Come gestire lo stress e i suoi effetti sulla salute

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1 HealthNewsletter a cura della redazione scientifica Phoenix Come gestire lo stress e i suoi effetti sulla salute Le ricerche mostrano un aumento rilevante del ricorso al medico durante i periodi di stress. Attualmente si stima che circa l'80% delle visite mediche siano collegate allo stress, per disturbi sia acuti sia cronici. Lo stress, infatti, è un fattore causale in molte condizioni di salute, dalla cefalea alle malattie cardiovascolari, dall'immunodeficienza ai problemi digestivi. L'esposizione cronica a stress fisici e psicologici provoca un impegno persistente del meccanismo "attacco o fuga" che induce variazioni di pressione sanguigna, battito cardiaco e glicemia. La reazione di stress inizia nel cervello: stimolato dal talamo, l ipotalamo attiva il sistema endocrino (con conseguente diminuzione della funzionalità immunitaria) e il sistema nervoso simpatico. Fisiologia dello stress Effetto omeostatico Allostasi (Distress) Deficit Eustasi Ottimale Allostasi (Distress) Eccesso Adattato da: Nat Rev Endocrinol, L'attività del sistema omeopatico dell'organismo è regolata principalmente da ormoni neuroendocrini e dal fattore di rilascio della corticotropina (CRF). In seguito ad un evento stressogeno, nel giro di pochi secondi viene rilasciata norepinefrina dalle terminazioni nervose, mentre le ghiandole surrenali rilasciano epinefrina e norepinefrina, provocando la risposta "attacco e fuga". Nel contempo, si verifica una complessa interazione tra sistemi nervoso ed endocrino che porta alla cosiddetta fase di "adattamento allo stress", durante la quale le surrenali rilasciano cortisolo nella circolazione sanguigna. Alcune ghiandole endocrine sono fondamentali per la risposta allo stress. L'ipotalamo, la "ghiandola maestro" del cervello, risponde allo stress rilasciando il fattore di rilascio della corticotropina (CRF). Questo ormone induce la liberazione dell'ormone adrenocorticotropico (ACTH) dalla ghiandola pituitaria, che stimola le surrenali a rilasciare cortisolo. In seguito all'incremento degli ormoni dello stress, si mette in moto un complesso meccanismo al termine del quale l'ipotalamo cessa la produzione di CRF. Le ricerche indicano che le conseguenze fisiologiche e psicologiche dello stress acuto e cronico possono persistere anche dopo la cessazione dell'evento che le ha scatenate.

2 Equilibrio anabolico/catabolico Lo stress cronico tende ad alterare l'equilibrio ormonale, diminuendo i livelli degli ormoni anabolici, come gli androgeni e il fattore di crescita insulino-simile (IGF-1), che ottimizzano la massa magra e prevengono l'adiposità. Lo stress causa l'aumento della produzione di cortisolo o la presenza di cortisolo in circolo non controbilanciato dagli ormoni anabolici. Questa condizione è chiamata squilibrio anabolico/catabolico. Inoltre, il cortisolo aumenta i livelli di insulina. Sebbene l'insulina svolga azione anabolica e in condizioni basali nella norma possa aumentare sia la massa magra che quella grassa, il contemporaneo aumento di insulina e cortisolo incrementa in via preferenziale le riserve adipose addominali. Le attuali conoscenze definiscono lo stress attraverso una costellazione di variazioni adattative, tra le quali la più importante è l'attivazione dell'asse neuroendocrino ipotalamo-pituitario-surrenale (HPA). L'asse ipotalamo-pituitario-surrenale svolge un ruolo centrale nella complessa integrazione della risposta dell'organismo agli stress, sia fisici che psicobiologici, attraverso il controllo del metabolismo intermedio, della funzionalità cardiovascolare e della pressione arteriosa, della regolazione di altri assi neuroendocrini e dell'interferenza sul SNC. Lo stress cronico può colpire l'asse ipotalamo-pituitario-surrenale in molti modi. Un numero considerevole di ricerche indica un collegamento tra depressione e stress cronico che aumenta gli ormoni dello stress Risposta allo stress acuto (principalmente cortisolo e catecolamine, sebbene non sempre). Mentre il 40% delle depressioni sono caratterizzate da alti livelli di cortisolo, sia la depressione che lo stress cronico sono correlati a ipocortisolemia e scarso rilascio dell'ormone corticotropina. In particolare, depressione atipica, stati di affaticamento cronico e sindrome da stress post-traumatico sono condizioni associate a profili di basso cortisolo e/o di aumento di un feedback negativo dell'asse HPA. funzioni centrali e periferiche della risposta allo stress funzioni del sistema nervoso centrale funzioni periferiche maggiore eccitazione, vivacità, vigilanza, cognizione, attenzione e aggressività inibizione delle funzioni vegetative (riproduzione, nutrizione, crescita) attivazione di meccanismi di feed-back controregolatori aumento dell'ossigenazione alimentazione di cervello, cuore e muscoli aumento del tono cardiovascolare e della respirazione aumento del metabolismo (catabolismo, inibizione di riproduzione e crescita) aumento della detossificazione da prodotti metabolici e sostanze estranee attivazione di meccanismi di feed-back controregolatori (inclusa l'immunosoppressione) Lo stress acuto può innescare manifestazioni allergiche quali asma, eczema o orticaria, ma anche emicrania, attacchi ipo o ipertensivi, alcune condizioni dolorose (cefalea, dolore pelvico, addominale e lombalgie), sintomi gastrointestinali e psicotici, come attacchi di panico. In seguito ad un evento stressogeno, si verificano cambiamenti a livello nervoso, cardiovascolare, endocrino e immunitario. Queste reazioni costituiscono la risposta allo stress e sono generalmente di tipo adattativo, almeno a breve termine: 1) gli ormoni dello stress sono rilasciati per rendere disponibili le riserve di energia per un uso immediato e 2) emerge una nuova modalità di distribuzione dell'energia, che viene dirottata ai tessuti più attivi durante lo stress, principalmente quelli muscolari e cerebrali. Vengono anche attivate le cellule del sistema immunitario che migrano in "posizione di combattimento". Le attività meno importanti vengono sospese, come la digestione e la produzione di ormoni della crescita e delle gonadi. Esaminare in vivo gli effetti dello stress è complesso, poiché lo stress è un'esperienza soggettiva e difficile da simulare in esperimenti controllati. Nonostante ciò, sono stati designati numerosi modelli sperimentali capaci di indurre un grado di leggero stress acuto valutato dalla risposta del sistema nervoso autonomo e dell'asse HPA.

3 Risposta allo stress cronico La risposta acuta allo stress, se ripetuta nel tempo, potrebbe non continuare ad essere di tipo adattativo. Ad esempio, la stimolazione cronica del SNC e dell'apparato cardiovascolare causata dallo stress, può portare un incremento costante della pressione sanguigna e ipertrofia vascolare, con la tendenza a reagire a tutti gli agenti stressogeni con una risposta vascolare. Lo stress cronico, come quello che si verifica in caso di eventi sfavorevoli, causa un aumento costante di cortisolo che è associato a immunosoppressione. È stato dimostrato che eventi stressogeni come lutti, depressione e separazioni matrimoniali possono ridurre il numero dei linfociti CD8+, cellule NK e macrofagi. Oltre all'immunosoppressione, lo stress psicologico cronico è stato associato a un aumento subclinico degli stati infiammatori. Stress cronico e salute Salute cardiovascolare Lo stress da lavoro è una condizione che può aumentare l'incidenza di malattie cardiovascolari e ipertensione. I modelli animali da esperimento costituiscono un importante strumento per la comprensione delle specifiche influenze degli stressor sui processi patologici. Questo è osservato in particolare nelle malattie cardiovascolari, che nell'uomo si sviluppano nell'arco di alcune decadi e sono influenzate da fattori costituzionali, demografici e ambientali. Performance immunitaria comportamenti associati allo stress comportamento assunzione/eccessiva assunzione di cibi poco salutari percentuale riportata 49% saltare i pasti 39% affaticamento 52% consumo di alcolici 18% fumo di sigaretta 16% insonnia 52% sentimenti di collera e irritabilità 60% L'asse ipotalamo-pituitario-surrenale e il sistema nervoso simpatico vengono attivati dallo stress. Una breve sollecitazione di questi sistemi rinforza la risposta immunitaria e favorisce la difesa da virus e agenti patogeni. Anche stati emotivi considerati negativi, come rabbia e paura, possono stimolare il sistema immunitario. Tuttavia, uno stress di lunga durata provoca un aumento prolungato nel tempo di cortisolo, il quale produce un incremento della glicemia e del metabolismo, riducendo le proteine, comprese quelle del sistema immunitario. Le ricerche indicano che un episodio di stress acuto, di qualsiasi genere esso sia, può causare una temporanea diminuzione della funzione immunitaria, mentre lo stress cronico è associato a un declino costante dell'immunità. Lo stress è anche associato all'esacerbazione delle malattie autoimmuni (Harbuz et al., 2003) e altre condizioni con una forte componente infiammatoria, come le coronopatie. Durante i periodi di stress cronico, negli individui sani il cortisolo sopprime la produzione di citochine proinfiammatorie. Ma negli individui con disturbi autoimmuni e coronaropatie, lo stress prolungato può causare una produzione cronicamente attivata delle citochine proinfiammatorie, inducendo un peggioramento della patofisiologia e della sintomatologia. Un grado elevato di stress è associato fino al 50% della riduzione dell'attività delle cellule NK. Lo stress sembra influenzare la capacità di produrre IgA secretorie. Queste immunoglobuline costituiscono il 10-15% delle Ig sieriche, ma rappresentano la classe predominante nelle secrezioni (saliva, lacrime, secrezioni nasali, succo gastroenterico, secrezioni ghiandolari). Alti livelli di adrenalina sono associati a basse concentrazioni di IgA. Problemi quotidiani, mancanza di senso dell'umorismo e emozioni negative possono diminuire i livelli di IgA. Come dimostrazione dell'effetto delle emozioni, è provato che un episodio di cinque minuti di collera è in grado di produrre un significativo crollo dei livelli di IgA, che può persistere fino a cinque ore dopo l'evento. Microflora intestinale Lo stress ha un'influenza rilevante nell'equilibrio della flora intestinale. In particolare, lo stress mentale può alterare le risposte neuroendocrine e quelle dei sensori intestinali. Lo stress psicologico sembra incrementare l'attività della malattia nella sindrome del colon irritabile (IBD).

4 Recentemente studi di buona qualità hanno confermato che eventi avversi, stress cronico e depressione aumentano la predisposizione alle ricadute in pazienti con IBD quiescente. Con il concetto emergente della psicoimmunoneurologia, il meccanismo con il quale il SNC influenza il sistema immunitario, sia a livello sistemico sia della mucosa intestinale, è più chiaro. Recenti dati suggeriscono che le alterazioni indotte dallo stress nelle infiammazioni gastrointestinali possano essere mediate attraverso cambiamenti del funzionamento dell'asse HPA, alterazioni nelle interazioni batterico-mucosali e attraverso i mastociti mucosali, o mediatori come il fattore di rilascio corticotropina (CRF). Insulinoresistenza e adiposità È dimostrato come uno squilibrio anabolico/catabolico indotto dallo stress - caratterizzato in parte da elevati livelli di cortisolo, glucosio e insulina e bassi di ormoni della crescita e androgeni - possa condurre a stress ossidativo e infiammazione sistemica e, in seguito, danneggiare i processi cellulari. Nutrienti per surrenali e stress cronico Vitamina c: oltre alla nota azione antiossidante, la vitamina C svolge altre attività. Ad esempio, interviene nella sintesi della norepinefrina a partire dalla dopamina.un'altra azione non antiossidante della vitamina C nel cervello è la riduzione di ioni metallo (ferro, rame). La sua carenza causa danno ossidativo a lipidi e proteine cerebrali. Betaina HCl: la betaina lavora in sinergia con le vitamine del gruppo B per la produzione di numerosi ormoni, aumentando il livello di dopamina, neurotrasmettitore fondamentale per la regolazione dell'umore. Calcio: il calcio regola l'espressione genica neuronale, la secrezione di neurotrasmettitori nelle sinapsi e la plasticità sinaptica. Cambiamenti nell'omeostasi del calcio a livello cerebrale possono contribuire al declino cognitivo associato al normale invecchiamento e forse allo sviluppo di disturbi neurodegenerativi. Zinco: nel cervello la maggior parte degli ioni zinco sono legati a proteine, mentre lo zinco libero è presente nelle vescicole sinaptiche dove è richiesto per la neurotrasmissione mediata dal glutammato e dal GABA. L'induzione sperimentale di carenza di zinco nell'uomo ha mostrato di danneggiare le funzioni mentali e neurologiche. Acido pantotenico: modula alcuni indicatori della funzione surrenale. Esperimenti su modelli animali hanno mostrato che la carenza di acido pantotenico può influire negativamente sulla funzionalità delle surrenali, soprattutto sulla riduzione della sintesi di corticosteroidi surrenali. L'acido pantotenico attiva le surrenali: in caso di una sua carenza si assiste a un cambiamento morfologico e funzionale progressivo, che può avere come esito ipofunzionalità surrenalica, condizione caratterizzata da affaticamento, cefalea, disturbi del sonno, nausea e disturbi addominali. Anche il consumo di alimenti ad alta energia e l'obesità possono svolgere un ruolo di mediazione in questo processo metabolico. Il moderno stile di vita ci porta a consumare alimenti ad alta densità calorica soprattutto durante i periodi di stress. Sia la sollecitazione da stress cronico che l'iperalimentazione possono causare insulinoresistenza e, insieme, favorire lo stoccaggio di energia nei tessuti adiposi addominali. Questa condizione è associata a infiammazione sistemica e stress ossidativo, che colpisce il metabolismo e può accelerare l'invecchiamento cellulare. condizioni associate ad un'attività alterata dell'asse HPA Aumento dell'attività dell'asse HPA sindrome di Cushing stress cronico depressione melanconica anoressia nervosa disturbo ossessivo-compulsivo attacchi di panico attività fisica eccessiva alcolismo cronico dipendenza da narcotici diabete mellito sindrome metabolica disturbo post-traumatico infantile ipertiroidismo gravidanza Diminuzione dell'attività dell'asse HPA insufficienza surrenale depressione atipica/stagionale sindrome da affaticamento cronico fibromialgia sindrome premestruale depressione climaterica dipendenza da nicotina cessazione terapia di glucocorticoidi cessazione terapia per la sindrome di Cushing in seguito a stress cronico periodo post-partum disturbo post-traumatico adulti ipotiroidismo artrite reumatoide asma, eczema Per il miglioramento delle condizioni di stress e della funzione surrenalica, il dosaggio consigliato è mg/die.

5 tiamina (B1) riboflavina (B2) niacinamide (B3) acido pantotenico (B5) P-5-P (forma attiva della vitamina B6) cobalamina (B12) folati (acido folico) inositolo colina biotina e PABA B-COMPLEX Vitamine del gruppo B: cofattori dei neurotrasmettitori e altri meccanismi di supporto Dati clinici e sperimentali indicano come la tiamina sia un nutriente efficace nel proteggere le surrenali dall'esaurimento funzionale, oltre a diminuire la risposta del cortisolo stress-indotto. La sua carenza ha effetti negativi sulle capacità cognitive. Come tutte le vitamine del gruppo B, la riboflavina viene consumata durante i periodi di stress intenso. Il suo deficit è anche osservato in caso di depressione. I disturbi del sonno caratterizzano i periodi di stress sia acuto che cronico e la niacinamide può essere utile per questo problema. Uno studio di 3 settimane in soggetti con disturbi del sonno e altri con sonno nella norma, ha utilizzato elettroencefalogramma, elettromiogramma e elettro-oculogramma per valutare i profili del sonno in seguito alla somministrazione di niacinamide (500 mg 2 volte al giorno durante la prima settimana, 1000 mg 2 volte al giorno alla seconda settimana e 1000 mg 3 volte al giorno durante la terza settimana). Nei soggetti con insonnia moderato-grave è stato osservato un significativo aumento del sonno REM, che si è verificato durante la terza settimana, con la riduzione del tempo di veglia. Evidenze scientifiche indicano come la funzione della corteccia surrenale sia compromessa in caso di carenza di derivati e metaboliti della vitamina B5. In modelli animali la somministrazione di questo nutriente ha migliorato la funzione della corteccia surrenale. Nell'uomo l'acido pantotenico ha mostrato di tamponare l'incremento di metaboliti urinari del cortisolo in seguito a una dose di carico di ACTH, suggerendo che possa rallentare l'ipersercrezione di cortisolo secondario a condizioni di stress. La piridossalfosfato (la forma attiva della vitamina B6) è un cofattore necessario per la formazione di alcuni importanti neurotrasmettitori associati allo stress. L'acido glutamico nel cervello viene convertito in GABA dall'enzima glutammato decarbossilasi e nel suo cofattore piridossal 5-fosfato. Il P-5-P è un cofattore nella conversione di 5-HTP in serotonina. Inoltre, la conversione di L-triptofano in 5-HTP essere inibita da stress, insulinoresistenza, carenza di magnesio o vitamina B6 o durante l'invecchiamento. Lo stress interrompe il ritmo circadiano della secrezione di cortisolo. Un metodo efficace per ripristinarlo è la combinazione dell'esposizione alla luce solare con la vitamina B12. Questo nutriente promuove la qualità del sonno, favorendo una sensazione di benessere al risveglio. Sembra che il maggiore vantaggio della B12 sul resettaggio del ritmo circadiano secondario allo stress sia il suo impatto sul cortisolo. I folati sono essenziali per la rigenerazione di tetraidrobiopterina (BH4), composto molto suscettibile all'ossidazione. Il BH4 è un cofattore essenziale per la formazione di neurotrasmettitori serotonina, dopamina, norepinefrina e epinefrina. L'inositolo è attualmente studiato per il suo ruolo sull'umore. Ha mostrato risultati nella depressione bipolare, nel disturbo da panico e in quello ossessivo-compulsivo. Si ritiene che l'inositolo agisca sul ciclo fosfatidil-inositolo, un sistema di secondo messaggero utilizzato da alcuni recettori noradrenergici e serotoninergici cerebrali. Numerose ricerche indicano un ruolo importante della colina nello sviluppo cerebrale e la sua somministrazione nell'uomo è associata alla prevenzione della perdita di memoria e della demenza. Alcuni studi hanno valutato l'utilizzo terapeutico di questo nutriente contro la perdita di memoria nei pazienti affetti da Alzheimer. Ulteriori dati indicano il miglioramento della memoria anche in anziani non affetti da demenza. lavorano in sinergia con le altre vitamine del gruppo B per ottimizzarne gli effetti nell'organismo. Fosfatidilserina per modulare il cortisolo La somministrazione orale di fosfatidilserina sembra contrastare l'attivazione dell'asse ipotalamo-pituitario-surrenale indotta dallo stress. L'azione della fosfatidilserina si realizza con la modulazione di alcuni aspetti di questa risposta endocrina, esercitando un effetto tampone sull'iperproduzione di cortisolo e ACTH in risposta allo stress fisico. Uno studio in doppio cieco ha misurato gli effetti ormonali e percettivi della somministrazione di 800 mg giornalieri di fosfatidilserina, o di un placebo, su 11 uomini durante 2 settimane di allenamento intenso di pesi. La fosfatidilserina ha mostrato di diminuire il cortisolo post-esercizio e di attenuare la percezione di crampi muscolari e la sensazione depressiva che spesso accompagna il sovrallenamento. In un altro studio la somministrazione di 800 mg di fosfatidilserina per 10 giorni ha attenuato la risposta dell'acth e del cortisolo all'esercizio fisico. L'effetto della fosfatidilserina sull'asse ipotalamo-pituitario-surrenale è sembrata dose-dipendente; i partecipanti che avevano assunto 400 mg di fosfatidilserina al giorno hanno sperimentato la riduzione del cortisolo plasmatico, sebbene l'efficacia sia stata minore di quella ottenuta con il dosaggio di 800 mg. In uno studio randomizzato 10 uomini che hanno assunto 600 mg di fosfatidilserina per 10 giorni hanno sperimentato una significativa ridu-

6 zione nel picco del cortisolo e l'area sotto la curva del cortisolo rispetto al placebo. In un altro studio, 20 soggetti, divisi in 4 gruppi hanno assunto: 400 mg, 600 mg, 800 mg di fosfatidilserina Piante adottogene per surrenali e SNC o un placebo per 3 settimane. Al termine della terza settimana i partecipanti sono stati esposti al Trier Social Stress Test (TSST - protocollo per indurre risposte allo stress in laboratorio). Il gruppo che aveva assunto 400 mg di fosfatidilserina ha mostrato la riduzione di ACTH nel siero e del cortisolo salivare, oltre alla diminuzione alla risposta emozionale allo stress indotto dal TSST. Il termine adattogeno in botanica è utilizzato per indicare piante che siano in grado di migliorare la risposta non-specifica e che promuovano il recupero dallo stress. Coniato dai ricercatori russi Brekhman e Dardymov, un adattogeno presenta quattro proprietà: 1) è innocuo per l'ospite; 2) ha effetti generici non specifici; 3) aumenta la resistenza a vari stressor fisici, chimici o biologici e 4) agisce come stabilizzante/normalizzatore. Eleuterococco Evidenze sperimentali supportano l'utilizzo di eleuterococco (Eleutherococcus senticosus, detto anche ginseng siberiano) come adattogeno. Gli estratti della radice di questa pianta hanno mostrato di prolungare il grado di resistenza al nuoto in modelli animali e di modulare l'asse HPA in condizioni di fatica estrema. Farnsworth et al. hanno redatto una rassegna di studi clinici, che ha raccolto i dati di 2100 soggetti sani 19-72enni. I risultati complessivi indicano che l'eleuterococco è in grado di aumentare la capacità di adattamento in condizioni avverse, migliorando la performance mentale e la qualità del lavoro in condizioni stressogene. In uno studio in doppio cieco, a 45 volontari sani sono stati somministrati eleuterococco o un placebo per 30 giorni. Sono stati loro valutati alcuni parametri per misurare la risposta allo stress come il battito cardiaco e la pressione sanguigna sistolica e diastolica prima e dopo il trattamento. Il gruppo che aveva assunto eleuterococco ha mostrato la riduzione del 40% del battito cardiaco nella risposta agli stressor e del 60% della pressione sistolica come risposta ai test cognitivi. Il dosaggio consigliato di eleuterococco come adattogeno è di mg/die. Ginseng Le ricerche che dimostrano l'incremento della reazione a stress fisici o chimici in modelli animali in risposta alla somministrazione di ginseng (Panax ginseng) sono numerose. Gli esperimenti mostrano azioni sia sulle surrenali che sull'asse ipotalamo-pituitario-surrenale. A livello cerebrale o dell'asse HPA, le saponine del ginseng sembrano stimolare l'acth e la conseguente produzione di cortisolo, suggerendo che il ginseng possa potenziare la risposta allo stress acuto. In uno studio in doppio cieco, l'estratto di radice di ginseng associato a un multivitaminico ha migliorato i parametri soggettivi in un gruppo di soggetti esposti a un grado di stress fisico e mentale intenso, suggerendo un effetto adattogeno o antistress di questa combinazione. Gli estratti di ginseng esercitano proprietà neuroprotettive e cardiovascolari e modulano la neurotrasmissione mediante numerosi meccanismi cellulari, tra cui la regolazione della sintesi di ossido nitrico. Modelli comportamentali animali suggeriscono che i ginsenosidi (saponine ad azione farmacologica) abbiano effetti antistress, antidepressivi e ansiolitici. È stato anche osservato un miglioramento della memoria e dell'apprendimento mediato dalla stimolazione della neurogenesi e dalla modulazione a lungo termine del potenziamento dell'ippocampo. Nelle prestazioni cognitive umane numerosi studi hanno dimostrato consistenti miglioramenti nell'accuratezza della memoria, nell'attenzione e una diminuita latenza di potenziale evocato. L'estratto di ginseng ( mg/ die) ha mostrato anche un incremento delle performance mentali aritmetiche, oltre al miglioramento in termini di rilassamento. Rodiola Le proprietà adattogene e gli effetti protettivi a livello cardiopolmonare e del SNC svolti dalla rodiola (Rhodiola rosea) sono attribuiti principalmente alla sua capacità di influenzare i livelli delle amine biogene serotonina, dopamina e norepinefrina nella corteccia cerebrale, nel tronco encefalico e nell'ipotalamo. Cambiamenti nei livelli di monoamine sembrano dovuti all'inibizione dell'attività di enzimi responsabili della loro degradazione e della facilitazione del trasporto di neurotrasmettitori del cervello.

7 Oltre agli effetti sul SNC, la rodiola previene sia il rilascio delle catecolamine e la conseguente elevazione dell'amp ciclico nel miocardio, che la deplezione delle catecolamine surrenali indotte dallo stress. La rodiola ha mostrato di prevenire la riduzione della forza cardiaca contrattile secondaria a stress ambientale (freddo acuto) e di contribuire alla contrattilità stabile. Gli estratti di rodiola sono in grado di prevenire l'aumento dello stress indotto dal camp e diminuire nel cgmp nei tessuti cardiaci in animali da esperimento. La rodiola ostacola l'aumento delle beta-endorfine indotto dallo stress e controlla i cambiamenti comportamentali causati dallo stress cronico. Questa pianta è indicata nelle condizioni asteniche (declino della performance lavorativa, disturbi del sonno, irritabilità, cefalea e affaticamento) che si possono sviluppare in seguito a stress intellettuale o fisico intenso o malattie. In uno studio pilota è stato valutato l'effetto della rodiola in pazienti con disturbo d'ansia generalizzata (GAD). La somministrazione di 170 mg di rodiola 2 volte/die per 10 settimane ha prodotto un miglioramento significativo nei punteggi dell'hamilton Anxiety Rating Scale. In un altro studio in doppio cieco a 60 soggetti con affaticamento da stress, sono stati somministrati 576 mg di rodiola o un placebo 2 volte/ die (al mattino e a pranzo) per 28 giorni. Il gruppo che aveva assunto rodiola ha sperimentato il miglioramento della concentrazione mentale associato alla riduzione dell'affaticamento correlato allo stress e del cortisolo salivare rispetto al gruppo Magnesio, un nutriente per la mente placebo. È stato osservato l'effetto della supplementazione di rodiola sulle performance fisiche e mentali in medici durante il turno di notte per 2 settimane. La somministrazione di di estratto di rodiola 2 volte/die ha indotto un rilevante miglioramento in efficienza fisica, funzioni psicomotorie, stabilità dell'umore, performance mentali e minore necessità di sonno, associati a un benessere generale. Il magnesio è richiesto in numerose reazioni metaboliche, molte delle quali riguardano le funzioni cognitive. Molteplici studi riportano come la dieta occidentale sia carente di magnesio, contribuendo alla comparsa di disturbi quali irritabilità, affaticamento, confusione mentale, insonnia e predisposizione allo stress. La carenza di magnesio, infatti, aumenta le conseguenze negative dello stress. Queste reazioni sono mediate dall'eccessivo rilascio degli ormoni dello stress (catecolamine e corticosteroidi), la cui produzione incrementa in caso di deficit di magnesio. I dati epidemiologici e clinici riguardanti questo importante macrominerale nei disturbi cognitivi sono svariati. La somministrazione di magnesio è stata associata all'incremento della precisione in test sull'attenzione, mentre altri studi indicano un miglioramento del benessere psicologico, dell'umore, della percezione dello stress e della stanchezza mentale prima e dopo prestazioni impegnative. I livelli di questo macrominerale sono stati misurati in pazienti con comportamento aggressivo, riscontrando in tali soggetti carenze ematiche variabili tra il 10 e il 20%. (livello di riferimento 1,5-2,5 meq/l). Nella clinica il magnesio ha trovato impiego nella depressione, nei disturbi dell'umore premestruali e dell'ansia, mostrando risultati positivi. MAGNESIUM 375 B-COMPLEX PANTOTHENIC PHOS SERINE ELEUTEROCOCCO GINSENG RODIOLA TABELLA RIASSUNTIVA Minerale antistress, il magnesio agisce principalmente diminuendo l'ipereccitabilità neuronale, risultando in miglioramenti dell'attività psicomotoria, emozionale e comportamentale. Le vitamine del complesso B sono necessarie per il corretto funzionamento delle surrenali, la regolazione del sistema nervoso e la funzione cerebrale. Durante i periodi di stress si assiste ad un incremento del consumo di questi nutrienti. L'acido pantotenico modula la funzione surrenale ed è indispensabile per l'attivazione delle surrenali per favorire la produzione ormonale, come richiesto nei processi di adattamento allo stress. Nutriente modulatore del cortisolo, la fosfatidilserina è indicata per il sostegno surrenale in tutte le condizioni stressogene. L'eleuterococco è un adattogeno che in alcuni studi ha mostrato di essere in gradi di aumentare il grado di resistenza in condizioni di fatica estrema. Pianta elettiva per potenziare le risposte dell'organismo in caso di stress acuto. Tonico adattogeno ad attività antifatica ed efficace per il miglioramento del rendimento intellettuale. 1 tav/die con acqua durante il pasto 1 tav/die con acqua durante il pasto 1 cpr/die con acqua durante i pasti 1 cps 2 volte die con acqua durante i pasti 1 tav 2 volte die con acqua durante i pasti 1-2 cps/die con acqua durante i pasti 1 cpr 2 volte die con acqua durante i pasti

8 Bibliografia Chrousos GP. Stress and disorders of the stress system. Nat Rev Endocrinol 2009;5(7): Charmandari, E., Tsigos, C. & Chrousos, G. P. Neuroendocrinology of stress. Ann Rev Physiol , LeDoux, J. E. Emotion and the amygdala. In The Amygdala: Neurobiological Aspects of Emotion, Memory, and Mental Dysfunction (Ed. Aggleton, J. P.) (Wiley-Liss, New York, 1992). Dhabhar FS. Enhancing versus suppressive effects of stress on immune function: implications for immunoprotection and immunopathology. Neuroimmunomodulation 2009;16: Silverman MN, Pearce BD, Biron CA, Miller AH. Immune modulation of the hypothalamic-pituitaryadrenal (HPA) axis during viral infection. Viral Immunol 2005;18: Nomura K, Nakao M, Karita K, Nishikitani M, Yano E: Association between workrelated psychological stress and arterial stiffness measured by brachial-ankle pulse wave velocity in young Japanese males in an information-service company. Scand J Work Environ Health 2005,31: Head KA, Kelly GS. Nutrients and botanicals for treatment of stress: adrenal fatigue, neurotransmitter imbalance, anxiety, and restless sleep. Alternative Medicine Review, vol. 14, n 2, Dimsdale JE. Psychological stress and cardiovascular disease. J Am Coll Cardiol 2008;51(13): Kennedy DO, Wightman EL. Herbal extract and phytochemicals: plant secondary metabolities and the enhancent of human brain function. Adv Nutrition 2011, 2: Dimopoulos N, Piperi C, Salonicioti A, et al. Correlation of folate, vitamin B12 and homocysteine plasma levels with depression in an elderly Greek population. Clin Biochem Jun; (9 10): Marina Perfumi, Laura Mattioli. Adaptogenic and Central Nervous System Effects of Single Doses of 3% Rosavin and 1% Salidroside Rhodiola rosea L. Extract in Mice. Phytother Res 2007;21, Panossian A. Adaptogens: Tonic herbs for fatigue and stress. Alt Comp Ther 2003;9: Segerstrom, S.C., and G.E. Miller. Psychological stress and the human immune system: a meta-analytic study of 30 years of inquiry. Psychol Bull 2004;130: Stough C, Scholey A, Lloyd J, Spong J, Myers S, Downey LA. The effect of 90 day administration of a high dose vitamin B-complex on work stress. Hum Psychopharmacol 2011 Oct;26(7): Cochrane Database Syst Rev. Published online December 8, Carmel R. How I treat cobalamin (vitamin B12) deficiency. Blood 2008;112: Gene Bowman, et al. The good, bad, and ugly?: How blood nutrient concentrations may reflect cognitive performance. Neurology December 28, Depeint F, Bruce WR, Shangari N, Mehta R, O'Brien PJ. Mitochondrial function and toxicity: role of the B vitamin family on mitochondrial energy metabolism Chem Biol Interact (1-2): Durga J, van Boxtel MP, Schouten EG, Kok FJ, Jolles J, Katan MB, Verhoef P. Effect of 3-year folic acid supplementation on cognitive function in older adults in the FACIT trial: a randomised, double blind, controlled trial. Lancet 2007 Jan 20;369(9557): Radad K, Gille G, Liu L 1., Rausch WD. Use of ginseng in medicine with emphasis on neurodegenerative disorders. J Pharmacol Sci 2006;100: David O. Kennedy & Rachel Veasey & Anthony Watson & Fiona Dodd & Emma Jones & Silvia Maggini & Crystal F. Haskell Effects of high-dose B vitamin complex with vitamin C and minerals on subjective mood and performance in healthy males. Psychopharmacology 2010;211: Informazioni Riservate Esclusivamente alle Persone Qualificate nei Settori della Medicina, Alimentazione e Farmacia (art. 6 comma II - D.L. n. 111 del 27 gennaio 1992). Vietata la Divulgazione al Pubblico

9 Magnesium 375 MINERALE ANTISTRESS 375 mg Magnesio ad Elevata Biodisponibilità Informazioni Prodotto Ogni tavoletta contiene Magnesio 375 mg* Ingredienti: ossido di magnesio, agente di carica (cellulosa m.c.), stabilizzante (sorbitolo), addensante (carbossimetilcellulosa di sodio), agente di carica (calcio fosfato bibasico), antiagglomerante (magnesio stearato vegetale), ascorbato di magnesio, citrato di magnesio, gluconato di magnesio, succinato di magnesio, agenti di rivestimento (amido di mais, talco e glicerolo), colorante esterno (biossido di titanio). *100% RDA (Razione Giornaliera Raccomandata) Il magnesio (Mg) è l elemento catalitico e strutturale di maggiore significato nella fisiologia dell organismo umano. Necessario per l integrità funzionale e anatomica di numerosi organelli cellulari, è coinvolto in tutte le principali vie metaboliche (carboidrati, proteine e lipidi) e nelle reazioni di ossidoriduzione. Partecipando a più di 300 reazioni biochimiche, il Mg risulta essenziale per la crescita, la difesa immunitaria, la produzione di energia, l attività nervosa, cerebrale e muscolare, in particolare quella relativa al muscolo cardiaco. Sistema cardiovascolare Il deficit primario di magnesio è considerato tra i primi fattori di rischio per le malattie cardiovascolari ed è stato associato a numerose condizioni: Aritmie cardiache Il Mg ha un ruolo essenziale nell elettrofisiologia cardiaca. Il suo utilizzo come agente di controllo dell aritmia ventricolare e sopraventricolare è un area di interesse crescente negli ultimi anni. Negli studi effettuati su alcuni tipi di aritmia (QT lungo, aritmia ventricolare asintomatica e postoperatoria) si è potuto constatare che la supplementazione di Mg rappresenta un approccio fisiologico con un ottimo rapporto costo-efficacia-sicurezza. Malattia coronarica Il Mg mostra un ruolo rilevante nella patogenesi delle malattie delle coronarie e della morte cardiaca improvvisa. Sono stati osservati per 10 anni 400 soggetti (25-63 anni) ad alto rischio e divisi in 2 gruppi: al 1 fu prescritta una dieta ricca di Mg, mentre il 2 seguì la dieta usuale. Le complicazioni totali nel 1 gruppo furono significativamente minori di quelle del 2 (28,6% contro 60,3%). La morte cardiaca improvvisa fu una volta e mezza maggiore nel 2 gruppo rispetto al 1 e la mortalità totale fu nel 1 gruppo del 10,7%, nel 2 del 18%. Ipertensione Bassi livelli nel siero o un apporto carente di Mg sono associati all incremento del rischio di malattia coronarica e ipertensione. Studi epidemiologici, in vivo e clinici hanno dimostrato che l assunzione orale di Mg (365 mg/die) può esercitare un effetto benefico sull ipertensione leggera-moderata. Sistema nervoso Stress La carenza di Mg si verifica durante condizioni di stress intenso, sia fisico che mentale. Il suo deficit, inoltre, aumenta le conseguenze negative dello stress. Queste reazioni sono mediate dall eccessivo rilascio degli ormoni dello stress (catecolamine e corticosteroidi), la cui produzione aumenta in caso di deficit di Mg, condizione che riduce ulteriormente i livelli di Mg nei tessuti. Depressione In numerosi studi la somministrazione di Mg, in particolare nella depressione e nei disturbi comportamentali, il Mg ha mostrato effetti benefici. In uno studio condotto da Cox et al. su soggetti affetti da depressione cronica primaria, è stato rilevato che l 89% dei pazienti presentava carenza di Mg. Il suo deficit è stato osservato anche in pazienti schizofrenici, maniaco-depressivi e in bambini affetti da iperattività e disturbi dell attenzione (ADHD). Emicrania La carenza di Mg induce una costrizione e uno spasmo dei vasi sanguigni cerebrali, provocando ipereccitabilità cellulare. È stato osservato che il 50% dei pazienti durante un attacco acuto di emicrania mostra bassi livelli di Mg. In alcuni studi in doppio cieco la somministrazione orale di Mg (600 mg/die) ha mostrato di ridurre la frequenza degli attacchi e i giorni di durata dell emicrania. Sindrome premestruale In uno studio studio su 192 donne sofferenti di PMS, la supplementazione di Mg (360 mg 3 volte/die) in particolare durante la fase luteale, dall ovulazione alla mestruazione, ha favorito la riduzione di irritabilità, ansia, depressione, gonfiore agli arti e tensione mammaria. In un altro studio la somministrazione di Mg durante la settimana che precede il ciclo ha mostrato di ridurre la durata dei giorni di emicrania e dei sintomi di questa sindrome. Sistema osteoarticolare In alcuni studi in donne in menopausa, la somministrazione di Mg ha mostrato di prevenire il rischio di fratture e promuovere l aumento della densità ossea. Il consumo Mg supplementare rappresenta anche un fattore protettivo per il mantenimento di un corretto equilibrio acido-basico. Infatti, l organismo nel tentativo di compensare l eccesso di acidi assunti con la dieta, utilizza le basi presenti nelle ossa, tra cui il Mg, provocando fragilità ossea e osteoporosi. Il Mg svolge un ruolo importante nella funzione muscolare, tant è che tra i sintomi della sua carenza vi sono i crampi muscolari. Stipsi Possiamo considerare il Mg un lassativo naturale. La sua carenza può provocare stipsi perché il Mg regola e mantiene l alcalinità intestinale e previene la formazione di gas nel tratto gastrointestinale. bibliografia Schulze MB et al. Fiber and magnesium intake and incidence of type 2 diabetes - a prospective study and meta-analysis. Arch Intern Med 2007;167: Utile in caso di ARITMIE CARDIACHE TERAPIE A BASE DI DIURETICI IPERTENSIONE LEGGERA- MODERATA STRESS EMICRANIA E CEFALEA TENSIVA DEPRESSIONE OSTEOPOROSI SBALZI D UMORE CRAMPI MUSCOLARI SINDROME PREMESTURALE STIPSI Modo d uso 1 tavoletta al giorno con acqua durante il pasto. Avvertenze Non assumere in caso di insufficienza renale, blocco atrio-ventricolare di grado elevato e miastenia grave. Può causare diarrea, nausea e crampi addominali. Può diminuire l assorbimento di farmaci bifosfonati, chinolonici e tetracicline. Durante la gravidanza e l allattamento è opportuno sentire il parere del medico. Integratori sinergici Calcium 750 B-6 Potassium 99 Biancospino LaxFactors Adrenal Rodiola 100 tavolette # 0046

10 B Complex 50 t/r Vitamine del Complesso B VITALITÀ ED ENERGIA Informazioni Prodotto Ogni tavoletta contiene Vitamina B-1 Vitamina B-2 Vitamina B-6 Niacina Vitamina B-12 Acido folico Acido pantotenico Biotina P.A.B.A. Colina Inositolo 50 mcg 400 mcg 50 mcg Ingredienti: agente di carica (calcio fosfato bibasico), maltodestrina, antiagglomerante (acido stearico vegeale), colina bitartrato, addensanti (cellulosa m.c. e idrossipropilmetilcellulosa), piridossina cloridrato, tiamina mononitrato, calcio d-pantotenato, riboflavina, nicotinamide, acido para-amino benzoico (P.A.P.A.), inositolo, addensante (gomma d acacia), antiagglomeranti (biossido di silicio e magnesio stearato vegetale), agenti di rivestimento (idrossipropilmetilcellulosa e glicerolo vegetale), acido folico, prezzemolo foglia e.s. 4:1, erba medica e.s. 5:1, crescione pianta e.s. 4:1, crusca riso, vitamina B-12, biotina. Le vitamine del gruppo B svolgono ruoli molteplici nel mantenimento della salute. La loro presenza è richiesta per il funzionamento di sistema immunitario, apparato digestivo, cuore, muscoli e la produzione di nuove cellule ematiche. Intervengono, inoltre, nel metabolismo di lipidi, carboidrati e proteine, nei processi di accrescimento e di riproduzione cellulare, oltre a svolgere effetti protettivi sul DNA e a livello epatico. Ciascuna di queste vitamine ha una particolare funzione nei processi metabolici, che non può essere sostituita da nessun altra vitamina del gruppo. Le vitamine del gruppo B sono idrosolubili e pertanto solo scarse quantità di queste sostanze vengono immagazzinate nell organismo; ciò significa che per un loro apporto ottimale dipendiamo principalmente dall introduzione costante con la dieta. Particolarmente importanti per la digestione sono B-1, B-2, B-3 e B-6. Protezione cute e annessi cutanei Le vitamine del gruppo B sono necessarie per la sintesi del RNA e DNA e la riproduzione cellulare. Poiché pelle, capelli e unghie sono in costante rinnovamento e crescita, un apporto ottimale di B-1, B-2, B-3, B-5, B-9, B-12, biotina e colina è in grado di prevenire stati carenziali che possono provocare pelle secca, dermatiti, rughe, acne e eruzioni cutanee, caduta dei capelli, debolezza ungueale. Recenti ricerche hanno individuato nelle vitamine del gruppo B un particolare ruolo protettivo. Disturbo bipolare Anche se non sono disponibili molte ricerche concernenti l utilizzo delle vitamine del gruppo B per il trattamento del disturbo bipolare, evidenze cliniche suggeriscono un ruolo potenzialmente benefico. Soggetti con disturbo bipolare che assumono litio, o che sono in fase maniacale, spesso mostrano bassi livelli di acido folico. La supplementazione di questa vitamina ( mcg/die) sembra aumentare gli effetti del litio. Anche bassi livelli di vitamina B-12 possono avere un ruolo nel provocare stati maniacali. Questa vitamina partecipa alla formazione di neurotrasmettitori che regolano l umore (GABA, serotonina, dopamina). La colina in piccoli studi ha mostrato risultati promettenti in questo disturbo (50 mg/kg die), come anche l inositolo. Infezione da HIV Le vitamine del gruppo B sono indispensabili per le funzioni delle cellule a rapido turnover come quelle del sistema immunitario, dove agiscono per lo più come cofattori enzimatici. La somministrazione di queste vitamine (B-1, B-6, B-12) corregge le carenze osservate in pazienti affetti da HIV e sembra aumentare il tempo di sopravvivenza di tali soggetti. Le vitamine del gruppo B svolgono, inoltre, effetto protettivo contro il danno epatico (B-1, B-2) e rappresentano un utile supporto per il sistema immunitario (in particolare B-6, B-12, acido folico). Utile in caso di ASTENIA STRESS DIMAGRIMENTO CONVALESCENZA ABUSO DI ALCOL DEPRESSIONE USO FREQUENTE DI FARMACI DISTURBI NERVOSI DISTRUBI NEUROMUSCOLARI VEGETARIANISMO Modo d uso 1 tavoletta al giorno con acqua durante il pasto. Avvertenze Gli integratori a base di riboflavina conferiscono una colorazione gialloverde alle urine, che tuttavia non riveste alcun significato patologico. I soggetti che soffrono di anemia dovrebbero assumere con cautela integratori contenenti acido folico. Integratori sinergici Acidophilus Bed Time Clorella Magnesium 375 Propoli d Api Spray Rodiola Incremento della produzione di energia La vitamina B-1 è necessaria per la conversione i carboidrati in glucosio. B-2, B-3, B-5, B-6 e biotina sono richieste a livello cellulare per convertire il glucosio in energia. Ottimizzazione delle funzioni del sistema nervoso La vitamina B-5 è necessaria per il corretto funzionamento delle surrenali e la produzione di alcuni ormoni. B-1, B-6 e B-12 sono essenziali per la regolazione del sistema nervoso e la funzione cerebrale. Non a caso queste tre vitamine vengono chiamate vitamine neurotrope. La B-9 (acido folico) è necessaria per la prevenzione di malformazioni del tubo neurale nel feto. Promozione della digestione Le vitamine del gruppo B sono necessarie per una corretta digestione, la produzione di acido cloridrico e la degradazione di grassi, proteine e carboidrati. bibliografia Kanter AS, Spencer D, et al. Supplemental multivitamins or vitamin B complex significantly delay progression to AIDS and death in South African patients infected with HIV. Abstract 217. Conference of Retroviruses and Opportunistic Infections, Chicago, tavolette # 0025

11 Pantothenic 500 mg Acido Pantotenico (vitamina B-5) VITAMINA ANTISTRESS Informazioni Prodotto Ogni compressa contiene Acido Pantotenico (da calcio pantotenato) 500 mg agente di carica (calcio fosfato bibasico), addensante (carbossimetilcellulosa di sodio), antiagglomeranti (acido stearico e magnesio stearato vegetali), crusca di riso, agenti di rivestimento (idrossipropilmetilcellulosa e polietilenglicole), colorante (biossido di titanio). L acido pantotenico è un composto molto diffuso nel mondo vivente, da cui il suo nome, che in greco significa ovunque. L acido pantotenico è una vitamina del complesso B e svolge importanti funzioni nell organismo umano in quanto stimola la secrezione degli ormoni delle ghiandole surrenali e interviene nella produzione di energia. Il nostro corpo converte l acido pantotenico in coenzima A che, sottoforma di acetil-coenzima A, è il crocevia del metabolismo di lipidi, carboidrati e di alcuni aminoacidi. È contenuto in buone concentrazioni in lievito di birra, fegato, cereali integrali, legumi, latte, vegetali a foglia verde. La sua carenza, piuttosto rara, può causare disturbi neuromotori (per la diminuita sintesi di acetilcolina) e cardiovascolari (per un alterato metabolismo di grassi e carboidrati). L acido pantotenico, sotto forma di acetil coenzima A, partecipa ai seguenti meccanismi: sintesi dagli acidi grassi e, quindi, dei fosfolipidi di membrana sintesi di particolari aminoacidi, come leucina, arginina e metionina sintesi dei corpi chetonici, utilizzabili al posto del glucosio in condizioni di digiuno sintesi del colesterolo (da cui derivano gli acidi biliari e gli ormoni steroidei) e del coenzima Q sintesi dell acido gamma-amminolevulinico, precursore dell anello porfirinico della vitamina B-12, citocromi, emoglobina sintesi del neurotrasmettitore acetilcolina e di N-acetil-aminozuccheri, che costituiscono le glicoproteine e i glicolipidi L acetil-coenzima A può entrare, inoltre, nel ciclo degli acidi tricarbossilici e, pertanto, rappresenta la fonte dei due carboni destinati ad ossidarsi in anidride carbonica con generazione di ATP (energia). Inoltre l acetilcoenzima A prende parte dell acetilazione di numerose proteine, con conseguente modifica della loro attività. In particolare, sono interessate proteine eritrocitarie, del sistema immunitario, del sistema nervoso, e proteine di trasduzione di segnali. Esaurimento surrenale Le relazioni che intercorrono tra acido pantotenico e surreni, sono state messe in evidenza già da alcuni anni. Nel ratto, fin dalle prime settimane di carenza, compaiono alterazioni morfologiche a carico delle cellule della corteccia surrenale: la zona più colpita dalle lesioni è quella fascicolata e il danno maggiore risulta a carico delle cellule che producono gli ormoni glicoattivi. I risultati di alcuni esperimenti condotti sull uomo dal Prof. Fidanza e colleghi, mettono in evidenza come l attività del surrene possa essere positivamente influenzata dalla somministrazione di tale nutriente: infatti l acido pantotenico è stato per lungo tempo considerato una vitamina antistress. Il Prof. Fidanza suggerisce quindi a scopo protettivo la somministrazione di alte dosi di acido pantotenico in tutti quei casi in cui alla corteccia surrenale sia richiesta una maggiore attività. Malattie infettive e stati di stress con meccanismi diretti o indiretti potrebbero portare la ghiandola all esaurimento funzionale. Cicatrizzazione cutanea e alopecia In carenza di acido pantotenico sono state osservate lesioni a carico di mucose, cute e annessi cutanei: tale nutriente, stimolando i processi di rigenerazione tessutale, favorisce la cicatrizzazione di qualsiasi tipo di piaga. L acido pantotenico, somministrato in vari tipi di alopecie siano esse seborroiche, idiopatiche o secondarie, è di particolare importanza. In un periodo di tempo che varia da 2 a 6 mesi, tale nutriente è in grado di esplicare un azione ben visibile sui capelli, i quali si rafforzano, perdendo il loro aspetto opaco, fragile e depigmentato. Colesterolo Alcune ricerche hanno messo in evidenza come la somministrazione di acido pantotenico sia in grado di ridurre colesterolo e trigliceridi, e di riportare alla norma il rapporto tra le beta-lipoproteine e le alfalipoproteine. Un derivato dell acido pantotenico, la pantetina riduce l iperlipidemia. Già dopo le prime settimane di trattamento si è notato un miglioramento del quadro lipoproteico, con diminuzione del colesterolo totale e delle LDL e relativo aumento delle HDL. bibliografia Vaxman F, Olender S, Lambert A, et al. Effect of pantothenic acid and ascorbic acidsupplementation on human skin wound healing process. A double-blind, prospective and randomized trial. Eur Surg Res 1995;27(3): P. Stern; Vitamin D and bone - Kidney International 38 (suppl.) , Sept., Utile in caso di ESAURIMENTO SURRENALE INCANUTIMENTO PRECOCE DEI CAPELLI ATONIA INTESTINALE Modo d uso 1 compressa al giorno con acqua durante il pasto. Integratori sinergici Magnesium 375 Hair Formula Zinc 30 C Complex 1000 t/r Biotin Adrenal 100 compresse # 0088

12 Phos Serine FUNZIONE COGNITIVA Informazioni Prodotto Due capsule contengono Fosfatidilserina Vitamina E 200 mg *30 mg antiagglomeranti (magnesio stearato vegetale e biossido di silicio). Capsula di origine vegetale in idrossipropilmetilcellulosa. *pari al 250% dell RDA. La fosfatidilserina (PS) è un fosfolipide naturalmente presente nelle membrane cellulari, dove svolge un rilevante ruolo morfo-funzionale. In particolare, è in grado di stimolare le attività cerebrali, soprattutto quelle attinenti alla sfera cognitiva. La fosfatidilserina promuove tutte le funzioni che dipendono dalla membrana cellulare e modula la produzione di acetilcolina e dopamina, neurotrasmettitori di fondamentale importanza per apprendimento e processi mnemonici. Inoltre, la PS ha mostrato di normalizzare la densità dei recettori neuronali e stimolare la sintesi di NGF (Nerve Growth Factor), fattore neurotrofico al quale è stato riconosciuto un ruolo non secondario nella risposta allo stress psichico, nella modulazione endocrino-immunitaria, nella crescita, nello sviluppo e in alcune alterazioni di determinate aree cerebrali. In esperimenti su animali la PS ha dimostrato di rallentare il declino della risposta immunitaria; inoltre, agendo sui recettori dell interleuchina 2, sembra promuovere l attivazione delle cellule T. Nell anziano la sua somministrazione migliora le capacità mnemoniche, le interazioni sociali e il grado di attività, ma numerose ricerche indicano che la fosfatidilserina incrementa le funzioni cognitive e comportamentali anche in soggetti giovani. Deficit di memoria e invecchiamento cerebrale Le ricerche scientifiche sul ruolo della fosfatidilserina nell invecchiamento cerebrale risalgono agli anni 70 e hanno permesso di raccogliere informazioni di notevole interesse. Dopo numerosi studi in vivo, sono state condotte ricerche cliniche sia sull invecchiamento cerebrale generalizzato che su quello di pazienti affetti da Alzheimer. In uno studio multicentrico (Amaducci, 1988) la somministrazione di fosfatidilserina a 145 malati di Alzheimer ha migliorato abilità verbale, memorizzazione e capacità di gestire le attività quotidiane. In un altro studio (Crook, 1991) fu esaminato e confermato l effetto salutare della fosfatidilserina in soggetti con deficit di memoria associato all età. La somministrazione di fosfatidilserina a 247 pazienti (oltre i 65 anni) con deficit cognitivo da moderato a severo, ha indotto miglioramenti sia di tipo cognitivo che comportamentale. Uno degli studi che ha coinvolto un numero maggiore di pazienti (425, età media anni) è quello di Cenacchi et al. (1993). Tutti i soggetti mostravano un declino cognitivo da moderato a grave. Per 6 mesi furono loro somministrati 300 mg/die di PS. Al termine del periodo di osservazione si riscontrò un miglioramento sia delle funzioni mentali e cognitive che della concentrazione. I maggiori risultati furono osservati nei soggetti che avevano associato l assunzione di PS a dieta ed esercizio fisico. Nei numerosi trial condotti in Europa e USA negli ultimi anni è emerso che la PS è in grado di migliorare funzioni cognitive, memoria e richiamo, umore, partecipazione e interessi sociali. Sport: aumento della forza muscolare e riduzione del cortisolo Recentemente si è diffuso l utilizzo della fosfatidilserina tra gli atleti come agente ergogenico. Questo effetto sembra dovuto all evidenza che la fosfatidilserina riduca il rilascio di cortisolo, un ormone la cui produzione è associata al catabolismo muscolare dopo esercizio fisico impegnativo. In uno studio in doppio cieco su 11 atleti sottoposti a intenso allenamento, è stata osservata la riduzione dei livelli di cortisolo del 20% nei soggetti che avevano assunto 800 mg/die di fosfatidilserina, rispetto al gruppo placebo. In un altro studio condotto su 9 atleti, il dosaggio di 400 e 800 mg/die ha prodotto la diminuzione del cortisolo rispettivamente del 16% e 30%. Si ipotizza che la PS sia in grado di ostacolare l attivazione dell asse pituitario-adrenergico indotto dallo stress. Un altro effetto evidenziato del cortisolo è stata la riduzione dei sintomi della sindrome da sovrallenamento. Stress Studi recenti hanno dimostrato che la produzione eccessiva e prolungata di cortisolo, come avviene durante condizioni di stress cronico, può causare una riduzione dell ippocampo, struttura indispensabile alla fissazione della traccia di memoria. L assunzione di PS può avere effetti benefici in tutte le condizioni stressogene, migliorando sintomi comportamentali e cognitivi mg Fosfatidilserina e Vitamina E bibliografia Pepeu G, Pepeu IM, Amaducci L. A review of phosphatidylserine pharmacological and clinical effects. Is phosphatidylserine a drug for the aging brain? Pharmacol Res 1996;33(2):7380. Heiss WD, et al. Long-term effects of phosphatidylserine, pyritinol, and cognitive training in Alzheimer disease. Cognitive Deterioration 1994;5: Utile in caso di DEFICIT COGNITIVI CALO DI MEMORIA STANCHEZZA PSICOFISICA STRESS MORBO DI ALZHEIMER ATTIVITÀ SPORTIVA Modo d uso 1 capsula 2 volte al giorno con acqua durante il pasto. Per ottenere il massimo beneficio, si consiglia l uso continuato nel tempo. Integratori sinergici Ginkgo Plus 5-HTP Memory 2000 Rodiola Adrenal Allergeni Contiene soia. 30 capsule # 0306

13 Eleuterococco Siberian Ginseng TONICO ADATTOGENO Informazioni Prodotto Due capsule contengono Eleuterococco radice 500 mg (Eleutherococcus senticosus) estratto secco titolato 5% [25mg] saponosidi totali 0,4% [2mg] eleuterosidi Eleuterococco radice in polvere 400 mg maltodestrina, agente di carica (cellulosa m.c.), antiagglomeranti (magnesio stearato vegetale e biossido di silicio). Capsula di origine vegetale in idrossipropilmetilcellulosa. L Eleutherococcus senticosus è una pianta originaria delle zone temperato-fredde dell estremo oriente (Russia, Cina del Nord, Manciuria, Corea), dove vegeta nel sottobosco della taiga. Nel fitocomplesso sono contenuti acido caffeico e derivati, incluso acido clorogenico, idrossicumarine, lignani, tra cui eleuteroside D, fitosteroli, eleuteroside B, glicosidi steroidei, tra i quali eleuteroside A e saponine triterpeniche. Questa pianta ha dimostrato proprietà immunostimolanti e toniche generali e, in qualità di adattogeno, di migliorare la resistenza fisica e psichica. Sono stati inoltre osservati effetti ipoglicemizzanti. Azione immunostimolante Numerosi studiosi hanno dimostrato l aumento dei linfociti T, B, interferone e dell efficacia dei macrofagi, fenomeni legati in particolare agli eleuterosidi B e D, ai polisaccaridi PES-A e B. Recenti studi hanno dimostrato la capacità della pianta di aumentare i livelli di interleuchina 1 e interleuchina 6, importanti mediatori della risposta immunitaria (Steinmann, Esperester, Joller, 2001). In uno studio in doppio cieco controllato con placebo su 36 soggetti sani, l assunzione di eleuterococco ha mostrato la capacità di migliorare la reattività immunitaria non specifica. Dopo 28 giorni sono migliorati parametri importanti (linfociti T, cellule T attivate, cellule T-helper, cellule citotossiche, cellule NK e linfociti B), che nel gruppo placebo sono rimasti inalterati. In un altro studio in doppio cieco condotto su 14 volontari, dopo 7 giorni è stata documentata nel gruppo verum un aumento statisticamente significativo della stimolazione della fagocitosi. In URSS la somministrazione profilattica di eleuterococco ha mostrato una significativa riduzione (fino al 90%) nell incidenza delle sindromi influenzali. L azione preventiva è stata osservata anche nelle patologie respiratorie acute e croniche. Azione adattogena con miglioramento del rendimento energetico L azione adattogena dell eleuterococco è stata osservata in diversi modelli e nei confronti di molteplici fattori stressogeni. Numerosi studi condotti in Russia sull eleuterococco hanno mostrato una rilevante attività adattogena, con effetti antistress e azione benefica su memoria e cognizione. Studi condotti su cosmonauti hanno mostrato la capacità di questa pianta di aumentare in tali soggetti la resistenza a fatica, freddo e malattie. In atleti giapponesi è stato osservato un incremento dell intensità dello sforzo massimale del 23% e della resistenza allo sforzo massimale del 16,3, oltre a un aumento del consumo di ossigeno del 12%. È stata osservata una riduzione annua del 40% dei giorni di lavoro persi e del 50% delle malattie in soggetti sottoposti a stress termico (condizioni di lavoro a - 5 C). Studi condotti in Russia su 1200 operai hanno evidenziato che la somministrazione di eleuterococco 2 mesi all anno aveva ridotto del 30% le giornate di lavoro perse. In un altro studio è stato osservato un incremento della capacità lavorativa (+7,5%) con l aumento del consumo di ossigeno, della frequenza cardiaca e della forza contrattile del miocardio. bibliografia JM Jellin et al. Natural Medicine. Stockton J. Gruenwald et al. PDR for Herbal Medicines. Thomson A. Chevalier Enciclopedia delle piante medicinali idealibri Giusti E., Rossi M.: Ginseng ed Eleuterococco: identikit a confronto Erboristeria Domani, n. 4, Giusti E., Rossi M.: Ginseng ed Eleuterococco: farmacologia e studi clinici Erboristeria Domani, n. 5, % Saponosidi Totali Utile in caso di CALO DELLE DIFESE IMMUNITARIE STRESS MALATTIE DA RAFFREDDAMENTO INFEZIONI VIRALI AFFATICAMENTO PSICOFISICO DEBILITAZIONE Modo d uso 1 capsula 2 volte al giorno durante i pasti. Avvertenze Non assumere in caso di ipertensione. Dopo 6-8 settimane di uso continuato, interrompere l assunzione per 1 o 2 settimane. Integratori sinergici Echinacea C Complex 500 t/r NADH Magnesium 375 B Complex 50 Damiana Ginkgo Plus Rodiola Phos Serine Iperico 50 capsule # 0201

14 Ginseng Korean ginseng TONICO ADATTOGENO Informazioni Prodotto Ogni capsula contiene Ginseng radice 2 (Panax ginseng) estratto secco titolato 12% [30mg] ginsenosidi maltodestrina, agente di carica (cellulosa m.c.), antiagglomeranti (magnesio stearato vegetale e biossido di silicio). Capsula di origine vegetale in idrossipropilmetilcellulosa. Il ginseng coreano (Panax ginseng) è una pianta che cresce spontanea in Cina, Russia e Corea. La parte usata, la radice, ha una composizione molto ricca (vitamine, zuccheri e fitoestrogeni), nella quale spiccano i ginsenosidi (saponine triterpeniche), i principi attivi maggiormente studiati. La denominazione bianco si riferisce al metodo di preparazione (essiccazione), forma ufficialmente riconosciuta dalla Farmacopea Europea. L azione del ginseng è articolata. Come pianta adattogena modula l attività dei sistemi immunitario, endocrino e nervoso, aumentando la capacità di adattamento dell organismo a stress esterni e interni. Il ginseng migliora la performance fisica e la capacità di apprendimento e mostra attività immunomodulatoria. Azione sul SNC L azione stimolante sul SNC è la più studiata. Sembra che i ginsenosidi siano in grado di potenziare l NGF (Nerve Growth Factors), che favorisce l incremento della vita media dei neuroni corticali. In numerosi studi la somministrazione di ginseng ha mostrato miglioramenti di memoria, capacità di apprendimento, attenzione e tono dell umore. In alcuni studi clinici il ginseng ha mostrato l aumento della capacità di calcolo aritmetico, deduzione logica, attenzione, tempo di reazione, alleviando contemporaneamente la sensazione di stanchezza. In esperimenti condotti in vivo ha mostrato attività antidepressiva. Azione antifatica e antistress Negli atleti l assunzione di ginseng ha migliorato il consumo d ossigeno da parte delle cellule e la ventilazione polmonare, diminuendo i livelli di acido lattico nel plasma e la frequenza cardiaca. Questo ha permesso di incrementare la capacità lavorativa grazie a una migliore utilizzazione cellulare di ossigeno (Pieralisi et al. 1991). In uno studio in doppio cieco su infermieri sottoposti a turni notturni, la somministrazione di ginseng ha prodotto un modesto effetto antifatica e il miglioramento dei parametri stressori (malumore, letargia, malessere). In qualità di adattogeno, il ginseng aumenta la resistenza ad ogni tipo di stress fornendo energia psicofisica all organismo. Azione endocrina Il ginseng ha mostrato attività a carico del sistema endocrino, in particolare con un aumento dell ACTH e dei glicocorticoidi surrenalici, che potrebbe spiegare in parte il meccanismo di difesa dallo stress e dalla fatica. Alcuni studi hanno evidenziato la riduzione dei livelli di prolattina. Azione immunostimolante Il ginseng ha mostrato la capacità di favorire l attività dei globuli bianchi e di aumentare la produzione di interferone e il numero di anticorpi nell organismo. Alcuni ricercatori russi somministrarono 4 mg al giorno di ginsenosidi a 1500 operai. Confrontando i dati con quelli degli altri lavoratori, fu rilevato che quelli sottoposti al trattamento con ginseng avevano perso meno giorni di lavoro a causa di malattie comuni come raffreddori, influenze e tonsilliti. L aumento della risposta immunitaria, l incremento di leucociti NK, i maggiori valori di anticorpi sono stati notati anche da un gruppo di ricercatori italiani dopo la valutazione dei dati ottenuti da un controllo con un placebo (Scaglione F. et al., 1996). In altri studi è stata osservata la riduzione dell incidenza di malattie da raffreddamento, bronchiti e infezioni virali conseguente all assunzione di ginseng. Azione afrodisiaca Sono stati effettuati alcuni studi per valutare la capacità stimolante sessuale della radice. Uno studio italiano su 66 uomini, ha dimostrato che l assunzione di un preparato a base di ginseng aveva aumentato il numero di spermatozoi per eiaculazione e i livelli ematici di testosterone (Salvati G. et al., 1996). Un altro studio coreano su pazienti affetti da disfunzioni erettili ed eiaculazione precoce, ha confrontato l effetto della droga con un placebo e un farmaco. Fu evidenziato il miglioramento delle capacità erettili, del desiderio sessuale e della soddisfazione nei soggetti che avevano assunto ginseng rispetto agli altri due gruppi (Choi HK et al., 1995) % Ginsenosidi bibliografia Sheldon S. Hendler, D. Rorvik PDR for nutritional supplements Thomson A. Chevalier Enciclopedia delle piante medicinali idealibri R. Longo Le Monografie Tedesche Studio Edizioni Utile in caso di STRESS ATONIA STANCHEZZA PSICOFISICA MALATTIE DA RAFFREDDAMENTO INAPPETENZA DISFUNZIONI ERETTILI MANCANZA DI CONCENTRAZIONE SCARSE DIFESE IMMUNITARIE DEFICIT DI MEMORIA Modo d uso 1-2 capsule al giorno con acqua durante i pasti. Si consiglia l uso continuato per 2-3 settimane seguito da 2 settimane di intervallo. Avvertenze Evitare l uso durante la gravidanza e l allattamento. Non associare a anticoagulanti, ipoglicemizzanti, inibitori MAO ed estrogeni. Integratori sinergici Antis t/r NADH Magnesium 375 SxFactors Ginkgo Plus C Complex 500 Maca Adrenal Andrographis 50 capsule # 0183

15 Rodiola Rhodiola TONICO ADATTOGENO Informazioni Prodotto Due capsule contengono Rodiola rizoma 500 mg (Rhodiola rosea) estratto secco titolato 3% [15mg] rosavin maltodestrina, agente di carica (cellulosa m.c.), antiagglomeranti (magnesio stearato vegetale e biossido di silicio). Capsula di origine vegetale in idrossipropilmetilcellulosa. La Rhodiola rosea è una pianta popolare della medicina tradizionale dell Europa orientale e dell Asia, conosciuta per le proprietà stimolanti il sistema nervoso, antidepressive, antifatica e preventive del mal di montagna. In qualità di adattogeno, la rodiola ha la capacità di aumentare la resistenza dell organismo contro una vasta gamma di stressor chimici, biologici e fisici. Numerosi studi hanno dimostrato che questa pianta stimola l attività dei neurotrasmettitori nel SNC e influenza positivamente la disponibilità di serotonina, norepinefrina, dopamina e acetilcolina nei percorsi neurologici che regolano l umore. E stato inoltre dimostrato che la rodiola migliora la permeabilità della barriera emato-encefalica a specifici neurotrasmettitori precursori della serotonina e dopamina. Inoltre, è stato riportato che previene il rilascio di catecolamine, il seguente aumento di AMP ciclico nel miocardio e la deplezione delle catecolamine surrenali indotta da stress acuto. Il composto principale dal quale dipendono le attività adattogene, neurotropiche e stimolanti del rizoma di rodiola è il rosavin, la cui titolazione non dovrebbe essere inferiore al 3%. Attività antifatica e miglioramento del rendimento intellettuale Esperimenti russi hanno evidenziato un effettiva azione positiva sull apprendimento e sulla memoria, particolarmente evidenti in situazioni di stress (Petkov et al., 1986). La somministrazione di e.s. di rodiola è in grado di esercitare un effetto stimolante nei confronti dell attività mentale, migliorando concentrazione, lucidità e potenziale mnemonico, già dopo una singola dose. Sembra che il rosavin sia responsabile della modulazione dei livelli di noradrenalina e dopamina nel cervello, meccanismo d azione che permette il miglioramento delle performance di memoria e apprendimento. In uno studio doppio cieco su studenti di lingua straniera durante una sessione d esami, è stato osservato l effetto stimolante e tonico della rodiola, in particolare nei test di capacità fisica, affaticamento mentale e neuromotorio. In un esperimento per testare la capacità della rodiola in due dosaggi (1-2 cps contenenti 185 mg di e.s. di rodiola) sul lavoro mentale in condizioni di fatica e stress su 121 cadetti (19-21 anni), la rodiola ha mostrato un pronunciato effetto antifatica già al dosaggio più basso. In un trial clinico in doppio cieco i partecipanti, 60 uomini e donne 20-55enni con sindrome da affaticamento cronico, hanno ricevuto 144 mg di e.s. di rodiola 4 volte/die o un placebo per 28 giorni. Nel gruppo rodiola, dopo il trattamento, è stato osservato un consistente effetto antifatica, un miglioramento nella curva dell attenzione e la riduzione delle concentrazioni salivari di cortisolo al risveglio. Azione antidepressiva e antiansia Secondo le sperimentazioni condotte, l estratto di rizoma della rodiola nei confronti della depressione è in grado di innalzare i livelli di serotonina e di mantenerli alti nel sangue. In un recente studio su pazienti con disturbi d ansia generalizzata, la somministrazione di 340 mg/die di rodiola per 10 settimane ha mostrato il miglioramento dei sintomi, calcolati secondo il punteggio della scala di Hamilton. In un altro studio in doppio cieco controllo con gruppi paralleli, 89 pazienti con depressione leggera/ moderata, hanno ricevuto giornalmente 340 o 680 mg di e.s. di rodiola o un placebo. Dopo 6 settimane sono stati osservati miglioramenti nei gruppi rodiola, ma non in quello placebo. Mobilizzazione del grasso corporeo La Rhodiola rosea partecipa all attivazione della lipasi tissutale, specifico enzima che mobilita gli acidi grassi a partire dai trigliceridi, favorendo la mobilitazione dei grassi corporei. In particolare il rosavin, flavonoide di natura glicosidica, sembra essere coinvolto nell attivazione della lipasi tissutale. In due studi effettuati in doppio cieco somministrando estratto di rodiola, confrontando i risultati con il gruppo di controllo, è stato evidenziato che a parità di attività fisica, coloro che avevano assunto rodiola mostravano un incremento degli acidi grassi nel siero, confermando la capacità della pianta di mobilizzare gli acidi grassi a partire dai trigliceridi presenti nel tessuto adiposo. In uno studio clinico in doppio cieco su 130 pazienti obesi e 143 di controllo, la somministrazione di 300 mg di e.s. di rodiola prima dei pasti principali, associata a una dieta moderatamente ipocalorica e regolare attività fisica, ha mostrato una maggiore riduzione del peso corporeo, in termini di massa grassa, miglioramento dell umore e della qualità del sonno rispetto al placebo. Miglioramento delle prestazioni sportive La rodiola accorcia il tempo di recupero muscolare post-esercizio, aumenta i livelli di ATP (adensintrifosfato) e CP (creatinfosfato) nel tessuto muscolare e i livelli plasmatici di beta-endorfine. In uno studio condotto per valutare l effetto dell assunzione di rodiola su capacità fisica, forza muscolare, velocità del movimento degli arti, tempo di reazione e attenzione, la somministrazione 200 mg/die di e.s. tit. al 3% in rosavin per 4 settimane ha migliorato l endurance in giovani volontari sani % Rosavin bibliografia Bystritsky A, et al. A pilot study of Rhodiola rosea (Rhodax) for generalized anxiety disorder (GAD). J Altern Complement Med 2008; 14(2): Utile in caso di STANCHEZZA FISICA E MENTALE DEPRESSIONE LEGGERA STRESS CRONICO SOVRAPPESO AFFATICAMENTO MENTALE ATTIVITÀ SPORTIVA Modo d uso 1 capsula 2 volte al giorno con acqua durante i pasti. Avvertenze Non assumere con farmaci antidepressivi, durante la gravidanza e l allattamento. Integratori sinergici 5-HTP Adrenal Cal-Mag-Zinc Inositol Iperico 50 capsule # 0321

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