REPUBBLICA ITALIANA TRIBUNALE DI BARI IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

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1 REPUBBLICA ITALIANA TRIBUNALE DI BARI IN NOME DEL POPOLO ITALIANO II Tribunale, in funzione di Giudice del Lavoro, in composizione monocratica nella persona deua dott.ssa Isabella Calia, au'udienza pubblica del giorno ha pronunciato la seguente Sentenza dando lettura della motivazione e del disposhivo ai sensi deu'art. l^lsexies c.p.c. nella causa per controversia di lavoro iscritta al n. 5207/2008 del R.G.A.C, promossa da: rappr, e dif dall'avv, M.Di Berardino Contro., in persona del légale rappresentante/(ro tempore rappr. e dif dall'avv, F.Stolfa e M,Martinelli -Ricorrente- -Resistente- Svolgimento del processo Con ricorso depositato 11 27,02.08 presso la cancelleria della sezione lavoro del Tribunale di Bari, parte ricorrente in epigrafe indicata conveniva in giudizio la in persona del légale rappresentante pro tempore, e, premesso di aver lavorato alie dipendenze della resistente dal 01.04,74 al 01,04,76 con la qualifica di venditore senza essere regolarmente assicurato ai fini contributivi, chiedeva di accertare l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato nel detto periodo e di condannare la societá convenuta alia regolarizzazione della propria posizione contributiva mediante costituzione della rendita vitalizia di cui au'art /62 e al risarcimento del danno ex art ce. Si costituiva in giudizio la resistente deducendo l'indeterminatezza delle avverse domande e la prescrizione del diritto alia costituzione della rendha, contestando comunque nel mérito la fondatezza del ricorso e chiedendone pertanto 1'intégrale rigetto con il favore deue spese, 1

2 Rhenuta la natura preliminare delle eccezioni sollevate dalla convenuta, la causa veniva rinviata au'odierna udienza per la discussione sulle dette eccezioni ed era quindi decisa come da sentenza letta in udienza. Motivi della decisione Fondata é l'eccezione di prescrizione, Preliminarmente, pero, deve darsi atto che non sussiste la dedotta nullitá per indeterminatezza del ricorso, poiché l'esame complessivo dell'atto introduttivo consente di comprendere l'esatta portata delle conclusioni ivi rassegnate, che non si pongono in rapporto di incompatibilhá cosi come invece sostenuto dalla resistente. Invero, oltre alia domanda di costituzione della rendha vitalizia ex art. 13 1, 1338/62, parte ricorrente non chiede 11 risarcimento del genérale "danno pensionistico" derivante dall'omissione contributiva, bensi il ristoro del piú limitato pregiudizio per non aver potuto usufmire, sempre a causa deu'omissione contributiva, del cd. Bonus previsto dalla /04 (incentivo al posticipo del pensionamento). Ció chiarito, si osserva che il diritto alia costituzione della rendha é certamente prescritto, Giova rammentare che l'art, /62 riconosce in favore dei lavoratori subordinati, nei confronti dei quali il proprio datore di lavoro non abbia proweduto a versare i contributi previdenziali e per il versamento dei quali sia decorso il termine prescrizionale, il diritto a vedersi costituire - con onere a carico del medesimo datore di lavoro inadempiente e, in mancanza di adempimento da parte di quest'ultimo, con onere a carico dello stesso lavoratore beneficiario - "...una rendita vitauzia riversibile pari alia pensione o quota di pensione adeguata dell'assicurazione genérale obbligatoria che spetterebbe al lavoratore dipendente in relazione ai contributi omessi". II legislatore stmttura l'istituto come una facoltá a cui puó accederé, quale regola genérale, lo stesso datore di lavoro inadempiente che abbia esibito all'ente previdenziale ".. documenti di data certa, dai quali possano evincersi la effettiva esistenza e la durata del rapporto di lavoro, nonché la misura della retribuzione corrisposta al lavoratore interessato" (co, 4 art. cit.). Solo neir ipotesi che il lavoratore non possa ottenere la costituzione della rendita a carico del datore di lavoro, lo stesso legislatore riconosce tale facohá, quindi con regola derogatoria della regola genérale retro delinéala, alio stesso lavoratore danneggiato dair inadempimento, alie stesse condizioni riconosciute al datore di lavoro (co. 5),

3 Sul tema della prescrizione del diritto alia costituzione della rendha de qua, la Corte di Cassazione ha avuto modo di pronunciarsi con alcune sentenze che, in linea genérale, hanno affermato l'operativitá del termine di prescrizione decennale con decorrenza dal momento in cui é a sua volta prescritto 11 versamento dei contributi da parte del datore di lavoro au'istituto previdenziale (Cass. 6361/1984; 9270/1987; 10945/1998; 1468/1999; 3756/2003; 13836/2003). Infatti, "// diritto del lavoratore di vedersi costituire, a spese del datore di lavoro, la rendita vitalizia di cui au'art. 13, quinto comma, della legge 12 agosto 1962, n. 1338, per effetto del mancato versamento da parte di quest'ultimo dei contributi previdenziali, é soggetto al termine ordinario di prescrizione, che decorre dalla data di prescrizione del crédito contributivo dell'inps, senza che rilevi la conoscenza o meno, da parte del lavoratore, della omissione contributiva" (Cass. 3756/03). Vero é che con sentenza n. 7853/2003 la Suprema Corte ha offerto una diversa ricostmzione giuridica deu'istituto in parola, qualificando 11 diritto alia rendita come diritto potestativo imprescrittibile; tuttavia, con la successiva pronuncia n, 13836/2003 ha riaffermato tout court il principio della prescrittibilitá del diritto alia costituzione della rendita vhalizia e della sua decorrenza dalla data di prescrizione del credho contributivo dell'lnps. Una risposta ragionevole alia questione odiernamente controversa non puó che partiré dall'osservazione che l'art, 13 prevede due diverse ipotesi: la prima é quella della sceha volontaria del datore di lavoro, sceha in forza della quale lo stesso debhore pone fíne alia propria mora adempiendo diversamente aua propria obbligazione (il pagamento della contribuzione), e cosi facendo salvaguarda la posizione previdenziale del lavoratore e la posizione credhoria dell'ente previdenziale destinatario della contribuzione. La seconda ipotesi ricorre invece nel caso di specie, ed é quella che vede, come soggetto destinatario del potere di provvedere al pagamento della riserva matemática, lo stesso lavoratore danneggiato dall'omissione contributiva, che si sostituisce al datore di lavoro inadempiente; in questo caso, pero, é lo stesso legislatore previdenziale a prevedere che tale possibilhá sia esperibile solo dopo che il lavoratore non riesca a ottenere 11 versamento della riserva matemática dal datore di lavoro, che appare il destinatario naturale di tale meccanismo.

4 In tale fattispecie viene in rilievo il rapporto fra datore di lavoro inadempiente e lavoratore, all'interno del quale si pone la richiesta del secondo di pagamento a carico del primo delle somme necessarie alia costituzione della rendita vitalizia. Da ció consegue che ad una pretesa patrimoniale da parte del lavoratore conisponde, dal lato opposto, l'interesse del datore di lavoro - debitore - a non sopportare un onere económico costituito dall'esborso delle somme di denaro necessarie per la riserva matemática dell'art, 13 legge n del 1962; la riscontrata contrapposizione di interessi economici induce a concludere che il diritto del lavoratore, a cui fa da contraharé la posizione di soggezione del datore di lavoro, non puó che essere soggetto au'ordinario termine prescrizionale decennale, non potendosi immaginare una soggezione "senza termine finale" del datore di lavoro, In definitiva, l'eccezione di prescrizione ha una sua utilitá all'interno del rapporto fra datore di lavoro e lavoratore, in quanto tesa a non lasciare il primo indefinitamente sottoposto alia scelta discrezionale del dipendente: pertanto, se la facohá (concessa al datore di lavoro e, in subordine, al lavoratore) di costituire la rendita vitalizia puó essere qualificata come imprescrittibile, sicuramente soggetto a prescrizione é invece il diritto (spettante esclusivamente al lavoratore) alia regolarizzazione della posizione contributiva mediante costituzione della rendita. Nel caso in esame, considerato che il rapporto controverso risale al periodo aprile aprile 1976, risuha indubbiamente prescritto 11 diritto invocato dal ricorrente nei confronti della parte datoriale, posto che la prima richiesta di costituzione della rendha vitalizia é stata rivoha alia societá convenuta solo in data , Quanto all'ulteriore domanda di risarcimento del danno ex art c.c. per non aver potuto beneficiare del c.d. bonus previsto dalla /04, si osserva che il suo accoglimento é precluso non giá dalla prescrizione (che invece inizia a decorrere soltanto dal momento della perdha della prestazione previdenziale), bensi dall'assenza di qualsivoglia elemento idóneo a consentiré la verifica dell'esistenza del danno e la sua liquidazione. Vero é che l'art. 432 c.p.c. conferisce al giudice 11 potere di liquidare in via equhativa la prestazione che risuhi dovuta; la stessa norma, pero, presuppone la certezza della spettanza del diritto. Tale certezza difetta nel caso di specie, né 11 ricorrente ha allegato o ha chiesto di provare circostanze specifiche volte a comprovare la sussistenza del danno lamentato, limhandosi ad affermare astrattamente che l'omissione contributiva della convenuta

5 avrebbe determinato la perdita della possibilitá di usufmire dell'incentivo al posticipo del pensionamento, cioé in definitiva la perdita di una chance neppure dimostrata, AUa stregua della precedenti considerazioni la domanda va rigettata, Quanto alia regolamentazione delle spese del giudizio, alia luce della natura della controversia e della particolaritá delle questioni trattate si ritengono sussistenti giusti motivi per disporne la compensazione intégrale fra le parti, P.Q.M. definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da depositato ü nei confronti della rappresentante/?ro tempore, cosi provvede: - rigetta la domanda; compensa le spese di Ihe. Bari, 19.11,09 con ricorso., in persona del légale II Giudice del Lavoro dott.ssa Isabeala Calia

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