REGIONE EMILIA ROMAGNA: CENTRI REGIONALI E PROVINCIALI DI SUPPORTO ALL ADEGUAMENTO DELL AMBIENTE DOMESTICO

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1 REGIONE EMILIA ROMAGNA: CENTRI REGIONALI E PROVINCIALI DI SUPPORTO ALL ADEGUAMENTO DELL AMBIENTE DOMESTICO di Lucia Sciuto, fisioterapista del Centro Regionale Ausili I Centri regionali A partire dagli anni 60 e 70 la Regione Emilia Romagna, il Comune di Bologna e altre municipalità hanno ricercato un ruolo propulsivo di cambiamento nell ambito dei Servizi Sociali, anche attraverso forme di sperimentazione innovative ed esperienze di democrazia partecipata. Il ventennio seguente (anni 80 e 90) ha visto un periodo di consolidamento, per questa area geografica, in particolare dei Servizi Territoriali a favore di Disabili ed Anziani, e l avvio di tante altre originali esperienze nel resto d Italia. Recentemente, la Regione Emilia Romagna, anche sulla spinta dell associazionismo e di molti professionisti dell ambito socio-sanitario, ha voluto riprendere un ruolo di motore della sperimentazione, che affondasse però le radici in solide e collaudate esperienze. Passo importante di questo processo è stata la promulgazione della legge regionale n.29/97 in risposta ai dettami della legge quadro 104: a sostegno dei cittadini con disabilità che desiderano progettare la propria autonomia, le nuove norme stanziano ogni anno contributi economici per la fornitura di ausili tecnologici, arredi ergonomici e sostegni personalizzati. Inoltre, contando su forze e professionalità già operanti nel territorio, vengono istituiti due nuovi Servizi di 2 livello: il Centro Regionale Ausili, con sede a Bologna, dotato di una mostra ausili per la mobilità e la vita quotidiana e di un appartamento accessibile e domotizzato (Casa Amica), e il Centro INformAZIONE sulle barriere architettoniche, a Reggio Emilia, dedicato al supporto dei progettisti, pubblici e privati, e a tutti i cittadini che necessitano informazioni e consigli sulla progettazione accessibile. Entrambi i Centri svolgono un ruolo ausiliario e non sostitutivo rispetto alle risorse territoriali e si connotano quali servizi tecnici di secondo livello. Forniscono, infatti, consulenze su temi specifici, informazioni sulla legislazione collegata, sui finanziamenti e un ampia offerta di formazione a singoli operatori o a equipe operanti nel campo dell autonomia. I centri provinciali di 1 livello per l Adattamento dell Ambiente Domestico (CAAD) Col crescere di una richiesta sempre più capillare nell ambito dell adattamento domestico, si è ritenuto opportuno rinforzare la rete, prevedendone un ulteriore articolazione sui temi dell accessibilità e degli ausili attraverso la costituzione di Centri specializzati nelle soluzioni per l'adattamento dell'ambiente domestico, dedicati a disabili e anziani in ogni provincia della regione. I Centri provinciali, perciò, sono in condizione di offrire servizi di primo livello ai cittadini interessati, in collegamento funzionale e adeguatamente supportati dai due Centri Regionali. Affrontare il tema dell'adattamento dell'ambiente domestico significa tentare di risolvere bisogni diffusi, complessi ed eterogenei: si tratta di un argomento che non coinvolge solo persone in situazione di totale non autosufficienza o di handicap di particolare gravità, ma anche persone che corrono il rischio di veder decrescere il proprio livello di autonomia a causa di disagi nel contesto abitativo in cui vivono. A tal fine, l'identificazione di almeno un centro per ogni ambito provinciale rappresenta un primo livello di diffusione della rete dei servizi di consulenza, nella prospettiva di possibili ulteriori articolazioni territoriali. I Centri di 1 livello sono chiamati a specializzarsi nel fornire consulenza sulle misure necessarie a rimuovere o ridurre barriere, a non crearne nella progettazione ex novo, nonché a facilitare le attività quotidiane all'interno delle abitazioni private attraverso scelte orientate alla massima fruibilità, ergonomia e sicurezza di locali, arredi, sanitari, fino ad utilizzare sistemi di tele assistenza o sistemi informatici per il controllo dell'ambiente domestico (Delibera della Giunta Regione Emilia-Romagna 38303).

2 Il valore aggiunto: l equipe multidisciplinare I Centri si avvalgono di equipe di carattere interdisciplinare e multiprofessionale, le quali si configurano come gruppi operativi di carattere inter-istituzionale, finalizzati a favorire il coordinamento, l'integrazione e la qualificazione delle competenze tecnico-professionali presenti nei Comuni e nelle Aziende USL, nelle professioni e nelle discipline. Non è impresa semplice omogeneizzare culture e linguaggi storicamente piuttosto distanti, ma arricchirli di diversi punti di vista è l unica via per realizzare dei progetti che si occupino efficacemente della vita delle persone. Sottolineiamo ancora con forza che il lavoro d'equipe è imprescindibile, un concetto connaturato con il prodotto finale: la progettazione. Conseguentemente, il metodo di lavoro è per progetti personalizzati, scaturiti da consulenze svolte o in sopralluogo o in sede e seguiti dalla verifica dei risultati raggiunti, utilizzando un approccio globale ai bisogni della persona e individuando soluzioni nel totale rispetto delle scelte personali ed esistenziali dell utente. Perché all interno dei gruppi siano garantite le conoscenze e le doti professionali utili alla realizzazione di tali progetti, vi trovano posto : un Educatore professionale, di provata esperienza nella gestione del rapporto con l utenza un Architetto, esperto nei temi dell accessibilità un Ingegnere, esperto di domotica un fisioterapista, con particolare esperienza nel settore degli ausili per la mobilità e la vita quotidiana; un operatore con funzioni amministrative e di segreteria organizzativa Fare servizio / Fare cultura All interno della tematica Fare Servizio ci si occupa anche degli strumenti operativi e dell organizzazione per l erogazione della prestazione, fra cui il monitoraggio delle attività. Il monitoraggio, in sede di consuntivo anche economico, è doveroso e coerente al metodo di lavoro e assumerà un valore specifico se verrà colto come un importante occasione per ampliare le conoscenze dei bisogni, approfondire il range delle soluzioni, arricchire la cultura dei servizi, ma soprattutto se contestualmente sarà consegnato al pubblico il mezzo per esprimere un giudizio diretto e complessivo sull'efficacia degli interventi e magari da qui ripartire verso un ulteriore miglioramento.

3 RISPOSTE AD ALCUNE RICHIESTE RICORRENTI NEI CENTRI CAAD Sono autonomo con la carrozzina elettrica sia fuori che dentro casa ma ho bisogno sempre di qualcuno che apra e chiuda la porta a chiave per me. Comunque non riesco nemmeno ad utilizzare la porta condominiale... Una domanda di questo tipo ci introduce al tema spesso sottovalutato della differenza tra accessibilità ed accessibilità in autonomia. Infatti, nella situazione attuale italiana, frequentemente sembra già un risultato talmente importante garantire l accessibilità a un edificio o a una sua zona a persone con difficoltà di tipo motorio che si tende a non prendere in considerazione questioni collegate e non certo di dettaglio, come la possibilità non solo di recarsi in varie parti dell edificio, ma anche di poterlo fare in piena autonomia. In quest ottica inoltre il problema non si limita al tema degli spostamenti, ma riguarda anche la possibilità di gestione autonoma di imposte, finestre, tapparelle, lucernari, portoni di garage, cancelli esterni ecc. In effetti, molte di queste attività sono particolarmente importanti nella vita di tutti i giorni e spesso è sufficiente anche una piccola disabilità, come nel caso delle persone anziane, per rendere impossibile o pericolosa la gestione di oggetti di uso quotidiano come una pesante persiana. Per risolvere queste problematiche sono di grande aiuto le motorizzazioni e automazioni per l edilizia civile, che consentono di sostituire l azionamento manuale di questi dispositivi da parte dell utente. Tuttavia, soprattutto in queste situazioni, non è sufficiente ricorrere al primo prodotto individuato sul mercato o a un'installazione standard, ma è necessario che l intera realizzazione sia adatta alle necessità e capacità delle persone che la utilizzeranno e che si indirizzi la persona o il progettista verso le giuste soluzioni. Ad esempio diventano di fondamentale importanza caratteristiche come la velocità di movimentazione, le logiche di funzionamento, il comportamento in caso di blackout o di malfunzionamento del motore, ma soprattutto la possibilità di comandare l azionamento attraverso interfacce compatibili con le capacità della persona. Mia madre accusa sempre maggiori difficoltà dovute all età e vive da sola con mio fratello, disabile. È possibile migliorare la sicurezza della loro abitazione e facilitarle la possibilità di chiamarci in caso di bisogno? Una richiesta di questo tipo riassume due tematiche di importanza molto significativa, anche dal punto di vista numerico, tanto da poter essere considerate vere emergenze sociali, cioè la possibilità di incrementare la sicurezza delle persone anziane nella propria abitazione e le difficoltà dei genitori anziani, in molti casi soli nell accudire figli disabili. In tali situazioni è difficile proporre sconvolgimenti profondi della situazione abitativa esistente. Occorre quindi, da parte dell equipe, una conoscenza a largo spettro delle tecnologie e degli ausili, in grado di contribuire all incremento della sicurezza della persona con particolare riferimento ai dispositivi singoli e di rapida installazione. In questi casi nulla vieta di ricorrere anche a soluzioni tecnologicamente molto avanzate, ma comunque fondamentale risulta l affidabilità, la semplicità e intuitività di impiego, sia per la persona anziana che per i suoi familiari, utilizzatori finali di queste tecnologie. Fanno parte di questa famiglia di soluzioni i sistemi per gestire eventi potenzialmente pericolosi per la persona e la casa come fughe di gas, allagamenti e blackout. Sul fronte della persona diventano fondamentali i sistemi di comunicazione sia all interno che all esterno della casa, per consentire interventi urgenti e soprattutto d'emergenza. Per questo è importante poter indicare tecnologie in grado di fungere da semplice interfono, da richiamo senza fili, da telesoccorso tradizionale, fino ad arrivare a sistemi molto sofisticati indossabili, come quelli in grado di monitorare alcuni semplici parametri fisiologici e avvisare automaticamente i parenti o i servizi in caso di drastico peggioramento di alcuni di essi. Tuttavia spesso è sufficiente, più che acquisire dispositivi d'emergenza specifici, riuscire almeno a evitare azioni potenzialmente pericolose o troppo faticose, come ad esempio nel caso della motorizzazione di un ampia e pesante persiana.

4 Fino a che punto, nonostante la mia disabilità motoria, posso gestire in modo autonomo la mia casa? Questo tema è uno dei più affascinanti tra quelli relativi alle potenzialità delle tecnologie elettroniche e informatiche per il superamento delle disabilità. Questo genere di richiesta, formulata soprattutto da persone giovani e di mezza età, può oggi ricevere finalmente valide risposte. Il tema cruciale, dal punto di vista tecnologico e impiantistico, sta nell individuazione di un sistema di comando, o interfaccia, adeguato alle capacità e in grado di dialogare con gli altri impianti tecnologici. Nei casi più semplici può anche essere un pulsante a muro di largo mercato, semplicemente posto all altezza giusta e di grandi dimensioni. In altri casi l interfaccia migliore è costituita da telecomandi con caratteristiche di particolare accessibilità, come tasti di grandi dimensioni, possibilità di collegamento a sensori esterni, adatti a rilevare ogni tipo di movimento residuo, o capacità di riconoscimento e sintesi vocale. Per meglio sfruttare questi dispositivi è necessario che alcune o tutte le funzioni dell impianto elettrico vengano rese intelligenti, tramite tecnologie domotiche, o perlomeno in grado di ricevere i comandi delle interfacce individuate. Questo, assieme all installazione di motorizzazioni, ad arredi accessibili e agli opportuni ausili, può portare a livelli d'autonomia molto elevati anche in caso di gravi disabilità motorie, ma spesso richiede interventi pesanti e complessi sulla situazione architettonica e impiantistica esistente. È quindi importante valutare assieme alla persona la giusta entità di interventi di questo tipo, sapendo sfruttare la flessibilità oggi offerta dalle tecnologie, che ci consente di passare da soluzioni semplicissime a impianti domotici completi basati su sistemi BUS, in grado di consentire una gestione intelligente di tutta l abitazione. (Massimiliano Malavasi, ingegnere, esperto di domotica) Nel palazzo dove vivo c è l ascensore ma è all ammezzato Questa situazione è molto diffusa nel patrimonio abitativo delle nostre città, essendosi costruiti fabbricati con la caratteristica di un cosiddetto piano rialzato nell arco di molti decenni, particolarmente in seguito al boom edilizio del dopoguerra, fino a tutti gli anni 80. Il problema ruota attorno alla verifica della possibile installazione di un ausilio elettromeccanico atto a superare il dislivello esistente fra il piano prossimo al fabbricato (ammesso che l avvicinamento dal livello stradale, dalla zona parcheggi o ancora dall area cortilizia avvenga lungo percorrenze senza barriere) e la quota di fruizione dell impianto ascensore. Il contesto corrisponde sovente a due distinte tipologie laddove risulta essere presente, in un caso, una rampa a gradini esterna che conduce alla porta di ingresso all edificio, o, in alternativa, una analoga rampa a gradini collocata internamente al fabbricato fra l atrio e l attacco vano scale, dove risulta disimpegnato l accesso all ascensore. In entrambe le situazioni la necessità di valicare la differenza di quota fra i diversi livelli con modalità adeguate alle risorse dell utilizzatore, agli ausili di mobilità in uso e comunque in condizioni di sicurezza e autonomia, suggerisce l impiego di un impianto di sollevamento costituito da un montascale fisso (alias servoscala) o da una piattaforma elevatrice. L ipotesi di un montascale mobile a cingoli o a ruote, pur rispondendo a condizioni di economicità, immediatezza di fornitura, versatilità, possibilità di trasporto, ecc., non rappresenta una soluzione strutturale di eliminazione della barriera, perché legata a uno specifico fruitore, lontano dal conseguimento di una propria autonomia, condizionato dalla presenza e dall intervento di un assistente, meglio se dotato di buona forza fisica e ben addestrato. In alcuni casi, con movimento elettromeccanico a pantografo, su dislivelli modesti, sono installabili impianti elevanti e traslanti per il superamento di alcuni gradini (h 50 cm prof. 60 cm) con un sistema a scomparsa al pavimento che non richiede piattaforma di sbarco, utilizzando il normale pianerottolo di caposcala. La piattaforma elevatrice è un dispositivo di sollevamento elettroidraulico, con pedana di salita di dimensioni cm 140 (fino a 200) di lunghezza per cm 80 (o 100) di larghezza; la pedana può essere inserita in una gabbia vetrata chiusa di contenimento o a vano aperto, con protezioni costituite da

5 tavole verticali fermaruota e barre incernierate di parapetto o cancelli di chiusura. Con le piattaforme elevatrici, disposte per un salto verticale di livello, è possibile superare differenze di quota dai 50 cm ai 200 cm (oltre tale soglia l impianto si pone con caratteristiche di miniascensore elevabile, con una corsa di 12 m e più fermate di sbarco). Gli impianti sono dotati di sicurezze che comprendono sistemi anticaduta (paracadute), anticesoiamento, antischiacciamento, antiurto, discesa di emergenza manuale e apparati atti a garantire sicurezze di movimento, meccaniche, elettriche e di comando (uomo presente). Gli assorbimenti elettrici sono molto contenuti, fra i 0,5 e 1,5 Kw, con tensione di rete a 220 V compatibile con la fornitura per le utenze domestiche o condominiali. La velocità di movimento è molto limitata (0,06 m/sec), percepibile per l allungamento dei tempi soprattutto nel superamento di più piani. Il montascale fisso o servoscala è un apparecchio che movimenta una pedana di stazionamento o un seggiolino di seduta fra livelli diversi, mediante scorrimento a cremagliera su guida o binario installabile sia in interni che in esterni. Il vantaggio del sistema è quello di poter essere collocato in vani scale assecondando andamenti misti di traslazione orizzontale, movimento in pendenza lungo rampa, curve, tali da poter realizzare un collegamento fino agli accessi degli appartamenti posti ai piani superiori. La larghezza della rampa scala, la dimensione dei pianerottoli di svolta, gli spazi di arrivo e stazionamento, sono tutti elementi che vanno attentamente considerati per la verifica di un corretto inserimento del servoscala. Il limite risulta costituito da un impianto aggiuntivo nell organismo edilizio, che riduce gli spazi e i tempi di circolazione al momento d uso (con valutazioni in ordine alla sicurezza dei flussi in caso di evacuazione in emergenza); tuttavia la sua versatilità a dispetto di costi elevati di fronte alla completezza di sistemi alternativi consente di gestire positivamente situazioni diversamente non risolvibili. Le misure della pedana vanno da 65 a 85 cm in larghezza (cui va aggiunto l ingombro del motore e delle guide di circa 30 cm), mentre in lunghezza alla pedana, di cm di profondità, vanno aggiunti 20 cm per parte di abbassamento delle bandelle di testata; anche in questo caso, come già indicato precedentemente, gli assorbimenti elettrici sono modesti, 0,75-1 Kw. In termini di personalizzazione dei comandi e dell operatività degli apparati (ribaltamento motorizzato pedana, automazione barre di protezione, azionamenti in remoto, ecc.), è possibile conseguire progetti di autonomia degli utilizzatori in condizioni di sicurezza per i differenti sistemi di protezione previsti (anticesoiamento, antiurto, antischiacciamento, paracadute, arresto di emergenza, avvisatore acustico di movimento, girofaro fisso, ecc.). Sono riuscito a personalizzare gli spazi e gli arredi dell appartamento sulla base delle mie esigenze, però nel bagno è presente una vasca ingombrante che impedisce i movimenti e il raggiungimento degli altri sanitari; ho difficoltà ad entrare in vasca e non riesco a lavarmi in altro modo che 'a pezzi' nel lavandino. È possibile e conveniente introdurre una doccia? Il tema del bagno è rilevantissimo e quasi sempre presente nelle consulenze per l accessibilità e l autonomia. Questa preminenza è dovuta a due fattori sfavorevoli concomitanti: il confinamento dei servizi igienici nei vani di risulta dell alloggio (o comunque in ambienti di limitato sviluppo planimetrico e dimensionale) e la presenza di numerosi componenti d uso vincolati a posizioni definite, in relazione d uso combinate e rigidamente stabiliti nei loro ingombri funzionali così come negli spazi di fruizione. Senza entrare in questa esposizione nel merito di specifiche valutazioni sulla persona e sulle modalità di svolgimento delle procedure igieniche da parte della stessa all interno del bagno, si vuole segnalare l opportunità di ricorrere a una trasformazione spesso decisiva per la risoluzione dei problemi di spazio in tali ambienti. Fermo restando la possibilità di ricorrere a sollevatori fissi o mobili per l accesso alla vasca o introdurre un seggiolino interno elevabile per facilitare operazioni d'accesso (interventi che attengono più a una corretta individuazione di ausili), è diventata una occasione ricorrente, nelle nostre consulenze, proporre la realizzazione di una doccia in sostituzione della vasca da bagno. Particolare attenzione viene posta al gradimento personale di tale soluzione, con riguardo anche alla patologia dell utente, a eventuali condizioni di progressività della malattia per una valutazione che possa essere ragionevole anche in una prospettiva temporale. Il vantaggio del sistema doccia

6 alternativo alla vasca è quello di non offrire ingombro a pavimento, liberando spazio utile per il movimento all interno del bagno; ulteriore elemento di interesse risulta la condizione di assistenza nel caso della presenza di un care giver per le operazioni di lavaggio, svolte da una posizione più vantaggiosa. Presupposto a questi benefici risulta la possibilità di realizzare a pavimento una zona doccia con la collocazione di una piletta sifonata di raccolta acqua, raccordata in lieve pendenza al pavimento circostante. È sufficiente un leggero dislivello di un paio di centimetri per fornire una adeguata condizione di scarico delle acque erogate dal soffione doccia. L area umida destinata alla doccia non deve presentare rilievi a pavimento, risultando di fatto tutta la superficie relativa percorribile da persone e carrozzine in movimento; risulta preferibile la realizzazione di una doccia in opera anche con la stessa pavimentazione generale del bagno, piuttosto che l installazione di piatti doccia ceramici (anche ribassati sotto il pavimento). La pavimentazione deve comunque presentare caratteristiche antisdrucciolo o essere di piccolo formato (ad esempio mosaico con fughe); esistono eventuali trattamenti superficiali o applicazioni (vernici, acidatura, arrotature meccaniche) che possono offrire buoni risultati anche su pavimentazioni preesistenti, ma non occorre sottovalutare il tema della sicurezza all interno dell area doccia in condizioni di bagnato, soprattutto in situazioni di instabilità e controllo corporeo incerto. Per favorire la percezione spaziale dell ambito funzionale anche in presenza di particolari disabilità sensoriali, è da valutare la possibilità o di differenziare il colore della pavimentazione di tutta la zona doccia o di segnalarne con una bordatura di materiale diverso il perimetro. Questa soluzione non è consigliabile a fronte di un quadro neuro-motorio di tipo parkinsoniano, patologia a causa della quale il bordo verrebbe letto come un ostacolo quasi insormontabile. L erogazione dell acqua può avvenire da un soffione fisso a parete ma, qualora fossero ipotizzate condizioni di intolleranza per un getto a caduta diretta sul capo, si consiglia di provvedere comunque alla realizzazione di un attacco ribassato con un lungo tubo flessibile, collegato a un telefono plurigetto su asta saliscendi o a doccetta per i lavaggi ravvicinati e facilitati anche agli arti inferiori. L accesso all area doccia può avvenire direttamente con una sedia a ruote impermeabile (tipo comoda ), su cui mantenere la seduta durante il lavaggio, oppure si può agevolare la permanenza con una sedia di stabile appoggio (in materiale plastico tipo da giardino) su cui effettuare il trasferimento; è da evitarsi ogni ricorso a sgabelli mobili o sedili da doccia, particolarmente instabili e insidiosi in presenza di acqua e sapone e in grado di offrire troppo esigue superfici di appoggio per chi non attua un efficace controllo del corpo. I sistemi di contenimento acqua possono essere affidati a una tenda da doccia impermeabile, collocata anche in posizione ribassata su maniglioni incernierati, eventualmente completata da un profilo in gomma morbida a pavimento (schiacciabile se calpestato). Sono reperibili in commercio anche box doccia di altezza ridotta, accostabili a soffietto a parete e corredati da una guarnizione a pavimento che sigilla a pressione al pavimento nella chiusura delle ante. Attraverso queste avvertenze è conseguibile una funzionale e attrezzata area doccia per le operazioni di lavaggio della persona, mantenendo libertà di passaggio e movimento a terra (laddove lo spazio più esteso di una vasca da bagno realizza una barriera importante e vincolante per la fruizione delle ulteriori attrezzature). (Stefano Martinuzzi, architetto) Ho 65 anni, sono affetta da sclerosi multipla e, benché l evoluzione della patologia sia lenta, recentemente mi sono resa conto di non riuscire più a utilizzare appieno mobili e elettrodomestici della mia cucina Spesso ci viene presentata una situazione di questo tipo, ma, a prescindere dal fatto che ognuna è a sé stante, questa richiesta ci impone di affrontare il tema della compatibilità fra gesto e oggetto, ricorrendo alla conoscenza pronostica dell evoluzione di tale compatibilità. Nel farlo, non possiamo non partire dall analisi del gesto. Come ci avviciniamo a un oggetto per toccarlo o usarlo? Il nostro sistema senso-motorio ci permette di adeguare il gesto alle caratteristiche dell oggetto che stiamo

7 per toccare, sia che ne abbiamo già avuto esperienza diretta sia per analogia con altre esperienze. In modo quasi istantaneo facciamo delle categorizzazioni in base alle quali adeguiamo forza, misura e velocità del gesto. Ad esempio, un indice puntato può significare: 1. una scelta da lontano 2. una scelta da vicino 3. seguire una scritta 4. comporre un segno nell aria 5. tracciare un disegno con i colori a dita su un piano 6. suonare un campanello o spingere un pulsante Ad ognuna di queste azioni corrisponde l attivazione di una parte della rete neurale diversa e in diversa successione, un variare continuo di sistemi diversi, mentre il gesto appare uguale. Spesso un danno neuro-motorio (ma a volte anche scheletrico) o il processo lento di atrofizzazione cerebrale dovuto all'età avanzata alterano la capacità di adattamento del gesto all ambiente. Nasce allora la ricerca di nuove strategie per ridurre l errore, per giungere comunque all obiettivo attraverso un nuovo processo di apprendimento, coniugato all adattamento ambientale. Poiché non esiste un unico modo per raggiungere un obiettivo e non esiste un unico gesto per compiere un azione, dobbiamo sforzarci di fare nuove ipotesi per giungere alla soluzione del quesito posto dall utente, partendo proprio dall analisi del gesto. Per aprire uno sportello posto in alto è necessario: 1. valutare la distanza e avvicinarsi 2. individuare una presa (sporgenza o rientranza) 3. quindi, di norma con l arto non dominante, per facilitare l azione successiva, afferrare e 4. tirare, 5. spostando il corpo simultaneamente per non essere colpiti dall anta. Quale complessità in un piccolo gesto quotidiano! Per non parlare dello sforzo antigravitario Come possiamo semplificarlo? 1. Se lo sportello fosse scorrevole, potremmo risparmiare una quota significativa di energia, utilizzando un altra strategia, magari con l unico arto efficiente. 2. Se lo sportello si aprisse a spinta, ridurremmo di molto le azioni e potremmo realizzare il gesto con una strategia diversa ma anche con un altro distretto corporeo. 3. Se lo sportello fosse basculante e ad apertura a spinta, non dovremmo spostare la posizione di tutto il corpo. Ed è meglio spingere o tirare? Da un punto di vista strettamente ergonomico, un bipede, sfruttando anche solo in parte la propria forza-peso, trae vantaggio dall azione di spinta. La struttura articolare antigravitaria dell uomo è a rischio se messa a confronto con una forza di trazione e anche la stabilizzazione metrica è fortemente sollecitata a intervenire. Quindi, a fronte di qualche difficoltà neuro-motoria, facilitiamo la trazione il più possibile ampliando l area attiva (non un dito ma tutto il pugno, non la pinza ma tutto il polso) e ampliando l area di presa (maniglia lunga quanto il frontale dello sportello) o frazionando e alleggerendo il peso (sportelli a coulisse e scorrimento facilitato o pensili motorizzati). Comunque la conformazione delle maniglie deve permettere una presa sicura e deve essere previsto spazio sufficiente a realizzare un impugnatura completa. Le prese a rientranza sono di difficile utilizzo perché riducono le possibilità alternative di strategia e possono risultare disagevoli, se non pericolose, per chi non ha un perfetto controllo articolare. La presa verticale è poco indicata per chi ha difficoltà di grasp: le dita infatti potrebbero scivolare lungo l asse della maniglia, in particolare se di materiale non cribroso. La presa verticale è spesso indicata, invece, per chi, affetto da patologia reumatica o malformazione congenita, accusa difficoltà o dolore nel flettere il polso. La direzione dell apertura di uno sportello dovrebbe essere coerente alla best performance

8 motoria del soggetto, soprattutto se utilizza un unico arto superiore. Sia mobili che elettrodomestici sono reperibili nel mercato normale con entrambe le opzioni, quindi ne teniamo conto al momento di elaborare un progetto. Aprire gli sportelli degli elettrodomestici spesso è molto faticoso, perciò orientiamo la scelta su quegli apparecchi che hanno lo sblocco automatico. Alcune persone, in carenza di altre soluzioni, sono costrette ad utilizzare la forza di trazione della propria carrozzina elettrica. È sulla scorta di queste ed altre simili valutazioni che arriviamo a definire la compatibilità fra il gesto e l azione, fra la persona e l oggetto (sia esso arredo, elettrodomestico o utensile), indispensabile per confezionare, insieme al resto dell equipe, una proposta realistica e percorribile. (Devis Trioschi e Lucia Sciuto, fisioterapisti) L abitazione di F., 12 anni, affetta da patologia neuromuscolare, è sviluppata su due piani più l interrato: la ragazzina è autonoma negli spostamenti con carrozzina elettrica solo al piano terra, mentre il primo piano non le è accessibile a causa della scala interna. I genitori stanno ristrutturando casa e pensano di riservare un'ampia parte della stessa alla figlia. La richiesta si focalizza sull accessibilità di tutte le stanze a disposizione di Francesca, in particolare della zona notte. Durante l incontro con i genitori si è potuto apprezzarne la profonda consapevolezza della situazione di F., la loro intenzione di offrirle un percorso di autonomia possibile: ciò permette agli operatori consulenti di avanzare suggerimenti mirati per sfruttare le potenzialità della ragazzina e le risorse famigliari, rispettando le esigenze di tutti gli abitanti della casa e i loro ritmi quotidiani. In riferimento alle indicazioni di trasferimento della camera di F. dal primo piano al piano terra (una volta collegati i dislivelli tramite l inserimento di un elevatore interno), pensiamo sia sicuramente un cambiamento importante per garantirle accessibilità e autonomia negli spostamenti. Tuttavia sottolineiamo che questo progetto di cambiamento deve essere curato tanto nelle soluzioni tecnico/sanitarie come negli aspetti relazionali. Fino a oggi F. ha condiviso con suo fratello, al quale risulta molto legata, lo spazio al primo piano: perciò è importante, anche nel momento della ristrutturazione, affrontare con gradualità i cambiamenti. Per facilitare un naturale distacco fra i fratelli, pur rispettando le esigenze di sviluppare la loro autonomia, pensiamo che sia possibile utilizzare temporaneamente lo studio come camera da letto del fratello e l'attuale camera da letto al piano superiore per le attività di studio e tempo libero, magari utilizzando una parete facilmente rimovibile, che permetta però di delimitare un vano e creare un disimpegno notte attorno alle camere. Questa soluzione creerebbe qualche cambiamento nei varchi, ma renderebbe più fruibili le altre stanze, creando un percorso che permetta alla fanciulla di raggiungere facilmente, in caso di necessità, la camera del fratello o dei genitori. L ipotesi dovrà essere sottoposta ad una ulteriore verifica rispetto alle misure e agli spazi di manovra necessari per il passaggio di una carrozzina elettrica per interni/esterni, anche in vista dell accrescimento staturoponderale della ragazzina (si può ipotizzare un mezzo di cm 100 circa per 60, privo della quinta ruota, il cui spazio di virata, ad angolo di 90 e variabile anche in base alla destrezza di guida, si aggira intorno ai cm 90 per 130). (Viviana Brandan, educatrice)

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