Convocazione Assemblea annuale 3. Programma convegno: Chi decide per la mia vita 4. La persona nel fine vita 5

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1 ANNO XII - N. 1 - GENNAIO 2010 NOTIZIARIO DI INFORMAZIONE E DI AGGIORNAMENTO DEL COLLEGIO INTERPROVINCIALE IPASVI DI NOVARA E VERBANIA Editoriale 2 Convocazione Assemblea annuale 3 Programma convegno: Chi decide per la mia vita 4 La persona nel fine vita 5 Lavoro di ricerca sul problema disgeusia 6 Corso di inglese scientifico per infermieri 10 Abstract di Tesi del corso di laurea in infermieristica 13 Segreteria 15 Trimestrale di informazione settoriale - AUT. TRIBUNALE DI NOVARA N. 6 del 11/02/ Direttore Responsabile ARRENI Antonella - Coordinamento di Redazione: Consiglio Direttivo del Collegio Interprovinciale IPASVI di Novara e Verbania - Redazione: Via Biandrate 20/b, NOVARA. Tel Fax progetto grafico: Italgrafica NOVARA - Stampa: Italgrafica NOVARA - Spedizione in abbonamento postale 70% - DCO/DC Novara - Tax perque

2 Siamo a gennaio e si prospetta un anno pieno di buoni propositi ma anche di interrogativi importanti per la professione infermieristica. Come accennato nell editoriale dello scorso numero, nel mese di dicembre 2008, la Commissione Affari sociali della Camera ha iniziato i lavori per votare l approvazione al disegno di legge sul testamento biologico (c.d. legge del bio-testamento). Dei sei articoli del testo base il punto più controverso e contestato dalla compagine infermieristica, è il divieto di sospendere l alimentazione e l idratazione al paziente in stato vegetativo. A questo proposito, la presidente della Federazione Nazionale dei Collegi IPASVI Annalisa Silvestro ha dichiarato alla stampa: la legge sul fine vita,così come formulata, appare in contrasto con il codice deontologico approvato dagli Infermieri nel gennaio 2009; non riconosce la centralità della persona e delle sue volontà e non tiene conto del coinvolgimento dell intera equipe assistenziale. Se viene approvata come proposta, è in contrasto con principi etici della professione e con i valori degli infermieri, quindi si potrebbero determinare situazioni in cui gli infermieri sarebbero indotti ad appellarsi alla clausola di coscienza. Per rafforzare il disaccordo e per dichiarare la posizione ufficiale degli infermieri è stato stilato il Pronunciamento Ufficiale sul fine vita in cui si richiamano le norme espresse nel codice deontologico poiché è innegabile che gli infermieri svolgono una insostituibile funzione nella fase terminale della vita delle persone. Durante l evoluzione terminale della malattia e nel fine vita si legge nel Pronunciamento i rapporti tra l assistito, le sue persone di riferimento, il medico, l infermiere e l équipe assistenziale non possono essere rigidamente definiti da una legge potenzialmente fonte di dilemmi etici, difficoltà relazionali e criticità professionali, ma devono essere vissuti e sviluppati secondo le norme dei codici di deontologia professionale. Il Collegio, allo scopo di aprire un dibattito, e contribuire alla discussione sulle direttive anticipate, organizza un evento dal titolo Chi decide per la mia vita? Le direttive anticipate di trattamento: aspetti clinici, etici e legali che andrà a coincidere con l annuale appuntamento di presentazione dell Assemblea e delle linee programmatiche per l anno 2010, in essa contenute; nelle pagine successive troverete sia la convocazione all assemblea sia il programma della giornata formativa. È doveroso ricordare il diritto dovere, per ogni iscritto, di partecipazione alle attività del Collegio che si manifestano anche attraverso gli incontri con i componenti il Consiglio Direttivo proprio in sede assembleare. L assemblea è anche l opportunità per ogni iscritto di proporre attività/progetti da inserire nella progettazione annuale. Quest anno l assemblea si terrà il 6 Marzo a Novara presso l Hotel Europa di C.so Cavallotti 38. A nome di tutto il Consiglio Direttivo ringrazio gli iscritti per la soddisfazione dimostrata per gli eventi formativi organizzati nel Motivati dal Vostro consenso, il gruppo di consiglieri che si occupa di formazione proporrà sei eventi nel primo semestre 2010 (prospetto eventi all interno di questo numero) e ben presto pubblicherà il prospetto di eventi formativi, per il secondo semestre Un particolare rilievo deve essere dato al progetto del Consiglio Direttivo di proporre un corso base e uno intermedio di inglese scientifico a tutti gli iscritti interessati. Il corso di inglese sarà alla portata di tutti.per i più esperti o per i colleghi che desidereranno lavorare in Inghilterra sarà possibile ottenere gli appositi certificati di competenza. I consiglieri sono a vostra disposizione per rispondere ai quesiti o per eventuali incontri. Auguro a tutti gli iscritti buon lavoro. 2 Il Vice Presidente Dott. Gabriele Fasolini

3 Collegio IPASVI Novara VCO Convocazione ASSEMBLEA ANNUALE in ottemperanza degli art. 23 e 24 del vigente D.P.R. 221/50, è convocata l Assemblea ordinaria degli Iscritti al Collegio Interprovinciale IPASVI, in prima convocazione alle ore 15,30 di venerdì 05 marzo 2010 presso la sede del Collegio di Novara ed in via Biandrate 20/b SECONDA CONVOCAZIONE SABATO 6 MARZO 2010 ALLE ORE Presso Hotel Europa - Corso Cavallotti 38 - Novara Ordine del Giorno: Approvazione verbale seduta anno 2009 Relazione annuale Presidente Relazione del Tesoriere Approvazione Conto Consuntivo 2009 e Bilancio di previsione 2010 Il Segretario F.to Luigi Binelli La Presidente F.to Antonella Arreni Chi non potesse partecipare all Assemblea può delegare un/una Collega servendosi del modulo sottostante. Nessun iscritto può essere investito da più di due deleghe. Il/la sottoscritta delega il/la Collega, a rappresentarla/o nell Assemblea ordinaria IPASVI del 6 marzo In fede Data Firma 3

4 Collegio IPASVI Novara VCO CONVEGNO SABATO 6 MARZO 2010, Novara Hotel Europa CHI DECIDE PER LA MIA VITA? LE DIRETTIVE ANTICIPATE di TRATTAMENTO: aspetti clinici, etici e legali PROGRAMMA Ore Ore Registrazione Partecipanti Introduzione alla giornata e definizione degli obiettivi Antonella Arreni, Presidente Collegio IPASVI Ore Quando la persona non è in grado di decidere: urgenza, emergenza, coma Dott. Carlo Olivieri, Servizio Anestesia e Rianimazione AOU Maggiore della Carità Novara Ore Terapie Palliative avanzate e trattamento sintomatico delle malattie neurodegenerative Dott.sa Letizia Mazzini, Clinica Neurologica AOU Maggiore della Carità Novara Ore Pausa Caffè Ore Il principio di autonomia del paziente nelle questioni di fine vita Dott.ssa Ada Masucci, Professore a contatto Master Bioetica e Etica applicata Università degli Studi Torino Ore Elementi per una valutazione Etica delle Direttive anticipate di trattamento Don Pier Davide Guenzi, Docente di Etica Cristiana Istituto Superiore di Scienze Religiose - Novara Ore Dibattito Ore Pausa Pranzo Ore ASSEMBLEA ISCRITTI Ore Le Direttive Anticipate nell operatività quotidiana: aspetti giuridici e implicazioni per la professione infermieristica Avv. Giannantonio Barbieri Ore Dibattito e Conclusioni Ore Test di apprendimento 4 Obiettivi Informare sul dibattito in corso in tema di direttive anticipate di fine vita Comprendere i valori ed i principi chiave contenuti nel testo di legge di prossima approvazione Riflettere sui contenuti delle direttive anticipate e orientare la prassi assistenziale in una visione sempre più centrata sulla persona

5 La persona nel fine vita PRONUNCIAMENTO della Federazione Nazionale dei Collegi Infermieri Gli infermieri da sempre e quotidianamente accompagnano l assistito nell evoluzione terminale della malattia e le persone a lui vicine nel momento della perdita e della elaborazione del lutto attraverso modalità relazionali, atteggiamenti e gesti che vogliono accogliere, ascoltare, assistere, comunicare, lenire. L 8 novembre 2009, il Consiglio nazionale della Federazione dei Collegi Infermieri, riunitosi in una seduta aperta anche ai rappresentanti delle Associazioni infermieristiche italiane, dopo avere analizzato il testo della proposta di legge sulle Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento, anche in ragione del patrimonio esperienziale costruito accompagnando i propri assistiti nell evoluzione terminale della malattia e nel fine vita, fasi che sono per tutti, assistiti e professionisti, ad alta intensità relazionale, emozionale e spirituale ESPRIME IL SEGUENTE PRONUNCIAMENTO Durante l evoluzione terminale della malattia e nel fine vita i rapporti tra l assistito, le sue persone di riferimento, il medico, l infermiere e l équipe assistenziale non possono essere rigidamente definiti da una legge potenzialmente fonte di dilemmi etici, difficoltà relazionali e criticità professionali, ma devono essere vissuti e sviluppati secondo le norme dei Codici di deontologia professionale. Il Codice di deontologia professionale degli Infermieri italiani, PER QUANTO ATTIENE LA RELAZIONE CON LA PERSONA, RECITA: art. 3 La responsabilità dell infermiere consiste nell assistere, nel curare e nel prendersi cura della persona nel rispetto della vita, della salute, della libertà e della dignità dell individuo. art. 35 L infermiere presta assistenza qualunque sia la condizione clinica e fino al termine della vita dell assistito, riconoscendo l importanza della palliazione e del conforto ambientale, fisico, psicologico, relazionale, spirituale. art. 36 L infermiere tutela la volontà dell assistito di porre dei limiti agli interventi che non siano proporzionati alla sua condizione clinica e coerenti con la concezione da lui espressa della qualità di vita. art. 38 L infermiere non attua e non partecipa a interventi finalizzati a provocare la morte, anche se la richiesta proviene dall assistito. PER QUANTO ATTIENE L INFORMAZIONE ALLA PERSONA, RECITA: art. 20 L infermiere ascolta, informa, coinvolge l assistito e valuta con lui i bisogni assistenziali, anche al fine di esplicitare il livello di assistenza garantito e facilitarlo nell esprimere le proprie scelte. art. 24 L infermiere aiuta e sostiene l assistito nelle scelte, fornendo informazioni di natura assistenziale in relazione ai progetti diagnostico-terapeutici e adeguando la comunicazione alla sua capacità di comprendere. art. 37 L infermiere quando l assistito non è in grado di manifestare la propria volontà, tiene conto di quanto da lui chiaramente espresso in precedenza e documentato. PER QUANTO ATTIENE LA MODALITÀ DI ASSISTENZA ALLA PERSONA, RECITA: art. 14 L infermiere riconosce che l interazione tra professionisti e l integrazione interprofessionale sono modalità fondamentali per far fronte ai bisogni dell assistito. art. 27 L infermiere garantisce la continuità assistenziale anche contribuendo alla realizzazione di una rete di rapporti interprofessionali e di una efficace gestione degli strumenti informativi. art. 39 L infermiere sostiene i familiari e le persone di riferimento dell assistito, in particolare nelle evoluzione terminale della malattia e nel momento della perdita e della elaborazione del lutto. I Presidenti dei Collegi provinciali IPASVI, riuniti in Consiglio nazionale e a nome degli oltre 377mila infermieri italiani che rappresentano, in ottemperanza al proprio Codice di deontologia professionale, SI IMPEGNANO - a rispettare le scelte dell assistito anche quando non vi fosse la capacità di manifestarle, tenendo in conto quanto espresso in precedenza e documentato; - a sostenere la palliazione e la lotta al dolore; - a respingere l accanimento terapeutico. AFFERMANO - che l alleanza tra l assistito e l intera équipe assistenziale acquista ancor più peculiare valore nell evoluzione terminale della malattia e nella fase del fine vita. RIBADISCONO - che l integrazione multi professionale è la modalità fondamentale per un empatica risposta ai bisogni dell assistito. CHIEDONO - che, qualora non vi fossero modifiche al testo della proposta di legge sulle Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento, sia data agli infermieri la possibilità di potersi richiamare a quanto previsto nell art. 8 del loro Codice di deontologia professionale che recita: L infermiere nel caso di conflitti determinati da diverse visioni etiche, si impegna a trovare la soluzione attraverso il dialogo. Qualora vi fosse e persistesse una richiesta di attività in contrasto con i principi etici della professione e con i propri valori, si avvale della clausola di coscienza, facendosi garante delle prestazioni necessarie per l incolumità e la vita dell assistito. Annalisa Silvestro Presidente della Federazione Nazionale Collegi IPASVI Il Comitato Centrale della Federazione Nazionale Ipasvi e i Collegi Provinciali Ipasvi di: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Barletta-Andria-Trani, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso-Isernia, Caserta, Catania, Catanzaro, Chieti, Como, Cosenza, Cremona, Crotone, Cuneo, Enna, Ferrara, Firenze, Foggia, Forlì-Cesena, Frosinone, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, L aquila, La Spezia, LatIna, Lecce, Lecco, Livorno, Lucca, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano-Lodi, Modena, Napoli, Novara-Verbania, Nuoro, Oristano, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Perugia, Pesaro-Urbino, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Prato, Ragusa, Ravenna, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Roma, Rovigo, Salerno, Sassari, Savona, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza, Viterbo

6 Il personale infermieristico della S.C. Oncologia Medica AOU Maggiore della Carità di Novara LAVORO DI RICERCA SUL PROBLEMA DISGEUSIA INTESO COME EFFETTO INDESIDERATO DEI CICLI CHEMIOTERAPICI IN PAZIENTI ONCOLOGICI 6 Questo studio è stato condotto nella SCDU Oncologia dell Azienda Ospedaliera Universitaria Maggiore della Carità di Novara. L obiettivo è quello di descrivere le alterazioni del gusto analizzandone l intensità, la frequenza, le caratteristiche in una popolazione di pazienti affetti da cancro sottoposti o non alla chemioterapia. La disgeusia è un alterazione della percezione dei quattro gusti base (amaro, dolce, salato e acido), modificando di conseguenza il sapore proprio del cibo. MATERIALI E METODI I dati necessari allo studio sono stati raccolti mediante un questionario. Il questionario prevede ventinove domande chiuse a risposta si/no: Sesso: M F 2) Età: 3) Motivo del ricovero: 4) Fuma: 5) E in trattamento chemioterapico attivo? 6) Ha mai avuto episodi di alterazione del gusto? 7) In questo momento presenta questo tipo di sintomo (alterazione del gusto)? 8) L alterazione del gusto è? improvvisa graduale 9) L alterazione del gusto è? intermittente continua 10) Durante un ciclo chemioterapico ha mai avvertito una sensazione di nausea e/o vomito? 11) In questo momento presenta nausea e/o vomito? 12) Ha mai avuto una sensazione di mancanza di salivazione? 13) In questo momento presenta mancanza di salivazione? 14) Ha mai avuto problemi di stitichezza? 15) In questo momento presenta stitichezza? 16) Ha mai avuto problemi di diarrea? 17) In questo momento ha diarrea? 18) Ha mai avuto difficoltà nella deglutizione? 19) In questo momento presenta difficoltà nella deglutizione? 20) Se ha/ha avuto una percezione alterata dei gusti: 21) Quanto le risulta alterato il gusto degli alimenti? Moltissimo Molto Abbastanza Poco 22) Quali sapori le sembra che assumano i cibi? Sapore metallico Sapore di carta Non sente i sapori Altro. 23) Quali gusti risultano maggiormente alterati? Salato Dolce Acido Amaro 24) L alterazione del gusto ha comportato delle variazioni del vostro regime alimentare? 25) Quali cibi/bevande in particolare le sembra abbiano un gusto alterato? carne uova succhi di frutta dolci pesce formaggi acqua verdura pasta e pane vino 26) Quando ha iniziato ad avvertire l alterazione del gusto? subito dopo il primo ciclo dopo la seconda terapia dopo più terapie altro. 27) Il suo peso è variato rispetto al suo peso ideale? Aumentato Uguale Diminuito 28) Se il suo peso è diminuito: da quando se n è reso/a conto? 29) Il suo peso è variato da quando avverte i gusti alterati? Il questionario per la valutazione dell alterazione del gusto è stato sottoposto a 60 pazienti, di questi, 20 sono stati esclusi a causa della difficoltà a reperire i dati riguardanti il trattamento. Di conseguenza i risultati ottenuti sono stati ricavati solo da 40 pazienti, 10 dei quali sono stati sottoposti a trattamento chemioterapico attivo. Al fine di ottenere un campione di studio omogeneo sono stati scelti pazienti in grado di comprendere e parlare la lingua italiana, e stato chiesto loro il consenso ed è stata garantita la massima privacy. L età media dei pazienti intervistati è di 52 anni. Nonostante le componenti psicologiche legate alla patologia di questi pazienti oncologici, tutti coloro che sono stati consultati hanno dimostrato di essere aperti e molto disponibili alla compilazione del questionario.

7 RISULTATI PUNTO 1. Rapporto tra trattamento chemioterapico e disgeusia. Disgeusia e trattamento chemioterapico Momento della comparsa di disgeusia in pazienti non sottoposti a chemioterapia attiva Momento della comparsa di disgeusia in pazienti non sottoposti a chemioterapia attiva, con alterazioni del gusto in corso di trattamenti precedeti PUNTO 2. Modalità di insorgenza della disgeusia. Modalità di comparsa della disgeusia in pazienti sottoposti trattamento chemioterapico attivo PUNTO 4. Modalità di manifestazione della disgeusia. Modalità di manifestazione della disgeusia in pazienti sottoposti a trattamento chemioterapico attivo Modalità di comparsa della disgeusia in assenza di trattamento chemioterapico durante il ricovero Modalità di manifestazione della disgeusia in pazienti non sottoposti a trattamento chemioterapico attivo Modalità di comparsa della disgeusia in pazienti che hanno avuto trattamenti chemioterapici precedenti il ricovero Modalità di manifestazione della disgeusia in pazienti non sottoposti a trattamento chemioterapico attivo con alterazioni del gusto durante i trattamenti precedenti Il 2,5% dei pazienti ha riferito disgeusia in maniera graduale e continua senza aver mai subito trattamenti chemioterapici. PUNTO 3. Momento della comparsa della disgeusia. Modalità della comparsa di disgeusia in pazienti sottoposti a chemioterapia attiva Il 2,5% dei pazienti ha affermato di sentire un sapore metallico senza aver mai fatto chemioterapia. Punto 5. Variazione qualitativa del gusto. Variazione qualitativa del gusto in pazienti sottoposti a trattamento chemioterapico attivo 7

8 Variazione qualitativa del gusto in pazienti non sottoposti a trattamento chemioterapia attiva Tipo di alimento che ha subito alterazione del gusto in pazienti non sottoposti a trattamente chemioterapico attivo Variazione qualitativa del gusto in pazienti non sottoposti a trattamento chemioterapico attivo con laterazioni del gusto durante i trattamenti precedenti Tipo di alimento che ha subito alterazione del gusto in pazienti non sottoposti a trattamente chemioterapico attivo con alterazioni del gusto nei trattamenti precedenti Il 2,5% dei pazienti non sottoposto mai a chemioterapia ha risposto di percepire un gusto alterato dell amaro. Punto 6. Variazione quantitativa del gusto. Variazione quantitativa del gusto in pazienti sottoposti a trattamento chemioterapico attivo Il 2,5% dei pazienti ha dichiarato un gusto alterato dei formaggi pur non avendo mai fatto chemioterapia.il 20% dei pazienti intervistati a causa della disgeusia ha variato le proprie abitudini alimentari. Punto 8. Disgeusia e variazione di peso. Il 57,5% dei pazienti intervistati ha dichiarato di aver perso peso, tra questi il 30% in corso di trattamento chemioterapico, mentre il 15% senza aver mai subito chemioterapia. Il 32,5% attribuisce la causa della perdita di peso alla disgeusia. Perdita di peso e disgeusia Il 12,5% dei pazienti parlano di aumento di peso. Variazione quantitativa del gusto in pazienti non sottoposti a trattamento chemioterapico attivo Aumento di peso e disgeusia Variazione quantitativa del gusto in pazienti non sottoposti a trattamento chemioterapico attivo con alterazioni del gusto nei trattamenti precedenti Punto 9. Disgeusia e altri disturbi correlati ai trattamenti chemioterapici. I disturbi indagati sono la nausea, la xerostomia (diminuzione della salivazione), la stitichezza e la diarrea. Dall intervista è emerso che solo il 20% dei pazienti hanno avuto nausea durante il ricovero. Il restante 80% dei pazienti non ha mai avuto nausea ( tra questi il 45% era in corso di trattamento chemioterapico attivo, il 45% aveva subito in precedenza trattamenti chemioterapici, e il 27,5% non ha mai subito chemioterapia). Pazienti con nausea Il 2,5% dei pazienti non sottoposti mai a chemioterapia ha risposto di sentire un gusto abbastanza alterato. Punto 7. Tipo di alimento che ha subito alterazione del gusto. Tipo di alimento che ha subito alterazioni del gusto in pazienti sottoposti a trattamento chemioterapico attivo Pazienti con xerostomia 8

9 Pazienti con stitichezza TABELLA1 TRATTAMENTO CHEMIOTERAPICO N PAZIENTI Etoposide 1 Gemcitabina e Oxaplatino 1 Oxaplatino 1 Pazienti con diarrea Docetaxel e Cisplatino 1 Fluorouracile 1 Paclitaxel 1 Oxaplatino e Fluorouracile 4 I farmaci chemioterapici somministrati ai pazienti intervistati durante il ricovero sono raggruppati nella tabella 1. CONCLUSIONE Concludendo è possibile riassumere i risultati dello studio in sei punti: la disgeusia è un effetto collaterale oggettivo e soggettivo della chemioterapia. Secondo i nostri dati il 65% dei pazienti sottoposti a chemioterapia ha avvertito questo disagio. La disgeusia è da considerarsi un effetto collaterale a rapida insorgenza, infatti può comparire già dal primo trattamento chemioterapico (37,5%). La chemioterapia può essere causa di altre situazioni che compromettono le abitudini alimentari dei pazienti, quali: la xerostomia (35%), la nausea (17,5%), la stitichezza (25%), la diarrea (15%). La disgeusia è avvertita in modo abbastanza significativo nel 32,5% dei pazienti. La carne è l alimento per il quale si verificano più alterazioni del gusto (17,5%). La disgeusia viene percepita come un alterazione disturbante in grado di modificare le abitudini alimentari (20%). La disgeusia trova una forte associazione con la perdita di peso. Tra il 67,5% dei soggetti che ha riferito il sintomo, il 57,5% ha avuto una diminuzione di peso. Di questi ultimi il 32,5% ne attribuisce la causa alla disgeusia. L alterazione del gusto viene spesso considerato un problema minore da parte del personale medico e infermieristico e di conseguenza poco valutato e segnalato sulla documentazione clinica. I dati raccolti, invece, possono essere utili per aumentare la sensibilizzazione al problema e cominciare a capire come aiutare i pazienti per controllare questo sintomo. La disgeusia altera il piacere di mangiare e può essere associato alla diminuzione di peso avendo implicazioni significative sullo stato nutrizionale. La diminuzione di peso che ovviamente deriva da una nutrizione inadeguata, può influenzare l efficacia dei trattamenti: un paziente in buone condizioni nutritive è in grado di tollerare meglio qualsiasi terapia (chemioterapia, radioterapia, chirurgia). La ridotta assunzione degli alimenti legata alla disgeusia favorisce spesso la sviluppo di malnutrizione Dalla tabella si può dedurre che la chemioterapia costituita dalla associazione di Oxaplatino e Fluorouracile è più facilmente causa di disgeusia nei pazienti sottoposti a questo ciclo. provocando un peggioramento della qualità di vita. Gli obiettivi di una buona nutrizione sono, quindi, di evitare gli eventuali deficit nutrizionali, di impedire la perdita di massa grassa e di ridurre gli effetti della malnutrizione sui vari organi. Supportare il paziente oncologico relativamente al suo fabbisogno nutrizionale durante il trattamento è, dunque, di estrema importanza. Pertanto l integrazione nutrizionale ha lo scopo di fornire energia sufficiente di mantenere e migliorare le condizioni del paziente e sostenere la risposta immunitaria così da arginare i disturbi digestivi e migliorare il più possibile la qualità di vita. Così anche gli altri effetti collaterali del trattamento chemioterapico da noi indagati possono essere causa di malnutrizione. L xerostomia merita un accenno particolare in quanto può essere causa di disgeusia. La xerostomia, ovvero la ridotta salivazione, comporta la diminuzione della capacità di trasferire gli stimoli ai calici gustativi e quindi il gusto appare alterato. La scarsa salivazione, oltretutto, rende difficoltoso la creazione del bolo alimentare e l inizio del processo digestivo, che avviene già nel cavo orale, grazie all enzima ptialina. Infine vorrei parlare di un dato che ad occhi poco attenti potrebbe inficiare lo studio. Un 2,50% di pazienti dichiara di aver disgeusia anche senza aver mai subito trattamento chemioterapico. Questo dato avvale un ipotesi in letteratura già conosciuta e corroborata, cioè che l assunzione di farmaci per patologie sistemiche (ipertensione, problemi neurologici) può coinvolgere il sistema gustativo. Gli infermieri in oncologia sono particolarmente sensibili alle situazioni che compromettono la qualità di vita dei loro pazienti. La malattia neoplastica è molto invalidante e non solo da un punto di vista fisico, ma soprattutto da quello psichico. Intervenire sulla questione alimentare è importante per il processo di cura, è un modo per aiutare il paziente a non percepirsi troppo diverso esteticamente e di conseguenza poter conservare la rete relazionale vitale per il proprio benessere psichico. 9

10 A TUTTI GLI ISCRITTI IL COLLEGIO I.P.A.S.V.I. DI NOVARA/VERBANIA ORGANIZZA UN CORSO D INGLESE SCIENTIFICO PER INFERMIERI (BASE LEVEL E INTERMEDIATE LEVEL) LE SEDI DEL CORSO SARANNO: SEDE DI NOVARA E SEDE DI VERBANIA COSTO DEI SINGOLI CORSI GRAZIE AD UNA CONVEZIONE CHE IL TUO COLLEGIO HA STIPULATO CON L ISTITUTO FDE DI MANTOVA 100 (CENTO) (per ciascun corso) IMPORTANTISSIMO, I CORSI SONO ACCREDITATI (ECM) CORSO BASE LEVEL: CREDITI FORMATIVI ECM N 48 CORSO INTERMEDIATE LEVEL: CREDITI FORMATIVI ECM N 48 Ogni corso ha una durata di 40 ore, con una frequenza di due incontri a settimana di due (2) ORE. N.B. SE SI RAGGIUNGE UN BUON NUMERO DI ISCRITTI, per favorire la frequenza anche dei turnisti, è prevista l attivazione di un turno speculare del corso nella stessa giornata. Al termine del corso è possibile conseguire anche le 4 abilità linguistiche previste dal Common European Framework of Reference for Languages utili a livello accademico e professionale. 10 Le iscrizioni per i primi corsi sono terminate; in ogni caso se sei interessato, devi comunicare i dati ( nominativo, recapito telefonico, mail) alla segreteria di Novara del Collegio Ipasvi. I tuoi dati saranno inseriti nell elenco di riserva, utilizzabili per i corsi successivi.

11 MEDICAL ENGLISH L Inglese Scientifico in Sanità - LIVELLO BASE CONTENUTI Le conoscenze fornite e proposte in questo corso di inglese per tutti gli operatori della sanità,a livello base, sono strutturati per promuovere lo sviluppo, il consolidamento e il potenziamento delle quattro fondamentali abilità linguistiche (language skills): listening, speaking, writing, reading. Le lezioni, proposte in forma interattiva e coinvolgente per tutti i partecipanti, saranno strutturate con metodologie che permettano la comprensione dei testi anche attraverso l ascolto e la proiezione di brani in lingua originale. Il programma didattico integra, quindi, spiegazioni grammaticali e lessicali, con opportuni esercizi di traduzione e momenti di ascolto e di comprensione dei testi in lingua inglese. I moduli di questo corso di base sono proposti in forma chiara, accessibile e concreta. Per agevolare lo svolgimento delle lezioni, viene istituito un pre-test propedeutico all esecuzione degli aspetti teorici dei contenuti. I moduli didattici, studiati per rispondere senza scostamenti al framework internazionale sulle lingue straniere, sono articolati in maniera tale da consentire ai partecipanti di interfacciarsi alla lingua inglese attraverso i tre sistemi riconosciuti: grammar, activity e vocabulary. ARGOMENTI Gli argomenti trattati saranno articolati secondo la seguente scaletta: GRAMMAR: VERB TO BE/QUESTION WORD ACTIVITY: INTRODUCING ONESELF GRAMMAR: VERB TO BE/QUESTION WORD ACTIVITY: PARTS OF THE BODY GRAMMAR: PREPOSITION, ARTICLES, DEMOSTRATIVE PRONOUNS. NOUNS: SINGOLAR AND PLURAL ACTIVITY: HOSPITAL EQUIPEMENTS TECNICHE PER L AUTO-APPRENDIMENTO (SELF STUDY) GRAMMAR: PREPOSITION, ARTICLES, DEMOSTRATIVE PRONOUNS. NOUNS: SINGOLAR AND PLURAL ACTIVITY: DESCRIBING A SIMPLE CASE OF MEDICAL LIFE GRAMMAR: POSSESSIVE ADJECTIVES/SIMPLE PRESENT TENSE ACTIVITY: INJURIES AND ILLNESS TECNICHE PER L AUTO-APPRENDIMENTO (SELF STUDY) GRAMMAR: VERB TO HAVE/HAS GOT ACTIVITY: DESCRIBING SYMPTOMS GRAMMAR: VERB TO HAVE/HAS GOT VOCABULARY: THE DIGESTIVE SYSTEM TECNICHE PER L AUTO-APPRENDIMENTO (SELF STUDY) GRAMMAR: VERB CAN ACTIVITY: GIVING INSTRUCTIONS GRAMMAR: VERB CAN ACTIVITY: COMMON COMPLAINTS TECNICHE PER L AUTO-APPRENDIMENTO (SELF STUDY) GRAMMAR: GRAMMAR REVISION ACTIVITY: SCIENTIFIC TEXT (THE SECRET OF SLEEP) GRAMMAR: IMPERATIVE, PRONOUNS ONE/ONES, PRESENT CONTINOUS ACTIVITY: COMMUNICATION SKILLS TECNICHE PER L AUTO-APPRENDIMENTO (SELF STUDY) GRAMMAR: IMPERATIVE, PRONOUNS ONE/ONES, PRESENT CONTINOUS ACTIVITY: READING COMPREHENSION GRAMMAR: ADVERBS OF FREQUENCY, PRESENT CONTINOUS TENSE (PRESENT AND FUTURE MEANINGS) GOING TO, MUST VOCABULARY: THE DIGESTIVE SYSTEM TECNICHE PER L AUTO-APPRENDIMENTO (SELF STUDY) GRAMMAR: PRESENT CONTINOUS TENSE/OBJECT PRONOUNS MUST - MUSTIN (OBLIGATION AND PROHIBITION) ACTIVITY: HEALTH AND THE BODY GRAMMAR: PRESENT CONTINOUS TENSE/OBJECT PRONOUNS MUST - MUSTIN (OBLIGATION AND PROHIBITION) ACTIVITY: DESCRIBING ILLNESS AND DISEASES TECNICHE PER L AUTO-APPRENDIMENTO (SELF STUDY) GRAMMAR: PAST SIMPLE TO BE ACTIVITY: PAST TIME PHRASES GRAMMAR: PAST SIMPLE OF REGULAR AND IRREGULAR VERBS SCIENTIFIC VOCABULARY: MATCHING EXERCISES TECNICHE PER L AUTO-APPRENDIMENTO (SELF STUDY) GRAMMAR: GRAMMAR REVISION ACTIVITY: CONSOLIDATION EXERCISE THE FINAL TEST OF LONDON CHAMBER OF COMMERCE AND INDUSTRY EXAMINATION BOARD ( FELSA), TO CERTIFICATE COMPETENCES. MEDICAL ENGLISH L Inglese Scientifico in Sanità -LIVELLO INTERMEDIO CONTENUTI Le conoscenze fornite e proposte in questo corso di inglese per tutti gli operatori della sanità,a livello intermedio, sono strutturate per promuovere il potenziamento delle quattro fondamentali abilità linguistiche (language skills): listening, speaking, writing, reading. Le lezioni, proposte in forma interattiva e coinvolgente per tutti i partecipanti, saranno strutturate con metodologie che permettano la comprensione dei testi anche attraverso l ascolto e la proiezione di brani in lingua originale. Il programma didattico integra, quindi, spiegazioni grammaticali e lessicali, con opportuni esercizi di traduzione e momenti di ascolto e di comprensione dei testi in lingua inglese. Vengono ulteriormente dedicati momenti per la rivalutazione dei testi letti e per il commento, in lingua, di questi, in modo da poter sviluppare anche le doti di riformulazione dei testi, utile strumento per la comunicazione tra professionisti sanitari di diverse nazionalità. I moduli di questo corso sono proposti in forma chiara, accessibile e concreta. Per agevolare lo svolgimento delle lezioni, viene istituito un pre-test propedeutico all esecuzione degli aspetti teorici dei contenuti. I moduli didattici, studiati per rispondere senza scostamenti al framework internazionale sulle lingue straniere, sono articolati in maniera tale da consentire ai partecipanti di interfacciarsi alla lingua inglese attraverso i principali sistemi riconosciuti: grammar and activity. ARGOMENTI GRAMMAR: REVISION ADJECTIVES SIMPLE PAST VERB TO BE ACTIVITY: WRITING AND SPEAKING ACTIVITIES; ESTABLISHING RELATIONSHIP 1 GRAMMAR: SIMPLE PAST TENSE ACTIVITY: READING: DID YOU KNOW? CULTURAL INFORMATION; INTERVIEW 2 GRAMMAR: PAST CONTINUOS TENSE ACTIVITY: GIVING DIRECTIONS GRAMMAR: PREPOSITIONS ACTIVITY: CIRCLE THE PREPOSITIONS ON THE TEXT; INTERVIEW 3 GRAMMAR: QUANTIFIERS ACTIVITY: ORDERING IN A RESTAURANT CUSTOMERS COMPLAINTS: INTERVIEW 4 GRAMMAR: COMPARATIVE FORMS OF ADJECTIVES ACTIVITY: THE WEATHER AND THE ENVIROMENT; INTERVIEW 5 GRAMMAR: FUTURE WITH GOING TO ACTIVITY: INTERVIEW 6 GRAMMAR: FUTUR INTENTIONS ACTIVITY: READING AND WRITING SKILLS THE FIVE SENSE GRAMMAR: FUTUR WITH WILL ACTIVITY: WRITING AND READING SKILLS; SPEAKING IN THE HOSPITAL RETURN VISIT TO SURGERY GRAMMAR: TOO/ENOUGH ACTIVITY: WRITING SKILLS; SCIENCE AND TECHNOLOGY GRAMMAR: REVIEW MAKING PREDICTIONS ACTIVITY: EMERGENCY CALL (TELEPHONE LANGUAGE) GRAMMAR: PRESENT PERFECT TENSE ACTIVITY: HEALTH WORKING IN PAIRS GRAMMAR: PRESENT PERFECT TENSE WITH EVER AND NEVER ACTIVITY: ILLNESS; READING COMPREHENSION HEALTH IN TUDOR TIMES GRAMMAR: PERSONAL PRONOUNS - REVISION ACTIVITY: WRITING THROUGH READING SCIENTIFIC TEXT GRAMMAR: PRESENT PERFECT WITH ADVERBS ACTIVITY: ILLNESS AND REMEDIES THE HISTORY OF MEDICINE; GROUP WORK THE FINAL TEST OF LONDON CHAMBER OF COMMERCE AND INDUSTRY EXAMINATION BOARD ( ELSA), TO CERTIFICATE COMPETENCES. 11

12 Posta elettronica certificata: obblighi per i professionisti iscritti ad Ordini e Collegi Ricordiamo nuovamente che l art. 16 comma 7 del D.L. 185/2008, convertito nella Legge 2/2009, stabilisce per tutti i professionisti iscritti in Albi o Elenchi, di attivare e successivamente comunicare all Ordine o Collegio, il proprio indirizzo di posta elettronica certificata. Il Collegio ha già ricevuto alcune comunicazioni da parte di Colleghi e resta in attesa di riceverne altre, attraverso la posta mail oppure via fax. Inoltre per gli iscritti liberi professionisti, l ENPAPI, con determina del Consiglio di Amministrazione del 7 ottobre 2009, ha deciso di fornire gratuitamente e per sempre, una casella di posta elettronica certificata (PEC). Il Collegio vi terrà informati circa gli sviluppi che emergeranno in tal senso. ERRATA CORRIGE In seguito ad alcune imprecisioni pubblicate nel numero precedente della rivista riproponiamo: elenco delle proposte formative del Collegio relative al primo semestre 2010 PROPOSTE FORMATIVE DEL COLLEGIO PER IL PRIMO SEMESTRE 2010 Evento formativo Date Luogo Modalità iscrizione Crediti ECM La documentazione Infermieristica Il nuovo Codice Deontologico dell Infermiere: guida per una pratica competente ed etica Chi decide per la mia vita? Le direttive anticipate di trattamento: aspetti clinici, etici e legali Etica delle relazioni, delle comunicazioni e del prendersi cura nella professione sanitaria Etica delle relazioni, delle comunicazioni e del prendersi cura nella professione sanitaria La documentazione Infermieristica 30 gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno 2010 Novara Hotel Europa C.so Cavallotti 38 Verbania Sede Collegio P.zza A.Moro 5 Novara Hotel Europa C.so Cavallotti 38 Verbania Sede Collegio P.zza A.Moro 5 Novara Hotel Cavour Via San Francesco d Assisi 6 (fronte Stazione di Novara) Verbania Sede Collegio P.zza A.Moro 5 Tel (in orario di apertura) 50 partecipanti Tel (in orario di apertura) dopo 10 gennaio 40 partecipanti Tel (in orario di apertura) dopo 10 gennaio 100 partecipanti Tel (in orario di apertura) dopo 1 marzo 30 partecipanti Tel (in orario di apertura) dopo 1 marzo 30 partecipanti Tel (in orario di apertura) dopo 1 marzo 50 partecipanti 8 6 In definizione In definizione In definizione Per il dettaglio dei programmi consultate il sito (verranno inserite le brochure specifiche) Partecipazione gratuita agli iscritti del Collegio IPASVI di Novara e VCO (fino ad esaurimento posti) Per iscritti ad altri Collegi IPASVI il costo è stabilito in euro 50,00 per giornata formativa INOLTRE È IN DEFINIZIONE IL SEGUENTE CORSO: 8 12 Evento formativo Date Luogo Modalità iscrizione Crediti ECM CORSO A PAGAMENTO In definizione Vedi pagina dedicata. secondo Novara e/o Inglese Scientifico Evento solo per iscritti 48 adesioni Verbania Collegio Ipasvi di pervenute Novara e VCO

13 Candidata: Piola Linda Relatore: Dott. Claudio De Pieri ABSTRACT TESI DI LAUREA CDL INFERMIERISTICA A.A STUDIO RETROSPETTIVO SULL APPROPRIATEZZA DELLA RIVALUTAZIONE IN TRIAGE INTRODUZIONE La rivalutazione di triage è una pratica clinica consigliata dalle linee guida e ritenuta dal buon senso comune un attività utile e indispensabile, garantisce il paziente in fase di attesa e lo stesso operatore di triage. Non è stato però rilevato in letteratura uno studio sperimentale che ne provi scientificamente la validità. Lo scopo della tesi è pertanto quello di analizzare la rivalutazione, in modo quanto più possibile scientifico, e stabilirne l appropriatezza. In particolare gli obiettivi preposti sono: individuare se la rivalutazione porta alla variazione del codice colore e se questo cambiamento avviene solo per alcuni codici e/o per alcune patologie. I risultati ottenuti potranno portare alla stesura di un protocollo di triage che preveda l utilizzo della rivalutazione in modo più sistematico. La rivalutazione potrà essere limitata solo a determinati codici colore e a determinate categorie di patologie. Tutto questo potrà portare anche ad una diminuzione del carico di lavoro per gli infermieri di triage, pur garantendo i pazienti. MATERIALI E METODI 1) Tipologia di indagine La ricerca verrà svolta attraverso uno studio retrospettivo descrittivo. 2) Variabili VARIABILI DEMOGRAFICHE: a) sesso b) età c) scolarità d) professione VARIABILI INERENTI I CODICI: a) il codice colore assegnato al paziente al momento dell ingresso in Dea. b) il codice colore assegnato al paziente al momento della rivalutazione. VARIABILI INERENTI LE PATOLOGIE: a) la patologia del paziente al momento della dimissione dal Dea o del trasferimento in altro reparto 3) Popolazione oggetto d indagine La popolazione d indagine sarà costituita da tutti gli accessi al Dea dell Ospedale Maggiore della Carità di Novara, dal 01/01/2008 al 21/04/2008, per un totale di accessi, sia che questa sia stata o meno effettivamente compiuta. 4) Tipo di campionamento Potendo disporre di dati trattabili elettronicamente l indagine sarà riferita all intera popolazione di cui sopra 5) Metodo Per l analisi dei dati verrà usato un database appositamente programmato per confrontare i dati ottenuti dal triage evidenziando le rivalutazioni effettuate. Con questo database sarà possibile inoltre comparare le rivalutazione in merito al codice colore e alla patologia d ingresso. RISULTATI In generale vi è un discreto tasso di rivalutazione che si attesta all incirca al 45%. Il 66,7% di questo cambiamento avviene da verde a giallo. Le patologie più rivalutate sono: le malattie e disturbi dell apparato riproduttivo maschile, le malattie e disturbi dell apparato riproduttivo femminile, le malattie e disturbi del rene e delle vie urinarie e i traumatismi, avvelenamenti ed effetti tossici dei farmaci. Il codice bianco ha una bassa percentuale di rivalutazione e difficilmente subisce il cambiamento del codice di gravità. Il codice verde ha una percentuale di rivalutazione che si attesta sul 50% e subisce il maggior numero di variazioni del codice di gravità. Per le patologie per cui la rivalutazione risulta essere più appropriata, per questo codice, si ha anche una buona percentuale di rivalutazione. Questo significa che l infermiere ha una buona abilità nel riconoscere i pazienti che necessitano, più di altri, della rivalutazione. Il codice giallo ha una bassa percentuale di rivalutazione e non subisce mai l aumento del codice di gravità. Per i pazienti non rivalutati ma che avrebbero dovuto esserlo, in quanto scaduto il limite massimo stabilito dal protocollo per quel codice, il confronto tra il codice di triage iniziale e quello di dimissione medica permette di affermare che per i codici verdi e gialli, 13

14 l infermiere abbia tutta più sovrastimato le condizioni cliniche del paziente, mentre per i codici bianchi vi sono pochi casi di sottostima. A seguito di queste considerazioni è possibile dichiarare che la rivalutazione eseguita sulla popolazione oggetto d indagine è stata appropriata. Non potendo rivalutare tutti i pazienti che avrebbero dovuto esserlo, a causa di vari limiti, l infermiere ha scelto correttamente quelli per cui la rivalutazione è stata effettivamente più utile. CONCLUSIONI Le conclusioni a cui siamo giunti sono: - La rivalutazione non è sempre utile. Tra costi e benefici sembrano prevalere i primi - La rivalutazione è efficace per i codici verdi, molto meno per i codici bianchi e i codici gialli - Le patologie che hanno portato più spesso alla variazione del codice colore sono quelle a cui è necessario prestare più attenzione nel momento della rivalutazione. In particolare i gruppi diagnostici più suscettibili della variazione del codice di gravità sono MDC 5 (malattie e disturbi dell apparato cardiocircolatorio) e MDC 21 (traumatismi, avvelenamenti ed effetti tossici dei farmaci). A seguire la rivalutazione ha dimostrato di essere utile per le seguenti patologie: malattie e disturbi del sistema nervoso, malattie e disturbi dell occhio, malattie e disturbi dell apparato respiratorio, malattie e disturbi dell apparato digerente, malattie e disturbi del sistema muscolo scheletrico, malattie e disturbi endocrini, metabolici e nutrizionali, malattie infettive e parassitarie, malattie e disturbi mentali. - Pur stabilendo nuove linee guida è necessario lasciare spazio alla discrezionalità dell infermiere, allenato a riconoscere le condizioni cliniche più instabili. IL CODICE COLORE: Codice rosso: assenza o grave compromissione di una o più funzioni vitali. Accesso immediato alle aree di trattamento. Codice giallo: potenziale pericolo di vita con funzioni vitali non gravemente compromesse ma suscettibili di peggioramento. Accesso alle cure mediche stabilito entro 20 minuti. Codice verde: assenza di pericolo di vita, funzioni vitali stabili, il paziente necessita di interventi differibili. Accesso alle cure mediche stabilito entro 90 minuti Codice bianco: assenza di pericolo di vita, funzioni vitali stabili, il paziente non necessita di prestazioni sanitarie d urgenza, il prolungarsi del tempo di attesa non aggrava le sue condizioni cliniche. 14 BIBLIOGRAFIA 1. Protocollo di triage infermieristico del DEA dell ospedale Maggiore della Carità di Novara 2. Bollettino Ufficiale n. 20 del 19 / 05 / 2005della Regione Piemonte 3. Boni D. Differenti modelli di triage e loro applicazione in Italia in atti I Convegno Internazionale Il Triage Infermieristico in P.S., i temi che scottano, Torino 28-30/11/2002, 4. McMahon M. ED Triage: is a five-level triage system best?, American Journal of Nursing 2003; 103(3): G:F:T: (Gruppo Formazione Triage). Triage Infermieristico. Milano: McGraw-Hill, 2000: Norelli GA, Magliona B. Riv Diritto Professioni Sanitarie, 1999; 2(4): Benci L. Aspetti giuridici della professione infermieristica. Milano: McGraw-Hill, Portigliatti Barbos M. Aspetti medico-legali dell urgenza. In: Garetto G, a cura di. La nuova medicina d urgenza. Torino: Edizioni Medico Scientifiche, 1994: Murray MJ. The Canadian Triage and Acuity Scale: A Canadian perspective on emergency department triage. Emergency Medicine 2003; 15: Morichetti A, Maffei C. L appropriatezza del ricovero in medicina di urgenza. In Atti 3 Congresso Nazionale SIMEU Imparare dall Evidenza, dall errore, dall esperienza, ROMA 21-24/10/2003, in GIMUPS giugno 2003 suppl. 2, vol 5 num 1-2: Chiari P, Santullo A. Evidence-based practice. Milano: McGraw-Hill, Gai V. Triage: procedimento decisionale al servizio del paziente. Torino: Edizioni mediche scientifiche, Vitolo P, Polizzi A. Importanza e compiti degli infermieri nella Medicina d Urgenza. In: Garetto G, a cura di La nuova medicina d Urgenza. Torino: Edizioni Medico Scientifiche, 1994: Grandi F, Bocchino G, Ottone G. Il triage infermieristico in Pronto Soccorso: indirizzi operativi. Torino Medica 1999;(6): Rodriguez D. Compete solo al medico l informazione nei confronti del paziente? Riv. Diritto Professioni Sanitarie 1998;1(2): Anchisi R, Benci L, Bonci A et al. Triage infermieristico. Milano: Mc Graw-Hill; Calamandrei D, D Addio L. Commentario al nuovo codice deontologico dell infermiere Milano: McGraw- Hill, Elenco DRG con tariffe ex D.M espresse in Euro marzo

15 A cura della segreteria Amministrativa LA SEGRETERIA INFORMA La rivista Dialogare pubblica liberamente articoli, previa approvazione del Comitato di Redazione. L articolo è sotto la responsabilità dell Autore o degli Autori, che devono dichiarare: cognome, nome, qualifica professionale, eventuale ente di appartenenza e recapiti postali e telefonici. Il contenuto non riflette necessariamente le opinioni del Comitato di Redazione e del Consiglio Direttivo. Quando il contenuto esprime oppure può coinvolgere la responsabilità di un Ente, oppure quando gli Autori parlano a suo nome, dovrà necessariamente essere fornita anche l autorizzazione dei rispettivi responsabili. Le citazioni devono essere strettamente pertinenti e riferirsi a tutti gli Autori citati nel testo. I lavori possono pervenire attraverso l indirizzo di posta elettronica, oppure in forma cartacea allegando file in formato elettronico. I materiali inviati non verranno restituiti, salvo espliciti accordi. Il Comitato di Redazione è interpellabile per qualsiasi chiarimento al numero telefonico del Collegio. Il Comitato di Redazione SEGRETERIA Sede di Novara Indirizzo: Via Biandrate, 20b Orari di segreteria: lunedì e mercoledì dalle ore 15:00 alle ore 17:00, venerdì e sabato dalle ore 10:00 alle ore 12:00 Recapiti: tel fax Sede di Verbania Indirizzo: Piazza Aldo Moro, 5 Orari di segreteria: martedì dalle ore 15:00 alle ore 17:00 Recapiti: tel CAMBIO RESIDENZA È indispensabile comunicare tempestivamente ogni cambio di residenza con una delle seguenti modalità: attraverso comunicazione scritta direttamente alla segreteria del Collegio per posta, fax o . Coloro i quali cambiano provincia hanno facoltà di chiedere al Collegio della nuova residenza il trasferimento dell iscrizione. SMARRIMENTO TESSERA In caso di smarrimento o furto della tessera di iscrizione al Collegio è necessario: sporgere denuncia di smarrimento/furto alle autorità competenti (Questura, Carabinieri) presentare al Collegio copia della denuncia e due foto tessera per avere il duplicato. CERTIFICATI DI ISCRIZIONE I certificati di iscrizione hanno validità di sei mesi (legge 15 maggio 1997 n. 127) e possono essere richiesti in segreteria con le seguenti modalità: direttamente ed in tempo reale presso la segreteria telefonicamente, fax o , indicando le generalità del richiedente. Nel caso in cui non sia l interessato a ritirarlo, la persona incaricata deve essere munita di delega e fotocopia del documento di identità del richiedete il certificato. A richiesta il certificato può essere spedito per posta. Si ricorda che il certificato di iscrizione è un documento può essere autocertificato. LIBERA PROFESSIONE Chi esercita o intende intraprendere l attività libero professionale deve darne comunicazione al Collegio. Si ricorda che l attività libero professionale implica l iscrizione alla Cassa di Previdenza ENPAPI. COLLOQUI È possibile avere un incontro con la Presidente o un membro del Consiglio Direttivo previo appuntamento telefonico. POLIZZA R.C. PROFESSIONALE È possibile sottoscrivere Polizza R.C. professionale: WILLIS/CARIGE Federazione Nazionale IPASVI, per il contratto e la relativa modulistica contattare la segreteria del Collegio. COMITATO DI REDAZIONE Arreni Antonella, Cavagna Roberto, Fasolini Gabriele, Giroldini Luciano, Portaluppi Viviana, Zavaglio Andreina. 15

16 IL CODICE DEONTOLOGICO 2009 ARTICOLO 4: L infermiere presta assistenza secondo principi di equità e giustizia, tenendo conto dei valori etici, religiosi e culturali, nonchè del genere e delle condizioni sociali della persona.

APPENDICE A. DATI CLIMATICI

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