Situare la formazione dei docenti nel contesto della classe

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1 Dove va la pedagogia? V EDIZIONE SUMMER SCHOOL TRENTO 2010 Situare la formazione dei docenti nel contesto della classe Struttura ed esiti del progetto Ambienti di apprendimento inclusivi e tecnologie digitali Maurizio Gentile Iprase del Trentino

2 2 Sommario 1. Struttura del progetto Struttura della ricerca Metodologia 2. Formazione dei docenti Formazione laboratoriale Applicazione in classe 3. Esiti del progetto Gestione della classe Percezione esperienza (in corso) 4. Rilievi conclusivi

3 3 Struttura del progetto 1/4 Tab. 1 Luogo Provincia Autonoma di Trento Periodo Marzo 2009 Giugno 2010 Scuole coinvolte 3 Classi coinvolte 20 (Elementari = 11 Medie = 9) Studenti coinvolti 354 Docenti coinvolti Staff 19 docenti curricolari 4 docenti di sostegno 2 psicologi dell educazione (ricercatori) 3 insegnanti (consulenti) fino a Novembre 2009

4 4 Struttura del progetto 2/4 Tab. 2 Anno Unità di analisi Raccolta dati Attività di apprendimento Attività di apprendimento Studenti Check-list basato su 15 categorie osservative Check-list basato su 15 categorie osservative Questionario di percezione dell esperienza Focus di valutazione Gestione della classe Applicazione delle soluzioni Gestione della classe e applicazione delle soluzioni Percezione uso della LIM da parte degli alunni

5 5 Struttura del progetto Summer 3/4: School - Trento modello didattico 1. Apprendimento cooperativo come strategia primaria per organizzare il lavoro cognitivo e le interazioni sociali 2. Software didattici e soluzioni basate sul problemsolving verbale 3. LIM 4. Strategie di gestione della classe 5. Supporto strutturato e insegnamento diretto di strategie di apprendimento 6. Immagini visive come stimolo primario per la concettualizzazione e l accesso alle conoscenze

6 6 Struttura del progetto Summer 4/4: School - Trento stimoli visivi per rappresentare Fig. 1

7 7 Formazione dei docenti 1/7: questioni Come accompagnare i docenti nello studio e nell applicazione di un innovazione didattica: Quali attività e principi mettere in campo? E come tali attività e principi possono funzionare in situazione di innovazione didattica (di ricercaazione)? Come formare competenza spendibile in autonomia? Come sostenere sebbene per un breve periodo - la riflessione sul processo di insegnamento.

8 8 Formazione dei docenti 2/7 : fondamenti 1. Un attività di formazione dovrebbe da un lato garantire una conoscenza dettagliata degli elementi che compongono una strategia didattica e delle condizioni nelle quali applicarla e dall altro sostenere i tentativi di applicazione delle strategie al contesto reale della classe (Joyce, B., Showers, B., 1980). 2. Offrire occasioni aggiuntive di formazione mettendo in atto un processo di coaching: pianificare la lezione, osservare l andamento della lezione in classe dell attività, riflettere su quanto accaduto sulla base dei dati raccolti (Costa, A.L., Garmston R.J. 1994).

9 9 Formazione in servizio 3/7 : fondamenti Fig. 2 Teoria Feedback Dimostrazione Pratica Sviluppo di abilità e conoscenze Applicazione nella classe Transfer Joyce, B., & Showers, B. (1980). Improving inservice training: The messages of research. Educational Leadership, 37, Tilemma, H. H., & Veenman, A. M. (1987). Conceptualizing training methods in teacher education. International Journal of Education Research, 11,

10 10 Formazione in servizio 4/7: fondamenti Fig. 3 Pre-consultazione 1. Pianificazione della la lezione 2. Definizione del focus di osservazione 3. Chiusura dell incontro Osservazione L osservazione si svolge in classe Il coach è presentato alla classe. La raccolta dati è basata sui focus concordati Postconsultazione 1. Riflessione su ciò che è avvenuto 2. Generazione di piani futuri di lavoro 3. Riscontri sulle azioni praticate Pianificare le lezioni e stabilire i focus Raccogliere dati Discutere i dati raccolti Costa, A.L., Garmston R.J. (1994). Cognitive Coaching: A Foundation for Renaissance Schools. Norwood, MA.:Christopher-Cordon Publishers, Inc.

11 11 Formazione in servizio 5/7: fondamenti 3. Accurata descrizione delle soluzioni didattiche. 4. Continue sperimentazioni sul campo per rendere evidenti i legami tra pratica e teoria. 5. Attività conoscitive tali come: studi di caso, percorsi di ricerca-azione, compiti di prestazione, ecc.. 6. Relazione tra ricercatori e docenti basata su una collaborazione funzionale e fattiva. 7. Supporto reciproco nell implementazione in classe delle strategie d insegnamento. Darling-Hammond, L. et. al. (2005). The design of teacher education programs. In L. Darling-Hammond e J. Bransford, Preparing teacher for a changing world (pp ). San Francisco, CA: Jossey-Bass.

12 12 Formazione in servizio 6/7: metodologia di formazione Attività Fig. 4 Dimensioni Teoria Discussione Dimostrazione Pratica Studio delle soluzioni in forma laboratoriale Progettazion e assistita Applicazione in classe Comprensione delle soluzioni nel contesto della classe

13 13 Formazione in servizio 7/7: protocollo di supporto Seminari (6 ore per Incontro ) 1 Fig. 5 Progettazione didattica assistita (4 ore per incontro) 2 Implementazion e nella classe + Osservazione dell attività di apprendimento ( ) 3 Riflessione: Discussioni basate su evidenze e orientate al miglioramento (2 ore con piccoli gruppi) 4

14 Esiti del progetto 1/3: matrice di correlazione 14 Tab. 3 Mantenimento delle regole di classe e delle procedure è negativamente correlato con il livello di padronanza dei SWD Mantenimento delle regole di classe e delle procedure è positivamente correlato con il numero di studenti inseriti nei piccoli gruppi.

15 15 Esiti del progetto 2/3: Fig. 6 analisi longitudinale Medie (minuti ) ed E.S. relativi alla variabile Mantenimento delle regole... in relazione a quattro periodi di osservazione (T1, T2, T3, T4) Fig. 7 Medie e E.S. (minuti) relativi alle variabili Insegnamento a tutta la classe e Insegnamento a piccoli gruppi in relazione a quattro periodi di osservazione (T1, T2, T3, T4)

16 16 Esiti del progetto 2/3: analisi longitudinale Fig. 8 Andamenti delle osservazioni relative a Intercventi degli alunni sollecitata dai docenti (M = 10,73, SD = 10,97) e Interventi spontanei degli alunni durante l atttività (M = 15,92, SD = 18,34).

17 17 Rilievi conclusivi 1/3 Il progetto in esame può essere visto come un dispositivo sia di supporto che di valutazione. In questa sede sono stati presentati i principi, la struttura e gli esiti relativi al lavoro dei docenti nelle classi. I principi e le soluzioni sui quali si fonda hanno avuto una finalità generale: produrre soluzioni applicative ed evidenze per valutare l impatto di un innovazione nel contesto delle classi.

18 18 Rilievi conclusivi 2/3 Nel dettaglio il monitoraggio delle pratiche di classe suggerisce le seguenti riflessioni. Considerando le variabili come un unico insieme, sembra che più gli insegnanti sono abili nell utilizzo della tecnologie, più piccoli sono i gruppi, minori sono i problemi di gestione della classe. L analisi longitudinale ci mostra, invece, una tendenza irregolare (con valori inizialmente in crescita, poi in calo e poi di nuovo in crescita nel caso della gestione delle regole e dell insegnamento a piccoli gruppi o alla classe, interventi sollecitati o spontanei )

19 19 Rilievi conclusivi 3/3 Nell offrire supporto il progetto ha tentato di promuovere una disponibilità a valutare vincoli e opportunità applicative delle singole soluzioni e del modello nel suo insieme. Il modello di didattica inclusiva non è stato posto in posizione egemonica ( i docenti in funzione dell innovazione didattica ), bensì è stato offerto come risorsa di formazione ( l innovazione didattica in funzione dei docenti ).

20 20 Maurizio Gentile

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