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1 il geometra ligure anno 51º - n. 6 novembre-dicembre 2002 Spedizione in abbonamento postale 70% - sede di Genova Autorizzazione del Tribunale di Genova n. 318 del 29/11/54 Direttore responsabile Segretari di redazione Redattori Servizio fotografico Arnoldo Juvara Maura Mignone Marco Russello Roberta Arena Pier Emilio Copello Alessio Danovaro Paolo De Lorenzi Ettore Fieramosca Filippo Finocchiaro Mario Gramigni Mauro Mattei Andrea Merello Adolfo Morasso Liliana Olcese Alessandro Ombrina Roberto Ombrina Carlo Papi Adriano Rodari Lorenzo Traverso Adolfo Morasso Foto di copertina del geom. Adolfo Morasso Direzione Amministrazione Genova Redazione e Distribuzione Viale Brigata Bisagno, 8/1-2 Tel sommario Tra il giorno e la notte. La presente pubblicazione è distribuita gratuitamente agli iscritti all albo professionale della Provincia di Genova ed ai Collegi dei Geometri d Italia. La riproduzione degli articoli, schizzi e fotografie è permessa solo citando la fonte. Le opinioni espresse dagli Autori, Redattori, Corrispondenti non impegnano né la Direzione, né la Redazione, né il Collegio di cui il periodico è l organo. Stampato nel mese di novembre 2002 dalle Grafiche Fassicomo - Via Imperiale, Genova Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana 230 Editoriale: Dopo due anni 232 Innovazione e tradizione nel nuovo percorso formativo professionale del geometra Congresso Nazionale Geometri - Catasto 238 Il costo dell acqua calda negli impianti centralizzati 241 La nuova sede del Collegio 244 L abbattimento delle barriere architettoniche 248 A proposito di Competenze professionali: una storia infinita. 249 A proposito di Gestione di immobili 251 Legislazione dello Stato 261 Legislazione Regionale 269 Giurisprudenza 274 L agenda informatica 276 Informativa Commissione provinciale per la determinazione delle indennità di esproprio provincia di La Spezia 279 Informativa I Geometri: primo appuntamento internazionale 280 Recensioni 284 Atti del Collegio

2 Editoriale Dopo due anni geom. Luciano Piccinelli Sono già trascorsi due anni da quando mi è stato affidato l incarico di Presidente del Collegio e, mentre sotto un certo aspetto mi sembra che la circostanza si sia verificata ieri, se penso a quante cose sono cambiate per me e per quanti mi stanno attorno, posso considerare questo biennio come uno dei periodi più densi della mia vita. Quando consegnai per la prima volta a queste pagine le mie emozioni ed i miei propositi, espressi anche la speranza di poter presto ritornare a farmi sentire, invece, il presto è diventato quasi due anni. Ma penso di essermi fatto sentire in altra forma ovvero con l attività svolta spesso in maniera frenetica, con decisioni non sempre facili o popolari, con una presenza diuturna e talvolta anche faticosa; e tutto ciò con grande entusiasmo e senso del dovere ma, soprattutto, con il supporto del Consiglio Direttivo e di tanti altri Colleghi che conoscono il valore umano e sociale dello spirito di servizio. È stato possibile, in tal modo, riuscire ad avere un rapporto diretto con i Colleghi che operano sparsi nel-

3 Editoriale l ampio territorio della provincia e con i Rappresentanti di Categoria presso il Consiglio Nazionale e la Cassa di Previdenza ed Assistenza, a fornire in maniera tempestiva le informazioni più importanti inerenti la nostra attività, a tenere i dovuti contatti con gli Enti Pubblici e con gli organismi professionali affini al nostro, a garantire la doverosa assistenza per le pratiche degli anziani, ad organizzare la formazione soprattutto a favore dei piu giovani, ad ottenere qualche corsia preferenziale presso alcuni Uffici, a tutelare laddove necessario le nostre competenze professionali, a sensibilizzare la stampa perché mantenga sempre viva presso l opinione pubblica la figura del geometra. Oggi provo un po meno tensione davanti ad un microfono, di fronte ad un pubblico numeroso, a colloquio con il Rappresentante di un Autorità, ma ho sempre la preoccupazione di fare bene l interesse degli Iscritti che rappresento; mi auguro di esserci riuscito discretamente seppur con i limiti di cui sono pienamente conscio. 231 Il testimone che mi è stato affidato due anni fa, dalla mano destra l ho già passato nella mano sinistra (chi mastica qualche nozione di atletica leggera capisce ciò che intendo dire). Non sta a me decidere quando dovrò affidarlo alla mano destra di un altro frazionista; io so solamente che, fino a quel momento, il mio dovere è di correre. Per il momento non mi resta altro che porgere a Voi ed alle Vostre famiglie un sincero augurio di Buon Natale e Buone Feste. Auguri! La redazione vuol formulare gli auguri più sentiti a tutti i lettori per un sereno e Santo Natale. Sereno perché il Natale sia un momento di raccoglimento e di conciliazione, Santo perché ricordi la nascita del Salvatore del mondo. Fotografia scattata dal collega geom. Gianni Marletta in Siberia il 29 marzo Interpretazione del geom. Adolfo Morasso.

4 Innovazione e tradizione nel nuovo percorso formativo professionale del geometra geom. Filippo Finocchiaro Nel contesto del 42 CONGRESSO NA- ZIONALE DEI GEOME- TRI, tenutosi in Venezia Isola di S. Giorgio presso la prestigiosa Fondazione CINI, anche con finalità di doveroso aggiornamento della Categoria, mi ritengo autorizzato a riportare e commentare i passi più salienti della relazione della Commissione Istruzione del Consiglio Nazionale dei Geometri, nel cui contesto spero di aver dato un modesto contributo quale Rappresentante del Comitato Regionale dei Collegi Liguri. La cornice del Congresso è stata senz altro all altezza della situazione; tutto traspirava di storia ultra secolare, con una garbata miscela di modernità e tecnologia nel rispetto della tradizione; quale miglior auspicio per il futuro della nostra professione così capillarmente radicata nella storia del Paese. In questa ambientazione i lavori si sono svolti con puntualità ed i numerosi interventi di relatori nazionali e stranieri sono stati molto pertinenti. Le attività ricreative e culturali, a mio parere, hanno trovato il loro momento più alto nel concerto per archi e fiati de I SOLISTI VENE- TI, diretti dal Maestro Clau- Bacino di San Marco a Venezia. (Antonio Canal detto il Canaletto).

5 Innovazione e tradizione nel nuovo percorso formativo professionale del geometra 233 dio SCIMONE, tenutosi nella Basilica di S. Marco la sera del 26 settembre 2002; in tale occasione il Consiglio Nazionale dei Geometri ha predisposto un libretto con cenni storico-artistici dal quale si è appreso della donazione fatta dallo stesso Consiglio Nazionale alla Procuratoria di San Marco con il restauro della teca della Madonna Nicopeia, importante riferimento di culto religioso dei veneziani. Dopo questi cenni di carattere generale, entrando nel merito, si è avuta forte la sensazione di ottimismo per la continuità della professione polivalente del geometra, con la difesa della polidisciplinarietà della relativa formazione; sono stati ribaditi concetti quali il sapere dato dall istruzione, in oggi ancora di tipo tradizionale, e il saper fare prodotto dalla formazione che si rivolge all approfondimento scientifico e pratico dell attività del geometra. L accesso al nostro Albo Professionale è regolato dalla normativa della legge 07 marzo 1985, n 75; l albo è unico e le competenze sono multidisciplinari per tutti gli iscritti. Nuove vie d accesso sono state introdotte dal D.P.R. 05 giugno 2001, n 328, che istituisce la laurea di primo livello e ammette la frequentazione di corsi IFTS, quali modi alternativi di tirocinio, con iscrizione obbligatoria al praticantato, ai fini dell accesso all Esame di Stato per l abilitazione alla professione di geometra. La relazione si spinge oltre, guarda al futuro sposando obiettivi tanto cari al concetto europeistico del lavoro, quali: - la formazione permanente che rappresenta un impegno crescente del Consiglio Nazionale e dei Collegi Provinciali per offrire opportunità di aggiornamento e approfondimento di specifiche discipline professionali; - la certificazione di qualità per la corretta organizzazione del lavoro autonomo e associato. Al titolo di geometra laureato s intende coralmente opporre quello di geometra, che rappresenta il raggiungimento delle aspettative della Categoria; la laurea di primo livello, alternativamente nelle classi IV (scienze dell architettura e dell ingegneria edile), VII (urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale) e VIII (ingegneria civile ed ambientale), è finalizzata allo scopo. Si dovrà incentivare la concertazione con l Università, insistendo per l applicazione dell esercizio del tirocinio, a partire dal secondo anno del corso triennale, secondo le direttive recentemente emanate dal Consiglio Nazionale. L auspicio della formazione di una quarta classe di laurea, ancor più puntuale e pluridisciplinare in assolvimento alle aspettative future della Categoria, potrebbe trovare il suo soddisfacimento con l introduzione di un manifesto universitario tipo di laurea di primo livello che rappresenti la guida del progetto corsuale riducendo, così, la forte variabilità delle casistiche e il non indifferente confronto con l ambiente universitario. La Categoria deve sostenere la polivalenza del proprio sapere e saper fare, proponendo nuovi sistemi professionalizzanti e nuove qualità. Il Consiglio Nazionale ha posto quale obiettivo fondamentale l impegno di volgere la conquista rappresentata dal D.P.R. 328/2001 in favore delle nostre esigenze professionali. Il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri, Geom. Piero PANUNZI, nel Grazie Venezia per averci accolti! Anche nella costruzione delle tue case, nei tuoi ponti, nelle tue strade è passato il Geometra con il suo antico sapere.

6 234 Il geometra ligure Nel IV secolo a. C. Platone pose di fronte all ingresso dell Accademia la scritta: Non entri nessuno che non sa di geometria. suo discorso inaugurale, rilevata la forte tendenza internazionale all associazionismo professionale per aderire ad un sistema di reti prestazionali intellettuali, ha indicato la necessità di fare uso creativo delle varie conoscenze applicate ai campi del sapere e dei servizi. Ne consegue la necessità di plasmare la nostra figura professionale alle nuove esigenze senza disconoscere la tradizione da cui la stessa proviene. La salvaguardia del tecnico intermedio è richiesta per il fondamentale ruolo sociale che egli svolge sia nei settori tradizionali sia nelle nuove discipline (sicurezza nei cantieri, analisi dei rischi, analisi dei valori, prevenzione incendi, management edilizia, ecc.). È chiaro che questo quadro non puo essere disgiunto dalla revisione del regolamento professionale e che la riforma degli Ordini e Collegi delle professioni tecniche condiziona le diverse competenze; il riscatto e la garanzia per il futuro professionale possono essere rappresentati dalla formazione continua, quale prerogativa del geometra qualificato e certificato; in questa azione il ruolo propositivo del Consiglio Nazionale, di concerto con i Collegi Provinciali, e della Cassa Geometri è fondamentale. In questo senso una corposa relazione del Presidente della Cassa Italiana Geometri, Geom. Fausto SAVOLDI, ha portato un contributo suffragato da grafici e statistiche che hanno materializzato una realtà in evoluzione con tutte le difficoltà a comprenderne le logiche. Dopo i presupposti che condividono, all unisono con i precedenti interventi, la necessità di migliorare il livello formativo e di contenere la concorrenza di organizzazioni professionali interdisciplinari nazionali ed estere, la relazione si è addentrata nel cosa fare. La Cassa, che istituzionalmente deve controllare il flusso di iscrizioni agli albi, rilevato che il numero d iscritti provenienti dagli istituti tecnici per geometri è percentualmente esiguo, teme l ulteriore riduzione numerica con l elevazione all istruzione universitaria. La speranza è rappresentata dalla preparazione delle nuove generazioni, utilizzatrici di informatica, e dalla sensibilità con la quale sarà gestita la formazione con cambiamenti, anche repentini, che consentano il continuo adattamento alle esigenze della società e del mercato europeo. Il forte auspicio è che il geometra italiano sia portato emblematicamente quale modello formativo in campo europeo, evitando che altri ci impongano canoni formativi riduttivi e/o Oltre a tutte le già dette aspettative in futuro il geometra dovrà attendere a nuove incombenze per offrire le necessarie garanzie, sottoponendo il suo sapere a verifiche periodiche; in questa azione gli Organi istituzionali possono fare molto per individuare sicure linee guida evidenziando gli aspetti che ci differenziano dalle altre professioni tecniche. Bisogna agire sui giovani per la comprensione dei mo-

7 Innovazione e tradizione nel nuovo percorso formativo professionale del geometra 235 tivi culturali, economici, sociali e previdenziali che giustifichino la professione del geometra quale scelta di vita. Le prime iniziative regionali nel campo dell istruzione sono una prova della vivacità di alcuni Collegi che hanno avuto la sensibilità e l arditezza di inoltrarsi in percorsi difficili e quasi ostili per tutta una serie di motivazioni comprensibilmente relative ad ogni nuova esperienza in settori fin ora inesplorati. Lo sforzo, anche economico, che tali iniziative comportano dovrà trovare un ritorno nell incremento di adesione di iscritti agli albi. La Cassa, apprezzando questa azione che si integra con quelle già istituzionalmente a carico di Consiglio Nazionale e Collegi Provinciali, indica la necessità di proporre alla società ed al Governo un Regolamento professionale adeguato alle nuove esigenze. Tale regolamento dovrà richiamare le nuove vie d accesso all Albo, le caratteristiche concettuali del tirocinio riformato e la normativa transitoria per colmare il divario formativo con i precedenti iscritti; conseguentemente, dovrà essere rivisto anche il codice deontologico estendendo i noti concetti di tutela del cliente e di rapporti tra gli iscritti, alla promozione ed alla tutela della professione. Occorrerà, inoltre, confortare l attività dei Collegi con l incentivazione di strutture regionali direttamente operanti sul territorio di competenza giuridica, quali nostre fondazioni o società d ingegneria per arginare l azione delle società di capitale. Occorrerà rafforzare l azione promozionale e la partecipazione ai bandi pubblici per le attività professionali a noi congeniali, cogliendo tutte le occasioni che possano dare visibilità alla Categoria in campo tecnico. Per concludere, dopo tanto giusto dissertare sul futuro della Categoria, mi corre l obbligo di aggiornarvi sullo stato dell arte dei percorsi formativi progettati negli ultimi anni dai Collegi liguri: - corso di laurea triennale di primo livello per ingegneria edilizia classe IV multidisciplinare, rispondente al D.P.R. 328/2001 in quanto comprensiva del tirocinio di mesi sei con iscrizione al Registro dei Praticanti, per l accesso all Esame di Stato per l abilitazione professionale, è stato approvato dall Università e inserito nel regolamento della Facoltà d Ingegneria; - corso IFTS per la figura di Tecnico della gestione edilizia del territorio partecipazione al bando regionale con un progetto corsuale (in corso d esame da parte della Regione) multidisciplinare di 2400 ore, con tirocinio di sei mesi e preliminare iscrizione al Registro dei Praticanti per l Esame di Stato all abilitazione professionale; sarà gestito dall ITG. Cardarelli di La Spezia e delocalizzato nelle altre tre provincie per stages presso studi professionali, imprese edili e corsi specifici sul territorio. Il lavoro che attende la Categoria è molto impegnativo e riguarda tutti gli iscritti; queste problematiche non vanno viste con distacco perché ciascuno di noi è chiamato a partecipare alla loro soluzione per il futuro della Categoria che è il proprio futuro. Mentre sull isola di San Marco si svolgeva il 42 Congresso Nazionale Geometri ragazze del Nord vivevano la magia di Venezia.

8 42 Congresso Nazionale Geometri - Catasto geom. Daniele Torri Il termine per la riforma dell Agenzia del territorio per il trasferimento ai comuni delle funzioni catastali lentamente si avvicina. In occasione del 42 CON GRESSO NAZIONALE GEOMETRI, svoltosi a Venezia dal 23 al 28 settembre u.s., nella giornata dedicata al Catasto sono stati toccati alcuni temi importanti per la nostra Categoria. Innanzi tutto è stata ravvisata la necessità di un ottimizzazione della produttività ed efficienza dell Agenzia del Territorio (ex Catasto ex Ufficio del Territorio), e della semplificazione delle procedure tecnico-amministrative. Per la riforma dell Agenzia del Territorio è stata, ormai da tempo, fissata la data del 26/02/2004, quale termine ultimo per il trasferimento ai Comuni, che ne abbiano fatto richiesta, di tutte le funzioni catastali. Attualmente però, a meno di 18 mesi dal termine predetto per il completamento del decentramento, non siamo ancora in una fase avanzata, facendoci intravvedere il rischio di possibili disfunzioni per le attività professionali e per quelle istituzionali (vedere quanto è successo per l entrata in vigore del Docfa 3 alla data improcrastinabile del 01/01/2002 e con un programma non totalmente funzionante). Altro argomento importante è la prevista e soprattutto richiesta revisione degli estimi, ritenuti ormai obsoleti e non corrispondenti a valori equi. Sicuramente per le abitazioni ad esempio sarebbero più esatte rendite catastali aventi tariffe rapportate ai

9 42 CongressoNazionale Geometri - Catasto 237 metri quadrati di superficie, anziché al numero di vani come calcolato attualmente. Viene auspicata una revisione totale degli estimi, con tavoli di lavoro simili a quanto è avvenuto per le Microzone, dove la nostra Categoria avrà una delle posizioni preponderanti al fine di definire detti valori. È stata poi esaminata, con i dirigenti dell Agenzia del Territorio, l evoluzione nell ottica del miglioramento dei dati e dei servizi. Attualmente sono in corso i seguenti progetti: costituzione dell anagrafe tributaria, la definizione di una banca dati integrata, il supporto al decentramento delle funzioni catastali ai comuni e la definizione del modello e le regole per la revisione degli estimi; Tutto ciò dovrebbe portare ad una maggiore qualità, completezza e coerenza del dato, a servizi più efficaci ed efficienti per gli utenti, ad una perequazione ed equità fiscale. Inoltre per quanto riguarda l anagrafe dei beni immobiliari l attività dell Agenzia si compone di due fasi: la prima in corso e definita di sistemazione (recupero arretrato, informatizzazione documenti ed allineamento informazioni) della durata di ore; la seconda di completamento (completamento appalti per digitalizzazione planimetrie, attività di allineamento della banca dati planimetrie post appalti, completamento appalti per acquisizione note antecedenti la meccanizzazione della Pubblicità Immobiliare e dati amministrativi corrispondenti, vettorizzazione mappe, acquisizione dei soggetti, dei repertori, delle tavole alfabetiche, della Pubblicità Immobiliare) per un totale previsto di ore. L evoluzione degli aspetti gestionali dei flussi avviene attraverso l introduzione di nuovi software destinati ai professionisti, in parte già esistenti (Voltura 1.0, Docte 1.0, Docfa 3.0) ed altri in via di ultimazione (Pregeo 8.0), i quali permettono l aggiornamento automatico dei dati ed, in un prossimo futuro, potranno essere presentati anche attraverso la rete telematica. Riguardo al nuovo programma Pregeo 8.0, le sostanziali innovazioni dall attuale Pregeo 7.5 sono la proposta di aggiornamento cartografico (fatta direttamente dal tecnico sulla mappa fornita su supporto informatico), l altimetria e la possibilità di rilievo con strumentazione GPS, il tutto in modo da permettere l allineamento tra base-dati amministrativo-censuaria e cartografica, l integrazione della cartografia con dati altimetrici, il passaggio ad un unico sistema di riferimento, l adeguamento alle nuove metodologie di rilievo nell ottica della semplificazione operativa. L iter del nuovo programma attualmente è fermo alla sperimentazione di una versione beta in corso di test presso le Commissioni Catasto dei Collegi. Oggi siamo in attesa di una versione corretta e, comunque, è già previsto, che partirà da gennaio 2003 (?!) un periodo di doppia presentazione, da parte di noi tecnici, sia con l attuale versione, sia con la nuova. In sede di conferenza, il Presidente Nazionale, Geom. P. Panunzi, ha imposto ai Dirigenti dell Agenzia, che, detto programma, non diventerà comunque obbligatorio fintanto che non saranno realizzati corsi presso tutti i Collegi, per l apprendimento del nuovo software, (perché non accada quanto è già successo con l introduzione del Docfa 3.0). La conferenza è terminata con la speranza (istanza prioritaria) di una concertazione maggiore da parte dell Agenzia del Territorio, su qualsiasi attività prevista e sul miglioramento di quelle esistenti, principalmente con la Nostra Categoria, la primaria utilizzatrice e la più esperta delle attività catastali. Sono prigioniero con la porta aperta. Pablo Neruda

10 Il costo dell acqua calda negli impianti centralizzati geom. Ettore Fieramosca Se si parte dalla norma tecnica secondo la quale occorre 1 kcal per elevare di 1 C la temperatura di 1 kg (= 1 litro), d acqua potrebbe sembrare semplice determinare quanto costa scaldare l acqua per uso sanitario. Supponendo che la temperatura dell acqua in arrivo dall acquedotto sia di 10 C, che l acqua fuoriuscente dallo scambiatore di calore abbia una temperatura di 50 C, che il combustibile usato da noi sia gasolio e che un kg di gasolio sviluppi kcal, se non ci fossero altri fattori di cui tenere conto, il calcolo riferito ad un metro cubo (=1.000 litri) d acqua sarebbe il seguente: litri x (50 C - 10 C) = 3,92 kg di gasolio kcal/kg Purtroppo, come tutti sappiamo, gli altri fattori ci sono e hanno un incidenza enorme; vediamoli e determiniamone, per quanto possibile, il peso. Continuiamo a utilizzare i dati sopra esposti aggiungendo la supposizione di avere un impianto moderno e razionale costituito da una caldaia, uno scambiatore istantaneo, un circuito primario caldaia-scambiatore, un circuito secondario di distribuzione e circolazione, una pompa sul circuito primario e una sul circuito secondario, un sistema di termoregolazione, tubazione coibentata. Il rendimento effettivo della caldaia, cioè il rapporto tra la quantità di calore ceduto all acqua e la quantità di calore prodotto dalla combustione, nonché quello del circuito primario nel suo complesso, in pratica, non superano - globalmente - il valore di 0,80. Un kg di gasolio ci fornirà dunque: kcal x 0,80 = kcal Per il circuito secondario, ossia quello di distribuzione dell acqua calda di consumo, si devono fare ulteriori considerazioni. Infatti, per far sì che gli utenti, quando aprono il rubinetto, ricevano l acqua calda subito è necessario che nella tubazione principale dalla quale si dipartono le derivazioni alle singole utenze l acqua circoli sempre calda, e ciò indipendentemente dal prelievo. Sulla base di dati sperimentali, rilevati in un impianto moderno, possiamo affermare che - in caso di presenza totale degli utenti - la quantità di acqua ricircolata in un giorno è circa tre volte la quantità d acqua calda consumata, logicamente nella stessa unità di tempo. Sempre in forza della stessa esperienza è stato constatato che, mediamente, la differenza di temperatura dell acqua in uscita dallo scambiatore di calore (50 C) e quella di ricircolo in entrata (36 C) è di circa 14 C; la temperatura dell acqua in arrivo dall acquedotto è di 10 C. Ne consegue che, mentre per scaldare 1000 litri d acqua da 10 C a 50 C occorrono kcal, (1000 litri x 40 C), contemporaneamente si riscaldano da 36 C a 50 C altri 3000 litri d acqua da mantenere in circolo, con ulteriore assorbimento di kcal, (3000 litri x 14 C). La quantità di calore occorrente per utilizzare 1000 litri d acqua calda è dunque pari a kcal ( ). Ricollegandoci a quanto detto in precedenza circa la quantità di calore utilizzabile con

11 Il costo dell acqua calda negli impianti centralizzati la combustione di 1 kg di gasolio, avremo che per produrre kcal occorreranno: = 10,05 kg ( 12,03 litri ) di gasolio Ma attenzione! Non si possono basare i calcoli su questo dato. È stato infatti detto che i dati sperimentali iniziali che ci hanno portato a questo risultato si riferivano ad un periodo in cui erano presenti tutti gli utenti. Quando non tutti gli abitanti di un caseggiato sono in sede (ad esempio nel periodo delle ferie) o quando si fa un uso più contenuto dell acqua calda (ad esempio nel periodo estivo) l incidenza delle calorie assorbite dal ricircolo cresce vertiginosamente. Vediamo perché. Supponiamo che, indipendentemente dalla causa che determina il minor consumo, nella stessa unità di tempo (un giorno) - in cui si consumava un metro cubo d acqua - se ne consumi solo mezzo metro cubo. Poiché la quantità di acqua ricircolata rimane invariata avremo: calore necessario per elevare la temperatura di 500 litri d acqua da 10 C a 50 C 500 x (50-10) = kcal calore necessario per mantenere a 50 C l acqua di ricircolo = Kcal Per utilizzare, quindi, 500 litri d acqua calda sono necessarie Kcal ( ); per utilizzarne un metro cubo, in queste condizioni, il fabbisogno è pari a kcal e il consumo del gasolio sarà dato da : = 15,19 kg ( 18,19 litri ) È facile immaginare, a questo punto, a quanto salga il costo unitario dell acqua calda nei mesi di luglio ed agosto in certi caseggiati che rimangono pressoché disabitati! Ma senza aspettare i mesi estivi per fare mente locale a questo problema, è sufficiente pensare che lo stesso fenomeno avviene nelle ore notturne. Supponiamo sempre che un caseggiato 239 consumi mediamente 1000 litri d acqua calda al giorno; è verosimile che il consumo avvenga prevalentemente nelle ore diurne dalle 6 alle 22. Utilizzando i soliti dati sopra indicati avremo: = 62,5 lt / h (acqua di consumo) = 125 lt / h (acqua di ricircolo) 24 Il dispendio energetico del circuito secondario, nell arco della giornata, sarà: dalle 6 alle 22 (16 ore) 62,5 x 16 x (50-10) = kcal 125 x 16 x (50-36) = kcal dalle 22 alle 6 (8 ore) 125 x 8 x (50-36) = kcal Totale Kcal Se eliminiamo le dispersioni del circuito secondario nelle ore notturne, avremo che il consumo di gasolio sarà : / = 8,33 kg Produttore istantaneo di acqua calda

12 240 Il geometra ligure Acqua calda: dolcissimo conforto con un risparmio che, anche se la caldaia rimarrà in temperatura, risulterà sempre superiore al 15%. Per ottenere questo risultato è sufficiente installare un orologio che faccia funzionare la pompa di ricircolo solo nelle ore diurne. L unico inconveniente sarà che se qualche utente vorrà usare l acqua calda dopo l orario di coprifuoco dovrà far scorrere, prima di riceverla calda, una quantità maggiore d acqua fredda che il contatore contabilizzerà come calda; ma è anche giusto che sia così in quanto la comodità di pochi non deve gravare economicamente su tutti ed in misura eccessiva. Per quanto concerne la determinazione del costo complessivo del servizio di acqua calda non bisogna, ad avviso dello scrivente, prescindere da quanto è stato detto sopra in tutti i casi in cui l impianto di produzione acqua calda è in qualche modo collegato con l impianto di riscaldamento, con conseguenti difficoltà di estrapolare esattamente il costo d esercizio specifico. Infatti, tra i tanti criteri per fissare il costo unitario dell acqua calda, c è anche quello di fare la lettura dei contatori dell acqua rispettivamente all inizio ed al termine del periodo senza riscaldamento contestualmente alla lettura del livello del combustibile, dividendo i litri di gasolio consumato per i metri cubi d acqua utilizzata, moltiplicando il risultato per il prezzo medio del gasolio nel periodo considerato ed aggiungendo una quota delle altre spese accessorie. Poiché nel periodo preso in esame il consumo dell acqua, come è stato detto, è normalmente inferiore - a volte anche di molto - a quello medio annuo, ne consegue che il prezzo unitario risulta maggiore e quindi non attendibile. Per quanto concerne le altre voci che contribuiscono alla formazione del costo dell acqua calda qui di seguito viene sommariamente fornito qualche elemento per un approssimativa quantificazione. Le spese per energia elettrica, manutenzione e conduzione della centrale termica, diritti degli enti preposti ai controlli, ecc. possono essere facilmente determinate nella loro entità complessiva annuale trattandosi di importi ben definiti e rilevabili. Per la loro imputazione ai servizi di riscaldamento e di produzione acqua calda non ci si dovrebbe avventurare in sofisticati ed azzardati conteggi. A parere dello scrivente, dopo aver fissato un consumo medio unitario di combustibile che, in forza di quanto è emerso dalle precedenti considerazioni in merito, potrebbe essere ragionevolmente valutato in 12,5 kg/mc pari a circa 15 lt/mc, si può tranquillamente calcolare la proporzione tra il consumo di gasolio per uso riscaldamento ed il consumo per la produzione di acqua calda e, con lo stesso rapporto, ripartire le altre spese accessorie. Logicamente dovranno essere tenute separate e opportunamente addebitate ai rispettivi servizi quelle spese di manutenzione che risultano ben definite nella loro destinazione. Tutti i conteggi fin qui riportati si riferivano al gasolio per il quale si è assunto il p.c.i. di kcal/kg (pari a kcal/lt); assumendo il p.c.i. di kcal/mc per il gas metano si può valutare un consumo di 15,3 mc per ogni metro cubo di acqua calda utilizzata. Per avere i valori riferiti ad altri combustibili è sufficiente rapportare il rispettivo p.c.i.; non è stato, volutamente, preso in considerazione il costo in Euro per ovvi motivi.

13 La nuova sede del Collegio geom. Luigi Lanero Sapete tutti le motivazioni che ci hanno portato ad acquistare tramite la Cassa Italiana dei Geometri una nuova sede più consona per le attività che un Collegio moderno deve affrontare per riportare nella posizione che le compete la nostra Categoria nell ambito cittadino. Sala riunioni La ristrutturazione è stata impostata di conseguenza per creare una sala conferenze sufficiente alle nostre esigenze ma di non troppo costo anche di gestione, una sala informatica per gli iscritti e per i corsi di specializzazione, uno spazio adeguato

14 242 Il geometra ligure per la Segreteria che deve operare in maniera agile e veloce senza troppi impedimenti, un capace archivio per l enorme quantità di dati che il Collegio si trova nella necessità di archiviare soprattutto dopo l avvento del praticantato, una Presidenza ed adiacente sala riunioni di ottima rappresentanza, una sala adibita a biblioteca e redazione del Geometra Ligure, una stanza per il Segretario e i Consiglieri che devono ricevere i Colleghi per problematiche collegate con la professione, oltre alle riunioni per le Commissioni di taratura parcelle, ed infine servizi adeguati per il personale, i Consiglieri e per la sala conferenze. La scelta dei materiali è stata improntata sulla praticità ed economia dei costi con un buon risultato di finitura, oltre a soddisfare in alcuni casi la ricercatezza del senso estetico per i locali presidenza e sala consiglio che dovevano essere trattati in maniera particolare per la rappresentanza che rivestono nei contatti con l esterno. Le imprese che hanno partecipato alla realizzazione dei lavori, a condizioni particolarmente convenienti per il Collegio sono: La ditta BORNIA COSTRUZIONI s.r.l., del Collega geom. Stefano, ha provveduto alla realizzazione dei lavori di muratura; La ditta CRC s.r.l., del Collega geom. Ettore Fieramosca, ha provveduto al distacco dall impianto di riscaldamento centralizzato e alla realizzazione di nuovo impianto di condizionamento autonomo, caldo e freddo, separato tra la sala conferenze e l ufficio; Presidenza Segreteria Corridoio L artigiano SEGATORI Mauro Giulio, che ha realizzato tutti gli impianti idrici e di scarico; L ENEL.si, negozio di Genova, ha realizzato l impianto elettrico, videoconfe-

15 La nuova sede del Collegio 243 renza, telefonico compresa la fornitura degli elementi illuminanti; La ditta L. EMME s.r.l. ha fornito e montato porte e finestre oltre ai portoncini blindati ed alla nuova bussola; La ditta CARLO MASSA SERVIZI di Carlo Massa & C. s.a.s. ha montato i controsoffitti in tutti i locali del Collegio; L IDRAULICA FONTANABUONA s.r.l. ha fornito sanitari, rubinetterie e piastrelle che sono state posate dall artigiano Flavio SCARSO; Il coloritore Antonio ALLARCHI ha provveduto alla preparazione dei muri ed alle coloriture con materiale gentilmente fornito dalla BOERO s.p.a. tramite il rappresentante sig. Massimo TRINCA; La ditta API s.p.a. ha fornito la pavimentazione autolivellante in resina colorata per quasi tutta l estensione dell ufficio, posata dalla PROGEMI del sig. Rossi; La ditta A.S.P. PARQUET di Angelo Arzu e Alberto Sannino ha effettuato la fornitura e posa del parquet della presidenza e sala consiglio con le cornici realizzate e disegnate in opera. La Ditta Bordo di Fabrizio Bordo ha realizzato la pulizia dei marmi a davanzale e le pilastrate interne. L importo totale dei lavori ammonta a circa per una superficie di intervento di mq. 520 circa con un incidenza a metro quadro di circa. Le fotografie a corredo dell articolo mostrano in generale i lavori con le finiture realizzate. Inoltre, per l esecuzione dei lavori veniva predisposta idonea procedura edilizia per i lavori interni e la trasformazione di una finestra sul terrazzo in una portafinestra. Archivio Sala conferenze Bagni

16 L abbattimento delle barriere architettoniche Mario Federici La Legge 13 del 9 gennaio 1989, con i decreti successivamente emanati D.M. 236/89 e D.P.R. 503/96 recanti le prescrizioni tecniche da adottare, ha introdotto nel nostro ordinamento in maniera sufficientemente chiara ed organica i criteri ai quali uniformarsi sia nella progettazione di nuove costruzioni che nell adattamento di edifici esistenti al fine di rendere accessibili e fruibili a tutti gli spazi pubblici o privati; tale legge non solo ha imposto regole ma ha, contemporaneamente, stimolato la coscienza dei Tecnici, degli Amministratori Pubblici e di tutti i Cittadini che oggi hanno una sensibilità ed un attenzione più civile nei confronti di questo argomento. Chi ha avuto, negli anni 60 e 70, l opportunità di visitare paesi dell Europa settentrionale come l Inghilterra o la Svezia o l Olanda ha potuto notare, quasi con stupore, quanti disabili su sedie a rotelle si potessero incontrare per le strade, nei locali pubblici, nei negozi ; la prima considerazione che veniva alla mente era: ma quanti handicappati ci sono in questi paesi!!! ; purtroppo una stessa percentuale di persone disabili esisteva anche in Italia ma da noi gli handicappati non si vedevano in giro; queste persone restavano relegate nelle case sia per una sorta di pudore sia perché le nostre case, le nostre città, i nostri paesi erano costellati di barriere architettoniche che rendevano difficili gli spostamenti. Oggi le cose sono cambiate: c è una mentalità diversa, ci sono regole, ci sono contributi ed agevolazioni fiscali, molti interventi sono stati fatti sull esistente, i nuovi progetti sono licenziati solo se non si prevedono barriere architettoniche o se ne è previsto il superamento; ci siamo incamminati su una buona strada ma il cammino è ancora lungo. Gli strumenti che oggi consentono il superamento delle barriere architettoniche sono sostanzialmente: - di tipo tradizionale: rampe ed ascensori - di tipo innovativo: servoscale, piattaforme elevatrici e montascale mobili le rampe presentano il vantaggio di necessitare di manutenzione ridottissima, di essere utilizzabili quasi da chiunque; peraltro presentano alcuni svantaggi: ingombro elevatissimo, possibilità di superare solo piccoli dislivelli ed elevati oneri di costruzione; gli ascensori offrono un elevata sicurezza, la comodità e la facilità d uso da parte di chiunque; per contro hanno necessità di notevoli opere murarie, hanno grande ingombro (fossa e testata), costi rilevanti e tempi di realizzazione abbastanza lunghi; i servoscale comportano limitate o assenza di opere murarie, sono utilizzabili da chiunque, hanno elevata sicurezza ed hanno tempi minimi di installazione; comportano invece un ingombro delle guide sulle scale lungo tutto il percorso, hanno un estetica a volte non compatibile con l ambiente in cui devono essere installati, un impatto psicologico per cui sono utilizzati solo da chi non ne può fare a meno, hanno una limitata capacità di carico; le piattaforme elevatrici garantiscono un elevata sicurezza, hanno un estetica compatibile con il luogo di instal-

17 L abbattimento delle barriere architettoniche 245 lazione, comodità d uso, sono utilizzabili da chiunque e comportano limitate opere murarie con ingombri contenuti, potenza impegnata limitata (1,5 kw. circa); gli svantaggi di tali impianti sono: i limiti imposti dalla legge relativamente alla velocità ed ai comandi di tipo uomo presente i montascale mobili sono ottenibili in prestito d uso gratuito da parte delle ASL, non prevedono nessun ingombro fisso sulle scale, sono facilmente smontabili e trasportabili ed hanno tempi ridottissimi di consegna; per contro non possono superare pendenze superiori a 35, per l utilizzo hanno sempre necessità di un accompagnatore e quindi non consentono l autonomia del disabile, non sono usabili e/o adattabili a tutti i tipi di carrozzina (per esempio di tipo elettrico) Come abbiamo visto, esistono in Italia sia le leggi che prescrivono l abbattimento delle barriere architettoniche, negli edifici privati quanto in quelli pubblici, sia le norme che dettano i canoni su come deve essere perseguito lo scopo dell abbattimento delle barriere. Gli strumenti impiantistici per perseguire tale scopo, sono quelli che abbiamo sopra elencato e brevemente descritto, anche se ora occorre fare una disamina più approfondita di come deve essere un impianto per l abbattimento delle barriere e soprattutto sulle caratteristiche che deve avere con particolare riferimento a quelli che abbiamo definito di tipo innovativo (servoscale e piattaforme elevatrici) che sono forse meno conosciuti. Ci soffermeremo in particolare su alcune delle più significative contraddizioni che sia i costruttori di tali tipi di impianti che i progettisti si trovano ad affrontare, spesso senza possibilità di poterle sanare. Le prescrizioni tecniche cui ci vogliamo riferire sono quelle previste dal DM 236 e dalla norma tecnica UNI 9801, che, pensate molti anni fa, sono ora in qualche parte superate per le mutate esigenze delle persone portatrici di handicap, perché sono mutati gli altri ausili a loro disposizione ed anche perché sono cambiate le norme. Vediamo alcuni dei principali punti dove le norme sopra citate sono carenti: Portata: il D.M. 236 prescrive (8.1.13) portate non inferiori a 100 Kg e non superiori a 200 Kg per servoscale per persone in piedi o sedute e portate non inferiori a 150 Kg per servoscale con pedana per il trasporto di persona su sedia a ruote in luoghi aperti al pubblico e 130 Kg negli altri casi; la norma UNI 9801 ammette una portata minima di 130 Kg.; è evidente che le portate minime ammesse sono assolutamente insufficienti, essendo ormai da anni di uso comune le carrozzine elettriche, il cui peso,sommato a quello della persona trasportata prevarica largamente i 150 Kg.(il peso di una carrozzina elettrica va mediamente dai 60 ai 100 Kg). Autonomia: non si fa cenno alcuno alle difficoltà che Servoscale

18 246 Il geometra ligure Piattaforma elevatrice può oggettivamente avere un disabile nel manovrare autonomamente la pedana ribaltabile del servoscale, o la manovra a mano obbligatoria, prescrivendo di conseguenza la motorizzazione delle pedane e dispositivi di emergenza automatici in caso di blackout elettrico; non si prescrivono nemmeno gli automatismi sulle porte delle Piattaforme Elevatrici, non pensando alle evidenti difficoltà che può avere il disabile,anche solo per avere accesso all impianto. Vano corsa: per le Piattaforme Elevatrici si prescrive un vano corsa di dimensioni minime pari a mt 0,80 x 1,20 e una portata minima di 130 Kg; né la portata, per i motivi sopra citati, né le dimensioni minime del vano corsa, sono adeguati all uso del mezzo da parte di un disabile su carrozzina; pensiamo infatti a come possa l utilizzatore ruotare la carrozzina, in caso di accessi adiacenti, su spazi così limitati. Fruibilità del mezzo: non si fa cenno alcuno a norme o prescrizioni che garantiscano l uso del mezzo nel tempo, mediante idonei servizi di manutenzione; vediamo spesso in televisione servizi scandalistici sui servoscale installati nei luoghi pubblici che non funzionano, quasi esistessero macchine che possono funzionare illimitatamente nel tempo senza un minimo di manutenzione programmata. Il D.M. 236 (4.1.13), precisa anche: Fino all emanazione di una normativa specifica, le apparecchiature stesse devono essere rispondenti alle specifiche di cui al punto (sopra citate); questa normativa specifica è stata nel frattempo emanata per i Servoscale (UNI 9801), ma non è sta mai recepita ufficialmente con una Legge o Decreto specifico; al momento non vi è una Norma Europea Armonizzata per i Servoscale e le Piattaforme Elevatrici che possa essere utilizzata per avere la presunzione di conformità alla attuale Legge di riferimento, che è la Direttiva Macchine. La Direttiva Macchine è una direttiva europea recepita in Italia col D.P.R. 459 del 24/07/1996, Regolamento per l attuazione delle direttive 89/ 392/CEE, 91/368, 93/44 e 93/ 68 concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine, aggiornata con la successiva Direttiva 98/37/ CE, in vigore dal 22 Giugno Lo scopo della Direttiva Macchine è quello di far sì che siano presi,da parte dei costruttori di macchine o da chi le immette sul mercato, accorgimenti e misure tali da non pregiudicare la sicurezza e la salute delle persone, degli animali, dei beni. Prima di immettere un prodotto sul mercato è necessario verificare che esso ottemperi ai Requisiti Essenziali di Sicurezza come descritto nella Direttiva. La marcatura CE, che il costruttore o il responsabile dell immissione della macchina sul mercato devono obbligatoriamente apporre sulla macchina stessa, ha lo scopo di assicurare il fruitore del bene, sul rispetto dei Requisiti Essenziali di Sicurezza e Salute e può coprire anche altre direttive quali: - 73/23/CEE bassa tensione

19 L abbattimento delle barriere architettoniche /336/CEE compatibilità elettromagnetica. Uno dei punti principali della Direttiva è l analisi dei rischi, se esistono, e la loro eliminazione o riduzione. Il fabbricante o il responsabile dell immissione sul mercato, devono ottemperare a: - verifica di rispondenza dei requisiti di base. - sviluppo dell analisi dei rischi. - preparazione dei documenti/libretti d uso e manutenzione. - costituzione di un fascicolo tecnico. - definizione delle modalità di marcatura CE. - redazione di una dichiarazione di conformità. La Dichiarazione di Conformità è il documento che comprova la conformità della macchina ai Requisiti Essenziali della Direttiva ed è firmato dal costruttore o dal responsabile dell immissione sul mercato. Per quanto attiene ai Servoscale, la Dichiarazione di Conformità è un autocertificazione del costruttore stesso, che ovviamente si assume le responsabilità di quanto dichiarato. Per quanto riguarda invece le Piattaforme Elevatrici, con corsa superiore ai 3 metri, è obbligatorio sottoporre la macchina ad un Esame CE di Tipo, eseguito da un Ente di Certificazione Notificato, che comprovi la rispondenza della macchina ai Requisiti Essenziali della Direttiva Macchine. In ultima analisi, in relazione alla tipologia di impianti che si andrà ad installare, sarà fondamentale verificare che siano ottemperati almeno alcuni requisiti minimi, e precisamente: Piattaforme Elevatrici - Verifica del possesso da parte del costruttore del certificato attestante che la macchina è stata sottoposta all obbligatorio Esame CE di Tipo, eseguito da Ente Notificato (obbligatorio per le piattaforme con corsa superiore ai 3 mt). - Verifica del rispetto dei più elementari requisiti di sicurezza (spesso disattesi), quali: a) velocità massima b) comandi uomo presente c) corsa in vano chiuso. - Verifica che siano state fatte, da parte del cliente le Domande per il rilascio da parte del Comune delle obbligatorie Licenza di Impianto e Licenza di Esercizio. (Obbligatorio per tutte le piattaforme con corsa superiore ai 2 mt). - Verifica che siano stati effettivamente stipulati gli obbligatori contratti per la Manutenzione Programmata (almeno una visita di manutenzione l anno) con Azienda Abilitata e per la Verifica biennale (una visita ogni due anni) con Ente di Certificazione Notificato. (Obbligatorio per tutte le piattaforme con corsa superiore ai 2 mt). Servoscale - Richiedere portate minime di almeno 190 Kg (carrozzine elettriche). - Richiedere impianti con dispositivi di emergenza automatici per eventuali blackout elettrici. - Richiedere pedane a ribaltamento automatico per la maggiore autonomia degli utilizzatori. - Preferire impianti le cui autocertificazioni siano state verificate da Enti Certificanti Notificati. - Far seguire l acquisto dell impianto da Contratti di Manutenzione Programmata per avere la certezza dell efficienza della macchina nel tempo. Ho già avuto troppe parole, ho creduto troppo, fino a morire senza neppure sapere che la mia vita è servita solo a combattere battaglie che non erano le mie. Don Juan Stregone Yaqui (Sonora Messico)

20 A proposito di Competenze professionali: una storia infinita. geom. Pier Emilio Copello La storia sulle nostre competenze professionali pare davvero infinita: ecco qui di seguito un nuovo capitolo, datato 2002, che si propone (meglio si ripropone) a 73 anni dalla data in cui venne promulgato, con R.D. n 274, il nostro regolamento professionale. Il Direttivo del nostro Collegio, nella persona del Presidente Geom. Luciano Piccinelli, ha deciso di ricorrere al T.A.R. Liguria, avverso un provvedimento del Comune di Genova, neppure motivato, che inviava al Professionista Geom. Luciano Piccinelli una comunicazione di non conformità della relazione tecnica presentata in tema di isolamento termico, all art. 6 della Legge n. 46 e dell art, 4 del DPR n Il diniego, manifestatosi subito illegittimo e lesivo della sfera giuridica relativamente alle nostre competenze professionali, purtroppo era la riproposizione di simili casi rilevati presso altre Amministrazioni Comunali, risolti in maniera bonaria grazie all intervento del Collegio. Chi scrive ritiene però l occasione utile per rinnovare un invito a Tutti gli Iscritti: ogni Collega iscritto all Albo Professionale ha il diritto dovere di segnalare al Collegio se si verificano abusi, prese di posizioni contrarie alla Categoria, motivate e non e quanto altro possa costituire violazione alle Leggi dello Stato da parte di chicchessia. Tra i compiti istituzionali del Collegio e del Consiglio Nazionale vi sono infatti anche la difesa, nelle opportune Sedi, del nostro diritto al lavoro, previsto quindi in primis dalla Costituzione, entro gli ambiti riconosciuti alle nostre competenze professionali. Il testo del ricorso sopra citato è consultabile presso la segreteria del Collegio: il contenuto giuridico possa essere di aiuto e conforto per tutti Noi affinché meglio possiamo comprendere, come in questo caso, che è nostro dovere difendere gli ambiti di applicazione delle nostre competenze professionali, così come disposto per Legge dello Stato. L amore infantile segue il principio: amo perché sono amato. L amore maturo segue il principio: sono amato perché amo L amore immaturo dice: ti amo perché ho bisogno di te. L amore maturo dice: ho bisogno di te perché ti amo. Erich Fromm

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