo, dimensionale e non distruttivo Generalità I prodotti devono essere sottoposti ai seguenti esami: a) esame visivo, b) controllo dimensionale, c) esame non distruttivo, quando richiesto. Le suddette operazioni, da effettuarsi sul prodotto predisposto in condizioni idonee a tal fine, sono a cura e responsabilità del fabbricante; esse devono essere eseguite o ripetute in presenza del tecnico quando prescritto o comunque quando da esso ritenuto necessario. Quando, a seguito degli esami e prove, vi sia ragione di ritenere che un prodotto possa essere difettoso, il fabbricante, per l accettazione del medesimo, è tenuto a dimostrarne l idoneità a mezzo delle procedure ritenute necessarie Esame visivo Salvo diversamente convenuto, l esame visivo deve essere eseguito dal tecnico su ogni unità per i prodotti collaudati su singola unità, mentre saltuariamente o sulle unità cui è relativa la campionatura per le prove meccaniche, per i prodotti collaudati per lotto Controllo dimensionale I controlli dimensionali e la verifica della corrispondenza ai disegni approvati, devono essere eseguiti dal tecnico, come ritenuto necessario, soltanto per le parti soggette ad approvazione disegni oppure quando espressamente richiesto nella Parte D o in altre parti dei Regolamenti. Regolamenti RINA

28 Parte D, Cap 1, Sez Esami non distruttivi Gli esami non distruttivi devono essere eseguiti da personale abile e qualificato, usando attrezzature di tipo appropriato e tarate, seguendo procedure approvate, standards riconosciuti e specifiche prescrizioni della Società. Il fabbricante o altra organizzazione responsabile per i controlli non distruttivi, deve emettere su sua propria responsabilità, un certificato che attesti i risultati e, ove richiesto, il parere relativo all accettabilità del prodotto; in quest ultimo caso il certificato deve essere comunque contrassegnato dal fabbricante. Per l esame radiografico devono essere adottati mezzi idonei a consentire l identificazion delle zone esaminate e delle relative lastre. Quando venga richiesto, le varie fasi dell esame devono essere assistite dal tecnico; in tali casi, in generale, i certificati devono essere poi da esso controfirmati. 3.7 Riparazioni di difetti Piccoli difetti superficiali possono essere rimossi in modo adeguato a mezzo molatura od altri mezzi appropriati, semprechè permangano soddisfatte le tolleranze dimensionali prescritte per i vari prodotti negli articoli ad essi relative. La zona riparata deve risultare esente da difetti ed essere ritenuta accettabile a giudizio del tecnico Riparazioni a mezzo saldatura possono essere accettate solo quando non in contrasto con le prescrizioni applicabili al prodotto e semprechè siano giudicate appropriate in riguardo al materiale, all estensione del difetto e alla procedura di saldatura. La procedura di riparazione deve essere preventivamente concordata con il tecnico. 4 Identificazione e certificazione 4.1 Identificazione and marcatura Generalità Ai fini del collaudo, deve essere sottoposta al tecnico una dettagliata lista dei prodotti sottoposti a collaudo, completa dei dati occorrenti, come del caso: a) nome del committente e numero d ordine, b) numero della costruzione o destinazione, c) numero, dimensione e massa dei pezzi o dei lotti, d) numero di colata e composizione chimica, e) numero individuativo del pezzo, dettaglio del procedimento di fabbricazione e del trattamento termico, f) stato di fornitura Marcatura del fabbricante I prodotti che sono stati sottoposti soddisfacentemente agli esami e prove richiesti, devono essere correttamente marcati dal fabbricante in almeno una posizione facilmente accessibile. La marcatura deve contenere tutte le indicazioni necessarie, come specificato negli articoli relativi ai vari prodotti, e deve corrispondere al contenuto del documento di collaudo. La marcatura deve essere eseguita a mezzo punzonatura, salvo che i prodotti possano essere danneggiati da tale sistema; quando in alternativa vengano usati pittura o altri metodi, deve essere assicurata una adeguata durata nel tempo della marcatura. Per piccoli pezzi racchiusi in imballaggi, come pure per barre e profili di peso modesto legati in fasci, la marcatura deve essere trasferita sull imballaggio o sull apposita etichetta o pezzo affiorante in ogni fascio, a soddifazione del tecnico Marcatura col timbro della Società I prodotti collaudati in conformità ai Regolamenti con esito soddisfcente, devono essere marcati con il timbro conclusivo della Società in presenza del tecnico, salvo diversamente concordato tra fabbricante e tecnico stesso. Le altre marche addizionali richieste sono specificate negli articoli relativi ai prodotti (per esempio nome del fabbricante o sue iniziali, tipo di materiale, grado dello stesso e numero di colata, codice relativo all anno di collaudo, numero della pratica e codice dell ufficio locale che ha eseguito il collaudo, marca personale del tecnico, pressione di prova TP quale attestazione dell avvenuta prova idrostatica, se del caso) Marcatura della Società nel caso di collaudi non completati Quando un prodotto sia inoltrato per la spedizione o debba comunque essere marcato, prima che tutti gli esami e prove richiesti siano stati eseguiti (siano essi dettati dalla Parte D o da altre parti applicabili dei Regolamenti), esso viene marcato con l apposito timbro provvisorio della Società, identificativo dei collaudi non completati. I documenti di collaudo devono contenere chiara indicazione di tutti gli esami e prove ancora dovute e specificare le ragioni per cui essi non sono stati eseguiti. A soddisfacente completamento di tutti gli esami e prove dovuti, il prodotto sarà quindi marcato con il timbro conclusivo della Società Annullamento della marcatura della Società Quando un prodotto già marcato con uno dei timbri della Società venga, successivamente alle prove, riscontrato difettoso o comunque non conforme alle prescrizioni e venga conseguentemente scartato, le marche già applicate devono essere invalidate con punzonatura. I tecnici possono richiedere di verificare l avvenuto annullamento. Ai fini di procedere ad una quale che sia riparazione su prodotti già collaudati, deve essere richiesto il preventivo consenso della Società; in difetto, la validità del collaudo originale decade automaticamente e le marche originali di collaudo devono essere invalidate dalle parti interessate Punzone della Società per gli schemi di collaudo alternativo Nel caso di ammissione ad uno schema di collaudo alternativo, la marcatura a mezzo timbro della Società può essere 28 Regolamenti RINA 2005

29 Parte D, Cap 1, Sez 1 delegata al fabbricante; questi viene a tal fine fornito degli speciali punzoni da usare in tal caso. 4.2 Documentazione e certificazione Certificato di collaudo (1/7/2003) Per i prodotti collaudati con esito soddisfacente, la Società emette un certificato di collaudo, firmato dal tecnico, che attesta che i prodotti stessi sono stati collaudati in accordo con i Regolamenti. Tale certificato è indicato in modo abbreviato con la lettera "C" nelle varie parti dei Regolamenti. Un certificato di ispezione emesso dal fabbricante deve essere annesso al certificato della Società e deve includere, come del caso, i seguenti particolari: a) nome del fabbricante, b) nome del committente, numero dell ordinazione e numero della costruzione, c) descrizione del prodotto, dimensioni e peso, d) risultato di tutti gli esami e di tutte prove dovuti e delle eventuali prove non distruttive richieste, e) marche di identificazione e di collaudo stampate sul prodotto. Per il collaudo di materiali devono essere aggiunte le seguenti indicazioni: identificazione della specifica o grado/tipo del materiale, identificazione della colata e relativa analisi chimica, stato di fornitura e indicazione del trattamento termico, ove eseguito, compresi la temperatura ed la durata del trattamento, procedimento di elaborazione e fabbricazione (solo per prodotti laminati destinati a: scafo, caldaie e recipienti in pressione), dichiarazione che il materiale fornito è stato prodotto a mezzo di un procedimento approvato, ove ne sia il caso, e che è stato assoggettato con risultati soddisfacenti alle prove richieste dai regolamenti. Per accordo con la Società il certificato di ispezione emesso dal fabbricante può essere direttamente convalidato con timbro della Società e firma del tecnico. Per prodotti fabbricati in grande quantità e collaudati per colata o per lotto, il fabbricante deve inoltre attestare per le singole forniture che i prodotti sono stati fabbricanti in accordo con i regolamenti Certificato di collaudo per schemi di collaudo alternativi Per i prodotti regolati secondo uno schema di collaudo alternativo, il fabbricante, salvo diversamente stabilito nella ammissione a detto schema di collaudo, deve emettere un Certificato di Conformità su apposito modulo della Società. Tale certificato è indicato nei Regolamenti con le lettere CA (certificato per collaudo alternativo). Il certificato di ispezione emesso dal fabbricante, comprensivo di tutte le informazioni richieste in [4.2.1], deve essere annesso al certificato CA. Il certificato deve essere sottoposto per convalida alla Società secondo le apposite modalità stabilite nell ammissione allo schema di collaudo alternativo Certificato di fabbrica Per i prodotti che, stante le prescrizioni ad essi applicabili, possano essere accettati sulla base del solo certificato di conformità emesso dal fabbricante, tale certificato deve contenere i risultati delle prove eseguite nonchè le informazioni richieste al punto [4.2.1], per quanto pertinenti. Detto certificato di conformità è indicato nei Regolamenti con la lettera W (certificato di fabbrica). Per prodotti particolari può essere accettato, a giudizio della Società, che gli esami e prove siano eseguiti dal fabbricante sulla produzione corrente anzichè sulle singole forniture. In tali casi, per pronta individuazione, il certificato di conformità viene indicato nelle parti dei Regolamenti con la lettera R (rapporto). Regolamenti RINA

30 Parte D, Cap 1, Sez 2 SEZIONE 2 PROCEDURE DI PROVA PER I MATERIALI 1 Generalità 1.1 Campo di applicazione Questa Sezione contiene le prescrizioni relative alle procedure di prova, alle macchine di prova e alle provette per le prove meccaniche e tecnologiche dei materiali. Le procedure di prova e le provette relative alla saldatura sono trattate nel Capitolo 5. Gli articoli dei Regolamenti relativi ai diversi prodotti, indicano gli esami e le prove richiesti, congiuntamente ai requisiti. Valgono inoltre le prescrizioni generali di cui alla Sez Macchine di prova (1/7/2004) Le macchine di prova devono essere mantenute in condizioni soddisfacenti e con accuratezza e tarate approssimativamente ad intervalli annuali dalla Società o da un Organismo riconosciuto in accordo con uno standard riconosciuto. In particolare: La precisione delle macchine per la prova di trazione, deve essere entro il ± 1% e, quando la taratura è in accordo con le disposizioni dello standard ISO , l'errore ammesso deve essere contenuto entro i limiti specificati per la Classe 1. Le macchine per la prova di resilienza devono essere tarate in accordo con le disposizioni dello standard ISO o di altri standard riconosciuti. L'energia con la quale la macchina colpisce la provetta deve essere non minore di 150 J. Le registrazioni delle tarature devono essere conservate nel laboratorio di prova e devono essere accessibili ai tecnici. 1.3 Preparazione delle provette I campioni per il ricavo delle provette devono essere nelle stesse condizioni del prodotto dal quale esse derivano e quindi, se del caso, devono essere nelle stesso stato di trattamento termico Se il campione di prova è ricavato dal prodotto mediante taglio di fiamma, quando ammissibile in relazione al tipo di materiale, o mediante cesoia, durante la lavorazione meccanica finale deve essere rimosso un sufficiente quantitativo di materiale rispetto al taglio originale. Le provette devono essere ottenute dai campioni mediante taglio meccanico; nella loro preparazione deve essere fatta attenzione ad evitare significative deformazioni o riscaldi che possano alterare le proprietà del materiale. 2 Prova di trazione 2.1 Tipi di provette Provette piane proporzionali (1/7/2004) Per i prodotti piani, sono generalmente usate provette a sezione rettangolare (piane) del tipo proporzionale, aventi le dimensioni mostrate nella Fig 1. Figura 1: Provette piane proporzionali (1/7/2004) b t Sezione trasversale iniziale So R Lo lunghezza iniziale fra i riferimenti Lc Lunghezza della parte calibrata t : spessore del materiale considerato b : 25 mm (larghezza) L c : 1/2 L 0 + 2S 0 L 0 : 1/2 5,65S 0, essendo S 0 è l area della sezione trasversale. La tratta utile può essere arrotondata ai 5 mm più vicini, purchè la differenza tra il valore assunto e il valore reale sia inferiore al 10% di L 0 R : 25 mm (raggio di transizione) 30 Regolamenti RINA 2005

31 Parte D, Cap 1, Sez 2 Per detti prodotti, le provette di trazione devono mantenere le superfici originali del prodotto. Quando la capacità della macchina di trazione non consente di trazionare provette di spessore pieno, lo spessore può essere ridotto mediante lavorazione meccanica di una delle superfici originali Provette piane non proporzionali In alternativa al tipo di provetta di cui al requisito precedente possono essere usate provette non proporzionali; in particolare, è ammessa la provetta a sezione rettangolare avente una lunghezza utile fissa di 200 mm e le altre dimensioni indicate nella Fig Provette cilindriche (1/7/2004) Come detto in [2.1.1], per i prodotti laminati, ad eccezione delle barre, le provette di trazione devono mantenere le superfici originali del prodotto. Tuttavia, per spessori uguali o superiori a 40 mm o, più generalmente, quando la capacità della macchina di trazione non consente di trazionare provette di spessore pieno, può essere usata una provetta proporzionale tonda, lavorata alle dimensioni mostrate nella Fig 3. Per prodotti laminati in barre, per i fucinati ed i getti, fatta eccezione per i getti in ghisa, deve essere usata una provetta cilindrica di tipo proporzionale Provette cilindriche - Diametro Le provette cilindriche di tipo proporzionale, devono, in generale, avere un diametro di 10 oppure 14 mm. Tuttavia, diametri diversi, in generale di 8 o 6 mm, possono essere usati in casi particolari quando i diametri normali di cui sopra non siano di pratica realizzazione Provette cilindriche - Posizione di prelievo (1/7/2003) Nel caso di prodotti laminati (lamiere), con spessore uguale o superiore a 40 mm, l'asse della provetta circolare deve essere posizionato a circa un quarto dello spessore rispetto ad una delle superfici di laminazione originali. In caso di barre e prodotti similari, l'asse della provetta deve essere posizionato ad un terzo del raggio dall'esterno. In caso di prodotti fucinati, salvo quando diversamente concordato, l'asse longitudinale delle provette deve essere posizionato come segue: a) per spessori o diametri fino ad un massimo di 50 mm, l'asse deve essere a metà spessore o al centro della sezione trasversale b) per spessori o diametri superiori a 50 mm, l'asse deve essere a un quarto dello spessore (metà raggio) o ad 80 mm al di sotto di qualsiasi superficie sottoposta a trattamento termico, adottando il minore dei due valori suddetti Provette per getti in ghisa Per getti in ghisa, devono essere usate le provette del tipo indicato nella Fig 4. Figura 2 : Provette piane non proporzionali (1/7/2004) t R 25 mm L0 = 200 mm Lc = 212,5 mm t : spessore del materiale piatto considerato b : 25 mm Figura 3 : Provette cilindriche proporzionali (1/7/2004) R = 10 mm (vedere Nota 1) d φ L o Lunghezza iniziale fra i riferimenti L c Lunghezza della parte calibrata (vedere Nota 2) Sezione trasversale Nota 1: R 1,5 d, per ghisa sferoidale e per materiali con un allungamento specificato non inferiore al 10% Nota 2: Lc = Lo + d/2 Regolamenti RINA

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