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1 4 Convegno Nazionale di ORGANIZZAZIONE, IGIENE E TECNICA OSPEDALIERA I NUOVI OSPEDALI: ESPERIENZE A CONFRONTO Ospedali in rete e servizi di pronto soccorso Grado, 6-7 aprile 2006 Presidente del Convegno D. Pedrini (Imola) Comitato Scientifico U. L. Aparo (Roma) G. Bragonzi (Bologna) A. Canini (Venezia) V. Carreri (Milano) C. Catananti (Roma) G. Finzi (Bologna) K. Kob (Bolzano) G. Manara (Roma) A. Marcolongo (Rovigo) M. Mauri (Genova) G. Pelissero (S. Donato Milanese, MI) Comitato Organizzatore M. Altini (Bologna) T. Del Fabbro (Udine) L. la Pietra (Milano) R. Lapi (Milano) E. Rizzato (Rovigo) G. Tonutti (Udine) In collaborazione con A.N.M.D.O. Associazione Nazionale dei Medici delle Direzioni Ospedaliere A.E.R.IA.S.S. Associazione Emilia Romagna Ingegneri e Architetti Servizio Sanitario C.N.E.T.O. Centro Nazionale per l Edilizia e la Tecnica Ospedaliera S.It.I. Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica I NUOVI OSPEDALI: esperienze a confronto. OSPEDALI IN RETE E SERVIZI DI PRONTO SOCCORSO 1

2 Con il patrocinio di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Provincia di Gorizia Comune di Grado ABC salute SIMEU Società Italiana di Medicina díemergenza-urgenza SOC. IT. di V.R.Q. Società Italiana di Verifica e Revisione di Qualità Sono stati inoltre richiesti i seguenti patrocini Ministero della Salute Università degli Studi di Trieste Università degli Studi di Udine Azienda per i Servizi Sanitari n. 2 Isontina A.I.O.P. Associazione Italiana Ospedalità Privata 2 4 Convegno Nazionale di ORGANIZZAZIONE, IGIENE E TECNICA OSPEDALIERA, Grado, 6-7 aprile 2006

3 INDICE L OSPEDALE IN RETE 1ª Sessione DALLA PROGRAMMAZIONE ALLA PROGETTAZIONE Moderatori: U. L. Aparo (Roma), G. Romano (Verona) MODELLI ORGANIZZATIVI E STRUTTURALI C. Stevan, S. Capolongo, R. Lapi (Milano) pag. 9 GESTIONE INFORMATICA IN RETE W. Bergamaschi (Roma), A. Oliani (Verona), B. Cavallucci (Cesena) pag. 12 ORGANIZZAZIONE IN RETE DEL PERSONALE E DEI SERVIZI GENERALI DI SUPPORTO G. Tonutti, S. Guarneri (Udine) pag. 13 2ª Sessione ESEMPI DI REALIZZAZIONE Moderatori: M. Mauri (Genova), G. Finzi (Bologna) NUOVO OSPEDALE VALDICHIANA EST E. Zambelli (Milano), F. Cosmi (Cortona, AR) pag. 21 L ESPERIENZA DELL OSPEDALE DI VALDAGNO D. Mantoan (Arzignano, VI), A. Altieri (Thiene, VI) pag. 22 L ESEMPIO DELL OSPEDALE DI CITTA DI CASTELLO S. Pasqui, M. Malandrino (Perugia) pag. 24 L ESEMPIO DELL OSPEDALE DI MARCIANISE B. Oddi Baglioni (Roma), G. D Auria (Caserta) pag. 31 I SERVIZI DI PRONTO SOCCORSO 3a Sessione IL PERCORSO ASSISTENZIALE DEL PAZIENTE URGENTE Moderatori: G. Manara (Roma), K. Kob (Bolzano) ACCESSIBILITA AL PRONTO SOCCORSO DEL PAZIENTE IN URGENZA/EMERGENZA E. Carchietti, R. Cocconi (Udine) pag. 35 I NUOVI OSPEDALI: esperienze a confronto. OSPEDALI IN RETE E SERVIZI DI PRONTO SOCCORSO 3

4 ACCOGLIENZA, TRIAGE E VALUTAZIONE C. Giuffrica, V. Giustolisi (Catania) pag. 40 AREA DEI TRATTAMENTI, OSSERVAZIONE BREVE E INTENSIVA A. Marcolongo (Rovigo), F. Tosato (Padova) pag. 45 SERVIZI DIAGNOSTICI A SUPPORTO DELL URGENZA C. Catananti, A. Cambieri (Roma) pag. 47 L APPROCCIO DI GESTIONE DELLE OPERATIONS PER IL MIGLIORAMENTO DEI PROCESSI DI SUPPORTO LOGISTICI E AMMINISTRATIVI DI PRONTO SOCCORSO A. Ciravegna (Roma), P. Masera (Milano) pag. 55 4ª Sessione ESEMPI DI REALIZZAZIONE DI SERVIZI DI PRONTO SOCCORSO Moderatori: S. Brusaferro (Roma), A. Canini (Venezia) COSTITUZIONE DI UN PRONTO SOCCORSO PER AREE DI INTENSITA DI CURA. METODOLOGIE DI CONFRONTO E RAGIONI DI UNA SCELTA A. Neri, C. Scotton, V. Bongiovanni, I. Frascari, M. Rizzoli, M. Aporti (Bologna) pag. 59 IL PRONTO SOCCORSO DELL OSPEDALE MIULLI DI ACQUAVIVA DELLE FONTI E. Rizzato (Rovigo), A. Nitti (Acquaviva delle Fonti, BA) pag. 61 IL CONFRONTO FRA I SERVIZI DI PRONTO SOCCORSO DEGLI OSPEDALI FELLETTINO DI LA SPEZIA, LE SCOTTE DI SIENA E TOR VERGATA DI ROMA A. Taddia, M. Pedrazzi (Milano) pag. 69 5ª Sessione SICUREZZA E TECNOLOGIE IN PRONTO SOCCORSO Moderatori: V. Carreri (Milano), C. Giuricin (Udine) LE DOTAZIONI IMPIANTISTICHE D. Pedrini (Imola) pag Convegno Nazionale di ORGANIZZAZIONE, IGIENE E TECNICA OSPEDALIERA, Grado, 6-7 aprile 2006

5 GESTIONE DELLA SICUREZZA DEL PAZIENTE IN AREE DI EMERGENZA: APPLICAZIONI TECNOLOGICHE E STANDARD DI QUALITA M. Altini (Bologna), G. Melegari (Forlì) pag. 93 PRONTO SOCCORSO E MAXI-EMERGENZE D. Frezza (Treviso), F. Politi (Rovigo) pag. 96 UN BENCHMARKING REGIONALE: INDICATORE DI RISK MANAGEMENT NELLE AZIENDE OSPEDALIERE LOMBARDE S. Cerlesi, V. Carreri, L. Macchi, G. Bertani (Legnano, MI) pag. 99 SITUAZIONE E PROSPETTIVE DI SVILUPPO A LIVELLO NAZIONALE DEL PRONTO SOCCORSO E DELL EMERGENZA TERRITORIALE G. Guasticchi, C. Liva (Roma) pag. 107 Poster pag. 109 I NUOVI OSPEDALI: esperienze a confronto. OSPEDALI IN RETE E SERVIZI DI PRONTO SOCCORSO 5

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7 4 Convegno Nazionale di ORGANIZZAZIONE, 4 Convegno Nazionale IGIENE E TECNICA OSPEDALIERA di ORGANIZZAZIONE, IGIENE E TECNICA OSPEDALIERA I NUOVI OSPEDALI: ESPERIENZE A CONFRONTO I NUOVI Ospedali OSPEDALI: in rete e servizi esperienze di pronto a soccorso confronto OSPEDALI IN RETE Grado, E SERVIZI 6-7 aprile DI 2006 PRONTO SOCCORSO Grado, 6-7 aprile ª Sessione DALLA PROGRAMMAZIONE ALLA PROGETTAZIONE Moderatori: U. L. Aparo (Roma), G. Romano (Verona) I NUOVI OSPEDALI: esperienze a confronto. OSPEDALI IN RETE E SERVIZI DI PRONTO SOCCORSO 7

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9 MODELLI ORGANIZZATIVI E STRUTTURALI Prof. arch Cesare Stevan, arch Stefano Capolongo, arch. Roberto Lapi L apparente evoluzione delle tipologie ospedaliere tende a occultare una storia dei luoghi della salute che è caratterizzata da significative discontinuità e clamorose rotture con il passato. Lo spazio dell assistenza e della cura è strettamente relazionato alla dinamica delle trasformazioni sociali, politiche ed economiche e si modifica in conseguenza ad eventi epidemiologici che colpiscono, anche in modo traumatico, le popolazioni modificandone i comportamenti e la progettualità, affinandone le tecniche di difesa, di prevenzione, e di cura. Le relazioni tra i diversi fattori in gioco hanno determinato, via via, e in modo sempre nuovo ed originale le forme del contenitore dell azione assistenziale e terapeutica. L effetto di continuità è stato in gran parte determinato dal fatto che tali forme sono rimaste prevalentemente legate per un lungo periodo al principio della ospitalità intesa come disponibilità ad accogliere. I posti letto e l insieme dell area della degenza hanno per lungo tempo rappresentato l essenza dell ospedale: in origine per assistere, poi per contenere il diffondersi dell epidemia ed isolare gli infetti, successivamente per esercitare il controllo sullo sviluppo della malattia, imparare a diagnosticarne le cause e a definirne la cura. I grandi cambiamenti economici e sociali determinatisi a seguito della rivoluzione industriale, lo sviluppo della ricerca scientifica in campo chimico, fisico e farmaceutico che sono stati i segni manifesti di un progresso che ha connotato l intero XX esimo secolo, hanno portato a una progressiva maggiore consapevolezza e responsabilizzazione nei confronti della salute. La domanda sociale di servizi sanitari è aumentata in modo esponenziale, particolarmente nei paesi economicamente più avanzati, e si è così resa progressivamente evidente l obsolescenza delle strutture destinate alla cura e l esigenza di un radicale rinnovamento delle stesse. Si è palesata contemporaneamente la difficoltà di concepire e realizzare organismi ospedalieri in grado di non nascere già vecchi. Il progetto che riguarda gli spazi sanitari richiede più di altri una forte capacità previsiva e la sensibilità a cogliere i segni premonitori del cambiamento che in ogni epoca si sono resi percepibili con un certo anticipo rendendosi poi espliciti a seguito di eventi epidemiologici che hanno imposto una nuova organizzazione per la salute e, spesso, hanno imposto un del tutto nuovo ordine sociale. Ci si chiede oggi quali siano i segni che annunciano il cambiamento. Sicuramente vanno ritrovati analizzando attentamente le tendenze della ricerca medica, le direttrici dello sviluppo tecnologico, economico, culturale e sociale. Il cambiamento sarà in grande misura dovuto alla ricerca genetica e alle sue applicazioni, alla ricerca biotecnologica, allo sviluppo delle tecnologie informatiche. I NUOVI OSPEDALI: esperienze a confronto. OSPEDALI IN RETE E SERVIZI DI PRONTO SOCCORSO 9

10 Sarà dovuto, inoltre, alla spinta sociale che proviene dal desiderio di mantenere per tutto l arco della vita una soddisfacente efficienza fisica e mentale, tenuto conto del costante prolungamento della vita media. Dalla pratica estesa delle azioni tese alla prevenzione e alla promozione della salute, dalla sempre maggiore domanda di qualità ed efficienza della macchina organizzativa del settore sanitario nascerà il cambiamento dello stesso concetto di salute e dei comportamenti dei tradizionali attori sulla scena: il medico (sempre meno clinico) ed il malato (sempre meno disposto ad essere paziente). Quale potrà essere allora lo spazio che ospiterà l azione sanitaria nei prossimi anni? Avrà ancora senso esprimersi in termini di tipologie ospedaliere? Per cercare di rispondere a questi quesiti il ricorso alla storia è fondamentale ma sarebbe anche utile far ricorso alla rappresentazione utopica. Sviluppare cioè uno scenario in cui la sanità e il suo spazio siano descritti cambiando di segno a ciò che nella realtà attuale dell assistenza, della diagnosi e della cura non ci soddisfa e non funziona. Anche se lo spazio dell utopia si è ridotto in conseguenza alla velocità con cui si diffonde l innovazione ed abbiamo perso il piacere all esercizio del pensiero utopico, tuttavia non è impossibile immaginare un ospedale in cui le aree di degenza tradizionale sono del tutto scomparse a favore di più ampie aree diagnostiche e terapeutiche, quest ultime studiate per una limitatissima permanenza del malato. Aree quindi attrezzate per degenze speciali e per terapie intensive che si confrontano con ampi spazi multiuso rapidamente adattabili alle nuove esigenze organizzative. Spazi che sappiano supportare aree di ricerca dotate di una grande flessibilità impiantistica, e che si offrono a una forte intercambiabilità operativa. Spazi ad alta tecnologia, a controllo totale delle condizioni ambientali, capaci di poter essere facilmente adattate alle esigenze sopravvenenti. Un edificio monovolume, nel quale le componenti strutturali, impiantistiche ed edilizie siano ordinate in base alla loro capacità di assorbire l impatto del nuovo e le richieste trasformazioni. Di fatto il passaggio dall ospedale che poneva al centro della sua organizzazione spaziale la degenza all ospedale che risponde alle esigenze di ricerca e sviluppo della innovazione diagnostica e della interventistica medica e chirurgica, pur con evidenti contraddizioni, sta già avvenendo. La tipologia ospedaliera che oggi si dà per acquisita divide le aree, sente l esigenza di separare e organizzare diversamente i servizi attorno ai quali si produce la salute da quelli di ricovero, classifica le aree di degenza per intensità di cura, evidenziandone le diverse interrelazioni distributive, ma il salto innovativo è legato all abbandono del mito della perfetta rispondenza funzionale degli schemi organizzativi e all affermarsi di una visione di uno spazio contenitore di flussi, che si adatta in tempo reale al cambiamento nell organizzazione del lavoro e nella gestione. Se si pensa alla situazione attuale sia nello schema del Modello Base ( Rif: progetto di ricerca finalizzata : Principi guida tecnici, organizzativi e gestionali per la realizzazione e gestione di ospedali ad alta tecnologia e assistenza ), che nel modello 10 4 Convegno Nazionale di ORGANIZZAZIONE, IGIENE E TECNICA OSPEDALIERA, Grado, 6-7 aprile 2006

11 definito di Soglia minima, è possibile proporre la medesima organizzazione distributiva, differenziando e graduando il livello di capacità terapeutica.( le sole specialità di base ecc..); di fatto non c è alcuna differenza, se non dimensionale tra l uno e l altro, e questo perché essi rispondono alla stessa domanda di cura. L ospedale Base può dare le risposte più qualificate quello di soglia minima le risposte più comuni. Tuttavia in un nuovo assetto del sistema organizzativo territoriale (in cui è prevedibile l estendersi dell effetto rete a ogni singolo soggetto che potrà essere monitorato in tempo reale sulle sue condizioni di salute, e provvedervi) la stessa classificazione tra strutture ospedaliere di eccellenza e ospedali minori non potrà reggere a lungo così come oggi è concepita, poiché l offerta resa possibile dalle nuove tecnologie e dalla nuova medicina annulleranno di fatto queste differenze. Questo cambiamento, quindi, non potrà prescindere dalla gestione di una rete efficiente di luoghi destinati alle altre forme di assistenza e da un concreto coinvolgimento organizzativo della assistenza domiciliare, da un incremento delle strutture di degenza riabilitativa, dalle residenze sanitarie, da ambulatori territoriali e da una attenta gestione delle prestazioni che precedono l intervento terapeutico mirato nella struttura ospedaliera. Nello stesso modo la localizzazione dei nuovi centri ospedalieri e dei centri territoriali a questi collegati non potrà prescindere dalla dotazione di infrastrutture del territorio di riferimento (collegamenti stradali e ferroviari, autostrade informatiche, collegamenti satellitari, ecc.) che nella organizzazione della offerta sanitaria di domani diventano pre-condizioni indispensabili. Il tutto configura una forte aspettativa per un ambiente predisposto a garantire condizioni sanitarie ottimali e, nei casi in cui siano necessari interventi mirati ed urgenti (e tutti gli interventi sono da considerarsi urgenti), ad attendere l utente e a non doverlo più fare attendere. La relazione comprende l illustrazione di alcune strutture ospedaliere territoriali rivisitate in relazione alle esigenze attuali più avanzate. Successivamente, per esprimere il concetto di quanto può cambiare la definizione di un edificio in conseguenza all applicazione di nuove tecnologie, si illustrano edifici tradizionali che a seguito di interventi a forte carica innovativa sono in grado di esprimere una maggiore efficienza organizzativa e una migliore qualità delle relazioni con il contesto socio-territoriale. I NUOVI OSPEDALI: esperienze a confronto. OSPEDALI IN RETE E SERVIZI DI PRONTO SOCCORSO 11

12 GESTIONE INFORMATICA IN RETE Walter Bergamaschi, Beatrice Cavallucci, Andrea Oliani La rete, come elemento e modello di interazione ed integrazione tra sistemi autonomi e differenziati, rappresenta ormai da oltre 30 anni (ovvero dalla comparsa sul mercato di sistemi informatici distribuiti ) l obiettivo e, forse, la chimera di tutti coloro che si occupano di Sistemi Informativi. La stessa accezione del concetto di rete si è inevitabilmente evoluta col passare del tempo, partendo dalla componente di connessione fisica e trasporto di bit ed arrivando al concetto di regole di cooperazione applicativa, ovvero al livello organizzativo di gestione dei processi aziendali (superando i mitici 7 livelli della pila ISO-OSI). L area dell emergenza rappresenta uno degli esempi più significativi della necessità di gestione informativa (ed informatica) in rete, sia all interno dei confini aziendali (si pensi all importanza di integrazione in tempo reale del Pronto Soccorso con il Laboratorio e con la Radiologia) sia nel contesto inter-aziendale (si pensi alla necessità di integrazione tra 118, Pronto Soccorso, Poli di alta specializzazione e Gestione degenze per la disponibilità di posti letto adeguati). Oggi il modello ritenuto più rispondente a soddisfare tali complesse necessità di integrazione è quello della federazione di sistemi autonomi, e la metodologia di integrazione individuata come vincente è quella della cooperazione applicativa, declinata nelle sue componenti di gestione messaggi, eventi ed expected actions (gestione del processo clinico/assistenziale) Convegno Nazionale di ORGANIZZAZIONE, IGIENE E TECNICA OSPEDALIERA, Grado, 6-7 aprile 2006

13 ORGANIZZAZIONE IN RETE DEL PERSONALE E DEI SERVIZI GENERALI DI SUPPORTO Giuseppe Tonutti, Salvatore Guarneri Introduzione In una realtà come quella italiana, caratterizzata da vaste aree di territorio scarsamente popolato e da una storia di ospedalizzazione diffusa, la carenza di risorse porta i programmatori a mettere in discussione la sopravvivenza di numerose sedi ospedaliere periferiche, favorendo la centralizzazione verso aree maggiormente popolate. Senza dubbio bisogna fare attente valutazioni epidemiologiche e di utilizzo dei servizi, prima di decidere se chiudere o meno un ospedale. Una politica attenta, oltre che alla tenuta dei conti, anche al servizio che viene offerto ai cittadini, deve cercare di raggiungere la massima equità possibile, questo per evitare di porre lei stessa le basi per un ulteriore spopolamento delle aree montane, insulari o disagiate in termini di usufruibilità dei servizi. Da quanto sopra indicato, è fortemente sentita la necessità di abbattere i costi senza ridurre i servizi; in questo campo, modelli organizzativi innovativi, resi possibili anche grazie alle tecnologie via via disponibili, permettono di fornire servizi decentrati a costi sostenibili, soprattutto se valutati assieme all impatto socio-ambientale che questi producono. Tali modalità organizzative si traducono nella messa in rete delle strutture ospedaliere. Mettere in rete gli ospedali significa fare in modo che il lavoro svolto in una sede sia reso disponibile anche per un altra e da questa utilizzato, producendo così delle sinergie in grado di offrire ai pazienti servizi di qualità a costi sostenibili. Questa metodologia di lavoro è valida sia per le attività svolte dai servizi di supporto alle attività sanitarie, sia per le attività cliniche che si svolgono in rapporto diretto con i pazienti. In particolare fra i servizi di supporto possiamo citare quelli generali (magazzini, cucina, centralino, ecc.), quelli tecnici (manutenzioni, informatica, ingegneria clinica, ecc.), quelli amministrativi (acquisti, gestione del personale, commessi, operazioni di back-office, ecc.) e alcuni sanitari (direzione medica, farmacia, sterilizzazione, ecc.). Tale metodologia organizzativa permette senza dubbio di ridurre i costi strutturali, liberando risorse a vantaggio delle strutture clinico-assistenziali. Il vero beneficio per i pazienti, però, si ottiene solo mettendo in rete la parte sanitaria direttamente coinvolta nella produzione delle attività. A titolo di esempio si possono citare l emergenza, la cardiologia, le chirurgie, l oncologia, le radiologie, i laboratori. In realtà la quasi totalità delle funzioni può trarre vantaggio dalla messa in rete della propria attività, soprattutto quando questa incide sui percorsi clinici dei pazienti. I NUOVI OSPEDALI: esperienze a confronto. OSPEDALI IN RETE E SERVIZI DI PRONTO SOCCORSO 13

14 Servizi generali Un settore nel quale le sinergie fra più ospedali possono dare interessanti risultati è quello dei magazzini, per gli alti costi spesso poco valutati che questi producono nella loro gestione. Basti pensare al recupero di spazi e di personale che deriverebbero da una accurata gestione di tutta la logistica che porti ad evitare lo stoccaggio diffuso e ridondante dei materiali. Discorso simile può essere fatto per gli archivi, sia amministrativi che sanitari, e per la relativa gestione delle richieste di copie e/o ricerche di documenti. Per i servizi di ristorazione ci sono varie possibilità di gestione, come ad esempio l affidamento ad una ditta esterna; qualunque sia la tipologia di preparazione prescelta, non si devono sottovalutare i recuperi di efficienza che possono derivare dalla realizzazione di una cucina al servizio di più ospedali con trasporto alle altre sedi in linea calda o fredda. Le attrezzature oggi a disposizione, infatti, assieme alla scelta dei menù più adatti alla tipologia di trasporto adottato e ad accurati e costanti controlli sulla qualità del servizio offerto, permettono di assicurare livelli di qualità adeguati anche per i pasti forniti a distanza. Grazie alle tecnologie oggi disponibili è possibile anche modificare l organizzazione dei centralini, eventualmente lasciando più linee disponibili nelle fasce orarie ad intenso traffico telefonico e concentrando in un unica sede il centralino che risponde nelle ore notturne, festive e prefestive. Servizi tecnici Il servizio di Ingegneria clinica appare come una struttura irrinunciabile per ogni presidio ospedaliero, pena una gestione delle tecnologie poco attenta, soprattutto in termini di opportunità del mercato, contributo alle scelte e successiva gestione della funzionalità. Non è azzardare affermare che un ospedale che non si avvale di un servizio di Ingegneria clinica, supportato da una direzione sanitaria all altezza, consumi più tecnologie del necessario e rischi di fare operazioni di acquisto poco vantaggiose e scarsamente valutate. È evidente, però, che un servizio di Ingegneria clinica dedicato ad uno o due presidi di piccole dimensioni sarebbe poco sfruttato nelle potenzialità o in alternativa poco specializzato, dovendo singole figure occuparsi un po di tutto. Pensare a servizi condivisi fra più ospedali permette di ottenere sicuri vantaggi di gestione dei programmi di investimento in tecnologie e favorisce la scelta di attrezzature adeguate a costi migliori. Per le manutenzioni edili ed impiantistiche il discorso è un po diverso per la tendenza diffusa di esternalizzare queste tipologie di servizio. In realtà, qualunque sia la modalità adottata per assicurare i servizi, si otterrebbero economie di scala con la costituzione di squadre di operai specializzati al servizio di più ospedali, senza trascurare la possibilità di ridurre il numero di reperibilità da assicurare. Discorso simile vale per i servizi informatici, oramai irrinunciabili strutture di ogni 14 4 Convegno Nazionale di ORGANIZZAZIONE, IGIENE E TECNICA OSPEDALIERA, Grado, 6-7 aprile 2006

15 presidio ospedaliero. In questo caso, oltre ai vantaggi sopra descritti per le altre strutture del dipartimento tecnico tecnologico, non va sottovalutata l opportunità di rendere uniforme il sistema informativo di ospedali vicini, anche se non appartenenti alla stessa azienda sanitaria, con snellimento degli scambi di informazioni e possibilità di comunicazioni avanzate fra le diverse strutture e quindi facilitazioni nella circolazione dei pazienti. È indubbio che anche altri settori, come quello tecnico-legale, o di progettazione, possono sicuramente fornire servizi più vantaggiosi se entrano a far parte di una organizzazione in rete degli ospedali. Servizi amministrativi Anche i servizi amministrativi possono beneficiare di un organizzazione in rete, riducendo così i costi di gestione di tutte le pratiche. La gestione degli acquisti, centralizzata per più strutture ospedaliere, permette di ridurre il numero delle gare da svolgere, e quindi di avere minor bisogno di risorse umane, e di aumentare la quantità di beni da acquistare, con conseguentemente possibilità di spuntare prezzi più vantaggiosi per gli stessi prodotti. L organizzazione delle strutture del personale, integrate fra loro, permette di avvantaggiarsi in particolar modo nella gestione dei concorsi; comunque anche altre funzioni, come quelle giuridica ed economica possono beneficiare di sinergie operative tra strutture appartenenti ad aziende diverse. I servizi commessi, per gli ospedali più piccoli solitamente basati su singole unità, possono trarre beneficio da modalità operative integrate, soprattutto nella gestione delle assenze degli operatori e nell ottimizzazione dei percorsi, evitando così uscite ridondanti se non addirittura doppie, generate da una mancanza di visione unitaria nella gestione del servizio. Infine, i call center e tutte le operazioni di back-office, possono avvantaggiarsi da una centralizzazione della funzione che può così essere al servizio di più strutture, ottimizzando l utilizzo delle risorse professionali messe a disposizione con conseguenti risparmi nella gestione complessiva di questa tipologia di servizi. Servizi sanitari di supporto La Direzione medica è coinvolta in numerosi progetti, alcuni di tipo gestionale e organizzativo, altri più specificatamente igienistici; ai medici e al personale è chiesto di saper fare una serie di cose molto diverse fra loro, che spesso presuppongono attitudini differenti, basti pensare all organizzazione del personale, alla gestione per processi dei percorsi clinico-assistenziali, alla valutazione degli esiti delle cure, alla lotta e prevenzione delle infezioni ospedaliere, alla valutazione delle tecnologie oppure al coinvolgimento nella gestione della logistica o delle ristrutturazioni edili. In questo contesto non vi è alcun dubbio che l organizzazione in rete delle Direzioni I NUOVI OSPEDALI: esperienze a confronto. OSPEDALI IN RETE E SERVIZI DI PRONTO SOCCORSO 15

16 ospedaliere possa portare benefici e favorire il confronto professionale all interno della categoria. Per la farmacia il discorso è simile se teniamo conto della varietà di presidi e farmaci per i quali il farmacista dovrebbe poter riuscire a mantenere alti livelli di conoscenza e costituire un vero valore aggiunto per la clinica. Una gestione integrata delle professionalità dei farmacisti fra più ospedali potrebbe dare l importante risultato di avere professionisti competenti per ogni tipologia di bene trattato, sia che si tratti di un farmaco antibiotico, che di uno stent carotideo o di un catetere vescicale. Alla parte professionale, inoltre si aggiunge quella di approvvigionamento e immagazzinamento delle scorte con possibili significative economie di scala che deriverebbero da una gestione unitaria, al servizio di più ospedali, dei farmaci e dei presidi. La sterilizzazione è un altro dei servizi che, con un attenta organizzazione dei flussi di materiali e delle modalità di trasporto, può essere centralizzato e messo al servizio di più sedi ospedaliere. In questo caso, oltre ad un incremento della qualità legato all adozione di comportamenti uniformi nell intero processo di sterilizzazione, sono facilmente quantificabili le riduzioni dei costi di investimento e successiva gestione del servizio. I servizi di diagnostica di laboratorio, grazie alle nuove tecnologie comparse negli ultimi anni sul mercato, possono essere centralizzati per la routine di più presidi ospedalieri, lasciando in sede piccoli nuclei, più o meno attrezzati, per la gestione dell attività urgente e/o per interni. In questo caso, senza gravare sull utente possono essere fatte grandi economie di spazi, tecnologie e personale. Le attività cliniche e assistenziali Sebbene le sinergie fra le strutture di supporto degli ospedali possano produrre significative economie di scala, ponendo le basi per una migliore situazione economica delle aziende, la messa in rete degli ospedali nasce per fornire ai cittadini servizi più facilmente usufruibili e di qualità equivalente fra le diverse aree. Gli ambiti nei quali si possono avere i maggiori benefici sono l emergenza, le chirurgie, le cardiologie, i servizi diagnostici, l oncologia e l area materno-infantile, ma in realtà quasi tutta l attività sanitaria può beneficiare della messa in rete con strutture equivalenti di altri ospedali. In questo contesto un valore aggiunto particolare può essere dato dalla messa in rete del personale, con indubbi benefici per la qualità del servizio offerto. Oltre che per i medici di Direzione medica e per i farmacisti, in numerose situazioni, infatti, la circolazione dei medici fra più presidi può favorire l avvicinamento dei servizi al cittadino mantenendo adeguati livelli di qualità del servizio offerto. Le attività per le quali è utile impostare un organizzazione in rete dei medici sono prevalentemente quelle chirurgiche, diagnostiche e della medicina specialistica. Mammella, cataratta, day surgery, grandi interventi. La creazione di team multidisciplinari porta alla condivisione delle conoscenze 16 4 Convegno Nazionale di ORGANIZZAZIONE, IGIENE E TECNICA OSPEDALIERA, Grado, 6-7 aprile 2006

17 scientifiche tra le diverse figure professionali e al trasferimento di queste in attività assistenziali a vantaggio dell utenza. Ad esempio la nascita delle Breast Unit che ha consentito, attraverso la creazione di percorsi diagnostico terapeutici integrati condivisi tra medici di diverse aree specialistiche, di offrire un approccio di qualità ed efficienza nel trattamento della patologia tumorale della mammella. La creazione di percorsi ambulatoriali per pazienti che accedono al Pronto Soccorso ma necessitano, dopo una prima valutazione, di proseguire solamente un percorso diagnostico terapeutico, è un altro esempio importante di integrazione dei servizi che ha consentito la riduzione dei ricoveri inappropriati. L organizzazione in rete peraltro, non può prescindere il coinvolgimento delle figure professionali presenti sul territorio: dal MMG, al PdLS, al personale sanitario afferente alle strutture a minore intensità assistenziale (RSA, assistenza semi residenziale, distretto, etc). In quest ottica, i percorsi assistenziali vengono ridisegnati e le responsabilità degli operatori sanitari allargate. Per favorire la transizione ospedale-territorio è necessario garantire uniformità dei trattamenti, continuità delle cure, appropriatezza degli interventi ed integrazione dei servizi. La realizzazione di iniziative e progetti rivolti ai medici di base e agli specialisti ospedalieri sono essenziali per favorire la condivisione di conoscenze ma anche il completamento e la valorizzazione delle singole competenze e porterebbero all individuazione di percorsi integrati per la gestione ottimale dei pazienti anche in base al grado di complessità. I NUOVI OSPEDALI: esperienze a confronto. OSPEDALI IN RETE E SERVIZI DI PRONTO SOCCORSO 17

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