REGOLAMENTO DI FOGNATURA E DEPURAZIONE

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1 VALLE CAMONICA SERVIZI SPA Darfo Boario Terme (Bs) Via Mario Rigamonti, 65 Tel Fax Cod. Fisc. e Part. IVA Capitale Sociale ,00 C.C.I.A.A REA N Società controllata dal Consorzio Servizi Valle Camonica Iscritto al Registro Imprese di Brescia al n COMUNE DI MALEGNO PROVINCIA DI BRESCIA REGOLAMENTO DI FOGNATURA E DEPURAZIONE CAPITOLO I Disposizioni generali Articolo 1 OGGETTO Il presente Regolamento ha lo scopo di disciplinare la gestione del servizio di fognatura e/o depurazione nel territorio del Comune di Malegno. Ai sensi di quanto disposto dal D.Lgs n. 152/99 e dalla L.R. 62/85 e successive modifiche ed integrazioni, il regolamento individua le norme tecniche e le prescrizioni regolamentari, fissa i limiti di accettabilità per le acque reflue domestiche ed industriali immesse nelle pubbliche fognature e detta le norme per esercitare il controllo di conformità degli scarichi ai suddetti limiti. Per quanto in questa sede non espressamente previsto in materia di igiene pubblica ed ambientale, sono richiamate e fatte salve le vigenti norme nazionali e regionali, nonché attribuzioni e competenze delle autorità sanitarie competenti per territorio ai sensi della Legge 833/78 e delle Leggi Regionali n. 64 e 65 del Restano ferme le disposizioni fissate dal Regolamento Comunale di Igiene in quanto compatibili con il presente Regolamento: in caso di contrasto prevale il presente Regolamento. ART. 2 - CLASSIFICAZIONE DEGLI SCARICHI Agli effetti del presente regolamento si rinvia integralmente alle definizioni di cui all Art. 2 del D.Lgs 152/99. In particolare si richiamano le seguenti definizioni: - acque reflue domestiche : acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche. - acque reflue industriali : qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici od installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzioni di beni, diverse dalle acque reflue domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento. - acque reflue urbane : acque reflue domestiche o il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali ovvero meteoriche di dilavamento, convogliate in reti fognarie, anche separate, e provenienti da agglomerato. Ai sensi dell art. 28, comma 7, D.Lgs 152/99, sono assimilate alle acque reflue domestiche le acque reflue: a) provenienti da imprese dedite esclusivamente alla coltivazione del fondo o alla silvicoltura; b) provenienti da imprese dedite ad allevamento di bestiame che dispongono di almeno un ettaro di terreno agricolo funzionalmente connesso con le attività di allevamento e di coltivazione del fondo per ogni 340 chilogrammi di azoto presente negli effluenti di allevamento prodotti in un anno da computare secondo le modalità di calcolo stabilite alla tabella 6 dell allegato 5; c) provenienti da imprese dedite alle attività di cui alle lettere a) e b) che esercitano anche attività di trasformazione o di valorizzazione della produzione agricola, inserita con carattere di normalità e complementarietà funzionale nel ciclo produttivo aziendale e con materia prima lavorata proveniente per almeno due terzi esclusivamente dall attività di coltivazione dei fondi di cui si abbia a qualunque titolo la disponibilità; d) provenienti da impianti di acquacoltura e piscicoltura che diano luogo a scarico e si caratterizzino per una densità di allevamento pari o inferiore a 1 Kg per metro quadrato di specchio d acqua o in cui venga utilizzata una portata d acqua pari o inferiore a 50 litri al minuto secondo; e) aventi caratteristiche qualitative equivalenti a quelle domestiche ed indicate dalla normativa regionale. Salvo modifica della normativa Regionale vale la classificazione fissata dall art.1 della L. Regionale del 27/05/1985 n. 62, che suddivide gli scarichi in sei categorie convenzionalmente così elencate: CATEGORIA A: scarichi provenienti da: Insediamenti abitativi, alberghieri, turistici, sportivi, ricreativi, scolastici e sanitari, di consistenza inferiore a cinquanta vani o a cinquemila metri cubi che non comprendano laboratori chimici, fisici o biologici; CATEGORIA B: scarichi provenienti da: B1 - insediamenti abitativi, alberghieri, turistici, sportivi, ricreativi, scolastici e sanitari, di consistenza uguale o superiore a cinquanta vani o a cinquemila metri cubi, non comprendenti laboratori chimici, fisici o biologici; B2 insediamenti diversi da quelli delle categorie A e B1, assimilati ai sensi del successivo 2 comma a quelli provenienti da insediamenti abitativi; CATEGORIA C: scarichi di acque di rifiuto di insediamenti adibiti a prestazione di servizi, individuati dalla Giunta Regionale con Delibera 24/6/1986, n. 4/10562; CATEGORIA D: D1 scarichi delle categorie A e B1, qualora gli insediamenti da cui provengono comprendano laboratori chimici, fisici o biologici; D2 scarichi diversi da quelli delle categorie A, B, C e D1. Ai sensi della normativa regionale L.R. 62/85, sono scarichi assimilati a quelli provenienti da insediamenti abitativi quelli derivanti da qualsiasi attività, a mezzo dei quali vengono annualmente allontanate, dopo l uso, acque di approvvigionamento per un volume massimo non superiore a quello degli edifici di provenienza, ed il cui contenuto inquinante, prima di ogni trattamento depurativo, sia compreso nei parametri di cui alla tabella allegata sub 1), ed inferiore alle corrispondenti concentrazioni limite. Acque reflue industriali Per acque reflue industriali, si intendono le acque di scarico defluenti da cicli tecnologici connessi in qualsiasi modo con la produzione sia industriale che artigianale, diverse dalle acque reflue domestiche e che non siamo riconducibili a quanto espressamente stabilito per le categorie B2, C e D2 degli insediamenti civili, secondo quanto stabilito dall art, 1 della citata L. Regionale n. 62/85. In merito agli scarichi provenienti da edifici od installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzioni di beni possono verificarsi tre condizioni di scarico: a) Nell insediamento non esistono acque di scarico provenienti dal processo tecnologico o queste sono considerate e gestite come rifiuti conferiti a terzi per lo smaltimento. Gli unici scarichi presenti sono di acque reflue domestiche o assimilate. In questo caso lo scarico è considerato di tipo acque reflue domestiche.

2 b) Nell insediamento esistono scarichi provenienti dal processo tecnologico, ma questi sono tenuti completamente separati da quelli di tipo civile o da quelli di prima pioggia (reti fognarie interne completamente separate), e sono allacciati alla fognatura pubblica con distinti allacciamenti. In tale caso i tipo di scarico presenti saranno soggetti alle rispettive regolamentazioni pertinenti; c) Nell insediamento tutti gli scarichi sono miscelati tra di loro e sono depurati in un impianto di trattamento prima dello scarico in fognatura. In questo caso gli scarichi sono soggetti alla normativa fissata per quelli industriali. Nel caso la portata dello scarico acque reflue domestiche e/o assimilabili sia pari o superiore al 30% della portata totale è necessario che gli scarichi siano separati. Se per loro natura gli scarichi di acque reflue industriali non necessitano di pretrattamento, dovranno essere tenuti separati dagli scarichi acque reflue domestiche e saranno soggetti alle rispettive regolamentazioni pertinenti. Per quanto riguarda gli scarichi di acque meteoriche, si intendono per tali quelle che dilavano superfici coperte o pavimentate, e che vengono raccolte e convogliate separatamente e sono ammesse in fognatura pubblica secondo quanto stabilito dall art. 4. ART. 3 OBBLIGO D IMMISSIONE IN FOGNATURA PUBBLICA P Tutti gli scarichi, di acque reflue domestiche, originati all interno delle zone servite da fognatura pubblica, così come delimitate con atto deliberativo della Giunta Comunale n 214 del ai sensi dell Art. 2, comma IV, della L. Regionale n. 62/85, debbono essere allacciati alla rete di fognatura nei tempi stabiliti dalla citata Legge Regionale, e secondo le prescrizioni del presente Regolamento. Le costruzioni, nuove o esistenti, ubicate in zone non servite da fognatura pubblica, dovranno attenersi, per lo scarico delle proprie acque di rifiuto, alle disposizioni stabilite dal DL 152/99, e dalla L. Regionale 62/85, loro modificazioni ed integrazioni. ART. 4 ACQUE METEORICHE Occorre privilegiare le soluzioni atte a ridurre a monte le portate meteoriche. Le acque meteoriche, non suscettibili di essere contaminate e cadenti sui tetti, su superfici impermeabilizzate e viabilità interna privata, devono essere raccolte separatamente e smaltite totalmente in loco sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo e in via subordinata in corsi d acqua superficiali. Nelle zone servite da fognatura pubblica ai sensi dell art. 2, IV comma, della Legge Regionale n. 62/85, nelle aree di espansione industriale, per i nuovi allacciamenti, devono essere immesse nella fognatura, con portata pari ad 1 l/s/ha, come da D.C.R. 15/1/02 n VII/402 le sole acque di prima pioggia provenienti da superfici suscettibili di essere contaminate. Per acque di prima pioggia si intendono quelle corrispondenti per ogni evento meteorico a una precipitazione di 5 mm. (pari a 50 m3/ha) uniformemente distribuita sull intera superficie scolante servita dalla rete di drenaggio. Le acque eccedenti quelle di prima pioggia devono avere uno smaltimento locale, e perciò essere disperse sul suolo, negli strati superficiali del sottosuolo, ovvero come alternativa secondaria in corpi d acqua superficiale, secondo le modalità ed i criteri del Piano Regionale di Risanamento delle Acque, e secondo le specifiche indicazioni della A.S.L./ARPA competente. Ove ciò non sia possibile e si debba provvedere allo smaltimento delle portate meteoriche tramite fognatura pubblica si deve considerare un contributo di portata meteorica che deve essere limitato, eventualmente mediante vasche volano ad un valore compatibile con la rete esistente e comunque contenuto entro il limite massimo di 20 l/s per ettaro di superficie scolante impermeabile (calcolata pari al prodotto dell area scolante per il coefficiente d assorbimento medio ponderale) Il valore limite in l/s/ha è stabilito in funzione delle caratteristiche delle reti della fognatura locale. Per le costruzioni già esistenti, già allacciate alla fognatura pubblica, i criteri atti a ridurre le portate meteoriche sono applicati nel caso di ristrutturazione sia degli edifici che della fognatura. ART. 5 CONCESSIONE PERMESSO DI ALLACCIAMENTO Le opere destinate ad allacciare alla fognatura pubblica gli scarichi, di acque reflue domestiche ed industriali, sono realizzate dalla Società Concessionaria Le opere oggetto di realizzazione da parte della Società Concessionaria comprendono gli scavi, la posa tubazione con relativi accessori, i reinterri e i ripristini del manto stradale e dei marciapiedi. Si intendono a carico della Società Concessionaria tutte le opere occorrenti per il collegamento alla rete fognaria Comunale, dalla rete stessa fino al confine di proprietà e/o alla cameretta di ispezione, misura e prelievo, la cui esecuzione con i relativi accessori si intendono a carico dell utente. Le opere verranno preventivate come descritto nella carta del servizio idrico integrato. Il permesso di allacciamento deve essere richiesto su modello conforme allo stampato allegato al presente Regolamento sub 2 corredato dalla documentazione di rito vistata dal Comune. I costi dei lavori di allacciamento sono a carico del richiedente e sono definiti dalla Società Concessionaria. La tempistica per la preventivazione, esecuzione e collaudo degli stessi, sono definiti nella carta del servizio idrico integrato. Nel caso di scarichi di acque reflue domestiche il permesso di allacciamento costituisce autorizzazione allo scarico. Qualora si tratti di scarichi di acque reflue industriali dovrà essere presentato il permesso di allacciamento e la domanda di autorizzazione allo scarico con le modalità di cui all Art. 22, La Società Concessionaria può negare l allacciamento alla fognatura pubblica di scarichi di acque reflue industriali provenienti da un insediamento anche in forza della motivazione specifica che la fognatura pubblica e/o l impianto di depurazione non risultano idonei a ricevere tali scarichi. ART. 6 AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO Tutti gli scarichi allacciati alla rete fognaria devono essere autorizzati, ai sensi dell Art. 45 del D.Lgs n. 152/99. 1) Per gli scarichi di acque reflue domestiche ed assimilate, come definiti all Art. 2, l autorizzazione allo scarico è sostituita dalla concessione del permesso di allacciamento alla fognatura di cui all art. 5: sono esclusi gli scarichi civili di Categoria C e di Categoria D1, che restano regolamentati analogamente a quelli di acque reflue industriali. 2) Per gli scarichi di acque reflue industriali, l autorizzazione allo scarico è rilasciata dietro domanda conforme allo stampato di cui all allegato 2 B del presente Regolamento completa degli elaborati stabiliti all Art. 22. ART. 7 LIMITI DI ACCETTABILITA IN FOGNATURA Gli scarichi in fognatura di acque reflue domestiche sono sempre ammessi, nel rispetto della normativa e delle prescrizioni tecniche del presente regolamento. Pag. 2 di 10

3 Gli scarichi di acque reflue assimilate alle domestiche, salvo diversa disciplina regionale sono sempre ammesse, sulla base della dichiarazione del titolare dello scarico, salvo successiva verifica del gestore, nel rispetto delle prescrizioni del presente regolamento, del D.Lgs 152/99 e della legge regionale 62/85. Gli scarichi d acque reflue industriali sono ammessi nel rispetto dei limiti di cui all allegato 10. Fermo restando il rispetto dei limiti inderogabili per le sostanze di cui alla tabella 5 dell allegato 5 del D.Lgs 152/99, la Società Concessionaria, in qualità di gestore del servizio depurazione, potrà modificare i limiti di accettabilità di cui all allegato 10 in dipendenza della capacità e delle caratteristiche dei singoli impianti di depurazione delle caratteristiche dei reflui e dei limiti per lo scarico finale degli impianti. In caso di modifica verrà data preventiva informazione all Autorità di controllo e agli utenti. Nel caso di restrizione dei limiti sarà garantito il necessario e congruo tempo per l adeguamento degli scarichi industriali ai nuovi limiti. Deroghe ai limiti potranno essere stabiliti per le tipologie di scarico riportate nell allegato 10. La prescrizione del presente articolo, ed i limite dell allegato 10, si applicano per tutti gli scarichi conferiti tramite fognature e/o collettori intercomunali ad impianti di depurazione acque reflue gestiti dalla Società Concessionaria ART. 8 RISPETTO DEI LIMITI - TEMPI DI ADEGUAMENTO Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, per i nuovi scarichi di acque reflue industriali, valgono i limiti di accettabilità in esso previsti. Sono equiparati ai nuovi scarichi, quelli esistenti ma non autorizzati. Per gli scarichi di acque reflue esistenti ed autorizzati, i nuovi limiti valgono dal rinnovo della autorizzazione allo scarico. ART. 9 DIVIETI DI SCARICO E vietata l immissione in fognatura pubblica degli scarichi che possano: - Arrecare danno alla salute del personale operante nelle reti fognarie e negli impianti di trattamento e depurazione; - danneggiare le reti fognarie e gli impianti di trattamento e depurazione, nonché le connesse attrezzature; - costituire pregiudizio per la funzionalità dei processi di trattamento e depurazione delle acque e dei fanghi; - avere conseguenze negative sull ambiente, incidendo sugli scarichi provenienti dagli impianti di trattamento e pregiudicando la conformità alle disposizioni vigenti delle acque recipienti; - pregiudicare lo smaltimento dei fanghi, il quale deve avvenire in modo accettabile dal punto di vista ambientale. E vietato altresì in ogni caso lo scarico in fognatura pubblica di rifiuti solidi di qualsiasi natura ancorché triturati. Gli eventuali danni derivanti alle opere di fognatura per l immissione di tali materiali vietati, diversi da quelli dichiarati al momento della domanda di autorizzazione allo scarico, saranno addebitati ai responsabili, fatte salve in ogni caso la revoca dell autorizzazione allo scarico, nonché tutti gli altri provvedimenti ed azioni in applicazione delle Leggi vigenti. ART. 10 CAMERETTA D ISPEZIONE, DI MISURA E DI PRELIEVO DELLO SCARICO Tutti gli scarichi, prima di essere immessi nella fognatura pubblica, devono passare attraverso una cameretta di ispezione, di misura e di prelievo. La cameretta deve essere facilmente accessibile ed avere dimensioni adeguate. La cameretta dovrà essere del tipo rappresentato nell allegato 3 se lo scarico è di natura civile, mentre dovrà essere del tipo rappresentato nell allegato 4 se lo scarico è classificato acque reflue industriali, ovvero scarico civile di categoria C e D1. ART. 11 PRESCRIZIONI PER GLI ALLACCIAMENTI Ogni stabile deve essere allacciato alla fognatura stradale separatamente. Può essere consentito, previa autorizzazione in deroga, anche un unico allacciamento per più stabili della stessa proprietà, ovvero in casi particolari - che uno stesso condotto d allacciamento sia a servizio di più proprietà. In tale ultimo caso, prima di costruire il condotto, i proprietari devono stipulare una servitù reciproca. Qualora la fognatura sia realizzata con canali separati, acque bianche separate dalle nere, le acque bianche e nere devono essere versate in questi canali con condotti separati, salvo che si attui come di norma lo smaltimento delle acque bianche, sul suolo, negli strati superficiali del sottosuolo, od in corpi d acqua superficiale. E vietato l allacciamento alla fognatura di condotti di scarico che abbiano il fondo di scorrimento ad un livello inferiore all estradosso della fognatura pubblica, ed è vietato il collegamento attraverso scarichi a gravità di locali al di sotto del piano stradale salvo diversa determinazione e conseguenti prescrizioni da parte della Società Concessionaria in specifiche situazioni. E in ogni caso facoltà della Società Concessionaria., durante la costruzione totale o parziale di nuove fognature, predisporre gli allacciamenti nel modo più opportuno ed idoneo in relazione anche alla situazione del sottosuolo; in tali casi l allacciamento dovrà essere eseguito in corrispondenza di quanto già predisposto. ART. 12 RISTRUTTURAZIONE DEI CONDOTTI DI RETE E MODIFICHE AGLI ALLACCIAMENTI In caso ristrutturazione e/o straordinaria manutenzione dei condotti della rete di fognatura, che comportino modifiche agli allacciamenti, la Società Concessionaria provvede alla esecuzione delle opere in sede stradale, al rifacimento, riordino, ricostruzione degli allacciamenti privati. Tali opere sono a totale carico dell Ente esecutore qualora gli allacciamenti preesistenti siano stati riconosciuti conformi alle prescrizioni del presente Regolamento. In caso invece di accertata difformità, gli oneri relativi saranno a carico degli utenti, come nel caso di nuovi allacciamenti. Qualora per motivi del proprietario dello stabile, si dovessero introdurre delle modificazioni agli allacciamenti esistenti, le medesime saranno eseguite dalla Società Concessionaria a spese del proprietario stesso. CAPITOLO II Disposizioni per scarichi di acque reflue domestiche o assimilate e scarichi particolari ART. 13 PRESCRIZIONI EDILIZIE Tutte le opere per la fognatura interna, degli stabili e delle aree private, sono comunque soggette anche alle disposizioni del Regolamento Edilizio e del Regolamento d Igiene vigenti nel Comune di Malegno. ART. 14 SEPARAZIONE DELLE D RETI La rete interna di fognatura dei fabbricati deve essere del tipo separato e cioè con condotti distinti che raccolgano, separatamente, le acque comunque usate/nere e le acque meteoriche. Nel caso che la fognatura recipiente gli scarichi, esterna agli edifici, comunale o privata, sia del tipo separato, gli allacciamenti saranno mantenuti separati. Pag. 3 di 10

4 Qualora invece la fognatura recipiente riceva solo le acque usate/nere e di prima pioggia le acque meteoriche derivanti da superfici non soggette ad essere contaminate dovranno essere smaltite sul suolo, negli strati superficiali del sottosuolo a mezzo di pozzi perdenti o altro similare sistema, ovvero in corpi d acqua superficiale, le opere verranno realizzate dall utente. In caso di impossibilità tecnica ad eseguire quanto sopra, resta in facoltà della Società Concessionaria, autorizzare altre soluzioni per lo scarico, con il parere della A.S.L./ARPA competente per territorio. ART. 15 VASCHE IMHOFF E FOSSE BIOLOGICHE Gli allacciamenti fognari degli insediamenti civili devono essere eseguiti senza interposizione di fosse biologiche o di vasche imhoff, sempre che vi sia depuratore centralizzato. Gli allacciamenti fognari esistenti, con interposte le citate strutture, dovranno adeguarsi alla presente normativa in tempi e modi stabiliti da Sindaco, sulla base del parere obbligatorio della Società Concessionaria e dell A.S.L.. Il Sindaco, in attuazione di tali pareri, imporrà chiusura e messa in sicurezza di fosse biologiche e di vasche imhoff esistenti. I privati a loro spese, dovranno provvedere all espurgo completo del materiale presente nei manufatti, alla sconnessione delle condotte di scarico da tali manufatti, ed all allacciamento diretto dei condotti di scarico con la fognatura. A questo criterio generale si potrà derogare su autorizzazione del Sindaco, previo parere obbligatorio della Società Concessionaria, nel caso in cui, per carenza di strutture fognarie e/o depurative esistenti, risulti prudente eliminare, dai liquami immessi in fognatura pubblica, le sostanze solide sedimentabili. Qualora la fognatura non sia dotata di depuratore, deve essere invece prevista l interposizione di fosse biologiche o di vasche imhoff a tenuta prima dell immissione degli scarichi in fognatura, in base anche al parere obbligatorio dell A.S.L. e della Società Concessionaria. Gli oneri per la manutenzione delle fosse biologiche sono a carico del proprietario. ART. 16 SCARICHI PROVENIENTI DA INSEDIAMENTI CIVILI DI CATEGORIA C E D1 Gli scarichi provenienti da insediamenti civili, individuati dalla Regione Lombardia con delibera n. 4/10562 del 24/06/1986 come insediamenti di categoria C e D1, cioè a prestazione di servizi, ovvero con la presenza di laboratori chimici, fisici o biologici, sono ammessi in fognatura pubblica nel rispetto dei limiti di cui alla Tabella 3 allegato 5 del D.Lgs 152/99 relativa allo scarico in pubblica fognatura, oltre che alle seguenti specifiche condizioni: Stazioni di distribuzione di carburante, autofficine, carrozzerie, autolavaggi, depositi di mezzi di trasporto pubblico. Prima dell immissione in fognatura pubblica, ed a monte rispetto alla cameretta di prelievo, occorre realizzare un manufatto che abbia una sezione di sedimentazione, seguita da una sezione di disoleazione. A titolo di esempio si fa riferimento all allegato 7, come schema di impianto, che può essere anche eseguito con manufatti prefabbricati. La manutenzione e la pulizia devono effettuarsi con la frequenza dettata dalla dimensione del manufatto: i prodotti estratti (fanghi di fondo/morchie galleggianti) sono da smaltire con la normativa dei rifiuti speciali. - Lavanderie ad umido e tintorie E vietato scaricare in fognatura sostanze quali trielina, benzina, ecc., e comunque pericolose per il personale addetto alla manutenzione della rete fognaria, ovvero nocive al processo di depurazione. Tali rifiuti devono essere smaltiti come rifiuti speciali seguendo la specifica normativa. - Studi e laboratori fotografici e radiografici E vietato scaricare in fognatura pubblica bagni di sviluppo e di fissaggio esauriti. Essi debbono essere smaltiti come rifiuti speciali o pericolosi. - Depositi di rifiuti, centri di cernita e/o trasformazione degli stessi, depositi di rottami, depositi di veicoli destinati alla demolizione Si applica quanto disposto al punto A) del presente articolo. - Depositi all ingrosso di sostanze liquide e/o solide I provvedimenti e le cautele da assumere, con provvedimento del Sindaco, sentito il parere obbligatorio della Società Concessionaria e della A.S.L., sono da determinarsi di volta in volta, in funzione delle specifiche esigenze, dimensioni e qualità, al fine comunque di evitare che in fognatura possano pervenire sostanze pericolose per le persone addette alla manutenzione della rete fognaria, o dannose per il processo di depurazione terminale. - Mercati all ingrosso di carne, pesce, frutta, verdura e fiori E vietato scaricare in fognatura pubblica scarti solidi di sostanze vegetali o animali. Il terminale del condotto, prima dell immissione in fognatura pubblica, deve essere dotato di un apparecchiatura atta ad effettuare, una grigliatura fine con passaggio inferiore a 5 mm. dei liquami. - Macelli annessi ai negozi di vendita di carne E vietato scaricare in fognatura pubblica sostanze solide, parti di animale, peli, sangue, materiale grossolano ecc.. Il terminale del condotto, prima dell immissione in fognatura pubblica, deve essere dotato di un apparecchiatura atta ad effettuare, una grigliatura fine con passaggio inferiore a 5 mm dei liquami. E vietato inoltre scaricare sostanze grasse che possano coagulare in fognatura ostruendola. Le sostanze sopra richiamate devono essere raccolte e smaltite come scarti di macellazione secondo le Leggi vigenti. A richiesta del Comune, su parere obbligatorio della Società Concessionaria, è fatto obbligo di installare una sezione di sedimentazione, tipo Imhoff allegato 8. - Laboratori chimici, fisici o biologici. Quando negli insediamenti civili vi sia la presenza di laboratori chimici, fisici o biologici, i relativi scarichi potranno essere autorizzati soltanto a specifiche condizioni e prescrizioni, da determinarsi da parte del Sindaco di volta in volta, sentito il parere obbligatorio della Società Concessionaria e dell A.S.L.. ART. 17 SCARICHI DI OSPEDALI E CASE DI CURA Le acque di scarico provenienti da ospedali e case di cura devono essere sottoposte, prima della loro immissione in fognatura pubblica, a trattamento di stacciatura fine per trattenere tutto quel materiale grossolano o filamentoso che potrebbe ostruire la fognatura, od interferire con i trattamenti meccanici dell impianto di depurazione terminale. Le acque di scarico provenienti da ospedali e case di cura devono inoltre essere sottoposte, su indicazione dell A.S.L. e con il parere obbligatorio della Società Concessionaria, a trattamento di disinfezione prima di confluire in fognatura, e ciò per evitare il diffondersi di batteri patogeni. Pag. 4 di 10

5 Il trattamento di disinfezione è in ogni caso obbligatorio allorquando l ospedale o la casa di cura annoverano reparti per malattie infettive. Regolamento di fognatura e depurazione ART. 18 INSEDIAMENTI AGRICOLI Gli scarichi provenienti dalle imprese agricole, le quali abbiano i requisiti, le caratteristiche e le consistenze di cui all Art. 28 comma 7 del D.Lgs 152/99, richiamate all Art. 2 del presente regolamento, sono da considerarsi scarichi acque reflue domestiche, e come tali sono regolamentati. Tuttavia, ove vi sia presenza di attività di allevamento e/o di trasformazione dei prodotti agricoli, l Amministrazione Comunale, sentito il parere obbligatorio della Società Concessionaria. e della A.S.L., può prescrivere particolari opere e cautele prima dell immissione in fognatura pubblica, quali vasche Imhoff (allegato 8), forme di decantazione ed altro i cui fanghi dovranno essere smaltiti secondo quanto prescritto dalla vigente normativa. Qualora l impresa agricola svolga viceversa attività al di fuori dei limiti di cui all art. 28 comma 7 del D.Lgs 152/99, i relativi scarichi sono classificati come provenienti da acque reflue industriali, e sono perciò regolamentati secondo quanto disposto nel capitolo III del presente Regolamento e da quanto previsto dal D.Lgs 152/99. ART. 19 SCARICO ACQUE DI RAFFREDDAMENTO E vietato di norma, lo scarico in fognatura pubblica di acque di raffreddamento. Per tali acque occorre dar corso ad operazioni di ricircolo, limitando lo scarico in fognatura ovvero trovare un recapito alternativo, sentito il parere obbligatorio della Società Concessionaria e della A.S.L., secondo le rispettive competenze. In sede di autorizzazione allo scarico potrà essere ammesso lo scarico di acque di raffreddamento o parti di esse, anche in considerazione dell entità dello scarico e della fattibilità tecnica del ricircolo. ART. 20 PRELIEVO DI ACQUA DA FONTE AUTONOMA Qualora l insediamento civile provveda, anche parzialmente, in modo autonomo all approvvigionamento idrico, dovrà installare a proprie spese un idoneo apparecchio di misura della quantità di acqua prelevata. La Società Concessionaria potrà effettuare controlli sull efficienza di detti strumenti di misura dell acqua prelevata, installati dal privato. Entro il 31 gennaio di ogni anno il titolare dell approvvigionamento autonomo dovrà denunciare, utilizzando apposito modulo (allegato 5 B) alla Società Concessionaria, il quantitativo d acqua autonomamente prelevato nel precedente anno, nonché il quantitativo scaricato in fognatura: detti quantitativi sono altresì oggetto di accertamento da parte della Società Concessionaria. ai fini dell imposizione e della riscossione delle tariffe di fognatura e depurazione. Pag. 5 di 10

6 CAPITOLO III Disposizioni per gli scarichi di Acque reflue industriali ART. 21 IMMISSIONE IN FOGNATURA PUBBLICA DOMANDA D ALLACCIAMENTO Gli scarichi di acque reflue industriali sono ammessi in pubblica fognatura, nel rispetto delle norme vigenti in materia di tutela delle acque, nonché del presente Regolamento. Le aziende che sono ubicate in zona servita da fognatura hanno l obbligo di allacciarsi alla fognatura pubblica ai sensi e per gli effetti dell art. 15 della Legge Regionale n. 62/85 salvo il caso che le caratteristiche quantitative e qualitative siano incompatibili con il dimensionamento idraulico della rete e/o dell impianto di trattamento acque reflue. La richiesta di allacciamento dovrà essere inviata alla Società Concessionaria, seguendo la procedura di cui all art. 5 del presente Regolamento. Successivamente alla richiesta di allacciamento alla fognatura pubblica, il rappresentante legale del complesso produttivo deve inoltrare anche domanda di autorizzazione allo scarico. ART AUTORIZZAZIONE SCARICO IN FOGNATURA La domanda di autorizzazione allo scarico in fognatura pubblica, di acque reflue industriali, da parte dei Complessi produttivi deve essere presentata in triplice copia utilizzando l apposito modulo di cui all allegato 2B e deve essere indirizzata al Comune, il quale provvederà ad inviarne copia completa alla Società Concessionaria A corredo della domanda devono essere presentati i seguenti documenti: 1. relazione tecnica sulla quantità e qualità degli scarichi, riportando una breve descrizione di tutti i processi lavorativi condotti, del prelievo e dell uso dell acqua, delle fasi che danno origine agli scarichi, ecc. il tutto deve comunque essere adeguato e sufficiente a costituire elemento di valutazione preliminare degli impianti di trattamento da adottarsi per il raggiungimento dei prescritti limiti qualitativi delle acque di scarico prima dell immissione nel recapito fognario; 2. qualora sia necessario un impianto di pretrattamento vero e proprio, è indispensabile allegare il progetto completo di detto impianto, con tutti i particolari costruttivi e di dimensionamento, corredato da relazione tecnico-descrittiva del processo di depurazione che si intende adottare; 3. planimetria, per ciascun allacciamento, in scala 1:200, salvo diversa richiesta dell Ufficio Tecnico Comunale, della rete di fognatura interna all azienda, con l indicazione di sezioni, pendenze, dimensioni e materiali dei condotti, sino al recapito finale, e con l indicazione di tutti i punti di scarico e relativa numerazione, nonché, per ogni punto di scarico, l origine delle acque recapitate; 4. disegni esecutivi di tutte le opere realizzate inerenti l allacciamento; 5. estratto di mappa in scala 1:1000/1:2000, con l indicazione delle aree complessive di proprietà. Il rilascio dell autorizzazione allo scarico è subordinato alla verifica che vengano rispettate le norme stabilite dal presente Regolamento, dal D.Lgs n. 152/99 e successive modificazioni ed integrazioni, previo l obbligatorio parere dell ARPA e della Società Concessionaria, secondo le rispettive competenze, e alle seguenti condizioni: a) che le acque di scarico rispettino i limiti stabiliti dalla Tabella 3 (scarico in pubblica fognatura) dell allegato 5 al D.Lgs 152/99, salvo quanto previsto nell allegato 10 b) che l utente corrisponda alla Società Concessionaria. la quota di tariffa per i servizi di fognatura e depurazione nei termini stabiliti dalla normativa vigente. c) che l utente versi al Comune le somme come determinate dalla relativa delibera per l istruttoria della pratica. A completamento dell istruttoria tale versamento dovrà essere integrato fino alla copertura di tutte le spese sostenute dalle attività competenti compresi i diritti di competenza ASL/ARPA. d) Per gli scarichi acque reflue industriali dovrà inoltre essere sottoscritto dal titolare dello scarico apposito contratto di servizio con la Società Concessionaria. secondo il fac-simile allegato 5 B. L autorizzazione allo scarico, con tutte le relative prescrizioni ritenute opportune e/o necessarie è valida 4 anni dal momento del rilascio. La domanda di rinnovo deve essere presentata un anno prima della scadenza. Nel caso che insediamenti produttivi esistenti, già dotati di autorizzazione, siano soggetti a diversa destinazione, ad ampliamenti o a ristrutturazioni, ovvero siano trasferiti in altro luogo, è fatto obbligo di richiedere una nuova autorizzazione allo scarico ai sensi e per gli effetti dell art. 45 comma 11 del D.Lgs. n. 152/99 e successive modifiche ed integrazioni. L autorizzazione allo scarico deve essere revocata per il superamento dei limiti di accettabilità ammessi per la fognatura, o per l inosservanza delle prescrizioni fissate nell atto autorizzativo. A fronte di situazioni eccezionali, e/o per particolari esigenze, previa comunicazione obbligatoria al Comune e all ARPA, la Società Concessionaria. può rilasciare una autorizzazione provvisoria sulla base delle dichiarazioni e degli impegni, che sono formalizzati dal richiedente come autocertificazione sotto la sua particolare responsabilità: detta autorizzazione provvisoria non può avere durata superiore a 30 (trenta) giorni, prorogabili, in via eccezionale e su motivata richiesta, di altri 30 giorni. L autorizzazione provvisoria non può prevedere deroghe al presente regolamento. della La Società Concessionaria.. e ARPA, per le rispettive competenze, provvedono ad effettuare i controlli sullo scarico autorizzato provvisoriamente. ART. 23 VARIAZIONI DELLO SCARICO Qualsiasi variazione dello scarico, attinente alla qualità e quantità dello stesso, dovrà essere richiesta al Sindaco e questi autorizzata, secondo le modalità e le procedure di cui al presente Regolamento per le nuove autorizzazioni, come da Art. 22. Gli atti effettuati in difformità a quanto sopra producono comunque la decadenza dall autorizzazione originaria allo scarico per colpa del suo titolare, oltre eventualmente al risarcimento dei danni. Nel caso di semplice subingresso, di cambio di ragione sociale e/o di titolarità formale dell'autorizzazione, se restano ferme e inalterate le caratteristiche tutte qualitative e quantitative dello scarico, è necessaria e sufficiente una comunicazione formale di quanto sopra all Amministrazione Comunale, la quale provvederà a trasmetterla alla Società Concessionaria. quando si tratti di scarichi da insediamenti industriali e scarichi civili di categoria C e D1. ART. 24 CESSAZIONE DELLO SCARICO Qualora, per qualsiasi causa, uno scarico venga a cessare, il concessionario, con preavviso di almeno due mesi, dovrà comunicare detta cessazione mediante lettera raccomandata all Amministrazione Comunale; la quale dovrà la Società Concessionaria della cessazione. La riattivazione di uno scarico cessato comporta la ripetizione della domanda di autorizzazione allo scarico, ed il conseguente accertamento della sussistenza delle condizioni atte a legittimare la nuova autorizzazione allo scarico a norma del presente Regolamento. Pag. 6 di 10

7 ART. 25 CAMERETTE DI MISURA E DI PRELIEVO Immediatamente a monte, rispetto all allacciamento alla fognatura pubblica, lo scarico privato deve essere dotato di una cameretta con le caratteristiche riportate nell allegato 4; all interno della quale deve essere possibile, se la Società Concessionaria lo richiede, installare un sistema di misurazione della portata scaricata in fognatura pubblica. Il sistema di misura della portata è comunque obbligatorio se il titolare dell insediamento dichiara una quantità di scarico minore del prelievo di acqua. Tale cameretta sarà ubicata sulla proprietà privata ovvero, su richiesta del Comune secondo indicazione della Società Concessionaria, sul suolo pubblico. Tale cameretta dovrà essere accessibile al personale addetto al prelievo di campioni, ed in genere al controllo ed alla vigilanza. In tale cameretta, in relazione alle caratteristiche qualitative dello scarico, la Società Concessionaria, potrà prescrivere l installazione di strumenti per il controllo automatico degli scarichi. Le relative spese di installazione e di gestione di detti strumenti saranno integralmente a carico del titolare dello scarico. ART. 26 SCARICO ACQUE DI RAFFREDDAMENTO E vietato lo scarico di acque di raffreddamento, provenienti da insediamenti produttivi, nei collettori fognari comunali. Per le acque di raffreddamento occorre dare corso ad operazioni di ricircolo, limitando lo scarico in fognatura ovvero trovare un recapito alternativo, sentito il parere della A.S.L. e della Società Concessionaria Per gli insediamenti esistenti, l Amministrazione Comunale, sentito il parere obbligatorio della Società Concessionaria..e della ASL, valuterà caso per caso, tenendo conto anche della portata di ciascun scarico, ma con l obiettivo comunque di pervenire nel più breve tempo possibile all applicazione del divieto di scarico in pubblica fognatura. ART. 27 REGOLAZIONE DELLE PORTATE DI SCARICO L Amministrazione Comunale, su parere obbligatorio della Società Concessionaria, al fine di equalizzare ed uniformare le portate delle acque ammesse in fognatura pubblica, potrà subordinare il rilascio dell autorizzazione allo scarico alla realizzazione, presso il complesso produttivo, di sistemi di equalizzazione ed omogeneizzazione degli scarichi. La Società Concessionaria potrà fissare anche le modalità di scarico. I rifiuti che si producono separatamente, o che possono essere agevolmente separati nel corso del processo di lavorazione, ovvero quelli per il cui allontanamento il processo stesso non prevede l impiego di acqua, non possono in ogni caso essere immessi nelle fognature interne agli insediamenti, anche se queste sono allacciate alla fognatura comunale. ART. 28 SCARICHI CONTENENTI INQUINANTI NON PREVISTI NELLE TABELLE DEI LIMITI DI ACCETTABILITA Qualora risulti dalla domanda, o venga accertato d ufficio, che lo scarico del complesso produttivo contiene sostanze inquinanti non contemplate dalle Tabelle dei limiti di accettabilità in fognatura, così come stabiliti dal presente Regolamento e/o dalle Tabelle dell allegato 5 al D.Lgs 152/99 sue modifiche ed integrazioni, della Società Concessionaria, sentito il parere dell ASL/ARPA per quanto di competenza, potrà fissare, in sede di autorizzazione allo scarico, limiti e prescrizioni specifiche per tali sostanze, con espressa riserva di successive verifiche periodiche. ART. 29 SCARICHI CON SOSTANZE RADIOATTIVE Per gli scarichi contenenti sostanze radioattive, saranno osservate le disposizioni e le cautele stabilite dal D.Lgs 230/95 sue successive modifiche ed integrazioni. ART. 30 SCARICO DI ACQUE METEORICHE Per gli insediamenti industriali in generale si deve prevedere la separazione, da parte dei privati, delle acque di prima pioggia provenienti dalle superfici suscettibili di essere contaminate. Le vasche destinate a contenere le acque di prima pioggia saranno dotate di sistema di alimentazione realizzato in modo da escludere le vasche stesse a riempimento avvenuto. Ad evento meteorico esaurito le acque di prima pioggia accumulate saranno immesse nella rete nera con portata, stabilita dal gestore fino al valore massimo di 1 l/s per ettaro. In particolare sono in tale senso obbligati quegli insediamenti che, in forza dell art. 20 della Legge Regionale n. 62/85, hanno comunque l obbligo di separare le acque di prima pioggia per assoggettarle ad uno specifico trattamento. Le acque provenienti dalle coperture dei fabbricati, salvo specifiche situazioni potenzialmente pericolose, da valutarsi caso per caso secondo il parere obbligatorio della ASL/ARPA, della Società Concessionaria, e quelle provenienti da superfici non suscettibili di essere contaminate, devono essere smaltite direttamente sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo attraverso pozzetti perdenti. Per le acque provenienti dalle aree di pertinenza degli insediamenti produttivi quali depositi scoperti, parcheggi, cortili di transito e/o carico e scarico di veicoli (aventi area complessiva superiore a 1000 m2) si deve prevedere la separazione delle acque in modo da scaricare quelle di prima pioggia in fognatura, e disperdere le restanti sul suolo ovvero negli strati superficiali del sottosuolo. Potrà altresì essere prescritto un disoleatore per trattenere olii e grassi persi dagli automezzi. Ove non sia possibile lo smaltimento in loco e si debba provvedere allo smaltimento delle portate meteoriche tramite fognatura pubblica si deve considerare un contributo di portata meteorica che deve essere limitato, eventualmente mediante vasche volano ad un valore compatibile con la rete esistente e comunque contenuto entro il limite massimo di 20 l/s per ettaro di superficie scolante impermeabile (calcolata pari al prodotto dell area scolante per il coefficiente d assorbimento medio ponderale). Il valore limite in l/s/ha è stabilito dal gestore della fognatura in funzione delle caratteristiche delle reti della fognatura locale. ART. 31 DISPOSIZIONI TARIFFARIE PER SCARICHI PROVENIENTI DA INSEDIAMENTI PRODUTTIVI Entro il 28 di febbraio di ciascun anno, i complessi produttivi dovranno presentare al Comune e alla Società Concessionaria. la denuncia degli elementi quantitativi e qualitativi relativi agli scarichi di acque industriali in fognatura necessari ai fini della determinazione del canone per i servizi di raccolta, allontanamento, depurazione e scarico dei liquami: dette denunce, redatte su apposito modulo (allagato 5) della Società Concessionaria, dovranno, da parte del Comune, essere inviate alla Società Concessionaria entro il 15 del mese di marzo di ciascun anno. Ove non siano installati idonei apparecchi di misurazione degli scarichi industriali le acque scaricate sono determinate pari a quelle prelevate. Pag. 7 di 10

8 L accertamento ed i controlli di cui all art. 7 della L. Regionale n. 25/81, verranno espletati della Società Concessionaria nella sua qualità di Ente gestore, con la collaborazione, per tutto quanto possa occorrere, degli Uffici Comunali. La riscossione della quota di tariffa per i servizi sopra elencati verrà effettuata con le modalità previste dalle Leggi in materia, compresa la facoltà di richiedere acconti nel corso dell'anno. Ai fini della determinazione della qualità dello scarico per la tariffazione si dovrà fare riferimento a valori medi determinati sia da analisi eseguite dal titolare dell insediamento che ad analisi eseguite direttamente sullo scarico da parte della Società Concessionaria o analisi effettuate dall ARPA. ART. 32 CONTROLLI Ai sensi e per gli effetti dell Art. 49 comma 2 del D.Lgs 152/99, la Società Concessionaria nella sua qualità di Ente gestore del servizio, potrà incaricare propri agenti, muniti di documenti di legittimazione, ad accedere all interno dei complessi industriali allacciati ai collettori comunali, per l accertamento delle condizioni che danno luogo alla formazione degli scarichi, per campionamenti, per misurazioni delle portate, e per quanto altro ritenuto opportuno e necessario. ART. 33 PRELIEVO DI ACQUA DA FONTE AUTONOMA A Qualora l insediamento produttivo, prevede, anche parzialmente, in modo autonomo all approvvigionamento idrico, dovrà installare a proprie spese un idoneo apparecchio di misura della quantità di acqua prelevata. La Società Concessionaria potrà effettuare controlli sull efficienza di detti strumenti di misura dell acqua prelevata installati dal privato. Entro il 28 febbraio di ogni anno il titolare dell approvvigionamento autonomo dovrà denunciare utilizzando apposito modulo (allegato 5, il quantitativo d acqua autonomamente prelevato nel precedente anno, nonché il quantitativo scaricato in fognatura: detti quantitativi sono altresì oggetto di accertamento da parte della Società Concessionaria ai fini dell imposizione e della riscossione delle tariffe di fognatura e depurazione. Pag. 8 di 10

9 CAPITOLO IV Rete di fognatura costruita dai privati in aree pubbliche o di nuova lottizzazione che dovrà essere ceduta al Comune ART. 34 RETE DI FOGNATURA ESTERNA Come fognatura esterna privata si intende il complesso di condotti, camerette di raccordo, di ispezione, caditoie, ecc. a servizio delle strade e piazzali privati, che si sviluppano su aree pubbliche di futura cessione al Comune. I condotti di allacciamento dei fabbricati alla fognatura comunale sono considerati come parte della stessa, e soggetti alle stesse norme e prescrizioni, solo se ricadono su aree di proprietà pubblica o privata di futura cessione in quanto queste costituiscono il limite e l ambito di competenza della gestione e della manutenzione del Comune e/o della Società Concessionaria Ogni altro condotto di allacciamento esterno, che ricada su area di proprietà privata, e che non sia da cedere al Comune, è considerato parte della rete di fognatura interna dei fabbricati ed è soggetto alle norme e prescrizioni del Regolamento Edilizio e del Regolamento di Igiene Comunale. ART. 35 SEPARAZIONE DELLE RETI La rete di fognatura deve essere del tipo separato, e cioè con condotti distinti che raccolgano, separatamente, le acque comunque usate/nere e le acque meteoriche. Alla rete nera si collegano le acque di prima pioggia derivanti da superfici suscettibili di essere contaminate secondo quanto previsto dai criteri del P.R.R.A. riportati nell allegato 2 al D.C.R. 15/1/2001 n VII 402 della Regione Lombardia, e da quanto riportato all art. 4 del presente Regolamento. ART. 36 OBBLIGO DI ALLACCIAMENTO ALLA FOGNATURA I proprietari delle strade e piazze private sono obbligati alla costruzione di una regolare fognatura lungo le strade e piazze stesse, ed al suo allacciamento alla fognatura pubblica per le acque di prima pioggia, ovvero alla dispersione sul suolo tramite convogliamento delle acque in canali drenanti laterali alle sedi stradali, secondo le disposizioni dell Amministrazione Comunale, nei tempi e nei modi fissai dalla Legge Regionale n. 62/85, previo parere obbligatorio di ASL e della Società Concessionaria. ART. 37 REALIZZAZIONE DELLE OPERE La costruzione di condotti, o della rete di fognatura, è di competenza della Società Concessionaria. che redigerà apposito preventivo di spesa nei tempi stabiliti dalla carta dei servizi. Qualora i privati avessero ottenuto autorizzazione alla realizzazione diretta di tali opere a scomputo degli oneri di urbanizzazione dovuti, le opere potranno essere realizzate su autorizzazione del Sindaco, sentito il parere obbligatorio della Società Concessionaria sulla base di un progetto esecutivo da realizzare a cura e spese dei proprietari e/o degli aventi titolo. In questi casi il collaudo delle opere fognarie sarà eseguito dalla Società Concessionaria che fatturerà al privato le proprie competenze, secondo il tariffario in vigore per le prestazioni rese da ingegneri. Il Comune che concede al privato la realizzazione diretta, deve informarlo di tale situazione ed inserire l obbligo del collaudo (e della relativa remunerazione) negli atti di sua competenza per i procedimenti autorizzativi. La data del certificato di collaudo con esito positivo costituisce data di accettazione delle opere e di inizi della loro gestione da parte della Società Concessionaria La Società Concessionaria non prenderà in consegna opere non collaudate da tecnici di sua fiducia. ART. 38 PROGETTO PER REALIZZAZIONE OPERE DA PARTE DI PRIVATI Il progetto, da consegnare all Ufficio Tecnico Comunale in triplice copia di cui una dovrà essere dal Sindaco inviata alla Società Concessionaria, deve essere redatto secondo le norme indicate nell allegato 12 nel quale sono indicati anche gli elaborati richiesti. La Società Concessionaria approva il progetto con eventuali prescrizioni entro 60 giorni. ART. 39 COSTRUZIONE E VIGILANZA La costruzione delle canalizzazioni private e la relativa spesa competono integralmente ai proprietari. Il Comune e la Società Concessionaria, nella sua qualità di gestore del servizio di fognatura, esercitano la sorveglianza tramite i rispettivi Uffici Tecnici, salvo la competenza della ASL/ARPA. Pag. 9 di 10

10 CAPITOLO V Disposizioni particolari - Sanzioni ART. 40 POTERI DEL SINDACO Il Sindaco può emanare speciali ordinanze su proposta dell ASL/ARPA, e/o della Società Concessionaria, ovvero dopo aver acquisito il parere obbligatorio degli stessi: a) per soppressione, anche anticipata rispetto all allacciamento alla fognatura pubblica, di pozzi, vasche o fosse biologiche, che siano ritenuti pericolosi per la salute dei cittadini e/o inquinanti per le acque potabili; b) per rimozione di cause di insalubrità delle acque e delle abitazioni, compresa la rimozione e lo smaltimento dei fanghi e la messa in sicurezza di pozzi neri, fosse biologiche, ecc., messi fuori uso, dopo l allacciamento alla fognatura; c) per chiusura o ricostruzione di canali o tubi di scarico; d) per obbligare le proprietà, il cui immobile ne sia sprovvisto, all allacciamento alla fognatura. e) per obbligare il proprietario a non impedire al condominio, all inquilino o al proprietario di stabili contigui, vicini o interclusi, il passaggio, da questi richiesto, di tubi conduttori di acqua, od il passaggio di condotti di fognatura per l allacciamento alla rete stradale pubblica; f) per l esecuzione, nei casi sopraddetti, a carico dei contravventori, delle opere disposte e non eseguite. Le ordinanze del Sindaco saranno immediatamente esecutive. Relativamente alle ordinanze di cui alla lettera e), è fatta salva la competenza dell Autorità Giudiziaria, ovvero degli arbitri, di determinare successivamente l indennità a norma di legge. ART. 41 DEROGHE In circostanze eccezionali, ma sempre su parere e/o proposta della Società Concessionaria, nonché dell ASL/ARPA, è facoltà del Sindaco dare prescrizioni speciali anche a parziale deroga delle presenti disposizioni, salvi i limiti inderogabili per Legge, ed esclusa qualsiasi variazione alla misura e modalità dei corrispettivi stabiliti dal presente Regolamento e dalle Delibere connesse e conseguenti. ART.. 42 CONTRAVVENZIONI E REVOCA Nessuno potrà manomettere, danneggiare o distruggere qualsiasi struttura, accessorio o apparecchiatura facente parte della pubblica fognatura. Nel caso di violazione di questa disposizione, come del resto delle disposizioni fissate dal presente regolamento sarà soggetto a contravvenzione e, se ritenuto opportuno anche a revoca dell autorizzazione allo scarico. Le contravvenzioni alle disposizioni contenute nel presente Regolamento sono disciplinate dagli Art. 106 e segg. della Legge Comunale e Provinciale T.U. 3/3/1934, n. 333, e dall Art. 17 della Legge di Pubblica Sicurezza 18/6/1931, n Loro integrazioni e modificazioni, fatto salvo in ogni caso il diritto, dell Amministrazione Comunale e della Società Concessionaria, alla rifusione dei danni e delle spese. Salve le sanzioni previste dal D.Lgs 152/99 e dalla Legge Regionale 27 maggio 1985, n. 62, le inadempienze alle disposizioni del presente Regolamento comporteranno la revoca dell autorizzazione allo scarico. La procedura relativa alla revoca dell autorizzazione prevede che il Sindaco, acquisito il parere obbligatorio della Società Concessionaria e dell ASL per quanto di rispettiva competenza, contesti per iscritto a mezzo notifica le inadempienze alla parte interessata, la quale, entro 10 giorni dalla notifica della contestazione, potrà presentare le proprie controdeduzioni. A questa fase, espletata una breve istruttoria, segue l emissione del provvedimento di revoca dell autorizzazione allo scarico. ART. 43 PROCEDURA D APPROVAZIONE VARIAZIONI Il presente Regolamento entrerà in vigore, alla esecutività della Deliberazione di approvazione da parte del Consiglio Comunale. In ogni caso, eventuali normative nazionali e regionali, che venissero emanate dopo l entrata in vigore del presente Regolamento, sono da ritenersi immediatamente modificative dello stesso, il quale solo in prosieguo verrà formalmente adeguato alle nuove normative con le Delibere necessarie e conseguenti. Per quanto riguarda gli utenti in caso di modifica, previa preventiva informazione all Autorità di controllo, agli stessi verrà data notizia fatto salvo il necessario e congruo tempo per gli adeguamenti. La prescrizione del presente articolo, ed i limiti dell allegato 10, si applicano per tutti gli scarichi conferiti tramite fognature e/o collettori intercomunali ad impianti di depurazione acque reflue gestiti dalla Società Concessionaria.. Gli allegati da 1) a 12) hanno viceversa natura esemplificativa e potranno essere modificati e/o sostituiti dalla Società Concessionaria, con successiva formale comunicazione al Comune. Per tutto quanto non sia espressamente previsto nel presente Regolamento, si osservano le norme, del D.Lgs 152/99 e successive modificazioni ed integrazioni, nonché le disposizioni contenute nella L.R. 27 maggio 1985, n. 62 e nelle successive norme della Regione Lombardia. approvato con delibera n. 16 del 31/3/2003 Pag. 10 di 10

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