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1 STRUMENTI FORMEZ

2 S T R U M E N T I Il Formez-Centro di Formazione Studi ha avuto, da sempre, una particolare attenzione per le iniziative editoriali. Fin dai primissimi anni di attività si è impegnato nella produzione e divulgazione di collane e riviste su cui intere generazioni di funzionari pubblici si sono formate. In seguito al decreto legislativo 285/99, che ha individuato nel Formez l Agenzia istituzionale che sostiene e promuove i processi di trasformazione del sistema amministrativo italiano, l attività editoriale del Centro è stata rilanciata e rinnovata nella veste grafica e nei contenuti. Sono state create quattro nuove linee editoriali: Quaderni, Strumenti, Ricerche e Azioni di Sistema per la Pubblica Amministrazione. In queste collane vengono pubblicati soprattutto i risultati delle attività formative e di ricerca dell Istituto. Con Quaderni e Ricerche si diffondono Rapporti e riflessioni teoriche su temi innovativi per la P.A. mentre, con due collane più specialistiche quali Strumenti e Azioni di Sistema per la P.A., si mettono a disposizione soprattutto strumenti di lavoro o di progettazione per quanti lavorano o si occupano di pubblica amministrazione e di sviluppo locale. Tutte le pubblicazioni con un breve abstract vengono presentate sul web (www.formez.it). Il presente volume rientra tra gli interventi che il Formez svolge attraverso il progetto SI-Sportello Impresa per offrire assistenza e consulenza principalmente ai responsabili dello Sportello unico per le attività produttive. La pubblicazione fa parte di una serie di manuali regionali che, nel vasto e difficile processo di attuazione del federalismo amministrativo, rappresentano dei veri strumenti operativi. In sintonia con il bisogno di semplificazione amministrativa delle Regioni, il manuale per i responsabili di SUAP della Regione Emilia-Romagna non contiene solo riferimenti alla normativa nazionale, regionale e di settore, ma presenta apposite schede relative a singoli procedimenti attuati nelle varie Province. Carlo Flamment Presidente Formez

3 Responsabile editoria Anna Mura

4 Formez Assessorato Attività Produttive, Sviluppo economico e Piano Telematico 15 MANUALE PER IL RESPONSABILE DELLO SPORTELLO UNICO REGIONE EMILIA-ROMAGNA Schede tecniche F o r m e z A r e a E d i t o r i a e D o c u m e n t a z i o n e

5 Il volume è stato curato da Franco Peta Responsabile del progetto Marco Iachetta Ilaria Manzione Giuseppina Russo Annamaria La Rosa Marco Carapezzi Claudia Macrì Monica Lombini Regione Emilia-Romagna Carlo Apponi Responsabile scientifico Organizzazione editoriale Paola Pezzuto, Vincenza D Elia

6 INDICE PARTE A ATTIVITÀ ECONOMICHE 11 Agricoltura 1. Agriturismo Apicoltura Cantine per la produzione di vini Floricoltura Ittiturismo Vendita di prodotti agricoli 38 Artigianato di servizio 7. Barbieri - Parrucchieri Istituti di bellezza Laboratorio artigianale per la produzione di alimenti Lavanderia - Lavaggio a secco - Tintoria Officina meccanica Panificio 68 Attività ricettive 13. Affittacamere e case per vacanze Alberghi e residenze turistico-alberghiere Bed & Breakfast Campeggi e villaggi turistici Rifugi alpini Stabilimenti termali Turismo rurale 98 Commercio 20. Autosaloni Commercio di fitosanitari Commercio all ingrosso di medicinali Commercio di preziosi Commercio elettronico Commercio su aree pubbliche Distributori di carburante ad uso privato 124

7 INDICE Distributori di carburante ad uso pubblico Edicole Erboristerie Esercizi di vicinato Grandi strutture di vendita Medie strutture di vendita Spacci interni 156 Industria 34. Editoria Fabbricazione prodotti chimici, gomma e plastica Fabbricazione specialità medicinali Industria del legno e prodotti in legno e sughero Industria metalmeccanica Mangimifici Molini 182 Pubblici esercizi 41. Bar, caffè, gelaterie e simili Ristoranti, trattorie, tavole calde, pizzerie, paninoteche Somministrazione al pubblico di alimenti e bevande a domicilio del consumatore 202 Sanità 44. Farmacie Strutture per anziani 211 Servizi 46. Agenzie di viaggio Autoscuole Imprese di pulizie Investigazioni private Pompe funebri 230 Servizi ricreativi e sportivi 51. Locali di pubblico spettacolo: cinema e teatri Sale per il gioco del bingo Scuole di ballo Impianti sportivi 249 Telecomunicazioni 55. Impianti di telefonia mobile Impianti per l emittenza radio e televisiva 264

8 INDICE Trasporti 57. Noleggio veicoli con conducente Noleggio veicoli senza conducente Rimessa di veicoli Servizio di taxi con autovettura 281 PARTE B PROCEDIMENTI DI CARATTERE GENERALE Ambiente 1. Autorizzazione alle emissioni in atmosfera Autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali Classificazione industria insalubre Comunicazione di attività di recupero dei rifiuti (D.Lgs. 22/97, art. 33) Inquinamento acustico Reflui zootecnici Valutazione Impatto Ambientale Vincolo idrogeologico 317 Commercio 9. Autorizzazione all apertura, trasferimento, ampliamento della superficie di grandi strutture di vendita Autorizzazione all apertura, trasferimento, ampliamento della superficie di medie strutture di vendita Comunicazione di apertura, trasferimento, ampliamento della superficie di esercizi di vicinato 328 Edilizia 12. Autorizzazione/deposito di progetti per interventi edilizi in zona sismica Certificato di conformità edilizia e agibilità Denuncia Inizio Attività Denuncia opere in cemento armato, cemento armato precompresso, a struttura metallica Permesso di costruire Valutazione preventiva Variante agli strumenti urbanistici (art. 5 D.P.R. 447/98 e s.m.i.) Vincolo paesaggistico-ambientale 364 Polizia amministrativa 20. Commissione di vigilanza 368

9 INDICE 21. Comunicazione svolgimento attività di campeggi didattico-educativi Prevenzione incendi 22. Certificato di Prevenzione Incendi (art. 3 D.P.R. 37/98 e art. 2 D.M. 4/05/1998) Deroga per attività soggette al controllo di prevenzione incendi (art. 6 D.P.R. 37/98 e art. 5 D.M. 4/05/1998) Parere di conformità antincendio sul progetto (art. 2 D.P.R. 37/98 e art. 1 D.M. 4/05/1998) 380 Sanità 25. Autorizzazione al funzionamento di strutture socio-assistenziali e sociosanitarie (Del. G.R. 564/00) Autorizzazione alla detenzione/impiego di sorgenti radioattive RX utilizzate a scopo medico Autorizzazione alla detenzione e utilizzo di gas tossici Autorizzazione alla realizzazione di strutture e all esercizio di attività sanitarie e sociosanitarie (art. 8-ter D.Lgs. 502/92 e s.m.i.) Autorizzazione sanitaria per la produzione - preparazione - confezionamento alimenti Autorizzazione testi di pubblicità sanitaria 408

10 PARTE A ATTIVITÀ ECONOMICHE 11

11 Agricoltura 13 Scheda A01 Agriturismo Descrizione Ai sensi del D.Lgs. 228/01, rientrano tra le attività agrituristiche di cui alla legge 730/85 svolte all esterno dei beni fondiari nella disponibilità dell impresa, l organizzazione di attività ricreative, culturali e didattiche, di pratica sportiva, escursionistiche e di ippoturismo finalizzate ad una migliore fruizione e conoscenza del territorio, nonché la degustazione dei prodotti aziendali, ivi inclusa la mescita del vino, ai sensi della legge 268/99. La disciplina dell agriturismo in Emilia-Romagna è dettata dalla L.R. 26/94 Norme per l esercizio dell agriturismo e del turismo rurale ed interventi per la loro promozione - Abrogazione della L.R.8 dell 11 marzo L agriturismo consiste nel dare alloggio in locali dell azienda agricola, ospitare in spazi aperti attrezzati, somministrare pasti e bevande, vendere prodotti aziendali, allevare cavalli ad uso ricreativo, organizzare attività ricreative, culturali, musicali e sportive di trattenimento degli ospiti; le attività indicate sono svolte in connessione e complementarità rispetto all azienda agricola. Gli operatori agrituristici devono risultare in possesso del titolo di imprenditore agricolo, in forma singola o associata, e devono frequentare un corso di specializzazione per poter esercitare. Solo le aziende autorizzate possono esporre il simbolo regionale ufficiale. Requisiti per l esercizio dell attività Possono svolgere attività agrituristica gli imprenditori agricoli di cui all art del Codice Civile come sostituito dall art. 1, c. 1, D.Lgs. 228/01, singoli o associati, che svolgono l attività agricola mediante l utilizzazione della propria azienda. Gli imprenditori possono avvalersi di familiari collaboratori di cui all art. 230-bis del Codice Civile e di propri dipendenti, ai sensi dell art. 3, c. 2, D.Lgs. 228/01. I soggetti interessati all esercizio dell agriturismo devono essere in possesso, alla data di presentazione della richiesta di iscrizione nell elenco degli operatori agrituristici

12 di cui all art. 12 L.R. 26/94, della qualifica di imprenditore agricolo e dell attestato di frequenza al corso per operatore agrituristico attivato nel territorio della Provincia. Modalità di autorizzazione 14 L autorizzazione allo svolgimento dell attività di agriturismo è rilasciata dal Comune; l elenco delle aziende autorizzate è tenuto dalle Province. L autorizzazione può essere sospesa in caso di mancato inizio dell attività entro un anno dalla data di rilascio od in seguito alla perdita dei requisiti da parte del titolare. Le aziende agrituristiche che offrono attività di ricezione hanno l obbligo della classificazione in base ai requisiti posseduti e sono contrassegnate da un minimo di una margherita ad un massimo di 5 margherite. Per ottenere l autorizzazione all esercizio di attività di agriturismo occorre presentare una domanda in bollo di rilascio autorizzazione e di classificazione alberghiera (per il servizio di ricezione, se presente), dichiarando i requisiti morali e contenente: la descrizione delle attività elencate nell attestato di iscrizione all esercizio dell attività di agriturismo rilasciato dalla Provincia ove ha sede l azienda; l indicazione delle caratteristiche dell azienda, degli edifici e delle aree da adibire ad uso agrituristico; l indicazione della capacità ricettiva e dei periodi previsti per le attività stagionali; la determinazione delle tariffe massime per l ospitalità che si intende adottare per l anno in corso; la dichiarazione comprovante l iscrizione nell elenco provinciale degli operatori agrituristici; ed allegando alla stessa: attestato di iscrizione all elenco provinciale di cui sopra; copia del certificato di usabilità dei locali; copia dei certificati di conformità degli impianti; autorizzazione agli scarichi; solo per attività ricettiva: modelli di autocertificazione per la richiesta di assegnazione del livello di classifica (allegati alla Del. G.R. 389/00 Modelli D1 e D2). Se il richiedente è una società, occorre allegare alla domanda una copia registrata dell atto costitutivo della stessa. Copia della domanda e dei relativi allegati viene trasmessa a cura del Comune al Servizio di igiene pubblica dell ASL ai fini del nulla-osta igienico sanitario. Contestualmente il Comune provvede alla richiesta delle seguenti certificazioni: casellario giudiziale (Procura della Repubblica); antimafia (Prefettura).

13 In caso di società, gli accertamenti penali vengono effettuati per il legale rappresentante e per tutti i soci; per le S.a.s., invece, solo per il socio accomandatario. Il Comune procede inoltre alla verifica dei requisiti obbligatori e fungibili posseduti, tramite il Comando di Polizia Municipale, per l assegnazione della classificazione. Ottenute le certificazioni richieste, il Comune procede con la comunicazione alla Prefettura ai sensi del D.P.R. 616/77 di rilascio dell autorizzazione, allegando copia del casellario giudiziale. Infine, a seguito di ottenimento del nulla osta da parte dell ASL e di esito positivo degli accertamenti penali, il Comune provvede al rilascio dei seguenti atti autorizzativi necessari all avvio ed esercizio dell attività di cui trattasi: autorizzazione per azienda agrituristica; autorizzazione di assegnazione della classificazione; autorizzazione sanitaria per l esercizio dell attività stessa. 15 Normativa Nazionale L. 730/85 - Disciplina dell agriturismo. L. 135/01 - Riforma della legislazione nazionale del turismo. D.Lgs. 228/01 - Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell articolo 7 della L. del 5 marzo 2001, n. 57. D.M. del 9/04/ Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l esercizio delle attività ricettive turistico-alberghiere. D.M. Interno dell 11/12/ Disposizioni concernenti la comunicazione alle autorità di pubblica sicurezza dell arrivo di persone alloggiate in strutture ricettive. D.M. Interno del 6/10/ Approvazione della regola tecnica recante l aggiornamento delle disposizioni di prevenzione incendi per le attività ricettive turistico-alberghiere esistenti di cui al decreto 9 aprile Regionale L.R. 26/94 - Norme per l esercizio dell agriturismo e del turismo rurale ed interventi per la loro promozione - Abrogazione della L.R. dell 11 marzo 1987, n. 8. Del. G.R. 1227/99 - Programma regionale agrituristico e di rivitalizzazione delle aree rurali. Biennio Attuazione L.R 26 del 28 giugno Del. G.R. 389/00 - Criteri generali e procedure per la classificazione delle aziende agrituristiche che offrono servizio di ricezione. L.R. del 28 giugno 1994 n. 26. Circ. Assessorati Sanità e Servizi Sociali e all Edilizia e Casa n. 19 del 24/04/ Criteri generali e procedure per la classificazione delle aziende agrituristiche che offrono servizio di ricezione. L.R. del 28 giugno 1994 n. 26.

14 Contribuzione a carico del richiedente Marche da bollo del valore corrente, sull istanza e sull atto autorizzativo finale. Contributo di costruzione e diritti di segreteria per D.I.A./permesso di costruire. Diritti di emissione pareri di uffici ed enti terzi coinvolti nella procedura unica come da tariffari specifici. 16 Procedimenti collegati Per l attività specifica Autorizzazione all apertura od al trasferimento di esercizio per l agriturismo Ai fini dell esercizio dell attività di agriturismo occorre presentare domanda di autorizzazione presso lo sportello unico del Comune nel cui territorio è ubicata l azienda. La domanda dovrà contenere: la descrizione delle attività elencate nell attestato di iscrizione all esercizio dell agriturismo; l indicazione delle caratteristiche dell azienda, degli edifici e delle aree da adibire ad uso agrituristico; l indicazione delle capacità ricettive e dei periodi previsti per le attività stagionali; la determinazione delle tariffe massime per l ospitalità che si intendono adottare per l anno in corso, eventualmente rapportate per diversi periodi di attività; l autocertificazione comprovante l iscrizione nell elenco provinciale degli operatori di agriturismo. Classificazione di azienda agrituristica Autorizzazione sanitaria per esercizio di attività agrituristica Comunicazione di cessazione attività agrituristica Di carattere generale Permesso di costruire/d.i.a. [Schede B14, B16] Certificato di conformità edilizia [Scheda B13] Procedimenti vigili del Fuoco [Schede B22, B23, B24]: sono soggette ai controlli antincendi le strutture con più di 25 posti letto rif. attività n. 84 Alberghi, pensioni, motels, dormitori e sim. con oltre 25 posti letto di cui all elenco del D.M. 16/02/82 N.B. Il rilascio del titolo abilitativo edilizio è subordinato alle seguenti verifiche: eventuale vincolo ai sensi del D.Lgs. 490/99; classificazione dell edificio secondo il P.R.G.;

15 usi ammessi per l edificio o nella zona di interesse (secondo le norme tecniche di attuazione al P.R.G.); eventuali ulteriori vincoli (es. vincolo idrogeologico, ecc.). Cfr. schede: Valutazione Impatto Ambientale (V.I.A.) [Scheda B07] Vincolo idrogeologico [Scheda B08] Vincolo paesaggistico-monumentale (Soprintendenza) [Scheda B19] 17

16 18 Scheda A02 - Apicoltura Descrizione L art. 1 della L.R. 35/88 individua l apicoltura come attività agricola che si inquadra nell economia agricola regionale contribuendo alla conservazione dell ambiente. Ai sensi dell art. 8, gli alveari presenti sul territorio regionale sono soggetti a denuncia obbligatoria da parte dei proprietari. Il servizio veterinario dell ASL vigila sull attuazione degli interventi sanitari e profilattici in materia di apicoltura e promuove periodici accertamenti sanitari sugli apiari, anche in collaborazione con gli esperti delle associazioni degli apicoltori. Ancora ai sensi dell art. 8, i proprietari sono tenuti a comunicare, singolarmente o tramite le loro associazioni, entro 48 ore al comune di arrivo gli spostamenti di alveari in nuove postazioni e l introduzione di alveari in Emilia-Romagna provenienti da altre regioni. Le comunicazioni di cui sopra devono essere effettuate nel rispetto del disposto del regolamento in materia di nomadismo (art. 9, L.R. 35/88: Al fine di promuovere un razionale sfruttamento delle risorse e la pratica dell impollinazione a mezzo delle api e, per quanto possibile, limitare la diffusione di malattie, il Consiglio regionale adotta un regolamento che prevede la disciplina del nomadismo e stabilisce le distanze tra gli apiari ). Requisiti per l esercizio dell attività Requisiti soggettivi Per gli allevatori di api regine: obbligo di iscrizione all apposito albo degli allevatori a scopo commerciale di api regine di razza Ligustica istituito presso la Regione Emilia-Romagna (cfr. Regolamento regionale 29/91 Istituzione in Emilia-Romagna dell Albo regionale degli allevatori a scopo commerciale di api regine, in attuazione dell art. 12 della L.R. 35, 25 agosto 1988, concernente la tutela e sviluppo dell apicoltura ).

17 La permanenza nell albo degli allevatori è subordinata al rispetto, da parte dell allevatore, degli impegni assunti all atto dell iscrizione, all ottemperanza delle disposizioni emanate dalla commissione regionale per l albo degli allevatori di api regine di razza Ligustica di cui all art. 2 del Regolamento R.E-R. 29/91 ed all idoneità biotecnica degli allevamenti. L idoneità biotecnica, data dall insieme dei parametri biometrici e dalle caratteristiche dell allevamento, è verificata dalla suddetta commissione. L idoneità sanitaria compete al servizio veterinario dell ASL. L ammissione e la permanenza nell albo sono subordinate all impegno da parte dell allevatore, nell ambito della metodologia del miglioramento genetico della razza Ligustica, ad instaurare un rapporto di collaborazione e di interscambio di ceppi con gli apicoltori della zona di rispetto e con altri apicoltori di fiducia. 19 Requisiti dell impianto Distanze minime tra gli apiari, calcolate dal centro dei singoli apiari. Gli apiari, sia nomadi che stanziali, devono essere collocati all esterno dei raggi di rispetto determinati in base alla consistenza come di seguito specificato: m. 100 di raggio se gli apiari sono formati da 1 a 10 alveari; m. 150 di raggio se gli apiari sono formati da 11 a 20 alveari; m. 250 di raggio se gli apiari sono formati da 21 a 30 alveari; m. 500 di raggio se gli apiari sono formati da 31 e più alveari. Distanze minime degli apiari da: civili abitazioni occupate da terzi; edifici nei quali una o più persone svolgono la propria attività, anche temporaneamente; strade statali, provinciali, comunali, autostrade e ferrovie; fissate dai regolamenti edilizi locali. Obbligo di identificazione di tutti gli alveari tramite l apposizione di una targa di materiale resistente alle intemperie, posta in un punto ben visibile, riportante in caratteri indelebili le generalità del proprietario, la residenza ed il numero telefonico (art. 8, c. 3, L.R. 35/88). Modalità di autorizzazione L autorizzazione all impianto di un attività di apicoltura ed all esercizio della stessa è rilasciata dallo sportello unico sulla base di istanza in bollo presentata dall interessato corredata della necessaria documentazione. L istanza di rilascio dell autorizzazione all esercizio dell attività di apicoltura deve essere comprensiva di domanda di titolo abilitativo edilizio finalizzata all autorizzazione di interventi di trasformazione edilizia su locali o unità immobiliari; si rende necessaria solo in caso di esecuzione di opere edilizie diverse dalla manutenzione ordinaria e dalle opere d arredo.

18 Normativa Nazionale 20 Reg. CE 1221/97 del Consiglio del 25/06/97 che stabilisce le regole generali di applicazione delle azioni dirette a migliorare la produzione e la commercializzazione del miele. Reg. CE 2633/98 della Commissione dell 8/12/98 che modifica il regolamento CE 2300/97 recante modalità di applicazione del regolamento CE 1221/97 del consiglio che stabilisce le regole generali di applicazione delle azioni dirette a migliorare la produzione e la commercializzazione del miele. Reg. CE 1804/99 del Consiglio del 19/07/99 che completa, per le produzioni animali, il regolamento CEE n. 2092/91 relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e alla indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari. Reg. CE 2491/2001 della Commissione del 19/12/01 modificativo del regolamento CEE 2092/91 del Consiglio relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli ed all indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari. L. 441/98 - Norme per la diffusione e la valorizzazione dell imprenditoria giovanile in agricoltura. D.Lgs. 155/97 - Attuazione delle direttive 93/43/CEE e 96/3/CE concernenti l igiene dei prodotti alimentari. D.Lgs. 185/00 - Incentivi all autoimprenditorialità e all autoimpiego, in attuazione dell articolo 45, comma 1, della legge 14 del 17 maggio D.Lgs. 259/00 - Attuazione della direttiva 1999/10/CE in materia di etichettatura dei prodotti alimentari. D.Lgs. del 29/03/ Modificazione dell allegato I del D.M. del 4 agosto 2000, in materia di attuazione del regolamento CEE 1804/99 del 19 luglio 1999, sul metodo delle produzioni animali biologiche. D.Lgs. 228/01 - Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell art. 7 della legge 57 del 5 marzo D.M. del 27/03/ Disciplina dell allevamento di api regine destinate all esportazione. D.M. del 4/08/ Modalità di attuazione del regolamento CE 1804/99 sulle produzioni animali biologiche. Circ. Ministero delle Politiche Agricole e Forestali del 24/02/ Linee guida per l applicazione dei regolamenti comunitari sul miglioramento della produzione e commercializzazione del miele. Regionale L.R. 35/88 - Tutela e sviluppo dell apicoltura. Reg. regionale 29/91 - Istituzione in Emilia-Romagna dell albo regionale degli allevatori a scopo commerciale di api regine, in attuazione dell art. 12 della L.R. 35 del 25 agosto 1988, concernente la tutela e sviluppo dell apicoltura.

19 Reg. regionale 18/95 - Disciplina del nomadismo in apicoltura nella Regione Emilia- Romagna, in attuazione dell art. 9 della L.R 35 del 25 agosto 1988, concernente tutela e sviluppo dell apicoltura. Contribuzione a carico del richiedente Marche da bollo del valore corrente, sull istanza e sull atto autorizzativo finale. Contributo di costruzione e diritti di segreteria per D.I.A./permesso di costruire. Diritti di emissione pareri di uffici ed enti terzi coinvolti nella procedura unica come da tariffari specifici. 21 Procedimenti collegati Per l attività specifica Comunicazione di spostamento di alveari in nuove postazioni o di introduzione di alveari in Emilia-Romagna provenienti da altre Regioni (nomadismo) Chiunque intenda praticare il nomadismo nel territorio della Regione Emilia- Romagna deve darne comunicazione scritta al Presidente della Provincia di destinazione entro il mese di febbraio di ogni anno, per una programmazione negli spostamenti degli alveari nel territorio provinciale. Contestuale comunicazione deve essere data al/ai Comune/Comuni interessato/i; ciò costituisce assolvimento, in via preventiva, a quanto previsto dal comma 2 dell art. 8 della L.R. 35 del 25 agosto Denuncia degli alveari I possessori di alveari sono tenuti a denunciare annualmente gli stessi presso il comune, che provvede a darne comunicazione al Servizio Veterinario dell ASL per consentire i controlli di competenza (art. 8, c. 1, L.R. 35/88). Il censimento degli alveari presenti sul territorio comunale deve essere effettuato nel rispetto delle modalità stabilite dalla Del. G.P.R. 394 del 21/06/86. Iscrizione all Albo degli allevatori a scopo commerciale di api regine di razza Ligustica presso la Regione Emilia-Romagna (Assessorato all agricoltura ed alimentazione) L iscrizione all albo avviene, su proposta del Comitato consultivo di cui all art. 3 L.R. 35/88, con decreto del Presidente della Giunta regionale, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda da parte dell interessato alla Regione Emilia-Romagna - Assessorato Agricoltura e Alimentazione, previo parere della Commissione regionale per l albo degli allevatori di api regine di razza Ligustica di cui all art. 2 del Regolamento R.E-R. 29/91.

20 Di carattere generale Permesso di costruire/d.i.a. [Schede B14, B16] Certificato di conformità edilizia [Scheda B13] 22 N.B. Il rilascio del titolo abilitativo edilizio è subordinato alle seguenti verifiche: eventuale vincolo ai sensi del D.Lgs. 490/99; classificazione dell edificio secondo il P.R.G.; usi ammessi per l edificio o nella zona di interesse (secondo le norme tecniche di attuazione al P.R.G.); eventuali ulteriori vincoli (es. vincolo idrogeologico, ecc.). Cfr. schede: Valutazione Impatto Ambientale (V.I.A.) [Scheda B07] Vincolo idrogeologico [Scheda B08] Vincolo paesaggistico-monumentale (Soprintendenza) [Scheda B19]

21 23 Scheda A03 - Cantine per la produzione di vini Descrizione Ai sensi dell art. 13 R.D.L. 2033/25, il nome di vino è riservato al prodotto della fermentazione alcolica del mosto di uva fresca o leggermente appassita in presenza od in assenza di vinacce. Sono considerati non genuini tutti i vini che non corrispondono alla precedente definizione compresi quelli ottenuti con uve secche e quelli preparati mediante la fermentazione di soluzioni zuccherine in presenza di fecce di vino o di vinacce di uva. La produzione a scopo di commercio, il commercio e la vendita di vini non genuini sono vietati. Tale divieto è esteso ai vini con grado alcolico inferiore al 10 per cento in volume, se rossi, al 9 per cento in volume, se bianchi. Requisiti per l esercizio dell attività Requisiti soggettivi Requisiti per l esercizio di attività agricola Requisiti per l esercizio di attività artigianale. Modalità di autorizzazione L impianto di uno stabilimento di produzione vini è subordinato al rilascio di autorizzazione da parte dello sportello unico sulla base di istanza in bollo corredata della necessaria documentazione. Tutte le cantine e gli stabilimenti di produzione e deposito di vini e mosti devono essere muniti di autorizzazione sanitaria indipendentemente dalla capacità produttiva, ai sensi dell art. 2, L. 283/62. Non sono soggette all obbligo dell autorizzazione esclusivamente le cantine con produzione destinata all autoconsumo.

22 Normativa Nazionale 24 L. 283/62 - Modifica degli artt e 262 del T.U. delle leggi sanitarie approvato con R.D del 27 luglio 1934: disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande. L. 164/92 - Nuova disciplina delle denominazioni di origine dei vini. D.L. 370/87 convertito, con modificazioni, dalla L. 460 del 4 novembre Nuove norme in materia di produzione e commercializzazione dei prodotti vinicoli, nonché sanzioni per l inosservanza dei regolamenti comunitari in materia agricola. D.Lgs. 260/00 - Disposizioni sanzionatorie in applicazione del Regolamento (CE) 1493/99, relativo all organizzazione comune del mercato vitivinicolo, a norma dell art. 5 della L. 526 del 21 dicembre D.P.R. 162/65 - Norme per la repressione delle frodi nella preparazione e nel commercio dei mosti, vini ed aceti. D.P.R. del 31/10/ Norme sulle zone di vinificazione dei vini a denominazione di origine controllata e a denominazione di origine controllata e garantita. D.P.R. 327/80 - Regolamento di esecuzione della L. 283 del 30 aprile 1962, e successive modificazioni in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande. D.P.R. 348/94 - Regolamento recante disciplina del procedimento di riconoscimento di denominazione di origine dei vini. D.M. dell 1/07/ Norme per la concessione delle licenze di produzione e imbottigliamento del vermouth e degli altri vini aromatizzati e per la vigilanza sulla preparazione e sul commercio dei detti prodotti. D.M. Agricoltura e Foreste dell 11/03/ Autorizzazione alla detenzione negli stabilimenti vinicoli e nelle cantine di determinati prodotti in deroga all articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 162 del 12 febbraio D.M. del 17/07/ Dichiarazione di giacenza dei vini e prodotti vinicoli. D.M. dell 1/08/ Adozione dei nuovi modelli di dichiarazione di raccolta delle uve e produzione vino. D.M. Politiche agricole e forestali del 6/08/ Disciplina della produzione delle tipologie passito, vinsanto, spumante, recioto, amarone ed altre similari previste nei disciplinari di produzione dei vini a denominazione di origine controllata e a denominazione di origine controllata e garantita. D.M. Politiche agricole del 13/07/ Nuove disposizioni per la produzione, la commercializzazione e l immissione al consumo dei vini a denominazione di origine e ad indicazione geografica tipica designati con la qualificazione novello. D.M. Politiche agricole alimentari e forestali del 16/07/ Dichiarazione di giacenza del vino e dei prodotti vitivinicoli detenuti dai produttori e dai consumatori.

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