Competitività e servizi alla commercializzazione dei prodotti agroalimentari - MERCATAGRI pag. 5 Scopo e metodologia della ricerca pag.

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Competitività e servizi alla commercializzazione dei prodotti agroalimentari - MERCATAGRI pag. 5 Scopo e metodologia della ricerca pag."

Transcript

1

2 SOMMARIO Presentazione pag. 3 Capitolo 1 Competitività e servizi alla commercializzazione dei prodotti agroalimentari - MERCATAGRI pag. 5 Scopo e metodologia della ricerca pag. 5 Capitolo 2 Tipologie e caratteristiche di mercati all ingrosso dei cereali, semi oleosi e loro derivati pag Generalità e richiami delle caratteristiche economiche del mercato pag I mercati all ingrosso dei cereali e derivati e le loro caratteristiche pag La situazione delle borse merci e delle sale contrattazione dell italia settentrionale pag La specializzazione delle borse merci e delle sale contrattazioni pag Caratteristiche di commercializzazione di alcuni prodotti agroalimentari nei mercati all ingrosso pag Caratteristiche di commercializzazione dei cereali pag Caratteristiche di commercializzazione dei sottoprodotti di lavorazione dei cereali pag Caratteristiche di commercializzazione di proteaginose pag Caratteristiche di commercializzazione delle foraggiere pag. 30 Tabelle: matrici - prodotti - piazze Capitolo 3 Analisi statistica dei prezzi dei principali prodotti pag Lo scenario di riferimento pag Caratteristiche dei dati raccolti pag Analisi descrittiva dei 13 prodotti scelti per le tre borse merci pag Analisi econometrica dei 13 prodotti scelti per le borse merci di Milano e Bologna pag Conclusioni al cap. 3 pag. 58 Appendice Statistica Capitolo 4 La valutazione del funzionamento delle borse merci: le indagini dirette presso gli operatori pag L impostazione metodologica dell analisi pag L indagine presso gli operatori del mercato merci di Milano pag L indagine presso gli opinion leaders pag Considerazioni di sintesi pag. 67 Capitolo 5 Alcune conclusioni e spunti di lavoro pag. 69 Bibliografia pag. 72

3 Il settore agroalimentare è chiamato a confrontarsi sempre più dinamicamente con le nuove condizioni poste dalla domanda dell'industria di trasformazione e dalla Politica Agricola Comune, che ha fatto dell'apertura ai mercati uno dei punti cardine della propria riforma. La commercializzazione è una funzione trasversale a tutte le figure componenti una filiera, sul lato della domanda come su quello dell offerta, e trova nel mercato la struttura che rende disponibili le condizioni dello scambio. Il concetto di mercato, ancora oggi, è soggetto ad un evoluzione: come posto in luce dalla ricerca, la funzione informativa su prezzi, produzioni, competitori consentita dallo stesso, è più importante della funzione fisica dell'incontro come condizione per chiudere l affare. Allora migliorare le condizioni in cui gli operatori conducono gli scambi significa facilitarne la conclusione e perciò ridurre i costi, con vantaggi che ricadono lungo tutta la filiera raggiungendo il consumatore finale. La ricerca qui presentata, quindi, si propone di contribuire ad individuare gli spazi di miglioramento dei servizi dei mercati, tracciando le linee di azione a partire dalla consapevolezza che le nuove tecnologie e i nuovi strumenti devono operare dinamicamente per ampliare le opportunità. Al mercato la scelta dello strumento migliore. Viviana Beccalossi Vicepresidente Regione Lombardia Assessore all Agricoltura 3

4 Capitolo 1 Competitività e servizi alla commercializzazione dei prodotti agroalimentari - MERCATAGRI di Roberto Pretolani Scopo e metodologia della ricerca Il processo di riforma della Politica Agricola Comunitaria (Pac), ed in particolare la Revisione di Medio Termine del 2003 voluta dal commissario Fischler, ha riportato il mercato al centro dell attenzione degli operatori del sistema agroalimentare. Nel quarantennio trascorso tra l adozione dei primi regolamenti delle organizzazioni comuni di mercato (Ocm) nel 1962 e la riforma Fischler il mercato di numerosi prodotti agricoli ed in particolare di quelli oggetto della presente ricerca è stato fortemente regolamentato ricorrendo a numerosi strumenti: all interno dell Unione Europea (UE) attraverso un sistema di prezzi comuni ed il meccani-smo dell intervento; rispetto al mercato internazionale attraverso il sistema dei prelievi all import poi trasformati in dazi e delle restituzioni all export. La rigida regolamentazione ha isolato il mercato comunitario da quello mondiale ed ha limitato fortemente le oscillazioni dei prezzi. La garanzia di collocamento della produzione a prezzi conosciuti con largo anticipo, accanto a benefici per il reddito dei produttori, ha avuto numerose conseguenze negative: oltre a quelle più note, riguardanti la creazione di eccedenze, l alterazione della concorrenza internazionale e gli oneri a carico del bilancio UE, si può osservare che è stato molto limitato il ruolo del mercato come regolatore delle scelte imprenditoriali, della gestione dell offerta agricola, della trasmissione delle necessità della domanda finale. La situazione appena descritta ha iniziato a mutare negli anni 90 del secolo scorso con la prima riforma della Pac del 1992 (MacSharry) e con la seconda riforma del 1999 (Agenda 2000) che hanno limitato i meccanismi di protezione e ridotto progressivamente i prezzi garantiti. Tuttavia, la trasformazione del sostegno ai prezzi in sostegno ai redditi erogato in base alla coltura praticata ha in-fluenzato anch essa fortemente le scelte produttive e, di conseguenza, l offerta agricola. Il passaggio al disaccoppiamento totale (o quasi) del sostegno voluto da Fischler, con l erogazione di un premio unico aziendale legato alle superfici ed indipendente dalle coltivazioni effettuate, sta oggi effettivamente mutando il quadro e riportando il mercato al centro delle strategie dei diversi attori del sistema. Il ritorno al mercato dell agricoltura europea non è, tuttavia, un ritorno al passato poiché le condizioni della domanda sono profondamente mutate rispetto agli anni 60 del XX secolo. La domanda del consumatore finale, sempre più controllata dalla grande distribuzione organizzata, la concentrazione dell industria di trasformazione, la richiesta di garanzie di salubrità degli alimenti e di conseguente tracciabilità dei prodotti, la diffusione dei protocolli di processo certificati, sono tutti elementi che condizionano fortemente lo scenario operativo. In questo quadro diventa cruciale poter definire, in maniera informata e tempestiva, le scelte strategiche (cosa produrre?) e tattiche (quando vendere/acquistare? a che prezzo vendere/acquistare?). Il mercato costituisce il luogo ed il momento in cui 1) assumere queste informazioni, 2) attuare le scelte, 3) 5

5 verificarne gli esiti, 4) adottare i cambiamenti, ed il prezzo (passato, presente, atteso) ne costituisce l elemento sintetico e segnaletico. Quanto più il mercato, inteso come insieme di funzioni e strutture, è efficiente e perciò facilitante queste fasi dell attività di impresa, tanto più può essere strumento efficace di competitività. Il mercato rimane la porta degli scambi e sugli scambi, nonostante i processi di riorganizzazione connessi all ampliamento dell Unione europea, alla globalizzazione dei mercati, alla ridefinizione della struttura delle filiere agroalimentari. Queste dinamiche pongono la questione della dimensione in cui operano i mercati intesa anzitutto come capacità di essere funzionali ad una bacino di utenza che da un lato si riduce per i processi di concentrazione, dall altro tende ad operare al di fuori del mercato o, addirittura, a prescindere da esso nella sua accezione tradizionale. In questo contesto è quindi quanto mai opportuno interrogarsi sul ruolo odierno, e futuro, delle borse merci e delle sale di contrattazione, sul loro peso effettivo, sulle necessità di servizi legati alla commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari, sulla loro modernizzazione per affrontare le sfide che si aprono nei nuovi scenari che contraddistinguono l offerta e la domanda. La ricerca Competitività e servizi alla commercializzazione dei prodotti agroalimentari - MERCATAGRI, i cui risultati sono presentati in questo volume, si è posta l obiettivo di esplorare alcuni di questi aspetti, partendo dall esame di una delle più significative realtà del panorama italiano, la sala contrattazioni di Milano gestita dall Associazione Granaria, nel paragone con altre realtà analoghe. Milano costituisce il ruolo di piazza di riferimento per molti settori di attività economica, in particolare per il mercato finanziario. Nel settore agroalimentare questo ruolo ha subito una profonda trasformazione, acceleratasi negli ultimi anni, che ha intaccato il peso storico della piazza milanese, a fianco della quale altre piazze hanno cercato di porsi in luce, sia pure in maniera diversa secondo il prodotto commercializzato (es. cereali, ortofrutta ecc.). I tratti caratteristici di questa trasformazione possono essere individuati in: riduzione complessiva del numero di operatori; variazioni qualitative e quantitative di alcune tipologie di operatori, quali ad esempio i mediatori; riduzione del numero di scambi; accorciamento della filiera con passaggi diretti produzione agricola distribuzione, in particolare per effetto della distribuzione moderna. Il mercato milanese rimane comunque un significativo punto di incontro per gli operatori economici agroalimentari milanesi e non solo, che lo frequentano per motivi più di carattere informativo che commerciale vero e proprio (infatti gli scambi vengono perfezionati anche nelle giornate di intervallo fra le sedute). La dimensione territoriale costituisce perciò un elemento importante della ricerca svolta. Il ruolo storico della Camera di Commercio in queste funzioni è noto ed è perciò superfluo descriverlo in questa sede; giova solo ricordare che la Camera opera sul mercato attraverso: il consorzio gestione mercati e le associazioni ed enti che lo costituiscono, per quanto attiene le strutture organizzative (sala contrattazioni); l Associazione Granaria di Milano per quanto attiene il mercato delle granaglie e simili, che opera su storico mandato della Camera di Commercio le commissioni prezzi per gli altri mercati. Su queste basi sono stati definiti l obiettivo generale del progetto di ricerca, gli obiettivi specifici ed i risultati attesi: a) l obiettivo generale del progetto di ricerca svolto è stato: individuare le modalità per facilitare, consolidare, sviluppare le funzioni del mercato al fine di incrementare la competitività del sistema agroalimentare nella totalità dei suoi operatori e di agire a favore del consumatore; b) gli obiettivi specifici che hanno guidato il lavoro sono invece i seguenti: verificare il grado di efficacia del mercato agroalimentare milanese per quanto attiene l ambito di operatività delle istituzioni afferenti alla Camera di Commercio ed alla Associazione Granaria in confronto con le altre piazze milanesi e non solo; individuare ambiti di miglioramento della qualità delle informazioni e dei servizi in funzione delle mutate condizioni di operatività del mercato; incrementare il livello di trasparenza ed attendibilità del prezzo e delle altre informazioni di mercato; ridurre i costi di transazione; proporre strategie e cambiamenti che consentano di superare le problematiche locali e riposizionare il mercato di Milano in un insieme organico di mercati; 6

6 c) i risultati finali attesi si pongono a diversi livelli e riguardano: la conoscenza delle caratteristiche del mercato e degli operatori che lo costituiscono; la conoscenza del posizionamento del mercato milanese; l individuazione dei fattori che consentano il miglioramento della qualità dei servizi ed il consolidamento del flusso di operatori. Il progetto di ricerca MERCATAGRI, promosso da AGRITEAM (Agricoltura Territorio e Ambiente) - Azienda speciale della Camera di Commercio di Milano, ha ottenuto il cofinanziamento della Regione Lombardia nell ambito del Piano regionale di ricerca 2005 in campo agricolo. La ricerca è stata condotta da AGRITEAM, dall Associazione Granaria di Milano, con la consulenza scientifica dei docenti e ricercatori del Dipartimento di Economia e Politica Agraria, Agroalimentare e Ambientale dell Università degli Studi di Milano. Il presente rapporto di ricerca, che riassume le indagini condotte dai soggetti attuatori, si articola in tre sezioni principali, corrispondenti alle diverse fasi della ricerca, svolte prevalentemente nel corso del 2006: a) nel capitolo 2 sono analizzate le caratteristiche delle borse merci operanti nell Italia settentrionale, le categorie merceologiche trattate, le caratteristiche dei prodotti scambiati, i meccanismi di formazione dei prezzi, le caratteristiche degli operatori; b) nel capitolo 3 sono stati analizzati, ricorrendo anche all ausilio di modelli statistici e econometrici, i prezzi di tredici prodotti quotati presso tre principali borse merci (Bologna, Milano, Verona); c) nel capitolo 4 sono riportati i risultati di una prima indagine diretta svolta presso gli operatori della piazza merci di Milano attraverso un questionario predisposto ad hoc, i cui risultati hanno costituito la base per lo svolgimento di una seconda indagine diretta presso testimoni privilegiati. I risultati complessivi emersi dalle tre fasi di indagine sono riassunti nel capitolo 5, che contiene anche alcune indicazioni di policy dirette sia alle istituzioni sia agli attori che operano sul mercato. 7

7 Capitolo 2 Tipologie e caratteristiche dei mercati all ingrosso dei cereali, semi oleosi, e loro derivati di Maurizio Floris e Carlo Morandi 2.1 Generalità e richiami delle caratteristiche economiche del mercato Il mercato è il luogo, concreto o astratto, di incontro dell offerta e della domanda di un determinato prodotto. La domanda di un dato bene è rappresentata dalla quantità di questo che gli acquirenti sono disposti ad acquistare ad un certo prezzo. L offerta a sua volta rappresenta, sempre per un dato bene, la quantità che i venditori sono disposti a cedere a un determinato prezzo. Con Mercato si indicano: scambio, circolazione, distribuzione di merci tra persone e luoghi ove merce indica a sua volta qualsiasi bene materiale, fisicamente mobile, destinato allo scambio. Con Mercato Agricolo si indica: il luogo economico in cui i produttori agricoli vendono i prodotti ottenuti nelle loro imprese con il grado di utilità di forma, spazio e tempo richiesto dagli acquirenti. La progressiva diminuzione dell economia di autoconsumo da parte dell azienda agraria, lo sviluppo economico e la specializzazione degli indirizzi produttivi (correlati all esigenza di un adattamento quali-quantitativo alla domanda dei beni agricoli) hanno portato ad una riscoperta o meglio sottolineatura del ruolo del mercato. Elementi caratteristici del mercato sono: periodo economico regime di mercato prezzo e suoi meccanismi di formazione Per periodo economico si intende: un intervallo di tempo nel quale la domanda e l offerta assumono un determinato comportamento, solitamente ripetuto nel periodo successivo. Nel periodo si distinguono un periodo breve entro il quale non è possibile riprodurre il bene considerato, e un periodo lungo, perché ritenuto sufficiente a consentire la riproduzione del bene. I regimi in cui può svolgersi il mercato sono: concorrenza perfetta: caratterizzato dall esistenza di un numero elevato di acquirenti e venditori entrambi price takers (un soggetto è price taker quando ritiene che qualsiasi variazione della propria offerta la- 9

8 sci inalterata quella totale di mercato o non produca variazioni di prezzo), ciascuno dei quali opera su quantità molto piccole (domanda e offerta atomizzate). Il bene scambiato deve essere omogeneo, le operazioni e i prezzi trasparenti (conosciuti da tutti gli operatori), i contraenti possono uscire ed entrare dal mercato quando lo desiderano e possono muoversi al suo interno senza difficoltà e costi di trasporto (assenza di vischiosità). In realtà queste condizioni si realizzano molto difficilmente nei moderni mercati agricoli, ma il modello del mercato di concorrenza perfetta è utile per studiare la formazione del prezzo; monopolio: è l esatto contrario del mercato concorrenziale. In esso per un dato bene, che non deve avere surrogati (stretti sostituti diretti), vi è un solo offerente od un solo acquirente. Anche il monopolio puro è una forma di mercato che non si realizza nella realtà; concorrenza monopolistica: ha una struttura caratterizzata da un numero elevato di venditori e compratori che differenziano i propri prodotti, i quali permangono sostituti stretti uno dell altro e i consumatori finali esprimono le preferenze riguardo ai beni prodotti da una impresa perché diversi da quelli della concorrenza, differenziati realmente o solo dal tipo di presentazione. Questo concetto è sempre più importante per comprendere le strategie dei produttori, in particolare industriali e commercianti, ma talvolta anche agricoltori singoli e associati, strategie basate sull uso della pubblicità, dei brevetti e dei marchi propri. Questa forma di mercato è molto diffusa nelle economie più avanzate dove si tenta di conquistare spazi di mercato crescenti; oligopolio: si presenta quando l offerta di un bene si concentra nelle mani di un numero ristretto di produttori in grado di controllarsi reciprocamente (Malassis e Ghersi, 1995). Con prezzo si indica il numero di unità di moneta necessarie per avere in cambio un unità del dato bene. La determinazione dei prezzi svolge un ruolo fondamentale nell attività economica poiché è alla base dell allocazione delle risorse e della distribuzione dei redditi (Saccomandi, 1999). Per studiarne la formazione la teoria economica fa riferimento a più modelli di mercato, quali la concorrenza perfetta, il monopolio, la concorrenza monopolistica e l oligopolio. Nella realtà, però, i prezzi sono il frutto di compromessi tra gli attori in campo e il riflesso dei rapporti di forza esistenti tra loro (Rebasti e Nardi, 1997), assumendo dinamiche e valori differenti secondo le forme di mercato. Nel regime di concorrenza perfetta il mercato di un giorno è detto di periodo brevissimo e, poiché il prodotto (l oggetto di uno scambio) non è conservabile o per sua natura o per mancanza di una adeguata struttura, esso deve essere collocato sul mercato a qualsiasi prezzo; per questo motivo i prezzi partono da un livello che tende a calare durante la giornata di contrattazione. Nel brevissimo periodo la formazione del prezzo viene dominata dalla domanda: il prezzo è svincolato dai costi di produzione, la domanda fa il prezzo di mercato. Il mercato assume caratteristiche di breve periodo quando si impostano i programmi del successivo ciclo produttivo, cioè quando l imprenditore agricolo ha uno spazio di manovra più ampio e può decidere di modificare più fattori nel tempo. In questo caso la curva di offerta assume la forma della curva del costo marginale e il prezzo si forma nel punto di incontro Grafico 2.1: formazione del prezzo nel breve periodo (P nel Grafico 2.1) tra domanda e offerta. Le fluttuazioni dei prezzi ricorrenti in particolari mercati come quelli dei prodotti animali e vegetali, sono ricondotte al teorema della ragnatela, che non analizzeremo, che considera i tempi lunghi di adattamento dell offerta di breve periodo. L offerta risente dei margini da adattamento parziale delle imprese e contribuisce alla formazione del prezzo controbilanciando la spinte della domanda. Nel breve periodo le imprese hanno la possibilità di guadagnare extra profitti perché la concorrenza non può aumentare la dimensione produttiva, meccanismo di adattamento che invece avviene nel lungo periodo. Il lungo periodo si verifica quando si ha l annullamento tendenziale del profitto di tutte le FONTE: IACOPONI E ROMITI, 1984 imprese (quelle con profitto negativo falliscono, mentre quelle in positivo stimolano l entrata di altre imprese nel mercato con meccanismi a cascata di rialzo dei costi e ribasso dei prezzi), quindi il prezzo di mercato si adegua al costo medio totale di produzio- 10

9 ne, cioè si adegua completamente all offerta (decisioni di adattamento dell imprenditore). Si dice quindi che nel lungo periodo l offerta fa il prezzo di mercato (Iacoponi e Romiti, 1984). Analizzando il prezzo in regime di monopolio, considerando la forma più diffusa, cioè il monopolio di offerta, riconosciuto per legge se si instaura per eliminazione della concorrenza fra privati, si può affermare che il monopolista non è contemporaneamente arbitro del prezzo e delle quantità: se egli stabilisce un determinato prezzo (politica del prezzo), deve soggiacere alla reazione della domanda circa la quantità; se, invece, stabilisce la quantità che vuole vendere sul mercato (politica delle quantità), deve accettare il prezzo imposto dalla curva di domanda. I luoghi dove si forma il prezzo dei prodotti agroalimentari sono le Borse Merci e le Sale Contrattazioni: dall incontro fisico degli operatori si realizza l affare e si forma perciò il prezzo di equilibrio che soddisfa domanda ed offerta, spesso per il tramite della funzione commerciale (diretta o di intermediazione). 2.2 I mercati all ingrosso dei cereali e derivati e le loro caratteristiche Funzioni dei mercati all ingrosso I mercati all ingrosso sono strutture che hanno la funzione di concentrare la domanda e l offerta dei prodotti agroalimentari. I mercati all ingrosso svolgono anche altre funzioni, strumentali o derivate da quella principale o originaria che, secondo l evoluzione dello scenario economico e politico, possono diventare più importanti della stessa. Tipicamente esemplificative sono le seguenti funzioni: messa a disposizione di strutture logistiche (piattaforme, celle frigorifere ecc.); controllo igienico sanitario e più globalmente qualitativo; servizi informativi circa i prezzi e le quantità scambiate destinati agli operatori presenti, agli stakeholders, agli altri operatori di mercati diversi Fra le tipologie di mercati all ingrosso tipici del settore cerealicolo e delle materie prime e seconde per l industria alimentare e zootecnica, sono particolarmente importanti per il loro ruolo e la diffusione sul territorio nazionale, le Borse Merci e le Sale Contrattazione. Alla loro forma tradizionale di luogo fisico per l incontro della domanda e dell offerta, da alcuni anni si sta affiancando la forma organizzativa virtuale, assunta dalla Borsa Merci Telematica Italiana che in questo lavoro non viene trattata. Borsa Merci e Sala Contrattazione differiscono sostanzialmente per la forma giuridica ed organizzativa ma di fatto operano in maniera analoga, e costituiscono un patrimonio secondo gli estimatori, un retaggio secondo i detrattori, dell agroalimentare italiano. La rilevanza delle funzioni che esse svolgono le rende soggette alla vigilanza pubblica, assolta in primis dalla istituzione locale cui la legge demanda il controllo sui mercati: la Camera di Commercio Il contesto normativo istituzionale La Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura è la casa comune degli attori dell economia del territorio. È una definizione letteraria che vuole sintetizzare la ratio della profonda riforma cui le Camere di Commercio sono state sottoposte con la legge 580/93: Le camere di commercio svolgono, nell ambito della circoscrizione territoriale di competenza, funzioni di supporto e di promozione degli interessi generali delle imprese nonché, fatte salve le competenze attribuite dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato alle amministrazioni statali e alle regioni, funzioni nelle materie amministrative ed economiche relative al sistema delle imprese. Le camere di commercio esercitano inoltre le funzioni ad esse delegate dallo Stato e dalle regioni, nonché quelle derivanti da convenzioni internazionali. Questo rapporto trova il suo momento propulsivo e ugualmente il compimento, nel Consiglio Camerale, vero e proprio parlamentino dell economia e della società locale. Sempre la 580/93 prescrive che i componenti del Consiglio Camerale vengano designati dalle organizzazioni rappresentative delle imprese appartenen- 11

10 ti ai settori di interesse dell economia territoriale, in rapporto proporzionale alla loro presenza. Viene garantita anche una rappresentanza delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle associazioni dei consumatori ed utenti. Il Consiglio nomina la Giunta Camerale, organo esecutivo in cui il meccanismo della rappresentanza degli effettivi interessi delle imprese in misura proporzionale alla loro importanza locale, è integrato dalla necessaria presenza di almeno un rappresentante di ogni settore come sintetizzato dalla denominazione dell istituzione. Limitatamente al contesto oggetto di Mercatagri, si evidenziano due passaggi della 580/93 di particolare importanza per quanto attiene ai mercati agroalimentari: 1) per il raggiungimento dei propri scopi le camere di commercio promuovono, realizzano e gestiscono strutture ed infrastrutture di interesse economico generale a livello locale, regionale e nazionale 2). direttamente o mediante la partecipazione, secondo le norme del codice civile, con altri soggetti pubblici e privati, ad organismi anche associativi, ad enti, a consorzi e a società. Possono inoltre costituire aziende speciali operanti secondo le norme del diritto privato. La vigilanza sull attività delle Camere di Commercio e delle loro unioni spetta al Ministro dell industria, del commercio e dell artigianato (con il D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112 nel Capo VII: Ordinamento delle camere di commercio industria, artigianato e agricoltura e nell Art. 37: Vigilanza sulle camere di commercio, industria artigianato e agricoltura ), che ogni anno presenta al Parlamento una relazione generale sulle attività delle Camere di Commercio e delle loro unioni, con particolare riferimento agli interventi realizzati e ai programmi attuati. In questo contesto si collocano le Borse di Commercio e le Sale contrattazione. Le Borse di Commercio sono pubblici istituti in cui si riuniscono gli operatori che intendono compiere contrattazioni aventi per oggetto merci o titoli di credito; secondo l oggetto, si distinguono in borse merci e in borse valori. Le disposizioni fondamentali che disciplinano questi istituti risalgono al La legge 20 marzo 1913, n.272 e il relativo regolamento di esecuzione, approvato con R.D. 4 agosto 1913, n.1068 infatti dettano le norme basilari sull ordinamento e sull organizzazione delle borse. Nel ventennio fascista, il R.D. del 26 Luglio 1935, n 1494, soppresse le Borse. La loro ricostituzione avvenne nel primo dopo guerra dapprima con la legge 30 Maggio 1950, n 374 e poi con il D.P.R 16 Luglio 1951 che si richiama alla legge fondamentale del Le borse di commercio vengono istituite con decreto del Presidente della Repubblica, ad iniziativa del Ministero per l Industria, il Commercio e l Artigianato o del Ministero per il Tesoro a seconda dell oggetto della contrattazione, su proposta della competente Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura. Tale forma di costituzione esclude un loro rapporto di dipendenza nei confronti degli Enti camerali e, anche se operano nell ambito di questi ultimi, se ne differenziano nettamente; le borse possiedono infatti finalità e organi propri. Le funzioni delle Camere di Commercio nei riguardi delle borse sono: normative, nell emanazione del regolamento speciale da sottoporre al Ministero; deliberative, nell adozione di tutti i provvedimenti che si rendono necessari al buon andamento della borsa; di vigilanza di tutta l attività borsistica; consuntive, nel fornire i pareri al Ministero per lo scioglimento della Deputazione, per l istituzione di una borsa e per tutti i provvedimenti diretti ad assicurare il regolare andamento degli affari; contenziose, nelle decisioni sui ricorsi presentati avverso le deliberazioni della Deputazione; di potestà tributaria, nell applicazione di speciali diritti per l uso delle attrezzature della Borsa. logistica: provvedere ai locali per le riunioni e a tutti gli altri servizi fornendo il personale necessario per il funzionamento della borsa e dei suoi organi. Secondo l art.2 della legge n.272, le borse di commercio sono sottoposte alla vigilanza del Governo, delle Camere di Commercio, delle Deputazioni di borsa e dei Sindacati dei mediatori (ora Comitato di Borsa). Il dettato di tale articolo è rimasto pienamente valido soltanto per le borse merci mentre per la vigilanza sulle borse valori nuove norme ha recato la legge n.216/1974. La garanzia di un corretto funzionamento delle attività di scambio è affidata: 12

11 al quadro normativo già descritto ad una disciplina comprendente: il Regolamento approvato dal Ministero Industria e Commercio La Deputazione nominata annualmente con decreto ministeriale e composta da tre, cinque o sette membri secondo quanto stabilito dal regolamento speciale di ogni borsa. Oltre ai predetti deputati effettivi vengono nominati uno, due o tre deputati supplenti. La Deputazione, tra il compito precipuo di sorvegliare l andamento dell attività borsistica e di provvedere all osservanza delle leggi e dei regolamenti, comitato è l organo tecnico - amministrativo delle borse. Ha ampi poteri di vigilanza, disciplinari, di proposta e di arbitrato. Le decisioni in materia di composizione amichevole delle controversie insorte fra le parti, tuttavia non rivestono il carattere di sentenze, ma sono poco più di pareri tecnici. Contro le deliberazioni della Deputazione è ammesso ricorso gerarchico improprio entro cinque giorni alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura e avverso le deliberazioni di questa ultima si può ricorrere, entro dieci giorni dalla notifica, al Ministero. Il Comitato di borsa, nominato annualmente dalla Camera, è composto da membri scelti tra i mediatori, i commercianti, gli industriali e i produttori. Il numero dei membri è determinato dalla Camera, sentita la Deputazione. I compiti del Comitato consistono nel vigilare affinchè gli operatori di Borsa non eccedano dai limiti delle loro facoltà e nel denunciare alla Deputazione gli operatori che, nell esercizio della loro attività borsistica, contravvengono alle leggi e ai regolamenti. Il Comitato propone all Ente camerale la formazione di contratti - tipo, di regolamenti tecnici, peritali ed arbitrali; provvede all accertamento dei prezzi per la formazione del listino di borsa, svolgendo ogni altra funzione che le leggi e le disposizioni regolamentari gli attribuiscono. Le Sale contrattazione sono nate ed agiscono con gli stessi obiettivi e modi operativi delle Borse Merci da cui differiscono per la mancanza dell autorizzazione ministeriale. Le Sale contrattazione sono istituite direttamente dalla Camera di Commercio competente per territorio cui spettano la vigilanza sul funzionamento, l amministrazione in termini economici e la gestione della struttura e dei servizi agli operatori. Il regolare funzionamento della Sala Contrattazioni è affidata: un Regolamento un Comitato di Vigilanza Il Regolamento della Sala di contrattazione ha una struttura generalizzabile in questi termini: disposizioni generali: obiettivi, funzioni, responsabilità; Comitato di vigilanza: compiti, composizione (quantità e tipologia di componenti), condizioni di operatività (es. frequenza delle riunioni, validità delle deliberazioni) ingresso in sala: condizioni generali e particolari il cui rispetto assicura il diritto all ingresso nell area riservata alle contrattazioni e la cui violazione permette l allontanamento o il divieto all ingresso. Tra le condizioni rientra anche la fissazione del prezzo del biglietto di ingresso giornaliero o della tessera di abbonamento annuale; contrattazioni: tipo di prodotti oggetto delle contrattazioni, calendario ed orario delle riunioni di mercato, rilevazione dei prezzi; disposizioni finali: indicazioni circa il contegno da assumere nella sala, affidamento della possibilità di variazioni del Regolamento alla Camera di Commercio ed altro ancora. Storicamente la nascita delle Sale Contrattazioni è legata al contesto locale ma ciò non ha impedito che in certi casi esse abbiano assunto rilevanza nazionale (per l importanza del mercato e/o dei prodotti trattati) ed anche internazionale. Tipico è il caso della Sala Contrattazioni di Milano la cui attuale configurazione funzionale ed amministrativa, sostanzialmente diversa da quella precedentemente descritta, deriva da una pluridecennale storia di profonde relazioni in cui ruolo determinante ha assunto l Associazione Granaria di Milano. Questa storia costituisce un esempio di rapporto pubblico privato o in altri termini di sussidiarietà, che deve essere illustrato per sommi capi visto che ha determinato il meccanismo di funzionamento di uno dei mercati dei cereali più importanti d Italia. L Associazione Granaria di Milano nasce il 19 gennaio 1902, recitando così lo Statuto Sociale: ART. 1 È costituita con la denominazione ASSOCIAZIONE GRANARIA DI MILANO una Associazione fra produttori, commercianti, industriali, agenti, commissionari, mediatori, spedizionieri, vettori, magazzinieri, assicuratori, ecc. (italiani e stranieri) che operano nel campo della produzione del commercio e dei 13

12 servizi ausiliari dei cereali, farine, legumi, semi, oli vegetali, grassi animali, foraggi, mangimi, integratori per mangimi, concimi chimici, imballaggi, nonchè nel campo dei prodotti affini e dei sottoprodotti e derivati dei prodotti prima indicati, nel campo delle industrie conserviere e alimentari, nel campo della produzione di macchine per le industrie di trasformazione dei prodotti prima indicati e, in genere, nel campo dei prodotti della e per l agricoltura e delle industrie relative. L elenco dei prodotti e merci e delle professioni, che precede, è esemplificato e non tassativo e compete al Consiglio Direttivo dell Associazione, all atto dell esame delle domande di ammissione a socio, riconoscere o non il collegamento fra il campo di attività esercitata dal richiedente e il campo di attività previste nel comma che precede. ART. 3 L associazione è apolitica e non persegue fini di lucro. Essa ha per scopo: a) di studiare i problemi che riguardano i settori operativi di cui all art. 1; di prospettare e promuovere, nonchè di studiare e risolvere i problemi delle varie categorie dei soci per quanto si attiene ai rapporti che vengono a crearsi fra loro; b) di organizzare le riunioni di mercato apprestando gli opportuni servizi; c) di fissare con la partecipazione delle varie categorie interessate le condizioni per la negoziazione delle merci trattate e ciò anche mediante la formazione ed edizione di formulari di tipo contratto, secondo gli usi contrattuali che vengono a stabilirsi nel mercato; d) di favorire la conciliazione delle controversie commerciali che insorgessero fra soci, ovvero fra soci ed estranei, ovvero fra estranei e, in difetto di conciliazione, di curare che la definizione di tali controversie avvenga mediante il procedimento fissato dall apposito regolamento arbitrale approvato dal Consiglio Direttivo. e) di portare a conoscenza dell Autorità competente per l accertamento ufficiale, gli usi normativi e quelli negoziali che vengono a stabilirsi nella trattazione delle negoziazioni nei settori operativi di cui all art. 1; f) di stabilire rapporti di reciproca collaborazione con Associazioni ed Enti similari degli altri centri operativi italiani ed esteri, per un più efficace e rapido conseguimento degli scopi sociali nelle questioni di interesse generale. Per il perseguimento degli scopi sociali, di cui al presente articolo, l associazione può partecipare a società, Enti, Associazioni, Consorzi, Cooperative od altri. La cronologia delle date della variazioni allo Statuto rappresenta in maniera sintetica il percorso evolutivo dell Associazione e lo sforzo di mantenersi adeguata ai tempi, processo in atto tuttora pur in un contesto decisamente mutato quale quello attuale: 29 marzo giugno dicembre marzo maggio dicembre dicembre novembre marzo marzo marzo marzo marzo marzo giugno novembre marzo marzo marzo aprile aprile aprile marzo aprile 1994 La personalità giuridica dell Associazione deriva dal riconoscimento del Ministero dell Industria, del Commercio e dell Artigianato sancito dal Decreto 16 novembre 1993 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n.292 del 14 dicembre 1993). La lettura degli scopi statutari dell Associazione, dei compiti di gestione del mercato affidati alla Camera di Commercio, nonché delle date, evidenzia chiaramente che Associazione Granaria e Camera di Commercio non potevano e per certi versi non possono tuttora, non addivenire ad una relazione funzionale stretta rispetto al Mercato dei Cereali di Milano. Questa relazione funzionale trova la sua descrizione nel Regolamento del Mercato dei Cereali di Milano, risalente al 1933 (approvazione del Consiglio Provinciale dell Economia Corporativa) che di seguito si riporta integralmente: 14

13 Approvato dal Consiglio Provinciale dell Economia Corporativa di Milano nel Modificato dal Consiglio Direttivo dell Associazione Granaria il 29 agosto 1946 e approvato dalla Camera di Commercio di Milano il 3 settembre 1946 con nota n Modificato dal Consiglio Direttivo il 7 giugno 1951, approvato dalla Camera di Commercio il 2 agosto 1951 con nota n Modificato dal Consiglio Direttivo il 16 maggio 1966 e approvato dalla Camera di Commercio di Milano il 24 giugno 1966, con nota n Modificato dal Consiglio Direttivo il 21 febbraio 1979 e approvato dalla Camera di Commercio di Milano il 12 marzo 1979 con nota n Modificato dal Consiglio Direttivo il 29 giugno 1983 e approvato dalla Camera di Commercio di Milano il 28 settembre 1983 con nota n Art. 1 - Il Mercato di Milano riguardante le contrattazioni di cereali, farine, legumi, semi oleosi, oli vegetali, mangimi, foraggi, sementi, imballaggi, ecc. ed in genere i prodotti elencati nel primo comma dell art. 1 dello Statuto Sociale dell Associazione Granaria di Milano si svolge nei locali allo scopo destinati nel Palazzo dei Congressi di Milano-Fiori, Assago (Milano). Detto Mercato è disciplinato dall Associazione Granaria di Milano sotto l alta vigilanza della Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Milano. Art. 2 - Ai locali del mercato hanno libero accesso - nei giorni e nelle ore stabilite - i Soci dell Associazione Granaria di Milano, i loro dipendenti (muniti dell apposita tessera rilasciata dall Associazione stessa e che li qualifica tali) nonchè i Funzionari della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Milano, specificatamente da quest ultima incaricati. Hanno altresì libero accesso ai locali del mercato i titolari di speciale tessera annuale in "Omaggio" ad personam che l Associazione Granaria di Milano può rilasciare per particolari ragioni. Possono accedere ai locali del mercato anche coloro che, muniti della apposita tessera di riconoscimento (rilasciata dall Associazione Granaria di Milano, secondo le modalità stabilite dal Consiglio Direttivo della medesima) abbiano provveduto ad acquistare la tessera/biglietto di accesso giornaliera o settimanale. Possono infine accedere ai locali del mercato visitatori occasionali purché accompagnati da un Socio dell Associazione Granaria di Milano e previa autorizzazione del Consigliere di turno o del Segretario della Associazione stessa. Art. 3 - L Associazione Granaria di Milano, se a conoscenza, non deve rilasciare la tessera di riconoscimento (e qualora sia già stata rilasciata, deve intimarne la restituzione e comunque inibire l accesso al mercato) ai minori, interdetti, falliti, colpiti da condanne penali che non abbiano ottenuto la riabilitazione, coloro che, sebbene non falliti, abbiano notoriamente mancato ai propri impegni commerciali. Per stabilire la notorietà è sufficiente, ma non necessaria, la inclusione del nominativo negli elenchi ufficiali dei protesti cambiari. L Associazione Granaria di Milano, non deve inoltre rilasciare la tessera di riconoscimento (e qualora sia già stata rilasciata, deve intimarne la restituzione e comunque inibire l accesso al mercato): a chi abbia rifiutato di sottoporre ad Arbitri amichevoli compositori (secondo il Regolamento Arbitrale dell Associazione stessa e secondo l uso di mercato) la risoluzione di controversie sorte in dipendenza di compra-vendite, affari, commissioni, mediazioni e prestazioni inerenti le merci di cui all art. 1 del presente Regolamento svolte sul mercato dei cereali di Milano; a chi non abbia rispettato una decisione arbitrale emessa ai sensi del citato Regolamento Arbitrale dell Associazione stessa; a chi sia stato dal Consiglio Direttivo della menzionata Associazione dichiarato sospeso, decaduto od escluso dalla qualità di Socio dell Associazione stessa. L Associazione Granaria di Milano deve sospendere l accesso al Salone del Mercato agli esclusi da Associazioni similari italiane, con le quali sono in atto opportuni accordi, per inadempienze a decisioni arbitrali emesse dalle stesse, sempre che siano radicate consensualmente o in forza di regolare clausola compromissoria contrattualmente accettata e sottoscritta o del vincolo dello Statuto sociale vigente nelle rispettive Associazioni similari di cui sopra. Art. 4 - L Associazione Granaria di Milano - su delibera del proprio Consiglio Direttivo - può esporre in un apposito Albo - collocato all interno dei locali del mercato - i nomi di coloro che avendo in precedenza, a qualsiasi titolo, beneficiato della facoltà di accesso al mercato stesso, ne siano stati esclusi a norma dell art. 3 del presente Regolamento, nonché può dare notizia dell esclusione mediante pubblicazione nel bollettino dell Associazione stessa e comunicazione alle Associazioni ed Enti similari italiani ed esteri. L aspirante che chiede il rilascio della tessera di riconoscimento per l accesso ai locali del mercato espressamente dichiara, nella relativa domanda, di aderire specificamente a questa sanzione e di rinunciare ad ogni eccezione al riguardo. 15

14 Art. 5 - I diritti e le quote per il rilascio della tessera di riconoscimento e della tessera/biglietto di accesso giornaliero o settimanale sono stabiliti dal Consiglio Direttivo dell Associazione Granaria di Milano. La tessera di riconoscimento e quella di accesso giornaliero o settimanale sono strettamente personali, non possono essere cedute e devono venire esibite a richiesta degli addetti agli ingressi ed al controllo nei locali del mercato; chiunque non ne sia in possesso potrà essere senz altro allontanato dai locali medesimi. Art. 6 - Il titolare della tessera di riconoscimento è impegnato ad osservare il presente Regolamento e le altre norme stabilite dall Associazione Granaria di Milano nonché a sottoporre obbligatoriamente ad Arbitri amichevoli compositori - secondo il Regolamento Arbitrale della medesima Associazione e secondo l uso di mercato - la risoluzione di eventuali controversie sorte in dipendenza di compra-vendite, affari, commissioni, mediazioni e prestazioni inerenti alle merci di cui all art.1 del presente Regolamento svolte sul mercato dei cereali di Milano ed a rispettare le relative decisioni arbitrali emesse. Art. 7 - L Associazione Granaria di Milano promuove accordi fra le categorie interessate per la redazione di contratti-tipo e fa stampare i relativi formulari, che mette a disposizione degli operatori, nonché provvede con proprio personale ad effettuare i servizi necessari alle attività di mercato. L Associazione stessa può assegnare in uso temporaneo determinati servizi, quali piccoli uffici (Box), cassettiere, albi, caselle postali, ecc. Art. 8 - Alla disciplina del mercato, che si svolge negli appositi locali, è preposto un Consigliere di turno designato dal Consiglio Direttivo dell Associazione Granaria di Milano, coadiuvato dal Segretario della Associazione stessa e dall Ispettore del mercato. Al Consigliere di turno, al Segretario ed all Ispettore devono essere presentati gli eventuali reclami. Art. 9 - Nei locali riservati alle riunioni degli operatori per soli scopi commerciali sono vietati schiamazzi, discussioni estranee ai normali rapporti di affari, comunque discussioni incomposte o ad alta voce, nonché qualsiasi specie di gioco. I trasgressori, nei casi lievi sono richiamati dal Consigliere di turno, dal Segretario o dall Ispettore, nei casi più gravi possono essere, dall Associazione Granaria di Milano, esclusi o sospesi dal diritto di frequentare i locali del mercato. Art Il calendario e l orario del mercato sono fissati dalla Associazione Granaria di Milano d intesa con la Camera di Commercio, Industria ed Agricoltura di Milano. Le funzioni che in altri luoghi sono affidate alle Sale Contrattazioni, al loro regolamento e al comitato, nel caso di Milano sono affidate alla Associazione Granaria. Attualmente il quadro organizzativo e funzionale del Mercato dei cereali di Milano prevede però la presenza di un terzo attore: il Consorzio Gestione Mercati - Assomercati. Assomercati è una società consortile posseduta per oltre il 50% dalla Camera di Commercio con il resto ripartito fra le Associazioni che fruiscono della struttura logistica in cui si effettuano i mercati all ingrosso dei cereali, dei lattiero caseari, delle pelli, dei suini e loro parti. Compito di Assomercati è la gestione della struttura fisica e dei servizi da questa resi disponibili al mercato (luce, acqua, telefono, pulizie, tornelli ecc.). In sostanza: la CCIAA assolve il suo compito di garantire la struttura ed i servizi in cui possa svolgersi il mercato dei cereali tramite Assomercati; la Granaria mantiene fede al suo compito di regolamentare il Mercato dei Cereali di Milano: assumendosi il costo della giornata di mercato (martedì) controllando gli ingressi controllando la sala fornendo i servizi quali i box privati per le contrattazioni che vengono affittati agli operatori che ne fanno richiesta pubblicando il proprio listino dei prezzi all ingrosso. Questa elencazione di servizi assicurati dalla Granaria al Mercato è parziale perché monca di altri fondamentali servizi, presenti praticamente dalla nascita della Granaria e assolutamente necessari alla regolarità del mercato: contrattualistica arbitrato laboratorio di analisi 16

15 La contrattualistica comprende i contratti di riferimento delle principali produzioni agricole nazionali e si articola in: contratti tipo: derivano da una serie di accordi fra le Associazioni consorelle per cui: si riferiscono a prodotti di commercializzazione nazionale; sono uguali nella loro formulazione; differiscono per la possibilità di indicare a quale Associazione fare riferimento in caso di controversia; contratti Granaria: si riferiscono a produzioni tipicamente commercializzate a Milano pur assumendo rilevanza extralocale (es. riso, olii). L arbitrato è il meccanismo di risoluzione delle controversie obbligatorio per i Soci della Granaria (è previsto infatti nello Statuto Associativo) ma anche per i contraenti dei contratti, in virtù della clausola compromissoria in essi contenuta. Con l arbitrato Soci e non Soci affidano la risoluzione di quella che ritengono essere un inadempienza contrattuale o associativa, ad arbitri liberamente scelti fra i Soci i quali assumono la funzione di amichevoli compositori (secondo alcuni quella di avvocati ragionevoli ) e la dirimono in base al contratto e/o allo Statuto, determinando ragioni e torti, costi e modi di adempimento. L arbitrato non esclude il ricorso alle vie ordinarie secondo la libera volontà delle parti ma costituisce uno strumento rapido di risoluzione di questioni che invece per via ordinaria possono durare anche molti multipli di anni. A sua volta la vittoria in un arbitrato può costituire titolo esecutivo nella giustizia ordinaria a fronte di una parte inadempiente che rifiuti di rispettare la decisione arbitrale di condanna al pagamento. Il Laboratorio di analisi risponde al compito di stabilire se il prodotto commercializzato risponde alle caratteristiche contrattuali e/o a quelle stabilite e sottoscritte dalle parti. È il laboratorio di fiducia dei Soci e tra i Soci ed è quello ufficiale previsto dai contratti, l unico il cui esito faccia testo nella risoluzione delle controversie per via arbitrale La rilevazione dei prezzi Un mercato senza prezzi cioè valori di scambio, non può esistere. Un prezzo non conosciuto e non diffuso non serve al mercato che lo usa per altre contrattazioni, né alle istituzioni che se ne avvalgono per fare politica. Questa diversità di usi ancora non comporta diversità di processo di rilevazione; peraltro il meccanismo vigente sulla piazza di Milano è analogo a quello adottato dalle altre Sale Contrattazioni e dalle Borse merci. Il fondamento normativo affida alle Camere di Commercio il compito della rilevazione dei prezzi sui mercati e della loro diffusione tramite i listini o mercuriali. Il meccanismo con cui realizzare il compito è quello delle Commissioni tecniche per l accertamento dei prezzi dei prodotti commercializzati sulla piazza. Gerente delle Commissioni è la Camera di Commercio e lo strumento amministrativo principe è il Regolamento delle commissioni per l accertamento dei prezzi all ingrosso della piazza di Milano, aggiornato alla delibera della Giunta Camerale del 20 dicembre La Commissione tecnica è composta da: componenti effettivi componenti consulenti I primi comprendono: presidente: membro della Giunta o del Consiglio Camerale, oppure il Segretario Generale o un suo delegato; uno o più vicepresidenti nominati dalla Giunta Camerale fra i componenti consulenti segnalati dalle Associazioni di categoria e/o enti pubblici o direttamente nominati dalla Camera di Commercio in virtù di riconosciute caratteristiche personali di equilibrio, obiettività, mediazione; responsabile dell ufficio prezzi della Camera di Commercio o suo delegato; dirigente dei mercati all ingrosso (ove compete) segretario: un funzionario dell ufficio prezzi della Camera di Commercio I componenti consulenti derivano da: operatori economici scelti fra la rosa di nominativi indicati dalle Associazioni di categoria e da Enti pubblici appartenenti alla diverse fasi di scambio proprie della filiera delle merci oggetto della rilevazione; tecnici esperti qualora ritenuti utili; Relativamente alla attuale Commissione prezzi dei cereali operante presso il Mercato dei Cereali di Milano, i componenti consulenti derivano in larga parte dalle segnalazioni effettuate dalla Associazione Granaria - che per sua natura è intersettoriale e interprofessionale - e da nominativi indicati dalle Associazioni di categoria e da Enti pubblici quali Coldiretti, Unione Prov.le Agricoltori, Unione Commercianti, Ente Nazionale Risi, Airi, Assalzoo, Assograssi. Queste competenze assegnano ulteriore significatività e validità alle informazioni che emergono. 17

16 La Commissione si riunisce ogni martedì alle 16,00 e fissa il prezzo dei prodotti di propria competenza (oltre 170) sulla base delle contrattazioni effettuate nella giornata di mercato, dopo un contradditorio fra le parti che deve portare alla definizione del prezzo più rispondente alla realtà di mercato. Successivamente segue la fase di diffusione del listino svolta dalla Granaria di Milano con uno stampato distribuito in sala, con lo stesso testo diffuso via a soci, operatori, organi ed agenzie di stampa, con la pubblicazione sul proprio sito ad accesso libero. La correttezza della rilevazione in termini di affidabilità ed obiettività dei commissari e della comunicazione dei prezzi all esterno in termini di assenza di errori materiali ma anche di velocità ed accessibilità, assume valenza critica non solo sul piano statistico ma anche commerciale. È infatti ancora frequente ricorrere al valore del prezzo di Milano - da molti indicato come quello della Granaria - per la fissazione del prezzo contrattuale, lasciato in bianco nel contratto sottoscritto oppure indicato come prezzo mercato Milano del La situazione delle Borse Merci e delle Sale Contrattazione dell Italia settentrionale L Italia settentrionale ospita numerosi mercati agroalimentari: per rendersene conto basta scorrere le pagine riservate ai mercati sui principali settimanali agricoli ma anche in molti quotidiani locali. La semplice osservazione empirica mostra un quadro articolato e difforme che certamente risponde ad una logica originaria e/o locale ma che necessita di uno sforzo interpretativo che cerchi di individuare criteri e possibilità di razionalizzazione. Con questo intento è stato sviluppata questa parte del lavoro le cui tappe sono state: 1) definizione del campo di indagine 2) individuazione dei criteri di analisi 3) applicazione dei criteri 4) analisi dei risultati Figura 3.1: sito internet per accedere alle Camere di Commercio italiane 1) Definizione del campo di indagine Se l oggetto della ricerca sono i mercati all ingrosso dei cereali e delle materie prime per l industria alimentare e mangimistica, il primo passaggio da fare è stato quello di delimitarne l ambito territoriale. Il criterio di delimitazione adottato è stato quello della provenienza nazionale della maggior parte dei prodotti trattati. Ciò ha portato ad escludere la Liguria i cui mercati trattano essenzialmente prodotto di importazione, Di converso le regioni esaminate sono state: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia. Per individuare le piazze di contrattazione localizzate in queste regioni si è ricorsi alla ricerca mediante il sito internet ufficiale dell Unione Nazionale delle Camere di Commercio - Unioncamere.it. Infatti, se i mercati sono ufficiali, indipendentemente dalla forma organizzativa e giuridica adottata, operano nell ambito delle Camere di Commercio provinciali e dei relativi uffici prezzi i cui servizi sono resi disponibili via sito. Viceversa, l esistenza di un listino e delle relative declaratorie, conferma l esistenza di un mercato ufficiale. Dal sito Unioncamere.it si è quindi giunti alle pagine prezzi (o dizioni simili) di ogni Camera delle province delle regioni selezionate. Ciò è stato fatto nel periodo giugno (Figura 3.1). A scopo sia di approfondimento che di verifica, in particolare dell esistenza di piazze di importanza locale, si è proceduto ad una verifica diretta mediante telefonate alle aree prezzi delle camere di commercio chiedendo della presenza di mercati locali ritenuti significativi dall Ente. FONTE: SITO INTERNET CONSULTATO A MAGGIO E GIUGNO ) Individuazione dei criteri di analisi La rilevazione così condotta è sintetizzata nella tabella seguente, incentrata sui capoluoghi di provincia, da cui emerge una situazione di piazze/mercati, fortemente articolata per: ubicazione geografica forma giuridica giorno di mercato prodotti trattati 18

17 Relativamente alle prime tre caratteristiche tassonomiche i principali risultati sono i seguenti: forma di mercato prevalente: Sala contrattazione regione con la maggior presenza di sale contrattazione: Lombardia, regione che comprende un azienda speciale della Camera di Commercio di Mantova denominata Borsa Merci e Camera Arbitrale ; regioni con la maggior presenza di Borse Merci: Emilia Romagna e Veneto epoca di costituzione delle Borse Merci più datata: luglio 1951 (Bologna, Padova, Torino e Venezia) epoca di costituzione delle Borse Merci più recente: 1980 (Modena); non considerando come tale il caso di Mantova (azienda speciale); giorno di mercato più frequente: lunedì (14 casi) regione piazza altre piazze forma di giorno di epoca riconoscimento B.M. comprese nel listino* mercato mercato Piemonte Alessandria s.c. lunedi Asti s.c. mercoledi Biella s.c. lunedi Cuneo s.c. martedi Novara s.c. lunedi Torino b.m. giovedi DPR 16 luglio 1951 Vercelli b.m. martedi DPR 11 settembre 1974 Lombardia Bergamo s.c. lunedi Brescia s.c. sabato Cremona s.c. mercoledi Lodi s.c. lunedi Mantova b.m. giovedi azienda speciale - 5 marzo 1999 Milano s.c. martedi Pavia s.c. mercoledi s.c. sabato Voghera s.c. venerdi s.c. martedi Broni s.c. venerdi Mortara s.c. venerdi Veneto Padova b.m. giovedi DPR 16 luglio 1951 Rovigo s.c. lunedi Lusia s.c. lunedi Rosolina s.c. lunedi Treviso b.m. mercoledi DPR 27 ottobre 1966 Oderzo (forniti dal Comune) Venezia Mestre b.m. mercoledi DPR 16 luglio 1951 San Donà di Piave b.m. lunedi DPR 16 luglio 1951 Verona b.m. lunedi DPR 18 marzo1962 Vicenza s.c. giovedi Thiene s.c. lunedi Emilia Romagna Bologna b.m. giovedi DPR 16 luglio 1951 Ferrara s.c. lunedi Forlì s.c. lunedi Modena b.m. lunedi DPR 8 luglio 1980 Parma b.m. sabato DPR 16 ottobre 1966 Piacenza b.m. sabato DPR 22 marzo 1973 Ravenna s.c. Reggio Emilia s.c. martedi Rimini s.c. venerdi Trentino Alto Adige Trento s.c. martedi Friuli Venezia Giulia Trieste s.c. giovedi Udine s.c. giovedi *: indipendentemente dal prodotto trattato FONTE: INDAGINI DIRETTE DAI SITI CAMERALI INTERNET ED INTERVISTE TELEFONICHE 19

18 Altro dato di particolare importanza che emerge da questa rilevazione è la distribuzione temporale dei mercati nell arco lunedì - sabato. Ricordato che lunedì è il giorno di mercato più diffuso, i mercati rilevati hanno la seguente distribuzione: lunedì: Alessandria, Biella, Novara, Bergamo, Lodi, Thiene, Lusia, Rovigo, Rosolina, Verona, Venezia (San Donà di Piave), Modena, Ferrara, Forlì, Ravenna; martedì: Vercelli, Cuneo, Milano, Reggio Emilia, Trento; mercoledì: Asti, Cremona, Pavia, Venezia (Mestre), Treviso; giovedì: Torino, Mantova,Vicenza, Padova, Bologna, Udine, Trieste; venerdì: Voghera, Mortara, Broni, Rimini sabato ai mercati di Brescia, Parma, Piacenza. La ripartizione dei mercati lungo la settimana risponde alla logica locale/di prossimità (mercato come servizio alla commercializzazione, specialmente sul lato dell offerta agricola, storicamente più statica) ed alla logica della continuità e dell ampliamento dei contatti sul lato del commercio e dell intermediazione (più mercati nel tempo e nello spazio significano più contatti). È del tutto evidente come queste logiche siano totalmente spiazzate dall evoluzione delle tecnologie di comunicazione e dalla evoluzione strutturale del settore agroalimentare. È anche evidente come gli operatori scelgano quali mercati frequentare in funzione del ruolo che il mercato svolge per il proprio settore di attività e che casi di sovrapposizione temporale e spaziale non siano utili. Ne è stato chiaro esempio lo sbandamento e la conseguente riprogrammazione avvenuta tra i mercati alcuni anni fà. Nel 2003 Bologna ha deciso in maniera unilaterale di anticipare il giorno di mercato dal venerdì, tradizionale giornata, al giovedì, avvicinandosi in questo modo al mercoledì, tradizionale giornata di mercato a Milano. La reazione di Milano, consistita nello spostare il mercato al martedì, per quanto di fatto obbligata, ha comportato una sovrapposizione con altri mercati, in particolare del settore risiero. Ne è seguito un processo di riposizionamento degli operatori che hanno dovuto cambiare consuetudini e modi di lavoro, anche decidendo di non frequentare più certe piazze. 2.4 La specializzazione delle Borse Merci e delle Sale Contrattazioni Relativamente ai prodotti commercializzati nelle piazze rilevate, la scelta dei criteri di analisi doveva consentire di porre a paragone situazioni profondamente diverse fra loro come posto in luce dalla lettura di ogni listino prezzi il quale riproduce la struttura del mercato, in questo caso intendendo per tale cosa e come viene commercializzato sulla piazza. La diversità copre un arco di variazione che va dalla denominazione del prodotto alla indicazione del gruppo di prodotti rilevati: il gruppo a sua volta può comprendere prodotti strettamente omogenei (es. frumenti) oppure affini (es. cereali minori). Si è pertanto prevenuti alla formazione di una griglia di classificazione dell insieme dei listini cosi impostata: Piazza: città sede di mercato Categoria: insieme omogeneo intermedio suddiviso in tre tipologie: materie prime agricole sottoprodotti semilavorati intermedi distinte Filiera: identifica sia la filiera in senso stretto (es. cereali) che un livello inferiore (es. risi; farine) Prodotto: può indicare il singolo prodotto (es. mais) che un gruppo di prodotti (es. cereali minori) descrizione (del prodotto): indica i singoli prodotti con le caratteristiche merceologiche definite franco: luogo di partenza o arrivo della merce, in sostanza indica se il prezzo comprende le spese di trasporto o no; note Come punto di partenza dell analisi strutturale dei mercati rilevati, si è deciso di considerare il mercato di Milano, come riprodotto dal listino della Associazione Granaria di Milano sia attraverso la sua versione cartacea costituita dal Bollettino Settimanale denominato Il Mercato dei Cereali - dagli operatori conosciuto come il Giallone per via del colore della carta, in pubblicazione dal 1948, sia attraverso la versione diffusa via rete sul sito 20

19 Va prima precisato che la struttura del listino è sostanzialmente stabile negli anni nel senso che i prodotti trattati vengono generalmente confermati da un anno all altro. Questa verifica viene effettuata una volta all anno dalla Commissione prezzi, generalmente a settembre: chiede alle Associazioni ed ai commissari le intenzioni circa voci da: inserire perché prodotti entrati sul mercato eliminare perché prodotti non più trattati decide in sede plenaria comunica le decisioni alla Associazione Granaria ed alla Camera di Commercio per gli adempimenti del caso: la prima adegua il listino, la seconda approva le modifiche nel corso di una Giunta Camerale. Le modifiche al listino entrano in vigore con il primo mercato del nuovo anno. Lungo l anno di mercato la Commissione prezzi effettua altre due riunioni relative alla definizione della nomenclatura dei prodotti: per la fissazione delle caratteristiche dell annata cerealicola: si svolge a fine luglio, non appena le contrattazioni dei cereali autunno vernini iniziano a riguardare la massa di prodotti e non quelli precoci. La Associazione Granaria di Milano invia ai Commissari ed agli esperti esterni, tra cui enti di ricerca quali il CRA, un apposito questionario in cui gli operatori indicano i valori che secondo loro rappresentano la qualità media dei prodotti secondo le caratteristiche proprie di ogni prodotto (es. umidità, peso specifico, proteine); I questionari vengono elaborati per la determinazione dei valori medi che vengono poi discussi ed approvati dalla Commissione, eventualmente dopo modifica. Solo dopo l approvazione vengono inseriti nel listino diventando parte integrante della declaratoria del prodotto ed utilizzati negli scambi; per la fissazione delle rese di risoni: secondo una procedura analoga che coinvolge però i soli operatori del settore risiero e l Ente Nazionale Risi, entro fine anno vengono determinate le rese di trasformazione dei risoni in risi lavorati. Il vigente listino della Granaria si articola in: 25 gruppi omogenei di prodotti (elencati secondo l ordine di pubblicazione) Frumenti teneri nazionali Frumenti teneri esteri Frumenti duri nazionali Frumenti duri esteri Sfarinati di frumento tenero Sfarinati di frumento duro Sottoprodotti della lavorazione del frumento tenero Sottoprodotti della lavorazione del frumento duro Granoturco Derivati della lavorazione del mais Cereali minori Proteici Agricoltura biologica semi oleosi Olii vegetali grezzi Olii vegetali raffinati alimentari Olii di oliva Panelli e farine di estrazione Grassi animali Farina di pesce Foraggi Prodotti convenzionali Sottoprodotti della lavorazione del riso Risoni Riso non confezionato 171 prodotti specifici, in numero variabile secondo i gruppi omogenei come riprodotto dalla tabella seguente. 21

20 22

BORSA MERCI DI PARMA

BORSA MERCI DI PARMA CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DI PARMA BORSA MERCI DI PARMA - REGOLAMENTO GENERALE DELLA BORSA MERCI DI PARMA REGOLAMENTO GENERALE DELLA BORSA MERCI DI PARMA CAP. I ISTITUZIONI,

Dettagli

Regolamento generale della Borsa Merci di Modena

Regolamento generale della Borsa Merci di Modena Regolamento generale della Borsa Merci di Modena Capo I Istituzione, scopo e vigilanza Art. 1 La Borsa Merci di Modena, istituita con decreto del Presidente della Repubblica in data 8 luglio 1980 è regolata

Dettagli

BORSA MERCI REGOLAMENTO PER LA RILEVAZIONE DEI PREZZI ALL INGROSSO DELLE MERCI

BORSA MERCI REGOLAMENTO PER LA RILEVAZIONE DEI PREZZI ALL INGROSSO DELLE MERCI REGOLAMENTO PER LA RILEVAZIONE DEI PREZZI ALL INGROSSO DELLE MERCI Art. 1 A norma dell art. 46 del R.D. 20 settembre 1934, n. 2011, dell art. 13 del D.P.R. 28 giugno 1955, n. 620, e degli articoli 22,

Dettagli

Regolamento delle Commissioni per la rilevazione dei prezzi all ingrosso delle merci

Regolamento delle Commissioni per la rilevazione dei prezzi all ingrosso delle merci Regolamento delle Commissioni per la rilevazione dei prezzi all ingrosso delle merci Art. 1 Ai sensi e per gli effetti di cui all art. 46 del R.D. 20 settembre 1934, n. 2011, dell art. 13 del D.P.R. 28

Dettagli

Decreto 13 maggio 1999, n. 219. Disciplina dei mercati all ingrosso dei titoli di Stato.

Decreto 13 maggio 1999, n. 219. Disciplina dei mercati all ingrosso dei titoli di Stato. Decreto 13 maggio 1999, n. 219 Disciplina dei mercati all ingrosso dei titoli di Stato. IL MINISTRO DEL TESORO DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA Visto il decreto legislativo 24 febbraio 1998,

Dettagli

Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO. (Anno 2011)

Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO. (Anno 2011) Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO (Anno 2011) INDICE: Art. 1 Costituzione, natura e sede Art. 2 Competenze e funzioni Art. 3 Rapporti

Dettagli

TITOLO VI-BIS (1) AGENTI IN ATTIVITÁ FINANZIARIA E MEDIATORI CREDITIZI. Articolo 128-quater (2) (Agenti in attività finanziaria)

TITOLO VI-BIS (1) AGENTI IN ATTIVITÁ FINANZIARIA E MEDIATORI CREDITIZI. Articolo 128-quater (2) (Agenti in attività finanziaria) TESTO UNICO BANCARIO TITOLO VI-BIS (1) AGENTI IN ATTIVITÁ FINANZIARIA E MEDIATORI CREDITIZI Articolo 128-quater (2) (Agenti in attività finanziaria) 1. È agente in attività finanziaria il soggetto che

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO. Per il Personale Coinvolto nelle Attività di Trasporto, Stoccaggio e Distribuzione del Gas Naturale

CODICE DI COMPORTAMENTO. Per il Personale Coinvolto nelle Attività di Trasporto, Stoccaggio e Distribuzione del Gas Naturale 1111 CODICE DI COMPORTAMENTO Per il Personale Coinvolto nelle Attività di Trasporto, Stoccaggio e Distribuzione del Gas Naturale INDICE 1 INTRODUZIONE...4 La separazione funzionale nel settore energetico...

Dettagli

LA NEGOZIAZIONE DELLE MERCI Tipologia, natura e funzioni delle Borse di commercio gestite dalle Camere di Commercio

LA NEGOZIAZIONE DELLE MERCI Tipologia, natura e funzioni delle Borse di commercio gestite dalle Camere di Commercio LA NEGOZIAZIONE DELLE MERCI Tipologia, natura e funzioni delle Borse di commercio gestite dalle Camere di Commercio A cura di Claudio Venturi Sommario: - 1. Riferimenti normativi, natura e funzioni delle

Dettagli

- 172 ore, Percorso 1, Sezione Agente immobiliare - Agente munito di mandato a titolo oneroso

- 172 ore, Percorso 1, Sezione Agente immobiliare - Agente munito di mandato a titolo oneroso REGIONE PIEMONTE BU32 09/08/2012 Deliberazione della Giunta Regionale 30 luglio 2012, n. 31-4234 Nuove modalita' di svolgimento del corso di formazione professionale rivolto all'agente di affari in mediazione.

Dettagli

Legge 03-05-1985, n. 204 Disciplina dell'attività di agente e rappresentante di commercio.

Legge 03-05-1985, n. 204 Disciplina dell'attività di agente e rappresentante di commercio. Legge 03-05-1985, n. 204 Disciplina dell'attività di agente e rappresentante di commercio. Preambolo IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 Agli effetti della presente legge,

Dettagli

Olivia Postorino: Regione Lombardia-D.G. Infrastrutture e Mobilità

Olivia Postorino: Regione Lombardia-D.G. Infrastrutture e Mobilità Olivia Postorino: Regione Lombardia-D.G. Infrastrutture e Mobilità Intervento Convegno ANAV del 17 /2/2004. (Noleggio autobus ai sensi della l. 218/2003) Con la legge quadro n. 218/2003, entrata in vigore

Dettagli

Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A.

Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. 1 Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 1 giugno

Dettagli

REGOLAMENTO GENERALE

REGOLAMENTO GENERALE Allegato A alla delibera n. 294 del 13/12/2005 REGOLAMENTO GENERALE ART. 1 Costituzione La Borsa Immobiliare dell Umbria, istituita con deliberazione della Giunta Camerale n. 719 del 25/11/1991 e successivi

Dettagli

RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEI SERVIZI E SULL ATTIVITÀ SVOLTA 2004.

RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEI SERVIZI E SULL ATTIVITÀ SVOLTA 2004. RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEI SERVIZI E SULL ATTIVITÀ SVOLTA 2004. Presentazione del Presidente dell Autorità. Roma, 6 luglio 2004. Orientamenti per l azione futura. Considerate la dinamica e la complessità

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE ALOI, VALENSISE, NANIA, LOSURDO, MARENGO, MARINO, PORCU, SIMEONE, MAZZOCCHI

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE ALOI, VALENSISE, NANIA, LOSURDO, MARENGO, MARINO, PORCU, SIMEONE, MAZZOCCHI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 1123 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI ALOI, VALENSISE, NANIA, LOSURDO, MARENGO, MARINO, PORCU, SIMEONE, MAZZOCCHI Istituzione dell

Dettagli

BORSA MERCI DI PARMA REGOLAMENTO PER LA RILEVAZIONE DEI PREZZI ALL INGROSSO

BORSA MERCI DI PARMA REGOLAMENTO PER LA RILEVAZIONE DEI PREZZI ALL INGROSSO CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DI PARMA BORSA MERCI DI PARMA REGOLAMENTO PER LA RILEVAZIONE DEI PREZZI ALL INGROSSO REGOLAMENTO PER LA RILEVAZIONE DEI PREZZI ALL INGROSSO DELLA

Dettagli

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. Il Ministro dello sviluppo economico. di concerto con

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. Il Ministro dello sviluppo economico. di concerto con Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali di concerto con Il Ministro dello sviluppo economico VISTO l articolo 17 della Legge 23 agosto 1988, n. 400, recante Disciplina dell'attività

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE CONSULENTI LAVORO REGOLAMENTO RECANTE LE DISPOSIZIONI SULLA FORMAZIONE CONTINUA PER I CONSULENTI DEL LAVORO

CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE CONSULENTI LAVORO REGOLAMENTO RECANTE LE DISPOSIZIONI SULLA FORMAZIONE CONTINUA PER I CONSULENTI DEL LAVORO CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE CONSULENTI LAVORO REGOLAMENTO RECANTE LE DISPOSIZIONI SULLA FORMAZIONE CONTINUA PER I CONSULENTI DEL LAVORO Approvato dal Consiglio Nazionale con Delibera n. 311 del 25 settembre

Dettagli

Art. 2 Requisiti per l ammissione e modalità di presentazione delle domande di ammissione

Art. 2 Requisiti per l ammissione e modalità di presentazione delle domande di ammissione REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DELLE PROVE D ESAME D IDONEITÀ PER L ISCRIZIONE AL RUOLO DI AGENTI DI AFFARI IN MEDIAZIONE Art. 1 Oggetto del Regolamento Il presente Regolamento disciplina le modalità per

Dettagli

STATUTO DELL ISTITUTO INTERNAZIONALE JACQUES MARITAIN *

STATUTO DELL ISTITUTO INTERNAZIONALE JACQUES MARITAIN * STATUTO DELL ISTITUTO INTERNAZIONALE JACQUES MARITAIN * Art. 1 È costituita l associazione culturale denominata Istituto Internazionale Jacques Maritain, con sede sociale a Roma. Art. 2 L Istituto non

Dettagli

1 La nuova revisione legale di Giorgio Gentili

1 La nuova revisione legale di Giorgio Gentili di Giorgio Gentili 1.1 Novità introdotte dal d.lgs. n. 39/2010 Il d.lgs. 27 gennaio 2010, n. 39, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 marzo 2010, n. 68, recepisce la direttiva n. 2006/43/Ce, relativa

Dettagli

A relazione dell'assessore Porchietto: Premesso che:

A relazione dell'assessore Porchietto: Premesso che: REGIONE PIEMONTE BU31 02/08/2012 Deliberazione della Giunta Regionale 12 luglio 2012, n. 33-4150 Nuova disciplina dei corsi di formazione professionale per Agente e Rappresentante di Commercio. Revoca

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 32 DEL 24-07-1995 REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA Disciplina e promozione dell'agricoltura biologica nel Friuli - Venezia Giulia

LEGGE REGIONALE N. 32 DEL 24-07-1995 REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA Disciplina e promozione dell'agricoltura biologica nel Friuli - Venezia Giulia LEGGE REGIONALE N. 32 DEL 24-07-1995 REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA Disciplina e promozione dell'agricoltura biologica nel Friuli - Venezia Giulia Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE FRIULI-VENEZIA

Dettagli

di concerto con VISTA la legge 18 giugno 1998, n. 192, recante "Disciplina della subfornitura nelle attività produttive"

di concerto con VISTA la legge 18 giugno 1998, n. 192, recante Disciplina della subfornitura nelle attività produttive Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali di concerto con Il Ministro dello sviluppo economico VISTO l articolo 17 della Legge 23 agosto 1988, n. 400, recante Disciplina dell'attività

Dettagli

Nufarm Italia S.r.l MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO. ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001

Nufarm Italia S.r.l MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO. ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001 Nufarm Italia S.r.l MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001 Il presente documento ha lo scopo di illustrare il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo adottato

Dettagli

DISCIPLINA DELL ASSETTO ISTITUZIONALE, ORGANIZZATIVO E GESTIONALE DEGLI IRCCS BURLO GAROFOLO DI TRIESTE E C.R.O. DI AVIANO

DISCIPLINA DELL ASSETTO ISTITUZIONALE, ORGANIZZATIVO E GESTIONALE DEGLI IRCCS BURLO GAROFOLO DI TRIESTE E C.R.O. DI AVIANO DISCIPLINA DELL ASSETTO ISTITUZIONALE, ORGANIZZATIVO E GESTIONALE DEGLI IRCCS BURLO GAROFOLO DI TRIESTE E C.R.O. DI AVIANO TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art.1 (Oggetto) 1. La presente legge riordina

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA

SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA N. 2378 DISEGNO DI LEGGE d iniziativa del senatore CICOLANI COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 3 LUGLIO 2003 Disciplina dell attività di trasporto di viaggiatori effettuato

Dettagli

Regolamento per la Valorizzazione dell attività scientifica ed il Trasferimento dei risultati

Regolamento per la Valorizzazione dell attività scientifica ed il Trasferimento dei risultati Regolamento per la Valorizzazione dell attività scientifica ed il Trasferimento dei risultati Premessa L Ateneo svolge attività di diffusione e promozione della ricerca scientifica sostenendo la partecipazione

Dettagli

Provincia di Prato REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI FINANZIAMENTI E BENEFICI ECONOMICI. Testo approvato con Deliberazione C.P. n.48 del 14.04.2004.

Provincia di Prato REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI FINANZIAMENTI E BENEFICI ECONOMICI. Testo approvato con Deliberazione C.P. n.48 del 14.04.2004. Provincia di Prato REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI FINANZIAMENTI E BENEFICI ECONOMICI Testo approvato con Deliberazione C.P. n.48 del 14.04.2004. 1 Indice PROVINCIA DI PRATO INDICE Art. 1 Oggetto del

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO PER IL PERSONALE COINVOLTO NELL ATTIVITA DI DISTRIBUZIONE E MISURA DEL GAS NATURALE. ACSM-AGAM Reti Gas Acqua S.r.l.

CODICE DI COMPORTAMENTO PER IL PERSONALE COINVOLTO NELL ATTIVITA DI DISTRIBUZIONE E MISURA DEL GAS NATURALE. ACSM-AGAM Reti Gas Acqua S.r.l. CODICE DI COMPORTAMENTO PER IL PERSONALE COINVOLTO NELL ATTIVITA DI DISTRIBUZIONE E MISURA DEL GAS NATURALE ACSM-AGAM Reti Gas Acqua S.r.l. Approvato dal CdA del 15 ottobre 2010 2 INDICE Preambolo...4

Dettagli

MODI DI FINANZIAMENTO DELL ECONOMIA

MODI DI FINANZIAMENTO DELL ECONOMIA MODI DI FINANZIAMENTO DELL ECONOMIA 1 OPERATORI FINANZIARI ATTIVI E PASSIVI Gli operatori finanziari possono essere divisi in quattro gruppi: Le famiglie; Le imprese; La pubblica amministrazione; il resto

Dettagli

AGENZIA PER IL TERZO SETTORE ATTO DI INDIRIZZO. ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329

AGENZIA PER IL TERZO SETTORE ATTO DI INDIRIZZO. ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329 AGENZIA PER IL TERZO SETTORE ATTO DI INDIRIZZO ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329 in relazione alla configurabilità di un Trust Onlus Approvato dalla Commissione

Dettagli

REGOLAMENTO COMITATO CONTROLLO, RISCHI, REMUNERAZIONE E NOMINE

REGOLAMENTO COMITATO CONTROLLO, RISCHI, REMUNERAZIONE E NOMINE REGOLAMENTO COMITATO CONTROLLO, RISCHI, REMUNERAZIONE E NOMINE 24 Luglio 2015 1 ARTICOLO 1 PREMESSA 1.1. Conto tenuto delle raccomandazioni contenute nel Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A.,

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO

CODICE DI COMPORTAMENTO CODICE DI COMPORTAMENTO Per il personale coinvolto nelle attività di distribuzione e misura del gas naturale Rev. 01 del 10.06.2015 Il presente Codice di Comportamento è stato elaborato per assicurare

Dettagli

IL MINISTRO DELL INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL ARTIGIANATO. di concerto con il MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA

IL MINISTRO DELL INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL ARTIGIANATO. di concerto con il MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA IL MINISTRO DELL INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL ARTIGIANATO di concerto con il MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA Visto l art. 32 del testo unico approvato con Regio Decreto 20 settembre 1934, n. 2011; Visto

Dettagli

IL CIPE. Deliberazione n. 36 del 15 giugno 2007

IL CIPE. Deliberazione n. 36 del 15 giugno 2007 Deliberazione n. 36 del 15 giugno 2007 DEFINIZIONE DEI CRITERI DI COFINANZIAMENTO PUBBLICO NAZIONALE DEGLI INTERVENTI SOCIO STRUTTURALI COMUNITARI PER IL PERIODO DI PROGRAMMAZIONE 2007-2013 IL CIPE VISTA

Dettagli

COMUNE DI RUFFANO REGOLAMENTO COMUNALE DELL UFFICIO CONTENZIOSO

COMUNE DI RUFFANO REGOLAMENTO COMUNALE DELL UFFICIO CONTENZIOSO COMUNE DI RUFFANO REGOLAMENTO COMUNALE DELL UFFICIO CONTENZIOSO Approvato con deliberazione di Giunta Comunale n. 232 del 24 /08/2006 Art. 1 Oggetto 1. Il presente Regolamento disciplina l ordinamento

Dettagli

C O M U N E D I N O N A N T O L A PROVINCIA DI MODENA

C O M U N E D I N O N A N T O L A PROVINCIA DI MODENA @II@ ALLEGATO ALLA DELIBERQZIONE C.C. N. 43 DEL 01.06.2006 REGOLAMENTO COMUNALE PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI, SUSSIDI E BENEFICI ECONOMICI AD ASSOCIAZIONI. Art. 1 Oggetto TITOLO I DISCIPLINA GENERALE.

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE RECANTE RATIFICA ED ESECUZIONE DELLA CONVENZIONE SULLA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI, N. 187, FATTA A GINEVRA IL 15 GIUGNO

DISEGNO DI LEGGE RECANTE RATIFICA ED ESECUZIONE DELLA CONVENZIONE SULLA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI, N. 187, FATTA A GINEVRA IL 15 GIUGNO DISEGNO DI LEGGE RECANTE RATIFICA ED ESECUZIONE DELLA CONVENZIONE SULLA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI, N. 155, FATTA A GINEVRA IL 22 GIUGNO 1981, E RELATIVO PROTOCOLLO, FATTO A GINEVRA IL 22 GIUGNO

Dettagli

Commissione Protocolli. Regola n. 21 Modifiche di società di persone e patti sociali

Commissione Protocolli. Regola n. 21 Modifiche di società di persone e patti sociali Commissione Protocolli Regola n. 21 Modifiche di società di persone e patti sociali Il notaio chiamato a stipulare un atto modificativo di società di persone è tenuto ad integrare, con la modifica approvata,

Dettagli

Linee guida sulla Formazione Continua

Linee guida sulla Formazione Continua Linee guida sulla Formazione Continua In applicazione del Regolamento adottato dal Consiglio Nazionale dell Ordine dei Periti Industriali e Periti Industriali Laureati, pubblicato sul bollettino ufficiale

Dettagli

CONSORZIO TORINO INFANZIA COOPERATIVA SOCIALE O.N.L.U.S.

CONSORZIO TORINO INFANZIA COOPERATIVA SOCIALE O.N.L.U.S. Pagina 1 di 6 CONSORZIO TORINO INFANZIA COOPERATIVA SOCIALE O.N.L.U.S. Sede Legale in Torino (TO), Corso Lombardia n. 115 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO Allegato 1 Codice Etico ai sensi

Dettagli

Promozione e riconoscimento dei distretti agroalimentari di qualità DAQ. Art. 1 (Finalità)

Promozione e riconoscimento dei distretti agroalimentari di qualità DAQ. Art. 1 (Finalità) Promozione e riconoscimento dei distretti agroalimentari di qualità DAQ Art. 1 (Finalità) 1. La presente legge disciplina le procedure di individuazione e di riconoscimento dei Distretti Agroalimentare

Dettagli

Avvertenza: il presente Regolamento è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Avvertenza: il presente Regolamento è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Avvertenza: il presente Regolamento è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Regolamento recante la disciplina dell adozione degli atti di natura normativa o di

Dettagli

ART. 1 OGGETTO ART. 2 COMPITI E FUNZIONI

ART. 1 OGGETTO ART. 2 COMPITI E FUNZIONI REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO LEGALE DI ATENEO (D.R. N. 293 DEL 8 MAGGIO 2013 COME MODIFICATO DAL D.R. N. 43 DEL 26 GENNAIO 2015) ART. 1 OGGETTO 1. Il presente regolamento disciplina il

Dettagli

Regolamento concernente la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. n. 626 del 19 settembre 1994 e del D.M. 363/98.

Regolamento concernente la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. n. 626 del 19 settembre 1994 e del D.M. 363/98. Regolamento concernente la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. n. 626 del 19 settembre 1994 e del D.M. 363/98. Art. 1 - Datore di lavoro 1. Il Rettore, quale Rappresentante legale

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA Deliberato dalla Giunta Comunale con atto n. 177 del 11.05.2001 Modificato ed integrato

Dettagli

La privatizzazione della Borsa e il nuovo quadro normativo

La privatizzazione della Borsa e il nuovo quadro normativo La Privatizzazione della Borsa e il nuovo Quadro normativo Il processo di riorganizzazione e sviluppo dei mercati finanziari avviato con la legge 1/1991 - relativa alla disciplina dell attività di intermediazione

Dettagli

CODICE ETICO 1. PREMESSA

CODICE ETICO 1. PREMESSA CODICE ETICO 1. PREMESSA 1.1.L Istituto Universitario di Studi Europei (di seguito l Istituto ) è un'associazione senza scopo di lucro che ha ottenuto dalla Regione Piemonte l'iscrizione nel registro regionale

Dettagli

Art. 1 Oggetto. Art. 2 Ambito di applicazione

Art. 1 Oggetto. Art. 2 Ambito di applicazione Regolamento per l affidamento degli appalti di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria, ai sensi dell articolo 238, comma 7 del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163.

Dettagli

CODICE TRASPARENZA PARQUET GRUPPO PAVIMENTI DI LEGNO

CODICE TRASPARENZA PARQUET GRUPPO PAVIMENTI DI LEGNO CODICE TRASPARENZA PARQUET GRUPPO PAVIMENTI DI LEGNO Premessa Nella vigenza di leggi e di norme tecniche che fissano limiti al di sotto dei quali le caratteristiche qualitative e tecniche dei prodotti

Dettagli

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. Il Ministro dello sviluppo economico. di concerto con

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. Il Ministro dello sviluppo economico. di concerto con Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali di concerto con Il Ministro dello sviluppo economico VISTO l articolo 17 della Legge 23 agosto 1988, n. 400, recante Disciplina dell'attività

Dettagli

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ex D.Lgs. 231/2001 CODICE ETICO. Revisione 11.12.2014 Pag. 1/8 Codice Etico

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ex D.Lgs. 231/2001 CODICE ETICO. Revisione 11.12.2014 Pag. 1/8 Codice Etico CODICE ETICO Revisione 11.12.2014 Pag. 1/8 Codice Etico Revisionato e approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 11.12.2014 INDICE PREMESSA pag. 04 1. Ambito di applicazione pag. 05 2. Valore contrattuale

Dettagli

DE LONGHI S.P.A. PROCEDURA PER LA COMUNICAZIONE AL MERCATO DELLE INFORMAZIONI PRIVILEGIATE

DE LONGHI S.P.A. PROCEDURA PER LA COMUNICAZIONE AL MERCATO DELLE INFORMAZIONI PRIVILEGIATE DE LONGHI S.P.A. PROCEDURA PER LA COMUNICAZIONE AL MERCATO DELLE INFORMAZIONI PRIVILEGIATE Approvata dal Consiglio di Amministrazione nella riunione del 27 marzo 2006 e successivamente modificata nella

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 20-07-2001 REGIONE BASILICATA

LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 20-07-2001 REGIONE BASILICATA LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 20-07-2001 REGIONE BASILICATA "PROMOZIONE DELL'ACCESSO AL LAVORO DELLE PERSONE DISABILI". Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE BASILICATA N. 49 del 24 luglio 2001 IL CONSIGLIO

Dettagli

la valutazione dei rischi nelle costruzioni edili

la valutazione dei rischi nelle costruzioni edili COMITATO PARITETICO TERRITORIALE DI TORINO E PROVINCIA la valutazione dei rischi nelle costruzioni edili MODELLI PER LA REDAZIONE DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI, PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA E

Dettagli

REGOLAMENTO DI GESTIONE DEL COMITATO ESECUTIVO. Art. 1 Finalità

REGOLAMENTO DI GESTIONE DEL COMITATO ESECUTIVO. Art. 1 Finalità REGOLAMENTO DI GESTIONE DEL COMITATO ESECUTIVO Art. 1 Finalità Il presente Regolamento ha per oggetto le norme di funzionamento del Comitato Esecutivo di Slow Food Italia. Art. 2 Il Comitato Esecutivo.

Dettagli

CITTÀ DI VITTORIO VENETO

CITTÀ DI VITTORIO VENETO CITTÀ DI VITTORIO VENETO VICTORIA NOBIS VITA REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI E SUGLI OBBLIGHI DI TRASPARENZA DEI TITOLARI DI CARICHE ELETTIVE E DI GOVERNO Approvato con delibera del Consiglio Comunale

Dettagli

Misure per la promozione della concorrenza nel mercato all ingrosso dell energia elettrica in Sardegna L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

Misure per la promozione della concorrenza nel mercato all ingrosso dell energia elettrica in Sardegna L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS Deliberazione 17 agosto 2009 - ARG/elt 115/09 Misure per la promozione della concorrenza nel mercato all ingrosso dell energia elettrica in Sardegna L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS Nella riunione

Dettagli

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/2001. Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/2001. Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO 1 01.00 PREMESSA Recordati è un gruppo farmaceutico europeo fondato nel 1926, quotato alla Borsa Italiana, che si dedica alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione

Dettagli

STATUTO DELLA FONDAZIONE. Articolo 1 Denominazione e Sede

STATUTO DELLA FONDAZIONE. Articolo 1 Denominazione e Sede STATUTO DELLA FONDAZIONE Articolo 1 Denominazione e Sede La Fondazione di interesse collettivo denominata Fondazione San Bortolo O.N.L.U.S. è costituita ai sensi dell art. 14 e seguenti del Codice Civile

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO

CODICE DI COMPORTAMENTO CODICE DI COMPORTAMENTO Per il personale coinvolto nelle attività di distribuzione dell energia elettrica e del gas naturale Rev. 03 del 21/12/2015 Il presente Codice di Comportamento è stato elaborato

Dettagli

ALLEGATO Dgr n. 1981 del 03/07/2007 pag. 1/5

ALLEGATO Dgr n. 1981 del 03/07/2007 pag. 1/5 giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATO Dgr n. 1981 del 03/07/2007 pag. 1/5 1. PREMESSA La Legge n. 40 del 2 aprile 2007 Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, recante

Dettagli

Allegato A al D.D.G. n 4186 /2014

Allegato A al D.D.G. n 4186 /2014 Allegato A al D.D.G. n 4186 /2014 REPUBBLICA ITALIANA REGIONE SICILIANA ASSESSORATO REGIONALE DELL'AGRICOLTURA, DELLO SVILUPPO RURALE E DELLA PESCA MEDITERRANEA - DIPARTIMENTO REGIONALE DELL'AGRICOLTURA

Dettagli

SERVIZIO TELEMATICO ENTRATEL - MODULO DI RICHIESTA

SERVIZIO TELEMATICO ENTRATEL - MODULO DI RICHIESTA SERVIZIO TELEMATICO ENTRATEL - MODULO DI RICHIESTA (di cui al Capo II del decreto dirigenziale 31 luglio 1998, utilizzabile dai soggetti di cui ai all art. 3, commi 2, 2-bis e 3 del decreto del Presidente

Dettagli

Circolare N.182 del 13 Dicembre 2013

Circolare N.182 del 13 Dicembre 2013 Circolare N.182 del 13 Dicembre 2013 Artigiani e agricoli. Quali sono gli adempimenti per vendere online Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che il Ministero dello Sviluppo ha fornito

Dettagli

Regolamento nazionale ANPI (in attuazione dell art. 5 comma 2 lettera f dello Statuto associativo)

Regolamento nazionale ANPI (in attuazione dell art. 5 comma 2 lettera f dello Statuto associativo) Regolamento nazionale ANPI (in attuazione dell art. 5 comma 2 lettera f dello Statuto associativo) Art. 1 L iscrizione 1. Tutti possono chiedere l iscrizione all ANPI, alle condizioni previste dallo Statuto

Dettagli

LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI

LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI Premesse e riferimenti normativi La valutazione del personale, che costituisce un processo centrale nell ambito del management pubblico, ha registrato negli

Dettagli

Codice Etico del Gruppo Poste Italiane

Codice Etico del Gruppo Poste Italiane Codice Etico del Gruppo Poste Italiane 28 settembre 2009 Approvato nell adunanza del 28 settembre 2009 del Consiglio di Amministrazione Indice 1. PREMESSA E OBIETTIVI............................. 2 2.

Dettagli

Linee di indirizzo per il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi

Linee di indirizzo per il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi 3 Linee di indirizzo per il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi 1. Premessa Il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi di Fiat S.p.A. (la Società ) costituisce elemento

Dettagli

AESA. Associazione Esperti in Scienze Amministrative STATUTO

AESA. Associazione Esperti in Scienze Amministrative STATUTO AESA Associazione Esperti in Scienze Amministrative STATUTO COSTITUZIONE - SEDE - DURATA Art. 1 E costituita l Associazione fra i diplomati della Scuola di Specializzazione in Studi sulla Amministrazione

Dettagli

RISOLUZIONE N. 230/E QUESITO

RISOLUZIONE N. 230/E QUESITO RISOLUZIONE N. 230/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 06 giugno 2008 OGGETTO: Interpello ai sensi dell articolo 11 della legge n. 212 del 2000 n. 954-173/2008 - Incentivi fiscali alle operazioni

Dettagli

Cooperativa Artigiana di Garanzia della Provincia di Trento Società cooperativa CONFIDI

Cooperativa Artigiana di Garanzia della Provincia di Trento Società cooperativa CONFIDI Cooperativa Artigiana di Garanzia della Provincia di Trento Società cooperativa CONFIDI Trento via Pietrastretta, 1 Telefono: 0461-431800 Fax: 0461-431810 e-mail: coop.garanzia@artigiani.tn.it REGOLAMENTO

Dettagli

STATUTO SOCIETÀ ITALIANA PER L ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE SIOI PALAZZETTO DI VENEZIA PIAZZA DI SAN MARCO 51 00186 ROMA

STATUTO SOCIETÀ ITALIANA PER L ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE SIOI PALAZZETTO DI VENEZIA PIAZZA DI SAN MARCO 51 00186 ROMA SOCIETÀ ITALIANA PER L ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE STATUTO SIOI PALAZZETTO DI VENEZIA PIAZZA DI SAN MARCO 51 00186 ROMA TEL. 06-6920781 FAX 06-6789102 sioi@sioi.org - WWW.SIOI.ORG STATUTO STATUTO DELLA

Dettagli

di Massimo Gabelli, Roberta De Pirro - Studio legale e tributario Morri Cornelli e Associati

di Massimo Gabelli, Roberta De Pirro - Studio legale e tributario Morri Cornelli e Associati 15 Febbraio 2013, ore 12:22 La circolare n. 5 di Assonime Consorzi per l internazionalizzazione: le regole per IVA e imposte dirette Il D.L. n. 83/2012 ha istituito la figura dei consorzi per l internazionalizzazione,

Dettagli

RISOLUZIONE.7/E QUESITO

RISOLUZIONE.7/E QUESITO RISOLUZIONE.7/E Direzione Centrale Normativa Roma, 7 febbraio 2013 OGGETTO: Consulenza giuridica - Esenzione da ritenute d acconto sulle provvigioni - Art. 25- bis, comma quinto, del DPR 29 settembre 1973,

Dettagli

Il Commissario Delegato per la Ricostruzione Presidente della Regione Abruzzo

Il Commissario Delegato per la Ricostruzione Presidente della Regione Abruzzo Il Commissario Delegato per la Ricostruzione Presidente della Regione Abruzzo DECRETO N. 12 (Disposizioni regolamentari per la costituzione dei consorzi obbligatori ai sensi dell art. 7 dell ordinanza

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE MATTIOLI, GARDIOL. Regolamentazione dell attività delle imprese di lavanderia e tintoria

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE MATTIOLI, GARDIOL. Regolamentazione dell attività delle imprese di lavanderia e tintoria Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 625 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI MATTIOLI, GARDIOL Regolamentazione dell attività delle imprese di lavanderia e tintoria Presentata

Dettagli

Consiglio regionale della Toscana

Consiglio regionale della Toscana Consiglio regionale della Toscana LEGGE REGIONALE N. 54/2008 (Atti del Consiglio) Norme in materia di sostegno alla innovazione delle attività professionali intellettuali. *************** Approvata dal

Dettagli

Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria Ufficio III Coordinamento USMAF. LA POLIZIA SANITARIA Dott. Virgilio COSTANZO

Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria Ufficio III Coordinamento USMAF. LA POLIZIA SANITARIA Dott. Virgilio COSTANZO Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria Ufficio III Coordinamento USMAF LA POLIZIA SANITARIA Dott. Virgilio COSTANZO UFFICIALI DI POLIZIA GIUDIZIARIA I Medici e il personale Tecnico addetto ai servizi

Dettagli

STATUTO. TITOLO 1 - Denominazione - Sede - Scopo

STATUTO. TITOLO 1 - Denominazione - Sede - Scopo STATUTO TITOLO 1 - Denominazione - Sede - Scopo Articolo 1 - E costituita l associazione senza fini di lucro denominata Information Systems Audit and Control Association (ISACA) Capitolo di Roma, con sede

Dettagli

SCHEMA DI REGOLAMENTO SULLE MODALITA DI ADESIONE ALLE FORME PENSIONISTICHE COMPLEMENTARI

SCHEMA DI REGOLAMENTO SULLE MODALITA DI ADESIONE ALLE FORME PENSIONISTICHE COMPLEMENTARI SCHEMA DI REGOLAMENTO SULLE MODALITA DI ADESIONE ALLE FORME PENSIONISTICHE COMPLEMENTARI Il presente documento, recante lo schema di Regolamento sulle modalità di adesione alle forme pensionistiche complementari,

Dettagli

Procedura per la gestione interna e la comunicazione all'esterno delle informazioni privilegiate

Procedura per la gestione interna e la comunicazione all'esterno delle informazioni privilegiate Procedura per la gestione interna e la comunicazione all'esterno delle informazioni privilegiate 1. FINALITA' DELLA PROCEDURA 1.1 La presente procedura contiene le disposizioni relative sia alla gestione

Dettagli

Sommario. Premessa. Parte I Regole di comportamento. Parte II. Modalità di attuazione. Sezione I - Rapporti con l esterno

Sommario. Premessa. Parte I Regole di comportamento. Parte II. Modalità di attuazione. Sezione I - Rapporti con l esterno CODICE ETICO AZIENDALE Approvato dal Consiglio di Amministrazione del 23 dicembre 2009 1 Sommario Premessa 1. 0.1 Obiettivi 2. 0.2 Adozione 3. 0.3 Diffusione 4. 0.4 Aggiornamento Parte I Regole di comportamento

Dettagli

4. Modello in tema di tutela della sicurezza sul lavoro

4. Modello in tema di tutela della sicurezza sul lavoro 4. Modello in tema di tutela della sicurezza sul lavoro 4.1 Previsioni del d.lgs. 81/2008 Il d.lgs. n. 81 del 9 aprile 2008 ha sostanzialmente innovato la legislazione in materia di sicurezza e salute

Dettagli

Statuto dell Associazione ABA Associazione per lo studio, la promozione e la pratica della negoziazione, della conciliazione e della mediazione

Statuto dell Associazione ABA Associazione per lo studio, la promozione e la pratica della negoziazione, della conciliazione e della mediazione Statuto dell Associazione ABA Associazione per lo studio, la promozione e la pratica della negoziazione, della conciliazione e della mediazione Art. 1 Costituzione 1.1 E' costituita l'associazione denominata

Dettagli

CONVENZIONE DI SERVIZIO DELLA CONSERVAZIONE DEI DOCUMENTI INFORMATICI RELATIVI AI SERVIZI DI tra

CONVENZIONE DI SERVIZIO DELLA CONSERVAZIONE DEI DOCUMENTI INFORMATICI RELATIVI AI SERVIZI DI tra COMUNE DI CUNEO SETTORE ELABORAZIONE DATI ED ATTIVITA PRODUTTIVE Via Roma 28, 12100 CUNEO CONVENZIONE DI SERVIZIO DELLA CONSERVAZIONE DEI DOCUMENTI INFORMATICI RELATIVI AI SERVIZI DI tra Il Comune di Cuneo,

Dettagli

REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA UNICO DEI PROGRAMMI OPERATIVI REGIONALI (POR) FESR E FSE PROGRAMMAZIONE 2014/2020

REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA UNICO DEI PROGRAMMI OPERATIVI REGIONALI (POR) FESR E FSE PROGRAMMAZIONE 2014/2020 REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA UNICO DEI PROGRAMMI OPERATIVI REGIONALI (POR) FESR E FSE PROGRAMMAZIONE 2014/2020 1 Il Comitato di Sorveglianza dei Programmi Operativi Regionali (POR)

Dettagli

STATUTO FONDO PARITETICO INTERPROFESSIONALE NAZIONALE PER LA FORMAZIONE CONTINUA

STATUTO FONDO PARITETICO INTERPROFESSIONALE NAZIONALE PER LA FORMAZIONE CONTINUA STATUTO FONDO PARITETICO INTERPROFESSIONALE NAZIONALE PER LA FORMAZIONE CONTINUA NELLE IMPRESE COOPERATIVE. Testo approvato dall Assemblea ordinaria del 9 giugno 2005 ART. 1 COSTITUZIONE Al fine di promuovere

Dettagli

PROVVEDIMENTO 2322 DEL 6 DICEMBRE 2004

PROVVEDIMENTO 2322 DEL 6 DICEMBRE 2004 PROVVEDIMENTO 2322 DEL 6 DICEMBRE 2004 Decreto legislativo 3 novembre 2003 n. 307, di attuazione delle direttive 2002/12 CE e 2002/13 CE, che modifica i decreti legislativi 17 marzo 1995 nn. 174 e 175

Dettagli

ATTO DI INDIRIZZO ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329

ATTO DI INDIRIZZO ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329 AGENZIA PER LE ONLUS ATTO DI INDIRIZZO ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329 in relazione alle partecipazione di controllo detenute da Onlus in enti societari aventi

Dettagli

IL DIRETTORIO DELLA BANCA D ITALIA

IL DIRETTORIO DELLA BANCA D ITALIA REGOLAMENTO DEL 18 LUGLIO 2014 Regolamento per l organizzazione e il funzionamento della Unità di Informazione Finanziaria per l Italia (UIF), ai sensi dell art. 6, comma 2, del d.lgs. 21 novembre 2007,

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI GENOVA DIPARTIMENTO GESTIONE E SVILUPPO RISORSE UMANE

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI GENOVA DIPARTIMENTO GESTIONE E SVILUPPO RISORSE UMANE UNIVERSITA DEGLI STUDI DI GENOVA DIPARTIMENTO GESTIONE E SVILUPPO RISORSE UMANE REGOLAMENTO PER L ACCESSO ALLA QUALIFICA DIRIGENZIALE E PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DIRIGENZIALI A TEMPO DETERMINATO

Dettagli

Meeting. Gli alimenti cultura del vivere

Meeting. Gli alimenti cultura del vivere Meeting Gli alimenti cultura del vivere Annibale Feroldi Direttore BMTI S.c.p.a. Nuove competenze professionali e nuovi modelli di vendita dei prodotti nei Paesi esteri 8 maggio 2015 PREMESSA SALUTI...

Dettagli

STATUTO DELLA FONDAZIONE TEATRO BESOSTRI. 1) Per iniziativa del Comune di Mede, è costituita la Fondazione Teatro Besostri.

STATUTO DELLA FONDAZIONE TEATRO BESOSTRI. 1) Per iniziativa del Comune di Mede, è costituita la Fondazione Teatro Besostri. Articolo 1 COSTITUZIONE SEDE STATUTO DELLA FONDAZIONE TEATRO BESOSTRI 1) Per iniziativa del Comune di Mede, è costituita la Fondazione Teatro Besostri. 2) La Fondazione ha sede in Mede, Piazza della Repubblica

Dettagli

Approvazione della Disciplina della partecipazione ai procedimenti di regolazione dell Autorità per l energia elettrica e il gas

Approvazione della Disciplina della partecipazione ai procedimenti di regolazione dell Autorità per l energia elettrica e il gas Deliberazione 30 ottobre 2009 - GOP 46/09 Approvazione della Disciplina della partecipazione ai procedimenti di regolazione dell Autorità per l energia elettrica e il gas L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA

Dettagli

Mediazione. Cos'è. Come fare

Mediazione. Cos'è. Come fare UFFICIO ARBITRATO E CONCILIAZIONE VADEMECUM STRUMENTI DI GIUSTIZIA ALTERNATIVA AMMINISTRATI DALLA C.C.I.A.A. DI BOLOGNA Mediazione Cos'è La Mediazione è il modo più semplice, rapido ed economico per risolvere

Dettagli

COMUNE DI SANT ILARIO D ENZA (Provincia di Reggio Emilia) REGOLAMENTO DEL SERVIZIO INTERCOMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE

COMUNE DI SANT ILARIO D ENZA (Provincia di Reggio Emilia) REGOLAMENTO DEL SERVIZIO INTERCOMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE COMUNE DI SANT ILARIO D ENZA (Provincia di Reggio Emilia) REGOLAMENTO DEL SERVIZIO INTERCOMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE Approvato con deliberazione del Consiglio comunale n 65 del 29 novembre 2004 pubblicata

Dettagli

Regione Liguria Azienda Sanitaria Locale n. 4 Chiavarese

Regione Liguria Azienda Sanitaria Locale n. 4 Chiavarese Regione Liguria Azienda Sanitaria Locale n. 4 Chiavarese REGOLAMENTO DELLE INCOMPATIBILITA E DEGLI INCARICHI RETRIBUITI DEL PERSONALE DIPENDENTE DEL COMPARTO Art. 1 - Fonte normativa finalità 1. Il presente

Dettagli