DLgs 626/94 - Igiene e sicurezza del lavoro DLgs 277/91 - Rumore, Amianto (piombo abrogato)

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1 Sicurezza nell ambiente di lavoro scuola Relatore ing. Leonardi Enzo Ha collaborato Tecnico della Prevenzione p.i. Severini Luca

2 Normativa di riferimento Tutta la normativa generale sulla igiene e sicurezza del lavoro (elenco non esaustivo): DLgs 81/08 - Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro DLgs 626/94 - Igiene e sicurezza del lavoro DLgs 277/91 - Rumore, Amianto (piombo abrogato) DPR 547/55 - Sicurezza Macchine e impianti DPR 303/56 - Igiene del lavoro DPR 459/96 - direttiva macchine DM 10/03/98 - Piano di sicurezza DLgs 25/02 Rischio chimico DM 15/07/03 - Soccorso aziendale DLgs 195/06 - Rumore

3 Normativa di riferimento Norme speciali per gli istituti di istruzione: Decreto n 382 del 29/09/1998 Circ. Minist. N 119 del 29/04/1999 (entrambe riferite al DLgs 626/94)

4 Obiettivo dell incontro Premessa: NON è possibile affrontare la materia, in modo esaustivo, in una sola giornata Fornire una visione panoramica sul sistema legislativo e gli adempimenti principali Stabilire comportamenti virtuosi attraverso esempi di problemi concreti rilevati dalla nostra esperienza

5 Organizzazione della sicurezza nell azienda scuola ASL Responsabile SPP Dirigente scolastico Lavoratori Rappresentante dei lavoratori Valutazione dei rischi Medico competente!

6 datore di lavoro e RSPP DM 21/06/1996 n 292. per datori di lavoro nell ambito delle istituzioni scolastiche si intendono i Dirigenti scolastici DM 382/98 (art 1): (art 1): Sono equiparati ai lavoratori gli allievi che frequentano e usano laboratori appositamente attrezzati con possibile esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici(2.1.a) (art 2): RSPP può essere datore di lavoro se < 200 lavoratori (esclusi allievi)(all. II) (art. 2): RSPP = personale interno qualificato(se disponibile) o eventuale collaborazione di esperto esterno(32.9)

7 Documento valutazione dei rischi Redatto dal Dirigente Scolastico Si avvale della collaborazione del RSPP Può avvalersi degli esperti degli enti locali tenuti alla fornitura degli immobili e degli enti istituzionalmente preposti alla tutela e alla sicurezza dei lavoratori (nei limiti imposti dal DLgs 81/08 che vieta consulenza all organo di vigilanza)

8 Responsabilità del datore di lavoro: FARE/RICHIEDERE DM 382/98 art 5 Richiedere agli enti locali gli interventi necessari(assolto l obbligo)(18.3) Adottare i provvedimenti necessari a eliminare o limitare i rischi gravi Altre norme: effettuare direttamente tutte le attività proprie del datore di lavoro che rientrano nelle proprie competenze e autonomia di spesa.

9 Sorveglianza sanitaria e nomina medico competente Solo per ATA e Preposti di laboratorio DLgs 81/08 - Tutte le lavorazioni inerenti: 1. silicosi e asbestosi; rumore; (rischio chimico, biologico, cangerogeni); VDT ; 2. movimentazione pesi;radiazioni ionizzanti; stress lavoro-correlato; alcol e droghe; lavoratrici gestanti; differenza di genere; lavoratori minorenni; etc..

10 VETRATE in EDILIZIA argomenti PARETI VETRATE, TRASPARENTI, TRASLUCIDE FINESTRE e PORTE VETRATE PARAPETTI (solo con caratteristiche antivandalismo e anticrimine UNI 9186) DISPOSITIVI di APERTURA DISPOSITIVI di PULITURA

11 VETRATE in EDILIZIA norma UNI 7697 definizioni Sono considerati vetri di sicurezza Vetri temperati: : si rompono in minuti frammenti. Vetri stratificati: : formati da due o più lastre di vetro con interposto un film di plastica: i frammenti restano fortemente attaccati agli interposti di materia plastica. Vetri armati: : contengono incorporata rete o fili metallici.

12 VETRATE in EDILIZIA norma UNI 7697 definizioni Vetri uniti al perimetro: : sono composti da due o più lastre, unite fra di loro al perimetro in modo da creare intercapedini: cosiddetti vetrocamera. Se composti da almeno un vetro di sicurezza sono considerati di sicurezza. Vetri piani ricotti La rottura avviene in pezzi taglienti ed appuntiti: non sono di sicurezza

13 VETRATE in EDILIZIA Normativa di sicurezza nei luoghi di lavoro DPR 81/08 (all. IV 1.3) Le pareti trasparenti o traslucide, devono essere chiaramente segnalate e costituite da materiali di sicurezza fino all altezza di 1 metro dal pavimento, oltre e fino all'occorrenza, se esiste rischio connesso all attività. Le finestre quando sono aperte, non devono costituire pericolo. Le finestre devono essere concepite congiuntamente con l attrezzatura o dotate di dispositivi che consentono la loro pulitura senza rischi sia per i lavoratori che effettuano tale lavoro che per le altre persone.

14 VETRATE in EDILIZIA normativa DPR 81/08(all. IV 1.6) Le porte ed i portoni apribili nei due versi, devono essere trasparenti o essere muniti di pannelli trasparenti. Sulle porte trasparenti deve essere apposto un segno indicativo all altezza degli occhi. Se le superfici trasparenti o traslucide delle porte e dei portoni non sono costituite da materiali di sicurezza e c è il rischio che i lavoratori possano rimanere feriti in caso di rottura, queste devono essere protette contro lo sfondamento.

15 VETRATE in EDILIZIA normativa Circolare Regionale n. 13/97 punto 1.5. Le superfici vetrate non devono costituire pericolo, pertanto devono essere del tipo di sicurezza, e se esiste pericolo di caduta nel vuoto da parte della persona, devono essere del tipo anti sfondamento.

16 SCALE DPR 81/08(all. IV 1.7) Le scale doppie non devono superare l altezza di 5 metri e devono essere provviste di catena di adeguata resistenza o di altro dispositivo che impedisca la apertura della scala oltre il limite prestabilito di sicurezza. DPR 81/08(all. IV 1.7) Durante il lavoro su scale o in luoghi sopraelevati, gli utensili, nel tempo in cui non sono adoperati, devono essere tenuti entro apposite guaine o assicurati in modo da impedirne la caduta.

17 SCALE Le scale semplici portatili devono avere dispositivi anti sdrucciolevoli alle estremità inferiori dei due montanti. Inclinazione: rapporto piede / altezza = 1 / 4 E vietato lavorare a cavalcioni delle scale. Obbligo di calzari antisdrucciolo a cavigliera.

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19 Non stare a cavalcioni sulle scale Dimensione ottimale del piede = 1/4 altezza H

20 MONTASCALE norma UNI 9801 Requisiti della struttura edilizia scala dotata di ringhiera cieca e priva di sporgenze esistenza di corrimano sul lato opposto al binario Requisiti della macchina barra di sicurezza o bracciolo bandelle di accesso con sicurezza contro ostacoli costole sensibili arresti di emergenza: fissi alle estremità della scala e a bordo del montascale. basculamento della pedana: +/- 3 teglia sensibile sotto piattaforma

21 MONTASCALE Segnaletica indicazioni all utilizzo del corrimano installato sul lato opposto al montascale. segnalazione di pericolo sul binario (zebratura) manovratore del montascale: per bambini fino ai 15 anni obbligo del conduttore a terra e comando a filo portata massima 150 kg e una persona sola a bordo segnale di pericolo: scala in movimento

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25 Prevenzione Incendi nell Edilizia Scolastica DM Classificazione degli incendi: Classe A, solidi; Classe B: liquidi; Classe C: gas; Classe D: metalli (magnesio) Estinguenti per classe A: acqua, schiuma, polvere Attrezzatura: estintori, naspi, idranti. Ubicazione: preferibilmente lungo le vie di uscita e fissati a muro e ben visibili e segnalati; Controllo periodico semestrale Vie di uscita: devono essere libere da ostruzioni e pericoli;

26 Prevenzione Incendi nell Edilizia Scolastica DM Le porte sulle vie di uscita devono aprirsi facilmente; Scale fisse: devono avere larghezza min. 120 cm; alzata max 17 cm pedata min 30cm (2 alzate + 1 pedata = da 62 a 64 cm) Vie di uscita: almeno 2; Scale: se su più piani, oltre alla normale scala interna, almeno una scala esterna o interna a prova di fumo; Estintori: portatili di capacità non inferiore 13A, 89B, C, (consigliato: 6Kg polvere) in ragione di almeno 1 estintore ogni 200 mq con un minimo di 2 estintori per piano. Per carichi d incendio superiori ai 30 kg/mq, deve essere installato un impianto di rilevazione automatica d incendio. Segnaletica di cui al DPR 81/08(all. XXV)

27 VIE DI FUGA Vie e porte di uscita evidenziate ed illuminate con apposita segnaletica Vie di fuga sempre libere Uscite di emergenza altezza minima m.2 e larghezza antincendio adeguata (120 cm)

28 Cartelli per individuare le attrezzature antincendio

29 Cartelli per le azioni di salvataggio

30 Cartelli per le azioni di salvataggio

31 MANUTENZIONE OBBLIGHI dei LAVORATORI DPR 81/08(art. 20) 1. I lavoratori si sottopongono ai programmi di formazione o di addestramento eventualmente organizzati dal datore di lavoro. 2. I lavoratori utilizzano le attrezzature di lavoro messe a loro disposizione conformemente all informazione, alla formazione ed all addestramento ricevuti. 3. I lavoratori: a) hanno cura delle attrezzature di lavoro messe a loro disposizione; b) non vi apportano modifiche di propria iniziativa; c) segnalano immediatamente al Dirigente Scolastico o al preposto qualsiasi difetto od inconveniente da essi rilevato nelle attrezzature di lavoro messe a loro disposizione.

32 MANUTENZIONE CONTRAVVENZIONI COMMESSE dai LAVORATORI 1. I lavoratori sono puniti: DPR 81/08(art. 59) a) con l arresto fino ad un mese o con l ammenda da euro 200 (duecento) ad euro 600 (seicento), per la violazione all art. 59. Va sempre considerata la facoltà della parte lesa in sede civile di chiedere il risarcimento danni

33 Impianti elettrici Documentazione

34 Decreto 22 gennaio 2008 n. 37 Dichiarazione di conformità L installazione, la trasformazione, l ampliamento e la manutenzione straordinaria degli impianti elettrici può essere effettuata solo dalle ditte installatrici iscritte alla C.C.I.A.A. che hanno al proprio interno personale con precisi requisiti tecnico-professionali. Al termine dei lavori la ditta installatrice deve rilasciare al committente la dichiarazione di conformità alla regola dell arte, assieme agli allegati obbligatori.

35 Legge 37/08 - Progettazione I nuovi impianti, la loro trasformazione o l ampliamento sono soggetti a progettazione nei seguenti casi: possibile presenza di più di cento persone (luogo a maggior rischio in caso di incendio) caldaia a gas con potenzialità superiore a 34,8 kw (luogo con pericolo di esplosione) superficie utile superiore a 200 m 2 Copia del progetto deve essere consegnata presso gli uffici comunali, anche per gli edifici dove è già presente l agibilità

36 Denuncia dell impianto di messa a terra ex D.P.R. 547/ D.P.R. 462/2001 (modifiche in vigore dal 23/01/2002) L impianto elettrico non può essere utilizzato prima della verifica eseguita dall installatore che rilascia la dichiarazione di conformità La dichiarazione di conformità equivale a tutti gli effetti all omologazione dell impianto elettrico

37 Denuncia dell impianto di messa a terra (continua) Il datore di lavoro (dirigente scolastico): Entro 30 giorni dalla messa in esercizio deve inviare la dichiarazione di conformità all I.S.P.E.S.L. e all A.R.P.A.M. [Marche] territorialmente competenti (o allo sportello unico se attivato)

38 Denuncia dell impianto di messa a terra (continua) Il datore di lavoro (dirigente scolastico): deve effettuare regolari manutenzioni dell impianto deve far sottoporre l impianto a verifica periodica: ogni cinque anni ogni due anni in presenza di ambienti a maggior rischio in caso di incendio (es. scuole di ogni ordine, grado e tipo, accademie e simili, con più di 100 persone) per le verifiche si rivolge all ARPAM o ASL (o agli organismi individuati dal Ministero delle attività produttive)

39 Denuncia di dispositivi contro le scariche atmosferiche DPR 81/08(all. IV 1.7) DPR 81/08(art. 84) (ex D.P.R. 547/ D.P.R. 462/2001) E necessario distinguere l obbligo della presenza dell impianto parafulmini dall obbligo della sua denuncia: L impianto parafulmini deve essere installato negli edifici che risultano NON AUTOPROTETTI ai sensi delle norme CEI 81-1, 1, 81-4 La denuncia all ISPESL e all ARPAM deve essere effettuata solo per le scuole nelle quali sono occupati contemporaneamente in un unico edificio a più di un piano oltre 500 addetti (DPR 547/55 - Art. 36, comma 1, lettera b) DPR 689/59 - Tabella B, punto 6)

40 Prese e Spine

41 Prese e Spine

42 Prese e Spine Spina non idonea Presa idonea con marchio di qualità IMQ

43 Prese e Spine

44 Prese e Spine Presa e spina idonee, ma il collegamento del cavo sulla spina è errato, in quanto sono visibili i conduttori interni al cavo elettrico

45 Prese e Spine PRESE A SPINA: FISSACAVO (PRESSACAVO) Cipriano Bortolato - Adriano Rovoletto Il pressacavo deve essere fissato sulla guaina esterna del cavo elettrico

46 Prese e Spine Il pressacavo è presente anche sulle prese e sulle spine di tipo civile

47 Prese e Spine

48 Prese e Spine

49 Prese e Spine

50 Pressacavi - Passacavi I pressacavi sono presenti anche sulle apparecchiature elettriche ed è necessario verificare che il cavo vi sia ben fissato. Pressacavo e passacavo non sono la stessa cosa: il pressacavo blocca il cavo e resiste alla forza di trazione sul cavo il passacavo serve solo ad evitare la penetrazione di acqua e polvere e non resiste alla trazione

51 Prese multiple

52 Prese multiple

53 SI Prese multiple

54 Prese multiple

55 Prese e spine non compatibili

56 Prese a muro Presa a muro idonea con placca Presa a muro idonea senza placca

57 Prese a muro E importante verificare che le prese a muro siano ben fissate

58 Prese a muro

59 Prese - Spine - Cavi Verificare costantemente lo stato di usura della guaina dei cavi, in caso di danneggiamento i cavi devono essere sostituiti IMMEDIATAMENTE o, almeno, resi inservibili. Non è accettabile la riparazione con nastro isolante.

60 CAVI I conduttori fissi o mobili muniti di rivestimento isolante in genere, quando per la loro posizione o per il loro particolare impiego, siano soggetti a danneggiamento per causa meccanica, devono essere protetti nei tratti soggetti al danneggiamento. (art. 282 DPR 247/55) nell impiego dei conduttori flessibili si deve avere cura che essi non intralcino i passaggi (art. 283 DPR 547/55, comma 2)

61 CAVI Negli uffici vanno studiati sistemi di elettrificazione dei tavoli o alimentazione tramite torrette Se non è possibile evitare la presenza di cavi elettrici nelle zone di passaggio, devono essere predisposte apposite canalette di protezione adatte anche ad evitare i pericoli di inciampo

62 CAVI Esempio di canaletta di protezione del cavo flessibile su un ufficio

63 LAVORI IN APPALTO DPR 81/08 ART. 26

64 Il datore di lavoro committente VERIFICA L IDONEITA TECNICO-PROFESSIONALE DELLE IMPRESE APPALTATRICI E DEI LAVORATORI AUTONOMI IN RELAZIONE AI LAVORI DA AFFIDARE IN APPALTO O CONTRATTO D OPERA FORNISCE DETTAGLIATE INFORMAZIONI SUI RISCHI SPECIFICI ESISTENTI NELL AMBIENTE CUI SONO DESTINATI AD OPERARE SULLE MISURE DI PREVENZIONE E DI EMERGENZA ADOTTATE IN RELAZIONE ALLA PROPRIA ATTIVITA

65 I datori di lavoro (TUTTI) COOPERANO ALL ATTUAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI SUL LAVORO INCIDENTI SULL ATTIVITA LAVORATIVA OGGETTO DELL APPALTO COORDINANO GLI INTERVENTI DI PROTEZIONE E PREVENZIONE DAI RISCHI CUI SONO ESPOSTI I LAVORATORI, INFORMANDOSI RECIPROCAMENTE ANCHE AL FINE DI ELIMINARE RISCHI DOVUTI ALLE INTERFERENZE TRA I LAVORATORI DELLE DIVERSE IMPRESE COINVOLTE NELL ESECUZIONE DELL OPERA COMPLESSIVA

66 Il datore di lavoro committente (DUVRI) PROMUOVE LA COOPERAZIONE PER L ATTUAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI SUL LAVORO INCIDENTI SULL ATTIVITA LAVORATIVA OGGETTO DELL APPALTO PROMUOVE IL COORDINAMENTO DEGLI INTERVENTI DI PROTEZIONE E PREVENZIONE DAI RISCHI CUI SONO ESPOSTI I LAVORATORI, INFORMANDOSI RECIPROCAMENTE ANCHE AL FINE DI ELIMINARE RISCHI DOVUTI ALLE INTERFERENZE TRA I LAVORATORI DELLE DIVERSE IMPRESE COINVOLTE NELL ESECUZIONE DELL OPERA COMPLESSIVA

67 Il datore di lavoro committente (segue) L OBBLIGO DI PROMUOVERE LA COOPERAZIONE NELL ATTUAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE E DI PROMUOVERE IL COORDINAMENTO DEGLI INTERVENTI DI PROTEZIONE E PREVENZIONE NON SI ESTENDE AI RISCHI SPECIFICI PROPRI DELL ATTIVITA DELLE IMPRESE APPALTATRICI O DEI SINGOLI LAVORATORI AUTONOMI

68 Testo dell art. 26 D.Lgs. 81/08 Articolo 26 - Obblighi connessi ai contratti d appalto o d opera o di somministrazione 1.Il datore di lavoro, in caso di affidamento di lavori, servizi e forniture all impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all interno della propria azienda: a)verifica, con le modalità previste dal Decreto di cui all articolo 6, comma 8, lettera g), l idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori, ai servizi e alle forniture da affidare in appalto o mediante contratto d opera o di somministrazione. La verifica è eseguita attraverso le seguenti modalità: 1) acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato; 2) acquisizione dell autocertificazione dell impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale; b) fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività. 2. Nell ipotesi di cui al comma 1, i datori di lavoro, ivi compresi i subappaltatori: a) cooperano all attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull attività lavorativa oggetto dell appalto; b) coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle

69 Tre principi fondamentali del codice penale 1 La responsabilità penale è personale personale (anche per condotta omissiva) non c è spazio per la responsabilità penale delle persone giuridiche; non c è spazio per la delega delle responsabilità penali. 2 Obbligatorietà dell azione penale

70 Tre principi fondamentali del codice penale (continua) 3 Le norme di tutela penale del lavoro sono contravvenzionali (ammenda o arresto) basta il dato oggettivo della violazione non aver evitato un evento che si aveva l obbligo giuridico di evitare, equivale a cagionarlo un evento può essere cagionato da comportamenti colposi di più persone In caso di infortunio mortale sul lavoro, si verificherà se tutti abbiano adempiuto ai propri doveri, in caso contrario ognuno ne risponderà come se avesse cagionato da solo l evento non per una parte

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