A CARICO DI: BERNARDINI MARCO + ALTRI

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1 TRIBUNALE DI MILANO RITO ASSISE SEZ. I CORTE D'ASSISE DOTT. GAMACCHIO PIERO DOTT.SSA SIMI ILARIA Presidente Giudice a latere VERBALE DI UDIENZA REDATTO IN FORMA STENOTIPICA PAGINE VERBALE: n. 70 PROCEDIMENTO PENALE N. RG. C.A. 15/10 - RG.N.R 25194/08 A CARICO DI: BERNARDINI MARCO + ALTRI UDIENZA DEL 14/03/2012 MI0035 BUNKER 1 S.V. Esito: RINVIO AL 28/03/2012, ORE Caratteri: 89281

2 INDICE ANALITICO PROGRESSIVO DEPOSIZIONE DEL TESTE - PELLERO BRUNO Pubblico Ministero... 4 Parte Civile - Avvocato Conti Difesa Cipriani - Avvocato Nardo DEPOSIZIONE DEL TESTE - MARZI SANDRO Pubblico Ministero Difesa Jannone - Avvocato Patrucchi Difesa Cipriani - Avvocato Nardo Difesa Rangoni Preatoni - Avvocato Borella N. R.G. C.A. 15/10 - R.G.N.R / /2012 clbernardini MARCO + ALTRI 2

3 SENTO SCRIVO Società Cooperativa DOTT. GAMACCHIO PIERO DOTT.SSA SIMI ILARIA DOTT. STEFANO CIVARDI Presidente Giudice a late re Pubblico Ministero DOTT.SSA CATERINA FARRIS SIMEONE SIG.RA MARIA TERESA - Stenotipista Ass. d'udienza Ausiliario tecnico PROCEDIMENTO A CARICO DI - BERNARDINI MARCO + ALTRI - Il Presidente procede all'appello e alla regolare costituzione delle parti. PRESIDENTE - Devo dare atto della comunicazione pervenuta alla Presidenza della Corte dall' Avvocato Vincenzo Carosi il quale dice che nella sua qualità di Difensore di fiducia del signor Marco Bernardini dichiara di aderire alla astensione degli Avvocati prevista per il giorno 21 marzo 2012, di tal che l'udienza non si potrà tenere. Prego, Pubblico Ministero. Iniziamo con il Professor Pellero. Viene introdotto in aula il Teste il quale, ammonito ai sensi dell' articolo 497 del Codice di Procedura Penale, dà lettura della formula di rito. N, R,G, C,A, 15/10 R,G,N.R, 25194/08 14/03/2012 clbernardini MARCO + ALTRI 3

4 SENTO SCRIVO Società Cooperativa TESTE PELLERO Bruno Pellero, nato a Savona il 15 aprile 1958; ivi residente in Corso Italia numero 2, interno 13. PRESIDENTE - Prego, Pubblico Ministero. Pubb~ico Ministero P.M. Può illustrare il suo percorso professionale e gli incarichi ricevuti nell'ambito di questo procedimento? TESTE PELLERO - lo sono uno specialista di telecomunicazioni, mi sono trovato a progettare i primi sistemi radiomobili circa anni fa e quando la telefonia radiomobile ha iniziato la sua commercializzazione in Italia sono stato chiamato a occuparmi delle intercettazioni di queste comunicazioni in Italia, attività che ho fatto per l'autorità Giudiziaria come Consulente al Gabinetto del Ministero della Giustizia per alcuni anni, come esperto tecnico del gruppo di lavoro interministeriale Interni, Giustizia e Comunicazioni, poi diventato Osservatorio dal '97 fino a tutt'oggi. Mi occupo di progettare soluzioni per le intercettazioni, di fare il Consulente sia per l'industria e comunicazione e per l'autorità Giudiziaria, docente ad alcune Università, dall'università della Calabria per il Master Intelligence all'università di Tor Vergata e altre Università, comprese delle lezioni anche alla Cattolica qui a Milano. N.ltG. C.A. 15/10 - R.G.N.R /08-14/ cibernardlni MARCO + ALTRI 4

5 P.M. Può illustrare il primo incarico che ricevette dal Dottor Alberto Nobili in ordine al rinvenimento di una microspia? TESTE PELLERO - Nell' ottobre del 2001 mi venne conferito un incarico dal Dottor Alberto Nobili relativamente all'esame di un dispositivo che mi venne mostrato nel suo ufficio dicendomi che era stato ritrovato su un'autovettura. Esaminai questo reperto e feci una relazione che fu depositata agli atti parecchi mesi dopo, dopo che acquisimmo tutti gli elementi che il Pubblico Ministero ritenne necessario per completare la relazione. P. M. - In massima sintesi le sue conclusioni e poi produrrò l'elaborato scritto. TESTE PELLERO - In massima sintesi l'apparecchiatura risultava essere un telefono cellulare, o meglio parte di un telefono cellulare modificato allo scopo di realizzare un dispositivo per l'ascolto a distanza di comunicazioni senza intervento di personale operatore locale. L'apparecchiatura peraltro era solo parzialmente funzionante e fu possibile recuperare dalla memoria dati, ancorché cancellati, che consentivano di ricostruire in parte la storia del dispositivo. Il dispositivo risultò essere stato manomesso in alcune componenti essenziali al fine di non poter risalire alla matricola dell'apparecchiatura, cosiddetto IMEI, codice N. R.G. C.A. 15/10 - R.G.N.R /08-14/03/2012 clbernardini MARCO + ALTRI 5

6 SENTO SCRIVO Società Cooperativa dell'apparecchiatura, né di poter risalire al numero telefonico della SIM che era stata smontata dal suo supporto danneggiandola. All'interno della memoria i dati erano stati cancellati sia per quanto riguarda la rubrica, sia per quanto riguarda gli ultimi numeri chiamati e ricevuti e fu possibile recuperare questo dato grazie alla collaborazione della società costruttrice dell'apparecchio originale, che è la Motorola, che consentirono di fornire all' Autorità Giudiziaria alcuni numeri di telefono relativi sia alle ultime chiamate fatte e ricevute, sia i numeri della rubrica. La tecnologia con cui vennero fatte queste modifiche nella memoria del cellulare risultò essere sproporzionata rispetto alla tecnologia costruttiva di questo dispositivo, chiamiamola pure microspia, al punto tale da dubitare che se l'operazione era stata fatta come verosimilmente da un'unica persona l'intento non fosse altro che quello di dissimulare una microspia fatta da qualche artigiano difficilmente riconducibile e cancellare ogni traccia per poter effettivamente tentare di individuarlo. Dalle analisi emerse anche un dato importante che era la durata di ricezione e trasmissione dell'apparecchiatura che ammontava cumulativamente a poco più di 26 minuti. Mi scusi, la interrompo per focalizzarmi su quanto ha detto in precedenza. In ordine alla sproporzione tra N. R.G. C.A. 15/l0 - R.G.N.R /08-14/03/2012 c!bernardlni MARCO + ALTRI 6

7 SENTO SCRIVO Società Cooperativa l'oggetto che mal avrebbe funzionato come microspia e invece la tecnologia impiegata per resettare questo oggetto può meglio specificare in che cosa sia... che cosa sia stato un indice del particolare impegno che sia stato messo nel pulire, resettare questo prodotto? TESTE PELLERO - Le considerazioni afferiscono a due aspetti distinti: il primo aspetto è quello della costruzione elettrica e meccanica del dispositivo che era stata fatta con dei componenti inadatti, i fili elettrici troppo grossi che in realtà hanno danneggiato il telefono mettendolo in condizione del vero funzionamento precario o l'alloggiamento dell' apparecchiatura elettronica in un contenitore di plastica morbida nel quale fu avvolto invece di metterlo in un contenitore rigido che l'avrebbe protetto molto meglio. Cioè, tutti indici di un comportamento che non era neanche di un artigiano, ma era un comportamento assolutamente primitivo che nessun tecnico degno di questo nome, neanche un ragazzino, avrebbe utilizzato. Per contro, l'altro aspetto è quello della cancellazione dei dati della memoria che venne fatto con estrema perizia al punto che anche la casa costruttrice, la Motorola, ebbe bisogno di richiedere informazioni alla casa madre negli Stati Uniti e solo alcune di queste informazioni risultarono disponibili a distanza di vari mesi, allo scopo di recuperare dati che per necessità di oggettività ritenni preferibile far N. R.G. C.A. 15/10 - R.G.N.R /08-14/03/2012 clbernardini MARCO + ALTRI 7

8 recuperare al costruttore. La possibilità di cancellarlo senza queste informazioni presuppone una conoscenza talmente approfondita dal prodotto Motorola che afferisce a una persona che ha delle capacità tecniche enormemente superiori a quelle che avrebbero portato a una costruzione elettrica e meccanica quale descritta prima. Quindi è improbabile che le due operazioni siano state fatte in tempi diversi perché la modifica dei dati non avrebbe mai potuto essere fatta su un apparecchio precario quanto quello detto. In questo caso se il tecnico era lo stesso ci doveva essere un motivo, l'unico motivo verosimile era quello di dissimulare dietro un' apparente imperizia del costruttore l' identi tà di chi poteva averlo fatto. Nell'espletamento dell'incarico poi riuscì a recuperare dalla memoria di questo telefonino dei dati sulle utenze chiamate o chiamanti? TESTE PELLERO Sì, fu possibile recuperare i dati della memoria, in particolare recuperare i dati sia della rubrica che delle ultime chiamate effettuate. Risultarono in particolare due chiamate ricevute provenienti da una stessa utenza dal distretto 055, se ricordo bene, con la peculiarità che una delle due chiamate aveva il prefisso internazionale +39, 55 prefisso distrettuale, in un caso preceduto da uno O e nell'altro caso no, cosa che riportava due chiamate fatte in tempi diversi a cavallo N. R.G. C.A. 15/tO" R.G.N.R /08" 14/03/2012 c/bernardlni MARCO + ALTRI 8

9 SENTO SCRIVO Società Cooperativa della data in cui Telecom Italia aggiunse lo zero prima del prefisso distrettuale, ciò che avvenne orientativamente intorno al giugno del Risultavano anche chiamate con prefisso diverso? TESTE PELLERO No, parlando delle chiamate ricevute risultavano solo chiamate provenienti dal prefisso distrettuale 055, anche il numero chiamante era identico. Il numero chiamante era per entrambe. P.M. Presidente, anche alla luce del fatto che la circostanza è già stata esplorata tramite la prova dichiarativa dei tecnici che hanno, tra virgolette, spiegato questo peculiare rinvenimento della microspia sull'auto di Bondi, che sono già stati escussi davanti a questa Corte d'assise, il Pubblico Ministero termina qua l'esame su questo aspetto e produce fin d'ora la consulenza in modo che la Corte può eventualmente coltivare ulteriori domande. PRESIDENTE - Lei ovviamente la conferma? TESTE PELLERO - Certo. (Nds, il Pubblico Ministero rammostra documentazione al Teste). TESTE PELLERO Questa corrisponde alla perizia che ho depositato nel 2003 e confermo essere il corrispondente al mio parere di allora e di adesso. Quindi nell'ambito di questo stesso procedimento in cui lei aveva già svolto l'incarico sulla microspia rinvenuta N. R.G. C.A. 15/10 - R.G.N.R /08-14/03/2012 c/bernardini MARCO + ALTIU 9

10 nell' auto in uso all' allora amministratore di Telecom, Bondi, ricevette altri incarichi, con quale oggetto? TESTE PELLERO - In realtà i procedimenti per i quali ricevetti incarichi furono diversi. Il primo riguardava il rinvenimento di questa microspia, non ricordo il numero del procedimento, ma posso consultare le mie carte, comunque è citato nell'oggetto della relazione; successivamente ricevetti incarico da altra Autorità Giudiziaria, Dottor Civardi, Dotto Piacente e Dotto Napoleone, relativamente ad accertamenti relativi in un primo quesito ad impianti della società Telecom Italia e della società Telecom Italia Mobile preposti alla gestione delle attività di intercettazione e documentazione del traffico storico; successivamente ricevetti un altro incarico per esaminare un CD che conteneva delle registrazioni della cui fonte era necessario accertare le modalità tecniche. P.M. Venendo un pochino più nel dettaglio dell'incarico ricevuto in ordine ai dispositivi DFD e alle sonde che dovevano presidiare questi disposi ti vi sonda è stata acquisita, sequestrata e verserei alla Corte d'assise in questo frangente - può specificare esattamente qual era il quesito, per quale motivo era stato posto e quali sono stati i risultati delle indagini tecniche condotte da lei e dal suo collega Paoloni? TESTE PELLERO - L'oggetto del quesito collegiale derivava dal N. R.G. C.A. 15/10 R.G.N.R /08 14/03/2012 c/bernardini MARCO + ALTRI 10

11 rinvenimento da parte di Telecom Italia di dispositivi cosiddette sonde posti a presidio dei collegamenti tra un'apparecchiatura denominata DFD che faceva l'intermediazione delle comunicazioni intercettate dalle numerosissime centrali di Telecom Italia e gli altrettanto numerosi punti di ascolto. La preoccupazione rappresentata da Telecom Italia all'autorità Giudiziaria era che queste sonde potessero essere utilizzate anche con finalità diverse e contemporaneamente che la loro rimozione potesse causare pregiudizi o all' attività di intercettazione o ad eventuali accertamenti. Mi scusi, cerchiamo di contestualizzare ulteriormente. Il DFD è l'acronimo per? TESTE PELLERO - E' l'acronimo per Dispositivo Fonia e Dati che si occupa di raccogliere la comunicazione intercettata in termini di contenuto fonico dalla centrale che opera l'intercettazione su richiesta dell' Autorità Giudiziaria insieme ai dati corrispondenti al numero chiamato, numero chiamante ed eventuali ulteriori informazioni tra cui numero trasferito, metterle insieme e veicolarle verso il punto di ascolto. In precedenza le comunicazioni venivano intercettate sui fili dell' utenza, sui fili dell' utenza le uniche informazioni disponibili erano la voce dell' interlocutore, il numero telefonico chiamato quando a chiamare era l'utenza intercettata, mancava alcuna indicazione del chiamante per le chiamate in entrate, né N. R.G. C.A. 15/l0 - R.G.N.R cfbernardlni MARCO + ALTRI 11

12 SENTO SCRIVO Società Cooperativa si poteva fare intercettazione nel caso in cui le comunicazioni fossero state trasferite. Contemporaneamente negli stessi anni Telecom Italia mise in commercializzazione sistemi di comunicazione, gli SDN numerici, che consentivano all'utente di disporre di pi~ di una linea. Le apparecchiature di registrazione disponibili ai punti di ascolto dell'autorità Giudiziaria dentro i locali della Procura erano registratori a bobine monolinea incapaci di ricevere questo tipo di comunicazione, pertanto Telecom Italia per fronteggiare un' esigenza pressante di fornire nella quantità e nella quali tà le intercettazioni richieste adottò questo tipo di strumento che prelevavano da fonti diverse la fonia e i dati, li mettevano insieme, li mandavano verso il punto d'ascolto, se il punto d'ascolto non era in grado di confermare l'avvenuta ricezione della comunicazione intercettata garantivano la consegna anche differita mediante una registrazione locale. Questo era lo scopo dell'apparecchiatura. Quindi avevano anche una memoria di transito? TESTE PELLERO Avevano una memoria di transito cosiddetta buffer che serviva per risolvere il problema delle mancate consegne. Il problema delle mancate consegne si generava automaticamente quando l'utente stava facendo la conversazione, veniva chiamato da un terzo, la chiamata del terzo veniva registrata alla segreteria telefonica N. R.G. C.A R.G.N.R / dilernardini MARCO + ALTRI 12

13 SENTOSCR1VO Società Cooperativa centralizzata, non poteva essere consegnata al registratore che già ne stava registrando una e quindi la seconda comunicazione veniva consegnata in un secondo tempo. Altro motivo era la qualità del servizio dei registratori delle linee presso i cosiddetti Centri per le Intercettazioni Telefoniche delle Procure che frequentemente avevano guasti che impedivano la chiamata di essere consegnata in tempo reale, ciò che veniva considerato un pregiudizio alla formazione della prova in termini di integrità dell'intercettazione. Quindi in mancanza di registratori idonei la soluzione venne adottata sia per l'integrazione di fonia e dati che per la memorizzazione temporanea, secondo quello che era l'intento del progettista, delle fonie intercettate. P.M. Questi DFD quando furono installati e dove furono installati? TESTE PELLERO - questi DFD orientativamente vennero installati intorno all' anno 2000, adesso non ricordo la data con precisione perché probabilmente venne fatta un' installazione graduale. Orientativamente intorno agli anni Duemila vennero installati in 21 centri appartenenti a Te1ecom Italia sui quali venivano centralizzate le funzioni delle , se ricordo bene, centrali urbane di Telecom Italia. L'intercettazione veniva indipendentemente attivata sulle centrali, quindi non era compi to del DFD, né il DFD aveva accesso a comandi per N. R.a. C.A R.a.N.R cibernardini MARCO + ALTRI 13

14 SENTO SCRIVO Società Cooperativa attivare l'intercettazione, né per disattivarla, mentre i contenuti intercettati e i dati associati all'intercettazione venivano veicolati al DFD mediante dei collegamenti all'uopo predisposti. I DFD poi a loro volta mandavano verso i punti d'ascolto. P.M. I DFD riguardavano la rete fissa o anche la rete mobile? TESTE PELLERO - I DFD vennero inizialmente utilizzati solo per la rete fissa; successivamente la rete mobile che aveva un analogo problema di riuscire a raggiungere i punti di ascolto con i dati associati a ciascuna comunicazione intercettata... si intendono i dati associati a ciascuna comunicazione intercettata i dati esterni della comunicazione: numero chiamato, numero chiamante, nel caso del mobile anche la cella in cui la comunicazione ha luogo. I dati originariamente venivano inviati via fax con un evidente quantità di problemi che andavano dalla impossibilità di ricevere se il fax era senza carta alla mancanza della riservatezza e cose del genere, quindi Telecom decise di adottare i DFD in un centro unico a Padova raccogliendo tutti i dati delle utenze intercettate per poterle inviare in modo più tecnicamente efficiente verso i punti di ascolto. In questo caso i DFD raccoglievano solo i dati intercettati e non avevano capacità di registrazione della fonia alla quale non avevano accesso. N. R.G. C.A. 15/l0 - R.G.N.R /08-14/03/2012 c/bernardini MARCO + ALTRI 14

15 P.M. Questi OFO perché e quando furono presidiati dalle sonde? TESTE PELLERO Ritengo poco tempo dopo. Le uniche informazioni che abbiamo le abbiamo dagli atti recuperati in Telecom Italia. Qualcuno in Telecom Italia si accorse che i collegamenti tra il OFO e gli operatori che dovevano gestire il funzionamento non erano sicuri, vale a dire erano collegamenti che non erano dotati di adeguata cifratura e per garantire - questo fu il motivo per cui il progetto venne portato avanti, proposto e portato avanti - per garantire di poter controllare gli accessi ai OFO venne deliberato di installare un sistema di sonde, sonde passive che non potevano essere rilevate dai OFO e quindi avevano la funzione di moni toraggio di terza parte, che avevano visibilità su tutti i comandi (inc.) e verso il OFO. Il periodo ritengo che fosse poco dopo l'anno 2000, quindi orientativamente. Questa è una delle sonde? TESTE PELLERO - Questa è una delle sonde. Quella sonda venne sequestrata in occasione di un accesso a una delle centrali telefoniche di Telecom Italia e dopo aver evidenziato che non costituiva pregiudizio a rimuoverla venne rimossa per fare degli esami sulla sonda. Tutte le sonde erano collegate a un'infrastruttura centrale ubicata in Milano che raccoglieva le segnalazioni provenienti dalle sonde allo scopo di segnalare mediante N. R.G. C.A R.G.N.R /08-14/03/2012 clbernardlni MARCO + ALTRI 15

16 allarmi eventuali accessi indesiderati. Le sonde da chi erano state prodotte? TESTE PELLERO Le sonde e l'intero progetto era stato prodotto e ideato da una società che si chiama o si chiamava all' epoca I kon Corp che a sua volta le aveva fornite alla società Sirti che aveva ritenuto di rimodularne la capacità in termini di archivio di massa e la Sirti le aveva fornite alla Telecom Italia. E' a sua conoscenza un interesse, una partecipazione di Ghioni in Ikon? TESTE PELLERO - Ho appreso dagli atti questa partecipazione che peraltro fu confermata dalla stessa Ikon Corp, il fatto che Ghioni fosse stato tra gli ispiratori del progetto delle sonde al di là che fosse il progetto per Telecom Italia, ma dal progetto del dispositivo e che mantenesse una collaborazione con loro. Non è a mia conoscenza la natura da un punto di vista economico finanziario del rapporto tra Ikon e Ghioni. I DFD da chi erano prodotti? TESTE PELLERO - I DFD erano prodotti dalla Urmet, la Urmet Telecomunicazioni di Castel Romano vicino a Roma. Che è una società nota? TESTE PELLERO Che è una società del gruppo Urmet, che peraltro conosco bene in quanto ebbi a lavorare anche con loro come Consulente per questioni vagamente analoghe a quelle e quindi ebbi modo di vedere la produzione dei DFD N. R.G. C.A. 15/10 - R.G.N.R /08-14/03/2012 c/bernardini MARCO + ALTRI 16

17 SENTO SCRIVO Società Cooperativa presso la loro fabbrica. P.M. Queste sonde che dovevano presidiare i DFD e dare notizie su eventuali accessi ai DFD e mandare i segnali alla controi room effettivamente lavoravano, c'era qualcuno nella controi room a verificare il funzionamento delle sonde, gli allarmi erano gestibili? TESTE PELLERO Quando facemmo accesso io, la P.G. e il Professor Paoloni all'impianto di Telecom Italia dove si concentravano le informazioni provenienti dalle sonde avemmo moto di vedere personalmente che di tutti i server, i computer asserviti a questo sistema ne funzionavano solo una minima parte, gli altri risultavano guasti. La stessa cosa ci venne riferita dal personale di Telecom Italia come segnalò che la guastabilità di questi impianti era molto elevata e lo stato di guasto in cui si trovava era tale nonostante pochi mesi prima fossero state, come dicono loro, ripristinate, rassettate tutto il complesso delle sonde e dei server. Ciò che venne segnalato era che avevano una media di guastabilità di almeno il 25% e contemporaneamente la quantità di allarmi che venivano forniti verso il centro di controllo era talmente elevata da impedire qualunque forma di controllo. Cioè, c'era un volume tale di allarmi, secondo quello che riferivano loro perché noi non avemmo modo di vedere dati che erano stati cancellati a seguito di un intervento precedente, la quantità di allarmi, falsi N. R.G. C.A. 15/10 - R.a.N.R / clbernardlni MARCO + ALTRI 17

18 allarmi era talmente elevata da impedire qualunque forma di controllo. L'attività che venne fatta comprese acquisire i dati che era possibile acquisire all'epoca per vedere che tipo di informazioni erano disponibili. Tra i dati che furono acquisiti ci furono alcuni elementi che consentirono di chiarire meglio quali fossero i contenuti che le sonde riuscivano a veicolare verso il centro di controllo. Quali erano i contenuti che le sonde veicolavano verso i centri di controllo? TESTE PELLERO - In mancanza del funzionamento del sistema al momento in cui facemmo accesso l'analisi dei dati contenuti del PC del centro di controllo consenti di recuperare un file che conteneva non solo un'informazione relativa a traffico tra la sonda e un punto d'ascolto, nel caso specifico era traffico relativo a un messaggio sms di prova che era stato verosimilmente fatto per provare l'apparecchiatura, ma che risultava completamente intercettato al centro di controllo completo del contenuto del messaggio. Un' altra cosa che emerse è che su uno dei server ancora acceso si rilevò un allarme su un'applicazione, che era un'applicazione di posta elettronica, allarme in quanto il server indicava come questa applicazione desse un problema ed era un'applicazione deputata alla trasmissione e ricezione dei messaggi di posta elettronica. Nel caso specifico la N, R,G, CA 15/10" R,G.N,R, 25194/08" 14/03/2012 c/bernardini MARCO + ALTRI 18

19 trasmissione dei messaggi di posta elettronica, ciò faceva ritenere che il sistema fosse in grado di inoltrare messaggi non solo mediante collegamento al centro operativo, ma anche verso eventuali destinatari via posta elettronica. E quelle sonde erano in grado anche di trasferire fonia o soltanto...? TESTE PELLERO - No, le sonde erano in grado di intercettare il traffico dei comandi dal centro di controllo o qualunque terzo che fosse riuscito a inserirsi sulla rete di comunicazione delle sonde e la sonda che provvedeva a veicolare i dati relativamente al traffico e quindi i dati esterni. Ritengo che non avessero alcuna capacità di veicolare fonia, anche se questo non è mai stato possibile accertarlo. P. M. - Dati esterni uni tamente però nel caso di messaggi di testo anche al contenuto del testo. TESTE PELLERO - Nel caso di messaggio di testo da utenza fissa anche il contenuto del testo. Il contenuto del testo è molto più leggero, cioè è molto più piccolo dell'eventuale contenuto di una registrazione, ciò non esclude che il contenuto di una registrazione potesse essere veicolato sul canale di comunicazione tra la sonda e chi la controllava. E' il sistema delle sonde che probabilmente non sarebbe stato in grado di recuperare il contenuto, ma certamente si sarebbe accorto di questo N. R.G. C.A. 15/l0 - R.G.N.R /08-14/ dilernardini MARCO + ALTIU 19

20 tipo di scambio informativo. Avete verificato se i dati esterni di traffico, il cosiddetto cartellino che indica qual è l'utenza monitorata, a chi è intestata, fossero semplicemente trasmissibili, oppure in qualche modo anche elaborati poi dalla control room? TESTE PELLERO - Non è stato possibile verificarlo perché la quasi totalità dei server, che erano circa una trentina se ricordo bene, era guasta, ne funzionavano solo pochissimi e l'applicazione che con la control room utilizzava era un'applicazione solo deputata ad allarmi. Se fosse stato possibile avere ulteriori informazioni o meno non è stato possibile verificarlo in concreto, certamente che l'applicazione di verificare, evidenziare degli allarmi era incompatibile con la dimensione della memoria di massa messa a disposizione, ma in particolare con l'iniziativa di Sirti che fu il fornitore dell'apparecchiatura di voler raddoppiare la capacità di memorizzazione rispetto al progetto originariamente proposto da Ikon Corpo In pratica gli allarmi avrebbero dovuto essere fatto sporadico, equivalente al tentativo di accesso non autorizzato qui in aula bunker, in realtà anche se fossero stati tanti quanti gli accessi normali al DFD, quindi tutta la normale operatività, avrebbero occupato un registro molto piccolo e non ci sarebbe stato il bisogno di avere una memoria di massa così grande. Una N. R.G. C.A. 15/10 - R.G.N.R /08-14/03/2012 <IIlERNARDINI MARCO + ALTIU 20

21 memoria di massa di un miliardo di byte, tanto per capirci. E' emerso chiaramente dagli accessi fatti dalle persone che sono state sentite insieme alla P.G. che Ikon Corp propose originariamente una certa dimensione di archivio di massa e Sirti richiese poi a Ikon Corp che la capacità fosse raddoppiata. Quale fosse lo scopo di archiviazione di questi dati e quale fosse la capacità di analisi è difficile da sapersi. Nell'occasione dell'incarico l'autorità Giudiziaria richiese di valutare quali potessero essere le potenzialità del sistema e la potenzialità che emerse è che un'apparecchiatura di questo tipo avrebbe in astratto potuto non solo evidenziare i soggetti intercettati, dei quali si sarebbe potuta avere notizia in altro modo nella struttura di Telecom Italia, ma anche gli interlocutori. Mi spiego meglio: se io fossi stato il destinatario di un provvedimento di intercettazione dall'autorità Giudiziaria molti possono essere i punti all'interno della struttura di Telecom Italia che possono essere a conoscenza che l'autorità Giudiziaria ha disposto una mia intercettazione, ma nessuno potrebbe prevedere che io un certo giorno chiami per esempio il Dottor Civardi. Un impianto di questo tipo avrebbe potuto in astratto avere la capacità di accorgersi se un interlocutore è stato chiamato da un utente intercettato. Quindi verificare anche le intercettazioni indirette? N. R.G. C.A. 15/l0 - R.G.N.R /08-14/03/2012 clbernardlni MARCO + ALTRI 21

22 TESTE PELLERO - Quindi allertare un bersaglio sensibile non direttamente oggetto di provvedimento dell'autorità Giudiziaria, ma che sta comunicando con soggetto intercettato. Questo incarico in che epoca fu svolto? TESTE PELLERO L'incarico fu svolto nel 2006, se ricordo bene. No, probabilmente prima. Devo guardare le mie carte perché sono passati anni. PRESIDENTE La Corte autorizza il Professor PelI ero a controllare atti a sua firma per aiuto alla memoria onde rispondere alla domanda del Pubblico Ministero. TESTE PELLERO - L'incarico fu conferito il 10 aprile del 2007 e la relazione fu consegnata nel 2008, esattamente il 20 febbraio del E' a conoscenza se Telecom precedentemente avesse dato un incarico ad una società di revisionare e di evidenziare eventuali criticità nel sistema di intercettazione? TESTE PELLERO Sì, devo dire che Te1ecom Italia mise a disposizione tutte le informazioni, la storia che aveva disponibile su questi impianti compreso il fatto che avendo avuto questa preoccupazione la prima persona a cui si rivolse fu una società esterna, la KPMG, a cui richiese di fare il cosiddetto audit, cioè un'analisi sulla correttezza del funzionamento e dell'impiego di questi impianti. KPMG provvide a verificare gli impianti N. R.G. C.A. 15/10 - R.G.N.R /08-14/03/2012 clbernardini MARCO + ALTIU 22

23 in alcuni casi al fine di verificare che fossero configurati correttamente e provvide a spegnerli e ad accenderli, resettarli, cioè a reimpostarli in qualche maniera. Verosimilmente all'epoca si era lontani dal pensare che ci potessero essere delle ipotesi di utilizzo illecito e lo scopo era quello di fare delle verifiche senza porsi come obiettivo la conservazione della prova al momento dell'inizio delle operazioni. Il Pubblico Ministero sul punto non ha altre domande. Intende produrre la consulenza tecnica del 20 febbraio 2008 e le ulteriori note esplicative del 7 marzo PRESIDENTE - Lei ovviamente le conferma. TESTE PELLERO - Sì. PRESIDENTE - La Corte acquisisce. E rinuncia all'audizione dell'ingegner Andrea Paoloni. (Nds, il Pubblico Ministero rammostra documentazione al Teste). TESTE PELLERO - La relazione che il Dottor Civardi mi mostra è la relazione che io insieme all' Ingegner Paoloni abbiamo depositato il 20 febbraio 2008 e confermo corrispondere al parere dell' epoca tuttora valido. Contemporaneamente mi mostra i chiarimenti, approfondimenti che depositai anche su incarico dell'ingegner Paoloni che li aveva redatti insieme a me il 7 marzo del 2008 che sono uguali a quelli che io depositai all'epoca. PRESIDENTE - Prego, le Parti Civili. N. R.G. C.A. 15/10. R.G.N.R /08-14/ c/bernardini MARCO + ALTRI 23

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