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1 Università degli Studi di Ferrara REGOLAMENTO PER L'ISTITUZIONE E LA DISCIPLINA DEI MASTER UNIVERSITARI, DEI CORSI DI PERFEZIONAMENTO E DEI CORSI DI FORMAZIONE DECRETO RETTORALE REP. N 44/2014 PROT.N 1191 DEL 17/01/2014 REP. N 1648/2014 PROT.N DEL 22/12/2014 PUBBLICATO ALL ALBO UFFICIALE DI ATENEO REP. N 315/2014 PROT. N DEL 23/12/2014 STRUTTURA COMPETENTE ESAMI DI STATO ENTRATA IN VIGORE 23/12/2014 RIPARTIZIONE POST LAUREA - UFFICIO ALTA FORMAZIONE ED INDICE TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Oggetto Art. 2 Offerta formativa complessiva Art. 3 Proposta di istituzione Art. 4 Docenza e incarichi organizzativi Art. 5 Corsi a distanza Art. 6 Commissione incaricata della valutazione didattica ed economica delle proposte istitutive Art. 7 Finanziamento Art. 8 Istituzione corsi in convenzione con altre università Art. 8/bis Collaborazioni con enti e soggetti esterni Art. 9 Iscrizione ai corsi Art. 10 Bando di ammissione Art. 11 Commissione incaricata della selezione dei candidati Art. 12 Procedura di selezione per l ammissione a corsi a numero chiuso Art. 13 Modalità di iscrizione Art. 14 Piano finanziario definitivo Art. 15 Riconoscimento Crediti Art. 16 Borse di studio e altre forme di agevolazione Art. 17 Verifiche periodiche e Prova finale Art. 18 Rilascio del Titolo finale Art. 19 Organi Art. 20 Linee guida Art. 21 Adesione a corsi istituiti presso altre Università Art. 22 Deroghe TITOLO II - NORME PARTICOLARI RELATIVE AI MASTER UNIVERSITARI DI 1 E 2 LIVELLO Art. 23 Master dell area medica e sanitaria Art. 24 Titoli per l accesso Art. 25 Attività, Durata, Crediti TITOLO III - NORME PARTICOLARI RELATIVE AI CORSI DI PERFEZIONAMENTO E AI CORSI DI FORMAZIONE Art. 26 Titoli per l accesso Art. 27 Attività e crediti Art. 28 Norme transitorie e finali \\Fsrettorato\dati\RipartizionePostLaurea-Qualita\AltaFormazione\PERFEZ\REGOLAMENTO\testi pubblicati internet\testo pubblicato albo 23_12_2014.doc

2 TITOLO I Disposizioni generali Art. 1 Oggetto Il presente regolamento determina le modalità di istituzione, di attivazione e di gestione dei seguenti corsi: a. master universitari di primo e di secondo livello di cui all articolo 3 comma 9 del D.M. 22 ottobre 2004, n. 270; b. corsi di perfezionamento, corsi di formazione universitaria di cui all art. 16 del D.P.R. 10 marzo 1982, n. 162 e all art. 6 della legge 19 novembre 1990, n. 341 comma 2 lettera c. Art. 2 Offerta formativa complessiva 1. Al fine di predisporre l offerta formativa complessiva per ogni anno accademico, le proposte di istituzione dei corsi di cui all art. 1 sono avanzate da una o più strutture didattiche competenti, anche in collaborazione con altri Atenei italiani o stranieri, utilizzando l apposita procedura informatica realizzata dall Ateneo. 2. Le proposte di istituzione devono essere presentate nel rispetto dei requisiti di Quality Assurance secondo regole individuate a livello internazionale. 3. Le proposte di istituzione, previa valutazione da parte della Commissione di cui al successivo art. 6, vengono sottoposte al Consiglio di Amministrazione che, previo parere del Senato Accademico, delibera l istituzione dei corsi. 4. L istituzione dei corsi è valida per tre anni accademici. 5. L attivazione dei corsi negli anni successivi a quello di istituzione, avviene previa delibera delle strutture didattiche proponenti, fermi restando i requisiti sussistenti e deliberati in fase istitutiva ed è resa nota attraverso la pubblicazione del manifesto degli studi o del bando di ammissione. 6. La disciplina di dettaglio e il calendario per la presentazione delle proposte sono stabiliti annualmente con circolare inviata dal Rettore alle strutture didattiche competenti. Art. 3 Proposta di istituzione 1. Ciascuna proposta di istituzione deve indicare: a. gli obiettivi formativi e le finalità del corso, soprattutto in relazione al particolare settore occupazionale al quale si riferiscono, nonché agli sbocchi professionali; b. il progetto generale di articolazione delle singole attività formative, con l indicazione per ciascuna del numero di crediti che lo studente deve acquisire (tenuto conto che ogni credito equivale a 25 ore di lavoro per studente), del numero di ore di attività didattica assistita, della tipologia di attività didattica (lezione frontale, laboratorio, tirocinio o seminario), del settore scientifico disciplinare, nonché dei rispettivi contenuti formativi e dei docenti proposti; c. gli eventuali tirocini previsti e le relative modalità di svolgimento; d. gli eventuali curricula previsti; e. le modalità di svolgimento delle verifiche periodiche e della prova finale; f. la sede o le sedi di svolgimento delle attività; g. le modalità di svolgimento della didattica (in presenza, a distanza, integrata); h. l indicazione del Dipartimento al quale devolvere i fondi per le esigenze del corso; i. le modalità e i requisiti di ammissione; j. l eventuale numero massimo degli iscrivibili al corso, nonché il numero minimo di iscritti al di sotto del quale il corso viene revocato; k. la proposta di nomina della Direzione del corso; l. la proposta di nomina della commissione incaricata della valutazione dei candidati per l accesso al corso, secondo quanto previsto dal successivo art. 11; m. il piano finanziario preventivo, con riferimento alle entrate ed alle uscite;

3 n. gli eventuali enti e soggetti esterni disposti a collaborare allo svolgimento del corso. In questo caso dovranno essere allegate alla proposta le note di intenti, in caso di solo finanziamento, o le relative convenzioni da cui risultino le modalità di collaborazione e/o l entità dell eventuale finanziamento; o. le eventuali agevolazioni economiche previste per i partecipanti comprese modalità e criteri di conferimento delle stesse; p. l indicazione del referente amministrativo contabile della struttura di riferimento da individuare nel Segretario del Dipartimento di cui al comma h. 2. In caso di proposta di rinnovo sarà necessario allegare la relazione di cui all art. 19 comma La proposta istitutiva può comprendere l organizzazione della didattica anche in due anni accademici (corsi biennali). 4. In ogni insegnamento è possibile prevedere una parte teorica (T) e una parte pratica (P) da intendersi come esercitazioni e/o attività di laboratorio, di clinica, di biblioteca o su campo o comunque a prevalente svolgimento applicativo o strumentale. Ogni progetto individuerà pertanto il rapporto dei crediti per ogni tipologia di attività formativa. 5. All atto della presentazione delle proposte istitutive di corsi che in base al titolo di accesso rilasciano sia l attestato di perfezionamento che di formazione devono essere diversificati gli obiettivi formativi, le finalità e gli sbocchi professionali per ciascuna tipologia di corso. Art. 4 Docenza e incarichi organizzativi 1. Oltre ai docenti dell Università di Ferrara possono svolgere attività didattica nei corsi i docenti individuati secondo quanto stabilito dalla normativa nazionale e regolamentare in materia di conferimento di incarichi di insegnamento nei corsi di studio. Ogni insegnamento deve avere un docente responsabile. Ciascuna proposta di istituzione di master e corsi di perfezionamento deve prevedere un apporto significativo di docenti e ricercatori afferenti all Ateneo di Ferrara. Tale apporto viene identificato, in misura non inferiore a 1/3 del totale dei crediti di attività didattica con esclusione del tirocinio ad eccezione dei corsi realizzati in convenzione con altri Atenei. 2. I docenti di I e II fascia e i ricercatori dell'università di Ferrara che svolgano attività didattica e organizzativa nei corsi di cui all art. 1 possono essere retribuiti fino ad un massimo complessivo di 120 ore di didattica, purché abbiano ottemperato agli obblighi didattici previsti dalla normativa vigente e dai regolamenti di ateneo. 3. Per l'attività di Direzione del corso potrà essere riconosciuto, un compenso non superiore al limite stabilito dal Consiglio di Amministrazione purché sia assolto l obbligo didattico di cui al comma 2 e purché trovi copertura nel piano finanziario del corso e la richiesta sia corredata da una congrua motivazione. L erogazione del compenso alla Direzione è subordinato all adempimento dei doveri sanciti dal presente regolamento e, in particolare, al rispetto delle scadenze previste. La revoca del pagamento del suddetto compenso è deliberata dal Consiglio di Amministrazione su proposta della Commissione di cui all art Il possesso dei requisiti necessari per l'erogazione dei compensi per le attività svolte nel corso, viene comprovato tramite presentazione da parte dell'interessato all'ufficio personale docente, del registro delle attività didattiche relativo all'anno accademico per cui si richiede tale erogazione. Art. 5 Corsi a distanza 1. Sono considerati corsi di studio a distanza quelli nei quali, oltre all attività didattica in presenza (incontri iniziali, intermedi, finali; seminari e laboratori, stage e/o project work sul campo) siano previste attività didattiche a distanza in misura superiore al 40% delle attività complessive, caratterizzate, ai sensi di quanto stabilito dal DM 17/04/2003 e successive modifiche e integrazioni, da: - fruizione ed erogazione, attraverso la rete e le altre tecnologie, di materiali didattici (scritti, audiovisivi, multimediali, informatici) modularmente organizzati per l apprendimento individualizzato e personalizzato;

4 - sviluppo di azioni formative di guida, di consulenza critica, di supporto motivazionale allo studio, di coordinamento dei gruppi di lavoro attraverso l interattività on line ( , chat, forum computer conference) con i docenti/tutor e con gli studenti; - monitoraggio dei livelli di apprendimento durante lo sviluppo dei moduli formativi sia attraverso frequenti momenti di autovalutazione sia attraverso prove di valutazione in itinere e finali. 2. Le prove di verifica periodiche e la prova finale sono svolte in presenza e possono essere organizzate anche in altre sedi. Art. 6 Commissione incaricata della valutazione didattica ed economica delle proposte istitutive 1. Il Senato Accademico designa una Commissione incaricata della valutazione didattica ed economica delle proposte istitutive. 2. La Commissione è composta da 3 docenti strutturati dell Ateneo e dura in carica tre anni. Ai lavori della Commissione parteciperà, senza diritto di voto, un segretario verbalizzante individuato fra il personale tecnico amministrativo dell Università. 3. La Commissione esamina i progetti alla luce di quanto indicato nel presente regolamento ed esprime un parere scritto e motivato sulle singole proposte da sottoporre al Senato Accademico e al Consiglio di Amministrazione. I progetti concernenti corsi con modalità didattica a distanza vengono sottoposti all esame della Commissione previo parere del Consiglio della Scuola E-learning a cui spetta la verifica della conformità degli stessi al DM 17/04/2003 e successive modifiche e integrazioni. 4. La Commissione dovrà, inoltre: - esprimere un parere sulle convenzioni relative all istituzione dei corsi in collaborazione con altre università secondo quanto indicato al successivo art. 8; - esprimere un parere circa l adesione a corsi istituiti presso altra sede secondo quanto indicato al successivo art. 21; - esprimere un parere relativamente alle proposte di deroga, secondo quanto indicato al successivo art. 22; - proporre al Consiglio di Amministrazione la revoca del compenso alla Direzione del corso secondo quanto indicato al precedente art. 4 comma 3. Art. 7 Finanziamento 1. La copertura finanziaria delle spese necessarie all attivazione e allo svolgimento del corso è assicurata: - dai contributi degli iscritti; - da eventuali erogazioni a ciò finalizzate di enti e soggetti esterni; - da eventuali stanziamenti messi a disposizione dal Consiglio di Amministrazione; - da eventuali finanziamenti europei. 2. I corsi di durata pluriennale comportano l acquisizione dei fondi provenienti da enti e soggetti esterni in una unica soluzione ovvero di adeguate garanzie di erogazione tempestiva. 3. La quota trattenuta sul bilancio dell'università è pari al 15% del contributo a carico degli iscritti con un minimo stabilito dal Consiglio di Amministrazione. Per i corsi di breve durata che prevedono l acquisizione di non più di 6 cfu viene trattenuto il 15% senza alcun limite minimo. 4. Nei piani finanziari dei corsi a numero chiuso, per i quali è previsto l espletamento di una procedura concorsuale, dovrà essere inserita tra le uscite una quota forfetaria per spese amministrative concorsuali di importo stabilito dal Consiglio di Amministrazione. Tale quota è trattenuta sul bilancio dell Università. 5. Per i corsi di durata biennale dovrà essere redatto un piano finanziario riferito a ciascun anno di attivazione del corso; il contributo potrà essere suddiviso su entrambi gli anni, tuttavia la copertura delle spese fisse, che comprendono le spese della docenza necessaria al corso e la quota trattenuta sul bilancio dell Ateneo, dovrà essere garantita dal piano finanziario del primo anno. Art. 8 Istituzione corsi in convenzione con altre università

5 1. Per i corsi istituiti in collaborazione con altre Istituzioni universitarie anche straniere, oltre alle disposizioni di cui al presente regolamento, valgono quelle previste nelle relative convenzioni. 2. Le convenzioni di cui al precedente comma dovranno definire: - le modalità per l eventuale rilascio di un titolo congiunto o di un doppio titolo; - la composizione degli organi del corso; - le sedi di svolgimento del corso; - la regolamentazione dei i rapporti tra le parti per ogni aspetto economico e amministrativo dell iniziativa; - le modalità di acquisizione dei crediti presso le università partner. 3. Le convenzioni approvate dalla struttura didattica di riferimento vengono sottoposte, previo parere della Commissione di valutazione di cui all art. 6 del presente regolamento, al Senato Accademico che esprime parere e autorizza la sottoscrizione. Qualora sia previsto un onere finanziario per l Ateneo, esse vengono sottoposte all approvazione del Consiglio di Amministrazione. Art. 8/bis Collaborazioni con enti e soggetti esterni 1. Le collaborazioni con enti e soggetti esterni pubblici e privati che concorrano, a vario titolo, alla realizzazione dei corsi oggetto del presente regolamento, possono, in particolare prevedere: a) l erogazione da parte del soggetto esterno di contributi per l istituzione di borse di studio e altre forme di agevolazione di cui all art. 16 del presente regolamento; b) l erogazione da parte del soggetto esterno di contributi per sostenere finanziariamente lo svolgimento dei corsi, secondo le voci di spesa previste dal relativo piano finanziario; c) l erogazione a titolo gratuito da parte del soggetto esterno di attività di promozione del corso e/o risorse strutturali/strumentali; d) la concessione, da parte dell Università, di agevolazioni economiche, consistenti nella riduzione del contributo per l iscrizione al corso in favore dei dipendenti/aderenti dell ente o soggetto esterno convenzionato. Tali agevolazioni economiche potranno essere concesse garantendo la parità di bilancio del corso. 2. Le forme di collaborazione di cui ai punti a) e b) possono essere regolate con lettera di intenti trasmessa dalla controparte al Rettore dell Università, o con apposita convenzione, che dovrà riportare l ammontare del contributo e la relativa destinazione. La lettera di intenti o la convenzione verranno sottoposte all accettazione/approvazione degli organi accademici competenti. 3. Le forme di collaborazione di cui al punto c) dovranno essere regolate con apposita convenzione approvata, per quanto di competenza, dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione su proposta della struttura didattica competente. La concessione di agevolazioni di cui al punto d) è disciplinata dal regolamento di Ateneo per la disciplina dei criteri e delle modalità per la concessione di contributi e vantaggi economici in conformità alla L. 7 agosto 1990, n Secondo quanto previsto dalla normativa vigente in materia di trasparenza, i criteri e le modalità di attribuzione dei benefici economici previsti nelle collaborazioni dovranno essere dettagliati nel bando/manifesto per l ammissione al corso o resi pubblici con apposito avviso da pubblicare all albo informatico di Ateneo entro la data di scadenza del bando/manifesto per l ammissione al corso. Art. 9 Iscrizione ai corsi 1. Nel caso in cui il corso preveda un numero di posti illimitato l ammissione avviene per iscrizione diretta. 2. Nel caso in cui il corso preveda un numero di posti limitato (numero chiuso) l ammissione avviene attraverso l espletamento di una procedura di selezione secondo le modalità indicate al successivo art. 12 o attraverso una procedura di iscrizione ad esaurimento posti. 3. La scadenza delle iscrizioni ai corsi viene fissata nel manifesto degli studi o nel bando di ammissione in base alla tempistica stabilita annualmente dalla circolare inviata dal Rettore contenente le modalità di istituzione/attivazione dei corsi di cui all art. 2 comma Qualora non venga raggiunto il numero minimo di iscritti, su espressa richiesta della direzione del corso, la scadenza di iscrizione può essere prorogata fino ad un massimo di 30 giorni con conseguente proroga della data di avvio delle attività didattiche e di presentazione del piano finanziario definitivo. Non sono ammessi altri casi di proroga tranne quelli motivati e autorizzati dal Rettore.

6 5. I corsi che non raggiungono il numero minimo di studenti non possono essere attivati tranne in casi motivati e autorizzati dal Rettore. A tal fine il Direttore del corso dovrà allegare alla richiesta di attivazione la riformulazione del piano finanziario sulla base delle effettive entrate realizzando la parità di bilancio. 6. Sono ammesse iscrizioni a singoli insegnamenti. All atto della presentazione della proposta istitutiva le strutture didattiche proponenti dovranno espressamente indicare per quali insegnamenti è prevista tale possibilità, prevedendo il relativo contributo di iscrizione. Al termine di ciascun insegnamento, previo superamento della relativa prova di verifica, gli studenti potranno ottenere idonea documentazione. Ai fini del riconoscimento dei crediti ottenuti si applica quanto previsto al successivo art La data di avvio delle attività didattiche deve essere fissata a decorrere dal 1 settembre e comunque non prima di due settimane e non oltre 4 settimane dopo la data di scadenza delle iscrizioni. Art. 10 Bando di ammissione 1. Il bando di concorso per l ammissione ai corsi a numero chiuso è emanato dal Rettore dell Università di Ferrara. Esso contiene: l indicazione dei titoli richiesti per l ammissione; il numero complessivo dei candidati da ammettere, specificando il numero dei posti eventualmente riservato ai singoli curricula, nonché il numero minimo di iscritti senza i quali il corso non può essere attivato; l articolazione delle attività formative e dei tirocini e la suddivisione dei relativi crediti, nonché le modalità di svolgimento delle verifiche periodiche e della prova finale; i crediti eventualmente riconosciuti secondo quanto previsto dal successivo art. 15; la sede o le sedi di svolgimento delle attività didattiche; le collaborazioni interne ed esterne di supporto alla didattica e alla organizzazione del corso; il contributo richiesto agli iscritti; la disciplina di svolgimento delle prove di ammissione; la data di svolgimento delle prove di ammissione; i criteri per la formulazione della graduatoria di merito; le eventuali agevolazioni di cui al successivo art Il Rettore può prevedere, per ciascun bando, integrazioni o riduzioni dell elenco di cui al comma precedente. 3. Non sono ammesse proroghe alle scadenze indicate nei bandi di ammissione tranne in casi motivati e autorizzati dal Rettore. Art. 11 Commissione incaricata della selezione dei candidati 1. Qualora sia previsto l espletamento di una procedura di selezione nella proposta istitutiva deve essere indicata la composizione della commissione esaminatrice incaricata della valutazione dei candidati. Essa è composta da non meno di tre membri scelti tra professori e ricercatori, almeno uno dei quali di ruolo universitario, nonché da almeno due membri supplenti. 2. Possono essere aggiunti non più di due esperti, anche stranieri, scelti nell'ambito di ogni ente o soggetto esterno di cui all art. 3 lettera n). 3. La designazione della Commissione avviene contestualmente all approvazione della proposta istitutiva da parte degli organi accademici. La convocazione della Commissione avviene a cura della Direzione del corso. 4. Espletate le prove di ammissione la Commissione compila la graduatoria generale di merito che verrà trasmessa, unitamente a tutti gli atti concorsuali, al Rettore per l approvazione. Art. 12 Procedura di selezione per l ammissione a corsi a numero chiuso 1. La procedura di selezione per l ammissione a corsi a numero chiuso consiste, a discrezione della struttura didattica proponente, in una valutazione di titoli e/o prova scritta e/o prova orale.

7 2. Ogni membro della Commissione, di cui all art. 11, dispone di 10 punti. Al termine della procedura di selezione la Commissione formulerà una graduatoria dalla quale risulteranno ammessi coloro che rientreranno nel contingente di posti previsti e che abbiano ottenuto una valutazione di almeno 6/ Potranno essere valutati i seguenti titoli: - titolo di studio previsto per l ammissione al corso (disciplina, votazione finale e votazione delle singole materie) - tesi di laurea - pubblicazioni - esperienze lavorative. Art. 13 Modalità di iscrizione 1. L iscrizione e il pagamento del contributo di iscrizione avviene utilizzando la procedura on line disponibile sul sito web dell Ateneo. La procedura di iscrizione è regolarmente formalizzata con l invio, al Rettore dell Università di Ferrara, della relativa domanda generata dalla procedura online, dell attestazione di pagamento del contributo di iscrizione e dalla eventuale ulteriore documentazione prevista dal relativo bando/manifesto entro il termine di scadenza delle iscrizioni al corso. 2. Non è previsto il rimborso delle quote di iscrizione; solamente in caso di revoca del corso, per mancato raggiungimento del numero minimo, l Università provvederà a rimborsare il contributo versato ad eccezione dell imposta di bollo dovuta per la domanda di iscrizione. 3. Non è ammessa l iscrizione ad un master, corso di perfezionamento o corso di formazione già frequentato e per il quale lo studente abbia già ottenuto il titolo, tranne nel caso in cui l iterazione del corso comprenda contenuti formativi diversi. 4. Una volta inoltrata all Ufficio competente la pratica di immatricolazione, lo studente non può effettuare passaggio su altro corso di cui all art La struttura didattica competente, all atto della presentazione della proposta di istituzione del corso, potrà richiedere il versamento del contributo totale annuo di iscrizione in non più di due rate. In tal caso, con il versamento della prima rata dovrà essere garantita la copertura delle spese fisse comprese le spese della docenza necessaria al corso e la quota trattenuta sul bilancio dell Ateneo. Art. 14 Piano finanziario definitivo 1. Entro i 45 giorni successivi alla data di scadenza delle iscrizioni è compito della Direzione del corso provvedere alla definizione del piano finanziario definitivo, utilizzando l apposita procedura informatica. Eventuali variazioni riguardanti gli incarichi di docenza e le relative spese, rispetto al piano finanziario preventivo approvato al momento dell istituzione del corso, dovranno essere debitamente giustificate e deliberate dalla/e strutture didattiche proponente/i purché sia garantita la parità di bilancio. 2. Tale piano, sottoscritto dalla Direzione del corso e dal Referente amministrativo-contabile deve essere inoltrato, agli uffici competenti. 3. Dopo tali adempimenti verranno effettuati i relativi trasferimenti dei fondi esclusivamente sulla base di quanto indicato nel piano finanziario definitivo e non sarà possibile presentare eventuali successive variazioni allo stesso. Art. 15 Riconoscimento Crediti 1. Il Consiglio didattico, di cui all art. 19 del presente Regolamento, può, su richiesta dell interessato, riconoscere le conoscenze e le abilità professionali certificate, nonché le altre conoscenze e abilità maturate in attività formative certificate, come crediti acquisiti ai fini del completamento del corso, con corrispondente riduzione del carico formativo dovuto. 2. Il numero massimo di crediti formativi universitari riconoscibili non può superare il 30% dei crediti totali. 3. L eventuale riconoscimento di crediti non dà diritto ad alcuna riduzione del contributo di iscrizione.

8 Art. 16 Borse di studio e altre forme di agevolazione 1. Nella proposta di istituzione è possibile prevedere l attribuzione agli iscritti di borse di studio o di altre forme di agevolazione che possono prevedere la copertura totale o parziale del contributo di iscrizione. 2. L attribuzione delle agevolazioni deve avvenire attraverso una graduatoria di merito (che nel caso di corso a numero chiuso, corrisponde a quella dell ammissione al corso) e di reddito. 3. L importo, le modalità e i criteri di conferimento delle agevolazioni sono stabilite nella proposta istitutiva e comunicata agli interessati tramite il bando di ammissione o il manifesto degli studi. Art. 17 Verifiche periodiche e Prova finale 1. L assegnazione dei crediti avviene attraverso il superamento delle eventuali verifiche periodiche valutate in trentesimi. In assenza di verifiche periodiche i crediti sono assegnati attraverso il superamento della prova finale. 2. Il conseguimento dei titolo è subordinato al superamento di una prova finale valutata in trentesimi. La prova finale deve essere effettuata al termine delle attività didattiche del corso e comunque non oltre il 31 marzo dell anno successivo all anno accademico di attivazione del corso o, in caso di corso biennale, entro il 31 marzo dell anno successivo a quello di attivazione del secondo anno di corso. Gli studenti che non conseguono il titolo entro la suddetta scadenza incorrono nella decadenza. 3. La commissione giudicatrice per l esame finale è nominata dalla Direzione del corso. Essa è composta da almeno tre membri di cui almeno la metà (calcolata per eccesso) appartenenti al Consiglio Didattico. Potranno inoltre essere aggiunti non più di due membri esperti scelti nell ambito degli enti convenzionati di cui all art. 3 lett. n) del presente regolamento. La convocazione della commissione avviene a cura della direzione del corso. Art. 18 Rilascio del Titolo finale 1. Allo studente che concluda i corsi di cui al presente regolamento e, su richiesta dello stesso, verrà rilasciato l attestato finale. 2. L attestato finale comprenderà le seguenti informazioni: il totale dei crediti acquisiti; l indicazione dell eventuale curriculum. Esso è rilasciato dal Rettore ed è sottoscritto dal Direttore Generale dell Università di Ferrara. 3. Per il rilascio dell attestato finale lo studente sarà tenuto al pagamento di un apposito contributo in relazione alla tipologia di attestato. 4. Per quanto riguarda i master universitari, verrà rilasciato, a richiesta dell interessato, un certificato supplementare detto Supplemento al Diploma. Tale certificazione potrà essere redatta in italiano ed inglese, la parte generale sarà a firma del responsabile dell ufficio competente. L Università rilascia, inoltre, gli allegati al Supplemento al Diploma, relativi ai contenuti formativi di cui al progetto, sotto la responsabilità della struttura didattica competente. Art. 19 Organi 1. Gli organi dei corsi di cui al presente regolamento sono: La Direzione Il Consiglio didattico 2. La Direzione dei corsi può essere assunta al massimo da due docenti di ruolo dell'ateneo di Ferrara o di altro ateneo convenzionato. La direzione presiede il Consiglio didattico assumendo la responsabilità del corso. 3. E compito della Direzione del corso: - provvedere alla presentazione del piano finanziario definitivo secondo le modalità specificate al precedente art. 14;

9 - provvedere alla nomina della commissione giudicatrice per l esame finale secondo quanto indicato all art. 17 comma 3; - redigere, alla conclusione del corso, una relazione sui risultati conseguiti anche in termini di ricaduta occupazionale da trasmettere al Rettore. 4. Il Consiglio didattico è composto dai docenti che svolgono attività didattica nel corso stesso; eventuali variazioni nella composizione sono deliberate dalla struttura didattica competente. 5. Compiti del Consiglio didattico: organizzare la didattica del corso; curare e organizzare le prove di ammissione, le prove di verifica e la prova finale; curare e organizzare ogni altra attività didattica necessaria. 6. In relazione ai contenuti, alle modalità e alle finalità del corso, possono essere affidati incarichi per svolgere attività di supporto alla didattica. Tali incarichi possono essere affidati esclusivamente nell ambito dei fondi ad essi destinati nel piano finanziario definitivo e secondo le modalità stabilite dalla normativa nazionale e regolamentare in materia di conferimento di incarichi di supporto alla didattica nei corsi di studio. Art. 20 Linee guida Il presente regolamento può essere integrato da Linee guida dettate dal Senato Accademico e/o dal Consiglio di Amministrazione. Art. 21 Adesione a corsi istituiti presso altre Università 1. L adesione a master universitari, corsi di perfezionamento o formazione istituiti presso altri Atenei, e per i quali sia previsto il rilascio del titolo congiunto o di doppio titolo, viene deliberata dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione previo parere positivo della Commissione di valutazione di cui all art. 6, su proposta della struttura didattica interessata. 2. La delibera della struttura didattica dovrà riportare: le motivazioni dell adesione al progetto formativo; il progetto istitutivo del corso dal quale si evinca l articolazione didattica e il piano finanziario; l elenco dei docenti dell Ateneo di Ferrara inseriti nel progetto. 3. L adesione dovrà essere formalizzata attraverso la sottoscrizione di apposita convenzione nella quale dovranno essere esplicitati gli obblighi delle parti. Art. 22 Deroghe Su proposta della struttura didattica competente il Consiglio di Amministrazione, può autorizzare, nell ambito di progetti sperimentali o di corsi istituiti con finanziamenti europei, deroghe al presente regolamento sentito il parere preventivo della Commissione di cui al precedente art. 6. e del Senato Accademico. In ogni caso non potranno essere derogati l art. 4 (commi 1 e 2) e l art. 7. TITOLO II Norme particolari relative ai Master universitari di 1 e 2 livello Art. 23 Master dell area medica e sanitaria 1. Solo i Master universitari di secondo livello dell area medica e sanitaria possono prevedere, nel programma formativo, attività cliniche, diagnostiche e/o strumentali su pazienti. Ciascuna proposta, oltre a quanto previsto dall art. 3 del presente regolamento, deve altresì indicare l avvenuta autorizzazione della direzione generale delle aziende o delle strutture ospedaliere pubbliche o private accreditate, in cui vengono svolte le attività formative, allo svolgimento, da parte degli allievi del master medesimo, delle suddette attività.

10 2. L ammissione ai suddetti master è subordinata anche al possesso dei titoli di studio e delle abilitazioni necessarie, secondo la normativa vigente, a poter svolgere le attività formative previste dal progetto didattico. Art. 24 Titoli per l accesso 1. I Master universitari di primo livello sono aperti ai possessori di: laurea conseguita ai sensi del D.M. 509/1999 o del D.M. 270/2004; titolo di studio universitario di durata almeno triennale conseguito secondo gli ordinamenti precedenti il D.M. 509/1999 o D.M. 270/2004; titoli equipollenti ai sensi della normativa vigente o altro titolo conseguito all estero ritenuto idoneo. 2. I Master universitari di secondo livello sono aperti ai possessori di: laurea specialistica conseguita ai sensi del D.M. 509/1999; laurea magistrale conseguita ai sensi del D.M. 270/2004; laurea conseguita secondo gli ordinamenti precedenti al D.M. 509/1999 o D.M. 270/2004; titoli equipollenti ai sensi della normativa vigente o altro titolo conseguito all estero ritenuto idoneo. Art. 25 Attività, Durata, Crediti 1. I master sono comprensivi di attività didattica frontale e di altre forme di addestramento, di studio guidato e di didattica interattiva, di livello adeguato al grado di formazione che si intende perseguire, per un numero di ore complessivamente non inferiore a 400, distribuite in modo da garantire un adeguato apprendimento e accompagnate da un periodo di tirocinio, funzionale, per durata e per modalità di svolgimento, ai medesimi obiettivi. 2. All insieme delle attività suddette, integrate con l impegno da riservare allo studio e alla preparazione individuale, corrisponde l acquisizione da parte degli iscritti di almeno 60 crediti complessivi, oltre a quelli acquisiti per conseguire la laurea o la laurea specialistica o magistrale. 3. L acquisizione dei crediti avviene previo superamento delle eventuali prove di verifica periodiche e della prova finale. 4. E previsto il divieto di contemporanea iscrizione con altri corsi di studio; è tuttavia consentita una deroga per gli studenti iscritti ad altri corsi di studio in difetto del solo esame finale. L ammissione al master è relativa all anno accademico di attivazione, per cui non può essere congelata l iscrizione in attesa che l ammesso concluda altri corsi. 5. La frequenza da parte degli iscritti alle varie attività di pertinenza dei corsi è obbligatoria. Laddove previsto, all atto dell istituzione del corso deve essere determinata la percentuale di assenze che gli studenti possono effettuare senza che questi perdano il diritto di accesso alla prova di valutazione finale. Il rispetto dell obbligo di frequenza è accertato dalla Direzione del corso con la collaborazione dei docenti. TITOLO III Norme particolari relative ai Corsi di Perfezionamento e ai Corsi di Formazione Art. 26 Titoli per l accesso 1. I corsi di perfezionamento sono aperti ai possessori di: laurea conseguita ai sensi del D.M. 509/1999 o del D.M. 270/2004; laurea specialistica conseguita ai sensi del D.M. 509/1999; laurea magistrale conseguita ai sensi del D.M. 270/2004; diploma universitario; laurea conseguita secondo gli ordinamenti precedenti al D.M. 509/1999 o D.M. 270/2004; titoli equipollenti ai sensi della normativa vigente o altro titolo conseguito all estero ritenuto idoneo.

11 2. I corsi di formazione sono aperti ai possessori di: diploma di scuola secondaria superiore di durata almeno quadriennale o altro titolo conseguito all estero ritenuto idoneo. Art. 27 Attività e crediti 1. I corsi di perfezionamento e i corsi di formazione sono comprensivi di attività didattica frontale e di altre forme di addestramento, di studio guidato e di didattica interattiva, di livello adeguato al grado di perfezionamento e di formazione che si intende perseguire. 2. Le attività possono essere accompagnate da un periodo di tirocinio. 3. All insieme delle attività suddette, integrate con l impegno da riservare allo studio e alla preparazione individuale, corrisponde l acquisizione da parte degli iscritti del numero di crediti stabiliti nel relativo progetto di istituzione. I corsi hanno un numero di crediti complessivamente non superiori a 60 per anno. 4. L acquisizione dei crediti avviene previo superamento delle eventuali prove di verifica periodiche e della prova finale. 5. I crediti ottenuti per il conseguimento del titolo di perfezionamento potranno essere riconosciuti e convalidati ai fini della prosecuzione degli studi nei corsi di laurea, laurea specialistica, laurea magistrale e nei Master di primo e secondo livello attivati presso l Università di Ferrara. 6. La struttura didattica competente può prevedere il divieto di contemporanea iscrizione con altri corsi di studio. Nel caso sia prevista la contemporanea iscrizione sarà cura dello studente verificare se detta compatibilità non sia in contrasto con la sua posizione in altro corso di studio. 7. La frequenza da parte degli iscritti alle varie attività di pertinenza dei corsi è obbligatoria, secondo modalità coerenti con la tipologia dell insegnamento. Il rispetto dell obbligo di frequenza è accertato dalla Direzione del corso, con la collaborazione dei docenti. Art. 28 Norme transitorie e finali 1. Fino al momento dell attivazione delle nuove strutture didattiche contemplate dallo Statuto dell Università di Ferrara modificato ai sensi della legge 240/ per struttura didattica competente si intende il Consiglio di Facoltà. Successivamente si intende il Consiglio del Dipartimento o il Consiglio della Scuola ove costituito. 2. Per tutto quanto non previsto dal presente regolamento si rimanda alle leggi e regolamenti in vigore in materia di master, corsi di perfezionamento e corsi di formazione nonché alle linee guida di cui all art Il presente regolamento entra in vigore dalla data di pubblicazione del decreto rettorale di emanazione dello stesso all albo ufficiale di ateneo.

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