Centro Studi C.N.I gennaio 2013

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1 Centro Studi C.N.I gennaio 2013

2 INDICE RASSEGNA STAMPA Centro Studi C.N.I gennaio 2013 INCENTIVI Sole 24 Ore 11/01/13 P. 17 Incentivi europei; professionisti parificati alle Pmi Mauro Pizzin 1 Italia Oggi 11/01/13 P. 27 Incentivi europei anche ai professionisti Simona D'Alessio 2 APPALTI PUBBLICI Italia Oggi 11/01/13 P. 37 Appalti p.a., requisiti online Dario Capobianco 3 CREDITI DALLA PA Sole 24 Ore 11/01/13 P. 15 Crediti verso la Pa: nuova chance con la certificazione Alessandro Sacrestano 4 ICT Sole 24 Ore 11/01/13 P. 32 Elettronica e informatica investono poco sul futuro Daniele Lepido 5 PREVIDENZA PROFESSIONISTI Italia Oggi 11/01/13 P. 31 Contributo integrativo, la rivolta del 4% 7 Indice Rassegna Stampa Pagina I

3 Mauro Pizzin Professionisti come le piccole e medie imprese. Non a livello di qualificazione giuridica ma in quanto motori per lo sviluppo economico e l'occupazione da sostenere con fondi su misura. È questa la conclusione a cui è giunta nei giorni scorsi la Commissione europea altermine di un confronto avviato da mesi tra la Direzione generale per le imprese e l'industria dell'organismo comunitario e l'associazione europea degli enti previdenziali dei liberi professionisti (Eurelpro), di cui è componente anche l'associazione degli enti previdenziali privati, l'italiana Adepp. La decisione europea di erogare incentivi aiprofessionisti costituisce una svolta fondamentale per un mondo attualmente fuori dalla logica degli aiuti sia nazionali, sia europei, al netto di alcune forme di sostegno previste dapoche leggi regionali e solo in alcune zone d'italia. La svolta della Commissione Ue Incentivi europei; professionisti parificati alle P «Finalmente viene premiato il lungo lavoro fatto», spiega Andrea Camporese, vicepresidente di Eurelpro, e numero uno dell'adepp, in prima linea nell'iniziativa. «La Commissione - sottolinea Camporese, che ha voluto ringraziare per il supporto anche Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Ue responsabile per l'industria e l'imprenditoria - ha accettato molte delle nostre richieste e proposte affmchè venissero estese anche ai liberi professionisti le misure di promozione e semplificazione individuate per le Pmi». Il documento della Commissione contiene importanti passaggi che riconoscono il ruolo dei liberi professionisti nello sviluppo del Paese e dell'occupazione e li individua come futuri destinatari di politiche di sostegno mirate. Siva dalfacile accesso al credito alla necessità di seguire il professionista durante l'intero ciclo di vita, garantendo e sostenendo la continuità e l'adeguatezza del reddito, con una particolare attenzione al tema degli oneri amministrativi e burocratici, che ostacolano lo start up d'impresa e competitività. La strada che ha portato all'approvazione del testo è stata irta di difficoltà, a partire da quella di far comprendere in sede Ue che l'erogazione di aiuti al sistema professionale insiste sul profilo economico dello stesso e non deve essere considerata come una sua equiparazione giuridica al mondo delle imprese, un tema, questo, su cui è alta la sensibilità anche degli Ordini italiani. «Da oggi - evidenzia il nume- Via libera a programmi di finanziamento e sgravi fiscali - Carriporese (Adepp): «Riconosciuto il nostro ruolo nello sviluppo»... ro uno diadepp - il professionista ha pari diritti e opportunità di un piccolo e medio imprenditore. Esemplificando, appena entrato nel mondo del lavoro potrà così pensare di attingere al microcredito ottenendo interessi ribassati e piani di restituzione agevolati, o essere aiutato in caso di assunzioni di dipendenti o per investire nei supporti informatici. Finora, invece, il libero professionista ha affrontato tuttigli oneri e icosti dell'essere imprenditore di se stesso facendo fronte inpiena solitudine a una delle peggiori crisi degli ultimi 5o anni». Sul piano operativo, pur in mancanza di scadenze prefissate, siritiene che serviranno alcuni mesi per la quantificazione dei fondi Ue destinati al nuovo capitolo di spesa e che poi civorrà altro tempo per la predisposizione dei primi bandi. «L'auspicio - conclude Camporese - è che la macchina possa entrare a regime già nelaoiq». 0 RIPRODUZIONE RISERVATA Incentivi Pagina 1

4 Incentivi europei anche ai professionisti La commissione europea dice sì alla proposta di un'equiparazione fra le piccole e medie imprese e i liberi professionisti. E, con una direttiva comunitaria «che sarà varata nell'arco dei prossimi mesi», apre la strada ad agevolazioni fiscali (per allestire uno studio, o assumere personale), semplificazioni burocratiche nella gestione dell'attività e facilitazioni nell'accesso al credito. I passaggi successivi, riferisce a Italia Oggi Andrea Camporese, presidente dell'adepp (l'associazione delle casse di previdenza privatizzate), saranno «la destinazione di una parte dei fondi comunitari a questa finalità e, a stretto giro, il coinvolgimento di tutti gli stati membri nella strategia. Confidiamo nell'impegno dell'italia per cogliere le opportunità offerte» aggiunge, precisando che «occorrerà conoscere quanto prima l'ammontare dello stanziamento. Tuttavia, avendo avviato da Antonio Tajani tempo un buon dialogo con il vicepresidente dell'organismo di Bruxelles, Antonio Tajani, mi spingo a prevedere un investimento consistente, che potrebbe attestarsi intorno ai 30 miliardi di euro». L'urgenza di mettere sullo stesso piano aziende e professionisti, prosegue, nasce dalla consapevolezza che, anche prima dello scoppio della crisi economica globale, «noi andavamo incontro costantemente ai rischi del mercato, al contrario dei lavoratori dipendenti», pertanto è giusto potersi affidare, oltre che alle proprie competenze e forze, a strumenti per «sostenere la continuità e l'adeguatezza del reddito, con una particolare attenzione al tema degli oneri amministrativi, che ostacolano lo start up d'impresa e la competitività». Sottolineando la soddisfazione dei presidenti degli enti previdenziali, che si sono riuniti ieri in assemblea, Camporese annuncia infine che, in attesa del varo della direttiva, «abbiamo deciso che promuoveremo subito l'iniziativa, avviando una campagna di comunicazione con i nostri iscritti, affinché sappiano in che modo andranno presentate le domande per ottenere i finanziamenti». Simona D'Alessio Incentivi Pagina 2

5 L-AccLt>rl"f,(z dr' vrg-r'lanza ha fór 1-11éc) /c 11e.dicaZZio1e.ï r.ar oc,ftderr a i per Ptcct t=sst) ad Ar,cpcæss Appalti p.a., Dal partito il siste DI DARIO CAPOBIANCO al 1 gennaio 2013 ha preso il via il sistema di verifica dei requisiti dichiarati dalle imprese in sede di gara per l'affidamento di contratti pubblici attraverso la banca dati nazionali dei contratti pubblici ex art. 6-bis del dlgs 163/2006 istituita presso l'autorità per la vigilanza su contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. I124 dicembre scorso è stata formalizzata la deliberazione dell'autorità di vigilanza contenente le indicazioni procedurali per il nuovo sistema di verifica Avcpass - Authority virtual company passport. La finalità del nuovo sistemaavcpass è quella di consentire alle stazioni appaltanti di acquisire in via telematica la documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnicoorganizzativo ed economicofinanziario per l'affidamento dei contratti pubblici. Per l'utilizzo del sistema Avcpass tutte le stazioni appaltanti, tramite il responsabile del procedimento, dovranno preventivamente registrarsi al sistema informativo di monitoraggio gare acquisendo in tal modo per ogni procedura di affidamento bandita lo specifico codice identificativo della gara. Analogamente anche i concorrenti che intendono partecipare alla procedura saranno tenuti alla registrazione al sistema Avcpass che rilascerà un apposito documento «Passoe» che attesta che l'operatore economico partecipante alla procedura potrà essere verificato tramite il nuovo sistema. Gli operatori economici poi, fermo restando l'obbligo di presentazione delle autocertificazioni richieste dalla normativa sul possesso dei requisiti, dovranno riportare in sede di offerta all'interno della busta relativa alla documentazione amministrativa tale attestazione. All'interno dei documenti di gara le amministrazioni aggiudicatrici dovranno e a die ve ril imprese indicare specificatamente che la verifica dei requisiti sarà effettuata tramite Avcpass e prevedere l'obbligatorietà per tutti i partecipanti di registrazione al nuovo sistema. Per le comunicazioni effettuate nell'ambito Avcpass sarà necessario che i diversi attori interessati dalla procedura di aggiudicazione ( stazione appaltante/enti aggiudicatori, responsabile del procedimento, legale rappresentante o delegato dell'operatore economico, presidente e membri della commissione di gara) dispongano di un indirizzo di posta elettronica certificata (Pec). Il responsabile del procedimento o il soggetto incaricato che si occuperà della verifica dei requisiti procederà con la richiesta della documentazione comprovante il possesso dei requisiti che l'autorità a sua volta richiederà agli specifici enti interessati che renderanno disponibile tale documentazione sempre in via telematica. I documenti in questione concerneranno il possesso dei requisiti di carattere generale di cui agli articoli 38 e 39 del Codice dei contratti e, pertanto, riguarderanno l'iscrizione al registro delle imprese fornita da Unioncamere, il certificato del casellario giudiziale e l'anagrafe delle sanzioni amministrative forniti dal ministero della giustizia, il certificato di regolarità contributiva per ingegneri, architetti e studi associati fornito da Inarcassa, il certificato di regolarità fiscale rilasciato dall'agenzia delle entrate, il documento unico di regolarità contributiva fornito da Inail, la comunicazione antimafia rilasciata dal ministero dell'interno. Per i requisiti di carattere tecnico-organizzativo ed economico -finanziario le informazioni che potranno essere acquisite concerneranno documentazione e dati che saranno messi a disposizione dagli enti preposti, dall'autorithy e anche dagli operatori economici. Il riferimento alle informazioni rilasciate dagli enti è relativa ai bilanci delle società da parte di Unioncamere, certificazioni di qualità da parte di Accredia, fatturato globale e ammortamenti degli operatori. economici in caso di impresa individuale o società di persone da parte dell'agenzia delle entrate, dati relativi alla consistenza del personale da parte di Inps. La documentazione messa a disposizione dall'autorità concernerà le attestazioni Soa, i certificati di esecuzione lavori, i certificati di avvenuta esecuzione di servizi e forniture prestati a enti pubblici e le ricevute di pagamento del contributo obbligatorio all'autorità da parte dei soggetti partecipanti alla procedura. L'ulteriore documentazione comprovante il possesso dei requisiti sarà resa disponibile direttamente dagli operatori economici sulla base di quanto indicato dal responsabile di procedimento in relazione alla procedura di gara. La deliberazione prevede, infine, una gradualità per l'entrata a regime della nuova procedura di verifica nel corso del Relativamente agli appalti di lavori nel settore ordinario di importo pari o superiore a 20 milioni è consentito, in deroga all'obbligo di utilizzo di Avcpass vigente per gli stessi dall'1/01/2013, procedere alla verifica dei requisiti con le precedenti modalità fino al / Per tutti gli appalti di importo pari o superiore a , a eccezione di quelli svolti attraverso procedure gestite in via telematica e di quelli nei settori speciali, l'obbligo di utilizzo del nuovo sistema decorrerà a partire dall'1/03/2013 prevedendo, tuttavia, fino al prossimo 30 giugno la possibilità di verifica sulla base delle precedenti procedure. L'obbligo di verifica con il nuovo sistema scatterà per gli appalti di importo pari o superiore a gestiti in via telematica e per i settori speciali dall'1/10/2013 con possibilità di utilizzo delle precedenti modalità fino al 31/ Appalti pubblici Pagina 3

6 Alessandro Sacrestano Le nostre imprese muoiono di "crediti" oltre che di "debiti". È proprio il caso di dirlo dopo aver letto fa motivazione della sentenza che, per fortuna, ha ritenuto incolpevole del reato di omesso versamento di imposte l'imprenditore che vantava crediti inevasi nei confronti della Pubblica Amministrazione. Eppure, ci si era convinti che, dopo l'emanazione dei Decreti del ministro dell'economia e delle finanze 22 maggio 2012 e del successivo 25 giugno 2012, a proposito della certificazione dei crediti vantatinei confronti dello Stato, delle Regioni e delle ASL, questa piaga sociale (che sferza soprattutto le imprese del Mezzogiorno) potesse in qualche modo attenuarsi. Si ricorda che, in base alla menzionata disciplina, le imprese possono richiedere alla Pubblica amministrazione la certificazione dei crediti - purché non prescritti, certi, liquidi ed esigibili - perle forniture-eseguite La certificazione potrà essere utilizzata per: compensare debiti iscritti a ruolo per tributi erariali, regionali o locali e nei confronti di Inps o Inail; ottenere un'anticipazione bancaria del credito, eventualmente anche assistita dalla garanzia del Fondo centrale di garanzia; cedere il credito, pro-soluto e pro-solvendo. L'istanza può essere presentata - dopo il preventivo accreditamento - attraverso l'appositapiattaforma telematica (collegandosi al sito mef.gov.it). L'Annninistrazione interpellata "dovrebbe" rilasciare l'attestazione nei trenta giorni successivi alla ricezione dell'istanza, pena la nomina di un commissario ad acta che si sostituisce all'ammini- Possibile arrivare alla compensazione Crediti verso la Pa nuova chance con la certificazione strazione inadempiente. Come detto, anche ifornitori delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali, oltre quelli delle regioni, gli enti locali e del Servizio Sanitario Nazionale, possono fruire del meccanismo della compensazione con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo. Insomma, la certificazione del credito resta il più semplice way out dal circolo vizioso all'interno del quale cadono molte imprese: il mancato pagamento comporta l'omissione di tributi e contributi; a sua volta l'omissione ingenera iscrizioni a ruolo che "impediscono" all'ente pubblico dipagare. Con la certificazione, quindi, l'ente paga direttamente all'agente per la riscossione, decurtando il debito accumulato dall'impresa creditrice. L'illusione della semplicità del meccanismo, tuttavia, si infrange sul macigno della burocrazia dei piccoli comuni e degli enti. Troppo spesso, infatti, il confronto con tali amministrazioni mette a nudo una inspiegabile e colpevole ignoranza delle novità legislative o, almeno, una altrettanto incomprensibile incapacità di avviarne la procedura di risposta dietro istanza del creditore. Il risultato è che si finisce per vanificare gli sforzi compiuti dal legislatore, annichilendo ancora di più la fragile fase di ripresa dell'economia locale. O RIPRODUZIONE RISERVATA In sintesi 01 l LA NORMA La certificazione dei crediti - certi, liquidi, esigibili e non prescritti - vantati nei confronti della Pa è regolata dai decreti del ministro dell'economia e delle finanze 22 maggio 2012 e del 25 giugno LE POSSIBILITÀ La certificazione può essere utilizzata per compensare debiti iscritti a ruolo per tributi erariali, regionali o locali e nei confronti di Inps o Inail, per ottenere un'anticipazione bancaria dei credito, o per cedereil credito 03 I ITEMPI L'amministrazione interpellata "dovrebbe" rilasciare l'attestazionein 30 giorni Crediti dalla PA Pagina 4

7 Eleffro invest Segnali incora le note economie di scala - fa il paio con un consumo arretrato di tecnologia. Tradotto: in molte aziende gli investimenti nei settori più avanzati e redditizi, dal cloud computing alla sicurezza informatica fino alle reti internet di nuova generazione, sono ancora visti come un puro costo e non come una leva di competitività. Le previsioni di Assinform- Netconsulting sulla chiusura d'anno, per tutta la filiera italiana dell'information & communication technology, parlano di un calo del fatturato non lontano dal 3%, a quota 56,5 miliardi di euro, per totale di olca e iri opocos anca futuro anti, invece, per telefonia mobile e tablet Daniele Lepido MILANO La manifattura tecnologica italiana, tra informatica e telecomunicazioni, scricchiola sotto il peso della crisi. Con una incertezza in più rispetto alle "colleghe" europee, visto che il nostro Paese sconta una certa testardà resistenza al cambiamento. E già, perché in molti casi la mancanza d'offerta di prodotti hi-tech nostrani ad alto valore aggiunto - al netto di tutto quello che è "obbligatorio" produrre in Asia, per...: CNlil T it Assinform-Netconsulting: il fatturato 2012 si attesta a quota 56,5 miliardi (-3%), mai[ 2013 si preannuncia in ulteriore calo tre 456mi1a addetti e quasi 84mila imprese (fonte Annuario Istat 2011). E le cose andranno ancora piuttosto male nel 2013, quando il mercato probabilmente perderà un altro miliardo abbondante, stabilizzandosi a quota 55 miliardi e mezzo. Più nel dettaglio, limitandosi all'industria informatica, i risultati registrati dall'it dei primi sei mesi dell'anno autorizzano il pessimismo, con le componenti tradizionali in netta discesa: hardware -7,1%, software -o,6% e servizi -3,3 per cento. Meno drastico, invece, il calo del mercato délle telecomunicazioni che aveva archiviato il primo semestre con un -1,3%, trend dovuto alla ripresa degli investimenti nelle infrastrutture di rete (+2,2%) e nei sistemi e terminali (+4,4%) spinti soprattutto dagli smartphone che continuano a crescere a doppia cifra segnando un poderoso +30%, che dovrebbe essere confermato anche sui dodici mesi. «L'Italia è sempre ai primi posti al mondo nel comparto della telefonia mobile - spiega Paolo Angelucci, presidente dell'assinform - con i device mobili passati dai 2,4 milioni dei primi sei mesi 2011 ai quasi quattro milioni dello stesso periodo di quest'anno». Ed è boom anche per i tablet: sempre secondo Assinform si attesterebbero in Italia, alla fine di quest'anno, a quota 1,5 milioni, una stima,probabilmente conservativa se si pensa che in un suo recente studio il Politecnico di Milano parla di quasi il doppio, 2,9 milioni di pezzi. «Le difficoltà dell'it - ha spiegato ancora Angelucci - sono anche il riflesso dei cambiamenti tecnologici che, sulla spinta dell'esplosione del web, stanno trasformando profondamente profilo e dinamica del settore, ampliandone i confini e penalizzando gli assetti più tradizionali. Per questo abbiamo sentito la necessità di rileggere e reinter- FIB R OT7iCJ, Alcatel-Lucent al varo cessioni per 1,5 miliardi.. Alcatel-Lucent punta a recuperare fino a 1,5 miliardi di euro dalle cessioni in cui è impegnata a portare a termine. Lo riporta il sito on-line Agef ricordando che il gruppo di attrezzature tic hamesso invendita il comparto cavi fibra ottica sotto-marina e il settore reti per le imprese. Il Fondo strategico degli investimenti (Fsi) potrebbe facilitare l'acquisizione della filiale di cavi, prendendo parte al tavolo dei negoziati: sitrattatiun affare stimato tra 6oo e7oomilioni.attualmente sarebbero in corso trattative «con gli investitori». pretare il settore intendendolo come global digital market, metodo analitico capace di cogliere gli effetti della convergenza sempre più spinta fra It e Tlc». Sotto questa nuovo lente, si rileva che nei primi sei mesi del 2012, al netto calo dei Pc e server, si è contrapposto non solo il +78,5% di crescita del mercato tablet, ma anche l'affermarsi dell'it della nuvola, il cloud computing, aumentato del 41,6 per cento. Allo stesso tempo i nuovi modi di fruizione della tecnologia spingono la crescita del segmento dei contenuti digitali e della pubblicità online al ritmo del +4,1 per cento. E sulle occasioni perdute, ma anche su quelle da recuperare della tecnologia italiana, interviene Cristiano Radaelli, numero uno dell'anitec, l'associazione che raccoglie le industrie dell'informatica, delle telecomunicazioni e soprattutto dell'elettronica di consumo, appena riconfermato alla presidenza: «Puntare sull'economia digitale può portare fino a 43 miliardi di euro di minore spesa pubblica e 13 miliardi di maggiori entrate. Inoltre l'utilizzo di internet può consentire risparmi per circa 2mila euro l'anno a famiglia». Tra costi di trasporto tagliati, sconti sugli acquisti e maggiore efficienza produttiva. RIPRODUZIONE RISERVATA...:... Lo studio Assi nform-netconsu[ting sulla fili era dellìictin Italia ICT Pagina 5

8 La situazione 2012 e le prospettive IL MACRO SETTORE IL COMPARTO ICT Previsioni. Mln di eúro, anno.2013 Trend e previsioni. Dati in milioni di euro e variazioni % GLOBAL Variazione Variazione DIGITAL 0- -0,7% \/- -2,6% 1 Q -1,9% IT SERVIZI ICT E DI RETE Variazione O -2,9% TLC Valore aggiunto Imprese Ict Addetti In min di K 40,975 ' In unità In unità IT 17, TLC 23, DISPOSITIVI GLI INVESTIMENTI E SISTEMI Quota sui totali degli investimenti non residenziali nei principali paesi. Dati in 191B Stati Uniti Regno Unito Francia Germania Italia SOFRWARE ECONTENT E DIGITAL ADV COMMUNICATION EQUIPMENT SOFTWARE E SOLUZIONI ICT IT EQUIPMENT 5 Fonte: Assinform-Netconsulting Lo scenario dell'ict In molte aziende i settori più avanzati non sono ancora considerati come una leva di competitività ICT Pagina 6

9 La Cassa di previdenza riceve le prime proteste dagli iscritti Coiì'ìbL 'i %' % % iii egrativo, -97 rima 2%, poi 4 e poi di nuovo 2% ma solo per le pubbliche amministrazio- Y/Z che assurgono a una «nuova casta /%- intoccabile» e diversa dai comuni cittadini. Ë il percorso a gambero che ha compiuto la percentuale di fatturato che ogni libero professionista può richiedere in fattura alla committenza pubblica e che sta diventando un vero nodo della discordia per la Cassa periti industriali. Con l'approvazione nel 2011 della miniriforma Lo Presti, infatti, quella percentuale, chiamata tecnicamente «contributo integrativo», diventa una leva fondamentale per ottenere pensioni decisamente migliori: ogni cassa di previdenza infatti ne può accantonare una parte a beneficio degli iscritti per garantire una prestazione sempre più soddisfacente. L'Eppi, accogliendo lo spirito della Lo Presti, ha introdotto nel suo nuovo regolamento l'obbligo di aumentare il contributo integrativo (ricordiamo a carico del committente) fino al 4%, ma il ministero dell'economia ha posto il veto nel caso delle pubbliche amministrazioni. Benché il 4% sia un diritto per molti professionisti e per tutti gli iscritti alla Gestione separata Inps, i tecnici del ministero hanno ritenuto che l'aumento fosse un costo ingiustificato, interpretando erroneamente il testo della legge Lo Presti e agendo in modo discriminante nei confronti dei periti industriali liberi professionisti che lavorano con comuni, regioni, ospedali, Asl ed enti pubblici in generale. La situazione è paradossale: i loro colleghi geometri, architetti e commercialisti emettono fatture con il contributo integrativo al 4% e si possono garantire pensioni migliori, mentre loro non possono farlo. Ovviamente gli iscritti all'eppi non ci stanno. Dopo una serie di lettere di lamentela indirizzate direttamente all'ente di previdenza, la linea che si sta diffondendo sembra quella di presentare ricorso e di appellarsi alla magistratura per valutare se il testo del ministero del welfare sia o meno coerente con i principi costituzionali. «E una situazione un po' kafkiana», afferma il presidente Eppi Florio Bendinelli, «in cui l'ente di previdenza sta tra l'incudine del ministero e il martello degli iscritti, ma non certo per volontà sua. Personalmente mi sento vicino alle numerose lettere di protesta dei miei colleghi che mi impegno ad ascoltare e sostenere per quanto sarà possibile. Sì al rispetto della legalità, ma il veto del ministero mette i periti industriali, insieme ad altre professioni, dentro una riserva indiana e questo mi sembra veramente inaccettabile». Previdenza professionisti Pagina 7

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