Quali e quante società quotate alla

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1 Economia A sud del Mediterraneo L Italia ha bisogno di attrarre capitali stranieri. Tra le opportunità vi sono le istituzioni finanziarie islamiche, che però obbediscono a regole diverse dalle banche convenzionali. È tempo di conoscere meglio caratteristiche e limiti del sistema finanziario regolato dalla Sharia di Ugo Bertone ( ( In tempi di credit crunch, anche il mondo islamico merita più considerazione come interlocutore finanziario Quali e quante società quotate alla Borsa di Milano potrebbero esser comprate da un fondo di investimento che risponde ai criteri della finanza islamica? Un gruppo di lavoro dell Ai - af, l associazione italiana degli analisti fi - nanziari, ha cercato di dare una risposta al - le domande selezionando, in un arco temporale che va dal 2002 al 2012, le aziende italiane quotate che rientrano nella Sha - ria compliance. Il risultato è un paniere di titoli di Borsa Italiana che raggiunge cir - ca il 16 per cento dell intero listino. Un nu mero non molto alto, cosa che in effetti non stupisce visto il ricorso storicamente elevato alla leva finanziaria da parte delle società italiane, ma non accettata dalle nor me islamiche. Ma, prima di entrare nel merito, è forse utile rispondere a questo: a quali criteri deve sottostare una società per essere considerata politically correct ai sensi del la Sharia (in arabo «legge»), e che sacrifici si chiedono a un azienda per rispettarne i dettami? La finanza islamica, in sintesi, è il risultato di una serie di concetti morali, etici, di governance, limitativi ma non vincolanti ai fini dell attività di ban - ca, che rimane nelle forme e negli strumenti, perfettamente legale e del tutto uguale a quella tradizionale. La differenza fondamentale è che i principi della Sharia, fon- Settembre/Ottobre OUTLOOK 25

2 Economia A sud del Mediterraneo Focus Per saperne di più Le istituzioni finanziarie islamiche sono presenti in 65 Paesi con asset oggi stimati per oltre un miliardo di dollari e tassi di crescita intorno al per cento negli ultimi anni. Si contano circa 350 istituzioni bancarie, 500 fondi d investimento e 100 emittenti di sukuk (certificati, l equivalente delle nostre obbligazioni, comprese quelle pubbliche). Le società assicuratrici (takaful) sono un ottantina. I principali operatori si distinguono in due tipologie. Di natura bancaria: Islamic Commercial Banks (retail); Islamic Investment Banks (principalmente di natura wholesale); Islamic Subsidiaries (principalmente di grandi grup pi multinazionali come Citibank, Hsbc, Ubs); Islamic Win - dows (alternativa all apertura di sussidiarie). Di natura non bancaria: Ta kaful Companies; Asset Management Companies; Islamic In vest - ment Funds. In genere il dato dimensionale sinora ha fatto riferimento ad operatori di piccole dimensioni e di nicchia con bassa diversificazione geografica. Nei Paesi musulmani si va da sistemi finanziari totalmente islamizzati (Iran, Sudan) a sistemi misti (finanza islamica e convenzionale) sia con regolamentazioni ad hoc (Malesia, Bahrein) sia in assenza di formale regolamentazione (Arabia Saudita). Nei Paesi occidentali sono presenti strutture ad hoc di banche convenzionali: Regno Unito (Hsbc, Standard Chartered) Francia (Bnp Paribas) Svizzera (Ubs) Olanda (Anb Amro) Usa (Citigroup). La finanza islamica sta esprimendo le massime potenzialità in termini di crescita e redditività nei sistemi bancari misti dove l operatività trae stimolo dalla presenza di banche convenzionali e da consolidamenti dimensionali. È il caso della Malesia, degli Emirati Arabi Uniti ma an - che dell Inghilterra. La Malesia è per esempio. la sede della Islamic Fi - nancial Service Board, istituzione che definisce i criteri prudenziali e di stabilità finanziaria e dove è stato sviluppato il primo mercato interbancario islamico. Le potenzialità di sviluppo di un mercato retail sono par ticolarmente interessanti in Europa, dove alcuni Paesi (tra cui l Italia) so no oggetto di flussi migratori crescenti di popolazioni musulmane che tendono a stabilizzarsi (in alcune realtà come Regno Unito e Fran cia siamo già alla terza generazione). Questa prospettiva è all attenzione degli organismi di regolamentazione in Germania, Olanda, Francia. Ma sinora è stata soprattutto l Inghilterra a cogliere il carattere innovativo del fenomeno e a predisporre le necessarie variazioni alla normativa per far rientrare la finanza islamica nell alveo della normativa fi nanziaria generale (in Malesia invece è stata predisposta una normativa ad hoc). data sul Corano, sono del tutto essenziali e indispensabili per una banca islamica. «La finanza islamica», spiega Enrico Giustiniani, coordinatore della ricerca, «è un modo di fare finanza, perfettamente legale e am piamente diffuso specie nei Paesi dove è prevalente la religione islamica, senza l uso degli interessi (ribà), proibiti dall Islam. Il risparmiatore e il creditore partecipano al rischio d impresa, condividendo con la banca utili e perdite. Gli altri aspetti peculiari sono: il divieto di pratiche economiche che implicano incertezza o ambiguità (gharar), il divieto di speculazione (maisir), il divieto di investire in attività proi - bite dal Corano (haram), come attività bancarie convenzionali legate a interessi, alcool, tabacco, gioco d az - zardo, scommesse, società di biotecnologia coinvolte nell ingegneria genetica umana o animale, produzione di armi, assicurazioni sulla vita, produzione, lavorazione e ogni altra attività riguardante i suini». La selezione delle aziende quotate in Borsa compa tibili con la finanza islamica, individuata dopo al cune ponderazioni curate da Daniele Cappellini (uno degli autori della ricerca, coordinata da Enrico Giustiniani, assieme a Giancarlo Brugnani, Diego Riccardi, Tatiana Eifrig, Alessandra Tami e Giuseppe Rocca) ha un aspetto assai diverso dal paniere Ftse Mib, da sempre dominato dalle banche, energia e le Un po in tutta Europa le banche si sono mosse verso la finanza islamica. A cominciare dal Regno Unito, dove il volume delle attività era di 509 miliardi di dollari nel 2006 e ha raggiunto i miliardi a fine L obiettivo per l Italia potrebbe essere non tanto «fare» finanza islamica ma far emergere le realtà italiane che soddisfino i requisiti per diventare buone possibilità di investimento per le istituzioni islamiche alla ricerca di buone opportunità u tility. In particolare, a fine 2012 la squadra risultava composta da: Acotel Group, B&C Speakers, Boni fi - che Ferraresi, Cembre, Diasorin, Eni (fino al 2008), Ge ox, L Espresso, Luxottica, Marcolin, Mediaset, Ni - ce, Parmalat, Recordati, Retelit, Sabaf, Saes Getters, Saipem. Save, Società Aeroporto Toscano, Sorin, Te - naris, Tod s eyoox. Insomma, oltre a includere aziende con un bassissimo indebitamento, l indice ha favorito titoli a bassa capitalizzazione rispetto alle midcap e blue chip, con un particolare accento sui settori dell eccellenza italiana: un alta percentuale è costituita da aziende operanti nei settori della moda e del lusso, il così detto made in Italy (Geox, Tod s, Lu xot - tica, Marcolin, Recordati, e fino al 2011 anche Bul ga - ri). Sono presenti inoltre le società che gestiscono gli ae roporti di due delle principali città turistiche ita- In Europa la popolazione musulmana tocca i 13 milioni. In Italia i musulmani erano oltre nel 2008, si calcola saranno 1,3 milioni nel 2015 Banche islamiche nel mondo: 350 di cui 26 in Europa, nessuna in Italia Tasso di crescita delle attività della finanza islamica: per cento annuo Tasso di crescita dei ricavi dell Islamic Retail Banking negli ultimi cinque anni: 44 per cento annuo Stime dell Islamic Banking in Italia nel 2015: raccolta per 4,5 miliardi di euro, ricavi per 170 milioni di euro Una delle sale della Karachi Stock Exchange. Karachi è la capitale economica e finanziaria del Pakistan, dove hanno sede molte delle maggiori banche e istituzioni finanziarie del Paese liane: Venezia (Save) e Firenze (Adf). In poche parole, il portafoglio è rappresentato in larga parte da aziende marcatamente rappresentative dei prodotti italiani ad eccezione forse del settore food & drinks, escluso soprattutto per effetto della proibizione islamica degli alcolici. È la conferma che il mondo islamico, oltre a rappresentare da sempre un potenziale mercato di espan - sione per le nostre imprese, è anche un interlocutore fi nanziario che dovrebbe meritare, ai tempi del credit crunch, più considerazione. Per questo il paper del l Ai - af dedicato alla creazione di «Un rating islamico per le società italiane», non nasce da un obiettivo accademico bensì vuole essere un contributo pratico per au - mentare l appeal del nostro listino azionario (o più in generale delle imprese di casa nostra) che stenta a trovare interlocutori solidi, ma con un orizzonte di più lungo termine rispetto ai private equity anglosassoni. Sono almeno tre, del resto, i motivi per cui l a - zienda Italia dovrebbe prestare maggiore attenzione al mondo della Sharia. Il primo è l intensità degli scambi: l Italia è da sem - pre proiettata verso il Nord Africa e il Medio Oriente, i cui Paesi rappresentano nell interscambio commerciale una quota significativa della nostra bilancia dei pagamenti. Quella di supportare il nostro export, e in particolare quello delle piccole-medie imprese ancora poco internazionalizzate, è un esigenza cui hanno cer - cato di fare fronte Sace, Simest e la Cassa depositi e prestiti che proprio alla fine del 2012 ha firmato con la Qatar Holding Llc, tramite il Fondo strategico italiano Spa, una joint venture (IQ Made in Italy Ven - 26 OUTLOOK - Settembre/Ottobre 2013 Settembre/Ottobre OUTLOOK 27

3 Economia A sud del Mediterraneo Prospettive Questioni irrisolte o sviluppo della finanza islamica, specie nei sistemi misti, sconta una serie di questioni ancora irrisolte che ne limitano la diffusione. Innanzitutto è necessario operare un cambiamento culturale nella logica dei Paesi recipienti che veda tale mercato come un opportunità di innovazione (sostanzialmente l approccio inglese) e non come un rischio alla stabilità. D altro canto la finanza islamica presenta alcune peculiarità che richiedono un attenta considerazione sul piano normativo (rischi operativi-legali) e di corporate governance. Questo perché si tratta di un tipo di finanza caratterizzata da una maggiore incidenza dei rischi di impresa rispetto a quelli classici di credito: all interno dei rischi di mercato il rischio di interesse diventa irrilevante (quantomeno direttamente) mentre assume maggiore peso quello legato al L PRODUCIAMO IMBALLAGGI CON LEGNO PROVENIENTE DA FORESTE GESTITE IN MODO RESPONSABILE. Associazione italiana degli analisti finanziari ha selezionato, tra il 2002 e il 2012, le aziende italiane quotate che rientrano nella Sharia compliance. Il paniere di titoli raggiunge circa il 16 per cento del listino. Il portafoglio è rappresentato in larga parte da aziende importanti del made in Italy, tranne che per il settore alimentare, che sconta la proibizione islamica per gli alcolici e alcuni cibi ture) per investire in aziende italiane leader. Ma a questa attività non ha finora corrisposto un analogo sviluppo dell attenzione della finanza islamica, che pure ha trovato terreno fertile nel Regno Unito. Il secondo motivo è la scoperta di un nuovo bacino di utenti. Attualmente la maggior parte dei musulmani europei gestisce le proprie attività finanziarie attraverso le banche convenzionali, anche perché i principali fornitori di servizi finanziari islamici non sono presenti nel mercato al dettaglio. La maggioranza si serve di grandi istituzioni anziché utilizzare L prezzo delle commodity o di attività immobiliari, per il fatto che le banche islamiche tendono ad avere nel proprio attivo un ammontare relativamente superiore di attività reali; i potenziali vantaggi in termini di profittabilità vanno a scapito di maggiori rischi di liquidità per motivi endogeni (caratteristiche degli impieghi) ed esogeni (struttura del mercato). Di riflesso, gli organismi multilaterali islamici, Accounting and Auditing Association for Islamic Financial Institutions (Aaoifi) stanno svolgendo una consistente attività di «institution building» volta a fornire maggiori certezze al mercato attraverso la standardizzazione dei contratti, lo sviluppo di mercati interbancari, il contenimento dei problemi di «legal enforceability» e anche di disomogenea interpretazione da parte degli Sharia board. Pan European Forest Certification UTILIZZANDO GLI IMBALLAGGI CHIMAR, PROTEGGETE I VOSTRI PRODOTTI E L AMBIENTE. CHIMAR SpA Via Archimede, Limidi di Soliera (Mo) tel. (+39) fax (+39) INDUSTRIE IMBALLAGGI MODENA PACKAGING SOLUTNS BOLOGNA MODENA MILANO VICENZA Membri della Camera di Commercio di Riyad, capitale e principale centro economico dell'arabia Saudita, votano per il rinnovo della presidenza dell ente

4 Economia A sud del Mediterraneo I l sistema finanziario islamico è l insieme di istituti giuridici, strumenti finanziari e imprese conformi ai dettami e alle tradizioni della Sharia. La finanza islamica si fonda sui precetti giuridici influenzati dalla religione, tra i quali il divieto di pagamento degli interessi e il divieto di speculazioni e incertezze nei contratti piccole banche e solo pochi utilizzano le filiali europee delle banche islamiche. Ma un po in tutta Europa le banche si sono mosse nei confronti di un segmento di mercato nuovo e potenzialmente assai interessante. In Italia, a dire il vero, per ora si è mosso ben poco. Anche se ci sono stati numerosi convegni per lo più incentrati sulle possibilità normative e di vigilanza bancaria di aprire uno sportello islamico nel nostro Paese. Un dibattito che ha comunque avuto tiepidi riscontri dal mondo bancario italiano, a differenza che in Francia, Inghilterra e Germania, cosa comprensibile perché il Belpaese, a differenza delle realtà citate, vanta una comunità di immigrati musulmani di prima generazione, per lo più con bassi livelli di reddito che esprimono una domanda rivolta essenzialmente a servizi di base non finanziari come le rimesse e gli strumenti di pagamento. Infine, da non dimenticare l importanza dell opportunità di attrarre investimenti. Come suggeriscono gli autori, è legittimo pensare che «la finanza islamica possa essere invece un efficace mezzo per poter attirare gli investimenti islamici in Italia». Non è una partita di poco conto, se si pensa che, secondo le stime dello United Kingdom Islamic Finance Secretariat, il volume delle attività in Gran Bretagna era di 509 miliardi di dollari nel 2006 e ha raggiunto i miliardi a fine In questa cornice, dunque, l obiettivo non è «fare» finanza islamica in Italia, ma piuttosto far emergere le realtà italiane che soddisfino i Operatori controllano l indice della Borsa Saudita di Riyad GRUPPO CMS opera dal 1975 nel comparto meccanico fornendo ai propri Clienti lavorazioni, componenti e prodotti finiti. Dal 2012 alle sei aziende del Gruppo si aggiunge CMS CHINA con sede a Wujiang. La collaborazione con aziende leader nel proprio settore ha fatto del GRUPPO CMS il partner per progettare, costruire e montare gruppi meccanici su specifica del Cliente. Dalla fase di ideazione alla progettazione, dalla ingegnerizzazione alle lavorazioni meccaniche, dall assemblaggio al collaudo: questa è l attività del Gruppo, orientato alla soddisfazione del cliente, organizzato per processi e dotato di certificazioni di qualità sia dal punto di vista del processo produttivo che da quello ambientale e sociale. Fare meccanica... dall idea al prodotto finito restrittivi requisiti tali da rappresentare delle possibilità di investimento per le istituzioni islamiche (fondi sovrani, banche, Sgr e altri) alla ricerca di buone opportunità. Tornando all elenco delle imprese italiane quotate in Borsa ricavato applicando al listino i fondamenti della finanza islamica, ne risulta un portafoglio che ha registrato nel medio termine un risultato lusinghiero: il 40 per cento in più rispetto al benchmark di riferimento, cosa che non stupisce vista la propensione dei fondi islamici a investire in società poco indebitate, cosa che rende la selezione interessante anche per quegli investitori di medio-lungo termine che cercano un investimento azionario non particolarmente rischioso, come la clientela istituzionale o quasi-istituzionale (fondi pensione, fondazioni). Ma l aspetto più interessante, dal punto di vista delle imprese, riguarda le caratteristiche che deve presentare un offerta adeguata a sollevare l attenzione dei possibili investitori. Da un punto di vista qualitativo, infatti, dai risultati della ricerca emerge che, anche se l industria Italiana è stata duramente colpita dalla crisi, ha ancora un grande potenziale di crescita e che le eccellenze italiane possano rappresentare un importante opportunità per i fondi islamici attualmente totalmente trascurata, rappresentando anche un importante elemento di stimolo e di crescita per la ripresa del nostro sistema produttivo. Per una società italiana essere inserita in un indice islamico e superare il difficile esame di «compati-

5 Economia bilità Sharatica», oltre a dare la potenziale possibilità di accedere a un mercato enorme come quello islamico, potrebbe essere l occasione per un apertura e una capacità di dialogo verso una diversa cultura, e un ulteriore «biglietto da visita» per gli investitori osservanti che vorrebbero investire in Italia. D altro canto, avvicinarsi alle modalità di investimento islamiche, può rappresentare anche un ottima oppor tunità per quelle società, attualmente più indebitate e di fatto escluse dal paniere, che siano presenti sui mercati mediorientali e che cerchino investitori esteri per ridurre poi il proprio indebitamento o formare joint venture con essi. O per sviluppare la ricerca. È il caso, per esempio, dell industria farmaceutica, a proposito della quale, nota Alessandra Tami, professore associato di Bilancio e analisi economico-finanziaria all Università Milano Bicocca, «non si può non rilevare la necessità di poter contare su risorse adeguate che non possono non derivare dal capitale di rischio nelle diverse forme che possono arrivare alle aziende. Compresi i fondi etici e quelli islamici, possibile alternativa coerente con la mission dell impresa e le aspettative degli investitori». Per finire, un accenno alla madre di tutte le questioni: il debito pubblico italiano. Con alcuni accorgimenti legislativi, suggerisce il paper, il Tesoro potrebbe diversificare i propri strumenti di debito con l emissione di obbligazioni islamiche (sukuk), un mercato fortemente liquido (nell ordine dei 200 miliardi di euro) alimentato soprattutto dai Paesi del Golfo, ma afflitto dalla scarsità di emittenti e dall assenza di Paesi Ue. Può essere una buona idea quella di muoversi, una volta tanto, per primi, anche perché i precetti della Sharia sono più che compatibili e coerenti con la necessità di rilanciare la crescita e ridurre in maniera significativa la massa del debito pubblico. La finanza islamica può essere un alleato prezioso per raggiungere due obiettivi: il finanziamento di opere pubbliche e le cartolarizzazioni del patrimonio immobiliare pubblico. Una volta tanto, insomma, un po di reattività finanziaria non guasterebbe. I principali obiettivi di apprendimento professionali Migliorare la competenza linguistica richiesta dal proprio ruolo aziendale: Role-building Where language works for YOU and YOUR company RUOLO Consulenza e formazione linguistica di Migliorare la capacità di comunicare per creare e mantenere rapporti sociali: Relationship-building PERSONA Migliorare l immagine di sè nel presentare e parlare in pubblico: Image-building LEADER I prossimi appuntamenti: un invito per un aperitivo speciale, un opportunità per conoscersi e socializzare in inglese! The English Movie: per chi ama il cinema in lingua originale e per commentare il film, in inglese! LanguageWorks consulenza e formazione linguistica per utilizzo professionale Nuova Didactica - LanguageWorks c.so Cavour 56, Modena Orianna RAGGLI Cell

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