La Riforma del lavoro

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1 La Riforma del lavoro (Legge n. 92/2012) Roberto Roversi Avvocato e Ispettore della Direzione Territoriale del Lavoro di Modena * * Le considerazioni esposte sono frutto esclusivo del pensiero delld ell autore e non vincolano l amministrazione pubblica di appartenenza 1

2 Indice Parte I Le novità introdotte in tema di lavoro intermittente, accessorio, a termine, apprendistato, a progetto, associazione in partecipazione Parte II La nuova solidarietà negli appalti Parte III La disciplina delle dimissioni volontarie e della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro 2

3 Parte I Le novità introdotte in tema di lavoro intermittente, accessorio, a termine, apprendistato, a progetto, associazione in partecipazione 3

4 Il lavoro intermittente (artt. 33 e segg. D.Lgs 276/2003) 4

5 Il lavoro intermittente Nuovo ambito di applicazione 1 ipotesi - (art. 34 co 1 D.Lgs 276/03) - per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo e saltuario secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi (omissis)... ovvero per periodi predeterminati nell arco della settimana del mese o dell anno (sempre se individuate dai CCNL*) E rimessa pertanto alla contrattazione collettiva la determinazione sia delle esigenze che dei periodi predeterminati Ad oggi i CCNL che hanno disciplinato il lavoro intermittente sono: Agenzie Immobiliari, imprese onoranze funebri, cooperative sociali, studi professionali, alimentari, abbigliamento, Ced Centri elaborazione dati 5

6 Il lavoro intermittente 2 ipotesi - (art. 34 co 2) in ogni caso, con soggetti con più di 55 anni di età e con soggetti con meno di 24 anni, fermo restando che le prestazioni contrattuali devono essere svolte entro il venticinquesimo anno di età. Qualora il rapporto continui dopo il compimento del 25 anno, il rapporto verrà trasformato in contratto di lavoro subordinato a tempo pieno indeterminato (Circ( 20/2012 MLPS) 6

7 Il lavoro intermittente 3 ipotesi - (combinato disposto dell art 40 D.Lgs 276/2003 e D.M. 23/10/2004) Dove la contrattazione collettiva non sia intervenuta a disciplinare il lavoro intermittente, nei casi indicati dal R.D. n. 2657/1923. Trattasi delle 46 attività elencate (di cui molte desuete) tra cui camerieri, commessi, trasporti, fattorini, barbieri, magazzinieri, interpreti, ecc. 7

8 Il lavoro intermittente Abrogazioni Dal 18/7/2012 non possono essere stipulati contratti di lavoro intermittente: con lavoratori di età pari o superiore ai 24 e inferiore ai 55 anni* per periodi predeterminati nell anno ai sensi dell art. 37 D.Lgs 276/2003 (fine settimana, ferie estive, vacanze natalizie o pasquali) 8

9 Il lavoro intermittente Preclusioni Rimangono invariate quelle previste ante riforma (sostituzione lavoratori in sciopero, aziende nelle quali, nei 6 mesi precedenti, siano stati attuati licenziamenti collettivi, aziende che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi) 9

10 Il lavoro intermittente Indennità di disponibilità La circolare 20/2012 precisa che per effetto dell abrogazione dell art 37 non trova più applicazione già dal 18 luglio (sia per i nuovi che per i vecchi contratti) anche la disposizione secondo cui per i c.d. periodi predeterminati l indennità di disponibilità è corrisposta al prestatore di lavoro solo in caso di effettiva chiamata da parte del datore di lavoro. 10

11 Il lavoro intermittente Periodo transitorio Continuano a rimanere validi i contratti in essere alla data del 18/07/2012, anche se incompatibili con le disposizioni attualmente vigenti, fino al 18 luglio

12 Il lavoro intermittente Obblighi di comunicazione L obbligo di comunicare preventivamente le giornate nel corso delle quali verranno volte le prestazioni di lavoro intermittente nasce allo specifico fine di evitare/limitare gli abusi che negli ultimi anni si sono verificati con riferimento a tale tipologia contrattuale, introducendo una procedura ch appesantisce burocraticamente l utilizzo del lavoro intermittente stesso. 12

13 Il lavoro intermittente Il nuovo comma 3-bis 3 dell art 35 (D.Lgs( 276/03), meglio esplicato dalle successive Circolari n. 18 e 20 del 2012 e dalle note e del 2012 del MLPS,, individua le varie modalità per effettuare tale comunicazione che potrà avvenire tramite Fax, Sms, e e On-line. Rimane comunque possibile effettuare la comunicazione anche ai recapiti istituzionali (fax e e-e mail) delle DTL Il comma 3-bis 3 prevede che la comunicazione debba essere inviata alla DTL competente per territorio e possa essere effettuata prima dell inizio della prestazione lavorativa o di un ciclo integrato di prestazioni di durata non superiore ai 30 gg (il MLPS ha fornito un interpretazione più flessibile consentendo le comunicazioni anche con riferimento a 30 giornate lavorative anche in un periodo complessivo più ampio (es. 30 giornate individuate dal 1 1 gennaio al 30 aprile) 13

14 Il lavoro intermittente La comunicazione deve essere fatta prima dell inizio della prestazione (anche il giorno stesso, ma prima dell inizio della prestazione) La mancata presentazione del prestatore può essere effettuata entro le 48 ore successive al giorno in cui la prestazione doveva avvenire (in caso contrario la prestazione si ritiene effettuata sotto il profilo contributivo) L obbligo di comunicazione entra in vigore il 18/7/2012 e vale anche per i contratti di lavoro intermittente precedentemente stipulati 14

15 Il lavoro intermittente Sanzioni La sanzione amministrativa connessa all omessa, tardiva o errata comunicazione va da 400 a 2400 per ciascun lavoratore e non è diffidabile (800 ex l. 689/81). Criticità: : nelle Circolari 18 e 20 non è stato chiarito quante sanzioni debbano essere contestate al DL nel caso in cui lo stesso abbia omesso la comunicazione/i per più giornate* 15

16 Il lavoro accessorio (artt. 70 e segg. D.Lgs 276/2003) 16

17 Il lavoro accessorio La nuova definizione del Lavoro accessorio di cui all art. art. 70 D.Lgs 276/03: Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative di natura meramente occasionale che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti,, a compensi superiori a euro nel corso di un anno solare, annualmente rivalutati sulla base della variazione dell indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell anno precedente Si riafferma quindi la originaria finalità dell istituto cioè quella di coprire spazi non coperti da altri istituti 17

18 Il lavoro accessorio La riforma riscrive interamente l art l 70 D.Lgs 276/03 eliminando le causali soggettive ed oggettive che consentivano il ricorso al lavoro accessorio. Viene semplificata e chiarita la modalità di utilizzo del lavoro accessorio (il quadro normativo), ora possibile per tutte le tipologie lavorative e di lavoratori Viene al contempo fortemente limitato l uso l della tipologia contrattuale, introducendo più stringenti limiti di carattere economico 18

19 Il lavoro accessorio Limiti di carattere economico commisurati a quanto ricevuto dal prestatore, nel corso dell anno solare, dalla totalità dei committenti ulteriore limite di utilizzo del prestatore accessorio a carico del committente imprenditore commerciale (a prescindere dall ambito ambito settoriale dell attivit attività di impresa) o professionista limite (introdotto dal decreto sviluppo per l anno l 2013) commisurato a quanto ricevuto nel corso dell anno solare, dalla totalità dei committenti dal prestatore percettore di integrazioni salariali o di sostegno del reddito (l INPS provvede a sottrarre la contribuzione figurativa dalle misure di sostegno conguagliando con gli accrediti contributivi derivanti dal LOA) 19

20 Il lavoro accessorio Ulteriore limite oggettivo per il settore agricolo In tale settore il lavoro accessorio si applica solo: alle attività di natura occasionale rese nell ambito delle attività agricole di carattere stagionale effettuate da pensionati e da giovani con n meno di 25 anni se regolarmente iscritti ad un ciclo di studi preso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell anno se regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l universitl università; alle attività agricole svolte a favore di produttori agricoli che nell anno precedente hanno realizzato (o in caso di nuova attività prevedono realizzare) un volume d affari d non superiore a 7000 costituito per almeno 2/3 da cessione di prodotti. E tali attività accessorie non possono essere svolte da lavoratori che nell anno precedente erano iscritti negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli. 20

21 Il lavoro accessorio Riassumendo, in agricoltura il lavoro accessorio può essere utilizzato con il limite di 5000,00 solo se l attività è svolta da pensionati a da giovani con meno di 25 anni, oppure, a prescindere dai limiti soggettivi, a favore dei piccoli imprenditori agricoli. In ragione della specialità del settore agricolo si ritiene che non debba applicarsi il limite dei 2000,00 previsto per gli imprenditori commerciali o professionisti (Circ. 18/2012 MLPS). 21

22 Il lavoro accessorio Lavoratori extracomunitari: : al fine di favorire l integrazione degli stessi, la riforma prevede che i compensi percepiti nel LOA rilevino nel calcolo del reddito necessario per il rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno. 22

23 Il lavoro accessorio Nulla è cambiato circa la non computabilità, sotto l aspetto l fiscale, dei compensi percepiti attraverso il lavoro occasionale ed accessorio, nel senso che le somme (ora, ridotte, rispetto al passato) non sono soggette ad IRPEF e non incidono sullo status di disoccupato od inoccupato. 23

24 Il lavoro accessorio Periodo transitorio Possono continuare ad essere utilizzati i voucher acquisitati prima dell entrata entrata i vigore della presente legge, sino al 31/05/2013 rispettando la precedente disciplina. Se un committente imprenditore, al 18/7/2012 aveva già superato i 2000 non potrà più utilizzare prestazione accessorie di quel lavoratore (a meno che non sia in possesso di voucher acquistati precedentemente) 24

25 Il contratto a tempo determinato (D.Lgs 368/2001) 25

26 Il contratto a tempo determinato Modifiche apportate alla disciplina del contratto a tempo determinato dalla riforma del lavoro e dal successivo decreto sviluppo (DL( 83/12 convertito con L. 134/12): introdotto il contratto a termine a-causale ampliamento del periodo di sforamento dopo il termine del contratto lo stacco tra due successivi contratti a termine il nuovo limite occupazionale dei 36 mesi 26

27 Il contratto a tempo determinato In linea generale l art l 1, co 1 D.lgs 368/01 stabilisce che è consentita l'apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili alla ordinaria attività del datore di lavoro. Analoga condizione è richiesta dall art. art. 20 co 4 D. Lgs.. 276/03 in relazione alla somministrazione a tempo determinato 27

28 Il contratto a tempo determinato (art.1 co 1-bis D.Lgs 368/01) introduce il Contratto a termine a- causale per il quale non è necessario indicare le ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo: E possibile nel caso di primo rapporto a tempo determinato,, di durata non superiore a 12 mesi,, tra un DL o utilizzatore e un lavoratore per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione,, sia nella forma di contratto a tempo determinato sia nel caso di prima missione di un lavoratore nell ambito di un contratto di somministrazione a tempo determinato. 28

29 Il contratto a tempo determinato Durata non superiore a 12 mesi e divieto di proroga (art. 4 co 2-bis). I 12 mesi non costituiscono quindi una franchigia e non sono frazionabili Per lo svolgimento di qualunque mansione La ratio della norma è quella di consentire alle parti di conoscersi per un successivo eventuale inserimento nel contesto lavorativo 29

30 Il contratto a tempo determinato In alternativa al contratto a-causale a di cui all art.1 art.1 co 1-bis, la contrattazione collettiva a livello interconfederale o di categoria o, in via delegata ai livelli decentrati, potrà escludere l obbligo della causale per i contratti a tempo determinato stipulati, nella misura massima del 6% del totale dei lavoratori occupati nell unit unità produttiva, qualora l assunzione l avvenga per: avvio di nuova attività; lancio di un prodotto o di un servizio innovativo; implementazione di un rilevante cambiamento tecnologico; fase supplementare di un significativo progetto di ricerca o sviluppo; rinnovo o proroga di una commessa consistente. 30

31 Il contratto a tempo determinato L ampliamento del periodo di sforamento dopo il termine del contratto Se il rapporto di lavoro continua oltre il 30 giorno in caso di contratto di durata inferiore a sei mesi, ovvero oltre il 50 giorno negli altri casi, il contratto si considera a tempo indeterminato dalla scadenza dei predetti termini. I termini di 30 e 50 giorni hanno sostituito i precedenti termini di 20 e 30 giorni Disposizione ancora non operativa Il DL dovrà comunicare (entro la scadenza del contratto) la prosecuzione al Centro per l impiego competente (le modalità di comunicazione verranno individuate con apposito decreto) 31

32 Il contratto a tempo determinato Lo stacco tra due successivi contratti a termine Se un lavoratore viene riassunto a termine entro il termine di 60 o 90 giorni (a seconda che il primo contratto avesse durata fino a 6 mesi o superiore), il secondo contratto si considera a tempo indeterminato. Il termine di 60 e 90 giorni sostituisce il precedente di 10 e 20 giorni 32

33 Il contratto a tempo determinato Lo stacco tra due successivi contratti a termine La contrattazione collettiva (a livello interconfederale o di d categoria ovvero in via delegata ai livelli decentrati), nei casi i di seguito elencati, potrà prevedere la riduzione dei termini di stacco tra due contratti a termine sino a 20 e 30 giorni: avvio di nuova attività; lancio di un prodotto o di un servizio innovativo; implementazione di un rilevante cambiamento tecnologico; fase supplementare di un significativo progetto di ricerca o sviluppo; rinnovo o proroga di una commessa consistente. 33

34 Il contratto a tempo determinato Il termine di 60 e 90 giorni è ridotto a 20 o 30 giorni per: le attività stagionali di cui al DPR 1525/63 negli altri casi previsti dai contratti collettivi stipulati ad ogni livello dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. 34

35 Il contratto a tempo determinato Il limite occupazionale dei 36 mesi La disciplina già prima della riforma prevedeva che qualora, a causa di successione di contratti a termine, per lo svolgimento di mansioni equivalenti il rapporto di lavoro fra lo stesso datore di lavoro ed il lavoratore abbia complessivamente superato i 36 mesi, comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l altro l il rapporto si considera a tempo indeterminato dalla scadenza del predetto termine. 35

36 Il contratto a tempo determinato La novità apportata dalla riforma: nel computo rientrano anche i periodi di missione aventi ad oggetto mansioni equivalenti svolti nell ambito di contratti di somministrazione a tempo determinato (stipulati, come precisato dalla Circ 18 MLPS, dal 18 luglio 2012) La norma vuole evitare che attraverso il ricorso alla somministrazione a tempo determinato si possano aggirare i limiti all impiego dello stesso lavoratore con mansioni equivalenti. La circolare n. 18 chiarisce che, raggiunto il termine massimo di d trentasei mesi, il lavoratore potrà,, comunque, essere utilizzato attraverso un contratto di somministrazione 36

37 Il contratto a tempo determinato Come già previsto ante riforma: il periodo massimo dei 36 mesi è derogabile dalla contrattazione collettiva; non si applica alle attività stagionali di cui al Dpr 1525/63 un ulteriore successivo contratto a termine fra gli stessi soggetti può essere stipulato per una sola volta, a condizione che la stipula avvenga presso la DTL competente per territorio e con l assistenza di un rappresentante di una delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale cui il lavoratore sia iscritto o conferisca mandato. 37

38 L apprendistato (D.Lgs 167/2011) 38

39 L apprendistato La riforma ha apportato considerevoli modifiche alla disciplina dell apprendistato di cui al D.Lgs 167/2011 (T.U. Apprendistato) Disciplina applicabile durante il preavviso In caso di recesso (per licenziamento o dimissioni) dal contratto al termine del periodo di formazione, nel periodo di preavviso (che decorre appunto dalla scadenza del termine del periodo di formazione), continua a trovare applicazione la disciplina del contratto di apprendistato (con i relativi aspetti retributivi e contributivi) 39

40 L apprendistato ASPI Assicurazione sociale per l impiegol A decorrere dal 2013 viene introdotta anche per gli apprendisti con una contribuzione a carico del datore di lavoro pari all 1,31 % della retribuzione imponibile ai fini previdenziali 40

41 L apprendistato Numero massimo di apprendisti Per le assunzioni di nuovi apprendisti a decorrere dal 2013 operano i seguenti limiti: 3 apprendisti ogni 2 maestranze specializzate (ad oggi il rapporto è 1:1) 1 apprendista per ogni maestranza specializzata nelle aziende che occupano fino a 9 unità 3 apprendisti per aziende che occupano fino a 3 dipendenti Per le imprese artigiane continuano a trovare applicazione i limiti iti di cui all'articolo 4 della legge 8 agosto 1985, n

42 L apprendistato Durata minima del contratto di apprendistato Durata minima non inferiore a 6 mesi salvo quanto statuito, per le attività stagionali, dai CCNL Durata massima dell apprendistato professionalizzante o di mestiere Viene estesa da 3 fino a 5 anni la durata massima per i profili professionali caratterizzanti la figura dell artigiano individuati dalla contrattazione collettiva di riferimento 42

43 L apprendistato Clausole di stabilizzazione La principale novità apportata dalla riforma consiste nella introduzione di percentuali di stabilizzazione dei contratti di apprendistato già stipulati al fine di poterne stipulare di nuovi Le clausole di stabilizzazione legali (cioè introdotte con la riforma) si applicano solo alle aziende che occupano più di 9 dipendenti 43

44 L apprendistato Soggetti che rientrano nella base di calcolo Per determinare la dimensione aziendale ai fini dell applicazione delle percentuali di stabilizzazione (più di 9 dipendenti), sono esclusi dalla base di calcolo: a) gli apprendisti (art. 7, comma 3, del D.L.vo n. 167/2011); b) gli assunti con contratto di inserimento, tuttora in corso, in quanto, dopo il 31 dicembre 2012, non sarà più possibile assumere con tale tipologia; c) gli assunti con contratto di reinserimento (art. 20 della legge n. 223/1991); d) i lavoratori assunti dopo un esperienza nei lavori socialmente utili u o di pubblica utilità (art. 7 del D.L.vo n. 81/2000); e) I lavoratori assunti a seguito di programmi di emersione. I lavoratori a tempo parziale sono calcolati pro quota in relazione all orario svolto (art. 6 del D.L.vo n. 61/2000). 44

45 L apprendistato L assunzione di nuovi apprendisti è subordinata alla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei trentasei mesi antecedenti la nuova assunzione, di almeno il 50% degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro Periodo transitorio: : nei primi trentasei mesi successivi al 18 luglio 2012 l aliquota l cui riferirsi è pari al 30%. E tuttavia sempre possibile l assunzione l di un nuovo apprendista anche quando non siano state rispettate le percentuali di cui sopra (fermi restando i limiti di cui all art. art. 2 co 3 D.LGS 167/11) Al fine del rispetto delle percentuali di stabilizzazione, non si conteggiano gli apprendisti con i quali sia stato risolto il rapporto durante il periodo di prova, quelli dimissionari e quelli licenziati per giusta causa. 45

46 L apprendistato I 36 mesi precedenti alla nuova assunzione sono da considerarsi un periodo mobile. Quindi è al momento della instaurazione del nuovo rapporto, che deve essere effettuato il computo, su quanti, dopo aver terminato il periodo formativo, sono stati stabilizzati, attraverso il consolidamento del rapporto a tempo indeterminato. 46

47 L apprendistato CCNL che hanno già introdotto clausole di stabilizzazione (ai sensi dell art. 2 co 1 lett i) Aziende con più di 9 dipendenti: : si applicano le percentuali di stabilizzazione legali (prevalenti rispetto a quelle contrattuali) Aziende fino a 9 dipendenti: : si applicano le percentuali di stabilizzazione contrattuali (introdotte dalla contrattazione collettiva) 47

48 L apprendistato Conseguenze legate al mancato rispetto delle percentuali di stabilizzazione (sia legali che convenzionali) Gli apprendisti assunti in violazione dei limiti sono considerati lavoratori subordinati a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto L ispettore procederà alla trasformazione contestando conseguentemente le sanzioni per: del rapporto La comunicazione al centro per l impiegol La lettera di assunzione Le registrazioni effettuate sul LUL Si procederà inoltre al recupero contributivo 48

49 Il contratto a progetto (artt. 61 e segg. D.Lgs 276/2003) 49

50 Il contratto a progetto In considerazione degli abusi che sono emersi in questi anni con riferimento a tale tipologia contrattuale (spesso utilizzata al fine di celare lavoratori di fatto subordinati) la ratio della riforma è quella di restringere il campo di utilizzo di questa forma contrattuale (limitandolo alle sole forme genuine) introducendo limiti normativi ed innalzando progressivamente le aliquote contributive 50

51 Il contratto a progetto Novità introdotte dalla riforma Art. 61 D.Lgs 276/03 Definizione e campo di applicazione: Ferma restando la disciplina degli agenti e rappresentanti di commercio, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa prevalentemente personale e senza vincolo di subordinazione, di cui all articolo articolo 409, numero 3), del codice di procedura civile, devono essere riconducibili a uno o piu` progetti specifici determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore Scompare quindi la dicitura o o programmi di lavoro e fasi di esso. 51

52 Il contratto a progetto Il progetto deve essere funzionalmente collegato a un determinato risultato finale e non puo` consistere in una mera riproposizione dell oggetto sociale del committente Il progetto non puo` comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi o ripetitivi,, che possono essere individuati dai CCNL Il progetto deve essere ben descritto, deve essere individuato il suo contenuto caratterizzante ed il risultato finale che si intende conseguire 52

53 Il contratto a progetto Art. 63 Corrispettivo Viene introdotta una sorta di compenso minimo garantito: in assenza di una contrattazione collettiva specifica (che dovrà fare riferimento ai minimi salariali applicati nel settore medesimo alle mansioni equiparabili svolte dai lavoratori subordinati) il compenso non può essere inferiore, a parità di estensione temporale dell attivit attività oggetto della prestazione, alle retribuzioni minime previste dai CCNL di categoria applicati nel settore di riferimento alle figure professionali il cui profilo di competenza e di esperienza sia analogo a quello del collaboratore a progetto. 53

54 Il contratto a progetto Art. 67 Estinzione del contratto e preavviso Le parti possono recedere per giusta causa Il committente può recedere dal contratto prima della scadenza del termine qualora siano emersi oggettivi profili di inidoneità professionale del collaboratore tali da rendere impossibile la realizzazione del progetto Il collaboratore può recedere prima della scadenza del termine, dandone preavviso, nel caso in cui tale facoltà sia prevista nel contratto individuale di lavoro. 54

55 Il contratto a progetto Art. 69 Divieto di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa atipici e conversione del contratto Viene introdotta una presunzione relativa (per la quale cioè vene ammessa la prova contraria a carico del committente), in base alla quale i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, sono considerati rapporti di lavoro subordinato sin dalla data di costituzione del rapporto, nel caso in cui l attività del collaboratore sia svolta con modalità analoghe a quella svolta dai lavoratori dipendenti dell impresa committente. Sono escluse da tale presunzione relativa le prestazioni di elevata professionalità eventualmente individuate dai CCNL 55

56 Partite Iva Prestazioni lavorative svolte dalle partite IVA Tali prestazioni sono considerate, salvo prova contraria fornita dal committente, rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, qualora ricorrano almeno due dei seguenti presupposti: a) che la collaborazione con il medesimo committente abbia una durata complessiva superiore a otto mesi annui per due anni consecutivi ; b) che il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d'imputazione di interessi, costituisca più dell'80% dei corrispettivi annui complessivamente percepiti dal collaboratore nell'arco di due anni solari consecutivi*; c) che il collaboratore disponga di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente. 56

57 Partite Iva Tale presunzione non opera quando la prestazione lavorativa: a) sia connotata da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell esercizio esercizio concreto di attività; b) sia svolta da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali di cui all articolo articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233 (minimale di retribuzione imponibile per le gestioni dei lavoratori autonomi gestite dall Inps). c) sia svolta nell esercizio esercizio di attività professionali per le quali l ordinamento l richiede l iscrizione ad un ordine professionale, ovvero ad appositi registri, ri, albi, ruoli o elenchi professionali qualificati e detta specifici requisiti e condizioni ni.. Alla ricognizione delle predette attività si provvede con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare, in fase di prima applicazione, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sentite le parti sociali. 57

58 Partite Iva Qualora operi la presunzione relativa di cui all art. art. 69-bis co 1, si applica la disciplina di cui agli artt. 61 e segg,, compresa la presunzione (in questo caso assoluta) di cui all art. art. 69, co 1 Quindi laddove non fosse stato individuato un progetto specifico, la prestazione autonoma (disconosciuta) rientrerà nell alveo del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato 58

59 Profili di applicazione temporale La nuova disciplina dei contratti a progetto (art da 61 a 69) si applica ai contratti stipulati dal 18/7/12 La disciplina introdotta dall bis (per le P.IVA) si applica ai rapporti instaurati dopo il 18/7/12 e, per quelli già in corso in tale data, dal 18/7/13 59

60 L associazione in partecipazione (artt e segg. Cod.. Civ.) 60

61 L associazione in partecipazione Ratio della riforma Al fine di evitare comportamenti elusivi volti a celare rapporti di lavoro subordinato, la riforma del lavoro modifica la disciplina del contratto di associazione in partecipazione di cui agli artt c.c. e segg. 61

62 L associazione in partecipazione Numero massimo di associati Qualora l apporto l dell associato consista anche in una prestazione di lavoro (associati con apporto di lavoro e misto), il numero degli associati occupati in una medesima attività non può essere superiore a 3, indipendentemente dal numero degli associanti Non vengono computati gli associati legati all associante associante da rapporto di coniugio, dal vincolo di parentela entro il 3 3 o di affinità entro il 2 2 In caso di violazione tutti gli associati (con apporto di lavoro o misto) si considerano lavoratori subordinati a tempo indeterminato*. 62

63 L associazione in partecipazione Associazione in partecipazione con apporto di lavoro Qualora non vi sia stata un effettiva partecipazione agli utili da parte dell associato o non gli sia stato consegnato il rendiconto, il rapporto, salvo prova contraria, si presume subordinato a tempo indeterminato. La stessa presunzione si applica altresì qualora l apporto l di lavoro non presenti le caratteristiche di cui all art. art. 69-bis co 2 lett a) D.Lgs 276/03 (cioè quando non si tratta di un contributo lavorativo connotato «da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell esercizio esercizio concreto di attività» à»). 63

64 L associazione in partecipazione Regime transitorio Le nuove norme si applicano a tutte le associazioni in partecipazioni (anche a quelle già in essere al 18/7/2012) Sono fatte salve le associazioni in partecipazione certificate (alla data del 18/7/12) ai sensi degli artt. 75 e segg. della legge Biagi fino alla naturale scadenza E previsto un progressivo aumento dell aliquota contributiva come per i collaboratori a progetto 64

65 L associazione in partecipazione Conclusioni La nuova disciplina dell associazione in partecipazione sostituisce l art. l 86 co 2 D.Lgs 276/03 (abrogato dalla riforma), che prevedeva il diritto dell associato in partecipazione fittizio al trattamento contributivo economico e normativo previsto per il lavoratore subordinato che svolge le medesime mansioni 65

66 Parte II La nuova solidarietà negli appalti 66

67 La nuova solidarietà negli appalti La riforma riscrive il 2 2 co art. 29 D.Lgs 276/2003: Salvo diversa disposizione dei contratti collettivi nazionali sottoscritti da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente piu` rappresentative del settore che possono individuare metodi e procedure di controllo e di verifica della regolarita` complessiva degli appalti,, in caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro e' obbligato in solido con l'appaltatore, nonche' con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti t retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonchè i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell'inadempimento. Il committente imprenditore o datore di lavoro e` convenuto in giudizio g per il pagamento unitamente all appaltatore appaltatore e con gli eventuali ulteriori subappaltatori. Il committente mittente imprenditore o datore di lavoro può eccepire, nella prima difesa,, il beneficio della preventiva escussione del patrimonio dell appaltatore medesimo e degli eventuali subappaltatori. In tal caso il giudice accerta la responsabilità solidale di tutti gli obbligati, ma l azione l esecutiva può essere intentata nei confronti del committente imprenditore o datore di lavoro solo dopo l infruttuosa l escussione del patrimonio dell appaltatore e degli eventuali subappaltatori. Il committente che ha eseguito il pagamento può esercitare l azione di regresso nei confronti del coobbligato secondo le regole generali. 67

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Scopo della presente nota è quello di individuare le principali novità introdotte. Nota informativa Negri-Clementi Studio Legale Associato Milano, 20 settembre 2013 LE NOVITÀ INTRODOTTE DAL DECRETO LAVORO Il D.L. 28 giugno 2013 n. 76 (c.d. Decreto lavoro ) recante Primi interventi urgenti

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