Come nasce GNU-Linux-1

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1 Come nasce GNU-Linux-1 Tutto ha inizio con una stampante. Durante gli anni 70 al MIT (MassachussetsInstituteof Tecnology) un ricercatore (RichardStalman), ed i suoi colleghi del laboratorio di intelligenza artificiale (AI) risolvono, in pieno stile hacker, un problema legato ad una stampante Molte aziende iniziano a passare al closedsoftware e a stipulare con i programmatori accordi di non divulgazione per l utilizzo del software. Arriva al un nuovo elaboratore e con esso una nuova stampante che presenta gli stessi difetti della precedente: nessun software a corredo della stessa nessun sorgente da studiare o modificare divieto assoluto di farlo.

2 Come nasce GNU-Linux-2 Stalmandecide di creare un sistema operativo Open-Source in contrapposizione al famoso UNIX,. In pieno rispetto della tradizione hacker riguardo gli acronimi ricorsivi, viene battezzato : GNU ( GnuisNot Unix): potente pienamente compatibile con UNIX libero. Nel 1991 un brillante studente finlandese (Linus Torvalds) crea per scopi didattici un mini SO Unix-Like, e lo rilascia in rete per vedere cosa ne pensa la comunità di programmatori GNU ha finalmente il suo kernel.

3 Come nasce GNU-Linux-3 Quando definiamo Linux il sistema operativo Open-Source, free, ecc. che utilizziamo facciamo un errore. Linuxèil kernel, il cuore del SO, tutto il resto è software GNU AUTOMOBILE Motore Ruote Volante Freni Ecc.. SISTEMA OPERATIVO Linux il Kernel Software GNU

4 hiunque abbia avuto a che fare con Software Libero ha sicuramente incontrato i vari termini di licenza piegati in questo campo. Le più utilizzate sono: GPL (GNU General Public License), ideata da Stallman arrivata alla versione 3 CDDL (Common Development and Distribution License) ideata da Sun Microsystem basandosi sulla Mozilla Public License BSD(Berkeley Software Distribution) ideata da università di Berkley per distribuire l omonimo sistema operativo BSD Licenze

5 Distribuzioni Le distribuzioni sono delle personalizzazioni (dialetti) del sistema operativo GNU-Linux, queste offrono: Un metodo per l installazione del sistema operativo (installer) Un metodo di avvio (bootloader) Software di configurazione del sistema Software applicativi ottimizzati e testati per quella distribuzione Un metodo di installazione software e di aggiornamenti Documentazione Localizzazione nella lingua scelta Codici sorgente del software Eventuale supporto / community di sviluppatori ed utilizzatori.

6 Partizionamentoe file system -1

7 Partizionamentoe file system -2 In un HD possono essere definite al massimo 4 partizioni primarie, oppure 3 primarie più una di tipo esteso: PRIMARIA = partizione che solitamente contiene il SO, per essere avviabile deve essere flaggata come attiva, è consigliabile averne una sola sull HD. ESTESA= Per aggirare il limite delle 4 partizioni max. su di un HD, ci viene in aiuto questo tipo. Non contiene dati ma che di fatto èun contenitore in cui creare un numero illimitato di partizioni logiche LOGICA= Questo tipo di partizione contiene i dati Ogni unita fisica può essere suddivisa in una o più partizioni, ma una partizione può essere formattata solo con un tipo di filesystem.

8 Filesystemnativi GNU-Linux-1 EXT2 (Second Extended Filesystem): Pro = Stabile Contro = Lento nella gestione dei files Quasi privo del difetto di frammentazione dei files Ideale per le partizioni di boot dove ènecessario leggere più che scrivere Dimensione massima singolo file 16 GB 32 TB (dipende dalla dimensione dei blocchi) Dimensione massima partizione 2 TB 32 TB (dipende dalla dimensione dei blocchi) Lunghezza massima nome files 255 bytes EXT3 (Third Extended Filesystem): Pro = Sicuro, affidabile e retro compatibile Contro = Lento nella gestione dei files Evoluzione di ext2 con aggiunta del Journaling Più sicuro di ext2, ma più lento per via del Journaling E' possibile convertire un filesystem in ext2 in ext3 e viceversa senza grandi problemi Dimensione massima singolo file 16 GB 32 TB (dipende dalla dimensione dei blocchi) Dimensione massima partizione 2 TB 32 TB (dipende dalla dimensione dei blocchi) Lunghezza massima nome files 255 bytes

9 Filesystemnativi GNU-Linux-2 EXT4 (Fourth Extended Filesystem): Pro = Sicuro, veloce e retrocompatibile Contro = Sfrutta molto la RAM del sistema per la gestione dei files, cercando di ritardarne la scrittura Evoluzione di ext3 con un journaling20% più veloce Numero illimitato di sottodirectory ( ext3 ha un limite a ) Dimensione massima singolo file 16 TB (16 Terabyte= 16x10 12 byte) Dimensione massima partizione 1 EB (1 Exabyte= 1x10 18 bytes) Non ancora maturo per server di produzione Lunghezza massima nome files 256 bytes REISERFS: Pro = Prestazioni elevate, e possibilità di recupero files cancellati (reiserfsck) Contro = Scarso supporto e sviluppo lento Veloce con sia con files piccoli che grandi, ma soprattutto molto performante con quelli piccoli Sicuro grazie alla funzione di Journaling Non èpossibile passare da un fielsystemext2/ext3 a reiserfs, e viceversa, senza riformattare la partizione Dimensione massima singolo file 8 TB Dimensione massima partizione 16 TB Lunghezza massima nome files 4032 bytes

10 Filesystemparticolari -1 JFS: (Jurnaled Fylesystem): Filesystem utilizzato prettamente in ambiente server Sicuro grazie alla funzione di Journaling Dimensione massima singolo file 4 PB (4 Petabyte = 4x10 15 bytes) Dimensione massima partizione 32 PB (32 Petabyte= 32x10 15 bytes) Lunghezza massima nome files 255 bytes XFS: Veloce nella gestione di files grandi (> 500MB) Sicuro grazie alla funzione di Journaling Dimensione massima singolo file 8 EB (il kernel2.4 di GNU-Linuxsupporta al massimo 64 TB) Dimensione massima partizione 8 EB (il kernel 2.4 di GNU-Linux supporta al massimo 64 TB) Lunghezza massima nome files 255 bytes ISO 9660: Filesystem utilizzato per supporti CD-ROM Dimensione massima singolo file 4 GB 8 TB Dimensione massima partizione 8 TB Lunghezza massima nome files 180 caratteri

11 Filesystemparticolari -2 FAT16 Filesystem introdotto con il DOS 3.31 Completamente compatibile sia in lettura che scrittura Dimensione massima singolo file 2 GB Dimensione massima partizione 2 GB FAT32 Filesystem introdotto con il DOS 3.31 Sotto GNU-Linux, supporto in lettura e scrittura garantito Dimensione massima singolo file 4 GB Dimensione massima partizione 8 TB NTFS: (New Tecnology Filesystem): Filesystem nativo dei sistemi operativi basati su NT Sicuro grazie alla funzione di Journaling Supporto in lettura garantito Supporto in scrittura non ancora completamente maturo e sicuro Dimensione massima singolo file 16TB Dimensione massima partizione 256TB

12 Journaling istema di protezione dell'integrità dei dati na zona della partizione viene riservata per questa funzione di registro gni operazione di scrittura sul disco si può suddividere in: Annotazione nel journal delle operazioni di scrittura da eseguire Scrittura fisica dei dati Aggiornamento dell' indice del filesystem Cancellazione da journal dell'operazione eseguita n caso di interruzione di energia o un blocco della macchina in qualunque punto tra la prima e 'ultima fase, al riavvio con la lettura del journal, si potrà ricostruire, o cancellare, le operazioni endenti ridando così integrità al filesystem.

13 irectory GNU-Linux-1 I filesystem GNU-Linuxsono organizzati secondo una struttura gerarchica ad albero invertito, radice in alto e rami in basso, che segue lo standard dettato dal FHS (Filesystm Hierarchy Standard). La sua base,la radice root /, è il contenitore di tutte le altre directory del filesysteme delle eventuali directory montate sopra di essa E paragonabile al C:\ dei sistemi Windows

14 irectory GNU-Linux-2 /bin Contiene i comandi per gli utenti standard (ls, cat, ecc) e le varie shell Sui sistemi Windows la directory è C:/Windows/System32 /boot Contiene i filesutilizzati dal sistema per il boot, compreso il bootloadercioè il software che permette il caricamento del sistema operativo all'avvio. Sui sistemi Windows i filesinteressati al boot si trovano sia in C:\sia in C:\Windows

15 irectory GNU-Linux-3 /dev ontiene files speciali che rappresentano tutte le periferiche collegate al vostro computer, ad esempio: /dev/hdaunità master collegata al primo canale IDE (hda1 = prima partizione, hda2 = seconda partizione, ecc) /dev/hdb unità slave collegata al primo canale IDE /dev/hdc unità master collegata al secondo canale IDE /dev/hdd unità slave collegata al secondo canale IDE /dev/sda prima unità sulla catena SCSI, SATA, oppure USB /dev/sdb prima unità sulla catena SCSI, SATA, oppure USB /dev/ttys0 prima porta seriale /dev/lp0 prima porta parallela /dev/psaux mouse ps2 /dev/eth0 prima interfaccia di rete /dev/eth1 seconda interfaccia di rete ecc, ecc. u sistemi Windows non esiste una directory simile, i dati sulle periferiche installate sono inseriti nelle hiavi di registro e nella directory C:\Windows\system32\drivers

16 irectory GNU-Linux-4 etc ontiene tutti i file di configurazione globali del sistema (rete, servergrafico, programmi, ecc), suddivisi e necessario in sottodirectory a sottodirectory /init.d contiene tutti gli script di inizializzazione per i tutti i servizi ui sistemi Windows i file di configurazione delle applicazioni si trovano in :/Documents and Settings/user/Dati applicazioni home ontiene le directory degli utenti del sistema ui sistemi Windows corrisponde a C:/Documents and Settings/

17 irectory GNU-Linux-5 lib ontiene le librerie di sistema ed i moduli del kernel media ontiene le directory su cui vengono montate le unità esterne come dischi e chiavi USB mnt ltra directory dove vengono montati temporaneamente altri file system

18 irectory GNU-Linux-6 /opt ontiene solitamente applicazioni installate, che non facciano parte di un installazione standard proc ontiene files speciali che non occupano spazio sul disco ma un pochissima RAM, vengono usati er avere informazioni in tempo reale sul sistema e manipolare eventuali caratteristiche ad esempio cambiare velocità e/o fermare/avviare la ventola del processore) root ome directory del superutente root (l'amministratore di sistema) orrisponde alla directory \Document and Settings\Administrator dei sistemi Windows sbin ome per la directory /binma contiene comandi di amministrazione del sistema che solo rootpuò sare

19 irectory GNU-Linux-7 tmp ontiene i file temporanei delle varie applicazioni a directory di riferimento dei sistemi Windows è C:/Windows/Temp. usr ontiene quasi tutti i programmi installati i file di configurazione si trovano in /etc oppure nelle directory degli utenti /home/nome_utente), e sue sottocartelle più utilizzate sono: bin = eseguibili dei programmi include = header del kernel per la compilazione lib = librerie man = pagine di manuale e documentazione src = sorgenti per la compilazione var artella destinata a contenere files di dimensione variabile : ile di log, file del server http, spool di stampa, pacchetti di installazione, ecc

20 Montaggio Questa operazione associa il filesytem su di un disco collegato fisicamente al sistema oppure su di un sistema remoto, ad una directory vuota (mount point = punto di montaggio) dell albero del filesystem esistente Se la directory di montaggio contiene files o cartelle questi verranno nascosti fino allo smontaggio del filesystem. Il montaggio automatico di filesystem viene eseguito dal SO leggendo il file /etc/fstab

21 /etc/fstab Contiene, le informazioni per il montaggio dei filesystem all avvio della macchina: dispositivo fisico - partizione che contiene il filesystem da montare punto di mount tipo di filesystem opzioni di montaggio, lettura+scrittura, solo lettura, ecc opzione per il backup con dump opzione per il controllo dell integrità dei dati Ad esempio: /dev/hdc1 /mnt/prova ext2 ro,noauto 0 0 dispositivo-partizione = /dev/hdc1 da montare come = /mnt/prova filesystem tipo = ext2 opzioni montaggio = sola lettura (ro), montaggio manuale (noauto) opzioni dump= non utilizzato da dumpper i backup(0) opzioni controllo dati = escluso dal controllo periodico di integrità del disco tramite fsck (0 ) Attenzione all inserimento di entry di montaggio automatiche nel file /etc/fstab

22 UUID Come detto in precedenza nellalogica «unix»tutto viene rappresentato da files, comprese le perifichedi memorizzazione (devicea blocchi) rappresentate da un tipo speciale di file allocato in nella directory /dev Sempre in precedenza abbiamo visto il metodo di nomenclatutura di tali device(sda, sdb1, ecc). Ma che succede se cancello una partizione?.. Risposta. Il numero di partizioni scala creando quindi un grave problema nel montaggio dei filesystem. Nelle distribuzioni Debiane derivate (ed in estensioni su tutte le altre), si può utilizzare il nuovo metodo di nomenclatura il sistema Universal Unique Identifier, risolviamo tale problema. Ad ogni partizione in fase di formattazione viene asseganto un UUID univoco. Il demone udev permette l identificazione di 4 tipi di UUID: by-uuid by-label by-id by-path

23 UUID file fstab visto in precedenza potrebbe quindi modificarsi da: dev/hdc1 /mnt/prova ext2 ro,noauto 0 0 : UID=0375e90e-bb a1af-1abbb /mnt/prova ext3 ro,noauto 0 1 ppure usando la label: ABEL=S234E-Ubuntu10 /mnt/prova ext3 ro,noauto 0 1 er scoprire quale UUID è stato assegnato alla partizione è possibile usare i seguenti comandi: lkid (vecchie versioni di Ubuntu) ol_id/dev/sda1 ttenere l elenco delle partizioni: -l /dev/disk/by-uuid/

24 RAID Redundant Array of Indipendent Disk - I dati aziendali conservati in un disco sono importanti - Quel disco prima o poi si danneggerà I dischi fisici vengono configurati a livello logico per la salvaguardia dei dati e/o velocità di I/O\ idondanza = Eccedenza in una duplicazione di informazioni, ottenuta con: Mirroring = duplicazione dei dati da un disco all altro Duplexing = due dischi e due controller gemelli Parity = calcolo della somma binaria dei dati scritti, posta su di un disco o area apposita storage review: il RAID non vi salva da eruzioni vulcaniche

25 RAID odelli uguali oppure: - Il disco più lento influenzerà gli altri - Il disco più piccolo influenzerà lo spazio usato degli altri egge di Murfy (estensione per i RAID): due dischi uguali si mperanno allo stesso momento vanificando il RAID arametri di valutazione del RAID: restazioni endimento = (capacità utilizzabile dall utente / capacità gestibile dal RAID)*100 rasportabilità (attenzione agli aggiornamenti BIOS dei controller integrati) ault Tollerance (tolleranza agli errori)

26 RAID AID SOFTWARE: sano routine specifiche dei SO asso costo emplicità restazioni minori imitazione del boot (partizione separata) imitazioni al SO che lo crea imitazioni HW (hot swap) AID HARDWARE (NO BIOS): sano hardware dedicato lto costo (CPU e memoria separata) restazioni elevate rasportabilità migliorata (Il RAID integrato in MB è da considerarsi ibrido)

27 STRIPING RAID - 0 Dischi minimo = 2 Ridondanza = NO Fault Tollerance = NO Prestazioni = +50% Read/Write Rendimento = 100% e perdo un disco perdo il cestello

28 JBOD Just a Brunch of Disks Non è un RAID Dischi minimo = 1 Ridondanza = NO Fault Tollerance = NO Prestazioni = Quelle di un solo disco Rendimento = 100% nico disco logico da gestire

29 MIRRORING RAID - 1 Dischi minimo = 2 (solo a coppie) Ridondanza = SI Fault Tollerance = SI (di 1 solo disco) Prestazioni = quelle di un solo disco Rendimento = 50% operazione di creazione non dovrebbe essere distruttiva funzione auto-setup disattivata)

30 RAID - 2 Raid 1 maggiormente affidabile, frammenta i dati in bit anziché in blocchi

31 RAID - 3 Dischi minimo = 3 Ridondanza = SI Fault Tollerance = SI (di 1 solo disco) Prestazioni = ottime in lettura, medie in scrittura (inferiori a quelle di un disco) Rendimento = min. 67%, ad aumentare con l aumento dei dischi Dedica un disco alla parità del volume

32 Parità disco0 disco1 = disco = = = 5 PARITA ITUAZIONE PRIMA DELLA ROTTURA DI UN ELEMENTO DEL ESTELLO ATI DISCO DISCO DISCO PARITA (somma dei tre dischi) ITUAZIONE DOPO LA ROTTURA DELL ELEMENTO DISCO2 ATI DISCO 0 DISCO 1 DISCO 2 PARITA (somma dei tre dischi) 1 3 X X X Ricostruzione del disco 2:

33 RAID - 4 Come il RAID 3 ma con la frammentazione dei dati a livello di blocchi e non di byte

34 RAID - 5 Dischi minimo = 3 Ridondanza = SI Fault Tollerance = SI Prestazioni = ottime in lettura, buone in scrittura Rendimento = min. 67%, ad aumentare con l aumento dei dischi Ogni disco conterrà il 66,5% dei dati ed il restante dedicato per la parità

35 RAID - 6 Dischi minimo = 4 Ridondanza = SI Fault Tollerance = SI Prestazioni = ottime in lettura, buone in scrittura Rendimento = min. 50%, ad aumentare con l aumento dei dischi Doppia parità Richiede un controller specifico

36 RAID - 7 RAID PROPRIETARIO di: STORAGE COMPUTER DIVISION Stesse caratteristiche del 5 ma non è uno standard

37 RAID ibridi - 10 Dischi minimo = 4 (incrementi di coppie) Ridondanza = SI Fault Tollerance = SI 2 (se non appartenenti alla stessa coppia Prestazioni = ottime Rendimento = 50%

38 RAID ibridi 0+1 Dischi minimo = 4 (incrementi di coppie) Ridondanza = SI Fault Tollerance = SI Prestazioni = ottime Rendimento = 50%

39 RAID ibridi 50 (Round Robin) Dischi minimo = 6 Ridondanza = SI Fault Tollerance = SI Prestazioni = ottime

40 RAID ecupero Dati: e il danneggiamento riguarda più dischi dell array, in alcuni asi è possibile recuperare i dati: DISK INTERNAL RAID RECOVERY (0,1, 5, 0+1, jbod) RAID RECONSTRUCTOR (0, 5)

41 LVM (LogicalVolume Manager) - 1 Metodo di allocazione dello spazio su disco che astrae i device fisici (i dischi) in dischi virtuali, organizzandoli in volumi logici facilmente ridimensionabili (al contrario delle partizioni). Possibilità di aggiungere spazio libero al sistema in maniera dinamica e veloce, in maniera simile ma molto più avanzata allo striping RAID. Nota: è possibile aggiungere spazio al volo senza dover smontare le partizioni, ma non è possibile fare il contrario.

42 LVM (LogicalVolume Manager) - 2 Una feature interessante di LVM è lo snapshot: Con questa tecnica èpossibile, ad esempio effettuare il backupdel nostro server senza preoccuparci del rischio di avere dati inconsistenti dovuti alla modifica dei dati stessi durante la fase di backup che può durare anche ore. Per far questo è necessario: creare uno snapshot del VG interessato far partire il backup ogni modifica al VG verrà messa in snap a backup terminato verranno scritte su disco le modifiche presenti nello snapshot lo snapshot verrà eliminato

43 LVM (LogicalVolume Manager) - 3 LVM per effettuare questa operazione esegue: Marchiatura dei dischi fisici, per riconoscerli come propri, scrivendo le relative informazioni in alcune porzioni di disco chiamate private region Raggruppamento dei dischi in VOLUME GROUP (VG). Questi rappresentano il piùalto livello di astrazione che conterrà i volumi fisici PHISICAL VOLUME (PV) e logici Definizione dei LOGICAL VOLUME (LV), l equivalente delle partizioni, e creazione dei filesystem all interno

44 LVM (LogicalVolume Manager) - 4 Senza LVM ci troveremo ad avere: Dischi fisici Partizioni ( ognuna può occupare al massimo un disco fisico) Filesystem ( ognuno può occupare al massimo una partizione ) Con LVM invece ci troveremo ad avere: Dischi fisici (reali) Dischi fisici (PV) Volume Group(VG) associati ai PV Volumi logici (LV) Filesystem

45 Avvio e Bootloader-1 All accensione della macchina il BIOS cerca nell Master Boot Record, secondo l ordine configurato il codice da eseguire. Questo codice non èil kerneldel sistema operativo (~1.5MB), troppo grande per essere contenuto nell MBR che ha dimensioni di 512byte, ma bensì il bootloader. Il bootloaderèun programma che si occupa di effettuare il bootstrap del sistema operativo. Il bootloaderstorico di GNU-LinuxèLILO, sostituito praticamente in tutte le distribuzioni dal più potente e flessibile GRUB.

46 Avvio e Bootloader-2 Nell MBR si trova la parte primaria del bootloader GRUB. Caricata in memoria questa porzione di codice da parte del BIOS ed eseguita, questa carica la parte secondaria del bootloader e gli passa il controllo. Ora il bootloadercarica in memoria il kernel, questo si occuperàdi eseguire tutta una serie di operazioni configurate per portare su il SO, tra cui far partire il processo padre di tutti i processi di una macchina GNU-Linux, il processo init, e portare il sistema al runlevel desiderato.

47 Runlevel-1 Nel sistema SysV init classico, esiste il concetto di runlevel (stato di attivitàdella macchina) che avvia o ferma alcuni servizi. Runlevel principali: 0= macchina spenta 1= Single UserMode, utilizzato per il ripristino del sistema, nessun programma gira in background solo l amministratore può loggarsi( modo testuale senza interfaccia grafica ) 3 = Tutti i servizi attivi in modo testuale 5 = Predefinito, tutti i servizi attivi in modalità grafica 6 = Riavvio macchina Tutti gli altri runlevel sono personalizzabili in base alle esigenze. Il processo initper portare la macchina al runlevel desiderato legge la sequenza di files( in realtàsono dei link che puntano agli script di avvio dei servizi ) in etc/rc.d/rc.numero_runlevel.d.

48 Runlevel-2 La configurazione del processo di avvio è definita nel file /etc/inittab In questo file èpresente anche la definizione del runlevelpredefinito da utilizzare all avvio del sistema. Tutto questo viene gestito da un servizio speciale di avvio chiamato Sysvinit (init per gli amici). Ultimamente èentrato a far parte del mondo GNU-Linuxun nuovo gestore di avvio, che sostituisce l ormai datato ma perfettamente funzionante init, questo sistema si chiama Upstart.

49 Runlevel-3 Se usciamo dalla logica di SysV init abbiamo alcune alternative per velocizzare ed ottimizzare il processo di boot, in uso da alcune distribuzioni: Dependency-based-boot Upstart Systemd

50 Dependencybasedboot Debian6 èla prima che ha sostituto l initclassico con questo metodo che si occupa essenzialmente di parallelizzare l esecuzione degli script. Per fare ciò, ogni vecchio script di avvio dev esser parzialmente modificato aggiungendo le informazioni circa le sue dipendenzedi run-time, come esemplificato di seguito per il demone exim4 su Debian Squeeze: ### BEGIN INIT INFO # Provides: exim4 # Required-Start: $remote_fs $syslog $named $network $time # Required-Stop: $remote_fs $syslog $named $network # Default-Start: # Default-Stop: # Short-Description: exim Mail Transport Agent # Description: exim is a Mail Transport agent ### END INIT INFO

51 Ubuntuutilizza Upstart, i servizi all avvio non vengono più schedulatisequenzialmente ma parallelamente, e risulta più flessibile dei due metodi precedenti Questo aumenta la velocità di avvio del sistema, restando compatibile con il sistema precedente di gestione tramite script. Ora i demoni inviano direttamente ad Upstart degli eventi che potranno essere quindi gestiti in maniera diversa, anche se resta la compatibilità con il vecchio sistema di script in /etc/init.d I job file (script di /etc/init) non vengono piùavviati secondo una sequenza specifica, ogni job specifica gli eventi ai quali fare da handlere, quando questi eventi occorrono, Upstartlancia tutti gli handler in parallelo. Tutti i job che devono essere lanciati allo startup conterranno il codice start on startup Con questo ultimo metodo il file /etc/inittabnon esiste più, al suo posto vi è la directory /etc/event.d che contiene gli script relativi ai servizi. Ubuntuèstata una delle prime distribuzioni a dotarsi di questo sistema di avvio, a partire dalla sua release 7.04 (Feisty Fawn) Upstart

52 Systemd L aternativa ad upstart nella parallelizzazione dei servizi è Systemd, utilizzato da Fedora 15 (2011). Questo sistema inizializzae supervisiona l intero sistema, il suo funzionamento èsuddiviso in unità di diverso tipo (service, socket, device, mount, ecc). Nonostante la compatibilità con gli script System V, molti degli script (richiamabili dal comando service) sono stati migrati in file di «unit» con estensione.service, posti in /etc/systemd/system (che hanno la precedenza su quelli in /lib/systemd/system ), amministrabili da riga di comando con systemctl o in maniera grafica con systemadm Ad esempio per fermare il Networkmanager: systemctl stop NetworkManager.service

53 Software -1 Tipi: Per installare il software in un sistema GNU-Linux abbiamo a disposizione varie opzioni Compilazione da sorgenti Installazione di un programma precompilato Installazione di un pacchetto

54 Software -2 Compilazione da sorgenti file con estensione tar.gzche contiene filesche dovranno essere compilati (creazione degli eseguibili tramite programmi appositi) secondo una sequenza predefinita da terminale (configurazione compilazione installazione). PRO - Programmi ottimizzati per l architettura HW specifica della macchina, solitamente più performanti e veloci CONTRO Operazione non proprio banale, disinstallazionecomplicata dovuta al trovare tutti i files installati nel sistema (se non presente il file di uninstall)

55 Software -3 Installazione di un programma precompilato File con estensione tar.gzche contiene uno script di installazione (ad es. install.sh) che si occupa di effettuare le operazioni necessarie PRO Meno affetto da problemi in fase di installazione, del precedente CONTRO Operazione non proprio banale, disinstallazionecomplicata dovuta al trovare tutti i files installati nel sistema (se non presente il file di uninstall) Installazione di un pacchetto File con estensione deb oppure rpm, che contiene al suo interno tutti i filesnecessari al funzionamento del programma, più una serie di informazioni riguardanti l installazione, la disinstallazione e la configurazione del software. PRO Standardizzazione e gestione facilitata dell installazione e disinstallazionedel software CONTRO Il software necessario ( o l ultima versione) potrebbe non essere ancora stato pacchettizzato per la propria distribuzione

56 Software -4 Oltre al modo in cui sono organizzati internamente i pacchetti deb ed rpm, oltre alla diversitàdegli strumenti utilizzati per la loro gestione, una fondamentale differenza tra i due tipi sta nell approccio della gestione delle dipendenze. Quando installiamo un software in GNU-Linuxquesto, per poter funzionare correttamente, potrebbe aver bisogno (dipendere) da altro software (programmi di utilità, librerie, ecc) magari non ancora installati; queste dipendenze devono essere risolte in fase di installazione. Il pacchetto rpm prende nota dei files necessari all installazione il pacchetto deb prende nota di quali altri pacchetti sono necessari all installazione.

57 Software -5 Facciamo un esempio, voglio installare l appletdi controllo del volume per il pannello di GNOME, per farlo ho necessitàdi aver installato ( o di installare ) GNOME e le sue librerie. In un pacchetto rpm troveremo tra le dipendenze i filesrelativi a GNOME ed il nome delle librerie necessarie In un pacchetto deb troveremo tra le dipendenze l elenco dei pacchetti che forniscono i files di GNOME con le sue librerie. Ogni distribuzione utilizza solitamente un solo tipo di pacchetti. Le distribuzioni derivate da Debian (Ubuntu, Knoppix, ecc) utilizzano i deb, Le distribuzioni derivate da RedHat (Fedora, CentOS, ecc) SUSEe Mandriva, utilizzano rpm, Slackware utilizza invece i tar.gz. Esistono comunque tools di conversione tra i diversi formati, ad esempio Alien.

58 Selinux Security Enhanced Linux, è un progetto ideato dalla United States National Security Agency (NSA), atto ad aumentare la sicurezza dei sistemi GNU-Linuxù In GNU-Linux ogni processo in esecuzione possiede i permessi dell utente che lo esegue, oltretutto l utente ha la possibilità di permettere o negare l accesso ai file di cui è proprietario (DAC = Discretionary Access Control, con l utilizzo di SELinux invece si passa ad un sistema più flessibile (MAC = Mandatoryaccess Control) ) in cui viene assegnata una classe di sicurezza per ogni oggetto di un DB (AVC = Access VectorCache), e ad ogni soggetto vengono associati determinati permessi in base agli oggetti ed i permessi impostati sulle classi. In pratica adottando SELinuxle decisioni di accesso ai filessono basate su etichette di sicurezza, un processo che ha etichetta di sicurezza di livello inferiore a quella del file non può leggerlo, un processo che ha etichetta di sicurezza diversa da quella del file non può modificarlo, e cosa più importante l utente root non ha più il controllo totale.

59 Prompt Dalla finestra aperta ci troviamo con il prompt dei comandi della shell da cui evinciamo (se ce ne fossimo scordati) subito alcune informazioni: siamo loggati come root ~]# sulla macchina tgrc06-00 root ~]# posizionati nella home dell utente root ~]# il sistema aspetta comandi ~] #

60 Permessi -1 I permessi in GNU-Linux possono essere settati tramite tre triplette di ACL. Per ogni tripletta possono essere definiti alcuni permessi: r =read(lettura) w = write (scrittura) x= execute(esecuzione) Il permesso di esecuzione per una directory ha un significato particolare, questo, se settato, permette l accesso alla directory con il comando cd ed ai file in esso contenuti se questi hanno a loro volta i permessi corretti.

61 Permessi -2 Il cambiamento di permessi su di un oggetto file o directory e regolamentato, da terminale, con il comando chmod, che accetta una sintassi di tipo simbolico oppure ottale. Simbolici: opzione Lettera Cosa rappresenta/cosa fa (chi) u Utente (chi) g Gruppo di appartenenza (chi) o Altri (chi) a Tutti (tutto il ``mondo'') (azione) + Aggiunge i permessi (azione) - Rimuove i permessi (permessi) r Lettura (permessi) w Scrittura (permessi) x Esecuzione (permessi) t Bit sticky Esempio: chmod R u=rwx,g=rx,o=rx/etc/acpi - Permessi ricorsivi=rwxr-xr-xsulla directory /etc/apt

62 Permessi -3 Ottali: 0 Nessun permesso. 1 Esecuzione. 2 Scrittura. 4 Lettura. Esempio: chmod R 755 /etc/acpi - Permessi ricorsivi = rwxr-xr-x sulla directory /etc/apt r+w+x = (in ottale) = 7 r+x = 4+1(in ottale) = 5 r+x = 4+1(in ottale) = 5

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