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1 PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA Anno Scolastico 2006/2007 Il V Circolo E. De Amicis, con l attuazione dell Autonomia, si rapporta al territorio nella prospettiva di un sistema formativo integrato, attrezzato a muoversi ed a intervenire nella concretezza del contesto ambientale. L obiettivo del P.O.F. è, pertanto, quello di garantire la massima fruizione delle opportunità formative e delle innovazioni in un organizzazione più articolata e flessibile anche nei tempi e nelle forme d integrazione territoriale.

2 CRITERI GENERALI Il 5 Circolo, al fine di garantire la massima fruizione delle opportunità formative e delle innovazioni, in un organizzazione più articolata e flessibile nei tempi e nelle forme di integrazione territoriale, definisce la propria identità attraverso i seguenti criteri: - Valorizzazione dei processi innovativi con l uso dei laboratori informatici fin dalla scuola dell infanzia - Valorizzazione di progetti organici e trasversali nel rispetto delle tappe evolutive - Valorizzazione di un processo formativo unitario attraverso la realizzazione di percorsi didattici in continuità tra scuola dell infanzia e scuola primaria e tra scuola primaria e scuola secondaria di 1 grado - Valorizzazione di progetti e iniziative didattiche che vedano la scuola partecipe alle proposte di altri soggetti educativi per una sempre migliore integrazione con il territorio - Valorizzazione d iniziative per migliorare il rapporto scuola-famiglia - Valorizzazione di progetti internazionali al fine di una visione europea. 2

3 FINALITA EDUCATIVE Il V Circolo E. De Amicis, nel rispetto della sua identità, individua come propria finalità Costruire processi di insegnamento/apprendimento aderenti agli stili cognitivi degli alunni promovendo, in tutte le sue forme, l accoglienza e l integrazione delle diversità individuali, sociale e culturali. In particolare Promuovere il successo formativo prevenendo fenomeni di dispersione scolastica e garantendo pari opportunità educative. Promuovere e sostenere lo sviluppo dell identità personale. Agevolare l inserimento d alunni stranieri con progetti di recupero e sviluppo, garantendo l interazione tra culture diverse. Promuovere un inserimento proficuo ed efficace di alunni portatori di handicap, con Progetti di interazione rispettosi delle specifiche potenzialità e volti ad un particolare recupero di competenze e padronanze nei vari ambiti. Promuovere un recupero delle difficoltà garantendo interventi mirati. Promuovere l acquisizione di: interessi, motivazioni, conoscenze, abilità e competenze relative a tutti gli aspetti della formazione cognitiva ed espressiva. Favorire la qualità del servizio scolastico con Progetti organici e strutturali di Circolo nel rispetto delle tappe evolutive degli alunni. Favorire un percorso formativo unitario attraverso collegamenti e sviluppo di percorsi didattici tra i tre ordini di scuola: scuola d infanzia, scuola primaria e scuola media. Valorizzare la scuola come centro di vita culturale e sociale aperta al territorio. Sensibilizzare ad una visione europea della scuola: collegamento con altre scuole europee attraverso progettazioni su tematiche comuni. Educare ai valori fondamentali della convivenza democratica. Instaurare rapporti incoraggianti e gratificanti fra docenti ed alunni. 3

4 OBIETTIVI GENERALI DEL PERCORSO FORMATIVO Compito della scuola è fornire gli strumenti idonei per favorire la maturazione globale ed armonica del bambino, pertanto questo Circolo ha individuato, coerentemente con le linee guida della Riforma, il seguente percorso formativo SCUOLA DELL INFANZIA La scuola dell infanzia rafforza l identità personale, l autonomia e le competenze dei bambini. Essa raggiunge questi obiettivi generali del processo formativo collocandoli all interno di un progetto di scuola articolato e unitario che riconosce sul piano educativo la priorità della famiglia e l importanza del territorio di appartenenza con le risorse sociali, istituzionali e culturali. Tre i traguardi di sviluppo che la scuola dell infanzia si propone: L identità personale La conquista dell autonomia Lo sviluppo delle competenze In relazione allo sviluppo delle competenze, il percorso educativo della scuola dell infanzia si articola in: a) obiettivi specifici di apprendimento b) obiettivi formativi c) unità di apprendimento Per realizzare questo percorso educativo gli O.S.A. vengono tradotti in obiettivi formativi secondo le fasce di età dei tre, quattro e cinque anni, seguendo l analisi della situazione di partenza di ogni plesso. Gli obiettivi formativi sono il riferimento per strutturare le singole unità di apprendimento dove verranno adottati metodi e contenuti appropriati per rafforzare le capacità personali di ciascun bambino\a. 4

5 SCUOLA PRIMARIA COMPETENZE ESSENZIALI IN USCITA DALLA SCUOLA PRIMARIA Essere in grado di: Interagire con altri Lavorare in gruppo Esprimersi con creatività Operare in autonomia Comunicare attraverso linguaggi diversi Applicare relazioni logiche Operare con tecniche e materiali diversi Progettare Operare con il metodo della ricerca Operare scelte consapevoli Ascoltare Osservare 5

6 IL DISAGIO SCOLASTICO Il Circolo ha da sempre prestato attenzione alle problematiche legate al disagio scolastico realizzando azioni di monitoraggio dello stesso ed individuando percorsi e strumenti di lavoro atti ad affrontarlo. Per l anno scolastico 2006\2007 è prevista l organizzazione di un corso di aggiornamento per i docenti su questa tematica. Contemporaneamente, è stato stilato dai docenti il progetto Riconoscere, accogliere, prevenire il disagio scolastico all interno del quale ciascun plesso ha individuato attività mirate ad affrontare le problematiche relative al disagio che vanno dalla realizzazione di laboratori teatrali, all organizzazione di attività espressivo-manipolative, all utilizzo di software didattico. In particolare i progetti: Teatrando plesso Pestalozzi Cervi De Amicis Gramsci - Razzauti Bricolando plesso De Amicis Clicco,, gioco, imparo plesso Razzauti La Bottega plesso Gramsci Tali attività e percorsi si inseriscono nei vari progetti attuati in quanto elementi di potenziamento e sottolineatura delle finalità e degli obiettivi formativi. 6

7 INTEGRAZIONE DI ALUNNI IN SITUAZIONE DI HANDICAP A) Analisi della situazione e valutazione dei risultati attesi Nel Circolo è presente un gruppo di lavoro 1, composto da insegnanti di sostegno e insegnanti delle classi frequentate da bambini in situazione di handicap, che è coordinato dalla Funzione Strumentale al P.O.F. area 3. Nell affrontare le varie problematiche è stato ritenuto opportuno tenere sempre presenti le aree nelle quali il soggetto con handicap ha effettivamente bisogno di appoggio. A tal fine il gruppo di lavoro per l integrazione dei bambini in situazione di handicap, coordinato dalla Funzione Strumentale al P.O.F. area 3, ha prodotto, nell a.s. 1999/2000, un questionario per la rilevazione e l analisi dei bisogni e delle capacità maturate da ogni singolo alunno i cui dati vengono aggiornati annualmente. Negli anni successivi sono stati tabulati i risultati in una griglia, anch essa condivisa, che permette di avere sempre un quadro aggiornato della situazione, la verifica del lavoro svolto e la valutazione dei risultati. La linea operativa ritenuta fondamentale per progettare gli interventi educativi e didattici più idonei a corrispondere ai bisogni e alle potenzialità individuali è quella di riconoscere la necessità che le due componenti Scuola e U.S.L., che si incontrano secondo un preciso calendario, operino in maniera concorde e sinergica in modo da: a) programmare congiuntamente gli interventi da effettuare in modi e tempi distinti, ma organizzati secondo modalità condivise; b) definire e attivare strategie di approccio alle comprensibili problematiche evidenziate dalla famiglia, onde evitare risposte e/o atteggiamenti contraddittori che risulterebbero infruttuosi e svantaggiosi all evoluzione e/o al contenimento del problema; c) individuare criteri e metodologie di analisi dei bisogni e delle capacità maturate da ogni singolo alunno; d) rivedere il concetto di continuità tra i vari ordini di Scuola: esso coincide, per il bambino in situazione di handicap, con la continuità di un curricolo di apprendimento costruito su misura ; e) riconoscere la comunicazione come valore fondante dell integrazione e porre al primo posto gli obiettivi affettivi relazionali; f) privilegiare per il raggiungimento degli obiettivi cognitivi il lavoro nel piccolo gruppo, dove è più facile potenziare l autostima e rispettare i tempi individuali di apprendimento; 1 G.L.I.S.: Gruppo di lavoro composto dagli insegnanti di sostegno e di classe delle classi in cui sono inseriti alunni portatori di handicap. 7

8 g) utilizzare strategie didattiche basate sul vissuto corporeo, sulla elaborazione immediata e adeguatamente ripetuta del vissuto e sulla gradualità delle proposte; h) tradurre in azione didattica, valida per tutti gli alunni, l esigenza di far operare i soggetti in situazione di handicap con gli altri, anche attraverso l inserimento in laboratori adeguati alle necessità dei singoli casi; i) utilizzare la contemporanea presenza per organizzare la classe in gruppi di lavoro finalizzati al recupero dello svantaggio e dell handicap. B) Laboratori e progetti per favorire l integrazione Al fine di realizzare percorsi individualizzati, sia per il recupero dello svantaggio che per la creazione di opportunità di potenziamento le insegnanti utilizzano la contemporanea presenza, dividendo le classi in piccoli gruppi di attività negli spazi dedicati ai laboratori. E. DE AMICIS Laboratorio di lettura Laboratorio di teatro Laboratorio di attività espressive Laboratorio di scienze Laboratorio di informatica L organizzazione a classi aperte favorisce nei bambini e negli insegnanti la massima capacità di comunicazione. GRAMSCI Laboratorio grafico espressivo Laboratorio di teatro Laboratorio di informatica Laboratori di attività manuali (utilizzo di tecniche e materiali diversi) RAZZAUTI Laboratorio di teatro Laboratorio di informatica Laboratorio di scienze Laboratorio di lettura Laboratorio di attività espressive Laboratorio audiovisivi PESTALOZZI - F.LLI CERVI Tutti i laboratori presenti nei due plessi 8

9 RAPPORTI SCUOLA- FAMIGLIA I genitori sono una risorsa significativa e determinante per favorire il successo scolastico degli alunni, per la promozione e lo sviluppo dell attività scolastica, per cui gli insegnanti del Circolo nelle relazioni con le famiglie privilegiano la dimensione collaborativa. Con l obiettivo di una proficua collaborazione sono stati realizzati: 1) Accoglienza nuovi iscritti a) Giornata dell accoglienza b) Assemblee per la presentazione delle diverse tipologie della scuola primaria e dell infanzia c) Consegna ai genitori al momento dell iscrizione di un documento sintetico del POF, riguardante l organizzazione e i progetti attuati in ogni singolo plesso del Circolo 2) Progetti con il coinvolgimento dei genitori: a) Giocare con l inglese b) Accoglienza-tutor c) Biblioteca sregolata 3) Questionario rivolto ai genitori di gradimento dell offerta formativa 4) Laboratorio per i genitori Giocare con le emozioni e prenderle sul serio Per un comune approccio alle problematiche di carattere formativo educativo anche per l a.s. 2006\2007 si svolgerà il Laboratorio per genitori Giocare con le emozioni per prenderle sul serio condotto dal Prof. Lamberto Giannini. L intervento mira a promuovere la funzione genitoriale, per favorire situazioni di ascolto attivo nella moltitudine dei linguaggi infantili. Nell anno 2006\2007 si prevede di realizzare un indagine per la rilevazione delle caratteristiche del bacino di utenza: questionario Cari genitori. 9

10 EDUCAZIONE MOTORIA OBIETTIVI 1. Percezione e conoscenza del proprio corpo nella sua globalità e nei suoi segmenti corporei. 2. Avviamento e potenziamento della coordinazione oculo- manuale, segmentarla e motricità fine. 3. Avviamento e potenziamento dell organizzazione spazio-temporale. 4. Sviluppo della coordinazione dinamica generale. 5. Acquisizione di abilità motorie di base in situazioni diverse. 6. Partecipazione alle attività ludiche e sportive nel rispetto delle regole. 7. Riconoscere e denominare su di sé e sugli altri le diverse parti del corpo. 8. Percezione del corpo in situazione statica, dinamica, statico-dinamica. 9. Consolidare la dominanza. 10. Discriminare ed utilizzare la parte destra e sinistra del corpo. 11. Utilizzare in situazioni diverse le abilità motorie di base (camminare, correre, saltare). 12. Controllo dell equilibrio del proprio corpo (statico e dinamico). 13. Partecipazione ai giochi non competitivi rispettando semplici regole. 14. Collaborazione con i compagni nel gioco di gruppo Il Circolo ha aderito al progetto di intervento polisportivo A scuola di giocosport, con la collaborazione del Comune di Livorno, CSA e CONI. Ci avvaliamo, inoltre, della collaborazione di alcune società sportive; per quest anno: 1. LIONS RUGBY AMARANTO 2. DON BOSCO BASKET 3. FEDERAZIONE ITALIANA BASEBALL E SOFTBALL 10

11 APPROCCIO ALLE TECNOLOGIE INFORMATICHE Nel Circolo sono presenti 5 laboratori informatici così dislocati: - Plesso De Amicis ( uno al piano terra e uno al primo piano ) - Plesso Gramsci - Plesso Razzauti Pestalozzi - Plesso F.lli Cervi e dotati di strumenti multimediali che favoriscono opportune occasioni ed ambienti di apprendimento per tutti gli alunni fin dalla scuola dell infanzia. I docenti del Circolo sono impegnati da alcuni anni in attività di formazione mirata al rafforzamento delle competenze informatiche che ha permesso agli stessi di usare i laboratori e le nuove tecnologie per valorizzare le capacità individuali e migliorare i processi di apprendimento insegnamento. Le nuove tecnologie non rappresentano uno specifico apprendimento aggiunto agli altri, ma il tassello di un processo più ampio che coinvolge varie discipline. In tutte le classi della scuola primaria si effettua l alfabetizzazione tecnologica informatica secondo le modalità deliberate dal Collegio dei Docenti. Le sezioni dei cinque anni delle scuole dell infanzia e le classi prime della scuola primaria sono coinvolte in un progetto integrato d area Multimediamoci il cui obiettivo è di offrire agli alunni coinvolti una padronanza della strumentazione multimediale integrando le nuove tecnologie con le attività curricolari. I docenti per la realizzazione delle attività informatiche si avvalgono del supporto e del coordinamento di un insegnante che ricopre la Funzione Strumentale al P.O.F. area 2. 11

12 SCUOLE PRIMARIE PROGRAMMAZIONE La programmazione educativa e didattica, in coerenza con le Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati, viene stilata dagli insegnanti dei plessi, tenendo presente l analisi della situazione e le effettive esigenze di apprendimento degli alunni, prevede fasi diverse così articolate: programmazione per fasce di classi parallele, suddivisioni in ambiti disciplinari. Le insegnanti in questa fase, contestualizzano gli obiettivi formativi e individuano gli obiettivi specifici di apprendimento. Inoltre vengono stabilite la tipologia e la scansione temporale delle prove di verifica. programmazione di team Le insegnanti, sulla base degli obiettivi emersi nelle programmazioni di fascia, stabiliscono metodologie e contenuti tenendo conto dei livelli e delle diverse esigenze di ogni singola classe. METODOLOGIA Attivazione del metodo RICERCA-AZIONE improntato alla flessibilità, gradualità, unitarietà attraverso le seguenti strategie didattico organizzative Lavoro di gruppo Classi aperte Utilizzo strumenti multimediali Laboratori Utilizzo di varie strategie didattiche (mediatori Attività del gruppo classe Attività in gruppi di alunni durante le ore di contemporaneità degli insegnanti per interventi che permettono una maggiore attenzione e riflessione sulle varie tappe dell insegnamento-apprendimento in relazione alle esigenze di ogni singolo alunno. Attività in gruppi eterogenei per il funzionamento dei laboratori inseriti nei Progetti. 12

13 SCUOLE DELL INFANZIA Relativamente agli ASPETTI DIDATTICI la progettazione delle due scuole si realizza secondo tre momenti: 1. VISSUTO: gioco-esplorazione in ambienti strutturati 2. APPRENDIMENTO: ricerca nell ambito del fare 3. RIELABORAZIONE:riflessione in termini formali del vissuto Per quanto riguarda l ASPETTO ORGANIZZATIVO la progettazione si realizza dando importanza e significato educativo a : - Formazione delle sezioni omogenee per l età - Attività di piccolo gruppo - Organizzazione degli spazi della scuola per atelier, angoli gioco e laboratori. - Organizzazione del tempo scolastico - La pratica dei rituali - I momenti di routines - Accoglienza; - La pratica psicomotoria ( Scuola Pestalozzi) - La strategia per progetti didattici ( Scuola Fratelli Cervi) MOTIVAZIONI DELLE SCELTE PEDAGOGICO DIDATTICHE Sezioni omogenee per età Favorisce una maggiore attenzione ai bisogni specifici dell età Facilità i rapporti amicali tra pari Offre l opportunità di creare una relazione più duratura nel gruppo sezione Offre maggiore facilità per l insegnante nello stabilire rapporti con la stessa fascia di età Offre la possibilità di strutturare spazi, tempi, materiali e percorsi mirati alle specifiche esigenze dell età. 13

14 Attività di piccoli gruppi Lavorare in piccoli gruppi è una scelta didattica fondamentale perché Incrementa qualitativamente l attività dei singoli bambini, favorendo la cooperazione anziché la competizione Garantisce alcuni bisogni fondamentali quali: il bisogno di essere accettati, di cercare una forma di collaborazione, di trovare sicurezza. Favorisce la comunicazione Privilegia la socializzazione Migliora il rapporto insegnante-bambino Favorisce l autonomia ORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI PER LABORATORI, ATELIERS, ANGOLI/GIOCHI IL LABORATORIO è una situazione educativa organizzata per fare scoperte, formulare ipotesi, costruire e portare a termine un progetto personale o di piccolo gruppo. L ANGOLO/GIOCO è uno spazio strutturato dove sono presenti oggetti e giochi riguardanti una medesima attività ludica e liberamente fruibili dai bambini. L ATELIER è una situazione didattica connotata da una specificità di materiali e di giochi riguardo ai contenuti proposti ed è un luogo privilegiato di azione e riflessione dei bambini. F. LLI CERVI La didattica dei Progetti La parola progetto evoca l idea di un percorso dinamico, in itinere, è sensibile ai ritmi comunicativi e contiene dentro di sé il senso e il tempo dell indagine, della ricerca, del bambino. La strategia educativa per progetti didattici della scuola Cervi vede impegnati alunni e insegnanti in un percorso formativo basato sulla scelta di assumere, come suoi contenuti nuclei di esperienza tratti direttamente dalla vita quotidiana dei bambini come imput significativi per la crescita 14

15 Il progetto è una strategia che permette di dare risposte ai bisogni e soluzione ai problemi, operando significativi cambiamenti. Più che ad un unico modo di vedere valido per tutti, chi è impegnato in un progetto agisce secondo una sua strategia, in base alla quale, perseguendo i propri interessi, finisce per contribuire agli scopi comuni. Il progetto è dunque un punto di incontro che facilita il lavoro comune. PESTALOZZI Il modello pedagogico della scuola centra la strategia educativa nel promuovere l unità psicomotoria di ogni bambino/a. Una dimensione in cui il pensiero e l affettività si manifestano attraverso il movimento e l azione e questi, a loro volta, aiutano lo sviluppo del pensiero cognitivo. Gli Itinerari Educativi e le Unità di Apprendimento Didattiche si articolano in tutti gli spazi della scuola (atelier in evoluzione anni, laboratori, prescuola) e, in particolare, nella Seduta di Psicomotricità. 15

16 AMPLIAMENTO DELL OFFERTA FORMATIVA L ampliamento dell offerta formativa si realizza attraverso attività didattiche che si svolgono sia in orario curriculare che in orario extracurricolare. PROGETTI Nei plessi e nelle classi, le attività didattiche sono ampliate ed integrate da iniziative non strettamente curricolari: i progetti. Questi non sono semplici aggiunte al programma scolastico, risultano infatti inseriti nella programmazione educativa e didattica, consentono il diversificarsi dell offerta formativa e contribuiscono a garantire in modo equilibrato lo sviluppo cognitivo, affettivo e relazionale del bambino. 16

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