Riassunto della bozza per il nuovo Accordo Stato Regioni di revisione degli accordi sulla formazione e l'aggiornamento di Rspp e Aspp

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1 Riassunto della bozza per il nuovo Accordo Stato Regioni di revisione degli accordi sulla formazione e l'aggiornamento di Rspp e Aspp Bozza Accordo stato regioni PORTALECONSULENTI.IT 9 marzo 2015 Autore: PLG

2 Riassunto della bozza per il nuovo Accordo Stato Regioni di revisione degli accordi sulla formazione e l'aggiornamento di Rspp e Aspp Bozza Accordo stato regioni Per gli aggiornamenti degli accordi sulla formazione RSPP e ASPP, la Commissione ha portato a compimento il testo in questione, nell'agosto del Si aspetta il testo definitivo, all'inizio del 2015 si aspetta la pubblicazione del nuovo Accordo. Il testo individua un termine di 15 giorni dalla data della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale per la sua immediata operatività. Le figure dei responsabili e degli addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione con il medico competente - sono sostanzialmente le uniche figure per le quali il nostro legislatore prevede una particolare capacità professionale ed un requisito di competenza tecnica predeterminato per legge. Chi svolge dette funzioni deve avere un background cognitivo e competenze professionali specifiche. Il Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi (SPP) è l'insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all'azienda finalizzati all'attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori. Gli addetti (ASPP) e il responsabile (RSPP) del Servizio devono possedere le capacità e i requisiti professionali fissati nel D.L.gs. 81/2008 all'articolo 32, devono essere in numero sufficiente rispetto alle caratteristiche dell'azienda, disporre di mezzi e di tempo adeguati per lo svolgimento dei compiti loro assegnati e non possono subire pregiudizio a causa della attività svolta nell'espletamento del proprio incarico Chi vuole svolgere queste funzioni deve avere delle particolari qualità professionali. L'art. 32 del d lgs 81, recita che queste capacità e questi requisiti devono essere "adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative". La norma pone lo svolgimento di questa funzione all'esistenza di due particolari requisiti: 1) un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore, oppure 2) un attestato di frequenza - che preveda ovviamente la verifica dell'apprendimento a specifici corsi di formazione come previsto dall'art. 32. L'art. 32 nella sua originaria previsione ha avuto una sua prima applicazione con i famosi accordi per la formazione degli RSPP risalenti al 26 gennaio del Accordi che sono stati elaborati in sede di conferenza permanente Stato-Regioni e pubblicati nella G.U. 1

3 L'art. 32 identifica una serie di classi di laurea il cui possesso garantisce un esonero dalla frequenza dei corsi di formazione, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative. In questo caso va comunque precisato che anche i soggetti che sono in possesso di queste classi di laurea - per poter svolgere i compiti di responsabile e addetto - devono possedere un attestato di frequenza con verifica dell'apprendimento a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e sicurezza. L accordo del 26 gennaio 2006 introduce un processo di formazione di tipo specialistico, conseguenza del ruolo che il RSPP svolge all'interno del contesto aziendale. Il Servizio di prevenzione e protezione è l'unico organo collegiale che è previsto all'interno del T.U. Sicurezza. Tutti gli altri soggetti sono individuali, mentre il servizio di prevenzione - così come è stato creato da parte del legislatore - è un organo collegiale che è composto da uno o più soggetti che sono coadiuvati e coordinati dal responsabile del Servizio. Per questa ragione la formazione del Responsabile e degli addetti deve essere molto specialistica e per questo prevede un percorso oneroso. Compiti del servizio di prevenzione e protezione Individuare i fattori di rischio - Valutare i rischi - Individuare le misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, (nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell'organizzazione aziendale) Elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive e i sistemi di controllo di tali misure; Elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali; Proporre ed organizzare i programmi di informazione e formazione dei lavoratori; Partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica, di fatto costituisce la prima interfaccia nei confronti dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) aziendali; Fornire ai lavoratori le informazioni in materia dei rischi e della sicurezza I componenti del SPP sono tenuti al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nell'esercizio delle loro funzioni. Il SPP è utilizzato dal datore di lavoro. Il RSPP e gli ASPP assumono un ruolo strategico in Azienda per: Generare comportamenti corretti durante l'attività lavorativa Utilizzare in sicurezza strumenti, macchinari, sostanze chimiche, etc. Utilizzare correttamente i dispositivi di protezione individuale Scaricato da 2

4 Far sì che la sicurezza degli operatori diventi parte integrante della pianificazione e programmazione aziendale Permettere che i cambiamenti prospettati dalle leggi possano divenire reali e non rimanere sulla carta Risolvere il conflitto vigente tra ciò che la legge impone e ciò che dovrebbe essere un bisogno naturale Favorire lo sviluppo di una cultura della sicurezza che possa divenire parte integrante del sistema di valori condiviso da tutti, portando il lavoratore a sentirsi inserito in un sistema affidabile, garante del suo benessere lavorativo. La revisione Gli accordi del 26 gennaio 2006, prevedevano, che in fase di prima applicazione di questi accordi, le Regioni - in sede di auto-coordinamento potessero avviare una sperimentazione al fine di testare questo nuovo impianto normativa, per poterlo poi eventualmente adeguare in sede di conferenza Stato-Regioni. C'è stato un forte impulso alla revisione degli accordi sulla formazione del 2006 che è stato determinato, quasi reso obbligato, dalla evoluzione normativa. Gli accordi sulla formazione del 2006 sono antecedenti all'entrata in vigore dell'attuale TU. Sicurezza. C è stato un profondo mutamento dal punto di vista normativa, ma soprattutto ha inciso l'emanazione dei successivi accordi e provvedimenti in tema di formazione previsti dallo stesso decreto 81/ 08. Basti ricordare gli accordi del 2011 che riguardano la formazione dei lavoratori, la formazione dei datori di lavoro; l'accordo per la formazione sull'uso delle attrezzature (art. 73, 5 c., TU. Sicurezza) la definizione dei requisiti del formatore a cura della Commissione Consultiva Permanente, che sono stati varati lo scorso anno con il decreto interministeriale del 6 marzo Quindi ci sono state una serie di disposizioni normative che si sono susseguite nel corso degli anni e che hanno imposto la revisione degli accordi sopraindicati. 3

5 Accordi del 26 gennaio 2006 D lgs Accordi RSPP DL 2011 Accordi attrezzature 2012 Formatore Sicurezza Marzo 2013 Il d.l. n. 69/2013 noto come Decreto del Fare, ha introdotto anche norme tese ad evitare la duplicazione di corsi di formazione e aggiornamento, sia per i responsabili e addetti del servizio protezione (Rspp- Aspp) che per i dirigenti, preposti, lavoratori e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS). In particolare, i nuovi commi 5-bis e 14-bis, rispettivamente, degli artt. 32 e 27 del T.U., prevedono per entrambe le categorie che, in tutti i casi di formazione e aggiornamento, in cui i contenuti dei percorsi formativi si sovrappongano in tutto o in parte, venga riconosciuto "il credito formativo per la durata e per i contenuti della formazione e dell'aggiornamento corrispondenti erogati". Uno dei primi interventi che la revisione degli accordi del 2006 comporta, è la rivisitazione degli accordi del 21 dicembre 2011, riguardanti la formazione dei datori di lavoro e dei lavoratori, quanto alla classificazione delle aziende tramite i codici ATECO. Tali accordi vengono riallineati alle articolazioni dei percorsi formativi ed alla formazione in modalità e- learning. In questo contesto gli allegati n. I e n. 2 all'accordo del 2014 sostituiscono integralmente i precedenti allegati n. I e n. 2 agli accordi del 21 dicembre Altra novità di rilievo, che è contenuta nella revisione del 2014, è la disciplina del riconoscimento dei crediti formativi nei casi in cui i percorsi 'formativi abbiano dei contenuti che si sovrappongano anche parzialmente tra di loro. Un ulteriore novità degli accordi del 2014, riguarda il tema della registrazione delle competenze formative degli addetti e dei responsabili dei SPP. Il Libretto Formativo è uno strumento di documentazione trasparente e formalizzata di dati, informazioni, certificazioni, utilizzabile dall'individuo nel suo percorso di apprendimento, crescita e mobilità professionale. Il Libretto Formativo è uno strumento di documentazione trasparente e formalizzata di dati, informazioni, certificazioni, utilizzabile dall'individuo nel suo percorso di apprendimento, crescita e mobilità professionale può avere diverse funzioni. Scaricato da 4

6 È una carta d'identità per muoversi sia sul territorio nazionale, sia attraverso le diverse esperienze di apprendimento e lavoro, permette di affrontare percorsi formativi e lavorativi differenziati, di sapersi orientare e muovere nella vita e nel lavoro. In particolare il Libretto può essere considerato il corrispettivo italiano di Europass, cioè del passaporto delle qualifiche e delle competenze che favorisce la portabilità delle stesse in Europa. Il Libretto Formativo, in formato cartaceo ed elettronico e pensato per essere fruibile e gestibile da diversi soggetti, viene gestito e rilasciato a cura delle Regioni e Province Autonome nell'ambito delle loro esclusive competenze in materia di formazione professionale e certificazione delle competenze. Il Libretto è stato introdotto in via sperimentale in alcune Regioni: la sperimentazione è stata svolta nel biennio 2006/2007 con modalità di applicazione differenziate nelle singole Regioni, ma secondo un piano di lavoro comune e condiviso coordinato dall Isfol. Anche la gestione del libretto formativo è stato previsto nella revisione degli accordi del 2014, proprio per quanto riguarda il tema della registrazione delle competenze formative degli addetti e dei responsabili dei SPP. L'accordo, stabilisce ancora un principio generale e cioè che durata e contenuti dei corsi di formazione, per ciò che riguarda responsabili ed addetti, sono da considerarsi come minimi. Questo perché i soggetti formatori, se lo ritengono opportuno, possono decidere di organizzare dei corsi implementandone durata e contenuti. Definizioni Soggetti Formatori Soggetto formatore: è l ente (agenzia formativa, associazione datoriale o sindacale, ente pubblico, ecc.) che organizza il corso, in quanto in possesso dei requisiti richiesti per quello specifico corso. Può essere anche il datore di lavoro, persona fisica, ove espressamente previsto, cioè nella formazione dei lavoratori ex art. 37 DLgs 81/08. Soggetto erogatore: è l ente che concretamente realizza l attività formativa. Il soggetto formatore, come sopra definito, può quindi essere anche soggetto erogatore del corso, oppure può, a seconda dei casi, avvalersi di proprie strutture di diretta emanazione o di strutture esterne che vengono appositamente incaricate e che saranno appunto definite soggetto erogatore. Docenti: sono le persone fisiche che contribuiscono alla realizzazione del corso tramite la conduzione di lezioni frontali, esercitazioni, laboratori, ecc. Anche questi devono possedere specifici requisiti seppure differenti da quelli richiesti per i soggetti. Diretta emanazione: come chiarito nell Accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012, per strutture formative di diretta emanazione di un associazione sindacale dei datori di lavoro o dei lavoratori oppure di un ente bilaterale oppure ancora di un organismo paritetico, si deve intendere una struttura formativa di proprietà di tali soggetti o almeno partecipata da essi. I soggetti formatori, per i corsi di formazione ed aggiornamento RSPP/ASPP, sono gli Enti istituzionali, quali cioè le Regioni, le Province Autonome di Trento e Bolzano mediante le loro strutture operanti nel 5

7 settore prevenzionistico, nonché coloro che operano a livello di formazione professionale e che hanno una diretta emanazione di natura regionale o provinciale, le Università, Scuole di Dottorato aventi ad oggetto tematiche del lavoro e formazione, Istituzioni Scolastiche per quanto riguarda il personale scolastico, l'inail. Svolge inoltre attività formativa: il Corpo Nazionale del Vigili del Fuoco, l'amministrazione della Difesa, gli Enti bilaterali, i Fondi Interprofessionali di Settore, tutti gli Ordini ed i Collegi Professionali. Enti bilaterali Sono enti privati costituiti dalle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro di una determinata categoria professionale. Sono costituiti liberamente, di solito in attuazione di previsioni del contratto collettivo. Sono paritetici, nel senso che i rappresentanti dei lavoratori e quelli dei datori di lavoro sono in numero eguale tra loro. Esprimono una concreta ed efficace forma di collaborazione tra capitale e lavoro, indicativa della tendenza al superamento del modello esasperatamente conflittuale. Hanno diversi scopi: mutualizzazione di obblighi retributivi (per esempio, mensilità aggiuntive, ferie) per lavoratori che cambiano spesso datore di lavoro (per esempio, nell'edilizia); formazione professionale; sicurezza del lavoro; prestazioni assistenziali. Da qualche anno la legge ha iniziato a promuovere il ruolo degli enti bilaterali, riconoscendogli compiti relativamente al mercato del lavoro, alla formazione professionale, all'assistenza della volontà delle parti nella stipulazione dei contratti e nella disposizione dei diritti. La giurisprudenza della Corte di Cassazione, ha individuato sulla base di una valutazione globale di una serie di criteri. I criteri che consentono di qualificare come rappresentativo questo organismo bilaterale, piuttosto che gli organismi paritetici sono: consistenza numerica degli associati delle varie organizzazioni sindacali ampiezza e diffusione delle strutture organizzative partecipazione all'attività formativa e alla stipulazione dei CCNL partecipazione alla trattazione delle controversie di lavoro Scaricato da 6

8 L'accordo, ci dice che è necessario che la firma sia il risultato finale di una partecipazione ufficiale alla contrattazione, cioè che si sia svolto un ruolo attivo, un ruolo concretamente partecipativo. Questo criterio però, si dice nello stesso accordo revisionato, non pregiudica la possibilità per le singole organizzazioni dei datori di lavoro o delle organizzazioni sindacali, di dimostrare la propria rappresentatività secondo i principi giurisprudenziali consolidati e che sono stati fissati dalla giurisprudenza civile. Questi criteri ovviamente, debbono essere soddisfatti anche dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori che decidano di effettuare attività di formazione e attività di aggiornamento sul punto. Il soggetto formatore dovrà: I corsi di Formazione indicare un responsabile del progetto formativo, che può essere anche lo stesso docente indicare i contenuti indicare il numero massimo dei partecipanti, che non può essere superiore a 35, quindi è un numero inderogabile ed è previsto tassativamente tenere il registro di presenza dei partecipanti verificare la frequenza del 90% delle ore di formazione previste ai fini poi, della cosiddetta ammissione alla verifica finale Gli accordi revisionati danno delle indicazioni e fissano delle linee guida per la metodologia dell'insegnamento e dell'apprendimento e che vanno privilegiate le metodologie interattive. Il Modulo A Il modulo A rimane il corso di base per lo svolgimento delle funzioni sia di responsabile quanto di addetto al servizio e la durata di questo corso viene fissata in 28 ore. Non si computa, nelle 28 ore il tempo necessario alla verifica dell'apprendimento. Rimane la propedeuticità del modulo A rispetto agli altri moduli. Per il modulo si approva l'utilizzo della modalità e-learning secondo i criteri previsti nell'allegato n. 2. Non ci sono particolari innovazioni rispetto al passato anche sui contenuti. Tale modulo dovrà consentire di acquisire la conoscenza della normativa generale e di quella specifica in tema di igiene e sicurezza acquisendo, come dice il testo, "la consapevolezza della continua evoluzione della stessa e la necessità di un adeguato approfondimento e aggiornamento". 7

9 Il Modulo A deve consentire ai responsabili e agli addetti ai servizi di prevenzione e protezione di acquisire le conoscenze/abilità per: Conoscere la normativa generale e specifica in tema di igiene e sicurezza, acquisendo la consapevolezza della continua evoluzione della stessa e la necessità di un adeguato approfondimento e aggiornamento. Conoscere tutti i soggetti del sistema di prevenzione aziendale, i loro compiti e le responsabilità. Conoscere le funzioni svolte dal sistema istituzionale pubblico e dai vari enti preposti alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Conoscere i principali rischi trattati nel D.Lgs. n. 81/2008 e individuare le misure di prevenzione e protezione e le modalità per la gestione delle emergenze. Conoscere gli obblighi di formazione, informazione e addestramento nei confronti dei soggetti del sistema di prevenzione aziendale; Possedere oltre alla conoscenza dei concetti di rischio, pericolo, danno e prevenzione, anche gli elementi metodologici per la valutazione del rischio. UNITÀ DIDATTICA A1-8 ORE Obiettivi formativi Articolazione dei contenuti minimi del Modulo A Contenuti del Modulo Presentazione del corso Illustrare ai discenti gli obiettivi e lo sviluppo delle modalità didattiche del Modulo. Si avrà l'esplicitazione di: - Obiettivi didattici del Modulo A. - Articolazione del corso in termini di programmazione. - Metodologie impiegate. - Ruolo e partecipazione dello staff. - Informazioni organizzative. - Presentazione dei partecipanti. L approccio alla prevenzione nel D.Lgs. n. 81/2008 Conoscere l approccio alla prevenzione e protezione disciplinata nel D.Lgs. n. 81/2008 per un percorso di miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori. La filosofia del D.Lgs. n. 81/2008 in riferimento al carattere gestionale-organizzativo dato dalla legislazione al Sistema di Prevenzione aziendale. Scaricato da 8

10 Il Sistema legislativo: esame delle normative di riferimento Conoscere la normativa in tema di salute e sicurezza del lavoro. Conoscere il sistema istituzionale della Prevenzione. L evoluzione legislativa sulla salute e sicurezza del lavoro. Lo statuto dei Lavoratori e la normativa sull assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali. L impostazione di base data al D.Lgs. n. 81/2008 dal legislatore, riferendo la trattazione anche ai principi costituzionali ed agli obblighi civili e penali dati dall ordinamento giuridico nazionale. Il quadro giuridico europeo(direttive, regolamenti, raccomandazioni, pareri). I profili di responsabilità amministrativa. La legislazione relativa a particolari categorie di lavoro: lavoro minorile, lavoratrici madri, lavoro notturno, lavori atipici, ecc.. Il DM 10marzo 1998 e il quadro legislativo antincendio. Le principali norme tecniche UNI CEI, accenni sulle attività di normalizzazione nazionali ed europee. Il sistema istituzionale della prevenzione - Capo II del Titolo I del D.Lgs. n. 81/2008 Il sistema di vigilanza e assistenza Conoscere il funzionamento del Sistema Pubblico della prevenzione. - Vigilanza e controllo - Il sistema delle prescrizioni e delle sanzioni - Le omologazioni, le verifiche periodiche - Informazione, assistenza e consulenza - Organismi paritetici e Accordi di categoria - Azienda Sanitaria, Direzione Territoriale del Lavoro, Vigili del Fuoco, Inail, ARPA UNITÀ DIDATTICA A2-4 ORE Obiettivi formativi Contenuti del Modulo I Soggetti del sistema di prevenzione aziendale secondo il D.Lgs. n. 81/2008 Individuare i ruoli dei soggetti del sistema prevenzionale con riferimento ai loro compiti, obblighi e responsabilità. Il sistema sicurezza aziendale secondo il D.Lgs. n. 81/2008: 9

11 - Datore di lavoro, Dirigenti e Preposti - Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) e Addetti del SPP - Medico Competente (MC) - Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST) e di sito - Addetti alla prevenzione incendi, evacuazione dei lavoratori e primo soccorso - Lavoratori, Progettisti, Fabbricanti, Fornitori ed Installatori - Lavoratori autonomi - imprese familiari UNITÀ DIDATTICA A3-8 ORE Obiettivi formativi Contenuti del Modulo Il documento di valutazione dei rischi Conoscere i concetti di pericolo, rischio, danno, prevenzione e protezione. Conoscere i principali metodi e criteri per la valutazione dei rischi. Conoscere gli elementi di un documento di valutazione dei rischi. Essere in grado di redigere lo schema di un documento di valutazione dei rischi. - Concetti di pericolo, rischio, danno, prevenzione e protezione. - Principio di precauzione: attenzione alle lavoratrici in stato di gravidanza, alle differenze di genere, all età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro. - Analisi degli infortuni: cause, modalità di accadimento, indicatori, analisi statistica e andamento nel tempo, registro infortuni. - Analisi delle malattie professionali: cause, modalità di accadimento, indicatori, analisi statistica e andamento nel tempo. - Le fonti statistiche: strumenti e materiale informativo disponibile. Valutazione dei rischi: - metodologie e criteri per la valutazione dei rischi. - Fasi e attività del processo valutativo. - Il contesto di applicazione delle procedure standardizzate. - Contenuti struttura e organizzazione del documento di valutazione dei rischi Scaricato da 10

12 La valutazione dei rischi da interferenze e la gestione di contratti di appalto d opera o di somministrazione. UNITÀ DIDATTICA A4-4 ORE Obiettivi formativi Contenuti del Modulo Le ricadute applicative e organizzative della valutazione dei rischi. Conoscere i principali rischi trattati dal D.Lgs. n. 81/2008 e individuare le misure di prevenzione e protezione. La Classificazione dei rischi specifici in relazione alla relativa normativa di salute e sicurezza. La segnaletica di sicurezza. I dispositivi di Protezione Individuale (DPI): criteri di scelta e di utilizzo Il rischio incendio: caratteristiche e procedure di gestione. I Piani di emergenza e di primo soccorso, ambiti e applicazioni. La gestione delle emergenze Conoscere le modalità di gestione del rischio incendio e primo soccorso. Conoscere le modalità per la stesura di un piano di emergenza La sorveglianza sanitaria Conoscere gli obblighi relativi alla sorveglianza sanitaria Sorveglianza sanitaria: obiettivi e obblighi, specifiche tutele per le lavoratrici madri, minori, invalidi, visite mediche e giudizi di idoneità, ricorsi. UNITÀ DIDATTICA A5-4 ore Obiettivi didattici Contenuti del Modulo Gli istituti relazionali: informazione, formazione, consultazione e partecipazione Conoscere i principali obblighi informativi, formativi e di consultazione e di partecipazione Informazione, formazione e addestramento dei soggetti previsti nel D.Lgs. n. 81/2008 La consultazione aziendale della sicurezza Le relazioni tra i soggetti del sistema prevenzione. Il Modulo B Il Modulo B deve essere orientato alla risoluzione di problemi, all analisi e alla valutazione dei rischi, alla pianificazione di idonei interventi di prevenzione delle attività dei rispettivi livelli di rischio, ponendo 11

13 attenzione all approfondimento in ragione dei differenti livelli di rischio ed evitando la ripetizione di argomenti. La frequenza ed il superamento del Moduli B di livello più basso costituisce credito formativo utilizzabile per la frequenza del Moduli B di livello più elevato. Pertanto, per il passaggio ad un livello di rischio superiore è necessario integrare la formazione fino al raggiungimento del relativo numero di ore. La partecipazione al modulo di formazione per ASPP e RSPP, relativo al livello di rischio più elevato, secondo quanto individuato nell Allegato I (Macrosettori ATECO e individuazione macrocategorie di rischio), ricomprende quella prevista per il livello di rischio inferiore. Come il Modulo A, anche il Modulo B è necessario per lo svolgimento delle funzioni di RSPP e di ASPP. In particolar modo si precisa che i per corsi formativi sono articolati in moduli associati a due differenti livelli di rischio: rischio basso e rischio alto. I due livelli differiscono da un punto di vista quantitativo come monte ore: 36 ore per il rischio basso 72 per il rischio alto L'articolazione degli argomenti formativi e delle tematiche per il modulo rischio alto, è strutturata prevedendo un modulo comune che sia trasversale a tutti i settori e poi un modulo specifico per le macrocategorie che vengono tra di loro aggregate. Un aspetto interessante è costituito dal fatto che la frequenza ed il superamento del modulo B di più basso livello costituisce credito formativo utilizzabile per la frequenza dei moduli B di un livello più elevato, cioè quello da 72 ore. Il modulo di formazione per ASPP e RSPP, che riguarda il rischio più elevato, ricomprende quella prevista per il livello inferiore di rischio. L articolazione degli argomenti formativi e delle aree tematiche del modulo Rischio alto, tenendo conto dell eterogeneità dei settori lavorativi e della loro specificità tecnica in termini di rischio, è strutturata prevedendo un Modulo comune trasversale a tutti i settori e un Modulo specifico per le Macrocategorie aggregate nella seguente modalità: Modulo Codice settori ateco A Agricoltura, Silvicoltura e Pesca 2 B+F Estrazione di minerali da cave e miniere e Costruzioni Scaricato da 12

14 3 C+D+E Attività manifatturiere, Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata, Fornitura di acqua, reti fognarie e attività di gestione dei rifiuti e risanamento 4 H +G Commercio all ingrosso e al dettaglio, Riparazioni di autoveicoli e motocicli, Trasporto e magazzinaggio 5 Q Sanità e assistenza sociale Articolazione dei contenuti minimi del Modulo B Le metodologie didattiche lezioni dovranno avere carattere operativo e fortemente orientato alla risoluzione di problemi, all analisi e alla valutazione dei rischi, alla pianificazione di idonei interventi di prevenzione. I contenuti dei Moduli B sono quelli riportati nell elenco che segue che individua le aree/fonti di rischio. La trattazione dei rischi dovrà prevedere un breve richiamo normativo e la precisa definizione degli stessi, l attenzione dovrà essere rivolta alla loro corretta valutazione nei diversi settori, alle diverse misure tecnico-organizzative e procedurali utili al loro contenimento e agli adempimenti previsti, compresi i dispositivi di protezione individuale, la segnaletica di sicurezza e la sorveglianza sanitaria ove prevista. La definizione quantitativa dei singoli argomenti da trattare è lasciata ai soggetti formatori. Nella progettazione formativa di dettaglio i corsi dovranno essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative tipiche del macrosettore di riferimento. Il Modulo B deve consentire ai responsabili e agli addetti dei servizi di prevenzione e protezione di acquisire le conoscenze/abilità per: individuare i pericoli e valutare i rischi presenti negli ambienti di lavoro del comparto compresi i rischi ergonomici e stress lavorocorrelato individuare le misure di prevenzione e protezione presenti negli specifici comparti, compresi i DPI, in riferimento alla specifica natura del rischio e dell attività lavorativa contribuire ad individuare adeguate soluzioni tecniche, organizzative e procedurali di sicurezza per ogni tipologia di rischio contribuire ad individuare i casi per i quali è prevista la sorveglianza sanitaria Articolazione degli argomenti del Modulo B Modulo Rischio Basso durata 36 ore Articolazione dei seguenti argomenti in 8 UD compresa la valutazione finale UD1 Luoghi di lavoro UD2 Rischio incendio e gestione delle emergenze UD3 Rischi infortunistici su macchine impianti e attrezzature 13

15 Rischio elettrico Rischio meccanico Movimentazione merci: apparecchi di sollevamento e attrezzature per trasporto merci UD4 Rischi di natura ergonomica e legati all organizzazione del lavoro Movimentazione manuale dei carichi Rischi da sovraccarico biomeccanico (movimentazione manuale carichi, movimenti ripetuti, posture incongrue) Attrezzature munite di videoterminali UD5 Rischi di natura psico-sociale Stress lavoro-correlato Fenomeni di Mobbing e sindrome da Burn-out UD6 Agenti fisici Rischi da agenti fisici: rumore, vibrazioni meccaniche, microclima e illuminazione UD7 Esposizione ad agenti chimici Rischi da agenti chimici, amianto Esposizione ad agenti biologici Rischio biologico UD8 Rischi connessi ad attività particolari attività in luoghi isolati, uso di mezzi di trasporto ed infortuni in itinere, attività all aperto, Rischi connessi all assunzione di sostanze stupefacenti, psicotrope ed alcol Modulo Rischio Alto della durata di 72 ore, compresa la valutazione finale così articolato: Modulo B0 di durata 16 ore sui seguenti argomenti: - Tecniche specifiche di valutazione dei rischi e analisi degli incidenti. - Agenti fisici: ultrasuoni, infrasuoni, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche artificiali e naturali. - Agenti cancerogeni e mutageni, atmosfere esplosive - Attività in ambienti confinati e\o sospetti di inquinamento - Pianificazione e organizzazione della manutenzione: ordinaria, straordinaria e programmata. Modulo Specifici della durata di 20 ore sui corrispondenti all aggregazione dei codici ateco della macrocategoria rischio alto Modulo B1- rischi specifici codice A Agricoltura, Silvicoltura e Pesca 1) Organizzazione del lavoro: ambienti di lavoro nel settore agricolo e nel settore ittico. Scaricato da 14

16 2) Dispositivi di protezione specifici 3) normativa CEI per strutture e impianti del settore agricolo, zootecnico e della pesca. 4) Macchine attrezzature agricole e forestali, e attrezzature di lavoro e a bordo 5) Esposizione ad agenti chimici, cancerogeni e biologici utilizzati in agricoltura 6) Esposizione ad agenti fisici: rumore e vibrazione nel settore agricolo e ittico 7) Rischio incendio e gestione dell emergenza 8) rischio cadute dall alto, a bordo e fuori bordo 9) Movimentazione dei carichi 10) atmosfere iperbariche Modulo B2- rischi specifici codice BF Estrazione di minerali da cave e miniere e Costruzioni 1) organizzazione, fasi lavorative e le aree di lavoro dei cantieri 2) cave e miniere 3) dispositivi di protezione specifici 4) cadute dall alto e opere provvisionali:caduta dall alto di persone e cose, le scale, ponteggi e opere provvisionali, montaggio, uso e smontaggio di un ponteggio (PIMUS) lavoro con funi 5) lavori di scavo 6) impianti elettrici e illuminazione dei cantieri 7) rischio meccanico: macchine e attrezzature 8) movimentazione merci: apparecchi di sollevamento e mezzi di trasporto 9) esposizione da agenti chimici e cancerogeni nei cantieri 10) esposizione ad agenti fisici nei cantieri: rumori e vibrazioni 11) rischio incendio nelle attività estrattive e nei cantieri 12) attività su sedi stradali Modulo B3 - rischi specifici codice CDE Attività manifatturiere, Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata, Fornitura di acqua, reti fognarie e attività di gestione dei rifiuti e risanamento Valutazione e gestione dei rischi e misure di prevenzione e protezione specifiche per le attività dei seguenti settori produttivi: 1) Alimentari e bevande 2) Tessile e confezioni 15

17 3) Fabbricazione articoli in pelle 4) Legno e fabbricazione dei mobili. 5) Carta 6) Fabbricazione di prodotti chimici e derivati del petrolio 7) Farmaceutico 8) Gomma, plastica e vetro 9) Metallurgia e macchine 10) Apparecchiatura elettrica ed elettronica 11) Fabbricazione automobili e mezzi di trasporto 12) Attività di gestione dei rifiuti e risanamento 13) Forniture di energia, gas e acqua Modulo B4 - rischi specifici codice GH Commercio all ingrosso e al dettaglio, Riparazioni di autoveicoli e motocicli, Trasporto e magazzinaggio Valutazione e gestione dei rischi e misure di prevenzione e protezione specifiche per le attività dei seguenti settori produttivi: 1) Trasporto ferroviario di merci e persone. 2) Trasporto su strada di merci e persone. 3) Trasporto aereo di merci e persone. 4) Trasporto marittimo di merci e persone. 5) Magazzinaggio e depositi di prodotti e merci a supporto delle attività di trasporto. 6) Manutenzione e riparazione di autoveicoli. 7) Commercio, manutenzione e riparazione di motocicli. 8) Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione. Modulo B5 - rischi specifici codice Q - Sanità e assistenza sociale 1) Organizzazione del lavoro: ambienti di lavoro nel settore sanitario, ospedaliero e ambulatoriale. 2) Dispositivi di protezione specifici 3) Rischio elettrico e normativa CEI per strutture e impianti nel settore sanitario. 4) Apparecchi, impianti e attrezzature sanitarie. 5) Esposizione ad agenti chimici, cancerogeni e biologici utilizzati nel settore sanitario. Scaricato da 16

18 6) Esposizione ad agenti fisici: rumore, microclima, campi elettromagnetici, radiazioni ionizzanti, illuminazione, vibrazione nel settore sanitario. 7) Rischio incendio e gestione dell emergenza. 8) Le atmosfere iperbariche. 9) Gestione dei rifiuti ospedalieri. 10) Movimentazione dei carichi. Modulo C Il Modulo C - corso di specializzazione che è previsto soltanto per chi svolge le funzioni di responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione - la durata di questo modulo formativo è individuata in 24 ore, escluse ovviamente le ore necessarie per le verifiche di apprendimento. I contenuti rimangono sostanzialmente invariati, cioè si stabilisce che chi frequenta il modulo C deve essere poi in condizione di: pianificare, gestire e controllare le misure tecniche- organizzativeprocedurali di sicurezza aziendale, attraverso sistemi gestionali della sicurezza utilizzare forme di comunicazione adeguate a favorire partecipazione e collaborazione dei vari soggetti del sistema progettare e gestire processi formativi in riferimento al contesto lavorativo effettuare una valutazione dei rischi e diffondere la cultura della sicurezza sul lavoro e del benessere organizzativo UNITÀ DIDATTICA C1 8 ore Articolazione dei contenuti minimi del MODULO C Obiettivi formativi Contenuti del Modulo Presentazione del corso Illustrare ai discenti gli obiettivi e lo sviluppo delle modalità didattiche. Si avrà l'esplicitazione di: - Obiettivi didattici del Modulo. - Articolazione del corso in termini di programmazione. - Metodologie impiegate. - Ruolo e partecipazione dello staff. - Informazioni organizzative. - Presentazione dei partecipanti. Ruolo dell informazione e della formazione. 17

19 Evidenziare la stretta connessione e coerenza tra il Documento per la valutazione dei rischi e la predisposizione dei piani della informazione e formazione. Effettuare una ampia panoramica delle metodologie disponibili per realizzare una corretta informazione sul posto di lavoro e degli strumenti utilizzabili per le diverse esigenze comunicative e nelle diverse situazioni. Dalla valutazione dei rischi alla predisposizione dei piani di informazione e formazione in azienda (D.Lgs. n. 81/2008 e altre direttive europee) - Le fonti informative su salute e sicurezza del lavoro - Metodologie per una corretta informazione in azienda (riunioni, gruppi di lavoro specifici, conferenze, seminari informativi, ecc.). - Strumenti di informazione su salute e sicurezza del lavoro (circolari, cartellonistica. opuscoli, audiovisivi, avvisi, news, sistemi in rete, ecc) - La formazione degli adulti: il concetto di apprendimento. - Le metodologie didattiche attive: analisi e Presentazione delle principali metodologie utilizzate nell andragogia. - Elementi di progettazione didattica: analisi del fabbisogno, definizione degli obiettivi didattici, scelta dei contenuti in funzione degli obiettivi metodologie didattiche sistemi di valutazione dei risultati della formazione in azienda UNITÀ DIDATTICA C2 8 ore Obiettivi formativi Contenuti del Modulo Organizzazione e sistemi di gestione Conoscere la struttura di un SGSL secondo le principali normative. Organizzare il coordinamento dei processi amministrativi interni /capitolati, specifiche prestazionali di beni e servizi) ed esterni dell azienda che hanno impatto sui rischi introdotti. Conoscere i principali elementi di organizzazione aziendale Organizzazione del corso - La valutazione del rischio come: a) processo di pianificazione della prevenzione; b) conoscenza del sistema di organizzazione aziendale come base per l individuazione e l analisi dei rischi con particolare riferimento ad obblighi, responsabilità e deleghe funzionali ed organizzative; c) elaborazione di metodi per il controllo della efficacia ed efficienza nel tempo dei provvedimenti di sicurezza presi. Scaricato da 18

20 - Il sistema di gestione della sicurezza: linee guida UNI-INAIL integrazione confronto con norme e standard (OSHAS 18001, ISO, ecc.). - Il processo del miglioramento continuo. - Organizzazione e gestione integrata: a) sinergie tra i sistemi di gestione qualità (ISO 9001), Ambiente (ISO 14001) Sicurezza (OHSAS 18001) Procedure semplificate MOG (DM ) b) attività tecnico amministrative (capitolati, percorsi amministrativi, aspetti economici). - La responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (D.Lgs.231/2001): ambito di operatività e effetti giuridici (art. 9 legge 123/07). UNITÀ DIDATTICA C3 4 ore Obiettivi formativi Contenuti del Modulo Il sistema delle relazioni e della comunicazione Identificare il sistema di relazioni interno/esterno tra i diversi soggetti della prevenzione, e il flusso comunicativo. Illustrare sia i concetti e i principi della comunicazione sia i metodi e le tecniche finalizzate alla migliore efficacia della comunicazione per la sicurezza. Gestire efficacemente la Riunione periodica per meglio valutare le condizioni di salute e sicurezza del posto di lavoro e per monitorare l attuazione delle Il sistema delle relazioni: RLS, Medico competente, lavoratori, datore di lavoro, enti pubblici, fornitori, lavoratori autonomi, appaltatori, ecc. Caratteristiche e obiettivi che incidono sulle relazioni Ruolo della comunicazione nelle diverse situazioni di lavoro Individuazione dei punti di consenso e disaccordo per mediare le varie posizioni Cenni ai Metodi, tecniche e strumenti della comunicazione, La rete di comunicazione in azienda Gestione degli incontri di lavoro e della riunione periodica Chiusura della riunione e pianificazione delle attività. Attività post-riunione. La percezione individuale dei rischi. eventuali decisioni adottate al riguardo. Aspetti sindacali 19

21 Comprender cosa si intende per relazioni sindacali i Comprendere elementi di contatto e differenziazioni fra relazioni sindacali e sistema della sicurezza Negoziazione e gestione delle relazioni sindacali L art. 9 L.300/70 Rapporto fra gestione della sicurezza e aspetti sindacali Criticità e punti di forza UNITÀ DIDATTICA C4 4 ore Obiettivi formativi Contenuti del Modulo Benessere organizzativo Conoscere gli elementi del benessere aziendale Conoscere i principi base legati alla motivazione delle persone Cultura della sicurezza: - analisi del clima aziendale - Elementi fondamentali per comprendere il ruolo dei bisogni nello sviluppo della motivazione delle persone Benessere organizzativo: - motivazione, collaborazione, corretta circolazione delle informazioni, analisi delle relazioni, gestione del conflitto Team building - aspetti metodologici per la gestione del team building finalizzato al benessere organizzativo VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI Per ciascun Modulo A-B-C devono essere effettuate prove finalizzate a verificare le conoscenze relative alla normativa vigente e le competenze tecnico-professionali. La predisposizione delle prove è competenza dei vari docenti, eventualmente supportati dal responsabile del progetto formativo. MODULO A La verifica dell apprendimento deve essere svolta mediante test, somministrabili anche in itinere, per un totale minimo di 30 domande ciascuna con almeno tre risposte alternative (esito positivo dato dalla risposta corretta ad almeno il 70% delle domande) eventualmente integrato da un colloquio di approfondimento. MODULO B Scaricato da 20

22 La verifica dell apprendimento si svolge secondo le seguenti modalità: test, somministrabili anche in itinere, per un totale minimo di 30 domande ciascuna con almeno tre risposte alternative (esito positivo dato dalla risposta corretta ad almeno il 70% delle domande); una prova finale di tipo descrittivo basata sulla risoluzione di almeno 5 domande aperte su casi reali o una simulazione finalizzata alla verifica delle competenze tecnico-professionali attinenti il ruolo di ASPP e RSPP nel contesto lavorativo eventuale colloquio di approfondimento. MODULO C La verifica dell apprendimento si svolge con le seguenti modalità: test, somministrabili anche in itinere, per un totale minimo di 30 domande ciascuna con almeno tre risposte alternative (esito positivo dato dalla risposta corretta ad almeno il 70% delle domande); colloquio individuale finalizzato a verificare le competenze organizzative, gestionali e relazionali acquisite. VERBALI D ESAME I verbali d esame, conservati a cura del soggetto formatore devono contenere i seguenti elementi: dati identificativi del Soggetto formatore sottoscrizione del verbale da parte dei/del soggetto che hanno/ha proceduto alla verifica dell apprendimento dati del corso (tipologia e durata del Modulo) luogo, data ed orario della prova di esame elenco degli ammessi alla verifica dell apprendimento sulla base della frequenza minima del 90% del monte orario previsto tipologia della prova effettuata con relativa indicazione dell idoneità RICONOSCIMENTO FORMAZIONE PREGRESSA (EX ACCORDO 26 GENNAIO 2006) RISPETTO ALLA NUOVA ARTICOLAZIONE DEL MODULO B. Esiste una tabella di corrispondenza ai fini del riconoscimento dei crediti formativi ovvero delle ulteriori ore integrative previste esclusivamente in caso di passaggio dal livello di rischio basso a livello di rischio alto. Vengono fatti salvi i percorsi formativi effettuati in vigenza dell Accordo Stato-Regioni del 26/01/2006. Gli RSPP e ASPP non dovranno, quindi, integrare il percorso formativo relativo al livello di rischio acquisito. 21

23 Si prevede anche qui una disciplina transitoria e si puntualizza che in fase di prima applicazione - e per un periodo di 5 anni dall'entrata in vigore del nuovo accordo - il conseguimento dei requisiti utili per lo svolgimento delle funzioni, sia di RSPP che di ASPP per le attività lavorative ai codici Ateco riportati nella tabella a rischio alto, possono essere acquisiti con la frequenza di corsi di aggiornamento attinenti a rischi specifici dei citati codici Ateco. L'aggiornamento deve, avere ad oggetto una serie di argomenti tematici e cioè: gli aspetti giuridico-normativi e tecnico-organizzativi i sistemi di gestione sui processi formativi le fonti di rischio specifiche dell 'attività lavorative del settore produttivo, dove viene esercitato il ruolo di RSPP e ASPP, compresi quelli riguardanti i lavoratori esposti a rischio particolare (stress lavoro correlato, lavoratrici in stato di gravidanza, quelli connessi alle differenze di genere, età, provenienza da altri Paesi, lavoratori comunitari ed extra comunitari, quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene ad essere resa la prestazione lavorativa); le tecniche di comunicazione volte alla formazione ed alla informazione dei lavoratori in tema di promozione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. L obbligo dell aggiornamento quinquennale per ASPP e RSPP, si inquadra a pieno titolo nella dimensione della life long learning cioè della formazione continua nell arco della vita lavorativa. In relazione ai compiti di ASPP e RSPP l aggiornamento non deve essere di carattere generalistico o mera riproduzione di argomenti e contenuti già proposti nei corsi base ma deve trattare evoluzioni, innovazioni, applicazioni pratiche e approfondimenti collegate al contesto produttivo e ai rischi specifici del settore. È preferibile che il monte ore complessivo di aggiornamento sia distribuito nell arco temporale del quinquennio. Ai fini dell aggiornamento per RSPP e ASPP, la partecipazione a corsi di formazione finalizzati all ottenimento di qualifiche specifiche come quelle, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, di formatore per la sicurezza sul lavoro, ai sensi del DI 06/03/2013, non è da ritenersi valida. Ai fini dell aggiornamento per R.S.P.P. e A.S.P.P., la partecipazione a corsi di formazione finalizzati all ottenimento e/o all aggiornamento di qualifiche specifiche come quelle, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, dei lavoratori incaricati dell attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione delle emergenze di cui agli articoli 44, 45 e 46 del d.lgs. n. 81/2008, dei coordinatori per la progettazione e per l esecuzione di cui all articolo 98, comma 2, del d.lgs. n. 81/2008, dei formatori per la sicurezza sul lavoro, ai sensi del D.I. 3 marzo 2013, non è da ritenersi valida. Le ore minime complessive dell aggiornamento sono fissate in base al codice ATECO 2007 di appartenenza, associato ad uno dei due livelli di rischio, così come riportato nella tabella di cui all Allegato I e sono rispettivamente Scaricato da 22

24 RSPP: Rischio BASSO 20 ore Rischio ALTO 40 ore ASPP: 20 ore per entrambi i livelli di rischio L aggiornamento relativo al livello di rischio alto è comprensivo di quello relativo al livello di rischio basso. Per i corsi di aggiornamento sono richiesti: a) un numero massimo di partecipanti ad ogni corso pari a 35 b) la tenuta del registro di presenza dei partecipanti da parte del soggetto che realizza il corso L aggiornamento è consentito per tutto il monte ore in modalità E-learning secondo i criteri previsti nell Allegato II. L aggiornamento può essere ottemperato anche per mezzo della partecipazione a convegni o seminari, a condizione che essi trattino delle materie o i cui contenuti siano coerenti con quanto indicato nel presente paragrafo, e per un numero di ore che non può essere superiore ad 1/3 del totale di ore di aggiornamento complessivo. Per ciascun convegno o seminario è richiesta la tenuta del registro di presenza dei partecipanti da parte del soggetto che realizza l'iniziativa e non vi è alcun vincolo sul numero massimo di partecipanti. I corsi di aggiornamento, compresi quelli erogati in modalità E-learning, i convegni e i seminari devono essere organizzati e realizzati dai soggetti formatori indicati al punto 2 del presente Accordo "INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI FORMATORI E SISTEMA DI ACCREDITAMENTO". L'obbligo di aggiornamento decorre dalla data di conclusione dell'intero percorso formativo previsto per RSPP o per ASPP. Si precisa che gli RSPP e gli ASPP -che durante l'esercizio delle funzioni non adempiono l'obbligo di aggiornamento nei tempi previsti mantengono però un credito formativo maturato dalla regolare frequenza ai corsi abilitanti ma tali soggetti non possono esercitare le proprie funzioni fin quando non venga completato l'aggiornamento per il monte ore mancante riferito al quinquennio che si è concluso. Attestati di frequenza Gli attestati vengono rilasciati dai soggetti che sono individuati al punto 2) del nuovo accordo, che provvedono alla custodia ed alla archiviazione della documentazione relativamente a ciascun corso. Gli elementi minimi comuni che debbono avere questi attestati sono i seguenti: 23

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