R.S.P.P. A.S.P.P. (RESPONSABILE/ADDETTO SERVIZIO PREVENZIONE E SICUREZZA)

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1 CPRP R.S.P.P. A.S.P.P. (RESPONSABILE/ADDETTO SERVIZIO PREVENZIONE E SICUREZZA) (D.Lgs. 81/08 e ss.mm.ii.) REQUISITI COMPITI RESPONSABILITA Il Testo Unico per la Sicurezza (D.Lgs. 81/08) redatto in attuazione dell art. 1 della Legge n 123 del 3/08/2007, contiene disposizioni per il riassetto e la riforma delle norme vigenti in materia di Salute e Sicurezza sui Luoghi di Lavoro e si applica (ai sensi dell art. 3, comma 1, D.Lgs. 81/08) a tutti i settori di attività, privati o pubblici e a tutte le tipologie di rischio, in cui sia presente un lavoratore dipendente o un lavoratore ad esso assimilabile. Sempre con il D.Lgs. 81/08, è previsto, che, la valutazione dei rischi sui luoghi di lavoro, è un adempimento obbligatorio di pertinenza esclusiva del singolo Datore di Lavoro, al quale (ai sensi dell art. 31) spetta, l attivazione del Servizio di Prevenzione e Protezione inteso (ai sensi dell art. 2, lett. l)), quale insieme delle persone, sistemi e mezzi interni o esterni all Azienda, finalizzati all Attività di Prevenzione e Protezione dei Rischi Professionali per i Lavoratori. Con l art. 31, viene trattata l organizzazione del Servizio di Prevenzione e Protezione, del quale il R.S.P.P.(Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione) è il Responsabile e l A.S.P.P. (Addetto Servizio di Prevenzione e Protezione) ne è l addetto con funzioni di Collaboratore. 1

2 REQUISITI Dette Figure, vengono meglio definite con l art. 2 lett. f) e g) -_D.Lgs. 81/08, e sono costituite rispettivamente: - R.S.P.P (Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione) persona in possesso di capacità e requisiti professionali di cui all art. 32, designata dal datore di lavoro, a cui risponde per coordinare il Servizio di Prevenzione e Protezione dei Rischi; -A.S.P.P. (Addetto Servizio di Prevenzione e Protezione), persona (quale collaboratore del R.S.P.P.), facente parte del Servizio di Prevenzione e Protezione in possesso di capacità e requisiti professionali di cui all art. 32. Il Servizio di Prevenzione e Protezione, può essere svolto rispettivamente: 1)- dallo stesso Datore di Lavoro, se l Impresa occupa fino a 30 Lavoratori, per le aziende artigiane, industriali, agricole e zootecniche; - fino a 20 Lavoratori per le Aziende della pesca; - fino a 200 lavoratori per tutte le altre aziende (Allegato II D.Lgs. 81/08). Ai sensi dell art. 34 (D.Lgs. 91/08), il Datore di Lavoro che intende svolgere i compiti di R.S.P.P., deve essere dotato di un Attestato di Frequenza di apposito Corso di Formazione ( soggetto ad aggiornamento periodico) della durata minima di 12 ore e massima di 48 ore, adeguato alla natura dei rischi previsti sul luogo di lavoro e relativo alle attività lavorative, come stabilito all Accordo Stato/Regioni/provincie Autonome del 21/11/ )- attraverso uno o più dipendenti, nominati dal Datore di Lavoro, ed in possesso delle capacità e dei requisiti professionali specificati nell art. 32 (D.Lgs. 81/08), obbligatorio per le attività di cui all art. 31, comma 6 D.Lgs. 81/08); 3)- attraverso un soggetto esterno all Azienda, in possesso delle capacità e dei requisiti professionali specificati nell art. 32, obbligatorio in assenza di dipendenti privi dei requisiti professionali di cui sopra. 2

3 A seguito dell Accordo Conferenza Stato-Regioni- Provincie Autonome del 07/07/2016, il conseguimento del relativo Attestato con verifica dell apprendimento, relativo alle funzioni di R.S.P.P./A.S.P.P., avviene attraverso la frequenza di tre distinti moduli, costituiti rispettivamente da: -MODULO A definito modulo Base, della durata di 28 ore e comune a tutte le figure a prescindere dal settore di operatività; - MODULO B comune ad R.S.P.P. ed A.S.P.P., della durata variabile da 12 a 68 ore in funzione del settore di operatività (definiti in base ai Codici ATECO/2002). Detto modulo richiede di un aggiornamento periodico variabile, il cui periodo temporale è funzione del ruolo (R.S.P.P./A.S.P.P.) e dal settore merceologico. -MODULO C - riservato ai soli R.S.P.P., della durata di 24 ore, costituisce credito formativo permanente ed è indipendente del settore specifico di impiego. In virtù dell art. 32, comma 5 (D.Lgs. 81/08), sono esonerati dalla frequenza dei Moduli A e B rispettivamente: - Soggetti in possesso di laurea Classi L7; L8; L9; L17; L23 e Laurea Magistrale LM26, di cui al D.M. (Ministero dell Università e della Ricerca del 16/03/2007, pubblicato sul S.O. alla G.U. n 155 del 06/07/2007); - Soggetti in possesso di laurea Classi 4: 8; 9; 10; di cui al D.M. (Ministero dell Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, del 04/08/2000, pubblicato sul S.O. alla G.U. n 245 del 04/08/2000); - Soggetti in possesso di laurea Classe 4; di cui al D.M. (Ministero dell Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, del 02/04/2001, pubblicato sul S.O. alla G.U. n 128 del 05/06/2001). A seguito dell Accordo Stato/Regioni/Provincie Autonome del 07/07/2016, entrato in vigore dal 3 settembre 2016, i Soggetti, abilitati a svolgere le attività di Formazione e di Aggiornamento dei R.S.P.P./A.S.P.P. (di cui sopra) sono quelli riportati nell Allegato A, Punto 2 del medesimo Accordo S/R. 3

4 In questo Allegato, figurano alla lettera l, (vedere articolo del 27/01/ Soggetti Formatori e Sistemi di Accreditamento), rispettivamente: Le Associazioni Sindacali dei Datori di Lavoro o dei Lavoratori comparativamente più rappresentative sul Piano Nazionale e gli Organismi Paritetici quali definiti dall art. 2, lett. e), del D.Lgs. 81/08, limitatamente al settore di riferimento. COMPITI Con l art. 33 (D.Lgs. 81/08) vengono individuati i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione dai Rischi Professionali sui Luoghi di Lavoro, consistenti rispettivamente in : - individuazione dei fattori di rischio, valutazione dei rischi e indicazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell organizzazione aziendale; - elaborazione per quanto di competenza, delle misure preventive e protettive di cui all art. 28, comma 2 (D.Lgs. 81/08) e sistemi di controllo di tali misure; - elaborazione delle procedure di sicurezza per la varie attività aziendali; - proposizione dei programmi di informazione e formazione dei lavoratori; - partecipazione alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alle riunioni periodiche di cui all art. 36 (D.Lgs. 81/08); - fornitura ai lavoratori delle informazioni di cui all art. 36 (D.Lgs. 81/08). Si sottolinea e precisa, che l operato dei R.S.P.P./A.S.P.P. ha unicamente una Funzione Consultiva e Propositiva a disposizione del Datore di Lavoro, al quale compete la titolarità esclusiva degli obblighi in materia di Sicurezza e Salute sui Luoghi di Lavoro di cui all art. 33 (D.Lgs. 81/08) ( Servizio di Prevenzione e Protezione). Il rapporto tra il R.S.P.P. ed il Datore di Lavoro, si svolge quindi secondo due direttrici distinte, costituite rispettivamente da: 4

5 -DIPENDENZA intesa non in senso tecnico/giuridico, ma come supporto/avvalimento professionale, considerato che il potere direttivo, gerarchico e di responsabilità, fa capo esclusivamente al Datore di Lavoro; -COLLABORAZIONE dovuta alla complessità tecnica degli adempimenti di pertinenza del Servizio di Prevenzione e Protezione. -RESPONSABILITA La consolidata giurisprudenza vigente in materia è univoca nel considerare le funzioni del R.S.P.P., quali integrative del sistema Sicurezza Aziendale a supporto/collaborazione tecnica del Datore di Lavoro. Di fatto il soggetto che svolge le funzioni di R.S.P.P., non assume di per se la qualifica di Dirigente della Sicurezza e come tale neanche quella di responsabile della sicurezza dei Lavoratori dell Azienda. Infatti l atto di designazione/nomina del R.S.P.P., da parte del Datore di Lavoro, non costituisce né equivale a conferimento di delega in materia antinfortunistica, come assentito da numerose sentenze tra cui (Cassazione Penale Sezione 20 maggio 2013 n 21628; Cass. pen. Sez. IV del 17/12/2013, n 49031, ed altre). Ciò premesso, (Cassazione Sezione IV del 31/03/2006 n 11351) non è escluso che il R.S.P.P., possa essere chiamato a rispondere anche penalmente per lo svolgimento della sua attività, qualora agendo con imperizia, negligenza, imprudenza o inosservanza di leggi e discipline, fosse latore di un suggerimento sbagliato o avesse trascurato di segnalare una situazione di rischio inducendo cosi il Datore di Lavoro a omettere l adozione di una idonea misura prevenzionale. Una violazione, da parte del R.S.P.P., allorquando accertata, dei compiti di pertinenza di cui all art. 33 (D.Lgs. 81/08), anche in relazione alle misure generali di tutela della Salute e sicurezza dei lavoratori di cui all art. 15 (D.Lgs. 81/08) determinano un profilo di COLPA SPECIFICA, reato, che, ai sensi dell art. 590, comma 5 del c.p.p., è perseguibile d ufficio. 5

6 Secondo i Giudici, il Servizio di Prevenzione e Protezione, peraltro obbligatorio in tutte le aziende, costituisce un pilastro ordinamentale dal punto di vista antinfortunistico, dal momento che affida alla informazione ed alla prevenzione un compito fondamentale per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, allo stato disciplinato dal testo Unico per la sicurezza (D.Lgs. 81/08). E opinione consolidata dei Giudici (come confermato da diverse sentenze anche della Suprema Corte), che, a prescindere dalla opinabilità della tesi secondo la quale il R.S.P.P. non sarebbe destinatario di norme antinfortunistiche, tutti i fatti commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale, sono considerati Reati perseguibili d ufficio ai sensi dell art. 590, comma 5 del codice di procedura penale indipendentemente dalla qualifica rivestita dall imputato, non influendo sulla procedibilità valutazioni di carattere soggettivo. In conclusione, la Suprema Corte (Cassazione Penale Sezione IV del 26/04/2010 n 16134), ha rilevato che l omissione di condotte doverose in relazione alle funzioni di R.S.P.P./A.S.P.P., costituiscono violazioni all interno del sistema antinfortunistico pertanto, ove da tali violazioni dovessero discendere infortuni sul lavoro o malattie professionali, questi sono configurabili in reati con concorso di colpa con l aggravante della loro commissione configurati all articolo 590, comma 5 ed articolo 589, comma 2 del codice di procedura penale. Lecce, 23/11/2017 IL CONSULUNTE TECNICO CPRP (Ing. Andrea RETUCCI) 6

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