LA BARCA. Lo scafo: Genera il galleggiamento. La velatura: Genera la propulsione. Il timone: Mezzo indispensabile per governare l'imbarcazione.

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LA BARCA. Lo scafo: Genera il galleggiamento. La velatura: Genera la propulsione. Il timone: Mezzo indispensabile per governare l'imbarcazione."

Transcript

1 LA BARCA Per poter andare in barca a vela è necessario avere un minimo di conoscenza dei termini da utilizzare. In barca non si sentirà mai dire: tira quella corda (in barca il termine corda non esiste), tira quella vela o molla quella vela, ma dammi quella cima, cazza la vela o allasca la vela; è pertanto utile conoscere l'esatta nomenclatura degli oggetti e degli attrezzi da utilizzare per avere una piccola infarinatura di quelli che sono i termini nautici. Una barca a vela è composta da tre parti fondamentali: Lo scafo: Genera il galleggiamento. La velatura: Genera la propulsione. Il timone: Mezzo indispensabile per governare l'imbarcazione. LO SCAFO Lo scafo ha una parte immersa nell'acqua chiamata opera viva e una parte che sta fuori dall'acqua chiamata opera morta, divise dalla linea di galleggiamento. La parte anteriore dello scafo si chiama prua o prora e la parte posteriore poppa, che termina con una tavola perpendicolare all'asse della barca detta specchio di poppa; guardando da poppa verso prua le fiancate si chiamano rispettivamente di sinistra e di dritta. Per poter sfruttare la forza del vento la barca possiede l'albero disposto verticalmente, al quale è fissato un lato della vela. L'albero è appoggiato in una sede detta

2 scasso dell'albero ed è tenuto in posizione verticale da dei cavi di acciaio, lo strallo a prua, il paterazzo a poppa e le sartie sui due lati. Per distribuire meglio lo sforzo delle sartie ed evitare che l'albero fletta troppo lateralmente vi sono le crocette, aste perpendicolari all'albero. La lunghezza dello scafo ha due sistemi di misurazione: Lunghezza fuori tutto: La lunghezza massima dello scafo. Lunghezza di galleggiamento: La lunghezza misurata sulla linea di galleggiamento dell'imbarcazione. LE VELE La velatura, apparato propulsore della barca, è composta normalmente da due vele triangolari: il fiocco a proavia (più verso prua) e la randa a poppavia (più verso poppa) dell'albero. Perpendicolarmente all'albero, fissato con uno snodo detto trozza, vi è un altro palo detto boma, a cui è fissato il lato orizzontale della randa; il movimento in senso verticale del boma è regolato da una cima che dal boma arriva alla base dell'albero. Le vele vengono alzate ed ammainate tramite delle cime dette drizze ed orientate secondo la direzione del vento mediante mediante le scotte, cime che scorrono in delle carrucole. Nella randa sono realizzate delle tasche che contengono delle stecche necessarie per tenere la vela in forma. IL TIMONE E LA DERIVA Il timone, elemento indispensabile per mantenere e modificare la rotta, è formato da una pala incernierata allo specchio di poppa con dei perni inseriti in fori (agugliotti e femminelle). Perchè il timone sia efficace occorre che la barca abbia un certo abbrivio (velocità) e che la deriva sia abbassata (nel caso sia mobile); ricordate che angoli di inclinazione del timone oltre ai 45 gradi sono inutili e frenano moltissimo. La deriva è un'altra pala posizionata circa a metà scafo, sull'asse longitudinale della barca, normalmente a poppavia rispetto all'albero (più verso poppa). La sua funzione principale consiste nel diminuire lo spostamento trasversale della barca che diventa importante nell'andatura di bolina, in cui la forza del vento si scompone in una longitudinale all'asse della barca che genera la propulsione e una trasversale che la fa sbandare (inclinare) e scarrocciare (spostare trasversalmente).

3 MANOVRE FISSE E CORRENTI L'attrezzatura che serve a sostenere e governare le vele, quindi a permettere le regolazioni nelle operazioni di manovra dell'imbarcazione si divide in due categorie ben distinte: Manovre fisse: Servono essenzialmente a sostenere l'albero, sono lo strallo, le sartie, il paterazzo, le volanti, ecc. (sono normalmente cavi di acciaio). Manovre correnti: Sono quelle che l'equipaggio utilizza durante le manovre, per alzare e regolare le vele, sono le drizze, le scotte, il vang, ecc. (sono normalmente in fibra tessile). LE VELE

4 LA RANDA Nelle imbarcazioni moderne è la vela principale, ha forma triangolare allungata nel senso dell'altezza, è inferita nell'albero e nel boma. Le rande moderne sono dotate di stecche per mantenere la forma ideale ed evitare vibrazioni della balumina. La randa è dotata di due coppie di fori detti prese di terzaroli che permettono di ridurre progressivamente la superficie esposta al vento in caso di vento forte o burrasca, ammainandola parzialmente. Nelle imbarcazioni moderne può essere di tipo avvolgibile, l'uso è più facile ma si rinuncia a circa il 10% di superficie velica e il taglio non è ottimale per un compromesso con l'avvolgibilità. IL FIOCCO Termine generico della vela di prua di forma triangolare normamente inferita nello strallo di prua, in realtà il nome deriva da una precisa tipologia di vele di prua che secondo le dimensioni e la forma prendevano il nome di olimpico, fiocco 1, 2, 3, ecc.. Nelle imbarcazioni moderne vengono chiamate fiocco anche: Il genoa: Caratterizzato dall'avere dimensioni maggiori del fiocco (fino al 150%) con una lunga base, deve il suo nome alla città di Genova dove fu utilizzato per la prima volta nel La tormentina: Piccola vela di prua dal taglio molto magro che può essere utilizzata anche con vento molto forte o burrasca. LE VELE PER ANDATURE PORTANTI LO SPINNAKER Grande vela di prua, di forma simmetrica, indicata per le andatura portanti dal lasco alla poppa. Viene murata su di un tangone, asta orizzontale lunga normalmente quanto la distanza tra l'albero e il punto di mura del fiocco e posizionabile in modo da rimanere perpendicolare alla direzione del vento. Lo spinnaker ha una superficie che può essere doppia rispetto ad un genoa e consente di sfruttare la spinta meglio delle vele inferite, ma ha una notevole difficoltà d'uso che in genere la relega al mondo delle regate. Normalmente costruita in nylon, tessuto leggero, resistente e non poroso e che può essere colorato senza per questo alterare le sue caratteristiche.

5 IL GENNAKER Vela di prua di notevoli dimensioni e di forma asimmetrica che viene murata come un fiocco non inferito mediante un bompresso, asta che sporge dalla prua longitudinalmente all'asse della barca. Di più semplice uso rispetto allo spinnaker è indicata per le andature dalla bolina larga al lasco. IL VENTO Il vento è il vero motore di una barca a vela e chi è in navigazione deve essere in grado, in ogni momento, di sapere da che parte arriva e sapersi orientare rispetto ad esso. Vi sono molti sistemi per capire la direzione del vento: Sensibilità della pelle. Sibilo del vento simmetrico nelle due orecchie. La nostra vela, quando sbatte è in asse con la direzione del vento (come una bandiera). Direzione delle increspature sulla superficie dell'acqua. Segnavento. Barche ancorate. Se vicino alla costa colonne di fumo. Non ultimo inumidendo un dito, alzandolo e sentendo qual'è la parte più fredda. La rosa dei venti indica i nomi dati nell'antichità alle otto direzioni possibili da cui spirano i venti.

6 IL VENTO APPARENTE Il vento apparente è quello che viene percepito da chi sta sulla barca ed è la combinazione tra il vento reale e quello creato dalla nostra velocità. Il vento reale corrisponde ad una massa di aria che si sposta rispetto alla terraferma e naturalmente anche al mare, il vento di velocità viene percepito da un oggetto in movimento ed è uguale ed opposto alla velocità dell'oggetto (e quindi anche della barca), naturalmente non sono distinguibili tra di loro, ma la loro combinazione genera il vento apparente. Il vento apparente è quello che effettivamente lambisce le vele e permette la propulsione.

7 LA BARCA RISPETTO AL VENTO Consideriamo la nostra barca in navigazione e la sua posizione rispetto al vento, essa ha un lato che viene investito per primo dal vento e che chiamiamo sopravento, e l'altro che chiamiamo sottovento, dove si dispongono le vele. Se tracciamo una linea immaginaria perpendicolare alla direzione del vento e passante per la nostra barca possiamo dividere il mare in due zone: una sopravento che viene investita dal vento prima della barca e una sottovento che riceve il vento dopo la barca. Anche la nostra imbarcazione ha sempre un lato sopravento (quello che viene colpito prima dal vento) e uno sottovento. La fiancata che riceve per prima il vento (sopravento ) identifica le mure con cui un'imbarcazione sta navigando, quindi se il vento arriva da sinistra e le vele si dispongono a dritta si dice che navighiamo con mure a sinistra. Quando si viaggia con il vento in poppa, convenzionalmente, si dice che la barca ha le mure a dritta se la randa è a sinistra e viceversa. Naturalmente vi è un limite all'angolo che si riesce a tenere rispetto al vento chiamato angolo morto, che varia da barca a barca (non si può navigare con il vento che arriva esattamente da prua). Per risalire il vento nell'angolo morto si devono fare dei bordi di bolina, cioè andare a zig-zag alternativamente mure a sinistra e mure a dritta.

8 LE BREZZE Mentre il vento è il frutto di un'evoluzione metereologica in grande scala le brezze sono correnti d'aria caratterizzate da un riscaldamento o raffreddamento di aria a livello locale. In particolare, vicino alla costa, di giorno l'aria sopra alla terra si riscalda più velocemente rispetto a quella sopra al mare, nelle ore centrali della giornata questa aria più calda inizia a salire richiamando verso la terra aria più fresca dal mare e provocando quella piacevole brezza che si sente nelle spiagge di tutto il mondo arrivare dal mare e che possiamo usare come motore della nostra barca a vela. Di notte accade l'opposto, l'aria sopra al mare viene riscaldata dal mare stesso ed è più calda rispetto a quella sopra alla terra, provocando una brezza dalla terra verso il mare. LA PARTENZA Generalmente si parte a motore, si raggiunge la zona desiderata, si porta la prua dell'imbarcazione al vento, aiutandosi con il motore per avere quel minimo di abbrivio che consente al timone di governare e contemporaneamente si arma la drizza della randa e si lascano la scotta della randa e il vang, che potrebbero ostacolare la manovra se cazzati. Quando si è perfettamente controvento si alza la randa fino in cima all'albero per mezzo della drizza, inserendo i garrocci nell'apposita canaletta, poi si regola la tensione del vang e della scotta della randa ed il timoniere decide da quale lato accostare per prendere il vento. Quindi, nelle moderne imbarcazioni munite di rullafiocco, si fa uscire la vela di prua per mezzo della scotta di sottovento. Solo quando le vele sono in posizione si spegne il motore ed inizia la navigazione a vela. ORZARE E PUGGIARE Su una barca quando modifichiamo la rotta si dice che accostiamo a dritta o a sinistra, per fare questo spostiamo la barra del timone dalla parte opposta di dove vogliamo accostare; essendo tutto relativo al vento si dice che orziamo o puggiamo. Orziamo quando accostiamo verso il vento, cioè avviciniamo la prua al punto da cui arriva, puggiamo quando accostiamo allontanando la prua dalla direzione da cui arriva il vento (naturalmente ogni volta che modifichiamo la rotta dobbiamo regolare nuovamente le vele). Anche per mantenere una rotta dovremo in continuazione orzare o puggiare dolcemente per compensare le piccole deviazioni dovute alle onde e al vento. Naturalmente perchè il timone sia efficace occorre che la barca abbia un certo abbrivio (velocità), poichè oltre a inclinare la pala del timone occorre che un flusso d'acqua la lambisca per ottenere l'effetto desiderato. La barra del timone non va spostata bruscamente e, soprattutto, non inclinata con angoli eccessivi rispetto all'asse longitudinale della barca (angoli oltre ai 45 sono inutili e provocano un grosso effetto frenante da parte del timone).

9 LE ANDATURE Quando modifichiamo la nostra direzione, cioè aumentiamo o diminuiamo l'angolo di incidenza che il vento ha sulle vele, si dice che cambiamo andatura; le andature si possono elencate in questo modo: Bolina: Andatura con una rotta il più possibile contraria alla direzione del vento. Si divide in Bolina stretta (40/45 gradi), Bolina (45/55 gradi) e Bolina larga (60/80 gradi) secondo l'ampiezza dell'angolo al vento. Più la bolina è stretta e più la barca si presenta sbandata (inclinata) e più scarroccia (si sposta lateralmente) Traverso: Andatura a 90 gradi rispetto alla direzione del vento. Lasco: Si divide in Lasco (100/130 gradi) e Gran Lasco (140/170 gradi). Poppa: 180 gradi rispetto alla direzione del vento. E' abbastanza intuitivo che su una barca a vela non si può navigare controvento, precisamente entro un certo angolo che chiamiamo angolo

10 morto, nel quale per quanto cazziamo le vele esse non riescono a gonfiarsi, ma fileggiano, trovandosi in asse o quasi con la direzione del vento. Se dall'angolo morto puggiamo fino a far gonfiare le vele, tenendole cazzate, la barca naviga di bolina. Continuando a puggiare fino ad avere il vento a 90 rispetto alla direzione del vento navighiamo al traverso, puggiando ancora troviamo il lasco e continuando fino ad avere il vento in poppa, l'andatura di poppa, se puggiamo ulteriormente si ha un cambiamento di mura e possiamo ripercorrere al contrario le varie andature, naturalmente orzando. La nostra velocità, partendo dalla bolina, si incremente fino al traverso, per poi diminuire con il lasco e la poppa (che al contrario di quello che si può credere, a parità di vento, non è l'andatura più veloce, poichè vi è una diminuzione del vento apparente il vero motore della nostra barca a vela). Nelle andature portanti (lasco, poppa) il vento spinge sulle vele che sono un ostacolo al suo percorso, mentre nelle andature strette (bolina) la forza propulsiva viene dal vento che incontrando le vele viene da queste deviato. REGOLAZIONE DELLE VELE Per poter usufruire del vento per la propulsione della nostra barca dobbiamo regolare le vele in base alla rotta che intendiamo tenere cioè orientarle rispetto alla direzione del vento. Per compiere questa operazione usiamo le scotte che tendiamo se intendiamo cazzare le vele ed avvicinarle all'asse longitudinale della barca o allentiamo se occorre lascare le vele per allontanarle dall'asse della barca. Se una vela sbatte o fileggia la dobbiamo cazzare perchè è troppo lascata, mentre è più difficile accorgersi di quando una vela è troppo cazzata perchè appare bella gonfia. Per regolare una vela dovremo sempre iniziare col lascarla gradualmente fino a quando inizia a fileggiare, per poi cazzarla quel tanto che basta per farla portare. Quando modifichiamo la nostra rotta rispetto al vento dobbiamo regolare nuovamente le vele, cazzandole se diminuiamo l'angolo tra il vento e l'asse della nostra barca e lascandole se, al contrario, lo aumentiamo. Il segreto sta nel tenere le vele sempre vicino al limite del fileggiamento, solo così le avremo ben regolate e in grado di sfruttare la spinta propulsiva del vento nel modo migliore.

11 RIDUZIONE DELLE VELE Se il vento rinforza troppo, facendo sbandare in modo eccessivo la barca (gli scafi sono progettati per navigare con piccoli angoli di sbandamento, se troppo sbandati perdono efficienza), rendendo la vita a bordo scomoda e creando una situazione di pericolo è necessario ridurre la velatura. Generalmente si riduce prima il fiocco, perchè è un'operazione più semplice, se provvisti di avvolgifiocco è sufficiente riavvolgere parzialmente la vela di prua. L'operazione di riduzione della randa è detta "prendere una mano di terzaroli". Si riduce la vela ammainandola parzialmente lascando la drizza della randa, cazzando la borosa (cima che tiene ripiegata la vela ridotta, passante in due occhielli detti brancarelle) e serrandola con i metafioni, cimette utilizzate per legare la vela dopo averla ridotta. A questo punto si procede ad una nuova regolazione delle vele. Questa operazione deve sempre essere fatta in sicurezza (meglio troppo presto che troppo tardi). Se possibile ridurre la vela di prua e la randa in modo proporzionale, perchè il comportamento della barca non diventi imprevedibile e non ridurre la velatura in modo eccessivo, in modo che la barca abbia sempre un po' di velocità e di manovrabilità. VIRATA DI PRUA Per riuscire a virare di prua (virata normalmente utilizzata nelle andature di bolina) bisogna superare l'angolo morto, quindi ci si trova per un attimo controvento e senza propulsione; bisogna avere una buona velocità per superare con il solo abbrivio il letto del vento ed è necessario essere di bolina, per ridurre al minimo l'angolo al vento che si vuole superare, prima di effettuare la manovra. Il timoniere comunica ad alta voce all'equipaggio: "Pronti a virare?". Solo se si è veramente pronti e le scotte del fiocco sono bene in chiaro

12 ognuno gli risponde "Pronto". A questo punto il timoniere avverte, sempre ad alta voce, "Viro" e inizia progressivamente con il timone ad orzare. Non appena il fiocco inizia a fileggiare si molla la scotta di sottovento si sposta il peso dell'equipaggio al centro della barca e, quando le vele sono passate da sole sulle nuove mure, si cazza il fiocco con l'altra scotta, il timoniere riporta gradatamente la barra del timone al centro e l'equipaggio si porta dall'altro lato per compensare con il proprio peso lo sbandamento della barca. VIRATA DI POPPA Nella virata di poppa, detta anche strambata, la barca è sempre spinta dal vento e le manovre con il timone avvengono più dolcemente, accompagnando la rotazione del vento apparente. Prima di iniziare la virata si lasca la randa, dal lasco si puggia lentamente fino a quando il fiocco che si sgonfia perchè sventato dalla randa comunica al timoniere di essere con il vento in poppa, allora si molla la scotta del fiocco tirando l'altra per farlo passare a farfalla; il timoniere comunica ad alta voce:"pronti a strambare?". Solo se si è veramente pronti e le teste sono abbassate per far passare il boma ognuno gli risponde "Pronto", la randa viene portata al centro per evitare di decapitare l'equipaggio o di danneggiare l'attrezzatura con un'escursione del boma eccessiva, a questo punto il timoniere dice sempre ad alta voce "Strambo", fa passare la randa sull'altro lato con una leggera puggiata, bilanciando poi la tendenza a orzare con un contropuggiata, la randa viene lascata, il timoniere riporta la barra al centro e si possono cazzare convenientemente le vele per l'andatura desiderata.

13 BORDEGGIO Se su una barca a vela si vuole raggiungere un punto sopravento, non potendo navigare con il vento che viene esattamente da prua si deve seguire un percorso a zig-zag, bisogna cioè fare dei bordi di bolina, alternativamente mure a sinistra e mure a dritta, facendo tra un bordo e l'altro una virata di prua. La bolina non deve essere troppo stretta, per permetterci di raggiungere una certa velocità e i bordi non devono essere troppo corti per non fare troppe virate che fanno perdere velocità e acqua; in genere si vira prima che la meta arrivi al traverso (quando la linea immaginaria che ci unisce alla meta è perpendicolare all'asse longitudinale della barca). Anche il bordeggio in favore di vento può risultare utile, facendo, anzichè navigare con il vento in poppa, dei bordi al lasco alternandoli con delle virate di poppa, perchè l'andatura di poppa è lenta, instabile e difficile da tenere per lunghi tratti. La velocità e il maggior comfort di navigazione spesso ci ripagano del percorso più lungo. IL RIENTRO Le manovre per rientrare in porto ricalcano, al contrario, quelle fatte per iniziare la navigazione. Per prima cosa si accende il motore e si porta l'imbarcazione prua al vento, in modo che le vele non portino, ma fileggino, si ritira la vela di prua agendo sulla drizza del fiocco, quindi si ammaina la randa dopo aver cazzato la scotta di randa per evitare che l'oscillazione del boma possa provocare danni all'equipaggio e si rientra in porto a motore (dopo aver messo in posizione i parabordi). LE PRECEDENZE In mare la cosa da evitare assolutamente è una collisione, per quanto sia grande il mare ci si può trovare ad incrociare la rotta di un'altra imbarcazione partita magari a molte miglia di distanza, specie all'entrata di un porto. Nell'incrocio con altre imbarcazioni ci si deve attenere ad alcune regole

14 fondamentali, basate più sui doveri che sui diritti; chi ha il dovere di dare precedenza deve fare una manovra tempestiva senza aspettare l'ultimo minuto, chi ha il "diritto" di precedenza deve navigare sulla sua rotta, senza cambiarla, per non ingannare l'altra imbarcazione e se quest'ultima non manovra a tempo debito, manovrare lei per evitare la collisione, e all'uso del buonsenso (non dimenticate mai di guardare sottovento al fiocco). Nell'incrocio tra due barche a vela quella che naviga con le mure a sinistra deve lasciare libera la rotta a quella con le mure a dritta Tra due barche a vela che navigano sulle stesse mure è la barca sopravento che deve manovrare per evitare l'abbordo. Una barca che naviga a motore deve lasciare sempre libera la rotta a una che naviga a vela.

15 Tra due barche a motore si deve lasciare libera la rotta a quelle avvistate di prua a dritta e quando due barche a motore si vanno incontro con due rotte opposte o quasi ciascuna deve accostare sul suo lato di dritta in modo da far passare l'altra sulla propria sinistra. Esistono poi altre particolari regole di precedenza: All'imbocco dei porti chi entra deve lasciare acqua a chi esce. Nei canali stretti, se ciò non provoca pericolo, si tiene la destra (come in auto). Sui fiumi chi naviga controcorrente deve manovrare per evitare l'abbordo con chi è in favore di corrente. Hanno la precedenza le imbarcazioni con difficoltà di manovra (posacavi, rimorchiatori, ecc.). Tra una barca raggiunta e una raggiungente è la barca raggiungente che deve manovrare. A una barca in navigazione verso un ostacolo va sempre lasciata acqua per manovrare ed evitarlo. In ogni caso il buonsenso ci può essere di aiuto (non aspettiamo l'ultimo istante per manovrare e non pretendiamo su una deriva di farci dare acqua da un traghetto).

16 L'ORMEGGIO L'attracco ad una banchina per ormeggiare è un'operazione delicata e va eseguita con attenzione, l'imbarcazione deve essere fissata con un certo numero di cime (almeno due), per non rischiare che sbatta contro la banchina o di scappi via; esistono tre tipi principali di ormeggio: All'inglese Di Prua Di Poppa Prima di ormeggiare è necessario: Verificare le informazioni riguardanti fondali, banchine, scogli, ecc. Scegliere (quando è possibile) il posto ideale per ormeggiare. Preparare le cime. Preparare i parabordi. Tenere a portata di mano il mezzo marinaio. Preparare l'ancora (se necessaria). L'ormeggio ad una banchina di un porto si effettua normalmente a motore, quindi è necessario prima di entrare in porto portarsi con la prua al vento, ammainare la vela di poppa, accendere il motore al minimo e ammainare la randa. Tenere la velocità il più possibile ridotta (la banchina di un molo può essere molto dura), se necessario il prodiere scende a terra per assicurare la poppa con una cima alla banchina. Naturalmente vi sono fattori che possono influenzare il tipo di manovra, quali velocità e direzione del vento. Le cime di ormeggio non devono avere la tensione massima, meglio lasciarle un po' morbide. La partenza è molto più agevole dell'arrivo in quanto, una volta armata la barca, è sufficiente lasciare la banchina a velocità ridotta e facendo attenzione alle imbarcazioni vicine. Generalmente si parte a motore, si raggiunge la zona desiderata, si porta la prua dell'imbarcazione al vento, si issano le vele e si spegne il motore.

17 Presa di gavitello Accade spesso, in prossimità della costa, di ormeggiare temporaneamente a un gavitello, ovvero una boa o un corpo galleggiante in mezzo al mare la cui estremità è collegata a una cima ancorata sul fondo a un blocco di cemento, ovvero a un corpo morto. Ci si avvicina al gavitello da sottovento facendo bordi di bolina larga (se è possibile è meglio avere il fiocco ammainato in modo da avere sgombra la prua). A mezza lunghezza o ad una lunghezza dal gavitello si porta la prua al vento e ci si dirige, sfruttando l'abbrivio, su di esso, la difficoltà nella manovra consiste nel determinare il punto in cui orzare e mettere la prua al vento per arrivare fermi, o quasi, sul gavitello (solo provando e riprovando si acquisisce la necessaria sensibilità). Bisogna sempre avere una discreta velocità perchè il timone risponda, ma non troppa per evitare un'abbrivio eccessivo e le vele devono fileggiare per non prendere vento. Vengono messe in chiaro le cime necessarie all ormeggio. Una volta agganciato il gavitello si fa passare una cima (fissata prima alla barca su di una galloccia) entro la gassa della boa, si recupera la cima e la si fissa alla barca. Successivamente si utilizza un'altra cima che viene fissata alla gassa del gavitello con un altra gassa, utilizzata come ormeggio di sicurezza. Dopo l operazione di ormeggio si ammainano le vele, prima il fiocco e poi la randa (per aiutare la barca a rimanere prua al vento). A motore questa manovra è sicuramente più semplice, in quanto è possibile rimanere fermi con la prua al vento.

18 IL CARTEGGIO In una barca a vela in carteggio è molto importante, soprattutto quando si deve tracciare la rotta per un viaggio che si deve affrontare o si deve verificare di essere nella giusta rotta durante la navigazione (specie quando si è in mare aperto e non ci sono coste in vista o nella navigazione notturna). Gli strumenti indispensabili sono: Le carte nautiche: Sono particolari carte geografiche che riproducono la superficie terrestre con i paralleli e i meridiani perpendicolari tra di loro, in questo modo gli angoli sono rispettati e le distanze leggermente deformate (sono crescenti andando dall'equatore ai poli). Visto che la misurazione degli angoli è essenziale vengono generalmente realizzate con questo sistema. I portolani: Sono pubblicazioni dell'istituto idrografico della Marina e contengono notizie particolareggiate della costa e dei pericoli alla navigazione, con particolare riferimento alle entrate dei porti con correnti, venti e suggerimenti vari. Elenco dei fari e segnali da nebbia: Indica le posizioni e le caratteristiche di tutti i fari e i segnali luminosi. Bussola da rilevamento: Bussola portatile munita di collimatori per poter rilevare l'angolo rispetto al Nord di un oggetto visto dalla barca. Compasso: Serve per misurare le distanze e la velocità sulle carte nautiche. Squadrette munite di goniometro: Servono per misurare le rotte e tracciare i rilevamenti sulle carte nautiche. Matite e Gomma Diario di bordo GPS: Questo strumento è in grado di darci la nostra posizione in qualunque punto della superficie terrestre con uno scarto di poche decine di metri, ma non sostituisce il resto del carteggio perchè nel caso si guasti dobbiamo poter continuare il viaggio affidandoci agli strumenti classici. LE COORDINATE GEOGRAFICHE La Terra, per gli scopi pratici della navigazione, può essere considerata, senza apprezzabili errori, come perfettamente sferica, costituita da una superficie liscia ed omogenea. La terra ruota in senso antiorario (per un osservatore posto al Polo Nord) attorno ad un asse di rotazione i cui estremi sono il Polo Nord ed il Polo Sud. Il circolo massimo perpendicolare all'asse di rotazione è detto Equatore, esso divide la terra in due emisferi, quello settentrionale o boreale e quello meridionale o australe. Tutti i circoli minori, paralleli all'equatore, sono detti paralleli (sono 180, 90 nell'emisfero Nord e 90 nell'emisfero Sud). Tutti gli altri circoli massimi, che hanno per raggio quello terrestre, passanti per i poli e perpendicolari all'equatore, sono detti meridiani. Tra questi quello che

19 passa per Greenwich è detto meridiano fondamentale. Questo meridiano ed il suo opposto dividono la terra in due emisferi: l'emisfero orientale e l'emisfero occidentale (i meridiani sono 360, 180 da Greenwich verso Est e 180 verso Ovest). Le coordinate geografiche di un qualsiasi punto sulla superficie della terra si chiamano Latitudine e Longitudine. La Latitudine è l'arco di meridiano compreso tra l'equatore ed il parallelo passante per il punto. Si misura in gradi, primi e secondi, partendo dall'equatore verso i Poli. Si conta da 0 a 90 positivamente verso il polo Nord e da 0 a 90 negativamente verso il polo Sud. La Longitudine è l'arco di Equatore compreso tra il meridiano passante per Greenwich ed il meridiano passante per il punto. Si misura anch'essa in gradi, primi e secondi, partendo dal meridiano di Greenwich, verso il meridiano passante per il punto. Si conta da 0 a 180 positivamente verso Est e da 0 a 180 negativamente verso Ovest. La longitudine di tutti i punti posti sul meridiano di Greenwich è di 0, quella dell'antimeridiano è di 180. TRACCIARE UNA ROTTA Si uniscono, sulla carta nautica, il punto di partenza e il punto di arrivo tracciando una retta lungo il bordo di una squadretta e si legge, tramite la squadretta munita di goniometro, la misura dell'angolo che dovremo seguire, servendoci della bussola, per mantenere la rotta voluta. La circostanza più favorevole si presenta quando la retta tracciata sulla carta interseca un meridiano; in questo caso sarà sufficiente appoggiare la squadretta facendo coincidere, esattamente, la linea incisa lungo l'ipotenusa con la retta tracciata sulla carta, prestando attenzione affinché il punto 0 della squadretta (il centro della linea incisa sulla sua ipotenusa) cada esattamente sul meridiano, risulta a questo punto molto agevole effettuare la lettura in corrispondenza del cateto intersecato dallo stesso meridiano. Se invece la semiretta tracciata non interseca nessun meridiano non potremo procedere alla lettura diretta dell'angolo e dovremo procedere al trasporto della semiretta tracciata, parallelamente a se stessa, servendoci di un'altra squadretta. Quando incontreremo un meridiano, faremo coincidere con questo lo 0 tracciato sull'ipotenusa ed eseguiremo la lettura come nel caso precedente. SEGNARE SULLA CARTA UN PUNTO DATE LE COORDINATE Come prima cosa si procede alla lettura attenta delle due scale, quella della latitudine, riportata lungo i lati verticali della carta, e quella della longitudine riportata lungo i due lati orizzontali della carta. Si opera con il compasso nautico e con l'ausilio di una squadretta nautica (almeno fino a che

20 non avrete raggiunto una certa padronanza nell'impiego del compasso). Si legge, sulla scala delle latitudini il valore esatto della latitudine del punto (gradi, primi e decimi di primo) e, una volta individuato, si punta una estremità del compasso sul parallelo vicino a questo valore, quindi si apre il compasso fino a portare la seconda punta a coincidere con il valore della latitudine. Senza chiudere il compasso si va a cercare il meridiano più vicino al punto dato, si può tracciare così, mettendo una squadretta sul meridiano, il segmento parallelo che interessa con un tratto di matita fino al meridiano. Disporremo ora il compasso con una estremità sul meridiano e lo apriremo fino a che l'altra punta coincida con il valore esatto della longitudine senza chiuderlo riporteremo questa apertura lungo il tratto tracciato precedentemente, trovando così, sulla carta nautica, la posizione del punto di coordinate note. MISURARE UNA DISTANZA SULLA CARTA NAUTICA In mare l'unità di misura delle distanze è il miglio marino, che corrisponde alla misura di un primo di latitudine (1852 metri) e la velocità si misura in nodi (miglia all'ora). Se vogliamo sapere la distanza in miglia tra due punti prendiamo il compasso, allargando le punte finchè coincidono con i due punti sulla carta, poi riportiamo la misura sulla scala graduata delle latitudini, lungo il lato verticale della carta (in corrispondenza al valore di latitudine media tra i due punti). Quando la distanza è troppo grande per essere misurata con una sola apertura del compasso si prende una apertura di compasso fissa (ad esempio 5 o 10 miglia) che si riporta quante volte è necessario sulla distanza da misurare, poi si riporta con lo stesso sistema l'eventuale rimanenza. Naturalmente prima di intraprendere un viaggio di una certa lunghezza è opportuno consultare le previsioni meteo presenti in ogni Capitaneria di porto o sugli appositi canali radio. I NODI I nodi sono molto importanti su una barca, spesso la sicurezza di chi è in navigazione dipende dalla qualità dei nodi usati; pensate al fatto che quando siete a terra la vostra barca è affidata alle cime di ormeggio ed ai nodi che avete fatto per assicurarla ad esse. I nodi marinari devono rispondere a tre requisiti fondamentali: Devono essere veloci da fare. Devono avere una tenuta sicura. Devono essere facili da sciogliere anche dopo aver sopportato una grande tensione.

21 I nodi possono avere gli utilizzi più disparati, possono essere: Nodi di arresto: Si eseguono all'estremità dei cavi per impedire che essi si sfilino da fori o da bozzelli. Nodi di giunzione: Per unire due cavi senza danneggiarne la consistenza. Nodi di accorciamento: Per accorciare i cavi senza ricorrere al loro taglio. Nodi di avvolgimento: Servono per assicurare qualcosa ad un oggetto o per stringergli un cavo attorno. Nodi ad occhio: O gasse, sono delle asole, cappi o doppini chiusi e annodati all'estremità di un cavo, a differenza dei nodi di avvolgimento essi vengono fatti in mano e poi passati attorno a una bitta, un gancio o un palo. Ecco i più importanti nodi marinari: Savoia Semplice Dello stivatore Del frate Parlato semplice Parlato doppio Da palamiti Serraglio Di drizza Bandiera Piano Tonneggio

22 Del pescatore Del marinaio Gassa d'amante Gassa nel doppino Gassa fissa Gassa d'amante francese Gassa d'amante doppia Da ancorotto Bocca di lupo Ganciato per anello Di gancio semplice Di gancio doppio Margherita Volta alla galloccia Abbozzatura all'inglese Volta alla bitta

23 I TERMINI DI USO COMUNE ABBRIVIO: Velocità dell'imbarcazione che si acquisisce per effetto della propulsione e prosegue anche quando è cessata la spinta del vento o del motore (abbrivio residuo). ACCOSTARE: Modificare la direzione della rotta. ALTURA: Alto mare, fuori dalla vista della costa. AMANTIGLIO: Cima utilizzata per sostenere il boma, il tangone o altre aste, corre internamente all'albero come le drizze (che può sostituire in caso di necessità). BALUMINA: Bordo non inferito della vela, in corrispondenza dell'uscita del vento dalla vela stessa. BOLINA: Andatura in cui la rotta è il più possibile contraria alla direzione del vento (da circa 40/45 gradi a destra o a sinistra dal vento apparente), si distingue in: bolina stretta 40/45 gradi; bolina 45/55 gradi; bolina larga 60/80 gradi. BOMA: Asta in cui viene inferita la base della randa, è collegata all'albero circa un metro più in alto del piano di coperta mediante uno snodo che permette il movimento in ogni direzione. BOMPRESSO: Asta che sporge dalla prua e che permette di issare il fiocco più a pruavia della prua stessa. CAZZARE: Aumentare la tensione di una cima (specie scotte e drizze). DOPPIARE: Girare intorno ad un capo, ad un promontorio o ad una estremità, fino ad oltrepassarla. DRIZZA: Cima utilizzata per issare le vele. FILEGGIARE: Lo sbattere o sventolare della vela lungo il bordo di inferitura, indica che la vela è controvento o troppo lasca. INFERIRE: Fissare le vele agli elementi dell'alberatura che le sostengono. INFERITURA: Lato della vela che una volta issata rimane solidale all'albero (inferitura di randa) o allo strallo (inferitura del fiocco o del genoa). LASCARE: Diminuire la tensione di una cima. LASCO: Andatura con il vento a poppa, ma con un'angolazione tra i 100 e i 170 gradi rispetto all'asse della barca.

24 LUNGHEZZA DI GALLEGGIAMENTO: La lunghezza dello scafo misurata sulla linea di galleggiamento dell'imbarcazione. LUNGHEZZA FUORI TUTTO: La lunghezza massima dello scafo. MANOVRE CORRENTI: L'insieme delle cime utilizzate per issare e tendere le vele (drizze, scotte, amantigli, ecc.). METTERE IN CHIARO: Riferito ad una cima significa predisporla affinchè non si imbrogli durante una manovra. MIGLIO MARINO: Misura di distanza che corrisponde a 1851,8 metri. OPERA MORTA: Parte dello scafo al di sopra della linea di galleggiamento. OPERA VIVA: Parte dello scafo immersa nell'acqua, al di sotto della linea di galleggiamento. ORZARE: Dirigere la prua verso la direzione del vento, stringere il vento. PARABORDO: Oggetto messo a protezione dello scafo, generalmente un corpo sferico o cilindrico gonfiabile sorretto da una cimetta legata alle draglie. POPPA: Parte posteriore della barca. PRUA: Parte anteriore della barca. PUGGIARE: Allontanare la prua dalla direzione del vento. SCOTTA: Cima utilizzata per regolare le vele, partendo dall'angolo posteriore in basso; la scotta è di solito parallela al piano di coperta. SCUFFIARE: Sbandare al punto da far rovesciare la barca, finendo con l'albero in acqua. STRALLO: Cavo di prua di sostegno dell'albero e luogo di inferitura del fiocco. TAMBUCCIO: Copertura di protezione al boccaporto attraverso il quale si scende sottocoperta. Generalmente è una tavola di legno o plastica che scorre su di una apposita guida. TORMENTINA: Piccola vela triangolare di prua (fiocco) da issare con vento forte o burrasca. TRAVERSO: Andatura a 90 gradi rispetto alla direzione del vento.

25 VANG: Sistema a paranco, a molla o idraulico per cazzare il boma verso il basso e impedirgli di alzarsi, specie nelle andature portanti quando la scotta è molto lasca. VOLANTI: Sartie gemelle che trattengono l'albero verso poppa, vengono alternativamente cazzate o lascate secondo quella che viene a trovarsi sopravento o sottovento.

h) Elementi di aerodinamica delle vele

h) Elementi di aerodinamica delle vele h) Elementi di aerodinamica delle vele L effetto del vento su un piano Poniamo un piano all azione del vento come indicato nella figura 1. Esso si sposterà sottovento muovendosi parallelamente a se stesso.

Dettagli

CAPITOLO III TIPI DI VELA

CAPITOLO III TIPI DI VELA CAPITOLO III TIPI DI VELA La vela è la superficie formata da ferzi o pannelli di tessuto, utilizzata per trasformare la pressione del vento in forza propulsiva a muovere l imbarcazione. L insieme delle

Dettagli

Associazione I S O L E

Associazione I S O L E Quaderni integrativi 1 Cambi di vele Scuola di vela Argomento: Corso di vela d altura FITeL Materia: Cambi di vele e presa di terzaroli Quaderni integrativi Istruttori: Roberto Carini e Claudio Presutti

Dettagli

BOZZA PICCOLO LEZIONARIO DI VELA - 1 -

BOZZA PICCOLO LEZIONARIO DI VELA - 1 - BOZZA PICCOLO LEZIONARIO DI VELA - 1 - Introduzione Queste brevi note di iniziazione alla vela dirette a chi ha voglia di avviarsi alla pratica di questa attività ne trarrà qualche idea, speriamo chiara,

Dettagli

Introduzione alla navigazione a vela

Introduzione alla navigazione a vela Introduzione alla navigazione a vela Corso per gli allievi Realizzato dalla Scuola di Vela dello Yacht Club degli Aregai autore: mailto:meo@bogliolo.name Argomenti del corso L arte della navigazione a

Dettagli

Associazione I S O L E Raccolta domande per i test 1

Associazione I S O L E Raccolta domande per i test 1 Raccolta domande per i test 1 Raccolta domande per i test Meteo 1 Con quale strumento si misura la pressione? a) Manometro b) Psicrometro c) Barometro 2 Qual è l elemento meteorologico più utile nella

Dettagli

LA REGOLAZIONE DELLE VELE CON I SEGNAVENTO

LA REGOLAZIONE DELLE VELE CON I SEGNAVENTO LA REGOLAZIONE DELLE VELE CON I SEGNAVENTO di : Vele "TECHNOSAIL" by VELERIA DUCKSAILS S.r.l. 20052 Monza (MI) - Viale Campania, 66/A - Tel e Fax +39 039 5963235 e-mail: veleria.ducksails@fastwebnet.it

Dettagli

4 volte F. L albero e l attrezzatura

4 volte F. L albero e l attrezzatura L albero e l attrezzatura In passato gli alberi delle imbarcazioni e delle navi erano realizzati in legno e tenuti in posizione da sartie costituite da cime vegetali. E evidente che le sartie e l alberatura

Dettagli

CORSO BASE (1 livello)

CORSO BASE (1 livello) CORSI VELA CORSO BASE (1 livello) L'obiettivo del corso base è quello di iniziare a conoscere la barca :si imparerà a condurre un' imbarcazione nelle varie andature, bolina,traverso,lasco, poppa, tante

Dettagli

L IMMAGINE DELLA TERRA

L IMMAGINE DELLA TERRA L IMMAGINE DELLA TERRA 1 Capitolo 1 L orientamento e la misura del tempo Paralleli e meridiani La Terra ha, grossomodo, la forma di una sfera e dunque ha un centro dove si incontrano gli infiniti diametri.

Dettagli

La fisica della vela. comprendere i meccanismi, migliorare le prestazioni e...divertirsi!!! Laura Romanò Dipartimento di Fisica Università di Parma

La fisica della vela. comprendere i meccanismi, migliorare le prestazioni e...divertirsi!!! Laura Romanò Dipartimento di Fisica Università di Parma La fisica della vela comprendere i meccanismi, migliorare le prestazioni e...divertirsi!!! laura.romano@fis.unipr.it Laura Romanò Dipartimento di Fisica Università di Parma Il gioco della simmetria Dal

Dettagli

* * * * * REGOLIAMO LE VELE?!?! * * * * * P.N. GALLIANO IPPOLITI (Master Yacht)

* * * * * REGOLIAMO LE VELE?!?! * * * * * P.N. GALLIANO IPPOLITI (Master Yacht) * * * * * REGOLIAMO LE VELE?!?! * * * * * P.N. GALLIANO IPPOLITI (Master Yacht) 1 PREFAZIONE Per l automobilista è importante conoscere il motore, ma lo è molto di più saper guidare bene, così per il velista

Dettagli

OROLOGIO SOLARE Una meridiana equatoriale

OROLOGIO SOLARE Una meridiana equatoriale L Osservatorio di Melquiades Presenta OROLOGIO SOLARE Una meridiana equatoriale Il Sole, le ombre e il tempo Domande guida: 1. E possibile l osservazione diretta del Sole? 2. Come è possibile determinare

Dettagli

Meteorologia e Navigazione

Meteorologia e Navigazione Meteorologia e Navigazione Introduzione Chi esce in mare deve conoscere la meteorologia: - per la SICUREZZA, - per la pianificazione della crociera o della regata, - per prepararsi ad affrontare il tempo

Dettagli

CAPITOLO XX I PRINCIPALI NODI

CAPITOLO XX I PRINCIPALI NODI CAPITOLO XX I PRINCIPALI NODI NODI D ARRESTO I nodi d'arresto si eseguono all'estremità dei cavi, allo scopo d'impedire che essi si sfilino da fori o da bozzelli; vengono impiegati nelle manovre correnti

Dettagli

1 Gli effetti della forza di Coriolis

1 Gli effetti della forza di Coriolis LA FORZA DI CORIOLIS di Giulio Mazzolini 2012 1 Gli effetti della forza di Coriolis È un effetto noto che i venti nell emisfero nord deviano sempre verso destra, invece nell emisfero sud deviano sempre

Dettagli

I Motori Marini 1/2. Motore a Scoppio (2 o 4 tempi) Motori Diesel (2 o 4 tempi)

I Motori Marini 1/2. Motore a Scoppio (2 o 4 tempi) Motori Diesel (2 o 4 tempi) I Motori Marini 1/2 Classificazione Descrizione I motori marini non sono molto diversi da quelli delle auto, con lo stesso principio di cilindri entro cui scorre uno stantuffo, che tramite una biella collegata

Dettagli

DISPENSA DIDATTICA Testo e immagini a cura di Xkite a.s.d. Lago di Garda

DISPENSA DIDATTICA Testo e immagini a cura di Xkite a.s.d. Lago di Garda DISPENSA DIDATTICA Testo e immagini a cura di Xkite a.s.d. Lago di Garda LA TEORIA DEL KITEBOARD Dispensa didattica PREMESSA Per una pratica sicura del kiteboard sono necessarie alcune informazioni teoriche

Dettagli

ASTRONOMIA SISTEMI DI RIFERIMENTO

ASTRONOMIA SISTEMI DI RIFERIMENTO Sfera celeste ASTRONOMIA Il cielo considerato come l'interno di una sfera cava al fine di descrivere le posizioni e i movimenti degli oggetti astronomici. Ogni particolare osservatore è situato al centro

Dettagli

ESERCIZI FISICI Esercizio 1. Schiena e spalle Esercizio 2. Collo e vertebre cervicali

ESERCIZI FISICI Esercizio 1. Schiena e spalle Esercizio 2. Collo e vertebre cervicali ESERCIZI FISICI Sono utili da eseguire prima o dopo la pratica sul pianoforte, per sciogliere, allungare e rinforzare le parti coinvolte nell azione pianistica. Devono essere affrontati con ritmo cadenzato

Dettagli

Le correnti e le maree. Liceo Antonio Meucci Dipartimento di Scienze. Prof. Neri Rolando

Le correnti e le maree. Liceo Antonio Meucci Dipartimento di Scienze. Prof. Neri Rolando 1 Le correnti e le maree Liceo Antonio Meucci Dipartimento di Scienze Prof. Neri Rolando Le correnti marine Le correnti marine sono spostamenti orizzontali di ingenti masse di acqua che seguono direzioni

Dettagli

Unità didattica 2: Mobilitazioni e Spostamenti

Unità didattica 2: Mobilitazioni e Spostamenti Unità didattica 2: Mobilitazioni e Spostamenti In questa unità didattica si impara come si può aiutare una persona a muoversi, quando questa persona non può farlo in modo autonomo. Quindi, è necessario

Dettagli

8 TROFEO CHALLENGER DI MATCH RACE. Programma

8 TROFEO CHALLENGER DI MATCH RACE. Programma 8 TROFEO CHALLENGER DI MATCH RACE Memorial Raffaele Risaliti Programma La manifestazione velica, organizzata con la formula Trofeo Challenger, verrà disputata con regate Match Race. All equipaggio vincitore

Dettagli

UN PO DI RIPASSO SULLE CARTE NAUTICHE PUO ESSERE UTILE!

UN PO DI RIPASSO SULLE CARTE NAUTICHE PUO ESSERE UTILE! : baiana@supereva.it Rel. 07-06-2009 http://digilander.libero.it/cnbaiana/ http://digilander.libero.it/baiana_cn/ UN PO DI RIPASSO SULLE CARTE NAUTICHE PUO ESSERE UTILE! (Promemoria per chi vuole tenere

Dettagli

REGOLAMENTO DEL GRUPPO SPORTIVO VELA

REGOLAMENTO DEL GRUPPO SPORTIVO VELA REGOLAMENTO DEL GRUPPO SPORTIVO VELA Articolo 1 Il presente Regolamento del Gruppo Vela è redatto in conformità ai principi contenuti nel Regolamento per i Gruppi Sportivi della Lega Navale Italiana, approvato

Dettagli

La rappresentazione fornita dalle carte geografiche è:

La rappresentazione fornita dalle carte geografiche è: Le proiezioni geografiche La rappresentazione fornita dalle carte geografiche è: approssimata ridotta simbolica È approssimata perché non è possibile sviluppare su un piano una superficie sferica senza

Dettagli

Il taccuino dell esploratore

Il taccuino dell esploratore Il taccuino dell esploratore a cura di ORESTE GALLO (per gli scout: Lupo Tenace) QUARTA CHIACCHIERATA IL VENTO Durante la vita all aperto, si viene a contatto con un elemento naturale affascinante che

Dettagli

Trasvelando Corso per conduzione di imbarcazione a vela Buon vento.massimo www.trasvelando.it

Trasvelando Corso per conduzione di imbarcazione a vela Buon vento.massimo www.trasvelando.it Trasvelando Corso per conduzione di imbarcazione a vela Buon vento.massimo www.trasvelando.it Angolo di mura 1 2 3 IL VENTO ( W ) Il vento è l unica forza propulsiva di cui disponiamo nella conduzione

Dettagli

Trasvelando Corso per conduzione di imbarcazione a vela Buon vento.massimo www.trasvelando.it

Trasvelando Corso per conduzione di imbarcazione a vela Buon vento.massimo www.trasvelando.it Trasvelando Corso per conduzione di imbarcazione a vela Buon vento.massimo www.trasvelando.it Angolo di mura 1 2 3 IL VENTO ( W ) Il vento è l unica forza propulsiva di cui disponiamo nella conduzione

Dettagli

Funzioni avanzate e guida alle funzioni. Italiano

Funzioni avanzate e guida alle funzioni. Italiano Funzioni avanzate e guida alle funzioni Funzioni avanzate e guida alle funzioni Questo libretto contiene le istruzioni per l uso delle funzioni aggiuntive (principalmente sul modello con la ghiera girevole

Dettagli

Il punto di stazione. Corso di orientamento e Cenni di topografia Dario Tommasi IW0QNL

Il punto di stazione. Corso di orientamento e Cenni di topografia Dario Tommasi IW0QNL Il punto di stazione Abbiamo visto tanti modi per usare la bussola, abbiamo visto come trovare un punto sulla carta e come darne le coordinate, come seguire un percorso, ma la cosa più importante è sapere

Dettagli

CERTIFICATO INTERNAZIONALE DI OPERATORE DI IMBARCAZIONE DA DIPORTO

CERTIFICATO INTERNAZIONALE DI OPERATORE DI IMBARCAZIONE DA DIPORTO ICC information and syllabus CERTIFICATO INTERNAZIONALE DI OPERATORE DI IMBARCAZIONE DA DIPORTO Per la navigazione all estero il requisito della certificazione di idoneità varia a seconda dei paesi. In

Dettagli

Esercizi per l esame di patente nautica Tutte le prove per esercitarsi in vista dell esame. 130 esercizi autocorrettivi e autovalutativi a tempo.

Esercizi per l esame di patente nautica Tutte le prove per esercitarsi in vista dell esame. 130 esercizi autocorrettivi e autovalutativi a tempo. Varrone Terenzio Esercizi per l esame di patente nautica Tutte le prove per esercitarsi in vista dell esame. 130 esercizi autocorrettivi e autovalutativi a tempo. 360 quiz a risposta aperta e multipla

Dettagli

PERCORSO RETTIFICATO

PERCORSO RETTIFICATO Il percorso rettificato serve per effettuare un rilievo topografico di una zona rapidamente, basandosi su un disegno schematico da tracciarsi man mano si cammina, ciò consiste, come dice il nome, nel raddrizzare

Dettagli

Procedura per la produzione delle vele armo 1,2 e 3 classe 1 Metro

Procedura per la produzione delle vele armo 1,2 e 3 classe 1 Metro Procedura per la produzione delle vele armo 1,2 e 3 classe 1 Metro Introduzione La produzione di vele in conto proprio è l aspirazione d ogni skipper di barche classe 1 metro. Per prima cosa devo dire

Dettagli

Forze come grandezze vettoriali

Forze come grandezze vettoriali Forze come grandezze vettoriali L. Paolucci 23 novembre 2010 Sommario Esercizi e problemi risolti. Per la classe prima. Anno Scolastico 2010/11 Parte 1 / versione 2 Si ricordi che la risultante di due

Dettagli

I venti La Rosa dei venti e le Brezze

I venti La Rosa dei venti e le Brezze I venti La Rosa dei venti e le Brezze Il vento è l unica forza propulsiva di cui disponiamo nella conduzione di una barca a vela. Si tratta dello spostamento di una massa d aria caratterizzato da velocità

Dettagli

Il Manuale della Vela

Il Manuale della Vela Circeo Yacht Vela Club Il Manuale della Vela Circeo Yacht Vela Club Via Ammiraglio Bergamini, 140 004017 San Felice Circeo (LT) www.cyvc.it Indice degli argomenti Il Vento...4 Le prime nozioni nomenclatura

Dettagli

La "sosta classica" Nella "sosta classica", i due ancoraggi sono collegati tra loro con due moschettoni ed un anello di cordino.

La sosta classica Nella sosta classica, i due ancoraggi sono collegati tra loro con due moschettoni ed un anello di cordino. La "sosta classica" 6 aprile 2005 La progressione della cordata su una parete è caratterizzata dal movimento non contemporaneo degli alpinisti. Durante la progressione della cordata, la sosta è il punto

Dettagli

OBIETTIVI DELL ATTIVITA FISICA DEI BAMBINI DAI 6 AGLI 11 ANNI SECONDA PARTE LA CORSA

OBIETTIVI DELL ATTIVITA FISICA DEI BAMBINI DAI 6 AGLI 11 ANNI SECONDA PARTE LA CORSA OBIETTIVI DELL ATTIVITA FISICA DEI BAMBINI DAI 6 AGLI 11 ANNI SECONDA PARTE LA CORSA Dopo avere visto e valutato le capacità fisiche di base che occorrono alla prestazione sportiva e cioè Capacità Condizionali

Dettagli

Questionario. figura il filo si rompe. Quale traiettoria segue la boccia?

Questionario. figura il filo si rompe. Quale traiettoria segue la boccia? Questionario 1) Due palline metalliche hanno le stesse dimensioni, ma una pesa il doppio dell altra. Le due palline vengono lasciate cadere contemporaneamente dal tetto di un edificio di due piani. Il

Dettagli

VALORIZZIAMO IL SERRAMENTO. Quante mani servono per aprire e chiudere la persiana? FERMAPERSIANE E FERMAPORTE

VALORIZZIAMO IL SERRAMENTO. Quante mani servono per aprire e chiudere la persiana? FERMAPERSIANE E FERMAPORTE VALORIZZIAMO IL SERRAMENTO Quante mani servono per aprire e chiudere la persiana? FERMAPERSIANE E FERMAPORTE Una. Fissare la persiana quando è aperta e sbloccarla quando è il momento di richiuderla è diventato

Dettagli

Prof. Alessandro Stranieri Lezione n. 5 LE MACCHINE SEMPLICI LEVE CARRUCOLE E CAMME

Prof. Alessandro Stranieri Lezione n. 5 LE MACCHINE SEMPLICI LEVE CARRUCOLE E CAMME Prof. Alessandro Stranieri Lezione n. 5 LE MACCHINE SEMPLICI LEVE CARRUCOLE E CAMME Le macchine Dal punto di vista statico, una macchina è un dispositivo che consente di equilibrare una forza (resistente)

Dettagli

40 tavole illustrate

40 tavole illustrate Per derive e piccoli cabinati 40 tavole illustrate LE ANDATURE LE VIRATE LE MANOVRE LA SICUREZZA I NODI IL LESSICO Una guida del Centro Velico Caprera III edizione Le tavole di questa guida sono state

Dettagli

Sintesi Scopo Metodo

Sintesi Scopo Metodo Sintesi Scopo: analizzare le variazioni aerodinamiche dovute allo sbandamento in una barca a vela monoscafo. Metodo: - definizione di un modello ideale di vela; - simulazione numerica del flusso d aria

Dettagli

Smorzamento Degli Ammortizzatori

Smorzamento Degli Ammortizzatori Smorzamento Degli Ammortizzatori Lo smorzamento governa la resistenza al movimento degli ammortizzatori, per mezzo di un pistone interno che si muove a bagno d olio quando l ammortizzatore si comprime

Dettagli

La catena di assicurazione

La catena di assicurazione La catena di assicurazione A cosa serve la corda? A trattenere una eventuale caduta Solo questo? Che cosa succede al momento dell arresto di una caduta? L arrampicatore avverte uno strappo Quanto è violento

Dettagli

IL METODO DEL DISEGNO IN SCALA PREMESSA

IL METODO DEL DISEGNO IN SCALA PREMESSA IL METODO DEL DISEGNO IN SCALA PREMESSA L obiettivo della Copia dal Vero è la trasposizione grafica di ciò che vediamo nella Realtà Tridimensionale (la natura morta), nella Realtà Bidimensionale (il foglio

Dettagli

L elemento fondamentale è l obiettivo, ovvero la lente o lo specchio che forniscono l immagine dell oggetto.

L elemento fondamentale è l obiettivo, ovvero la lente o lo specchio che forniscono l immagine dell oggetto. Il telescopio, è lo strumento ottico impiegato in astronomia, per osservare e studiare gli oggetti celesti. È generalmente separato in due componenti principali: una parte ottica (costituita dal tubo delle

Dettagli

Misure di base su una carta. Calcoli di distanze

Misure di base su una carta. Calcoli di distanze Misure di base su una carta Calcoli di distanze Per calcolare la distanza tra due punti su una carta disegnata si opera nel modo seguente: 1. Occorre identificare la scala della carta o ricorrendo alle

Dettagli

PROPULSORE A FORZA CENTRIFUGA

PROPULSORE A FORZA CENTRIFUGA PROPULSORE A FORZA CENTRIFUGA Teoria Il propulsore a forza centrifuga, è costituito essenzialmente da masse rotanti e rivoluenti attorno ad un centro comune che col loro movimento circolare generano una

Dettagli

Trasformazione Sevylor Hudson a Vela con parte del kit di Blumarino. Visione d'insieme della canoa attrezzata

Trasformazione Sevylor Hudson a Vela con parte del kit di Blumarino. Visione d'insieme della canoa attrezzata Visione d'insieme della canoa attrezzata 1 Fissaggio della scassa dell'albero In ogni punto in cui i tubi di alluminio sono stati forati per il passaggio delle viti di fissaggio, all'interno sono presenti

Dettagli

Flight Utilities http://www.flightutilities.com. Le Holding Anche in cielo abbiamo i semafori by Umberto Degli Esposti

Flight Utilities http://www.flightutilities.com. Le Holding Anche in cielo abbiamo i semafori by Umberto Degli Esposti Flight Utilities http://www.flightutilities.com Le Holding Anche in cielo abbiamo i semafori by Umberto Degli Esposti 1 Similmente alla necessità di installare semafori nelle aree di maggior traffico automobilistico,

Dettagli

L influenza della corrente sulla barca si manifesta in due effetti principali: uno sul vento e uno sulla rotta percorsa.

L influenza della corrente sulla barca si manifesta in due effetti principali: uno sul vento e uno sulla rotta percorsa. CORRENTI e DIAGRAMMI POLARI Come la corrente trasforma le polari di una barca Durante una discussione nel corso di una crociera, è stata manifestata la curiosità di sapere come possano essere utilizzate

Dettagli

Appunti sull orientamento con carta e bussola

Appunti sull orientamento con carta e bussola Appunti sull orientamento con carta e bussola Indice Materiale necessario... 2 Orientiamo la carta topografica con l'aiuto della bussola... 2 Azimut... 2 La definizione di Azimut... 2 Come misurare l azimut...

Dettagli

Avvicinarsi al Mare ed alla Vela. Scritto da Giorgio Bolens Lunedì 04 Luglio 2011 20:37

Avvicinarsi al Mare ed alla Vela. Scritto da Giorgio Bolens Lunedì 04 Luglio 2011 20:37 Il mare e la vela (a parere di molti l espressione più pura dell andar per mare) attraggono molte persone, anche in un periodo di crisi generale ed economica come quella che stiamo attraversando in questi

Dettagli

COM È FATTA UNA MERIDIANA

COM È FATTA UNA MERIDIANA COM È FATTA UNA MERIDIANA L orologio solare a cui noi comunemente diamo il nome di meridiana, in realtà dovrebbe essere chiamato quadrante; infatti è così che si definisce il piano su cui si disegnano

Dettagli

Questionario di esame per L'ATTESTATO DI VOLO DA DIP. O SPORT. ELICOTTERO Ref. 41-827-840

Questionario di esame per L'ATTESTATO DI VOLO DA DIP. O SPORT. ELICOTTERO Ref. 41-827-840 Questionario di esame per L'ATTESTATO DI VOLO DA DIP. O SPORT. ELICOTTERO Ref. 41-827-840 Parte 1 - AERODINAMICA 1 Come si definisce la velocità? A) la distanza percorsa moltiplicata per il tempo impiegato

Dettagli

ESERCIZI PER LA MOTRICITÀ FINE DELLA MANO a cura di Loredana Soldini (loredana.soldini@tiscali.it)

ESERCIZI PER LA MOTRICITÀ FINE DELLA MANO a cura di Loredana Soldini (loredana.soldini@tiscali.it) A.E.D. ESERCIZI PER LA MOTRICITÀ FINE DELLA MANO a cura di Loredana Soldini (loredana.soldini@tiscali.it) La mano con la sua capacità di opporre il pollice all indice e alle altre dita rappresenta una

Dettagli

6. La Terra. Sì, la terra è la tua casa. Ma che cos è la terra? Vediamo di scoprire qualcosa sul posto dove vivi.

6. La Terra. Sì, la terra è la tua casa. Ma che cos è la terra? Vediamo di scoprire qualcosa sul posto dove vivi. 6. La Terra Dove vivi? Dirai che questa è una domanda facile. Vivo in una casa, in una certa via, di una certa città. O forse dirai: La mia casa è in campagna. Ma dove vivi? Dove sono la tua casa, la tua

Dettagli

tradizione e rivoluzione nell insegnamento delle scienze Istruzioni dettagliate per gli esperimenti mostrati nel video La Fisica nella TV

tradizione e rivoluzione nell insegnamento delle scienze Istruzioni dettagliate per gli esperimenti mostrati nel video La Fisica nella TV tradizione e rivoluzione nell insegnamento delle scienze Istruzioni dettagliate per gli esperimenti mostrati nel video La Fisica nella TV prodotto da Reinventore con il contributo del MIUR per la diffusione

Dettagli

6. Le conseguenze del moto di rivoluzione

6. Le conseguenze del moto di rivoluzione eclittica cerchio massimo sulla sfera celeste percorso apparente del Sole durante l'anno. interseca l'equatore celeste in due punti o nodi : Punto vernale (o punto γ o punto di Ariete) nodo ascendente.

Dettagli

Il motorino elettrico

Il motorino elettrico tradizione e rivoluzione nell insegnamento delle scienze Istruzioni dettagliate per gli esperimenti mostrati nel video Il motorino elettrico prodotto da Reinventore con il contributo del MIUR per la diffusione

Dettagli

geometriche. Parte Sesta Trasformazioni isometriche

geometriche. Parte Sesta Trasformazioni isometriche Parte Sesta Trasformazioni isometriche In questa sezione di programma di matematica parliamo della geometria delle trasformazioni che studia le figure geometriche soggette a movimenti. Tali movimenti,

Dettagli

di Kai Haferkamp per 2-5 giocatori dagli 8 anni in su

di Kai Haferkamp per 2-5 giocatori dagli 8 anni in su di Kai Haferkamp per 2-5 giocatori dagli 8 anni in su Traduzione e adattamento a cura di Gylas per Giochi Rari Versione 1.0 Novembre 2001 http://www.giochirari.it e-mail: giochirari@giochirari.it NOTA.

Dettagli

Federazione Italiana Vela

Federazione Italiana Vela Federazione Italiana Vela a cura di Marcello Turchi Corte Lambruschini, Piazza Borgo Pila, 40 - Torre A - 16129 Genova L idea della Deriva Federale 555FIV nacque nel 2002 quando il Presidente Sergio Gaibisso

Dettagli

LICEO SCIENTIFICO STATALE MARIE CURIE Savignano s. R. (FC) CLASSE 3C ESERCIZI SU MOMENTO ANGOLARE-ROTOLAMENTO. Esercizio.

LICEO SCIENTIFICO STATALE MARIE CURIE Savignano s. R. (FC) CLASSE 3C ESERCIZI SU MOMENTO ANGOLARE-ROTOLAMENTO. Esercizio. LICEO SCIENTIFICO STATALE MARIE CURIE Savignano s. R. (FC) CLASSE 3C ESERCIZI SU MOMENTO ANGOLARE-ROTOLAMENTO Esercizio Esercizio Esercizio Dati esercizio: I 1 =5,0 Kg m 2 I 2 =10 Kg m 2 ω i =10giri/sec

Dettagli

GLI STRUMENTI DELLA GEOGRAFIA Prof.ssa Sonia Russo

GLI STRUMENTI DELLA GEOGRAFIA Prof.ssa Sonia Russo 1 LE MAPPE GEOGRAFICHE La cartografia è la scienza che si occupa di rappresentare graficamente su di un piano, gli elementi della superficie terrestre. Tali elementi possono essere già presenti in natura

Dettagli

Figura 4. Conclusione

Figura 4. Conclusione Forza di Coriolis La forza di Coriolis é una forza che si manifesta su un corpo all interno di un sistema di riferimento (SDR) rotante, quale la terra che ruota su se stessa, quando il corpo stesso si

Dettagli

Cenni di tecnica della navigazione a vela

Cenni di tecnica della navigazione a vela Università degli Studi di Bari Cenni di tecnica della navigazione a vela Quelli che s'innamoran di sola pratica senza scienza, son come il nocchiere, ch'entra in naviglio senza timone o bussola, che mai

Dettagli

International 29er Class Association. In collaborazione con. Pag 1 di 18

International 29er Class Association. In collaborazione con. Pag 1 di 18 Pag 1 di 18 Introduzione L obiettivo di questo e è di avere uno strumento rapido per il setup del RIG e delle vele del 29er in condizioni meteo marine differenti oltre a fornire dei suggerimenti sull allenamento

Dettagli

Level 1. 1 Autonomia: entrata in acqua e uscita dall acqua in sicurezza Gli allievi sanno entrare e uscire autonomamente dalla vasca.

Level 1. 1 Autonomia: entrata in acqua e uscita dall acqua in sicurezza Gli allievi sanno entrare e uscire autonomamente dalla vasca. Level 1 1 Autonomia: entrata in acqua e uscita dall acqua in sicurezza Gli allievi sanno entrare e uscire autonomamente dalla vasca. 2 Respirazione e orientamento: espirazione visibile sott acqua per tre

Dettagli

13. Campi vettoriali

13. Campi vettoriali 13. Campi vettoriali 1 Il campo di velocità di un fluido Il concetto di campo in fisica non è limitato ai fenomeni elettrici. In generale il valore di una grandezza fisica assegnato per ogni punto dello

Dettagli

ALCUNE PROPOSTE PER INSEGNARLO

ALCUNE PROPOSTE PER INSEGNARLO I primi Giochi Easy : Il Palleggio ALCUNE PROPOSTE PER INSEGNARLO Insalata Mista. (stimolare l abitudine all utilizzo del palleggio) Dal palleggio in libertà tuttocampo dei bambini, dividere il campo in

Dettagli

dispense SCUOLA VELA

dispense SCUOLA VELA dispense SCUOLA VELA Dispensa 1 I NODI MARINARI I nodi usati in barca e in marineria devo possedere tre caratteristiche fondamentali: - sono semplici e veloci da realizzare - sono di sicura tenuta anche

Dettagli

Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE

Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE Le correnti marine sono masse d acqua che si spostano in superficie o in profondità negli oceani: sono paragonabili a enormi fiumi che scorrono lentamente (in media

Dettagli

E = Cp/Cr (dal momento che tutti gli altri valori sono comuni alle due formule)

E = Cp/Cr (dal momento che tutti gli altri valori sono comuni alle due formule) LE FORMULE ED I DIAGRAMMI Come abbiamo visto, la possibilità di variare la velocità di un veleggiatore è legata indissolubilmente all'angolo di incidenza: perchè? Perchè è proprio l'angolo di incidenza

Dettagli

Cartografia, topografia e orientamento

Cartografia, topografia e orientamento Cartografia, topografia e orientamento Mappa tratta dall archivio dei musei vaticani ANVVFC,, Presidenza Nazionale, febbraio 2008 pag 1 Orbita terrestre e misura del tempo Tutti sappiamo che la terra non

Dettagli

In realtà la vera domanda e : Come posso fare ad ottenere tutte quelle rivoluzioni?, ma la risposta ad entrambe le domande e la stessa.

In realtà la vera domanda e : Come posso fare ad ottenere tutte quelle rivoluzioni?, ma la risposta ad entrambe le domande e la stessa. Nella quarta parte di questi quattro articoli, andrò a rispondere alla domanda che mi viene posta più frequentemente: Come fanno i Professionisti ad ottenere tutte quelle rivoluzioni? In realtà la vera

Dettagli

TIMONI A VENTO. Accademia Internazionale Adriatica della Vela

TIMONI A VENTO. Accademia Internazionale Adriatica della Vela TIMONI A VENTO Accademia Internazionale Adriatica della Vela 2005 2 Copyright 2005 Giulio Mazzolini Tutti i diritti riservati 3 4 Perché e quando un timone a vento Oggi esistono due grandi famiglie di

Dettagli

Corso TEORICO di Guida in Sicurezza dei Mezzi Fuoristrada destinato ai Volontari

Corso TEORICO di Guida in Sicurezza dei Mezzi Fuoristrada destinato ai Volontari Questionario Note Le domande dei questionari sono di tipo differente. Nello specifico, questi sono i tipi di domande: SCELTA MULTIPLA (1 opzione): sono elencate alcune risposte possibili e va scelta quella

Dettagli

Touring Car Setup Guide (tratto dal sito: R/C Car Handling)

Touring Car Setup Guide (tratto dal sito: R/C Car Handling) Touring Car Setup Guide (tratto dal sito: R/C Car Handling) Osservazione: con il segno + si vuole indicare che la regolazione impostata è stata aumentata. Mentre, con il segno la regolazione impostata

Dettagli

Corso per la patente nautica Appunti dalle lezioni teoriche 8 Agosto, 2002

Corso per la patente nautica Appunti dalle lezioni teoriche 8 Agosto, 2002 Corso per la patente nautica Appunti dalle lezioni teoriche 8 Agosto, 2002 1) Latitudine, longitudine, fusi orari 1.1) Definizioni NAVIGAZIONE PIANA E' la navigazione attuata in piccola e media crociera,

Dettagli

! ISO/ASA 25 50 100 200 400 800 1600 3200

! ISO/ASA 25 50 100 200 400 800 1600 3200 Rolleiflex T (Type 1)" Capire l esposizione Una breve guida di Massimiliano Marradi mmarradi.it Prima di tutto occorre scegliere il modo in cui valutare l esposizione. Se valutativa, quindi a vista, useremo

Dettagli

Vedere e farsi vedere

Vedere e farsi vedere edere e farsi vedere 5 lezione Occhio allo specchio 32 Lo specchio retrovisore è un dispositivo importantissimo che permette al conducente la visibilità della strada alle sue spalle senza tuttavia distogliere

Dettagli

U.S.A.P. Unione Sindacale Allenatori di Pallacanestro. Riconosciuta dalla Federazione Italiana Pallacanestro con Delibera 30.04.

U.S.A.P. Unione Sindacale Allenatori di Pallacanestro. Riconosciuta dalla Federazione Italiana Pallacanestro con Delibera 30.04. U.S.A.P. Unione Sindacale Allenatori di Pallacanestro Riconosciuta dalla Federazione Italiana Pallacanestro con Delibera 30.04.1994 Via Dell Abbadia, 8-40122 Bologna Tel 051/26.11.85 Fax 051/26.74.55 -

Dettagli

TIPI DI IMBARCAZIONI ED ARMAMENTO

TIPI DI IMBARCAZIONI ED ARMAMENTO Codice delle Regate - ALLEGATO B CARATTERISTICHE DEL MATERIALE NAUTICO Capitolato di omologazione e controllo TIPI DI IMBARCAZIONI ED ARMAMENTO Le imbarcazioni da regata possono essere armate di punta

Dettagli

Appunti sul galleggiamento

Appunti sul galleggiamento Appunti sul galleggiamento Prof.sa Enrica Giordano Corso di Didattica della fisica 1B a.a. 2006/7 Ad uso esclusivo degli studenti frequentanti, non diffondere senza l autorizzazione della professoressa

Dettagli

NAVIGAZIONE ASTRONOMICA Tutorial passo passo con esempio pratico by Mac Barba

NAVIGAZIONE ASTRONOMICA Tutorial passo passo con esempio pratico by Mac Barba NAVIGAZIONE ASTRONOMICA Tutorial passo passo con esempio pratico by Mac Barba In questo tutorial proverò a spiegare con esempio pratico le operazioni da eseguire per il rilevamento dello scostamento della

Dettagli

unità A3. L orientamento e la misura del tempo

unità A3. L orientamento e la misura del tempo giorno Sole osservazione del cielo notte Stella Polare/Croce del sud longitudine in base all ora locale Orientamento coordinate geografiche latitudine altezza della stella Polare altezza del Sole bussola

Dettagli

COME FARE UNA CORDA PER ARCO

COME FARE UNA CORDA PER ARCO COME FARE UNA CORDA PER ARCO Dedicato a tutti gli arcieri che preferiscono costruirsi le proprie corde dell arco, anziché acquistarle pronte in fabbrica. Tenere presente che specie per la prima volta,

Dettagli

Disegnare il basket. di Andrea Capobianco

Disegnare il basket. di Andrea Capobianco Disegnare il basket di Andrea Capobianco L efficacia della comunicazione è legata ad una buona conoscenza del linguaggio utilizzato. L uso della rappresentazione icnica presuppone necessariamente la condivisione

Dettagli

ISTRUZIONE PER L ESECUZIONE IN SICUREZZA DI SPOSTAMENTI PARTICOLARI CON CARROPONTE (GROSSE LAMIERE)

ISTRUZIONE PER L ESECUZIONE IN SICUREZZA DI SPOSTAMENTI PARTICOLARI CON CARROPONTE (GROSSE LAMIERE) RISCHI SPECIFICI DELLA LAVORAZIONE Talvolta è necessario spostare GROSSE LAMIERE con il carroponte. I principali rischi durante queste operazioni sono: Possibile caduta dei carichi pesanti (lamiere) durante

Dettagli

MASTER GESTIONE DEI SERVIZI PORTUALI

MASTER GESTIONE DEI SERVIZI PORTUALI MASTER GESTIONE DEI SERVIZI PORTUALI GESTIONE DELLE INFRASTRUTTURE PORTUALI E MARITTIME FRANCESCO GRANATA 1 Le banchine Sono quelle strutture che separano il bacino liquido dalla terraferma. Si distinguono

Dettagli

Dis corsi nautici, norme di navigazione per il canottaggio. Conferenza Regionale Allenatori - Trieste 15 dicembre 2012 Bruno Spanghero STC ADRIA 1877

Dis corsi nautici, norme di navigazione per il canottaggio. Conferenza Regionale Allenatori - Trieste 15 dicembre 2012 Bruno Spanghero STC ADRIA 1877 Federazione Italiana Canottaggio COMITATO REGIONALE FRIULI VENEZIA GIULIA Dis corsi nautici, norme di navigazione per il canottaggio Conferenza Regionale Allenatori - Trieste 15 dicembre 2012 Bruno Spanghero

Dettagli

www.italy-ontheroad.it

www.italy-ontheroad.it www.italy-ontheroad.it Rotonda, rotatoria: istruzioni per l uso. Negli ultimi anni la rotonda, o rotatoria stradale, si è molto diffusa sostituendo gran parte delle aree semaforizzate, ma l utente della

Dettagli

Andrea Milanese. I comportamenti corretti per la salute del bambino quando viaggia in auto e non solo. Crescere bambini ecologici

Andrea Milanese. I comportamenti corretti per la salute del bambino quando viaggia in auto e non solo. Crescere bambini ecologici Andrea Milanese I comportamenti corretti per la salute del bambino quando viaggia in auto e non solo IL CONCETTO DI SICUREZZA PASSIVA POLITECNICO DI MILANO DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA AEROSPAZIALE Laboratori

Dettagli

Le Fasi della manovra sono:

Le Fasi della manovra sono: È indispensabile per una questione di sicurezza imparare a svolgere la manovra seguendo una sequenza di operazioni predeterminate. Le Fasi della manovra sono: 1. Auto-assicurazione 2. Predisposizione dell'ancoraggio

Dettagli

ESERCIZI CINEMATICA IN UNA DIMENSIONE

ESERCIZI CINEMATICA IN UNA DIMENSIONE ESERCIZI CINEMATICA IN UNA DIMENSIONE ES. 1 - Due treni partono da due stazioni distanti 20 km dirigendosi uno verso l altro rispettivamente alla velocità costante di v! = 50,00 km/h e v 2 = 100,00 km

Dettagli

CORSI DI VELA OVER 18

CORSI DI VELA OVER 18 CORSI DI VELA OVER 18 AGOSTO E SETTEMBRE - convenzione bnl Non hai ancora scelto la tua vacanza? Mancano poche settimane, ma sei ancora in tempo per fare una vacanza originale e divertente, 100% acqua

Dettagli