Ecloud Virtual Datacenter. User Manual v.1.0.4

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1 Ecloud Virtual Datacenter User Manual v.1.0.4

2 Indice 1.0 Presentazione del servizio Panoramica Account Eseguire il Login Al Pannello Clienti Capire le risorse assegnate Modifichiamo le risorse del nostro account in tempo reale Personalizzare i limiti di prossimo esaurimento del credito Ricarichiamo il nostro account Gestire l' account usando la ValhallaAPP Gestire Gli Utenti 3.1 Capire i livelli di accesso Creiamo gli Utenti Modificare i Dati degli Utenti Accedere alla gestione delle VM con permessi utente Cancellare un Utente Gestire le Istanze (VM) Creare una VM Modifichiamo le risorse della VM in tempo reale Avviare, Riavviare, Spegnere, Sospendere le VM Assegnare/Rimuovere un nuovo indirizzo Ipv Assegnare/Rimuovere un nuovo indirizzo Ipv Modificare i sistemi operativi disponibili nel Virtual CDROM Visualizzare il traffico consumato Spostare la VM tra utenti del proprio ecloud Cancellare una VM Accediamo in VNC Modificare l' ordine di boot della VM Cambiare l' immagine collegata al virtual CDROM APIC,ACPI,VNC,PAE Creiamo una rete interna tra i nostri Cloud Ridimensioniamo lo spazio della VM Installazione O.S. 5.1 Installiamo CentOS sulla nostra VM Installiamo CentOS Web Hosting Edition sulla nostra VM Installiamo Debian 6 sulla nostra VM Installiamo Windows 2008 sulla nostra VM Installazione automatica della nostra VM Licenze 6.1 Attiviamo la nostra copia di Windows

3 6.2 Assegnamo una licenza DirectAdmin al nostro Cloud Cambiamo O.S. alla licenza DirectAdmin Assegnamo una licenza Cpanel al nostro Cloud Assegnamo una licenza Plesk al nostro Cloud Alcune Licenze sono segnate come "Zombie" Rivenditori ISP 7.1 Creare un'indirizzo personalizzato per il login dei nostri clienti Backup 8.1Snapshot Automatico e Ripristino API 10.0 Networking Gestione Reverse DNS Verificare se un indirizzo IP è in blacklist Pannelli Installiamo Plesk su Windows Installiamo DirectAdmin con Berlos.sh Installiamo Cpanel con Berlos.sh Installiamo Plesk con Berlos.sh su Linux Presentazione del servizio Il nostro innovativo servizio di ecloud vi permetterà di acquistare risorse e creare servers al suo interno in pochi istanti. Potrete passare da 1 server a 50 server in pochi minuti, anche solo per un'ora o per tutto il tempo necessario al tuo business. Il sistema si basa su virtualizzazione KVM e un pannello proprietario Valhalla CP per offrire ai clienti la massima libertà. Lo sviluppo interno delle tecnologie ci permette di personalizzare il servizio in base alle vostre segnalazioni. Creando di fatto un datacenter virtuale su misura. La struttura è pensata per gli operatori del settore che vogliano vendere servizi di hosting condiviso,vps & Cloud Server basandosi su una piattaforma affermata, garantendo un alto uptime senza dover sostenere i grossi costi di startup e di gestione dell'hardware. Il nostro software, sviluppato in house vi permetterà di offrire servizi innovativi usando il nome e l' indirizzo della vostra azienda. 2.0 Panoramica Account Appena eseguito l' ordine il vostro account sarà messo in stato di attesa codice di sicurezza, tale pratica è necessaria per verificare i dati del cliente. Entro breve riceverete una telefonata da un tecnico SeFlow che vi chiederà il codice ricevuto mezzo . Se il codice è corretto l' account sarà immediatamente attivo e potrete iniziare ad utilizzarlo

4 2.1 Eseguire il Login Al Pannello Clienti Il login al pannello clienti avviene all' url https://cp.seflow.it/new (oppure https://cp.seflow.it ). Inserendo Username e Password ricevuti nell' di attivazione potrete accedere all'area riservata dove sono visibili tutti i servizi acquistati presso SeFlow. Il pannello Cloud si divide in due sezioni, la gestione on fly delle risorse e la creazione degli utenti e delle VM. Per accedere a questa seconda parte cliccate su Login, riconoscibile in quanto di colore rosso e presente nel menù di sinistra del vostro account. Si aprirà una nuova finestra. L' accesso all' area clienti può avvenire anche tramite la Valhalla APP, applicazione Windows. ATTENZIONE: Il login alla seconda sezione può avvenire esclusivamente premendo il link Login sopra citato. Il login diretto non è ammesso e causerà, dopo il terzo tentativo, il blacklist temporaneo (30 minuti) del vostro account. 2.2 Capire le risorse assegnate SeFlow ha reso disponibile una pagina in cui è possibile visualizzare il consumo totale delle risorse nella propria cloud. Per visualizzare la pagina entriamo nella seconda sezione premendo sul link nel menù a sinistra Login. (Fig.1) Nella schermata principale potrete vedere il consumo di risorse di tutte le VM create. Di seguito il loro significato: - Users: Ogni Cliente, prima di creare una VM, dovrà creare un'utente. Se non intendete dare l' accesso a terzi potrete creare un unico utente che conterrà tutte le VM. SeFlow da la possibilità di creare nuovi utenti al quale

5 assegnerete le vostre VM. Potrete quindi dare accesso ai vostri clienti usando il vostro brand. - Virtual Servers: Rappresenta il numero massimo di VM creabili. SeFlow non impone alcun limite massimo di vm creabili. Tuttavia per ragioni di gestione, ogni account avrà impostati di default 10 VM Massime. Vi basterà aprire un ticket e aumenteremo tale limite senza costi aggiunti. - Disk: Rappresenta la somma di spazio disco utilizzato dalle proprie VM. La virtualizzazione alla base è hardware e ogni macchina VM ha un proprio LVM dedicato. Questo significa che la somma indicata rappresenta la somma di ogni LVM e non l' effettivo consumo dei dati contenuti. - Memory: Rappresenta la somma di memoria RAM utilizzata dalle proprie VM. La memoria SWAP non è conteggiata. - Bandwidth: Rappresenta la somma totale del traffico mensile assegnato alle VM. SeFlow permette l' overselling, ossia la possibilità di assegnare più traffico di quello effettivamente disponibile. Ricordiamo tuttavia di porre molta attenzione con questa pratica in quanto potreste superare il traffico acquistato senza accorgervene. - IPv4: Rappresenta la somma di tutti gli indirizzi IPv4 assegnati alle VM. Ogni rivenditore potrà gestire gli IPv4 assegnati in piena libertà. - IPv6: Rappresenta la somma di tutti gli indirizzi IPv6 assegnati alle VM. Ogni rivenditore potrà gestire gli IPv6 assegnati in piena libertà. Non imponiamo limiti sul numero di IPv6 usabili. 2.3 Modifichiamo le risorse del nostro account in tempo reale SeFlow permette di modificare le risorse del proprio account in tempo reale senza dover attendere l' intervento di un tecnico. La modifica di risorse può essere intesa sia come upgrade che come downgrade, il sistema imposterà automaticamente il costo orario delle nuove risorse. Non ci sono limiti di modifiche effettuabili sul vostro account. Per prima cosa entriamo nel nostro pannello clienti Valhalla https://cp.seflow.it e premiamo il pulsante "Cloud". Si aprirà la pagina gestionale del nostro account e premiamo "Gestione Risorse" come da freccia rossa in Fig.1 (Fig.1)

6 Si aprirà una nuova schermata dove poter modificare le nostre risorse. Nel menù a sinistra trovate la voce "Costo Totale" che rappresenta il costo con previsione oraria, giornaliera e mensile delle risorse acquistate. Modificando i parametri nel campo Risorse i valori in questo menù si modificheranno così da darvi una perfetta stima dei costi che dovrete sostenere con le nuove impostazioni. Fig.2 (Fig.2) Nel campo risorse potremo modificare i valori del nostro account. Tra parentesi troveremo le risorse attualmente in uso. Non è possibile modificare l' account con meno risorse di quelle effettivamente in uso. In caso dovessimo incorrere in questa casistica otterremo un messaggio d'errore e le risorse torneranno allo stato originale Fig.3 (Fig.3)

7 CPU: Costo 0.005/ora ogni CORE - Rappresenta la quantità massima di CORE CPU assegnabili alle proprie VM. L' aggiornamento potrà essere usato per modificare VM già esistenti o creare nuove istanze. Ogni Cloud dispone di base di 4 CPU core. Questi core potranno essere usati per assegnare ulteriori core dedicati al singolo Cloud. Se per esempio acquisto un core e lo assegno ad un cloud, il totale di core disponibili sarà 5 RAM: Costo 0.003/ora ogni 512MB - Rappresenta la quantità massima di memoria RAM assegnabile alle proprie VM. L' aggiornamento potrà essere usato per modificare VM già esistenti o creare nuove istanze. Hard Disk: Costo 0.002/ora ogni 5 GB - Rappresenta la quantità massima di spazio assegnabile alle proprie VM. L' aggiornamento potrà essere usato per modificare VM già esistenti o creare nuove istanze. Si ricorda che sulla singola VM non si può diminuire lo spazio in uso per non incorrere nella corruzione dei dati. VM: Costo 0.001/ora ogni 3 Istanze - Rappresenta il numero massimo di VM creabili nel proprio account. IPv4: Costo 0.002/ora ogni IPv4 - Rappresenta il numero di IPv4 assegnabile alle VM del proprio account. L' aggiornamento potrà essere usato per modificare VM già esistenti o creare nuove istanze. IPv6: Costo Gratuito - Rappresenta il numero di IPv6 assegnabile alle VM del proprio account. L' aggiornamento potrà essere usato per modificare VM già esistenti o creare nuove istanze. Banda: Costo 0.01/ora ogni 500GB - Rappresenta il trasferimento massimo mensile in GB di tutte le VM. Il parametro prende in considerazione la ram assegnata ad ogni singola VM e non quello effettivamente in uso. L' aggiornamento potrà essere usato per modificare VM già esistenti o creare nuove istanze. Uplink: Costo 0.05/ora 1Gbps - Rappresenta l'ampiezza di banda disponibile per ogni istanza. Il parametro si riferisce ad ogni singola VM (istanza) e non al totale dell'account. Per rendere l' uplink di un Cloud a 1Gbps, una volta impostato l' account andate nella sezione delle risorse del Cloud e selezionate la scheda di rete "Intel e1000". Una volta modificati i parametri premiamo "Ok", sei parametri sopra esposti sono stati tutti rispettati otterremo un messaggio di avvenuta modifica Fig.4 (Fig.4)

8 I nuovi parametri saranno subito impostati e visibili direttamente nella stessa pagina e nella pagina delle statistiche di utilizzo. 2.4 Personalizzare i limiti di prossimo esaurimento del credito Il pannello clienti Valhalla permette di personalizzare il limite di credito minimo, superato il quale riceverete, con cadenza oraria, segnalazione di prossimo esaurimento. Per impostare tale limite entrate nel vostro pannello clienti https://cp.seflow.it/new, cliccate su Cloud e successivamente su "Personalizza" (Fig. 1). (Fig. 1)

9 Si aprirà una nuova pagina dove viene indicato il credito di alert attuale (se non è mai stato impostato il limite è di euro 15). Selezionate il nuovo limite e cliccate su "Ok". Se l' operazione verrà correttamente completata otterrete un messaggio in verde di conferma, come da Fig.2 (Fig.2) Il campo "Attiva notifica oraria di low credit" è selezionato di default. Tale feature permette di ricevere le segnalazioni, su intervalli orari, del prossimo esaurimento del credito basandosi sul limite minimo sopra impostato. Deselezionando il campo non riceverete più segnalazioni, ma solo un' all' esaurimento totale. ATTENZIONE: si sconsiglia vivamente di deselezionare tale feature in quanto, dall'esaurimento del credito avrete solo 2 ore per procedere ad una ricarica. La mancata ricezione della mail di reminder di low credit può farvi dimenticare di ricaricare il conto rischiando di incorrere in interruzione del servizi o o perdita di dati.

10 2.5 Ricarichiamo il nostro account Potrete ricaricare il vostro account automaticamente dal nostro pannello Valhalla CP. Per eseguire l'upgrade eseguito il login a https://cp.seflow.it/new ed entrate nelle specifiche del vostro sistema cliccando su Cloud. Cliccate sul pulsante "Ricarica Conto". Si aprirà una nuova pagina dove potrete scegliere la somma ed il metodo di pagamento. Aggiornando la somma da ricaricare nel campo "Giorni Previsti" (Fig.2) il sistema calcolerà per quanti giorni varrà il credito in ricarica. In caso il cliente, durante questi giorni, modificherà le risorse, nelle specifiche del cloud potrete vedere per quanti giorni sarà valido il vostro credito. (Fig.2) Una volta scelto il credito selezioniamo il metodo di pagamento e successivamente su "ok". In caso la scelta ricada su PayPal potrete pagare con i vostri fondi PayPal o con Carta di Credito. In questo caso l' aggiornamento sarà automatico In caso la scelta ricada su Bonifico Bancario riceverete un' con tutti i dati per effettuare il pagamento. La ricarica avverrà a saldo ricevuto (solitamente 24-48ore dopo il pagamento).

11 2.6 Gestire l' account usando la ValhallaAPP ValhallaAPP è una semplice applicazione Windows gratuita per la gestione dei servizi SeFlow.it. L' applicazione rimarrà nella vostra system tray fino a che voi non deciderete di chiuderla. Con ValhallaAPP non dovrete più aprire il browser e collegarvi al portale SeFlow. In pochi semplici click potrete raggiungere i principali servizi. Solo gli utilizzatori di ValhallaAPP avranno accesso alle offerte del giorno, servizi a prezzi vantaggiosissimi e rigorosamente per i clienti SeFlow! O.S. Supportati Windows XP Windows Vista Windows 7 (32/64 bit) Windows 2003 (32/64 bit) Windows 2008 (32/64 bit) Requisiti NET Framework 3.5 o superiore ChangeLog Rilascio Prima Versione v.1.0 Download Valhalla APP v.10 >>

12 ScreenShots 3.0 Gestire Gli Utenti La nostra struttura è pensata per gli operatori del settore che vogliano vendere servizi di hosting

13 condiviso,vps & Cloud Server basandosi su una piattaforma affermata, garantendo un alto uptime senza dover sostenere i grossi costi di startup e di gestione dell' hardware. Il nostro software, sviluppato in house vi permetterà di offrire servizi innovativi usando il nome e l' indirizzo della vostra azienda. La piattaforma si basa su due livelli d'accesso. Il livello amministratore per gestire l' intero vostro account ed il livello account. Da livello amministratore potrete gestire ogni Cloud creato e assegnare i Cloud ai vostri clienti. Il livello utente, dal quale potrete decidere voi l' indirizzo di accesso, permetterà ai vostri clienti di gestire una o più Cloud. 3.1 Capire i livelli di accesso Il sistema ecloud dispone di due livelli di accesso: ecloud Manager e ecloud User. ecloud Manager: rappresenta il gestore dell'account ecloud Virtual Datacenter. Ha pieno accesso all' account e può creare gli ecloud User. L' accesso avviene da https://cp.seflow.it/new e può visualizzare e gestire tutte le istanze create sotto il suo account. ecloud User: rappresenta l' utente con accesso al gestionale delle istanze a lui assegnate. L'eCloud User può essere creato seguendo questa guida e accederà dalla propria area riservata: https://vm.valhallacp.com:5656 oppure Spesso l'ecloud User è un cliente dell'ecloud Manager, in questo caso consigliamo di creare un brand per la propria azienda. L' accesso potrà avvenire infatti da un indirizzo personalizzato, oppure dal proprio pannello clienti, per maggiori informazioni seguite questa guida 3.2 Creiamo gli Utenti Per creare delle VM è necessario prima di tutto avere almeno un'utente creato. Ogni utente aggiunto avrà automaticamente accesso al pannello di gestione delle VM assegnate che risponde all'indirizzo: o all'indirizzo da voi creato come ISP/Rivenditori. Ogni cliente intenzionato a rivendere le VM potrà creare un' accesso utilizzando il proprio indirizzo societario. Per creare l' utente clicchiamo sul tasto "Create User" come da Fig.1 (Fig.1) Si aprirà una nuova schermata dove inserire i dati, come da Fig.2 (Fig.2)

14 I campi indicano: Username: Rappresenta l' username d' accesso al pannello di gestione delle VM. Ogni username avrà un prefisso iniziare. In questo caso il prefisso è "sigma". Ogni cliente avrà un proprio prefisso. First Name: Rappresenta il nome proprio dell'utente da creare. Last Name: Rappresenta il cognome dell'utente da creare. Adress: Rappresenta il nome proprio dell'utente da creare. L' deve essere valida. Company: Rappresenta il nome della società dell'utente. E' un campo opzionale Password: Rappresenta la password d'accesso al pannello di gestione delle VM. Se premete sulla voce "Generate" il sistema creerà una password casuale. Una volta compilati tutti i campi premiamo il pulsante "Add". Se tutti i campi sono correttamente compilati comparirà il messaggio di avvenuta creazione. Clicchiamo su Users e vedrete una pagina simile alla seguente Fig.3 (Fig.3) Da questa pagina potrete Cancellare l' utente cliccando su "Delete", modificare l' utente premendo su "Edit" o Crearne uno nuovo cliccando su "Create User".

15 3.3 Modificare i Dati degli Utenti Se avete necessità di modificare i dati di un'utente già creato effettuate il login nella seconda parte del pannello, per farlo https://cp.seflow.it Cloud Login, si aprirà una nuova pagina. Premiamo su Users per entrare nel gestionale degli utenti e premiamo sul tasto Edit relativo all'utente da modificare Fig.1 (Fig.1) Si aprirà la pagina dal quale modificare i parametri: - First Name: E' il nome del cliente - Last Name: E' il cognome del cliente - Address: E' l' del cliente. L' è importante perché potrete utilizzarla per inviare comunicazione ai vostri clienti. Viene inoltre utilizzata per inviare segnalazione di prossimo raggiungimento banda. L' è totalmente white label e non include alcun riferimento a SeFlow - Company: Se il cliente è un'azienda inserite di seguito il corretto valore. In alternativa può essere lasciato in bianco - Password: Sarà la password di accesso al pannello ecloud User. Premendo il pulsante Generate verrà generata una password casuale. (Fig.2) 3.4 Accedere alla gestione delle VM con permessi utente Ogni ecloud Manager può accedere con permessi di utente per poter gestire le VM. Effettuate il login nella seconda parte del pannello, per farlo https://cp.seflow.it Cloud Login, si aprirà una nuova pagina. Premiamo su Virtual Servers e successivamente sul pulsante Manage riferito alla VM che vogliamo

16 controllare. A questo punto premiamo il pulsante Login to Client Area as... per poter gestire la VM. Fig.1 (Fig.1) 3.5 Cancellare un Utente Come è possibile creare in automatico un utente, l'ecloud Manager può anche cancellarlo. Effettuate il login nella seconda parte del pannello, per farlo https://cp.seflow.it Cloud Login, si aprirà una nuova pagina. Premiamo su Users e successivamente sul pulsante Delete riferito all'utente che vogliamo cancellare. Fig.1. (Fig.1) Non è possibile cancellare un'utente se ha attualmente assegnato una o più VM 4.0 Gestire le Istanze (VM) Ogni istanza è una macchina virtuale basata su Linux KVM ed astratta rispetto all' hardware. La creazione di una nuova istanza richiede minuti appoggiandosi su hardware attivo. Grazie alla virtualizzazione hardware potremo garantire le risorse acquistate. Sarà inoltre possibile ridimensionare le VM o migrarle in pochi istanti.

17 4.1 Creare una VM Per creare la nostra prima VM premiamo sul pulsante "Virtual Server" e successivamente su "Create Virtual Server" come da Fig.1 (Fig.1) La prima schermata che si aprirà vi permetterà di scegliere quale virtualizzazione utilizzare. Al momento sono disponibili Openvz, Xen HVM e KVM. La virtualizzazione hardware e l' HA sono disponibili solo con Xen HVM e KVM. Nell' sempio sottostante scegliamo come virtualizzazione KVM Fig.2 (Fig.2) Selezionando il tipo di virtualizzazione si aggiornerà la schermata con i campi da completare Fig.3. (Fig.3)

18 - Node Group : Di base Il node group indica la SAN su cui saranno ospitate le vostre VM. Se utilizzate il servizio cloud di SeFlow il sistema assegnerà la prima disponibile. I clienti che utilizzano dei propri server come cloud potranno vedere anche uno o più nuovi gruppi dicendo quindi al sistema dove attivare la VM. - User : Dice al sistema a quale utente assegnare la VM. Molto utile per permettere l' accesso ai propri clienti, come riportato qui. - Hostname: Rappresenta l'hostname della macchina. L' hostname deve essere in formato sottodominio.dominio.tld. Se la VM ospiterà servizi di posta è importante creare un hostname che poi sarà risolvibile verso l' ip primario della VM stessa. - Operating System: Rappresenta il sistema operativo che sarà installata sulla VM. Quando la VM verrà creata all' interno del virtual cdrom verrà inserita l' immagine del sistema operativo scelto in questo campo - Disk Space: Rappresenta lo spazio totale che la VM avrà. Nello spazio dovrete contare anche il consumo della memoria swap che creerete durante l' installazione e del sistema operativo. - Guarantee RAM: Rappresenta la memoria ram che avrà la VM. Per virtualizzazioni hardware come KVM o XEN HVM la ram sarà assegnata staticamente. (come un normale server dedicato). - IPV4 Address: Rappresenta il numero totale di indirizzi IPv4 statici che il sistema assegnerà - IPV6 Address: Rappresenta il numero totale di indirizzi IPv6 statici che il sistema assegnerà - Bandwidth: Rappresenta il traffico mensile massimo disponibile per la VM. La velocità di connessione di ogni VM sarà di 1 Gbps - ISO's: Tenendo premuto il tasto MAIUSC (quello con disegnata la freccia verso l' alto) potrete selezionare le immagini che il cliente potrà vedere e usare. Dalla propria interfaccia il cliente potrà cambiare immagine disponibile nel virtual cdrom e quindi reinstallare il proprio sistema operativo. Compilati tutti i campi premiamo il pulsante "Create Virtual Server".Otterrete una nuova schermata con il resoconto della nuova VM Fig.4. Visualizzerete l' indirizzo IPv4, l' eventuale indirizzo IPv6, la porta e la

19 password di accesso al sistema tramite VNC. Per l' accesso VNC potrete accedere tramite client oppure tramite l ' interfaccia java presente nel pannello. (Fig.4) 4.2 Modifichiamo le risorse della VM in tempo reale SeFlow permette di modificare le risorse di un Cloud (Server) in tempo reale senza dover attendere l' intervento di un tecnico. La modifica di risorse può essere intesa sia come upgrade che come downgrade. Per poter eseguire l' aggiornamento sarà necessario riavviare il Cloud. Il riavvio potrà essere eseguito in qualsiasi momento, potrete quindi aggiornare le risorse alle 15:00 e riavviarlo alle 23:00 in modo da creare il minor disagio possibile ai vostri clienti. Il riavvio richiederà dai 30 ai 60 secondi. Per modificare le risorse premiamo sul nome del cloud interessato Fig.1 (Fig.1)

20 Comparirà una schermata con il riepilogo delle impostazioni del Cloud Fig.2 (Fig.2) Il grafico in alto rappresenta il traffico generato. La tabella, nel corpo della pagina, indica: Hostname: Rappresenta il nome del Cloud. Hypervisor: Rappresenta il tipo di virtualizzazione usato MAC: Rappresental' indirizzo MAC univoco della scheda di rete pubblica. DVD: Rappresenta l' immagine inserita nel DVDROM virtuale. Riavviando il Cloud scegliendo come boot primario il DVD quest' immagine verrà usata per la reinstallazione dell' O.S. CPU Core: Rappresenta il totale di core CPU assegnati al Cloud. Il valore può essere ampliato e diminuito. Il valore massimo indicato rappresenta la quantità massima disponibile nel vostro account. Ogni Cloud avrà massimo 8 CPU Core. RAM: Rappresenta la memoria ram assegnata al Cloud. Il valore può essere ampliato e diminuito. Il valore massimo indicato rappresenta la quantità massima disponibile nel vostro account. Ogni Cloud avrà massimo 24GB ram. Hard-Disk: Rappresenta lo spazio assegnato al Cloud. Il valore può essere ampliato. Il valore massimo indicato rappresenta la quantità massima disponibile nel vostro account. Ogni Cloud avrà massimo 2 TB di spazio. NIC: Rappresenta la scheda di rete virtuale assegnata al Cloud. La scheda di rete è importante per selezionare il tipo di uplink massimo che il vostro cloud potrà raggiungere. Scegliendo la Realtek 8139 il Cloud sarà limitato a 100Mbps, mentre con la Intel e1000 il limite sarà 1Gbps. Se non vedete la scheda e1000 dovete scegliere, nelle risorse del vostro account l' uplink a 1Gbps. GB Inclusi: Rappresenta il totale di trasferimento, in termini di GB, che ogni Cloud può generare mensilmente. Il valore può essere ampliato e diminuito. Il valore massimo indicato rappresenta la quantità massima disponibile nel vostro account. Ogni Cloud avrà massimo 20TB su linea 1Gbps.

21 Premendo sul pulsante Ok aggiornerete le risorse. Se tutto è andato a buon fine otterrete un box verde con la conferma delle nuove impostazioni. Ad ogni aggiornamento, il Cloud verrà riavviato. Fig.3 (Fig.3) Nella pagina compare anche un form dal quale è possibile aggiungere un indirizzo IP privato. L' indirizzo privato si baserà su una seconda scheda di rete che sfrutterà la rete interna dell'infrastruttura. Per maggiori informazioni vi consiglio di seguire questa guida. Può capitare che le risorse da aggiornare siano eccessive rispetto a quelle presenti sul nodo. In quel caso otterrete un messaggio d'errore in un box rosso in cui vi si chiede di contattare il supporto tecnico. Aprite un ticket indicando il messaggio d'errore ed il nostro staff eseguire una migrazione live su un nodo maggiormente scarico. La migrazione non creerà alcun downtime. Fig.4 (Fig.4)

22 4.3 Avviare, Ravviare, Spegnere, Sospendere le VM Ogni ecloud Manager può controllare le VM accedendo con permessi utente oppure tramite la propria interfaccia. Effettuate il login nella seconda parte del pannello, per farlo https://cp.seflow.it Cloud Login, si aprirà una nuova pagina. Premiamo su Virtual Servers e successivamente sul pulsante Manage riferito alla VM che vogliamo controllare. In basso troveremo un menù Definito Controls e premiamo sulla tab General. (Fig.1) (Fig.1) - Reboot: Esegue il riavvio del Cloud. Il Riavvio richiede qualche minuto per completarsi - Shutdown: Spegne la macchina virtuale. Lo shutdown esegue prima la procedura di spegnimento del sistema operativo. - Boot: Accende la macchina virtuale. Il boot serve quando la VM è spenta. - Suspend: Spegne la macchina virtuale e impedisce che l'ecloud User possa riaccenderla. Molto utile in caso di abusi o insolvenze da parte dei vostri clienti. La VM viene semplicemente spenta e i dati in essa contenuti rimangono intatti - Power Off: Quando un O.S è in blocco la procedura di shutdown non può essere completata. Questo pulsante simula il tasto Reset dei server dedicati ed esegue uno spegnimento forzato della VM. Da utilizzare esclusivamente in caso il tasto Shutdown non funzioni. 4.4 Assegnare/Rimuovere un nuovo indirizzo IPv4 Ad ogni VM è possibile assegnare uno o più indirizzi IPv4. Se la VM è già in produzione, per assegnare nuovi indirizzi effettuate il login nella seconda parte del pannello, per farlo https://cp.seflow.it Cloud Login, si aprirà una nuova pagina. Premiamo su Virtual Servers e successivamente sul pulsante Manage riferito alla VM che vogliamo controllare. In basso troveremo un menù Definito Controls e premiamo sulla tab IP Address. Premiamo sul pulsante Add IPv4 Address Fig.1 (Fig.1)

23 La finestra si aggiornerà con il nuovo indirizzo IPv4 Assegnato. Se volessimo rimuoverlo basterà premere sul pulsante Remove Fig.2 (Fig.2) 4.5 Assegnare/Rimuovere un nuovo indirizzo IPv6 Ad ogni VM è possibile assegnare uno o più indirizzi IPv6. Se la VM è già in produzione, per assegnare nuovi indirizzi effettuate il login nella seconda parte del pannello, per farlo https://cp.seflow.it Cloud Login, si aprirà una nuova pagina. Premiamo su Virtual Servers e successivamente sul pulsante Manage riferito alla VM che vogliamo controllare. In basso troveremo un menù Definito Controls e premiamo sulla tab IP Address. Premiamo sul pulsante Add IPv6 Address Fig.1 (Fig.1) La finestra si aggiornerà con il nuovo indirizzo IPv6 Assegnato. Se volessimo rimuoverlo basterà premere sul pulsante Remove Fig.2

24 (Fig.2) 4.6 Modificare i sistemi operativi disponibili nel Virtual CDROM Su ogni VM l' ecloud Manager può decidere quali immagini rendere disponibili ai propri clienti. Tale feature è molto utile in caso si voglia dare al cliente esclusivamente immagini Linux, solo immagini Windows, dare o meno l' accesso alle immagini MSSQL e così via. Per personalizzare la lista effettuate il login nella seconda parte del pannello, per farlo https://cp.seflow.it Cloud Login, si aprirà una nuova pagina. Premiamo su Virtual Servers e successivamente sul pulsante Manage riferito alla VM che vogliamo controllare. Premiamo sul tab Template / ISO e selezioniamo le immagini che vogliamo rendere disponibili. Per selezionare più immagini contigue teniamo premuto il pulsante MAIUSC (quello caratterizzato dalla freccia verso l' alto) e selezioniamo la prima immagine e l'ultima che si vuole selezionare. Il sistema selezionerà tutte le immagini comprese in questo range. Se invece le immagini non sono contigue tenendo premuto il pulsante Ctrl selezioniamo con il mouse tutte le immagini. Alla fine premiamo su Update. Fig.1 (Fig.1) 4.7 Visualizzare il traffico consumato Su ogni VM è possibile consultare il traffico generato scegliendo qualsiasi range temporale. Effettuate il login nella seconda parte del pannello, per farlo https://cp.seflow.it Cloud Login, si aprirà una nuova pagina. Premiamo su Virtual Servers e successivamente sul pulsante Manage riferito alla VM che vogliamo controllare. Premiamo sul tab Statistics, decidiamo il range temporale (in Fig.1 viene selezionato 1 Day/Giorno). La pagina si aggiornerà mostrando il grafico adattato al range scelto. (Fig.1)

25 4.8 Spostare la VM tra utenti del proprio ecloud Ogni VM può essere spostata da un utente all' altro all' interno dello stesso account ecloud. Effettuate il login nella seconda parte del pannello, per farlo https://cp.seflow.it Cloud Login, si aprirà una nuova pagina. Premiamo su Virtual Servers e successivamente sul pulsante Manage riferito alla VM che vogliamo controllare. Premiamo sul tab Owner, e selezioniamo l' utente dove spostare la VM Fig.1. (Fig.1) 4.9 Cancellare una VM Come è possibile creare in automatico una VM, l'ecloud Manager può anche cancellarla. Effettuate il login nella seconda parte del pannello, per farlo https://cp.seflow.it Cloud Login, si aprirà una nuova pagina. Premiamo su Virtual Servers e successivamente sul pulsante Manage riferito alla VM che vogliamo controllare. Premiamo sul tab Delete, e successivamente Delete Virtual Server Fig.1. (Fig.1) La cancellazione della VM causerà l' immediata cancellazione di tutti i dati presenti al suo interno.

26 4.10 Accediamo in VNC Ogni VM dispone di un proprio accesso VNC per l' installazione del sistema operativo, la gestione in console etc. Effettuate il login nella seconda parte del pannello, per farlo https://cp.seflow.it Cloud Login, si aprirà una nuova pagina. Premiamo su Virtual Servers e successivamente sul pulsante Manage riferito alla VM che vogliamo controllare. A questo punto premiamo il pulsante Login to Client Area as... per poter gestire la VM. Fig.1 (Fig.1) La finestra si aggiornerà con le vm assegnate all'utente. Selezioniamo la VM interessata e premiamo sul pulsante VNC, si aprirà una nuova finestra java con l' accesso console alla VM Fig.2 (Fig.2)

27 4.11 Modificare l' ordine di boot della VM Effettuate il login nella seconda parte del pannello, per farlo https://cp.seflow.it Cloud Login, si aprirà una nuova pagina. Premiamo su Virtual Servers e successivamente sul pulsante Manage riferito alla VM che vogliamo controllare. A questo punto premiamo il pulsante Login to Client Area as... per poter gestire la VM. Fig.1 (Fig.1) La finestra si aggiornerà con le vm assegnate all'utente. Selezioniamo la VM interessata e scegliamo il boot dal menù a tendina Boot Order. Fig.2 (Fig.2) Ora che abbiamo modificato la priorità di boot per rendere effettive le modifiche premendo sul pulsante Reboot. Fig.4 (Fig.4)

28 In alternativa è possibile, se si è connessi in VNC, durante il riavvio della VM, quando viene mostrato il boot, premere su F12. Potrete quindi scegliere quale device avviare Cambiare l' immagine collegata al virtual CDROM Effettuate il login nella seconda parte del pannello, per farlo https://cp.seflow.it Cloud Login, si aprirà una nuova pagina. Premiamo su Virtual Servers e successivamente sul pulsante Manage riferito alla VM che vogliamo controllare. A questo punto premiamo il pulsante Login to Client Area as... per poter gestire la VM. Fig.1 (Fig.1) La finestra si aggiornerà con le vm assegnate all'utente. Selezioniamo la VM interessata e premiamo sul pulsante Unmount sotto la sezione CDROM Fig.2 (Fig.2)

29 Potrete ora selezionare una nuova immagine tra quelle che avrete scelto di rendere disponibili. Fig.3 (Fig.3) Ora che l' immagine è stata aggiunta dobbiamo riavviare la VM per rendere effettive le modifiche premendo sul pulsante Reboot. Fig.4 (Fig.4) 4.13 APIC,ACPI,VNC,PAE Tra le tante personalizzazioni sulle VM ci sono anche quelle relative ai parametri di boot. Effettuate il login nella seconda parte del pannello, per farlo https://cp.seflow.it Cloud Login, si aprirà una nuova pagina. Premiamo su Virtual Servers e successivamente sul pulsante Manage riferito alla VM che vogliamo controllare. A questo punto premiamo il pulsante Login to Client Area as... per poter gestire la VM. Fig.1 (Fig.1)

30 Troverete vari parametri modificabili tra cui: - APIC: Si consiglia di tenerlo abilitato, molto utile per l' ottimizzazione delle interrupt routing in sistemi multiprocessore - ACPI: è uno standard industriale aperto che definisce l'interfaccia tra S.O. e BIOS per l'amministrazione e la configurazione delle risorse di un server. Molto utile per gestire safe Reboot e PowerOFF del proprio sistema operativo. - VNC: Definisce l' accesso VNC. Con tale opzione disabilitata non potrete accedere in vnc al vostro sistema. - PAE: è una feature che permette di usare più di 4 gigabyte di memoria fisica nei sistemi a 32-bit. Ad ogni modifica è necessario riavviare la macchina virtuale. Ora che l' immagine è stata aggiunta dobbiamo riavviare la VM per rendere effettive le modifiche premendo sul pulsante Reboot. Fig.4 (Fig.4) 4.14 Creiamo una rete interna tra i nostri Cloud

31 SeFlow offre la possibilità hai propri clienti di aggiungere, senza alcun costo, una scheda di rete secondaria ad ogni cloud che potrà essere usata per il traffico interno. Il traffico generato in questa rete non verrà conteggiato. Un uso tipico di tale soluzione è la possibilità di creare un Cloud per contenere il backup di tutti gli altri. Il backup verrà trasferito mezzo rete privata e non intaccherà la rete internet. Un altro uso può essere, per siti molto trafficati la suddivisione del sistema creando uno o più front-end come webserver ed un database server. Aggiungere una scheda di rete secondaria al nostro cloud è molto semplice. Per prima cosa premiamo sul nome del cloud interessato Fig.1 (Fig.1) Si aprirà una nuova schermata in cui comparirà la tabella di modifica delle risorse dell'istanza. Scorrendo verso il basso, se non avete attivato alcuna scheda secondaria comparirà una tabella con un pulsante per l'assegnazione automatica Fig.2 (Fig2)

32 Premiamo il pulsante e la nuova schermata indicherà il nuovo indirizzo IP privato fornito ( x), la netmask e il mac address della scheda di rete. L' istanza si riavvierà per accettare le nuove modifiche e ora siamo pronti per configurare il sistema. Fig.3 (Fig.3) La velocità della rete dipende dalla scheda di rete scelta sotto la voce NIC. Ricordo che per abilitare la rete gigabit è necessario scegliere la voce "Uplink: 1Gbps" nelle specifiche del vostro account. Configuriamo la rete privata ad un sistema RedHat/Centos Entriamo in SSH nella nostra istanza e digitiamo nano -w /etc/sysconfig/network-scripts/ifcfg-eth1 Si aprirà un file in cui inseriremo DEVICE=eth1 BOOTPROTO=static BROADCAST= HWADDR=xx:xx:xx:xx:xx:xx IPADDR=10.0.x.x NETMASK= NETWORK=

33 ONBOOT=yes sostituiamo i valori: HWADDR=xx:xx:xx:xx:xx:xx con il mac address che vi compare in Fig.3 e IPADDR=10.0.x.x con l' indirizzo che vi compare sempre in Fig.3. Salviamo il file premendo CTRL + X e riavviamo la rete: /etc/init.d/network restart Si riavvierà la rete e ora potrete usare la rete interna. Per essere sicuri provate a fare un ping all' ip ping -c Se risponde la rete è correttamente configurata Configuriamo la rete privata ad un sistema Debian/Ubuntu Entriamo in SSH nella nostra istanza e digitiamo nano -w /etc/network/interfaces Si aprirà un file in cui aggiungeremo alla fine auto eth1 iface eth1 inet static address 10.0.x.x netmask sostituiamo i valori: address 10.0.x.x con l' indirizzo che vi compare in Fig.3. Salviamo il file premendo CTRL + X e riavviamo la rete: /etc/init.d/networking restart Si riavvierà la rete e ora potrete usare la rete interna. Per essere sicuri provate a fare un ping all' ip ping -c Se risponde la rete è correttamente configurata 4.15 Ridimensioniamo lo spazio della VM SeFlow permette di personalizzare le risorse tra cui lo spazio su disco. Lo spazio può solo essere ampliato in quanto, una riduzione causerebbe la perdita dei dati. Se avete seguito le precedenti guide sull' installazione di linux avrete il sistema installato con supporto LVM. Per esserne sicuri digitate: # fdisk -l Disk /dev/hda: 53.6 GB, bytes 255 heads, 63 sectors/track, 6527 cylinders Units = cylinders of * 512 = bytes Device Boot /dev/hda1 * /dev/hda2 /dev/hda3 Start End Blocks Id System Linux e Linux LVM e Linux LVM

34 Se otterrete una o più partizioni con digitura Linux LVM significa che state utilizzando il supporto LVM e potrete eseguire un resize del disco. Nell'esempio di seguito vedremo l' esempio più comune, come allargare la partizione / (root). Per prima cosa andate nel vostro pannello clienti e acquistate sufficiente spazio per le vostre esigenze. Successivamente aprite un ticket al nostro staff chiedendo un resize fisico. Lo staff valuterà i vostri parametri e se tutto è nella norma procederà all' ampliamento dell' istanza. Ora che l' istanza è ampliata procediamo all' espansione della partizione. Entriamo nella gestione del disco con # fdisk /dev/hda Ora nel promt digitiamo "p" per visualizzare lo stato delle partizioni: Command (m for help): p Disk /dev/hda: 53.6 GB, bytes 255 heads, 63 sectors/track, 6527 cylinders Units = cylinders of * 512 = bytes Device Boot /dev/hda1 * /dev/hda2 /dev/hda3 Start End Blocks Id System Linux e Linux LVM e Linux LVM Come potete vedere questo sistema ha già 3 partizioni. Nel creare la successiva quindi dovremo dare come identificativo 4. Se arriva ha hda2 invece daremo 3 e così via. Ora nel prompt digitiamo "n" per creare una nuova partizione. Quando richiesto se extended o primary partition, scegliamo primary premendo "p". Selezioniamo primario solo se abbiamo massimo 3 partizioni già create, altrimenti selezionate extended con "e". Tutti gli altri valori lasciateli invariati premendo sempre invio. Command (m for help): n Command action e extended p primary partition (1-4) p Selected partition 4 First cylinder ( , default 6528): Using default value 6528 Last cylinder or +size or +sizem or +sizek ( , default 14359): Using default value Ora informiamo il sistema che si tratterà di una partizione LVM. Per farlo digitiamo "t", poi selezioniamo l'id della partizione da modificare. Nel mio caso è 4. Se invece il sistema era dotato di 2 solo 2 partizioni, sarà 3. (se non siete sicuri digitate "p" per visualizzare le partizioni esistenti). Command (m for help): t Partition number (1-4): 4 Hex code (type L to list codes): 8e Changed system type of partition 4 to 8e (Linux LVM) Bene, ora assicuriamoci che tutti sia apposto premendo "p". Se è tutto corretto salviamo premento "w" Command (m for help): p Disk /dev/hda: GB, bytes

35 255 heads, 63 sectors/track, cylinders Units = cylinders of * 512 = bytes Device Boot /dev/hda1 * /dev/hda2 /dev/hda3 /dev/hda4 Start End Blocks Id System Linux e Linux LVM e Linux LVM e Linux LVM Command (m for help): w The partition table has been altered! Calling ioctl() to re-read partition table. WARNING: Re-reading the partition table failed with error 16: Device or resource busy. The kernel still uses the old table. The new table will be used at the next reboot. Syncing disks. Otterrete un messaggio di warning, ignoratelo,vi avvisa solo che non è possibile modificare le partizioni fino al prossimo riavvio. Ora riavviamo l' istanza col comando "reboot". Ora siamo pronti a creare e inserire questa nuova partizione nel volume fisico. Nel mio caso la partizione creata è /dev/hda4 (ricordate l' ultima partizione mostrata col tasto p?) Per prima cosa guardiamo il nome del volume fisico # vgdisplay grep Name VG Name VolGroup00 In questo caso è VolGroup00, quindi procediamo all' inserimento: # pvcreate /dev/hda4 Physical volume "/dev/hda4" successfully created # vgextend /dev/volgroup00 /dev/hda4 /dev/cdrom: open failed: Read-only file system Volume group "VolGroup00" successfully extended Ora decidiamo quale partizione ampliare. In questo caso amplieremo la partizione / (root), troviamo la mappatura con "df" # df Filesystem 1K-blocks Used Available Use% Mounted on /dev/mapper/volgroup00-logvol % / /dev/mapper/volgroup00-logvol % /tmp /dev/hda % /boot tmpfs % /dev/shm Come vedete la partizione / fa parte del VolGroup00-LogVol00, ora ha dimensione 39GB. In questo caso vogliamo ampliarla di ulteriori 60GB. # lvextend -L+60G /dev/volgroup00/logvol00 Extending logical volume LogVol00 to GB Logical volume LogVol00 successfully resized Ora avremo il volume logico ampliato, per sicurezza possiamo verificare con

36 # lvdisplay /dev/mapper/volgroup00-logvol00 grep Size LV Size GB Possiamo quindi ora procedere ad ampliare la partizione con resize2fs. ]# resize2fs /dev/mapper/volgroup00-logvol00 resize2fs 1.39 (29-May-2006) Filesystem at /dev/mapper/volgroup00-logvol00 is mounted on /; on-line resizing required Performing an on-line resize of /dev/mapper/volgroup00-logvol00 to (4k) blocks. The filesystem on /dev/mapper/volgroup00-logvol00 is now blocks long. Al termine delle operazioni avremo la nuova partizione ampliata. # df -h Filesystem Size Used Avail Use% Mounted on /dev/mapper/volgroup00-logvol00 96G 20G 72G 21% / /dev/mapper/volgroup00-logvol02 4.4G 143M 4.1G 4% /tmp /dev/hda1 99M 20M 75M 21% /boot tmpfs 1.1G 0 1.1G 0% /dev/shm 5.0 Installazione O.S. Ogni VM dispone di un CDROM virtuale che potrete utilizzare per installare l'o.s. Abbiamo deciso di non dare l' installazione tramite template per dare piena libertà ai nostri clienti di personalizzare ogni aspetto della propria VM, dai pacchetti da installare, al partizionamento, al filesystem etc. 5.1 Installiamo CentOS sulla nostra VM Una volta avviata la vm comparirà la schermata di installazione di CentOS. premiamo "Enter" per iniziare l' installazione. Vi chiederà di testare il cdrom, saltiamo questo passo in quanto le immagini sono già state testate dal nostro staff. Per farlo selezioniamo "Skip"

37 Comparirà quindi la schermata di benvenuto di CentOS e clicchiamo su "Next" Selezioniamo la lingua. In questo caso ho scelto English (inglese). Per chi volesse il sistema in italiano suggerisco di scegliere "Italian" (Italiano). Ora selezioniamo il tipo di tastiera. Se sei in Italia molto probabilmente dovrete scegliere IT. Essendo una nuova installazione alla domanda "Would you like to initialize this drive, erasing ALL DATA?" premiamo su YES

38 Ora dobbiamo scegliere il tipo di partizionamento. Per il webhosting consigliamo di aggiungere la partizione /tmp da 1 GB, dentro l' LVM. In caso non siate sicuri procedete con il partizionamento standard. Se poi deciderete di installare un pannello DirectAdmin,Plesk, Cpanel col nostro script il sistema automaticamente creerà la partizione /tmp. Ora impostiamo la rete, clicchiamo su "Modifica" (Edit). Inseriamo i parametri di rete della nostra cloud. I parametri di rete sono disponibili nel pannello clienti. Se l' ip è nella classe x o x i parametri saranno Netmask: Gateway: Nameservers: Ora impostiamo anche l'hostname, che deve essere in formato sottodominio.dominio.tld, il gateway e i dns: Ora impostiamo il timezone. Se siete in Italia consigliamo Europe/Rome Impostiamo la password di root:

39 Deselezioniamo il valore "Desktop - Gnome" e clicchiamo su Next Premiamo su Avanti (Next) e ancora Avanti (Next). Ora partirà l' installazione di CentOS e in pochi minuti si

40 completerà. Una volta terminato cliccate su "Riavvia" (Reboot) e il sistema si riavvierà. Consiglio al primo riavvio di disattivare selinux. Per farlo entrate in ssh e digitate: echo 0 > /selinux/enforce Al primo riavvio selinux si riattiverà. Se volete disattivarlo in maniera permanente aprite il file config di selinux col comando: nano -w /etc/selinux/config modificate la voce: SELINUX=enforced in SELINUX=disabled Se vogliamo possiamo ora procedere all'installazione di un pannello di controllo, oppure lanciare lo script berlos.sh per automatizzare le procedure di deploy. - Scopri il berlos script - Installiamo DirectAdmin con il berlos script - Installiamo Cpanel con il berlos script - Installiamo Plesk con il berlos script 5.2 Installiamo CentOS Web Hosting Edition sulla nostra VM CentOS Web Hosting Edition è un' immagine minimale di CentOS bit ottimizzata per ospitare siti web senza alcun pannello di controllo. N.B. Se avete in programma di installare un pannello come Cpanel, Plesk, DirectAdmin etc, utilizzate l' immagine CentOS standard. Usando questa versione installerete: SELinux [abilitato in Enforcing mode] IPTables (firewall) Apache Web Server, con supporto SSL (+webalizer per le statistiche) MySQL DB Server PHP VSFTP Server (+xferstats) Postfix Mail Server (+Spamassassin e SquirrelMail) Dovecot IMAP+POP Server YUM Una volta avviata la vm comparirà la schermata di installazione di CentOS. premiamo "Enter" per iniziare l' installazione.

41 Vi chiederà di testare il cdrom, saltiamo questo passo in quanto le immagini sono già state testate dal nostro staff. Per farlo selezioniamo "Skip" Comparirà quindi la schermata di benvenuto di CentOS e clicchiamo su "Next" Selezioniamo la lingua. In questo caso ho scelto English (inglese). Per chi volesse il sistema in italiano suggerisco di scegliere "Italian" (Italiano). Ora selezioniamo il tipo di tastiera. Se sei in Italia molto probabilmente dovrete scegliere IT. Essendo una nuova installazione alla domanda "Would you like to initialize this drive, erasing ALL DATA?" premiamo su YES

42 Ora dobbiamo scegliere il tipo di partizionamento. Per il webhosting consigliamo di aggiungere la partizione /tmp da 1 GB, dentro l' LVM. In caso non siate sicuri procedete con il partizionamento standard. Se poi deciderete di installare un pannello DirectAdmin,Plesk, Cpanel col nostro script il sistema automaticamente creerà la partizione /tmp. Ora impostiamo la rete, clicchiamo su "Modifica" (Edit). Inseriamo i parametri di rete della nostra cloud. I parametri di rete sono disponibili nel pannello clienti. Se l' ip è nella classe x i parametri saranno Netmask: Gateway: Nameservers: Ora impostiamo anche l'hostname, che deve essere in formato sottodominio.dominio.tld, il gateway e i dns Ora impostiamo il timezone. Se siete in Italia consigliamo Europe/Rome Impostiamo la password di root. Selezioniamo la voce "Server" Premiamo su Avanti (Next) e ancora Avanti (Next). Ora partirà l' installazione di CentOS e in pochi minuti si completerà. Una volta terminato clicate su "Riavvia" (Reboot) e il sistema si riavvierà.

43 5.3 Installiamo Debian 6 sulla nostra VM Una volta avviata la vm comparirà la schermata di installazione di Debian. Assicuriamoci che sia selezionata la voce Install e premiamo "Enter" per iniziare l' installazione: Vi chiederà di selezionare la lingua di installazione. Selezionate Italiano e premete "Enter"

44 Ora vi verrà chiesto in che lingua installare il sistema operativo, lasciamo selezionato "Italiano" e procediamo premendo "Enter". Vi verrà chiesta la lingua della tastiera, lasciamo Italiano e procediamo cliccando ancora su Enter.

45 Il sistema cercherà ora di impostare la rete usando il DHCP. Personalmente sconsiglio di procedere in questo modo e alla schermata di ricerca premere invio per annullare la richiesta

46 Selezioniamo la voce "Configurare la rete manualmente" e immettiamo l' indirizzo IP e i parametri di rete come riportato di seguito: Indirizzo IP: è l' indirizzo IP fornito alla creazione della VM Se l' ip è nella classe x x i parametri saranno Netmask: Gateway: Nameservers: Passiamo ora all'impostazione dei parametri di rete. Prima di tutto dovremo impostare l'hostname della macchina che dovrà essere in formato sottodominio.dominio.tld. Nell'esempio metteremo debiantest.seflow.it Impostiamo ora la password di root e premiamo "Enter", vi verrà chiesto di reinserire la password per confermare la correttezza dell'inserimento.

47 Vi verrà ora chiesto di inserire un nuovo utente. Consigliamo di aggiungere l' utente e usarlo sempre per l' accesso mezzo SSH così da evitare eventuali errori gravi che si potrebbero commettere con l' utente di root. In questo caso usiamo SeFlow. Inserisco l' utente e il nome dell' utente (solitamente metto lo stesso valore dell'username, in questo caso SeFlow) e quando richiesto la password.

48 Dobbiamo ora partizionare i dischi. Le nostre Cloud permettono di variare le risorse in qualsiasi momento, consigliamo quindi di creare delle partizioni in lvm così da poterle espandere con facilità. Selezioniamo quindi "Guidato - usa l'intero disco e imposta LVM" Quando vi verrà chiesto di selezionare il disco da partizionare lasciate il disco impostato e premete su "Enter". Nella schermata successiva vi verrà chiesto come partizionare il sistema. Selezionate "Tutti i file in una partizione (per nuovi utenti) e premete "Enter". Durante questa fase gli utenti più esperti potranno creare un partizionamento personalizzato secondo le loro esigenze. Chiunque fosse in dubbio consiglio di seguire quanto indicato precedentemente. Se poi installerete un pannello di controllo, i nostri script eseguiranno automaticamente il partizionamento di una /tmp separata per ragioni di sicurezza.

49 Ora confermiamo la scrittura delle partizioni selezionando "Si". Quando richiesto premiamo su "Terminare il partizionamento e scrivere le modifiche sui dischi" e premere "Enter" e selezioniamo "Si" alla domanda "Scrivere le modifiche sui dischi".

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