Centro Studi. I commenti: Le notizie:

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1 Osservatorio Territorio e Aree Urbane Politiche territoriali Newsletter n. 8/2015 a cura di Alessandra Graziani 1 e Giuliana Giovannelli 2, Centro Studi Fillea Cgil I commenti: Politiche territoriali - Architetti al neo ministro Delrio: Riuso come priorità attivando immediatamente politiche per la rigenerazione urbana del territorio nell ottica della sostenibilità, utilizzando un apposita Agenzia nazionale, come già esiste in Europa - Riduzione del rischio idrogeologico: piani strategici nazionali e Programmi di interventi urgenti -Rischio idrogeologico, allo studio incentivi per delocalizzare gli immobili. Il disegno di legge in esame al Senato prevede un Fondo da un miliardo di euro per introdurre una detrazione Irpef sugli interventi di mitigazione -Cambiamenti climatici, da Legambiente la mappa del rischio nelle città italiane. L'associazione presenta la prima mappatura sugli impatti degli eventi climatici che hanno colpito le aree urbane dal L'obiettivo è individuare le cause e le aree a maggiore rischio, per accelerare interventi di messa in sicurezza -Zone Franche Urbane: agevolazioni e compensazioni senza vincoli. L Agenzia delle Entrate chiarisce che non c è l obbligo di apposizione del visto di conformità né divieto di compensazione Edilizia scolastica Alle scuole 3,9 miliardi di euro dal 2014 al Ministero dell'istruzione: entro fine aprile sarà pronta l Anagrafe scolastica, una fotografia completa delle scuole del Paese - Task Force per l Edilizia Scolastica. E stato siglato l accordo tra l Agenzia per la Coesione Territoriale e la Struttura di missione per il coordinamento e impulso nell attuazione di interventi di riqualificazione dell edilizia scolastica della presidenza del Consiglio dei Ministri. Le notizie: News nazionali: Politiche territoriali: Edilizia scolastica: Rapporti e studi: Eventi: News dai territori: Regione Abruzzo: Regione Emilia R.: Regione Toscana: Zone Franche Urbane: agevolazioni e compensazioni senza vincoli; Architetti al neo Ministro Delrio: Riuso come priorità; Rischio idraulico, in Gazzetta regole per gestire le emergenze. Misure in 'tempo reale' con un sistema di allertamento e misure 'in differita' attraverso interventi strutturali e vincoli territoriali Rischio idrogeologico, allo studio incentivi per delocalizzare gli immobili Alle scuole 3,9 miliardi di euro dal 2014 al Ministero dell'istruzione: entro fine aprile sarà pronta l Anagrafe scolastica, una fotografia completa delle scuole del Paese; Task Force per l Edilizia Scolastica Riduzione del rischio idrogeologico: piani strategici nazionali e Programmi di interventi urgenti; Cambiamenti climatici, da Legambiente la mappa del rischio nelle città italiane Rischio idrogeologico, Italiasicura: il 90% delle opere è da progettare. D Angelis: in 8 mesi aperti 783 cantieri per un investimento di oltre un miliardo di euro Tre eco quartieri. Da brownfields a spazi sostenibili Ecco i fondi per interventi contro il dissesto idrogeologico Edilizia scolastica: 53 milioni per l'edilizia scolastica dal Decreto Mutui News nazionali: Politiche territoriali: Zone Franche Urbane: agevolazioni e compensazioni senza vincoli 08/04/ Le compensazioni effettuate per fruire delle agevolazioni fiscali e contributive riconosciute alle micro e piccole imprese operanti nelle Zone franche urbane (ZFU), non sono sottoposte all obbligo di apposizione del visto di conformità né al divieto di compensazione in presenza di ruoli scaduti. Questo il principale chiarimento fornito dall Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 36/E del 3 aprile 2015 che scioglie i dubbi degli operatori in merito all applicabilità di alcuni limiti alle compensazioni effettuate per fruire delle agevolazioni riconosciute alle imprese che operano in queste zone. 1 politiche 2

2 Il documento ricorda che l obbligo di apporre il visto di conformità e il divieto di compensare i crediti relativi a imposte erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo, per importi superiori a euro, riguardano esclusivamente le compensazioni orizzontali e non quelle verticali (ancorché effettuate mediante la delega di versamento) e che sono, in ogni caso, esclusi i contributi e le agevolazioni erogati sotto forma di credito d imposta. Lo scomputo dei versamenti dovuti mediante l utilizzo dei codici tributo istituiti per le singole Zone Franche ha natura agevolativa e le compensazioni operate dalle imprese, in virtù del meccanismo di funzionamento dell agevolazione, sono assimilabili alle compensazioni verticali, ossia imposta su imposta. Di conseguenza non è necessario apporre il visto di conformità ed è possibile compensare anche in presenza di ruoli scaduti. Inoltre, non è applicabile il limite di 250 mila euro previsto per i crediti agevolativi indicati nel quadro RU della dichiarazione né quello generale, attualmente pari a 700 mila euro, in quanto il credito d imposta deriva dall applicazione di una disciplina agevolativa sovvenzionale. Ricordiamo che le ZFU sono aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita, localizzate all interno dell Obiettivo Convergenza (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia) e nel territorio dei comuni della provincia di Carbonia Iglesias, dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese. L obiettivo è favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale, e con potenzialità di sviluppo inespresse. Le agevolazioni consistono in: esenzione dalle imposte sui redditi; esenzione dall'irap; esenzione dall'imposta municipale propria (IMU); esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente. Fonte: Alessandra Marra, sito internet edilportlale Politiche territoriali: Architetti al neo ministro Delrio: Riuso come priorità 7/04/2015. Attivare immediatamente politiche per la rigenerazione urbana del territorio nell ottica della sostenibilità, utilizzando un apposita Agenzia nazionale, come già esiste in Europa, ad esempio in Francia, che possa intervenire con denari pubblici per aiutare i processi di rigenerazione di Comuni e Regioni attraendo il capitale privato; adottare, dopo aver posto fine alla bulimia burocratica, il Regolamento edilizio unico che sia anch esso finalizzato al riuso; dare vita alla tanto attesa Legge urbanistica; accelerare il varo del nuovo Codice degli Appalti. Queste le priorità che Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori indica al neo Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, sostituitosi a Lupi. Il riuso continua Freyrie non è solo il primo obiettivo dei progettisti italiani ma è, soprattutto, un grande progetto d investimento di idee e di denaro sulle città che può fare da volano per la ripresa del settore dell edilizia, così duramente colpito dalla crisi. Ed è proprio la risposta alla crisi che gli italiani aspettano, per rimettere a posto gli 8 milioni di edifici che si avviano a fine vita, per risparmiare 25 miliardi all anno di energia sprecata, per mettere le case in sicurezza da sismi e inondazioni. Lo è anche per realizzare spazi pubblici che ridiano il senso delle comunità, per creare le condizioni perché fioriscano idee, innovazione e impresa, per rilanciare il settore delle costruzioni ed agganciare, quindi, la ripresa. Servono coraggio e lungimiranza e magari anche qualche non indispensabile infrastruttura in meno per realizzare una rivoluzione copernicana nella politica economica del nostro Paese che punti a ricollocare le città italiane al centro della crescita, rigeneri i quartieri abitati, migliori l habitat; che ridia centralità alla progettazione, unica garanzia di una architettura di qualità e vera e propria arma contro il malaffare, la mafia, la cattiva sorte delle opere pubbliche. Quel coraggio e quella lungimiranza conclude Freyrie che il neo ministro Del Rio, al quale vanno gli auguri degli architetti italiani per il nuovo compito che lo aspetta, ha dimostrato di avere in tutti gli incarichi istituzionali che ha ricoperto in questi anni. Fonte: sito internet infobuild Politiche territoriali: Rischio idraulico, in Gazzetta regole per gestire le emergenze. Misure in 'tempo reale' con un sistema di allertamento e misure 'in differita' attraverso interventi strutturali e vincoli territoriali 02/04/ Pubblicati in Gazzetta gli indirizzi operativi di allertamento nazionale per la predisposizione dei piani di gestione del rischio alluvioni. Il documento recepisce la direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione del rischio di alluvioni, con lo scopo di ridurre le conseguenze negative del rischio idraulico per la salute umana, l'ambiente, il patrimonio culturale e le attività economiche connesse con le alluvioni all'interno della Comunità". Vengono implementate le misure contro le alluvioni sia in tempo reale, con un sistema di allertamento e di pianificazione d'emergenza, sia in differita, attraverso interventi strutturali e vincoli territoriali. La direttiva dispone l'adozione di piani di gestione del rischio alluvione che "riguardano tutti gli aspetti della gestione del rischio e, in particolare, la prevenzione, la protezione e la preparazione, comprese le previsioni di alluvioni e i sistemi di allertamento, tenendo conto delle caratteristiche del bacino idrografico o del sottobacino interessato". Il documento individua gli argomenti contenuti nel piano di gestione tra cui: previsione, monitoraggio, sorveglianza ed allertamento posti in essere attraverso la rete dei centri funzionali; presidio territoriale idraulico posto in essere attraverso adeguate strutture e soggetti interregionali, regionali e provinciali; regolazione dei deflussi, posta in essere anche attraverso i piani di laminazione; supporto all'attivazione dei piani urgenti di emergenza predisposti dagli organi di protezione civile. Secondo quanto si legge nella direttiva ciascuna struttura regionale di protezione civile predispone la parte di propria competenza del piano di gestione distrettuale in accordo con le altre strutture regionali e la coordina con le altre regioni afferenti al medesimo Distretto idrografico. Il Dipartimento della protezione civile predispone la parte del piano

3 di gestione comune a tutti i distretti in cui vengono descritte le azioni di coordinamento a livello nazionale relative al sistema di allertamento per il rischio idraulico ai fini di protezione civile. Per l'individuazione di possibili scenari di riferimento e del relativo impatto sul territorio si tiene conto ad esempio: delle mappatura di pericolosità e di rischio, elaborate dall'autorita' di Bacino; dei punti critici (ad es. opere di attraversamento - pedonali, viarie, ferroviarie - dei corsi d'acqua, attraversamenti con insufficiente sezione di deflusso ecc) e delle interferenze con le infrastrutture di mobilità (ad es. sottopassi), individuati anche tenendo conto specificatamente delle condizioni di criticità delle strutture arginali; della descrizione della dinamica degli eventi attesi. Sono inoltre evidenziati gli aspetti organizzativi di risposta all'emergenza, quali la presenza di accordi tra amministrazioni per la gestione emergenziale (unioni di comuni o protocolli d'intesa tra amministrazioni locali, statali e strutture operative), l'organizzazione del sistema di allertamento e i relativi flussi di comunicazione e infine la presenza di risorse logistiche sul territorio. Nel documento è riportato l elenco delle attività previste in fase di pianificazione di emergenza volte a perseguire gli obiettivi generali e specifici, di seguito elencati, in caso di un evento alluvionale: a) salvaguardia della popolazione (allertamento, soccorso ed eventuale evacuazione); b) assistenza alla popolazione (logistica e sanitaria); c) monitoraggio dei fenomeni e dell'evolversi dell'emergenza; d) coordinamento delle attivita' di emergenza; e) salvaguardia delle strutture e infrastrutture a rischio; f) verifica della funzionalita' delle telecomunicazioni; g) informazione alla popolazione; h) ripristino della viabilita' e dei trasporti - controllo del traffico; i) ripristino dei servizi essenziali; j) censimento del danno; k) salvaguardia dei beni di interesse artistico e culturale; l) rapporto con gli organi di informazione. Il Dipartimento della protezione civile pubblicherà sul proprio sito web una sezione dedicata all'allertamento meteo-idro nella quale e' possibile consultare, in una sintesi nazionale, il quadro complessivo delle previsioni meteo a fini di protezione civile e delle valutazioni di criticità nonche' le norme di comportamento da adottare prima, durante e dopo fenomeni meteo-idrogeologici e idraulici. Fonte: Alessandra Marra, sito internet edilportale Politiche territoriali: Rischio idrogeologico, allo studio incentivi per delocalizzare gli immobili 25/03/ Incentivi per la delocalizzazione degli immobili in area a rischio idrogeologico. Li prevede il disegno di legge per la prevenzione del rischio idrogeologico, allo studio della Commissione Ambiente del Senato. Il testo, messo a punto nel 2011, è stato ripresentato nel 2013 e si avvia ora ad affrontare l'iter per l'approvazione. Il ddl introduce degli incentivi regionali per l adeguamento delle infrastrutture e la delocalizzazione di impianti produttivi e abitazioni private. I bonus dovranno essere finanziati e messi a punto dalle Regioni entro un anno dall entrata in vigore della legge e vi si potrà accedere a condizione che gli edifici siano stati realizzati in conformità agli strumenti vigenti di pianificazione urbanistica locale. A livello nazionale, gli interventi edilizi di prevenzione e mitigazione del rischio da frana, da alluvione e sismico, effettuati nelle aree a rischio idrogeologico e idraulico elevato e molto elevato, saranno agevolati con una detrazione Irpef. Le modalità attuative della misura verranno definite con decreto del Ministero dell Economia e delle finanze entro trenta giorni dall entrata in vigore della legge. Il testo prevede inoltre la costituzione di un Fondo da un miliardo di euro per la mitigazione del rischio idrogeologico per il triennio Per il coordinamento degli organi istituzionali competenti in materia di difesa del suolo sarà istituito in ogni regione il Comitato operativo permanente (COP) col compito di individuare le aree a rischio, controllare l ottemperanza degli enti alle norme per la difesa del suolo e la Protezione Civile, accertare l adozione dei piani urgenti di emergenza per le aree a rischio idrogeologico, individuare le aree per le quali la sussistenza delle attività agricole deve ritenersi funzionale alla prevenzione del rischio. I piani urgenti di emergenza per le aree a rischio idrogeologico dovranno essere predisposti dagli organi di Protezione Civile entro due mesi dall entrata in vigore della legge. In caso di calamità i COP predisporranno i programmi di soccorso, assistenza, ripristino della viabilità e delle altre opere pubbliche. Entro sei mesi dall entrata in vigore della legge, in tutte le Regioni dovrà esserci l ufficio geologico regionale con funzioni di controllo, allertamento e polizia idraulica. Fonte. Paola Mammarella, sito internet edilportale Edilizia scolastica: Alle scuole 3,9 miliardi di euro dal 2014 al Ministero dell'istruzione: entro fine aprile sarà pronta l Anagrafe scolastica, una fotografia completa delle scuole del Paese 31/03/2015-3,9 miliardi di euro e oltre 17 mila interventi tra il 2014 e il Sono i numeri degli interventi per l edilizia scolastica, spiegati nei giorni scorsi dal sottosegretario all'istruzione, Davide Faraone, che oltre a fare il punto della situazione sulle iniziative effettuate ed in corso, ha annunciato i prossimi step. Primo fra tutti, in ordine di arrivo, la presentazione dell'anagrafe scolastica, prevista per il prossimo 22 aprile, che per la prima volta fornirà una fotografia completa degli edifici scolastici del Paese. L Osservatorio per l edilizia scolastica, insediato presso il Miur, diventerà una centrale per la programmazione delle priorità e la gestione delle risorse. Gli interventi avranno quindi una programmazione nazionale unica basata sulle priorità individuate dalle Regioni nell ambito del Decreto Mutui, che ha stanziato 1,2 miliardi di euro (40 milioni annui per trent'anni) per i programmi regionali di ristrutturazione, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico di scuole pubbliche, palestre scolastiche, residenze per studenti universitari e immobili dell'alta formazione artistica. La misura consentirà investimenti per 940 milioni per finanziare circa 4mila interventi. Oltre ai mutui, che le Regioni stanno man mano sottoscrivendo, i lavori saranno finanziati con l 8 per mille Irpef all edilizia scolastica e con i fondi della Protezione Civile. Durante la conferenza stampa è stato analizzato lo stato di attuazione delle altre misure lanciate dal Governo. Con il programma #ScuoleBelle, che conta su uno stanziamento totale di 150 milioni di euro, sono stati finanziati

4 interventi di piccola manutenzione, decoro e ripristino funzionale che hanno riguardato oltre 7mila plessi scolastici nel Ulteriori 130 milioni sono stati previsti dalla legge di stabilità per il primo semestre 2015 e 150 milioni di euro sono in previsione per il secondo semestre 2015 per intervenire su oltre 10mila istituti. Nell ambito del programma #ScuoleSicure, sono stati avviati e conclusi 500 cantieri. Gli interventi sono finanziati con 150 milioni di euro previsti dal Decreto del Fare (DL 69/2013). In base al DL 66/2014 e con delibera CIPE 30 giugno 2014, sono stati destinati altri 400 milioni per finanziare i progetti che erano rimasti esclusi dalla graduatoria iniziale. Si stanno poi concludendo i cantieri finanziati dai fondi FESR per l'istruzione, che dovranno essere rendicontati entro il 31 dicembre Si tratta di circa 640 milioni di euro impiegati in opere di risparmio energetico, sicurezza degli edifici scolastici, accessibilità degli istituti attraverso l'eliminazione delle barriere architettoniche. Il programma #ScuoleNuove ha previsto lo sblocco del Patto di stabilità per 244 milioni di euro e 454 interventi di riqualificazione completa e di nuove costruzioni segnalati dai Sindaci. A fine 2014 sono stati conclusi i primi 200 interventi, mentre sono in corso gli altri 254. Come spiegato dal sottosegretario Faraone, altri 577 lavori di efficientamento energetico, messa in sicurezza, accessibilità e realizzazione di impianti sportivi sono possibili grazie a 240 milioni di Fondi PON Di questi ne sono stati completati 66, altri 243 sono in corso di esecuzione, 114 sono stati aggiudicati e 154 devono ancora essere appaltati. Altri 380 milioni di euro saranno messi in campo con la programmazione I Fondi POR hanno poi reso possibile l approvazione di 905 progetti in Campania, Calabria e Sicilia per un valore complessivo di 405 milioni di euro. Il sottosegretario Faraone ha ricordato infine il disegno di legge La buona scuola che permetterà la realizzazione di 60 edifici scolastici altamente innovativi attingendo a 300 milioni di Fondi Inail. I progetti saranno selezionati con un concorso di idee del Miur. Altri 40 milioni finanzieranno le indagini diagnostiche sui solai degli edifici, dopo le quali si potrà intervenire su 8mila edifici che richiedano la priorità. Circa 250 milioni potrebbero infine essere recuperati da vecchie procedure e riassegnati alle nuove iniziative. "L'investimento sulla scuola - ha concluso in conferenza stampa Faraone - è grosso se si considerano anche i 3 miliardi della Buona Scuola. E l'impegno del Governo non si ferma qui. Vogliamo continuare sempre, anche nelle leggi di stabilità, a mettere il segno '+' davanti alle risorse destinate alla scuola". Fonte. Paola Mammarella, sito internet edilportale Edilizia scolastica: Task Force per l Edilizia Scolastica 30/03/2015. Il Protocollo d Intesa per l attivazione di un programma di collaborazione istituzionale, finalizzato ad accelerare l attuazione degli interventi in materia di edilizia scolastica, in coerenza con gli strumenti attuativi delle politiche di coesione, valorizza il lavoro delle Task Force Edilizia Scolastica dell Agenzia per la Coesione Territoriale che a partire da maggio 2014 hanno effettuato in Calabria, Campania e Sicilia 470 sopralluoghi su interventi finanziati ma non ancora conclusi per un valore complessivo di oltre 370 milioni di euro. L accordo prevede, in particolare, il rafforzamento degli attuali presidi territoriali delle Task Force per accelerare l attivazione degli interventi. Tale modello operativo si sostanzia in un accompagnamento in tutte le fasi dell attuazione, con l obiettivo finale di ridurre significativamente i ritardi e sostenere gli sviluppi futuri. I presidi, coordinati dall Agenzia per la Coesione Territoriale con la partecipazione attiva delle Amministrazioni Regionali, operano in stretto e costante rapporto con la Struttura di missione. Sono composti da tecnici qualificati, in possesso di competenze trasversali in materia di gestione di progetti e appalti pubblici, che operano con un mandato forte per il miglioramento degli investimenti pubblici. Fonte: sito internet infobuild Politiche territoriali: Riduzione del rischio idrogeologico: piani strategici nazionali e Programmi di interventi urgenti 26/03/ La relazione riferisce sulla gestione degli interventi per la riduzione del rischio idrogeologico posti in essere a partire dal 2010, in attuazione di accordi di programma sottoscritti dal Ministero dell'ambiente e della Tutela del territorio e del Mare (MATTM) con i soggetti attuatori, nonché sullo stato di avanzamento di plurimi programmi attivati, agli stessi fini, nel decennio oggetto di precedenti relazioni della Corte - in parte ancora in corso di attuazione. La politica di tutela del territorio continua a destinare ancora la gran parte delle risorse disponibili, che restano comunque scarse, all'emergenza, anziché ad una effettiva opera di prevenzione. Negli ultimi 5 anni quasi milioni di euro sono stati stanziati per l'emergenza a fronte di milioni di euro destinati nell'ultima programmazione agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, peraltro promiscuamente destinati anche a fronteggiare situazioni emergenziali. L'istruttoria ha evidenziato diversi profili di criticità. Inconciliabile con l'urgenza di provvedere, presupposto dell'istituzione di Commissari straordinari, è la dilatazione dei tempi di attuazione degli interventi sia per la programmazione attivata nel decennio sia per gli Accordi di programma sottoscritti a partire dal In particolare, per questi ultimi, su un totale di 1621 interventi, una parte significativa (207) risulta tuttora "da avviare o dati non comunicati" mentre risultano conclusi soltanto 317 interventi, per 200 milioni di euro rispetto a un finanziamento complessivo pari a circa 2,1 miliardi di euro (dati aggiornati al 3 marzo 2015). Appaiono evidenti criticità sistemiche. Un contesto decisionale ed operativo caratterizzato dal coinvolgimento di più soggetti pubblici, spesso tra loro non dialoganti e/o in contrapposizione (gestioni commissariali, uffici regionali, amministrazioni centrali) è fattore di complessità e di criticità che postula un ripensamento del sistema di governance. A ciò deve aggiungersi un quadro

5 continuamente mutevole di risorse finanziarie disponibili ed una programmazione che comunque non si iscrive in un disegno strategico di opere strutturali, ma risulta frammentata in una molteplicità di interventi che in parte sono conseguenziali a situazioni emergenziali ed in parte lasciano supporre la preferenza per criteri di scelta basati prevalentemente sulla concertazione tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti (regioni, enti locali e Stato) piuttosto che sugli esiti delle analisi del sistema di telerilevamento. I ritardi sono in parte anche conseguenza di un non efficiente sistema di controllo e monitoraggio, che non ha prodotto i risultati attesi. La frammentazione del sistema di rilevamento dei dati, distribuito tra più banche dati, in parte tra loro sovrapposte e non dialoganti, determina spesso risultati incompleti e non attendibili. Le modifiche introdotte con il DL n. 91 del 2014, con la previsione del subentro dei Presidenti delle Regioni ai Commissari straordinari, disegnano ora un diverso modello di governance, che rappresenta una prima misura idonea tra l'altro a superare situazioni di conflittualità talvolta insorte tra strutture commissariali e apparati regionali. Anche la recente istituzione di apposita Struttura di missione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri costituisce una prima risposta da parte del Governo alla necessità di imprimere un'accelerazione nell'attuazione degli interventi mediante un'azione di impulso alla funzione di indirizzo e coordinamento del Presidente del Consiglio dei Ministri nella materia del dissesto idrogeologico. In sintesi, le raccomandazioni della Corte sono: 1. superamento di una politica centrata sull'emergenza che postula comunque e necessariamente una programmazione delle risorse destinate anche e soprattutto ad interventi strutturali che abbandonino la logica della frammentazione e della parcellizzazione delle risorse; 2. ridefinizione di una governance degli interventi, maggiormente semplificata e trasparente, rispetto alla quale la soluzione adottata di individuare nei Presidenti delle Regioni i Commissari di Governo per l'attuazione degli interventi rappresenta una prima misura idonea tra l'altro a superare situazioni di conflittualità talvolta insorte tra strutture commissariali e apparati regionali; 3. riorganizzazione del sistema di controllo e monitoraggio degli interventi, che tenda a superare la frammentazione dell'attuale sistema di rilevamento dei dati, distribuito tra più banche dati, in parte tra loro sovrapposte e non dialoganti, e sia invece idoneo a garantire un flusso costante, tempestivo ed attendibile dei dati; 4. prosecuzione nell'azione di impulso alla funzione di indirizzo e coordinamento del Presidente del Consiglio dei Ministri nella materia del dissesto idrogeologico, rispetto alla quale va richiamata la recente istituzione di apposita Struttura di missione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri; 5. valutazione - in una logica comunque di compatibilità con il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica di breve e medio periodo - dell'opportunità di escludere dai vincoli del patto di stabilità interno le spese sostenute dagli enti territoriali per interventi di messa in sicurezza, manutenzione e consolidamento di territori esposti a eventi calamitosi, nonché per interventi strutturali finalizzati ad agevolare la riduzione del rischio sismico, idraulico e idrogeologico. Fonte: Ufficio Stampa Corte dei Conti Rapporti e studi: Cambiamenti climatici, da Legambiente la mappa del rischio nelle città italiane 26/03/2015. Cosa sta succedendo nel territorio italiano a seguito dell aumento di fenomeni meteorologici estremi? Quali sono le cause che hanno provocato e continuano a provocare disastri ambientali? E quali le aree maggiormente a rischio, che necessitano prioritariamente interventi di messa in sicurezza? Vuole rispondere a questi interrogativi la prima mappa del rischio, elaborata da Legambiente e sviluppata grazie alla collaborazione di TeamDev ed Esri Italia, che raccoglie le informazioni sui danni provocati in Italia dai fenomeni climatici e con una particolare attenzione nei confronti delle citta?. Uno strumento interattivo e costantemente aggiornato La mappa è un sistema interattivo che in questa prima elaborazione ha preso in considerazione i danni, particolarmente importanti, provocati da fenomeni meteorologici avvenuti dal 2010 ad oggi, e sarà periodicamente aggiornata. Sono 80 i Comuni dove si sono registrati impatti rilevanti, riportati sulla mappa, suddivisi nella legenda secondo alcune categorie principali (allagamenti, frane, esondazioni, danni alle infrastrutture, al patrimonio storico, provocati da trombe d aria o da temperature estreme) utili a capire i rischi nel territorio italiano. Laddove i danni sono avvenuti in Comuni dove già erano avvenuti in passato fenomeni analoghi, questi sono stati riportati nella scheda e nel tempo verranno sempre più aumentate le informazioni, con studi e analisi utili a capire la specificità dei processi avvenuti, la pericolosità e per individuare le più efficaci strategie di intervento. Sviluppare nuove strategie di adattamento climatico L aggiornamento della mappa- i cui primi risultati sono stati riassunti in un report- avrà come obiettivo proprio di leggere in maniera integrata l impatto dei fenomeni climatici nei Comuni, mettendo assieme informazioni, immagini, analisi e dati sugli episodi e provare così a comprendere le possibili cause antropiche, le scelte insediative o i fenomeni di abusivismo edilizio, che ne hanno aggravato gli impatti, e arrivare a individuare oltre alle aree a maggiore rischio per i cambiamenti climatici anche nuove strategie di adattamento per le città. I PRIMI RISULTATI Sono 112 i fenomeni meteorologici riportati dalla mappa che dal 2010 ad oggi hanno provocato danni nel territorio italiano. Nello specifico si sono verificati 30 casi di allagamenti da piogge intense, 32 casi di danni alle infrastrutture da piogge intense con 29 giorni di stop a metropolitane e treni urbani, 8 casi di danni al patrimonio storico, comprese le conseguenze delle piogge torrenziali che hanno colpito la città di Genova il 9 e 10 ottobre 2014, 22 casi di eventi causati da trombe d'aria, e 20 gli eventi causati da esondazioni fluviali. Stimati anche i danni in termini di tributo umano, con 138 persone vittime del maltempo dal 2010 ad oggi. PRIME CONCLUSIONI

6 L insieme dei fenomeni meteorologici e dei danni provocati nel territorio italiano dal 2010 ad oggi, raccontati dalla mappa, ci porta ad alcune prime conclusioni. Innanzi tutto il rischio climatico non riguarda in modo uguale tutto il Paese, alcune aree sono più a rischio di altre, innanzi tutto per ragioni idrogeologiche, e dunque in quei territori vanno accelerati gli interventi di messa in sicurezza e allerta dei cittadini. La seconda evidenza è che i fenomeni di maltempo sono più accentuati in alcuni periodi dell anno ma sono avvenuti con frequenza anche nei mesi estivi, quando occorre inoltre attrezzarsi anche rispetto alle ondate di calore che in particolare nelle aree urbane possono provocare gravi danni e conseguenze in termini sanitari. La terza conclusione è che proprio le aree urbane devono diventare oggi la priorità di politiche che tengano assieme prevenzione del dissesto idrogeologico e adattamento ai cambiamenti climatici. L'appello al Governo Finalmente oggi il tema del dissesto è affrontato con una task force presso la presidenza del Consiglio- conclude il report di Legambiente- ma il cambiamento nella dimensione dei fenomeni climatici è tale da far apparire inadeguata anche questa impostazione quando si prende atto della totale assenza negli interventi previsti di una visione che tenga conto dell'adattamento ai cambiamenti climatici. Solo nelle ultime settimane - in ritardo rispetto a quanto previsto dalla Commissione Europea -, è stata approvata la strategia nazionale mentre nulla si sta muovendo per arrivare all'approvazione del piano nazionale di adattamento che dovrebbe finalmente permettere di passare dagli obiettivi generali agli interventi anche per guidare la spesa dei fondi europei da parte delle Regioni che, ricordiamolo, nella programmazione sono rilevanti per questo tipo di interventi, ma che rischiano in assenza di chiare strategie e di una attenta regia di rimanere sprecate. E per fare in modo che nelle città italiane si arrivi quanto prima ad approvare dei Piani Clima per intervenire nelle aree a maggior rischio e individuare le scelte di adattamento nei quartieri e negli spazi aperti. Fonte: sito internet casa e clima Eventi: Rischio idrogeologico, Italiasicura: il 90% delle opere è da progettare. D Angelis: in 8 mesi aperti 783 cantieri per un investimento di oltre un miliardo di euro 01/04/ Nella lotta contro il dissesto idrogeologico è fondamentale monitorare i territori per prevenire i rischi investendo in opere di qualità. Queste le azioni principali da incrementare per il coordinatore di Italiasicura, Erasmo D Angelis, intervenuto ieri al workshop "Dissesto idrogeologico: le migliori pratiche di prevenzione" organizzato dal Centro Elettromeccanico Sperimentale Italiano (Cise). Per D'Angelis, serve una coscienza del rischio per sapere cosa fare nei momenti d'emergenza. Sugli interventi intrapresi dal Governo ha dichiarato: "Non esistono bacchette magiche, ma tanto lavoro e migliaia di piccoli e medi cantieri. In otto mesi ne abbiamo aperti o riaperti 783 investendo milioni dei 2,3 miliardi recuperati e non spesi negli ultimi 15 anni". Le opere previste in tutte le Regioni sono ma il 90% di queste è da progettare; per questo D'Angelis ha ribadito l importanza del piano nazionale contro il dissesto, che prevede una spesa di 9 miliardi complessivi. Negli ultimi 70 anni i danni economici provocati da frane e inondazioni ammontano a 61,5 miliardi di euro. Secondo i dati contenuti nel primo Rapporto Ance-Cresme, le aree a elevata criticità rappresentano il 9,8% della superficie nazionale e riguardano l'89% dei Comuni, su cui sorgono scuole e 550 ospedali. L amministratore delegato di Cesi, Matteo Codazzi, ha ricordato che "il 2014 sarà ricordato come uno degli anni peggiori, in cui ben 19 Regioni su 20 sono state colpite da catastrofi" sottolineando però che "esistono oggi numerosi strumenti tecnologici e pratiche operative eccellenti che consentono di prevedere, monitorare e intervenire efficacemente per ridurre il rischio e i danni". Dal convegno è emersa anche l importanza di instaurare un ottima "sinergia" tra istituzioni e le aziende di sistema infrastrutturale; la necessità di un coordinamento unitario del territorio e un punto fondamentale da sviluppare che accomuna le aziende del sistema infrastrutturale come Anas, Terna, Autostrade per l'italia e Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) impegnate "non solo nella manutenzione delle infrastrutture ma nel monitoraggio e nella prevenzione". Per questo Paola Firmi, responsabile direzione tecnica Rfi ha ricordato gli interventi, "circa 430 nel 2015, di Rete Ferroviaria Italiana per la messa in sicurezza delle aree, prossime ai binari, interessate da dissesto idrogeologico, per un investimento complessivo di oltre 145 milioni di euro". Per Immacolata Postiglione, dirigente della Protezione Civile, e' fondamentale che il cittadino abbia coscienza del rischio per poi assumere comportamenti corretti in caso di emergenza; aspettare l'allerta non deve essere un albi, servono piani programmati di intervento. Per prevenire l emergenza è utile avvalersi della tecnologia, infatti Davide Bertolo, dirigente attività geologiche della Valle D'Aosta, ha parlato dell esperienza regionale di prevenzione frane attraverso un sistema di monitoraggio fatto da radar, gps e topografia automatica ". Fonte: Alessandra Marra, sito internet edilportale News dai territori: Regione Abruzzo: Tre eco quartieri. Da brownfields a spazi sostenibili 07/04/2015. Il progetto Ecoquartieri per l Abruzzo finanziato dalla Regione Abruzzo ha un obiettivo chiaro: trasformare tre aree degradate di Chieti, Pescara e Teramo, in quartieri sostenibili per dare nuove abitazioni e servizi a giovani, anziani e famigli. Il progetto urbano è ispirato ai valori della sostenibilità, con l obiettivo di estendere questo approcciopilota all Abruzzo e più in generale all ipercittà diffusa lungo la costa adriatica.

7 Le aree degradate in questione sono: - Chieti: nel retro della stazione ferroviaria di Chieti scalo; - Pescara-Fontanelle: in prossimità dell aeroporto cittadino; - Teramo: nelle aree dismesse della fabbrica Villeroy Boch anch essa in prossimità della stazione ferroviaria. I nuovi centri abitati sostenibili non saranno isole che orbitano intorno alla città, ma faranno parte di essa e la completeranno dotandola dei servizi di cui è carente. Attualmente le zone in cui sorgeranno i nuovi distretti sono i cosiddetti brownfields : aree industriali dismesse o in via di dismissione che creano una discontinuità nel tessuto cittadino. Questa interruzione verrà colmata con un progetto di natura incrementale per Chieti e Teramo, mentre per Pescara una complessa strategia urbanistica sarà attuata con un negoziato trasparente del Comune con la proprietà. Le caratteristiche dei nuovi ecoquartieri abruzzesi Spazi caratterizzati da una mescolanza di fasce sociali, densi di verde e di spazi pubblici, dotati di trasporti propri ed nei quali l ingresso al traffico veicolare sarà poco intrusivo. Nella progettazione sarà tenuto conto del inquinamento acustico, della qualità dell aria e dell acqua e sarà posta attenzione agli sprechi ed al consumo di energia durante la costruzione e la gestione a regime. Alla base dei piani c è la creazione di reti che insieme concorrono alla sostenibilità: reti verdi, reti d acqua, reti di mobilità interne articolate ai diversi livelli, reti per l energia, reti degli spazi pubblici che incorporano gli elementi del patrimonio storico-culturale disponibili localmente. La missione del progetto urbanistico è quella di rendere gli spazi brutti e sporchi alle porte delle città nuove isole pulite, dai materiali sostenibili e dai servizi efficienti. L aspetto che accomuna la progettazione degli spazi dietro la stazione di Chieti, in prossimità dell aeroporto di Pescara e delle aree dismesse della fabbrica Villeroy Boch di Teramo è l approccio sostenibile che rappresenta la filosofia portante del gruppo di lavoro composto da Emanuela Braì, Fabrizio Chella, Cesare Corfone, Claudia Di Girolamo, Gioia Di Marzio, Vincenzo La Rosa, Giustino Vallese. Fonte: sito internet edilio_it Regione Emilia Romagna: Ecco i fondi per interventi contro il dissesto idrogeologico 26/03/2015. Emilia Romagna: sono giunti i primi fondi per il Piano regionale di messa in sicurezza del territorio (provenienti dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha approvato un programma nazionale di opere pubbliche che vale 50 milioni). Ammonta a 5,4 milioni la "tranche" appena giunta al fine di realizzare interventi urgenti contro il dissesto idrogeologico: si tratta, ha spiegato il presidente della Regione Stefano Bonaccini, di risorse che "si aggiungono ai 19 già destinati ad interventi urgenti per le emergenze e serviranno a realizzare progetti definitivi". "A breve ha proseguito Bonaccini - firmerò l'intesa con il ministro dell'ambiente Galletti per le nuove risorse del Piano nazionale sul dissesto". "Si tratta di un primo, importante passo nella road map contro il dissesto idrogeologico che abbiamo definito con i ministeri - ha evidenziato l'assessore regionale alla Difesa del suolo Paola Gazzolo -, questi fondi costituiscono un'anticipazione del piano complessivo di messa in sicurezza del nostro territorio, più volte colpito da ondate di maltempo eccezionali, e permettono di realizzare quattro interventi urgenti nelle province di Parma e Forlì-Cesena". "Si tratta di risorse consistenti - ha concluso l assessore - perché quasi il 10% della cifra stanziata a livello nazionale è stata destinata alla nostra regione, ma è solo il primo tassello". Per approfiondire in maniera tecnica il tema Maggioli Editore consiglia il volume Dissesto idrogeologico e stabilità dei versanti: il libro, scritto dall'ingegner Piergiuseppe Froldi, analizza le caratteristiche fisico-meccaniche e staticodinamiche delle frane attive, quiescenti o potenziali per prevederne, dal punto di vista ingegneristico, la stabilità, la possibile evoluzione nel tempo e nello spazio e progettarne gli interventi di stabilizzazione a mezzo delle palificate di consolidamento. Fonte: sito internet edilizia e urbanistica Regione Toscana: Edilizia scolastica: 53 milioni per l'edilizia scolastica dal Decreto Mutui 07/04/2015. Gli obiettivi del piano: ristrutturare, mettere in sicurezza e adeguare da un punto di vista antisismico ed energetico gli edifici scolastici 53 milioni in arrivo per l'edilizia scolastica nella Regione Toscana: i fondi penetrano all'interno del cosiddetto Decreto Mutui, il testo ministeriale che a partire dallo scorso gennaio autorizza le Regioni a stipulare appositi mutui trentennali con la Banca europea investimenti e con altri soggetti eroganti credito (con oneri di ammortamento a totale carico dello Stato) in tema di tutela degli edifici scolastici. Le Regioni, in base alle richieste degli enti locali, sono tenute trasmettere al Ministero dell'istruzione i piani di edilizia scolastica triennali entro il prossimo 30 aprile. Sono cinque le tipologie di finanziamento ammesse: - ristrutturazioni su edifici e impianti; - messa in sicurezza e adeguamento alle norme di sicurezza; - miglioramento e adeguamento sismico; - efficientamento energetico; - ampliamenti e nuove costruzioni. Gli obiettivi che il decreto ministeriale pone come imprescindibili? Ristrutturare, migliorare, mettere in sicurezza, adeguare sotto il profilo sismico e dell'efficienza energetica gli immobili di proprietà pubblica adibiti a istruzione scolastica, oltre a costruire nuovi edifici scolastici con palestre annesse.

8 In base a criteri che tengono conto del numero di scuole, della popolazione scolastica e dell'affollamento negli edifici giunge ora la ripartizione regionale delle risorse provenienti dalla Bei. Alla Regione Toscana compete un volume di investimenti che sfiora i 75 milioni circa, ma questa somma comprende già il calcolo trentennale degli interessi per cui la cifra netta si aggira sui 53 milioni di euro. Fonte: sito internet edilizia e urbanistica

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