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1 Archivio Storico news NEWSLETTER N. 23 OTTOBRE 2014 In primo piano / Studi e Ricerche / Pubblicazioni / Eventi Inventari / Biblioteca Storica / Fonti Iconografiche e Audiovisive / Archivi del Gruppo / Acquisizioni / Curiosità IN QUESTO NUMERO IN PRIMO PIANO Il personale richiamato nel corso della Grande Guerra Il caso Cariplo IN REDAZIONE p. 1 La Comit durante la Prima guerra mondiale p. 3 La Banca Cattolica Vicentina nel territorio della Grande Guerra p. 4 CURIOSITÀ Ricordo di Virgilio Galassi L Archivio storico conserva le carte che documentano i suoi molteplici interessi culturali e politici e la sua spiccata apertura internazionale p. 8 EDITORIALE Continuità e innovazioni: trent anni di Archivio storico Francesca Pino IN PRIMO PIANO A settembre la nostra struttura ha compiuto il trentesimo anno di attività. Più trasformazioni che continuità? Sì, se si tengono in mente due fattori: la rivoluzione digitale, accompagnata dall avvento della comunicazione dei beni culturali, enorme opportunità e sfida per la professione archivistica, e i mutati perimetri del Gruppo Intesa Sanpaolo: all Archivio storico Comit dal 1894 al 2000, vengono aggiunti dal 2001 il mandato per la ricostituzione del patrimonio archivistico del Banco Ambrosiano Veneto, dal gennaio 2003 l incarico di gestire il grande patrimonio archivistico Cariplo e Mediocredito, dal 2009 la laboriosa, urgente apertura della sede distaccata di Roma-Acilia, per aprire al pubblico il patrimonio archivistico IMI. Oggi, il contributo di tutela degli archivi locali, a seguito delle incorporazioni previste dal piano di impresa. No, se si pensa che la deontologia del nostro mestiere ruota intorno all assicurare la trasmissione di questi beni agli utenti del presente e futuro: un habitus mentale che ci lega idealmente alle generazioni precedenti, a quanti hanno prodotto, conservato in buon ordine, e poi consegnato fondi documentari e iconografici perché divenissero patrimonio della collettività. Tra i donatori scomparsi quest anno mi è caro ricordare Adolfo Frigessi di Rattalma, che nel versare le carte paterne sulla gestione della RAS nel periodo dal 1917 al 1950 ha fortemente contribuito ad aprire una prospettiva internazionale per la tutela e lo studio degli archivi del mondo assicurativo, storicamente così intrecciato e così distinto dal mondo della banca. Questo numero della Newsletter contiene un bilanciamento tra la partecipazione alle rievocazioni della Grande Guerra ad opera dei nostri curatori scientifici, e un importante traguardo raggiunto dal team di Roma: l inventariazione e l apertura al pubblico della monumentale serie delle Relazioni tecniche dell IMI (http://intesasanpaolo.xdams.org). Molti gli appuntamenti di novembre qui segnalati, con un arrivederci a gennaio per la presentazione degli Atti del convegno su Tommaso Gallarati Scotti e del volume finale degli inventari delle Carte Mattioli. Il personale richiamato nel corso della Grande Guerra Il caso Cariplo Barbara Costa Direzione Francesca Pino Coordinamento Barbara Costa Realizzazione editoriale Nexo, Milano Hanno collaborato a questo numero Maria Antonietta Breda Anna Cantaluppi Paola Chiapponi Antonio di Natale Francesca Nemore Guido Montanari Newsletter a cura di Archivio Storico Intesa Sanpaolo Via Morone Milano Altre volte in questa Newsletter abbiamo proposto riflessioni legate alla presenza, fra le carte dei patrimoni archivistici confluiti nell Archivio storico di Intesa Sanpaolo, dei documenti sul personale impiegato negli istituti. Si tratta spesso di carte di notevole interesse storico, il cui valore, nel caso di un archivio di Gruppo come il nostro, può essere amplificato dalla possibilità di compiere ricerche trasversali su molte banche di diverse tipologie. Uno dei tanti capitoli legati a questo grande patrimonio di dati e di informazioni riguarda le vicende del personale impiegato negli istituti bancari e richiamato nel corso della Prima guerra mondiale. Nel caso della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, l Istituto vide ben 274 richiamati fra personale della Sede centrale e delle filiali, corrispondente a circa la metà degli impiegati assunti in pianta stabile. Per non pregiudicare la regolare attività dell Istituto, i richiamati al fronte furono sostituiti in parte con il ricorso al lavoro straordinario quindi con un sostanzioso aumento dell orario di lavoro per chi rimaneva in servizio in parte con l assunzione di personale supplente. Nel caso della Cariplo i documenti mostrano che non si attinse mai al personale femminile, contrariamente a quanto succedeva nello stesso periodo in molti altri istituti di credito. I supplenti non avevano alcun diritto alla conservazione del posto dopo il rientro degli

2 N. 23 OTTOBRE STUDI E RICERCHE Le ricerche sulla protezione dei civili durante la Prima guerra mondiale Un contributo dall Archivio storico Intesa Sanpaolo Maria Antonietta Breda* impiegati in ruolo: lo ribadì una delibera del Comitato Esecutivo il 1 giugno 1916, in risposta a numerose istanze in tal senso provenienti da questi lavoratori precari. Nel 1919, al termine della guerra, gli impiegati erano 725 contro gli 831 presenti nel La maggior parte dei richiamati rientrò in servizio, ma 18 furono i caduti, mentre 19 risultarono i mutilati o feriti decorati al valore. Le loro biografie possono essere brevemente ripercorse in un volumetto celebrativo pubblicato nel 1919 a cura dell Associazione fra il personale della Cassa di Risparmio che nel 1920 ingaggiò una battaglia di carattere sindacale con l Amministrazione a favore degli ex combattenti. Il 22 ottobre 1920, su iniziativa dell Associazione, fu inaugurata la lapide a ricordo dei caduti, tuttora presente nell atrio della sede di via Monte di Pietà 8 e la Commissione Centrale di Beneficenza, massimo organo deliberativo della Cassa, stabilì un sussidio straordinario di lire per le famiglie dei caduti. Fra i decorati compaiono i nomi di Arnaldo Baroni, Giovanni Chiaraviglio e Gian Luigi Dones che reggeranno le sorti della Cassa di Risparmio all indomani del 25 aprile 1945, andando a costituire la Commissione Provvisoria di Reggenza. I fascicoli e le carte prodotte dal servizio del Personale, ma anche le delibere, le circolari, le pratiche relative all attivazione fuori regione di filiali di emergenza ad esempio, per la Cariplo, l agenzia di Perugia, aperta il 17 dicembre 1917 allo scopo di salvaguardare i titoli di proprietà e quelli in gestione - permettono quindi di aprire una nuova finestra su quella che un bel libro recente ha efficacemente definito La guerra dei nostri nonni, il conflitto che più di tutti ci racconta il sacrificio di una intera generazione. Il Palazzo della Banca d Italia a Perugia, dove fu attivata l agenzia della Cassa, in una cartolina d epoca Quietanza a firma di Luigia Parodi, madre dell impiegato Felice Parodi, per il ricevimento del sussidio straordinario in memoria del figlio, 24 novembre Maggio 1915: l Italia entra nella Prima guerra mondiale. Tra il 24 maggio 1915 ed il 4 novembre 1918 il fronte non è il solo terreno di scontro. Contravvenendo alle disposizioni internazionali, si sganciano bombe sulle città e i civili sono i bersagli inermi di un pericolo che viene dal cielo. Milano è bombardata il 4 febbraio L incursione provoca 18 vittime e numerosi feriti. La città di Monza subisce la medesima sorte il 14 dello stesso mese, ci sono 2 vittime e alcuni feriti. La minaccia delle incursioni aeree avversarie obbliga ogni Stato belligerante a dotarsi di misure per limitare i danni soprattutto alle persone. Alle ordinanze statali fanno seguito regolamenti locali con l obiettivo di informare del pericolo e di organizzare la difesa. È opinione comune che la protezione dei civili, mediante la predisposizione di ricoveri antiaerei, appartenga al periodo della Seconda guerra mondiale. Ricerche recenti hanno messo in luce che già durante gli anni della Grande Guerra numerosi provvedimenti sono presi in tale senso. L Archivio storico di Intesa Sanpaolo si è rivelata una fonte preziosa nel proseguire le ricerche sui rifugi antiaerei della Prima guerra mondiale poiché conserva una interessante documentazione in materia. Nello specifico, nel patrimonio archivistico della Cariplo, fondo Patrimonio Stabili, si conserva la comunicazione del Comune di Milano, Riparto III Sorveglianza pubblica, datata 8 febbraio 1918, destinata a tutti i proprietari di case. Tra le varie indicazioni una riguarda la necessità di designare nello stabile «uno o più ambienti idonei a ricovero», di informarne gli inquilini e di predisporsi ad accogliere anche i passanti che si trovassero in strada al momento dell allarme aereo; tali ambienti sono «le cantine ben riparate e di comodo accesso». Nel medesimo fondo si conserva anche un carteggio, svoltosi dal 17 aprile al 6 maggio 1918, tra il Comando Corpo d Armata Ufficio Difesa Aerea di Milano e la Sede centrale della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde. Da esso emerge che le cantine della sede centrale di via Monte di Pietà 8, la cosiddetta Cà de Sass, vengono utilizzate come ricovero antiaereo. Il ricovero, situato nel sotterra-

3 N. 23 OTTOBRE IN PRIMO PIANO La Comit durante la Prima guerra mondiale Guido Montanari Lo scoppio della Prima guerra mondiale nell agosto 1914 colpì direttamente la Banca Commerciale Italiana che, ritenuta erroneamente una banca tedesca per le sue origini, fu oggetto di una violenta campagna di stampa dei nazionalisti. Costoro, infatti, ritenevano ancora la Comit uno strumento di penetrazione economica della Germania e addirittura un covo di spie. Invece la Banca Commerciale, la cui dirigenza era in effetti da sempre filogiolittiana e quindi tendenzialmente neutralista, aveva da tempo una maggioranza azionaria italiana ed era diventata concorrente dell Austria e della Germania nei Balcani e in Sudamerica. La campagna di stampa (attraverso giornali, riviste e libri) costrinse i due fondatori di origine tedesca, Otto Joel e Federico Weil, a dimettersi tra il 1914 e il 1915 dalla carica di amministratore delegato, mentre il 2 febbraio 1915 si dimisero 13 consiglieri di origine straniera (austriaci, tedeschi e francesi) e rimasero solo tre svizzeri. Fu così soppresso un prezioso strumento di controllo sulla gestione dell Istituto, molto utile nei suoi primi anni di vita, perché i membri stranieri avevano la maggioranza nel Consiglio ed erano indipendenti dalla dirigenza della Banca. Il 5 giugno 1915, pochi giorni dopo l entrata in guerra dell Italia, furono licenziati gli ultimi 22 dipendenti di origine tedesca e austriaca (l anno prima erano ancora 45), tra i quali il direttore della filiale di Londra, Siegfried Bieber [vedi News n.11, novembre 2011] e il direttore centrale Arthur Reitler (responsabile di borsa e cambi). La Comit fu subito pesantemente coinvolta nell economia di guerra sia a sostegno della grande industria sia promuovendo, tra la fine del 1914 e il 1917, cinque prestiti di guerra per cui raccolse oltre due miliardi di lire; di questi prestiti l Archivio conserva alcuni manifesti di pregevole fattura. La Banca Commerciale elargì inoltre venti milioni di lire a sostegno del personale richiamato e altri sette per finanziare varie oblazioni patriottiche, compreso un ospedale per feriti creato a nome della Banca a Milano (descritto da Hemingway in Addio alle armi); una parte dei locali di Piazza della Scala furono messi a disposizione del Comitato di Assistenza Civile e tutte le filiali prestarono opera gratuita alla Croce Rossa Italiana per la trasmissione di somme ai prigionieri di guerra italiani. I dipendenti richiamati furono oltre 1700, rimpiazzati da più di 1300 donne assunte temporaneamente. La Comit annoverò 96 caduti, tutti elencati nel volumetto commemorativo La Banca Commerciale ed il suo contributo alla guerra (Milano, BCI Achille Luciano Mauzan, Manifesto per il prestito della Liberazione, Bertieri e Vanzetti, 1919). Sono qui raccontate con il tipico linguaggio dell epoca le gesta dei 106 dipendenti che meritarono una medaglia al valore. L unica medaglia d oro, Giovanni Lipella, impiegato della sede di Brescia, mitragliere aspirante ufficiale, morto sul Monte Asolone il 15 giugno 1918, viene commemorato così: Irredento e volontario di guerra portò e comunicò fede ed entusiasmo nei suoi mitraglieri. Durante l infuriare del bombardamento nemico, corse da un arma all altra, tutti incitando con la parola e con l esempio alla resistenza ed alla fiducia nelle sorti del combattimento. Rimasta un arma senza tiratore e senza serventi e in una posizione ormai insostenibile, noncurante del violento fuoco avversario, se la caricò sulle spalle, e, portandola in altro luogo, riaperse da solo il fuoco sulle ondate nemiche. Ferito una prima volta e una seconda volta, continuava a tirare, fino a che, colpito ripetutamente al petto, cadde offrendo in olocausto alla Patria la sua bella esistenza. L elenco dei 96 caduti è anche riprodotto in una targa di bronzo all ingresso di Piazza Scala 6. Disposizioni della Cassa di Risparmio per lo svolgimento del servizio di sicurezza organizzato dal Corpo d Armata di Milano, 12 aprile 1918 neo «a destra entrando nel cortile passando per la scala esterna nel cortile stesso», è predisposto per accogliere un picchetto armato composto da 40 uomini e un ufficiale. Ai soldati è dato mandato di vigilanza e di intervento sia «per gli eventuali soccorsi sia e specialmente per impedire la manomissione dei valori». I documenti mostrano che anche durante la Seconda guerra mondiale le medesime cantine sono nuovamente adeguate per accogliere il personale maschile dell Ufficio Esattoria e proteggerlo da un più potente pericolo, che ancora una volta viene dal cielo (si veda il documento Nuove disposizioni nel caso di allarme per incursione aerea del 15 luglio 1943, conservato in ASI-Cariplo, Fondo Storico. Addenda, serie Spese). *Politecnico di Milano Dipartimento di Architettura e Studi Urbani Per saperne di più Breda M. A. e Padovan G., Milano: Rifugi Antiaerei Scudi degli inermi contro l annientamento, Lo Scarabeo, Milano Breda M. A. e Padovan G., Como : protezione dei civili e rifugi antiaerei, Lo Scarabeo, Milano Milano 18 novembre 2014 Palazzo delle Stelline, Corso Magenta 59 ore ,, 1 piano Rifugi Antiaerei realizzati tra il 1915 ed il 1945 in Italia Nell'ambito delle conferenze autunnali dell'istituto Italiano dei Castelli, Maria Antonietta Breda e Gianluca Padovan terranno una conferenza sui Rifugi Antiaerei realizzati tra il 1915 ed il 1945 in Italia con particolare considerazione per quelli Lombardi. Attenzione specifica verrà data ai Rifugi Antiaerei realizzati nelle sedi bancarie di Cariplo e Comit.

4 N. 23 OTTOBRE IN PRIMO PIANO La Banca Cattolica Vicentina nel territorio della Grande Guerra Il trasferimento di beni e documenti dal Veneto occupato Paola Chiapponi PUBBLICAZIONI La grande tragedia europea in un carteggio coniugale Francesca Pino Tra il luglio e l agosto 1914 l Europa precipita nella Grande Guerra e la Banca Cattolica Vicentina si trova più direttamente coinvolta di altri istituti essendo operativa sul territorio teatro delle operazioni militari. Il Consiglio di amministrazione della Banca, riunitosi il 13 agosto, decide di tenere un atteggiamento prudente, assicurando una disponibilità di cassa adeguata a corrispondere ad ogni eventuale richiesta da parte dei depositanti, malgrado riesca gravosa la perdita dell interesse. Il paventato panico tra i risparmiatori però non si registra fino ai primi mesi del 1915 quando il timore del coinvolgimento dell Italia nel conflitto, provoca una progressiva diminuzione dei depositi. E nei giorni immediatamente successivi all entrata in guerra che si determina il ritiro di quasi un milione e mezzo di lire. Nel frattempo tutto viene predisposto per trasportare al bisogno ogni cosa a Firenze, presso il Piccolo Credito Toscano. Dopo Caporetto le truppe austro-ungariche dilagano sull altopiano di Asiago: sono i mesi più duri per la popolazione vicentina. La Banca delibera i primi provvedimenti d urgenza: la provvista di importanti capitali necessaria a corrispondere alle richieste dei depositanti e il trasferimento a Truppe attendate tra le rovine di Asiago occupata, giugno 1916 Roma e a Bologna presso il Credito Romagnolo di valori e documenti dell Istituto. In caso di occupazione della provincia di Vicenza da parte del nemico, si ipotizza il provvisorio trasferimento presso il Banco di Roma. Nonostante le difficoltà, i depositi continuano a salire da tre milioni e mezzo nel 1917 a oltre 10 milioni nel 1918: in città e in provincia la nostra Banca ha saputo infondere nei depositanti la calma che il momento reclamava nell interesse di tutti, e lo provano i rimborsi eseguiti in misura molto limitata (il 10% circa dei depositi esistenti al 31 ottobre) in confronto degli altri istituti locali e di provincia, che dovettero rimborsare percentuali molto maggiori (seduta del Consiglio di Amministrazione del 30 novembre 1917). Nella stessa seduta il direttore dell Istituto comunicava di aver acquistato tutto l occorrente, cavalli, ruotabili, un automobile e un camion per mettere in salvo la documentazione in caso di pericolo. Viene deciso di far rientrare le tre signorine impiegate che si erano allontanate da Vicenza con le famiglie, ritenendolo un atto doveroso nei confronti del restante personale, che era rimasto in servizio. Anche nelle filiali più vicine alle operazioni di guerra come Bassano del Grappa, Thiene, Marostica - gli uffici continuano a funzionare regolarmente. Nel frattempo, spostarsi nella provincia è molto faticoso, ed è necessario essere dotati di un salva- L iniziativa e la curatela di questo elegante e ricco libro si deve a Bernardino Osio: si tratta della edizione di una tranche temporale dell ampio carteggio tra suo nonno Bernardino Nogara e la moglie Ester Martelli. Dopo un soggiorno più che decennale a Istanbul, Ester e i cinque figli erano ritornati in Italia e vi rimasero a causa dello scoppio delle ostilità. Le lettere coprono l arco di poco più di un anno: dal 2 luglio 1914 all 11 luglio 1915, poco prima della dichiarazione di guerra dell Italia contro la Turchia (agosto 1915). Nel volume c'è soltanto una lettera di Ester, l unica superstite, del 23 maggio - giorno in cui si diffuse la notizia dell'entrata in guerra dell'italia e per questo è stata collocata in appendice. Bernardino Nogara è figura di rilievo nella storia del Novecento: cattolico liberale di antica famiglia lombarda, ingegnere minerario laureatosi al Politecnico di Milano, fiduciario della Comit nel Mediterraneo e nell Europa orientale, fu finanziere con mansioni anche diplomatiche, e dopo il Concordato divenne l amministratore del Patrimonio della Santa Sede. Fu anche consigliere della Banca Commerciale dal 1925 al 1945 e, in virtù della sua partecipazione attiva al Comitato di Liberazione Nazionale a Roma, fu nominato vicepresidente della Comit il 28 giugno 1945, rimanendo in carica fino al 1958, anno della sua morte. L'interesse del carteggio è molteplice: anzitutto, il lettore può desumervi la sequenza delle dichiarazioni di guerra tra i vari paesi, che furono bilaterali e scaglionate nel tempo; e farsi un buon quadro della condotta ambigua nei confron-

5 N. 23 OTTOBRE condotto. Nell aprile del 1918 si decide di trasferire l Ufficio ragioneria della Banca a Roma, presso il Credito Nazionale, e di inviarvi un contabile e due signorine. Viene anche richiesto al Comando supremo un carro ferroviario per trasportare i registri e i documenti necessari, possibilmente con una scorta militare. Il vagone parte il 4 maggio con la scorta di due soldati; nel frattempo le filiali di Bassano del Grappa, Schio e Marostica vengono chiuse. Il 5 novembre 1918, giorno dopo la cessazione delle ostilità, il Consiglio di amministrazione delibera di richiamare in servizio il personale e i valori trasferiti per consentire al più presto la regolare riapertura delle filiali e degli uffici. EVENTI Archivi europei a confronto su temi della Grande Guerra Note a margine del workshop 2014 dell EABH Francesca Pino Nella deliziosa, impeccabile sede del Centre for Global Dialogue della Swiss Re a Rueschlikon (Zurigo), il 12 giugno 2014 si è tenuto un seminario tra gli archivisti di banche e assicurazioni sul tema "Banks at War I. Financial institutions confronted by the Great War". Lo spunto iniziale fornito dagli organizzatori, la European Association for Banking and Financial History e la Swiss Re - era quello di soffermarsi sui primi mesi della guerra per confrontare i comportamenti delle banche di fronte alla veloce transizione dall economia di pace, caratterizzata fino al da un alto grado di cooperazione internazionale, all economia di guerra: in poco tempo, e senza un adeguata consapevolezza della gravità dello scontro, l'europa si trovò polarizzata in due blocchi, con le conseguenze della fine del libero commercio di merci e valute in regime di gold standard. Le banche dovettero fronteggiare scenari nuovi, caratterizzati tra l altro dal crescente interventismo dello Stato, dai successi delle imprese impegnate nella produzione bellica, e dall irruzione delle masse nella vita politica. Nei fatti, i relatori hanno presentato una scelta originale di questioni documentate nelle fonti d archivio, focalizzando aspetti diversi della grande storia sociale della guerra: interessantissime le questioni legate alla gestione del personale e ai provvedimenti di welfare per lo staff, fino agli scioperi duri del periodo postbellico. Quanto più le banche erano internazionali, tanto più profondi furono i loro riadattamenti alla nuova realtà (si veda al proposito la relazione sulla Deutsche Bank). Stimolanti le presentazioni di diari e life stories di banchieri internazionali e pacifisti, con una chiara ricostruzione dei contesti delle vicende (un caso austriaco, del pubblico funzionario e banchiere Alexander von Spitzműller e, a Londra, le traversie della banca J. Henry Schroeder allo scoppio del conflitto, con la cittadinanza inglese concessa in soli tre giorni al barone Bruno Schroeder). Varie relazioni hanno fatto riferimento alla comunicazione e alla propaganda per i prestiti di guerra, e costituisce un opportunità di approfondimento il dossier che documenta l investimento promozionale effettuato dal Comptoir Nationale d Escompte de Paris nei poster dei prestiti di guerra, uno dei quali fu issato nella Place de l'opéra a Parigi. Per i paesi occupati o contesi, si narrano gli espatri delle direzioni delle banche verso località ritenute sicure (Londra nel caso della Société Général de Belgique, San Pietroburgo nel caso della polacca Bank Handlowy), precedendo quanto avverrà in maniera più diffusa durante la Seconda guerra mondiale. Toccante, pur nella scarsità di fonti dirette d archivio, la vicenda dei banchieri Kronenberg della Bank Handlowy, i quali avendo trasferito la direzione da Varsavia a San Pietroburgo si trovarono colpiti dalla rivoluzione bolscevica nel Anche in campo assicurativo sono emerse questioni di nazionalità, di frontiere e di irredentismo, accordi tra le compagnie per la cessione trasnazionale di rami (evidenziati nella mappatura accurata presentata dall Archivio storico delle Assicurazioni Generali), e andrà coltivato qualche spunto sul ruolo storico della piazza di Zurigo come centro finanziario per la riassicurazione e la banca - ma anche, aggiungerei, come tradizionale terra d asilo per spiriti inquieti e libertari. Molto interessante il caso della Romania: dalla prolungata neutralità fino all agosto 1916, agli aspetti connessi all esportazione del grano nel 1915 verso i paesi belligeranti sui fronti opposti, alla scelta di decentrare la sede della Banca Nazionale Romena e di affidarne gli archivi e parte dell oro alla Russia, senza però troncare gli antichi rapporti con la Bank of England e con la Reichsbank. Inaspettata, anche la ricostruzione precisa delle modalità di un intervento filantropico volto a ottenere l importazione di generi alimentari dalla Spagna e dagli Stati Uniti, paesi neutrali, nutrimento della popolazione belga durante l occupazione tedesca. Troviamo più volte sulla scena la presenza di un ceto esiguo di personalità avvezze ai ruoli diplomatico-finanziari internazionali, che in parte verranno coinvolte nelle commissioni per i trattati di pace, per la cooperazione finanziaria e per le riparazioni di guerra, ma che in generale andarono perdendo peso e rappresentatività nel dopoguerra. Per una lettura diretta del papers si può accedere all indirizzo: annual-meeting/2014-workshop/ La filiale della COMOR a Costantinopoli intorno al Archivio Famiglia Nogara ti della Russia da parte dei Turchi, schieratisi assai presto a fianco della Germania permettendo l'ingresso nel Bosforo di due minacciosi sottomarini tedeschi. Bernardino Nogara dà una lettura diplomatica degli eventi che è molto acuta e ritrae il clima di diffidenza che si instaurò nei circoli internazionali a seguito dell'entrata in guerra dei vari paesi. Egli aveva deciso di non abbandonare il campo prima del tempo, essendo necessaria la presenza di un numero minimo di consiglieri per la gestione del Debito Pubblico Ottomano; con il passare del tempo si comprende che si andava convincendo della necessità che l'italia partecipasse alla guerra, per poi poter rivendicare le terre irredente. Vi sono osservazioni sui comportamenti degli ambasciatori esteri e dei ministri turchi confidate alla moglie, che conosceva bene l'ambiente e anzi vi aveva svolto un ruolo rappresentativo gradito all'ambasciatore d Italia Camillo Garroni, genovese, giolittiano e scapolo. Si riscontra il progressivo appesantimento dell'atmosfera a Costantinopoli e l isolamento in cui vivevano i pochi europei rimasti. Nogara affrontò anche un viaggio di più giorni per nave e a cavallo per visitare le miniere di Eraclea in Anatolia. Tornerà attraverso Sofia e Salonicco, e potrà avere permessi molto brevi per ricongiungersi alla famiglia a Bellano. Infatti, giunto in Italia Nogara verrà richiamato da missioni diplomatiche e vari incarichi ricevuti sia dalla Banca Commerciale e da Otto Joel, sia dal Ministero degli Esteri. Lo stile della corrispondenza è fluido e conciso, non retorico ma anzi prudente, perché spesso le lettere venivano aperte dalla censura. Molto interessanti sono le notizie sulla crescente difficoltà dei collegamenti postali e telegrafici, ma incuriosiscono anche quelle più intime, sulla casa, il giardino e la cura delle piante, l'affetto coniugale. Un forte aiuto per calarsi nelle vicende è fornito dall apparato iconografico, eccellente tanto nella

6 N. 23 OTTOBRE INVENTARI I Servizi Ispettorato e Consulenza Tecnica dell Istituto Mobiliare Italiano Studi di settore e analisi dettagliata delle aziende mutuatarie Francesca Nemore scelta delle foto (grazie alla catalogazione analitica effettuata nel nostro Archivio storico da Serena Berno), quanto nella resa dell'impaginato. Il volume, pubblicato con il sostegno di Intesa Sanpaolo, è arricchito dal saggio introduttivo di Marta Petricioli sulla politica estera italiana nel Mediterraneo e sul ruolo della COMOR-Società Commerciale d'oriente, che svolgeva anche il lavoro bancario (a Istanbul e in altri centri del Mediterraneo). Notizie sull industria nazionale della seta naturale, relazione di Emilio Papasogli, gennaio 1955 Una delle peculiarità del patrimonio archivistico dell IMI è la presenza di molta documentazione sull andamento delle imprese e dei vari settori industriali dagli anni 30 agli anni 70 del Novecento. La recente inventariazione delle carte dei Servizi Ispettorato e Consulenza Tecnica ha consentito l apertura al pubblico di questo immenso patrimonio di storia dell industria italiana. La serie Ispettorato per le imprese, che ha una consistenza di 391 buste, offre un quadro articolato sui controlli effettuati dagli ispettori dell IMI presso le aziende che avevano presentato domanda di mutuo. Per il periodo fascista, ad esempio, si hanno le relazioni stilate per il Comitato di Controllo sulle imprese del Gruppo Caproni e poi quelle d ufficio approntate da Renato Felicioli per le riunioni del Comitato Esecutivo dell Istituto negli anni 40. A partire dal dopoguerra le relazioni sono suddivise per gestioni, cioè, a fronte di una numerazione generale e consecutiva delle pratiche di mutuo, le buste sono ordinate secondo la tipologia di finanziamento richiesto. Le relazioni riguardano sia grandi aziende private, sia aziende pubbliche, principalmente del gruppo IRI, sia infine aziende medio-piccole. Tra le varie relazioni sono presenti anche quelle relative a mutui non concessi; in questo caso è interessante notare il processo decisionale che ha portato al rifiuto del finanziamento e il peso delle relazioni degli ispettori, in cui erano valutate la solidità finanziaria dell azienda e le prospettive industriali. Le decisioni erano effettuate dal Comitato Esecutivo dell IMI, nel caso della gestione ordinaria, mentre erano demandate a vari comitati tecnici appositamente costituiti per le gestioni speciali. Le relazioni erano essenzialmente di due tipi; una tecnica e una amministrativa: la prima, redatta solitamente da un ingegnere, contiene dati sugli impianti, sulla produzione e sulle prospettive di sviluppo industriale; la seconda, redatta da un ragioniere o da un commercialista, contiene informazioni relative alla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell azienda; in entrambe sono presenti dati sulla storia della società, sulla composizione degli organi statutari e sul personale occupato. Si trovano poi relazioni con descrizione, perizia e valutazione dei beni offerti in garanzia dalla società e infine le relazioni d ufficio, redatte da personale interno all IMI, in cui venivano riportati i dati sintetici ripresi dalle relazioni tecniche e amministrative, informazioni relative a precedenti finanziamenti erogati dall IMI e pareri su come avrebbe potuto essere articolata l operazione di mutuo. Per compiere le ispezioni l Istituto si avvalse della collaborazione di circa 300 ispettori, alcuni interni come Aganippo Brocchi, Mario Chinigò, Giorgio Cappon, Giuseppe Angeloni e Enrico Murri, altri esterni provenienti dalla Banca d Italia (è questo il caso di Valerio Bochi), e dalle più prestigiose università italiane (tra questi si possono citare Giordano Dell Amore, Ettore Lorusso, Giovanni Ferrero e Pietro Onida). Nella serie Relazioni su settori industriali si possono reperire studi e informazioni che forniscono un quadro generale su alcuni settori produttivi italiani e a volte sul funzionamento degli stessi settori all estero; si vedano ad esempio le relazioni sul viaggio di studio dell ispettore Giuseppe Angeloni presso alcune industrie meccaniche statunitensi. Interessanti anche le indagini svolte sulle origini di alcuni settori industriali in Italia e sulle prime forme di cooperazione europea, come ad esempio le relazioni di Angeloni sulla nascita e le prospettive di sviluppo del nucleare in Italia e sulla Comunità Europea del Carbone e dell Acciaio, scritte a metà degli anni 50. Per concludere questo breve excursus c è da citare il diario di Giorgio Cappon, all epoca ispettore dell IMI e poi divenuto direttore generale e quindi presidente dell Istituto, sul viaggio in Indonesia del Sindacato Iniziative Esportazioni, svoltosi dal 29 novembre al 27 dicembre 1954, in cui è abbozzata una prima analisi sugli accordi per la concessione di finanziamenti a Stati esteri per l importazione di prodotti italiani. Lettere da Costantinopoli ( ). Carteggio familiare di Bernardino Nogara, a cura di Bernardino Osio, con introduzione di Marta Petricioli, Firenze, Centro Di, 2014, 174 pp. Milano 7 novembre 2014 Sala Assemblee, Via Filodrammatici 3 ore L Archivio storico di Mediobanca Vincenzo Maranghi Presentazione dell Archivio storico di Mediobanca intitolato a Vincenzo Maranghi, che ha ottenuto il riconoscimento di notevole interesse storico. Tra gli interventi, una relazione di Francesca Pino su Fonti sul rapporto tra Comit e Mediobanca. Info: Milano 13 novembre 2014 Palazzo Besana, piazza Belgioioso 1 ore Filippo Ravizza e l Internazionale del risparmio In occasione della XII Settimana della Cultura d Impresa, per ricordare il 90 anniversario della Giornata mondiale del Risparmio l Archivio storico propone in anteprima il documentario storico L internazionale del risparmio. Vita e pensiero di Filippo Ravizza ( ), regia di Giulia Ciniselli. Interverranno: Paolo M. Grandi, Gianfilippo Pedote, Barbara Costa, Massimo Dradi, Giulia Ciniselli. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Dalmine 14 novembre 2014 Fondazione Dalmine, via Vittorio Veneto ore Cadere nella rete. Archivi, musei e sfide del web In occasione della XII Settimana della Cultura d Impresa, un workshop per riflettere sui nuovi linguaggi e sfide che impone il web a chi vuol far conoscere al vasto pubblico il patrimonio di documenti e oggetti conservati negli archivi aziendali. Si terrà inoltre la riunione costitutiva del Gruppo Italiano Archivisti d Impresa - ANAI Associazione Nazionale Archivisti Italiani.

7 N. 23 OTTOBRE INVENTARI Il fondo Gestione EGELI dell Istituto di San Paolo Un nuovo strumento di ricerca inerente la documentazione dei beni confiscati Anna Cantaluppi STUDI E RICERCHE L attività dell azienda Florio a Tenerife negli anni Antonio Di Natale Nell ambito delle Conversazioni dell Archivio storico della Compagnia di San Paolo, promosse dalla Fondazione 1563 per l Arte e la Cultura, il 18 settembre è stato presentato al Museo della Resistenza di Torino un nuovo strumento di ricerca inerente il fondo Gestioni EGELI dell Istituto di San Paolo di Torino. L Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare fu costituito nel 1939 pochi mesi dopo l emanazione dei Provvedimenti per la difesa della razza italiana (novembre 1938) con lo scopo di acquisire, gestire e rivendere i beni eccedenti la quota di proprietà consentita ai «cittadini italiani di razza ebraica». In seguito estese le proprie competenze ai sequestri dei beni esattoriali e, con l ingresso dell Italia in guerra, ai sequestri dei beni dei «sudditi nemici» in Italia e nella zona francese occupata. La Repubblica di Salò inasprì le misure contro gli ebrei, stabilendo la confisca totale delle loro proprietà. Dopo la Liberazione iniziarono le restituzioni mentre venivano posti sotto sequestro i beni germanici. La gestione dei beni confiscati fu delegata a una ventina di istituti di credito fondiario presenti nelle diverse regioni italiane: per il Piemonte e la Liguria fu scelto l Istituto di San Paolo. Questo archivio non aveva subito spostamenti o selezioni ed era già stato aperto alla consultazione alla fine degli anni 80 con una scelta non scontata e lungimirante, per la particolare delicatezza della documentazione, testimonianza di una delle pagine più tragiche della nostra storia. La redazione di un primo inventario topografico consentì fin dall inizio lo svolgimento di ricerche, nei primi anni sottoposte all autorizzazione del Ministero degli interni e limitate alla pubblicazione di dati statistici, senza i nomi i persona. Fonte principale di studi innovativi sugli aspetti economici della persecuzione ebraica coordinati da Fabio Levi, come Le case e le cose. La persecuzione degli ebrei torinesi nelle carte dell EGELI (Torino 1998) l archivio è stato utilizzato dalla Commissione Anselmi per il Rapporto generale sui beni sottratti agli ebrei (Roma 2001) ed è consultato per tesi di laurea e ricerche di famiglia. L interesse della documentazione e le più ampie possibilità di divulgazione consentite dalla legislazione archivistica hanno motivato la realizzazione del nuovo inventario analitico, corredato dall indicizzazione dei nomi di persona, di ente, di luogo e indirizzo delle proprietà (a cura di I. Bibollet, I. Bozzi, A. Cantaluppi ed E. Salassa, consultabile sul sito Il nucleo principale del fondo è costituito dalle convenzioni e relazioni con l EGELI e soprattutto dalle migliaia di pratiche di sequestro e restituzione di appartamenti di città, di ville della Riviera, di terreni alpini, articolate in beni ebraici, beni nemici, beni nemici nei territori francesi occupati, beni germanici, beni esattoriali. Le pratiche nominative contengono generalmente il verbale di presa di possesso, un elenco descrittivo dei beni immobili e mobili, esaustivo e analitico, il verbale di restituzione; la corrispondenza interna tra uffici e agenzie dell Istituto, ed esterna con i comuni, l Intendenza di finanza, i proprietari, gli inquilini; documentazione amministrativa e fiscale. Tra gli esempi di sequestri di beni ebraici citiamo l appartamento di Natalia Ginzburg a Torino in Via Pallamaglio, descritto dalla scrittrice in Lessico familiare. Il fascicolo contiene lettere di Natalia e del padre, l anatomista Giuseppe Levi, oltre ai consueti elenchi descrittivi degli arredi, che colpiscono per la fredda analiticità con cui enumerano libri di letteratura e lettini dei bambini, riviste di medicina e stoviglie. Tra i beni nemici figurano la grande proprietà Hanbury in Liguria con l orto botanico e una villa appartenuta al figlio del presidente Theodore Roosvelt; tra i beni germanici la villa Zirio di Sanremo, intestata ad Adolf Hitler e sequestrata al partito nazifascista e le opere d arte del console tedesco, vendute all asta a Torino. L integrità del fondo, in cui è presente la documentazione contabile e amministrativa anche minuta, consente anche di effettuare ricerche sull organizzazione del lavoro e sulla storia della tecnica bancaria Richiesta di riconsegna dell alloggio a firma Natalia Levi Ginzburg, 20 dicembre 1945 La storia dell attività dei Florio, una delle maggiori dinastie imprenditoriali italiane, alle Canarie è un piccolo mistero parzialmente risolto, nato da una notizia: una biografia su Ignazio Florio (G. Marasà G., Ignazio Florio. Avventure galanti di un playboy della Belle Époque, Palermo, Torri del Vento Edizioni, 2010) racconta di un viaggio sul suo yacht alle Canarie dove aveva una tonnara, anche se nessuna tonnara risultava attiva sull arcipelago negli anni 20. La ricerca della verità non è stata semplice. L Archivio storico di Intesa Sanpaolo (patrimonio Banca Commerciale Italiana), che custodisce tanti documenti dei Florio, aveva qualcosa che provava l esistenza di un attivitá alle Canarie. Lo splendido volume della Sellerio (R. Giuffrida, R. Lentini, L etá dei Florio, 1985) mostrava alcune foto della fabbrica e della casa dei Florio a Tenerife, ma i maggiori biografi dei Florio non riuscivano a trovare notizie più precise su questa attività. La chiave di volta fu data dalla notizia che riportava la nomina di Ignazio Florio a Console d Italia a Tenerife nel Da qui fu possibile risalire all esatta località dove Florio aveva posto la sua industria, Playa de San Juan nel Municipio di Guía de Isora. Più che una vera e propria tonnara dei Florio, a Tenerife esisteva un attività di pesca condotta da una flotta numerosa di barche locali, oltre che un paio di barche più moderne, ed una fabbrica in edifici e grotte dove si producevano tonno sott olio in latta e numerose specie di pesci sotto sale. Quest attività doveva consentire a Florio di catturare i tonni prima della concorrenza spagnola, che operava in Marocco, immettendola sul mercato a prezzi minori. Florio, pur pagando bassi salari, introdusse una serie di servizi sociali (assistenza medica in loco, scuola ed asilo per i figli degli addetti, un assicurazione, locali per riunirsi e fornitura di alimenti), e queste innovazioni contrattuali furono sgradite agli altri imprenditori del settore. I Florio avviarono la propria attività a Tenerife nell agosto 1924: i primi anni furono fiorenti, lo stabilimento aveva una capacità produttiva di 7 t/g e la prima attività di pesca fu così ingente che non fu possibile lavorare tutto il pescato; la quantità di tonno in scatola esportata annualmente dalle Canarie in Italia era superiore alle 1000 t, circa 2000 t di pescato fresco. Di fatto, nei bilanci della Società Florio, tutte le attività alle Canarie appaiono marginali,

8 N. 23 OTTOBRE CURIOSITÀ Ricordo di un intellettuale con spiccata apertura internazionale L Archivio storico conserva le carte di Virgilio Galassi Guido Montanari Campo di lavoro in Austria, 1955 Virgilio Galassi (Milano ), intellettuale di grande spessore e con spiccata apertura internazionale, ha incrociato per quasi quarant anni la sua vita con la Banca Commerciale Italiana. Laureatosi in Lettere nel 1940 con una tesi in sanscrito sul buddismo, prestò servizio militare negli anni seguenti; rifugiatosi in Svizzera il 17 settembre 1943, fu internato nei campi di lavoro a Jegenstorf e Muerren (nell Alto Bernese), con l intermezzo - per seguire dei corsi di russo e francese - alla scuola Interpreti di Ginevra, dove fu compagno di stanza di Dino Risi e Giorgio Strehler. Rientrato in Italia nel luglio 1945, insegnò lettere all Istituto Tecnico Commerciale Pietro Verri e fu assunto dalla Comit nel 1947 presso la sede di Milano. Nel 1951 chiese il trasferimento all Ufficio Studi diretto da Antonello Gerbi. Nel 1952 conseguì la laurea in Filosofia con una tesi sul pensiero sociale di Leone Tolstoj. Data la sua spiccata predilezione per le lingue straniere - arriverà a sapere non solo inglese, francese, spagnolo e tedesco, ma anche russo, ungherese, romeno e cinese, oltre all esperanto - fu collocato nella Sezione Estero, specializzandosi nello studio dei paesi comunisti (dall Europa Orientale fino alla Cina). Le conoscenze acquisite gli permisero dai primi anni Sessanta di pubblicare per la Comit repertori sul commercio internazionale, iniziando nel 1964 con Il Portolano del mondo economico (ristampato nel 1972), seguito da Enti e imprese statali per il commercio estero nei vari Paesi del mondo (1968), Il siglario mondiale di enti e imprese economiche (1977), La conversazione del mercante in Cina - The BCI Companion to China (1979 e 1983), L ABC dell italiano (1980 e 1985). Nel redigere questi lavori, creò un piccolo gruppo all interno della Sezione Estero dell Ufficio Studi con Anna Calabi e altre collaboratrici, prima denominato informalmente Nucleo Galassi, poi nel 1974 Nucleo Editoriale, questa volta inquadrato nella Segreteria Generale. Nel frattempo Galassi coltivò i suoi molteplici interessi culturali e politici (era di fede anarchica). Come membro del Servizio Civile Internazionale (SCI), partecipò durante le ferie estive, tra gli anni 50 e gli anni 70, a numerosi campi di lavoro, molto avventurosi per l epoca, soprattutto nei paesi dell Est, in Inghilterra e nel Nord Europa. Raccontò queste esperienze in alcuni articoli di viaggio sulla rivista anarchica Volontà (Marocco, Polonia, Israele, Germania Est e Jugoslavia). Si recò inoltre nel 1981 in Cina e nel 1988 in Vietnam. Non mancò anche di partecipare sia in Italia sia all estero a convegni internazionali sul disarmo e altre tematiche pacifiste e fu socio del Centro Educativo Italo Svizzero di Rimini. Nonostante il pensionamento di Galassi, avvenuto nel 1979, l attività del Nucleo Editoriale, trasferitosi intorno al 1976 al terzo piano di via dell Orso 2, proseguì fino all ottobre 1985, al momento del suo congedo definitivo. In questo ufficio Galassi ospitò dal 1984 l Archivio storico che si stava allora costituendo, mentre ultimava con Rosanna Benedini la seconda edizione dell ABC dell italiano, instaurando con noi un rapporto di amicizia che durò negli anni successivi. Galassi affidò all Archivio storico le sue carte di lavoro, comprese quelle relative ai suoi viaggi (complessivamente una ventina di faldoni), oltre a un gruppo di fotografie dei suoi campi di lavoro. Seguì inoltre l attività della nostra struttura, dalle pubblicazioni ai convegni, con ironia e spirito critico, uniti a rispetto e simpatia. Partecipò, tra l altro, alla commemorazione nel 1985 di Oreste Ferrari, insigne germanista e funzionario dell Ufficio Studi, che ebbe il merito di salvare dai bombardamenti preziosi incartamenti della vecchia Segreteria Generale, primo nucleo documentario dell Archivio storico. Ritratto di Virgilio Galassi, 1981 tanto che, nel 1930, il bilancio presente nell Archivio storico riferisce perdite da un attività sperimentale di pesca alle Canarie, senza neanche citare lo stabilimento conserviero o il commercio delle banane da loro gestito, che pure esistevano da quasi un decennio. Ancora una volta, la verità era diversa. Le esportazioni avvenivano sia dalla stessa Playa di San Juan, sia dalla dirimpettaia isola de La Gomera dove non esistevano controlli doganali. Nel 1933 furono esportate direttamente da La Gomera all Italia circa 1000 t di tonno in scatola, ma proveniente da diversi punti tra La Gomera e Tenerife ed è probabile che la produzione dei Florio sia compresa in quell ammontare. Dopo il 1933, la pesca nella zona fu seriamente impattata dalla presenza di orche e la produzione crollò. L informazione più attendibile riporta che l attività conserviera dei Florio a Tenerife cessò prima del 29 novembre 1935, quando la loro fabbrica venne acquisita dalla società Lloret y Llinares. Questa ricerca è stata condotta nell ambito dell Atlantic-Wide Research Programme, promosso dall International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas (ICCAT) con sede a Madrid. Milano 27 novembre 2014 Università Commerciale Luigi Bocconi ore Cariplo Venti anni di una grande istituzione bancaria In occasione della pubblicazione del volume Cariplo Venti anni di una grande istituzione bancaria (Brescia, Morcelliana, 2014), si propone un dibattito sull evoluzione del sistema bancario con uno sguardo su aspetti e problemi odierni. Intervengono: Paolo M. Grandi, Mario Masini, Paolo M. Mottura, Roberto Ruozi. San Miniato (Pisa) 28 novembre 2014 Palazzo Grifoni, Piazza Grifoni ore Sopravvivere alle rovine. Diario privato di un banchiere, Roma Presentazione del volume Massimiliano Majnoni Sopravvivere alle rovine. Diario privato di un banchiere, Roma (Torino, Aragno, 2013). Intervengono Francesca Pino, direttrice dell Archivio storico Intesa Sanpaolo; Sebastiano Nerozzi, docente di Storia del pensiero economico, Università di Palermo; Daniele Menozzi docente di Storia contemporanea, Scuola Normale Superiore di Pisa.

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