PON Lingua letteratura e cultura in una dimensione europea: Lingue straniere corsi brevi Guida all attuazione

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1 PON Lingua letteratura e cultura in una dimensione europea: Lingue straniere corsi brevi Guida all attuazione

2 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per la Programmazione Direzione generale per gli Affari Internazionali Ufficio IV Programmazione e Gestione dei Fondi strutturali europei e nazionali per lo Sviluppo e la Coesione sociale

3 PON LINGUA LETTERATURA E CULTURA IN UNA DIMENSIONE EUROPEA: LINGUE STRANIERE CORSI BREVI GUIDA ALL ATTUAZIONE FINALITA DEI CORSI BREVI I corsi brevi hanno la finalità di far conoscere i materiali prodotti nell ambito del Piano nazionale di formazione Lingua, letteratura e cultura in una dimensione europea: Lingue straniere, oggi disponibili nel sito web e di promuoverne l utilizzo nella didattica. Inoltre, i corsi sensibilizzano i docenti rispetto alle finalità del Piano di formazione, presentano i contenuti e le metodologie d insegnamento-apprendimento che esso propone e rappresentano anche un invito alla partecipazione agli interventi di formazione blended Lingua, letteratura e cultura in una dimensione europea: Lingue straniere che ripartiranno per il 2012/2013. Nell ambito dei corsi informativi da 15 ore il tutor si pone come guida e coordinatore delle attività e stimola la discussione, l analisi dei contenuti dell offerta formativa e l interazione tra i corsisti, li motiva all aggiornamento e alla sperimentazione didattica in linea con i curricoli in vigore. PRESENTAZIONE DEL PIANO LINGUA LETTERATURA E CULTURA IN UNA DIMENSIONE EUROPEA: LINGUE STRANIERE La proposta di formazione Lingua, letteratura e cultura in una dimensione europea: Lingue straniere intende promuovere e sviluppare le competenze professionali del docente di lingue della scuola secondaria del primo ciclo collegandone la formazione con i documenti programmatici emanati dal MIUR (Indicazioni nazionali, allegate al DLgs 59/2004 e Indicazioni per il curriculo, DM 31/07/2007) e con gli orientamenti e le politiche linguistiche europee. Intento del progetto è quello di far riflettere sulla nuova professionalità del docente di lingue straniere, sugli aspetti portanti del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER) e sui nuovi concetti di valutazione. Il piano di formazione sulle lingue straniere propone l introduzione di un educazione linguistica generale al fine di garantire la maturazione di una competenza linguistica complessa, plurilingue e pluriculturale, che faciliti l apprendimento di più lingue e favorisca l individuo a prendere parte a interazioni interculturali, sempre più comuni nella società odierna e anche nelle scuole. La proposta guarda quindi agli elementi caratterizzanti il profilo del docente europeo, cioè ai concetti chiave del QCER (approccio orientato all azione, didattica basata su attività comunicative e su compiti, pedagogia fondata su progetti ) per i quali sono forniti esempi tratti da materiali di comune uso nelle classi (libri di testo, programmi TV, software vari. Partendo dalla RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 18 dicembre 2006 relativa a Competenze chiave per l'apprendimento permanente, vengono esaminate le nuove proposte per le politiche linguistiche basate su multilinguismo, qualità ed efficacia, evidenziando l importanza di un profilo e di pratiche condivise nell ambito degli Stati dell Unione Europea per il nuovo docente europeo di lingue straniere.

4 Infine vengono messi a fuoco aspetti di valutazione, di autovalutazione e di certificazione degli apprendimenti linguistici, analizzando vari descrittori di competenze ed esempi di Portfolio Europeo delle Lingue. Appaiono centrali nell intera proposta l aspetto della sperimentazione di attività didattiche, in cui le conoscenze teoriche si raccordano alla pratica educativa, e l offerta di materiali ed attività, proposti nella lingua straniera di riferimento. L offerta formativa è stata progettata dal comitato tecnico scientifico, che è coordinato dall ANSAS ed è composto da esperti di Lingue Straniere facenti capo al MIUR e dai referenti degli Enti Culturali per la Francia, la Germania, la Gran Bretagna e la Spagna: Bureau de Coopération Linguistique et Artistique (BCLA) dell Ambasciata di Francia, Goethe-Institut, British Council e Consejería de Educación dell Ambasciata di Spagna. Essa è organizzata in moduli cui corrispondono delle unità teoriche/materiali di studio che presentano gli sviluppi della ricerca didattica e accademica, e sono relativi alla disciplina ed alla metodologia di insegnamento e apprendimento. I moduli sono articolati in nuclei tematici ritenuti fondanti per lo sviluppo delle competenze professionali del docente di lingua. In ogni nucleo il corsista ha a disposizione i percorsi didattici che, nell architettura complessiva del piano editoriale, costituiscono delle tracce per la sperimentazione di attività didattiche in cui si raccordano le conoscenze acquisite dai corsisti, durante lo studio dell unità teorica di riferimento, alla pratica educativa (a scuola con gli alunni). I percorsi servono al docente in formazione per riflettere, ma si orientano su attività didattiche pratiche a scuola con gli alunni. Nell ambito dei Piani Nazionali di formazione lo studio dei materiali implica momenti di riflessione esperta e cooperative learning fra corsisti finalizzati ad un cambiamento nella didattica quotidiana che tenga conto del doppio filone (riflessione docente, didattica con gli allievi). Tutti i contenuti dell offerta formativa sono per lo più presenti nelle quattro lingue proposte dal corso, con una leggera preponderanza di documenti in inglese. Il docente-corsista usa la lingua per apprendere nuovi contenuti e sviluppa le attività in classe con i suoi studenti. L'area lingue straniere, si sviluppa in tre moduli: Modulo 1: The new European teacher of languages: a profile Modulo 2 The Common European Framework of Reference for Modern Languages key concepts and keywords Modulo 3: Evaluation and self-assessment: key concepts, descriptors and examples from the European Language Portfolio SCHEMA ORGANIZZATIVO PER LA REALIZZAZIONE DEI PERCORSI BREVI Il corso si articola in incontri in presenza di 3 ore ciascuno: nei corsi di 15 ore l esperto, tutor del piano nazionale di formazione, presenterà la strutturazione dei percorsi, approfondirà alcuni di questi facilitando il confronto di esperienze significative da parte dei docenti corsisti e sosterrà i corsisti che vorranno sperimentare i materiali loro classi. In particolare verranno promosse modalità di collaborazione e scambio fra i corsisti e eventualmente, di ricerca-azione per quanto attiene alla sperimentazione con gli allievi.

5 SCANSIONE DELLE ATTIVITA DI INFORMAZIONE/FORMAZIONE Primo incontro (3 h) secondo e terzo incontro (3h+3h) quarto incontro (3h) presentazione del programma di lavoro e costruzione del calendario degli incontri; presentazione del sito e del repository con particolare riferimento a: organizzazione dei moduli, degli strumenti per la ricerca, della composizione standard di percorsi didattici, dei materiali di studio- unità teoriche; breve introduzione alla metodologia della ricerca-azione su cui si fonda il piano dei contenuti; attività pratiche finalizzate a conoscere i componenti della classe, verificare la loro competenza a interagire sito web; organizzazione di gruppi di lavoro tematici che, a partire dal secondo incontro, lavoreranno in modalità di cooperative learning, su modello jigsaw1, ogni gruppo approfondirà specifici moduli dell offerta formativa presentazione della metodologia del piano di formazione. Si avvia l attività pratica: 2 incontro lavoro sui materiali di studio sempre con modalità di cooperative learning, metodologia jigsaw; nel 3 incontro con la stessa modalità, riflessione sui percorsi. Ciascun gruppo presenterà i contenuti, con una serie di riflessioni, sui moduli prescelti. Ogni gruppo di docenti studia/lavora sulle proposte di una unità teorica e di un percorso/progetto didattico possibilmente di una specifica area tematica; discussione sull offerta del piano Lingua, letteratura e cultura in una dimensione europea: Lingue straniere e il suo possibile sostegno ai curricoli/piani didattici per l anno in corso delle scuole dei corsisti. L esperto invita i corsisti ad analizzare nel corso del laboratorio in modo più specifico, in parte o in toto, in che misura quanto elaborato nei gruppi del cooperative learning si possa intrecciare con i bisogni formativi dei propri alunni. Invita a ipotizzarne una possibile utilizzazione in classe, proponendo poi di realizzare, ad esperienza conclusa, documentazioni della loro esperienza, che potranno essere discusse nell ultimo incontro. L istituto presidio raccoglierà queste documentazioni e alla fine del ciclo di corsi organizzerà con il budget destinato alla pubblicità del progetto un incontro locale fra ex corsisti e altri docenti della disciplina per lanciare i corsi dell anno successivo). Pausa di 1 mese Incontro finale (3h) per condividere e riflettere sull esperienza realizzata, per approfondire questioni e problemi. L ultimo incontro sarà anche l occasione per promuovere la formazione continua: incoraggiando i corsisti a iscriversi ai corsi blended che partiranno nel prossimo anno, ribadendo le opportunità offerte dal Piano di formazione nazionale ed illustrando anche le possibilità di interazione e di lavoro collaborativo che si possono instaurare tra i docenti, grazie agli 1 Il modello Jigsaw ('Puzzle') di apprendimento cooperativo utilizza la specializzazione del compito: ciascuno contribuisce al raggiungimento dell obiettivo complessivo di gruppo. In gruppi eterogenei ad ogni discente viene assegnato il compito di approfondire un contenuto (nel nostro caso l unità teorica o percorso). Ogni discente lavora in modo indipendente per diventare un esperto del contenuto ed è responsabile dell'insegnamento di tali informazioni agli altri componenti del gruppo così come è anche responsabile dell'approfondimento delle informazioni fornitegli dagli altri membri del gruppo.

6 strumenti di condivisione proposti nell ambiente di formazione on line con particolare riferimento alla classe virtuale. le situazioni e i contesti in cui i problemi sono posti, che vengono utilizzati come sorgenti di stimoli materiale per gli allievi

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