Aspetti normativi, assicurativi e fiscali per l attività delle fattorie didattiche

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1 Aspetti normativi, assicurativi e fiscali per l attività delle fattorie didattiche

2 La legge di orientamento Le norme contenute nel dlgs n. 228/2001, noto come legge di orientamento agricola, attribuisce alla fornitura di beni servizi a terzi da parte dell azienda agricola una dignità civilistica di attività agricola connessa.

3 La legge di orientamento Nuova definizione di imprenditore agricolo Art.1 E imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali e attività connesse. Per coltivazione del fondo, per silvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attività volte alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine. Si intendono comunque connesse le attività, esercitate dall imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall allevamento degli animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi, mediante l utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell azienda normalmente impiegate nell attività agricola esercitata, ivi comprese quelle di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge.

4 Attività Agricole (Art Del Codice Civile) A) coltivazione del fondo, silvicoltura; b) Allevamento di animali; c) Attività connesse: 1. Manipolazione, conservazione, trasformazione, valorizzazione e commercializzazione di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall allevamento di animali; 2. Fornitura di beni e servizi utilizzando prevalentemente attrezzature e risorse normalmente impiegate nell attività agricola.

5 La legge di orientamento Attività agrituristiche Art. 3 Rientrano fra le attività agrituristiche, ancorché svolte all esterno dei beni fondiari nella disponibilità dell impresa, l organizzazione di attività ricreative, colturali e didattiche, di pratica sportiva, escursionistiche e di ippo-turismo finalizzate ad una migliore fruizione e conoscenza del territorio, nonché la degustazione dei prodotti aziendali, ivi inclusa la mescita di vino

6 PAROLE CHIAVE Attività connesse: (art. 1 DLgs 228/2001) le attività connesse, purchè esercitate dal medesimo imprenditore: manipolazione, conservazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti agricoli, dei prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione dei fondi de bosco o dall allevamento degli animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi, mediante l utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell azienda normalmente impiegate nell attività agricola esercitata, ivi comprese quelle di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla Legge.

7 Precisazione: le attività connesse non devono per dimensione, organizzazione di capitali e risorse umane configurarsi come attività prevalenti, quindi le attività connesse, devono rimanere in ogni caso attività accessorie e strumentali all attività agricola che deve rimanere la principale.

8 attività connessa fornitura a terzi di beni e servizi.. = sono attività che deve svolgere direttamente l imprenditore agricolo, utilizzando prevalentemente attrezzature o risorse dell azienda normalmente impiegate nell attività agricola principale. Per normale si intende l impiego in via continuativa e sistematica delle attrezzature nell attività principale; non può essere considerato normale l impiego occasionale e sporadico nell attività agricola principale di attrezzature che, invece, sono impiegate con cadenza di continuità e sistematicità al di fuori dell attività di coltivazione del fondo, del bosco o di allevamento.

9 attività connessa fornitura a terzi di beni e servizi... L attività di fornitura di beni o servizi da parte dell imprenditore agricolo non deve assumere per dimensione, organizzazione di capitali e risorse umane, la connotazione di attività principale; in tale senso le attrezzature agricole non devono impiegate nell attività connessa in misura prevalente.

10 Legge finanziaria 2004 Disposizioni agricole rendono operativa fiscalmente la legge di orientamento Modifica del alcune disposizioni del D.P.R n.917 testo unico delle imposte sui redditi Modifica dell art. 22 comma c) è così sostituito: le attività di cui al III comma dell art del C.C., dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione, ancorchè non svolte sul terreno, di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall allevamento di animali, con riferimento ai beni individuati, ogni due anni e tenuto conto dei criteri di cui al comma 1 (formazione del reddito agrario), con decreto del Min. dell economia e delle finanze su proposta del Min. politiche agricole e forestali.

11 Legge finanziaria 2004 Viene inserito un nuovo articolo il 78-bis Comma 3: Per attività dirette alla fornitura di servizi di cui al III comma dell art C.C., il reddito è determinato applicando all ammontare dei corispettivi delle operazioni registrate o soggette a registrazione agli effetti dell IVA, conseguiti con tale attività, il coefficiente di redditività del 25%.

12 Legge finanziaria 2004 Modifica del alcune disposizioni del D.P.R n.633 testo unico delle imposte valore aggiunto I.V.A. E inserito un nuovo articolo: art. 34-bis (attività agricole connesse) Per le attività dirette alla produzione di beni ed alla fornitura di servizi di cui al III comma dell art del C.C., l imposta sul valore aggiunto è determinata riducendo l imposta relativa alle operazioni imponibili in misura pari al 50% del suo ammontare, a titolo di detrazione forfettaria dell imposta afferente agli acquisti ed alle importazioni.

13 Attività connesse di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ricezione ed ospitalità LE FATTORIE DIDATTICHE La Comunità europea ha incoraggiato lo sviluppo di attività di servizio e didattiche all interno delle aziende agricole attraverso l applicazione dell articolo 33 del regolamento Ce n. 1257/99 a sostegno dello sviluppo rurale.

14 Attività di servizio didattico Nelle fattorie didattiche è possibile apprendere l educazione alimentare collegata alle produzioni tipiche, alla genuinità e all identità territoriale delle aree rurali, oltre a conoscere la campagna con i suoi ritmi, l alternanza delle stagioni e la fatica che il rapporto tra uomo e natura racchiude.

15 Alcune fattorie didattiche hanno allestito locali e spazi con funzione illustrativa delle attività agricole e zootecniche, degli aspetti della vita rurale, della storia locale, con l impiego di supporti visivi, cartelloni, fotografie e poster. L attività didattica rappresenta quindi un occasione offerta agli agricoltori per promuovere la propria azienda, beneficiando altresì di una interessante integrazione al reddito agricolo, derivante dalla vendita diretta dei prodotti e dall incasso della visita.

16 Imprenditori agricoli agrituristi. Sulla base dell inquadramento civilistico ed ora fiscale, appare evidente come sia del tutto naturale ricondurre le iniziative didattiche nell alveo di un normale esercizio agrituristico già autorizzato. Qualora l agriturista sia in possesso di iscrizione all albo regionale nel quale non sia fatta menzione di attività didattica, dovrà verificare la necessità di dotarsi di specifica integrazione o estensione della propria posizione, contattando il competente Servizio provinciale agricoltura e alimentazione.

17 Aliquote I.V.A. 20% Aliquota del 20% - a questa aliquota devono essere assoggettate tutte le altre prestazioni che l attività agrituristica può offrire, quali ad esempio, attività o manifestazioni sportivo-ricreative, culturali e ippoturismo, oppure prestazioni svolte dalle Fattorie Didattiche che non abbiano i requisiti per essere considerate esenti, etc.

18 Aliquote I.V.A. Esenzione Attività didattica: Esente I.V.A. l esenzione dall IVA è prevista dell articolo 10 primo comma n. 20, del D.P.R. 633/72, e l applicazione è limitata alle prestazioni effettuate dalle Fattorie Didattiche. Affinché possa essere applicata l esenzione è necessario che la Fattoria Didattica sia autorizzata dalla Regione e conseguentemente inserita nell Elenco Regionale delle Fattorie Didattiche pubblicato sul B.U.R.L.

19 Regime forfettario Inprese individuali Imposte dirette Ricavi x 25% = REDDITO I.V.A. Società di persone (possono rinunciare a favore del regime ordinario) IVA su vendite x 50% = IVA da versare

20 Regime ordinario Imposte dirette Ricavi-costi= REDDITO I.V.A. Per opzione Inprese individuali, Società di persone Per obbligo: le società di capitali IVA su vendite IVA su acquisti = IVA da versare

21 Imprenditori agricoli non agrituristi. Sulla base dell inquadramento civilistico ed ora fiscale, appare evidente come sia del tutto naturale ricondurre le iniziative didattiche nell alveo delle attività connesse di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, usufruire dei vantaggi stabiliti dalla legge finanziaria 2004.

22 IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO FORNITURA DI SERVIZI LA DETRAZIONE DELL IVA E STABILITA NELLA MISURA DEL 50% PER:

23 La sicurezza in azienda analisi dei rischi e loro prevenzione

24 L azienda agricola è un luogo di lavoro ove devono attuarsi le misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro Regole generali per la sicurezza di un percorso didattico in fattoria assicurare la stabilità degli edifici; disporre di locali sicuri, al coperto e attrezzati per il pranzo e lo svolgimento delle attività; essere dotata di servizi igienici adeguati al numero dei visitatori; avere gli impianti elettrici progettati e realizzati secondo le norme di sicurezza vigenti e essere in possesso della relativa dichiarazione di conformità rilasciata solo da ditte abilitate; garantire la regolare manutenzione dell impianto gas e della caldaia; dotarsi di estintori a norma; avere spazi delimitati dove gli ospiti possano giocare e/o consumare la merenda in completa sicurezza; tenere al di fuori della portata degli ospiti materiale nocivo e tossico e quanto altro possa costituire pericolo.

25 predisporre e mantenere la segnaletica destinata a trasmettere messaggi di sicurezza; circoscrivere le zone pericolose in azienda e delimitare le aree non accessibili con una adeguata segnaletica; creare una viabilità interna adeguata e sicura per consentire l accesso alle strutture dell azienda e ai campi coltivati; assicurare che non esista alcun rischio di zoonosi all interno dell azienda; assicurare la pulizia e la cura degli spazi adibiti all uso didattico considerando comunque che un azienda agricola è un luogo di lavoro a stretto contatto con la terra e gli animali; non somministrare prodotti alimentari se non autorizzati; predisporre una cassetta di pronto soccorso dotata di farmaci di primo intervento.

26 Definizione del percorso didattico

27 ANALISI DEL RISCHIO E DEFINIZIONE DELLE SOLUZIONI L analisi e la descrizione del percorso didattico in azienda consente di individuare le criticità su cui intervenire per ridurre il rischio di infortunio. Gli interventi prioritari per prevenire in modo significativo eventuali infortuni sono i seguenti: Macchine: Tutti gli organi in movimento (alberi cardanici, prese di potenza motrici e mosse, cinghie, catene e pulegge di trasmissione del moto, condotti a coclea, ecc.) devono essere protetti contro i contatti accidentali mediante solide protezioni fisse. Impianti e strutture: Le vasche dei liquami e le fosse devono essere protette contro il rischio di caduta all interno mediante idonee recinzioni o solide coperture fisse. Tutte le superfici di passaggio devono essere realizzate in materiali che, oltre a garantire un agevole pulizia, siano il più possibile antisdrucciolevoli; Le scale fisse a gradini devono essere facilmente accessibili, agibili e dotate di corrimano almeno su un lato; i gradini devono essere costruiti, oltre che con pedata e alzata a regola d arte, con particolari caratteristiche antiscivolo (ad esempio in grigliato). Il deposito delle balle parallelepipede e delle rotoballe nei fienili deve essere tale da evitarne la caduta sugli addetti. I fienili sopraelevati e gli altri ambienti sopraelevati devono essere dotati di protezione costituita da parapetto normale con arresto al piede o altri sistemi, qualora necessario; si dovrà comunque verificare la staticità dell edificio. In tutti gli ambienti destinati allo stazionamento degli animali devono essere previste, ad opportuni intervalli, vie di fuga..

28 Ambienti e fabbricati utilizzati nel percorso didattico Garantire che gli edifici siano realizzati in modo da resistere a sollecitazioni esterne (vento, neve) ed interne (carichi statici e dinamici). Occorre, inoltre, garantire che il lavoro che vi si svolge non crei situazioni di rischio. Per questo motivo è necessario valutare l'edificio o il locale in relazione alla funzione per cui sono stati realizzati o destinati. In definitiva, si tratta di valutare per ognuno dei locali di un edificio promiscuo o per ciascun edificio specializzato: le attività che vi si svolgono e le conseguenti caratteristiche ambientali; le caratteristiche delle macchine impiegate; le caratteristiche degli impianti tecnici; la idoneità delle strutture; la presenza di mezzi di soccorso; il carico di incendio presente. Non si deve adibire all attività didattica locali chiusi che non corrispondano alle seguenti condizioni: essere ben difesi contro agenti atmosferici e provvisti di un isolamento termico sufficiente. avere aperture sufficienti per un rapido ricambio d'aria; essere ben asciutti e ben difesi contro l'umidità; avere le superfici dei pavimenti, delle pareti e dei soffitti tali da poter essere pulite a deterse per ottenere condizioni adeguate di igiene.

29 QUALITÀ DELL ARIA La temperatura nei locali deve essere adeguata all'organismo umano durante la visita. esercitare sopra di essa il grado di umidità ed il movimento dell'aria concomitanti. Quando non è conveniente modificare la temperatura di tutto l'ambiente, si deve provvedere alla difesa dei visitatori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate. Le finestre, i lucernari e le pareti vetrate devono essere tali da evitare un soleggiamento eccessivo dei luoghi di lavoro. I locali di lavoro chiusi devono essere ben asciutti a ben difesi contro l'umidità e disporre di sufficiente aria salubre. In linea di massima tutti i luoghi confinati, destinati alle attività agricole richiedono una abbondante aeroilluminazione naturale. Questo fattore strutturale è indispensabile poichè l aria e la luce naturali garantiscono funzioni igienizzanti di base, ed inoltre nei luoghi di lavoro agricoli i rischi igienici (dovuti a polveri, gas di fermentazione, deiezioni, sversamenti, ecc.) e suscettibili di riduzione per effetto di questi requisiti, sono presenti in modo ubiquitario e consistente. Quando ciò non può essere garantito, per il rifornimento di aria salubre possono essere utilizzati impianti di aerazione i quali devono essere sempre mantenuti funzionanti. Ogni eventuale guasto deve essere segnalato da un sistema di controllo per salvaguardare la salute. L'entità del rinnovo dell'aria dei locali deve essere adeguata: al numero di animali e persone che si trovano nel locale; all'intensità del lavoro fisico da essi svolto; allo sviluppo di eventuali sostanze nocive o fastidiose. Il sistema di rinnovo dell'aria deve essere adeguato alla forma e alle caratteristiche dei locali, con particolare attenzione alle posizioni occupate dai lavoratori ed alle loro esigenze.

30 ILLUMINAZIONE La normativa in materia indica che gli ambienti, ed i passaggi devono essere illuminati con luce naturale o artificiale in modo da assicurare una sufficiente visibilità. Gli impianti di illuminazione dei locali e delle vie di circolazione devono essere installati in modo che il tipo d'illuminazione previsto non rappresenti un rischio d'infortunio per i lavoratori. Le uperfici vetrate illuminanti ed i mezzi di illuminazione artificiale devono essere tenuti in buone condizioni di pulizia ed efficienza. Per la scelta del sistema illuminante è fondamentale tenere presente che la qualità della percezione visiva è influenzata dai fattori seguenti: valore di illuminamento; abbagliamento e/o riflessi fastidiosi; temperature di colore e resa dei colori delle sorgenti; contrasti di illuminamento e di colore nel campo visivo.

31 RUMORE Oltre che per prevenire effetti nocivi sugli operatori e tutelarne le capacità di lavoro, il rumore deve essere limitato, ove necessario, anche al fine di consentire una adeguata intelligibilità delle comunicazioni verbali e dei segnali (con particolare riferimento ai segnali di pericolo e di allarme). VIE E USCITE DI EMERGENZA Le vie e le uscite d emergenza devono rimanere sgombre e consentire di raggiungere il più rapidamente possibile un luogo sicuro. Unitamente alle vie di circolazione e alle porte che vi danno accesso, esse non devono essere ostruite da oggetti e materiali, in modo da poter essere utilizzate in ogni momento. Le vie e le uscite d emergenza devono essere evidenziate da apposita segnaletica conforme alle disposizioni vigenti e, se necessario, devono essere dotate di un'illuminazione di sicurezza d intensità sufficiente, che entri in funzione in caso di guasto dell'impianto elettrico.

32 VIE DI CIRCOLAZIONE, LE ZONE DI PERICOLO E I PASSAGGI Le vie di circolazione destinate ai veicoli devono passare a una distanza sufficiente da porte, portoni e passaggi per pedoni. Le zone di pericolo e gli ostacoli devono essere segnalati in modo chiaramente visibile, quando non sia possibile eliminarli. I posti di passaggio, devono essere idoneamente difesi contro la caduta o investimento di materiali in dipendenza dell'attività lavorativa, ove non sia possibile la difesa con mezzi tecnici, devono essere adottate altre misure o cautele adeguate.

33 PAVIMENTI I pavimenti dei locali o degli ambienti utilizzati devono essere esenti da protuberanze, cavità o piani inclinati pericolosi, devono essere fissi, stabili e antisdrucciolevoli Nelle parti dei locali dove abitualmente si versano sul pavimento sostanze putrescibili o liquidi, il pavimento deve avere superficie unita ed impermeabile e pendenza sufficiente per avviare rapidamente i liquidi verso i punti di raccolta e scarico. Quando il pavimento dei posti di lavoro e di quelli di passaggio si mantiene bagnato, se i lavoratori non sono forniti di idonee calzature impermeabili, esso deve essere munito in permanenza di palchetti o grigliato,. I pavimenti degli ambienti e dei luoghi destinati al passaggio, non devono presentare buche o sporgenze pericolose e devono essere in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito delle persone e dei mezzi di trasporto.

34 APERTURE Le aperture esistenti nel suolo o nel pavimento dei luoghi o ambienti di lavoro o di passaggio, comprese fosse e pozzi, devono essere provviste di solide coperture o di parapetti normali atti ad impedire la caduta di persone, se non attuabili devono esservi apposite segnalazioni di pericolo. Le aperture nelle pareti che permettono il passaggio di una persona e che presentano pericolo di caduta per dislivelli superiori a 1 m, devono essere provviste di barriera o parapetto. Per le finestre sono consentiti parapetti non inferiori a 0,9 m, quando in relazione al lavoro da eseguirsi nel locale non vi siano condizioni di pericolo. Le protezioni dal pericolo di caduta all interno di fosse, pozzi, ecc. devono avere dimensioni e conformazioni adeguate alla natura ed entità del rischio effettivo da cui devono proteggere. Se i luoghi sono accessibili direttamente a visitatori ed i rischi sono particolarmente gravi (caduta all interno di vasche liquami o miscelatori, ecc.) le protezioni tipo parapetto normale non sono adeguate, ma devono essere previste barriere invalicabili ad integrazione della protezione ordinari a, come ad esempio recinzioni di altezza m 1,8, non arrampicabili, oppure protezioni chiuse ed interbloccate.

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36 LE SCALE I requisiti di sicurezza che devono possedere le diverse tipologie di scale (fisse, a pioli e portatili), sono i seguenti: Scale fisse a gradini: devono essere provviste sui lati aperti di parapetto normale o di altra protezione equivalente; Scale fisse a pioli: se di altezza superiore a 5 m, fissate a parete verticali o con inclinazione superiore a 75 devono essere provviste, a partire da 2,5 m dal pavimento, di una solida gabbia metallica di protezione. La parete della gabbia opposta al piano dei pioli non deve distare da questo più di 60 cm, i pioli, dalla parete su cui la scala è fissata, non devono distare più di 15 cm.

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43 L IMPIANTO ELETTRICO DEVE SEMPRE ESSERE PROVVISTO DI MESSA A TERRA E DISPOSITIVO SALVAVITA Gli impianti realizzati dopo il 1990 devono essere certificati dall installatore, ai sensi della legge 46/90

44 ASSICURAZIONE Gli studenti che visitano l azienda sono coperti da polizza assicurativa, stipulata dalla scuola, contro gli infortuni che possono verificarsi durante le gite, le visite ai musei, cantieri e aziende. Nonostante ciò, l azienda agricola deve sottoscrivere una polizza assicurativa di responsabilità civile. Una buona polizza è quella che specifica che vengono coperti i rischi aziendali derivanti anche da attività che non producono reddito agricolo. Infatti le attività didattiche, attualmente, non producono alle aziende reddito agricolo. La polizza dovrebbe anche contenere la tutela di un avvocato. Non c è intervento preventivo che eviti la necessità di avere una copertura legale. Essere riconosciuti civilmente responsabili di un danno causato a terze persone può avere conseguenze anche gravi sul proprio patrimonio: I entità del risarcimento che si può essere chiamati a pagare è del tutto imprevedibile e può mettere in serie difficoltà sia un privato che un azienda. E a questa eventualità che pensano le assicurazioni di responsabilità civile, il cui scopo è di reintegrare il patrimonio dell assicurato di quanto debba pagare a terzi per i danni di cui è giudicato civilmente responsabile. La responsabilità può essere diretta, riferita cioè a un azione compiuta personalmente dall assicurato, oppure indiretta, riferita a un azione compiuta da persone per le quali l assicurato deve rispondere civilmente o a fatti provocati da cose o animali che appartengono all assicurato o che sì trovano in un determinato rapporto con lui (in quanto proprietario o locatario di immobili o in quanto proprietario di animali). Fra i danni sono compresi anche quelli che derivano da reato colposo, mentre sono esclusi quelli che derivano da dolo, cioè da un azione volontaria. Stabilire a priori quale possa essere I entità del risarcimento, in polizze di questo genere, è evidentemente impossibile: non è dato sapere che tipo di danni l assicurato possa provocare, ne a chi. La formula adottata per le assicurazioni di responsabilità civile è perciò quella del massimale: il risarcimento massimo, stabilito in polizza, in base al quale si calcola l entità del premio.

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