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1 pubblicazioni I simulatori didattici nella formazione di base e post-base dell infermiere, come integrazione metodologica strumentale di Marco Zerbinati Infermiere Rianimazione Azienda G.Salvini Garbagnate Mil. se. ABSTRACT La formazione professionale dei lavoratori di qualsiasi livello o settore, nel privato o nel pubblico, è diventata argomento di portata sociale e politica, esigenza d ogni struttura organizzativa ed economica. Oggi l attenzione si rivolge, sulla formazione nel corso dell intera vita lavorativa, in quanto, la tecnologia la scienza e la conoscenza di nuove tipologie lavorative impongono questo. Da alcuni anni, emerge una riduzione degli stanziamenti aziendali per la formazione. Nonostante il fabbisogno formativo sia molto elevato. Da questo ne deriva, una sovrabbondanza di informazioni, non applicabili alla pratica clinica, per problemi di formazione del personale. Le problematiche che possono emergere sono già state segnalate, da alcuni studi condotti negli Stati Uniti e nei Paesi Bassi, dove segnalano che il 30-40% dei pazienti non ricevono trattamenti conformi alle prove scientifiche disponibili, e inoltre il 20-25% dell assistenza erogata non è necessaria o potenzialmente dannosa. A questo punto emerge, la necessità di un sistema formativo innovativo. La formazione a distanza rispecchia le necessità dei professionisti, ma risulta essere molto informale e distante dalla realtà ed a volte molto teorica e poco pratica. A questo punto entra in gioco un sistema formativo più animato, con sistemi di simulazione guidata e con la realtà virtuale. Con un programma di simulazione è possibile verificare quali sono gli effetti e i cambiamenti provocati dalle nostre azioni nell ambiente di simulazione. Con questo metodo, si toccano tutti i livelli di apprendimento, dalla conoscenza alla sintesi, alla valutazione. I vantaggi della simulazione sono dati proprio dalla possibilità, di riprodurre un sistema o un scenario, consentendo alle persone di interagire in esso cambiando i valori delle variabili e valutando risultati e cambiamenti provocati dalle nostre azioni. Il fatto che la simulazione non sia la realtà, ma ne rappresenti solo un modello semplificato è proprio vero punto di forza della simulazione stessa. Questa metodologia, risulta essere utilizzata solo in ambiti lavorativi ad alto rischio come simulatori di volo, oppure in ambiti formativi molto complessi. Ritengo che questo metodo possa integrarsi con molta facilità nella formazione infermieristica, sia di base che post-base. INTRODUZIONE La formazione è sicuramente un caposaldo della Professione Infermieristica, a maggior ragione oggi, che grazie all Istituzione del Dottorato di Ricerca abbiamo raggiunto l apice della formazione Universitaria. La formazione non deve limitarsi al raggiungimento di titoli universitari, ma deve seguire il professionista durante la vita lavorativa. Di notevole importanza risulta essere la formazione continua, che ha preso piede con il programma nazionale di educazione continua in medicina (E.C.M.), attuato dal Ministero della Salute a partire dal 1 aprile del L attuazione della E.C.M. trova origine, dalla necessità di conformare il sistema formativo della Sanità Italiana, ai principali Paesi dell Unione europea con l obiettivo di adeguarsi ai nuovi bisogni di salute della popolazione. Infatti, i cambiamenti sociali in atto e i nuovi modelli di vita, stanno via via affiancando alla tradizionale domanda di salute, una significativa domanda di benessere. Ciò fa sì, che il cittadino utente, si attenda e giustamente pretenda servizi quantitativamente e qualitativamente più elevati. 18. N.3/ IO INFERMIERE

2 Questo ha portato ad un incremento della complessità organizzativa e gestionale delle aziende, nonché all aumento delle transazioni messe in atto al suo interno, per far fronte alle nuove richieste di aiuto e di assistenza ai cittadini. In un simile scenario, la formazione diventa un elemento di assoluta necessità, in quanto offre la possibilità di garantire, nuove competenze dettate dal sapere, saper fare e saper essere, ma anche e soprattutto dall essere in grado di attuare la propria conoscenza attraverso il saper divenire. Gli operatori devono essere in grado di coprire ruoli sempre più complessi, sviluppando le loro performance individuali. In questo contesto viene a delinearsi un quadro dove l apprendimento rappresenta un fattore significativo di cambiamento, dove il requisito fondamentale diventa capacità di imparare: imparare ad apprendere ed imparare ad accettare il cambiamento. Per molti anni, la formazione in ambito ospedaliero è stato un fenomeno riservato ai dirigenti e ai quadri di vario livello. Attualmente, la situazione si è completamente capovolta, la formazione professionale dei lavoratori di qualsiasi livello o settore, nel privato come nel pubblico, è diventata argomento di portata sociale e politica, esigenza di ogni struttura organizzativa ed economica. Oggi l attenzione si rivolge, sulla formazione nel corso dell intera vita lavorativa, in quanto la tecnologia la scienza e la conoscenza di nuove tipologie lavorative impongono questo. La formazione continua esce definitamene dall isolamento che la caratterizzava in passato mentre oggi è considerata strumento fondamentale di successo, sia per la competitività delle aziende sia per lo sviluppo di nuovi livelli di professionalità. Nonostante l importanza che tale argomento assume, le Aziende Ospedaliere, non investono adeguatamente le proprie risorse. Infatti, da alcuni dati si nota che gli stanziamenti aziendali per la formazione sono molto esigui rispetto all elevato fabbisogno formativo che gli operatori sanitari hanno. Pertanto ne deriva, che siamo di fronte ad una moltitudine di informazioni, non applicabili alla pratica clinica, per problemi di formazione del personale. Questo può portare ad una malpractice, già segnalata in alcuni studi condotti negli Stati Uniti e nei Paesi Bassi, dove segnalano che il 30-40% dei pazienti non ricevono trattamenti conformi alle prove scientifiche disponibili, e inoltre il 20-25% dell assistenza erogata non è necessaria o potenzialmente dannosa. La multimedialità è una forma di comunicazione basata sulla tecnologia informatica, che permette di raggruppare un certo numero di differenti media, al fine di rappresentare un contenuto di informazioni nei contesti audio visivi. Una tipica produzione multimediale è costituita da: testi, disegni, illustrazioni, foto, effetti speciali sonori, musica di fondo, animazioni tridimensionali e clips di films. Questa tipologia si distingue però da un semplice CD-ROM informativo, in quanto in esso sono presenti degli elementi di interattività. La simulazione è il metodo elettivo nell ottica di un apprendimento basato sull esperienza, in quanto permette ai partecipanti attivamente in esercizi basati sull esperienza che danno l opportunità di pensare e di sperimentare modi alternativi di azioni. Utilizzare il metodo simulativo permette un accrescimento della motivazione dei partecipanti; i formandi infatti, agiscono fisicamente e attivamente, e possono ragionare sulle probabili conseguenze del loro comportamento. Perché simulare non vuol dire soltanto fingere o ingannare, ma bensì un modo per apprendere attraverso l esperienza, anche quando non si ha a IO INFERMIERE - N.3/

3 disposizione la realtà su cui esercitarsi. Oppure dove la realtà non permette errori. Questa metodologia risulta essere utilizzata solo in ambiti lavorativi ad alto rischio come i simulatori di volo, di guida oppure in alcuni ambiti formativi molto complessi. Un buon computer, infatti, può immergerci in un aula, dove l allievo può imparare in modo semplice e duraturo. Gli apprendimenti di origine esperienziale sono accessibili quando servono realmente: quando cioè si presenta un contesto in cui dobbiamo metterli in pratica; sono invece scarsamente accessibili in astratto, al di fuori di ogni contesto: per esempio, quando qualcuno ci domanda <<come si fa?>> oppure <<come funziona?>>. E per questo motivo sono anche difficilmente esprimibili a parole: la tipica risposta a quelle domande è infatti <<te lo faccio vedere>>. Questo metodo trova un terreno fertile, in quanto da alcuni anni l istruzione è in crisi per la scelta di metodi e programmi. Infatti fino ad ora la scuola è stata strutturata sul libro, sulla faticosa acquisizione di conoscenze riformulate nel linguaggio verbale. Oggi, grazie al computer e da professionisti esperti, possiamo utilizzare la capacità di simulazione della realtà. Questo ci permette l acquisizione di nozioni utilizzando le nostre facoltà percettive, con più naturalezza e senza sforzo. Le simulazioni sono programmi per computer, che consentono di rappresentare un sistema reale partendo da un modello matematico. Con il programma di simulazione è possibile verificare quali sono gli effetti e i cambiamenti provocati dalle nostre azioni nell ambiente di simulazione. I limiti della simulazione sono espressi dal fatto che la mappa non è il territorio (Korzbiski), infatti la simulazione è una mappa più o meno complessa della realtà il cui scopo non è solo quello di informare, ma anche e soprattutto quello di formare. La simulazione è esposta al rischio di essere confusa con una copia fedele della realtà, ma visto che essa non è la realtà deve specificarlo esplicitamente al suo interno. Costruire un ambiente di simulazione implica una notevole capacità di applicare le regole della realtà nella nostra mappa semplificata per agire poi coerentemente con esse. Con questo metodo si toccano tutti i livelli di apprendimento, dalla conoscenza alla sintesi, alla valutazione, inoltre ad un altro livello di apprendimento legato alla costruzione e gestione di una situazione sperimentale e simulata che fornisce elementi nuovi per capire e modificare la realtà. I vantaggi della simulazione sono dati proprio dalla possibilità di riprodurre un sistema o un scenario consentendo alle persone di interagire in esso, cambiando i valori delle variabili e valutando risultati e cambiamenti provocati dalle nostre azioni. Il fatto che la simulazione non sia la realtà, ma ne rappresenti solo un modello semplificato è proprio vero punto di forza della simulazione stessa. Simulando riusciamo a esplorare e comprendere la realtà, proprio perché, semplifichiamo la realtà, permettendoci di cogliere gli elementi veramente importanti e le loro relazioni. Inoltre la simulazione non semplifica solamente, ma consente di vedere e cogliere gli aspetti essenziali. In alcuni casi la simulazione può sembrare riduttiva, troppo semplice o addirittura ridicola, ma se risponde alle dinamiche effettive dello scenario, mettendo in relazione oggetti, azioni, attori, assume un valore didattico ed epistemologico. Il vantaggio della simulazione sta nella possibilità che essa ci presenta di vedere i contorni di un processo, di passare ad un unità strutturata in cui azioni, elementi, e attori non sono separati. (Riccardo Santilli). Rispetto all affermazione di Korzbinski la mappa non è un territorio troviamo delle idee contrastanti in quanto, se la mappa rappresentasse tutta la realtà sarebbe confusa con essa, se non rappresentasse nessun elemento della realtà non sarebbe riconoscibile come simulazione di quella realtà, in ambedue i casi sarebbe del tutto inutile. Mappa e territorio, immagine e raffigurato, sono legati fra loro da un doppio vincolo, da un rapporto paradossale di identità e differenza. Si possono distinguere due diversi tipi principali di simulazione: quelli nei quali l allievo deve scoprire il modello, e quelli comportamentali, che forniscono all allievo un modello su cui operare (Devoti, 1992). La realtà virtuale tenta invece di superare le barriere esistenti nell interazione uomo-macchina, operando all interno di un ambiente tridimensionale attraverso i naturali mezzi di comunicazione. Se un utente viene isolato dall ambiente che lo circonda impedendogli di ricevere degli stimoli sensoriali naturali e, contemporaneamente, attraverso un 20. N.3/ IO INFERMIERE

4 sistema grafico computerizzato gli vengono forniti segnali di imput per rappresentare un altro ambiente, egli intergirà con una realtà cosiddetta virtuale (Antonietti, Barosi, Imperio, Tarantini, 1997, p. 16 ). Il gioco di ruolo trova molti punti in comune con la simulazione, infatti nel gioco di ruolo i partecipanti fingono di essere i personaggi di una storia che essi stessi inventano. Alcuni sostengono l importanza dei giochi di ruolo nella formazione, sostenendo la teoria del Ludendo docere, cioè insegnare giocando, questo è stato un motto antico: e il gioco di ruolo è assai adatto perché insegna a raccontare, a coordinare la propria creatività con quella degli altri. Alcuni enti pubblici inseriscono il gioco di ruolo tra le loro attività. Questo perché il gioco è socializzante, e perché sviluppa la creatività e la fantasia. In Francia viene usato da molti assistenti sociali con ragazzi che hanno problemi di integrazioni, e la Direction de la Jeunesse et des Sports ne raccomanda l utilizzo agli animatori delle Case di Quartiere. In Italia il gioco di ruolo viene impiegato da unità Scout, in attività ricreative nelle carceri, persino in alcune società di selezione del personale. Esiste inoltre il Gruppo di Ricerca sul Gioco di Ruolo - GDR2, che si prefigge lo scopo di sperimentare, valutare con criteri scientifici edivulgare al pubblico le potenzialità socializzanti, educative e di stimolo culturale del gioco di ruolo. Riunisce al suo interno professori universitari, ricercatori, amministratori pubblici e giornalisti, oltre ad autori ed editori di giochi di ruolo, rappresentanti di club e associazioni, organizzatori di manifestazioni culturali. La prima accusa ai giochi di ruolo, è di essere violenti. Alcuni ricercatori americani Suzanne Abyeta e James Forest sostengono che chi pratica giochi di ruolo ha invece meno tendenze alla violenza e distruttive del resto della popolazione. RISULTATI OTTENUTI La creazione di un programma simulativo è sicuramente un obiettivo che mi sono posto, notando la difficoltà di apprendimento che i discenti hanno nell affrontare un nuovo argomento. Molte volte i livelli di apprendimento erano bassi, nonostante gli argomenti erano di notevole interesse ed attualità. Per questo motivo ho provato ad addentrarmi nel mondo della formazione, spaziando tra Filosofi e storici della formazione, cercando di captare qualche consiglio utile per un metodo formativo perfetto. Da questa ricerca ho scoperto che i Presocratici, Platone e Aristotele mettevano in risalto il gioco nella formazione. Inoltre anche Quintiliano nel primo Medioevo, evidenziava come attività ludica doveva intersecarsi con la formazione. Fino ad arrivare a Johan Hiuzinga che, con Homo Ludens, dimostrò che l uomo è un animale giocoso e che tutto il suo mondo ha un carattere ludico. Giocare per essere, per mettere a frutto le proprie potenzialità in un ambiente privo dai rischi del reale. Il gioco nei primati è, infatti, una sorta di allenamento, di prova generale per affrontare la realtà. Il piccolo leone gioca con la coda della mamma. Poi la leonessa offre al cucciolo una piccola preda tramortita. Infine lo invita con sé a caccia. Il piccolo impara, tranquillo, senza stress. E un domani sarà capace di affrontare la vita reale, di cacciare e di evitare il pericolo.. Con l arrivo del computer e i sistemi multimediali è stato coniato un neologismo efficace: edutainment, che nasce dall incontro tra education ( istruzione ) ed entertainment IO INFERMIERE - N.3/

5 ( divertimento ). Ancora oggi questi programmi non trovano una facile applicazione, in quanto non sono pensati per uso scolastico, inoltre non sono utilizzabili in una lezione frontale. Secondo alcuni studiosi l Edutainment è una strategia didattica molto efficace, che però trova molta difficoltà di applicazione nelle scuole. La simulazione utilizzata nei programmi informatici, è sicuramente un altro metodo molto valido perché in grado di rappresentare un sistema reale partendo da un modello matematico. I vantaggi della simulazione sono dati proprio dalla possibilità di riprodurre un sistema o un scenario consentendo alle persone di interagire in esso cambiando i valori delle variabili e valutando risultati e cambiamenti provocati dalle nostre azioni. Ritengo che i programmi formativi presi in analisi, possano essere presi in considerazione nella formazione infermieristica, i vari campi di applicazione: Verifica e aggiornamento di nuove procedure assistenziali Questo argomento risulta essere di notevole importanza in ambito professionale visto la necessità di continua formazione rispetto alle evidenze scientifiche. Il sistema informatico potrebbe agevolare la formazione sul campo, permettendo al coordinatore, alti livelli di performance del proprio personale. Puntualizzando i gap all interno della propria unità operativa, in modo da personalizzare la formazione. Questo garantisce inoltre una formazione completa, in base alle necessità dell unità operativa. Inoltre permette l acquisizione o l aggiornamento di nuove procedure operative, sia come nuovo inserimento sia come consulto enciclopedico. Verifica e aggiornamento di patologie con relativi piani terapeutici La verifica e l aggiornamento professionale in merito alle patologie ed ai nuovi piani terapeutici, risulta essere di notevole importanza. In quanto anche se non argomento di specifico interesse Infermieristico, ritengo che una buona conoscenza delle varie patologie e relativi piani terapeutici possa essere un bagaglio indispensabile. In quanto ci si sofferma sempre sull aspetto Infermieristico, trascurando che un buon Infermiere deve conoscere adeguatamente le nuove patologie. Questo fa sì che l infermiere possa cogliere tutte le problematiche ed i bisogni del paziente, in modo da poter esprimere al meglio il proprio specifico professionale. Implementazione di nuova tecnologia Considerata l evoluzione dei sistemi sanitari, che fanno ricorso sempre più consistentemente all automazione, ritengo opportuno creare dei sistemi formativi che permettono una conoscenza completa del prodotto. Proviamo ad immaginare ambiti ospedalieri come le aree critiche, dove la strumentazione tecnologica è molto consistente ed in continua evoluzione. Questo programma permetterebbe una conoscenza del prodotto da parte di tutti, inoltre garantirebbe al momento dell utilizzo che tutti siano in grado di gestirla. In modo da conoscere l utilizzo, la manutenzione e precauzioni qualora ve ne siano. Formazione del paziente o del caregiver, in merito alla gestione ed all analisi delle problematiche nella fase di dimissione La fase di dimissione risulta essere un momento molto critico del paziente, in quanto molte volte, si trova al domicilio senza essere a conoscenza delle problematiche e dei piani di cura futuri. Oppure non essere in grado di gestire particolari situazioni cliniche. In questo campo il sistema analizzato in precedenza potrebbe essere di notevole aiuto sia al paziente che al caregiver. Potrebbero essere trasmesse e poi valutate tutte le informazioni utili al paziente. Educazione stradale nelle scuole Questo argomento è sicuramente di notevole attualità ed interesse, visto il peso che esso assume. 22. N.3/ IO INFERMIERE

6 Per tale motivo in questi anni ho realizzato un programma simulativo di prevenzione dei traumatismi della strada. Questo programma è stato realizzato con un sistema simulativo, tramite l ausilio di un videogioco. Inoltre ho avuto la possibilità di sperimentarlo in una scuola media, dove il videogioco ha riscontrato un notevole interesse. Infatti, i ragazzi alla guida di un motorino virtuale si trovano ad affrontare vari ostacoli, insegnando inoltre le prime nozioni di primo soccorso in caso di incidente. Corsi di primo soccorso nelle scuole Questo argomento risulta essere di notevole importanza, visto la scarsa conoscenza delle manovre salvavita nella popolazione e visto l incidenza delle morti cardiache improvvise. La scuola è sicuramente un ottimo ambito formativo sia per la recettività che per la possibilità di programmazione di un piano di informazioni continue. Ritengo inoltre importantissimo seminare nella formazione dei bambini per poter in futuro avere una popolazione preparata al soccorso. Altri paesi hanno già provveduto a creare corsi di primo soccorso all interno del programma scolastico, come materia obbligatoria. In questi hanno ho avuto la possibilità di realizzare un corso simile agli alunni delle scuole medie, i quali si sono sentiti partecipi ed hanno appreso tutte le informazioni utili ad un primo soccorso. Il sistema Informatizzato potrebbe rendere più agevole e semplice l apprendimento di informazioni così importanti. Educazione sanitaria alla popolazione sana e malata Il sistema Informatico potrebbe inoltre permettere campagne di educazione sanitaria, sia per la popolazione sana che quella malata. Il tutto potrebbe realizzarsi, inizialmente con informative sulla prevenzione ed inseguito con il riconoscimento di particolari patologie di maggior incidenza nella popolazione. In seguito potrebbe essere di aiuto nelle patologie ereditarie, come ausilio sia nel riconoscimento che nella cura. Inoltre per la popolazione malata potrebbe essere un valido ausilio per conoscere il decorso ed i sintomi specifici. Dando la possibilità ai pazienti una autogestione della patologia, valutando la gravità delle situazioni ed il pericolo di alcuni sintomi specifici, riducendo pertanto gli accessi impropri in Pronto Soccorso. CONCLUSIONI Con il presente lavoro ho cercato di fare un ampia analisi del concetto di Formazione, cercando di estrapolare le basi della formazione e le regole che la determinano. Ritengo che le nozioni psicologiche emerse sulle varie tipologie di approccio formativo siano essenziali per poter realizzare ed ottenere buoni livelli di apprendimento. Anche perché la formazione mirata alla popolazione adulta ha molte diversità rispetto a quella improntata per i bambini. Solo conoscendo le teorie andragogica e gli aspetti da essa emergono si può pensare di fare formazione corretta. Nel presente lavoro ho cercato di tracciare le linee guida che sottostanno ad una concezione della formazione degli adulti centrata sia sul docente che sul partecipante, mirante nell analisi di nuovi metodi educativi. Solo conoscendo tutte le metodiche formative si può formare che apprendere con più consapevolezza, cercando di creare piani formativi personalizzati. Il coordinatore in questo meccanismo assume un ruolo fondamentale visto che la formazione professionale è un aspetto di sua competenza. L Infermiere di oggi deve concentrarsi sulla formazione continua indipendentemente dall obbligatorietà, sfruttando e organizzando il proprio piano formativo, individuandone varie tipologie e modalità di applicazione. L apprendimento esperienziale, riflessivo e trasformazionale mira all accrescimento di una maggior autonomia dell individuo. L utilizzo di un sistema di apprendimento simulativo ci mette di fronte al futuro della formazione, dove l apprendimento può realizzarsi con più facilità e precisione. Inoltre con la simulazione possiamo confrontarci, possiamo migliorare il nostro lavoro. Ovviamente va precisato come la simulazione ed il gioco di ruolo, non sono la realtà, pertanto l applicazione di metodi o di tecniche dovranno sottostare all analisi di altri fattori che il computer non può percepire. Imparare ad imparare perché nell era della complessità, tutto muta in modo vertiginoso, le conoscenze appena apprese sono già obsolete. Per questo è importante comprendere il processo, conoscere il come piuttosto che il cosa. Solo così è possibile sviluppare la capacità di essere continuamente in cammino. La bibliografia è presente sul sito internet nella sezione IO INFERMIERE. IO INFERMIERE - N.3/

7 BIBLIOGRAFIA AA.VV. ( 1992) Management Infermieristico, UTET,Torino. Antinucci F. (1997) Edutainment: educare giocando con il multimedia, Salon Bit, Torino 5/12/97 Andreani,O. ( 1979), Processi di insegnamento-apprendimento; atti del simposio su apprendimento-insegnamento organizzato da Mario Groppo; XVII congresso degli Psicologi Italiani, Viareggio, 29 Ott.- 2 Nov. 1977, Firenze. Arfelli Galli. A. (1977), Didattica interattiva e formazione degli insegnanti, Clueb, Bologna. Autieri, E. (2001), Il fabbisogno di formazione. Articolo a cura del Centro Studi Orientamento, Ballanti, G. (1983), Il comportamento insegnante, Armando, Roma Bandura, A., Walter, R. (1963), Social Learning and Personalità Development, Holt, Rinehart and Winston, New York. Bandura, A. (1971), Social Learning theory, General Learning Press, New York. Bellamio, D. (2002) La formazione, il lavoro, la vita. in Adultità, Formazione Lavoro, Guerini e associate, Milano. Benci, L. (1999) Aspetti giuridici della professione infermieristica. McGraw-Hill. Milano. Berger, N.( 1990), A qualitative study of the process of Self-Directed Learning. Doctoral Dissertation, Division of Educational Studies, Virginia Commonwealth University. Bion, W. (1962), Apprendere dall esperienza, Armando, Roma Brown, J.S., Collins,A, Duguid,S. (1989), Situated cognition and the culture of learning, Educational Researcher,18. Calamandrei, C, Orlandi C. (2002) La dirigenza Infermieristica. McGraw-Hill, Milano. Calamandrei, C., Pennini, A. (2006) la leadership in campo infermieristico. McGraw-Hill, Filano Calvani A, (1996) Multimedialità nella scuola. Orientamenti operativi, Cleup, Padova. Calvani A, (1995) Manuale di tecnologie dell Istruzione, ETS, Pisa. Casati, M. ( 2005) la documentazione infermieristica. Seconda Edizione, McGraw-Hill, Milano. Castellazzi V.L., Salvini G. (1990) Giocare per crescere, Edizioni Cooperativa in Dialogo, Milano. CeVEAS, (2001) Gestione del paziente con Dolore Toracico Acuto in Pronto Soccorso. Art. Ministero della Sanità- Dipartimento delle programmazioni. Comogli, M, Cordoso, M.A. (1966), Insegnare e Apprendere in gruppo. Il coopertive Learning, Roma,Las. Corino, U., Napoletano, L. ( 1997), La formazione orientata sul gruppo di lavoro, Franco Angeli, Milano. Demetrio, D.(1999), Manuale di educazione degli adulti, Laterza, Roma. Demetrio, D.,Fabbri, D., Ghepardi, S. (1994), Apprendere nelle organizzazioni, La nuova Italia Scientifica, Roma. Formenti, L.Gamelli, I. (1998), Quella volta che ho imparato, Raffaello Cortina editore, Milano. Galbraith M.W. (1991). The adult Learning Transactional Process. In: Galbraith M.W. Facilitatine Adult Learning. Malabar: Kriegher publishing. G.F.T. (1997). Triage Infermieristico in Pronto Soccorso, Edizioni Nettuno, Verona. Jori, M.L., Migliore, A. (2000) Imparare a insegnare; i ferri del mestiere, Franco Angeli, Milano. Kagan, S. (1997), Cooperative Learning, Paperback. Kaneklin,C., Scarlati, G. (1998), Formazione e narrazione, Raffaello Cortina Editore, Milano. Malcom, K, (1997), Quando l adulto impara. Pedagogia e Andragogia. Tr. it. Franco Angeli, Milano. Marano, A. (2001), La formazione degli adulti. Articolo a cura del Centro Studi Orientamento, Meazzini, P. (2000), L insegnante di qualità. Alle radici psicologiche dell insegnamento di successo, Giunti, Firenze. Mintzberg, H, (1973). The nature of managerial work. Mc Gill University, Harper e Row, NY.

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