POTENZIALITÀ E LIMITI DELLA MENTE NEL RAPPORTO CON LA REALTÀ

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1 [CORPO, MENTE, SPIRITO: UNA MAPPA PER NON PERDERSI] Meeting 2012 POTENZIALITÀ E LIMITI DELLA MENTE NEL RAPPORTO CON LA REALTÀ Prof. Danilo Casati Coautore del Metodo Aquilone 1 L esistenza umana è un esperienza unitaria che si snoda su tre piani distinti ed interagenti tra loro: il piano fisico, mentale e spirituale i quali possono essere sintetizzati con i verbi ho, sono, sarò. Il piano fisico è quello strettamente connesso alla materia del corpo e alle leggi fisico-chimiche che ne governano il suo funzionamento e descrivono ciò che ho : un corpo, degli organi, delle specificità fisiche oggettivamente riscontrabili. Il piano mentale è quello strettamente connesso all azione del pensiero che, investigando sulla realtà interna o esterna, permette all individuo di riconoscersi e strutturare la propria personalità attorno ad un centro, che prende il nome di io, con il quale identifica il proprio essere e per mezzo del quale può affermare: io sono. Il piano spirituale infine è quello strettamente connesso alla dimensione più profonda dell essere, il luogo dell irrazionale dal quale hanno sede le intuizioni e le ispirazioni creative, per il quale il divenire rappresenta l essenza del suo dinamismo nella ricerca di una sempre più piena completezza di sé: è il piano che spinge l individuo alla realizzazione continua di ciò che sarà. Il piano mentale quindi è lo spazio intermedio che dialoga a volte con il corpo, quando si interroga sul suo funzionamento e sui suoi limiti; altre volte con lo spirito, quando va alla ricerca del significato delle esperienze vissute e delle intuizioni irrazionali che si generano nel piano spirituale e tenta di darne di una spiegazione razionale coerente. Esso esercita un notevole potere sul benessere dell individuo, che si sente appagato quando la realtà nelle sue dimensioni fisico-mentale-spirituale collima con i desideri e le attese personali, e viceversa può costituire una notevole fonte di disagio quando l individuo non riesce ad accettare e farsi una ragione delle forme che, in un determinato momento, assume ai suoi occhi la realtà.

2 Per questo diventa importante analizzare ed investigare le potenzialità ed i limiti della mente umana quando, per mezzo del pensiero, pone l individuo in rapporto di conoscenza razionale con la realtà. Una prima osservazione che bisogna fare è che la conoscenza razionale della realtà si fonda sulla conoscenza delle relazioni di causa ed effetto e queste, una volta apprese, consentono di gestire ed organizzare la complessità del mondo che ci circonda attraverso l implicazione logica che assume la forma dell espressione linguistica classica se allora. Ad esempio già di primo mattino ci lasciamo guidare da questa conoscenza acquisita con l esperienza poiché sappiamo bene che, se suona la sveglia allora dobbiamo alzarci. Lo stesso vale in tutte le fasi successive che abbiamo appreso e consolidato, come quando ci accingiamo a preparare la colazione senza ricorrere alla riflessione razionale poiché sappiamo bene che se bolle l acqua allora dobbiamo immergere la bustina di tè. Questa conoscenza delle relazioni di causa-effetto che abbiamo acquisito con l esperienza ci consente di gestire efficacemente il rapporto con la realtà ordinaria, dall altro lato però una sua estensione arbitraria a situazioni più complesse o meno note può costituire una fonte di pregiudizi e di errate interpretazioni, con ripercussioni sulla nostra sicurezza e sul nostro stato di benessere. Analizzeremo ora alcuni tranelli in cui cade la mente quando, con la sua necessità di controllare e gestire tutto, usa in modo improprio il legame di implicazione, precipita nel pregiudizio e si trova spiazzata in una conoscenza errata della realtà: a questi tranelli daremo il nome di Abduzione inconsapevole, Transitività impropria, Ancoraggi emozionali, Interpretazioni arbitrarie. Abduzione inconsapevole: è esperienza comune che spesso di fronte ad una implicazione logica di tipo se allora possiamo invertire premessa e conseguenza per ottenere una nuova conoscenza. Ad esempio sappiamo che se il semaforo è rosso allora ci dobbiamo fermare, e da questa implicazione deduciamo che se vediamo una macchina ferma ad un semaforo allora il semaforo è rosso. Questo passaggio però non tiene conto del fatto che una macchina può arrestarsi in prossimità del semaforo per altri motivi, come ad esempio perché l auto è in panne oppure il conducente sta chiedendo delle informazioni sulla strada ad un passante. L utilizzo improprio di questa inversione dell implicazione può generare dei guai seri: ne sanno qualcosa coloro che hanno sperimentato i tamponamenti agli incroci per errata valutazione del comportamento del conducente che li precede. Infatti, invertendo l implicazione se l incrocio è libero allora il conducente che ci precede si immette nella strada principale, otteniamo: se il

3 [CORPO, MENTE, SPIRITO: UNA MAPPA PER NON PERDERSI] Meeting 2012 conducente che ci precede si immette nella strada principale allora l incrocio è libero. In base a questa convinzione regoliamo di conseguenza il nostro comportamento così, appena il conducente che ci precede accenna una partenza iniziamo automaticamente a seguirlo. Peccato però che a volte questi ci ripensi e blocchi repentinamente la sua autovettura prima di occupare l incrocio con l inevitabile esito di scatenare il tamponamento. Una situazione analoga si presenta invertendo impropriamente l implicazione se sei malato allora vai dal medico. Invertendo questa implicazione potremmo ottenere: se ho visto Tizio dal medico allora è ammalato. In realtà potrebbe essersi recato dal medico per farsi prescrivere dei farmaci per i famigliari oppure per richiedere un certificato di sana e robusta costituzione per fare sport. In questi casi, se andassimo in giro a raccontare a tutti che Tizio è ammalato potremmo crearci non pochi problemi di relazione. Un altro esempio infine è dato dall implicazione se vuoi andare al concerto allora devi acquistare il biglietto che diventa: se acquisti il biglietto allora vuoi andare al concerto. Ma Tizio può acquistare un biglietto per un'altra persona e gli creeremmo non pochi problemi se la sua fidanzata venisse a sapere che ha preso soltanto un biglietto per il concerto senza pensare a lei. Molti problemi di relazione nascono dall uso improprio di queste deduzioni che costruiscono nella nostra mente dei forti pregiudizi. 3 Transitività impropria: è esperienza comune che il legame di implicazione possa essere messo in successione per generare una sequenza di deduzioni del tipo se si verifica A allora accade B e, se si verifica B allora accade C. Mettendo in sequenza queste due implicazioni deduciamo che se si verifica A allora accade C. Tutto questo non ci creerebbe problemi se il legame di causa effetto rappresentato dall implicazione fosse strettamente deterministico. Di fatto però, quando affermiamo se A allora B, ciò che intendiamo dire è la seguente espressione: ragionevolmente quando si verifica A esiste una probabilità molto alta che accada anche B. Ma mettendo in sequenza più implicazioni molto plausibili non è affatto garantito che l implicazione costruita sulla premessa iniziale e sulla conseguenza finale abbia realmente un fondamento di ragionevolezza. Prendiamo ad esempio l implicazione se mia moglie prende l ombrello allora il tempo è piovoso. Questa può essere legata in successione all implicazione se il tempo è piovoso allora verrà poca gente al Meeting Aquilone, generando l implicazione seguente: se mia moglie prende l ombrello allora verrà poca gente al Meeting Aquilone. Ma quest ultima implicazione, benché anch essa plausibile, risulta essere molto meno certa delle altre due. Infatti, mia moglie potrebbe aver preso l ombrello per metterlo in valigia prima di partire per le vacanze, oppure potrebbe

4 effettivamente esserci brutto tempo ma, proprio in virtù di questo fatto, molta gente potrebbe preferire di partecipare al meeting Aquilone dovendo rinunciare alla scampagnata. Applicando ciecamente la transitività delle implicazioni possiamo giungere a conclusioni paradossali come accade al caso da manuale che segue. Supponiamo di essere all interno di un magazzino di merci infiammabili nel cortile di una azienda. Sappiamo che se c è un incendio in magazzino allora interviene il sistema di spegnimento a pioggia; d altra parte se interviene il sistema di spegnimento a pioggia allora il pavimento del magazzino si bagna. Sappiamo anche però che un incendio è un fatto accidentale molto raro per cui, essendo il magazzino all aperto, osservando che il pavimento si sta bagnando è molto ragionevole affermare che se il pavimento del magazzino si bagna allora piove. Ma mettendo insieme queste tre implicazioni in un unica catena transitiva giungiamo alla conclusione paradossale che se c è un incendio in magazzino allora piove. È per questo che dobbiamo prestare molta attenzione alle generalizzazioni delle nostre conoscenze quando applichiamo inconsapevolmente la transitività dell implicazione. Ancoraggi emozionali. A volte dobbiamo prendere delle decisioni in condizioni di incertezza e, in questi casi, l unica possibilità che abbiamo è quella di ascoltare la voce del cuore che ci fornisce delle indicazioni intuitive ed irrazionali che sono utili quando non abbiamo altri strumenti a disposizione. Purtroppo però nel tempo questa fiducia alla prima decisione presa è talmente forte che, nonostante le evidenze successive, rifiutiamo di prendere in considerazione delle scelte alternative per correggere gli errori. A volte, per renderli consapevoli di questo meccanismo, sottopongo i miei alunni a questo gioco. Presento loro tre carte, le mescolo e le deposito sul tavolo chiedendo loro di indicarmi dove si trova l asso di quadri. Dopo che uno di loro ha scelto una carta gli faccio presente che in almeno una delle altre due carte restanti non è presente l asso di quadri e, dopo averle viste entrambe, elimino dal gioco una di quelle due carte facendogli vedere che la carta scartata non era l asso di quadri. A questo punto gli chiedo: sei sicuro che l asso di quadri si trova sotto la carta che hai scelto oppure preferisci riconsiderare la tua scelta puntando sull altra carta che è rimasta? Ebbene, la maggior parte degli alunni conferma di rimanere fedele alla scelta iniziale confidando nel fatto che la loro intuizione, pur essendo palesemente arbitraria, abbia di fatto un fondamento. A questo punto però gli faccio osservare che il fatto di aver eliminato dal gioco una carta che certamente non era l asso di quadri serviva solo per disorientare la mente: avrei potuto saltare questo inutile passaggio e, una volta scelta la carta, chiedere all alunno se preferisse cambiare parere puntando su entrambe le carte restanti. Qui sarebbe risultato evidente che in cambio della rinuncia all ancoraggio emotivo alla scelta iniziale gli avevo offerto la possibilità di raddoppiare la probabilità di successo. Esempi di questi ancoraggi emozionali che risultano dannosi li possiamo riscontrare spesso anche in ambito finanziario, negli atteggiamenti

5 [CORPO, MENTE, SPIRITO: UNA MAPPA PER NON PERDERSI] Meeting 2012 psicologici di molti investitori. Quando una persona investe del denaro in borsa lo fa perché spera che i titoli che ha in portafoglio acquistino valore nel tempo. Questa è una tipica decisione in condizioni di incertezza dove l intuizione, associata alle conoscenze tecniche di base, gioca un ruolo decisivo. A volte però capita che il titolo che abbiamo scelto perda parte del proprio valore e le informazioni tecniche successive ci indichino che la quotazione del nostro titolo andrà peggiorando nel tempo, per cui l unica soluzione razionale sarebbe quella di disinvestire capitalizzando la perdita piuttosto che attendere che il suo valore riprenda consistenza. Molti risparmiatori però non accettano la sconfitta di dover perdere del denaro e l ancoraggio emozionale li mantiene fedeli alla decisione iniziale anche se questo li espone al rischio di perdere l intera somma investita. Nelle relazioni tra le persone questo atteggiamento di ancoraggio emotivo alla nostra visione della realtà è molto comune ed è stato messo in evidenza anche in una nota canzone di Lucio Battisti dove il protagonista, nonostante le informazioni che riceve sull infedeltà della sua compagna, continua a ripetere: Ti stai sbagliando, chi hai visto non è Francesca. È per questo che spesso i genitori sono gli ultimi a sapere dei problemi dei loro figli. Lo stesso accade quando dubitiamo della fedeltà del nostro partner e vogliamo a tutti costi cercare degli indizi che ci diano ragione: quando la realtà la vogliamo vedere in un determinato modo siamo noi a scegliere quale film vogliamo metterci in testa. 5 Interpretazioni arbitrarie. Agli uomini dà fastidio l incertezza e, quando non sanno come interpretare una situazione, cercano di compensare le lacune ricorrendo ad alcune informazioni arbitrarie prese da altre esperienze. Normalmente preferiscono sapere che una persona è antipatica o poco affidabile piuttosto che non disporre di strumenti per definire la sua posizione nei loro confronti perché, in questo modo, possono mettere in atto i sistemi automatici di protezione della propria persona. Gli insegnanti conoscono bene questo meccanismo e sanno che gran parte della qualità delle relazioni con i propri alunni e con le famiglie si gioca in poco tempo, nei primi giorni di lezione e nei primi incontri con i genitori. Per gli insegnanti più anziani molte cose sono già stabilite a priori dal passaparola, per cui quando un docente gode di buona fama all interno della scuola, gran parte del lavoro di integrazione con i nuovi alunni e con le famiglie è già stato fatto dai pregiudizi positivi che loro si sono costruiti prima dell iscrizione. Viceversa, se l insegnante è la prima volta che insegna in una scuola, oppure peggio ancora gode di pessima fama nell istituto, dovrà faticare maggiormente per farsi accettare ed integrarsi nel gruppo. Spesso saranno i dettagli a fare la differenza: il colore del vestito, la sua gestualità, il ritmo del dialogo, gli

6 accenti e le inflessioni vocali che utilizza nel rapportarsi con la classe. Nessuno può dirsi immune dagli automatismi indotti dalle interpretazioni arbitrarie, che costituiscono la prima fonte di pregiudizi e mettono in luce la fragilità mentale di coloro che li attuano. Un esperienza comune presa dalla vita di tutti i giorni la possiamo riscontrare quando coloriamo di significati arbitrari delle espressioni linguistiche neutre che vengono pronunciate nei nostri confronti. Così un espressione normale utilizzata per aprire un dialogo del tipo: Ti sei tagliato i capelli? assume una valenza completamente diversa in base alle valutazioni pregresse ed ai pregiudizi che nutriamo nei confronti della persona che l ha formulata. Se pensiamo che a pronunciare questa frase sia un nostro amico, una persona che stimiamo e verso la quale riponiamo la nostra fiducia, allora questa osservazione ci fa sentire lusingati per l attenzione che viene riservata nei nostri confronti. Viceversa, la stessa frase pronunciata con la stessa inflessione vocale dalla stessa persona che però abbiamo deciso di classificare tra le persone antipatiche o poco raccomandabili produrrà in noi un senso di fastidio per l impertinenza con cui ha osato entrare nei nostri fatti personali. È curioso ma a volte, grazie a questi pregiudizi, nascono anche amicizie, simpatie e relazioni stabili: sta a noi decidere se vogliamo essere ottimisti o pessimisti nei confronti delle persone che ci circondano, oppure se più prudentemente preferiamo sospendere il pensiero in attesa che l altro si manifesti meglio per quello che è. Le osservazioni che sono state proposte in questo intervento sui limiti e potenzialità della mente non possono considerarsi esaustive e vanno prese soltanto come stimoli per ulteriori approfondimenti. Una riflessione ulteriore che possiamo fare è che non esiste un pensiero razionale puro: anche il ragionamento più asettico, logico, matematico non può essere immune dalla contaminazione con le emozioni. Anche le equazioni hanno un anima emozionale, lo sapeva bene anche Einstein quando rifletteva sulle conseguenze della sua equazione sulla relatività generale. Per questo è molto importante trovare un punto di equilibrio tra la voce del cuore e la voce della ragione, altrimenti la qualità della vita si abbatte drasticamente e lo sconforto o la paura prendono il sopravvento. Il Metodo Aquilone che viene presentato in questo Meeting è uno strumento molto potente per la ricerca dell equilibrio tra il cuore e la ragione. Esso insegna ad abbandonare le nostre prese di posizioni radicali, trasformando i giudizi e pregiudizi in valutazioni. Non propone di abbandonare l approccio razionale alla conoscenza della realtà ma, tenendo conto della complessità delle relazioni, invita a sospendere le prese di posizione arbitrarie per valutare meglio quello che sta accadendo e ci sollecita ad ascoltare la voce del cuore che ci insegna che anche le difficoltà ed i contraccolpi della vita hanno senso nel nostro cammino di evoluzione interiore.

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