DOCUMENTO INFORMATIVO PER L INSERIMENTO SCOLASTICO DEGLI ALUNNI STRANIERI

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1 ISTITUTO COMPRENSIVO N 7 S. BARTOLOMEO IN BOSCO FERRARA ALLA CORTESE ATTENZIONE DEL SIG. PRESIDE DEI SIGG. DOCENTI FIDUCIARI DEI SIGG. DOCENTI REFERENTI DELL INTERCULTURA DOCUMENTO INFORMATIVO PER L INSERIMENTO SCOLASTICO DEGLI ALUNNI STRANIERI Con il presente documento ci si ripropone di delineare il quadro di riferimento sintetico del contesto nel quale le singole istituzioni scolastiche, nell ambito della autonomia definita dal D.P.R. 275/1999, si muovono al fine di rendere efficace l azione di inserimento ed integrazione dei cittadini non italiani nel sistema scolastico nazionale. Come vedremo, la normativa lascia margini di autonomia ai singoli Collegi dei Docenti, che al fine di un esercizio di tali margini ordinato, trasparente, efficace e efficiente, è bene adottino procedure e criteri generali relativi alla materia, inserendoli nel Piano dell Offerta Formativa o nei Regolamenti di istituto Nell ambito dell autonomia didattica possono essere programmati, anche sulla base degli interessi manifestati dagli alunni, percorsi formativi che coinvolgono più discipline e attività, nonché insegnamenti in lingua straniera in attuazione di intese e accordi internazionali. Nell esercizio della autonomia didattica le istituzioni scolastiche assicurano comunque la realizzazione di iniziative di recupero e sostegno, di continuità e di orientamento scolastico e professionale. I minori stranieri comunque presenti sul territorio italiano hanno il diritto e il dovere all istruzione; per essi valgono i principi di vigilanza sull adempimento dell obbligo scolastico.

2 ISCRIZIONE E ACCOGLIENZA I minori stranieri, come ogni alunno italiano, hanno un inalienabile e fondamentale diritto all istruzione del tutto indipendente dal fatto che essi godano o meno dei diritti legati alla cittadinanza e quindi sono soggetti all obbligo scolastico; l iscrizione alle classi della scuola dell obbligo va quindi accolta in qualsiasi momento dell anno, in coincidenza con il loro arrivo sul suolo nazionale (D.P.R. n.394/99, art. 45, C.M. del 23/03/2000 n.87 e C.M. del 05/01/2001, n.3 ). Essi vanno accolti anche se sprovvisti di permesso di soggiorno o privi di documentazione (art. 45 del DPR n.394/99). L effettività del diritto allo studio è garantita dallo Stato, dalle Regioni e dagli Enti Locali anche mediante l attivazione di appositi corsi ed iniziative per l apprendimento della lingua italiana (Art.38, D.L. 25 luglio 1998 n.286) (DPR 394/99, capo VII, art. 45) Accanto a questo diritto pienamente riconosciuto se ne trovano altri spesso non sempre del tutto accolti, quali l'inserimento dell'alunno in una classe adeguata alla scolarità precedente ed alla sua età cronologica (C.M. 205/ ) (DPR 394/99, capo VII, art. 45). Spesso, in presenza di alunni che non conoscono la lingua italiana, si procede al loro inserimento in classi inferiori anche di due o tre anni nella speranza che tale procedura faciliti l'alfabetizzazione linguistica. Invece il più delle volte un procedimento di questo tipo provoca agli alunni ulteriori disagi, dovuti allo scarto di età rispetto ai compagni di classe: la distanza cronologica, unita alle distanze culturali, determina dolorose distanze psicologiche. QUINDI il regolamento prevede che l alunno straniero debba essere inserito con riferimento all età anagrafica o con la possibilità di un inserimento anticipato o posticipato di un solo anno rispetto ad essa. Interessante è il ricorso a nuove figure professionali quali il "mediatore culturale" e il "mediatore interculturale" (C.M. 205/90 -L. 40/98) come figure-ponte per facilitazione del dialogo fra la cultura di origine e la cultura di accoglienza (DPR 394/99, capo VII, art. 45). STRATEGIE DIDATTICHE PER L INTEGRAZIONE Nella programmazione di azioni mirate all integrazione degli alunni stranieri è opportuno: partire non solo da ciò che l alunno straniero "non sa", ma pure dalla sua esperienza, dal suo sfondo emotivo-relazionale e dal suo patrimonio culturale (D.P.R. n.394). Si provvederà quindi all accertamento delle competenze linguistiche degli alunni, non ai fini selettivi, ma nella prospettiva della predisposizione per ciascun alunno del più idoneo percorso finalizzato al superamento delle difficoltà linguistiche, ciò non solo in funzione dell alfabetizzazione necessaria alla comunicazione quotidiana, ma anche e soprattutto in vista dell acquisizione delle competenze necessarie all utilizzo dell italiano come lingua per lo studio delle discipline.

3 Prevedere non solo attività individuali di recupero ed essere consapevoli che l integrazione non può avvenire senza il conseguimento di solide competenze di base. QUINDI l elaborazione di un percorso formativo non può che essere personalizzata. La scuola autonoma ha nell elaborazione del POF lo strumento fondamentale per la ricerca di modalità flessibili e individualizzate nel definire percorsi integrativi per gli alunni stranieri. (DPR 394 del 99, Linee guida di accoglienza 2006) Particolare attenzione iniziale va posta al sostegno linguistico (eventualmente, effettuato anche in orario aggiuntivo a quello normale), svolto a cura di personale docente o anche da idonei esperti esterni con contratto d opera,usufruendo delle risorse economiche e delle possibilità gestionali proprie dell autonomia scolastica Attività di recupero e sostegno individualizzato (senza,però,arrivare a compromettere l integrazione in un gruppo-classe ),utilizzando tutte le risorse possibili (ore di contemporaneità ) nell ambito dell organico funzionale di scuola materna ed elementare, delle ore a disposizione per il completamento cattedra nelle scuole secondarie; prestazioni in orario aggiuntivo dei docenti. I percorsi scolastici potranno essere maggiormente flessibili, prevedendo esplicitamente che le ore di seconda lingua comunitaria, nelle scuole secondarie di primo grado, possano essere utilizzate al fine di favorire l apprendimento dell italiano. A tal fine si può esonerare l alunno dal sostenere l esame di Licenza, naturalmente con dichiarazione del suo percorso e utilizzo delle ore di seconda lingua comunitaria ai fini di una maggiore alfabetizzazione della lingua italiana o della prima lingua comunitaria (inglese). Un alunno straniero è considerato neo-arrivato, nei primi 2 anni di inserimento nella classe e quindi il suo percorso di alfabetizzazione attraverso un psp si può protrarre anche nel suo 2 anno scolastico, dan dogli così la possibilità di una maggiore padronanza della lingua italiana. Il Piano di Studio Personalizzato (PSP) sarà punto di riferimento per la valutazione dell alunno straniero. I docenti saranno quindi chiamati alla stesura del PSP e nell ambito della propria disciplina, dovranno opportunamente selezionare i contenuti, individuando i nuclei tematici fondamentali, al fine di permettere il raggiungimento degli obiettivi minimi previsti dalla programmazione.

4 VALUTAZIONE I principi generali in materia di valutazione e le norme che regolano tale delicato momento della vita scolastica sono ora contenuti nel Regolamento sulla valutazione del Esso, una volta esposti principi generali in materia, prevede espressamente che I minori con cittadinanza non italiana presenti sul territorio nazionale, in quanto soggetti all'obbligo d'istruzione ai sensi dell'articolo 45 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, sono valutati nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani. Il citato comma va letto inserendolo nel complesso dei criteri enunciati nei commi precedenti e alla luce dell esplicito richiamo al più volte citato DPR 394, che a sua volta recita: Il collegio dei docenti definisce, in relazione al livello di competenza dei singoli alunni, stranieri, il necessario adattamento dei programmi di insegnamento Appare dunque evidente che le valutazioni degli alunni non cittadini italiani dovrà essere effettuata con puntuale riferimento ai criteri individuati dal Collegio e in relazione al piano individualizzato che ogni Team docente/consiglio di classe, unico soggetto abilitato a valutare il processo scolastico di un alunno, avrà predisposto per i singoli alunni stranieri che ne hanno bisogno. Tale personalizzazione del lavoro tanto più sarà individualizzata quanto più sarà recente l inserimento in Italia del minore straniero e terrà fondamentalmente conto del suo profitto, in termini assoluti, e del suo progresso, in termini relativi, nell uso della lingua italiana. E evidente che grande impegno viene richiesto ai Collegi nel declinare criteri e modalità di valutazione in riferimento agli obiettivi essenziali e ai nuclei fondanti le discipline di studio, tenendo conto delle indicazioni nazionali per i curricoli e dei profili di uscita dei singoli percorsi scolastici contemplati dall Ordinamento. E infatti solo il raggiungimento di tali obiettivi essenziali che garantisce agli alunni italiani e stranieri la concreta possibilità di proseguire con profitto il percorso scolastico, soprattutto al momento del passaggio da un ordine all altro degli studi. In particolare i Collegi e i Team/Consigli di classe dovranno valutare attentamente i percorsi da predisporre per i ragazzi stranieri, tenendo presenti le competenze della lingua come mezzo di studio delle discipline. Facendo riferimento a criteri generali formalizzati e considerando i percorsi individuali opportunamente progettati ed effettivamente esperiti, i docenti effettueranno la valutazione degli alunni stranieri come avviene per quelli italiani.

5 Alcune indicazioni pratiche Con riferimento alle materie il cui insegnamento e apprendimento è meno veicolato dalla lingua italiana (ad esempio: esercitazioni pratiche, disegno, educazione fisica, musica, lingua straniera conosciuta), si potrà procedere alla valutazione dei progressi relativamente ai nuclei fondanti delle discipline stesse. Per le materie per le quali non siano acquisite le competenze linguistiche che ne permettono lo studio, la valutazione potrebbe essere espressa con formula del tipo: La valutazione espressa fa riferimento al Piano di Studio Personalizzato, in quanto l alunno si trova nella prima fase di alfabetizzazione in lingua italiana Il riferimento al piano di studio personalizzato potrà essere utilizzato anche nel formulare la valutazione di fine anno scolastico, qualora il Consiglio di Classe, in base alle difficoltà dell alunno, abbia deciso di impegnare l alunno stesso con tale tipo di programmazione. Si ribadisce che la valutazione degli alunni stranieri, non diversamente da quella degli italiani, dovrà essere coerentemente effettuata con riferimento ai piani di studio personalizzati fino al momento in cui i docenti considereranno le condizioni del singolo tali da permettergli un proficuo impegno nella programmazione generale della classe. La F.S. per l integrazione Ins. Celeghini Emanuela

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