ARPAT Dipartimento provinciale di Prato. Relazione sullo stato dell ambiente in Toscana

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1 ARPAT Dipartimento provinciale di Prato Relazione sullo stato dell ambiente in Toscana Firenze 15 gennaio 2010

2 Alcune criticità ambientali e peculiarità del controllo nella provincia di Prato 1- abbandono rifiuti tessili 2- impatto aziende tessili ad umido 3- scarichi industriali e depurazione 4- scolmatori di piena reti fognarie 5- contaminazione falda 6- inceneritori 7- gestione esposti e procedure tra soggetti istituzionali

3 1- abbandono rifiuti tessili Criticità - Aumento dei rifiuti tessili (ritagli) abbandonati lungo le strade - Difficoltà nel controllo Cause Risposta - Incremento delle attività di confezione tessuti da parte di aziende cinesi - Delibere comunali che assimilano all urbano tali rifiuti - incremento dei punti e delle frequenze di raccolta - deassimilare tali rifiuti in speciali non pericolosi ed avviare una raccolta eventualmente a piè di azienda con cassonetti personalizzati(iniziativa già avviata da ASM)

4 Uscita rifiuti verso le altre regioni e la Toscana da Prato anno 2006

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6 2- impatto aziende tessili ad umido Criticità Complessità del controllo delle aziende ad umido che svolgono attività di rifinitura e tintura dei materiali tessili. Circa 50 aziende sono in possesso dell autorizzazione integrata ambientale ed i controlli richiedono tempi lunghi. Cause Risposta Trattasi di aziende che necessitano di grandi quantitativi di risorsa idrica e di energia per la produzione di vapore e di acqua calda e le cui acque reflue contengono innumerevoli sostanze chimiche, alcune di esse pericolose. Anche le emissioni in atmosfera risultano significative e numerose (oltre 600 appartenenti a circa 250 ditte) 1- potenziare l attività di prelievo ai camini e/o le determinazioni di laboratori su campioni di tessuto anche per aziende non AIA 2- estendere ad un maggior numero di tecnici competenze sulle B.A.T. del tessile (n.1 controllo a quinquennio) 3- controllo a sorteggio per le altre ditte non AIA (inf.0,5%)

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9 3- scarichi industriali e depurazione 3- scarichi industriali e depurazione Criticità I reflui finali degli impianti di depurazione del distretto tessile confluiscono in corsi d acqua la cui qualità risulta scadente-pessima (Torrente Ombrone) Cause Complessità degli impianti di depurazione che trattano reflui domestici e industriali, con prevalenza di quest ultimi, ma anche rifiuti liquidi come i percolati di discarica. Risposta 1- migliorare l efficienza depurativa 2- selezionare prodotti tessili e rifiuti liquidi di minor impatto ambientale 3- favorire il riutilizzo delle acque reflue 4- rinaturalizzare gli ambienti fluviali laddove compromessi

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11 Confluenza torrente Ombrone nel fiume Arno

12 4- scolmatori di piena reti fognarie Criticità Le reti fognarie presentano numerosi scolmatori di piena che si attivano anche in condizioni di eventi meteorici di modesta entità Cause Reti fognarie con impianti di depurazione non ben dimensionati Risposta Accordo di programma per la realizzazione di un sistema fognario separato dei reflui industriali

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14 5- contaminazione falda Criticità Contaminazione da percloroetilene della falda pratese, fondamentale per l approvvigionamento ad uso potabile oltre che per l uso industriale Cause Risposta Solvente largamente usato nel ciclo tessile, persistente nell ambiente. Insolubile in acqua e più pesante della stessa tende con facilità ad infiltrarsi nella falda in presenza di reti fognarie non a tenuta e di attivazioni di scolmatori 1- vedi Accordo di programma sulle reti fognarie industriali separate 2- riduzione dei consumi come previsto dalle BAT del tessile 3- costante monitoraggio delle acque sotterranee e potabili

15 Tetracloroetilene in falda ( ) valore limite 1,1 µg/l 250 MAT-P454 Pozzo Fondaccio (117) 200 MAT-P456 Pozzo Lastruccia (121) µg/l MAT-P241 Pozzo Badie 4 (7) MAT-P244 Pozzo Macrolotto 9 (62) MAT-P250 Pozzo Via Ciliegia (115) MAT-P255 Pozzo Capezzana (17) campioni

16 6- inceneritori Criticità Tensioni di una parte della collettività pratese in relazione alle emissioni degli inceneritori di Montale (PT) e Baciacavallo (PO) Cause La gestione e il controllo degli impianti di incenerimento e la mancanza di un sistema di comunicazione ed informazione efficace Risposta 1- aumentare le competenze a livello di macro-area per il controllo ai camini e per il sistema di monitoraggio in continuo 2- promuovere un sistema integrato con la Provincia per la realizzazione di un sito web di informazione 3- vedi accordo di programma per il riutilizzo energetico (PO)

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18 7- gestione esposti e procedure tra soggetti istituzionali Criticità Cause Frequenti difficoltà nel collaborare con i diversi soggetti istituzionali coinvolti nella gestione dei procedimenti amministrativi derivanti da esposti anche in relazione all incremento di quelli derivanti da disturbi da rumore 1-Promiscuità nella pianificazione edificatoria ed urbanistica 2-Mancanza di procedure condivise tra i diversi soggetti istituzionali. Risposta 1-promuovere un protocollo di intesa per la gestione degli esposti (aspetti ambientali, aspetti igienico-sanitari) 2-collaborare con i comuni non solo per la zonizzazione acustica

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