ATTI PARLAMENTARI. Interrogazioni - Nuove direttive sui reparti investigativi speciali

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1 ATTI PARLAMENTARI Interrogazioni - Nuove direttive sui reparti investigativi speciali

2 DOCUMENTI COMMISSIONE I MERCOLEDÌ 22 MARZO 2000 Presidenza del Presidente ROSA JERVOLINO RUSSO Interviene il Ministro dell interno Enzo Bianco. La seduta comincia alle Gasparri: Nuove direttive sui reparti investigativi speciali Frattini: Nuove direttive sui reparti investigativi speciali. Il Ministro ENZO BIANCO risponde alle interrogazioni in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2). MAURIZIO GASPARRI (AN) ringrazia preliminarmente il Presidente della Commissione e il Ministro dell interno per aver consentito una valutazione in sede parlamentare sulle nuove direttive relative all attività dei servizi centrali investigativi delle Forze di polizia, sebbene questa discussione non possa avere le stesse caratteristiche di ampiezza di quella che si svolse all epoca dell adozione delle direttive nel Si dichiara soddisfatto della risposta fornita dal Ministro che, nella sostanza, conferma la bontà e la giustezza delle posizioni espresse dal suo gruppo politico con riferimento alle direttive del 1998, che hanno inciso negativamente sulla capacità investigativa dei reparti investigativi speciali, nonché sulle stesse competenze del Procuratore nazionale antimafia. Con le nuove direttive emanate dal- 254

3 ATTI PARLAMENTARI l attuale ministro si consente ai servizi centrali investigativi di affiancare quelli interprovinciali nelle indagini contro attività criminali che coinvolgono più distretti di Corte d appello, e si restituisce quindi un nuovo impulso all attività investigativa e al ruolo del Procuratore nazionale antimafia, che è stato sempre richiamato con particolare evidenza dai gruppi di opposizione. La dimensione internazionale della criminalità, e della criminalità organizzata in particolare, rende necessario il rafforzamento della capacità investigativa, che non può essere frazionata in relazione alla dimensione territoriale. Auspica, per il futuro, che il Parlamento possa procedere periodicamente alla verifica dei risultati dell applicazione delle nuove direttive. FRANCO FRATTINI (FI) esprime preliminarmente soddisfazione per il contenuto delle nuove direttive. Esse si inseriscono su un quadro di fondo che presenta tre caratteristiche principali: la prima riguarda la dimensione transnazionale ed internazionale della criminalità organizzata; la seconda attiene all elevato livello di professionalità che si può riscontrare nei reparti investigativi speciali delle Forze di polizia e che non va disperso; la terza questione, ricollegandosi al carattere prevalentemente internazionale delle attività criminali, attiene alla necessaria dimensione nazionale delle indagini che devono essere svolte dai servizi investigativi speciali. Occorre inoltre tenere presente che è necessario che le informazioni raccolte dai corpi investigativi siano condivise, anche costituendo una sorta di banca dati della criminalità, e non siano confinate ad una dimensione territoriale di carattere provinciale. Per quanto riguarda i conflitti di competenza che in passato si sono registrati tra Procura nazionale antimafia e Procure distrettuali, ritiene che il ripristino del potere e delle competenze del Procuratore nazionale antimafia sia stata una scelta utile e doverosa. 255

4 DOCUMENTI Concludendo osserva che le ragioni che hanno determinato le modifiche in esame o hanno natura sostanziale, e quindi intervengono per correggere precedenti distorsioni, oppure, qualora abbiano meramente un carattere esplicativo di potenzialità già contenute nelle precedenti direttive, non si comprendono i motivi della discussione particolarmente accesa da esse suscitate. Ricorda che la posizione espressa dai gruppi dell opposizione nel 1998 era stata esclusivamente finalizzata ad apportare delle correzioni e delle integrazioni al testo, ritenute necessarie per potenziare la lotta alla criminalità organizzata. Essa trova conferma nelle modifiche ora apportate e che sono state evidentemente, alla luce dei risultati constatati, giudicate indispensabili per correggere le distorsioni verificatesi. L applicazione delle precedenti direttive ha inoltre inciso, seppure non intenzionalmente, in maniera negativa sul ruolo e sui compiti del Procuratore nazionale antimafia. Auspica quindi che le nuove disposizioni possano produrre un effettivo potenziamento della capacità investigativa dei servizi speciali contro la criminalità organizzata e, a tal fine, ritiene necessario che il Governo informi il Parlamento sulla loro applicazione. Sui lavori della Commissione. FILIPPO ASCIERTO (AN) chiede che la Commissione riprenda l esame delle proposte di legge in materia di ordinamento della polizia locale. ROSA JERVOLINO RUSSO, presidente, condivide il rilievo dei provvedimenti in questione, segnalando che i profili maggiormente critici sono emersi relativamente alla copertura finanziaria. Il Ministro ENZO BIANCO dichiara che la definizione della disciplina relativa alla polizia locale costituisce una questione priori- 256

5 ATTI PARLAMENTARI taria nell agenda del ministero. Occorrerà pervenire ad una soluzione dei problemi di carattere finanziario emersi e definire ulteriormente la questione delle funzioni; preannuncia quindi la massima disponibilità del suo dicastero a collaborare in vista di una soluzione tempestiva. ROSA JERVOLINO RUSSO, presidente, ritiene, al riguardo, che possa riprendere l esame delle proposte di legge in modo che la Commissione approfondisca i profili connessi alla copertura finanziaria del testo. LUIGI MASSA (DS-U) si associa alla proposta del Presidente. GIACOMO GARRA (FI) concorda con la proposta del Presidente. La seduta termina alle Allegato 2 Interrogazioni: Gasparri e Frattini Voglio ringraziare gli onorevoli Gasparri e Frattini, che mi consentono, con le loro interrogazioni, di precisare con chiarezza il contenuto delle direttive sui Servizi centrali che ho emanato il 4 marzo scorso. Devo ribadire anzitutto che, con quell'atto, non ho inteso stravolgere le direttive emanate nel 1998 dal mio predecessore Giorgio Napolitano, i cui principi sono stati da me pienamente condivisi e confermati; ma solo apportare quelle integrazioni e quegli arricchi- 257

6 DOCUMENTI menti che si sono rivelati utili e necessari dopo quasi due anni di esperienza. Nulla di più e di meno di questo. Si era parlato ancora nei mesi scorsi di smantellamento dei servizi centrali delle Forze di Polizia. Nulla di più inesatto. Questo intento non c'è mai stato, né da parte del Governo dell'epoca né da parte del Ministro Napolitano. Lo dicono chiaramente i risultati che sono stati conseguiti nell'attività investigativa di Sco, Ros e Scico. La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza hanno aggiunto rispettivamente 12 sezioni a quelle preesistenti. Cosa che consente ora alle 26 Procure distrettuali antimafia di disporre di almeno una sezione specializzata delle Forze di Polizia. Il compito di analisi, attribuito in capo ai Servizi centrali e conservato nella direttiva del 4 marzo, ha consentito un netto potenziamento dell'intelligence, capacità indispensabile nelle indagini su organizzazioni criminali strutturate. Con la nuova direttiva si è in sostanza previsto che in presenza di determinate condizioni i servizi centrali possono affiancare i servizi interprovinciali nello sviluppo di indagini di particolare complessità. Tutto questo senza alterare il concetto della territorialità che è stato pienamente mantenuto. Le integrazioni che ho introdotto riguardano determinati tipi di indagine. In particolare: quelle contro attività criminali che si svolgono in più distretti di Corte d'appello, o in ambito internazionale, e per le quali si rende necessario il supporto di personale particolarmente specializzato o di tecnologie avanzate. In questi casi, i responsabili dei servizi interprovinciali possono segnalare ai Procuratori distrettuali la necessità di disporre del concorso dei Servizi centrali, anche alla luce delle indicazioni fornite dal Procuratore nazionale antimafia, secondo quanto previsto dall'articolo 371-bis del cpp. 258

7 ATTI PARLAMENTARI L'obiettivo del nuovo dispositivo è quindi quello di porre a disposizione dei Procuratori distrettuali il massimo di risorse investigative e tecnologiche necessarie per contrastare in modo efficace le organizzazioni mafiose di maggiore spessore, quelle cioè che presentano una spiccata ramificazione territoriale e che sono in grado di utilizzare mezzi finanziari e tecnologie sofisticate. È evidente che questo meccanismo non altera le funzioni essenziali che sono state attribuite ai Servizi centrali e ai Servizi interprovinciali. Consente invece quel potenziamento della capacità di indagine antimafia sul quale hanno convenuto, nei confronti avviati nelle scorse settimane, il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, il Procuratore nazionale antimafia dott. Vigna e il collega Ministro della Giustizia on. Diliberto. Per quanto riguarda eventuali dubbi di legittimità delle direttive del 1998, mi sento di escluderli. Ricordo solo che le commissioni parlamentari competenti hanno dibattuto ampiamente della materia, così come ha fatto il Parlamento. Tanto che le Assemblee del Senato e della Camera, nell'aprile e nel maggio '98, hanno approvato due risoluzioni di approvazione. Infine, per quanto riguarda colloqui investigativi, operazioni sottocopertura e intercettazioni preventive, ho reso esplicite nella mia direttiva queste attività investigative, che non erano affatto escluse nella direttiva Napolitano. Si riteneva infatti che fossero comprese tra le attività di supporto tecnico-logistico assicurato dai servizi centrali. Tanto è vero che nei provvedimenti di attuazione adottati dalle Forze di Polizia era regolarmente stabilita la possibilità di delegare i Servizi centrali a svolgerle. Si è comunque ritenuto opportuno, con la nuova direttiva, fugare su questo punto i dubbi a suo tempo emersi anche nel dibattito parlamentare. Ritengo che quanto ho esposto valga a chiarire l'intenzione del 259

8 DOCUMENTI Governo e del Ministro dell'interno di continuare ad avvalersi pienamente del patrimonio di capacità ed esperienza accumulato dai servizi centrali. 260

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