Seminario CRISI E INTERNAZIONALIZZAZIONE. La finanza di impresa nell ottica della riorganizzazione finanziaria e del sostegno allo sviluppo

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1 Business School Seminario CRISI E INTERNAZIONALIZZAZIONE La finanza di impresa nell ottica della riorganizzazione finanziaria e del sostegno allo sviluppo Dott. FRANCO VASELLI Siena, 22 Novembre 2012

2 CRISI E INTERNAZIONALIZZAZIONE 1 LA «CRISI» : LO SCENARIO 2 LE STRATEGIE FINANZIARIE 3 RIORGANIZZAZIONE FINANZIARIA 4 FINANZA E SVILUPPO 2

3 LA CRISI CRISI GLOBALE CRISI UE CRISI NAZIONALE 3

4 CRISI NAZIONALE FINANZIARIA ECONOMICA SOCIALE 4

5 CRISI ECONOMICA MERCATO DOMESTICO MERCATO ESTERO Requisiti per l internazionalizzazione 5

6 CRISI ECONOMICA E SOCIALE Contrazione DOMANDA PREMIATI SOLO I PIU MERITEVOLI Contrazione più marcata OFFERTA VALUTAZIONE DEL COSTO DA PAGARE (CRISI SOCIALE) 6

7 CRISI FINANZIARIA LA CRISI FINANZIARIA COME AVVIO E SOLUZIONE DEL PROBLEMA AGGREGAZIONI/FUSIONI NUOVE AREE STRATEGICHE AFFARI CONTINUI CAMBIAMENTI ORGANIZZATIVI BASILEA 7

8 CRISI FINANZIARIA LA FINANZA MOTORE DELL ECONOMIA (oggi c è poca benzina ) TEMPI DI RISPOSTA SOSTEGNO ALLO SVILUPPO RIORGANIZZAZIONI FINANZIARIE MANTENIMENTO FIDI ESISTENTI 8

9 CRISI E INTERNAZIONALIZZAZIONE 1 LA «CRISI» : LO SCENARIO 2 LE STRATEGIE FINANZIARIE 3 RIORGANIZZAZIONE FINANZIARIA 4 FINANZA E SVILUPPO 9

10 Il PUNTO DI PARTENZA : L ANALISI FINANZIARIA QUALSIASI AZIENDA IN QUALSIASI CONDIZIONE DEVE : 1. COMPRENDERE IL PRESENTE 2. PERCEPIRE IL PROBLEMA 3. ORGANIZZARE LE METODOLOGIE DI SOLUZIONE 10

11 POSSIBILI RISULTATI DELL ANALISI FINANZIARIA SOSTEGNO ALLA CRESCITA RIORGANIZZAZIONE FINANZIARIA ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE PROCEDURE CONCORSUALI 11

12 Requisiti dell Impresa Ambiente socio/politico Settore merceologico Esogeni Mercato Impresa Concorrenza Endogeni Clienti/Fornitori Risorse umane affidabili (imprenditori, professionisti...) Organizzazione interna qualificata (personale, layout, ciclo...) Corretto sistema di P.P.C. (pianificazione, programmazione e controllo gestionale) 12

13 Istituto di Credito Impresa Soggetto di supporto degli investimenti aziendali Soggetto beneficiario delle fonti necessarie OBIETTIVO Rapporto continuativo di reciproca soddisfazione Tranquillità Fidelizzazione 13

14 IL MERITO DI CREDITO BASILEA RATING CAPACITA DI COMPRENSIONE E RELAZIONE 14

15 IL RATING SI BASA ESSENZIALMENTE SU: BILANCIO CENTRALE RISCHI ANDAMENTALE 15

16 BASILEA 2 COME OPPORTUNITA BASILEA 2 PERICOLO OPPORTUNITA CAPACITA DI COMPRENDERE E GOVERNARE IL CAMBIAMENTO CULTURA DELLA CONOSCENZA LEVA DI COMPETITIVITA FATTORE CRITICO DI SUCCESSO SOSTITUZIONE DELL ECONOMIA DELLA CONOSCENZA ALL ECONOMIA DEI CAPITALI 16

17 IL CORRETTO APPROCCIO AZIENDALE COGLIERE LE OPPORTUNITA DI BASILEA 2 PER CAPIRE MEGLIO CHI SIAMO E DOVE STIAMO ANDANDO NON SUBIRE PASSIVAMENTE IL CAMBIAMENTO COMPRENDERE I CAMBIAMENTI IN ATTO, INDIVIDUARE L IMPATTO PER LA PROPRIA REALTA SPECIFICA E PREPARARSI A MINIMIZZARE I RISCHI E GLI EFFETTI NEGATIVI 17

18 IL CORRETTO APPROCCIO AZIENDALE AREE DI INTERVENTO SUL BREVE TERMINE DARE MAGGIORE IMPORTANZA ALLA FINANZA E ALLA TESORERIA: * DOTARSI DI SISTEMI DI AUTOVALUTAZIONE DI QUALITA, UTILIZZABILI NEL CONFRONTO CON LE BANCHE.. * MIGLIORARE I PROCESSI DI TESORERIA, SOPRATTUTTO QUELLI FINALIZZATI A PREVENTIVARE I FABBISOGNI FINANZIARI. AREE DI INTERVENTO SUL MEDIO TERMINE MIGLIORARE LA QUALITA DEI PROCESSI PPC E DELLE INFORMAZIONI SULL ANDAMENTO DEL BUSINESS, PER POTERLE UTILIZZARE NELLA COMUNICAZIONE ESTERNA 18

19 IL RUOLO DELLA FINANZA NELLA CONTINUITA AZIENDALE * RICERCATORE DI EQUILIBRI Riorganizzazione della situazione pregressa * MOTORE NELLO SVILUPPO Sostegno alla crescita 19

20 FINANZA AZIENDALE 1 LA «CRISI» : LO SCENARIO 2 LE STRATEGIE FINANZIARIE 3 RIORGANIZZAZIONE FINANZIARIA 4 FINANZA E SVILUPPO 20

21 PROGRAMMAZIONE FINANZIARIA 1. ANALISI SQUILIBRI FINANZIARI IN ESSERE 2. ANALISI FABBISOGNI DI BREVE E MEDIO TERMINE DETERMINATI DALLA PIANIFICAZIONE FINANIARIA 3. IMPLEMENTAZIONE INTERVENTI DA EFFETTUARE: A. RIEQUILIBRIO DELLA FINANZA IN ESSERE. B. PREDISPOSIZIONE DELLA COPERTURA DEI FABBISOGNI DI BREVE E MEDIO TERMINE CON UN NUMERO LIMITATO DI PARTNERS FINANZIARI (INCREMENTO FIDELIZZAZIONE). 21

22 FONTI DI BREVE MARGINE DI TESORERIA MARGINE DI STRUTTURA FONTI CONSOLIDATE IMPIEGHI FONTI LIQUIDITA' IMMEDIATE LIQUIDITA' DIFFERITE DEBITI A BREVE SCADENZA DISPONIBILITA' DEBITI ML CAPITALE NETTO CAPITALE INVESTITO CAPITALE ACQUISITO 22 IMMOBILIZZAZIONI CAPITALE CIRCOLANTE LORDO ATTIVO IMMOBILIZZATO CAPITALE CIRCOLANTE NETTO

23 Stato Patrimoniale cod mastro CON - 31/12/ mezzi propri , passività finanziarie a medio/lungo termine , altri debiti a medio/lungo termine Passività Permanenti , immobilizzazioni materiali , immobilizzazioni immateriali , immobilizzazioni finanziarie , altri crediti a medio/lungo termine ,28 Attivo Fisso Netto ,83 MARGINE DI STRUTTURA , rimanenze , clienti , altri crediti a breve termine , fornitori , fondi accantonamento correnti , altri debiti a breve ,79 CAPITALE CIRCOLANTE NETTO OPERATIVO , attività finanziarie a breve termine , banche c/c , banche portafoglio ,81 POSIZIONE FINANZIARIA NETTA ,21 SALDO 23

24 Stato Patrimoniale data cod mastro CON - 31/12/2009 CON - 31/12/2010 Scost. [2;1] mezzi propri , , , passività finanziarie a medio/lungo termine , , , altri debiti a medio/lungo termine - Pa ssività Pe rma ne nti , , , immobilizzazioni materiali , , , immobilizzazioni immateriali , , , immobilizzazioni finanziarie , ,70-512, altri crediti a medio/lungo termine , , ,65 Attivo Fisso Ne tto , , ,71 MARGINE DI STRUTTURA , , , rimanenze , , , clienti , , , altri crediti a breve termine , , , fornitori , , , fondi accantonamento correnti , , , altri debiti a breve , , ,44 CAPITALE CIRCOLANTE NETTO OPERATIVO , , , attività finanziarie a breve termine 1.189, , , banche c/c , , , banche portafoglio , , ,77 POSIZIONE FINANZIARIA NETTA , , ,10 SALDO

25 PROBLEMATICHE PATRIMONIALI SOTTOCAPITALIZZAZIONE (SCARSO EQUILIBRIO TRA MEZZI PROPRI E MEZZI DI TERZI) CARENZA DI LIQUIDITA (SCARSO EQUILIBRIO TRA FONTI E IMPIEGHI DI BREVE TERMINE) 25

26 ESAME SOTTOCAPITALIZZAZIONE 1. BASE DI PARTENZA: A. - ANALISI DELLA FASE EVOLUTIVA AZIENDALE. 2. PRINCIPALI CAUSE: A. - INCAPACITA DI AUTOFINANZIAMENTO. B. - DISTRIBUZIONE UTILI. C. - SCARSO IMPIEGO DI MP DA PARTE DELLA PROPRIETA. 3. POSSIBILE RIMEDIO: A. - RICAPITALIZZAZIONE (AD ES. PRESTITO PARTECIPATIVO). 26

27 ESAME CARENZA DI LIQUIDITA 1. BASE DI PARTENZA: A. - ESAME RAPPORTO TRA INDEBITAMENTO A BREVE E M/L TERMINE (ESAME VERTICALE SULLA STESSA SEZIONE). B. - RAFFRONTO DATI CON LA STRUTTURA DEGLI IMPIEGHI (ESAME ORIZZONTALE SU SEZIONI CONTRAPPOSTE). 2. PRINCIPALI CAUSE: A. - ESAGERATO RICORSO ALLO SCOPERTO DI C/C. B. - SCORRETTA GESTIONE CREDITI/DEBITI. C. - SCORRETTA GESTIONE DEL MAGAZZINO. 3. POSSIBILE RIMEDIO: A. - CONSOLIDAMENTO PASSIVITA (AD. ES. NORM. FIDI) 27

28 SITUAZIONE DI PARTENZA: MIX DI PROBLEMI ATTIVITA' CORRENTI ,00 40,0% PASSIVITA' CORRENTI ,00 62,0% ATTIVITA' IMMOBILIZZATE ,00 60,0% PASSIVITA' CONSOLIDATE ,00 35,0% CAPITALE NETTO ,00 3,0% TOTALE ATTIVITA' ,00 100,0% TOTALE PASSIVITA' ,00 100,0% 28

29 INTERVENTO: MIX DI PROBLEMI ATTIVITA' CORRENTI ,00 40,0% PASSIVITA' CORRENTI ,00 62,0% ATTIVITA' IMMOBILIZZATE ,00 60,0% PASSIVITA' CONSOLIDATE ,00 35,0% CAPITALE NETTO ,00 3,0% TOTALE ATTIVITA' ,00 100,0% TOTALE PASSIVITA' ,00 100,0% 29

30 SOLUZIONE: MIX DI PROBLEMI ATTIVITA' CORRENTI ,00 40,0% PASSIVITA' CORRENTI ,00 30,0% PASSIVITA' CONSOLIDATE ,00 60,0% ATTIVITA' IMMOBILIZZATE ,00 60,0% CAPITALE NETTO ,00 10,0% TOTALE ATTIVITA' ,00 100,0% TOTALE PASSIVITA' ,00 100,0% 30

31 CALCOLO CONVENIENZA ECONOMICA COMPARATA CONVENIENZA ECONOMICO-FINANZIARIA COMPARATA OPERAZIONE : MUTUO , 10 ANNI ( 1 PREAMMORTAMENTO ) AZIENDA : XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX ANNO TOTALI Mutuo BPC 6/92-6/ C/c ipotecario BPC (1) Liquidità (2) A tot B mut Med i=6,17% DIFF.ANNO DIFF.PROGR ONERE TOTALE RISPARMIO ANNUO RISP.GLOBALE ATTUALIZZATO A = SITUAZIONE ATTUALE B = SITUAZIONE RIPIANIFICATA DIFF.CASSA DIFF.CASSA (completa di oneri e ricapitalizzazione) DIFF.ONERI TASSO 14,000% Risparmio Globale Attualizzato Euribor 6 mesi di base 4,80% (1) Tasso stabilito in contratto di apertura di credito ipotecario in c/c: 8,25% (non considerate spese accessorie ed extra fido) (2) Tasso calcolato in documento allegato (non considerato extra fido) 31

32 FINANZA AZIENDALE 1 IL RAPPORTO BANCA - IMPRESA 2 BASILEA 2 3 RIORGANIZZAZIONE FINANZIARIA 4 FINANZA E SVILUPPO 32

33 IL VOLANO DELLO SVILUPPO ( LE 3 C ) CULTURA DELLA CONOSCENZA STIMOLO CONTINUO ALLA CREATIVITA CONDIVISIONE NELL ORGANIZZAZIONE DI COMPETENZE SPECIFICHE INNOVAZIONE 33

34 LE TIPOLOGIE DI INNOVAZIONE 1. INNOVAZIONE DI PRODOTTO / SERVIZIO 2. INNOVAZIONE DI PROCESSO 3. INNOVAZIONE DI MARKETING * PROMOZIONE * DISTRIBUZIONE * PACKAGING * 4. INNOVAZIONE DEL MANAGEMENT * EFFICACIA NELLA COMUNICAZIONE INTERNA * GESTIONE SISTEMA PPC * TRADUZIONE OPERATIVA STRATEGIE * EFFICACIA NELLA COMUNICAZIONE ESTERNA * 34

35 INNOVAZIONE DEL MANAGEMENT IN CHIAVE FINANZIARIA IMPORTANZA EFFICACIA COMUNICAZIONE ESTERNA FORNIRE MASSIMA TRASPARENZA CORRETTA GESTIONE SISTEMA PPC 35

36 SISTEMA PPC Pianificazione strategica flessibile Budget globale Reporting 36

37 CRESCITA E SVILUPPO AZIENDALE Valutazione degli investimenti Analisi della copertura economico finanziaria 37

38 VALUTAZIONE DELLA CONVENIENZA AD INVESTIRE A. TECNICA - Compete ai tecnici di produzione che utilizzano l investimento. - Giudizio sulle potenzialità, efficienza, durata,... B) ECONOMICO - FINANZIARIA - Compete agli organi della finanza. - Criteri matematici 1) P.R., periodo di recupero 2) T.M.R., tasso medio di rendimento - Criteri matematico-attuariali 1) V.A.N., valore attualizzato netto 2) T.I.R., il metodo del tasso interno di rendimento 38

39 IL BUDGET FINANZIARIO VERIFICA LA FATTIBILITA DEI PROGRAMMI OPERATIVI SOTTO IL PROFILO FINANZIARIO A. IN CHE MISURA L AZIENDA POTRA FAR FRONTE CON MEZZI PROPRI B. IN CHE MISURA L AZIENDA DOVRA RIVOLGERSI ALL ESTERNO, NON SOLO SOTTO L ASPETTO QUANTITATIVO MA ANCHE DIPENDENTE: DALLA QUALITA DI TALI MEZZI, VALE A DIRE LA TIPOLOGIA PIU ADATTA NELLE FONTI IMPIEGATE. DAL LORO COSTO, IN VIRTU DI NON COMPROMETTERE L EQUILIBRIO GESTIONALE. DAL TEMPO IN CUI SARANNO DISPONIBILI PER EVITARE CARENZE DI LIQUIDITA. PIANO NON FATTIBILE REVISIONE DEI PROGRAMMI 39

40 IL BUDGET FONTI E IMPIEGHI CONSIDERA: 1. TUTTI GLI INVESTIMENTI ( O IMPIEGHI DI CAPITALE ) CHE L IMPRESA DOVRA REALIZZARE NEL PERIODO CONSIDERATO DERIVANTI DA: a) Budget delle scorte. b) Budget degli investimenti. c) Impieghi in crediti verso clienti - ammontare delle vendite - termini di pagamento concessi alla clientela. d) Rimborso di finanziamenti. 2. TUTTI I FINANZIAMENTI ( O FONTI ) SU CUI L IMPRESA PUO CONTARE NEL PERIODO CONSIDERATO E DERIVANTI DA: a) Autofinanziamento. b) Aumento di capitale proprio. c) Finanziamento con capitale di credito. d) Disinvestimento di capitale fisso o circolante. 40

41 IL BUDGET FONTI E IMPIEGHI Stato Patrimoniale data cod mastro CON - 31/12/2010 CON - 31/12/2011 Scost. [2;1] BUD - 31/12/2011 Scost. [3;2] mezzi propri , , , , , passività finanziarie a medio/lungo termine , , , , , altri debiti a medio/lungo termine - - Passività Permanenti , , , , , immobilizzazioni materiali , , , , , immobilizzazioni immateriali , , , , , immobilizzazioni finanziarie , ,17 106, ,61 134, altri crediti a medio/lungo termine , , , , ,71 Attivo Fisso Netto , , , , ,80 MARGINE DI STRUTTURA , , , , , rimanenze , , , , , clienti , , , , , altri crediti a breve termine , , , , , fornitori , , , , , fondi accantonamento correnti , , , , , altri debiti a breve , , , , ,50 CAPITALE CIRCOLANTE NETTO OPERATIVO , , , , , attività finanziarie a breve termine , , , , banche c/c , , , , banche portafoglio , , , , ,47 POSIZIONE FINANZIARIA NETTA , , , , ,79 SALDO

42 BUDGET DI CASSA LIMITE DEL FONTI E IMPIEGHI: FATTIBILITA FINANZIARIA DEL PROGRAMMA A LIVELLO GLOBALE ANNUO LIQUIDITA = ATTITUDINE A FRONTEGGIARE TEMPESTIVAMENTE ED ECONOMICAMENTE OGNI ESIGENZA DI ESBORSO MONETARIO IMPOSTA DALLA GESTIONE. BUDGET DI CASSA = ESPRIME I FABBISOGNI DI MEZZI LIQUIDI IN DETERMINATE EPOCHE DELL ANNO A. ENTRATE COLLEGATE AI RICAVI D ESERCIZIO (ES. VENDITA PRODOTTI, AFFITTI ATTIVI ). COLLEGATE AL REALIZZO DI INVESTIMENTI (ES. VENDITA DI MACCHINARI). COLLEGATE AI FINANZIAMENTI ESTERNI (CON VINCOLO DI CAPITALE PROPRIO O DI CAPITALE DI CREDITO). USCITE COLLEGATE AI COSTI D ESERCIZIO (ES. ACQUISTO DI MATERIE, MANO D OPERA, SPESE GENERALI...). COLLEGATE AD INVESTIMENTI (ES.ACQUISTO DI IMPIANTI). COLLEGATE AL RIMBORSO DI DEBITI O DI CAPITALE PROPRIO. 42

43 BUDGET DI CASSA VOCE GEN FEB MAR APR MAG GIU LUG AGO SET OTT NOV DIC TOT SALDO INIZIALE ENTRATE TOTALI VENDITE ALTRI PROVENTI USCITE TOTALI USCITE COMMERCIALI ACQUISTI ENERGIA TRASPORTI TELEFONO RISCALDAMENTO USCITE FINAZIARIE ONERI FINANZIARI MUTUO BANCA XXX USCITE VARIE ASSICURAZIONI ISCRIZIONI E TASSE ALTRE USCITE SALDO MENSILE SALDO PROGRESSIVO

44 BUDGET DI CASSA SALDO MENSILE SALDO PROGRESSIVO GEN FEB MAR APR MAG GIU LUG AGO SET OTT NOV DIC 44

45 Business School Seminario CRISI E INTERNAZIONALIZZAZIONE La finanza di impresa nell ottica della riorganizzazione finanziaria e del sostegno allo sviluppo Dott. FRANCO VASELLI Siena, 22 Novembre 2012

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